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Pubblicazione sentenze e provvedimenti

aggiornamento: 30 giugno 2015

In tema di pene accessorie, l'articolo 36 del codice penale dispone che la sentenza all'ergastolo e la sentenza di condanna nei casi in cui la legge lo prevede, siano pubblicate nel sito internet del Ministero della giustizia per un periodo stabilito dal giudice e comunque non superiore a trenta giorni. In caso di mancata indicazione, la durata della pubblicazione è di quindici giorni.
In materia di famiglia e di stato delle persone, l'articolo 729 del codice di procedura civile dispone che la sentenza che dichiara l'assenza o la morte presunta debba essere inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito internet del Ministero della giustizia.
Per quanto riguarda le modalità di pubblicazione delle sentenze, questi articoli sono stati aggiornati dall'art. 37, c.18, d.l. 6 luglio 2011, n. 98 «Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria», convertito dalla l. 111/2011.
In particolare, l'articolo 36 del codice penale era già stato modificato in precedenza dall'art. 67 della l. 69/2009, e dall'art. 2, commi 216-218, della l.191/2009, legge finanziaria 2010. Quest'ultima ha disposto un adeguamento alla formulazione dell’articolo 36 del codice penale, del d.lgs. 231/2001 che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica e della l. 633/1941 sulla protezione del diritto d'autore.
Per i provvedimenti sanzionatori amministrativi, l'articolo 498 del codice penale, in tema di usurpazione di titoli e di onori, così come modificato dall'art. 43 del d.lgs 507/1999, dispone che il provvedimento che accerta la violazione sia pubblicato con le modalità stabilite dall'art. 36 del codice penale.

  • richieste di pubblicazione da parte degli uffici giudiziari o di altri uffici della pubblica amministrazione
  • richieste d'informazione anche da parte di studi legali

vanno indirizzate a: pubblicazione.sentenze@giustizia.it.


  • N. SIEP 908/2015

     

    emblema della repubblica

     
    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE D'APPELLO di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    In data 06-02-2014 è stata emessa dalla Corte di Assise di Appello di Napoli Sez. 3^, in riforma della sentenza n. 2047/2012 in data 16-07-2012 Gip Presso il Tribunale Ordinario Napoli Sez. 40^ con giudizio abbreviato (Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 30264/2014), irrevocabile il 19-06-2015, sentenza che ha condannato:
    PONTICELLI/GIANFRANCO nato a NAPOLI (Prov. di NA) il 28-10-1960, alla pena dell’ergastolo, interdizione legale durante la pena, decadenza della potesta' dei genitori, pubblicazione di sentenza penale di condanna, interdizione dai pubblici uffici perpetua, per i seguenti reati: C) Art 110 c.p., Art. 575 c.p., Art. 577 c. 1 - n. 3 c.p., Art. 7 L. 203/1991 perché in concorso con altri e quale istigatore e materiale esecutore unitamente ad altri con modalità imprecisate cagionavano la morte di Troise Daniele Rosario, con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla partecipazione alla associazione camorristica denominata clan Sarno e a quella confederata denominata  clan Fusco Ponticelli, nonché al fine di agevolare e consolidare la espansione delle predette associazioni nel territorio del Comune di Cercola, reati commessi in luogo imprecisato in epoca anteriore e prossima al 08/11/2001; D) Art 110 - c.p., Art. 411 c.p., Art. 7 L. 203/1991, Art. 61 n. 2 c.p. perché in concorso con altri sopprimeva il cadavere di Troise Daniele Rosario con modalità non accertate con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla partecipazione alla associazione camorristica denominata clan Sarno e a quella confederata denominata  clan Fusco Ponticelli, nonché al fine di agevolare e consolidare la espansione delle predette associazioni nel territorio del Comune di Cercola, commessi in luogo imprecisato in epoca anteriore e prossima al 08/11/2001; K) Art 110 - c.p., Art. 575 c.p., Art. 577 c. 1 - n. 3 c.p., Art. 7 L. 203/1991 perché in concorso con altri e agendo con premeditazione, esplodeva reiterati colpi di arma da fuoco cagionando la morte di Tranquilli Giorgio con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla partecipazione alla associazione camorristica denominata clan Sarno e a quella confederata denominata  clan Fusco Ponticelli, nonché al fine di agevolare e consolidare la espansione delle predette associazioni nel territorio del Comune di Cercola, reati commessi in data 27/06/2003 in Napoli; L) Art 110 - c.p., Art. 81 c. 2 - c.p., Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 7 L. 203/1991, Art. 61 n. 2 c.p. perché al fine di commettere il reato che precede illegalmente detenevano e portavano in luogo pubblico due pistole cal. 38 e cal. 7,65 con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla partecipazione alla associazione camorristica denominata clan Sarno e a quella confederata denominata  clan Fusco Ponticelli, nonché al fine di agevolare e consolidare la espansione delle predette associazioni nel territorio del Comune di Cercola, reati commessi il 27/06/2003 in Napoli; continuazione tra i reati di cui ai nr. C D K L; circostanze aggravanti/attenuanti soggettive: Art 99 c. 1 - C.P., Art 99 c. 2 - n. 1 C.P., Art 99 c. 2 - n. 2 C.P., Art 99 c. 4 - C.P..

    Napoli, 17 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri



  • N. 2268/09 SIEP
    N. SENTENZA 616/06

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Napoli Sezione VI, con sentenza del 27-01-2006, appello dichiarato inammissibile da Corte di Appello di Napoli il 27.11.2007, irrevoc. il 03.04.2009 condanna SIMONETTI Anna nata a Napoli il 25-09-1966, residente in San Pietro a Patierno alla Via VI e IV Aprile 63, alla pena di anni uno e mesi due di reclusione ed euro 3000,00 di multa. Confisca e distruzione dei beni in sequestro. Pubblicazione della sentenza sul quotidiano Il Mattino di Napoli e sul periodico CIAK da effettuarsi sul sito web del Ministero della Giustizia ex art. 36 cp come mod. dall’art. 37 co. 18 lett. a) n. 1) DL 6/7/2011 conv. In L. 111/11 e art. 67 co. 1 L. 69/09). per il reato ex art. 171 bis e 171 ter lett. d) L. 633/41 detenzione e vendita CD e DVD illecitamente riprodotti e privi del contrassegno SIAE. Accertato in Napoli il 17-01-2002.
    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Napoli, 20 maggio 2016

    IL CANCELLIERE 
    Fulvia de Scisciolo



  • N.  315/2016  SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale della Repubblica CATANIA

    UFFICIO ESECUZIONE PENALE

    Con sentenza 08/05/2015, irrevocabile in data 06/05/2016, la Corte di Appello di Catania ha condannato GEREMIA Carmelo, nato a Catania (CT) il 01/03/1949, alla pena di anni 2 mesi 2 reclusione EUR. 600,00 multa, disponendo
    altresì la pubblicazione della sentenza suddetta, per i reati di violazione delle norme sul diritto d'autore e di ricettazione, commessi il 09/01/2008 in Catania.
    Per estratto conforme.

    Catania, 18 maggio 2016

    IL CANCELLIERE
    Salvatore M. Borrometi



  • N. SIEP 83/2016

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di LATINA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Con sentenza emessa a seguito di giudizio abbreviato in data 04-02-2014 dal GUP presso il Tribunale Ordinario di Latina, confermata dalla sentenza in data 04-03-2015 della Corte di Assise di Appello di Roma, irrevocabile in data 27-04-2016 a seguito di pronuncia in pari data della Corte Suprema di Cassazione, KUMAR Raj, n. 04-08-1977 in India, è stato condannato in quanto riconosciuto colpevole:
    a) del reato di cui agli artt. 81 cpv., 575, 577 co. 1 n. 4 in relazione all’art. 577 co. 2 e 61 n. 5 c.p. perché, in tempi diversi, cagionava volontariamente la morte della coniuge  Di Grazia Francesca e di Incocciati Martina, attingendole più volte alla gola con l'uso di un coltello, approfittando della minorata difesa della prima donna che si trovava di spalle rispetto all'aggressore; e
    b) del reato di cui agli artt. 575 e 576 n. 1 in relazione all'art. 61 n. 2 c.p. per aver cagionato la morte di Incocciati Martina, con le modalità descritte nel capo che precede, al fine di conseguire l'impunità dal reato commesso nei confronti di Di Grazia Francesca, in quanto sorpreso dalla giovane immediatamente dopo aver colpito mortalmente la madre di quest'ultima
    (reati commessi in Cisterna di Latina in data 06-04-2013)
    alla pena principale dell’Ergastolo ed alle seguenti pene accessorie: Interdizione Perpetua dai Pubblici Uffici; Affissione della Sentenza all'Albo Pretorio dei Comuni di Latina, Cisterrna di Latina, Nettuno; Interdizione Legale; Pubblicazione della Sentenza Penale di Condanna per giorni 30.

    Per estratto ad uso pubblicazione.

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Marina Giometti



  • N. SIEP 1698/2009

     

    emblema della repubblica

     
    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE D'APPELLO di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    .In data 25-09-2007 è stata emessa dalla Corte d'Appello di Napoli Sez. 5, in riforma della sentenza n. / in data 29-09-2006 Sezione distaccata di Tribunale Pozzuoli, irrevocabile il 28-02-2008, la sentenza che ha condannato:
    ADAMO/CORRADO nato a Napoli (Prov. di NA) il 08-06-1964, residente in Napoli (Prov. di NA) - Vico S.Severo a Capodimonte 12, alla pena di mesi 4 di reclusione ed € 2.000,00 di multa (pena condonata ex l. 241/06), pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna su "Il Mattino" e su "Ciak", per il seguente reato: B) Art 171 Ter - L. 633/1941, perché deteneva presso la propria abitazione e al fine di porli in vendita, n. 110 cd musicali contraffatti e privi del marchio SIAE, reato commesso il 30/05/2000 in Bacoli (NA); circostanze attenuanti soggettive: Art 62 Bis - C.P.prevalenti. Sentenza di applicazione pena (Art. 444 c.p.p.).

    Napoli, 16 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri




  • N. SIEP Proc. Gen. 152/2015
    N. R.G.2786/2009 Corte di Appello Roma
    N.  R.G.N.R. 48743/2005   

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di ROMA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    La Corte di Appello di Roma - Sez. II Penale, in riforma sentenza della sentenza del Tribunale Ordinario di Roma X sezione del 26.03.2008, ha pronunciato, in data 26.06.2012, la seguente

    SENTENZA

    nei confronti di: NIANG Aly, nato il 07.08.1964 in Senegal;
    imputato del reato di: art. 474 c.p.;
    commesso: in Roma il 13.11.2005;
    assorbita nel provvedimento di cumulo n. 103/205 del 06.05.2015;

    Omissis.
    P.Q.M.

    ha condannato : NIANG Aly, nato il 07.08.1964 in Senegal;
    alla pena di:
    2) Sentenza 03.06.1996 Pretore di Viterbo irrevocabile il 10.10.1996
    pena: mesi 2, giorni 10 di reclusione ed € 206,58 di multa per il reato di: abusiva duplicazione, riproduzione, importazione, distribuzione e vendita, proiezione in pubblico e trasmissione di opere cinematografiche (art. 1 L. 400/85)
    Commesso in Viterbo il 25.03.1995.
    Per questa causa nulla ha espiato.
    PENA ACCESSORIA : pubblicazione della sentenza di condanna.
    PENA SOSPESA E NON MENZIONE.

    4) Sentenza 08.11.1999 Pretore Roma irrevocabile il 03.10.2001
    pena: mesi 3 di reclusione ed € 154,94 di multa per i reati di: violazione delle norme sul diritto d’autore (art. 171 ter lett. B e C L 633/41); ricettazione (art. 648 comma 2 C.P.). Reati riuniti sotto il vincolo della continuazione.
    Commessi in Roma il 25.01.1995.
    Per questa causa nulla ha espiato.
    PENA ACCESSORIA : pubblicazione della sentenza di condanna.
    PENA SOSPESA applicata con ordinanza 18.07.2006 Tribunale di Roma.

    Sentenza esecutiva il 06.02.2015
    Estratto per uso pubblicazione.

    Roma, 18 maggio 2016

    IL CANCELLIERE
    Pirrante Stefania



  • N. 239/2015 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di PESARO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale Ordinario di Pesaro, con Sentenza n. 1129/2013 – Reg. Gen. n. 308/2013 – R.G.N.R. n. 3185/2011, emessa in data 28-10-2013, irrevocabile il 19-02-2015, ha condannato
    TONUCCI FRANCESCO, nato a FANO (PU) il 16/08/1965, riconosciuto colpevole del seguente reato:

    • Art. 2 D.L.vo 74/00 per avere, nella qualità di titolare della ditta individuale “TIEFFE DISTRIBUZIONE INFORMATICA di TONUCCI FRANCESCO” con sede a Fano in Via della Giustizia n. 16/A, al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, avvalendosi delle fatture per operazioni inesistenti sotto elencate, indicava, nelle dichiarazioni annuali relative a dette imposte, elementi passivi fittizi per un ammontare imponibile di €. 381720,00 ed Iva pari a €. 76334,00 per l’anno d’imposta 2006, in particolare utilizzando le seguenti fatture emesse per operazioni inesistenti:
    • fatture emesse da CUBA LIBRE di Annies Herrera Velazquez con sede in Fano, Via della Giustizia n. 16/a;
    • fattura n. 1 del 10/09/2006 imponibile €. 15.000,00 ed Iva di €. 3.000,00;
    • fattura n. 2 del 10/10/2006 imponibile €. 5.000,00 ed Iva di €. 1.000,00;
    • fattura n. 4 del 10/11/2006 imponibile €. 5.000,00 ed Iva di €. 1.000,00;
    • fattura n. 6 del 14/11/2006 imponibile €. 10.000,00 ed Iva di €. 2.000,00;
    • fatture emesse da @ NET ASSISTENZA TECNICA DI CITERONI LUCA con sede a Ascoli Piceno;
    • fattura n. 375 del 22/12/2006 imponibile €. 113.860,00 ed Iva di €. 22.772,00;
    • fattura n. 376 del 22/12/2006 imponibile €. 29.500,00 ed Iva di €. 5.900,00;
    • fatture emesse da 3 ERRE DISTRIBUZIONE s.r.l. con sede a Villa Marina di Cesenatico (FC)
    • fattura n. 115 del 23/12/2006 imponibile €. 143.360,00 ed Iva di €. 28.672,00;
    • fatture emesse da PLANET FOOTBALL di Giuseppe Gagliardi con sede a Gatteo (FC);
    • fattura n. 12 del 23/12/2006 imponibile €. 60.000,00 ed Iva di €. 12.000,00.

