salta al contenuto

Pubblicazione sentenze e provvedimenti

aggiornamento: 30 giugno 2015

In tema di pene accessorie, l'articolo 36 del codice penale dispone che la sentenza all'ergastolo e la sentenza di condanna nei casi in cui la legge lo prevede, siano pubblicate nel sito internet del Ministero della giustizia per un periodo stabilito dal giudice e comunque non superiore a trenta giorni. In caso di mancata indicazione, la durata della pubblicazione è di quindici giorni.
In materia di famiglia e di stato delle persone, l'articolo 729 del codice di procedura civile dispone che la sentenza che dichiara l'assenza o la morte presunta debba essere inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito internet del Ministero della giustizia.
Per quanto riguarda le modalità di pubblicazione delle sentenze, questi articoli sono stati aggiornati dall'art. 37, c.18, d.l. 6 luglio 2011, n. 98 «Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria», convertito dalla l. 111/2011.
In particolare, l'articolo 36 del codice penale era già stato modificato in precedenza dall'art. 67 della l. 69/2009, e dall'art. 2, commi 216-218, della l.191/2009, legge finanziaria 2010. Quest'ultima ha disposto un adeguamento alla formulazione dell’articolo 36 del codice penale, del d.lgs. 231/2001 che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica e della l. 633/1941 sulla protezione del diritto d'autore.
Per i provvedimenti sanzionatori amministrativi, l'articolo 498 del codice penale, in tema di usurpazione di titoli e di onori, così come modificato dall'art. 43 del d.lgs 507/1999, dispone che il provvedimento che accerta la violazione sia pubblicato con le modalità stabilite dall'art. 36 del codice penale.

  • richieste di pubblicazione da parte degli uffici giudiziari o di altri uffici della pubblica amministrazione
  • richieste d'informazione anche da parte di studi legali

vanno indirizzate a: pubblicazione.sentenze@giustizia.it.


  • N. SIEP 128/2016

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di COSENZA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    IL Tribunale Ordinario di COSENZA con la Sentenza n. 454/2016 - Reg. Gen. n. 985/2014 - R.G.N.R. n. 7401/2012, emessa in data 29-02-2016 irrevocabile il 14-06-2016 ha dichiarato
    CARDAMONE ANTONIO nato a SUSA (Prov. di TO) il 31-08-1960 colpevole del seguente reato:

    1) Art 5 - D.LVO 74/2000
    Commesso in Data 30/10/2008- luogo: COSENZA
    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive:
    Art 99 c. 4 - C.P..

    e lo ha condannato alla pena principale :
    RECLUSIONE Anni 1 Mesi 6

    Pene accessorie:

    1. Interdizione Dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 1 Mesi 6
    2. Interdizione Dagli Uffici Direttivi Delle Persone Giuridiche e Delle Imprese Anni 1 Mesi 6
    3. Incapacita' Di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 1 Mesi 6
    4. Incompatibilita' con L'Ufficio di Componente Commissioni Tributarie Perpetua
    5. Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna

    E’ estratto conforme per la pubblicazione

    Cosenza, 29 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Debora Pastore



  • Sentenza n. 8/2016

     

    emblema della repubblica

    Tribunale di Firenze
    Volontaria Giurisdizione
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

    N.2633/2014

    Il Tribunale, composto dai sigg.ri
    Dott. Fernando Prodomo, Presidente reI.
    Dott. Giuseppina Guttadauro
    Dott. Antonella Galano

    Ha pronunziato la seguente

    SENTENZA

    Su ricorso di
    MANRICO CASINI ,difeso e rappresentato dall'aw. MARIOTTI GIOVANNI, presso il cui studio in VIALE MILTON 71 50129 FIRENZE ha eletto domicilio

    Nei confronti di

    DEVICH DI NICCOLO' JOHN

    Avente ad oggetto: Dichiarazione di morte presunta

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    in data 16.4.2014 il sig. Manrico Casini presentava istanza avanti il Giudice del Tribunale di Firenze per sentir dichiarare la morte presunta del fu Giovanni Devich di Niccolò, detto anche John Devich ;
    rappresentava come quest'ultimo risultasse proprietario ( vedi visura catastale doc. n. 7) dell'unità immobiliare sita in Firenze, via Vittorio Emanuele Il n. 78, piano 3, S- 1, abitato sin dal 1945 dal ricorrente e dai suoi genitori, e come del Devich, profugo istriano nato a Spalato nella seconda metà del secolo diciannovesimo, non si avessero più notizie dal termine del secondo conflitto mondiale.

    • che in data 16.5.2014 il Giudice ordinava la pubblicazione dell'avviso nella Gazzetta Ufficiale e nei giornali La Nazione di Firenze e La Repubblica-Cronaca di Firenze;
    • che il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale parte seconda n. 90 del 31. 7.2014 e n. 95 del 12.8.2014; su La Repubblica cronaca di Firenze del 31.7.2014 e del 11.8.2014; su La Nazione - Firenze del 27.7.2014 e 7.8.2014 (doc. 9 -11);
    • che, ad eccezione dell'odierno ricorrente, non risultano successori legittimi, rappresentanti legali o procuratori del de cuius, né altre persone che, a notizia del ricorrente, perderebbero diritti o sarebbero gravati da obbligazioni, per effetto della morte dello scomparso, del quale nessuno ha fornito notizie;

    Con istanza ex art. 728 c.p.c. del 27 gennaio 2015 il sig. MANRICO CASINI ha chiesto fissarsi l'udienza per la comparizione degli interessati al fine di sentir dichiarare la morte presunta di DEVICH DI NICCOLO' JOHN.

    Il ricorso merita accoglimento.

    la domanda è stata ritualmente pubblicata in Gazzetta Ufficiale e su due giornali ( vedi documentazione prodotta in giudizio), e tutti i termini di legge risultano rispettati.

    Il Comune di Firenze, su richiesta del tribunale, ha attestato che lo scomparso non risulta iscritto nel registro della popolazione residente.

    Non luogo a prowedere sulle spese processuali, attesa la natura della procedura.

    P.QM.

    Il Tribunale, definitivamente pronunciando, visti gli artI. 58 c.c. e 728 c.p.c., dichiara la morte presunta di Giovanni DEVICH DI NICCOlO', detto JOHN , nato nella seconda metà dell'800.

    Manda la cancelleria per le comunicazioni al ricorrente nonché per !'inserimento per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, e per la pubblicazione sul sito internet del Ministero della Giustizia per la durata
    di 15 giorni, che possono essere peraltro eseguite a cura di qualsiasi interessato.

    Cosi deciso in Firenze, nella camera di consiglio dell'11 maggio 2016, su relazione del dotto Fernando Prodomo.

    Firenze, 17 maggio 2016

    IL PRESIDENTE ESTENSORE
    Fernando Prodomo



  • Sent. n. 12/2015

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA
    Prima Sezione Civile

    riunito in camera di consiglio e composto dai signori Magistrati:
    1) Dott. Giuseppe Campagna -Presidente
    2) Dott. Saran Marco -Giudice
    3) Dott.ssa Erica Passalalpi -Giudice Rel.
    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento iscritto al n. 1420 del Ruolo Generale della Volontaria Giurisdizione dell’anno 2014, avente ad oggetto: dichiarazione di morte presunta ex art. 728 c.p.c. promossa da:

    da

    Morabito Anna (C.F. MRBNNA35T41H224R), nata l’1.12.1935 a Reggio Calabria, rappresentata e difesa dall’Avv. Vincenzo Mangione giusto mandato in atti ed elettivamente domiciliata presso il suo studio in Reggio Calabria Via Vittorio Veneto n. 42; - ricorrente

    nei confronti di Giuseppe Morabito.
    Con l’intervento del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria
    Visto il ricorso ex art. 726 c.p.c. e 58 c.c. presentato da Morabito Anna in data 15.12.2015 diretto ad ottenere la dichiarazione di morte presunta di Morabito Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.8.1939;
    Constatato che le pubblicazioni della domanda, eseguite ai sensi dell’art. 727 c.p.c. sono state tempestive e regolari, così come regolari e tempestive sono state le notifiche del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza;
    Rilevato che all’udienza del 10.12.2015 nanti il GD la ricorrente ha confermato che nei sei mesi successivi alla pubblicazione della domanda non sono pervenute notizie in ordine alla possibile esistenza in vita del fratello Morabito Giuseppe;
    Rilevato, altresì, che alla medesima udienza Cilione Francesca e Morabito Angela, rispettivamente cognata e nipote dello scomparso, si sono associate alla domanda di dichiarazione di morte presunta proposta dalla ricorrente;
    Rilevato, infine, che alla medesima udienza alla domanda si è associata anche Battaglia Teodora, moglie di Morabito Giuseppe; Ritenuta la legittimazione degli istanti alla proposizione della domanda;
    Letto il parere del P.M. favorevole all’accoglimento della richiesta;
    Ritenuto che sussistono i presupposti previsti dall’art. 58 c.c. per l’accoglimento dell’istanza, in quanto da oltre dieci anni gli istanti non hanno più alcuna notizia dello scomparso;
    Ritenuto che in mancanza di contesa, nulla va disposto per le spese di lite, mentre le spese vive restano a carico della parte che le ha anticipate;

    P.Q.M.

    Visti gli artt. 726 c.p.c. e 58 c.c.;

    DICHIARA

    la morte presunta di Giuseppe Morabito, nato a Reggio Calabria il 28.8.1939, con ultimo domicilio in Reggio Calabria, Via Pro. Sp. S. DR. Masciana n. 10;
    Visto l’art. 729 c.p.c.;

    ORDINA

    la pubblicazione della presente sentenza, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, serie generale, nel sito internet del Ministero della Giustizia e nella pagina locale dei quotidiani “La Gazzetta del sud” e “Il Quotidiano del Sud”. Copia della Gazzetta e dei giornali nei quali è stato pubblicato l’estratto saranno depositate presso la Cancelleria, che ne curerà l’annotazione sull’originale della presente sentenza.
    Visto l’art. 731 c.p.c.

    DISPONE

    che della presente sentenza venga data comunicazione, a cura della Cancelleria, all’Ufficio di Stato Civile del Comune di Reggio Calabria.
    Nulla sulle spese.
    Così deciso in Reggio Calabria, nella camera di consiglio del 16.12.2015.
    Il giudice est.re
    Dott.ssa Erica Passalalpi

    Il Presidente
    Giuseppe Campagna



  • N. 794/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale Ordinario di Torino con Sentenza n. 1196/2014 - Reg. Gen. n. 4722/2013 - R.G.N.R. n. 8002/2011, emessa in data 03-03-2014, confermata dalla sentenza n. 50660/2015 in data 12-02-2015 Corte D'Appello TORINO - definitiva il 01-04-2016 la Corte Suprema di Cassazione dichiara con ordinanza n. 40863/2015 in data 01-04-2016 l’inammissibilità del ricorso, ha condannato:

    MONACO/PAOLO SALVATORE GIACOMO
    nato a TORINO (Prov. di TO) il 04-01-1975 

    per i reati di cui agli artt.:

    1)Art. 5 D.LVO 74/2000 commesso in Torino il 31/10/2008.
    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive.
    Giudizio Abbreviato (Art. 442 C.P.P.).

    Alla pena di anni 1 di reclusione oltre alle seguenti pene accessorie:

    • Interdizione dall’ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Perpetua;
    • Incapacità di Contrattare con la Pubblica amministrazione per anni 1;
    • Interdizione dagli Uffici Direttivi delle Persone Giuridiche e delle Imprese per anni  1;
    • Interdizione dalle funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria per anni 1;
    • Pubblicazione sentenza penale di condanna sul sito del Ministero della Giustizia per giorni 15.

    Estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Torino, 19 luglio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Antonino Salina



  • N. SIEP 268/2016

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di NOLA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Oggetto: Esecuzione di pene accessorie ( PUBBLICAZIONE SENTENZA )

    Si trasmette con preghiera di provvedere alla pubblicazione in relazione alla Sentenza n. 1605/2015 - Reg. Gen. n. 1273/2015 - R.G.N.R. n. 8271/2009, emessa in data 20-05-2015 da Tribunale Ordinario di NOLA - definitiva il 07-06-2016 (Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 31814/2015), a carico di

    CASTIELLO/CRESCENZO nato a BRUSCIANO (Prov. di NA) il 19-04-1963

    domiciliato in CIMITILE (Prov. di NA) - VIA RESISTENZA,N.6

    reati:

    1. Art 110 - C.P., Art. 81 c. 1 - C.P., Art. 216 c. 1 - n. 1 R.D. 267/1942, Art. 216 c. 2 - R.D. 267/1942, Art. 219 c. 1 - R.D. 267/1942, Art. 219 c. 2 - n. 1 R.D. 267/1942, Art. 223 R.D. 267/1942
      Accertato in Data 24/02/2009- luogo: NOLA
    2. Art 110 - C.P., Art. 5 D.LVO 74/2000
      Commesso in Data Ottobre 2008- luogo: NOLA
    3. Art 110 - C.P., Art. 5 D.LVO 74/2000
      Commesso in Data Ottobre 2009- luogo: NOLA
    4. Art 110 - C.P., Art. 5 D.LVO 74/2000
      Commesso in Data Ottobre 2010- luogo: NOLA
    5. Art 110 - C.P., Art. 640 C.P.
      Accertato in Data 07/04/2011- luogo: CATANIA
    6. Art 81 - C.P., Art. 61 n. 2 C.P., Art. 110 C.P., Art. 476 C.P., Art. 482 C.P.
      Accertato in Data 07/04/2011- luogo: CATANIA
    7. Art 81 - C.P., Art. 110 C.P., Art. 2 c. 1 Bis L. 683/1983
      Commesso Fino al Maggio 2010- luogo: NOLA

    OMISSIS

    P.Q.M.

