Convenzioni per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità tra il Tribunale di BUSTO ARSIZIO e Progetto 98 Cooperativa Sociale - 21 novembre 2022 - 22 novembre 2025 e modifica 15 gennaio 2026
15 gennaio 2026
TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO
CONVENZIONE PER LO SVOLGIMENTO DEL LAVORO DI PUBBLICA UTILITA'
AI SENSI DEGLI ARTT. 54 DEL D.L.VO 28 AGOSTO 2000, N. 274 E 2 DEL D.M. 26 MARZO 2001
Premesso
Che, a norma dell'art. 54 del D. L.vo 28 agosto 2000, n.274, il giudice di pace può applicare, su richiesta dell'imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità, consistente nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato;
che, l'art. 2, comma 1, del decreto ministeriale 26 marzo 2001, emanato a norma dell'art.54, comma 6, del citato decreto legislativo, stabilisce che l'attività non retribuita in favore della collettività è svolta sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero della Giustizia, o su delega di quest'ultimo, con il Presidente del tribunale nel cui circondario sono presenti le amministrazioni, gli enti o le organizzazioni indicate nell'art. 1, comma 1, del citato decreto ministeriale, presso i quali può essere svolto il lavoro di pubblica utilità;
che il Ministro della Giustizia con l'allegato atto ha delegato i Presidenti dei tribunali alla stipula delle convenzioni in questione;
che l'art. 2, comma 1, lett. a) della L. 11/6/2004, n. 145, l'art. 33, comma 1, lett. d) della L.29/07/2010, n. 120, l'art. 1, co. 24 ter, lett. b) del D.L. 20 marzo 2014, n. 36, convertito, con modificazioni, nella L. 16/05/2014, n. 79 e l'art. 3, co. 1, della L. 28 aprile 2014, n. 67 hanno esteso l'ambito di applicazione del lavoro di pubblica utilità;
che l'ente presso il quale potrà essere svolto il lavoro di pubblica utilità rientra tra quelli indicati nell'art. 54 del citato decreto legislativo;
tra il Ministro della Giustizia che interviene al presente atto nella persona del dott. Miro Santangelo, Presidente del Tribunale di Busto Arsizio, giusta la delega di cui in premessa e Progetto 98 Cooperativa Sociale, nella persona del legale rappresentante pro-tempore, la Dr.ssa Norma Mazzetto, si conviene e si stipula quanto segue:
Art. 1
L'ente consente che N. 4 condannati con moalla pena del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell'art. 54 del decreto legislativo citato in premessa o ammessi alla prova ai sensi dell'art. 168 bis c.p., prestino presso di sé la loro attività non retribuita in favore della collettività. L'ente specifica che presso le sue strutture l'attività non retribuita in favore della collettività, in conformità con quanto previsto dall'art. 1 del decreto ministeriale citato in premessa, ha ad oggetto le seguenti prestazioni: SUPPORTO NELLE ATTIVITA’ EDUCATIVE, ASSISTENZIALE E RIABILITATIVE A FAVORE DI GIOVANI E ADULTI CON DISABILITA’ ACQUISITA OSPITI DEL CENTRO SOCIO EDUCATIVO (CSE) DI VIA A. POZZI E DEI SERVIZI ALLA PERSONA c/o LA CASA AMICA DI SOMMA L.DO PIAZZA SCIPIONE 3 (CSE CESARE CARABELLI, HOUSING SOCIALE E ALLOGGIO PALESTRA PER LE AUTONOMIE; SUPPORTO PER LA PULIZIA E IL RIORDINO DEGLI AMBIENTI; SUPPORTO PER ATTIVITA’ AMMINISTRATIVE E GESTIONALI DELLA COOPERATIVA.
Art. 2
L'attività non retribuita in favore della collettività sarà svolta in conformità con quanto disposto nella sentenza/decreto penale di condanna o nell'ordinanza di sospensione e messa alla prova, nelle quali il giudice, a norma dell'articolo 33, comma 2, del citato decreto legislativo o dell'art. 464 quater c.p.p., indica il tipo e la durata del lavoro di pubblica utilità. Ove le pronunce di condanna eccedano il numero dei soggetti che, ai sensi del precedente art. 1, l'Ente si impegna a prendere contemporaneamente in carico, le successive convocazioni avranno luogo sulla base dell'ordine di pervenimento all'ente delle relative sentenze o decreti penali di condanna o dei verbali di messa alla prova sottoscritti dall'indagato/imputato ex art. 464 quater co.6 c.p.p.,
Art. 3
L'ente che consente alla prestazione dell'attività non retribuita individua nei seguenti soggetti le persone incaricate di coordinare la prestazione dell'attività lavorativa dei condannati o ammessi alla prova e di impartire a costoro le relative istruzioni: Dr.ssa Norma Mazzetto.
