Convenzione per la realizzazione del Parco della Giustizia di Bologna presso il compendio “Ex STA.VE.CO”, di proprietà dello Stato - 3 dicembre 2020

3 dicembre 2020

CONVENZIONE

per la realizzazione del “Parco della Giustizia di Bologna” presso il compendio “Ex STA.VE.CO”, di proprietà dello Stato

 

TRA

il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (di seguito anche “Ministero della Giustizia”) (Codice Fiscale 97591110586), con sede in Roma, via Arenula n. 70, in persona del dott. Lucio Bedetta, Direttore generale reggente della Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie;

E

l’Agenzia del Demanio (di seguito anche “Agenzia” o “Stazione Appaltante”) (C.F. 06340981007), con sede in Roma, Via Barberini n. 38, in persona del Direttore Cons. Antonio Agostini, in forza dei poteri attribuiti dal Regolamento di amministrazione e contabilità dell’Agenzia deliberato dal Comitato di Gestione in data 16 luglio 2019, approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 27 agosto 2019, pubblicato sul sito istituzionale dell’Agenzia in data 30 agosto 2019 e comunicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 9 settembre 2019;

(di seguito congiuntamente denominate le “Parti”);

PREMESSO CHE

  • la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico è parte integrante della strategia economica e di bilancio del Governo in quanto, oltre ai benefici per la finanza pubblica connessi al recupero della spesa e alla riduzione del debito, ha implicazioni rilevanti per l’efficienza nella gestione degli stessi asset pubblici;
  • l’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2020-2022, prevede che l’Agenzia del Demanio proseguirà a garantire la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, anche al fine del contenimento della spesa e della riduzione del debito pubblico nonché ad individuare nuovi modelli e soluzioni di utilizzazione degli immobili demaniali utili anche ad assecondare strategie di modernizzazione su base tecnologica dei servizi alla cittadinanza;
  • lo stesso Atto di indirizzo prevede, inoltre, che l’Agenzia del Demanio offra il supporto ad altre Amministrazioni centrali nella realizzazione di interventi di rilievo su immobili dello Stato, anche con risorse finanziarie messe a disposizione da queste ultime, nel quadro della cooperazione orizzontale fra soggetti pubblici e con la finalità di sviluppo e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico;

