Direttiva annuale del ministro per l'anno 2026

aggiornamento: 6 marzo 2026

Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2026

Il Ministro della giustizia

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, recante “Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59” e, in particolare, l’art. 8, concernente la Direttiva annuale del Ministro sull’attività amministrativa e la gestione;

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e successive modificazioni e integrazioni, e, in particolare, gli artt. 4 e 14, secondo i quali l’organo d’indirizzo politico annualmente definisce obiettivi, priorità, piani, programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l’attività amministrativa e per la gestione;

Visto il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, concernente “Individuazione delle unità previsionali di base del bilancio dello Stato, riordino del sistema di tesoreria unica e ristrutturazione del rendiconto generale dello Stato” e, in particolare, l’art. 3, comma 3, secondo cui il titolare del centro di responsabilità amministrativa è il responsabile della gestione e dei risultati derivanti dall’impiego delle risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate;

Visti gli articoli 16 ss. del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante la “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della Legge 15 marzo 1997, n. 59”;

Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante “Attuazione della Legge 4 marzo 2009 n. 15 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni”;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2016, n. 105, recante “Regolamento di disciplina delle funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni”;

Vista la legge 31 dicembre 2009, n. 196, di contabilità e finanza pubblica;

Visto il Documento di finanza pubblica per l’anno 2025, deliberato dal Consiglio dei ministri in data 9 aprile 2025;

Visto il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, deliberato dal Consiglio dei ministri in data 27 settembre 2024 nonché il Documento programmatico di finanza pubblica deliberato dal Parlamento in data 9 ottobre 2025;

Vista, in particolare, la Nota integrativa allo stato di previsione del Ministero della Giustizia per l’anno 2026 e per il triennio 2026-2028;

Vista la legge 30 dicembre 2025, n. 199 di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e del bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028;

Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 30 dicembre 2025, recante la “Ripartizione in capitoli delle Unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028”;

Tenuto conto della necessità di definire, ai sensi dei citati artt. 4 e 14 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, attraverso apposita Direttiva, gli obiettivi dell’Amministrazione della giustizia per l’anno 2026;

Visto l’Atto di indirizzo del 29 dicembre 2025, con il quale sono state individuate le priorità politiche da realizzarsi nel 2026;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84 “Regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche”;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019, n. 100 “Regolamento concernente organizzazione Uffici di diretta collaborazione del Ministro della giustizia, nonché dell’organismo indipendente di valutazione della performance”;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2025 recante “Modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84, al regolamento concernente l’organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della giustizia, nonché dell’Organismo indipendente di valutazione di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019, n. 100 e al regolamento recante disposizioni di attuazione della legge 30 giugno 2009, n. 85, concernente l’istituzione della Banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA, ai sensi dell’articolo 16 della legge n. 85 del 2009 di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2016, n. 87”;

Visto il decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, convertito con modificazioni dalla legge 10 agosto 2023, n. 112 “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l’organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica”, e, in particolare, l’art. 13, che ha previsto misure organizzative finalizzate al rafforzamento delle competenze del Ministero della giustizia in materia di analisi, valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa;

Visto il decreto ministeriale 6 agosto 2024 con il quale è stata istituita presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministro della giustizia la Struttura di missione di livello dirigenziale generale per la valutazione delle politiche pubbliche e la revisione della spesa;

Visto il Piano integrato di attività e organizzazione, adottato con D.M. 30 gennaio 2026;

Visto il D.M. 23 dicembre 2021, di approvazione del “Sistema di misurazione e valutazione della performance” del Ministero della Giustizia;

Viste le proposte formulate dai titolari dei centri di responsabilità amministrativa;

Sentito l’Organismo Indipendente di Valutazione;

Emana

la seguente Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2026 che definisce, sulla base delle priorità politiche adottate in data 29 dicembre 2025, gli obiettivi dell’Amministrazione e le connesse strategie per consentire l’attuazione di azioni concrete in coerenza con gli ambiti di intervento fissati e con il ciclo annuale della programmazione finanziaria e di bilancio.

Art. 1
Finalità e contenuto

La presente Direttiva è finalizzata ad assicurare il raccordo tra gli indirizzi di politica economica e la programmazione strategica affidata all’azione amministrativa del Ministero per il corretto e proficuo impiego delle risorse assegnate.

La medesima Direttiva definisce gli obiettivi generali nelle materie di competenza del Ministero della Giustizia, coerentemente con gli indirizzi di programmazione strategica contenuti nel Programma di Governo, nel Documento di finanza pubblica, nella Nota integrativa allo stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’anno 2026 e nella Legge concernente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, nonché con le priorità politiche come dettate nell’Atto di indirizzo emanato in data 29 dicembre 2025.

La presente Direttiva intende inoltre sviluppare una programmazione strategica che assicuri continuità nello svolgimento delle funzioni di rispettiva competenza dei Centri di Responsabilità amministrativa (C.R.A.) e che consenta di introdurre, nella gestione e nella organizzazione delle risorse, elementi di innovazione e di riforma, nonché di attuare un più efficace controllo di gestione, anche allo scopo di adottare comportamenti finalizzati alla razionalizzazione dei consumi e all’efficientamento energetico. Centrale, nell’ambito della programmazione, è poi il coordinamento con l’attività di revisione della spesa, che deve essere supportata dalle attività di analisi e valutazione delle politiche pubbliche al fine di orientare le scelte allocative; in sinergia tra loro, l’analisi, la valutazione delle politiche pubbliche e la revisione della spesa rappresentano lo strumento per incrementare il valore prodotto con le risorse della collettività, ridurre sacche di inefficienza e garantire la sostenibilità del sistema, promuovere strumenti metodologici per il monitoraggio degli adempimenti istituzionali, obiettivi ancor più rilevanti nel contesto dei vincoli esistenti a livello europeo.

Gli obiettivi generali assegnati ai titolari dei C.R.A. sono di seguito meglio specificati e rappresentati anche attraverso le schede allegate alla presente Direttiva che ne costituiscono parte integrante.

