Atto di indirizzo per l'anno 2026

aggiornamento: 29 dicembre 2025

Il Ministro della Giustizia

ATTO DI INDIRIZZO POLITICO - ISTITUZIONALE

PER L'ANNO 2026

 

Il presente Atto di indirizzo definisce le priorità politiche che il Ministero intende realizzare nel corso dell’anno 2026, in coerenza con l’azione di Governo e con i principali strumenti di programmazione economico-finanziaria, quali il Documento programmatico di finanza pubblica e il Piano Strutturale del Bilancio di medio termine, introdotti dalla nuova Governance economica europea. Le linee di intervento ministeriali si svilupperanno altresì nel quadro delle Raccomandazioni specifiche formulate all’Italia dalla Commissione Europea nel settore della giustizia e, in tal senso, proseguirà l’attuazione delle riforme e degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), al fine di ridurre arretrato e tempi dei procedimenti civili e penali, nell’ottica di un generale processo di recupero di efficienza del sistema giustizia e di competitività del Paese.

L’efficientamento del servizio giustizia sarà attuato mediante la prosecuzione di mirate politiche di programmazione della spesa e di nuovi e specifici piani di investimento, finalizzati alla valorizzazione e all’implementazione delle risorse umane, al potenziamento dei processi di digitalizzazione e di innovazione tecnologica, alla gestione ottimale del patrimonio immobiliare e delle risorse materiali, alla semplificazione e miglioramento della gestione dell’esecuzione penale e della giustizia minorile e di comunità, all’innalzamento della qualità del servizio offerto alla collettività, nonché al rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale. Tali direttrici costituiscono un supporto imprescindibile per garantire un’attività giurisdizionale tempestiva, efficiente e di qualità e, dunque, pienamente conforme ai principi di cui agli articoli 27, 110 e 111 della Costituzione, nel rispetto dei vincoli di bilancio. A seguito del pieno raggiungimento di tutte le milestone e dei target stabiliti dal PNRR nel corso del 2025, il Ministero della giustizia si impegnerà a completare le riforme e gli investimenti di propria competenza entro il termine del 30 giugno 2026. In particolare, relativamente alle riforme del processo civile e penale e all’investimento in capitale umano, il Ministero assicurerà il perseguimento dei target di riduzione del 90% delle pendenze civili e di riduzione del disposition time civile (-40%) e penale (-25%), monitorando costantemente gli effetti delle misure straordinarie introdotte nel 2025. Relativamente agli interventi previsti dal PNRR in materia di edilizia giudiziaria, il Ministero porterà a termine la riqualificazione di almeno 289.000 mq entro marzo 2026, garantendo la puntuale esecuzione di tutti gli adempimenti richiesti dalla Commissione Europea e dagli organi nazionali ed europei di controllo e di audit.

Nell’ambito dell’organizzazione ministeriale, il ruolo dell’Ispettorato generale sarà determinante nell’attuazione delle prerogative istituzionali, fornendo supporto essenziale alle attività di verifica ispettiva, sia ordinaria che straordinaria, presso gli uffici giudiziari, attività finalizzate, tra l’altro, alla valutazione della performance organizzativa degli uffici in relazione agli obiettivi del PNRR e allo sviluppo di strumenti applicativi per il controllo di gestione, sia in ambito civile che nel settore disciplinare.
Particolare attenzione sarà rivolta ai processi di analisi, valutazione e revisione della spesa per garantire una programmazione più efficace e una gestione ottimale delle risorse finanziarie, con il potenziamento della Struttura di missione incardinata presso il Gabinetto. Tali attività saranno svolte in collaborazione con le competenti articolazioni del Ministero e con la Ragioneria Generale dello Stato e proseguiranno nel corso del prossimo triennio attraverso la realizzazione di tre progetti strategici su aree di spesa selezionate e condivise con l’organo politico.
In tale contesto saranno adottate tutte le iniziative, anche straordinarie, per garantire il rispetto dei tempi di pagamento delle fatture commerciali e per ridurre definitivamente lo stock di debiti pregressi, con particolare attenzione ai settori delle spese di giustizia e degli indennizzi della legge “Pinto”, proseguendo lungo il percorso delle esperienze progettuali già avviate che hanno prodotto risultati assai positivi.

Il 2026 sarà anche l’anno di concreto avvio del nuovo modello di “Giustizia riparativa” – quale istituto finalizzato a dare centralità alla vittima e alla riparazione delle conseguenze dannose del reato - al termine di un complesso percorso normativo, amministrativo e organizzativo, che ha richiesto quasi quattro anni di impegno da parte del Ministero e che, d’intesa con Regioni, Province e Comuni distribuiti su tutto il territorio nazionale, consentirà l’apertura e il funzionamento di 36 Centri per la giustizia riparativa, così da assicurare i relativi servizi a tutti i cittadini.
Nel corso del 2026 un focus particolare sarà dedicato, altresì, all’attuazione del Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo, approvato nel 2024 dal Parlamento e dalla Commissione Europea, quale strumento che mira a gestire i flussi migratori in modo rapido, efficace e rispettoso dei principi costituzionali e del diritto internazionale attraverso una direttiva e nove regolamenti che entreranno in vigore in tutti gli Stati membri il 12 giugno 2026.