VISTO

  • il Protocollo di Intesa (di seguito anche “Protocollo”), avente ad oggetto la realizzazione della “Rifunzionalizzazione e adeguamento dell’edificio di proprietà dello Stato denominato “Ex Caserma STA.VE.CO” sottoscritto in data 23 gennaio 2018 dal Ministero della Giustizia, dall’Agenzia del Demanio, dal Comune di Bologna, dalla Corte di Appello di Bologna, dalla Procura Generale presso la citata Corte di Appello e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Provveditorato Interregionale alle OO.PP. per la Lombardia e l’Emilia Romagna, e nel quale sono riportate le seguenti premesse:
  1. La situazione allocativa degli uffici giudiziari di Bologna è da tempo all’attenzione del Ministero della Giustizia, in ragione dell’inadeguatezza degli spazi attualmente utilizzati ed alle condizioni di alcuni edifici dagli stessi occupati, e considerata la spesa connessa ai diversi contratti di locazione passiva, ad oggi pari a circa 5 milioni di euro annui;
  2. La Conferenza Permanente tenutasi in data 08/03/2017 presso la Corte di Appello di Bologna, a seguito della precedente riunione svoltasi in data 22/02/2017 presso la sede del Ministero della Giustizia, prendeva atto della necessità giuridica ed economica da parte di quest’ultimo di aderire al piano di razionalizzazione proposto dall’Agenzia del Demanio, da ultimo con nota prot. 2017/1238 del 27/01/2017, acquisita al prot. DOG n.4858 del 06/02/2017, contenente il cronoprogramma delle attività da svolgere per la ristrutturazione e rifunzionalizzazione del compendio di proprietà dello Stato denominato “ex Caserma STA.MO.TO”;
  3. Veniva tuttavia sottolineata in tale sede l’assoluta necessità, per evidenti ragioni di funzionalità degli uffici giudiziari bolognesi, che il trasferimento presso la nuova area ove era allocata la Caserma “STA.MO.TO” riguardasse la totalità degli stessi, e non soltanto quelli attualmente posti in immobili in regime di locazione privata;
  4. Proseguiva, pertanto, l’interlocuzione con l’Agenzia del Demanio, peraltro già avviata nel corso della riunione del 22/02/2017, finalizzata alla verifica di concreta fattibilità dell’operazione ed alla elaborazione di un piano finanziario, nonché di un cronoprogramma delle opere;
  5. Nel comunicare l’assenso alla soluzione inizialmente proposta dall’Agenzia del Demanio – nell’ambito del più vasto piano nazionale di razionalizzazione – il Ministero della Giustizia, alla luce di quanto evidenziato dalla Conferenza Permanente di Bologna, richiedeva alla predetta Agenzia di voler valutare la fattibilità di un’ipotesi di trasferimento della totalità degli uffici giudiziari bolognesi presso l’area della ex Caserma “STA.MO.TO”, verificando l’esistenza di eventuali fonti di finanziamento ed elaborando, ove possibile, un primo cronoprogramma delle opere a farsi;
  6. L’Agenzia del Demanio, con le note del 15/05/2017 e 17/05/2017 rappresentava di aver positivamente valutato la prospettata ipotesi di riallocazione totale, provvedendo inoltre alla trasmissione del nuovo cronoprogramma delle opere;
  7. Con la nota del 15/07/2017, a seguito di richiesta di valutazione ed assenso, anche in relazione agli aspetti di carattere urbanistico, formulata dal Ministero della Giustizia con nota del 5 giugno 2017, prot. DOG n. 105770, il Sig. Sindaco del Comune di Bologna rappresentava di non poter esprimere parere positivo rispetto a tale ipotesi di nuova sistemazione della totalità degli uffici giudiziari di Bologna, stante la disponibilità del solo cronoprogramma delle opere e la mancanza di documentazione idonea a permettere una valutazione di fattibilità e sostenibilità dell'intervento;
  8. tale posizione, anche all'esito dell'apposita riunione tenutasi in data 21/09/2017 presso la sede del Ministero della Giustizia, veniva ribadita con la successiva nota del Sig. Sindaco di Bologna del 02/10/2017, con la quale veniva prospettata l'opportunità di utilizzare per la riallocazione degli uffici giudiziari di Bologna, in alternativa rispetto alla precedente soluzione relativa alla “Ex Caserma STA.MO.TO”, il compendio di proprietà statale denominato “Ex Caserma STA.VE.CO” per circa 35.000/40.000 mq., idoneo quantomeno ad ospitare gli uffici attualmente in locazione passiva;
  9. il compendio "ex STA.VE.CO", sito a Bologna in viale Panzacchi n. 10, risulta infatti collocato a poca distanza dalle altre sedi che nell'insieme compongono una "cittadella giudiziaria" diffusa e integrata nel centro storico di Bologna, di cui è elemento significativo e caratterizzante;
  10. tale complesso immobiliare, individuato tra gli immobili dello Stato in virtù del Decreto Direttoriale del 03/11/2014 (pubblicato sulla G.U. n. 260 dell'08/11/2014) e successivo Decreto Direttoriale di rettifica dell' 11/03/2015 (pubblicato sulla C.U. n. 65 del 19/03/2015) — è catastalmente identificato come segue:
    • Catasto Fabbricati - foglio 233 particella 1747;
    • Catasto Fabbricati - foglio 234 particella 2011 sub 3 e particella 2012 (entrambe derivanti dalla particella 2011 sub 1);
    • Catasto Fabbricati - foglio 234 particella 2011 sub 2 (esclusa dal presente accordo in quanto in uso governativo al Ministero della Difesa).
  11. l'area nel suo insieme, inclusi gli edifici esistenti sono stati dichiarati di particolare interesse storico dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali giusto decreto del Direttore Regionale del 04/04/2007;
  12. il complesso immobiliare è uno dei compendi ex militari oggetto del processo di valorizzazione, Piano Unitario di Valorizzazione — P.U.V. Bologna, avviato con Protocollo d'Intesa tra Ministero dell'Economia e delle Finanze, Agenzia del Demanio e Comune di Bologna, poi ricondotto al Programma Unitario di Valorizzazione Territoriale (P.U.Va.T. Bologna) a seguito dell'Accordo attuativo del 07/11/2012 tra Agenzia del Demanio e Comune di Bologna;
  13. in esito a questo percorso di concertazione, il Comune di Bologna ha confermato le intese, conferendo i conseguenti diritti edificatori attraverso l'approvazione del Piano Operativo Comunale (P.O.C.) "Rigenerazione di Patrimoni Pubblici", approvato con delibera del Consiglio Comunale O.d.C. n. 175 del 07/03/2016, all'interno del quale l'area oggetto del Protocollo è puntualmente pianificata (art. 17 delle Norme); ai sensi della vigente normativa urbanistica regionale la conformazione dei diritti ha validità quinquennale, a far data dall'approvazione del P.O.C.;
  14. la precedente ipotesi di conferimento del compendio denominato "ex STA.VE.CO" al fondo immobiliare i3-università (INVIMIT), legata alla destinazione urbanistica a sede universitaria del compendio, non ha avuto seguito per decisioni assunte dall'Università di Bologna ed è stata individuata la soluzione di allocare in detto compendio gli Uffici Giudiziari di Bologna;
  15. il compendio immobiliare, nella disponibilità dell'Agenzia del Demanio, è quindi attualmente libero, ad eccezione di una porzione in uso governativo al Ministero della Difesa (CRDD);
  16. nelle more di una dettagliata valutazione del fabbisogno allocativo degli uffici giudiziari bolognesi il Ministero della Giustizia, con nota del 15/11/2017, richiedeva all'Agenzia del Demanio di voler esprimere sul punto le proprie valutazioni; ciò soprattutto chiarendo se potessero essere svolte anche in relazione a tale nuovo compendio le attività di progettazione e realizzazione inizialmente previste per la 'ex Caserma STA.MO.TO", nonché destinate a tale nuovo progetto le relative risorse finanziarie, sempre nell'ambito della necessaria riduzione di spesa per locazioni;
  17. l'Agenzia del Demanio, con nota prot. 2017/15174 del 22/11/2017, vista la valutazione positiva da parte del Comune di Bologna del 02/10/2017 ed in vista del risparmio di spesa previsto per il rilascio degli immobili allo stato occupati a titolo di locazione passiva, ribadiva la propria disponibilità a definire un percorso condiviso finalizzato alla rifunzionalizzazione del compendio di proprietà statale denominato “Ex Caserma STA.VE.CO” per la riallocazione, almeno in parte, degli uffici giudiziari di Bologna;
  18. la predetta Agenzia del Demanio confermava inoltre che, in relazione a tale compendio, nell'ambito delle disponibilità economiche di cui alla Legge 11 dicembre 2016 n. 232, art. 1, comma 140, era stato dalla stessa previsto lo stanziamento dei fondi necessari per le attività progettuali, nonché attivata la ricerca delle ulteriori risorse necessarie per l'avvio dei lavori, e chiedeva al Ministero della Giustizia l'eventuale disponibilità di risorse proprie, utili alla copertura economica dell'intera operazione;