    è stato condannato alla pena di reclusione anni 2 mesi 10 

    Pene accessorie: Pubblicazione di Sentenza di condanna

    Estratto per uso pubblicazione

    Nola, 13 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Luigi Vittorio D’Antò



  • N. SIEP 133/2016

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di MACERATA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    ESTRATTO DI SENTENZA PENALE

    Sentenza n. 481/2013 - Reg. Gen. n. 342/2012 - R.G.N.R. n. 1770/2010, emessa in data 08-07-2013 da Sezione
    Distaccata di Tribunale di CIVITANOVA MARCHE, confermata dalla sentenza n. 4685/2014 in data 22-12-2014
    Corte D'Appello ANCONA
    Data passaggio in giudicato: 05-07-2015

    CONTRO

    Condannato: MONTIS/MAURO nato a GUSPINI (Prov. di CA) il 08-09-1956 residente in ASSEMINI (Prov. di CA)- VIA CAGLIARI N. 356 domiciliato in GUSPINI (Prov. di CA)- LOC. BINGIAS NOAS SNC

    Reati:

    1. Art 5 - D.LVO 74/2000
      Commesso in Data 01/10/2007-luogo: CIVITANOVA MARCHE

    Pena principale:
    RECLUSIONE Mesi 10

    Pene accessorie:

    • Interdizione Dagli Uffici Direttivi Delle Persone Giuridiche e Delle Imprese Mesi 6 -
    • Incapacità Di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 1 -
    • Interdizione Dall'Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Anni 1 -
    • Interdizione Dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 1 -
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna -

    È estratto conforme all'originale per uso pubblicazione.

    Macerata, 1 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO
    Antonella Fornaro



  • N. SIEP 1727/2015

     

    emblema della repubblica

    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE D'APPELLO di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    In data 14-05-2013 è stata emessa dalla Corte D'Appello di Napoli Sez. 4, in riforma della sentenza n. 6619/2007 in data 12-07-2007 Tribunale Ordinario Napoli Sez. 9 la Corte Suprema di Cassazione dichiara con ordinanza n. 30421/2014 in data 26-05-2015 l’inammissibilità del ricorso, la sentenza irrevocabile il 26-05-2015 contro:
    D'ANGELO/VINCENZO nato a Napoli il 05-11-1958 ed ivi residente in Via Ravello 33 SC. D int. 110 p.no 1 che è stato condannato alla pena di reclusione mesi 2 giorni 20 multa euro 1.200,00 Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna su "CIAK" e "Corriere della Sera", revoca del beneficio della pena sospesa concessa in relazione alle condanne del Tribunale di Roma del 04/10/2003 e del Tribunale di Napoli del 15/03/2004 per il seguente reato: B) Art 648 c. 2 - C.P. accertato il 10/09/2003 in Napoli; Circostanze Attenuanti soggettive: Art 62 Bis - c.p., perché al fine di trarne profitto acquistava o comunque riceveva musicassette e cd riproducesti opere musicali di autori vari di cui conosceva la provenienza illecita in quanto merce oggetto di contraffazione.

    Giudizio Abbreviato (Art. 442 C.P.P.)

    Napoli,15 luglio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri



  • N. 3084/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
    MILANO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il GIP c/o il Tribunale di Milano con sentenza n. 2494/2011 - Reg. Gen. n.2005/2011 - R.G.N.R. n.6981/2010, del 25-10-2011, confermata dalla sentenza n.277/2015 in data 15-01-2015 Corte D’appello di Milano sez.2 Penale, definitiva il 12-05-2016, ha dichiarato

    LOVERA/FRANCO MARIA
    nata a TORINO (Prov. di TO) il 16-09-1950
    colpevole:

    Reato 1: D.LVO 2000
    COMMESSO IN DATA 04-02-2010, Luogo MILANO

    condannato alla pena di Anni 1 Mesi 8 di reclusione e alle pene accessorie dell’Interdizione dagli Uffici Direttivi delle Persone Giuridiche e delle Imprese Anni 2; Interdizione dall’Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie perpetua ; Incapacità di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 2; Interdizione dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in materia Tributaria Anni 2 e alla pubblicazione di sentenza Penale di condanna sul sito Internet del Ministero di Giustizia gg 15.

    La pubblicazione sul sito del Ministero della Giustizia decorrerà dal 25.07.2016 per una durata di 15 giorni.

    Milano, 21 luglio 2016

    L ’Agente di P.G.
    Antonio Laera



  • N. 190/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica


    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di PESARO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale Ordinario di Pesaro, con Sentenza n. 354/2016 – Reg. Gen. n. 639/14 – R.G.N.R. n. 4060/09, emessa in data 22/04/2016, irrevocabile il 07-06-2016, ha condannato MANCINI SIMONE, nato a MONDAVIO (PU) il 31.08.1978, riconosciuto colpevole del seguente reato:

    1. Art. 2 D.L.vo 74/00 per avere, per avere Mancini Simone e Godoy Humberto Daniel, in qualità di amministratori della “GM SERVICE” s.r.l. esercente l’attività di costruzione e riparazione imbarcazioni da diporto e sportive, con sede in Fano, Via Roma n. 117/d, in concorso tra loro, al fini di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti, indicato nelle dichiarazioni annuali relative a dette imposte, elementi passivi fittizi per un ammontare imponibile di €. 47.000,00 (oltre Iva pari a €. 9.400,00) per l’anno di imposta 2009, ed in particolare utilizzando le seguenti fatture:
      • - fattura n. 9 del 31/03/2009 imponibile €. 10.000,00 ed Iva di €. 2.000,00;
      • - fattura n. 13 del 08/05/2009 imponibile €. 10.000,00 ed Iva di €. 2.000,00;
      • - fattura n. 14 del 20/05/2009 imponibile €. 5.000,00 ed Iva di €. 1.000,00;
      • - fattura n. 13b del 20/06/2009 imponibile €. 10.000,00 ed Iva di €. 2.000,00;
      • - fattura n. 16 del 16/06/2009 imponibile €. 6.000,00 ed Iva di €. 1.200,00;
      • - fattura n. 20 del 31/07/2009 imponibile €. 6.000,00 ed Iva di €. 1.200,00;


    Fatti accertati in Fano (PU) il 11-08-2011, data della comunicazione notizia di reato, da parte di Ufficiali di Polizia Giudiziaria della Compagnia Guardia di Finanza di Fano

    OMISSIS

    PQM

    Visti gli articoli 533 e segg. c.p.p.,

    dichiara

    Mancini Simone colpevole del reato ascrittogli sub. M) e ritenuta l’ipotesi attenuata lo condanna alla pena di Mesi 8 di reclusione

    condanna

    l’imputato alle pene accessorie ex art. 12 D.L.vo 74/2000:

    • Interdizione Dagli Uffici Direttivi Delle Persone Giuridiche e Delle Imprese Anni 1 -
    • Incapacita'Di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 1 -
    • Interdizione Dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 1 -
    • Interdizione Dall'Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Perpetua –
    • Interdizione dai Pubblici Uffici Anni 1 -
    • Pubblicazione della Sentenza Penale di Condanna nel sito internet del Ministero della Giustizia per la durata di giorni 15

    Pesaro, 14 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO
    Raffaella Paleari



  • N. SIEP 164/2016
    Reg. Gen. N.: 1830/2014 
    R.G.N.R. N.: 2394/2013

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di PALMI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    ESTRATTO SENTENZA PENALE


    Data arrivo estratto esecutivo: 15-07-2016 Data iscrizione: 15-07-2016

    Il Tribunale Ordinario di PALMI con la Sentenza n. 495/2016 - Reg. Gen. n. 1830/2014 - R.G.N.R. n. 2394/2013, emessa in data 24-03-2016
    Data passaggio in giudicato: 10-04-2016

    ha condannato:

    MAIMONE/FRANCESCO
    nato a MARATEA (Prov. di PZ) il 09-10-1938 
    residente in MARATEA (Prov. di PZ) - VIA ONDA N. 12

    per i reati di cui :
    1) Art 7 - L. 386/1990
    “perché trasgrediva ai divieti conseguenti alle sanzioni amministrative accessorie di cui all’art. 5, medesima legge, ed al comma 2 del presente articolo. In particolare, nonostante fosse stata imposta allo stesso, con ordinanza prefettizia n. M_IT_PR_PZUTG 002424520120606 del 6.2.2012, la sanzione accessoria di emettere assegni per la durata di mesi 48 decorrenti dal 31° giorno successivo alla notifica del menzionato provvedimento, emetteva in data 8.5.2013 l’assegno n. 7170315489-12 tratto sul c.c. n. 76488709 acceso presso Poste Italiane s.p.a. per l’importo di euro 1.376,21”
    Commesso in Data 08/05/2013- luogo: POLISTENA

    alla Pena principale di :
    RECLUSIONE Mesi 6

    nonche’

    alle seguenti Pene accessorie:

    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna Giorni 15 sul sito internet del Ministero della Giustizia
    • Divieto di Emettere Assegni Anni 4 -
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna Giorni 1 nel giornale "LA GAZZETTA DEL SUD"

    E’ ESTRATTO CONFORME ALL’ORIGINALE PER USO PUBBLICAZIONE

    Palmi, 21 luglio 2016

    IL CANCELLIERE
    Domenico Antonio Scavante



  • N. 166/2016 Siep

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale della Repubblica Presso la Corte d’Appello di FIRENZE
    Ufficio Esecuzioni Penali

    La Corte di Appello di Firenze in data 20-4-2015 ha emesso sentenza, in riforma della sentenza 27-3-2013 Tribunale di LUCCA sez. dist. Viareggio, divenuta irrevocabile il 22-4-2016, a carico di:
    MUSUMECI GIUSEPPE, nato a Viagrande (CT) il 5-4-1953

    Imputato dei reati di cui all’artt. 8 c. 1 e 3 D.Lvo 74/2000, per avere, al fine di consentire a terzi di evadere l’Iva o le imposte sui redditi, ha emesso fattura per operazioni inesistenti dell’importo di € 24.000,00.

    Commesso in data 11-11-2008.

    Omissis

    P.Q.M.

    Condannato alla pena di : MESI 10 di reclusione

    Pene accessorie:

    • Interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per anni 1;
    • Incapacità di contrattare con la p.a. per anni 1;
    • Interdizione dalle funzioni di rappresentanza ed assistenza in materia tributaria per anni 1;
    • Interdizione perpetua dall’ufficio di componente di commissione tributaria;
    • Pubblicazione della sentenza.

    Estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Firenze, 18 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Donella Linguanti



  • N. 3084/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
    MILANO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il GIP c/o il Tribunale di Milano con sentenza n 12813/2013 . - Reg. Gen. n.12813/2013- R.G.N.R. n.47119/2011, del 13-11-2013, confermata dalla sentenza n.115/2015 in data 09-01-2015 Corte D’appello di Milano sez.2, definitiva il 12-05-2016, ha dichiarato

    FORTUNATO/ANGELO
    nato a CALTAGIRONE (Prov. di CT) il 06-09-1955
    colpevole:
     

    • Reato 1: 416- C.P. COMMESSO IN DATA 04-02-2010, Luogo  MILANO
    • Reato 1: ART.416 C.P. COMMESSO, DAL 2008 FINO AL MARZO 2012 Luogo MILANO
    • Reato 2 A: ART.81 C.P. C. 1 , D.LVO 2000 /74 ART.2 COMMESSO IN DATA 27/10/2010, Luogo MILANO E ROMA
    • Reato 2 B: ART.81 C.P. C. 1 , D.LVO 2000 /74 ART.2 COMMESSO IN DATA 14/04/2011, Luogo MILANO E ROMA
    • Reato 8 A: D.LVO 2000 /74 ART.8 IN EPOCA ANTERIORE E PROSSIMA AL 31/12/2008, Luogo MILANO
    • Reato 8 B: D.LVO 2000 /74 ART.8 IN EPOCA ANTERIORE E PROSSIMA AL 31/12/2009, Luogo MILANO
    • Reato 8 C: ART.81 C.P. C. 1 , D.LVO 2000 /74 ART.8 IN EPOCA ANTERIORE E PROSSIMA AL 31/12/2010, Luogo MILANO
    • Reato 8 D: ART.81 C.P. C. 1 , D.LVO 2000 /74 ART.8 IN EPOCA ANTERIORE E PROSSIMA AL 31/12/2010, Luogo MILANO
    • Reato 8 E: ART.81 C.P. C. 1 , D.LVO 2000 /74 ART.8 IN EPOCA ANTERIORE E PROSSIMA AL 27/09/2011, Luogo MILANO
    • Reato 8 F: ART.81 C.P. C. 1 , D.LVO 2000 /74 ART.8 IN EPOCA ANTERIORE E PROSSIMA AL 31/10/2011, Luogo MILANO

    Continuazione Reati
    CONTINUAZIONE tra i reati di cui ai nr. 1 2 A 2 B 8 A 8 B 8 C 8 D 8 E 8 F

    Aggravanti Soggettive/Attenuanti
    ART.62 BIS C.P.
    ART.442 C.P.P.

    condannato alla pena di Anni 1 Mesi 8 di reclusione e alle pene accessorie dell’Interdizione dagli Uffici Direttivi delle Persone Giuridiche e delle Imprese Anni 2; Interdizione dall’Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie perpetua ; Incapacità di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 2; Interdizione dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in materia Tributaria Anni 2 e alla pubblicazione di sentenza Penale di condanna sul sito Internet del Ministero di Giustizia gg 15.

    La pubblicazione sul sito del Ministero della Giustizia decorrerà dal 25.07.2016 per una durata di 15 giorni.