    In Fano accertato in data 26/09/2007 data di presentazione della dichiarazione reddituale (Mod. unico)
    Con la recidiva infraquinquennale

    OMISSIS
    PQM

    Visti gli articoli 533 e segg. c.p.p.,

    dichiara

    l'imputato colpevole del reato ascritto e con l’aumento per la recidiva, lo condanna alla pena di Anni 2 di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali.

    condanna

    l’imputato alle pene accessorie ex art. 12 D.L.vo 74/2000:

    • Interdizione Dagli Uffici Direttivi Delle Persone Giuridiche e Delle Imprese Mesi 6 -
    • Incapacità Di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 1 -
    • Interdizione Dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 1 -
    • Interdizione Dall'Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Perpetua –
    • Interdizione dai Pubblici Uffici Anni 1 -
    • Pubblicazione della Sentenza Penale di Condanna nel sito internet del Ministero della Giustizia per la durata di giorni 15

    Pesaro, 11 novembre 2016

    IL FUNZIONARIO



  • N. SIEP 1411/2009

     

    emblema della repubblica

     
    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE D'APPELLO di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    In data 13-01-2009 è stata emessa dalla Corte d'Appello di Napoli Sez. 5, in riforma della sentenza n. / in data 10-10-2006 Sezione distaccata di Tribunale Caserta, ed irrevocabile il 17-05-2009, ha condannato
    FERACE/SALVATORE nato a Napoli (Prov. di NA) il 05-12-1944, residente in Napoli (Prov. di NA) - Via M.Pironti n.3, alla pena di mesi 6 di reclusione ed € 200,00, pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna su "Il Mattino" edizione di Caserta -, per i seguenti reati: B) Art 110 - C.P., Art. 648 c. 2 - C.P. perché in concorso con altri e al fine di trarne profitto acquistavano o comunque ricevevano la merce indicata al capo che precede, contraffatta e pertanto di provenienza delittuosa, reato commesso il 24/11/1999 in San Nicola la Strada (CE).

    Napoli, 16 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri



  • N. SIEP 852/2009

     

    emblema della repubblica

     
    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE D'APPELLO di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    In data 24-10-2007 è stata emessa dalla Corte d'Appello di Napoli Sez. 2, in riforma della sentenza n. / in data 16-11-2005 Tribunale Ordinario Napoli (Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso), irrevocabile il 06-05-2009, la sentenza che ha condannato:
    D'AMBROSIO/ANTONIO nato a Volla (Prov. di NA) il 16-10-1961, residente in Casalnuovo di Napoli (Prov. di NA) - Via dei Tigli sc.C, alla pena di mesi 2 di reclusione ed € 200,00 di multa, pubblicazione di sentenza penale di condanna su "Il Mattino" e su "Ciak”, per il seguente reato: A) Art 171 Ter c. 1 - l. C L. 633/1941 perchè deteneva per la vendita e per il noleggio n. 9 videocassette contenenti opere cinematografiche illecitamente duplicate commesso il 17/01/2001 in Napoli; circostanze attenuanti soggettive: Art 62 Bis - c.p.; Sentenza di applicazione pena (Art. 444 C.P.P.).

    Napoli, 16 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri



  • N. SIEP 1412/2009

     

    emblema della repubblica

     
    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE D'APPELLO di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    In data 13-01-2009 è stata emessa dalla Corte d'Appello di Napoli Sez. 5, in riforma della sentenza n. / in data 10-10-2006 Sezione distaccata di Tribunale Caserta, ed irrevocabile il 17-05-2009, ha condannato
    FERACE/GIUSEPPE nato a Napoli (Prov. di NA) il 29-09-1964, residente in Napoli (Prov. di NA) - Via M.Pironti n.3, alla pena di mesi 6 di reclusione ed € 200,00, pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna su "Il Mattino" edizione di Caserta -, per i seguenti reati: B) Art 110 - C.P., Art. 648 c. 2 - C.P. perché in concorso con altri e al fine di trarne profitto acquistavano o comunque ricevevano la merce indicata al capo che precede, contraffatta e pertanto di provenienza delittuosa, reato commesso il 24/11/1999 in San Nicola la Strada (CE).

    Napoli, 16 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri



  • N. SIEP 1185/2009

     

    emblema della repubblica

     
    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE D'APPELLO di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    In data 29-03-2007 è stata emessa dalla Corte d'Appello di Napoli Sez. 5, in riforma della sentenza in data 13-05-2005 Tribunale Ordinario Napoli, irrevocabile il 06-07-2007, sentenza che ha condannato:
    CORREALE/ORLANDO nato a Napoli (Prov. di NA) il 15-07-1974, residente in Napoli (Prov. di NA) - Vico Giganti,44, alla pena di mesi 4 di reclusione ed € 3.000,00 di multa, pubblicazione di sentenza penale di condanna su "Il Mattino" e "Ciak” per i seguenti reati: A) Art 171 Ter - l. B L. 633/1941; B) Art 171 Ter - l. C L. 633/1941perchè deteneva per porli in commercio o in noleggio n. 292 cd musicali abusivamente riprodotti e privi del marchio SIAE; reati accertati il 30/12/1999 in Napoli; concorso formale tra i reati A) e B).

    Napoli, 16 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri



  • N° SIEP Proc. Gen.  117/2016
    N° R.G.7643/2009 Corte di Appello Roma
    N°  R.G.N.R. 2898/2006

     

    emblema della repubblica

    PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA
    presso la Corte d’Appello di Roma
    Ufficio Esecuzioni Penali

    La Corte di Appello di Roma - Sez. III Penale, in riforma sentenza della sentenza del Tribunale Ordinario di LATINA del 13.02.2009, ha pronunciato, in data 15.11.2012, la seguente

    SENTENZA

    nei confronti di: RUGGIERO Pasquale, nato il 30.05.1976 in Napoli;
    imputato del reato di: art. 171 Ter l. b L. 633/1941, 648 c.2 c.p.;
    commesso: in Fondi il 28.03.2006
    assorbita nel provvedimento di cumulo n. 73/2016 del 16.03.2016;

    Omissis.

    P.Q.M.

    ha condannato RUGGIERO Pasquale, nato il 30.05.1976 in Napoli;

    alla pena di:

    2) Sentenza 15.11.2012 Corte Appello di Roma (SIEP 117/2016 – R.G. 7643/2009)
    in riforma della sentenza emessa in data 13.02.2009 dal Tribunale di Latina
    irrevocabile il 05.04.2014
    pena : mesi 2, giorni 15 di reclusione ed € 250,00 di multa
    per il reato di : A) art. 171 ter lett. b L. 633/41; B) art. 648 c. 2 C.P.. Art. 62 bis C.P..
    Commessi in Fondi il 28.03.2006. Reati riuniti sotto il vincolo della continuazione.
    Per questa causa nulla ha espiato.
    Pubblicazione della sentenza di condanna per estratto e per una sola volta sul quotidiano “La Repubblica” e sul periodico “Ciak”.
    PENA CONDONATA EX L. 31.07.2006 N. 241 IN SENTENZA.

    Sentenza esecutiva il 05.04.2014.

    Estratto per uso pubblicazione.

    Roma,.17 maggio 2016

    IL CANCELLIERE
    Pirrante Stefania



  • N. 125/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di PESARO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale Ordinario di Pesaro, con Sentenza n. 141/2016 - Reg. Gen. n. 657/2015 - R.G.N.R. n. 3632/2014 emessa in data 16/02/2016, irrevocabile il 07/04/2016 ha condannato
    ALAM JAHANGIR nato a Noakhali (BDH) il 15/04/1979
    riconosciuto colpevole dei seguenti reati:

    • Artt. 81 cpv. 474 c. 2 e 474 ter C.P. – accertato in data 26/08/2014 in FANO
    • Artt. 648 c.2 C.P. – accertato in data 26/08/2014 in FANO

    OMISSIS
    PQM

    Visti gli articoli 533, 535, c.p.p.,

    Dichiara

    l'imputato colpevole dei reati lui ascrittigli unificati in continuazione, ritenuta quanto al capo B) l’ipotesi dell’art. 648 cpv. c.p. e lo condanna alla pena di Mesi 6 di reclusione ed €. 300,00 di multa oltre al pagamento delle spese processuali;
    nonché la pena accessoria della pubblicazione della sentenza di condanna sul sito INTERNET del Ministero della Giustizia per la durata di giorni 15.

    Pesaro, 11 novembre 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Paleari Raffaella



  • N. SIEP 300/2016

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di SANTA MARIA CAPUA VETERE
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Sentenza n. 9/2013 - Reg. Gen. n. 30/2010 - R.G.N.R. n. 33797/2010, emessa in data 09-07-2013 da Corte di Assise di SANTA MARIA CAPUA VETERE sez. II, confermata dalla sentenza n. 19/2015 in data 06-02-2015 Corte di Assise di Appello NAPOLI Sez. II (Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 31665/2015) Data passaggio in giudicato: 06-05-2016 Condanna: LETIZIA/GIOVANNI nato ad AVERSA (Prov. di CE) il 24-11-1980, residente in CASTEL VOLTURNO (Prov. di CE) - VIA M. ZOPPO N.6 SC. A, Alla Pena principale: ERGASTOLO con isolamento diurno per Anni 3

    Pene accessorie:
    Interdizione Legale
    Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna per Giorni 30
    Interdizione Dai Pubblici Uffici Perpetua
    Decadenza della Potestà Dei Genitori

    Reati:

    1. Art 110 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991 -   
      il 02/05/2008- luogo: CANCELLO ED ARNONE
    2. Art 110 - C.P., Art. 9 L. 497/1974, Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 23 L. 110/1975, Art. 7 L. 203/1991, Art. 61 n. 2 C.P. -
      il 02/05/2008- luogo: CANCELLO ED ARNONE
    3. Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991 -
      il 04/08/2008- luogo: CASTEL VOLTURNO
    4. Art 110 - C.P., Art. 9 L. 497/1974, Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 7 L. 203/1991, Art. 61 n. 2 C.P. -
      il 04/08/2008- luogo: CASTEL VOLTURNO
    5. Art 110 - C.P., Art. 648 C.P., Art. 7 L. 203/1991, Art. 61 n. 2 C.P. -
      Commesso Fino al 04/08/2008- luogo: CASTEL VOLTURNO
    6. Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991 -
      il 21/08/2008- luogo: SAN MARCELLINO
    7. Art 110 - C.P., Art. 9 L. 497/1974, Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 23 L. 110/1975, Art. 7 L. 203/1991, Art. 61 n. 2 C.P. -
      il 21/08/2008- luogo: SAN MARCELLINO
    8. Art 110 - C.P., Art. 112 n. 4 C.P., Art. 575 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991 -
      il 18/09/2008- luogo: CASTEL VOLTURNO -
    9. Art 110 - C.P., Art. 9 L. 497/1974, Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 23 L. 110/1975, Art. 7 L. 203/1991, Art. 61 n. 2 C.P. -
      il 18/09/2008- luogo: CASTEL VOLTURNO

    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 1 2
    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 3 4 5
    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 6 7
    Continuazione tra i reati di cui ai nr. 8 9
    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive: Art 99 c. 2 - n. 1 C.P., Art 99 c. 4 - C.P.

    E’ estratto conforme all’originale per uso pubblicazione

    Santa Maria Capua Vetere, 20 maggio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Rosa Sorrini



  • N.1517/2016 SIEP
    N.38394/2009 R.G.N.R.

     

    emblema della repubblica


    Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di MILANO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale Ordinario di Milano Sezione 2ª penale con sentenza N. 2909/2014 emessa in data 14.03.2014, passata in giudicato il 24.02.2016, ha dichiarato
    GENOVA Angelo, nato a Campello Sul Clitunno (PG) il 29.11.1943, colpevole del reato previsto e punito dall’art. 2 del D.Lgs nr 74/2000 in quanto, in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società GLOBAL SERVICE Soc. Coop, con sede in Cernusco Sul Naviglio (Mi), via Verdi n. 40, al fine di evadere le imposte sui redditi e/o sul valore aggiunto si avvaleva delle fatture per operazioni inesistenti.
    Reato commesso in Cernusco Sul Naviglio (MI), dal 31.05.2007al 30.11.2007

    OMISSIS

    P.Q.M.