CONSIDERATO CHE

 

Con il citato Protocollo d’intesa sottoscritto il 23 gennaio 2018

  1. Il Ministero della giustizia si è impegnato:
  • a verificare, nell’ambito delle risorse che saranno rese per lo stesso disponibili nel bilancio dello Stato, l’esistenza dei fondi necessari per la realizzazione delle opere, anche eventualmente per lotti funzionali, attribuendo agli interventi necessari per la città di Bologna carattere di priorità, in considerazione della situazione di criticità logistica attualmente esistente e della necessità di pervenire al totale azzeramento della spesa corrente per locazioni passive;
  • accertata la disponibilità di fondi, a finanziare, ove necessario ed eventualmente unitamente all’Agenzia del Demanio, l’attività di necessaria progettazione del menzionato intervento di rifunzionalizzazione e adeguamento del compendio di proprietà dello Stato denominato come “ex caserma STA.VE.CO.”;
  • ad approvare, previa verifica di conformità dello stesso alle esigenze degli Uffici giudiziari di Bologna, il progetto di rifunzionalizzazione del suddetto compendio;
  • a prendere in consegna in uso governativo dall’Agenzia del Demanio il medesimo compendio, una volta terminati e collaudati i lavori di rifunzionalizzazione.
  1. L’Agenzia del Demanio si è impegnata:
  • ad assicurare l’attuazione delle disposizioni previste dal comma 6 dell’art. 17 del P.O.C. relativamente alla rigenerazione della “ex caserma STA.VE.CO.”, condividendo il progetto complessivo degli interventi con il Comune di Bologna;
  • a verificare, nell’ambito delle risorse che saranno rese disponibili, con particolare riguardo alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 140, l’esistenza dei fondi necessari per la relativa realizzazione, anche eventualmente per lotti funzionali, attribuendo agli interventi necessari per la città di Bologna carattere di priorità, in considerazione della situazione di criticità logistica attualmente esistente e della necessità di pervenire al totale azzeramento della spesa corrente per locazioni passive;
  • accertata la disponibilità di fondi, a finanziare, ove necessario ed eventualmente unitamente al Ministero della Giustizia, l’attività di necessaria progettazione del menzionato intervento di rifunzionalizzazione e adeguamento del compendio di proprietà dello Stato denominato come “ex caserma STA.VE.CO.”;
  • ad avvenuta ultimazione e collaudo dei lavori, ad assegnare in uso governativo al Ministero della Giustizia, per soddisfare le esigenze dei predetti Uffici giudiziari, il predetto compendio.