Nell’ottica dell’efficientamento del sistema giudiziario e al fine di fornire risposte adeguate ai professionisti che operano in stretta collaborazione con l’autorità giudiziaria, abbiamo predisposto un nuovo regolamento che rivede il sistema dei compensi agli ausiliari del giudice, atteso da oltre vent’anni e più volte sollecitato dalla Corte costituzionale. Lo schema di regolamento, trasmesso a giugno 2025 alla Ragioneria Generale dello Stato, è attualmente in attesa della bollinatura.
Parallelamente sarà fondamentale mantenere alta l’attenzione sulle priorità trasversali, quali la promozione della trasparenza amministrativa, la prevenzione della corruzione, la misurazione e la valutazione delle performance finalizzata alla valorizzazione del merito.

Le principali direttrici per la programmazione strategica per l’anno 2026, in piena coerenza con la pianificazione economico-finanziaria generale, saranno articolate secondo le seguenti declinazioni.

  1. Valorizzazione delle risorse umane

    Il programma di valorizzazione del personale proseguirà attraverso una pluralità di politiche di supporto alla giurisdizione, che comprendono l’ampliamento delle piante organiche sia del personale amministrativo che della magistratura, inclusa quella onoraria. Saranno definite e portate avanti le procedure assunzionali già avviate, con l’obiettivo di innalzare i livelli di formazione e di professionalità di tutto il personale.
    In tal senso, il Ministero intende consolidare la strategia di rafforzamento delle risorse umane, potenziando i processi di reclutamento e prevedendo concorsi che saranno organizzati con regolarità, in tempi rapidi e mediante modalità telematiche al fine di colmare tempestivamente le scoperture d’organico e assicurare la piena operatività degli uffici giudiziari.
    Per quanto riguarda il personale di magistratura ordinaria, il Ministero concluderà entro maggio 2026 le prove orali relative al concorso a 400 posti di magistrato ordinario, indetto con DM 8.04.2024 rivolto ai candidati che hanno superato le prove scritte. Parallelamente saranno completate le correzioni degli elaborati consegnati dai 3.279 candidati al concorso per 350 posti di magistrato ordinario, indetto con DM 10.12.2024 e si procederà con l’avvio delle prove orali. E’ stato infine bandito con D.M. 22.10.2025 un nuovo concorso per 450 posti di magistrato ordinario, le cui prove scritte si svolgeranno nel corso dell’anno 2026, così da completare la copertura integrale della dotazione organica complessiva dei magistrati.
    In merito alla revisione della dotazione organica del personale di magistratura, l’art. 2, comma 1, lett. m) e l’art. 5 della legge 9 agosto 2024 n. 114 hanno previsto rispettivamente la composizione collegiale del giudice per le indagini preliminari nei casi di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere e il conseguente incremento della dotazione organica del personale di magistratura di 250 unità da destinare alle funzioni giudicanti di primo grado.
    Sulla scorta di tali disposizioni, si procederà, quindi, alla ripartizione delle unità aggiuntive tra gli uffici giudiziari interessati, secondo un progetto nazionale che tenga conto delle esigenze funzionali e dell’entrata in vigore, prevista per fine agosto 2026, delle nuove disposizioni sulla competenza collegiale del GIP in materia di custodia cautelare in carcere.
    Il 2026 vedrà inoltre l’attuazione delle disposizioni contenute all’articolo 8 del decreto-legge 8 agosto 2025, n.117, finalizzate ad adeguare di 58 unità l’organico della magistratura ordinaria e degli uffici di sorveglianza, destinate alle sempre più gravose attività connesse al controllo dell’esecuzione delle pene e alla tutela dei diritti delle persone detenute o soggette a misure restrittive della libertà personale.
    Proseguirà il percorso di attuazione della riforma organica della magistratura onoraria, anche in risposta alle sollecitazioni europee, al fine di valorizzarne il ruolo strategico all’interno del sistema giudiziario. Sono già in corso attività di analisi, approfondimento e predisposizione di ulteriori interventi normativi e attuativi necessari per dare un definitivo assetto organizzativo, funzionale ed economico alla categoria.
    A seguito delle ultime modifiche normative introdotte con la legge 15 aprile 2025, n. 51 e dell’immissione in servizio dei nuovi giudici onorari e viceprocuratori onorari, si è provveduto, altresì, ad uniformare la gestione del personale di magistratura onoraria alla generalità dei dipendenti del Ministero della giustizia, mediante l’istituzione presso l’Ufficio del Capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, di un Ufficio dedicato alle competenze in materia di status giuridico ed economico della magistratura onoraria. Contestualmente si sta procedendo al superamento progressivo dell’attuale software di gestione della magistratura onoraria, integrando la gestione del personale di magistratura onoraria all’interno del Sistema Unitario del Personale del Ministero della giustizia (SUP). Tale migrazione consentirà di ottimizzare i processi lavorativi e di standardizzare le procedure gestionali, garantendo maggiore efficienza e uniformità operativa.
    Per quanto riguarda il personale amministrativo, sarà garantito la definizione tempestiva delle procedure concorsuali previste dai programmi assunzionali già deliberati e finanziati. Inoltre, verrà dato impulso agli interpelli e alle progressioni economiche con l’obiettivo di favorire il benessere organizzativo e la produttività lavorativa. In questo modo, si consoliderà la politica di rafforzamento del personale e si renderà strutturale la presenza delle diverse figure professionali assunte nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, valorizzando i risultati ottenuti in termine di abbattimento dell’arretrato civile e penale e di riduzione dei rispettivi tempi procedimentali.
    Nell’ambito della più ampia programmazione assunzionale e per assicurare la continuità del percorso di innovazione e efficientamento avviato dagli Uffici Giudiziari, uno dei principali obiettivi per l’anno 2026 sarà la stabilizzazione di 6.000 unità di personale P.N.R.R, già assunte a tempo determinato tramite le procedure concorsuali previste dal Decreto-legge n. 80/2021. In conformità al quadro normativo vigente, successivamente modificato dal Decreto-legge n. 19/2024, dalla legge n. 207/2024 e dal Decreto-legge 25/2025, l’Amministrazione giudiziaria avvierà quanto prima, la procedura comparativa necessaria per selezionare le unità da stabilizzare a partire dal 1° luglio 2026. La stabilizzazione di 6.000 unità sarà possibile grazie a specifici finanziamenti ottenuti per le assunzioni in deroga, all’ampliamento della dotazione organica nelle aree dei funzionari e degli assistenti, nonché all’esito di un’attenta rimodulazione delle piante organiche e a una gestione strategica dei budget assunzionali.
    In ambito penitenziario si continuerà a consolidare la politica di valorizzazione del capitale umano e promuovere un ambiente di lavoro orientato al benessere organizzativo, attraverso investimenti significativi in progressioni economiche e concorsi regolari. Sarà completata la copertura delle piante organiche del personale della carriera dirigenziale penitenziaria, del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Comparto funzioni centrali, mantenendo elevati standard formativi sia per il personale neoassunto che per quello già in servizio.
    Sul fronte del benessere organizzativo proseguiranno, altresì, le attività connesse all’attuazione delle misure introdotte dall’articolo 23 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, recante “Incentivi per gli uffici giudiziari per il conseguimento degli obiettivi stabiliti dal P.N.R.R.”, in attuazione della milestone M1C1-37 bis. Nel corso del 2026 si completeranno le attività attuative della misura, con particolare attenzione alla definizione dei criteri di ripartizione delle risorse relative all’annualità 2025 e al monitoraggio dell’efficacia del sistema di incentivi rispetto agli obiettivi di riduzione dell’arretrato civile e del disposition time.
    Le politiche del personale saranno ulteriormente arricchite con nuove iniziative di formazione volte a favorire la diffusione dei nuovi sistemi informativi e più in generale l’ampliamento di competenze digitali e linguistiche, con l’obiettivo di innalzare progressivamente la qualità del servizio giustizia.
    Tali iniziative verranno gestite centralmente e realizzate dalle Scuole di formazione del personale dell’Amministrazione giudiziaria in collaborazione con la rete dei referenti distrettuali per la formazione del personale amministrativo.