In considerazione della progressiva attuazione della riforma del bilancio dello Stato, che ha previsto l’introduzione delle “azioni” quali aggregati di bilancio sottostanti i programmi di spesa, la pianificazione strategica è rappresentata in collegamento con la programmazione operativa di I livello, riferita alle missioni e programmi; la medesima dà rilievo al contenuto, alla descrizione e alla distribuzione delle risorse, anche in relazione agli indicatori stabiliti dalla documentazione di bilancio.

Costituiscono altresì parte integrante della Direttiva i diagrammi rappresentativi delle risorse complessive assegnate al Dicastero della Giustizia per il triennio 2026-2028 per il perseguimento degli obiettivi strategici e strutturali e della ripartizione delle risorse destinate a ciascun C.R.A.

Ai fini della verifica e dell’analisi economico-finanziaria del raggiungimento degli obiettivi, ciascun titolare dei Centri di Responsabilità si atterrà ai programmi di spesa iscritti nel bilancio relativo all’esercizio finanziario corrente, suddivisi in azioni e capitoli di spesa, come riportato nella tabella del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 dicembre 2025 relativa al Ministero della Giustizia concernente la ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028.


Art. 2
Destinatari degli obiettivi

I destinatari della presente Direttiva sono i titolari dei C.R.A. del Dicastero individuati dal decreto di organizzazione di cui al D.P.C.M. n. 84 del 15 giugno 2015, come da ultimo modificato con D.P.R. 21 novembre 2025, n. 189 nonché i titolari delle strutture organizzative sottoelencate, ai quali sono assegnati, per l’anno in corso, gli obiettivi strategici.

Secondo l’attuale struttura organizzativa del Ministero della Giustizia, destinatari della Direttiva sono:

  • il Capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi;
  • il Capo del Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia;
  • il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria;
  • il Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità;
  • il Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia;
  • il Direttore generale dell’Ufficio centrale degli archivi notarili;
  • il Direttore generale per la valutazione delle politiche pubbliche e la revisione della spesa;
  • il Direttore generale dell’Unità di missione per l’attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;
  • il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza;
  • il Responsabile della protezione dei dati.

Art. 3
Obiettivi generali

Fermi restando tutti i compiti istituzionali, ancorché non menzionati in questa sede, ai titolari dei C.R.A. sono assegnati, in stretta ottemperanza alle priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, gli obiettivi generali come di seguito riportati ed esposti in allegato. I C.R.A. assicurano il necessario raccordo con l’Unità di missione per il P.N.R.R. istituita presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministro con Decreto interministeriale del 18 novembre 2021, al fine di assicurare il coordinamento tra le azioni finanziate nell’ambito dell’ordinaria politica di bilancio e gli interventi in corso di realizzazione nell’ambito del P.N.R.R. e del relativo Piano Complementare.

Saranno adottate tutte le iniziative, anche straordinarie, necessarie a garantire il rispetto dei tempi di pagamento delle fatture commerciali e lo smaltimento dello stock di debiti pregressi.

Nell’ambito del quadro di programmazione strategica così definito, i titolari dei C.R.A., in base al combinato disposto dell’art. 3 del D.lgs. 279/1997, dell’art. 5 del D.lgs. 300/1999 e dell’art. 16 del D.lgs. 165/2011 e successive modificazioni, attribuiscono gli obiettivi di competenza ai Direttori preposti alle Direzioni generali funzionalmente dipendenti, formalizzando le modalità organizzative inerenti alle attività da pianificare per il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed attivando il primo livello del controllo di gestione.

I titolari delle strutture di secondo livello assegnano, a loro volta, ai dirigenti degli uffici di terzo livello la programmazione operativa (secondo livello del controllo di gestione) nonché gli obiettivi necessari alla realizzazione dei compiti istituzionali e le correlate risorse umane e finanziarie.

La declinazione dei suddetti obiettivi in obiettivi operativi e piani di attività (o progetti) viene realizzata secondo una modalità “a cascata” che vede coinvolti i Direttori generali e i dirigenti di II fascia, funzionalmente dipendenti.

Per la realizzazione della programmazione strategica, nonché per lo svolgimento degli altri compiti istituzionali e per l’assolvimento delle conseguenti responsabilità, i titolari dei C.R.A. si avvalgono delle risorse finanziarie assegnate al Ministero della Giustizia per il triennio 2026-2028, di cui alla tabella 5 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 dicembre 2025.


Art. 4
Obiettivi del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi

Al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, in stretta ottemperanza alle priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, sono assegnati i seguenti obiettivi:

