aggiornamento: October 20, 2025
La codificazione della procedura civile in Italia [pagina in costruzione]
[Nota redazionale: i documenti riportano la stessa numerazione della Bibliografia alla quale si rinvia per i riferimenti editoriali e di collocazione; la data si riferisce all'anno di edizione]
Dalla proclamazione del Regno al dicastero Orlando (1861-1908)
Nella prima fase di unificazione, mentre nelle ex legazioni pontificie (Marche, Umbria e Romagne) entra in vigore il Codice di procedura civile sardo del 1859 - si veda il testo nella sezione dedicata ai Codici preunitari -, l’ex Regno delle Due Sicilie e l’ex Granducato di Toscana conservano la loro legislazione preunitaria. Dopo la proclamazione del Regno d’Italia anche nella materia processuale civile emerge la necessità di operare una unificazione legislativa e con l’avvento al dicastero della giustizia di Giuseppe Pisanelli, viene elaborato un progetto presentato in Senato nel novembre 1863 corredato della relazione illustrativa [→ CPC 4]; il testo non viene però esaminato dalla Commissione appositamente nominata.
La Convenzione firmata con la Francia il 15 settembre 1864, riconoscendo sul piano internazionale il nuovo Regno e trasferendo la capitale da Torino a Firenze, innesca un’accelerazione: il 19 novembre la Camera, con l’ordine del giorno Boggio, esorta il nuovo Governo a presentare un progetto di unificazione legislativa e amministrativa; il 24 novembre il ministro Giuseppe Vacca propone una delega diretta al Governo al fine di emanare con semplice decreto i codici civile, di procedura civile e della marina mercantile, nonché altre norme di unificazione legislativa. La Commissione appositamente nominata presso la Camera dei deputati esprime forti riserve su una procedura che non preveda discussione parlamentare né l’esame da parte della magistratura o di apposite commissioni di studio; tuttavia, per non ostacolare il varo del Codice civile, concede l’autorizzazione al Governo a pubblicare per decreto anche il Codice di procedura civile, conferendogli anche la facoltà di apportare al testo del progetto le modifiche necessarie per l’esecuzione e il coordinamento con le norme del codice sostanziale. Ottenuta l’autorizzazione anche dal Senato, l’esecutivo si assume da solo l'onere della codificazione nella materia processuale civile: promulgata la legge sulla unificazione legislativa (n. 2215 del 2 aprile 1865), nomina una Commissione per la revisione del progetto di procedura civile (d.m. 6 aprile 1865) [→ CPC 10], accanto a quelle competenti sugli altri codici.
Il nuovo Codice, preceduto dalla relazione del ministro Vacca [→ CPC 6], viene presentato al re ed approvato con r.d. 25 giugno 1865, n. 23 [→ CPC 5]; con successivo r.d. 30 novembre 1865, n. 2600 vengono approvate le disposizioni transitorie per l’attuazione, compilate e discusse in un mese da una Commissione di coordinamento [→ CPC 9].
Varato in modo affrettato, il Codice presenta diversi problemi per sanare i quali intervengono diversi provvedimenti di modifica parziale e un notevole numero di progetti di riforma: ad eccezione del primo, d’iniziativa parlamentare nel 1868, tutti gli altri vengono presentati dall'esecutivo: si segnala, in particolare, la legge di riforma del procedimento sommario del 1901 [→ CPC 16] e i progetti di riforma dei primi due Libri del codice, attribuiti all’on. Vittorio Emanuele Orlando [→ CPC 17]
1860
CPC 3
Regolamento per l'esecuzione del codice di procedura civile, approvato con r.d. 15 aprile 1860, n. 4067 (pdf di 76 p. - 3,3 Mb)
1864
CPC 4
Relazione sul progetto del Codice di procedura civile presentato in iniziativa al senato dal ministro guardasigilli (Pisanelli) nella tornata del 26 novembre 1863, n. 63. Segue: Progetto di Codice di procedura civile (227, 260 p.)
1865
CPC 5
Codice di procedura civile del Regno d’Italia Segue: Indice alfabetico ed analitico (309, 45 p.)
CPC 6
Relazione sul Codice di procedura civile fatta a S.M. dal ministro guardasigilli (Giuseppe Vacca) nell’udienza del 25 giugno 1865 (pdf di 49 p. - 2,5 Mb)
CPC 7
Il Codice italiano di procedura civile, annotato per cura del cavaliere Luigi Borsari (1134 p.)
1866
CPC 9
Disposizioni transitorie per l’attuazione del Codice di procedura civile del Regno d’Italia (12 p.)