    Concesse le attenuanti generiche, questo Tribunale, ha condannato GENOVA Angelo alla pena principale di anni uno di reclusione e ha applicato allo stesso le pene accessorie di cui all’art.12 D.Lvo 74/2000:

    • Interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per anni 1;
    • Interdizione dall’Ufficio di componente la Commissione Tributaria per anni 1;
    • Interdizione dai PP.UU. per anni 1;
    • Incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per anni 1;
    • Interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per annni 1;
    • Pubblicazione di sentenza penale di condanna

    Estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Milano, 16 maggio 2016

     

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Liliana Carrieri



  • N. 87/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di CHIETI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Chieti con Sentenza n. 782/2013 del 03-06-2013, riformata dalla sentenza n. 3837/2014 del 17-12- 2014 Corte D'Appello L'AQUILA, ricorso dichiarato inammissibile dalla Corte Suprema di Cassazione con ordinanza n. 45975/2015, definitiva il 06-05-2016, ha condannato SPINELLI/ROCCO nato a GUARDIAGRELE (Prov. di CH) il 18-12-1944 – ivi residente in VIA MARRUCINA N. 180 – ad anni 1 di reclusione più pene accessorie più pubblicazione della Sentenza sul sito Internet Ministero della Giustizia per il periodo di giorni 15 per i reati di cui all’art. Art 10 - D.LVO 74/2000 Accertato in Data 06/08/2011- luogo: GUARDIAGRELE

    Estratto conforme per uso pubblicazione

    Chieti, 17 maggio 2016

    IL CANCELLIERE
    Carolina Barone



  • N. SIEP 96/2016

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di CALTANISSETTA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    ESTRATTO DI SENTENZA

    Il Tribunale di Caltanissetta con sentenza emessa in data 10.12.2015, definitiva l’01.03.2016, ha condannato DI FORTI Vincenzo, nato a San Cataldo (CL) il 30.07.1940, alla pena principale di anni 2 e mesi 4 di reclusione ed alle pene accessorie dell’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per anni 1, incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per anni 1, interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per anni 1, interdizione dall’ufficio di componente di commissione tributaria in perpetuo, dell’interdizione dai pubblici uffici per anni 2, pubblicazione di sentenza penale di condanna ai sensi dell’art. 36 c.p., poiché riconosciuto colpevole del reato di cui agli artt. 81 cpv. c.p., 8 D. L.vo 74/2000, 6 n. 2 c.p., commesso a Caltanissetta il 30.03.2006, 14.01.2007, 18.03.2008, 30.06.2008.

    Estratto conforme all’originale.

    Caltanissetta, 12 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Marina Mancuso



  • N. SIEP 184/2016

     

    emblema della repubblica


    Procura della Repubblica presso il Tribunale di BOLZANO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale Ordinario di Bolzano con sentenza n. 984/2013 di data 05-12-2013, irrevocabile il 21-04-2016, ha condannato CICALA Vito, nato ad Altamura (BA) il 23-02-1976, alla pena di anni 2 mesi 6 di reclusione oltre alle pene accessorie:

    • Interdizione dai pubblici uffici anni 1 mesi 6;
    • Interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per anni 1;
    • Interdizione dalle funzioni di rappresentanza ed assistenza in materia tributaria per anni 1; Interdizione perpetua dall’ufficio di componente di commissione tributaria;
    • Incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per anni 1 Mesi 6;
    • Pubblicazione per estratto della sentenza di condanna per giorni 30 ai sensi art. 36 c.p.;

    per i reati:

    1. di cui all’art. 8 D.Lvo 74/2000 per avere quale titolare della omonima impresa individuale emesso fatture per operazioni inesistenti al fine di consentire alla società DF Costruzioni s.r.l. l’evasione delle imposte sul valore aggiunto e sui redditi. In luogo sconosciuto negli anni 2007, 2008 e 2009.
    2. di cui all’art. 10 D.Lvo 74/2000 per avere quale titolare della omonima impresa individuale, occultato o distrutto le scritture contabili e la maggior parte delle fatture emesse negli anni 2007, 2008 e 2009 al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto. In luogo sconosciuto dopo il 10 settembre 2009.

    Estratto conforme all’originale per uso pubblicazione .

    Bolzano, 7 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Valentina Volcan



  • N. SIEP 131/2016

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di ASCOLI PICENO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    TRIBUNALE DI ASCOLI PICENO

    Ha condannato,
    GENTILI LORENZO nato il 9-03-1957 ad Acquasanta Terme (A.P.), ivi residente, Frazione Quintodecimo n. 13; con sentenza n. 431/13 in data 24-06-'13, parzialmente riformata con sentenza 8-07-'14 Corte d'Appello di Ancona, la Corte di Cassazione con sentenza 20-04-'16 dichiara inammissibile il ricorso (irrev. il 20-04-'16), alla pena di Anni 2 di Reclusione per il reato di cui all'art. 2 D.L.vo 74/2000 (commesso il 31-07-2007 in Acquasanta Terme).
    Pubblicazione sul sito internet del Ministero della Giustizia.
    Per estratto conforme all'originale.

    Ascoli Piceno, 4 maggio 2016

    IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
    Michele Renzo



  • N. SIEP 470/2016

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    In data 15-10-2014 è stata emessa dalla Corte di Assise di Appello di Napoli Sez. 2^, in riforma della sentenza n. 03/2013 in data 31-01-2013 Corte di Assise Napoli Sez. 4^ (Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 11420/2015), la condanna, irrevocabile il 04-02-2016 contro HUDELKA/MARCO nato a NAPOLI (Prov. di NA) il 24-07-1983 residente in ARZANO (Prov. di NA) - VIA G. GALILEI 140
    condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per mesi 4, Interdizione Dai Pubblici Uffici Perpetua,Interdizione Legale, Decadenza della Potesta'Dei Genitori, Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna per Giorni 30 nel sito internet del Ministero della Giustizia , per i seguenti reati:
    H) Art 110 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 577 c. 1 - n. 3 C.P., Art. 7 L. 203/1991, perché in concorso con altri, esplodendo colpi di arma da fuoco che attingevano alle parti vitali di Francesco Caruso GFesta cagiobandone la morte, con l’aggravante della premeditazione e per agevolare il gruppo camorristico Misso, reato commesso il 17/02/2006 in Napoli;
    I) Art 110 - C.P., Art. 10 L. 497/1974, Art. 12 L. 497/1974, Art. 14 L. 497/1974, Art. 7 L. 203/1991, Art. 61 n. 2 C.P. commesso il 17/02/2006 in Napoli, perché in concorso con altri, al fine di eseguire il reato che precede, portavano armi, con l’aggravante dell’agevolazione del sodalizio camorristico Misso; Continuazione tra i reati di cui ai nr. H I.

    Napoli, 12 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri



  • N. SIEP 1103/2011

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Estratto sentenza di condanna uso pubblicazione ex art. 36 c.p.

    In data 02-02-2010 dalla Corte d'Appello di Napoli Sez. 4, in riforma della sentenza n. 2915/2005 in data 21-03-2005 Tribunale Ordinario Napoli, è stata emessa la sentenza irrevocabile il 22-04-2010, contro PRISCO/UMBERTO nato a NAPOLI (Prov. di NA) il 28-03-1966, residente in SANT'ANASTASIA (Prov. di NA) - Via A. D'Auria, 175, con la quale lo si condannava alla pena di mesi 10 di reclusione, euro 400,00 di multa, Pubblicazione della condanna su “Il Mattino” di Napoli, per il seguente reato: A) Art 473 c.p., perchè deteneva e poneva in vendita prodotti industriali con marchi contraffatti, reato commesso il 09/05/2001in Napoli;Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive: Art 99 c. 1 - C.P., Art 99 c. 4 - C.P..

    Napoli, 12 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Stefania Balestrieri



  • N. SIEP 298/2015

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di NOLA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Oggetto: Esecuzione di pene accessorie (pubblicazione sentenza)

    In relazione alla Sentenza n. 1289/2014 - Reg. Gen. n. 511/2008 - R.G.N.R. n. 2355/2008, emessa in data 08-05-2014 da Tribunale Ordinario di NOLA - definitiva il 05-07-2014 , a carico di BAYE DIOP nato in DAKAR (SENEGAL) il 19-06-1969 residente in NAPOLI (Prov. di NA) - VIA ROMA SNC reati:

    1. art. 171 ter comma l letto C L. 633/1941, art. 171 ter comma 2 let!. A L. 633/1941;
      accertati il 24/02/2008 in Somma Vesuviana;

    OMISSIS
    P.Q.M.

    è stato condannato alla pena di reclusione anni 1 mesi 1 €. 2.600,00 di multa
    Pene accessorie:

    1. Pubblicazione di Sentenza per estratto sul quotidiano "Il Mattino" di Napoli e sul periodico specializzato "Il Mucchio" .

    Estratto per uso pubblicazione.

    Nola, 3 maggio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Luigi Vittorio D'Antò



  • N. 47/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura Generale presso presso la Corte d'Appello di SALERNO
    Reparto penale

    La Corte D'Appello di Salerno, con sentenza pronunciata il 11/12/14 definitiva il 6/02/15 in riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Cava de' Tirreni il 17/6/2008, ha condannato FAHIME KAMEL, NATO IL 01/0111962, alla pena di mesi 5 di reclusione ed € 2.500 di multa, nonché alla pubblicazione della sentenza per i reati di cui agli artt. 171 bis e ter IO e 20 comman. 2 della L. n. 633/1941 e 648 co. 2 cp commessi il 19/5/08 in Cava de' Tirreni.

    E' estratto conforme per pubblicazione.

    Salerno, 13 aprile 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Giuseppina Reppucci



  • N. SIEP 40/2016

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di AVEZZANO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Avezzano in data 21/09/20150 ha pronunciato sentenza di condanna n. 398/2015, irrevocabile il 16/10/2015 nei confronti di COTTURONE ROBERTO nato il 21/11/1961 a CELANO, IVI residente  VIA CROCIFISSO SNC

    IMPUTATO

    Del reato di cui all’art. 8 CO. 1-2 D.LVO 74/2000 perchè in qualità di amministratore di fatto della società I.CO.MA.P. S.R.L., al fine di consentire a terzi di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto emetteva nei confronti di PI.EFFE COSTRUZIONI S.R.L. n. 7 fatture per operazioni del tutto inesistenti. In Celano dal 30/04/2003 al 31/05/2003.

    OMISSIS

    Condanna il suddetto alla pena di mesi dieci di reclusione e pene accessorie. Dispone la pubblicazione della sentenza.

    Estratto per pubblicazione.

    Avezzano, 5 maggio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Tiziana Mainero



  • Sent. n. 1/2016

     

    emblema della repubblica

    Tribunale di SIRACUSA
    Prima Sezione Civile

    Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati:
    dott. Antonio Alì - Presidente rel. est.
    dott. Veronica Milone - Giudice
    dott. Viviana Urso - Giudice

    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    Nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g.v.g. 2331/2014, avente ad oggetto la dichiarazione di morte presunta di Sortino Benito, nato ad Augusta (SR), il 01.06.1937 promossa da Torbini Francesca e altri

    P.Q.M.

    Il Tribunale di Siracusa, dichiara la morte presunta di Sortino Benito, nato ad Augusta (SR), il 01.06.1937
    Dispone che la presente sentenza, a cura delle ricorrenti, si inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e che sia pubblicata nel sito internet del Ministero della Giustizia.

    Siracusa, 13 gennaio 2016

    IL PRESIDENTE EST.
    Antonio Alì



  • N. Sent. 12/2016;
    R.G. 6589/2014
    Rep. 542/2016

     

    emblema della repubblica

    Tribunale di NAPOLI
    Sezione Civile I BIS

    Il Tribunale di Napoli, sezione civile I bis, composto dai seguenti magistrati:
    Dott. Umberto Di Mauro - Presidente
    Dott. Carlo Gagliardi - Giudice
    Dott. Federico Lume - Giudice est.

    riunito in camera di consiglio ha pronunziato la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile iscritta al n. 6589/2014 del ruolo generale degli affari non contenziosi, avente ad oggetto: ricorso per la dichiarazione di morte presunta di Manna Alfredo, nato a Napoli in data 15.7.1947, proposto da Manna Concetta, difesa dall’avv. Luigi De Juliis con studio in via dei Mille 16
    RICORRENTE

    con l’intervento di
    Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli
    INTERVENTORE EX LEGE

    CONCLUSIONI: come da ricorso e verbali in atti.

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con ricorso depositato il giorno 30 settembre 2014 i sopra indicati ricorrenti premesso che Alfredo Manna era scomparso in data 23 aprile 1978 e che da allora non aveva più dato alcuna notizia di sé, chiedevano al presidente del Tribunale di Napoli di disporre le modalità pubblicitarie di cui all’art. 727 c.p.c.
    Il Presidente del Tribunale con decreto del 12.1.2015 disponeva che il ricorso fosse pubblicato due volte nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sui quotidiani Il Mattino e Corriere della Sera.
    Parte ricorrente provvedeva, entro il termine fissato, alle formalità prescritte.
    Con successivo ricorso del 27.10.2015 la ricorrente, premesso che erano state regolarmente adempiute le forme di pubblicità prescritte, chiedeva fissarsi l’udienza di comparizione.
    All’udienza del 21.3.2016, sentita la ricorrente, la causa era riservata in decisione; il PM esprimeva in data 31.3.2016 conclusioni favorevoli all’accoglimento della domanda.
    La domanda è fondata e va accolta.
    Parte ricorrente ha puntualmente fatto eseguire le pubblicazioni previste dall’articolo 727 c.p.c., sia sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, sia sui quotidiani Il Mattino di Napoli e Corriere della Sera, senza che alcuno abbia fatto pervenire notizie dello scomparso.
    La sorella ricorrente, comparsa in udienza, ha riferito di non aver notizie da anni del fratello Alfredo, di cui è l’unica parente in vita; ella ebbe ultima notizia della stessa ad aprile del 1978; precisava che il fratello faceva uso di droghe, faceva frequenti viaggi all’estero e aveva problemi psichiatrici; e infine che egli conviveva con la ricorrente e il suo nucleo familiare.
    Né le indagini dei Carabinieri, cui pure la scomparsa fu denunciata, sortirono effetto alcuno.
    Sulla base degli elementi acquisiti, ritiene il Tribunale, che la scomparsa, ormai quasi quarantennale, di Alfredo Manna, anche in considerazione dell’esito delle disposte pubblicazioni, integri gli estremi necessari per farsi luogo alla dichiarazione di morte presunta, ai sensi dell’articolo 60 c.c., alla data del 23.4.1978 (epoca alla quale risalgono le ultime notizie della sua esistenza in vita).
    Al momento della comparizione sono decorsi i sei mesi dall’ultima delle pubblicazioni.
    Devono essere eseguite le formalità di cui agli articoli 729 (con le modifiche di cui al decreto legge 98/2011, convertito in legge n°111 del 2011) e 731 c.p.c.
    Nulla per le spese.