  1. Attività degli uffici giudiziari e supporto alla giurisdizione
    Al fine di garantire il funzionamento degli Uffici giudiziari (art. 110 Cost.) con l’obiettivo di innalzare progressivamente i livelli di qualità del servizio giustizia, sia grazie alle nuove risorse disponibili, sia attraverso il reimpiego dei risparmi conseguiti mediante una rigorosa politica di razionalizzazione della spesa, si proseguirà nell'opera di reclutamento di personale di magistratura, provvedendo ad espletare almeno una procedura concorsuale all’anno. In particolare, nel 2026 saranno portate avanti le procedure concorsuali relative ai seguenti DM: DM 18.10.2022 per 400 posti e 354 vincitori di concorso (prenderanno possesso delle funzioni a maggio 2026); DM 9.10.23 per 400 posti, 339 vincitori nominati con DM 3.09.2025 (prenderanno possesso delle funzioni ad aprile 2027 (PNRR tirocinio 18 mesi); DM 8.04.24, per 400 posti, (orali in corso- fine procedura stimata: maggio 2026 - tirocinio 12 mesi); DM 10.12.24, per 350 posti, (correzione scritti in corso - fine procedura stimata: aprile 2027 - tirocinio 12 mesi); DM 22.10.25, per 450 posti (scritti a giugno 2026 - fine procedura stimata: maggio 2028 - tirocinio 18 mesi)
    Nella medesima direzione, al fine di supportare l’efficientamento degli Uffici giudiziari e il corretto funzionamento dei servizi offerti, con particolare riferimento al personale già assunto a tempo determinato, si renderà possibile la stabilizzazione di 9.368 unità di personale P.N.R.R a fronte delle 6.000 inizialmente previste con il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2024.
    Si assicurerà la piena realizzazione del principio di prossimità ed accessibilità del sistema giustizia proseguendo con l’azione sinergica del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi con la Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione del Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia, attraverso gli “Uffici di Prossimità”, dedicati ai cittadini, con particolare riguardo alle cd. fasce deboli, finalizzati a:
    1. offrire servizi di orientamento ed informazione in ambito di “volontaria giurisdizione” e sugli istituti di protezione giuridica;
    2. inviare e ricevere gli atti telematici agli e dagli Uffici giudiziari;
    3. rilasciare informazioni sullo stato delle procedure e copie degli atti contenuti nei fascicoli elettronici.
  2. Miglioramento dello stato di benessere organizzativo e della capacità amministrativa
    Il programma di valorizzazione del personale amministrativo proseguirà mediante l’utilizzo delle maggiori risorse finanziarie rese disponibili dal Fondo risorse decentrate e dagli incentivi PNRR, nonché delle modalità organizzative innovative e il compimento dei processi assunzionali in atto, grazie ad una rimodulazione delle dotazioni organiche e ad un mirato impiego delle facoltà assunzionali.
    Le iniziative finalizzate alla promozione del benessere organizzativo saranno realizzate attraverso interventi volti a migliorare la fruibilità degli spazi comuni e a potenziare i servizi complementari destinati al personale dipendente del Ministero della giustizia, anche mediante la stipula di apposite convenzioni.
    A seguito dell’aumento della dotazione organica di complessive 1.588 unità del personale del comparto Funzioni centrali del Ministero della Giustizia, attuato con d.P.R. n. 189 del 21 novembre 2025, nonché delle rimodulazioni dei contingenti riservati alle diverse Aree, tenendo conto delle disposizioni dettate con la legge n. 207 del 30 dicembre 2024, si provvederà a realizzare una rimodulazione dei contingenti numerici delle singole Aree professionali in senso conforme all’evoluzione dell’organizzazione amministrativa.
    Si provvederà, altresì, all’innalzamento dei livelli di formazione di tutto il personale.
    Si dedicherà specifica attenzione alle Sezioni specializzate in materia di immigrazione e protezione internazionale.
    Proseguiranno i corsi organizzati dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione in tematiche riguardanti, tra le altre, l’etica pubblica, il miglioramento delle capacità comunicative, la gestione dei conflitti e dei rapporti con il pubblico e con gli utenti interni, la prevenzione e il contrasto della violenza di genere.
    Saranno realizzate iniziative distrettuali di formazione finalizzate a rafforzare la conoscenza del quadro normativo in tema di prevenzione della corruzione e di gestione del rischio corruttivo, di diritto civile, penale e amministrativo e conversazione internazionale, oltre che dell’informatica di base, della cybersicurezza e dell’intelligenza artificiale.
    Infine, a seguito del trasferimento delle attribuzioni relative alla gestione dello status giuridico ed economico del personale di magistratura onoraria dal Dipartimento per gli affari di giustizia al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, dovrà essere assicurata l’interazione con i funzionari delegati, per una attenta programmazione e conseguente allocazione delle risorse finanziarie.
    Infine, si dovrà provvedere a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’organizzazione amministrativa per i magistrati onorari attraverso l’emanazione di circolari attuative della legge 15 aprile 2025, n. 51 e ad avviare la procedura di valutazione, prevista dalla medesima legge, concernente la remissione in termini per i magistrati onorari non confermati.
  3. Incremento dei livelli di efficienza attraverso il completamento delle attività di riorganizzazione a livello centrale e territoriale e lo sviluppo dei servizi interdipartimentali
    Il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi dovrà porre tra i suoi obiettivi prioritari l’incremento dei valori di efficienza dell’azione amministrativa, in particolare, avviare un percorso virtuoso finalizzato alla ottimizzazione della gestione e dell’utilizzo degli immobili a disposizione. Si proseguirà nell’opera di acquisizione al patrimonio di edifici da adibirsi a Uffici giudiziari, con contestuale abbandono di locazioni in essere.
    Particolare attenzione sarà posta anche all’attività c.d. “di rifunzionalizzazione” delle strutture, anche demaniali.
    Inoltre, si opererà un rinnovo del parco auto ordinarie.


Art. 5
Obiettivi del Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia

Al Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia, in stretta ottemperanza alle priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, è assegnato il seguente obiettivo:

  1. Potenziamento dei processi di digitalizzazione e innovazione tecnologica
    Diffusione e il miglioramento di tecnologie sempre più avanzate a supporto dei servizi di giustizia, migliorando accessibilità, qualità e continuità dei servizi digitali e della sicurezza informatica e promuovendo il miglioramento delle conoscenze tecniche del personale.
    Innalzamento progressivo della qualità del servizio giustizia attraverso l’uso degli strumenti di intelligenza artificiale a supporto di magistrati e personale amministrativo.
    Impiego di soluzioni tecnologiche innovative volte alla segregazione sia logica che fisica, cosiddetta "Green Zone, nonché al monitoraggio continuo degli asset strategici della giustizia elevando la sicurezza nel trattamento dei dati giudiziari anche attraverso l’utilizzo di sistemi di crittografia avanzata e architetture “zero trust”, conformemente agli standard indicati dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
  2. Reingegnerizzazione e innovazione degli applicativi a supporto dei servizi di giustizia
    Innalzamento della qualità del servizio offerto alla collettività attraverso l’implementazione e l’ammodernamento degli applicativi per la giurisdizione di legittimità e la giurisdizione territoriale sia civile che penale.
    Miglioramento della fruibilità e dell’accesso ai dati attraverso piattaforme e banche dati dedicate.
    Reingegnerizzazione del sistema informativo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e delle procure distrettuali.
    Sviluppo di innovazioni tecnologiche applicate alla gestione dei processi organizzativi e procedimentali.
  3. Potenziamento delle infrastrutture digitali del Ministero
    Rafforzamento della sicurezza informatica, segnatamente con riferimento alla protezione dei dati sensibili e alla capacità di resistere agli attacchi cyber.
    Adeguamento delle dotazioni informatiche e della connettività negli uffici giudiziari.
    Coordinamento coerente tra lo sviluppo delle infrastrutture fisiche e l'evoluzione delle soluzioni applicative al fine di garantire continuità, qualità e sicurezza dei servizi digitali erogati dal Ministero.
  4. Supporto metodologico, statistico e di analisi per la fase di rendicontazione finale degli obiettivi previsti dal PNRR – M1C1
    Monitoraggi integrati sulle innovazioni organizzative indotte dal PNRR, in linea con il conseguimento degli obiettivi previsti dal medesimo PNRR.
    Supporto statistico agli uffici giudiziari per l’attuazione delle azioni necessarie al raggiungimento dei “target” PNRR.