CONSIDERATO INOLTRE CHE

  1. nell’ambito del finanziamento degli interventi di prevenzione del rischio sismico, per cui l’Agenzia ha beneficiato dell’assegnazione di risorse in attuazione dell’art. 1, comma 140, L. n. 232/2016, è stato individuato il compendio di proprietà dello Stato denominato “Ex STAVECO”, ubicato nel Comune di Bologna, per il quale è stato attivato in data 23/01/2018 il predetto Protocollo di Intesa tra l’Agenzia del Demanio, il Ministero della Giustizia, il Comune di Bologna ed il MIT avente come oggetto la “Rifunzionalizzazione e l’adeguamento dell’edificio di proprietà dello Stato denominato Ex Caserma STA.VE.CO da destinare a Nuova Cittadella della Giustizia della Città di Bologna”;
  1. nell’ambito del Protocollo di Intesa è stato istituito un Tavolo Tecnico Operativo (TTO) che ha concluso la propria attività con la seduta del 10/07/2018, rimandando per le ulteriori determinazioni all’esito delle indagini conoscitive che l’Agenzia del Demanio ha comunicato di voler eseguire sul compendio al fine di offrire elementi approfonditi in merito allo stato di consistenza ed alla rifunzionalizzazione degli edifici esistenti secondo le nuove funzioni programmate;
  1. con la nota prot. 2018/13321 del 20/09/2018 l’Agenzia del Demanio ha richiesto al Ministero della Giustizia l’autorizzazione di competenza per l’effettuazione delle indagini preliminari al PFTE;
  1. con nota acquisita al prot. 2018/13824 del 28/09/2018 il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, ha comunicato il proprio parere favorevole all’esecuzione delle indagini dette;
  1. con la determina prot. 2018/17995 del 13/12/2018, l’Agenzia del Demanio ha avviato una procedura aperta ai sensi dell’art. 60 del D.lgs 50/2016 avente come oggetto l’affidamento dei “servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria relativi alle indagini preliminari al PFTE, consistenti nell’aggiornamento dei rilievi esistenti, da convertire in modalità BIM, nella verifica della vulnerabilità sismica dei fabbricati, nelle indagini geologica, geotecnica, idrologica, ambientale, vegetazionale e sulle strutture esistenti, oltre lo studio di inserimento urbanistico da eseguirsi sul complesso immobiliare di proprietà dello Stato denominato “Ex Caserma STA.VE.CO”, sito in Bologna – Viale Panzacchi n.10 (scheda BOD0040) da destinare a Nuova Cittadella della Giustizia. CUP G31E18000110001-CIG 7718480331”;
  1. con la determina prot. 2019/13148 del 26/08/2019 l’Agenzia del Demanio ha aggiudicato il servizio delle indagini conoscitive all’operatore economico costituendo RT Politecnica Ingegneria e Architettura soc. coop con sede in Modena, Via G. Galilei n.20 – P.IVA 00345720361 per un importo netto di € 466.645,27 oltre oneri previdenziali ed IVA come previsti per legge;
  1. con la nota prot. 2020/13690 del 15/09/2020 l’Agenzia del Demanio, Direzione Servizi al Patrimonio comunicava al Ministero della Giustizia la conclusione del servizio relativo alle indagini conoscitive presso il complesso “Ex STA.VE.CO” e ne trasmetteva gli elaborati finali;

 

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO E VISTI

  • il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, “Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della Legge 15 marzo 1997, n. 59”, che ha istituito l’Agenzia del Demanio, alla quale è attribuito il compito di amministrare i beni immobili dello Stato, con il compito di razionalizzarne e valorizzarne l'impiego e di sviluppare il sistema informativo sui beni del demanio e del patrimonio e il successivo decreto legislativo 3 luglio 2003, n. 173 “Riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze e delle agenzie fiscali, a norma dell'articolo 1 della Legge 6 luglio 2002, n. 137”;
  • l’art. 2, commi da 222 a 222-quinquies, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)” e ss.mm.ii. concernente disposizioni in materia di razionalizzazione delle Amministrazioni Statali;
  • il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e s.m.i., recante il Codice dei contratti pubblici in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE;
  • il Decreto Legge n. 76 del 16 luglio 2020 recante “misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale”, convertito con modifiche dalla Legge n. 120 dell’11 settembre 2020;
  • l’articolo 15 della legge 241/1990 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), che prevede la possibilità di concludere accordi tra le Amministrazioni pubbliche per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune;
  • il Regolamento di Amministrazione e Contabilità dell’Agenzia del Demanio deliberato dal Comitato di Gestione in data 16/07/2019, approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 27/08/2019, pubblicato sul sito istituzionale in data 30 agosto 2019 ed in G.U. il 9 settembre 2019 (G.U. n. 211);

 

LE PARTI STIPULANO E CONVENGONO QUANTO SEGUE

 

Articolo 1
Premesse ed allegati

Le premesse e gli allegati formano parte sostanziale ed integrante della presente convenzione.

Articolo 2
Oggetto

La presente convenzione disciplina i rapporti tra le Parti nell’ambito delle attività necessarie alla realizzazione del “Parco della Giustizia di Bologna”.

Il Ministero della Giustizia affida all’Agenzia, che accetta, le funzioni di stazione appaltante e tutte le attività tecnico-amministrative connesse alla realizzazione dell’intera iniziativa, come specificate nell’Allegato A.

