Convenzioni per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità tra il Tribunale di PIACENZA e il Comune di Alseno - 21 maggio 2019 - 24 maggio 2023

24 maggio 2023

Tribunale di PIACENZA

 

CONVENZIONE

PER LO SVOLGIMENTO DEL LAVORO DI PUBBLICA UTILITA’AI SENSI DEGLI ARTT. 54 DEL D.L.VO 28 AGOSTO 2000, N. 274, 2 DEL DECRETO MINISTERIALE 26 MARZO 2001, 8  DELLA LEGGE 28 APRILE 2014 N. 67, E DEL DECRETO MINISTERIALE 10 GIUGNO 2015 (approvata con D.G.C. n. 32 del 18/04/2019).

Premesso

  • che l’art. 54 del D.L.vo 28 agosto 2000, n. 274, prevede l’applicabilità, su richiesta dell’imputato, della pena del lavoro di pubblica utilità, consistente nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato;
  • che alla prestazione di tale attività può altresì essere subordinata la sospensione condizionale della pena se il condannato non si oppone, ai sensi dell’art. 165 c.p., come modificato dalla l. 145/04 e dalla legge n.120/2010;
  • che la Legge del 29 luglio 2010 nr. 210 recante disposizioni in materia di sicurezza stradale ha novellato gli artt. 186 e 187 del Codice della Strada  prevedono che, per talune fattispecie delle norme citate, la pena detentiva e pecuniaria possa essere sostituita con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’art. 54 del d.lgs. 28 agosto 2000 nr. 274, consistente, nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le Regioni, le Provincie, i Comuni o presso entri o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze;
  • che la legge 28 aprile 2014 n. 67, pubblicata sulla G.U. n. 100 in data 2 maggio 2014 ed entrata in vigore il 17 maggio 2014 ha introdotto l’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova. Il nuovo istituto consente all’imputato di reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore a quattro anni di reclusione – nonché per i delitti specificamente individuati nell’art. 550 co.2 c.p.p. – di richiedere la messa alla prova che consiste – anche – nello svolgimento del lavoro di pubblica utilità. A norma dell’art. 464 quater c.p.p. il Giudice dispone, su richiesta dell’imputato e con il programma di trattamento predisposto dall’UEPE competente per territorio, la messa alla prova con sospensione del processo. Tale istituto prevede condotte riparatorie risarcitorie e l’affidamento del richiedente al servizio sociale ma soprattutto lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità (art. 168 bis co. 3 c.p.)
  • che l’art. 2, comma 1, del decreto ministeriale 26 marzo 2001, emanato a norma dell’art. 54, comma 6, del citato Decreto legislativo, stabilisce che l’attività non retribuita in favore della collettività è svolta sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero della Giustizia, o su delega di quest’ultimo, con il Presidente del Tribunale nel cui circondario sono presenti le amministrazioni, gli enti o le organizzazioni indicati nell’art. 1, comma 1, del citato decreto ministeriale, presso i quali può essere svolto il lavoro di pubblica utilità;
  • che il Ministero della Giustizia con decreto 16.7.2001 ha delegato i Presidenti dei Tribunali alla stipula delle convenzioni in questione;
  • che il Regolamento del Ministero della Giustizia previsto dall’art. 8 della legge n. 67 del 2014, adottato in data 10 giugno 2015 e pubblicato nella G.U. in data 2 luglio 2015 conferma all’art. 2 che l’attività non retribuita a favore della collettività è svolta secondo quanto stabilito nelle convenzioni stipulate con il Ministero della Giustizia o, su delega di quest’ultimo, con il Presidente del Tribunale, nell’ambito e a favore delle strutture esistenti in seno alle amministrazioni, agli enti o alle organizzazioni indicate nell’art. 1 co. 1
  • che il suddetto regolamento all’art. 2 comma 2 prevede altresì che la prestazione di lavoro di pubblica utilità durante la messa alla prova può essere svolta anche presso un ente convenzionato ai sensi dell’art. 54 del citato decreto legislativo e pertanto la presente convenzione si applica anche a coloro che sono messi alla prova ai sensi dell’art. 168 bis c.p.
  • che è stato manifestato interesse alla stipula della convenzione da parte del Comune di ALSENO il quale rientra tra quelli indicati nell’art. 168 bis c.p. e nell’art.54 del citato decreto legislativo;