L'ente si impegna a comunicare tempestivamente al Presidente del tribunale eventuali integrazioni o modifiche dei nominativi ora indicati.
Art. 4
Durante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, l'ente si impegna ad assicurare il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e morale dei condannati o ammessi alla prova, curando altresì che l'attività prestata sia conforme a quanto previsto dalla convenzione.
In nessun caso l'attività potrà svolgersi in modo da impedire l'esercizio dei fondamentali diritti umani o da ledere la dignità della persona.
L'ente si impegna altresì a che i condannati o ammessi alla prova possano fruire del trattamento terapeutico e delle misure profilattiche e di pronto soccorso alle stesse condizioni praticate per il personale alle proprie dipendenze, ove tali servizi siano già predisposti.
Art. 5
E’ fatto divieto all'ente di corrispondere ai condannati o ammessi alla prova una retribuzione, in qualsiasi forma, per l'attività da essi svolta.
E' obbligatoria ed è a carico dell'ente l'assicurazione dei condannati contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo alia responsabilità civile verso i terzi.
Art. 6
I soggetti incaricati, ai sensi dell'art. 3 della presente convenzione, di coordinare le prestazioni lavorative dei condannati o ammessi alla prova e di impartire a costoro le relative istruzioni, dovranno redigere, terminata l'esecuzione della pena, una relazione che documenti l'assolvimento degli obblighi inerenti al lavoro svolto dal condannato.
Art. 7
Qualsiasi variazione o inosservanza delle condizioni stabilite dalla presente convenzione potrà comportare la risoluzione della stessa da parte del Ministero della Giustizia o del Presidente del tribunale da esso delegato, salve le eventuali responsabilità, a termini di legge, delle persone preposte, secondo il relativo ordinamento, al funzionamento dell'ente.
Art. 8
La presente convenzione avrà la durata di ANNI 3, a decorrere dalla data di sottoscrizione.
L'ente si impegna a dare esecuzione a tutti i provvedimenti giurisdizionali (sentenze, decreti penali di condanna, ordinanze di sospensione e messa alla prova) emessi e depositati prima di tale scadenza, anche se passati in giudicato o divenuti esecutivi successivamente.
Copia della presente convenzione viene trasmessa alla cancelleria del tribunale, per essere inclusa nell'elenco degli enti convenzionati di cui all'articolo 7 del decreto ministeriale citato in premessa, nonché al Ministero della Giustizia- Direzione Generate degli affari penali.
Busto Arsizio, 21/11/2022
Il Presidente Progetto 98
Norma Mazzetto
Il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio
Miro Santangelo
Identificativo della convenzione: 17536489
Convenzione tra il TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO
e
l'Ente PROGETTO 98 COOPERATIVA SOCIALE
per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità
(art. 2 D.M. 26 marzo 2001)
Premesso
- che a norma dell'art. 54 del D.lvo 28 agosto 2000, n. 274, in applicazione della legge 11 giugno 2004 n. 145 e dell' 73 comma V-bis D.P.R. 309/90 così modificato dal D.L. 30.12.2005 n. 272 convertito con legge 21.2.2006 n. 49, il giudice di pace ed il giudice monocratico possono applicare, su richiesta dell' imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità, consistente nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgersi presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso Enti ed organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato;
- che l'art. 2, comma 1, del decreto ministeriale 26 marzo 2001, emanato a norma dell'art. 54, comma 6, del D.lvo 274/2000, stabilisce che l'attività non retribuita in favore della collettività é svolta sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero della Giustizia, o su delega di quest'ultimo, con il Presidente del Tribunale nel cui circondario sono presenti le amministrazioni, gli Enti o le organizzazioni indicati nell'art. 1, comma 1, del citato decreto ministeriale, presso i quali può essere svolto il lavoro di pubblica utilità;
- che il Ministro della Giustizia ha delegato i Presidenti dei Tribunali alla stipula delle convenzioni in questione;
- che l'Ente presso il quale potrà essere svolto il lavoro di pubblica utilità rientra tra quelli indicati nell' art. 54 del citato Decreto legislativo;
Si stipula
la presente convenzione (di seguito "La Convenzione") tra il Ministero della Giustizia che interviene nel presente atto nella persona del dott. Miro Santangelo, Presidente del TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO , giusta la delega di cui in premessa (di seguito "Il Tribunale") e l'Ente PROGETTO 98 COOPERATIVA SOCIALE (di seguito "L'Ente"), nella persona del dott.ssa Norma Mazzetto in qualità di legale rappresentante:
Art. 1
Attività da svolgere
L'Ente consente che n. 4 condannati - numero dei posti 5 modifica approvata il 15 gennaio 2026 - alla pena del lavoro di pubblica utilità ai sensi degli articoli 54 del decreto legislativo 274/2000, prestino presso di sé la loro attività non retribuita in favore della collettività.
