Pena & Territorio n. 1-2 (2013)

Copertina Pena & Territorio n. 1 - 2 del 2013

Notiziario, quadrimestrale, a cura del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Ministero della Giustizia - Ufficio rapporti con le Regioni
Registrazione al Tribunale di Roma n. 433/2004 dell’8/11/2004
Editore Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - Ministero della Giustizia
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Redazione - Lina Lamonica (Sezione I Programmazione e diffusione Ufficio Rapporti con le Regioni – D.A.P.), Giovanna Spitalieri (Dipartimento Giustizia Minorile)
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Collaborano con il Comitato di Redazione i referenti: delle Direzioni Generali e dell’Ufficio Studi e Ricerche del D.A.P.; dell’Istituto Superiore Studi Penitenziari; dei Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria; delle Regioni e delle Province Autonome Trento e Bolzano
Copertina, impaginazione elettronica, fotocomposizione e stampa a cura della Tipografia Casa Circondariale di Ivrea

 

SOMMARIO

 

AREA ADULTI

REGIONE BASILICATA

  • Protocollo operativo – Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria

REGIONE LAZIO

  • Roma – Casa Circondariale “Regina Coeli
    Presentata la carta dei servizi sanitari per i detenuti

REGIONE LIGURIA

  • Casa Circondariale di Genova Marassi “Teatro dell’arca
    Progetto Teatro & Carcere

REGIONE LOMBARDIA

  • Lodi - Progetto F.U.O.R.I. (Facilitare l’Uscita Orientare Riconciliare Inserire)
  • Busto Arsizio – Il Carcere e il suo Territorio

REGIONE PUGLIA

  • Accordo per il reinserimento detenuti

REGIONE UMBRIA

  • Interventi per il miglioramento dei servizi per l’inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale

REGIONE VENETO

  • Accordo Unioncamere Veneto e PRAP Triveneto per una rete stabile di comunicazione

UFFICI CENTRALI D.A.P.

  • Protocollo d’Intesa tra Dap e Alleanza cooperative sociali

PROTOCOLLI - ACCORDI - INTESE

  • Filatelia nelle Carceri – Il protocollo d’intesa
  • Progetto “Bambini e carcere” – protocollo d’intesa tra Telefono Azzurro e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

 

AREA MINORI

REGIONE TOSCANA

  

 

 

REGIONE BASILICATA

Protocollo operativo - Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria

Presso la Sala Conferenze della Mediateca di Matera il 12 dicembre 2012 è stato sottoscritto il protocollo operativo di durata biennale tra l’Amministrazione penitenziaria –Provveditorato Regionale della Basilicata, la Conferenza Regionale Volontariato Giustizia della Basilicata, il Centro servizi volontariato di Basilicata e la Magistratura di Sorveglianza di Potenza, finalizzato a:

  • incrementare i rapporti con le istituzioni locali ed il privato sociale al fine di realizzare attività progettuali a favore dei cittadini condannati in esecuzione penale esterna in carico agli UEPE (Uffici di Esecuzione Penale Esterna);
  • sviluppare la collaborazione del volontariato nell’esecuzione penale esterna;
  • realizzare progetti finalizzati al reinserimento socio-lavorativo delle persone condannate;
  • organizzare iniziative di formazione e sensibilizzazione sull’esecuzione penale esterna nei confronti della cittadinanza.

Tale intesa costituisce un valido strumento operativo per meglio diffondere il lavoro svolto congiuntamente tra le parti firmatarie nella consapevolezza che il volontariato, per il suo forte radicamento nel territorio, rappresenta una eccellente risorsa per realizzare legami e proficue, qualificate collaborazioni.