tutto ciò premesso,

tra

il Ministero della Giustizia che interviene al presente atto nella persona della Dr. Stefano Brusati,  Presidente del Tribunale di Piacenza con sede in Piacenza, Via del Consiglio n.12, CF: 80013550332, giusta la delega di cui in premessa

e

Il Comune di Alseno, nella persona del Legale Rappresentante pro-tempore, Geol Davide Zucchi Sindaco del Comune di Alseno con sede in Alseno, P.zza XXV Aprile, 1 , CF.:00215780339

si conviene e si stipula quanto segue :

Art. 1

Il Comune di Alseno  consente che n. 5 persone contemporaneamente messe alla prova ai sensi dell’art. 168 bis c.p. e/o condannati alla pena del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’articolo 54 del decreto legislativo citato in premessa come richiesto dalla normativa vigente, prestino presso la propria struttura l’attività non retribuita in favore della collettività. L’ente Comune di Alseno  specifica che presso le sue strutture l’attività non retribuita in favore della collettività, in conformità con quanto previsto dall’articolo 1 del decreto ministeriale citato in premessa, ha ad oggetto le seguenti prestazioni:

  • in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale;
  • prevenzione del randagismo dei cani;
  • supporto al personale nelle operazioni di vigilanza, cura e manutenzione del verde pubblico (taglio erba, tosatura siepi, piantumazione di alberi e cespugli, pulitura viali, strade e aree verdi, ecc.) soprattutto durante la stagione estiva e sgombero neve durante il periodo invernale;
  • pulizia e manutenzione ordinaria con vigilanza dei locali o strutture di proprietà comunale o di altre aree di interesse pubblico;
  • supporto al personale durante manifestazioni organizzate dall’Amministrazione Comunale o dalla stessa patrocinati in concomitanza di festività religiose e/o civili;
  • distribuzione di materiale divulgativo relativo a manifestazioni promosse dall’Amministrazione Comunale;
  • supporto del personale del Comune in attività impiegatizie;
  • attività di supporto agli operatori socio assistenziali e distribuzione pasti a domicilio;
  • altre prestazioni di lavoro di pubblica utilità pertinenti la specifica professionalità del condannato.

 

Il Comune di Alseno garantisce lo svolgimento dell’attività  non retribuita in favore della collettività nei seguenti  giorni della settimana:

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle ore  18,30 ;
  • il sabato  dalle ore 7,30 alle ore  13,30.
  • la domenica  dalle ore 7,30 alle ore  13,30 (in via eccezionale ed in caso di manifestazioni particolari o per il servizio distribuzione pasti a domicilio.

Art. 2

L’attività non retribuita in favore della collettività sarà svolta in conformità con quanto disposto nel provvedimento di condanna, nella quale il giudice, a norma dell’articolo 33, comma 2, del citato decreto legislativo, indica il tipo e la durata del lavoro di pubblica utilità con riferimento a quanto indicato all’art. 1.

L’articolazione della prestazione lavorativa gratuita dovrà tenere conto anche delle specifiche professionalità ed attitudini lavorative dell’imputato. La prestazione, inoltre, è svolta con modalità che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dell’imputato.