L'Ente specifica che presso le sue strutture l'attività non retribuita in favore della collettività, in conformità con quanto previsto dall'articolo 1 del decreto ministeriale citato in premessa, ha ad oggetto le seguenti prestazioni:
1 . Progetto 98 cooperativa sociale - viale vittorio veneto,1
- Altre prestazioni di lavoro di pubblica utilità pertinenti la specifica professionalità del condannato;
- Prestazioni di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato operanti, in particolare, nei confronti di tossicodipendenti, persone affette da infezione da HIV, portatori di handicap, malati, anziani, minori, ex-detenuti o extracomunitari;
Art. 2
Modalità di svolgimento
L'attività non retribuita in favore della collettività sarà svolta in conformità a quanto disposto nella sentenza di condanna, nella quale il giudice, a norma dell'art. 33, comma 2, del citato decreto legislativo, indica il tipo e la durata del lavoro di pubblica utilità.
Art. 3
Soggetti incaricati di coordinare le prestazioni
L'Ente che acconsente alla prestazione dell'attività non retribuita individua nei seguenti soggetti le persone incaricate di coordinare le prestazioni dell'attività lavorativa dei condannati e di impartire a costoro le relative istruzioni
Norma Mazzetto
L'Ente si impegna a comunicare tempestivamente al Tribunale eventuali integrazioni o modifiche dei nominativi indicati.
Art. 4
Modalità di trattamento
Durante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, l'Ente si impegna ad assicurare il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e morale dei condannati, curando altresì che l'attività prestata sia conforme a quanto previsto dalla Convenzione. In nessun caso l'attività potrà svolgersi in modo da impedire l'esercizio dei fondamentali diritti umani o da ledere la
dignità della persona, conformemente a quanto dispone l'art. 54, commi 2, 3, e 4 del citato decreto legislativo.
L'Ente si impegna altresì a che i condannati possano fruire del trattamento terapeutico e delle misure
profilattiche e di pronto soccorso alle stesse condizioni praticate per il personale alle proprie dipendenze, ove tali servizi siano già predisposti.
Art. 5
Divieto di retribuzione - Assicurazioni sociali
È fatto divieto all'Ente di corrispondere ai condannati una retribuzione, in qualsiasi forma, per l'attività da essi svolta.
È obbligatoria ed è a carico dell'Ente ospitante l'assicurazione dei condannati contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo alla responsabilità civile verso terzi.
Art. 6
Violazione degli obblighi - Relazione sul lavoro svolto
I soggetti incaricati, ai sensi dell'articolo 3 della presente convenzione, di coordinare le prestazioni lavorative dei condannati e di impartire a costoro le relative istruzioni dovranno redigere, terminata l'esecuzione della pena, una relazione che documenti l'assolvimento degli obblighi inerenti il lavoro svolto dal condannato.
Art. 7
Risoluzione della convenzione
Qualsiasi variazione o inosservanza delle condizioni stabilite dalla presente convenzione potrà comportare la risoluzione della stessa da parte del Ministero della Giustizia o del Presidente del Tribunale da esso delegato, salvo le eventuali responsabilità, a termini di legge, delle persone preposte, secondo il relativo ordinamento, al funzionamento dell'Ente.
Art. 8
Durata della convenzione
La presente convenzione avrà la durata di anni 3 a decorrere dalla data della firma.
Copia della presente convenzione viene trasmessa alla cancelleria del Tribunale, per essere inclusa nell'elenco degli Enti convenzionati di cui all'art. 7 del decreto ministeriale citato in premessa, nonché al Ministero della Giustizia - Dipartimento per gli affari di Giustizia - Direzione Generale degli Affari interni.
Busto Arsizio, li 22/11/2025
Il legale rappresentante dell'Ente,
Norma Mazzetto
II Presidente del TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO,
Miro Santangelo