Protocollo d'intesa per l'istituzione della rete antiviolenza della provincia di Frosinone - 25 giugno 2015

25 giugno 2015

PROTOCOLLO DI INTESA PER L’ISTITUZIONE DELLA RETE ANTIVIOLENZA DELLA PROVINCIA DI FROSINONE

PREMESSO

CHE i fenomeni di violenza e di maltrattamento nei confronti delle donne e minori, nonché dello stalking,rappresentano problematiche di particolare delicatezza e gravità che si manifestano con preoccupante diffusione nei più diversi ambiti sociali, familiari e lavorativi;

CHE nel marzo 2006 il governo italiano ha istituito “ Una rete nazionale antiviolenza” e disposto un servizio di call-center mediante l’attivazione del numero verde “1522” di pubblica utilità (multilingue ed operante 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno), a sostegno delle donne vittime di violenza intra ed extra familiare;

CHE la legislazione nazionale italiana il tema della violenza viene disciplinatoalle seguenti disposizioni normative:

  • legge n.66 del 15.2.1996, recante “Norme contro la violenza sessuale “ con la quale tale reato viene collocato tra i “delitti contro la persona”, in quanto offesa diretta e immediata ai diritti fondamentali ed esclusivi dell’individuo;
  • legge n. 269 del 3.8.1998 contenente “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione e pornografia”, con la quale, in adesione ai principi della Convenzione sui diritti del fanciullo, si sancisce la tutela dei minori contro ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale, a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale;
  • legge n. 154 del 4.4.2001 concernente “Misure contro la violenza nelle relazioni familiari&rdquo che ha apportato alcune modifiche al codice civile e di procedura civile e penale, volte ad assicurare una più efficacie protezione delle vittime dai cc.dd.maltrattamenti familiari;
  • legge n. 38 del 6.2.2006 denominata “Lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, e pedopornografia anche a mezzo internet”, a tutela del corretto sviluppo psico-fisico del minore contro ogni tipologia di abuso a suo danno;
  • legge n. 38 del 23.4.2009 recante “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”, che ha inasprito le pene per la violenza sessuale, mediante l’introduzione di una nuova figura di reato ex art. 612 bis c.p. per atti persecutori, il c.d. STALKING, apportando modifiche al codice penale ed a quello di procedura penale, volte ad assicurare un più efficace contrasto al fenomeno della violenza sessuale;
  • legge n. 96 del 4.6.2010 contenente“ Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2009” attuativa della norma comunitaria n. 2201/220/GAI del 15.3.2001, in tema di protezione e tutela delle vittime nel procedimento penale;
  • legge n. 77 del 27.6.2013, di “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11.5.2011”che fa obbligo alle autorità statali di adottare e far applicare le misure necessarie atte a prevenire e reprimere, anche in un’ottica di deterrenza, le violazioni dei diritti umani
  • legge n. 119 del 15.10.2013: di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province” che, in relazione al fenomeno in argomento, arricchisce il codice di nuove aggravanti ampliando, al contempo, le misure a tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica;

CHE nella legislazione regionale del Lazio con legge n. 4 del 19.3.2014, sul “Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna”., la Regione riconosce che ogni forma e grado di violenza contro le donne rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali ed ostacola il raggiungimento della parità tra i sessi e pertanto prevede e sostiene interventi e misure volti a prevenire e a contrastare ogni forma e grado di violenza morale, fisica, psicologica, psichica, sessuale, sociale ed economica nei confronti delle donne, nella vita pubblica e privata, comprese le minacce, le persecuzioni e la violenza assistita.

In particolare, all’articolo 2 della citata legge sono indicati gli interventi regionali in materia tra cui quelli finalizzati a:

  1. sostenere e potenziare strutture e servizi di presa in carico, di accoglienza e di reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza e dei loro figli (lettera f);
  2. promuovere e rafforzare le reti locali, ove presenti, idonee a prevenire e contrastare gli episodi di violenza nei confronti delle donne (lettera g);

DATO ATTO

CHE ilterritorio provinciale ha manifestato una particolare attenzione a tale problematica, mediante la realizzazione di percorsi formativi tesi alla creazione di una cultura della non violenza

CHE alcuni di questi progetti sono stati particolarmente rilevanti consentendo un incontro ed un confronto proficuo tra i diversi attori coinvolti attivamente nella tematica. Tra isto la costituzione di un tavolo interistituzionale a cui partecipano i rappresentanti di realtà sia pubbliche che private, operanti nell’ambito del contrasto alla violenza di genere;

CHE la Regione Lazio con deliberazione di Giunta del 25 novembre 2014, n. 830, ha individuato le Province del Lazio quali soggetti attuatori della programmazionein materia di contrasto alla violenza di genere, per valorizzare ed implementare quanto già costruito sul territorio regionale e per garantire l’efficienza,l’efficacia e l’economicità degli interventi, nonché per la realizzazione di attività di supporto e sostegno dei centri antiviolenza e delle case rifugio operanti nel territorio regionale, prevedendo, al riguardo, l’istituzione di ulteriori strutture. 