Art. 6
Obiettivi del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

Al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in stretta ottemperanza alle priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, sono assegnati i seguenti obiettivi:

  1. Assicurazione e rafforzamento dell'ordine e della sicurezza negli istituti penitenziari e prevenzione degli eventi critici.
    La sicurezza degli istituti penitenziari rappresenta il necessario presupposto per la realizzazione delle finalità trattamentali previste dalla Carta costituzionale e dalla vigente normativa. La valorizzazione del ruolo del Corpo di Polizia penitenziaria è un fattore indispensabile per la piena funzionalità degli istituti, non solo nei termini del mantenimento dell’ordine interno delle strutture, ma anche per quanto riguarda l’attività di osservazione del detenuto nel suo percorso educativo. Al fine di implementare i livelli di sicurezza degli istituti verranno incrementati i sistemi di videosorveglianza e controllo, pertanto, si proseguirà nel rinnovo e nell’ammodernamento degli apparati tecnologici interni ed esterni, fissi e mobili, mediante l’introduzione di sistemi avanzati di controllo e sorveglianza e l’implementazione di equipaggiamenti innovativi a supporto del personale.
  2. Progettazione, ristrutturazione e razionalizzazione delle infrastrutture e degli impianti degli istituti penitenziari.
    L’adeguatezza, la funzionalità e l’efficienza delle infrastrutture penitenziarie rappresentano presupposti essenziali per il corretto funzionamento del sistema dell’esecuzione penale e per il mantenimento di elevati livelli di sicurezza, operatività e qualità degli ambienti di vita e di lavoro.
    In tale prospettiva, l’azione dell’Amministrazione è orientata a una programmazione organica e integrata degli interventi infrastrutturali, finalizzata alla progettazione, alla ristrutturazione e alla razionalizzazione del patrimonio immobiliare, con l’obiettivo di assicurare strutture moderne, funzionali e sostenibili, in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze operative del personale e ai percorsi trattamentali della popolazione detenuta. Un’attenzione prioritaria sarà, inoltre, riservata agli interventi di efficientamento energetico e di sostenibilità ambientale, mediante l’introduzione di soluzioni tecniche finalizzate alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, nonché al miglioramento complessivo delle prestazioni degli edifici.
    Sarà data attuazione ad un piano di razionalizzazione dei reparti detentivi da destinare al regime differenziato di cui all’art. 41-bis O.P., finalizzato a ridurre complessivamente l’impatto degli Istituti 41-bis sul territorio nazionale a tutela della sicurezza pubblica attraverso la presenza degli stessi in un numero limitato di regioni. Tale processo è volto altresì ad assicurare il miglioramento del benessere e della qualità dei servizi resi ai detenuti, nonché a rafforzare l’efficacia dei controlli esercitati dalla polizia penitenziaria specializzata.
  3. Miglioramento delle condizioni di detenzione, potenziamento del lavoro e delle attività trattamentali, riorganizzazione dei circuiti penitenziari.
    Al fine di garantire condizioni di vita detentiva rispettose della dignità della persona e di favorire percorsi efficaci di reinserimento nel contesto sociale, verranno incrementate le opportunità di lavoro, di formazione professionale, di attività d’istruzione, culturali, sportive e ricreative che costituiscono strumenti fondamentali di rieducazione e di reinserimento sociale, favorendo percorsi di crescita personale e di responsabilizzazione delle persone detenute. Tali interventi sono finalizzati a ridurre il disagio connesso alla permanenza in ambiente detentivo, a promuovere l’acquisizione di competenze spendibili ed a contribuire alla prevenzione della recidiva.
  4. Valorizzazione delle risorse umane, reclutamento, formazione ed efficienza gestionale
    Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria si avvale di personale appartenente a diversi comparti distinti tra dirigenza di diritto pubblico e dirigenza contrattualizzata, comparto sicurezza (Polizia Penitenziaria) e comparto funzioni centrali. Il consolidamento delle politiche per la valorizzazione del personale rappresenta una delle direttrici fondamentali dell’azione amministrativa del Dipartimento. Nel quadro delle politiche di valorizzazione delle risorse umane, l’Amministrazione penitenziaria attribuisce rilievo prioritario alla promozione del benessere organizzativo e al miglioramento della qualità dell’ambiente di lavoro, in quanto fattori determinanti per l’efficacia dell’azione amministrativa e per la sostenibilità del sistema penitenziario. In tale prospettiva, le strategie di gestione del personale sono orientate alla costruzione di contesti professionali inclusivi, rispettosi e attenti alle esigenze delle persone, capaci di prevenire situazioni di disagio e di rafforzare il senso di appartenenza all’Amministrazione. Particolare attenzione sarà riservata alle iniziative volte a promuovere la parità di genere e il superamento di ogni forma di discriminazione o disparità di trattamento, nella consapevolezza che politiche inclusive e orientate al rispetto delle differenze contribuiscono in modo significativo al miglioramento del clima organizzativo e alla tutela della dignità della persona nei contesti lavorativi.