    Milano, 21 luglio 2016

    L ’Agente di P.G.
    Antonio Laera



  • N. 203/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di La Spezia

    Il Tribunale della Spezia in data 4/12/2014 ha pronunziato la seguente

    SENTENZA

    confermata in appello il 15/2/2016, irrevocabile il 14/ 4/2016 - nei confronti di NESPOLINO FRANCO, nato a Napoli il 02/11/1950 e residente in La Spezia, viale San Bartolomeo n. 739, imputato del reato di cui all'articolo 10 d. l.vo 74/2000 perché quale titolare della ditta "ITALIAN NAVAL FURNISHING DI NESPOLI NO FRANCO" al fine di evadere le imposte sui redditi e sul Valore aggiunto occultava le scritture contabili e i documenti in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi e del volume di affari.

    Reato commesso dal gennaio 2005 al luglio 2008.

    OMISSIS

    Condanna il suddetto alla pena di mesi 10 di reclusione, oltre:

    • all'incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per anni 1;
    • all'interdizione perpetua dall'ufficio di componente le commissioni tributarie;
    • all'interdizione per anni 1 dalle funzioni d'assistenza e rappresentanza in materia tributaria;
    • all'incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione per 1 anno;
    • alla pubblicazione, per una volta e per estratto, della sentenza sul sito internet del Ministero della Giustizia.

    Per estratto conforme all'originale.

    La Spezia, 20 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO



  • N. 450/2016 SIEP
    N. SENTENZA 7966/2015

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Napoli Sezione VII, con sentenza del 06-05-2015, irrevoc. il 02.11.2015 condanna DOMIZIO Vincenzo nato a Napoli il 26-07-1971, residente in Brusciano alla Via Camillo Cucca 109, alla pena di mesi cinque di reclusione ed euro 300,00 di multa. Confisca e distruzione di quanto in sequestro. Pubblicazione della sentenza; da effettuarsi sul sito web del Ministero della Giustizia ex art. 36 cp come mod. dall’art. 37 co. 18 lett. a) n. 1) DL 6/7/2011 conv. In L. 111/11 e art. 67 co. 1 L. 69/09). per il reato ex art. 474 cp detenzione e vendita pantaloni, maglie, felpe, giubbotti scarpe e camicie a marchio contraffatto; art. 648 cp ricettazione merce di provenienza delittuosa. Accertati in Napoli il 20.11.2009. Con la recidiva reiterata specifica e nel quinquennio.

    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Napoli, 21 luglio 2016

    IL CANCELLIERE 
    Fulvia de Scisciolo



  • N. 977/2013 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale presso la Corte di Appello di TORINO
    Ufficio esecuzioni penali

    Il Tribunale di Salerno Sezione Distaccata di Eboli con la sentenza n. 235, n. 441/10 R.G.Eboli e n. 7900/07 R.G. emessa in data 07.04.2011 e divenuta irrevocabile il 01.10.2011, (assorbita dal cumulo emesso da questo Ufficio) ha dichiarato

    SOUFI Abderrahim nato in Marocco in data 20.01.1987 colpevole dei seguenti reati:

    1. artt. 81 co. 2 C.P., 171 ter lett. a) c) d) L. 633/41 per aver detenuto, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, per la vendita al fine di lucro n. 136 CD musicali, n. 146 DVD, n. 65 CD per giochi duplicati e/o riprodotti abusivamente e non recanti il contrassegno SIAE
      Commesso in Battipaglia in data 06.09.2007
    2. Art. 648 C.P., poiché, al fine di trarre profitto, acquistava o comunque riceveva il materiale di cui al capo a), provento di delitto in quanto riprodotto in violazione della L. 633/41 che tutela il diritto di autore
      Commesso in Battipaglia in data 06.09.2007

    Condannandolo alla pena di mesi 9 di reclusione ed € 500,00 di multa con la pena accessoria della pubblicazione della sentenza penale di condanna per una sola volta sul quotidiano “IL MATTINO” e sul settimanale “TV SORRISI E CANZONI”.

    Pena sospesa condizionalmente. Beneficio revocato con l’ordinanza pronunciata il 30-09-2014 dalla Corte di Appello di Torino.

    Con ordinanza 30.09.2014 la Corte Appello Torino dispone che la pubblicazione della sentenza avvenga per il periodo di giorni 15 sul solo sito Internet del Ministero della Giustizia.

    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Torino, 4 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Alberto Bongiovanni



  • N. 224/2014 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale presso la Corte di Appello di TORINO
    Ufficio esecuzioni penali

    Il Tribunale di Verbania con la sentenza n. 364, n. 47/2003 R.G.Trib.le e n. 131/2002 R.G. emessa in data 14.05.2003 e divenuta irrevocabile il 08.07.2003, ha dichiarato

    SCOLLO Giovanni nato a Francofonte (SR) in data 08.05.1970

    colpevole del seguente reato:

    • art. 7 della Legge 15.12.1990 n. 386 perché dopo che il Prefetto di Novara con ordinanza in data 16.09.2000 notificatagli a mezzo posta il 21.09.2000 gli aveva applicato la sanzione accessoria del divieto di emettere assegni bancari e postali per anni 2, trasgrediva il divieto predetto emettendo due assegni bancari di lire 1.500.000 ciascuno in data 30.06.2001 (n. 303471265-04 e 06 tratti sulla Cassa di Risparmio di Torino filiale di Arona).
      Commesso in Arona in data 15.06.2001.

    Condannandolo alla pena di mesi 4 reclusione con la pena accessoria della pubblicazione della sentenza penale di condanna.

    Pena sospesa condizionalmente, beneficio revocato con ordinanza emessa dalla Corte di appello di Torino in data 11-03-2015. Titolo esecutivo inserito nel cumulo emesso dal Procuratore generale di Torino il 07-04-2014.

    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Torino, 4 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Alberto Bongiovanni



  • N. 2561/2015 SIEP
    N. SENTENZA 3108/2014

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Napoli Sezione IX, con sentenza del 04-03-2014, irrevoc. il 06-06-2015 condanna MATTEEO Carmine nato a Napoli il 30.01.1973, residente in Volla alla Via Verdi 35, alla pena di euro 5000,00 di ammenda. Ratifica della avvenuta distruzione degli alimenti in sequestro. Pubblicazione della sentenza da effettuarsi sul sito web del Ministero della Giustizia ex art. 36 cp come mod. dall’art. 37 co. 18 lett. a) n. 1) DL 6/7/2011 conv. In L. 111/11 e art. 67 co. 1 L. 69/09). per il reato  ex art. 5 lett. b), e 6 L. 283/1962 perché nella qualità di titolare della pescheria Giorgio sas in Napoli alla Piazzetta De Donno 1, deteneva ai fini della vendita frutti di mare in cattivo stato di conservazione sotto il profilo igienico-sanitario . in Napoli; il 15.12.2011.

    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Napoli, 20 luglio 2016

    IL CANCELLIERE 
    Fulvia de Scisciolo



  • N. SIEP 690/2016

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Gip presso il Tribunale Ordinario di Torino con Sentenza  n. 2333/2013 - Reg. Gen n. 22594/2013 - R.G.N.R. n. 27052/2010, emessa in data 05-12-2013 - definitiva il 23-03-2016 (Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 9304/2014) , ha condannato:

    CHIAROLANZA/GIOVANNI
    nato a CASSANO IRPINO (Prov. di AV) il 01-10-1952

    per i reati di cui agli artt.:

    1. Art. 110 C.P., Art. 216 c. 1 – n. R.D. 267/1942, Art. 219 c. 1 – R.D. 267/1942, Art. 219 c. 2 – n. 1 R.D. 267/1942, Art. 223 c. 1 – R.D. 267/1942 – Commesso in Torino dal 20/2/2008 al 18/3/2010;
    2. Artt. 110 – C.P.,  Art. 48 C.P., Art. 640 c. 1 – n. 1 C.P. – commesso in Torino dal 15/6/2010 al 26/11/2011 e nelle date di erogazione delle prestazioni previdenziali come da tabella in sentenza;
    3. Art. 349 c. 1 – C.P., Art. 349 c. 2 C.P. commesso in Torino tra il 15/11/2010 e il 25/10/2011;
    4. Art. 110 C.P., Art. 10 Ter D.LVO 74/2000 commesso in Rivoli il 27/12/2009;
    5. Art. 110 C.P., Art. 10 bis D.LVO 74/2000 commesso in Rivoli il 31/7/2009.

    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 1 2 3 4 5.

    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive: Art 62 bis – C.P. – equivalenti.

    Sentenza di applicazione pena (Art. 444 C.P.).

    Alla pena di anni 2 mesi 6 di reclusione oltre alle seguenti pene accessorie:

    1. Interdizione dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria per anni 1;
    2. Interdizione dall’ufficio di Componente di commissioni Tributarie Perpetua;
    3. Incapacità di Contrattare con la Pubblica Amministrazione per anni 1;
    4. Pubblicazione di sentenza penale di condanna per giorni 15 sul sito internet del Ministero della Giustizia;
    5. Interdizione dagli Uffici Direttivi delle Persone Giuridiche e delle Imprese per mesi 6.

    Estratto Conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Torino, 18 luglio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Antonino Salina



  • Sent. N. 33/2015
    Fasc . 2002/2014
    Rep. 13220/15
    Cron 3186/15

     

    emblema della repubblica


    REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
    SEZIONE VII CIVILE

    Composto dai sigg.ri
     Pres. Cesare CASTELLANI
    Dr. Andrea De Magistris
    Dr. Alberto La Manna

    Riunito in Camera di Consiglio ha pronunciato la seguente sentenza
    Avente ad oggetto la dichiarazione di morte presunta di DE MARIA LUCIANO FRANCO promossa da DE MARIA ERNESTO elettivamente domiciliato presso lo studio dell’avv. Monica Razzu

    Omissis

    PQM

    Visti gli artt. 58 c.c. e 728 e 729 c.p.c.

    • Dichiara la morte presunta di DE MARIA LUCIANO FRANCO nato a Torino il 18/12/1972 alla data del 17/11/1999;
    • Dispone che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nonché pubblicata sul sito internet del Ministero della Giustizia
    • Dispone altresì che copia della Gazzetta Ufficiale recante la pubblicazione dell’estratto, sia depositata nella cancelleria di questo Tribunale per l’annotazione sull’originale della sentenza.

    Così deciso in Torino nella Camera di Consiglio del 19/10/2015

    Il giudice estensore
    Dr. Alberto La Manna rel.

    il Presidente
    Dr. Cesare CASTELLANI

    Depositato in cancelleria 21/10/2015

    Il Direttore amministrativo
    Lauro Maria Grazia



  • N.3065/2015 SIEP
    N. CUM 393/2016
    N. SENTENZA 7792/2014

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Napoli Sezione III, con sentenza del 15.05.2014, irrevoc. il 10.11.2014 condanna MALLARDO Antonio nato a Napoli il 24.02.1981, residente in Casoria alla Via JF Kennedy 11, alla pena di mesi otto di reclusione ed euro 2500.00 di multa. Pene accessorie di cui agli artt. 30 e 32 bis cp per la durata della pena principale. Confisca e distruzione di quanto in sequestro. Pubblicazione della sentenza da effettuarsi sul sito web del Ministero della Giustizia ex art. 36 cp come mod. dall’art. 37 co. 18 lett. a) n. 1) DL 6/7/2011 conv. In L. 111/11 e art. 67 co. 1 L. 69/09). per il reato ex art. 171 ter, co. 1 lett. d) L. 633/41 detenzione e vendita CD e DVD privi del contrassegno SIAE; art. 116 CdS perché circolava alla guida di un’auto sprovvisto dlela patente di guida in quanto mai conseguita. Commessi in Napoli il 26.02.2008.

    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Napoli, 19 luglio 2016

    IL CANCELLIERE
    Fulvia de Scisciolo



  • N. SIEP 422/2016

     

    emblema della repubblica

     
    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di SANTA MARIA CAPUA VETERE
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Sentenza n. 26/2014 - Reg. Gen. n. 5/2014 - R.G.N.R. n. 32315/2013, emessa in data 19-12-2014 da Corte di Assise di SANTA MARIA CAPUA VETERE sez. I, confermata dalla sentenza n. 37/2016 in data 19-04-2016 Corte di Assise di Appello NAPOLI Sez. IV Data passaggio in giudicato: 04-06-2016 Condanna: DI MAIO/FRANCESCO nato a MUGNANO DI NAPOLI (Prov. di NA) il 17-10-1968, residente in MARANO DI NAPOLI (Prov. di NA) - VIA SAN MARCO N 54

    Pena principale: ERGASTOLO con isolamento diurno di Mesi 6

    Pene accessorie:

    1. Interdizione Dai Pubblici Uffici Perpetua
    2. Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna
    3. Interdizione Legale Durante la Pena
    4. Decadenza della Potestà Dei Genitori Perpetua

    Reati:

    1. Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE
    2. Art 110 - C.P., Art. 56 C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE
    3. Art 110 - C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 61 n. 2 C.P., Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE

    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 1, 2 e 3

    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive: Art 99 c. 2 - n. 2 C.P., Art 99 c. 4 - C.P.