 

REGIONE LAZIO

Roma - Casa Circondariale “Regina Coeli”
Presentata la carta dei servizi sanitari per i detenuti

E’ stata presentata nel corso di una Conferenza Stampa cui hanno partecipato il Garante dei Detenuti del Lazio , il Direttore Generale della Asl Rm A e il Direttore della Casa Circondariale di Roma “Regina Coeli “ la carta dei servizi sanitari per i detenuti” la prima adottata a Roma e una delle poche varata in tutta Italia. Si tratta di un documento finalizzato a garantire l’erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi e cura sulla base degli obiettivi generali di salute, dei progetti specifici e dei livelli essenziali di assistenza garantiti dalla Regione.
La Carta dei Servizi Sanitari per i cittadini reclusi nella casa circondariale di Regina Coeli è il primo risultato concreto del tavolo tecnico congiunto - tra Asl, carcere di Regina Coeli e Garante dei detenuti, istituito nell’ambito del D.P.C.M. del 2008 che regolamenta il passaggio delle competenza della medicina penitenziaria dal Ministero di Giustizia alle Asl,- finalizzato alla realizzazione di una cabina di regia chiamata a monitorare la ricaduta della riforma.
Il documento approvato ribadisce quanto statuito dall’art. 1 del D.Lgs. 230/1999 e dalla nostra Costituzione e cioè che “i detenuti e gli internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, alla erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci ed appropriate sulla base degli obiettivi generali e speciali di salute e dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza”. All’interno della Carta dei Servizi sono riepilogate e dettagliate tutte le prestazioni mediche cui ha diritto il cittadino privato della libertà personale recluso nella Casa Circondariale di Regina Coeli, oltre alle modalità e alla tempistica per la loro fruizione.

 

REGIONE LIGURIA

Casa circondariale di Genova Marassi del “Teatro dell’arca”

L’11 gennaio 2013 presso la Casa Circondariale di Genova Marassi nel corso di una conferenza stampa è stato annunciato l'avvio dei lavori per la costruzione del “Teatro dell’Arca”, ove sarà impiegata anche manodopera detenuta.
Il Teatro dell’Arca sarà una sala polifunzionale con una capienza di circa 200 posti, dotata di tutte le attrezzature necessarie per la rappresentazione di spettacoli, l’organizzazione di mostre, convegni e conferenze interamente edificata, caso unico in Italia, dalla Associazione “Teatro Necessario Onlus” all'interno del Carcere di Marassi .
Si tratta di un'iniziativa di particolare rilievo poiché, grazie ai contributi delle Fondazioni Carige e San Paolo, sarà possibile realizzare un progetto che si prefigge innanzitutto l’obiettivo di dare stabilità alle attività teatrali ma anche di consentire lo svolgimento di corsi di formazione professionale nell’ambito dei mestieri dello spettacolo al fine di favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti.
Esistono a livello nazionale più di cento teatri all'interno delle carceri, ma quello genovese avrà la caratteristica di essere l’unico appositamente edificato nell'intercinta carceraria utilizzando un’area in disuso ed alle cui attività potrà accedere anche il pubblico esterno, “un luogo simbolico - ha spiegato Mirella Cannata coordinatrice del progetto - tra dentro e fuori, per dare l’idea di un ponte che comunica con la città”.
La costruzione del Teatro dell’Arca rappresenta un importante obiettivo per le attività dell’Associazione “Teatro Necessario Onlus” che, nel corso di otto anni di attività alla quale hanno preso parte più di cento detenuti, ha messo in scena molti spettacoli, l’ultimo dei quali “Romeo e Giulietta”da W. Shakespeare presso il Teatro della Tosse di Genova.
Alla compagnia teatrale formata dai detenuti della Casa Circondariale di Marassi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per due anni di seguito, ha voluto conferire due speciali medaglie commemorative, quale segno del suo personale apprezzamento.
Sintesi delle attività ed il progetto 2012-2013.

