Protocollo d’intesa tra gli uffici giudiziari del Distretto di Corte d’appello di Reggio Calabria per la realizzazione di interventi giudiziari coordinati a tutela dei minorenni disagiati - 21 marzo 2013
21 marzo 2013
Protocollo d’intesa
Uffici Giudiziari del Distretto di Corte d’Appello di Reggio Calabria
Seppur da molti anni l’USSM di Reggio Calabria è destinatario di provvedimenti amministrativi per i quali comunque ci si è attivati considerando la delicatezza di alcune vicende personali e familiari, di recente l’Ufficio è destinatario di “peculiari” provvedimenti emessi dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, precisamente nove, in favore di minori appartenenti a famiglie di ‘ndrangheta o affiliate che spesso prevedono l’allontanamento (immediato e provvisorio) dai nuclei familiari di riferimento (nei confronti dei genitori viene emesso provvedimento di limitazione della potestà genitoriale) da effettuarsi in collaborazione con i Servizi territoriali ed, ove necessario, con l’ausilio dell’Ufficio Minori della Questura di Reggio Calabria.
Già in questa fase l’Ufficio va incontro ad una complessa attività di coordinamento ed integrazione degli interventi che vanno dalla composizione dell’èquipe, della strategia operativa, dalla “individuazione” da parte dell’Ente territoriale della Struttura idonea all’accoglienza, della presentazione del caso, all’accompagnamento, all’inserimento, alla costruzione del programma trattamentale.
Presso molti Comuni del territorio il Servizio sociale professionale è addirittura assente e all’Amministrazione coinvolta ( nelle figure vuoi del Sindaco o del Dirigente) in ragione di ciò ritengono “semplicemente” di essere sollevati dalla responsabilità delegata dalle norme e dalla specifica ordinanza. Inoltre, nei provvedimenti è presente la richiesta di affido familiare e di individuazione di idoneo nucleo familiare cui affidare al più presto il minore.
Questa dimensione operativa di stretta competenza dei Servizi degli EE. LL. in molti dei casi trattati è estremamente farraginosa per la scarsa organizzazione degli stessi Servizi.
L’ulteriore previsione di percorsi di educazione alla genitorialità consapevole ed ai principi della legalità per i genitori è difficile da attuare anche per la ritrosia dei soggetti destinatari dei provvedimenti che dalla mancata elaborazione metodologica o culturale dei Servizi.
Alcuni casi in particolare sono stati avviati ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. 448/88. Rispetto a questa tipologia di ordinanza emessa a pieno titolo nell’ambito del nuovo codice di procedura penale minorile la competenza dei Servizi minorili della Giustizia è piena. Si ritiene che particolare attenzione debba essere data verso la costruzione di accordi con gli Organismi deputati degli EE.LL. ai fini di prevedere una “procedura standardizzata” che faciliti l’emanazione dei provvedimenti dei competenti organi dirigenziali per l’individuazione “immediata” di strutture di accoglienza per i minori e/o di famiglie affidatarie.
L’innovativo protocollo tra gli Uffici Giudiziari del Distretto della Corte d’Appello di Reggio Calabria è stato siglato il 21 marzo 2013.
Obiettivo dell’intesa è quello di realizzare interventi giudiziari coordinati a tutela dei minorenni disagiati, autori o vittime di reati della provincia di Reggio Calabria, territorio caratterizzato dalla capillare presenza di organizzazioni criminali a struttura familiare e dove la cultura di ‘ndrangheta rientra tra i fattori gravemente turbativi della crescita dei giovani.
Il protocollo – assolutamente originale per le ampie sinergie contemplate e la metodologia operativa calibrata sulla specificità del territorio – prevede:
- Circuito comunicativo volto ad attivare procedure civili e penali a tutela dei minori, in parallelo o in esito ai procedimenti per reati di c.d. criminalità organizzata e altro.
- Coordinamento tra gli uffici inquirenti e gli uffici giudiziari minorili, finalizzato all’adozione di tempestive misure a tutela della prole minore di soggetti sottoposti a misure di protezione o che intraprendono percorsi di collaborazione con la giustizia.
- Coordinamento tra gli uffici giudiziari nei procedimenti penali per reati commessi in concorso da maggiorenni e minorenni, con l’obiettivo di razionalizzare le risorse e evitare superflue duplicazioni di attività probatorie.
- Cooperazione nei procedimenti penali e civili per reati sessuali e/o di maltrattamenti in danno di minori, finalizzata a concentrare in un’unica soluzione l’audizione della vittima onde evitarne ripetuti e traumatici esami.