1868
CPC 10
Processi verbali delle sedute della Commissione speciale instituita pel coordinamento del Codice di procedura civile e per proporre le relative disposizioni transitorie [presidente Filippo Galvagno, tornate 10 aprile-19 giugno 1865; Disp. trans. 8-9 novembre 1865] (pdf di 482 p. - 22 Mb)
1870
CPC 11
I motivi del Codice di procedura civile del Regno d'Italia e delle disposizioni transitorie di esso. Tratti: 1º da' lavori preparatorii de' Codici di procedura degli Stati sardi del 1854 e del 1859; 2º da quelli del Codice di procedura civile del Regno d'Italia del 1865; 3º dalla esposizione de' motivi della loi sur la procedure civile du canton de Geneve, seguita dal nostro Codice; 4º dal Commentario del Codice di procedura civile per gli Stati sardi del 1854, fatto dai professori Pisanelli, Scialoja e Mancini, ordinati sotto ciascun articolo da' germani Gaetano Foschini, Giuseppe Foschini
1875
CPC 12
Il Codice italiano di procedura civile illustrato dalla giurisprudenza delle Corti di cassazione e di appello del Regno, dai motivi della legge, dalla dottrina degli autori, collo svolgimento delle questioni più controverse e con richiami agli altri codici, a leggi speciali e regolamenti, per l'avvocato Emanuele Cuzzeri, con la collaborazione del procuratore dott. Carlo Rimini nella collezione della giurisprudenza:
- Volume I (pdf di 675 p. ; 55,1 Mb)
- Volume II (pdf di 624 p. ; 30,9 Mb)
1877
CPC 13
Progetto di riforma del procedimento sommario nei giudizi civili. Lavori della Commissione istituita con decreto 22 dicembre 1876 dal Ministro Guardasigilli (Mancini) (271 p. - 16,4 Mb)
1901
CPC 16
Legge sulla riforma del procedimento sommario 31 marzo 1901, n. 107 : corredata del testo completo di tutti i lavori parlamentari, e cioè delle relazioni ministeriali e delle commissioni, delle discussioni alla Camera dei Deputati ed al Senato, nonché di tutte le altre disposizioni relative alla materia [esemplare privo di frontespizio] (pdf di 259 p. - 37,8 Mb)
Dal primo dopoguerra al Regime fascista (1920-1941)
In modo più deciso, l'iniziativa di rinnovamento riprende alla fine del primo conflitto mondiale, ad opera della Commissione reale per il dopoguerra, nominata con decreto luogotenenziale 21 marzo 1918, allo scopo di rivedere i provvedimenti emergenziali e adeguare il sistema normativo alle nuove trasformazioni sociali e produttive accelerate dal periodo bellico. Nel 1920 viene presentato un progetto di riforma del processo civile, frutto dei lavori svolti dall’VIII Sezione della I Sottocommissione, presieduta da Giuseppe Chiovenda [→ CPC 18]. Due anni dopo, Ludovico Mortara elabora un’altra riforma parziale [→ CPC 19], ma nessuno di questi progetti vede la luce.
Una riforma organica viene intrapresa dal regime fascista, che con la l. 20 dicembre 1923, n. 2814 e successive integrazioni, delega il governo a pubblicare, fra gli altri, un nuovo codice di procedura civile. Nel giugno 1924 viene incaricata la terza Sottocommissione (o Sottocommissione C), presieduta da Ludovico Mortara, che attraverso un comitato ristretto elabora uno schema di progetto illustrato da Francesco Carnelutti. Il testo dei primi due Libri sul processo di cognizione e quello di esecuzione, viene elaborato dal comitato ristretto e rivisto dalla Sottocommissione, trasmesso al ministro Alfredo Rocco nel giugno 1926 e pubblicato [→ CPC 20-CPC 21].
Il guardasigilli ne intraprende una minuziosa revisione, rimasta però incompiuta [→ CPC 23] e che solo parzialmente viene valutata dai suoi successori: Pietro De Francisci, infatti, incarica il professor Enrico Redenti di redigere un nuovo progetto, che sfocia in un nuovo testo del Primo Libro [→ CPC 22]. Quindi, il ministro Arrigo Solmi, dopo aver personalmente tracciato alcune direttive sommarie, istituisce nel luglio 1935 una Commissione ministeriale tecnica ristretta, da lui stesso presieduta e di cui fa parte anche Redenti, chiamato a completare l’opera iniziata.
Il "Progetto Solmi” viene pubblicato con la relazione illustrativa nel maggio 1937 [→ CPC 24] e presentato dal ministro stesso in diverse occasioni pubbliche [→ CPC 30], mentre i temi più importanti della riforma sono sottoposti all’esame delle Corti giudiziarie, del Consiglio di stato, della Corte dei Conti, dell'Avvocatura dello Stato, di facoltà giuridiche e di altri organi sindacali e corporativi [→ CPC 25-29]. Valutate tutte le osservazioni [→ CPC 31] il Comitato ministeriale procede alla redazione definitiva: il testo viene trasmesso nel febbraio 1939 alla Commissione parlamentare, deputata (a norma dell’art. 2 della l. 30 dicembre 1923, n. 2814 e art. 2 e 3 della L. 24 dicembre 1925, n. 2260) ad esprimere il proprio parere [→ CPC 35].