CONSIDERATO

CHE è emersa sul territorio, l'esigenza di azioni strutturate e multisettoriali per contrastare la violenza contro donne e i minori, fornendo alle vittime risposte integrate ed efficaci;

CHE l’istituzione di una apposita rete risulta un utile strumento per perfezionare la proficua attività sviluppata in tal senso dai soggetti istituzionali ed associativi di settore che operano sul territorio provinciale, al fine di ottimizzare risorse ed energie migliorando, altresì la qualità degli interventi, nonché per formalizzare un rapporto di costante interlocuzione tra le parti aderenti.

Alla luce delle considerazioni prima espresse e nel rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali, così come indicato nella normativa vigente,

TRA

  • Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Frosinone
  • Provincia di Frosinone
  • Azienda Sanitaria Locale di Frosinone
  • Questura di Frosinone – Polizia di Stato
  • Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri
  • Tribunale di Frosinone
  • Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Frosinone
  • Ministero della Giustizia - Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Frosinone
  • Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
  • Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio - U.S.P. Frosinone
  • Consigliera provinciale di Parità
  • Distretto socio assistenziale A- Alatri
  • Distretto sociale B- Frosinone
  • AIPES- Associazione Intercomunale per l’Esercizio Sociale- Consorzio per i servizi alla persona Distretto C-
  • Consorzio dei Comuni del Cassinate per la programmazione e gestione dei servizi sociali –Distretto D.
  • CGIL
  • CISL
  • UIL
  • Consiglio dell’Ordine Professionale degli Avvocati
  • Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio
  • Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone,
  • Ordine degli Assistenti sociali del Lazio,
  • Collegio IP.AS.VI di Frosinone
  • Collegio delle Ostetriche di Frosinone
  • Auser del Frusinate,
  • Calcutta Onlus,
  • Cooperativa Sociale Diaconia,
  • La Caramella Buona
  • Per noi donne Insieme contro la Violenza,
  • Risorse donna onlus,
  • SOS donna portello Telematico e Centro di Ascolto,
  • Associazione Volontarie Telefono Rosa Frosinone - Centro di Orientamento per i Diritti della Donna-Onlus

SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE

Art. 1

FINALITÀ

Finalità del presente atto è la realizzazione di connessioni stabili tra servizi, istituzioni, realtà della cittadinanza attiva, per arrivare alla costituzione di un sistema di rete unitario per le politiche di promozione della cultura della non violenza e di protezione delle donne e dei bambini che hanno subito violenza, con obiettivi comuni e modalità condivise. Nel rispetto del reciproco riconoscimento e dei rispettivi ruoli istituzionali, così come indicato nella normativa vigente, le parti stabiliscono i seguenti obiettivi e finalità comuni.

Art. 2

OBIETTIVI

Valorizzazione delle esperienze maturate nel progetto ASTRID e formalizzazione di una “RETE PROVINCIALE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE” di seguito chiamata Rete Antiviolenza, che integri le azioni realizzate dai singoli enti ed organismi, promuovendone le specificità e garantendo lo sviluppo di attività congrue ai bisogni rilevati sui differenti aspetti di intervento rispetto alla violenza, in cui siano incluse azioni, progetti o iniziative riconducibili alle aree d’intervento individuate a livello internazionale come maggiormente significative e prioritarie, che abbia come obiettivi fondamentali:

 

  1. Promuovere e stimolare l’assunzione di responsabilità rispetto al tema da parte di tutti i soggetti coinvolti, soprattutto in ambito pubblico (enti locali e nazionali, servizi sociali e sanitari, mondo giudiziario, forze dell’ordine, ecc.);
  2. Promuovere azioni rivolte al trattamento degli abusanti orientate alla prevenzione in termini di educazione e trasformazione di atteggiamenti, comportamenti e valori;
  3. Contribuire a fare emergere il fenomeno della violenza, mettendo in discussione stereotipi culturali stimolando una diversa consapevolezza tra le giovani generazioni;
  4. Fornire risposte integrate e complesse al problema della violenza intra ed extra familiare;
  5. Migliorare la qualità dell’accoglienza e della risposta dei servizi territoriali alle donne vittime di violenza;
  6. Educare alla costruzione della cultura della non violenza.

Dato atto del ruolo attivo e propositivo che le Istituzioni, gli Enti Locali, le Forze dell’Ordine, la ASL, le Organizzazione Sindacali, l’Università di Cassino e Lazio Meridionale, le Associazioni, rivestono ed hanno rivestito in tale settore, si ritiene di grande rilevanza rafforzare tale ruolo, formalizzando l’accordo tra le parti che avrà come obiettivi specifici:

