Indennizzo alle vittime di reati violenti - indemnisation des victimes d’infractions intentionnelles violentes

aggiornamento: 31 gennaio 2021

aggiornamento: 31 gennaio 2021

Diritto all’indennizzo

Il diritto all'indennizzo (a carico dello Stato) è riconosciuto alla vittima di un reato doloso commesso con violenza alla persona e comunque del reato di cui all'articolo 603-bis del codice penale, ad eccezione dei reati di cui agli articoli 581 e 582, salvo che ricorrano le circostanze aggravanti previste dall'articolo 583 del codice penale.

Indennizzo per i delitti di omicidio, violenza sessuale, lesione personale gravissima

L'indennizzo per i delitti di omicidio, violenza sessuale o lesione personale gravissima, ai sensi dell'articolo 583, secondo comma, del codice penale, nonché per il delitto di deformazione dell'aspetto mediante lesioni permanenti al viso di cui all'articolo 583-quinquies del codice penale, è erogato in favore della vittima o degli aventi diritto indicati al comma 2-bis dell'art 11 della legge 7 luglio 2016 n. 122 nella misura determinata dal decreto di cui al comma 3 del medesimo articolo.

Indennizzo per gli altri delitti

Per gli altri delitti, l'indennizzo è corrisposto per la rifusione delle spese mediche e assistenziali.

Aventi diritto

In caso di morte della vittima in conseguenza del reato, l'indennizzo è corrisposto in favore del coniuge superstite e dei figli; in mancanza del coniuge e dei figli, l'indennizzo spetta ai genitori e, in mancanza dei genitori, ai fratelli e alle sorelle conviventi e a carico al momento della commissione del delitto. Al coniuge è equiparata la parte di un'unione civile tra persone dello stesso sesso. In mancanza del coniuge, allo stesso è equiparato il convivente di fatto che ha avuto prole dalla vittima o che ha convissuto con questa nei tre anni precedenti alla data di commissione del delitto. Ai fini dell'accertamento della qualità di convivente di fatto e della durata della convivenza si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 36 e 37, della legge 20 maggio 2016, n. 76. Nel caso di concorso di aventi diritto, l'indennizzo è ripartito secondo le quote previste dalle disposizioni del libro secondo, titolo II, del codice civile

Misura dell’indennizzo

E’ stabilita con decreto del Ministro dell'interno e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, assicurando un maggior ristoro alle vittime dei reati di violenza sessuale e di omicidio e, in particolare, ai figli della vittima in caso di omicidio commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
(v. Ministero dell'interno, D.M. 22 novembre 2019 Determinazione degli importi dell'indennizzo alle vittime dei reati intenzionali violenti pubblicato nella G.U. del 23 gennaio 2020 n. 18).

Condizioni per l'accesso all'indennizzo
(Art. 12, l. 122/2016). L'indennizzo è corrisposto alle seguenti condizioni:

b) che la vittima abbia già esperito infruttuosamente l'azione esecutiva nei confronti dell'autore del reato per ottenere il risarcimento del danno dal soggetto obbligato in forza di sentenza di condanna irrevocabile o di una condanna a titolo di provvisionale; tale condizione non si applica quando l'autore del reato sia rimasto ignoto oppure quando quest'ultimo abbia chiesto e ottenuto l'ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato nel procedimento penale o civile in cui è stata accertata la sua responsabilità oppure quando l'autore abbia commesso il delitto di omicidio nei confronti del coniuge anche legalmente separato o divorziato, dell'altra parte di un'unione civile, anche se l'unione e cessata, o di chi è o è stato legato da relazione affettiva e stabile convivenza;
c) che la vittima non abbia concorso, anche colposamente, alla commissione del reato ovvero di reati connessi al medesimo, ai sensi dell'art. 12 del codice di procedura penale;
d) che la vittima non sia stata condannata con sentenza definitiva ovvero, alla data di presentazione della domanda, non sia sottoposta a procedimento penale per uno dei reati di cui all'art. 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale e per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto;
e) che la vittima non abbia percepito, in tale qualità e in conseguenza immediata e diretta del fatto di reato, da soggetti pubblici o privati, somme di denaro di importo pari o superiore a quello dovuto in base alle disposizioni di cui all'articolo 11;
e-bis) se la vittima ha già percepito, in tale qualità e in conseguenza immediata e diretta del fatto di reato, da soggetti pubblici o privati, somme di denaro di importo inferiore a quello dovuto in base alle disposizioni di cui all'articolo 11, l'indennizzo di cui alla presente legge è corrisposto esclusivamente per la differenza.
1-bis. In caso di morte della vittima in conseguenza del reato, le condizioni di cui al comma 1 devono sussistere, oltre che per la vittima, anche con riguardo agli aventi diritto indicati all'articolo 11, comma 2-bis.