In particolare, l’Agenzia, sulla base delle indagini preliminari e del Documento delle alternative progettuali da essa stessa elaborato e trasmesso al Ministero della Giustizia in data 15/09/2020, provvederà all’espletamento delle gare d'appalto necessarie all’affidamento dei servizi tecnici e dei lavori.

Le attività oggetto della presente convenzione sono pertanto la programmazione, il progetto di fattibilità tecnico-economico, la progettazione definitiva ed esecutiva, il coordinamento della sicurezza, nonché l’esecuzione dei lavori, il collaudo ed ogni altra attività necessaria al conseguimento dell’iniziativa finalizzata alla realizzazione del “Parco della Giustizia di Bologna”.

Articolo 3
Attività ed impegni delle Parti

Per le finalità di cui alla presente convenzione, il Ministero della Giustizia ha stanziato risorse complessivamente pari ad € 105.750.000,00 nell’ambito della ripartizione del Fondo di cui all’art. 1 comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 delle quali garantisce la piena disponibilità coerentemente con il cronoprogramma di avanzamento delle attività.

Le eventuali ulteriori risorse necessarie alla completa realizzazione del progetto saranno appositamente reperite e determinate con convenzione integrativa alla presente, fermo restando che fino alla effettiva disponibilità delle stesse, l’Agenzia non potrà assumere alcun impegno di spesa a valere su di esse.

L’Agenzia, nell’assumere le funzioni di stazione appaltante, si impegna ad espletare tutte le attività da ciò derivanti, cosi come disposto dal Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante il codice dei contratti pubblici e s.m.i., dalle relative linee guida attuative dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), dai decreti attuativi del Ministero Infrastrutture e Trasporti, dal D.P.R. 207/2010 (per la parte ancora vigente) e sue modifiche ed integrazioni, dal D.M. 145/2000 e sue modifiche ed integrazioni, nonché ogni adempimento nei confronti dell’ANAC, per l’intera gestione delle attività e nei tempi concordati.

L’Agenzia e il Ministero della Giustizia si impegnano, altresì, a portare a compimento, nell’ambito degli impegni assunti con la sottoscrizione della presente convenzione, tutte le attività di propria competenza e meglio specificate nell’Allegato A.

Nello svolgimento dell’incarico di cui alla presente convenzione, le Parti si impegnano ad ottemperare alle indicazioni concordate, ad agire secondo i più elevati livelli di diligenza professionale, ad eseguire ogni attività in modo efficiente e puntuale, ad agire in conformità alle leggi vigenti e a proteggere e preservare gli interessi dello Stato.

Articolo 4
Efficacia e durata

La presente convenzione ha validità fino al completamento delle attività in essa contemplate, con decorrenza dalla stipula fino all’emissione dell’atto di validazione del progetto esecutivo (per la parte relativa alla progettazione) e per il collaudo definitivo (per la parte relativa ai lavori), salvo eventuali modifiche e/o integrazioni da concordare tra le Parti e da formalizzare mediante la stipulazione di appositi accordi modificativi e/o integrativi.

In caso di mancata attuazione degli impegni indicati nella presente convenzione entro il predetto termine e fatte salve ulteriori proroghe, le Parti si intendono svincolate dai predetti impegni con comunicazione formale, senza null’altro a pretendere l’una dall’altra.

Articolo 5
Monitoraggio e impedimenti

Al fine di favorire la verifica dell’andamento degli interventi oggetto della presente convenzione, l’Agenzia assicura la completa e puntuale comunicazione dello stato dell’arte al Ministero della Giustizia.

L’Agenzia, nel caso in cui l’attività oggetto della presente convenzione risultasse impedita o ostacolata da fatti imprevisti e imprevedibili, ne dovrà dare tempestiva comunicazione al Ministero della Giustizia.

Articolo 6
Economie di gara e modifiche contrattuali

Le economie di entrambe le gare previste per i servizi architettura e ingegneria e per i lavori (ribassi d’asta ed IVA corrispondente) costituiscono somme di cui la Stazione Appaltante può disporre, nell’ambito della medesima procedura; pertanto il quadro economico post gara potrà eventualmente essere rimodulato secondo le esigenze dell’appalto e previa comunicazione ed assenso del Ministero della Giustizia.

Qualora si debba ricorrere alla redazione di perizie di variante e suppletive, la Stazione Appaltante chiederà l’autorizzazione sulla eccedenza di spesa per lo stanziamento di fondi non previsti nel Quadro Economico. Nel caso in cui, invece, l’eventuale variante e/o opere suppletive trovino copertura finanziaria attingendo agli accantonamenti per imprevisti o utilizzando le eventuali economie derivanti da ribassi d’asta, ove ciò sia consentito e nei limiti previsti dal vigente codice dei contratti pubblici, la Stazione Appaltante ne darà comunicazione al Ministero della Giustizia.

