Laboratorio centrale banca dati nazionale del DNA 'Grazia De Carli' - Direzione detenuti e trattamento - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
aggiornamento: 12 giugno 2025

Da settembre 2024, è adottato il Manuale delle procedure di conservazione digitale a norma, per la gestione della documentazione prodotta in formato digitale in conformità con Le linee guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici.
Le autorità competenti possono farne richiesta al Laboratorio.
e-mail: dgdetenutietrattamento.dap@giustizia.it
Direttore - Daniela Caputo
L’impiego del DNA per fini di identificazione personale rappresenta il più efficace e poderoso strumento in ambito penale per la risoluzione di crimini, soprattutto nei casi, tutt’altro che infrequenti, in cui le indagini di polizia giudiziaria non abbiano consentito di individuare possibili sospettati. In tali circostanze un contributo determinante e, spesso, risolutivo viene dalla Banca Dati Nazionale del DNA (BDN-DNA) e dal Laboratorio Centrale per la Banca Dati Nazionale del DNA, entrambi istituiti con legge 85/2009.
La Banca Dati Nazionale del DNA italiana è un archivio elettronico centralizzato di profili genetici che contiene i profili genetici “ignoti”, ottenuti dalle analisi del DNA depositato sulle scene del crimine, e i profili genetici “noti”, ottenuti dalle analisi del DNA di campioni biologici prelevati da persone fisiche. I profili genetici “ignoti” e "noti", sono tra loro confrontati al fine di individuare eventuali corrispondenze.
Il Laboratorio Centrale alimenta in via esclusiva la BDN-DNA con profili genetici “noti”, mentre i reparti investigazioni scientifiche (RIS) dei Carabinieri e la Polizia scientifica, inseriscono in Banca Dati i profili genetici “ignoti” estrapolati dalle tracce biologiche rilevate sulle scene dei crimini.
Da dicembre 2017, il Laboratorio Centrale effettua analisi di tipizzazione del DNA sui campioni biologici, utilizzando procedure accreditate dall’Ente Italiano ACCREDIA (l’Ente Unico nazionale di accreditamento designato dal governo italiano, in applicazione del Regolamento europeo 765/2008, ad attestare la competenza e l’imparzialità degli organismi di certificazione, ispezione, verifica e validazione, e dei laboratori di prova e taratura), secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 “Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e taratura”.
I profili genetici ottenuti vengono riversati nella banca dati mediante il sotfware CoDIS (Combined DNA Index System).
I campioni biologici analizzati dal Laboratorio vengono prelevati a soggetti, secondo quanto previsto all'art. 9 della l. 85/2009, da tutte le forze di polizia e anonimizzati mediante attribuzione di un codice univoco (codice prelievo) che non consente di collegare direttamente i dati anagrafici del soggetto al campione. Tuttavia, l’autorità giudiziaria può risalire, per fini investigativi, dal codice prelievo ai dati anagrafici del soggetto.
Il Laboratorio Centrale, alimentando la BDN-DNA con migliaia di profili genetici 'noti', rende possibile l’identificazione efficace delle corrispondenze tra tracce biologiche e profili in un numero rilevante di casi. Grazie a queste corrispondenze, l’autorità giudiziaria è stata in grado di attribuire un’identità a soggetti presenti sulle scene del crimine, sia a livello nazionale sia attraverso lo scambio di informazioni con le forze di polizia estere previsto dal Trattato di Prüm a livello internazionale, svolgendo così un ruolo cruciale nel contrasto alla criminalità.