Domanda di indennizzo

  1. La domanda di indennizzo è presentata dall'interessato, o dagli aventi diritto in caso di morte della vittima del reato, personalmente o a mezzo di procuratore speciale e, a pena di inammissibilità, deve essere corredata dei seguenti atti e documenti:
    1. copia della sentenza di condanna per uno dei reati di cui all'articolo 11 ovvero del provvedimento decisorio che definisce il giudizio per essere rimasto ignoto l'autore del reato;
    2. documentazione attestante l'infruttuoso esperimento dell'azione esecutiva per il risarcimento del danno nei confronti dell'autore del reato, salvo il caso in cui lo stesso sia rimasto ignoto oppure abbia chiesto e ottenuto l'ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato nel procedimento penale o civile in cui è stata accertata la sua responsabilità;
    3. dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, ai sensi dell'articolo 46 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sull'assenza delle condizioni ostative di cui all'articolo 12, comma 1, lettere d) ed e), nonché sulla qualità di avente diritto ai sensi dell'articolo 11, comma 2-bis;
    4. certificazione medica attestante le spese sostenute per prestazioni sanitarie oppure certificato di morte della vittima del reato.
  2. La domanda deve essere presentata nel termine di sessanta giorni dalla decisione che ha definito il giudizio per essere ignoto l'autore del reato o dall'ultimo atto dell'azione esecutiva infruttuosamente esperita ovvero dalla data del passaggio in giudicato della sentenza penale.

Riapertura dei termini per la presentazione delle domande (Legge bilancio 2019)
(Art. 1 comma 594, legge n. 145 del 2018)

L’art. 6, comma 3, della legge n. 167 del 2017 ha stabilito che la domanda di concessione dell'indennizzo è presentata, a pena di decadenza, entro il termine di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, alle condizioni e secondo le modalità di accesso all'indennizzo previste dagli articoli 11, 12, 13, comma 1, e 14 della legge 7 luglio 2016, n. 122, come modificati, da ultimo, dal presente articolo.
La legge di bilancio 2019 ha stabilito che i termini di presentazione della domanda previsti dall'articolo 6, comma 3, della legge 20 novembre 2017, n. 167, per la concessione dell'indennizzo da corrispondere ai soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 6 della stessa legge, nonché i termini di presentazione della domanda previsti dall'articolo 13, comma 2, della legge 7 luglio 2016, n. 122, per la concessione dell'indennizzo da corrispondere in conseguenza di lesione personale gravissima ai sensi dell'articolo 583, secondo comma, del codice penale, sono riaperti e prorogati, a pena di decadenza, fino al 30 settembre 2019. Tuttavia, per i soggetti in relazione ai quali, alla data del 1° agosto 2019, non risultano ancora sussistenti tutti i requisiti e le condizioni di cui agli articoli 12 e 13, comma 1, della legge n. 122 del 2016, il termine per la presentazione della domanda di accesso all'indennizzo è quello di cui al comma 2 del predetto articolo 13.
Gli importi dell'indennizzo sono liquidati nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, confluite per gli anni 2017 e 2018 sul Fondo di cui all'articolo 2, comma 6-sexies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, come modificato ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 luglio 2016, n. 122 (Art. 1 comma 595, legge bilancio 2019)

Proroga dei termini per la presentazione delle domande di indennizzo per le vittime di reati intenzionali violenti commessi dal 30 giugno 2005 all'entrata in vigore della legge 122/2016 (23 luglio 2016)
(Art. 2 comma 2 del D.L. 31 dicembre 2020 n. 183)

È prorogata al 31 dicembre 2021 la possibilita di richiedere l'indennizzo per le vittime di reati intenzionali violenti commessi dal 30 giugno 2005 all'entrata in vigore della legge 122/2016 (23 luglio 2016). Il decreto-legge n. 183/2020 in vigore dal 31 dicembre 2020 ha spostato di un anno il termine per la presentazione delle domande che dovranno essere inviate al prefetto della provincia in cui risiede il richiedente. Qualora alla data del 31 ottobre 2021 non vi siano ancora tutti i requisiti e le condizioni di legge, le domande potranno essere comunque presentate nel termine generale di 60 giorni dall'ultimo atto esecutivo o dalla data del passaggio in giudicato della sentenza penale.

