aggiornamento: February 26, 2026
Codice di procedura penale
[Nota redazionale: i documenti riportano la stessa numerazione della Bibliografia alla quale si rinvia per i riferimenti editoriali e di collocazione; la data si riferisce all'anno di edizione]
Dal Codice sardo alle riforme dei ministri Orlando e Finocchiaro Aprile (1859-1913)
L'unificazione della materia processuale penale viene attuata in modo relativamente agevole: ai territori annessi tra il 1859 e il 1861 – Lombardia, province emiliane e province meridionali – viene via via estesa la validità del Codice sardo del 1859 con una serie di decreti* [→ CPP 1, CPP 2, si veda anche la Sezione dei Codici preunitari]. Questo stesso testo, emendato a cura del ministro Giuseppe Pisanelli tra il 1963 e 1964 [→ CPP 3], vede la luce dopo la legge 2 aprile 1865, n. 2215 che delega il governo ad estendere il Codice opportunamente modificato anche alle province toscane. Questo viene presentato al re il 26 novembre 1865, n. 2598, con relazione del nuovo ministro Paolo Cortese [→ CPP 4] e diventa il primo Codice di procedura penale italiano, in vigore dal 1° gennaio 1866 [→ CPP 5].
Dopo alcune modifiche [→ CPP 6-CPP 10], l'innovazione della materia sostanziale nel 1889 determina l’esigenza di una riforma del processo penale. In particolare, nei primi anni Novanta, il ministro Teodorico Bonacci annuncia in diverse occasioni la presentazione di un nuovo Codice, al quale sta lavorando una Commissione ministeriale, le cui proposte vengono tuttavia da più parti criticate, in ossequio ai dettami della “scuola positiva” [→ CPP 11-12]. Resta allo stato di progetto anche un successivo testo, promosso dal ministro Emanuele Gianturco nel 1897.
Nel 1898 viene nominata dal ministro Camillo Finocchiaro Aprile una nuova Commissione [→ CPP 13.1-3], i cui lavori, vagliati i pareri di operatori e cultori del diritto [→ CPP 13.4], si concretizzano in un primo testo presentato nel 1904 [→ CPP 13.5-6]. Tornato Finocchiaro Aprile alla guida del dicastero, avvia una revisione del testo e con alcune modifiche, nel novembre 1905, lo presenta in forma di articolato alla Camera dei deputati [→ CPP 14-15]. Mentre si prolunga l’esame in Commissione parlamentare, il ministro Vittorio Emanuele Orlando promuove diversi disegni di legge per la riforma della giustizia fra il 1908 e il 1909 [→ CPP 16]. Tornato come guardasigilli Finocchiaro Aprile, imprime un impulso di modifiche decisive al progetto del 1905, che tengono conto anche degli sviluppi successivi, e presenta nel maggio 1911 un testo [→ CPP 17], che viene esaminato dalle Commissioni parlamentari [→ CPP 18-22]. Nel giugno 1912 viene delegato il governo dei ritocchi necessari e il nuovo Codice di procedura penale viene presentato al re e pubblicato il 27 febbraio 1913 [→ CPP 23 e CPP 25].
Il nuovo codice suscita un acceso dibattito in ambito scientifico e politico, dissenso che costringe il guardasigilli Orlando a nominare una Commissione già nel 1915 sotto la guida di Mortara per un immediato riesame (r.d. 28 marzo 1915). I lavori sono però travolti dagli eventi bellici e dalle vicende politiche successive**.
* In particolare: per le Marche con r.d. 31 ottobre 1860, n. 224; per l’Umbria con r.d. 5 novembre 1860, n. 121; per Napoli con diversi provvedimenti: d.lgt. 17 febbraio 1861, l. 30 giugno 1861, n. 56, l. 19 gennaio 1862, n. 420 e r.d. 6 aprile 1862, n. 530; per la Sicilia con r.d. 17 febbraio 1861, n. 32, l. 19 gennaio 1862, n. 421 e r.d. 21 aprile 1862, n. 577; infine, per le province toscane con l. 2 aprile 1865, n. 2215 storicamente considerata come la "legge di unificazione legislativa".
** Si veda Marco Nicola Miletti, La giustizia penale. Il contributo italiano alla storia del pensiero, voce dell'Enciclopedia Treccani online, 2012; cfr. anche la relazione Rocco del 19 ottobre 1930 [→ CPP 27.12].