    P. Q. M.

    Il Tribunale, definitivamente pronunziando, così provvede:

    1. dichiara la morte presunta di MANNA ALFREDO, nato a Napoli in data 15.7.1947, alla data del 23.4.1978;
    2. ordina che la presente sentenza venga inserita nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia, per tre mesi a decorrere dalla pubblicazione, con onere di depositare in Cancelleria copia delle pubblicazioni predette, per l’annotazione sull’originale della sentenza a norma dell’articolo 729 c.p.c.;
    3. dispone comunicarsi la presente sentenza, a cura della Cancelleria, all’Ufficiale di Stato civile del Comune di Napoli;
    4. nulla per le spese.

    Così deciso in Napoli in camera di consiglio il 6.4.2016.

    IL GIUDICE ESTENSORE
    Federico Lume

    IL PRESIDENTE
    Umberto Di Mauro



  • N.82/2016 SIEP
    N. 5972/2008 R.G.N.R.
    N.1655/2008 R.G. TRIB.

     

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    Procura della Repubblica di AVELLINO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Avellino in data 21.11.2008 (irrev. 4.6.2011) ha pronunciato la seguente sentenza nei confronti di

    DIOP Cheikh Tidiame, nato in Senegal il 3.3.1972

    imputato per il reato di cui agli artt.171 ter c.2 lett.a) L.633/1941, accertato in Avellino il 7.11.2008;

    (omissis)

    Pena principale: mesi 8 di reclusione ed euro 1.800,00 di multa

    Pena accessoria: pubblicazione della sentenza di condanna; interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per mesi 8, interdizione da un’arte o da una professione per mesi 8.

    Estratto per uso pubblicazione.

    Avellino, 4 maggio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Alfonsina A. Rossano



  • 2190/2013 SIEP

     

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    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale  Ordinario di Torino Sez. IV Penale, con Sentenza n. 672/2012 - Reg. Gen. n. 4967/2011 - R.G.N.R. n. 12960/2009, emessa in data 17-02-2012, confermata dalla sentenza n. 3744/2012 in data 15-10-2012 Corte D'Appello TORINO Sez. I PENALE - definitiva il 05-04-2013 la Corte Suprema di Cassazione dichiara con ordinanza n. 331/2013 in data 05-04-2013 l’inammissibilità del ricorso.

    CONDANNA

    MARTINELLI/LUIGIA  
    nato a SPINAZZOLA (Prov. di BA) il 02-09-1953

    per i reati di cui all’ art.:

    1) Art. 10 Ter – D.LVO 74/2000 commesso il 27/12/2006 in Torino.

    Alla pena di mesi 8 di reclusione oltre alle seguenti pene accessorie:

    • Interdizione dall’Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Perpetua;
    • Incapacità di Contrattare con la Pubblica Amministrazione per anni 1;
    • Interdizione dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria per anni 1;
    • Interdizione dagli Uffici Direttivi delle Persone Giuridiche e delle Imprese durante la pena.
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna sul sito Internet del Ministero della Giustizia.
    • (Il Giudice dell’esecuzione Tribunale di Torino con Ordinanza n. 718/2013 del 21/3/2016 revoca la pena accessoria della pubblicazione della sentenza di condanna sul quotidiano “LA STAMPA”  e dispone la sola pubblicazione sul sito internet del Ministero della Giustizia).

    Estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Torino, 5 maggio 2016

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Antonino Salina



  • N. 195/2016 SIEP

     

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    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di BRINDISI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Brindisi alla pubblica udienza del 07-01-2016 ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento penale a carico di:

    Condannato: AMMIRATO/GIUSEPPE nato a SAN VITO DEI NORMANNI (BR) il 16-08-1942 ed ivi residente VIA Mascani,50

    Sentenza n. 6/2016 - Reg. Gen. n. 389/2015 - R.G.N.R. n. 14/2010, emessa in data 07-01-2016 da Tribunale di BRINDISI - Data passaggio in giudicato: 09-04-2016

    imputato del reato di cui all’art. 10 D.L.vo 74/2000 poiché, nella sua qualità di amministratore unico e legale rappresentante della “Progetto Nuovo Sud Piccola Società Cooperativa s.r.l.” , al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, distruggeva le fatture attive e passive, i libri sociali ed i libri previsti dalla normativa fiscale e previdenziale-assicurativa-conrtributiva (di cui è obbligatoria la conservazione), in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi e del volume di affari.

    commesso in San Vito dei Normanni, fino al 27 febbraio 2009 o a epoca a questa successiva

    OMISSIS

    PQM

    il TRIBUNALE di Brindisi

    Visti gli artt. 533 e 535 c.p.p.;
    dichiara AMMIRATO GIUSEPPE colpevole del reato a lui ascritto e lo condanna alla pena di ANNI 1 E MESI 3  di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.

    Visti gli artt. 536 c.p.p., 36 c.p. e 12 lettera a),b),c) ed e) d.lgs.10 marzo 2000 n.74 dispone :

    • Interdizione dagli Uffici Direttivi delle Persone Giuridiche e delle Imprese Anni 1
    • Incapacità di contrattare con la Pubblicazione Amministrazione Anni 1
    • Interdizione dall’Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Perpetua
    • Interdizione dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 1
    • Pubblicazione per estratto della sentenza di condanna nei confronti dell’imputato sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”

    SENTENZA ESECUTIVA IL 09-04-2016

    ESTRATTO CONFORME PER USO PUBBLICAZIONE

    Brindisi, 3 maggio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Vito Lorenzo De Carolis



  • Sent. n. 7/2016

     

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    TRIBUNALE DI PALERMO
    PRIMA SEZIONE CIVILE

    Il Tribunale, riunito in camera di consiglio e composto dai signori:
    1) dott.ssa Caterina Grimaldi di Terresena Presidente
    2) dott. Michele Ruvolo Giudice
    3) dott. Fabrizio Lo Forte Giudice rel

    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento civile ex art. 58 c.c. e artt. 726 e ss. c.p.c. portante il n. 2368/11 Reg. V.G., promosso

    DA

    Mannino Lorenzo, nato a Torretta il 10 aprile 1946, Mannino Calogero, nato a Torretta l’1 agosto 1953 e Mannino Salvatore, nato a Torretta il 28 aprile 1948, elettivamente domiciliati a Palermo, viale del Fante n. 16, presso lo studio dell’avv. Giuseppe Greco, che li rappresenta e difende per mandato in atti - RICORRENTI

    NEI CONFRONTI DI

    Mannino Luigi, nato a Torretta il 22 febbraio 1951 - RESISTENTE

    E CON L’INTERVENTO DI

    Lo Piccolo Rosaria, nata a Torretta il 18 giugno 1953 e Mannino Maria, nata a Carini il 4 novembre 1974, elettivamente domiciliate a Capaci, via C. Battisti n. 59, presso lo studio dell’avv. Antonina Vassallo, che li rappresenta e difende per mandato in atti

    E DEL

    Pubblico Ministero - INTERVENIENTE NECESSARIO

    OGGETTO: dichiarazione di morte presunta

    CONCLUSIONI DI PARTE RICORRENTE: all’udienza del 27 gennaio 2016 le parti costituite concludevano come da verbale in pari data, al quale si rinvia. Il Pubblico Ministero concludeva successivamente, in data 1 febbraio 2016, chiedendo l’accoglimento del ricorso.

    Con il ricorso introduttivo del presente procedimento Mannino Lorenzo, Mannino Calogero e Mannino Salvatore hanno avanzato istanza volta a conseguire, ai sensi dell’art. 58 c.c., la dichiarazione di morte presunta del germano Mannino Luigi, deducendo di non avere più avuto alcuna notizia dello stesso dal giorno 20 aprile 1999 (data nella quale la moglie del Mannino aveva denunciato ai Carabinieri della Stazione di Torretta, Comune di ultima residenza del coniuge, la scomparsa di quest’ultimo.

    Ordinate dal Presidente del Tribunale le prescritte pubblicazioni e destinata dal giudice istruttore l’udienza di comparizione delle parti, si sono costituiti in giudizio Lo Piccolo Rosaria (coniuge di Mannino Luigi) e Mannino Maria (figlia dello stesso), contestando l’esattezza della data indicata in ricorso quale giorno dell’ultima notizia del congiunto e, segnatamente, deducendo che l’ultima notizia dello stesso risalisse al giorno antecedente, ossia al 19 aprile 1999; non hanno, tuttavia, revocato in dubbio che dal mese di aprile dell’anno 1999 non si fosse più avuta alcuna notizia dello scomparso.

    La documentazione versata in atti dale predette resistenti (consistente in alcuni articoli apparsi su organi di stampa) vale a collocare, presumibilmente, l’episodio della scomparsa entro lo scenario della violenta contrapposizione tra gruppi della criminalità organizzata riconducibili all’associazione mafiosa “Cosa Nostra” gravitanti nel territorio di Carini (cfr. articolo del quotidiano “Giornale di Sicilia” del 15 dicembre 2010, allegato alla produzione delle resistenti Lo Piccolo Rosaria e Mannino Maria).

    Risulta, altresì, dalla documentazione in atti che la scomparsa del Mannino sia stata denunciata dalla moglie di quest’ultimo ai Carabinieri in servizio presso la Stazione di Torretta in data 20 aprile 1999 (cfr. attestazione in data 9 ottobre 2012 allegata alla produzione di Lo Piccolo Rosaria e Mannino Maria sub n. 1) e non è contestato che a decorrere da tale data alcuno dei congiunti del Mannino abbia più ricevuto alcuna notizia dalla quale potesse inferirsi l’esistenza in vita dello stesso.

    Il compendio probatorio offerto dale parti vale a suffragare l’assunto di relativo carattere alquanto risalente nel tempo della scomparsa, avvenuta con ogni probabilità nel giorno 19 aprile dell’anno 1999 (risalendo la denuncia dell’accaduto, come si è detto, all’anno successivo).

    Ciò posto, a parere del Collegio sussistono i presupposti e le condizioni per farsi luogo alla chiesta pronuncia nei confronti di Mannino Luigi.
    Invero, i ricorrenti hanno curato le pubblicazioni cui erano stati onerati entro i termini ivi fissati e non risultano pervenute notizie dello scomparso nel termine dei sei mesi dall’ultima pubblicazione.

    Sono stati, inoltre, forniti sufficienti elementi per acclarare che siano trascorsi oltre dieci anni dal giorno in cui risale l’ultima notizia di Mannino Luigi (potendosi dunque adottare la pronuncia prevista dall’art. 58 c.c. anche senza che sia stata previamente dichiarata l’assenza del soggetto a norma dell’art. 49 c.c.).

    L’eventuale discrasia tra la data cui risalirebbero le ultime notizie dell’esistenza in vita del Mannino quale riportata in ricorso (20 aprile 1999) e quale invece allegata dalle resistenti Lo Piccolo Rosaria e Mannino Maria (19 aprile 1999) si palesa del tutto irrilevante in questa sede (dovendosi verificare unicamente se sia trascorso il lasso temporale previsto dall’art. 58 c.c., compiutamente maturato sia nell’una che nell’altra ipotesi), né vale ad infirmare la validità delle pubblicazioni effettuate dai ricorrenti (anche tenuto conto del modestissimo scarto – un giorno - tra le due date indicate, rispettivamente, nel ricorso e nella comparsa di costituzione di Lo Piccolo Rosaria e Mannino Maria, inidoneo ad ingenerare nei terzi destinatari della pubblicazione alcun significativo equivoco).

    Nè, peraltro, il Tribunale è in questa sede tenuto a determinare con esattezza il giorno della scomparsa ovvero il giorno a cui risale l’ultima notizia (adempimento espressamente previsto dall’art. 61 c.c. unicamente per il caso di morte presunta dichiarata nelle particolari ipotesi previste dall’art. 60 c.c.).

    Sulla base di tali emergenze, essendo trascorsi oltre dieci anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia dello scomparso senza che si siano più avute notizie di lui, ai sensi dell’art. 58 c.c. deve dichiararsi la morte presunta di Mannino Luigi, nato a Torretta il 22 febbraio 1951, come avvenuta in Palermo nell’anno 1999.

    Ai sensi dell’art. 729 c.p.c. va disposto che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e in quella della Regione Siciliana, nonché – a scelta della parte ricorrente – in due tra i quotidiani “Il Giornale di Sicilia”, “La Sicilia” ovvero “La Repubblica” e che copia della sentenza venga depositata nella cancelleria di questo Tribunale per l’annotazione sull’originale.

    P.Q.M.

    Il Tribunale di Palermo, definitivamente pronunciando, visto l’art. 58 c.c., dichiara la morte presunta di Mannino Luigi, nato a Torretta il 22 febbraio 1951, come avvenuta in Palermo nell’anno 1999.
    Visto l’art. 729 c.p.c., ordina che la presente sentenza venga inserita nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e in quella della Regione Siciliana, nonché – a scelta della parte ricorrente – in due tra i quotidiani “Il Giornale di Sicilia”, “La Sicilia” ovvero “La Repubblica” e che copia della sentenza venga depositata nella cancelleria di questo Tribunale per l’annotazione sull’originale.
    Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio della Prima Sezione Civile del Tribunale, il 24 febbraio 2016.

    IL PRESIDENTE
    Caterina Grimaldi di Terresena

    IL GIUDICE EST
    Fabrizio Lo Forte

    Depositato in Cancelleria
    Pa 10.03.2016
    IL Funzionario Giudiziario



  • N. SIEP 12/2016

     

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    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di CALTANISSETTA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    ESTRATTO DI SENTENZA

    La Corte di Assise di Caltanissetta con sentenza in data 26.05.2011, confermata dalla Corte di Assise di Appello Caltanissetta il 10.07.2014, definitiva il 12.01.2016 (Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 8136/2015), ha condannato ARGENTI Emanuele nato a Gela il 09.09.1965, alla pena principale dell’ergastolo con isolamento diurno per anni uno ed alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale, decadenza dalla potestà genitoriale, pubblicazione della sentenza mediante affissione nei Comuni di Caltanissetta, Gela e di ultima residenza, pubblicazione della sentenza sui quotidiani “La Sicilia”, “La Repubblica” e sul sito internet del Ministero della Giustizia, poiché riconosciuto colpevole dei reati di cui ai capi

    1. artt. 61 n. 4, 110, 112 co. 1 n. 1, 575 c.p., commesso in Gela il 02.05.1988,
    2. artt. 110, 112 co. 1 n. 1, 575, 577 comma 1 n. 3 c.p., commesso in Gela il 24.06.1988.