Art. 7
Obiettivi del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità

Al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità in stretta ottemperanza alle priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, sono assegnati i seguenti obiettivi:

  1. Esecuzione penale: giustizia penale minorile e esecuzione penale esterna
    Attuazione dei provvedimenti penali dell’Autorità Giudiziaria. Trattamento, accoglienza, accompagnamento, assistenza socioeducativa, mantenimento dei minori e giovani adulti. Affrontare le nuove emergenze della giustizia minorile, anche attraverso l’impiego di figure professionali specialistiche per i minori stranieri non accompagnati. Implementazione, organizzazione e attuazione di interventi e progetti trattamentali con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali interessati, in special modo mediante la costituzione di comunità di tipo sociosanitario ad elevata integrazione sanitaria per offrire risposte effettive alle esigenze di minori e giovani adulti affetti da forme di disagio psichico e/o dipendenza. Diffusione della cultura della legalità per la riduzione della recidiva, la prevenzione ed il contrasto alla criminalità organizzata. Controllo sui servizi erogati dalle comunità in coordinamento con le Procure Minorili. Garantire maggiore sicurezza negli II.PP.MM. e prevenire eventi critici attraverso il rilancio dell’attività di ispezione e la specializzazione dei Reparti di Polizia Penitenziaria. Diffondere prassi omogenee negli II.PP.MM. mediante la predisposizione di un modello operativo.
    Incrementare e diversificare le opportunità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità e messa alla prova, promuovendo la stipula di convenzioni e protocolli nazionali con enti territoriali. Supportare l'ampliamento delle offerte formative e lavorative. Potenziare la collaborazione con le Regioni e con la Cassa delle Ammende per programmare e realizzare una più efficace fruizione dei servizi territoriali da parte dell’utenza, nonché per creare luoghi di residenzialità idonei all’esecuzione delle misure alternative o delle pene sostitutive. Controlli sull’esecuzione delle misure alternative alla detenzione anche con l’impiego della Polizia penitenziaria. Definizione ed attuazione delle procedure finalizzate alla formazione dell’elenco dei “CUAV” (ai sensi della L. n. 168/2023) e dell’elenco delle strutture residenziali (di cui all’art. 8 del D.L. n. 92/2024), garantendone la piena operatività.
  2. Cooperazione internazionale in materia civile minorile
    Applicazione delle Convenzioni e dei Regolamenti per i quali il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità svolge le funzioni di Autorità Centrale, attraverso il perfezionamento e il consolidamento di modelli applicativi uniformi relativi alle prestazioni di assistenza tecnica qualificata nei procedimenti concernenti la sottrazione internazionale di minori, l’esercizio del diritto di visita e la riscossione coattiva dei crediti alimentari. Intensificazione delle relazioni istituzionali e informali con le Autorità centrali estere e con gli Organi giudiziari italiani al fine di promuovere orientamenti interpretativi condivisi in relazione a norme di complessa applicazione. Rivolgere particolare attenzione ai negoziati e ai gruppi di lavoro della Conferenza de L’Aja, con specifico riferimento alle materie di diritto di famiglia.
  3. Miglioramento dell'organizzazione e della capacità amministrativa
    Assicurare la funzionalità degli Uffici e Istituti dell'Amministrazione per garantire l'attuazione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
    Prosecuzione delle attività in materia di razionalizzazione e contenimento dei consumi e di efficientamento energetico.
    Miglioramento degli ambienti detentivi e ampliamento delle disponibilità dei posti nelle strutture, anche mediante la realizzazione dei lavori di ristrutturazione negli II.PP.MM., in stretta collaborazione con il MIT.
    Sostenere i processi organizzativi connessi all’apertura e alla piena operatività degli Istituti di recente istituzione.
    Implementazione dei sistemi di sicurezza passivi innovativi.
    Razionalizzazione delle locazioni passive.
    Raggiungimento degli obiettivi legati all'utilizzo delle risorse del Fondo complementare al PNRR.
    Digitalizzazione progressiva dei processi di lavoro.
  4. Sviluppo del personale
    Impiego ottimale del personale al fine di assicurare la proficua attività istituzionale dell'Amministrazione. Assunzione di nuovo personale nell’ambito del piano triennale dei fabbisogni.
    Sviluppo di carriera e progressioni economiche.
    Mobilità territoriale. Implementazione del personale di Polizia penitenziaria a supporto delle articolazioni territoriali.
    Attuazione del lavoro agile. Azioni finalizzate al Benessere Organizzativo e alla diffusione della cultura di parità di genere.
  5. Giustizia riparativa - accompagnamento ai processi di implementazione delle disposizioni introdotte con il decreto lgs. 10 ottobre 2022, n.150 e, in particolare ai capi IV e V del titolo IV
    Assicurare il pieno avvio della giustizia riparativa.
    Coordinamento e monitoraggio nazionale dei servizi per la giustizia riparativa attraverso l'esercizio delle funzioni di programmazione delle risorse e trasferimenti finanziari agli enti locali.
    Attività di segretariato della Conferenza nazionale e delle Conferenze locali.
    Controllo e vigilanza sulle attività svolte dalla Conferenze locali e sulla tenuta dell'elenco mediatori.
    Accompagnamento all’operatività dei Centri di Giustizia riparativa con l’obiettivo di garantire l’avvio ordinato degli stessi.
    Supporto operativo e procedurale agli Enti locali per assicurare, nei Centri, il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni.
    Individuazione di buone pratiche di giustizia riparativa e di tutela delle vittime di reato attraverso studi e ricerche dedicate.


