Prevenzione del bullismo e del cyberbullismo - "Michele parla come me" - Un modello educativo peer to peer sperimentale, per la prevenzione del bullismo, del cyberbullismo, dei reati in rete e per l’emersione delle vittime (2025)
aggiornamento: 15 gennaio 2026
Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
La prevenzione del bullismo, dei reati in rete ed emersione delle vittime della rete
Il Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati in rete ed emersione delle vittime della rete
Un modello di intervento educativo incisivo per la responsabilizzazione dei minori e giovani adulti per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo e la sensibilizzazione verso le vittime, è lo scopo dell’avvio sperimentale di un progetto dedicato, in continuità con precedenti progetti rivolti a minori e operatori, tutti avviati dall’Ufficio Prevenzione della devianza del Dipartimento.
Nel corso delle esperienze progettuali precedenti è emerso:
- un basso livello di coinvolgimento dei minorenni e giovani adulti nei processi di sensibilizzazione e responsabilizzazione, in particolare per il cyberbullismo
- un significativo divario nella percezione dei minori/giovani di rischi e responsabilità
- il ruolo educativo e di tutela degli adulti.
Per accrescere quindi la consapevolezza nei ragazzi, sono state proposte modalità quali:
- la comunicazione – peer to peer – tra i giovani, da realizzarsi nelle scuole
- il coinvolgimento di minori e giovani adulti in carico alla giustizia minorile e sottoposti a programmi di messa alla prova, in veste di formatori, privilegiando la scelta di autori di reati in rete
- il coinvolgimento di genitori e adulti di riferimento come gli insegnanti
- il sostegno alle attività da parte della rete territoriale integrata Istituzioni- Enti del privato sociale
- la diffusione del progetto per favorirne la replica in altri contesti territoriali.
Azioni avviate
Il progetto si svolge nel territorio del comune di Napoli. Nell’anno scolastico 2025 - 2026 le attività sono avviate anche nel comune di Nola (NA).
- Selezione dei giovani (facilitatori) che condurranno gli incontri, a cura dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) per i minori dell’area penale, dei Servizi Sociali territoriali e degli Enti privati del territorio (centri educativi, parrocchie, associazioni)
- Corsi di formazione rivolti al gruppo dei facilitatori
- Incontri nelle scuole tra il gruppo dei facilitatori e gli studenti
- Incontri sul territorio tra il gruppo dei facilitatori e i giovani aggregati da associazioni, centri educativi, parrocchie
- Incontri con i genitori
- Formazione per i genitori degli studenti e gli insegnanti
- Sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa in cui i partner del progetto hanno formalizzato la costituzione di una rete territoriale integrata tra Istituzioni ed Enti del Privato sociale che ha sostenuto la realizzazione delle attività.
Le attività, che hanno natura sperimentale, possono essere rimodulate in itinere, in risposta a nuove richieste emerse o per la risoluzione di criticità o eventi imprevisti.
In generale, agli incontri con i giovani e i genitori hanno partecipato magistratura minorile, polizia di Stato, esperti psicologi, pedagogisti, giuridici, assistenti sociali ed insegnanti.
Partner del progetto
- Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
- Tribunale per i minorenni di Napoli
- Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli
- Polizia di Stato-Polizia postale
- Istituto scolastico Pavese-Nazareth di Napoli
- Istituto scolastico Bruno-Fiore-Sanseverino di Nola (NA)
- Comune di Napoli
- Fondazione Rut Ets
- Fondazione don Calabria Ets
Anno 2026 - Consolidamento del percorso educativo partecipato
Dopo la fase sperimentale, nel 2024-2025, progressivamente consolidata a Napoli città, il modello, nel 2026, è esteso al territorio di Nola. Un passaggio significativo che ne conferma scalabilità e solidità metodologica.
L'esperienza degli anni precedenti ha confermato la premessa: la competenza digitale non è solo tecnica, ma ha valenza educativa e sociale cioè riguarda ragazzi, genitori, insegnanti, operatori e istituzioni, chiamati a condividere un comune linguaggio e a rafforzare competenze di dialogo e protezione.
Nola diventa il nuovo polo strategico: il progetto oltre che ad agire nelle scuole, trasferisce il percorso educativo partecipato alla comunità territoriale consolidando un’alleanza ampia e stabile.
Le attività 2026 iniziano con la formazione di un nuovo gruppo di giovani di Nola integrato dalla partecipazione di ragazzi di precedenti corsi.
Questi giovani facilitatori saranno impegnati nell’attività di sensibilizzazione tra pari. L'impostazione è la stessa già collaudata a Napoli: dialoghi tra pari nelle scuole (presso l’IC G.Bruno – Fiore - Sanseverino di Nola) riflessioni guidate, narrazione di esperienze, riconoscimento dei rischi della rete e attivazione di comportamenti protettivi.
Parallelamente, presso l’IC Pavese–Nazareth di Napoli sarà avviato un percorso formativo dedicato a genitori e insegnanti. Non semplici incontri informativi, ma workshop esperienziali per aumentare la consapevolezza nella comunità scolastica e familiare. L’obiettivo è duplice: sostenere genitori e insegnanti nella propria crescita digitale e nella comprensione dei rischi del web rafforzando il ruolo educativo e di dialogo per la gestione le dinamiche dell’età evolutiva, con strumenti utili ad individuare segnali di vulnerabilità.
Il percorso prevede in forma integrata:
- la comprensione dei rischi e delle opportunità del web
- la gestione delle dinamiche emotive e relazionali dei minori
- la costruzione di un linguaggio comune per adulti e ragazzi
- il rafforzamento del dialogo e della fiducia nel rapporto genitori - figli.
Un altro obiettivo è la riedizione della pubblicazione “MICHELE PARLA COME ME”.
Dopo l’edizione dedicata a Napoli, nel 2026, sarà pubblicato un nuovo prodotto editoriale dedicato all’esperienza integrata sviluppata a Nola.
Nel segno della continuità per scelte grafiche e narrative, sarà un report in formato digitale utile alla diffusione, che racconta l’evoluzione del modello con analisi, dati, testimonianze del lavoro svolto a Nola. Uno strumento di disseminazione per l’identità del progetto e per condividere buone pratiche.
L’intervento assume così una natura interterritoriale stabile, non più progetto pilota, ma orizzonte condiviso per la comunità educante, fatto di relazioni significative e partecipazione social consapevole.