"EDUCARE" - Corso per educatori neoassunti

Per gli educatori neoassunti - i primi vincitori di concorso esterno a cui è stato richiesto il titolo di studio della laurea magistrale -  l’avvio della formazione d’ingresso è stata contestuale alla presa di servizio e quindi il progetto formativo a loro dedicato ha dovuto assolvere ad un compito di particolare delicatezza, orientando l’intervento verso un accompagnamento nell’inserimento lavorativo per la conoscenza del contesto e dei processi lavorativi, la socializzazione ed interazione con gli altri operatori, la gestione del ruolo attraverso l’ individuazione degli strumenti più idonei e l’acquisizione delle capacità e competenze necessarie al loro utilizzo.

L’acronimo creato per dare un nome al progetto di formazione, ha giocato sulla doppia modalità possibile di lettura della parola : EDUCARE  o EDU-C.A.RE, in cui è emerso  il significato della “presa in carico”. La formazione prende in carico i nuovi educatori per prepararli a loro volta a “prendere in carico” i detenuti.

Ma fortemente significative ed esplicative del metaobiettivo del corso sono le parole le cui iniziali formano l’acronimo: Esplorare Dimensioni Umane Costruendo Attività Rieducative Efficaci. Al centro è la persona; il punto di partenza per elaborare forme di riflessività dell’azione educativa e per attivare azioni più funzionali alla professione è l’esperienza ed il sapere individuale.

Per l’elaborazione del progetto formativo, è stato costituito un gruppo di lavoro in cui si è voluto far convergere “le esperienze esperte” delle diverse realtà operative con l’ormai consolidato sapere formativo dell’ISSP e dell’Ufficio della Formazione della D.G. Personale e formazione.

Inoltre, nella realizzazione del percorso formativo, sono stati coinvolti  docenti universitari e professionisti che collaborano con le Università nell’ambito della ricerca e della formazione,  affiancati nella docenza - per lo sviluppo di temi specifici strettamente tecnici - dal personale dell’Amministrazione Penitenziaria.

Non importa quante volte cadi.
Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi.
(Joe Biden)

L’attività formativa che si avvia riveste una particolare importanza perché si configura come formazione iniziale  rivolta alle prime 86 unità degli educatori penitenziari vincitori di concorso pubblico per esami a 397 posti indetto con P.D.G. 21 novembre 2003 a distanza di diciotto anni dall’ultima immissione in ruolo avvenuta con tale modalità.

Negli ultimi anni l’Amministrazione è stata impegnata in altre attività di formazione dedicate agli educatori, ma in ambiti sostanzialmente diversi. Si è trattato infatti di percorsi di riqualificazione - quindi rivolti a personale interno - e di iter formativi   dedicati ad educatori che sono  stati stabilizzati a seguito di specifico intervento legislativo. Anche in questo caso il corso si è svolto dopo  un consistente periodo di attività lavorativa e si è connotato come una sistematizzazione dell’esperienza svolta ai fini di una esatta collocazione operativa del ruolo.

Per gli  educatori neoassunti - i primi vincitori di concorso esterno  a cui è stato richiesto il titolo di studio della laurea magistrale -  l’avvio della formazione d’ingresso è contestuale alla presa di servizio e quindi il progetto formativo che li riguarda  deve assolvere ad un compito di particolare delicatezza, orientando l’intervento verso un accompagnamento nell’inserimento lavorativo che faciliti la conoscenza del contesto e dei processi lavorativi, la socializzazione ed interazione con gli altri operatori, la gestione del ruolo attraverso l’ individuazione degli strumenti più idonei e l’acquisizione delle capacità e competenze necessarie al loro utilizzo.

L’acronimo che è stato creato per dare un nome al progetto di formazione, gioca sulla doppia modalità possibile di lettura della parola: EDUCARE o EDU-C.A.RE, in cui emerge  il significato della “presa in carico”. La formazione prende in carico i nuovi educatori per prepararli a loro volta a “prendere in carico” i detenuti.

Ma fortemente significative ed esplicative del metaobiettivo del corso sono le parole le cui iniziali formano l’acronimo: Esplorare Dimensioni Umane Costruendo Attività Rieducative Efficaci. Al centro è la persona; il punto di partenza per elaborare forme di riflessività dell’azione educativa e per attivare azioni più funzionali alla professione è l’esperienza ed il sapere individuale.