  1. Digitalizzazione, innovazione tecnologica e I.A.

    La digitalizzazione della giustizia, già avviata e concepita come un processo strutturale di lungo periodo, comporta un profondo cambiamento culturale e organizzativo, richiedendo un approccio integrato e trasversale. Nel settore civile, la riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti sarà ottenuta mediante l’aggiornamento del Processo Civile Telematico (PCT) e lo sviluppo di nuovi applicativi a supporto delle attività giurisdizionali e di cancelleria. Nel settore penale, sarà prioritario completare la digitalizzazione dei flussi, estendendola al secondo grado di giudizio. Già attuata la completa digitalizzazione del procedimento penale di primo grado fino all'atto conclusivo attraverso il "Portale delle Notizie di Reato" (PNR), il "Portale dei Depositi Penali" (PDP) e l'Applicativo Processo Penale" (APP), con l'obiettivo di rendere le piattaforme interoperabili tra loro.
    Il processo di digitalizzazione sarà ulteriormente rafforzato dal potenziamento dei servizi di supporto territoriale e specialistico, da interventi di manutenzione correttiva, evolutiva e adeguativa e dallo sviluppo applicativo del progetto di reingegnerizzazione del sistema informativo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e delle procure distrettuali. Sul piano infrastrutturale e tecnico, le priorità includono il rafforzamento della sicurezza informatica, la riduzione delle vulnerabilità rispetto agli attacchi cyber, la protezione dei dati sensibili, il miglioramento della connettività degli uffici giudiziari, la migrazione verso soluzioni cloud, il completamento delle aule di multi-videoconferenza per i procedimenti penali e l’approfondimento delle interazioni tra intelligenza artificiale e giurisdizione. In particolare, puntiamo all’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale a supporto di magistrati e personale amministrativo, al fine di potenziare le funzioni giurisdizionali e organizzative, garantire la piena interoperabilità con gli applicativi ministeriali e migliorare la qualità e la sicurezza delle banche dati giudiziarie e delle funzioni amministrative.
    La digitalizzazione rappresenta un elemento abilitante fondamentale per la produzione di statistiche aggiornate e di elevata qualità, indispensabili per il monitoraggio delle performance e il miglioramento complessivo del servizio giustizia.
    In tale prospettiva verrà incentivato lo sviluppo di innovazioni tecnologiche applicate alla gestione dei processi organizzativi e procedimentali, consolidando la funzionalità delle piattaforme digitali per garantire l’accesso sicuro da remoto.
    Tra gli obiettivi strategici per il 2026, in linea con le priorità legate alla digitalizzazione dei servizi, sono da includere anche quelli dell’Amministrazione degli Archivi Notarili, incardinata presso il Ministero della giustizia. Proseguirà, infatti, la realizzazione di progetti innovativi basati sull’utilizzo di piattaforme telematiche, con l’obiettivo di innalzare il livello dei servizi garantiti ai cittadini, ai professionisti e alle imprese. Nei rapporti con l’utenza, sarà realizzata una banca dati nazionale che raccoglierà le informazioni contenute nelle annotazioni dei repertori notarili degli atti tra vivi, dell’ultima volontà e dei protesti. Questo strumento faciliterà le ricerche e garantirà una tempestiva acquisizione delle richieste di iscrizione al Registro Generale dei Testamenti (R.G.T.), assicurando l’affidabilità delle certificazioni rilasciate dal Registro.
    Nel 2026, infine, proseguirà l’interlocuzione tra i diversi dipartimenti, con l’adozione di nuove modalità di pagamento per l’utenza per l’accesso ai servizi della giustizia, come il sistema pagoPA, finalizzate alla semplificazione e all’efficienza tramite gli strumenti di ICT.

