Protocollo d'intesa tra il Ministero della giustizia - Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e l’ Archeoclub d’Italia APS - 23 marzo 2025
23 marzo 2025

PROTOCOLLO D’INTESA
TRA
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ
E
L’ ARCHEOCLUB D’ITALIA APS
Il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (d'ora in avanti DGMC) C.F. 97113870584, con sede in Roma, Via Damiano Chiesa n. 24 in persona del Direttore Generale per la Giustizia Minorile e Riparativa dott. Alessandro Buccino Grimaldi munito dei necessari poteri e abilitato alla firma del presente accordo;
E
L’ Archeoclub D’Italia APS (d'ora in avanti Associazione oppure AADI) C.F. 80172190581 con sede in Roma, in Via Massaciuccoli n 12, rappresentata dal Dott. Rosario Santanastasio, nella sua qualità di legale rappresentante, domiciliato per la carica presso la suddetta sede sociale e autorizzato alla stipula del presente atto in virtù di quanto previsto nel vigente Statuto sociale;
PREMESSO CHE
L’inclusione sociale dei giovani in carico alla giustizia minorile, la prevenzione della devianza e della recidiva costituiscono gli elementi qualificanti e primari delle strategie di intervento del DGMC.
La diffusione della cultura della prevenzione, dell’educazione alla legalità e la costruzione di processi di partecipazione attiva rappresentano le premesse affinchè i giovani siano protagonisti di progetti di vita validi e sostenibili.
La presa in carico delle persone che entrano nel circuito penale attraversa trasversalmente le comunità educanti di appartenenza, coinvolgendole in un sistema strutturato di rete integrata pubblico e privato sociale.
TENUTO CONTO CHE
Il DGMC
Nell'ambito delle competenze del Ministero della Giustizia in materia di esecuzione penale, esercita le funzioni e i compiti inerenti all’esecuzione dei provvedimenti penali del giudice minorile in materia penale e quelli inerenti all'esecuzione penale esterna ed alla messa alla prova degli adulti.
È deputato alla tutela di minori e giovani adulti che hanno fatto ingresso nel circuito penale, favorendo percorsi di presa in carico finalizzati al reinserimento sociale.
Assicura e verifica l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità giudiziaria minorile attraverso i Centri per la Giustizia Minorile (CGM) - quali organi decentrati che hanno competenza sul territorio di una o più regioni - e i Servizi minorili dipendenti.
Promuove la realizzazione e la sperimentazione di azioni rispondenti alle esigenze dei soggetti dell'area penale, anche con il coinvolgimento di istituzioni, attori del privato sociale e della comunità locale istituendo reti finalizzate all'inclusione sociale.
Provvede ad assicurare l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria Minorile, garantendo la certezza della pena, la tutela dei diritti soggettivi e la promozione dei processi evolutivi adolescenziali in atto.
Persegue la qualità delle azioni trattamentali rivolte ai minorenni e giovani adulti in carico agli Istituti Penali per i Minorenni (IPM) e agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM), con particolare riferimento alle azioni dirette a promuovere la cultura della legalità.
Si prefigge la finalità di diffondere, migliorare e promuovere una cultura di sensibilizzazione in favore degli adolescenti, interessando la comunità locale sulle problematiche del disagio e della devianza minorile e sul reperimento di opportunità concrete per la prevenzione e il reinserimento nel contesto sociale dei minorenni e dei giovani dell'area penale.
Attiva programmi educativi, di studio e di formazione-lavoro e di tempo libero, anche con soggetti terzi e operatori del terzo settore, al fine di assicurare l'inclusione sociale dei minori e dei giovani adulti.
Inoltre, attraverso il C.G.M., quale organo decentrato del Ministero della Giustizia con competenza territoriale ed i suoi Servizi minorili dipendenti, persegue interventi in favore degli adolescenti che entrano nel sistema penale minorile, attraverso un approccio specialistico in grado di affrontare i fattori di discriminazione ed il rischio di marginalità sociale ed è, in tal senso, impegnato nella costruzione di percorsi educativi complessi, che tengano conto delle esigenze evolutive degli individui presi in carico, con particolare riferimento alla costruzione di un'identità propria di cittadini attivi, inseriti in regolari processi produttivi;
L’ARCHEOCLUB D'ITALIA
Si costituisce nel 1971 al fine di sostenere, con un impegno concreto, gli studiosi e gli esperti dell’archeologia nella divulgazione della conoscenza del Passato. Sin dalla fondazione l’associazione ha sempre indicato come dovere dei soci l’adoperarsi concretamente per la tutela e la salvaguardia dei beni culturali ed ambientali italiani.