L’inserimento dei neoeducatori negli istituti avviene in un momento particolarmente critico per il mondo penitenziario, che riflette pienamente le contraddizioni di un contesto esterno sempre più problematico, multietnico ed in cerca di nuovi ma difficili equilibri. E comunque esso deve rispondere alle richieste collettive di sicurezza e prevenzione ed allo stesso tempo di efficienza ed efficacia, senza comunque dimenticare l’art. 27 della nostra Costituzione.

In particolare gli educatori affiancheranno colleghi che da anni hanno dovuto sopperire alla carenza di organico - in una condizione di cronico sovraffollamento - con un surplus di impegno e di lavoro, ma  in alcune realtà potranno anche trovarsi ad essere l’unico operatore del trattamento.

Per l’elaborazione del progetto formativo, è stato costituito un gruppo di lavoro in cui si è voluto far convergere “le esperienze esperte” delle diverse realtà operative con l’ormai consolidato sapere formativo dell’ISSP e dell’Ufficio della Formazione della D.G. Personale e formazione.

Ha così partecipato alla progettazione del percorso  oltre al personale delle agenzie formative centrali - i funzionari dell’ISSP e per l’Ufficio della  formazione del DAP la dr.ssa Paola Gubbiotti, il responsabile dell’area pedagogica della CC Prato  e di quella della CC di Alba, il responsabile del settore trattamento e lavoro del PRAP di Bari, un dirigente di area 1 della Direzione Generale Detenuti e Trattamento, il Dirigente di area 1 responsabile dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del PRAP di Cagliari.

E’ perseguendo l’obiettivo di fornire un prodotto di qualità, che sono stati coinvolti nella realizzazione del percorso formativo docenti universitari e professionisti che collaborano con le Università nell’ambito della ricerca e della formazione, affiancati nella docenza - per lo sviluppo di temi specifici strettamente tecnici - dal personale dell’Amministrazione Penitenziaria.

La formazione in questa occasione è il presupposto strategico e funzionale per la definizione di un ruolo basato su coordinate pedagogiche ad ampio raggio che pongano la centralità dei bisogni della persona nell’ambito della relazione d’aiuto.

Si tratta di sviluppare adeguate capacità e competenze per evitare che a fronte delle difficoltà operative si cada in una eccessiva burocratizzazione del ruolo o in vissuti personali di inadeguatezza. L’educatore oggi, nel quadro delle articolazioni funzionali relative al profilo professionale, deve saper rimodulare prassi e tecniche di intervento e adeguare i propri strumenti operativi, convogliando  tutte le energie per apprendere ad apprendere ed arricchire così la propria professionalità della necessaria flessibilità che il continuo evolversi delle situazioni richiede.

OBIETTIVI GENERALI

Lo sviluppo delle attività formative intende consentire ai neoassunti un approccio alla realtà operativa per quanto possibile guidato che offra, a partire dagli elementi conoscitivi fondamentali, una formazione di ingresso utile alla definizione di una identità professionale caratterizzata da un sapere pedagogico forte, omogeneo ma anche declinabile secondo l’enorme varietà degli interventi specifici di esercizio del lavoro educativo, accompagnata da una adeguata preparazione giuridica e tecnico-professionale. 

Oggi l’educatore deve essere preparato ad agire in  contesti multiproblematici attraverso l’apprendimento delle metodologie e delle tecniche ascrivibili allo specifico professionale ed è quindi decisivo che  sia in possesso di strumenti che ne caratterizzino compiutamente il ruolo e le mansioni.  E che lo caratterizzino   soprattutto in relazione ai compiti ed ai ruoli delle  altre figure che incontra nell’agire professionale quotidiano, come ad esempio gli operatori appartenenti alla polizia penitenziaria, gli assistenti sociali, gli operatori del Ser.T., gli esperti psicologi. E’ importante perciò fornire una visione operativa che sottolinei l’unitarietà della mission di tutti i settori dell’istituto penitenziario.