 

REGIONE LOMBARDIA

Lodi - Progetto F.U.O.R.I. (Facilitare l’Uscita Orientare Riconciliare Inserire)
Se numerose sono le iniziative del volontariato e del terzo settore all’interno delle mura carcerarie carente risulta, invece, un’attenzione specifica e mirata verso tutte quelle persone che stanno scontando la pena all’esterno del carcere o per coloro che, terminata la pena, tentano il reinserimento nella società . Tuttavia ancora più lontana sembra essere l’attenzione oltre che agli autori di reato, ai loro familiari – spesso vittime o co-agenti del medesimo disagio – e alle vittime stesse del reato. Il Progetto F.U.O.R.I., sulla scorta dell’esperienza fatta fin dal 2007 col progetto del “LavoroDebole” della Provincia di Lodi, intende sopperire a questa lacuna, attivando una serie di azioni costruite da più soggetti istituzionali ed enti associativi finalizzate al reinserimento sociale di persone detenute o ex-detenute. Particolare attenzione sarà dedicata alle persone in esecuzione penale esterna, dimesse dal carcere, agli arresti domiciliari o sottoposte a misure di sicurezza.
Nel mese di marzo 2012 erano 169 le persone in carico a UEPE di Milano e Lodi, e dall’analisi dei dati dello sportello esterno al carcere si può evincere che moltissime sono le persone agli arresti domiciliari, soprattutto giovani adulti. Il progetto intende riservare loro una particolare attenzione per migliorare i livelli di presa in carico anche dell’intero nucleo familiare. Verrà attivato, pertanto, in collegamento con un progetto attivo sul territorio, denominato “La casa del quartiere”, un intervento di sensibilizzazione rivolto alle associazioni del volontariato per promuovere l’approccio alla giustizia riparativa, per migliorare la convivenza e la sicurezza sociale, per favorire culture, pratiche e percorsi mirati alla costruzione di contesti locali capaci di includere, risocializzare e riconciliare autori di reato e tessuto sociale.
Titolare del progetto è la Provincia di Lodi in collaborazione con i seguenti partner:

  • Comune di Lodi (titolare e supervisore attività dell’Agente di Rete, in continuità con l’intervento attivato dal 2009)
  • Comune di Codogno (raccordo con AS )
  • Consorzio Lodigiano per i Servizi alla Persona (raccordo con AS e progetto area minori)
  • Caritas Lodigiana (condivisione della prima accoglienza di bassa soglia tramite il Centro di Ascolto)
  • Associazione Comunità Il Gabbiano (implementazione offerte abitative/gruppi responsabilizzazione)
  • LAUS Vol (realizzazione di una micro-azione di giustizia riparativa attraverso la creazione di un sistema di accoglienza per lavori pubblica utilità in raccordo con UEPE)
  • Associazione Loscarcere (gestione sportello di accoglienza, orientamento e accompagnamento ai servizi)
  • Microcosmi Società Cooperativa Sociale (case management, inserimento lavorativo, responsabilizzazione e sostegno alla famiglia)
  • Patronato Acli (consulenza prestazioni assistenziali)
  • Associazione Progetto Insieme (gestione dell’housing sociale)

Rete territoriale del progetto:

  • Amministrazione Penitenziaria
  • Ufficio di Piano
  • Sindaci e Servizi Sociali
  • L’Ordine degli avvocati
  • I Sert
  • Le Comunità di tossicodipendenti
  • Le Cooperative Sociali di tipo B
  • Le Associazioni di volontariato
  • Le Associazioni datoriali
  • Le Associazioni di lavoratori
  • Il CPI
  • I CFP


Busto Arsizio – Il carcere e il suo territorio
Si è svolto il 13 febbraio 2013 un incontro tra l’Amministrazione comunale e il direttore della Casa Circondariale di Busto Arsizio a testimonianza della storica vicinanza tra le due istituzioni.
Tra le altre iniziative seguite con particolare interesse per la loro valenza sociale giova ricordare il progetto del laboratorio di pasticceria “Dolci Libertà”.
Attualmente si sta svolgendo un progetto sperimentale, realizzato in collaborazione con la Casa Circondariale e il Consorzio Sol.Co. Varese, finalizzato al reinserimento lavorativo dei detenuti.
Si tratta di un percorso, una opportunità offerta al singolo ma che può contribuire a migliorare nel suo complesso il contesto sociale.
L’iniziativa, nei contenuti e negli obiettivi, risponde alle linee guida che l’Amministrazione si è proposta di seguire e di sviluppare, ovvero:

