Protocollo d'intesa "Mi riscatto per il futuro" tra il Ministero della giustizia e le Ferrovie dello Stato Italiane - 21 luglio 2022

21 luglio 2022

Emblema del Ministero della giustizia e logo ente sordi

 

“MI RISCATTO PER IL FUTURO”

PROTOCOLLO D’INTESA

TRA

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

(con sede legale in Roma, via Arenula 70, nella persona della Signora Ministra, prof.ssa Marta Cartabia)

E

FERROVIE DELLO STATO ITALIANE S.p.A.

(Società con Socio Unico con sede in Roma, Piazza della Croce Rossa n. 1, iscritta al Registro delle Imprese di Roma, Cod. Fisc. e P. Iva n. 06359501001 – R.E.A. n. 962805, nella persona dell’Amministratore delegato, dott. Luigi Ferraris)

di seguito anche Parti

 

“MI RISCATTO PER IL FUTURO”

 

Le Parti
Considerato che

  • nello spirito dell’articolo 27 della Costituzione, il trattamento rieducativo dei condannati deve tendere “al reinserimento sociale degli stessi”;
  • ai sensi dell’articolo 15 della Legge 354/75 il lavoro all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari, anche accompagnato da opportune iniziative di formazione e tutoring, rappresenta strumento fondamentale di rieducazione, recupero e reinserimento sociale dei soggetti detenuti in espiazione di pena definitiva;
  • l’articolo 20 ter della Legge 354/75 rubricato “Lavoro pubblica  utilita”, come modificato dal D.lgs. 2 ottobre 2018, n. 124 recante “Riforma dell’ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario”, prevede che negli istituti penitenziari e nelle strutture ove siano eseguite misure privative della libertà devono essere favorite in ogni modo la destinazione delle persone detenute\condannate  la loro partecipazione a corsi di formazione professionale. A tal fine possono essere organizzati e gestiti, all’interno e all’esterno dell’istituto, lavorazioni e servizi attraverso l’impiego di prestazioni lavorative delle persone detenute e dei soggetti internati. Possono essere istituite, altresì, lavorazioni organizzate e gestite direttamente da enti pubblici o privati nonché corsi di formazione professionale;
  • Il d.P.R. 230/2000, “Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà”, prevede:
    • all’articolo 1 che “il trattamento rieducativo (...) è diretto a promuovere un processo di modificazione delle condizioni e degli atteggiamenti personali, nonché delle relazioni familiari e sociali che sono di ostacolo a una costruttiva partecipazione sociale”;
    • all’articolo 27 che la persona giunga a una “riflessione sulle condotte antigiuridiche poste in essere, sulle motivazioni e sulle conseguenze negative delle stesse per l’interessato medesimo e sulle possibili azioni di riparazione delle conseguenze del reato, incluso il risarcimento dovuto alla persona offesa”;
    • all’articolo 68, comma 6, che le Direzioni degli istituti e dei Centri di servizio sociale curino la partecipazione della comunità al reinserimento sociale dei condannati e le possibili forme di essa;
  • il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amm.ne penitenziaria - è impegnato a  promuovere ogni iniziativa tesa allo sviluppo delle attività lavorative in favore della popolazione detenuta, al fine di ridurre il rischio di recidiva e recuperare alla comunità il reo, individuando, in sinergia con la Magistratura di sorveglianza e con gli enti territoriali, percorsi di formazione, riabilitazione e reinserimento sociale in favore di soggetti condannati definitivi in espiazione di pena, ponendo attenzione anche alla dimensione della riparazione del danno conseguente alla commissione del reato.

PREMESSO CHE

  • Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (in seguito per brevità “DAP”), organo centrale del Ministero della Giustizia, è deputato alla promozione, al coordinamento e al monitoraggio degli interventi trattamentali attuati nei confronti delle persone in esecuzione penale intramuraria attraverso i Provveditorati Regionali e gli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale, in ciò interagendo con gli Enti pubblici e privati, nazionali e locali, per favorire una programmazione comune utile al perseguimento dell’inclusione sociale dei soggetti sottoposti a provvedimenti limitativi della libertà personale.;
  • FS Italiane è holding di un Gruppo tra le più grandi realtà industriali del Paese, leader nel trasporto passeggeri su ferro al servizio dei pendolari e dei passeggeri dei treni alta velocità. FS Italiane mira a diventare impresa di sistema, implementando la sua offerta di servizi di mobilità e logistica integrati e sostenibili attraverso le infrastrutture di trasporto;
  • FS Italiane pone la solidarietà a valore fondamentale di ogni sua azione che si concretizza, attraverso la funzione di Politiche sociali del Gruppo, nella realizzazione di progetti e iniziative a favore delle persone in condizione di fragilità;
  • FS Italiane è impegnata a contribuire alla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs - Sustainable Development Goals) definiti dalle Nazioni Unite, facendo in modo che le attività svolte rientrino in un modello di creazione di valore condiviso (CSV – Creating Shared Value);

TUTTO CIÒ PREMESSO

Le Parti adottano il seguente Protocollo per avviare una collaborazione per la valutazione ed eventuale sviluppo di progetti di formazione, rieducazione e reinserimento dei detenuti

SI CONVIENE QUANTO SEGUE

Art. 1
Oggetto e Finalità

Il Ministero della Giustizia e FS Italiane, anche a mezzo di Società del Gruppo, si impegnano a collaborare per lo studio, l’analisi e lo sviluppo di possibili progetti volti a  favorire  l’istruzione e la formazione delle persone detenute, l’eventuale impiego in programmi di pubblica utilità e/o lavoro intramurario e possibili progetti di orientamento professionale intesi come abilitatori del reintegro della persona detenuta nel tessuto sociale volti a contribuire alla restituzione a quest’ultima, della dignità di cui ha diritto.