Art. 3

Il Comune di Alseno, che consente alla prestazione dell’attività non retribuita individua, ai sensi dell’art. 2 comma 2 del D.M. 26 marzo 2001:

  1. la persona incaricata del coordinamento amministrativo nel Responsabile del Servizio Socio-Educativo
  2. le persone incaricate di coordinare la prestazione dell’attività lavorativa dei condannati, di impartire a costoro le relative istruzioni e di redigere la relazione di fine servizio nei Responsabili dei Servizi Comunali e precisamente:
  • Geol. Davide Zucchi - Responsabile Servizio Lavori Pubblici,
  • A.S. Cristina Solari - Responsabile del Servizio Socio-Educativo
  • Dott.ssa Patrizia Serena - Responsabile del Servizio Affari Generali
  • Arch. Dianora Rosi - Responsabile del Servizio Urbanistica

Il Comune di Alseno si impegna a comunicare tempestivamente al Presidente del Tribunale eventuali integrazioni o modifiche dei nominati ora indicati.

Art. 4

Durante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il Comune di Alseno  s’impegna ad assicurare il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei condannati, curando altresì che l’attività prestata sia conforme a quanto previsto dalla convenzione.

In nessun caso l’attività potrà svolgersi in modo da impedire l’esercizio dei fondamentali diritti umani o da ledere la dignità della persona.

L’imputato impegnato in attività che richiedono l’uso di dispositivi di sicurezza e/o protezione individuale, è tenuto a dotarsene secondo le istruzioni fornite dal Comune di Alseno, che provvederà a riscontrarne la conformità a quanto previsto dalla normativa vigente.

Il Comune di Alseno si impegna altresì a che i condannati possano fruire del trattamento terapeutico e delle misure profilattiche e di pronto soccorso alle stesse condizioni praticate per il personale alle proprie dipendenze, ove tali servizi già predisposti.

Art. 5

E’ fatto divieto al Comune di Alseno  di corrispondere ai condannati una retribuzione, in qualsiasi forma, per l’attività da essi svolta.

E’ obbligatoria ed è a carico del Il Comune di Alseno l’assicurazione dei condannati contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo alla responsabilità civile verso i terzi.

Art. 6

Il Comune di Alseno ha l’obbligo di comunicare quanto prima all’U.E.P.E le eventuali violazioni degli obblighi inerenti la prestazione lavorativa dell’imputato (ad esempio se egli, senza giustificato motivo non si reca nel luogo dove svolgere il lavoro di pubblica utilità o lo abbandona o si rifiuta di prestare le attività di cui è incaricato, ecc.) e che possono comportare la revoca della messa alla prova ex art. 168 quater c.p..

Terminata l’esecuzione della pena i soggetti incaricati di coordinare le prestazioni lavorative dei condannati, di cui all’articolo 3 della presente convenzione, dovranno redigere una relazione che documenti l’assolvimento degli obblighi inerenti il lavoro svolto dal condannato.

Art. 7

Qualsiasi variazione o inosservanza delle condizioni stabilite dalla presente convenzione potrà comportare la risoluzione della stessa da parte del Ministero della Giustizia o del Presidente del Tribunale da esso delegato, salve le eventuali responsabilità, a termini di legge, delle persone preposte, secondo il relativo ordinamento, al funzionamento del Comune di Alseno.

Art. 8

La presente convenzione avrà la durata di QUATTRO anni a decorrere dalla data della stipula e sarà eventualmente rinnovabile. 

Copia della presente convenzione viene trasmessa alla cancelleria del Tribunale, per inclusa nell’elenco degli enti convenzionati di cui all’articolo 7 del decreto ministeriale citato in premessa, nonché al Ministero della Giustizia – Direzione generale della Giustizia Penale – Ufficio I - Affari legislativi.

Si dispone l’inserimento della presente convenzione sul sito internet del Tribunale di Piacenza.

Piacenza, 21 maggio 2019

IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
Dr. Stefano Brusati

IL RAPPR. LEGALE DEL COMUNE DI ALSENO
Il Sindaco Protempore
Geol Davide Zucchi

 

CONVENZIONE

PER LO SVOLGIMENTO DEL LAVORO DI PUBBLICA UTILITA’AI SENSI DEGLI ARTT. 54 DEL D.L.VO 28 AGOSTO 2000, N. 274, 2 DEL DECRETO MINISTERIALE 26 MARZO 2001, 8 DELLA LEGGE 28 APRILE 2014 N. 67, E DEL DECRETO MINISTERIALE 10 GIUGNO 2015 (approvata con D.G.C. n. 32 del 18/04/2019).