Nel luglio 1939 il nuovo ministro Dino Grandi evidenzia gravi carenze nel progetto ormai in fase avanzata e si impegna personalmente in un’estesa rielaborazione, avvalendosi della collaborazione sia di un comitato ristretto, del quale fanno parte i mensionati Redenti e Carnelutti, insiema con Piero Calamandrei e L. Conforti, che della Commissione delle Assemblee legislative. Il testo del nuovo codice viene subito trasmesso a questa stessa Commissione per l'esame prescritto dalla legge e si conclude il 30 gennaio 1940 [→CPC 36].
Le fasi finali del progetto vedono come principale attore un Comitato presieduto dallo stesso guardasigilli, che dedica particolare attenzione alla riforma del processo del lavoro, la cui disciplina, precedentemente affidata ad una legge speciale, si vuole includere per sostenere il nuovo ordinamento corporativo, appena istituito. La redazione delle norme sulle controversie di lavoro, di previdenza ed assistenza viene affidata ad una Sottocommissione presieduta da Eduardo Piola Caselli, che predispone un testo preliminare che, dopo l'approvazione della Commissione parlamentare, viene sottoposto all’esame di una Commissione istituita presso il Ministero delle Corporazioni. Il testo definitivo, alla luce delle osservazioni e proposte formulate, è elaborato da un Comitato speciale, presieduto dallo stesso guardasigilli.
Completata la redazione dell'articolato, il ministro Grandi presenta il nuovo Codice di procedura civile al Consiglio dei ministri, che lo approva il 2 aprile 1940; viene emanato con r.d. 28 ottobre 1940, n. 1443, cui segue il r.d. 18 dicembre 1941, n. 1368 per le disposizioni attuative e transitorie [→ CPC 33, CPC 34, CPC 39].
1920
CPC 18
Giuseppe Chiovenda, La riforma del procedimento civile proposta dalla Commissione per il dopo guerra. Relazione e testo annotato (157 p. - 17,6 Mb)
1923
CPC 19
Ludovico Mortara, Per il nuovo Codice della procedura civile. Riflessioni e proposte ((Estr. da: Giurisprudenza italiana, 1923-1924. (90 p. - 2,3 Mb)
1926
CPC 20
Francesco Carnelutti, Progetto del codice di procedura civile, presentato alla Sottocommissione reale per la riforma del Codice di procedura civile ((Suppl. a: Rivista di diritto processuale civile, a. 3, n. 1.
1. Del processo di cognizione (132 p. - 5,8 Mb)
2. Del processo di esecuzione (91 p. - 1,7 Mb)
CPC 21
Commissione reale per la riforma dei codici. Sottocommissione C, Codice di procedura civile. Progetto (245 p. - 13,5 Mb)
1937
CPC 23
Alfredo Rocco, Codice di procedura civile. Progetto del ministro guardasigilli, estratto dalla Rivista di diritto processuale civile, a. 14 (1937), n. 1 (36 p. - 2,4 Mb)
CPC 24
Ministero di grazia e giustizia, Codice di procedura civile. Progetto preliminare e relazione (401 p. - 31,2 Mb)
CPC 25
Università cattolica del sacro cuore. Facoltà di giurisprudenza, Osservazioni intorno al Progetto preliminare del Codice di procedura civile [relazioni dei prof. Zanzucchi, Balladore-Pallieri e Garbagnati] (170 p. - 12,4 Mb)
CPC 26
Parere della facoltà di giurisprudenza a s.e. il ministro della giustizia sul progetto preliminare del Codice di procedura civile, relazione del prof. Piero Calamandrei (165 p. - 13 Mb)
CPC 27
Sindacato fascista avvocati e procuratori per la circoscrizione del Tribunale di Firenze, Parere sul progetto preliminare del Codice di procedura civile (148 p. - 7,4 Mb)
CPC 28
Sindacato avvocati e procuratori di Messina, Relazione al Progetto Solmi per la riforma del Codice di procedura civile (20 p. - 802 Kb)
CPC 30
Arrigo Solmi, La riforma del Codice di procedura civile. Discorsi, conferenze, interviste, con prefazione e indice (211 p. - 16,9 Mb)
1940
CPC 33
Ministero di grazia e giustizia, Codice di procedura civile, contiene il r.d. 28 ottobre 1940, n. 1443 e la relazione alla maestà del re imperatore del ministro guardasigilli Grandi, presentata nell’udienza del 28 ottobre 1940 (110 p. - 24,6 Mb)
CPC 38
Dino Grandi, Il nuovo processo civile. Discorso pronunciato nel Senato del Regno il 10 maggio 1940 (47 p. - 3,1 Mb)
1942
CPC 40
Codice di procedura civile. Illustrato con i lavori preparatori e con note di commento, a cura di Andrea Lugo, Mario Berri, 2. ed. integrata con le disposizioni di attuazione e transitorie e con nuove note di commento (XXXI, 738 p.; 23 cm.)