Le eventuali economie che residueranno al termine delle attività tecnico-amministrative dell’intervento saranno riassorbite dal Ministero della Giustizia.

Articolo 7
Adempimenti contabili

Le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dell’intera iniziativa, nonchè per gli adempimenti previsti dalla presente convenzione sono interamente a carico del Ministero della Giustizia e troveranno copertura a valere sugli appositi stanziamenti del dello stato di previsione della spesa del Ministero della Giustizia.

Il Ministero della Giustizia assicurerà direttamente il pagamento degli stati di avanzamento, compilati dal Direttore dell’Esecuzione (DEC), per la fase della progettazione e dal Direttore dei Lavori, per la fase dei lavori, entrambi controfirmati dal Responsabile Unico del Procedimento (RUP), e delle eventuali ulteriori somme in favore delle imprese appaltatrici e dei professionisti esterni all’Amministrazione dietro presentazione delle fatture in formato elettronico a loro intestate.

L’invio da parte dell’Agenzia al Ministero della Giustizia degli stati di avanzamento e dei certificati di pagamento, nonché di tutti i documenti contabili a supporto dei pagamenti da corrispondere, avverrà mediante trasmissione degli stessi a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo all’uopo indicato dal medesimo Ministero.

In caso di carenza documentale e/o presenza di irregolarità, il Ministero della Giustizia richiede all’Agenzia di integrare e/o rettificare e/o emendare quanto già trasmesso. L’Agenzia, ad esito di verifica, comunica al Ministero della Giustizia e direttamente all’operatore economico il nulla osta amministrativo-contabile all’emissione della relativa fattura elettronica.

A conclusione delle attività relative a ciascuno degli affidamenti necessari all’esecuzione della presente convenzione, gli atti di contabilità finale, certificati di collaudo o regolare esecuzione o documenti equipollenti verranno trasmessi al Ministero della Giustizia per il formale provvedimento di approvazione e pagamento delle rate di saldo.

Nel contratto di appalto sarà inserito specifica previsione in merito alla fatturazione e al pagamento, esplicitando le modalità di fatturazione alla luce del DM 3 aprile 2013, n. 55 (secondo decreto attuativo della legge n. 244 del 2007 che reca il regolamento che definisce il processo di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica attraverso il Sistema di Interscambio) o eventuale normativa sopravvenuta.

L’operatore economico provvede alla trasmissione delle fatture esclusivamente attraverso il Sistema di interscambio indicando il “codice univoco ufficio IPA” che verrà comunicato dal Ministero.

All’interno del tracciato dovranno essere riportati obbligatoriamente i numeri di CIG/CUP, che verranno generati a cura della Stazione Appaltante.

Il Ministero della Giustizia garantisce che il pagamento dei fornitori verrà effettuato, tramite mandato diretto intestato al creditore sull’IBAN comunicato, entro 30 (trenta) giorni dalla data di ricezione della fattura.

Il Ministero della Giustizia comunicherà tempestivamente all’Agenzia l’avvenuto pagamento delle fatture ricevute.

Al fine di consentire la corretta allocazione delle risorse in corrispondenza degli esercizi finanziari di esigibilità dei pagamenti ed assicurare, quindi, la necessaria tempestività dei pagamenti, l’Agenzia cura la predisposizione e il costante aggiornamento del cronoprogramma della attività e del corrispondente cronoprogramma dei pagamenti.

Le modalità di pagamento previste dal presente articolo potranno essere riviste sulla base di accordi tra l’Agenzia e il Ministero o attraverso una convenzione integrativa.

Art. 8
Incentivi per funzioni tecniche e rimborso spese all’Agenzia

Il Ministero corrisponderà direttamente all’Agenzia del Demanio le somme necessarie all’erogazione degli incentivi di cui all’art. 113, commi 2, 3 e 4, del d.lgs. 50/2016.

Per quanto riguarda la quota di cui ai commi 2 e 3 da corrispondere al personale dell’Agenzia secondo il vigente regolamento dell’Ente, quest’ultimo curerà la predisposizione di tutti gli atti contabili e di spesa, previa trasmissione al Ministero della Giustizia delle relative specifiche da cui si evinca il dettaglio dei nominativi degli aventi diritto e degli importi ad essi spettanti per le funzioni tecniche rispettivamente svolte, debitamente liquidati dal Responsabile della struttura competente.

La quota di cui al comma 4 sarà altresì direttamente erogata dal Ministero della Giustizia all’Agenzia.

Il Ministero della Giustizia provvederà, inoltre, a rimborsare all’Agenzia le spese di carattere strumentale da essa sostenute, debitamente documentate ed incluse nel quadro economico dell’intervento, fra le quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • spese di pubblicità;
  • spese di gara e per commissioni aggiudicatrici;
  • spese per accertamenti di laboratorio e verifiche tecniche;
  • spese per attività tecnico-amministrative connesse alla progettazione e al supporto al RUP.