  • proporre attività di educazione culturale dedicata al tema dell’eliminazione delle varie forme di discriminazione;
  • favorire la costruzione di reti di impegno e di collaborazione finalizzate all’inclusione e alla integrazione per il raggiungimento di obiettivi condivisi, partecipati e supportati dall’interazione dei diversi referenti territoriali coinvolti ;
  • favorire la trasformazione degli elementi negativi in occasioni di crescita, rinnovamento e speranza, investendo in opportunità di rinascita e cambiamento.

 

REGIONE PUGLIA

Accordo per il reinserimento detenuti
L'accordo sottoscritto recentemente da Csv.net Puglia - Coordinamento regionale dei Centri di servizio per il volontariato, Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria e Conferenza regionale volontariato e giustizia ha come finalità la promozione dell'inserimento di volontari nell'esecuzione penale esterna di tutto il territorio pugliese ed intende rafforzare e supportare i percorsi di rieducazione e di reinserimento sociale nel territorio di residenza degli adulti che scontano una condanna penale in misura alternativa alla detenzione; un percorso, questo, che spesso è auspicato ma altrettanto spesso è trascurato, soprattutto a causa dell'impegno che richiede da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Le associazioni di volontariato potranno, pertanto, partecipare alla costruzione di progetti individualizzati di trattamento che implementino le attività di formazione e inserimento lavorativo dei detenuti in Puglia necessari ad un loro effettivo inserimento sociale. Obiettivo quest’ultimo che nell’apportare la diminuzione del rischio della recidiva contribuisce alla sicurezza della collettività.
Come previsto dall’intesa, siglata il 14.12.2012, si è costituito ed insediato presso la sede della formazione professionale, l’organismo permanente di collaborazione e coordinamento interistituzionale denominato “Tavolo di Governance” la cui presidenza è stata attribuita dalla Regione al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per i prossimi due anni. L’auspicio formulato dai componenti il Tavolo è che nel futuro le iniziative rivolte ai soggetti in esecuzione di pena, vengano non solo discusse all’interno di questo organismo regionale di concertazione ma che al tempo stesso si individuino e si dia attuazione a linee operative che riguardino le politiche sociali, lavorative e abitative.
Si riporta il testo integrale dell’Accordo.

 

REGIONE UMBRIA

Interventi per il miglioramento dei servizi per l'inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale

Dal 21 marzo 2013 è efficace la Delibera Regionale n. 205 del 14.03.2013, che di seguito si riporta, riguardante l’approvazione, da parte della Giunta regionale dell’Umbria del rapporto sull'attuazione del progetto interregionale “Interventi per il miglioramento dei servizi per l'inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale”- costituzione di un Tavolo di Governance e di un Tavolo tecnico per l'inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute ed ex detenute”.
Il progetto prevede:

  • il rafforzamento della governance socio - istituzionale favorendo la programmazione partecipata di progetti destinati alle persone in esecuzione penale e sistematizzando le buone prassi realizzate;
  • la ricognizione e l'analisi sullo stato della programmazione sociale degli interventi di inclusione socio lavorativa anche attraverso l'implementazione dei modelli organizzativi di reinserimento delle persone soggette a provvedimenti dell'autorità giudiziaria privativi o limitativi della libertà personale;
  • la formazione congiunta degli operatori volta allo sviluppo di competenze sulla programmazione degli interventi, sulla progettazione a livello locale e sull'utilizzo delle risorse finanziarie comunitarie, nazionali e locali, sul lavoro in rete, coordinamento e gestione delle risorse e delle iniziative rivolte ai soggetti svantaggiati;
  • la comunicazione e diffusione delle azioni poste in essere;
  • il monitoraggio;
  • la valutazione.