Rideterminazione indennizzi già liquidati
(Art. 1 comma 596, legge bilancio 2019)

Gli indennizzi, già liquidati alla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2019, sono rideterminati, nel limite delle risorse, su domanda dell'interessato, da presentare, a pena di decadenza, nel rispetto dei termini di cui al comma 594, sulla base degli importi fissati con il decreto di cui all'articolo 11, comma 3, della legge 7 luglio 2016, n. 122.

Riferimenti normativi

Artt. 11 – 16, Legge 7 luglio 2016 n. 122 (Legge europea 2015-2016)
Art. 6, Legge 20 novembre 2017 n. 167 (Legge europea 2017)
Art. 1, commi 593 - 597, Legge 30 dicembre 2018 n. 145 (Legge di Bilancio 2019)

 

Mise à jour au: 31 janvier 2021

Fiche sur l’indemnisation des victimes d’infractions intentionnelles violentes


Droit à l’indemnisation
Le droit à l’indemnisation (à charge de l’Etat) est reconnu à la victime d’une infraction dolosive commise avec violence contre la personne et en tout cas de l’infraction visée à l’article 603-bis du Code Pénal, à l’exception des infractions visées aux articles 581 et 582, sans préjudice des circonstances aggravantes prévues par l’article 583 du Code Pénal.

Indemnisation pour les infractions de meurtre, violence sexuelle, blessures graves
L’indemnisation pour les infractions de meurtre, violence sexuelle ou blessures graves, aux termes de l’article 583, al. 2, du Code Pénal, ainsi que pour l’infraction de deformation de l'apparence d'un individu par le biais de blessures permanentes au visage visée à l'article 583-quinquies du code pénal, est versée à Ia victime ou aux ayants droit indiques à I'alinéa 2-bis de 1'art. 11 de la loi n. 122 du 7 juillet 2016, le montant est établi par le décret visé à I'alinéa 3 dudit article.

Indemnisation pour les autres infractions
Pour les autres infractions, l’indemnisation est versée pour rembourser les frais médicaux et sociaux.

Ayants droit
En cas de mort de la victime à la suite de l’infraction, l’indemnisation est versée en faveur du conjoint survivant et des enfants ; en l’absence du conjoint ou des enfants, l’indemnisation revient aux parents, et, en l’absence des parents, aux frères et aux sœurs cohabitant ou à charge lors de la perpétration de l’infraction. La partie d’une union civile entre personnes de même sexe est assimilée au cohabitant de fait qui a eu des enfants de la victime ou qui a cohabitée avec celle-ci pendant les trois ans précédant la date de la perpétration de l’infraction. Aux fins de l’établissement de la qualité de cohabitant de fait et de la durée de la cohabitation les dispositions visées à l’article 1er, al. 36 et 37, de la loi 20 mai 2016, n. 76 s’appliquent. En cas de concours d’ayants droit, l’indemnisation est répartie selon les parts prévues par les dispositions du livre deux, titre II du Code Civil.

Montant de l’indemnisation
Le montant est établi par un arrêté du Ministre de la Justice, en accord avec le Ministre de l’Economie et des Finances, en assurant une plus grande réparation aux victimes d’infractions de violence sexuelle et de meurtre et, en particulier, aux enfants de la victime en cas de meurtre commis par le conjoint, même séparé ou divorcé, ou par une personne qui est ou a été liée par une relation amoureuse à la personne lésée.
(voir Ministère de l’Intérieur, Arrêt ministériel du 22 novembre 2019 - Détermination des montants de l'indemnisation aux victimes des infractions intentionnelles violentes - publié dans Ia Gazzetta Ufficiale n. 18 du 23 janvier 2020, le texte est disponible au lien suivant: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/20200123_018_13.pdf)