  1. Coordinare e incrementare la raccolta dei dati sulla violenza;
  2. Promuovere la ricerca sulle cause, conseguenze, costi e prevenzione della violenza;
  3. Mettere a punto azioni integrate tra i differenti organismi e sviluppare un piano annuale di programmazione condivisa;
  4. Promuovere azioni comuni per affrontare le aree di criticità individuate: avvio di un servizio di accoglienza per donne vittime di violenza che operi in assetto integrato coi servizi della Rete;A
  5. Promuovere strategie pubbliche di intervento contro la violenza ed azioni specifiche sui problemi rilevati;
  6. Integrarsi con tutti i progetti realizzati a livello regionale o nazionale sul tema della violenza di genere
  7. Promuovere nella programmazione dei Piani di Zona e possibili linee di intervento sul tema della violenza di genere;
  8. Promuovere azioni di prevenzione di comportamenti maltrattanti;
  9. Pianificare interventi di reinserimento socio lavorativo per le donne vittime di violenza;
  10. Formalizzare un Tavolo di concertazione con la presenza dei rappresentanti di tutte le realtà individuate, sia pubbliche che private che partecipano alla Rete Antiviolenza ;
  11. Promuovere e programmare la formazione degli operatori che vengono, per la loro professione, a contatto con il fenomeno;
  12. Promuovere campagne di informazione e di sensibilizzazione

Art. 3

TERRITORIALITÀ

II presente protocollo ha carattere sperimentale, riguarda tutto il territorio provinciale ed è aperto, oltre ai soggetti primi firmatari, a tutti gli organismi che abbiano interesse a partecipare alla realizzazione degli interventi descritti.

Art. 4

COMPETENZE E IMPEGNI DELLA RETE PROVINCIALE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Le Istituzioni, gli Enti, le Associazioni e le Organizzazioni aderenti alla “Rete Provinciale contro la violenza di genere” si impegnano rispetto ad essa a:

  • individuare e nominare la persona referente per l’esecuzione del protocollo;
  • fornire le informazioni del proprio servizio, comunicando costantemente eventuali aggiornamenti;
  • mettere in rete i propri servizi territoriali, garantendo la puntuale informazione agli stessi delle attività della rete antiviolenza provinciale;
  • dare ampia informazione agli altri attori locali, non aderenti alla Rete Antiviolenza rispetto alle modalità di accesso alla rete dei servizi;
  • analizzare le necessità verso le quali la Rete Antiviolenza dovrebbe intervenire, individuando le possibili soluzioni operative;
  • intraprendere un confronto permanente, attraverso percorsi formativi e/o seminariali, con l’intento di sviluppare la conoscenza reciproca e migliorare le metodologie d’interazione.

 

Gli enti e organismi aderenti si impegnano a formalizzare il TAVOLO DI COORDINAMENTO DELLA RETE ANTIVIOLENZA, costituito da un referente – formalmente designato- ed un eventuale membro supplente di ciascun organismo aderente alla Rete Antiviolenza e sottoscrittore del presente protocollo, si riunisce almeno trimestralmente presso una delle sedi dei soggetti aderenti . Detto tavolo:

  • Collabora al processo pianificatore della creazione e sviluppo del sistema integrato dei servizi antiviolenza, contribuendo a fornire una lettura dei bisogni del territorio ed una mappatura delle opportunità locali.
  • Contribuisce ad individuare gli aspetti prioritari su cui intervenire, facendosi carico di verificare la realizzazione degli impegni assunti e degli accordi stipulati per la costituzione della rete formalizzata dei servizi.

Nel tavolo di coordinamento viene individuata una Segreteria Tecnico Scientifica (con sede presso la Provincia di Frosinone) costituita dalla Consigliera Provinale di Parità, dal referente della Provincia e dal referente della Asl, che provvederà agli adempimenti necessari al funzionamento del tavolo.

Ciascun organismo, attore della Rete Antiviolenza si impegna a promuovere, attuare e mettere in rete le proprie competenze come di seguito specificato:

Provincia di Frosinone:

  • Mantiene i rapporti con la Regione Lazio, facendosi portavoce delle istanze e delle proposte del tavolo di coordinamento della rete .
  • Partecipa al tavolo tecnico della Regione Lazio finalizzato aconsolidare un modello di governance territoriale, definire concordemente standard qualitativi e quantitativi minimi di offerta dei servizi da rispettare nello svolgimento dell’attività delle strutture, nonché rilevare le esigenze sul territorio ai fini della implementazione della rete regionale antiviolenza.
  • Contribuisce finanziariamente all’istituzione dei servizi antiviolenza;
  • Provvede alla stipula di convenzioni con strutture di accoglienza,;
  • Avvia procedure per l’affidamento dei servizi previsti;
  • Gestisce i contatti con gli altri soggetti della rete, promuovendone il coinvolgimento e la piena partecipazione;
  • Organizza eventi pubblici di sensibilizzazione e corsi di formazione/aggiornamento per gli operatori;
  • Provvede all’aggiornamento e alla pubblicizzazione della mappa dei servizi.

