Progetto - Casa delle Opportunità

 

Il progetto "Casa delle Opportunità", frutto della collaborazione tra il Centro Giustizia Minorile del Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria, le Fondazioni di Compagnia di San Paolo, Ufficio Pio San Paolo e la Cooperativa Esserci, ha rappresentato un ulteriore ed innovativo elemento nell'articolato ventaglio di opportunità rivolte ai giovani stranieri.

Il progetto, avendo un valore sperimentale, ha richiesto la convergenza di risorse, volontà e attori differenti, che riunendosi in un "Gruppo Tecnico" hanno progettato e costruito un luogo dove tre giovani, di cui solo due con esperienze legate al circuito penale, hanno potuto sperimentarsi in un percorso di autonomia e di modello abitativo sostenibile.

La Casa delle Opportunità ha accolto un giovane studente-lavoratore proveniente dal Kenia, attentamente selezionato poiché considerato come la figura del "fratello maggiore", estraneo alle problematiche della devianza, ed interessato alla convivenza temporanea, e due giovani adulti (Marocco e Senegal) che avevano effettuato con esito positivo un percorso seguito dai Servizi dell'Amministrazione della Giustizia e dall'Ufficio Minori Stranieri del Comune di Torino.

L'individuazione di quest'ultimi ha dilatato i tempi di avvio del progetto, poiché è sempre più difficile per un giovane adulto, oltretutto con esperienze nei circuiti della microcriminalità, avere un lavoro stabile e quindi una autonomia economica tale da potersi sperimentare in un percorso di coabitazione, se pur in un alloggio con affitto calmierato.

Creato il gruppo, e avviata la coabitazione, ad ogni singolo ospite è stato chiesto di sottoscrivere:

  • Un regolare contratto di locazione, con una richiesta economica pari a 100 euro per i primi 6 mesi di permanenza e 150 euro per i restanti 6 mesi.
  • Un regolamento generale contenente un insieme di indicazioni relative alle modalità di convivenza tra i co-abitanti e tra questi ed i condomini.
  • Un patto di convivenza, definito "Manifesto della Casa delle Opportunità", costruito dai tre co-abitanti insieme al referente dell'accompagnamento, in merito alla gestione degli aspetti pratici della casa e la quotidianità.
  • Un "Contratto di Ospitalità" sempre formulato insieme al referente dell'accompagnamento, che riguardava gli aspetti relativi al progetto individuale, come l'esplicita adesione ad attenersi a quanto previsto dal Regolamento e dal Manifesto della Casa, l'impegno al pagamento del contributo mensile, la costruzione di un'ipotesi di permanenza nella casa per tappe e successive verifiche di raggiungimento degli obiettivi, la partecipazione attiva alle riunioni della Casa, l'impegno ad attivarsi per mantenere e\o cercare (in caso di perdita dell'occupazione) un'attività lavorativa e infine l'impegno a lasciare la casa nei tempi stabiliti.

Ai due giovani segnalati dai servizi (Ufficio di Servizio Sociale Minorenni e Ufficio Minori Stranieri del Comune di Torino) è stato inoltre inserita nel Contratto di Ospitalità, la richiesta di adesione ad un piccolo piano di accantonamento finalizzato alla costruzione di uno specifico fondo che all'uscita dalla casa, avrebbe dovuto rappresentare una riserva utile per far fronte alle spese della futura soluzione abitativa.

Purtroppo per motivi vari, non per ultimo il dover garantire delle rimesse regolari alle famiglie di origine, non è stato possibile da parte dei giovani rispettare l'impegno.

La "Casa delle Opportunità", prevedeva un accompagnamento di alcune ore settimanali di accompagnamento, prevalentemente indirizzato verso la valorizzazione delle risorse personali e il raggiungimento della completa autonomia da parte dei coabitanti.

Tale intervento è stato per lo più di tipo informale, attuato utilizzando spazi di quotidianità, in modo da favorire il confronto su vari temi: l'organizzazione dei turni di pulizia, la gestione del tempo libero, la risoluzione di piccoli conflitti generati dalla normale convivenza. L'operatore referente, inoltre, ha svolto necessariamente anche una funzione di controllo del rispetto del regolamento della casa e dei contratti di ospitalità.

A circa 4 mesi dalla fine dell'esperienza di co-abitazione, con uno dei giovani si è iniziato un percorso di accompagnamento nella ricerca di una nuova soluzione abitativa e allo scadere del contratto d'affitto, il giovane si è trasferito in un appartamento in completa autonomia.

Per il secondo giovane, le difficoltà sono state maggiori, infatti dopo 6 mesi, il bar presso cui lavorava è fallito, con la conseguente perdita del lavoro, e allo scadere del contratto di affitto, a fronte di una proposta di proroga dello stesso, ha preferito trasferirsi da un amico. Nonostante l'affannosa ricerca, non è stato possibile reperire una risorsa lavorativa, si è ricorso quindi ad una risorsa interna alla rete (progetto LOGOS dell'Ufficio Pio San Paolo), al fine di avviare un percorso di orientamento al lavoro e di attivazione di un tirocinio lavorativo, finalizzato all'assunzione.

Il terzo co-abitante, diciamo il "fratello maggiore", acquisita la consapevolezza del suo ruolo, ha espresso il desiderio di replicare l'esperienza. Il Gruppo Tecnico, dopo attenta valutazione, ha pertanto deciso di prorogare ancora di un anno la sua permanenza nella Casa.

A cadenza bimestrale, si è riunito il Gruppo Tecnico al fine di garantire un attento monitoraggio sul progetto e consentire di riconoscere e circoscrivere gli ambiti di difficoltà e di avere gli elementi per "correggere il tiro" rispetto al nuovo gruppo di ospiti.

Le criticità riscontrate, da quella relativa all'accantonamento di una quota per la fase di uscita a quella relativa alla tendenza di attendere dall'esterno soluzioni alle difficoltà secondo una modalità di rapporto verticale (operatore-utente), saranno oggetto di discussione e confronto all'interno del prossimo incontro del Gruppo Tecnico.

Il programma Housing Sociale della Compagnia di San Paolo ha garantito per il 2012 un contributo finalizzato a coprire i costi del referente di progetto appartenente alla Cooperativa sociale Esserci. Nel corrente anno il progetto Casa delle Opportunità potrebbe autofinanziarsi.