UNEP - Risposta 13 marzo 2015 - Palermo - Recupero, da parte dell’INPS, del valore capitale maturato in applicazione dei benefici di legge concessi in sede di pensione/TFS
aggiornamento: 13 marzo 2015
Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi
Direzione Generale del Personale e della Formazione
Prot. VI-DOG/210/011-1/2015/CA
ALLA CORTE DI APPELLO CONTABILITA’ UNEP
PALERMO
(Rif. Prot. 746 Cont.Unep del 20.01.2015)
E, p.c. ALL’INPS EX GESTIONE INPDAP
DIREZIONE PROVINCIALE
AMBITO DI RESPONSABILITA’ PENSIONI
VIA LAURANA, 59 PALERMO
OGGETTO: Recupero, da parte dell’INPS, del valore capitale maturato in applicazione dei benefici di legge concessi in sede di pensione/TFS a dipendenti UNEP collocati a riposo, iscritti alla C.P.U.G. (Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari) – Impossibilità di pagamento in forma rateale con piano di ammortamento, da parte dell’Amministrazione centrale.
Con riferimento alla richiesta di pagamento del valore capitale per l’applicazione dei benefici di legge sulla pensione di un dipendente UNEP collocato riposo, pervenuta con la nota richiamata in indirizzo, unitamente al Mod. F24 Enti pubblici intestato a codesta Corte di Appello, recante l’importo a debito da versare pari ad € 77,69 con scadenza 16/01/2015, si comunica l’impossibilità oggettiva da parte di questa Amministrazione centrale di provvedere al pagamento con le nuove modalità, denominate “chiavi di pagamento”, previste dall’INPS per il recupero in forma rateale con piano di ammortamento relativo al predetto valore capitale.
Al fine di chiarire l’iter procedurale seguito nella materia di cui trattasi, si rappresenta che il pagamento di tali valori capitali è stato effettuato ab origine in via suppletiva e in un’unica soluzione (mai in forma rateale con piano di ammortamento) dall’Amministrazione centrale, anziché dalla Corte di Appello di riferimento degli ex dipendenti UNEP, per mancanza di fondi da parte dell’articolazione ministeriale periferica.
Finora, ogni volta che una Corte di Appello ha ricevuto una richiesta di pagamento dalla sede provinciale INPS, e prima ancora INPDAP, relativa ai valori capitali in questione, l’ha girata all’Amministrazione centrale che ha provveduto al pagamento in maniera cumulativa con richieste analoghe pervenute nel corso di un intero anno solare.
I pagamenti effettuati sono sempre avvenuti per l’importo delle quote a carico dell’Ente-datore di lavoro (Ministero della Giustizia), risultante dai Modd. S.M. 5030/D emessi dalle competenti Direzioni provinciali INPDAP, attualmente INPS, con l’emissione di un decreto dirigenziale di autorizzazione della spesa, recante i singoli nominativi degli ex dipendenti UNEP interessati e gli annessi importi dei valori capitali maturati sulle rispettive pensioni, e del relativo Ordine di pagamento su apposito capitolo di bilancio di questo Dicastero, a favore dell’INPS Gestione Dipendenti Pubblici – Gestione Autonoma C.P.U.G., mediante mandato diretto a favore del Tesoriere Centrale dello Stato quale cassiere dell’INPS a valere sul c/c 29824 acceso presso la Tesoreria Centrale dello Stato.
Detto ciò, si ritiene di escludere, per l’avvenire, la possibilità del recupero da parte dell’INPS – in forma rateale con piano di ammortamento – del valore capitale dei benefici concessi in sede di pensione al personale UNEP, con modalità di pagamento tramite modello F24 (ordinario o Enti Pubblici) da parte dell’Amministrazione centrale e con l’osservanza delle indicazioni contenute nella circolare INPS n. 153 del 28 ottobre 2013, nonché nel messaggio INPS n. 4739 del 19 maggio 2014.
Quanto sopra rappresentato, si comunica per il necessario raccordo tra questa Amministrazione centrale e codesta Corte di Appello nella regolazione della materia con le modalità finora seguite.
Pertanto, si reputa necessario acquisire, per il tramite di codesta Corte di Appello, previi contatti con la competente Direzione provinciale INPS, l’importo complessivo del valore capitale, supportato dal relativo Mod. S.M. 5030/D che peraltro reca il nominativo del dipendente UNEP collocato a riposo, in modo da poter provvedere al pagamento dell’importo dovuto nelle forme ordinarie sopra descritte.
Roma, 13 marzo 2015
IL DIRETTORE GENERALE
Emilia Fargnoli