  1. Riqualificazione del patrimonio immobiliare e ottimizzazione delle risorse materiali

    In materia di riqualificazione del patrimonio immobiliare, sarà implementato un piano di interventi finalizzato a rendere gli spazi destinati all’amministrazione della giustizia maggiormente funzionali, moderni, sostenibili sotto il profilo ambientale ed energetico, nonché pienamente accessibili e sicuri.
    Nell’ottica di perseguire una crescente efficienza logistica e un progressivo contenimento della spesa pubblica, saranno avviate attività di individuazione di immobili da acquisire al patrimonio dello Stato, unitamente a iniziative volte a valorizzare e ottimizzare l’utilizzo degli edifici esistenti, riducendo il ricorso a locazioni onerose.
    Particolare attenzione sarà posta anche all’attività di c.d. “rifunzionalizzazione” delle strutture, incluse quelle demaniali, con l’obiettivo di recuperare e valorizzare edifici storici e riqualificare quelli esistenti, anche in termini di razionalizzazione degli spazi, di efficienza energetica e di efficienza logistica.
    Per quanto concerne l’edilizia penitenziaria il Ministero si propone di rendere sempre più moderni e sicuri i luoghi destinati alla giustizia, ottimizzando la gestione del patrimonio immobiliare. Proseguirà, in tal senso, l’attuazione degli interventi previsti dal programma del Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, finalizzati all’ampliamento della capacità ricettiva di 21 istituti penitenziari mediante la realizzazione di nuove strutture (padiglioni e moduli detentivi), il ripristino delle camere detentive attualmente inagibili che necessitano di manutenzione straordinaria e la creazione di una piattaforma per il censimento e la gestione degli asset di edilizia penitenziaria. La consegna e la messa in funzione dei manufatti consentiranno di incrementare la capienza ricettiva detentiva, così contribuendo alla riduzione del fenomeno del sovraffollamento. Tali interventi sono orientati ad allineare gli spazi trattamentali agli standard europei e internazionali, favorendo ambienti più vivibili, sicuri e rispettosi della dignità e dei diritti fondamentali, con effetti positivi sia sulla vita dei detenuti che sulla sicurezza della collettività.
    Parallelamente si provvederà alla riqualificazione di alloggi di servizio e delle caserme, nonché alla modernizzazione delle strutture penitenziarie attraverso la costruzione di nuovi padiglioni e di istituti ad elevata azione trattamentale. Particolare rilievo sarà attribuito all’efficientamento energetico, con l’obiettivo congiungo di risparmiare risorse e promuovere la sostenibilità ambientale. Anche per l’edilizia giudiziaria, continueranno gli interventi di adeguamento strutturale e impiantistico degli edifici destinati a uffici giudiziari, con particolare attenzione alla normativa antincendio.
    Per quanto riguarda gli Archivi notarili, in relazione agli specifici compiti istituzionali, proseguirà la ricerca di immobili di proprietà, al fine di ridurre le spese sostenute per locazioni passive sostenute da alcuni Archivi Notarili.
    Tutti questi ambiti di intervento richiederanno un’azione rafforzata di prevenzione della corruzione e dell'illegalità. Sarà quindi potenziata l’attività di vigilanza sull’attuazione delle misure contenute nel Piano di prevenzione della corruzione, nonché la pubblicazione degli atti relativi ai processi di acquisizione di beni, servizi e forniture nella banca dati prevista dalla normativa vigente.