Art. 8
Obiettivi del Dipartimento per gli affari di giustizia

Al Dipartimento per gli affari di giustizia, in stretta ottemperanza alle priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, sono assegnati i seguenti obiettivi:

  1. Sviluppo e funzionamento dei servizi istituzionali del Dipartimento
    Per innalzare la qualità dell’organizzazione interna, l’Ufficio ha inteso realizzare un ruolo di raccordo interdipartimentale, con conseguente recupero di efficacia ed efficienza nel rispetto dell’obiettivo del perseguimento della rigorosa osservanza delle politiche di governo dirette al contenimento della spesa di gestione, al recupero di risorse e alla razionalizzazione delle attività di servizio. In particolare, di rilievo le attività relative alla gestione dei fondi di bilancio riguardanti: gli interventi in favore delle vittime di reato, nel solco dei principi e garanzie della Direttiva 2012/29/UE, (istitutiva di norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato), garantendo la promozione della costruzione di una rete integrata di servizi sul territorio nazionale; il rimborso delle spese legali agli imputati assolti nel processo penale si proseguirà nel perseguimento dell’obiettivo dipartimentale in continuità con i risultati conseguiti nell’esercizio finanziario 2025, il cui stanziamento sul capitolo di spesa n. 1265 p.g. 1 è stato di euro 12.255.000,00; Innovazione organizzativa e tecnologica. La struttura amministrativa è stata ridisegnata valorizzando la fungibilità delle risorse umane in funzione di una migliore circolarità di saperi e condivisione di informazioni utili per la qualità dei servizi interni; Biblioteca Centrale Giuridica: è tra gli istituti depositari dei documenti stampati e dei documenti su supporto informatico pubblicati in Italia in materia giuridica (D.P.R. 252/2006 attuativo della L. 106/04). Nel 2025 è proseguita l’attività istituzionale intesa alla dematerializzazione del cospicuo patrimonio librario; Gazzetta Ufficiale e Bollettino Ufficiale , in tale ambito l’Ufficio assolve ex lege ai complessi adempimenti per la pubblicazione sul Giornale Ufficiale dello Stato italiano degli atti approvati dal Parlamento nazionale, dal Governo e dalle Amministrazioni pubbliche; Attività di monitoraggio, in relazione agli specifici compiti di studio e proposta di interventi normativi nei settori di competenza svolge una serie di attività di monitoraggio e raccolta di dati organizzativi e giudiziari; Rafforzamento della Cooperazione giudiziaria internazionale che risulta una priorità politica di carattere strategico;
    Gli accordi bilaterali in materia di cooperazione giudiziaria (Stati esteri, Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale).
    Eurojust - Rete Giudiziaria Europea in materia penale e civile e commerciale (European Judicial Network in civil and commercial matters);
    Organizzazione e digitalizzazione (obiettivo fissato dal PNRR) : è fervidamente proseguito il processo di digitalizzazione delle procedure di lavorazione degli atti;
    razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per spese di giustizia di cui al dpr n. 115/02 al fine di assicurare un periodico monitoraggio della relativa spesa.
    Recupero delle spese e delle pene di giustizia: La Direzione Affari Interni si occupa del recupero dei crediti relativi alle spese e alle pene di giustizia attraverso la Convenzione in materia di Crediti di Giustizia stipulata con Equitalia Giustizia S.p.A.; Recupero spese del contributo Unificato: la Direzione Generale degli affari interni del Dipartimento per gli affari di giustizia ha fornito agli uffici giudiziari alcune indicazioni operative volte a superare incertezze interpretative; mediazione civile, il Dipartimento ha dato attuazione anche alla normativa sugli organismi ADR per la risoluzione delle controversie in materia di consumo, come previsto dal codice del consumo (d. lgs. n. 206/2005). Adozione delle iniziative tese alla riduzione dei tempi di pagamento delle spese relative alle prestazioni funzionali di intercettazione, al fine di scongiurare procedure di infrazione da parte dell’Unione europea.
  2. Gestione del contenzioso civile di cui alla legge pinto
    Dal 1° gennaio 2025 ha avuto avvio il progetto straordinario Pintopaga, inserito nella legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Il pregresso debito ex lege Pinto è stato ridotto ad euro 273.259.481,28.
    Si tratta di una riduzione del 30,75% molto elevata rispetto agli anni precedenti.
    Altro risultato raggiunto è costituito dal miglioramento della gestione del settore contenzioso non Pinto attraverso la riduzione dei tempi di pagamento.
  3. Libere professioni, funzionamento albi e vigilanza ordini professionali
    Settore notariato: In tale ambito, l’ufficio si occupa:
    1. dell’accesso alla professione notarile;
    2. dell’assegnazione delle sedi ai notai in esercizio nei concorsi, per titoli, per trasferimento;
    3. dei provvedimenti concernenti il collocamento a riposo dei notai per raggiunti limiti di età o su domanda;
    4. delle eventuali richieste di riammissione all’esercizio della professione;
    5. della conservazione delle pronunce disciplinari emesse nei confronti dei notai dai competenti organi.
    Ulteriore competenza è quella dell’esercizio del potere di vigilanza sull’ordine dei notai,
    Il Ministero della giustizia esercita, inoltre, la vigilanza e l’alta vigilanza su 17 Ordini e Collegi professionali. Tale attività si concretizza in interventi volti a verificare il regolare funzionamento degli ordini e collegi nelle loro articolazioni, costituite dai Consigli nazionali e territoriali.
    La funzione di vigilanza, tuttavia, è stata declinata anche in ottica proattiva, fornendo attività di supporto e chiarificatrice agli ordini e per orientare, sotto varie sfaccettature, l’azione amministrativa al rispetto del parametro della legalità.


Art. 9
Obiettivi della Direzione generale dell’Ufficio centrale degli Archivi notarili

Alla Direzione generale dell’Ufficio centrale degli Archivi notarili, in stretta ottemperanza alle priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, è assegnato il seguente obiettivo:

  1. Incremento del livello di efficienza attraverso l’adozione di strumenti di innovazione tecnologica in materia informatica e telematica per il miglioramento dei servizi interni e rivolti all’utenza e delle modalità di conservazione dei documenti.