È necessario definire bene il “ruolo”, l’habitus pedagogico dell’educatore e il suo “assest” all’interno della matrice organizzativa. Occorre pertanto dare una mappatura dell’esistente  e del sistema all’interno della quale le diverse professionalità si collocano e  sottolineare che  l’identità professionale va percepita come un processo e non come un fatto acquisito.

Ogni operatore nel tentativo di definirla deve spostare l’attenzione sui punti di flessibilità  compatibili con l’istanza di collaborazione ed integrazione di competenze e risorse altrui, che caratterizza i gruppi di lavoro e ne avvalora la progettualità.
La formazione dovrà pertanto fornire a ciascuno gli strumenti per la lettura dei fattori che concorrono alla rappresentazione della propria identità professionale in rapporto agli altri operatori che ugualmente si relazionano con l’utente.

L’impostazione metodologica del corso si caratterizza per un approccio che focalizza il rapporto teoria-pratica  cercando una continua interazione tra setting operativo e setting formativo al fine di realizzare l’integrazione tra la formazione teorica  e l’esperienza professionale concreta.

I moduli in cui è strutturato il corso costituiscono le tappe dell’iter attraverso il quale realizzare l’output desiderato. L’impostazione modulare ha consentito di comporre e scomporre le aree tematiche curando soprattutto i nessi tra il contenuto proposto, il raggiungimento dell’obiettivo di modulo e il lavoro nel tirocinio.

In ogni modulo si è sviluppato un percorso formativo equilibrato tra le conoscenze e competenze di tipo pedagogico-educativo e di tipo psicologico organizzativo e comunicativo. In modo trasversale  attraverseranno l’intero percorso estrapolando di volta in volta dagli argomenti chiave, i contenuti utili all’organizzazione del cammino formativo e funzionali all’acquisizione del know-how.

Gli obiettivi generali del corso sono pertanto:

  • facilitare la conoscenza e la comprensione degli assetti organizzativi  e dei processi lavorativi  in funzione di   una corretta collocazione del ruolo e delle funzioni;
  • favorire l’acquisizione di una piena consapevolezza del proprio ruolo    stimolando le capacità di elaborazione personale per  una gestione flessibile della   funzione  operativa;
  • consentire l’acquisizione delle competenze connesse allo svolgimento del ruolo;
  • approfondire  la conoscenza e l’acquisizione di modelli teorici e metodologici  dell’intervento educativo in età adulta;
  • favorire l’acquisizione  di una visione processuale dell’intervento educativo e l’adozione di modelli valutativi dei percorsi trattamentali;
  • fornire una conoscenza analitica del contesto professionale specifico che ampli il patrimonio conoscitivo di base  e ne faciliti l’efficace utilizzazione;
  • favorire lo sviluppo di modelli di comportamento orientati all’integrazione e alla collaborazione  operativa sia all’interno della area educativa che con le altre aree e facilitare l’uso di un linguaggio culturale ed operativo comune.

STRUTTURA TECNICA, ARTICOLAZIONE E DURATA

L’avvio delle attività prevede una fase iniziale in plenaria   consistente in una informazione  generale propedeutica ai lavori teorici e pratici che si svolgeranno nelle settimane di didattica.
Questa introduzione costituirà un momento di complessiva conoscenza dell’organizzazione dell’Amministrazione Penitenziaria centrale e periferica e dell’assetto operativo con riferimenti ai principali ruoli, funzioni e alla operatività delle aree.
I corsisti, in considerazione del loro elevato numero, saranno suddivisi in tre gruppi che contemporaneamente seguiranno l’attività formativa - coincidente con il periodo di prova - la cui durata prevista è di quattro mesi.

La metodologia di progettazione formativa adottata  intende rispondere all’obiettivo - requisito  di realizzare un processo didattico unitario - pur nella molteplicità delle aree tematiche - che intende finalizzare in modo reale e integrato tutte le attività del corso al raggiungimento degli obiettivi globali.