    E’ estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Santa Maria Capua Vetere, 15 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Rosa Sorrini



  • 1267/2016 SIEP
    N. CUM 416/2016
    N. SENTENZA 5517/07

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Napoli Sezione IX, con sentenza del 29-05-2007, confermata da Corte di Appello di Napoli il 27-05-2011, irrevoc. il 26-07-2011 condanna CUOMO Giuseppe nato a Napoli il 02.02.1951, residente in Napoli alla Via Elvira Notari 53, alla pena di mesi tre di reclusione ed euro 150.00 di multa. COnfisca e distruzione di quanto in sequestro. Pene accessorie ex artt. 30 e 32 bis cp per la durata della pena principale. Pubblicazione della sentenza sul quotidiano Il Mattino di Napoli e sulla rivista specializzata CIAK da effettuarsi sul sito web del Ministero della Giustizia ex art. 36 cp come mod. dall’art. 37 co. 18 lett. a) n. 1) DL 6/7/2011 conv. In L. 111/11 e art. 67 co. 1 L. 69/09). per il reato ex art. 171 ter lett. b) L. 633/41 e succ. mod. detenzione e vendita DVD abusivamente riprodotti; art. 648 co. 2 cp ricettazione merce di provenienza delittuosa. Accertati in Napoli il 26.01.2006. Con la recidiva specifica e reiterata.
    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Napoli, 19 luglio 2016

    IL CANCELLIERE
    Fulvia de Scisciolo



  • N. SIEP 424/2016

     

    emblema della repubblica


    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di SANTA MARIA CAPUA VETERE
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Sentenza n. 26/2014 - Reg. Gen. n. 5/2014 - R.G.N.R. n. 32315/2013, emessa in data 19-12-2014 da Corte di Assise di SANTA MARIA CAPUA VETERE sez. I, confermata dalla sentenza n. 37/2016 in data 19-04-2016 Corte D'Appello NAPOLI Sez. IV Data passaggio in giudicato: 04-06-2016, Condanna: GRASSIA/LUIGI nato a CASAL DI PRINCIPE (Prov. di CE) il 09-06-1973, residente in CASAL DI PRINCIPE (Prov. di CE) - VIA ROMANELLI N 5 Alla Pena principale: RECLUSIONE Anni 15

    Pene accessorie:

    1. Interdizione Dai Pubblici Uffici Perpetua
    2. Interdizione Legale Durante la Pena
    3. Decadenza della Potestà Dei Genitori Perpetua
    4. Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna

    Reati:

    1. Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE
    2. Art 110 - C.P., Art. 56 C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE
    3. Art 110 - C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 61 n. 2 C.P., Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE

    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 1, 2 e 3

    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive: Art 8 - L. 203/ 1991.

    E’ estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Santa Maria Capua Vetere, 15 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Rosa Sorrini



  • N. SIEP 423/2016

     

    emblema della repubblica


    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di SANTA MARIA CAPUA VETERE
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Sentenza n. 26/2014 - Reg. Gen. n. 5/2014 - R.G.N.R. n. 32315/2013, emessa in data 19-12-2014 da Corte di Assise di SANTA MARIA CAPUA VETERE sez. I, confermata dalla sentenza n. 37/2016 in data 19-04-2016 Corte di Assise di Appello NAPOLI Sez. IV Data passaggio in giudicato: 04-06-2016 Condanna: TARTARONE/LUIGI nato a CASAL DI PRINCIPE (Prov. di CE) il 02-11-1969 residente in CASAL DI PRINCIPE (Prov. di CE) - VIA FIRENZE N 37 Alla Pena principale: RECLUSIONE Anni 15

    Pene accessorie:

    1. Interdizione Legale Durante la Pena
    2. Decadenza della Potestà Dei Genitori Perpetua
    3. Interdizione Dai Pubblici Uffici Perpetua
    4. Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna

    Reati:

    1. Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE
    2. Art 110 - C.P., Art. 56 C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE
    3. Art 110 - C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 61 n. 2 C.P., Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 7 L. 203/1991
      Commesso in Data 20/09/2004- luogo: CASAL DI PRINCIPE

    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 1, 2 e 3.

    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive: Art 99 c. 2 - n. 1 C.P., Art 99 c. 4 - C.P., Art 8 - L. 203/ 1991.

    E’ estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Santa Maria Capua Vetere, 15 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Rosa Sorrini



  • N. 65/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di L'AQUILA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 C.P.
    In data 22.5.2015 è stata emessa dalla Corte di Assise di Appello di L’Aquila, in parziale riforma della sentenza n. 1/2014 in data 12.6.2014 della Corte di Assise di L’Aquila (Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 45096/2015), irrevocabile il 14.6.2016, sentenza contro:

    SELMANAJ/VELI, nato a Ljubevo (ex Jugoslavia) il 9.2.1967, residente a Pescina, Fraz. Venere, Via Sarentina n. 102, condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per il periodo di anni 1 e mesi 6, pubblicazione della sentenza penale di condanna sul sito internet del Ministero della Giustizia per la durata di giorni 15 e mediante affissione all’Albo Pretorio dei Comuni di L’Aquila e Pescina, decadenza della potestà genitoriale, interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale durante la pena, espulsione dal territorio dello Stato, a pena espiata, per i seguenti reati:

    1. Art. 575, 576 n.2 prima ed ultima parte, 577 nn.1 e 3 C.P., Commesso in data 16.10.2013 in Pescina, perché, colpendola al torace con più colpi di arma da fuoco (almeno due) , cagionava la morte del proprio coniuge separato sig.ra SELMANAJ Fatime.
      Con l’aggravante del rapporto di coniugio con la vittima.
      Con l’aggravante di aver agito con premeditazione.
    2. Art. 575, 576 n.2 prima ed ultima parte, 577 nn.1 e 3 C.P., Commesso in data 16.10.2013 in Pescina, perché, colpendola al corpo con più colpi di arma da fuoco (almeno quattro di cui uno esploso a bruciapelo al capo) cagionava la morte della propria figlia SELMANAJ Senade.
      Con l’aggravante del rapporto di ascendenza con la vittima.
      Con l’aggravante di aver agito con premeditazione.
    3. Art. 81 cpv, 61 n. 2 C.P. artt. 1,2,4 e 7 L. 895/1967, accertato in Pescina il 16.10.2013, perché introduceva clandestinamente  nel territorio dello Stato la pistola modello calibro 22 magnum, arma comune da sparo, che poi deteneva e portava in luogo pubblico in assenza di permesso.
      Delitti aggravati dall’essere stati commessi al fine di realizzare gli omicidi di cui sopra.

    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 1,2,3.

    L’Aquila, 12 luglio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Giuseppe Troiani



  • N. 50003/2015 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MARSALA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Marsala in data 29.09.2011 ha emesso sentenza confermata dalla Corte Appello Palermo in data 03.06.2014 divenuta irrevocabile il 16.06.2015 di condanna nei confronti della Società SICILFERT s.r.l. in persona del legale rappresentante Foderà Pietro nato a Marsala (TP) il 09.06.1982 e domiciliato in Marsala c/da Maimone SS 188, Km.12,80 colpevole degli illeciti amministrativi di cui agli artt.: a) all’art. 21 - 24 co.2 D.L.231/2001 commesso in Marsala il 20.03.2007; artt.640 bis c.p. – 110 c.p.316 bis c.p. perchè quale società destinataria, in via provvisoria, giusto decreto n.2020, datato 11.08.2005 della Regione Siciliana- Assessorato Industria-Dipartimento Regionale Industria, di un contributo in conto impianti di Euro 5.084.798,00 per l’esecuzione del progetto di investimento n.141 relativo alla realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile nel settore di intervento biomassa da ubicare nel territorio comunale di Marsala, la cui 1 quota di contributo era già erogata a titolo di anticipazione, per una somma di denaro pari a complessivi euro 2.542.399,00, con l’aggravante di avere conseguito, in seguito alla commissione dei suddetti delitti un profitto di rilevante entità.

    Pena applicata Sanzione amministrativa Euro 120.000,00. Pena accessoria Esclusione dal diritto di fruire di contributi o altre provvidenze dello Stato e Enti Pubblici anni 1 mesi 6;
    pubblicazione della sentenza.

    Con Ordinanza dell’08 luglio 2016 il Tribunale di Marsala dispone la pubblicazione del presente estratto della sentenza nel sito del Ministero della Giustizia per la durata di giorni 15.

    Estratto per uso pubblicazione

    Marsala, 12 luglio 2015

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Alberto Pellegrino



  • N. SIEP Proc. Gen. 388/2015
    N. R.G. 1635/2013 Corte di Appello Roma   
    N.  R.G.N.R. 3627/2005           

     

    emblema della repubblica


    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA
    presso la Corte d’Appello di Roma
    Ufficio Esecuzioni Penali

    La Corte di Appello di Roma - Sez. I Penale, in riforma sentenza della sentenza del Tribunale Ordinario di Civitavecchia del 31.05.2012, ha pronunciato, in data 19.03.2014, la seguente

    SENTENZA

    nei confronti di: CHEN Zhili, nato il 21.02.1975 in Zhejiang (Cina Popolare);

    imputato del reato di

    A) Art 648 c.p. Accertato in Data 09.05.2005 - luogo: Fiumicino

    assorbita nel provvedimento di cumulo n. 185/2015 del 21.05.2015;

    Omissis.

    P.Q.M.

    ha condannato CHEN Zhili, nato il 21.02.1975 in Zhejiang (Cina Popolare)
    alla pena di:

    1 ) Sentenza 25.01.2011 Corte Appello Roma (SIEP 30243/2012 – R.G. 5046/2010) in riforma della sentenza emessa in data 26.06.2009 Tribunale di Roma
    irrevocabile il 22.05.2012
    pena: mesi 4 di reclusione ed € 400,00 di multa
    per il reato di: commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 C.P.).
    Accertato in Roma il 06.02.2006.

    Pene accessorie : pubblicazione della sentenza di condanna per una sola volta e per
    estratto sul quotidiano “Il Messaggero” e sospensione dall’esercizio del commercio
    per mesi 1.
    Per questa causa nulla ha espiato.
    PENA SOSPESA REVOCATA CON ORDINANZA DEL 10.03.2016

    Sentenza esecutiva il 14.04.2015

    Estratto per uso pubblicazione.

    Roma, 13 luglio 2016

    IL CANCELLIERE
    Pirrante Stefania



  • N. 980/2016 SIEP
    334/2016
    N. SENTENZA 2511/2013

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA
    PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

     

    Il Tribunale di Napoli Sezione GUP Ufficio 27, con sentenza del 18.11.2013, riformata parzialmente da Corte di Assise di Appello di Napoli, Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in data 12.04.2016, irrevoc. il 12.04.2016 condanna ANNUNZIATA Carmine nato a Napoli il 25.04.1983, alla pena di anni tredici di reclusione. Risarcimento del danno alla fondazione Polis, Comune di Napoli e Regione Campania nonché in favore delle parti civili costituite. Interdizione perpetua dai PPUU, interdizione legale per la durata della pena. Affissione dell’estratto della sentenza alla Casa comunale di Napoli. Pubblicazione della sentenza da effettuarsi sul sito web del Ministero della Giustizia ex art. 36 cp come mod. dall’art. 37 co. 18 lett. a) n. 1) DL 6/7/2011 conv. In L. 111/11 e art. 67 co. 1 L. 69/09). per il reato; A) ex art. 110,82,575 e 577 co. 1 nn. 3) e 4) e 61 n. 1 cp perché in concorso ed agendo con premeditazione quale affiliato del clan camorristico Abbinante-Abete-Notturno cagionava la morte di Romano Pasquale scambiato per Gargiulo Domenico vittima designata per aver partecipato alla fase organizzativa; B) artt. 110 cp, 10, 12 e 14 L. 497/74 e 61 n. 2 cp perché in concorso deteneva e portava in luogo pubblico due pistole. Commesso in Marianella il 15.10.2012; C) artt. 110, 56, 575 e 577 co. 1 nn. 3) e 4) e 61 n. 1 cp perché in concorso agendo con premeditazione quale affiliato al clan camorristico Abbinante-Abete-Notturno compiva atti idonei a cagionare la morte di Gargiulo Domenico avendo partecipato alla fase organizzativa incaricato di segnalare la presenza della vittima. Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla volontà degli esecutori (inceppamento arma e fuga della persona offesa); D) artt 110 cp, 10, 12 e 14 L. 497/74 e 61 n. 2 cp perché in concorso nel ruolo attribuito al fine di commettere il delitto di cui al capo C) deteneva e portava in luogo pubblico due pistole. In Napoli – Secondigliano il 3-11-2012. Con la circostanza aggravante di cui all’art. 7 L. 203/91 per aver commesso i fatti al fine di agevolare l’attività del cartello camorristico Abbinante-Abete-Notturno avvalendosi altresì delle modalità di cui all’art. 416 bis. Con la recidiva semplice.

    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Napoli, 15 luglio 2016

    IL CANCELLIERE
    Fulvia de Scisciolo



  • N. SIEP Proc. Gen. 1058/2015
    N. R.G. 1924/2010 Corte di Appello Roma   
    N.  R.G.N.R. 11971/2007       

     

    emblema della repubblica


    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA presso la Corte d’Appello di Roma
    Ufficio Esecuzioni Penali

    La Corte di Appello di Roma - Sez. II Penale, in riforma sentenza della sentenza del Tribunale Ordinario di Roma del 22.10.2009, ha pronunciato, in data 21.03.2013, la seguente

     

    SENTENZA

    nei confronti di: DIOUF Modou, nato l’ 11.06.1966 in Senegal;
    imputato del reato di:

    A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941; Accertato in Data 07/03/2007 - luogo: Roma

    assorbita nel provvedimento di cumulo n. 6/2016 del 27.01.2016;

    Omissis.

    P.Q.M.

    ha condannato DIOUF Modou, nato l’ 11.06.1966 in Senegal
    alla pena di:

    3 ) Sentenza 24.11.2006 Corte di Appello di Roma – R.G. 618/02 (a nome di Diouf Modou, nato in Senegal l’11.06.1966)
    in riforma della sentenza emessa in data 23.03.2001 Tribunale Roma
    irrevocabile il 20.07.2007
    pena: mesi 4 di reclusione ed € 2000,00 di multa
    per il reato di: violazione delle norme sul diritto d’autore cont. (art. 171 ter c. 2 lett. A L. 633/41).
    Commesso in Roma il 21.11.2000.
    Pena accessoria : pubblicazione della sentenza di condanna.
    PENA SOSPESA REVOCATA CON ORDINANZA DELLA CORTE APPELLO DI ROMA DEL 9.03.2016

    Sentenza esecutiva il 13.11.2015

    Estratto per uso pubblicazione.