    Estratto conforme all’originale.

    Caltanissetta,

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Marina Mancuso



  • N. 3582/07 SIEP
    N. SENTENZA 8331/06

     

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    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI
    Ufficio esecuzioni penali


    Il Tribunale di Napoli Sezione IX, con sentenza del 10.11.2006, irrevoc. il 27.12.2006 condanna MOSCHETTI Raffaele nato a Napoli il 18-06-1948, residente in Napoli alla Via G. Aspreno Galante 115 do. eletto ex art. 161 cpp, alla pena di mesi cinque di reclusione ed euro 300,00 di multa Confisca e distruzione di quanto in sequestro. Pen principale condonata ex L. 241/06. Pubblicazione della sentenza sul quotidiano La Repubblica di Napoli e sul periodico CIAK da effettuarsi sul sito web del Ministero della Giustizia ex art. 36 cp come mod. dall’art. 37 co. 18 lett. a) n. 1) DL 6/7/2011 conv. In L. 111/11 e art. 67 co. 1 L. 69/09). per il reato  ex art. 81 cpv cp e 171 ter co. 1 lett d) co. 2 lett. a) L. 633/41 detenzione e vendita CD e DVD di opere tutelate dal diritto di autore; art. 648 cp ricettazione merce di provenienza delittuosa. In Napoli il 03.02.2004. Con la recidiva reiterata ed infraquinquennale.

    È estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Napoli, 9 maggio 2016

    IL CANCELLIERE
    Fulvia de Scisciolo



  • Sentenza C. C. n. 2/2015
    R.G. 289/2013 VG
    Cron. 652/2015

     

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    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE DI CASTROVILLARI
    SEZIONE CIVILE

    composto dai sottoscritti Magistrati:

    1. Dott.Vincenzo DI PEDE – Presidente Relatore
    2. Dott.ssa Rosamaria PUGLIESE - Giudice
    3. Dott.ssa Margherita SITONGIA - Giudice

    ha deliberato la seguente

    Sentenza

    a seguito del ricorso iscritto al n. 289/2013 registro generale volontaria giurisdizione, proposto da :
    DE MARCO DOMENICO, rappresentato e difeso dall’Avv. Francesco MUNDO, nel procedimento n. 289/2013 V.G. avente ad oggetto “ Ricorso per dichiarazione di morte presunta”,

    IL TRIBUNALE

    OMISSIS
    P.Q.M.

    Visti gli artt. 58 c.c. e 726 e segg. c.p.c.,
    Dichiara la morte presunta, alla data del 20.10.1991, di DE MARCO PIETRO, nato a Trebisacce il 26.08.1959;
    dispone che la presente Sentenza sia pubblicata per estratto a cura di qualsiasi interessato, oltre che sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito internet del Ministero della Giustizia, anche su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA.
    Castrovillari, camera di consiglio del 21.04.2015

    IL PRESIDENTE ESTENSORE
    Vincenzo Di Pede

    DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 22 APR. 2015
    IL CANCELLIERE
    Pietro Pittelli

    Per estratto conforme all'originale.
    Castrovillari, 22 aprile 2015
    IL CANCELLIERE
    Pietro Pittelli



  • Sentenza C. C. n. 1/2015
    R.G. n. 540/2013 VG
    Cron. n. 191/2015

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE DI CASTROVILLARI
    SEZIONE CIVILE



    Il Tribunale di Castrovillari, riunito in camera di consiglio e così composto:

    Dott.Vincenzo DI PEDE - Presidente
    Dott.ssa Francesca MARRAZZO - Giudice Relatore
    Dott. Ambrogio COLOMBO - Giudice

    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile iscritta al n. 540/14 V.G., posta in deliberazione l’11.12.14 e promossa

    DA

    MADERA Vincenzo, nato a Campana il 23.3.61; ricorrente

    Con l’intervento del P.M. presso il Tribunale.

    OGGETTO: dichiarazione di assenza.

    OMISSIS
    P.Q.M.

    il Tribunale, sulla domanda proposta da Madera Vincenzo, con l’intervento del P.M., così provvede :

    1. dichiara l’assenza di Madera Francesco Saverio, nato a Campana il 14.10.1932;
    2. dichiara inammissibili le ulteriori domande;
    3. dispone che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito internet del Ministero della Giustizia;
    4. dispone che copia della Gazzetta nella quale è pubblicato l’estratto della presente sentenza sia depositata in Cancelleria per l’annotazione sull’originale;
    5. dichiara irripetibili le spese di causa:

    Castrovillari, 16.12.2014

    IL GIUDICE EST.
    Francesca Marrazzo

    IL PRESIDENTE
    Vincenzo Di Pede

    DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 17/12/2014 e PUBBLICATA IL 10/02/2015
    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Gerardo Pascale

    Per estratto conforme all'originale.

    Castrovillari, 7 aprile 2016

    IL CANCELLIERE
    Pietro Pittelli



  • Sent. 2/16
    R. G. V. G. n. 1397/15
    Cron. 2390/16
    Rep. 969/16

     

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    Tribunale di NOCERA INFERIORE
    Sezione volontaria giurisdizion
    e

    Il Tribunale di Nocera Inferiore, in composizione collegiale, composto dai magistrati:

    1. dott. Gustavo Danise – Presidente est.
    2. dott.ssa Raffaella Cappiello – Giudice
    3. dott.ssa Enza Faracchio – Giudice

    All’esito della camera di consiglio del 01.12.15, subito dopo l’udienza di discussione, ha emesso la seguente

    SENTENZA

    Nell’ambito del proc. iscritto al n. 1397 del R.G.V.G. dell’anno 2015 promossa da Anna D’Auria, n. ad Angri il 27.02.41, rapp. e difesa dagli avv.ti Michele Del Bene e Giacomo Apicella, presso il cui studio elett. domicilia in virtù di procura in atti;
    Ricorrente

    Oggetto: dichiarazione di morte presunta.

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    La ricorrente è nata dal matrimonio tra Giovanni D’Auria n. a Scafati il 18.12.21, e scomparso in data 08.05.43, e Rosa Vitolo, n. il 30.12.21 a Sant’Egidio del Monte Albino e deceduta il 01.10.15 (cfr. certificato storico di famiglia rilasciato dal Comune di Angri il 06.10.15).
    Parte ricorrente ha comprovato i presupposti per la dichiarazione di morte presunta del proprio padre durante la seconda guerra mondiale con la documentazione allegata al proprio fascicolo di parte (attestazione del Ministero di Difesa – commissariato generale ed onoranze funebri caduti in guerra del 19.07.96; certificato di arruolamento del Ministero della Difesa n. 28996), ove si evince che il padre, partito per la guerra, è scomparso nell’Ospedale di Kameskovo in Russia e tumulato in fossa comune.
    Essendo trascorsi più di 60 anni da tale evento e non avendo mai il D’Auria dato notizie di sé, appare verosimile che sia deceduto durante la seconda guerra mondiale, per cui la domanda è fondata, ed è sorretta, sul piano processuale, dall’interesse della ricorrente ad ottenere la pronuncia di dichiarazione di morte presunta evidentemente per motivi ereditari.

    P.Q.M.

    Visti gli artt. 58 e 60 c.c. e 726 c. p. c.,
    dichiara la morte presunta di Giovanni D’Auria n. a Scafati il 18.12.21, e scomparso in data 08.05.43 in Russia;
    nulla sulle spese;
    Manda la cancelleria per la trasmissione degli atti al Comune competente per l’annotazione nel registro degli atti civili e per gli altri adempimenti di competenza.
    Così deciso in Nocera Inferiore all’esito della C.C. del 01.12.15

    IL PRESIDENTE
    Gustavo Danise

    IL TRIBUNALE DI NOCERA INFERIORE
    depositato in cancelleria 22/12/2015
    dep. Minuta 22/12/2015
    Visto Procura della Repubblica dott. Amedeo Sessa 01/02/2016
    Sentenza n. 2/2016
    Il Presidente estensore Dr Gustavo Danise dispone che la sentenza n. 2/2016 venga corretta aggiungendo al dispositivo le seguenti parole “onera la cancelleria di pubblicare sul sito internet del Ministero della Giustizia la sentenza n. 2/2016 per 30 giorni; onera gli istanti di curarne la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dandone prova alla cancelleria.

    Nocera inferiore, 5 aprile 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Dolores Molisse



  • N. SIEP 252/2016

     

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    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di SANTA MARIA CAPUA VETERE
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Sentenza n. 7/2013 - Reg. Gen. n. 15/2012  - R.G.N.R. n. 33142/2011, emessa in data 26-06-2013 da Corte di Assise di SANTA MARIA CAPUA VETERE sez. II, confermata dalla sentenza n. 95/2014 in data 11-12-2014 Corte di Assise di Appello NAPOLI Sez. III (Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 26102/2015), Data passaggio in giudicato: 12-04-2016 Condanna: BIDOGNETTI/FRANCESCO nato a CASAL DI PRINCIPE (Prov. di CE) il 29-01-1951 residente in PARETE (Prov. di CE) - VIA MAGENTA N 28. Alla pena principale: ERGASTOLO

    Pene accessorie:

    • Interdizione Dai Pubblici Uffici Perpetua
    • Interdizione Legale
    • Decadenza della Potestà Dei Genitori
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna   Giorni 30

    Reati:
    1) Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 575 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 577 n. 4 C.P., Art. 7 L. 203/1991
    il 04/07/1992- luogo: CASTEL VOLTURNO

    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive:
    Art 99 c. 2 - n. 1 C.P., Art 99 c. 2 - n. 2 C.P., Art 99 c. 4 - C.P.

    E’ estratto conforme all’originale per uso pubblicazione

    Santa Maria Capua Vetere, 2 maggio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Rosa Sorrini



  • N. SIEP 253/2016

     

    emblema della repubblica

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO di SANTA MARIA CAPUA VETERE
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Sentenza n. 7/2013 - Reg. Gen. n. 15/2012 - R.G.N.R. n. 33142/2011, emessa in data 26-06-2013 da Corte di Assise di SANTA MARIA CAPUA VETERE sez. II, confermata dalla sentenza n. 95/2014 in data 11-12-2014 Corte di Assise di Appello NAPOLI Sez. III (Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso con decisione n. Reg. Gen. 26102/2015) Data passaggio in giudicato: 12-04-2016 Condanna: DELL'AVERSANO/GIUSEPPE nato a CASAL DI PRINCIPE (Prov. di CE) il 22-05-1964 residente in CASAL DI PRINCIPE (Prov. di CE) - VIA LAZIO N.22. Alla pena principale: ERGASTOLO

    Pene accessorie:

    • Interdizione Legale
    • Interdizione Dai Pubblici Uffici Perpetua
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna Giorni 30
    • Decadenza della Potesta'Dei Genitori

    Reati:
    1) Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 112 n. 1 C.P., Art. 575 C.P., Art. 577 n. 3 C.P., Art. 577 n. 4 C.P., Art. 7 L. 203/1991
    il 04/07/1992- luogo: CASTEL VOLTURNO

    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive:
    Art 99 c. 2 - n. 1 C.P., Art 99 c. 4 - C.P..

    E’ estratto conforme all’originale per uso pubblicazione

    Santa Maria Capua Vetere, 2 maggio 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Rosa Sorrini



  • N. SIEP 241/2015

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica di CUNEO

    Il Tribunale di Mondovì in data 08.04.2010 ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    Nei confronti di CANGIANO Carlo, nato a Napoli il 03.04.1937, ivi residente in Via S. Trinchese n.18, imputato dei reati p. e p.:

    1. artt. 110, 474 c.p., per avere in concorso con CANGIANO Giovanni, detenuto per la vendita n. 5 moto seghe con il marchio "STIHL" contraffatto. Commesso in Mombasiglio (CN) in data 29.10.2007
    2. art. 648 c.p., per avere comunque ricevuto, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, i prodotti indicati nel capo A) conoscendone l'illecita provenienza in quanto oggetto del delitto di cui all'art. 473 c.p. (contraffazione di marchi) in danno di titolari del marchio "STIHL". Commesso in luogo imprecisato in data anteriore e prossima al 29.10.2007.

    OMISSIS

    Visti gli artt. 533 e 535 c.p.p., 81 cpv cp
    Dichiara l'imputato colpevole dei reati ascritti uniti nel vincolo della continuazione e ritenuto più grave il reato di cui all'art. 648 c.p., ritenuta sussistente l'ipotesi di cui al secondo comma art. 648 c.p., applicati gli aumenti per la continuazione, lo condanna alla pena di mesi sei e giorni 15 di reclusione ed € 350,00 di multa, oltre spese processuali.
    Ordina la confisca della merce in giudiziale sequestro.
    Ordina la pubblicazione della presente sentenza, una sola volta e per estratto, sul sito internet del Ministero della Giustizia.
    Per estratto conforme all'originale.

    Cuneo, 20 aprile 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Daniela Gasco



  • N. SIEP 242/2015

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica di CUNEO

    Il Tribunale di MondovÌ in data 08.04.2010 ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    Nei confronti di CANGIANO Giovanni, nato a Napoli il 06.02.1988, ivi residente in Via S. Agostino alla Zecca n. 65, imputato dei reati p. e p.:

    1. artt. 110, 474 c.p., per avere in concorso con CANGIANO Carlo, detenuto per la vendita n. 5 moto seghe con il marchio "STIHL" contraffatto. Commesso in Mombasiglio (CN) in data 29.10.2007
    2. art. 648 c.p., per avere comunque ricevuto, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, i prodotti indicati nel capo A) conoscendone l'illecita provenienza in quanto oggetto del delitto di cui all'art. 473 c.p. (contraffazione di marchi) in danno di titolari del marchio "STIHL". Commesso in luogo imprecisato in data anteriore e prossima al 29.10.2007.

