UNEP - Risposta 30 novembre 2015 - Palermo - Recupero, da parte dell’INPS, del valore capitale maturato in applicazione dei benefici di legge concessi in sede di pensione/TFS a dipendenti UNEP collocati a riposo, iscritti alla C.P.U.G. (Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari) già in servizio nel distretto della Corte di Appello di Palermo
aggiornamento: 30 novembre 2015
Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi
Direzione Generale del Personale e della Formazione
Prot. VI-DOG/842/011-1/2015/CA
Allegati: 1
ALLA CORTE DI APPELLO
CONTABILITA’ UNEP
PALERMO
(Rif. Prot. P15/11795/2015 Cont.Unep del 12.10.2015)
E, p.c. ALL’ISPETTORATO GENERALE
DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
ROMA
OGGETTO: Recupero, da parte dell’INPS, del valore capitale maturato in applicazione dei benefici di legge concessi in sede di pensione/TFS a dipendenti UNEP collocati a riposo, iscritti alla C.P.U.G. (Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari) già in servizio nel distretto della Corte di Appello di Palermo.
In riscontro alla nota di codesta Corte di Appello, richiamata in indirizzo, si rileva che il pagamento dei valori capitali da parte dell’Amministrazione centrale non costituisce un procedimento amministrativo in senso stretto, in quanto quest’ultimo deve essere incardinato e istruito presso codesta articolazione periferica che è tenuta alla gestione amministrativa del personale UNEP nelle varie fasi come di seguito elencate:
- in costanza di servizio dei singoli dipendenti UNEP, gli adempimenti possono riguardare la regolarizzazione e il consolidamento di posizioni assicurative (cfr. circolare INPS n. 124 del 24 giugno 2015 riguardante il progetto di consolidamento posizioni assicurative dei dipendenti pubblici e l’invio dell’estratto conto informativo);
- in fase di collocamento a riposo, i servizi sono attinenti alla compilazione dei modelli PA04 ai fini del TFS/TFR e del trattamento pensionistico, applicativi informatici da trasmettere all’INPS (cfr. prot. VI-DOG/1908/035/2011/CA-MP del 29 novembre 2011 (All. 1);
- in stato di quiescenza.
In merito a quest’ultima fase, pur trattandosi di dipendenti UNEP (funzionari UNEP, ufficiali giudiziari e assistenti giudiziari addetti agli Uffici NEP) già collocati a riposo, codesta Corte di Appello è tenuta a curare tutta la corrispondenza con l’INPS riguardante il precitato personale con riferimento alle richieste – provenienti dall’Istituto previdenziale – per le seguenti materie:
- sistemazioni contributive di cui ai vari “cicli” INPS;
- richieste di pagamento di valori capitali maturati in applicazione dei benefici di legge concessi in sede di pensione/TFS a dipendenti UNEP collocati a riposo, da trasmettere all’Amministrazione centrale con i relativi modelli S.M. 5030/D per l’adempimento finale del pagamento; a tal riguardo – fermo restando l’iter di pagamento di tali oneri effettuato dall’Amministrazione centrale con le modalità rappresentate nella nota prot. VI-DOG/210/011-1/2015/CA del 13 marzo 2015 – qualora i predetti modelli non risultano pervenuti alle Corti di Appello vanno richiesti all’INPS per le motivazioni di cui alla precitata nota; a seguire, dopo aver effettuato il pagamento in questione, l’Amministrazione centrale provvede a trasmettere la documentazione di riferimento (decreto dirigenziale di pagamento ed Ordine di pagamento) affinché le Corti di Appello ne curino la puntuale archiviazione nell’ambito dei fascicoli personali degli ex dipendenti UNEP ai fini di eventuali riscontri in sede di ulteriori richieste di valori capitali o eventuali conguagli successivi, da parte dell’Istituto previdenziale, avendo presente il titolo dell’avvenuto pagamento per evitare indebite ripetizioni di liquidazioni di somme con tale causale.
…Omissis…
Infine, relativamente a quanto richiesto dall’INPS con nota del 24 settembre 2015 pervenuta con posta certificata recante prot. INPS.5500.25/09/2015. 0361372, si è preso in esame, limitatamente alla pendenza in atto, la successiva documentazione trasmessa in via diretta dalla Direzione provinciale INPS di Palermo, sulla base delle indicazioni contenute nella nota di codesta Corte di Appello – richiamata in indirizzo – e pertanto si è dato riscontro con separata nota al fine di definire la predetta pendenza con l’Istituto previdenziale.
Per l’avvenire, l’iter da seguire nella materia di cui trattasi è quello indicato sopra.
Roma, 30 novembre 2015
IL DIRETTORE GENERALE
Emilia Fargnoli