Articolo 9
Documentazione tecnico-amministrativo-contabile

La documentazione tecnico – amministrativo – contabile trasmessa dall’Agenzia al Ministero della Giustizia ai fini degli adempimenti contabili (Ragioneria di Stato) di competenza è la seguente:

  1. convenzione sottoscritta tra le Parti;
  2. CIG (Codice Identificativo Gara);
  3. CUP (Codice Unico di Progetto);
  4. disciplinari di incarico in caso di affidamento a tecnici esterni alla Stazione Appaltante;
  5. contratto di appalto con le ditte aggiudicatarie dei lavori;
  6. atto di sottomissione (per eventuali lavori, forniture e servizi accessori all’appalto principale);
  7. verbale di consegna dei lavori;
  8. SAL/Stato finale;
  9. certificato di pagamento;
  10. verbale di fine lavori;
  11. certificato di regolare esecuzione/certificato di collaudo;
  12. DURC in corso di validità;
  13. dichiarazione resa da soggetto munito dei poteri di firma dell’impresa aggiudicataria dei lavori (con allegata copia di un documento d’identità in corso di validità) indicante gli estremi del conto corrente bancario o postale dedicato, ai sensi della L. 136/2010, alla committenza pubblica (se non presente nel contratto di appalto o se variato);
  14. indirizzo di posta elettronica della società esecutrice dei lavori per l’invio di tutte le informazioni relative alla fatturazione ed al pagamento.

 

Articolo 10
Facoltà di recesso

Le Parti possono recedere in qualunque momento dalla presente Convenzione, qualora nel corso della esecuzione delle attività oggetto della stessa intervengano fatti o provvedimenti ovvero mutamenti normativi tali da rendere impossibile la esecuzione delle attività summenzionate. In tali ipotesi verranno riconosciute all’Agenzia le spese ed i costi sostenuti sino alla data di efficacia del recesso, come individuati ed opportunamente documentati attraverso comunicazione all’uopo trasmessa dall’Agenzia al Ministero.

 

Articolo 11
Disposizioni di riferimento

Per l'esecuzione dei lavori di che trattasi e, quindi, ai fini dell'individuazione della normativa di riferimento, si applicano le disposizioni di natura legislativa e regolamentare in materia di opere pubbliche di competenza statale.

Per tutto quanto non esplicitamente previsto dalla presente convenzione, le Parti convengono di far riferimento in generale alla normativa in materia di lavori pubblici vigente, alle norme dell’ordinamento amministrativo ed in quanto applicabili a quelle di diritto comune.

Articolo 12
Controversie

In caso di controversia con terzi, l’Agenzia si impegna a darne tempestiva comunicazione al Ministero della Giustizia per le proprie eventuali valutazioni.

Nel caso di controversie di qualsiasi natura che dovessero insorgere tra le Parti in ordine alla interpretazione o applicazione della presente convenzione o comunque direttamente od indirettamente connesse alla stessa, le Parti si impegnano a comporre amichevolmente e secondo equità le controversie medesime. A tal fine, ciascuna Parte comunicherà all’altra per iscritto l’oggetto ed i motivi della contestazione.

Al fine di comporre bonariamente la controversia, le Parti si impegnano ad esaminare congiuntamente la questione entro un termine congruo e comunque non superiore a 30 (trenta) giorni dalla data di ricezione della contestazione ed a pervenire ad una composizione entro il successivo termine di 15 (quindici) giorni.

Qualora le Parti non dovessero addivenire alla composizione amichevole della controversia entro i termini di cui sopra, la stessa sarà di competenza esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133 co. 1 lett. a) n. 2, del D.lgs. 104/2010.

 

Articolo 13
Tutela dei dati personali

Ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 196/2003, così come aggiornato alla luce del GDPR (Regolamento Europeo sulla Privacy 679/2016/UE) in tema di trattamento dei dati personali, le Parti dichiarano di essersi preventivamente e reciprocamente informate, prima della sottoscrizione della presente convenzione, circa le modalità e le finalità dei trattamenti dei dati personali derivanti dall’esecuzione della convenzione.

Ai fini della suddetta normativa, le Parti dichiarano che i dati personali forniti con la presente convenzione sono esatti e corrispondono al vero, esonerandosi reciprocamente da qualsivoglia responsabilità per errori materiali di compilazione, ovvero per errori derivanti da una non corretta imputazione dei dati stessi negli archivi elettronici e cartacei.

Fermo quanto previsto nei commi che precedono, le Parti esprimono il proprio consenso al trattamento dei propri dati in relazione alle finalità connesse alla esecuzione della presente convenzione.

