Formazione del personale dell'amministrazione penitenziaria

aggiornamento: 16 aprile 2025

Per il personale dell’amministrazione penitenziaria, la Direzione generale della formazione si occupa degli interventi per il personale di polizia penitenziaria, dell’area penale interna, dell'area penale esterna e giustizia minorile e dell'addestramento e specializzazione tecnico operativa.

Dalla direzione dipende l'attività delle Scuole di formazione e degli Istituti di istruzione dell'amministrazione penitenziaria

 


Avviso 16 aprile 2025 -  il termine per le manifestazioni d'interesse per l'alta formazione da parte di Istituzioni universitarie statali e non statali, Consorzi universitari e Interuniversitari scade il 15 maggio 2025 


- Iniziative di alta formazione destinate agli allievi vice ispettori di polizia penitenziaria

- Iniziative di alta formazione destinate a vice commissari di polizia penitenziaria

- Iniziative di alta formazione destinate agli allievi commissari di polizia penitenziaria

 


Nell'ambito del Programma Nazionale Italia del Fondo Sicurezza Interna (ISF) 2021 - 2027  due progetti sono destinati al personale di polizia penitenziaria del Nucleo Investigativio Centrale e del Gruppo Operativo Mobile

Progetto 21.3.CA.ISF - GOM'S A.C.T. (Analysis and Censorship Trainig del Gruppo Operativo Mobile-DAP);

Progetto 20.3.CA.ISF - "Rafforzamento· delle competenze e formazione specialistica per operatori di Polizia penitenziaria per la prevenzione e il contrasto alla radicalizzazione violenta, al proselitismo ed al terrorismo in ambito penitenziario".

L'attuazione dei Progetti, finanziati con le risorse del Programma Nazionale ISF 2021 - 2027, di cui il 50% di cofinanziamento comunitario, contribuirà al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Programma e consentirà di sostenere il Paese nelle sfide emergenti in tema di sicurezza, prevenzione e contrasto al terrorismo, radicalizzazione, reati gravi, criminalità organizzata e informatica, come previsto nell'ambito dell'Obiettivo Specifico 3 "Prevenzione e Iotta alla criminalità".

Le iniziative progettuali si inseriscono nell'alveo delle priorità strategiche perseguite dall'Unione Europea, che ribadisce come la lotta alla radicalizzazione ed al terrorismo debba essere necessariamente perseguita anche in ambito penitenziario, attraverso l'analisi e l'osservazione attenta dei processi di radicalizzazione e reclutamento degli individui fragili, tra i quali rientrano a pieno titolo i detenuti; mediante lo scambio informativo tra i diversi attori istituzionali, anche al fine di attenzionare i detenuti radicalizzati che, scarcerati sul territorio, possono compiere un attacco terroristico, nonche attraverso una efficace cooperazione fra le diverse forze di Polizia, anche a livello Europeo.

Nell'ambito della lotta alia criminalità organizzata le restrizioni connesse allo speciale regime ex art. 41-bis sono volte ad impedire collegamenti con l'organizzazione criminale di appartenenza o di attuale riferimento e contrasti con elementi di organizzazioni contrapposte. In tale contesto, il controllo della corrispondenza dei detenuti in regime ex art. 41 bis, diventa il fulcro dell'attività di intelligence della fase dell'esecuzione penale, non solo quale contributo alle valutazioni degli organi preposti alle investigazioni e alla decisione della proroga del regime, rna anche quale fonte di notizie su eventuali azioni, ordini e reati che il boss detenuto, riconosciuto dagli affiliati, tenti di coordinare dal carcere.