Art. 10
Obiettivi della funzione dirigenziale generale per la valutazione delle politiche pubbliche e la revisione della spesa

Al Direttore generale per la valutazione delle politiche pubbliche e la revisione della spesa, incardinato nell’ambito dell’Ufficio di Gabinetto del Ministro, sono assegnati i seguenti obiettivi:

  1. Fornire al vertice politico adeguati documenti per l’analisi, la valutazione delle politiche pubbliche e delle proposte legislative di competenza del Ministero, supportando, altresì, la fase di iniziativa normativa e regolamentare attraverso la valutazione tecnico-finanziaria delle singole disposizioni e garantendo il necessario supporto tecnico per la definizione degli interventi da inserire nella manovra di finanza pubblica e curando il coordinamento delle interlocuzioni con le amministrazioni competenti e gli uffici parlamentari.
  2. Assicurare il coordinamento, la gestione e lo sviluppo dei progetti inseriti nei Piani triennali di analisi e valutazione della spesa del Ministero della giustizia, finalizzati a migliorare la capacità di governo della stessa ed a garantire una migliore programmazione e gestione ottimale delle risorse finanziarie.
  3. Coadiuvare il vertice politico negli interventi finalizzati al conseguimento degli obiettivi di revisione della spesa attuati dalle articolazioni ministeriali attraverso attività di analisi e valutazione della spesa dirette all’efficientamento delle procedure attraverso processi organizzativi in grado di interagire con le procedure di formazione del bilancio e con il ciclo della performance;
  4. Promuovere ed elaborare, nell’ambito dei processi organizzativi di efficientamento e revisione della spesa - ivi comprese le procedure relative ai progetti inseriti nei Piani triennali di analisi e valutazione della spesa del Ministero della giustizia - studi e proposte metodologiche avvalendosi anche di accordi di collaborazione e convenzioni con altri soggetti istituzionali e con esperti nella materia della valutazione delle politiche pubbliche.
  5. Curare la raccolta e l’aggregazione dei dati contabili e finanziari di bilancio dei principali settori di spesa, monitorando le entrate derivanti dai servizi e dagli adempimenti istituzionali ai fini delle procedure di riassegnazione in bilancio.
  6. Predisporre la programmazione finanziaria, la definizione delle variazioni di bilancio e la ripartizione dei fondi di riserva e del Fondo unico giustizia, con verifica anche dei bilanci e dei rendiconti degli enti vigilati dal Ministero della Giustizia nonché gestire gli adempimenti relativi all’applicazione delle leggi di spesa e quelli connessi alla verifica sull’affidabilità delle scritture contabili e dei dati di rendiconto.


Art. 11
Obiettivi della Direzione generale dell’Unità di missione per l’attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Alla Direzione generale dell’Unità di missione per l’attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono assegnati i seguenti obiettivi:

  1. Gestire tempestivamente le attività di rendicontazione connesse con la chiusura del PNRR e lo svolgimento dei relativi controlli da parte della Commissione Europea e degli organismi nazionali ed europei;
  2. Comunicare tempestivamente all’Ufficio di Gabinetto ogni eventuale criticità derivante dall’attuazione del Piano, garantendo il costante aggiornamento sulle attività svolte e sugli atti emanati, per la necessaria informativa all’Organo politico e per l’eventuale adozione di provvedimenti integrativi o correttivi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi PNRR;
  3. Assicurare il raccordo tra le strutture interne ed esterne all’Amministrazione preposte all’attuazione delle linee di intervento del PNRR e degli interventi previsti dal Piano complementare, con la Struttura di Missione per il PNRR della Presidenza del Consiglio dei ministri, con l’Ispettorato Generale per il PNRR del Ministero dell’Economia e delle Finanze e con tutti i soggetti istituzionali coinvolti;
  4. Assicurare la visibilità dei finanziamenti ottenuti e dei risultati raggiunti nell’ambito del PNRR, diffondendo attraverso l’apposita sezione del sito del Ministero informazioni coerenti, efficaci e proporzionate, destinate a pubblici diversi, tra cui i media e il vasto pubblico.


Art. 12
Pianificazione strategica in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza

In attuazione delle previsioni di cui alla legge n. 190 del 2012, il Responsabile PCT indica, con il presente documento, la propria linea d’azione per l’anno in corso.

Gli obiettivi strategici relativi alla prevenzione della corruzione e alla trasparenza sono stati definiti in coerenza con le strategie descritte nell’Atto di indirizzo politico per il 2026 dell’On. Ministro e con il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028.

L’Atto di indirizzo individua la promozione della trasparenza amministrativa, la prevenzione della corruzione, la misurazione e la valutazione delle performance come priorità trasversali. Il fine di tutte le attività individuate dal RPCT a supporto e in collaborazione stretta con le articolazioni ministeriali, è quello di garantire che l’intera azione amministrativa condotta dagli organi centrali e da tutti gli uffici giudiziari e gli istituti penitenziari si mantenga allineata a principi di imparzialità e trasparenza.

L’impegno profuso negli anni dal Ministero della Giustizia per adeguare le strutture e l’azione amministrativa alla normativa in materia di prevenzione della corruzione è stato guidato dalla consapevolezza che un sistema organizzativo conforme ai principi di legalità e trasparenza contribuisce al corretto funzionamento dell’amministrazione e al benessere complessivo di cittadini e imprese.

In tale solco, e nel perseguimento dei medesimi principi, si inserisce la strategia di azione per il 2026 del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.

Proseguirà, pertanto, l’attività tesa a promuovere la cultura della trasparenza e dell’integrità presso tutte le strutture centrali del Ministero e tutte quelle sul territorio. Utilizzando gli strumenti propri della funzione, il RPCT svolgerà in modo proattivo il ruolo di indirizzo e vigilanza, affinché tutte le strutture della Giustizia diano concreta attuazione alle misure di prevenzione della corruzione e di trasparenza previste dal PIAO 2026-2028.

Nello svolgimento di tale ruolo, il RPCT e l’ufficio che lo supporta prediligeranno un approccio di tipo collaborativo nell’interazione con le altre articolazioni ministeriali e con i referenti distrettuali.

Come già è avvenuto finora, il Responsabile PCT sarà a fianco dell’Amministrazione per affrontare in maniera condivisa le questioni interpretative e applicative delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza, e per favorire il lavoro di tutti con indicazioni e buone pratiche.