Nel report si illustra il lavoro svolto dalla Regione Umbria nel primo anno di attività del progetto, ma anche quanto fatto in base all'Accordo interregionale per l'attuazione dell'iniziativa.
"Per costruire uno stabile sistema di governance e definire delle modalità di confronto costanti e strutturate tra le Amministrazioni a vario titolo impegnate nel reinserimento socio lavorativo delle persone soggette a provvedimenti dell'autorità giudiziaria - ha affermato la Vicepresidente del Consiglio regionale - abbiamo previsto l'istituzione di due organismi permanenti di collaborazione e coordinamento intra-istituzionale ed inter-istituzionale". "Questo sistema, condiviso tra la Regione Umbria, il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione penitenziaria, gli Enti Locali e gli altri attori sociali presenti sul territorio nasce dall'esigenza di creare un definito, costante ed efficace rapporto 'a rete' tra gli operatori istituzionali e gli operatori del sociale, coinvolti nella realizzazione delle condizioni generali di legalità, sicurezza e di recupero sociale”
L'obiettivo è la definizione di un programma quadro di livello politico istituzionale che evidenzi i pilastri imprescindibili per un'efficace governance degli interventi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale e un programma operativo che contempli le possibili azioni, strumenti, procedure, risorse, prassi operative applicabili per un efficace intervento di inclusione sociale delle persone sottoposte ad esecuzione penale.
Il "Tavolo di Governance", pertanto, avrà il compito di dare l'indirizzo politico e operare le scelte, individuando le linee di intervento per la programmazione di azioni d'inclusione sociale, nonché di offrire gli strumenti e le risorse al fine di promuovere la concreta attuazione dei programmi e degli interventi in favore dei soggetti sottoposti ad esecuzione penale e sarà composto dagli Assessori regionali al Welfare, all’Istruzione, alle politiche del lavoro, alle politiche della formazione e alla sicurezza Urbana, dal Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, dal Garante regionale delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale, dagli assessori provinciali al lavoro e formazione professionale e dall'Anci regionale. Sarà presieduto dall'assessore regionale al Welfare che attuerà i necessari raccordi con l'Assessorato alla Salute.
Il Tavolo Tecnico rappresenta invece una task force integrata tra le diverse amministrazioni impegnate nel percorso di inclusione sociale e le associazioni di volontariato coinvolte nel settore con il compito di specificare strumenti, procedure di attuazione, tempi, risorse umane, materiali, finanziarie, modalità di monitoraggio delle azioni e interventi posti in essere. Sarà composto dal Coordinatore regionale Conoscenza e Welfare, dal Dirigente del Servizio Regionale Politiche attive del lavoro, dal Dirigente del Servizio Regionale Inclusione sociale e integrazione sociosanitaria, associazionismo, volontariato e cooperazione, dalle Direttrici UEPE di Perugia e Spoleto, dai Direttori degli istituti di pena dell'Umbria, dai Dirigenti dei Comuni sede di istituto penitenziario di Perugia, Terni, Spoleto e Orvieto, dal Dirigente dell'Ufficio dell'Esecuzione Penale Esterna del Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, dal Dirigente dell'Ufficio del Trattamento Intramurale del Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, da tre rappresentanti della Conferenza regionale volontariato giustizia e dal Garante regionale delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale.
Poiché le politiche sociali della Regione Umbria per l'esecuzione penale si pongono l'obiettivo di diminuire le recidive di reato e, conseguentemente, di aumentare la sicurezza per il territorio, sempre dalla Regione sono state sviluppate azioni formative finalizzate a favorire l'occupazione, finanziate con Fondo sociale europeo, in collaborazione con le amministrazioni provinciali, i soggetti del Terzo settore e azioni promozionali nei confronti delle istituzioni del territorio, del volontariato, della cooperazione, dell'associazionismo e delle imprese che si sono concretizzate in alcuni progetti territoriali per l'integrazione e l'inclusione lavorativa dei detenuti ed ex detenuti con il coinvolgimento sia degli istituti di pena, che del mondo del lavoro e produttivo.