Azienda Sanitaria Locale di Frosinone

  • Si impegna a definire l’integrazione degli interventi sanitari insieme con gli altri organismi componenti la Rete Antiviolenza, mettendo a disposizione i propri servizi territoriali;
  • Fornisce prestazioni sociosanitarie e consulenza psicologica alla donna ed alla famiglia, in particolare di mediazione familiare, ed effettua interventi di sostegno socio sanitario, medico e psicoterapeutico per le vittime di violenza; predispone spazi di informazione e conoscenza dell’attività consultoriale per le Associazioni che si occupano in prima linea delle vittime, al fine di favorire la conoscenza dei servizi, le opportunità di collaborazione e la formazione degli operatori preposti all’accoglienza;
  • Nell’ambito del Servizio multietnico favorisce l’accoglienza e il sostegno alle donne immigrate con particolare riguardo a quelle vittime di tratta;
  • Favorisce la formazione del personale per una corretta accoglienza delle vittime di violenza;
  • Concorre a migliorare le specifiche procedure, contenute nelle Linee Guida “Accoglienza e trattamento delle donne vittime di violenza” elaborate nel Progetto ASTRID, per l’accoglienza e la presa in carico in emergenza delle donne e dei minori vittime di maltrattamenti e/o violenze sessuali tramite le competenze di operatrici ed operatori sanitari dei Pronto Soccorso, dei punti di primo intervento, del Servizio di Emergenza-Urgenza Sanitaria territoriale (118);
  • Svolge funzioni di sensibilizzazione attraverso i propri servizi e la rete dei Punti Unici di Accesso, anche attraverso l’informazione ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di libera scelta al fine di migliorare la collaborazione sul fenomeno dei maltrattamenti; 

Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Frosinone

  • Coordina gli interventi delle Forze dell’Ordine in materia di prevenzione e contrasto alla violenza, anche attraverso la definizione di buone prassi in grado di garantire la tempestività negli interventi e modalità operative che incentivino l’emersione del fenomeno;
  • Istituisce l’Osservatorio Provinciale sulla violenza di genere, con compiti di monitoraggio, analisi e progettazione di eventuali iniziative finalizzate alla prevenzione e riduzione del fenomeno, le cui modalità operative e la composizione sono esplicitate al successivo art. 5;
  • Cura la comunicazione e divulgazione presso i Comuni delle finalità del protocollo d’intesa, nonché delle procedure operative di azioni di educazione e sensibilizzazione in tema di violenza sulle donne e minori;
  • Favorisce la partecipazione dei propri operatori a momenti di formazione e aggiornamento interistituzionale promossi nell’ambito delle attività sviluppate in attuazione del protocollo

Questura di Frosinone

  • Promuove, in collaborazione con le parti interessate, azioni ed iniziative volte a prevenire ogni forma di violenza contro le donne e a rimuovere le cause che possono portare ad agire e a subire violenza;
  • Mette a disposizione personale specializzato per agevolare la ricezione e la risoluzione dei casi;
  • Mette a disposizione singole professionalità;
  • Mantiene attiva una linea telefonica diretta con la Questura di Frosinone al fine di agevolare la ricezione e l’intervento dei casi;
  • Mette a disposizione un/una referente per Ufficio, anche per i Commissariati distaccati, al fine di agevolare gli interventi;
  • Istituisce, sostiene e individua, con gli Attori interessati, le modalità di intervento coordinate e condivise al fine di prevenire le violenze contro le donne e per offrire aiuti concreti alle vittime di violenza;
  • Realizza e sostiene, nel tavolo interistituzionale, progetti volti alla diffusione di una cultura dei diritti fondamentali e della non discriminazione di genere;
  • Promuove e sostiene iniziative di sensibilizzazione e di informazione nelle scuole e nei luoghi frequentati da ragazzi e ragazze;
  • Sostiene gli organismi impegnati a prevenire ed a contrastare la violenza contro le donne;
  • Diffonde il proprio impegno affinché possa aumentare il numero di partners coinvolti che, mettendo in campo la propria professionalità, possano contribuire alla risoluzione delle problematiche. 

Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Frosinone

  • Garantisce alle vittime di violenza risposte rapide e professionali soprattutto nei centri periferici, ove maggiori sono le difficoltà di contattare la rete antiviolenza e nei quali spesso la Stazione dei Carabinieri rappresenta l’unico presidio istituzionale;
  • Collabora alla rilevazione dei dati di monitoraggio del fenomeno;
  • Individua personale specializzato per la gestione dei primi interventi di ascolto/analisi della problematica e per la protezione delle vittime;
  • Offre alla vittima adeguata informazione sugli strumenti giuridici e sociali previsti dall’ordinamento;
  • Collabora a tutte le attività di formazione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. 

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - Ufficio Scolastico Provinciale di Frosinone

  • Incentiva le Istituzioni scolastiche autonome a promuovere, orientare, ricercare e diffondere la cultura del rispetto delle differenze di genere, quale valore da garantire e sviluppare in tutte le sue espressioni e identità nei molteplici aspetti educativo - formativo in ambito scolastico e familiare e comunicativo – relazionale in ambito lavorativo e familiare, nello specifico della violenza di genere;
  • Promuove iniziative in ambito scolastico che riguardano l’informazione e sensibilizzazione del corpo docente e degli studenti sulla tematica della violenza alle donne e ai minori e del bullismo;
  • Attiva iniziative e interventi sinergici con le Istituzioni Territoriali che si occupano di Pari opportunità e di violenza di genere;
  • Garantisce lo sviluppo della cultura del lavoro di rete in tema di violenza di genere.
  • Individua il personale da formare per la gestione dei primi interventi di accoglienza/ascolto/segnalazione della violenza;
  • Collabora alla diffusione delle informazioni sulle iniziative e gli interventi promossi sul territorio dalla rete antiviolenza provinciale. 

Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

  • Collabora alla elaborazione, in partenariato con gli altri enti della rete, di eventuali specifiche azioni formative con valenza provinciale/interdistrettuale, rivolte agli studenti delle scuole superiori e universitari, al personale docente e amministrativo.
  • Supporta la realizzazione di iniziative formative specifiche da realizzarsi a livello territoriale per sensibilizzare ed informare le componenti universitarie (docenti, studenti, amministrativi), in stretto rapporto con quanto previsto e proposto all’interno del Piano, in merito al tema in oggetto, anche con l’apporto della Web Tv di Ateneo.
  • Favorisce l’apertura di sportelli di ascolto telematico contro la violenza e le diverse tipologie antidiscriminatorie per studentesse e studenti.
  • Diffonde tramite il sito del Comitato Unico di garanzia e del Cudari (Centro Universitario Diversamente Abili Ricerca Innovazione), materiale informativo sulla normativa anti discriminatoria per normo abili e diversamente abili e diffonde la conoscenza sulle istituzioni di riferimento per tali normative. 

Tribunale di Frosinone e Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Frosinone

La Presidenza del Tribunale e la Procura della Repubblica di Frosinone, nell'ambito delle proprie prerogative istituzionali, impartiranno nei rispettivi Uffici le direttive ritenute più opportune per il perseguimento degli obiettivi del presente protocollo.

In particolare:

Il Tribunale:

  • Assume le opportune iniziative organizzative al fine di garantire la tempestività della risposta giudiziaria nelle ipotesi descritte, pianificando i ruoli di udienza e la trattazione dei processi aventi ad oggetto le fattispecie di cui sopra mediante attribuzione di priorità, in conformità alle previsioni di cui all'art. 132 bis comma 1 lett. A) bis disp. att. c.p.p. ed al provvedimento in data 4 aprile 2013 del Presidente del Tribunale e del Procuratore della Repubblica di Frosinone in tema di criteri di priorità nella gestione dei procedimenti;
  • In occasione dell'escussione delle persone vittime di reato nei vari contesti processuali (incidente probatorio, dibattimento etc.), anche in assenza di apposite istanze adotta misure idonee a garantire la dignità e il decoro della persona, a scongiurare condizionamenti in danno della stessa, e comunque a presidiarne l'integrità fisiopsichica, nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 498 comma 4 quater c.p.p. A tal fine, si attiva per apportare adeguate modifiche strutturali ai locali adibiti all'assunzione delle testimonianze, laddove si debba procedere all’escussione in forma protetta su istanza della parte interessata;

La Procura della Repubblica:

  • Assume, anche in conformità al provvedimento citato al punto che precede, le opportune iniziative finalizzate a garantire la celerità delle indagini e la trattazione tempestiva del procedimento, la tendenziale concentrazione dei procedimenti afferenti ad una stessa vicenda ed una adeguata specializzazione; svolge l’attività investigativa, anche sotto il profilo del raccordo e della direzione delle forze di polizia giudiziaria e processuale in coerenza alle direttive di cui agli allegati;
  • Promuove l’acquisizione della prova testimoniale della vittima in sede di incidente probatorio, come da indicazioni di cui all'art. 9 del D.L. 23 febbraio 2009 n. 11, convertito con legge 23 aprile 2009 n. 38, fatte salve eventuali esigenze investigative o di altra natura che impongano una diversa opzione processuale; adotterà ogni iniziativa finalizzata a coniugare l'efficacia delle scelte processuali e la tutela della vittima;
  • Partecipa ad attività di formazione, anche in contesti interistituzionali;
  • Provvede a fornire alla vittima del reato, parte offesa di uno specifico procedimento, ogni informazione necessaria alla stregua delle disposizioni normative vigenti e della peculiarità del singolo caso; provvede, inoltre, mediante la polizia giudiziaria, alle dovute comunicazioni, normativamente previste, ai servizi socio-assistenziali e al difensore della persona offesa.

Ministero della Giustizia - Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Frosinone

Mette in atto, in base al mandato istituzionale, tutte le attività volte ad aiutare le persone in esecuzione penale o sottoposte a misura di sicurezza per violenza verso donne e/o minori nel seguire progetti trattamentali, che prevedono impegni specifici ed obblighi specifici, rilevando anche bisogni o difficoltà al fine di favorire la riduzione di recidiva per lo stesso reato, garantendo al contempo la tutela della vittima.

Favorisce, attraverso le proprie attivitàil percorso di revisione critica del reato da parte dell’autore del reato .

Promuove attività di giustizia riparativa quali occasioni di rielaborazione delle proprie modalità comportamentali, di responsabilizzazione rispetto al vissuto deviante e di porre attivamente rimedio alle conseguenze dannose che la sua condotta ha cagionato, attraverso azioni riparatorie e/o restitutorie in ambito sociale.