Essenziale per il fine che ci si prefigge, è che, dopo essere state predisposte, le misure per la prevenzione della corruzione – che includono anche iniziative per la performance organizzativa degli uffici - siano monitorate affinché trovino effettiva applicazione, innovando, in uno, la cultura che permea l’azione amministrativa.

Nello specifico, nel 2026 l’azione del RPCT seguirà da vicino l’attuazione delle misure che rientrano fra le priorità individuate dal ridetto Atto del Ministro per l’anno in corso:

  • valorizzazione delle risorse umane, anche tenendo conto delle prossime assunzioni;
  • potenziamento dei processi di digitalizzazione e di innovazione tecnologica, in particolare con riferimento all’adozione di piattaforme informatiche in ottemperanza alla normativa in materia di contratti pubblici e trasparenza;
  • gestione del patrimonio immobiliare, in specie in fase di completamento degli interventi di miglioramento ed efficientamento energetico attraverso i fondi PNRR e PNC, dell’edilizia giudiziaria e penitenziaria.

Con riferimento all’ultimo punto, il RPCT proseguirà, in stretta connessione con l’Unità di Missione per l’attuazione degli interventi del PNRR e in conformità alle indicazioni dell’ANAC, il monitoraggio o degli interventi finanziati con il PNRR, PNC e Fondo Complementare fino alla loro conclusione prevista per il 30 giugno, al fine di garantire che l’esecuzione dei rispettivi contratti sia portata a termine al riparo da casi di frode, conflitti d’interesse e corruzione.

L’azione di monitoraggio avrà, inoltre, ad oggetto le procedure ad evidenza pubblica, i concorsi, la gestione dei conflitti d’interesse, le situazioni di inconferibilità e incompatibilità delle posizioni, coerentemente con i più recenti indirizzi dell’Autorità anticorruzione (PNA 2026-2028). Le richieste di accesso civico semplice e generalizzato e di riesame trovano e troveranno, come di consueto, adeguata attenzione, nella consapevolezza della particolare rilevanza, anche a fini di stimolo di un’azione amministrativa più efficiente e trasparente, può essere svolta dalle istanze provenienti dalla cittadinanza.

A tutti i titolari dei centri di responsabilità amministrativa sono assegnati i seguenti obiettivi:

  1. attuazione delle misure di prevenzione della corruzione e di contrasto alla maladministration programmate nella sottosezione 2.3 “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) 2026- 2028;
  2. monitoraggio sulle azioni programmate allo scopo di prevenire, individuare e contrastare i casi di frode, corruzione e conflitti di interessi, anche con riferimento allo stato di avanzamento del processo riformatore in atto relativamente agli impegni assunti con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltre che agli interventi realizzati con fondi afferenti allo stesso PNRR, e più in generale, in ossequio alle prescrizioni del codice dei contratti pubblici, nelle fasi sia di aggiudicazione che di esecuzione dei contratti;
  3. miglioramento dei livelli di efficienza ed efficacia dell’amministrazione della giustizia;
  4. perseguimento di obiettivi di imparzialità, trasparenza ed efficienza, al fine di prevenire sprechi di risorse ed orientare correttamente l’azione amministrativa;
  5. valorizzazione delle risorse umane, incluse quelle acquisite mediante nuove assunzioni ed a seguito di stabilizzazione dei rapporti di lavoro esistenti;
  6. potenziamento dei processi di digitalizzazione e di innovazione tecnologica, anche con riferimento all’individuazione, per la successiva adozione, di piattaforme informatiche che soddisfino la normativa in materia di contratti pubblici e trasparenza.


Art. 13
Responsabile della protezione dei dati

Al Responsabile della protezione dei dati sono assegnati i seguenti obiettivi:

  1. informare e fornire consulenza al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento, nonché ai dipendenti che eseguono il trattamento in merito agli obblighi derivanti dal RGPD, nonché da altre disposizioni nazionali o dell’Unione relative alla protezione dei dati;
  2. sorvegliare l’osservanza del RPGD RGPD, di altre disposizioni nazionali o dell’Unione relative alla protezione dei dati nonché delle politiche del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento in materia di protezione dei dati personali, compresi l’attribuzione delle responsabilità, la sensibilizzazione e la formazione del personale che partecipa ai trattamenti e alle connesse attività di controllo;
  3. fornire se richiesto un parere in merito alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e sorvegliarne lo svolgimento ai sensi dell’articolo 35 del RGPD;
  4. cooperare con il Garante per la protezione dei dati personali;
  5. fungere da punto di contatto con il Garante per la protezione dei dati personali per questioni connesse al trattamento, tra cui la consultazione preventiva di cui all’articolo 36 del RGPD ed effettuare, se del caso, consultazioni relativamente a qualunque altra questione;
  6. tenere il registro delle attività di trattamento.


Art. 14
Monitoraggio e valutazione della programmazione strategica

Il monitoraggio dell’attuazione degli obiettivi contenuti nella presente Direttiva e di quelli operativi definiti nel Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 di questo Ministero verrà effettuato dall’Organismo indipendente di valutazione in collaborazione con i centri di responsabilità, sulla base della metodologia illustrata nel Sistema di misurazione e valutazione della performance del D.M. 23 dicembre 2021.


Art. 15
Riprogrammazione degli obiettivi

Qualora nel corso del 2026 dovessero entrare in vigore provvedimenti normativi che comporteranno l’assegnazione di ulteriori obiettivi o la modifica di quelli esistenti, oppure si determinasse la necessità di procedere ad una riprogrammazione degli obiettivi, i titolari di ciascun C.R.A. dovranno inviare al Gabinetto del Ministro una proposta motivata di modifica della presente Direttiva e del correlato Piano integrato di attività e organizzazione.

I C.R.A. interessati potranno procedere alla riprogrammazione a seguito dell’avvenuta approvazione della proposta da parte del Ministro.

La Direttiva è trasmessa alla Corte dei conti, Ufficio di controllo degli atti del Ministero della Giustizia.

Roma, 27 febbraio 2026

Il Ministro
Carlo Nordio

Il documento è in corso di Registrazione alla Corte dei Conti

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