1861
CPP 1
Codice di procedura penale per gli antichi Stati di S. M. Vittorio Emanuele 2. col decreto per l'attuazione di esso nelle Provincie napoletane
CPP 2
Codice di procedura penale per le Provincie napoletane (XIV, 175 p.) Contiene:
- Decreto luogotenenziale 17 febbraio 1861 (PP. V-VII)
- Relazione presentata a S.A.R. il principe luogotenente dalla Commessione per gli studi legislativi istituita con decreto dei 6 febbraio 1861 (PP. 166-175)
1865
Codice di procedura penale del Regno d'Italia colla relazione del ministro-guardasigilli fatta a s. m. in udienza del 26 novembre 1865, la legge transitoria 30 stesso mese ed un indice alfabetico analitico delle materie, Firenze-Torino, Tip. Eredi Botta (XX, 255 p.) [ed. in rete diversa da quella posseduta, cfr. CCP 4 e 5]
1866
Codice di procedura penale del Regno d'Italia colla relazione del ministro guardasigilli fatta a s. m. in udienza del 26 novembre 1865, i rr.decreti 30 novembre 1865 e 28 gennaio 1866 relativi a disposizioni transitorie e all'etensione e correzione di alcuni articoli, Firenze Stamperia reale - Torino Tip. Eredi Botta (XXXII, 383 p.)
1879
CPP 6
Il Codice di procedura penale illustrato colla giurisprudenza delle Corti di Cassazione e di appello del Regno, raccolta e ordinata fino all'anno 1879 dall'avv. Isidoro Mel, 3. ed. considerevolmente ampliata e rifusa colle aggiunte delle varie leggi sopravvenute a modificare il Codice stesso, l'ordinamento giudiziario e dei giurati, e colla giurisprudenza formatasi fino all'aprile dell'anno 1879, anche intorno al Codice penale, Parte speciale, con note e richiami a tutte le altre leggi e regolamenti che vi hanno riferimento (625 p.)
1886
CPP 8
Codice di procedura penale del Regno d'Italia [Contiene: Leggi di modificazione al Codice di procedura penale] (79 p. - 8 Mb)
1889
CPP 9
Il Codice di procedura penale, la legge 8 giugno 1874 sui giurati e il decreto 6 dicembre 1865 sul casellario giudiziale, nel testo corretto e modificato dal decreto 28 gennaio 1865, n. 2782; dalle leggi 8 giugn 1874, n. 1937; 30 giugno 1876, n. 3183 e 3184; 6 maggio 1877, n. 3 814 e dal decreto 1° dicembre 1889, n. 6509 [in estratto solo le leggi] (74 p. - 10,6 Mb)
1900-1906
CPP 13
Lavori preparatorii del Codice di procedura penale per il Regno d'Italia
Atti della commissione istituita con decreto 3 ottobre 1898 dal Ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti (Finocchiaro-Aprile) con l'incarico di studiare e proporre le modificazioni da introdurre nel vigente Codice di procedura penale
Principii adottati dalla commissione
Volume primo (verbali delle sedute I-XXXIII: 6 novembre 1898 - 23 aprile 1899) (356 p.)
Volume secondo
Volume terzo
1905
CPP 14
Progetto del Codice di procedura penale per il Regno d'Italia e disegno di legge che ne autorizza la pubblicazione presentato dal ministro di grazia e giustizia e dei culti (Finocchiaro-Aprile) nella seduta del 28 novembre 1905, Atti della Camera dei deputati n. 266:
vol. 1: Relazione ministeriale (764 p. - 47,2 Mb)
vol. 2: Disegno di legge e testo del codice (171 p. - 21,1 Mb)
1909
CPP 16
Riforme al codice di procedura penale. Disegno di legge presentato dal ministro di grazia e giustizia e dei culti Vittorio Emanuele Orlando nella tornata del 24 maggio 1909 [Senato del Regno n. 37] (79 p. - 16,1 Mb)
1911
CPP 18
Senato del Regno, Relazione della Commissione speciale composta dai senatori Quarta presidente, Mortara segretario e relatore, Baccelli Balenzano e Inghilleri sul disegno di legge presentato dal ministro di grazia e giustizia e dei culti nella tornata del 23 maggio 1911 (Atti parlamentari n. 544-A) (61 p. - 7,2 Mb)
1912
CPP 19
Sul nuovo Codice di procedura penale. Discorsi, del senatore Garofalo pronunziati nelle tornate del 27 febbraio e 6 marzo 1912 (40 p. - 3,9 Mb)
CPP 20
Sul nuovo codice di procedura penale. Discorso del Senatore Ludovico Mortara relatore della commissione speciale, pronunziato nella tornata del 5 marzo 1912 (74 p. - 5,3 Mb)
CPP 21
Sul nuovo codice di procedura penale. Discorso del senatore Guglielmo Vacca pronunziato nella tornata del 26 febbraio 1912 (62 p. - 4,1 Mb)
1913
CPP 23
Relazione a s. m. il re del ministro guardasigilli (Finocchiaro-Aprile) presentata nell'udienza del 27 febbraio 1913 per l'approvazione del testo definitivo del codice di procedura penale (125 p. - 6,9 Mb)
La revisione fascista collegata al nuovo Codice penale (1925-1930)
Entro pochi anni, dopo la guerra, la materia processuale deve adeguarsi alla revisione della codificazione penale promossa dal regime fascista. La svolta autoritaria del regime si realizza dopo la crisi Matteotti con il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925, nel nuovo governo è nominato ministro della giustizia il nazionalista Alfredo Rocco. La l. 24 dicembre 1925, n. 2260 delega al Governo la facoltà di “emendare il codice di procedura penale” del 1913, insieme al codice penale e all’ordinamento giudiziario, e menziona l'intervenuto parere della Commissione parlamentare ai sensi dell'art. 2 della stessa legge. Si tratta in realtà di una “delega in bianco”, priva di direttive contenutistiche, che salva solo formalmente una preminenza parlamentare*.