Premesso

- che l’art. 54 del D.L.vo 28 agosto 2000, n. 274, prevede l’applicabilità, su richiesta dell’imputato, della pena del lavoro di pubblica utilità, consistente nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato;

- che alla prestazione di tale attività può altresì essere subordinata la sospensione condizionale della pena se il condannato non si oppone, ai sensi dell’art. 165 c.p., come modificato dalla l. 145/04 e dalla legge n.120/2010;

- che la Legge del 29 luglio 2010 nr. 210 recante disposizioni in materia di sicurezza stradale ha novellato gli artt. 186 e 187 del Codice della Strada prevedono che, per talune fattispecie delle norme citate, la pena detentiva e pecuniaria possa essere sostituita con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’art. 54 del d.lgs. 28 agosto 2000 nr. 274, consistente, nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le Regioni, le Provincie, i Comuni o presso entri o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze;

- che la legge 28 aprile 2014 n. 67, pubblicata sulla G.U. n. 100 in data 2 maggio 2014 ed entrata in vigore il 17 maggio 2014 ha introdotto l’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova. Il nuovo istituto consente all’imputato di reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore a quattro anni di reclusione – nonché per i delitti specificamente individuati nell’art. 550 co.2 c.p.p. – di richiedere la messa alla prova che consiste – anche – nello svolgimento del lavoro di pubblica utilità. A norma dell’art. 464 quater c.p.p. il Giudice dispone, su richiesta dell’imputato e con il programma di trattamento predisposto dall’UEPE competente per territorio, la messa alla prova con sospensione del processo. Tale istituto prevede condotte riparatorie risarcitorie e l’affidamento del richiedente al servizio sociale ma soprattutto lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità (art. 168 bis co. 3 c.p.)

- che l’art. 2, comma 1, del decreto ministeriale 26 marzo 2001, emanato a norma dell’art. 54, comma 6, del citato Decreto legislativo, stabilisce che l’attività non retribuita in favore della collettività è svolta sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero della Giustizia, o su delega di quest’ultimo, con il Presidente del Tribunale nel cui circondario sono presenti le amministrazioni, gli enti o le organizzazioni indicati nell’art. 1, comma 1, del citato decreto ministeriale, presso i quali può essere svolto il lavoro di pubblica utilità;

- che l’art. 73, ai commi 5 bis e 5 ter, DPR n. 309 del 1990 (Testo Unico Stupefacenti), prevede ipotesi di applicazione dell’art. 54 del D.L.vo 28 agosto 2000, n. 274;

- che l’art. 2, comma 1, del decreto ministeriale 26 marzo 2001, emanato a norma dell’art. 54, comma 6, del citato Decreto legislativo, stabilisce che l’attività non retribuita in favore della collettività è svolta sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero della Giustizia, o su delega di quest’ultimo, con il Presidente del Tribunale nel cui circondario sono presenti le amministrazioni, gli enti o le organizzazioni indicati nell’art. 1, comma 1, del citato decreto ministeriale, presso i quali può essere svolto il lavoro di pubblica utilità;

- che il Ministero della Giustizia con decreto 16.7.2001 ha delegato i Presidenti dei Tribunali alla stipula delle convenzioni in questione;

- che il Regolamento del Ministero della Giustizia previsto dall’art. 8 della legge n. 67 del 2014, adottato in data 10 giugno 2015 e pubblicato nella G.U. in data 2 luglio 2015 conferma all’art. 2 che l’attività non retribuita a favore della collettività è svolta secondo quanto stabilito nelle convenzioni stipulate con il Ministero della Giustizia o, su delega di quest’ultimo, con il Presidente del Tribunale, nell’ambito e a favore delle strutture esistenti in seno alle amministrazioni, agli enti o alle organizzazioni indicate nell’art. 1 co. 1

- che il suddetto regolamento all’art. 2 comma 2 prevede altresì che la prestazione di lavoro di pubblica utilità durante la messa alla prova può essere svolta anche presso un ente convenzionato ai sensi dell’art. 54 del citato decreto legislativo e pertanto la presente convenzione si applica anche a coloro che sono messi alla prova ai sensi dell’art. 168 bis c.p.