Conditions pour l’accès à l’indemnisation
(Article 12, L. 122/2016). L’indemnisation est affectée aux conditions suivantes:

b) la victime a déjà épuisé sans succès l’action en exécution à l’encontre de l’auteur de l’infraction pour obtenir la réparation du préjudice du débiteur en vertu d’un jugement de condamnation irrévocable ou d’une condamnation à titre de somme provisoire, cette condition ne s’applique pas lorsque l’auteur de l’infraction est resté inconnu ou bien lorsque celui-ci a demandé et obtenu d’être admis à l’aide judiciaire aux frais de l’Etat dans la poursuite pénale ou civile où sa responsabilité a été établie ou lorsque l'auteur a commis l'infraction de meurtre sur la personne de son conjoint, même légalement séparé ou divorcé, de l'autre partie d'une union civile, même si l'union a cessé, ou sur une personne qui est ou a été liée par une relation amoureuse et une cohabitation stable;

c) la victime n’a pas participé, même d’imprudence, à la perpétration de l’infraction ou bien d’infractions liées à celle-ci, aux termes de l’article 12 du Code de Procédure Pénale;

d) la victime n’a pas été condamnée par un jugement définitif, ou bien à la date de présentation de la requête n’est pas soumise à une poursuite pénale pour l’une des infractions visées à l’article 407, al. 2, lettre a) du Code de Procédure Pénale et pour des infractions commises en violation des normes sur la répression de l’évasion en matière d’impôt sur les revenus et sur la valeur ajoutée ;

e) la victime n’a pas perçu, en cette qualité et comme conséquence immédiate et directe du fait constituant l’infraction, par des entités publiques ou privées, des sommes d’argent ayant un montant égal ou supérieur à celui qui est dû sur la base des dispositions visées à l’article 11;

e-bis) si la victime a déjà perçu, en cette qualité et comme conséquence immédiate et directe du fait constituant l’infraction, par des entités publiques ou privées, des sommes d’argent ayant un montant inférieur à celui qui est dû sur la base des dispositions visées à l’article 11, l’indemnisation visée à la présente loi et versée exclusivement au titre de la différence.

1-bis En cas de mort de la victime comme conséquence de l’infraction, les conditions visées à l’alinéa 1er doivent être réunies, outre que pour la victime, pour les ayants droit indiqués à l’article 11, al. 2-bis.

Requête d’indemnisation
1. La requête d’indemnisation est présentée par la personne concernée, ou par les ayants droit en cas de mort de la victime de l’infraction, personnellement ou par le biais d’un procureur spécial et, sous peine d’inadmissibilité, doit être accompagnée des actes et documents suivants :

  1. Copie du jugement de condamnation pour l’une des infractions visées à l’article 11 ou bien de la mesure qui décide le procès, l’auteur de l’infraction étant resté inconnu ;
  2. Documentation attestant la tentative infructueuse de l’action en exécution pour l’indemnisation du préjudice à l’encontre de l’auteur de l’infraction, hormis le cas où celui-ci est resté inconnu ou il a demandé et obtenu l’accès à l’aide judiciaire aux frais de l’Etat dans la poursuite pénale ou civile où sa responsabilité a été établie ;
  3. Déclaration tenant lieu d’acte de notoriété, aux termes de l’article 46 du Texte Unique visé au décret du Président de la République 28 décembre 2000, n 445 sur l’absence des conditions d’empêchement visées à l’article 12, al. 1er, lettres d) et e), ainsi que sur la qualité d’ayant droit aux termes de l’article 11, al. 2-bis ;
  4. Attestation médicale des frais encourus pour des prestations de santé ou bien certificat de mort de la victime de l’infraction.

2. La requête doit être présentée dans un délai de soixante jours à compter de la mesure qui a décidé le procès, l’auteur de l’infraction étant resté inconnu ou du dernier acte de l’action en exécution épuisée sans succès ou bien de la date où le jugement pénal est passé en force de chose jugée.