I contenuti del progetto formativo sono stati definiti a seguito dell’acquisizione preliminare dei seguenti elementi di analisi: 

  • Analisi del ruolo e delle mansioni
  • Analisi dell’attuale  contesto penitenziario
  • Rilevazione, attraverso questionari somministrati ad un gruppo interprofessionale, dell’attuale collocazione professionale dell’educatore penitenziario in ragione delle priorità espresse dalla popolazione detenuta
  • Rilevazione dei fabbisogni di formazione attraverso elementi rilevati durante il percorso selettivo
  • Analisi delle esigenze organizzative rilevate attraverso il confronto dei componenti il gruppo di lavoro

Ciò premesso sono stati individuati i contenuti e l’impostazione metodologica di fondo volti a sostenere le dimensioni del  sapere, del saper fare e del saper essere in maniera organica.

La definizione dell’area delle conoscenze (sapere) è stata ispirata ad una logica integrativa rispetto a contenuti già accertati durante il concorso e pertanto è stata  declinata come  approfondimento a carattere prevalentemente tematico con continuo riferimento agli aspetti applicativi. L’apporto dei docenti sarà pertanto quello di ridefinire concetti di fondo entro cornici teoriche riferite alle attuali conoscenze ed approcci delle diverse discipline favorendo una visione integrata degli specifici  contributi settoriali.

La presenza di tutor d’aula individuati tra educatori con consistente esperienza professionale garantirà il costante riferimento alle prassi operative,   sia in aula che in sede di lavoro.
Particolare attenzione è stata prestata  alla scelta del personale che svolgerà questa delicata funzione.  I tutor d’aula che seguiranno le tre aule in cui sono stati divisi i corsisti  sono: la dr.ssa Patrizia Borgia in servizio presso la C.C. di Novara, Enrico Capitelli in servizio presso la C.C. di Vasto, la dr.ssa Patrizia Luisa De Santis dalla C.C. di Sondrio, dr.ssa Maria Carmela Linsalata dal Provveditorato Regionale di Bari, Sergio Pasquali dalla C.C. di Alba, dr. Filippo Paternò dalla C.C. di Sanremo, dr.Pasquale Scala  dalla C.C. di Prato.

I tutor d’aula costituiranno il collegamento quotidiano fra i partecipanti ed il corso con particolare riferimento alla valutazione della rispondenza e della partecipazione d’aula, a facilitare la declinazione dei contenuti presentati in aula dai docenti nello specifico contesto organizzativo in cui operano gli educatori, a facilitare un clima d’aula favorevole all’apprendimento  e a supportare i docenti nelle esercitazioni didattiche.
Il gruppo dei tutor sarà coordinato dal direttore del corso, dr.ssa Patrizia Trombetti, in servizio presso l’Istituto Superiore di Studi Penitenziari, con funzione di responsabilità e di rappresentanza istituzionale nella gestione dell’attività formativa.

Per tutta la durata delle attività formative sarà attivato un forum  in cui si sperimenterà un’aula virtuale ove si possano condividere ed elaborare i lavori di gruppo, scambiare esperienze, fornire una banca dati di materiali di consultazione relativi agli interventi didattici d’aula, presentare all’ISSP gli elaborati relativi ai lavori di gruppo.

L’amministrazione  del sistema  ed il supporto tecnico è dell’ISSP e sarà curato da Mario Amato, mentre il controllo didattico-professionale  è dei tutor virtuali : Dr. Giampaolo Cassitta - PRAP Cagliari- e di Sergio Pasquali, che sarà presente anche in modo trasversale nelle aule insieme ai tutor d’aula.

Area delle conoscenze educativo-pedagogiche

I contenuti riferibili a questa area, che costituiscono la parte più consistente e qualificante del percorso formativo  verranno complessivamente  ed organicamente trattati sia dal punto di vista teorico che pratico.

Obiettivi

Lo sviluppo di conoscenze relative a questa area sarà finalizzata all’acquisizione
di competenze quali:

  • accompagnare e sostenere il processo di assunzione del ruolo
  • gestire in maniera personale e professionale le problematiche e difficoltà incontrate nella realtà operativa
  • acquisire pratiche operative nel campo della relazione educativa e nella gestione dei conflitti
  • stabilire relazioni efficaci con il contesto interno ed esterno per realizzare e promuovere azioni di supporto, consulenza, aiuto ed orientamento
  • conoscere le finalità della relazione educativa
  • conoscere l’importanza del processo comunicativo

Area delle conoscenze tecnico/professionali

La riflessione sulle conoscenze tecnico professionale e quelle educative pedagogiche attraverseranno l’intero percorso formativo