- che è stato manifestato interesse alla stipula della convenzione da parte del Comune di ALSENO il quale rientra tra quelli indicati nell’art. 168 bis c.p. e nell’art.54 del citato decreto legislativo;

tutto ciò premesso,

tra il Ministero della Giustizia che interviene al presente atto nella persona della Dr. Stefano Brusati, Presidente del Tribunale di Piacenza con sede in Piacenza, Via del Consiglio n.12, CF: 80013550332, giusta la delega di cui in premessa

e

Il Comune di Alseno, nella persona del Legale Rappresentante pro-tempore, Geol Davide Zucchi Sindaco del Comune di Alseno con sede in Alseno, P.zza XXV Aprile, 1 , CF.:00215780339

si conviene e si stipula quanto segue:

Art. 1

Il Comune di Alseno consente che n. 5 persone contemporaneamente messe alla prova ai sensi dell’art. 168 bis c.p. e/o condannati alla pena del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’articolo 54 del decreto legislativo citato in premessa come richiesto dalla normativa vigente, prestino presso la propria struttura l’attività non retribuita in favore della collettività. L’ente Comune di Alseno specifica che presso le sue strutture l’attività non retribuita in favore della collettività, in conformità con quanto previsto dall’articolo 1 del decreto ministeriale citato in premessa, ha ad oggetto le seguenti prestazioni:

  • in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale;
  • prevenzione del randagismo dei cani;
  • supporto al personale nelle operazioni di vigilanza, cura e manutenzione del verde pubblico (taglio erba, tosatura siepi, piantumazione di alberi e cespugli, pulitura viali, strade e aree verdi, ecc.) soprattutto durante la stagione estiva e sgombero neve durante il periodo invernale;
  • pulizia e manutenzione ordinaria con vigilanza dei locali o strutture di proprietà comunale o di altre aree di interesse pubblico;
  • supporto al personale durante manifestazioni organizzate dall’Amministrazione Comunale o dalla stessa patrocinati in concomitanza di festività religiose e/o civili;
  • distribuzione di materiale divulgativo relativo a manifestazioni promosse dall’Amministrazione Comunale;
  • supporto del personale del Comune in attività impiegatizie;
  • attività di supporto agli operatori socio assistenziali e distribuzione pasti a domicilio;
  • altre prestazioni di lavoro di pubblica utilità pertinenti la specifica professionalità del condannato.

Il Comune di Alseno garantisce lo svolgimento dell’attività non retribuita in favore della collettività, di norma, nei seguenti giorni della settimana:

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 7,00 alle ore 18,30;
  • il sabato dalle ore 7,00 alle ore 13,30.
  • la domenica dalle ore 7,00 alle ore 13,30 (in via eccezionale ed in caso di manifestazioni particolari o per il servizio distribuzione pasti a domicilio.

Art. 2

L’attività non retribuita in favore della collettività sarà svolta in conformità con quanto disposto nel provvedimento di condanna, nella quale il giudice, a norma dell’articolo 33, comma 2, del citato decreto legislativo, indica il tipo e la durata del lavoro di pubblica utilità con riferimento a quanto indicato all’art. 1.

L’articolazione della prestazione lavorativa gratuita dovrà tenere conto anche delle specifiche professionalità ed attitudini lavorative dell’imputato. La prestazione, inoltre, è svolta con modalità che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dell’imputato.