    OMISSIS

    Visti gli artt. 533 e 535 c.p.p., 81 cpv cp
    Dichiara l'imputato colpevole dei reati ascritti uniti nel vincolo della continuazione e ritenuto più grave il reato di cui all'art. 648 c.p., ritenuta sussistente l'ipotesi di cui al secondo comma art. 648 c.p., applicati gli aumenti per la continuazione, lo condanna alla pena di mesi sei e giorni 15 di reclusione ed € 350,00 di multa, oltre spese processuali.
    Ordina la confisca della merce in giudiziale sequestro.
    Ordina la pubblicazione della presente sentenza, una sola volta e per estratto, sul sito internet del Ministero della Giustizia.
    Per estratto conforme all'originale.

    Cuneo, 20 aprile 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Daniela Gasco



  • N. SIEP 457/2015

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di SALERNO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Con Sentenza n. 5/2013 - Reg. Gen. n. 3/2013 - R.G.N.R. n. 7248/2012, emessa in data 23-12-2013 da Corte di Assise di SALERNO Sez. 1, confermata dalla sentenza n. 8/2015 in data 12-05-2015 Corte di Assise di Appello SALERNO irr. 30-09-2015
    KARBOUSKYY/STEFAN nato (UCRAINA) il 12-12-1973 cittadinanza (Ucraina) è stato condannato per i Reati di:

    1. Art 110 - C.P., Art. 575 C.P., Art. 576 n. 2 C.P., Art. 61 n. 1 C.P., Art. 61 n. 4 C.P.
      Commesso in Data 27/05/2012- luogo: PONTECAGNANO FAIANO
    2. Art 110 - C.P., Art. 412 C.P., Art. 61 n. 2 C.P.
      Commesso in Data 27/05/2012- luogo: PONTECAGNANO FAIANO

    alla pena principale: Ergastolo
    Pene accessorie:

    • Affissione della Sentenza All'Albo Pretorio nei Comuni di Salerno, Pontecagnano Faiano e in quello dell'ultima residenza dell'imputato -
    • Interdizione Dai Pubblici Uffici Perpetua -
    • Interdizione Legale Perpetua -
    • Decadenza della Potesta'Dei Genitori Perpetua -
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna nel sito internet del Ministero della Giustizia –

    Estratto conforme all’originale per uso pubblicazione.

    Salerno, 19 aprile 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Anna Vicinanza



  • N. 40/2015 Reg. Civ.

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di TRENTO
    Segreteria Civile

    RICORSO per DICHIARAZIONE DI MORTE PRESUNTA
    art. 58 Cod. Civ.

    IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

    letta l’istanza dell’avv. Luciano Moschen quale procuratore dei signori MOGGIO Maria Rosa in Peruzzo n. a Lent (Belgio) il 28/04/1953 e PERUZZO Bruno, nato a Grigno il 17/06/1947;

    letto il provvedimento del giudice dr. Giuseppe Barbato dd. 9.1.2014;

    visionata la documentazione proveniente dall’ufficio parrocchiale del comune di Borgo Valsugana relativamente allo stato famiglia del sig. MOGGIO Beniamino nato a Borgo Valsugana il 27.6.1885 e di cui non si hanno più notizia da oltre 30 anni;

    visto l’art. 58 c.c.;

    CHIEDE

    Al Tribunale di Trento di dichiarare la morte presunta di MOGGIO Beniamino, nato a Borgo Valsugana il 27.6.1885.

    Trento, 3 ottobre 2014

    IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
    Antonella Nazzaro



  • Sent. n 11/2016

     

    emblema della repubblica

     
    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

    IL TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO

    SEZIONE IX BIS CIVILE

    Riunito in Camera di Consiglio nelle persone dei magistrati

    Dr. ssa Paola Corbetta Presidente
    Dr.ssa Ilaria Mazzei Giudice
    Dr.ssa  Annachiara Massafra Giudice

    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    Nel procedimento di dichiarazione di morte presunta di
    Lombardi Dolorosa Cristina nata il 5.5.1945 e residente in Bresso in via Roma  n.97
    promosso da
    Di Stefano Giovanni, Di Stefano Mariacristina e Di Stefano Pietro 
    elettivamente domiciliati presso lo Studio dell’Avv. Ennio Ercoli  sito in via Solferino 69 in Lodi - ricorrenti
    e con l’intervento del PM presso il Tribunale di Milano

    CONCLUSIONI

    Per parte ricorrente
    “ si riporta alle richieste di cui al ricorso in atti”.

    Per il Pubblico Ministero
    “Accogliere il ricorso e dichiarare la morte Lombardi Dolorosa Cristina ricorrente i requisiti di legge”

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con ricorso in data16.3.2015 i ricorrenti, in qualità rispettivamente di coniuge e figli, chiedevano a questo Tribunale dichiararsi la morte presunta di Lombardi Dolorosa Cristina.
    I ricorrenti  precisavano che la loro congiunta era scomparsa il 13.7.2004, dopo essersi recata presso un supermercato sito nel Comune di Bresso per effettuare degli acquisti. Da quel momento i ricorrenti e tutti i parenti della donna, pur avendo cercato di contattarla telefonicamente, non avevano più notizie di Lombardi Dolorosa, come da documentazione in atti.
    Veniva, quindi, presentata denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Bresso il 14.7.2004 ma da quel momento nessuna notizia della donna perveniva ai ricorrenti.
    Dopo essere quindi trascorsi 10 anni dalla avvenuta scomparsa Di Stefano Giovanni, Di Stefano Mariacristina e Di Stefano Pietro , evidenziando che nulla era mutato nel frattempo, presentavano quindi  il ricorso per la dichiarazione di morte presunta di Lombardi Dolorosa Cristina.
    Veniva quindi designato il Giudice Istruttore ed ordinato che la domanda fosse inserita per estratto, per due volte consecutive, a distanza di dieci giorni l’una dall’altra pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nei giornali il Giornale ed il Giorno, con l’invito a chiunque avesse avuto notizie di farle pervenire alla cancelleria del Tribunale entro sei mesi dall’ultima pubblicazione.
    Trascorso il termine di cui sopra, i ricorrenti, depositavano la documentazione comprovante l’avvenuta attuazione delle richieste pubblicazioni, veniva fissata udienza per sentire il ricorrenti il 18.1.2016 e, svolta una sommaria istruttoria, la causa veniva rimessa al Collegio per la decisione.

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Il ricorso è fondato e merita, perciò, accoglimento.
    I ricorrenti, infatti, hanno rappresentato di non aver più avuto notizie di Lombardo Dolorosa Cristina  dal 13/7/2004, quando si è allontanata dalla propria abitazione e che, da allora, non hanno più avuto notizie da lei.
    Dalla documentazione in atti emerge, infatti, che Lombardo Dolorosa Cristina è scomparsa il 13.7.2004 dopo aver effettuato delle spese nel Comune di Bresso e che da quel giorno non ha più contattato i propri parenti e non ha più dato notizie di sé ( si rinvia nel dettaglio alla verbale di denuncia del 14.7.2004) .
    Successivamente alla scomparsa della donna i  ricorrenti, rispettivamente coniuge e figli di Lombardo Dolorosa Cristina, si sono rivolti alla locale stazione dei carabinieri sono state effettuate ricerche tuttavia senza alcun esito.
    Le informazioni assunte, i documenti prodotti ed il lungo periodo di tempo trascorso, consentono di individuare l’ultima data certa dell’esistenza in vita di Lombardo Dolorosa Cristina il 13/7/2004, giorno in cui la predetta è scomparsa dal comune di Bresso senza lasciare notizie di sé.
    Essendo trascorsi ben oltre 11 anni da detta data, ai sensi dell’art. 58 c.c., può dichiararsi presunta la morte di Lombardo Dolorosa Cristina che può farsi risalire al 13.7.2004.
    Nessuna statuizione è dovuta sulle spese.

    P.Q.M.

    il Tribunale, definitivamente pronunciando sulla domanda spiegata come in narrativa, visti gli artt. 727 e ss. c.p.c. e 58 c.c., così provvede:
    dichiara presunta la morte di Lombardo Dolorosa Cristina nata a Acquafondata (FR) il 5.5.1945 e deceduta il 13.7.2004.

    1. ordina che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale e nel sito Internet del Ministero della Giustizia a cura di qualunque interessato per la durata di giorni 60;
    2. manda al cancelliere di dare notizia della presente sentenza, dopo l’avvenuto passaggio in cosa giudicata, al competente Ufficiale di stato civile.
    3. Nulla sulle spese.

    Così deciso in Milano nella Camera di Consiglio del 24 .2.2016.

    IL GIUDICE
    Annachiara Massafra

    IL PRESIDENTE
    Paola Corbetta

     

     

    RG 2736/2015 VG
    CORREZIONE DI ERRORE MATERIALE

    TRIBUNALE DI MILANO
    SEZIONE IX BIS CIVILE – UFFICIO TUTELE

    Il Tribunale riunito in Camera di Consiglio nelle persone dei magistrati:
    dott.ssa Paola Corbetta Presidente
    dott.ssa Ilaria Mazzei Giudice
    dott.ssa Annachiara Massafra Giudice relatore
    ha pronunziato il seguente

    DECRETO

    nel procedimento di correzione di errore materiale della sentenza n. 11/2016, pubblicata, mediante deposito in Cancelleria, li 8.3.2016, promosso con ricorso, depositato il 16.3.2016 da DI STEFANO GIOVANNI, DI STEFANO MARIACRISTINA e DI STEFANO PIETRO;

    rilevato che i ricorrenti chiedono la correzione della citata sentenza con riferimento al cognome della scomparsa ed all’indicazione, nel dispositivo del 13.7.2004 quale data del decesso, invece che della scomparsa;

    visto il parere del Pubblico Ministero, favorevole alle correzione richiesta;

    rilevato che, per mero errore materiale, si indicava, in talune occorrenze, quale cognome della scomparsa, LOMBARDO in luogo di LOMBARDI;

    rilevato che, per errore materiale, si indicava il 13.7.2004 quale data del decesso, invece che della scomparsa;

    ritenuto pertanto il ricorso accoglibile; 

    P.Q.M.
    visti gli artt. 287 e 288, comma 1, c.p.c.,

    dispone la correzione della sentenza di dichiarazione di morte presunta n. 11/2016, pubblicata, mediante deposito in Cancelleria, li 8.3.2016, nel senso che:

    1. nella seconda pagina, alle righe nn. 28 e 30, e nella terza pagina, alle righe nn. 2, 6, 9 e 15, ove è scritto “Lombardo” si legga “Lombardi”;
    2. nella terza pagina, alla riga n. 17, ove è scritto “deceduta” si legga “scomparsa”;

    manda alla Cancelleria per quanto di competenza.

    Milano,___ marzo 2016

    IL GIUDICE ESTENSORE
    Annachiara Massafra

    IL PRESIDENTE
    Paola Corbetta



  • Sent. n. 1/16

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    Tribunale di ENNA

    Riunito in camera di consiglio e composto da:

    1. Dott.ssa Marika Motta - Presidente Rel. Est.
    2. Dott.ssa Eleonora Guarnera - Giudice
    3. Dott. Marco Pennisi - Giudice

    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile iscritta al n. 301/2012 R.G.A.C., avente ad oggetto: “Dichiarazione di assenza o di morte presunta (COLLEGIO)”, promosso

    da

    ARCODIA PIGNARELLO FRANCESCA, nella qualità di genitore esercente la potestà sul minore Rubulotta Dalila Martina, C.F. : RCDFNC78A49C342J, difeso dall’avv. SANFILIPPO LORETTA;

    contro

    P.M. sede

    All’udienza del 28/10/2015, il giudice, poneva la causa in decisione assegnando alle parti termini per il deposito di comparse conclusionali e memorie di replica.

    RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

    Conclusioni come da verbali ed atti di causa.
    Letti gli atti del procedimento e il ricorso, con il quale parte ricorrente chiede dichiararsi la morte presunta di Rubulotta Filippo Maria Salvatore nato a Regalbuto il 25.3.1967 (v.estratto per riassunto degli atti di nascita), padre della propria figlia e proprio compagno;
    Sentito il pubblico ministero;
    Ritenuto che parte ricorrente afferma che il congiunto non ha dato più notizia di sé dal 28.12.1998, scomparendo dal suo domicilio in Regalbuto;
    Ritenuto che il predetto risulta cancellato dal registro della popolazione del comune di Regalbuto per irreperibilità, come da certificazione allegata in atti;
    Rilevato che da informativa dei Carabinieri di Regalbuto in atti si apprende che il Rubulotta era stato vittima di un tentato omicidio pochi mesi prima della scomparsa in occasione del quale aveva riportato ferite di arma da fuoco;
    Rilevato che dalle notizie assunte dagli informatori sentiti è emerso che il Rubulotta non aveva l’abitudine di non dare notizie di sé per lungo tempo; che si sentiva giornalmente con la sorella e che era legatissimo alla figlia appena nata al tempo della scomparsa;
    Rilevato che pertanto dalle informazioni raccolte possa escludersi che lo stesso si sia allontanato volontariamente da casa e che possa essere ancora in vita;
    Ritenuto che da allora sono trascorsi più di dieci anni;
    Ritenuto che è stata pubblicata, nei modi e nei tempi fissati dal Presidente del Tribunale, la notizia della presentazione dell’istanza di dichiarazione di morte presunta in oggetto;
    Ritenuto che sono trascorsi oltre sei mesi dall’ultima pubblicazione e nessuno ha fornito sue notizie;
    Ritenuto che, pertanto, si deve presumere che costui sia morto;
    Ritenuto che, in mancanza di ulteriori notizie in merito, la morte deve presumersi avvenuta alla fine del giorno nel quale è andato via da casa e non si sono più avute sue notizie;
    Ritenuto che nulla hanno opposto all’accoglimento del ricorso qui in esame le persone di cui all’art. 726 c.p.c.;
    Ritenuto di nulla disporre in ordine alle spese in considerazione della natura del procedimento;

    P.Q.M.