L’Associazione ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266 è riconosciuta quale persona giuridica con Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1986 n. 565.
Con il successivo Statuto, si adegua ai sensi D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 - Codice del Terzo settore e modifica quello approvato dall’Assemblea straordinaria dei Soci del 25 maggio 2014.
L'Archeoclub d'Italia, associazione di cittadini a diffusione nazionale, diventa Ente del Terzo Settore (ETS), con la denominazione "Archeoclub d’Italia APS", Associazione di Promozione Sociale.
L'Associazione usa la denominazione di "associazione di promozione sociale" o l'acronimo "APS" negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico e Ets o la locuzione Ente del Terzo Settore in conformità alle normative vigenti.
L’Associazione opera anche nei seguenti settori di interesse generale:
- a) interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, art. 5 lettera f) del Decreto Legislativo n. 117/2017;
- b) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, art. 5 lettera i) del Decreto Legislativo n: 117/2017.
- c) interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell'ambiente e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell'attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, art. 5 lettera e) del Decreto Legislativo n: 117/2017.
- d) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa, art. 5 lettera d) del Decreto Legislativo n: 117/2017.
- e) formazione universitaria e post-universitaria, art. 5 lettera g) del Decreto Legislativo n. 117/2017.
- f) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa, art. 5 lettera l) del Decreto Legislativo n: 117/2017.
- g) ricerca scientifica di particolare interesse sociale, art. 5 lettera h) del Decreto Legislativo n.117/2017
- h) promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata, art. 5 lettera v) del Decreto Legislativo n. 117/2017.
- i) protezione civile ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, art. 5 lettera y) del Decreto Legislativo n. 117/2017.
- l) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata. art. 5 lettera z) del Decreto Legislativo n. 117/2017.
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VISTO
- a. gli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana, che garantiscono il rispetto della dignità umana, richiedono l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale da parte dei cittadini e proclamano il compito della Repubblica di favorire il pieno sviluppo della persona umana;
- b. l'articolo 9 della Costituzione italiana che garantisce lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica;
- c. la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'educazione e la formazione ai diritti umani adottata il 23 marzo 2011;
- d. la Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non-discriminazione attraverso l'educazione, adottata dai Ministri dell'Istruzione dell'Unione Europea (Parigi, 17 marzo 2015);
- e. i documenti internazionali, le Raccomandazioni dell'UNESCO, i regolamenti e le direttive dell'Unione Europea che costituiscono un quadro di riferimento entro cui collocare l'educazione alla cittadinanza, alla legalità, ai valori sedimentati nella Storia dell'Umanità come elementi essenziali del contesto pedagogico e culturale degli Stati;
- f. la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge 27 maggio 1991, n.176;
- g. la Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei minori, adottata a Strasburgo il 25 gennaio 1996, entrata in vigore il 1° luglio 2000 ratificata con Legge del 20 marzo 2003 n. 77 (in specie artt. 3,9,29);
- h. il D.P.R. 448/88 "Disposizioni sul processo penale minorile a carico di imputati minorenni" e il D.Lgs. 272/89, norme di attuazione, coordinamento e transitorie del DPR 448/88, che riconoscono entrambi quale fondamento del trattamento l'offerta di interventi ed attività volte a sostenere gli interessi umani, culturali e professionali dei soggetti del circuito penale;
- i. il D.P.R. 230/2000 recante "Regolamento recante norme sull'Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà";
- l. la Legge 354/75 recante "Norme sull'Ordinamento Penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà" e successive modifiche;
- m. la Legge 285/ l 997 "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza";
- n. la Legge 328/2000, Legge quadro per il sistema integrato di interventi e servizi sociali all'art. 1 c. 4 in cui si "riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore della programmazione, della organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.";
- o. la Legge 117/2014 che ha esteso al compimento del 25° anno di età la presa in carico dei Servizi della Giustizia Minorile per i giovani che hanno commesso un reato durante la minore età, sottoposti a procedimento penale da parte dell'Autorità Giudiziaria Minorile;
- p. il D.Lgs. 121/2018 che disciplina l'esecuzione della pena detentiva e delle misure penali di comunità nei confronti dei condannati minorenni, favorendo percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato, nonché la responsabilizzazione, l'educazione e il pieno sviluppo psico-fisico del minorenne, la preparazione alla vita libera, l'inclusione sociale e la prevenzione di ulteriori reati, anche mediante il ricorso ai percorsi di istruzione, di formazione professionale, di istruzione e formazione professionale, di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, e ad attività di utilità sociale, culturali, sportive e di tempo libero;
- q. il D.Lgs 150/2022 di attuazione della legge 134/2021, recante delega al Governo per l'efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari;
- r. la Legge 159/2023 recante: "Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché' per la sicurezza dei minori in ambito digitale";
- s. il D.M. del 27 luglio 2023 "Modalità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai sensi del!' art. 71, comma 1, lett. d), del Decreto Legislativo 150/2022.