Distretti socio-assistenziali

  • Collaborano con la Provincia per la promozione di iniziative volte a favorire la diffusione della cultura delle pari opportunità e a concorrere all’individuazione di strategie di prevenzione e di intervento sulle cause e le situazioni che possono portare ad agire ed a subire comportamenti violenti;
  • Sviluppano adeguate politiche di sostegno tese al superamento di condizioni di disagio o difficoltà della vittima;
  • Garantiscono tramite gli uffici del servizio sociale, un primo livello di ascolto e accoglienza, informazione e consulenza;
  • Realizzano una sostanziale integrazione tra interventi sanitari, sociosanitari e sociali, per assicurare un sostegno a tutti i livelli;
  • Individuano il personale dei servizi sociali e delle equipe multidisciplinari anti violenza da formare;
  • Verificano la possibilità di finanziare, nell’ambito dei Piani di Zona, gli interventi di competenza dei Comuni.

Consigliera Provinciale di Parità

  • Promuove momenti di sensibilizzazione riguardo la discriminazione delle donne nel mondo del lavoro rivolti agli studenti e agli operatori del mondo del lavoro;
  • Mette a disposizione materiale informativo, documentazione, testi di legge e quanto ritenuto utile per la diffusione della conoscenza delle pari opportunità, del fenomeno della violenza e della normativa antidiscriminatoria;
  • Garantisce la puntuale informazione delle attività della rete antiviolenza provinciale.

CGIL CISL e UIL

  • Promuovono iniziative di sensibilizzazione riguardo i temi della discriminazione e della violenza di genere;
  • Concertano i criteri ed i requisiti per la scelta del personale da destinare all’accoglienza, all’ascolto, alla presa in carico delle donne vittime di violenza e di maltrattamenti, nonché dei maltrattanti;
  • Collaborano alla diffusione delle informazioni sulle iniziative e sugli interventi promossi nel territorio, dalla rete antiviolenza provinciale;
  • Promuovono azioni di contrasto alle molestie ed alle violenze nei luoghi di lavoro;
  • Implementano, nell’ambito della contrattazione di secondo livello, gli strumenti di prevenzione e di contrasto ad ogni forma di violenza e discriminazione di genere, in coerenza con quanto previsto dal D. Lgs 5/2010 attuativo della Direttiva 54/CE/2006, che attribuisce, proprio alla contrattazione collettiva, un ruolo importante nella definizione di “misure specifiche, ivi compresi codici di condotta, linee guida e buone prassi, per prevenire tutte le forme di discriminazione sessuale e, in particolare, le molestie e le molestie sessuali nel luogo del lavoro, nelle condizioni di lavoro, nonché nella formazione e crescita professionale.”;
  • Promuovono, nella contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale, i Piani di conciliazione e del benessere organizzativo aziendale, per meglio armonizzare la vita lavorativa e la vita personale/familiare (work life-balance);
  • Predispongono e promuovono i percorsi formativi sulla salute e sicurezza, in ottica di genere, con particolare riguardo al tema dello stress-lavoro correlato, rivolti a RSU, RSA e RLS, secondo le vigenti disposizioni contrattuali e normative in materia

Consiglio dell’Ordine Professionale degli Avvocati

  • Divulga presso i propri iscritti la conoscenza dell’esistenza della Rete antiviolenza , al fine di sensibilizzarli al problema ed usufruire della Rete stessa;
  • Mette a disposizione le proprie professionalità a supporto delle attività formative e delle attività dell’Equipe multidisciplinari anti violenza degli ambiti territoriali, attraverso la formulazione di un elenco di avvocati che abbiano adeguata formazione ed esperienza in materia per prestare la consulenza e l’assistenza legale, attraverso l’utilizzo del gratuito patrocinio;
  • collabora alla rilevazione e diffusione dei dati di monitoraggio del fenomeno.

Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio

  • Contribuisce alla definizione e alla verifica scientifica dell’efficacia delle buone prassi sull’intervento nei confronti delle vittime di violenza, allo scopo di evidenziare quelle modalità di intervento che hanno prodotto risultati positivi in termini di cessazione dell’abuso, uscita dalla relazione violenta, cessazione del rischio di ricadere nella relazione violenta, nonché in termini di cessazione del verificarsi di una condizione che comporti forme di violenza nei confronti dei figli minori della vittima se presenti;
  • Contribuisce alla implementazione e alla verifica scientifica dei programmi rivolti agli autori di violenza;
  • Divulga presso i propri iscritti la conoscenza dell’esistenza della Rete antiviolenza e del Piano antiviolenza, al fine di sensibilizzarli al problema ed usufruire della Rete stessa;
  • Mette a disposizione le proprie professionalità a supporto delle attività formative e delle attività dell’Equipe multidisciplinari anti violenza degli ambiti territoriali, attraverso la formulazione di un elenco di professionisti che abbiano adeguata formazione ed esperienza in materia.

Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone, Ordine degli Assistenti sociali del Lazio, Collegio IP.AS.VI di Frosinone e Collegio delle Ostetriche di Frosinone

  • Divulga presso i propri iscritti la conoscenza dell’esistenza della Rete antiviolenza e del Piano antiviolenza, al fine di sensibilizzarli al problema ed usufruire della Rete stessa;
  • Mette a disposizione le proprie professionalità a supporto delle attività formative e delle attività dell’Equipe multidisciplinari anti violenza degli ambiti territoriali, attraverso la formulazione di un elenco di professionisti che abbiano adeguata formazione ed esperienza in materia;
  • Collabora alla rilevazione e diffusione dei dati di monitoraggio del fenomeno.

Il Privato sociale rappresentato da: “Associazione AUSER del Frusinate”, “Calcutta onlus”, “Cooperativa Diaconia”, “La caramella buona” “Per noi donne: Insieme contro la Violenza”, “Risorse donna”, “SOS DonnaSportello Telematico e Centro di Ascolto”, “Associazione Volontarie Telefono Rosa Frosinone”:

  • Fornisce una linea di pronto intervento attiva 24 ore su 24;
  • Offre ascolto/accoglienza e orientamento alle vittime, mediante colloqui gratuiti;
  • Fornisce consulenza psicologica mettendo a disposizione le risorse umane che lavorano all’interno;
  • Fornisce consulenza legale e assistenza legale nel percorso, che prevede colloqui informativi di carattere legale sugli strumenti giuridici cui la donna può far ricorso per tutelare i propri diritti incluso percorso di accompagnamento alla denuncia e assistenza legale nel successivo procedimento con gratuito patrocinio, mettendo a disposizione le risorse umane che lavorano all’interno;
  • Propone il sostegno alla donna vittima di violenza, mediante i Gruppi di Auto Mutuo Aiuto;
  • Collabora alle attività di informazione sui servizi e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere ivi inclusa formazione in Enti, Istituzioni e Scuole;
  • Fornisce consulenza psicologica, sostegno e accompagnamento nelle fasi di elaborazione e rielaborazione del vissuto dei minori e di donne con problematiche inerenti l’abuso ed il maltrattamento minorile;
  • Collabora alla rilevazione e diffusione dei dati di monitoraggio del fenomeno.

I soggetti firmatari si impegnano a verificare semestralmente gli impegni assunti e gli accordi previsti nel presente atto al fine di una più puntuale ed attenta applicazione delle prassi.

Ciascun organismo della Rete si impegna inoltre a collaborare:

  • nella definizione di un approccio operativo integrato per il contrasto ed il trattamento dei fenomeni di violenza di genere;
  • nella redazione di un dispositivo di intervento (procedure) che riguardi i processi e gli strumenti di lavoro inerenti l’emergenza, la presa in carico ed il percorso progettuale, il supporto all’uscita dalla violenza , i percorsi di consulenza specializzata e l’ospitalità;
  • nella stesura di un Manuale delle procedure che verrà diffuso ad ogni singolo organismo;
  • nel monitoraggio del fenomeno attraverso la compilazione della “Scheda Provinciale Violenza sulle Donne”.

Art. 5

OSSERVATORIO PROVINCIALE SUL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE

Presso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Frosinone, è istituito un Osservatorio provinciale con il compito di monitorare ed analizzare l’andamento del fenomeno, sulla base dei dati e informazioni forniti dai soggetti firmatari.

La Prefettura,d’intesa con i componenti di seguitomenzionati,cureràaltresì la progettazione di eventuali attività ed iniziative tese alla prevenzione e al miglioramento dellepolitiche di sicurezza sul territorio, nonchédivulgazionedelle azionicondotte e deirisultati acquisiti nel rispetto del segreto d’ufficio e delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza.

L’Osservatorio è composto:

  • dal Prefetto, o da un suo delegato, che lo Presiede;
  • dal Presidente della Provincia di Frosinone, o da un suo delegato
  • dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone, o da un suo delegato
  • dal Presidente del Tribunale di Frosinone, o da un suo delegato;
  • dal Procuratore della Repubblica di Frosinone, o da un suo delegato;
  • dal Questore della provincia di Frosinone, o da un suo delegato;
  • dal Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Frosinone, o da un suo delegato;
  • dal Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, o da un suo delegato;
  • dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio - U.S.P. di Frosinone, o da un suo delegato;
  • dalla Consigliera Provinciale di Parità;
  • dai Presidenti dei Distretti Socio Assistenziali o dai loro delegati;
  • dai Rappresentati delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil;
  • dai Rappresentati delle Associazioni di Volontariato.

L’Osservatorio si riunisce periodicamente e, comunque, almeno una volta ogni sei mesi.

Resta inteso che l’Osservatorio Provinciale sul fenomeno della violenza di genere, costituisce un organismo aperto ad ogni eventuale futura adesione.

Art. 6

STRUMENTI OPERATIVI

Per le attività di comunicazione e informazione, interna ed esterna, la Rete si avvarrà dei seguenti strumenti:

  • il sito web (Portale) interattivo contenente i servizi operanti a livello locale, utilizzato sia come canale informativo e di sensibilizzazione, sia per la consulenza diretta alle agenzie territoriali, sia per la diffusione di strumenti mirati alla produzione di un processo di autoformazione degli operatori.
  • i protocolli e gli standard d’intervento al fine di facilitare la collaborazione tra i servizi, e ridurre i disagi legati alla scarsa conoscenza del fenomeno, alla difficoltà nel lavorare in équipe, alla carenza di risorse finanziarie.