    Roma, 13 luglio 2016

    IL CANCELLIERE
    Pirrante Stefani



  • N.SIEP 131/2016

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA
    PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di MACERATA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    ESTRATTO DI SENTENZA PENALE

    Sentenza n. 336/2012- Reg. Gen. n. 31 2/2011 - R.G.N.R. n. 6457/2009, emessa in data 25-05-2012 da Tribunale Ordinario di MACERATA, confermata  dalla sentenza n. 3794/2014 in data 06-11-2014 Corte D'Appello ANCONA
    Data passaggio in giudicato: 18-04-2015

    CONTRO

    Condannato: MANENTE/STEFANO
    nato a RECANATI (Prov. di MC) il 03-12-1976
    residente in CIVITANOVA MARCHE (Prov. di MC)- via DANTE ALIGHIERI n. 31

    Reati:

    1. Art 10 - D.LVO 74/2000
      In Epoca Anteriore e Prossima al 15/12/2009-luogo: PORTO RECANATI


    Pena principale:
    RECLUSIONE Mesi 8

    Pene accessorie:

    Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna
    Incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 1
    Interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria Anni 1
    Interdizione dagli uffici di componente di commissione tributaria Perpetua
    Interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese Mesi 8

    È ESTRATTO CONFORME ALL'ORIGINALE PER USO PUBBLICAZIONE.

    Macerata, 23 giugno 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Antonella Fornaro



  • N. 137/16 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di TREVISO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Sentenza n. 478/2013 - Reg. Gen. n. 3362/2013 - R.G.N.R. n. 7485/2011, emessa in data 29-10-2013 da Gip Presso il Tribunale Ordinario di TREVISO, confermata dalla sentenza n. 1625/2014 in data 01-12-2014 Corte D'Appello VENEZIA la Corte Suprema di Cassazione dichiara con ordinanza n. 11904/2015 in data 05-02-2016 l’inammissibilità del ricorso
    Data passaggio in giudicato: 05-02-2016

    Condannato: NARDIN/TIZIANO nato a SILEA (Prov. di TV) il 09-09-1964 domiciliato in SILEA (Prov. di TV) - via Tiepolo, 115 c/0 la sede della Trade Group

    Reati:

    1. Art 81 c. 2 - C.P., Art. 110 C.P., Art. 8 D.LVO 74/2000
      Commesso dalla Data 2008 e fino alla Data 2010- luogo: TREVISO IN VARIE DATE , AL MOMENTO DELLA EMISSIONE DI OGNI SINGOLA FATTURA
    2. Art 110 - C.P., Art. 8 D.LVO 74/2000
      Commesso in Data 2011- luogo: TREVISO alla data delle singole fatture

    Continuazione tra i reati di cui ai nr. a b

    Pena principale:

    • RECLUSIONE Anni 1 Mesi 8

    Pene accessorie:

    • Incapacità di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 1 -
    • Interdizione dagli Uffici Direttivi Delle Persone Giuridiche e Delle Imprese Mesi 6 -
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna -
    • Interdizione dall'Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Perpetua -
    • Interdizione dai Pubblici Uffici Anni 1 -
    • Interdizione dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 1 -
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna

    E’ estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Treviso, 7 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Palladino Rosa



  • N.SIEP Proc. Gen. 282/2016
    N.R.G. 3098/2010 Corte di Appello Roma   
    N.  R.G.N.R. 899/2006            

     

    emblema della repubblica

    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA
    presso la   Corte d’Appello di Roma
    Ufficio Esecuzioni Penali

    La Corte di Appello di Roma - Sez. II Penale, in riforma sentenza della sentenza del Tribunale sezione distaccata Gaeta del 27.04.2009, ha pronunciato, in data 23.04.2013, la seguente

    SENTENZA

    nei confronti di: MANGIACAPRA Alessandro, nato il 24.09.1984 in Acerra (Na);   

    imputato del reato di
    A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data 01/02/2006- luogo: MINTURNO; A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data 06/03/2007- luogo: FORMIA; B) Art 648 c. 2 - C.P. Accertato in Data 06/03/2007- luogo: FORMIA; A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data 09/09/2006- luogo: FORMIA; B) Art 648 - C.P. Accertato in Data 09/09/2006- luogo: FORMIA; C) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941Accertato in Data 24/04/2007- luogo: FORMIA; A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data 31/10/2006- luogo: FORMIA; B) Art 648 c. 2 - C.P. Accertato in Data 31/10/2006- luogo: FORMIA
    A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data 27/02/2007- luogo: FORMIA; B) Art 648 c. 2 - C.P.Accertato in Data 27/02/2007- luogo: FORMIA - Continuazione tra i reati di cui ai nr. A A A B C A A

    assorbita nel provvedimento di cumulo n. 152/2016 del 24.05.2016;

    Omissis.

    P.Q.M.

    ha condannato MANGIACAPRA Alessandro, nato il 24.09.1984 in Acerra  alla pena di:

    5) Sentenza 23.04.2013 Corte Appello Roma (SIEP 282/2016 – R.G. 3098/2010)
    in riforma della sentenza emessa in data 27.04.2009 dal Tribunale di Latina Sezione Distaccata di Gaeta

    irrevocabile il 12.04.2016

    pena : anni 1 di reclusione ed € 3200,00 di multa
    per i reati di : A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data 01/02/2006-
    luogo: MINTURNO; A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data
    06/03/2007- luogo: FORMIA; B) Art 648 c. 2 - C.P. Accertato in Data 06/03/2007-
    luogo: FORMIA; A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data
    09/09/2006- luogo: FORMIA; B) Art 648 - C.P. Accertato in Data 09/09/2006-
    luogo: FORMIA; C) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in Data
    24/04/2007- luogo: FORMIA; A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in
    Data 31/10/2006- luogo: FORMIA; B) Art 648 c. 2 - C.P. Accertato in Data
    31/10/2006- luogo: FORMIA; A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 Accertato in
    Data 27/02/2007- luogo: FORMIA: B) Art 648 c. 2 - C.P. Accertato in Data
    27/02/2007- luogo: FORMIA. Continuazione tra i reati di cui ai nr. A A A B C A A

    Pena accessoria : pubblicazione della sentenza di condanna per estratto e per una sola volta sul quotidiano “Il Mattino” di Napoli e sul periodico specializzato “Sorrisi e Canzoni TV”.

    Per questa causa nulla ha espiato.

    Sentenza esecutiva il 12.04.2016

    Estratto per uso pubblicazione.

    Roma, 12 luglio 2016

    IL CANCELLIERE
    Pirrante Stefania



  • N. SIEP 2447/2016
    Reg. Gen. N.: 8989/2015
    R.G.N.R. N.: 29188/2013

     

    emblema della repubblica

     
    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di MILANO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto di sentenza


    Data arrivo estratto esecutivo: 28-04-2016 Data iscrizione: 12-05-2016
    Poiché è in esecuzione la Sentenza n. 10415/2015 - Reg. Gen. n. 8989/2015 - R.G.N.R. n. 29188/2013, emessa in data 12-10-2015 da Tribunale Ordinario di MILANO Sez. PRIMA
    Data passaggio in giudicato: 21-12-2015

    Condannato:
    FUSARI/ALDO MARINO PASQUALE
    nato a MILANO (Prov. di MI) il 15-01-1961
    residente in BUSSERO (Prov. di MI) - VIA SANDRO PERTINI, 10

    Reati:

    1.  Art 110 - C.P., Art. 10 Ter D.LVO 74/2000

    il 28/12/2010- luogo: MILANO

    Pena principale:
    RECLUSIONE Anni 1

    1. Pene accessorie:
    2. Interdizione Dagli Uffici Direttivi Delle Persone Giuridiche e Delle Imprese: Mesi 6
    3. Incapacita'Di Contrattare con la Pubblica Amministrazione: Anni 1
    4. Interdizione Dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria: Anni 1
    5. Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna Giorni 15 A SPESE DEL CONDANNATO, SUL SITO INTERNET DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
    6. Interdizione Dai Pubblici Uffici: Anni 1

    Milano, 14 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Simona Giangregorio



  •  

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE ORDINARIO DI GROSSETO

    in composizione monocratica nella persona del magistrato Dott. Andrea STRAMENGA ha deliberato e pubblicato alla udienza del giorno 17/11/2015, mediante lettura del dispositivo, la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento penale celebrato nei confronti di

    CERULLI Emanuele nato a Monte Argentario (GR) il 03/03/1955, ivi residente Strada Provinciale 161 n. 93 - Libero contumace

    con l'assistenza difensiva dell’avv. Nicola SCIALLA del foro di Grosseto, di ufficio

    IMPUTATO

    Del reato p. e p. dall’art. 5 d.l.vo 74/2000 perché, al fine di evadere le imposte sui redditi, in qualità di legale rappresentante della “CEMAR di Cerulli e C. s.n.c.” non presentava la dichiarazione obbligatoria annuale relativa all’imposta sui redditi per il periodo di imposta 2004, che avrebbe dovuto presentare rispettivamente entro il 31.10.2004, con imposta evasa relativa all’IRPEF pari ad Euro 110.567,61 per l’anno 2004.
    Con la recidiva reiterata specifica ed infraquinquennale.
    In Orbetello, fino al 31.10.2004.

    Conclusioni rassegnate dalle parti:
    Il P.M. chiede: emettersi Sentenza di condanna alla pena di anni 3 di reclusione.
    Il difensore dell’imputato chiede: in via principale chiede emettersi Sentenza di assoluzione ed in subordine chiede applicarsi il minimo
    della pena con i benefici di Legge ove concedibili.

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

    Cerulli Emanuele è stato citato a giudizio, con decreto del pubblico ministero del 24 marzo 2009, per rispondere del reato indicato in rubrica.
    Nel dibattimento, svoltosi nella contumacia dell'imputato, ritualmente citato e non comparso, ammesse, all'udienza del 1° ottobre 2009, le prove richieste dalle parti, all'udienza del 6 dicembre 2011 si è proceduto all'esame del Lgt. della Guardia di Finanza Cappelli Daniele, all'esito del quale il P.M., con il consenso della difesa, ha rinunciato a sentire l'altro operante di polizia giudiziaria indicato in lista.

    Dopo alcuni rinvii di cortesia accordati alla difesa con sospensione dei termini di prescrizione, si è così pervenuti all'odierna udienza, in cui, dichiarata chiusa l'istruttoria e data indicazione degli atti utilizzabili ai fini della decisione, si è svolta la discussione, all'esito della quale P.M. e difensore hanno formulato le conclusioni indicate in epigrafe.
    Sulla base delle risultanze che si traggono dagli atti acquisiti o assunti nel corso del giudizio, deve ritenersi provata la penale responsabilità del Cerulli in ordine al reato ascrittogli.
    Ed invero, il Lgt. Cappelli, all'epoca dei fatti Comandante della Brigata della G.d.F. di Porto S. Stefano ed autore delle indagini, ha riferito che tra l'aprile ed il giugno del 2007 venne eseguita una verifica fiscale nei confronti della società "Cemar s.n.c.", società in nome collettivo che esercitava l'attività di ricostruzioni edili e recupero del patrimonio edilizio, della quale l'odierno imputato era amministratore, rappresentante legale e detentore del 98% della proprietà (il restante 2% era della moglie).
    Nel corso di tale verifica vennero effettuati accessi sia nell'abitazione del Cerulli che nella sede legale della società e venne rinvenuta consistente documentazione contabile, in particolare le fatture emesse ed il registro IVA in cui le fatture erano state annotate (cfr. documentazione in atti), documenti grazie ai quali fu possibile per gli operanti ricostruire il giro di affari della società ed i suoi clienti, presso i quali furono quindi eseguiti controlli incrociati.
    II teste di P.G. ha precisato che l'importo complessivo delle fatture che la "Cemar" aveva emesso nell'anno 2004 era pari a euro 265.113,85 e che vi erano poi altri importi marginali (circa 4 mila euro) che emersero dalla documentazione extracontabile trovata presso l'azienda.
    Nel 2004, tuttavia, non risultava presentata alcuna dichiarazione fiscale ai fini delle imposte dirette e dell'IVA, né da parte della società né da parte del Cerulli come persona fisica.
    Sul punto il Cappelli ha chiarito che "le società in nome collettivo non vengono tassate ma vengono tassati i soci in base alla presunzione di legge prevista dall'art. 5 del testo unico delle imposte sui redditi, che dice che i redditi prodotti da una società in nome collettivo si imputano in capo ai soci in proporzione alle quote possedute", ragion per cui il Cerulli doveva presentare il modello 760 per la società, "però l'IRPEF, l'imposta sui redditi, viene applicata in capo al socio, in virtù delle quote possedute".
    L'ammontare dell'imposta evasa relativa all'IRPEF venne determinata in complessivi euro 110.567,61, applicando gli scaglioni di reddito in vigore all'epoca, "perché essendo reddito sulle persone fisiche non sulla società, si applicano non la aliquota unica ma le varie scaglioni di reddito", importo superiore alla soglia prevista dall'art. 5 in caso di omessa presentazione della dichiarazione, pari a 77.000,00 euro "e spicci" (cfr. trascrizioni udienza del 6 dicembre 2011).
    Sempre il Lgt. Cappelli ha aggiunto che il Cerulli, che di professione è commercialista e che quindi teneva lui stesso la contabilità aziendale, nel periodo 2003-2007 risultava aver presentato la dichiarazione dei redditi solo nel 2003, anche se solo in relazione all'anno 2004 tale omissione aveva assunto rilevanza penale per il superamento dell'anzidetta soglia di punibilità.
    Questi essendo, in sintesi, gli esiti dell'istruttoria espletata, può affermarsi, al di là di ogni ragionevole dubbio, la penale responsabilità dell'imputato per il delitto previsto e punito dall'art. 5 del D.Ivo n. 74 del 2000.