CONSIDERATO
- che i CGM ed i Servizi minorili dipendenti hanno l'esigenza di proporre e garantire azioni al fine di recuperare socialmente i minori e i giovani adulti autori di reato;
- che gli Enti di Terzo Settore che operano, a livello territoriale, in campo sociale, educativo, formativo e lavorativo rappresentano partner di rilievo per la realizzazione di interventi educativi e formativi volti all’inclusione sociale dei giovani autori di reato;
- che DGMC e Archeoclub Aps convengono sull'opportunità di collaborare nella realizzazione di percorsi formativi che possano favorire la riabilitazione, l’integrazione ed il superamento del disagio dei minori a rischio di devianza, attraverso progetti di formazione nel campo delle varie professionalità legate al mondo del mare e dei suoi valori;
- che il DGMC e l’Archeoclub Aps convengono sull'opportunità di potenziare ulteriormente i rapporti di collaborazione già in essere, finalizzati alla realizzazione di attività educative e di reinserimento sociale per i giovani in situazioni di disagio, a rischio di emarginazione sociale e sottoposti a provvedimenti penali;
- che il DGMC e l’Archeoclub attraverso il progetto “Marenostrum “, a carico del CGM di Napoli, hanno già avviato collaborazioni aventi l'obiettivo di favorire l'integrazione e il superamento del disagio dei giovani dell'area penale attraverso la realizzazione di percorsi di socializzazione, di orientamento e di inserimento socio-lavorativo.
Tanto premesso e considerato,
STIPULANO
E CONVENGONO QUANTO SEGUE
Art.1
(Premesse)
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo di intesa.
Art. 2
(Finalità)
Le Parti convengono sull’opportunità di avviare rapporti di collaborazione per lo sviluppo di sinergie tecnico-operative finalizzate alla realizzazione di percorsi formativi che possano favorire la riabilitazione, l'integrazione e il superamento del disagio dei minori e giovani (14 - 25 anni) a rischio devianza, attraverso progetti di formazione nel campo delle varie professionalità legate al mondo del mare e dei suoi valori;
Art 3
(Impegno delle Parti)
Con il presente Protocollo d'Intesa, le parti si impegnano a:
- a) elaborare strategie comuni atte a promuovere e incrementare percorsi di educazione alla legalità e opportunità concrete per il reinserimento sociale e pre-lavorativo dei giovani del circuito penale;
- b) collaborare alla definizione, programmazione e realizzazione di percorsi di inclusione sociale per i minori e giovani adulti in carico ai Servizi minorili della giustizia, anche nell'ottica di una più equa distribuzione di opportunità e risorse tra i diversi territori e uffici;
- e) promuovere progettualità per la definizione di attività e interventi rivolti a gruppi di ragazzi sottoposti a procedimenti penali, tenendo conto delle esigenze e delle peculiarità di ciascun territorio di appartenenza e delle diverse realtà che vi operano; in particolare nelle realtà territoriali dove la tematica del rischio "devianza minorile" si presenta con carattere di particolare urgenza ed è altresì avvertita come prioritaria dall'intera comunità;
- f) effettuare la rilevazione dei bisogni a livello nazionale e dei singoli territori;
- g) realizzare attività di diffusione e pubblicazione degli interventi e dei loro risultati attraverso il supporto di strumenti di comunicazione specifici, eventi e iniziative, anche di carattere nazionale;
- h) collaborare alla redazione di studi e/o pubblicazioni su aree tematiche specifiche del presente Protocollo, attraverso la raccolta sistematica dei dati, la partecipazione a tavoli e organismi permanenti e il monitoraggio delle esperienze e dei processi socio-educativi.
Art. 4
(Durata e rinnovo)
Il presente accordo di collaborazione ha validità triennale dalla data di sottoscrizione e potrà essere prorogato o rinnovato in forma scritta a scadenza, previa valutazione positiva congiunta dei risultati delle iniziative realizzate, essendo esclusa ogni forma di rinnovo tacito.