  1. Esecuzione penale tra sicurezza e dignità

    Nel quadro del processo di efficientamento dell’amministrazione della giustizia s’inserisce un piano di azione volto a semplificare e migliorare la gestione dell’esecuzione penale, corredato da percorsi formativi specifici per accompagnare il cambiamento, secondo un approccio strutturato e flessibile. In particolare, l’azione sarà orientata a promuovere l’inclusione sociale delle persone sottoposte a esecuzione penale, sia attraverso il rafforzamento della capacità istituzionale dell’amministrazione e il coordinamento con gli enti territoriali, sia mediante il potenziamento dei settori preposti alla sicurezza degli istituti penitenziari, al fine di favorire lo svolgimento e la diversificazione delle attività trattamentali, la riqualificazione professionale e il reinserimento socio-lavorativo. Per il conseguimento di una maggiore efficienza del sistema dell’esecuzione penale, risultano essenziali il completamento della riorganizzazione e la copertura delle piante organiche, nonché l’implementazione dei sistemi di sicurezza, attraverso l’incremento delle misure di controllo e videosorveglianza, l’ammodernamento tecnologico degli apparati, l’introduzione di sistemi anti-droni e di altri strumenti tecnologici di prevenzione e difesa. L’innalzamento dei livelli di sicurezza sarà perseguito anche mediante interventi mirati all’ammodernamento delle dotazioni strumentali per il Gruppo di Intervento Operativo e per tutte le specializzazioni del Corpo di polizia penitenziaria. Sarà, inoltre, avviato un piano di razionalizzazione dei circuiti e dei regimi speciali di detenzione, in funzione del grado di pericolosità dei detenuti, con particolare attenzione alla gestione dei soggetti appartenenti al circuito dell’Alta Sicurezza e sottoposti al regime di cui all’articolo 41-bis O.P. In tale ambito, è prevista la riqualificazione degli istituti penitenziari per garantire la separazione di coloro che sono sottoposti a tale regime mediante la destinazione a istituti esclusivamente dedicati o a sezioni speciali logisticamente separati dal resto della struttura e custodite da reparti specializzati della polizia penitenziaria.
    Sul versante dell’esecuzione penale, si riconosce come prioritaria la realizzazione di un sistema fondato sulla valorizzazione del lavoro quale principale forma di trattamento penitenziario, unitamente allo studio, ai rapporti con il mondo esterno e alla promozione di attività culturali, ricreative e sportive funzionali al reinserimento sociale. In tale prospettiva, nell’ambito del Piano triennale di Analisi e valutazione della spesa 2025-2027, la Struttura di missione per la valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa ha presentato un progetto intitolato “Analisi delle politiche per l’inserimento lavorativo dei detenuti”, volto a valutare la capacità delle politiche di reinserimento lavorativo di ridurre il rischio della recidiva attraverso il reinserimento sociale.
    L’offerta occupazionale da parte di imprese private e cooperative rappresenta una risorsa fondamentale per incrementare le opportunità di reinserimento dei condannati nella società, offrendo professionalità concretamente spendibili nel mercato del lavoro. L’Amministrazione Penitenziaria, pertanto, promuove il coinvolgimento di imprese private e di cooperative sociali nella realizzazione di attività produttive o di servizi, sia all’interno degli istituti sia in regime di lavoro all’esterno, a beneficio dei detenuti meritevoli.
    Sarà ulteriormente rafforzata la collaborazione con la Magistratura di sorveglianza, già proficua e costante nell’anno 2025, al fine di semplificare e rendere più efficiente il procedimento istruttorio per l’accesso alle misure alternative alla detenzione ed alle comunità terapeutiche per la riabilitazione dei detenuti tossicodipendenti. In tale contesto, si proseguirà nel monitoraggio del Regolamento previsto dall’art. 8 del DL 92/2024, avviato con D.M. n. 128 del 24 luglio 2025, che definisce i criteri di selezione, le procedure e le modalità di convenzionamento per l’istituzione dell’elenco delle strutture residenziali idonee all’accoglienza e al reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, con l’obiettivo di semplificare la fase istruttoria per l’accesso alle misure premiali di comunità e con lo stanziamento di fondi specifici per gli interventi a favore dei detenuti in condizioni economiche precarie e privi di idoneo domicilio.
    Per quanto concerne l’assistenza sanitaria ai detenuti, ferme restando le prerogative regionali sull’implementazione delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, si proseguirà con la sottoscrizione di appositi protocolli con il Ministero della salute, consolidando i presidi ospedalieri all’interno degli istituti penitenziari. Sarà, inoltre, implementata la rete di assistenza sanitaria protetta, in grado di garantire la cura in sicurezza dei detenuti sottoposti ai regimi detentivi di maggiore rigore.
    Prioritaria risulta, altresì, la sicurezza degli istituti penitenziari da perseguire attraverso la valorizzazione del ruolo del Corpo di polizia penitenziaria, elemento imprescindibile per la piena funzionalità degli istituti nonché mediante l’efficientamento della programmazione del servizio di trasporto dei detenuti, al fine di ridurre il numero assoluto delle traduzioni per esigenze di giustizia, sanitarie o penitenziarie, garantendo maggiori condizioni di sicurezza ed obiettivi di contenimento della spesa. In particolare, l’estensione del sistema di partecipazione a distanza, ai dibattimenti processuali, potrà determinare una significativa riduzione delle esigenze di traduzione degli imputati detenuti, soprattutto per coloro appartenenti ai circuiti di Alta sicurezza, con conseguente riduzione dei rischi connessi al trasporto. Ulteriore riduzione del numero delle traduzioni è auspicata con l’introduzione di servizi di telemedicina per l’esecuzione di diagnosi strumentali per le persone ristrette, evitando il trasferimento in ambulatori esterni, nonché per effetto della riforma ex Dlgs 150/22 che prevede in via prioritaria il ricorso alle udienze in videoconferenza.