    Il reato alla data della presente decisione non risulta ancora prescritto, atteso il lungo periodo di sospensione del corso della prescrizione conseguente ai rinvii concessi alla difesa (dal 6 dicembre 2011 fino all'udienza odierna).
    Al Cerulli non possono essere concesse le circostanze attenuanti generiche, visti i numerosi precedenti, anche specifici, risultanti dal certificato del casellario giudiziale in atti, sulla base dei quali deve anzi ritenersi configurabile la contestata recidiva.
    Venendo pertanto alla determinazione del trattamento sanzionatorio, valutati tutti i parametri di cui all'art. 133 c.p., si stima equo condannare il Cerulli alla pena di anni uno e mesi sei di reclusione, determinata nel seguente modo: pena base = anni uno di reclusione, aumentata per la recidiva ad anni uno e mesi sei.
    Segue di diritto la condanna al pagamento delle spese processuali.
    L'imputato non può beneficiare della sospensione condizionale della pena, considerati i precedenti penali, che non consentono di formulare una prognosi favorevole in ordine alla futura astensione dalla commissione di ulteriori reati.
    Ai sensi dell'art. 12 del D.Lvo n. 74 del 2000, il Cerulli deve essere dichiarato interdetto dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, incapace di contrattare con la pubblica amministrazione, interdetto dalle funzioni di rappresentanza ed assistenza in materia tributaria per la durata di un anno, nonché interdetto in perpetuo dall'ufficio di componente di commissione tributaria.
    Va inoltre disposta la pubblicazione per estratto, a spese del condannato, della presente sentenza nel sito internet del Ministero della Giustizia per la durata indicata in dispositivo.
    Si indica infine in novanta giorni il termine per il deposito della motivazione.

    P.Q.M.

    Visti gli artt. 533 e 535 c.p.p., dichiara CERULLI Emanuele colpevole del reato ascritto e lo condanna alla pena di anni uno e mesi sei di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.
    Visto l'art. 12 del D.Lvo n. 74 del 2000, dichiara CERULLI Emanuele interdetto dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, incapace di contrattare con la pubblica amministrazione, interdetto dalle funzioni di rappresentanza ed assistenza in materia tributaria per la durata di un anno, nonché interdetto in perpetuo dall'ufficio di componente di commissione tributaria.
    Ordina la pubblicazione per estratto, a spese del condannato, della presente sentenza nel sito internet del Ministero della Giustizia per la durata di giorni quindici.
    Indica in 90 giorni il termine per il deposito della motivazione.

    Grosseto, 17 novembre 2015.

    IL GIUDICE
    Andrea Stramenga



  • N. 798/2015 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale presso la Corte di Appello di TORINO
    Ufficio esecuzioni penali

    La Corte di Appello di Torino, sezione I^ penale, con la sentenza n. 4029, n. 5492/09 R.G.N.R. e n. 1540/14 R.G. emessa in data 25.09.2014 in riforma di quella emessa in data 29.11.2012 dal Tribunale di Novara e divenuta irrevocabile il 18.11.2015, ha dichiarato ROVELLI Adriano nato a Milano in data 31.07.1937 colpevole dei seguenti reati:

    art. 10 ter D. Lgs 74/2000 perché in qualità di legale rappresentante della S.R.L. P.G.P. già con sede in Novara, ometteva di versare l’imposta sul valore aggiunto relativa all’annualità 2007 per € 264.103,00, imposta dovuta in base alle dichiarazioni annuali riferite alle annualità di competenza, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo.
    Con la recidiva specifica.
    Commesso in Novara in data 30.01.2008

    Condannandolo alla pena di Anni 1 reclusione, con le pene accessorie dell’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per mesi 6, interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per anni 1, incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione per anni 1, interdizione dall’ufficio di componente di commissione tributaria in perpetuo e pubblicazione della sentenza penale di condanna giorni 15.

    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Torino, 1 luglio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Alberto Bongiovanni



  • N. SIEP 398/2016
    Reg. Gen. N.: 12154/2012
    R.G.N.R. N.: 35296/2006

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di ROMA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    La Corte di Appello di Roma – sezione 1 penale, in riforma della sentenza 12-05-2011 Tribunale Ordinario ROMA, ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    Nei confronti di:
    TERSETTI/ALESSANDRO, nato a CINGOLI (Prov. di MC) il 08-11-1951

    Imputato dei reati di cui all’art. Art 5 - D.LVO 74/2000
    Commesso in Data 31/10/2005 in ROMA (data del termine di presentazione della denuncia annuale)

    Omissis
    P.Q.M

    Ha condannato alla pena di:
    RECLUSIONE Mesi 8
    Pene accessorie:

    • Interdizione Dagli Uffici Direttivi Delle Persone Giuridiche e Delle Imprese Mesi 6 -
    • Incapacità Di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 1 -
    • Incompatibilità con L'Ufficio di Componente Commissioni Tributarie Perpetua -
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna per ua sola volta e per estratto sul quotidiano IL SOLE 24 ORE -
    • Interdizione Dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 1 -

    Sentenza esecutiva il 12.5.2016

    Estratto per uso pubblicazione

    Roma, 22 giugno 2016

    IL CANCELLIERE
    Maria Esposito



  • Sent. 22/2016
    Cron. 5575/2016
    Rep. 6198/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    TRIBUNALE DI PALERMO

    Il Tribunale di Palermo, sezione I civile, composto dai sigg. magistrati:

    1. Dott. Caterina Grimaldi da Terresena - Presidente
    2. Dott. Fabio Pilato - Giudice rel.
    3. Dott. Enrico Catanzaro - Giudice

    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento portante il n. 82 degli affari civili camera di consiglio dell'anno 2012, introdotto

    da

    Riolo Natalina, difesa dall'avv. Di Carlo Gaspare
    - ricorrente -

    contro

    Fragali Francesco, nato a Palermo il 18.1.1960

    e con l'intervento del Pubblico Ministero: che esprime parere favorevole oggetto: dichiarazione di morte presunta.

    CONCLUSIONI PER LA RICORRENTE: Dichiarare la morte presunta di Fragali Francesco

    FATTO E DIRITTO

    Premesso che, con sentenza del 6 ottobre 1987, il Tribunale di Palermo ha dichiarato l'assenza del Fragali Luigi, con ricorso depositato il 13.1.2012, Riolo Natalina propose istanza di dichiarazione di morte presunta del marito, scomparso il 2.4.1985 dalla propria residenza.
    Ordinate dal Presidente del Tribunale le prescritte pubblicazioni, è stata fissata da parte del giudice istruttore l'udienza di comparizione dei soggetti di cui all'articolo 726 c.p.c, cui è comparso il procuratore della ricorrente, insistendo nel ricorso. All'udienza di comparizione il procuratore ha insistito nel ricorso.
    Tanto premesso, osserva il Collegio che sussistono i presupposti e le condizioni per farsi luogo alla chiesta pronunzia.
    Si osserva che la ricorrente ha curato le pubblicazioni di cui era stata onerata dal Presidente del Tribunale e non sono pervenute opposizioni nel termine di sei mesi dall'ultima pubblicazione.
    Pertanto, poiché sono trascorsi più di dieci anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia senza che si siano più avute notizie di lui, ai sensi dell'art.58 ce, deve dichiararsi la morte presunta di Fragali Francesco, nato a Palermo il 18.1.1960, scomparso dalla propria residenza il 2.4.1985.
    Ai sensi dell'art.729 c.p.c, va poi disposto che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e in quella della Regione Siciliana, nonché nei giornali indicati in dispositivo, e che copia della sentenza venga depositata nella Cancelleria di questo Tribunale per l'annotazione sull'originale.

    P.Q.M. Il Tribunale di Palermo

    sentito il Pubblico Ministero, dichiara la morte presunta di Fragali Francesco, nato a Palermo il 18.1.1960.

    Ordina che la presente sentenza venga inserita nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e in quella della Regione Siciliana, nonché nella rivista "il Giornale delle Pulci" e nel quotidiano "La Repubblica", edizione di Palermo, e che copia della sentenza e dei giornali in cui è stato pubblicato l'estratto vengano depositati nella Cancelleria di questo Tribunale per l'annotazione sull'originale.

    Palermo, 10 giugno 2016

    IL GIUDICE ESTENSORE

    IL PRESIDENTE



  • Sent. n. 6/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    Tribunale di BOLZANO
    II Sezione Civile

    OMISSIS
    P.Q.M.

    Il Tribunale di Bolzano, definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza, eccezione o domanda reietta,

    dichiara

    l’assenza della sig.ra BORSOI Stefania, cod. fisc. BRSSFN78P52A952M, nata a Bolzano il 12.09.1978.

    omissis

    LA PRESIDENTE
    Ulrike Ceresara

    IL CANCELLIERE
    Sabrina Mura



  • Sent. 18/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    In nome del popolo italiano

    Il Tribunale di Napoli, sezione civile Prima Bis, riunito in camera di consiglio, così composto:
    Dott. Umberto Di Mauro Presidente
    Dott. Carlo Gagliardi Giudice
    Dott. Marina Tafuri Giudice rel.
    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile  iscritta al n.4519 del R. G. dell’anno 2014, passata in decisione all’udienza del 14.4.16, avente ad oggetto: morte presunta, e vertente

    TRA

    Bellone Salvatore, nato a Napoli il 9.8.1968, elettivamente domiciliato in Napoli al Viale della Costituzione Isola G\1 CDN presso l’avv. Luciano Pennacchio e dott. Gianluca Pennacchio, che lo rappresentano e difendono in virtù di procura a margine del ricorso - RICORRENTE

    E

    Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli - INTERVENTORE NECESSARIO

    CONCLUSIONI

    Il ricorrente ha concluso riportandosi al ricorso.

    Il PM ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

    RAGIONI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE

    Con ricorso depositato in data 17.6.14, Salvatore Bellone chiedeva, ai sensi degli artt. 58 c.c. e 726 cpc, che venisse dichiarata la morte presunta della sorella Stefania Bellone, nata a Napoli il 21.10.1969, coinvolta il 23.1.1996 nel disastroso e noto evento, che aveva comportato lo sprofondamento del manto stradale della galleria di collegamento tra la rotonda di Arzano e lo svincolo di Miano, per effetto del quale si era verificata la perdita di numerose vite umane.
    Deduceva che, nel disastro predetto, la sorella Stefania era risultata dispersa tra le macerie e ritenuta scomparsa, come era possibile evincere dalla lettura della sentenza n. 9962\03, emessa dal Tribunale di Napoli nel procedimento penale instaurato nei riguardi dei responsabili dell’evento  in questione, che dalla sentenza n. 2329\11 di questo Tribunale dell’11.1.11, vertente tra gli eredi della Bellone ed il Fallimento della Scarl Arzano, oltre che dalla raccomandata A\R del 28.9.09. Precisava, inoltre, che il corpo della sorella non era mai stato rinvenuto, nonostante i numerosi sopralluoghi effettuati dalle forze dell’ordine.
    Evidenziava che la Bellona non aveva lasciato testamento e che successori legittimi della stessa erano, oltre il ricorrente, Filomena Bellone, Annamaria Bellone, Giovanna Bellone, Antonio Bellone e Marco Bellone.
    Emessi i provvedimenti di cui all’art. 726 c.p.c., decorsi i sei mesi dall’ultima pubblicazione senza notizia alcuna in merito alla Bellone, su istanza del ricorrente, veniva disposta l’udienza di comparizione dei successori legittimi della scomparsa in camera di consiglio, nonché richieste informazioni ai CC di Napoli  in merito alla scomparsa in oggetto.
    All’esito degli atti istruttori suddetti, all’udienza del 14.4.16, il Tribunale, acquisita documentazione, sulle conclusioni in epigrafe trascritte, si riservava di decidere.
    Preliminarmente, deve essere dichiarata l’ammissibilità della domanda atteso che i ricorrenti hanno provveduto agli adempimenti di cui all’art. 726 cpc nei termini stabiliti.
    Nel merito, la domanda è fondata e merita accoglimento.
    Dalla documentazione in atti allegata, emerge che il 23.1.1996, nel corso dei lavori per la costruzione di una galleria, necessaria per collegare Arzano con Miano, si era verificato un disastro che aveva cagionato la morte di diverse persone, nonché la scomparsa della Bellone. Infatti, quest’ultima, come si rileva chiaramente dalle sentenze allegate, era risultata dispersa. Né le ricerche al riguardo effettuate dalle autorità preposte hanno avuto esito alcuno in merito alla scomparsa della Bellone (cfr la ctu allegata dal ricorrente e gli esiti negativi delle informazioni richieste da questo ufficio).
    Dunque, può ritenersi che nel caso ricorrano i presupposti per dichiarare la morte presunta della Bellone, scomparsa da oltre dieci anni, alla data del 23.1.1996, epoca alla quale risale l’evento predetto.
    Le spese della procedura restano a carico del ricorrente.
    La presente sentenza emessa dovrà essere, ai sensi dell’art. 729 cpc, inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    P.Q.M.

    Il Tribunale così provvede:

    • dichiara presunta la morte di Bellone Stefania, nata a Napoli il 21.10.1969, nel giorno del 23 gennaio 1996 a cui risale l’ultima notizia.

    Dichiara irripetibili le spese del giudizio.

    Dispone che la presente sentenza sia pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    Napoli, così deciso nella camera di consiglio dell’11 maggio 2016.