Il 26 ottobre 1926 il ministro incarica Vincenzo Manzini di redigere un progetto preliminare, il nuovo testo viene presentato il 29 giugno 1929 accompagnato da una relazione del ministro [→ CPP 27, 8] e trasmesso poi a magistrati, università, commissioni e sindacati di avvocati e procuratori, al fine di formulare eventuali osservazioni [→ CPP 27, 9, CPP 29, CPP 30]. Viene quindi rielaborato il progetto, corredato di una nuova relazione [→ CPP 27, 10] e sottoposto all’esame della Commissione parlamentare il 31 maggio 1930 [→ CPP 27, 11].
Il testo definitivo con una nuova relazione è presentato al sovrano [→ CPP 27, 12] che lo approva con r.d. 1399 del 19 ottobre 1930, fissandone l’entata in vigore il 1° luglio 1931 [→ CPP 28].
Sebbene Rocco inserisca il nuovo codice nel solco della tradizione giuridica italiana, affermando "un giusto equilibrio tra le garanzie processuali destinate a salvaguardare gli interessi dello Stato nella sua funzione repressiva e quelle spettanti all'imputato", in realtà il codice ha un’impronta marcatamente autoritaria che nega i principi della presunzione d'innocenza, della difesa giudiziaria e della libertà personale, mentre rafforza notevolmente i poteri della polizia**.
* Cfr. Mario Chiavario, Alle radici del codice Rocco: la nascita di una delega sostanzialmente in bianco, tra acrobazie tecniche e ombre di una minacciosa politica nel crepuscolo delle libertà, in L'inconscio inquisitorio. L'eredità del codice Rocco nella cultura processualpenalistica italiana, a cura di Loredana Garlati, Milano 2010, pp. 45-55.
** Loredana Garlati, La nascita del codice di procedura penale del 1930, in I cardini della modernità penale dai codici Rocco alle stagioni dell’Italia repubblicana, a cura di Massimo Donini ... [et al.], Roma 2024, pp. 143-193.
1925
Alfredo Rocco, Sulla facoltà del governo di emanare norme giuridiche, discorso pronunciato alla Camera dei deputati nella 2. tornata del 20 giugno 1925, Roma : Tip. della Camera dei deputati, 1925 (26 p. - 7 Mb)
1929
CPP 26
F. P. Gabrieli, Il progetto preliminare di un nuovo Codice di procedura penale (giugno 1929), estratto da La procedura penale italiana 1929 f. 13 (57 p. - 3,9 Mb)
1929-1930
CPP 27
Ministero della giustizia e degli affari di culto, Lavori preparatori del Codice penale e del Codice di procedura penale, Roma : Provveditorato Generale dello Stato, Libreria : [poi Tipografia delle Mantellate], 1928-1930, 12 v. in 22 tomi [2 volumi non pubblicati, i volumi II-VII si riferiscono al Codice penale e sono inseriti nella sezione corrispondente → CP 49.2-7]
1: Atti parlamentari della legge 24 dicembre 1925, n. 2260, che delega al Governo del re la facoltà di emendare i Codici penale e di procedura penale (pdf di 311 p. ; 111,6 Mb)
8: Progetto preliminare di un nuovo Codice di procedura penale con la relazione del guardasigilli on. Alfredo Rocco
9: Osservazioni e proposte sul progetto preliminare di un nuovo Codice di procedura penale
10: Progetto definitivo di un nuovo Codice di procedura penale con la relazione del guardasigilli on. Alfredo Rocco
11: Atti della Commissione parlamentare chiamata a dare il parere sul progetto di un nuovo Codice di procedura penale
12: Testo del nuovo Codice di procedura penale con la relazione a sua maestà il re del guardasigilli (390 p.)