  1. Giustizia minorile e di comunità tempestiva ed efficace

    Le sfide che caratterizzano il sistema penitenziario minorile, ulteriormente accentuate dalla crescente presenza di minori stranieri e dalla complessità delle devianze giovanili, rendono necessaria una revisione organizzativa e strutturale degli Istituti Penali per i Minorenni, nonché un rafforzamento della rete territoriale a sostegno dei percorsi educativi e di inclusione. In tale prospettiva, l’apertura di nuovi Istituti sul territorio nazionale, quali l’Aquila, Lecce e Rovigo è finalizzata al recupero della territorialità della pena e alla valorizzazione degli aspetti trattamentali, in relazione alle specifiche caratteristiche dell’utenza.
    Tra le priorità del Ministero della giustizia in questo ambito, si annovera la costituzione di comunità socioeducative ad alta intensità sanitaria, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Locali (ASL), al fine di offrire risposte più adeguate ai minori che presentano un disagio psichico o dipendenze. In tale ottica, sarà intensificata la cooperazione con il Ministero della Salute e con le Regioni, al fine di promuovere la realizzazione di tali strutture in un numero crescente di territori regionali, garantendo una copertura omogenea e una presa in carico integrata tra sistema sanitario, sociale e giustizia minorile.
    In ambito di esecuzione penale esterna e misure penali di comunità per adulti, in attuazione delle recenti disposizioni normative (L. 168/2023 e D.L 92/2024), sono stati avviati una serie di interventi volti al potenziamento dell’esecuzione penale esterna e alla promozione di percorsi di reinserimento sociale per le persone detenute adulte.
    È attualmente in corso la costituzione dell’Elenco nazionale dei Centri per uomini autori di reati di violenza (C.U.A.V.), che consentirà all’autorità giudiziaria di individuare enti accreditati presso i quali i soggetti condannati per reati di violenza di genere potranno svolgere programmi trattamentali, in conformità con quanto previsto dalla normativa sul “Codice rosso”.
    Contestualmente, si sta procedendo alla definizione dell’Elenco delle strutture residenziali idonee all’accoglienza e al reinserimento sociale dei detenuti adulti, con l’obiettivo di semplificare l’accesso alle misure alternative alla detenzione. Tali strutture, regolarmente autorizzate e distribuite sul territorio nazionale, saranno selezionate tramite apposita procedura pubblica e dovranno garantire la presa in carico dei beneficiari da parte degli Uffici di esecuzione penale esterna.
    I programmi previsti all’interno delle strutture saranno orientati alla rieducazione e al reinserimento socio-lavorativo, attraverso attività formative, tirocini e prestazioni lavorative retribuite, anche al di fuori della residenza. Particolare attenzione sarà riservata ai detenuti in condizioni di fragilità, inclusi coloro che presentano problematiche legate alla dipendenza o al disagio psichico, purché non necessitino di trattamento in strutture riabilitative dedicate.
    In tema di giustizia riparativa e tutela delle vittime di reato, l’Amministrazione intende dare piena attuazione alle disposizioni contenute nel d.lgs. 150/2022, favorendo il processo di istituzione dei Centri per la giustizia riparativa qualificati, nel rispetto dei requisiti normativi e dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) accessibili e gratuiti. Il Ministero accompagnerà i processi di implementazione degli interventi in materia di giustizia riparativa, provvedendo al coordinamento generale dei servizi in materia, avvalendosi sia della Conferenza Nazionale per la giustizia riparativa sia delle Conferenze locali, sulle quali esercita funzioni di vigilanza ai sensi dell’art. 66 del citato decreto legislativo. L’obiettivo di efficienza della giustizia penale si collega anche a prospettive culturali che sottolineano l’opportunità di affiancare la considerazione dei fatti illeciti, penalmente perseguiti, alle conseguenze derivanti dalla rottura di equilibri sociali nelle comunità. Si afferma così l’esigenza di garantire la sicurezza sociale, avvalendosi di opportunità diverse di rieducazione, attraverso forme di conciliazione e riparazione, che pongono l’attenzione alle conseguenze generate dall’illecito in una dimensione di ristoro responsabile. L’attuazione dell’intero impianto normativo e il conseguente processo organizzativo delineato dal D.lgs. 150/2022 in materia di giustizia riparativa, inserendo nell’ordinamento un sistema di giustizia complementare, ha richiesto e richiederà negli anni a seguire allo Stato centrale, agli enti territoriali e alle Università un investimento significativo di sinergie organizzative, al fine di realizzare ex novo la rete dei servizi dei mediatori, garantirne la loro attitudine e professionalità e assicurare un servizio efficiente alla collettività.
    I principali obiettivi relativi all’area della giustizia penale minorile e all’esecuzione penale esterna sono rappresentati dall’attuazione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria. Trattamento, accoglienza, accompagnamento, assistenza socioeducativa, mantenimento minori e giovani adulti, organizzazione e attuazione di interventi e progetti trattamentali con il coinvolgimento del territorio, diffusione della cultura della legalità per la riduzione della recidiva, controllo sui servizi erogati dalle comunità in coordinamento con le Procure Minorili, implementazione delle misure alternative e della messa alla prova attraverso la stipula di Protocolli con enti territoriali, elaborazione di progetti di pubblica utilità e supporto all'ampliamento delle offerte formative e lavorative.