    Il giudice estensore

    Il Presidente



  • Sent. n. 19/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    In nome del popolo italiano

    Il Tribunale di Napoli, sezione civile Prima Bis, riunito in camera di consiglio, così composto:
    Dott. Umberto Di Mauro Presidente
    Dott. Marina Tafuri Giudice rel.
    Dott. Beatrice d’Anna Giudice Onorario
    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile iscritta al n.7564 del R. G. dell’anno 2009, passata in decisione all’udienza dell’11.5.16, avente ad oggetto: morte presunta, e vertente

    TRA

    De Rosa Serafina, nata a Napoli il 7.4.1971, elettivamente domiciliata in Formia (LT) alla Via Vitruvio n. 228 presso l’avv. Antonio Urciuolo del Foro di Latina, che la rappresenta e difende, unitamente all’avv. Giorgia D’Agosto, in virtù di procura in atti allegata - RICORRENTE

    E

    Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli - INTERVENTORE NECESSARIO

    CONCLUSIONI

    La ricorrente ha concluso riportandosi al ricorso.

    Il PM ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

    RAGIONI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE

    Con ricorso depositato in data 5.11.09, Serafina De Rosa chiedeva, ai sensi degli artt. 58 c.c. e 726 cpc, che venisse dichiarata la morte presunta del coniuge Luigi Boccolino, nato a Napoli il 21.12.1964, in quanto il 10.6.1993 aveva abbandonato la casa senza dare più alcuna notizia di sé.
    Deduceva di essersi recata il giorno 13.9.1993 presso la Questura di Napoli per sporgere regolare denuncia di allontanamento e che tutte le indagini e ricerche effettuate non avevano avuto esito alcuno.
    Chiariva che il Boccolino non risultava proprietario di alcun bene immobile o mobile e che, in ogni caso, avevano scelto il regime patrimoniale della separazione dei beni. Precisava, inoltre, che dal matrimonio erano nati due figli, Antonio il 3.12.1988 e Teodoro il 9.6.1990, unici eredi, unitamente alla ricorrente, del Boccolino.
    Emessi i provvedimenti di cui all’art. 726 c.p.c., decorsi i sei mesi dall’ultima pubblicazione senza notizia alcuna in merito al Boccolino, su istanza del ricorrente, veniva disposta l’udienza di comparizione dei successori legittimi dello scomparso in camera di consiglio, nonché richieste informazioni alla Questura di Napoli in merito alla scomparsa in oggetto.
    All’esito degli atti istruttori suddetti, dopo diversi rinvii in atti documentati, all’udienza dell’11.5.16, il Tribunale, acquisita documentazione, sulle conclusioni in epigrafe trascritte, si riservava di decidere.
    Preliminarmente, deve essere dichiarata l’ammissibilità della domanda atteso che i ricorrenti hanno provveduto agli adempimenti di cui all’art. 726 cpc nei termini stabiliti.
    Nel merito, la domanda è fondata e merita accoglimento.
    Dalla documentazione in atti allegata, emerge che il giorno 13.9.1993 la ricorrente si è recata presso la Questura di Napoli per denunciare la scomparsa del marito, all’epoca padre di due figli minori, Antonio e Teodoro, in quanto allontanatosi da casa il 10.6.1993 senza dare più alcuna notizia. La De Rosa ha poi riferito, nel corso del presente procedimento, che il coniuge, venditore ambulante, era dedito all’uso di sostanze stupefacenti e che il 10.6.1993 era uscito di casa per acquistare dei dolci per il compleanno del figlio Teodoro, ma da quel momento non aveva più avuto alcuna notizia del marito. Anche i figli hanno confermato di non avere più rivisto il proprio genitore.
    La ricorrente ha sottolineato, altresì, di avere effettuato delle ricerche attraverso alcuni programmi televisivi, che tuttavia non avevano avuto esito alcuno, così come le indagini espletate dalla Questura. Né le informazioni acquisite da questo ufficio hanno offerto notizie in merito alla suddetta scomparsa.
    Dunque, può ritenersi che nel caso ricorrano i presupposti per dichiarare la morte presunta del Boccolino, scomparso da oltre dieci anni, alla data del 10.6.1993, epoca alla quale risale l’evento predetto.
    Le spese della procedura restano a carico della ricorrente.
    La presente sentenza emessa dovrà essere, ai sensi dell’art. 729 cpc, inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    P.Q.M.

    Il Tribunale così provvede:

    • dichiara presunta la morte di Boccolino Luigi, nato a Napoli il 21.12.1964, nel giorno del 10 giugno 1993 a cui risale l’ultima notizia.

    Dichiara irripetibili le spese del giudizio.

    Dispone che la presente sentenza sia pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    Napoli, così deciso nella camera di consiglio dell’11 maggio 2016

    Il giudice estensore

    Il Presidente



  • Sent. n. 17/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    In nome del popolo italiano

    Il Tribunale di Napoli, sezione civile Prima Bis, riunito in camera di consiglio, così composto:
    Dott. Umberto Di Mauro Presidente
    Dott. Carlo Gagliardi Giudice
    Dott. Marina Tafuri Giudice rel.
    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile  iscritta al n.1123 del R. G. dell’anno 2015, passata in decisione all’udienza del 8.4.16, avente ad oggetto: morte presunta, e vertente

    TRA

    Padiglione Espedito, nato a Bella (PZ) il 7.10.1940, elettivamente domiciliato in Napoli alla Via Cintia Parco San Paolo is. 27 presso l’avv. Francesca Loffredo, che lo rappresenta e difende in virtù di procura a margine del ricorsoRICORRENTE

    E

    Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli - INTERVENTORE NECESSARIO

    CONCLUSIONI

    Il ricorrente ha concluso riportandosi al ricorso.

    Il PM ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

    RAGIONI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE

    Con ricorso depositato in data 25.2.15, Espedito Padiglione chiedeva, ai sensi degli artt. 58 c.c. e 726 cpc, che venisse dichiarata la morte presunta del figlio Dario Padiglione, nato a Napoli il 21.1.1980, scomparso in mare il 14.12.04.

    Precisava che, con sentenza di questo Tribunale, emessa il 22.2\4.3.08, era stata dichiarata l’assenza del Padiglione, giacchè il giovane Dario, uscito in mare per la pesca subacquea in compagnia dell’amico Procolo Salomè, era scomparso senza dare più notizie di sé. Sottolineava che ad oggi non vi era stata alcuna notizia dell’assente, che all’epoca della scomparsa aveva 24 anni ed era titolare esclusivamente di una polizza assicurativa di modico valore e proprietario per una quota pari ad un mezzo della nuda proprietà dell’abitazione familiare. Deduceva, infine, che successori legittimi del Padiglione erano, oltre il ricorrente, la madre Olga Papaccio ed il fratello Adriano Padiglione, non avendo l’assente lasciato alcun testamento.

    Emessi i provvedimenti di cui all’art. 726 c.p.c., decorsi i sei mesi dall’ultima pubblicazione senza notizia alcuna in merito al Padiglione, su istanza del ricorrente, veniva disposta l’udienza di comparizione dei successori legittimi della scomparsa in camera di consiglio, nonché richieste informazioni ai CC di Napoli in merito alla scomparsa in oggetto.
    All’esito degli atti istruttori suddetti, all’udienza del 8.4.16, il Tribunale, acquisita documentazione, sulle conclusioni in epigrafe trascritte, si riservava di decidere.
    Preliminarmente, deve essere dichiarata l’ammissibilità della domanda atteso che i ricorrenti hanno provveduto agli adempimenti di cui all’art. 726 cpc nei termini stabiliti.
    Nel merito, la domanda è fondata e merita accoglimento.

    Dalla documentazione in atti allegata, emerge che il 14.12.04 presso l’Ufficio Circondariale Marittimo di Pozzuoli veniva segnalata la scomparsa in mare del giovane Dario a seguito della richiesta di soccorso dell’amico Procolo Salomè, che si trovava sull’imbarcazione da diporto del Padiglione. Nonostante le ricognizioni in mare ed anche attraverso il mezzo aereo, tuttavia, non era stato possibile rinvenire il Padiglione. Tali circostanze, invero, emergono dalla documentazione in atti e dalla stessa sentenza che in data 22.2\4.3.08, ha dichiarato l’assenza del Padiglione. Né le ricerche al riguardo effettuate dalle autorità preposte hanno avuto esito alcuno in merito alla scomparsa del Padiglione (cfr gli esiti negativi delle informazioni richieste da questo ufficio).

    Dunque, può ritenersi che nel caso ricorrano i presupposti per dichiarare la morte presunta del Padiglione, scomparso da oltre dieci anni, alla data del 14.12.04, epoca alla quale risale l’evento predetto.

    Le spese della procedura restano a carico del ricorrente.

    La presente sentenza emessa dovrà essere, ai sensi dell’art. 729 cpc, inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    P.Q.M.

    Il Tribunale così provvede:

    • Dichiara presunta la morte di Padiglione Dario, nato a Napoli il 21.1.1980, nel giorno del 14 dicembre 2004 a cui risale l’ultima notizia.
    • Dichiara irripetibili le spese del giudizio.
    • Dispone che la presente sentenza sia pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    Napoli, così deciso nella camera di consiglio dell’11 maggio 2016.

    Il giudice estensore

    Il Presidente



  • N. Sent. 12/2016;
    R.G. 6589/2014
    Rep. 542/2016

     

    emblema della repubblica

    Tribunale di NAPOLI
    Sezione Civile I BIS

    Il Tribunale di Napoli, sezione civile I bis, composto dai seguenti magistrati:
    Dott. Umberto Di Mauro - Presidente
    Dott. Carlo Gagliardi - Giudice
    Dott. Federico Lume - Giudice est.

    riunito in camera di consiglio ha pronunziato la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile iscritta al n. 6589/2014 del ruolo generale degli affari non contenziosi, avente ad oggetto: ricorso per la dichiarazione di morte presunta di Manna Alfredo, nato a Napoli in data 15.7.1947, proposto da Manna Concetta, difesa dall’avv. Luigi De Juliis con studio in via dei Mille 16
    RICORRENTE

    con l’intervento di
    Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli
    INTERVENTORE EX LEGE

    CONCLUSIONI: come da ricorso e verbali in atti.

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con ricorso depositato il giorno 30 settembre 2014 i sopra indicati ricorrenti premesso che Alfredo Manna era scomparso in data 23 aprile 1978 e che da allora non aveva più dato alcuna notizia di sé, chiedevano al presidente del Tribunale di Napoli di disporre le modalità pubblicitarie di cui all’art. 727 c.p.c.
    Il Presidente del Tribunale con decreto del 12.1.2015 disponeva che il ricorso fosse pubblicato due volte nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sui quotidiani Il Mattino e Corriere della Sera.
    Parte ricorrente provvedeva, entro il termine fissato, alle formalità prescritte.
    Con successivo ricorso del 27.10.2015 la ricorrente, premesso che erano state regolarmente adempiute le forme di pubblicità prescritte, chiedeva fissarsi l’udienza di comparizione.
    All’udienza del 21.3.2016, sentita la ricorrente, la causa era riservata in decisione; il PM esprimeva in data 31.3.2016 conclusioni favorevoli all’accoglimento della domanda.
    La domanda è fondata e va accolta.
    Parte ricorrente ha puntualmente fatto eseguire le pubblicazioni previste dall’articolo 727 c.p.c., sia sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, sia sui quotidiani Il Mattino di Napoli e Corriere della Sera, senza che alcuno abbia fatto pervenire notizie dello scomparso.
    La sorella ricorrente, comparsa in udienza, ha riferito di non aver notizie da anni del fratello Alfredo, di cui è l’unica parente in vita; ella ebbe ultima notizia della stessa ad aprile del 1978; precisava che il fratello faceva uso di droghe, faceva frequenti viaggi all’estero e aveva problemi psichiatrici; e infine che egli conviveva con la ricorrente e il suo nucleo familiare.
    Né le indagini dei Carabinieri, cui pure la scomparsa fu denunciata, sortirono effetto alcuno.
    Sulla base degli elementi acquisiti, ritiene il Tribunale, che la scomparsa, ormai quasi quarantennale, di Alfredo Manna, anche in considerazione dell’esito delle disposte pubblicazioni, integri gli estremi necessari per farsi luogo alla dichiarazione di morte presunta, ai sensi dell’articolo 60 c.c., alla data del 23.4.1978 (epoca alla quale risalgono le ultime notizie della sua esistenza in vita).
    Al momento della comparizione sono decorsi i sei mesi dall’ultima delle pubblicazioni.
    Devono essere eseguite le formalità di cui agli articoli 729 (con le modifiche di cui al decreto legge 98/2011, convertito in legge n°111 del 2011) e 731 c.p.c.
    Nulla per le spese.

    P. Q. M.

    Il Tribunale, definitivamente pronunziando, così provvede:

    1. dichiara la morte presunta di MANNA ALFREDO, nato a Napoli in data 15.7.1947, alla data del 23.4.1978;
    2. ordina che la presente sentenza venga inserita nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia, per tre mesi a decorrere dalla pubblicazione, con onere di depositare in Cancelleria copia delle pubblicazioni predette, per l’annotazione sull’originale della sentenza a norma dell’articolo 729 c.p.c.;
    3. dispone comunicarsi la presente sentenza, a cura della Cancelleria, all’Ufficiale di Stato civile del Comune di Napoli;
    4. nulla per le spese.

    Così deciso in Napoli in camera di consiglio il 6.4.2016.

    IL GIUDICE ESTENSORE
    Federico Lume

    IL PRESIDENTE
    Umberto Di Mauro



  • Sent. n. 10/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALlANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE di BOLOGNA
    sezione prima civile

    Riunito in camera di consiglio in persona dei magistrati:
    Matilde Betti presidente
    Cinzia Gamberini giudice
    Luigi Gnassi giudice onorario rel.
    ha pronunciato Ia seguente

    SENTENZA

    nella causa civile di primo grado iscritta al n. 4199/2015 VG

    promossa da

    Elvina Benini
    Gianfranco Benini
    elettivamente domiciliati in Bologna, presso lo studio dell'avv. Paola Poli che li rappresenta e difende come da procura in calce al ricorso introduttivo - ricorrente

    con l'intervento del P.M.