La necessità di accrescere le competenze specifiche del personale del Gruppo Operativo Mobile, reparto specializzato del Corpo di polizia penitenziaria incaricato in via esclusiva della gestione dei detenuti sottoposti allo speciale regime di cui all'art. 41-bis, si innesta anche in un contesto di coordinamento operativo con le Forze di polizia impegnate nel contrasto della criminalità organizzata sui territorio, sia per la funzione deterrente del regime attuato, sia e soprattutto per l'attività di intelligence legata all'osservazione dei ristretti nell'ambito della quale il visto di controllo della corrispondenza Ia cd "censura" e fonte certamente rilevante di notizie. Gli operatori saranno quindi formati dal punto di vista giuridico, antropologico e metodologico, con particolare attenzione anche alla catalogazione delle informazioni ed all'implementazione /aggiomamento dei sistemi che consentono un rapido cross data da diverse fonti per la produzione di report tempestivi.

La formazione specifica cosi acquisita potenzierà Ia capacità di ingegnerizzazione delle informazioni dotando i partecipanti di raffinati strumenti di lettura delle notizie acquisite,rendendoli interpreti qualificati, "specialisti di intelligence" della dimensione criminate nella quale, in ragione della specificita del servizio, svolgono il loro quotidiano impegno a salvaguardia della legalità.

I Progetti formativi intendono quindi rafforzare le competenze specialistiche attribuite dalla vigente normativa esclusivamente alla Polizia Penitenziaria in materia di prevenzione e contrasto investigative, alla radicalizzazione violenta, ai reati di terrorismo, criminalità organizzata e informatica, in ambito carcerario.

In quest'ottica, la Direzione Generale della Formazione del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, con il supporto della Direzione Generale per il Coordinamento delle Politiche di Coesione del Dipartimento per l'Innovazione tecnologica della giustizia, promuoverà una serie di iniziative formative volte a fornire un training specialistico, esperienziale e pratico.

Con la collaborazione tra le due Direzioni Generali verrà garantito, non solo il pieno rispetto degli standard europei ed internazionali, rna anche l'adeguato aggiornamento delle competenze del personale. Saranno approfondite le normative comunitarie e nazionali, le linee guida operative, nonche le metodologie e gli strumenti di intelligence e investigazione per la prevenzione e il contrasto al fenomeno della radicalizzazione violenta e del terrorismo, mettendo in evidenza l'importanza di un approccio coeso e integrate tra le diverse istituzioni coinvolte.

Questa sinergia rappresenta un elemento cruciale per assicurare che le azioni formative siano in linea con le esigenze strategiche nazionali e comunitarie.

Il Progetto 21.3.CA.ISF - denominato GOM'S A.C.T. (Analysis and Censorship Trainig del Gruppo Operativo Mobile - DAP), si articola in due distinte attività,

  • la prima rivolta a 150 unità appartenenti al Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, denominata "censura", in tema di esercizio del vista di censura e del controllo della corrispondenza epistolare e telegrafica per i detenuti sottoposto al regime ex art. 41-bis della legge sull'ordinamento penitenziario;
  • la seconda, rivolta a 300 partecipanti, avente ad oggetto "l'analisi criminale" nell'esecuzione penale di detenuti sottoposti al predetto regime speciale.

II Progetto 20.3.CA.ISF- "Rafforzamento delle competenze e formazione specialistica per operatori di Polizia penitenziaria per la prevenzione e il contrasto alla radicalizzazione violenta, al proselitismo ed al terrorismo in ambito penitenziario", si articola in tre distinte attività,

  • la prima rivolta a 40 unità appartenenti al Nucleo Investigativo Centrale e Regionale della Polizia Penitenziaria, per il profilo di "Analista/lnvestigatore del NIC/NIR";
  • la seconda, diretta agli operatori front line col profilo "Focal point/ Referente per il monitoraggio" presso gli istituti penitenziari, per un totale di 380 partecipanti, in sevizio presso gli Istituti penitenziari;
  • la terza attività formativa, consisterà in un corso di "Lingua inglese livello avanzato" per livello B2 -C 1 QCER, indirizzato a 6 unità del Nucleo Investigative Centrale.