Art. 2
Accordi attuativi

Le Parti istituiscono un tavolo di lavoro composto in un massimo di sei rappresentanti, tre per Parte, che ha l’obiettivo di studiare e verificare specifiche iniziative orientate al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (cc.dd. SDG – Sustainable Development Goals) ed in linea con la strategia di sostenibilità di FS Italiane.
All’esito delle attività del tavolo di lavoro, le Parti avranno facoltà di stipulare specifici accordi attuativi che, tra l’altro, individueranno a) la popolazione discente b) le materie oggetto di formazione c) il personale di FS e sue controllate eventualmente impegnato nelle attività di formazione, nel rispetto degli obblighi derivanti in capo a Fs in relazione alla sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro.
Tali accordi dovranno individuare le modalità di somministrazione della formazione, i temi oggetto di istruzione e formazione delle persone detenute  nonché il livello qualitativo e professionale atteso dalla formazione erogata, i termini di attuazione degli interventi formativi, le forme di coordinamento tra le Parti, la verifica e il controllo delle iniziative, le strutture e il personale delle Parti da destinare a supporto di ogni singola attività.
Il Ministero della Giustizia e FS Italiane si rendono disponibili, altresì, a contribuire alla valutazione di progetti similari, nel rispetto degli obiettivi individuati nel presente Protocollo, in collaborazione con soggetti internazionali, laddove possibile per le parti.

Art. 3
Soggetti ammissibili alle attività e ambiti

Qualora vengano sottoscritti uno o più accordi attuativi di cui all’articolo precedente, le persone detenute nelle strutture gestite dal DAP, che saranno coinvolte nei singoli progetti, dovranno essere individuate dal DAP –Direzione Generale Detenuti e Trattamento Ufficio II - e da quest’ultimo segnalate a FS Italiane.
Le attività di cui agli accordi attuativi riguarderanno le persone detenute nel distretto territoriale ove insistono gli istituti penitenziari aderenti al progetto, che il DAP, Direzione Generale Detenuti e Trattamento Ufficio II in accordo con FS Italiane, avrà cura di individuare e selezionare negli accordi attuativi, in base ai requisiti previsti dalla vigente normativa.

Art. 4
Impegni comuni

Il Ministero della Giustizia ed FS Italiane, nell’attuazione del presente Protocollo d’intesa, faranno riferimento alle rispettive risorse professionali e strumentali per le finalità di cui all’articolo 1. Dall’attuazione del presente Protocollo non discenderanno maggiori costi per le parti. I componenti del gruppo di lavoro si faranno parte attiva per la verifica e la ricerca di tutti i finanziamenti disponibili a potenziale sostegno dell’iniziativa. Ove si rendessero necessari ulteriori finanziamenti per le attività previste, le parti provvederanno ad inserire costi e risorse in specifici accordi. 

Art. 5
Responsabilità delle Parti

Le Parti sono reciprocamente sollevate da responsabilità per eventuali danni ad esse non imputabili che dovessero subire il personale e i beni della controparte coinvolti nell’attività convenzionale.
Ogni attività si svolgerà nel rispetto delle leggi nazionali e delle normative interne che regolano l'attività di entrambe le Parti.

Art. 6
Referenti

La corretta esecuzione delle disposizioni contenute nel presente Accordo sarà assicurata da un Referente nominato da ciascuna Parte:

  • Referente per FS Italiane è Massimo Bruno, nella sua qualità di Chief corporate affair officer di FS Italiane (massimo.bruno@fsitaliane.it);
  • Referente per il Dap è Vincenzo Lo Cascio, responsabile della Sezione “Mi riscatto per il futuro” – Ufficio centrale lavoro detenuti (prot.dap@giustiziacert.it).

Ciascuna Parte potrà sostituire il proprio referente mediante comunicazione scritta all’altra Parte.                                                                                 

Art. 7
Durata

Il presente Protocollo d’intesa ha la validità di tre anni dalla data di sottoscrizione. Il presente Protocollo sarà in ogni caso efficace per tutta la durata degli accordi attuativi.                                                                                   

Art. 8
Uso del nome e marchio 

 Il presente Protocollo non conferisce alcun diritto a ciascuna Parte a usare per scopi pubblicitari, o per qualsiasi altra attività promozionale, alcun nome, marchio, o altra designazione dell’altra Parte (inclusi abbreviazioni delle Parti).
Il Ministero della Giustizia e FS Italiane, pertanto, per garantire la massima diffusione del presente Protocollo d’intesa, dei suoi contenuti e delle iniziative conseguenti, concorderanno ogni contenuto, materiale di diffusione e\o promozione della presente iniziativa, ivi compreso l’affiancamento dei logotipi, mediante specifici accordi scritti.

Art. 9
Proprietà dei prodotti didattici e pubblicazioni

 In caso di progetti condivisi e sviluppati in collaborazione tra le parti la proprietà intellettuale verrà definita in base a successivi accordi.

Roma, 21 luglio 2022

 

Ministero della Giustizia
La Ministra
Marta Cartabia  

Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane
L’Amministratore Delegato
Luigi Ferraris