Art. 3

Il Comune di Alseno, che consente alla prestazione dell’attività non retribuita individua, ai sensi dell’art. 2 comma 2 del D.M. 26 marzo 2001, individua:

  • la persona incaricata del coordinamento amministrativo nel Responsabile del Servizio Socio-Educativo
  • le persone incaricate di coordinare la prestazione dell’attività lavorativa dei condannati, di impartire a costoro le relative istruzioni e di redigere la relazione di fine servizio nei Responsabili dei Servizi Comunali e precisamente:
  • Mario Provenzano Responsabile Servizio Lavori Pubblici,
  • S. Cristina Solari Responsabile del Servizio Socio-Educativo
  • ssa Patrizia Serena Responsabile del Servizio Affari Generali
  • Dianora Rosi Responsabile del Servizio Urbanistica

Il Comune di Alseno si impegna a comunicare tempestivamente al Presidente del Tribunale eventuali integrazioni o modifiche dei nominati ora indicati.

Art. 4

Durante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il Comune di Alseno s’impegna ad assicurare il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei condannati, curando altresì che l’attività prestata sia conforme a quanto previsto dalla convenzione.

In nessun caso l’attività potrà svolgersi in modo da impedire l’esercizio dei fondamentali diritti umani o da ledere la dignità della persona.

L’imputato impegnato in attività che richiedono l’uso di dispositivi di sicurezza e/o protezione individuale, è tenuto a dotarsene secondo le istruzioni fornite dal Comune di Alseno, che provvederà a riscontrarne la conformità a quanto previsto dalla normativa vigente.

Il Comune di Alseno si impegna altresì a che i condannati possano fruire del trattamento terapeutico e delle misure profilattiche e di pronto soccorso alle stesse condizioni praticate per il personale alle proprie dipendenze, ove tali servizi già predisposti.

Art. 5

E’ fatto divieto al Comune di Alseno di corrispondere ai condannati una retribuzione, in qualsiasi forma, per l’attività da essi svolta.

E’ obbligatoria ed è a carico del Il Comune di Alseno l’assicurazione dei condannati contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo alla responsabilità civile verso i terzi.

Art. 6

Il Comune di Alseno ha l’obbligo di comunicare quanto prima all’U.E.P.E le eventuali violazioni degli obblighi inerenti la prestazione lavorativa dell’imputato (ad esempio se egli, senza giustificato motivo non si reca nel luogo dove svolgere il lavoro di pubblica utilità o lo abbandona o si rifiuta di prestare le attività di cui è incaricato, ecc.) e che possono comportare la revoca della messa alla prova ex art. 168 quater c.p..

Terminata l’esecuzione della pena i soggetti incaricati di coordinare le prestazioni lavorative dei condannati, di cui all’articolo 3 della presente convenzione, dovranno redigere una relazione che documenti l’assolvimento degli obblighi inerenti il lavoro svolto dal condannato.

Art. 7

Qualsiasi variazione o inosservanza delle condizioni stabilite dalla presente convenzione potrà comportare la risoluzione della stessa da parte del Ministero della Giustizia o del Presidente del Tribunale da esso delegato, salve le eventuali responsabilità, a termini di legge, delle persone preposte, secondo il relativo ordinamento, al funzionamento del Comune di Alseno.

Art. 8

La presente convenzione avrà la durata di QUATTRO anni a decorrere dalla data della stipula e sarà eventualmente rinnovabile. 

Copia della presente convenzione viene trasmessa alla cancelleria del Tribunale, per inclusa nell’elenco degli enti convenzionati di cui all’articolo 7 del decreto ministeriale citato in premessa, nonché al Ministero della Giustizia – Direzione generale della Giustizia Penale – Ufficio I - Affari legislativi.

Si dispone l’inserimento della presente convenzione sul sito internet del Tribunale di Piacenza.

Piacenza, 24/05/2023

IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PIACENZA
Dr. Stefano Brusati

IL RAPPRESENTANTE LEGALE DEL COMUNE DI ALSENO
Il Sindaco Protempore
Geol Davide Zucchi