Regione Umbria
Giunta Regionale

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
N. 205 DEL 14 marzo 2013

Oggetto: Approvazione report sull’attuazione progetto interregionale “Interventi per il miglioramento dei servizi per l’inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale” – Costituzione Tavolo di Governance e Tavolo Tecnico per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute ed ex detenute

Marini Catiuscia - Presidente della Giunta - Presente
Casciari Carla - Vice Presidente della Giunta - Presente
Bracco Fabrizio Felice - Componente della Giunta - Presente
Cecchini Fernanda - Componente della Giunta - Presente
Riommi Vincenzo - Componente della Giunta - Assente
Rometti Silvano - Componente della Giunta - Presente
Tomassoni Franco - Componente della Giunta - Assente
Vinti Stefano - Componente della Giunta - Presente

Presidente: Catiuscia Marini
Segretario Verbalizzante: Catia Bertinelli
Efficace dal 21 marzo 2013

LA GIUNTA REGIONALE

Visto il documento istruttorio concernente l’argomento in oggetto e la conseguente proposta della Vice Presidente Carla Casciari
Preso atto:

  1. del parere favorevole di regolarità tecnica e amministrativa reso dal responsabile del procedimento;
  2. del parere favorevole sotto il profilo della legittimità espresso dal Dirigente competente;
  3. della dichiarazione del Dirigente medesimo che l’atto non comporta oneri a carico del Bilancio regionale;
  4. del parere favorevole del Direttore in merito alla coerenza dell’atto proposto con gli indirizzi e gli obiettivi assegnati alla Direzione stessa;

Vista la legge regionale 1 febbraio 2005, n. 2 e la normativa attuativa della stessa;
Visto il Regolamento interno di questa Giunta;
A voti unanimi espressi nei modi di legge,

DELIBERA

  1. di fare proprio il documento istruttorio e la conseguente proposta dell’Assessore, corredati dei pareri e del visto prescritti dal Regolamento interno della Giunta, che si allegano alla presente deliberazione, quale parte integrante e sostanziale, rinviando alle motivazioni in essi contenute;
  2. di approvare il Report sull’attuazione del progetto interregionale “Interventi per il miglioramento dei servizi per l’inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale” e il relativo piano carcere;
  3. di istituire il Tavolo di Governance sull’inclusione sociale delle persone sottoposte ad esecuzione penale, quale organismo permanente di collaborazione e di coordinamento intra-istituzionale ed inter-istituzionale con le seguenti funzioni:
    • operare scelte politiche e di indirizzo strategico;
    • individuare linee di intervento per la programmazione di azioni d'inclusione sociale in favore dei soggetti sottoposti ad esecuzione penale;
    • promuovere la concreta attuazione di programmi ed interventi in favore dei soggetti sottoposti ad esecuzione penale;
  4. di individuare quali componenti del Tavolo di Governance:
    • gli Assessori regionali con le seguenti deleghe di competenza:
      • Welfare;
      • Istruzione;
      • politiche del lavoro;
      • politiche della formazione;
      • sicurezza Urbana
    • Il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria
    • Il Garante regionale delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale
    • Gli Assessori provinciali con delega al lavoro e formazione professionale
    • L’ANCI regionale
  5. di stabilire che l’Assessore regionale con delega al Welfare, oltre a presiedere il Tavolo di Governance, attuerà i necessari raccordi con l’Assessorato alla Salute.
  6. di istituire il Tavolo Tecnico sull’inclusione sociale delle persone sottoposte ad esecuzione penale, quale organismo permanente di collaborazione e coordinamento intra-istituzionale ed inter-istituzionale che oltre ad avere il compito di specificare strumenti, procedure di attuazione, tempi, risorse umane, materiali, finanziarie, modalità di monitoraggio ha le seguenti funzioni:
    • definire un Piano Operativo annuale in favore dei soggetti sottoposti ad esecuzione penale e le risorse ad esso destinate;
    • definire, promuovere, attivare progetti ed interventi;
    • procedere alla verifica semestrale dello stato di attuazione degli obiettivi individuati;
    • programmare studi, ricerche, incontri nella forma di convegni o seminari al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica e coinvolgere i settori interessati e gli Enti Locali nell'azione congiunta delle parti;
    • redigere una relazione annuale sull’attuazione del Piano Operativo e sui risultati conseguiti, integrata da dati, osservazioni e proposte dei soggetti di cui al successivo punto 6. La relazione annuale sull’attuazione del Piano Operativo, accompagnata da un programma d'intervento congiunto, sarà inviata al Tavolo di Governance, per le opportune valutazioni.
  7. di individuare quali componenti del Tavolo:
    • Il Coordinatore regionale Conoscenza e Welfare
    • Il Dirigente Servizio Regionale Politiche attive del lavoro o suo delegato;
    • Il Dirigente Servizio Regionale Inclusione sociale e integrazione sociosanitaria, associazionismo, volontariato e cooperazione o suo delegato;
    • Le Direttrici UEPE di Perugia e Spoleto
    • I Direttori degli istituti di pena dell’Umbria
    • I Dirigenti dei Comuni sede di istituto penitenziario di Perugia, Terni, Spoleto e Orvieto, o loro delegati;
    • Il Dirigente dell'Ufficio dell'Esecuzione Penale Esterna del Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria;
    • Il Dirigente dell'Ufficio del Trattamento Intramurale del Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria;
    • Tre rappresentanti della Conferenza regionale volontariato giustizia;
    • Il Garante regionale delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale
  8. di stabilire che il Coordinatore regionale Conoscenza e Welfare, oltre a presiedere il Tavolo Tecnico, attuerà i necessari coordinamenti con l’Osservatorio Permanente sulla Sanità Penitenziaria.