Réouverture des délais pour la présentation des requêtes (Loi de finances 2019)
(Article 1 al. 594, Loi n. 145 de 2018)
L’article 6, alinéa 3, de la loi n. 167 de 2017 a établi que la requête d’octroi de l’indemnisation est présentée, sous peine de forclusion, dans le délai de cent-vingt jours à compter de la date d’entrée en vigueur de la présente loi, aux conditions et selon les modalités d’accès à l’indemnisation prévues par les articles 11, 12, 13, al. 1er, et 14 de la loi 7 juillet 2016, n. 122, tels qu’ils ont été modifiés, en dernier lieu, par le présent article.
La loi de finances 2019 a établi que les délais de présentation de la requête prévus par l’article 6, al. 3 de la loi 20 novembre 2017, n. 167, pour l’octroi de l’indemnisation à affecter aux personnes visées à l’alinéa 2 de l’article 6 de cette même loi, ainsi que les délais de présentation de la requête prévus par l’article 13, alinéa 2, de la loi 7 juillet 2016, n. 122, pour l’octroi de l’indemnisation à affecter comme conséquence d’une blessure grave aux termes de l’article 583, alinéa 2, du Code Pénal, sont rouverts et prorogés, sous peine de forclusion, jusqu’au 30 septembre 2019. Toutefois pour les personnes par rapport auxquelles, à la date du 1er août 2019, toutes les conditions requises visées aux articles 12 et 13, al. 1er de la Loi n. 122 de 2016 ne sont pas réunies, le délai pour la présentation de la requête d’accès à l’indemnisation est celui qui est visé à l’alinéa 2 de l’article 13 susdit.
Les montants de l’indemnisation sont décidés dans la limite des ressources disponibles conformément à la législation en vigueur affectées dans le Fonds visé à l’article 2, alinéa 6-sexies, du décret-loi 29 décembre 2010, n. 225, converti en loi, avec des modifications, par la loi 26 février 2011, tel qu’il a été modifié aux termes de l’article 14 de la loi 7 juillet 2016, n. 122 (Article 1er alinéa 595, Loi de finances 2019).


Prorogation des délais pour la présentation des rêquetes d'indemnisation pour les victimes d'infractions intentionnelles violentes commises depuis le 30 juin 2005 jusqu'a l'entrée en vigueur de la loi 122/2016 (23 juillet 2016)
(Art. 2 alinéa 2 du Décret-loi n° 183 du 31 décembre 2020)

La possibilité de demander l'indemnisation pour les victimes d'infractions intentionnelles violentes commises depuis le 30 juin 2005 jusqu'a l'entrée en vigueur de la loi 122/2016 (23 juillet 2016) est prorogée au 31 décembre 2021. Le décret-loi n. 183/2020, en vigueur depuis le 31 décembre 2020, a prorogé d'un an le délai pour la présentation des demandes qui devront être adressées au préfet de la province du domicile du requérant. Au cas où à la date du 31 octobre 2021 toutes les conditions requises par la législation ne seraient pas encore réunies, les demandes pourront être en tout cas présentées dans le délai général de 60 jours à compter du dernier acte d'exécution ou de la date du passage en force de chose jugée de la décision rendue en matière penale.

Nouvelle détermination des indemnisations déjà décidées
(Article 1 al. 596, Loi de finances 2019)
Les indemnisation déjà décidées à la date d’entrée en vigueur de la Loi de finances 2019, sont déterminées à nouveau dans la limite des ressources, à la requête de la personne concernée, à présenter sous peine de forclusion, dans le respect des délais visés à l’alinéa 594, sur la base des montant fixés avec le décret visé à l’Article 11, alinéa 3, de la loi du 7 juillet 2016, n. 122.

Autorités concernées

AUTORITE DE DECISION
Ministère de l’Intérieur
Commissaire pour la coordination des initiatives de solidarité pour les victimes d’infractions de type maffieux et des infractions intentionnelles violentes. Le modèle de requête pour obtenir l’indemnisation aux terme de la Loi n. 122 de 2016 est disponible au lien suivant : http://www.interno.gov.it/it/ministero/commissario-vittime-reati-mafiosi-e-intenzionali-violenti/presupposti-e-requisiti-laccesso-fondo-vittime-dei-reati-intenzionali-violenti

AUTORITE D’ASSISTANCE ITALIENNE
Parquet du Procureur de la République près le Tribunal du lieu de résidence du requérant.

POINT CENTRAL DE CONTACT
Ministère de la Justice
Direction générale des affaires intemationales et de la coopération judiciaire Bureau II Affaires internationales

Références normatives
Articles 11-16, Loi 7 juillet 2016, n. 122 (Loi européenne 2015-2016)
Article 6, Loi 20 novembre 2017, n. 167 (Loi européenne 2017)
Article 1, alinéa 593-597, Loi 30 décembre 2018 n. 145 (Loi de finances 2019)




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