Ricerca sugli atteggiamenti dei minori ristretti nei confronti dei valori educativi proposti dal trattamento - Scheda di sintesi (2000)

La ricerca è stata avviata al fine di indagare e descrivere la valenza e l'attualità dei principi sui quali si fondano il trattamento dei minori detenuti in base alla legge 26 luglio 1975, n.354, Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.

Le questioni oggetto del dibattito sono molteplici: dalla capacità effettiva che i valori trattamentali hanno saputo dimostrare in questi anni nel modificare comportamenti ed atteggiamenti dei devianti, alla modalità con cui essi sono stati proposti, alla reale possibilità d'intervento che gli operatori della giustizia hanno avuto (per adeguatezza delle strutture, intesa con la magistratura, strategie di rete con il territorio di appartenenza, ecc.), alla percezione di quei valori da parte dei principali destinatari, cioè i detenuti. Tale discorso riguarda, ovviamente, adulti e minori, anche se, in particolare, la presente indagine interessa l'ambito minorile, per la peculiare competenza di questo Dipartimento.

Il D.P.R. 448/88, e le successive norme di applicazione, hanno recepito quanto studiosi ed esperti del campo criminologico, avevano più volte evidenziato circa gli effetti dannosi derivanti dall'interruzione dei processi educativi collegata all'inserimento dei minori in strutture detentive chiuse, prive di immediate opportunità di recupero e risocializzazione, e di opzioni alternative e/o sostitutive della pena. Ciononostante, allo stato, il punto di riferimento per l'area cosidetta "trattamnetale", in ambito minorile, è ancora l'ordinamento penitenziario per adulti e le norme in esso sancite, la cui applicazione è estesa anche ai minori degli anni diciotto in base alla norma transitoria di cui all'art.79 L.354/75, fino a quando "non sarà provveduto con apposita legge". La presente indagine è nata dalla volontà di esplorare uno degli aspetti sopra citati, cioè lo stato delle opinioni e gli atteggiamenti dei minori detenuti negli istituti penale per i minorenni rispetto alle disposizioni educativo-trattamentali impartite dalla normativa esistente in merito all'ordinamento penitenziario ed al processo penale minorile. Quindi si è cercato di acquisire informazioni di quei valori ed alla percezione che ne ha l'utenza attualmente detenuta, un'utenza in continua evoluzione, con storie ed origini molto diverse.

Si è definito, pertanto, lo specifico campo d'indagine della ricerca nella rilevazione degli atteggiamenti più frequenti che i minorenni detenuti nelle strutture della giustizia minorile manifestano nei confronti di quei "valori" trattamentali e rieducativi ai quali viene attribuito un ruolo fondamentale sia dall'ordinamento penitenziario, sia dal D.P.R. 448/88; in particolare ci riferiamo al lavoro (esterno e interno), alla scuola, alle attività culturali, ricreative e sportive, alla religione e pratiche di culto, alla cura dei legami affettivi e familiari. Sembra potersi affermare, infatti, che le normative citate si basino su un nucleo pedagogico centrale che ruota intorno a questi elementi ed al loro potenziale rieducativo per sviluppare le attitudini positive in ciascuno.

Si è ritenuto opportuno soppesare gli atteggiamenti dei minori attraverso una scala-questionario, dove sono state elencate alcune affermazioni, rispetto alle quali i ragazzi si sono potuti esprimere, specificando se ne condividevano o meno il contenuto. Il presente lavoro, rappresenta, uno strumento interessante per una lettura trasversale di alcuni temi e per un approccio scientifico propedeutico a ripensamenti metdologici ed a possibili, auspicabili, modifiche normative in ambito d'intervento ed attività trattamentali, che tengano conto della specificità minorile. Il progetto è stato curato dal servizio studi di questo Dipartimento; l'elaborazione dei dati tramite l'analisi fattoriale ci si è avvalsi della collaborazione del CIRMPA dell'Università di Roma "La Sapienza", che ha fornito un prezioso contributo anche per il commento di quanto emerso dall'indagine.


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