Nello specifico saranno predisposti:

  • Protocollo di intervento per la definizione delle procedure di accoglienza, presa in carico e trattamento delle persone vittime di violenza;
  • piano di formazione con particolare riferimento agli aspetti della prevenzione e alla diffusione della cultura delle pari opportunità
  • piano di comunicazione per lo sviluppo di azioni di sensibilizzazione e promozione della cultura della non violenza.

Art. 7

DURATA E VALIDITA’

Il presente Protocollo di Intesa ha validità per un triennio dalla data di sottoscrizione e può essere rinnovato, d’intesa fra le parti.

Frosinone, 25 Giugno 2015

 

PER LA PREFETTURA DI FROSINONE
IL PREFETTO
Emila Zarrilli

PER LA PROVINCIA DI FROSINONE
IL PRESIDENTE
Antonio Pompeo

PER L’ AZIENDA SANITARIA LOCALE DI FROSINONE
IL DIRETTORE GENERALE
Isabella Mastrobuono

PER LA QUESTURA DI FROSINONE – POLIZIA DI STATO
IL QUESTORE
Filippo Santarelli

PER IL COMANDO PROVINCIALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
IL COMANDANTE
Giuseppe Tuccio

PER IL TRIBUNALE DI FROSINONE
IL PRESIDENTE
Tommaso Sciascia

PER LA PROCURA DELLA REPUBBLICA C/O IL TRIBUNALE DI FROSINONE
IL PROCURATORE
Giuseppe De Falco

PER IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA – U.E.P.E.
IL DIRIGENTE
Paolo Guerra

PER L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CASSINO E DEL LAZIO MERIDIONALE
IL RETTORE
Ciro Attaianese

PER L’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO – U.S.P. FROSINONE
PER IL DIRIGENTE
Pierino Malandrucco

LA CONSIGLIERA PROVINCIALE DI PARITÀ
Fiorenza Taricone

PER IL DISTRETTO SOCIO ASSISTENZIALE A
IL VICESINDACO DEL COMUNE DI ALATRI
Fabio Di Fabio

PER IL DISTRETTO SOCIALE B
L’ASSESSORE DEL COMUNE DI FROSINONE
Carlo Gagliardi

PER AIPES - ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE PER L’ESERCIZIO SOCIALE-
CONSORZIO PER I SERVIZI ALLA PERSONA DISTRETTO C- SORA
IL PRESIDENTE
Maurizio Loreto Ottaviani

PER IL CONSORZIO DEI COMUNI DEL CASSINATE PER I SERVIZI SOCIALI
IL PRESIDENTE
Edoardo Antonino Fabrizio

PER LA CGIL
IL SEGRETARIO PROVINCIALE
Beatrice Moretti

PER LA CISL
Il SEGRETARIO CONFEDERALE FROSINONE
Alessandra Romano

PER LA UIL
IL SEGRETARIO CONFEDERALE CST FROSINONE
Anita Tarquini

PER L’ORDINE PROV. DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DI FROSINONE
IL PRESIDENTE
Fabrizio Cristofari

PER L’ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DEL LAZIO
IL PRESIDENTE
Giovanna Sammarco

PER IL COLLEGIO PROVINCIALE IP.AS.VI DI FROSINONE
IL PRESIDENTE
Paolo Masi

PER IL COLLEGIO DELLE OSTETRICHE DI FROSINONE
Morena Di Palma

PER L’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI CASSINO
IL PRESIDENTE
Giuseppe Di Mascio

PER L’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI FROSINONE
IL PRESIDENTE
Alberto Iadanz

PER L’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL LAZIO IL PRESIDENTE
Nicola Piccinini

PER L’ASSOCIAZIONE AUSER DEL FRUSINATE
IL PRESIDENTE
Mario Ceccarelli

PER L’ASSOCIAZIONE CALCUTTA ONLUS
IL PRESIDENTE
Michaela Sevi

PER LA COOPERATIVA DIACONIA
IL PRESIDENTE
Marco Arduini

PER L’ASSOCIAZIONE LA CARAMELLA BUONA
IL PRESIDENTE
Roberto Mirabile

PER L’ASSOCIAZIONE PER NOI DONNE. INSIEME CONTRO LA VIOLENZA
IL PRESIDENTE
Antonio Felice Fargnoli

PER L’ASSOCIAZIONE RISORSE DONNA
IL PRESIDENTE
Elisa Viscogliosi

PER L’ASSOCIAZIONE SOS DONNA
SPORTELLO TELEMATICO E CENTRO DI ASCOLTO
IL PRESIDENTE
Riccardo Lutrario

PER L’ASSOCIAZIONE ASSOCIAZIONE VOLONTARIE TELEFONO ROSA FROSINONE
CENTRO DI ORIENTAMENTO PER I DIRITTI DELLA DONNA-ONLUS
IL PRESIDENTE
Patrizia Palombo