Obiettivi

  • Sviluppare la capacità di gestire un colloquio con l’utente
  • Apprendere un approccio di lavoro multiprofessionale
  • Sviluppare la capacità di collaborare
  • Approfondire e consolidare la conoscenza degli strumenti professionali dell’educatore, comprendendone finalità ed applicabilità
  • Ampliare la capacità di progettazione individuale
  • Apprendere le tecniche di mediazione
  • Apprendere strategie e tecniche per la prevenzione dei rischi professionali delle professioni di aiuto

Area delle conoscenze giuridiche

I contenuti ascrivili a questa area si collocano come integrativi rispetto alle conoscenze già accertate durante la selezione e sono stati definiti per il raggiungimento dei seguenti:

Obiettivi

  • tradurre operativamente le previsioni normative ed amministrative che definiscono la mission istituzionale e delineano le competenze professionali dell’educatore
  • approfondire la conoscenza della normativa nazionale ed internazionale relativa alla tutela dei diritti umani
  • conoscere le  competenze istituzionali  in materia di legislazione sociale
  • conoscere  gli aspetti relativi alla responsabilità amministrativa ed alla tutela della privacy

Area delle conoscenze psicosociologiche e criminologiche

I contenuti riferiti  a questa area si collocano come trasmissione di conoscenze scientificamente consolidate secondo i più moderni approcci interpretativi dei fenomeni devianti e di forte allarme sociale ed ai conseguenti modelli di intervento.

Obiettivi

  • Attualizzare le conoscenze e gli approcci teorici che sono alla  base dei modelli interpretativi e di intervento di recupero e di reinserimento sociale per autori di reati di particolare allarme sociale o sommersi (violenze sessuali, familiari, pedofilia..)
  • Ridurre il gap tra la pratica professionale e le conoscenze teoriche di riferimento
  • Approfondire gli aspetti relativi alle dipendenze ed al trattamento riabilitativo con attenzione agli attuali stili di consumo di sostanze
  • Approfondire gli aspetti relativi all’immigrazione ed agli interventi nei confronti di detenuti stranieri
  • Presentare progetti mirati a specifici target

Area delle conoscenze organizzative

In questa area confluiscono i contenuti relativi al rapporto con l’organizzazione ed alla collocazione professionale

Obiettivi

  • conoscere ed approfondire gli aspetti legati al rapporto di lavoro nella Pubblica Amministrazione
  • conoscere approfonditamente l’organizzazione e le competenze dei vari livelli organizzativi dell’Amministrazione penitenziaria
  • favorire un approccio al contesto basato sul rispetto delle competenze delle varie professionalità

Il percorso didattico prevede l’alternanza di didattica e di formazione on the job.

Sono infatti previsti, in alternanza ai periodi in aula, due tirocini. Il primo   tirocinio - dopo il primo modulo didattico -  sarà di tre settimane ed il secondo durerà  quattro settimane dopo la conclusione del secondo modulo.
Il primo tirocinio si svolgerà in una sede di servizio diversa dalla propria ma nell’ambito territoriale del Provveditorato di appartenenza,  mentre nel secondo periodo i corsisti  sperimenteranno nella realtà operativa del proprio istituto  quanto osservato in altre sedi avendo già acquisito una conoscenza di massima dei servizi e dei processi lavorativi dell’istituto penitenziario. In questo  secondo tirocinio, seguendo indicazioni opportunamente fornite, si caleranno operativamente nel ruolo. Come per il periodo di didattica, in entrambi i periodi di tirocinio i corsisti saranno affiancati da un educatore di comprovata esperienza con funzione di mentoring.

La rielaborazione, la scoperta personale, la consapevolezza, riferiti ai compiti reali e situazioni contingenti  e alla modalità di percepirli e affrontarli creeranno   una interazione continua tra apprendimento ed azione. Si darà ampio respiro all’esperienza dei partecipanti, alla loro responsabilizzazione e  a tutti gli interrogativi che favoriscono l’analisi e l’interpretazione della realtà.

Verrà in tal senso utilizzato, quale strumento di supporto e monitoraggio permanente del tirocinio il forum che consentirà ai partecipanti di socializzare  l’esperienza in istituto e ricevere sollecitazioni ed indicazioni da parte dei gestori del forum stesso.