  1. L’affermazione della giustizia come servizio per la collettività

    Un servizio giustizia conforme alle esigenze di tutela dei diritti e all’avanguardia rispetto agli standard sovranazionali richiede un impegno organizzativo volto a perseguire concretamente l'obiettivo costituzionale delineato dall'articolo 110, mediante investimenti strutturali e di capitale umano, necessari per la gestione di tutte le attività di supporto alla giurisdizione.
    A tale prospettiva si affianca il miglioramento dei servizi istituzionali interni, con particolare attenzione alla tempestività e qualità delle risposte ai quesiti posti dagli uffici giudiziari, all’efficienza nei pagamenti per il patrocinio a spese dello Stato, anche nelle procedure di mediazione, alla gestione delle domande di grazia, nonché all’azzeramento dell’arretrato pagamenti derivanti da condanne emesse a carico del Ministero ex lege Pinto.
    In particolare, in relazione all’attività di risposta ai quesiti formulati dagli uffici giudiziari e all’emanazione di circolari in materia di spese di giustizia e servizi di cancelleria, il perseguimento del miglioramento dei livelli di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, potrà essere perseguito attraverso: la qualità delle risposte, che devono essere corrette, chiare ed esaurienti; la celerità dei tempi di risposta; la tempestiva emanazione di circolari interpretative in occasione dell’entrata in vigore di nuove disposizioni; la diffusione delle risposte e delle circolari attraverso il sito ministeriale per una consultazione agevole da parte del personale dell’amministrazione e degli utenti esterni, anche mediante l’accesso a una card dedicata alle “risposte ai quesiti degli uffici giudiziari”.
    Nel quadro di una strategia deflattiva del contenzioso giudiziario, la riforma del processo civile introdotta dal d.lgs. n. 149/2022, ha rafforzato il ricorso alla mediazione, istituendo strumenti volti a favorire la definizione extragiudiziale delle controversie. Tali disposizioni sono state integrate dal decreto del Ministro della giustizia del 1° agosto 2023, con il quale sono disciplinate le procedure di validazione dei compensi richiesti tramite il COA per provvedere al pagamento degli importi spettanti in favore dei difensori delle parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato, che abbiano concluso un accordo di mediazione. In considerazione del fatto che tali pagamenti rientrano tra quelli per cui l’art. 4-bis del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito con modificazioni dalla legge 21 aprile 2023, n. 41, recante “Disposizioni in materia di riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni” ha previsto obiettivi annuali funzionali al rispetto dei tempi di pagamento, s’intende garantire, per questa tipologia di pagamenti, il pieno rispetto del termine di trenta giorni nel pagamento.
    In tale contesto, quale iniziativa concreta di efficientamento dei pagamenti, si colloca il progetto straordinario “PINTOPAGA” per l'azzeramento dell'arretrato dei pagamenti derivanti dalle condanne emesse a carico del Ministero ai sensi della legge Pinto. Il progetto mira a conseguire l'azzeramento totale nel biennio 2025-2026 dell'arretrato Pinto relativo al periodo dal 2015 al 2023. Da gennaio 2025 sono in corso i pagamenti effettivi degli indennizzi e si è quasi azzerato l’arretrato.
    A tal fine, nell’ambito del Piano triennale di Analisi e valutazione della spesa 2025-2027, la Struttura di missione per la valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa ha presentato il progetto “Monitoraggio e valutazione dei processi di pagamento degli indennizzi per l’irragionevole durata del processo (c.d. Legge Pinto)”.
    L’obiettivo relativo allo sviluppo e al funzionamento dei servizi istituzionali, quindi, che il Ministero della giustizia si prefigge per l’anno 2026 è quello di mantenere una adeguata tempistica nelle risposte, unitamente alla qualità del servizio, con una media di quarantacinque giorni dalla formulazione del quesito.