    Visto gli artt. 58 c.c. e 728 c.p.c.;
    Dichiara la morte presunta di Rubulotta Filippo Maria Salvatore nato a Regalbuto il 25.3.1967 (RBLFPP67C25H221O) avvenuta alle ore 24.00 del 28.12.1998;
    Dispone che la presente sentenza venga pubblicata per estratto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sul giornale “Giornale di Sicilia” e sul giornale “La Sicilia”.
    Dispone che a cura della cancelleria venga data notizia della presente sentenza al competente ufficiale dello Stato Civile.

    Così deciso in Enna il 25/03/2016.

    IL PRESIDENTE
    Marika Motta

    TRIBUNALE DI ENNA
    DEPOSITATA IN CANCELLERIA
    Oggi, 30 marzo 2016

    IL CANCELLIERE
    Enrico Servillo



  • Sent. n. 18/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    In nome del Popolo Italiano
    Il Tribunale di MILANO
    Sezione Nona Civile Bis/Ufficio Tutele

    composto dai Magistrati:

    SCIRE’ dott.ssa Delia - Presidente rel.
    CORBETTA dott.ssa Paola - Giudice
    MAZZEI dott.ssa Ilaria - Giudice

    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA dichiarativa di MORTE PRESUNTA:

    visto il ricorso proposto da Renata RIPOLDI, Alessandro e Vittorio ZU-FFADA, tutti residenti a Peschiera Borromeo (MI), frazione San Felicino viale Abruzzi n. 2/H, elettivamente domiciliati a Milano presso lo studio legale dell’avv. Mario Giugovaz (che li rappresenta e difende per mandato a margine del ricorso dep. il 22/01/2015), per ottenere la dichiarazione di morte presunta del lo-ro rispettivo figlio e fratello Carlo Alberto ZUFFADA, nato a Milano il 09/09/1968 e già residente come sopra a Peschiera Borromeo, il quale risulta scomparso dal 19/11/1991 (data di presentazione della denuncia di scomparsa presso la Stazione dei Carabinieri di Peschiera Borromeo da parte della madre Renata Ripoldi), né ha più dato alcuna notizia di se medesimo da oltre 24 anni;
    dato atto che la domanda è stata ritualmente pubblicata per due volte sia nella Gazzetta Ufficiale, sia nei giornali quotidiani “Corriere della Sera” e “Il Giornale” indicati in decreto presidenziale 28/04/2015 e che, nel termine di 6 mesi dalla se-conda pubblicazione (luglio 2015), non è pervenuta al Tribunale alcuna notizia di Carlo Alberto ZUFFADA;
    ritenuto che nessuno ha più avuto notizie dello scomparso (la cui irreperibilità è stata accertata dal Comune di Peschiera Borromeo in data 10/05/2013);
    ritenuto che all’udienza di comparizione del 16/3/2016 u.s. nanti il G.o.t. giudice desig-nato (art. 728 c.p.c.) la madre ricorrente ed i fratelli dello stesso scomparso hanno confer-mato di non avere saputo più nulla del loro congiunto dal 19 novembre 1991, dopo una se-rata da lui trascorsa in ristorante a Milano, zona Navigli, con il fratello Alessandro ed al-cuni amici, ma poi il signor Carlo Alberto si era allontanato da solo uscendo dal locale sul tardi e non era più ritornato a casa in viale Abruzzi 2H nella frazione San Felicino di Pe-schiera Borromeo;
    rilevato che sono trascorsi 24 anni dalla scomparsa di Carlo Alberto ZUFFADA (denunciata il 19/11/1991);
    ritenuta, in base alle risultanze, la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 58 cod civ dovendosi conseguentemente dichiarare la morte presunta di Carlo Al-berto Zuffada come avvenuta il 19 novembre 1991;

    P.Q.M.

    visti gli artt. 58 sg. cod. civ. e 729 c.p.c.; sentito il Pubblico Ministero;

    DICHIARA LA MORTE PRESUNTA

    di Carlo Alberto ZUFFADA, nato a Milano il 09/09/1968 e già residente a Pe-schiera Borromeno (MI) in viale Abruzzi n. 2/H (cancellato per irreperibilità il 10/05/2013), da considerarsi avvenuta il 19 NOVEMBRE 1991.
    Dispone che la sentenza venga inserita, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito INTERNET del Ministero della Giustizia per la durata di 60 giorni.
    Manda alla Cancelleria per la comunicazione all’Ufficiale di Stato Civile compe-tente ex art. 731 c.p.c., dopo l’avvenuto passaggio in cosa giudicata; nonché per ogni altro adempimento.
    Nulla sulle spese, non essendovi petizione alcuna.

    Così deciso in Milano, il 23 marzo 2016.

    IL PRESIDENTE ESTENSORE



  • Sent. n. 19/2016

     

    emblema della repubblica

    Tribunale di MILANO
    Sezione IX civile

    Il Collegio formato dai seguenti magistrati

    Paola Corbetta - Presidente
    Ilaria Mazzei - Giudice relatore
    Annachiara Massafra - Giudice

    all’esito della Camera di Consiglio ha emesso la seguente

    SENTENZA

    visto il ricorso depositato in data 10.11.2015 con cui Pazzelli Maya e Pazzelli Lucilla , in qualità di figlie, hanno chiesto la dichiarazione di morte presunta o in subordine di assenza del loro padre Pazzelli Maurizio nato ad Asmara (Eritrea) il 7.1.1958, scomparso in data 29 aprile 2013 senza da allora dare più notizia di sé;

    vista l’udienza del 18.2.2016 dalla quale è emerso a seguito di dichiarazioni delle figlie ricorrenti e della moglie Maha Al Khulaidi che lo scomparso si trovava al bordo del natante sul quale era imbarcato per motivi professionali, al largo della costa eritrea, e che da un momento all’altro ha fatto perdere ogni traccia di sé;

    ritenuto pertanto che, trattandosi di persona scomparsa da meno di 10 anni, ma da oltre due anni, la domanda volta ad ottenere la dichiarazione di morte presunta non può essere accolta, potendosi invece accogliere quella, subordinata, di assenza;

    P.Q.M.

    dichiara l’assenza

    del sig. Pazzelli Maurizio nato ad Asmara (Eritrea) il 7.1.1958 da considerarsi avvenuta il 29 aprile 2013.

    Dispone che la presente sentenza venga inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nel sito Internet del Ministero della Giustizia per la durata di giorni 60.

    Manda alla Cancelleria per la comunicazione all’ufficiale di stato civile competente ex art. 731 c.p.c. dopo il passaggio in giudicato della sentenza, nonché per gli altri adempimenti conseguenti.

    Nulla sulle spese.

    Milano, 1 aprile 2016

    IL GIUDICE RELATORE

    IL PRESIDENTE



  • Sent. n. 20/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO
    SEZIONE IX BIS CIVILE

    Riunito in Camera di Consiglio nelle persone dei magistrati
    Dr. ssa Paola Corbetta - Presidente rel.
    Dr.ssa Francesca Ferruta - Giudice
    Dr.ssa Anna Chiara Massafra - Giudice

    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    Nel procedimento inteso alla declaratoria di assenza di Jean Andrea Candolives de la Mission, nato a Merignac (Francia) il 30.9.1927
    promosso da
    Emanuela Candolives de la Mission , rappresentata e difesa dagli avv. ti Vanessa Serafini e Gianfranco Leggio , presso il cui studio in Milano, V.le Lazio nr. 1 è elettivamente domiciliata

    FATTO E DIRITTO

    Con ricorso del 2.7.2015, Candolivers de la Mission Emanuela chiedeva ai sensi degli artt. 724, 729 c.pc. e 49 c.c., che fosse dichiarata l’assenza del proprio padre Candolives de la Mission Jean Andrea già domiciliato in Milano, via Milazzo nr. 6, in quanto del medesimo, recatosi in Bosnia per una missione umanitaria, non si avevano più notizie dall’aprile 2006. In particolare esponeva la ricorrente di essere stata raggiunta da una telefonata del padre il giorno 02.04.2006 alle ore 17, il quale appariva molto turbato. Successivamente in data 10.4.2006 aveva ricevuto una telefonata da tale Zera che riferiva come il padre il 6.4.2006 alle ore 12.00 si fosse allontanato portando con sè i suoi oggetti e personali e dicendo che non si sarebbero più rivisti.
    Dopo tale notizia, poiché non aveva più ricevuto notizie del padre, la ricorrente in data 11.4.2006 sporgeva denuncia di scomparsa alla stazione dei Carabinieri di Porta Genova . Alla fine di aprile del 2006 i carabinieri di Bereguardo riferivano di avere ricevuto un fax dalla Bosnia con cui veniva comunicato come vi fosse stato un decesso in località di Spalato di una persona che poteva essere Jean Andrea.
    Una volta giunta a Spalato, la ricorrente contattava , attraverso la rappresentanza consolare italiana, la polizia locale che chiedeva Euro 10.000,00 per il rientro della salma. Le autorità locali, dopo avere affermato che il corpo era stata ritrovato in una pineta e che si trattava probabilmente di suicidio negavano la possibilità di riconoscere il cadavere adducendo la necessità, a loro dire, di avere il DNA della moglie e della figlia. Successivamente la signora Candolives e la madre cercavano di contattare la strutture in cui il padre aveva detto di lavorare e contattavano telefonicamente tale suor Servazia che riferiva loro come il corpo seppellito asseritamente di Jean era stato recuperato in mare e non nella pineta.
    All’udienza del 21 ottobre 2015 fissata avanti al Giudice relatore designato, compariva la sig Emanuela Candolives de la Mission che ribadiva quanto esposto in ricorso esponendo che dall’aprile 2006 non aveva più avuto notizie del congiunto e che il conto corrente intestato al padre, acceso presso l’ Unicredit di Milano, Piazza Piemonte, dopo aprile 2006, non era stato più movimentato in uscita con alcun tipo di prelievo, essendoci stato solo l’accredito della pensione e l’addebito delle spese fisse.
    Ritenuto che la acquisita documentazione debba far concludere per la positiva ricorrenza dei presupposti di fatto e di diritto che presiedono alla richiesta declaratoria di assenza;
    rilevato che è trascorso più di un biennio dalla scomparsa , senza che sia stato possibile accertare alcun elemento in ordine alla sorte dello scomparso;

    PQM

    Visti gli artt.49 e ssg. c.c., 724 e 729 e ssg c.p.c.

    DICHIARA L’ASSENZA

    di CANDOLIVES DE LA MISSION JEAN ANDREA, nato a Merignac il 30.9.1927
    Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di competenza.
    Ordina ex art 729 c.pc. che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sul sito internet del Ministero della Giustizia, per la durata di giorni sessanta, e che copia delle pubblicazioni siano depositate presso la Cancelleria di questo Tribunale per l’annotazione sull’originale della sentenza.

    Così deciso in Milano, l’1 aprile 2016

    IL PRESIDENTE EST.



  • N. 144/2016 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BRINDISI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Brindisi alla pubblica udienza del 26-11-2012 ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento penale a carico di:

    Condannato: ARGENTIERI/GIOVANNI nato a SAN MICHELE SALENTINO (BR) il 29-06-1969 residente in MESAGNE (BR) - VIA MONCENISIO, 32

    Sentenza n. 286/2012 - Reg. Gen. n. 149/2011 - R.G.N.R. n. 2622/2010, emessa in data 26-11-2012 da Sezione Distaccata di Tribunale di MESAGNE, confermata dalla sentenza n. 967/2015 in data 27-05-2015 Corte D'Appello LECCE - Data passaggio in giudicato: 11-12-2015
    imputato del reato di inosservanza delle sanzioni amministrative accessorie applicate a seguito di emissione di assegno bancario o postale senza autorizzazione o senza provvista per un importo di assegno, ovvero di più assegni emessi in tempi ravvicinati e sulla base di una programmazione unitaria, superiore a euro 2.582.28 previsto e punito dagli artt. 7,5,1°co. L.386/90 perché dopo essere stata applicata la sanzione amministrativa del divieto di emettere assegni bancari o postali per anni due trasgrediva al divieto.
    commesso in Mesagne l’08/04/2009 o in data a questa immediatamente successiva e prossima (con postdatazione al 30/12/2009)

    OMISSIS
    PQM

    il TRIBUNALE di Brindisi

    Visti gli artt. 533 e 535 c.p.p.;
    dichiara ARGENTIERI GIOVANNI colpevole del reato a lui ascritto e lo condanna alla pena di mesi otto di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.
    Visti gli artt. 536 c.p.p., 36 c.p. e 12 lettera a),b),c) ed e) d.lgs.10 marzo 2000 n.74 dispone

    • Il divieto di emettere assegni per la durata di anni 2 e mesi 3
    • la pubblicazione per estratto della sentenza di condanna nei confronti dell’imputato per la durata di GIORNI 20

    SENTENZA ESECUTIVA L’11/12/2015

    ESTRATTO CONFORME PER USO PUBBLICAZIONE

    Brindisi, 6 aprile 2016

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Vito Lorenzo De Carolis



  • Sent. n. 10/2016

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALlANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE di BOLOGNA
    sezione prima civile

    Riunito in camera di consiglio in persona dei magistrati:
    Matilde Betti presidente
    Cinzia Gamberini giudice
    Luigi Gnassi giudice onorario rel.
    ha pronunciato Ia seguente

    SENTENZA

    nella causa civile di primo grado iscritta al n. 4199/2015 VG

    promossa da

    Elvina Benini
    Gianfranco Benini
    elettivamente domiciliati in Bologna, presso lo studio dell'avv. Paola Poli che li rappresenta e difende come da procura in calce al ricorso introduttivo - ricorrente

    con l'intervento del P.M.

