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Monitoraggio nazionale della giustizia civile e penale

aggiornamento: 30 aprile 2020

Il monitoraggio fornisce trimestralmente informazioni a livello nazionale sull’andamento dei procedimenti pendenti civili e penali e dell’arretrato civile.

Le statistiche sulle pendenze misurano il numero di procedimenti aperti alla fine del periodo.
Le statistiche sull’arretrato rilevano i procedimenti che, alla data di riferimento, non sono stati risolti entro i termini di ragionevole durata previsti dalla legge (cosiddetti procedimenti “a rischio Pinto”) :

  • 3 anni per i procedimenti in primo grado
  • 2 anni per i procedimenti in appello
  • 1 anno per i procedimenti in Cassazione

 

►Giustizia CIVILE

Oggetto di rilevazione sono i procedimenti pendenti dinanzi a tutti gli uffici giudiziari italiani (Corte di Cassazione, Corte d'appello, Tribunale ordinario, Giudice di pace e Tribunale per i minorenni), distinti per area SICID (affari contenziosi, controversie in materia di lavoro e previdenza, procedimenti speciali e sommari e volontaria giurisdizione) e SIECIC (procedure esecutive e concorsuali). Sono esclusi dal calcolo i procedimenti del giudice tutelare, quelli di accertamento tecnico preventivo in materia previdenziale (ATP) e l’attività di 'ricevimento e verbalizzazione di dichiarazione giurata’.  Nota metodologica

anni 2003 - 2019

 

►Giustizia PENALE

Oggetto di rilevazione sono i procedimenti pendenti dinanzi agli uffici giudiziari giudicanti (Corte di Cassazione, Corte d'appello, Tribunale ordinario, Giudice di pace e Tribunale per i minorenni), distinti, per il Tribunale ordinario, tra rito monocratico, collegiale, corte di assise, sezione indagini e udienza preliminare.  Nota metodologica

anni 2003 - 2019

 

Mediazioni civili e commerciali

Il Ministero della Giustizia, attraverso la Direzione Generale di Statistica e analisi organizzativa, effettua il monitoraggio statistico dei procedimenti di mediazione civile e commerciale trattati presso gli Organismi abilitati. La rilevazione, che ha preso avvio con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28, copre tutte le tipologie di mediazione: obbligatoria in quanto condizione di procedibilità, volontaria e demandata dal giudice.  Nota metodologica

anni 2011 - 2019