  1. Rafforzamento dei rapporti internazionali dell’Italia e promozione della cooperazione giudiziaria.

    A livello internazionale, l'obiettivo prioritario che il Ministero intende consolidare per l’anno 2026, è rappresentato dal rafforzamento della cooperazione giudiziaria. Tale priorità scaturisce dalla consapevolezza, ormai consolidata, che le sfide affrontate dal nostro Paese richiedono necessariamente un approccio integrato e sovranazionale, in considerazione della crescente instaurazione di rapporti giuridici di natura transnazionale, sia in ambito civile che penale, e dell’incidenza sempre maggiore delle fonti sovranazionali sul sistema giuridico interno.
    L'esperienza maturata in sede giudiziaria ha evidenziato la dimensione internazionale dei più gravi fenomeni di criminalità organizzata, che si manifestano con modalità sempre più sofisticate e transnazionali. Ne deriva la fondamentale rilevanza degli strumenti di cooperazione tra gli Stati, finalizzati a rendere più efficaci le attività di contrasto giudiziario a tali fenomeni.
    In tale contesto, centrale risulta il potenziamento della cooperazione internazionale in materia di giustizia, da perseguire attraverso attività di negoziazione bilaterale in materia di estradizione, assistenza giudiziaria e trasferimento dei detenuti, che contribuiscono in modo significativo alla stabilità delle relazioni internazionali.
    Per l'anno 2026, tra le negoziazioni che rivestono carattere assolutamente prioritario si annoverano i negoziati per accordi di cooperazione giudiziaria con i seguenti Paesi: Argentina, Thailandia, Guinea Equatoriale, Guatemala, Honduras, Pakistan, Giappone, Filippine, Tunisia, Qatar, Iraq, Costa d'Avorio, Ghana e Rwanda.
    A tale obiettivo si affianca quello di fornire assistenza per la firma, la ratifica e l’entrata in vigore degli accordi bilaterali già negoziati e di imminente conclusione, tra cui quelli con Kosovo, Qatar, Marocco, Tunisia, Senegal, Mali, Niger, Guinea Bissau, Gambia, Kuwait, Uzbekistan, Kirghizistan, Vietnam, Repubblica Dominicana, Cuba, San Marino, India, Sri Lanka, Bolivia, Iran, Giordania, Singapore, Mozambico, Paraguay.
    In materia di trasferimento dei detenuti, l’obiettivo è la stipula di trattati specifici, strumenti di fondamentale importanza sia dal punto di vista umanitario - consentendo ai detenuti di scontare la pena nel proprio Paese di origine, più vicino alla famiglia e al contesto culturale - sia dal punto di vista dell'efficacia del sistema penitenziario, favorendo percorsi di reinserimento sociale più efficaci.
    Per il 2026, sono previsti negoziati per trattati di trasferimento con i seguenti Paesi: Messico, Guinea Equatoriale, Cina, Capo Verde, Filippine, Indonesia, Malesia, Pakistan, Qatar, Iraq, Costa d'Avorio, Ghana, Rwanda, Antigua e Barbuda.
    Sarà, inoltre, promossa l'organizzazione di incontri bilaterali e tavoli tecnici specifici con i Paesi che presentano una popolazione carceraria particolarmente numerosa nel sistema penitenziario italiano, garantendo anche la partecipazione attiva alle riunioni dedicate all'applicazione, a livello europeo, della Decisione Quadro 2008/989/GAI, tra cui quelle organizzate nell'ambito della European Organisation of Prison and Correctional Services (EuroPris).

Convenzione ONU sulla criminalità informatica

Rientra tra gli obiettivi del settore negoziale per il 2026, il necessario supporto tecnico agli adempimenti successivi relativi alla ratifica e all'entrata in vigore della Convenzione delle Nazioni Unite in materia di criminalità informatica ("United Nations Convention against Cybercrime"), approvata a New York l'8 agosto 2024 dal Comitato Ad Hoc Committee istituito dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione n. 74/247 del 2019.

Parimenti s’intende garantire la partecipazione e l’organizzazione di incontri e tavoli di lavoro con le autorità centrali di Stati esteri, con autorità giudiziarie straniere ed organismi sovranazionali, finalizzati all’analisi ed al confronto operativo sulle criticità della fase attuativa delle procedure di cooperazione giudiziaria, sia civili che penali, al fine di condividere linee guida e best practices idonee a uniformare e semplificare il ricorso a tali strumenti.
Assume particolare rilievo l’ingresso dell’Italia nello Steering Commitee della Rete mondiale Globe, a seguito del riconoscimento del contributo che il Paese – per l’esperienza e specifica competenza tanto in ambito investigativo quanto giudiziario - può offrire al perseguimento degli obiettivi della Rete che, con il supporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e del crimine (UNODC), mira a facilitare la cooperazione transnazionale.

Oltre, alla programmata attività di conclusione di accordi bilaterali e multilaterali, proseguirà la partecipazione attiva ed efficace al procedimento di formazione della normativa europea. In particolare, sul versante penale, sarà assicurato il coinvolgimento nei negoziati relativi ai seguenti strumenti normativi: Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla lotta contro la corruzione, Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme minime per la prevenzione e il contrasto della facilitazione dell’ingresso, transito e permanenza non autorizzati nell’Unione, Proposta di Direttiva relativa alla lotta contro l’abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e il materiale pedopornografico.
Per quanto attiene al settore civile, anche nel 2026 sarà assicurata la partecipazione alle seguenti attività: Working Party on Civil Law Matters (Parenthood), Working Party on Civil Law Matters (Adulti vulnerabili), Working Party on Civil Law Matters (Insolvency III) e Working Party on Civil Law Matters (General Questions) e al tavolo permanente di diritto civile presso il Consiglio UE.

Roma, 29 dicembre 2025

Carlo Nordio