    IL TRIBUNALE

    udita Ia relazione della causa fatta dal giudice istruttore dott. Luigi Gnassi, letti ed esaminati gli atti e i documenti del processo , ha cosi deciso:
     

    RAGIONI di FATTO e di DIRITTO della DECISIONE
    (art. 132, r.comma secondo, n. 4, cod.proc.civ)

    Con ricorso depositato il 20 ottobre 20 15 Elvira BENINI e Gianfranco BENINI, chiedevano la dichiarazione di assenza della loro madre POLl Genoveffa. Non vi erano altri presunti successori legittimi.

    Con decreto del Tribunale di Bologna del 15 ottobre 2013 Elvina Benini era stata nominata curatore della scomparsa.

    Esponevano che il 2 giugno 2013 POLl Genoveffa si era allontanata da casa senza più dare notizie di se; le ricerche da parte delle Forze dell'Ordine non avevano avuto alcun esito. Concludeva chiedendo Ia dichiarazione di assenza.

    II Pubblico Ministero interveniva.

    All'udienza del 13 gennaio 2016 i ricorrenti insistevano nella domanda.

    Le informazioni assunte hanno confermato quanto allegato in ricorso: sono stati pubblicate inserzioni su un giornale locale e sui sito "Chi l'ha visto?", inoltre i Carabinieri di Castello di Serravalle hanno comunicato che le ricerche sono rimaste senza esito.

    Sono dunque trascorsi ormai piu di due anni dal giomo cui risale l'ultima notizia di POLl Genoveffa.

    Ricorrono i presupposti di cui agli artt. 48 e 49 cod. civ., e sussistono pertanto le condizioni per dichiarare l'assenza di POLl Genoveffa ai sensi degli artt. 722 e seguenti cod. proc. civ.

    I ricorrenti devono essere immessi nel possesso temporaneo dei beni di POLl Genoveffa, senza necessità di cauzione o altra cautela, atteso lo stretto legame di parentela.

    P.Q.M.

    ll Tribunale, definitivamente decidendo,

    Dichiara l'assenza di POLl Genoveffa, nata a Monteveglio (BO) il 23 dicembre 1926.

    lmmette i Signori Elvina Benini e Gianfranco Benini nel possesso temporaneo dei beni di POLl Genoveffa, senza necessità di cauzione o altra cautela.

    Ordina gli adempimenti di cui all'art.729 c.p.c.

    Manda alla Cancelleria per Ia comunicazione al competente Ufficio dello stato civile.

    Cosi deciso nella camera di consiglio della sezione prima civile del Tribunate di Bologna il 19 gennaio 2016.

    LA PRESIDENTE
    Matilde Betti

    IL GIUDICE ESTENSORE
    Luigi Gnassi



  • Sent. n. 6/2016
    N. reg. gen. 82/2014

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    In nome del popolo italiano

    Il Tribunale di Napoli, sezione civile Prima Bis, riunito in camera di consiglio, così composto:
    Dott. Umberto Di Mauro - Presidente
    Dott. Carlo Gagliardi - Giudice
    Dott. Marina Tafuri - Giudice rel.
    ha emesso la seguente

    SENTENZA

    nella causa civile iscritta al n. 82 del R. G. dell’anno 2014, passata in decisione all’udienza del 2.12.15, avente ad oggetto: morte presunta, e vertente

    TRA

    Tambasco Nicola, nato a Napoli l’11.6.1965, in proprio e per conto di Tambasco Ivan, nato a Napoli il 21.7.1970, come da procura generale del 13.3.1998 n. rep. 18411 e n. racc. 4612 per Notaio Alfredo Caiazza di Perugia, elettivamente domiciliati in Napoli alla Via Nuova Poggioreale n. 8 presso l’avv. Maria Elena Orditura, rappresentati e difesi dall’avv. Massimo Rabagliati del Foro di Perugia in virtù di procura in calce al ricorso
    RICORRENTI

    E

    Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli
    INTERVENTORE NECESSARIO

    CONCLUSIONI

    Il ricorrente non ha formulato conclusioni.
    Il PM ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

    RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

    Con ricorso depositato in data 8.1.14, Nicola Tambasco, in proprio e quale procuratore del fratello Ivan Tambasco, domiciliato a Rivas Vaciamadrid (Madrid), chiedevano, ai sensi degli artt. 58 c.c. e 726 cpc, in qualità di eredi testamentari, che venisse dichiarata la morte presunta di Giuseppe Viscione, nato a San Martino Valle Caudina il 15.4.1918, residente a Napoli alla Via Duca Ferrante della Marra n. 16, scomparso dal mese di luglio 1996.
    Deducevano che il padre Giovanni Tambasco aveva conosciuto nel 1994 Giuseppe Viscione presso la facoltà teologica di Napoli e che tra i due era nata una profonda amicizia e frequentazione.
    Riferivano, inoltre, che nel mese di luglio Giovanni Tambasco era partito per un viaggio all’estero, circostanza comunicata all’amico Viscione. Precisavano che, tuttavia, il proprio padre, rientrato dalle vacanze nel mese di settembre, non aveva più ricevuto notizie del Viscione e, recatosi presso l’abitazione di quest’ultimo, essendo in possesso delle chiavi, non aveva trovato l’amico ed aveva constatato che la casa era disabitata. Aggiungevano, pertanto, che il proprio padre aveva presentato il 26.9.1996 denuncia dell’accaduto presso la stazione dei Carabinieri di Napoli Arenaccia.
    Deducevano, inoltre, che il Tambasco aveva provveduto a pagare gli oneri condominiali dell’appartamento di proprietà del Viscione, su richiesta dell’amministratore del condominio, a conoscenza del rapporto di amicizia che li legava.
    Affermavano che Giovanni Tambasco era in possesso di un testamento olografo del Viscione in favore dei figli, attuali ricorrenti, datato 10.2.1995, e per tale motivo, dovendo amministrare i beni del Viscione, nell’interesse degli istanti, era stato nominato dal Tribunale di Napoli, con provvedimento del 17.10.1997, curatore speciale dello scomparso.
    Emessi i provvedimenti di cui all’art. 726 c.p.c., decorsi i sei mesi dall’ultima pubblicazione senza notizia alcuna in merito al Viscione, su istanza dei ricorrenti, veniva disposta l’udienza di comparizione di questi ultimi in camera di consiglio, nonché richieste informazioni ai CC di Napoli ED ALLA Procura della Repubblica di Napoli in merito alla scomparsa in oggetto.
    All’esito degli atti istruttori suddetti, all’udienza del 2.12.15, il Tribunale, sulle conclusioni in epigrafe trascritte, si riservava di decidere.
    Preliminarmente, deve essere dichiarata l’ammissibilità della domanda atteso che i ricorrenti hanno provveduto agli adempimenti di cui all’art. 726 cpc nei termini stabiliti.
    Nel merito, la domanda è fondata e merita accoglimento.
    Giova sottolineare che, nelle more della definizione del presente procedimento Nicola Tambasco è stato nominato curatore speciale dello scomparso Giuseppe Viscione, con provvedimento in data 25.2.14 di questo Tribunale in atti allegato.
    Dalla documentazione in atti allegata, emerge che il padre degli odierni ricorrenti, Giuseppe Tambasco, deceduto nel 2005 come riferito dai figli, il 26.9.1996, dopo essere rientrato da un viaggio in Turchia, ha presentato la denuncia relativa alla scomparsa del Viscione, riferendo quanto trascritto in domanda e precisando che non gli risultava l’esistenza di parenti diretti dello scomparso, ma solo di una nipote di cui però non conosceva il nome. Nella citata denuncia, il Tambasco aveva anche aggiunto che l’amico soffriva solo di diabete ed era lucido dal punto di vista mentale, ne gli risultava che avesse acredine con alcuno.
    Il ricorrente Nicola Tambasco, all’udienza del 10.6.15, ha dichiarato di vivere fuori Napoli dal 1980 e di avere incontrato qualche volta il Viscione, in quanto amico del padre e gli faceva compagnia.
    Le informazioni acquisite da questo ufficio, considerato il notevole lasso temporale trascorso dalla denuncia della scomparsa, non hanno sortito esito alcuno (cfr le informazioni richieste ai carabinieri in data 10.6.15 ed alla Procura della Repubblica di Napoli).
    Dunque, può ritenersi che nel caso ricorrano i presupposti per dichiarare la morte presunta del Viscione, scomparso da oltre dieci anni, alla data del 26.9.1996, epoca alla quale risale la denuncia presentata dal Tambasco ai Carabinieri.
    Le spese della procedura restano a carico dei ricorrenti.
    La presente sentenza emessa dovrà essere, ai sensi dell’art. 729 cpc, inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    P.Q.M.

    Il Tribunale così provvede:

    • dichiara presunta la morte di Viscione Giuseppe, nato a San Martino Valle Caudina (AV) il 15.4.1918, nel giorno del 26 settembre 1996 a cui risale l’ultima notizia.
    • Dichiara irripetibili le spese del giudizio.
    • Dispone che la presente sentenza sia pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito Internet del Ministero della Giustizia per un periodo di mesi sei.

    Napoli, così deciso nella camera di consiglio del 4 dicembre 2015

    IL GIUDICE EST.

    IL PRESIDENTE



  • SIEP n. 168/2013
    R.G. n. 5819/2012
    R.G.N.R. n. 582/2012
    Sentenza n. 1367/2012

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di CAGLIARI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Cagliari in data 30/10/2012 ha pronunciato la seguente sentenza, irrevocabile il 21/01/2013, nei confronti di:
    CARBONI/ROBER, nato a CAGLIARI (Prov. di CA) il 17-04-1947, residente in CAGLIARI (Prov. di CA) - VIA MADDALENA N.14
    Per i seguenti reati:
    B) Art 110 - C.P., Art. 216 c. 1 - n. 2 R.D. 267/1942, Art. 219 c. 1 - R.D. 267/1942, Art. 219 c. 2 - n. 1 R.D. 267/1942, Art. 217 c. 1 - n. 4 R.D. 267/1942, Art. 223 R.D. 267/1942 - Commesso dalla Data 29/04/2004 e fino alla Data 23/11/2007- luogo: CAGLIARI;
    D) Art 110 - C.P., Art. 216 c. 1 - R.D. 267/1942 - Commesso dalla Data 23/01/2006 e fino alla Data 23/11/2007- luogo: CAGLIARI;
    E) Art 110 - C.P., Art. 217 c. 1 - n. 2 R.D. 267/1942 - Commesso in Data 23/11/2007- luogo: CAGLIARI;
    G) Art 110 - C.P., Art. 640 Bis C.P., Art. 61 n. 7 C.P. - Commesso in Data 20/09/2005 e in Data 10/01/2006- luogo: CAGLIARI E PORTOSCUSO;
    H) Art 110 - C.P., Art. 10 Ter D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 27/12/2007- luogo: PORTOSCUSO;
    I) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 01/10/2007- luogo: PORTOSCUSO;
    L) Art 110 - C.P., Art. 2 c. 1 - D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 24/11/2007- luogo: PORTOSCUSO;
    M) Art 110 - C.P., Art. 485 C.P., Art. 61 n. 2 C.P. - Commesso in Data 22/11/2006- luogo: PORTOSCUSO;
    N) Art 110 - C.P., Art. 640 C.P., Art. 61 n. 7 C.P. - Commesso in Data 20/11/2006- luogo: PORTOSCUSO;
    O) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 01/10/2007- luogo: DECIMOMANNU;
    P) Art 110 - C.P., Art. 2621 C.C. - Commesso in Data 03/06/2007- luogo: DECIMOMANNU;
    Q) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 31/07/2007- luogo: CAGLIARI;
    R) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 31/07/2008- luogo: CAGLIARI;
    S) Art 110 - C.P., Art. 81 c. 2 - C.P., Art. 2621 C.C. - Commesso in Data 28/06/2007 e in Data 28/06/2008- luogo: CAGLIARI;
    T) Art 110 - C.P., Art. 216 c. 1 - n. 1 R.D. 267/1942, Art. 216 c. 1 - n. 2 R.D. 267/1942, Art. 219 c. 1 - R.D. 267/1942, Art. 219 c. 2 - n. 1 R.D. 267/1942, Art. 223 R.D. 267/1942 - Commesso in Data 11/10/2004- luogo: CAGLIARI;
    U) Art 110 - C.P., Art. 4 D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 27/10/2005- luogo: CAGLIARI;
    V) Art 110 - C.P., Art. 10 Bis D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 31/10/2005- luogo: CAGLIARI;
    Z) Art 110 - C.P., Art. 4 D.LVO 74/2000 - Commesso in Data 28/10/2006- luogo: CAGLIARI
    Z 1) Art 110 - C.P., Art. 216 c. 1 - n. 2 R.D. 267/1942, Art. 222 R.D. 267/1942 - Commesso Fino al 28/12/2005- luogo: CAGLIARI -
    Continuazione tra i reati di cui ai nr. G H I L M N O P Q R S T U V Z Z 1
    Circostanze Aggravanti/Attenuanti soggettive: Art 99 c. 1 - C.P., Art 99 c. 4 - C.P., Art 62 Bis - C.P. - Equivalenti Sentenza di applicazione pena (Art. 444 C.P.P.)

    OMISSIS
    P.Q.M.

    Pena principale: RECLUSIONE Anni 3

    Pene accessorie:

    • Inabilitazione Esercizio Impresa Comm. Ed Incapacità Esercitare Uff.Dir.Impresa (216-217 L.F.) Anni 10
    • Incapacità Di Esercitare Uffici Direttivi Presso Qualsiasi Impresa Anni 10 -
    • Interdizione Dai Pubblici Uffici Anni 5
    • Incapacità Di Contrattare con la Pubblica Amministrazione Anni 3
    • Interdizione Dalle Funzioni di Rappresentanza e Assistenza in Materia Tributaria Anni 5
    • Interdizione Dall'Ufficio di Componente di Commissioni Tributarie Perpetua
    • Pubblicazione di Sentenza Penale di Condanna -

    Estratto per uso pubblicazione sul sito internet del Ministero della Giustizia per giorni 15

    Cagliari, 4 dicembre 2015

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Andrea Spano