IL SEGRETARIO VERBALIZZANTE
Catia Bertinelli

IL PRESIDENTE
Catiuscia Marini

 

 

REGIONE VENETO

Accordo Unioncamere Veneto e PRAP Triveneto per una rete stabile di comunicazione.

Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ed Unioncamere Veneto hanno sottoscritto, in data 4 aprile 2013, un protocollo d’intesa per l’attivazione di una rete stabile di comunicazione tra Istituti penitenziari ed Uffici di esecuzione penale esterna dell’Amministrazione Penitenziaria e Camere di Commercio finalizzata alla valorizzazione delle opportunità offerte dal lavoro penitenziario.
Il protocollo, di seguito riportato, si propone di:

  • far conoscere alle imprese della regione le problematiche riguardanti il lavoro penitenziario
  • promuovere attività di orientamento e formazione sulla creazione d’impresa a favore delle persone ristrette negli istituti penitenziari e in esecuzione penale esterna;
  • sviluppare azioni comuni per favorire la ricerca di risorse;
  • diffondere informazioni sugli sgravi contributivi e fiscali a norma di legge mediante iniziative congiunte.

Le attività lavorative interne od esterne all’Istituto penitenziario rappresentano uno dei cardini su cui costruire programmi di reinserimento: secondo i dati del Ministero della Giustizia, sono 389, oltre il 10% del totale, i detenuti che, in Veneto, lavorano alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria. Un’opportunità è rappresentata dal lavoro cooperativo: i detenuti impiegati presso le 20 lavorazioni attivate dalle cooperative dentro gli Istituti sono 228 (7%), a fronte di un totale di ristretti che ammonta a 3208. Per quanto riguarda i restanti soggetti che non lavorano alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria, ai 34 detenuti in regime di semilibertà occupati presso datori di lavoro esterni si aggiungono 36 lavoranti ex art. 21 O.P.

L’accordo raggiunto rappresenta, pertanto, il significativo risultato dell’attività svolta dalla Commissione ex art. 25 bis D.P.R. 354/75 istituita presso il Provveditorato del Veneto tra i cui componenti vi è anche un delegato di Unioncamere del Veneto.


 

UFFICI CENTRALI D.A.P.