Linea di forza è quindi, nel percorso formativo proposto, la verifica e la rielaborazione dell’esperienza di tirocinio a cui verrà dato ampio spazio per riportare in sede teorica l’analisi dell’esperienza reale dei partecipanti che sarà assunta come materiale su cui lavorare così che i processi di apprendimento  possano scaturire dall’elaborazione empirica. I partecipanti, seguiti da un team di tutor, utilizzando metodologie attive si confronteranno e dibatteranno sui propri vissuti operativi, sulle interazioni più significative e sulle difficoltà rilevate. Attraverso la riflessione e lo studio dei risultati raggiunti i corsisti saranno invitati ad analizzare le criticità ed a focalizzare su queste particolare attenzione.

METODOLOGIE DIDATTICHE

La metodologia formativa rimanda ai contenuti dell’andragogia. Si è partiti dall’assunto che la classica lezione frontale, pur continuando ad avere i suoi punti di forza, rischia di offrire contenuti “imparati” ma poco agiti. Sarà privilegiata una  metodologia partecipata (bottom up), più adatta ad un pubblico adulto e che  consente, infatti, di partire dai partecipanti.  La didattica partecipata prevederà, quali strumenti di riferimento, e nel rispetto degli obiettivi e dei contenuti formativi, l’utilizzo di tecniche adatte alla conduzione pedagogica dei gruppi e alla facilitazione della comunicazione quali il focus group, il brainstorming, il metodo autobiografico, il role-playing, le simulate.

La condivisione attiva e partecipata di difficoltà e problematiche professionali, anche non disgiunte da quelle relative ai vissuti personali, ovvero momenti di “semplice conversazione” costituiranno, inoltre, momenti di auto-apprendimento finalizzati alla costituzione di griglie interpretative del background professionale dei partecipanti al fine di un approccio più riflessivo della pratica futura e confronto con le pratiche degli altri.

Tuttavia saranno talvolta utilizzate anche  metodologie tradizionali  in relazione all’argomento da trattare, quali

  • lezioni  (svolte utilizzando supporti didattici quali lavagna luminosa, lucidi, filmati ecc.)
  • conferenze e tavole rotonde

VALUTAZIONE E CONTROLLO DELLA FORMAZIONE

All’interno del processo formativo saranno predisposti adeguati strumenti sia per il controllo dei risultati in itinere  e finali.
Lo staff   si avvarrà del feed-back ricevuto nella verifica del tirocinio   e del follow up successivo ad ogni modulo per monitorare di volta in volta il raggiungimento degli obiettivi.
Il percorso nel suo complesso mantiene margini di flessibilità per consentire la possibilità di rispondere ad esigenze di approfondimenti o di focalizzazioni su argomenti che emergeranno via via direttamente dai corsisti ed a tal fine al termine di ogni modulo è prevista la somministrazione di  questionari.

I MODULO - 3 giugno - 19 giugno

obiettivi

  • fornire strumenti idonei all’acquisizione di una conoscenza articolata della realtà operativa  guidando una osservazione mirata delle aree funzionali ed in particolare della loro interazione nell’area trattamentale
  • facilitare la conoscenza di teorie, metodi e modelli di riferimento dell’educazione in età adulta
  • facilitare l’apprendimento della metodologia e strumenti del lavoro educativo nell’ambito penitenziario

I TIROCINIO - 22 giugno -10 luglio
durata: 3 settimane sede: ALTRO ISTITUTO

obiettivi

  • Facilitare l’osservazione e guidare la conoscenza dell’istituto in senso operativo
  • Favorire l’osservazione e la conoscenza delle diverse aree e servizi attraverso l’affiancamento agli operatori
  • Avviare una riflessione sul ruolo nella operatività e nella relazione con l’utente attraverso un approccio guidato

Durante questo periodo i  corsisti saranno suddivisi in piccoli gruppi (6-9 unità), in sedi diverse da quella di assegnazione. Questo permetterà loro di conoscere realtà diverse da quelle di appartenenza  ed ampliare il panorama conoscitivo dell’Amministrazione. Procederanno alla “scoperta” del contesto penitenziario utilizzando griglie di lavoro appositamente strutturate che li aiuteranno a focalizzare alcuni specifici processi di lavoro e svolgeranno  attività propedeutiche   di ausilio.
In questo loro percorso saranno   seguiti  dall’educatore individuato come tutor di tirocinio che li accompagnerà durante l’esperienza pratica. Li guiderà rispetto a che cosa sia importante vedere e conoscere nello spazio temporale disponibile per approcciare correttamente alla futura professione di educatore penitenziario.