    IL TRIBUNALE

    udita Ia relazione della causa fatta dal giudice istruttore dott. Luigi Gnassi, letti ed esaminati gli atti e i documenti del processo , ha cosi deciso:
     

    RAGIONI di FATTO e di DIRITTO della DECISIONE
    (art. 132, r.comma secondo, n. 4, cod.proc.civ)

    Con ricorso depositato il 20 ottobre 20 15 Elvira BENINI e Gianfranco BENINI, chiedevano la dichiarazione di assenza della loro madre POLl Genoveffa. Non vi erano altri presunti successori legittimi.

    Con decreto del Tribunale di Bologna del 15 ottobre 2013 Elvina Benini era stata nominata curatore della scomparsa.

    Esponevano che il 2 giugno 2013 POLl Genoveffa si era allontanata da casa senza più dare notizie di se; le ricerche da parte delle Forze dell'Ordine non avevano avuto alcun esito. Concludeva chiedendo Ia dichiarazione di assenza.

    II Pubblico Ministero interveniva.

    All'udienza del 13 gennaio 2016 i ricorrenti insistevano nella domanda.

    Le informazioni assunte hanno confermato quanto allegato in ricorso: sono stati pubblicate inserzioni su un giornale locale e sui sito "Chi l'ha visto?", inoltre i Carabinieri di Castello di Serravalle hanno comunicato che le ricerche sono rimaste senza esito.

    Sono dunque trascorsi ormai piu di due anni dal giomo cui risale l'ultima notizia di POLl Genoveffa.

    Ricorrono i presupposti di cui agli artt. 48 e 49 cod. civ., e sussistono pertanto le condizioni per dichiarare l'assenza di POLl Genoveffa ai sensi degli artt. 722 e seguenti cod. proc. civ.

    I ricorrenti devono essere immessi nel possesso temporaneo dei beni di POLl Genoveffa, senza necessità di cauzione o altra cautela, atteso lo stretto legame di parentela.

    P.Q.M.

    ll Tribunale, definitivamente decidendo,

    Dichiara l'assenza di POLl Genoveffa, nata a Monteveglio (BO) il 23 dicembre 1926.

    lmmette i Signori Elvina Benini e Gianfranco Benini nel possesso temporaneo dei beni di POLl Genoveffa, senza necessità di cauzione o altra cautela.

    Ordina gli adempimenti di cui all'art.729 c.p.c.

    Manda alla Cancelleria per Ia comunicazione al competente Ufficio dello stato civile.

    Cosi deciso nella camera di consiglio della sezione prima civile del Tribunate di Bologna il 19 gennaio 2016.

    LA PRESIDENTE
    Matilde Betti

    IL GIUDICE ESTENSORE
    Luigi Gnassi



  • Sent. n. 6/2016
    N. reg. gen. 82/2014

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    In nome del popolo italiano

    Il Tribunale di Napoli, sezione civile Prima Bis, riunito in camera di consiglio, così composto:
    Dott. Umberto Di Mauro - Presidente
    Dott. Carlo Gagliardi - Giudice
    Dott. Marina Tafuri - Giudice rel.
    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile iscritta al n. 82 del R. G. dell’anno 2014, passata in decisione all’udienza del 2.12.15, avente ad oggetto: morte presunta, e vertente

    TRA

    Tambasco Nicola, nato a Napoli l’11.6.1965, in proprio e per conto di Tambasco Ivan, nato a Napoli il 21.7.1970, come da procura generale del 13.3.1998 n. rep. 18411 e n. racc. 4612 per Notaio Alfredo Caiazza di Perugia, elettivamente domiciliati in Napoli alla Via Nuova Poggioreale n. 8 presso l’avv. Maria Elena Orditura, rappresentati e difesi dall’avv. Massimo Rabagliati del Foro di Perugia in virtù di procura in calce al ricorso
    RICORRENTI

    E

    Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli
    INTERVENTORE NECESSARIO

    CONCLUSIONI

    Il ricorrente non ha formulato conclusioni.
    Il PM ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

    RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

    Con ricorso depositato in data 8.1.14, Nicola Tambasco, in proprio e quale procuratore del fratello Ivan Tambasco, domiciliato a Rivas Vaciamadrid (Madrid), chiedevano, ai sensi degli artt. 58 c.c. e 726 cpc, in qualità di eredi testamentari, che venisse dichiarata la morte presunta di Giuseppe Viscione, nato a San Martino Valle Caudina il 15.4.1918, residente a Napoli alla Via Duca Ferrante della Marra n. 16, scomparso dal mese di luglio 1996.
    Deducevano che il padre Giovanni Tambasco aveva conosciuto nel 1994 Giuseppe Viscione presso la facoltà teologica di Napoli e che tra i due era nata una profonda amicizia e frequentazione.
    Riferivano, inoltre, che nel mese di luglio Giovanni Tambasco era partito per un viaggio all’estero, circostanza comunicata all’amico Viscione. Precisavano che, tuttavia, il proprio padre, rientrato dalle vacanze nel mese di settembre, non aveva più ricevuto notizie del Viscione e, recatosi presso l’abitazione di quest’ultimo, essendo in possesso delle chiavi, non aveva trovato l’amico ed aveva constatato che la casa era disabitata. Aggiungevano, pertanto, che il proprio padre aveva presentato il 26.9.1996 denuncia dell’accaduto presso la stazione dei Carabinieri di Napoli Arenaccia.
    Deducevano, inoltre, che il Tambasco aveva provveduto a pagare gli oneri condominiali dell’appartamento di proprietà del Viscione, su richiesta dell’amministratore del condominio, a conoscenza del rapporto di amicizia che li legava.
    Affermavano che Giovanni Tambasco era in possesso di un testamento olografo del Viscione in favore dei figli, attuali ricorrenti, datato 10.2.1995, e per tale motivo, dovendo amministrare i beni del Viscione, nell’interesse degli istanti, era stato nominato dal Tribunale di Napoli, con provvedimento del 17.10.1997, curatore speciale dello scomparso.
    Emessi i provvedimenti di cui all’art. 726 c.p.c., decorsi i sei mesi dall’ultima pubblicazione senza notizia alcuna in merito al Viscione, su istanza dei ricorrenti, veniva disposta l’udienza di comparizione di questi ultimi in camera di consiglio, nonché richieste informazioni ai CC di Napoli ED ALLA Procura della Repubblica di Napoli in merito alla scomparsa in oggetto.
    All’esito degli atti istruttori suddetti, all’udienza del 2.12.15, il Tribunale, sulle conclusioni in epigrafe trascritte, si riservava di decidere.
    Preliminarmente, deve essere dichiarata l’ammissibilità della domanda atteso che i ricorrenti hanno provveduto agli adempimenti di cui all’art. 726 cpc nei termini stabiliti.
    Nel merito, la domanda è fondata e merita accoglimento.
    Giova sottolineare che, nelle more della definizione del presente procedimento Nicola Tambasco è stato nominato curatore speciale dello scomparso Giuseppe Viscione, con provvedimento in data 25.2.14 di questo Tribunale in atti allegato.
    Dalla documentazione in atti allegata, emerge che il padre degli odierni ricorrenti, Giuseppe Tambasco, deceduto nel 2005 come riferito dai figli, il 26.9.1996, dopo essere rientrato da un viaggio in Turchia, ha presentato la denuncia relativa alla scomparsa del Viscione, riferendo quanto trascritto in domanda e precisando che non gli risultava l’esistenza di parenti diretti dello scomparso, ma solo di una nipote di cui però non conosceva il nome. Nella citata denuncia, il Tambasco aveva anche aggiunto che l’amico soffriva solo di diabete ed era lucido dal punto di vista mentale, ne gli risultava che avesse acredine con alcuno.
    Il ricorrente Nicola Tambasco, all’udienza del 10.6.15, ha dichiarato di vivere fuori Napoli dal 1980 e di avere incontrato qualche volta il Viscione, in quanto amico del padre e gli faceva compagnia.
    Le informazioni acquisite da questo ufficio, considerato il notevole lasso temporale trascorso dalla denuncia della scomparsa, non hanno sortito esito alcuno (cfr le informazioni richieste ai carabinieri in data 10.6.15 ed alla Procura della Repubblica di Napoli).
    Dunque, può ritenersi che nel caso ricorrano i presupposti per dichiarare la morte presunta del Viscione, scomparso da oltre dieci anni, alla data del 26.9.1996, epoca alla quale risale la denuncia presentata dal Tambasco ai Carabinieri.
    Le spese della procedura restano a carico dei ricorrenti.
    La presente sentenza emessa dovrà essere, ai sensi dell’art. 729 cpc, inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    P.Q.M.

    Il Tribunale così provvede:

    • dichiara presunta la morte di Viscione Giuseppe, nato a San Martino Valle Caudina (AV) il 15.4.1918, nel giorno del 26 settembre 1996 a cui risale l’ultima notizia.
    • Dichiara irripetibili le spese del giudizio.
    • Dispone che la presente sentenza sia pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    Napoli, così deciso nella camera di consiglio del 4 dicembre 2015

    IL GIUDICE EST.

    IL PRESIDENTE



  • SIEP n. 168/2013
    R.G. n. 5819/2012
    R.G.N.R. n. 582/2012
    Sentenza n. 1367/2012

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di CAGLIARI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Cagliari in data 30/10/2012 ha pronunciato la seguente sentenza, irrevocabile il 21/01/2013, nei confronti di:
    CARBONI/ROBER, nato a CAGLIARI (Prov. di CA) il 17-04-1947, residente in CAGLIARI (Prov. di CA) - VIA MADDALENA N.14
    Per i seguenti reati:
    B) Art 110 - C.P., Art. 216 c. 1 - n. 2 R.D. 267/1942, Art. 219 c. 1 - R.D. 267/1942, Art. 219 c. 2 - n. 1 R.D. 267/1942, Art. 217 c. 1 - n. 4 R.D. 267/1942, Art. 223 R.D. 267/1942 - Commesso dalla Data 29/04/2004 e fino alla Data 23/11/2007- luogo: CAGLIARI;
    D) Art 110 - C.P., Art. 216 c. 1 - R.D. 267/1942 - Commesso dalla Data 23/01/2006 e fino alla Data 23/11/2007- luogo: CAGLIARI;
    E) Art 110 - C.P., Art. 217 c. 1 - n. 2 R.D. 267/1942 - Commesso in Data 23/11/2007- luogo: CAGLIARI;
    G) Art 110 - C.P., Art. 640 Bis C.P., Art. 61 n. 7 C.P. - Commesso in Data 20/09/2005 e in Data 10/01/2006- luogo: CAGLIARI E PORTOSCUSO;
    H) Art 110 - C.P., Art. 10 Ter D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 27/12/2007- luogo: PORTOSCUSO;
    I) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 01/10/2007- luogo: PORTOSCUSO;
    L) Art 110 - C.P., Art. 2 c. 1 - D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 24/11/2007- luogo: PORTOSCUSO;
    M) Art 110 - C.P., Art. 485 C.P., Art. 61 n. 2 C.P. - Commesso in Data 22/11/2006- luogo: PORTOSCUSO;
    N) Art 110 - C.P., Art. 640 C.P., Art. 61 n. 7 C.P. - Commesso in Data 20/11/2006- luogo: PORTOSCUSO;
    O) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 01/10/2007- luogo: DECIMOMANNU;
    P) Art 110 - C.P., Art. 2621 C.C. - Commesso in Data 03/06/2007- luogo: DECIMOMANNU;
    Q) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 31/07/2007- luogo: CAGLIARI;
    R) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 31/07/2008- luogo: CAGLIARI;
    S) Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 2621 C.C. - Commesso in Data 28/06/2007 e in Data 28/06/2008- luogo: CAGLIARI;
    T) Art 110 - C.P., Art. 216 c. 1 - n. 1 R.D. 267/1942, Art. 216 c. 1 - n. 2 R.D. 267/1942, Art. 219 c. 1 - R.D. 267/1942, Art. 219 c. 2 - n. 1 R.D. 267/1942, Art. 223 R.D. 267/1942 - Commesso in Data 11/10/2004- luogo: CAGLIARI;
    U) Art 110 - C.P., Art. 4 D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 27/10/2005- luogo: CAGLIARI;
    V) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 31/10/2005- luogo: CAGLIARI;
    Z) Art 110 - C.P., Art. 4 D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 28/10/2006- luogo: CAGLIARI
    Z 1) Art 110 - C.P., Art. 216 c. 1 - n. 2 R.D. 267/1942, Art. 222 R.D. 267/1942 - Commesso Fino al 28/12/2005- luogo: CAGLIARI -
    Continuazione tra i reati di cui ai nr. G H I L M N O P Q R S T U V Z Z 1
    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive: Art 99 c. 1 - C.P., Art 99 c. 4 - C.P., Art 62 Bis - C.P. - Equivalenti Sentenza di applicazione pena (Art. 444 C.P.P.)

    OMISSIS
    P.Q.M.

    Pena principale: RECLUSIONE Anni 3

    Pene accessorie:

    • Inabilitazione Esercizio Impresa Comm. Ed Incapacità Esercitare Uff.Dir.Impresa (216-217 L.F.) Anni 10
    • Incapacità Di Esercitare Uffici Direttivi Presso Qualsiasi Impresa Anni 10 -
    • Interdizione Dai Pubblici Uffici Anni 5
    • Incapacità Di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 3
    • Interdizione Dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 5
    • Interdizione Dall'Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Perpetua
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna -

    Estratto per uso pubblicazione sul sito internet del Ministero della Giustizia per giorni 15

    Cagliari, 4 dicembre 2015

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Andrea Spano