Art.5
(Recesso)
Le parti potranno recedere dal presente accordo con preavviso di 3 mesi da comunicarsi a mezzo raccomandata a./r., ovvero posta elettronica certificata. Il termine di preavviso decorre dalla data di ricezione della comunicazione di cui sopra. In tal caso sono fatte salve le spese già sostenute e gli impegni assunti alla data di comunicazione del recesso.
Art. 6
(Oneri economici)
Il presente Protocollo non comporta alcun onere economico a carico dell'Amministrazione. È escluso il diritto di ciascuna Parte nei confronti delle altre di pretendere corrispettivi, rimborsi spese o indennità, a qualunque titolo, in ragione della conclusione ed esecuzione del Particolari.
Art. 7
(Foro competente)
Ogni controversia relativa all'interpretazione, all'esecuzione ed alla risoluzione del presente accordo - qualora non risolta dalle parti in via amichevole - sarà riservata alla competenza esclusiva del Foro di Roma.
Art.8
(Privacy e Trattamento dei dati personali)
Le Parti dichiarano di essersi reciprocamente comunicate tutte le informazioni di cui all'articolo 13 del
Regolamento Europeo 679/2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati afferenti il trattamento di dati personali conferiti per la sottoscrizione e l'esecuzione del contratto stesso e di essere a conoscenza dei diritti che spettano loro in forza delle norme di cui al citato Regolamento.
Le Parti si impegnano a improntare il trattamento dei dati personali ai principi di correttezza, liceità e trasparenza nel rispetto delle disposizioni di cui al Regolamento Europeo 679/2016 e della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e a non comunicare i predetti dati personali a soggetti terzi, se non ai fini dell'esecuzione del Protocollo o nei casi espressamente previsti dalla legge, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia.
Art. 9
(Riservatezza)
Le Parti si impegnano a far rispettare ai propri dipendenti la massima riservatezza sui dati e le informazioni messe a disposizione e di quelli di cui vengano in possesso e, comunque, a conoscenza, nell'esecuzione del Protocollo.
L'obbligo di riservatezza comprende il divieto di divulgare, in alcun modo e in qualsiasi forma, i suddetti dati, informazioni e documenti e di farne oggetto di utilizzazione, a qualsiasi titolo, per scopi diversi da quelli strettamente necessari all'esecuzione del Protocollo.
In caso d'inosservanza degli obblighi di riservatezza, il DGMC o Archeoclub Aps hanno la facoltà di dichiarare risolto il presente Protocollo.
Art. 10
(Promozione dell'immagine)
Al fine di tutelare e promuovere l'immagine di ciascuna delle Parti, i rispettivi loghi potranno essere utilizzati nell'ambito delle iniziative di cui all’ art.2, previa autorizzazione scritta degli Uffici competenti, delle Parti.
Art. 11
(Comunicazioni)
Ogni attività mediatica, di comunicazione, diffusione o promozione di notizie aventi a oggetto il presente Protocollo ovvero connesse e/o conseguenti all'esecuzione dello stesso, prima di essere effettuata, dovrà essere concordata tra le Parti e formalmente autorizzata dagli Uffici competenti.
Tali attività saranno svolte, in particolare, a favorire reciprocamente la promozione delle immagini e dell'impegno profuso dalle Parti, in aderenza ai rispettivi programmi di comunicazione.
L'ideazione di attività di divulgazione e comunicazione da parte di Archeoclub aps dovrà attenersi alle normative vigenti in materia e a quanto prescritto dall'art. 13 del D.P.R. 448/88 "Sono vietate la pubblicazione e la divulgazione, con qualsiasi mezzo, di notizie o immagini idonee a consentire l'identificazione del minorenne comunque coinvolto nel procedimento".
Art. 12
(Modifiche)
Ogni modifica del presente accordo dovrà rivestire, a pena di nullità, la forma scritta ed essere sottoscritta da entrambe le parti.
Ogni comunicazione tra le Parti dovrà avvenire esclusivamente in forma scritta, a mezzo PEC, ovvero a mezzo e-mail, ai seguenti indirizzi:
DGMC: PEC - prot.dgmc@giustiziacert.it
ARCHEOCLUB: PEC archeoclubitalia@pec.it
Art. 13
(Sottoscrizione, registrazione e imposta di bollo)
Le spese per l'eventuale registrazione sono a carico della parte richiedente.
Roma, 23 marzo 2025
PER IL DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITA’
Il Direttore Generale
Alessandro Buccino Grimaldi
PER ARCHEOCLUB APS
Il Presidente
Rosario Santonastasio