Protocollo d'Intesa tra Dap e Alleanza cooperative sociali

Il 15 marzo 2013 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e Federsolidarietà-Confcooperative, Legacoopsociali e Agci Solidarietà, organizzazioni finalizzate al recupero ed al reinserimento lavorativo delle persone in stato di bisogno e/o a rischio di emarginazione sociale.
Il protocollo rappresenta uno strumento che incrementa l’impegno delle istituzioni nel favorire l’ingresso delle imprese e la creazione di lavoro nelle carceri del paese.
Tali attività contribuiscono alla riduzione della recidiva così come dimostrano alcuni studi di settore in base ai quali il rischio di ricadere nella commissione di condotte devianti è tre volte superiore tra coloro che restano chiusi in cella rispetto a chi lavora o sconta la condanna in misura alternativa.
Benché risulti impegnativo e coraggioso avviare un’attività imprenditoriale in carcere , le cooperative sociali aderenti a Federsolidarietà- Confcooperative, Legacoopsociali ed Agci Solidarietà (Alleanza Cooperative Sociali), sono presenti in oltre la metà degli istituti di pena, ed hanno creato, dalla fine degli anni novanta ad oggi, migliaia di posti di lavoro.
Se ne riporta il testo integrale.

 

PROTOCOLLI - ACCORDI - INTESE

FILATELIA NELLE CARCERI – Il protocollo d’intesa
Il 12 febbraio 2013, il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Ministero dello Sviluppo – Dipartimento per le Comunicazioni, Poste italiane S.p.A, la Federazione fra le Società Filateliche italiane e l’Unione Stampa Filatelica italiana, hanno siglato un protocollo d’intesa, di durata biennale, per la promozione e lo sviluppo di un progetto formativo di carattere sociale denominato “Filatelia nelle carceri” finalizzato all’orientamento ed al collezionismo filatelico.
L’iniziativa nasce su impulso di un gruppo di reclusi appassionati di francobolli ristretti nel penitenziario di Bollate dal 2010 dove  è stato fondato il Circolo filatelico “Intramur”.
I detenuti coinvolti potranno sviluppare la capacità di osservazione, apprendere conoscenze storiche, geografiche, scientifiche ed artistiche intraprendendo un percorso educativo.

 

Progetto “Bambini e carcere”Protocollo d’intesa tra Telefono Azzurro e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Il 5 febbraio 2013 è stato siglato a Roma, presso la Casa Circondariale Maschile di Rebibbia – Nuovo Complesso, un Protocollo d'Intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e Telefono Azzurro finalizzato “ad instaurare forme di collaborazione stabili e organiche mirate a garantire un supporto concreto a tutti quei bambini i cui genitori sono in carcere”
Secondo una recente ricerca finanziata dall'Unione europea e svolta in collaborazione con - l'Amministrazione Penitenziaria, sono oltre 900 mila in Europa e 95 mila in Italia i bambini che ogni anno entrano in carcere per incontrare il proprio genitore.
Telefono Azzurro fin dal 1999 con il progetto “Bambini e Carcere” si pone l’obiettivo di promuovere da un lato un adeguato sviluppo del bambino che si trova inserito in una situazione di detenzione supportando e valorizzando la relazione materna (progetto “Nido” per bambini da 0 a 3 anni), dall'altro di agevolare l'ingresso e la permanenza all'interno dell'istituto del bambino e dell'adolescente che si recano ad incontrare il genitore/parente detenuto attraverso l'allestimento di spazi idonei con  la presenza del personale volontario specializzato (progetto “Ludoteca”).
Con la sottoscrizione di questo protocollo è stato formalizzato, a livello nazionale, l’impegno dell’Associazione nella promozione dei diritti dei bambini e adolescenti coinvolti in situazioni di detenzione genitoriale. Inoltre i singoli Istituti Penitenziari potranno ricondurre e formalizzare le pregresse attività svolte dai gruppi di volontariato di Telefono Azzurro, allo scopo di rafforzare le reti già esistenti con le istituzioni locali e renderne ancora più efficace il funzionamento.