Per l’Agenzia del Demanio 
Cons. Antonio Agostini 

Per il Ministero della Giustizia
dott. Lucio Bedetta


 

ALLEGATO A

Impegni delle Parti

  • Attività in capo all’Agenzia

L’Agenzia provvede all’affidamento ad operatori economici esterni di tutti i servizi tecnici necessari alla realizzazione dell’opera, tra cui rilievi, indagini, accertamenti, analisi, sondaggi e studi specialistici di supporto alla progettazione che ritenesse necessari; cura l’affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica, definitiva ed esecutiva, la verifica dei progetti, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, la direzione dei lavori; provvede inoltre all’affidamento dei relativi lavori ed al collaudo dell'opera.

In particolare, tra le numerose attività previste dalla vigente normativa ed a mero titolo esemplificativo, l’Agenzia:

  1. nomina il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) ai sensi dell’art. 31 del D.lgs. n. 50/2016;
  2. fornisce, in seguito alla nomina del RUP, un quadro economico previsionale nonché un cronoprogramma di massima, articolato nelle seguenti fasi:
  1. sviluppo di un masterplan e della progettazione di fattibilità tecnico-economica mediante concorso internazionale di progettazione (dalla pubblicazione del bando di gara alla validazione degli elaborati progettuali);
  2. sviluppo della progettazione definitiva ed esecutiva (dalla pubblicazione del bando di gara alla validazione degli elaborati progettuali);
  3. predisposizione dei documenti di gara ed affidamento dei lavori (dalla pubblicazione del bando di gara alla stipula del contratto d’appalto);
  4. esecuzione dei lavori (dalla consegna dei lavori al collaudo);
  5. collaudi ed attività amministrative finalizzate all’uso dell’immobile (quali ad es. l’agibilità, l’accatastamento, ecc.);
  6. consegna dell’immobile al Ministero della Giustizia;
  1. nomina le figure tecniche previste dal D.lgs. n. 50/2016 (progettista, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, direttore dei lavori, etc.) scegliendole tra il proprio personale ovvero, in caso di assenza o indisponibilità di figure tecniche con le necessarie professionalità, affida tali incarichi a soggetti esterni ai sensi del D.lgs. n. 50/2016;
  2. cura i procedimenti autorizzativi relativi alla realizzazione delle opere, anche mediante richiesta di indizione delle conferenze dei servizi eventualmente necessarie alla acquisizione delle autorizzazioni, pareri, nulla osta, atti di assenso ed approvazioni comunque denominati;
  3. approva, previa concertazione con il Ministero della Giustizia, i vari livelli di progettazione previsti;
  4. predispone gli atti di gara finalizzati all’esecuzione delle opere;
  5. gestisce le procedure di gara in tutte le fasi;
  6. stipula i contratti d’appalto;
  7.  inserisce, nella documentazione di gara e/o contrattuale, la clausola risolutiva espressa di cui all’art. 1456 c.c. ogni qualvolta nei confronti dell’imprenditore o dei componenti la compagine sociale, o dei dirigenti dell’impresa con funzioni specifiche relative all’affidamento, alla stipula e all’esecuzione del contratto sia stata disposta misura cautelare o sia intervenuto rinvio a giudizio per taluno dei delitti di cui agli artt. 317, 318, 319, 319 bis, 319 ter, 319 quater, 320, 322, 322 bis, 346 bis, 353, 353 bis del codice penale;
  8. trasmette al Ministero della Giustizia i contratti di appalto ed i verbali di consegna lavori entro 15 giorni dalla loro sottoscrizione;
  9. approva le eventuali varianti in corso d’opera nei termini previsti dall’art. 106 del D.lgs. n. 50/2016 e ne trasmette la documentazione al Ministero della Giustizia per opportuna conoscenza;
  10. approva i disciplinari e gli eventuali atti aggiuntivi trasmettendoli al Ministero della Giustizia;
  11. cura la predisposizione di relazioni per l’Avvocatura dello Stato per eventuali contenziosi che dovessero insorgere con gli operatori economici coinvolti durante l’affidamento e l’esecuzione delle attività;
  12. cura ogni ulteriore attività utile per il perseguimento degli obiettivi della presente Convenzione.
  • Attività in capo al Ministero della Giustizia
  1. partecipa all’approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica, di quello definitivo e del progetto esecutivo;
  2. provvede ai pagamenti, che verranno effettuati tramite bonifico bancario a 30 (trenta) giorni dalla data di ricezione della fattura;
  3. indica il nominativo di uno o più referenti per l’intervento, impegnandosi in caso di variazione a darne tempestiva comunicazione all’Agenzia;
  4. partecipa all’approvazione del quadro economico di progetto nei limiti del finanziamento previsto;
  5. fornisce tutti i chiarimenti, integrazioni ed approfondimenti necessari allo svolgimento dei compiti della Stazione Appaltante;
  6. cura ogni ulteriore attività utile al perseguimento degli obiettivi della presente Convenzione.