I  tutor di tirocinio – attraverso un breve percorso formativo svolto presso l’Istituto Superiore – hanno avuto modo di condividere l’intero progetto ed il mandato di tirocinio  in modo che effettivamente si saldi la formazione in aula con la formazione on the job.

I tirocinanti avranno spazi adeguati per confrontarsi tra di loro ed elaborare l’esperienza   in corso con l’aiuto degli stessi tutor.
Al termine delle tre settimane  dovranno individuare spunti di riflessione  ed enucleare aspetti problematici per una  valutazione  degli elementi di conoscenza e dell’esperienza professionale acquisita che sarà oggetto dei lavori di gruppo e di aula al ritorno nella sede dell’ISSP.

II MODULO - 13 - 31 luglio

obiettivi

  • Focalizzare aree tematiche nell’ambito dello specifico settore sulla base dell’osservazione della realtà e delle conoscenze acquisite nelle fasi precedenti
  • Approfondire le conoscenze inerenti la magistratura di sorveglianza e la gestione delle misure alternative
  • Approfondire le conoscenze relative alle conseguenze psicofisiche della detenzione
  • Focalizzare l’utilizzo di specifici strumenti professionali
  • Sperimentare l’utilizzo di specifici strumenti professionali in attività laboratoriali

II TIROCINIO - durata: 3 agosto - 31 agosto - sede di servizio

Durante questo periodo il corsista  inizierà il processo di inserimento nella propria realtà operativa . E’ un momento particolarmente delicato in cui l’insegnamento teorico ricevuto si trasforma  in un bagaglio di competenze e abilità necessario a svolgere il proprio compito.

Il tirocinante si troverà quindi ad:

  • Analizzare il quadro organizzativo della realtà  operativa della propria sede: servizi, uffici e relative competenze con riferimento ai flussi di comunicazione
  • Capire la sua collocazione di ruolo all’interno della matrice organizzativa
  • Osservare i processi di lavoro  connessi alla tutela della sicurezza e alla gestione ed al trattamento dei detenuti
  • Sperimentarsi nell’utilizzo degli strumenti professionali

Anche in questa esperienza il neoassunto, sarà seguito da un tutor, che in questo secondo tirocinio si pone al fianco del tirocinante con una funzione di guida e di accompagnamento non solo sul piano della conoscenza e dell’apprendimento  ma anche e soprattutto nel processo di inserimento ed integrazione nell’organizzazione.
Il tirocinante utilizzerà una  griglia di lavoro appositamente predisposta che, a partire da quella strutturata con campi aperti e utilizzata nel primo tirocinio, permetterà una osservazione e conoscenza più analitica, andando ad approfondire specifiche prassi di lavoro.

Al termine delle cinque  settimane  saranno così individuati aspetti di riflessione ed enucleati  fattori problematici per una  valutazione delle conoscenze e dell’esperienza professionale acquisita che sarà oggetto dei lavori di gruppo e di aula alla ripresa delle attività presso l’ISSP.

III  MODULO - 1-25 settembre 2009

Seguendo l’itinerario logico articolato in aree tematiche, nell’ultimo modulo si procederà su ambiti via via più specifici e dettagliati con livelli di maggiore   approfondimento in un percorso che porterà al pieno raggiungimento degli obiettivi del corso, attraverso i contributi forniti dai partecipanti dall’esperienza del tirocinio elaborati con l’aiuto dei docenti.

Dare in carcere spazio  alla persona significa creare intorno una opportunità di recupero. Una simile possibilità passa anche attraverso il contributo di ciascun operatore penitenziario.

Il concorso di riferimento è concorso pubblico per esami a 397 posti di Educatore- area C posizione economica C1 data di assunzione 25 maggio 2009