Circolare 24 agosto 2011 - Addestramento al tiro del personale di Polizia penitenziaria. Disciplinare tecnico
24 agosto 2011
DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
Direzione generale del personale e della formazione
PU-GDAP-2600-24/08/2011-0317110-2011
Ai signori Direttori delle scuole
Ai signori Direttori generali
Al signor Direttore dell'ISSPE
Ai signori Provveditori regionali
LORO SEDI
OGGETTO: Addestramento al tiro del personale del Corpo di polizia penitenziaria. Disciplinare tecnico
Con l'unita direttiva si promulgano per loro conoscenza e regola le istruzioni concernenti la materia in oggetto, elaborata dal!' Istituto nazionale per le sperimentazioni ed il perfezionamento al tiro presso l'Ufficio della Formazione.
Le LL.SS. vorranno uniformare la terminologia e la prassi di addestramento, così conseguendo analogia con le altre forze di polizia.
Si rinnovano, con l'occasione, gli atti di viva considerazione.
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Scopi dell’addestramento al tiro
1.1. Individuare, organizzare e definire nuovi percorsi didattici e formativi in materia di addestramento alle armi e al tiro in relazione alle mutate esigenze operative, all’evoluzione nel settore delle tecniche di tiro, all’ammodernamento nel settore armamento in dotazione, ai tempi di addestramento destinati alla formazione e all’aggiornamento del personale.
1.2. Fornire un programma uniforme ma al contempo flessibile e dinamico, grazie a supporti tecnologici innovativi, adattabile agli operatori a seconda delle specifiche esigenze operative.
1.3. Fornire un piano formativo che preveda diverse fasi e livelli di addestramento con l’obiettivo di far acquisire una capacità operativa di base nonchè una capacità operativa più elevata da conservare, consolidare e migliorare nel tempo.
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Definizioni afferenti la disciplina
2.1. Lezioni di tiro
Insegnamento sviluppato in un’unica edizione didattica avente ad oggetto argomenti teorico- pratici.
2.2. Esercitazione di tiro
Attività pratica finalizzata all’esecuzione delle tecniche di tiro. Essa si realizza, in linea di massima, in una o più serie di:
- 10 cartucce con la pistola semi-automatica
- 15 cartucce con la pistola mitragliatrice M12/S.
2.3. Fase di addestramento
Insieme di lezioni ed esercitazioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefigurati.
2.4. Livello di addestramento
Indica la capacità al tiro di un operatore individuata e misurata in relazione a distinti e prefissati parametri di valutazione.
2.5. Tiro lento mirato
Attività a fuoco diretta ad ottenere la massima precisione e correttezza di tiro attraverso una successione di colpi lenta e costante.
Risulta caratterizzato:
- dall’assunzione della posizione di fronte al bersaglio idonea ad assicurare la massima stabilità al tiratore;
- dal controllo costante della linea di mira realizzata da un esatto allineamento occhio-tacca di mira, mirino-cento del bersaglio;
- dalla lieve e progressiva azione di pressione sul grilletto fino al momento dello scatto;
- dall’uso di un bersaglio a sagoma fissa (all. n. 1).
2.6. Tiro rapido
Attività a fuoco diretta ad ottenere la precisione e la correttezza di tiro mediante una successione di colpi che si esaurisce in un intervallo di tempo prefissato e su uno o più bersagli fissi, mobili e/o scomparenti (all. nn.1 e 2).
Si distingue in mirato e non mirato.
Mirato: caratterizzato dall’allineamento occhio-tacca di mira-mirino-bersaglio.
Non mirato: caratterizzato
- dall’estrazione rapida dalla fondina;
- dall’allineamento realizzato dal tiratore attraverso la linea dell’arma;
- dalla costante concentrazione visiva sul bersaglio.
2.7. Tiro istintivo
Reazione a fuoco, conseguente a stimoli sonori e/o visivi, valutata in funzione del tempo di sparo del primo colpo.
Risulta caratterizzata:
- dall’esecuzione con tecnica di tiro rapido non mirato in tempo strettissimo entro il quale colpire un bersaglio noto o da identificare posto a breve distanza;
- dall’uso di bersagli fissi, mobili e/o scomparenti (all. n. 2).
2.8. Libretto di tiro
Documento che certifica l’attività di tiro svolta nonché il livello di addestramento raggiunto dall’apparente al Corpo.
Esso deve riportare i seguenti dati:
- nella pagina interna della copertina la descrizione delle armi con cui l’operatore è abilitato ad operare, le date delle abilitazioni e degli aggiornamenti conseguiti nonché l’eventuale qualifica di istruttore di tiro;
- nelle pagine interne sono riportate le date delle esercitazioni, le tecniche di tiro eseguite e i punteggi ottenuti.
2.9. Direttore di tiro
Responsabile dell’organizzazione e del regolare svolgimento delle esercitazioni di tiro nonché delle operazioni connesse allo sgombero e alla bonifica del poligono. Osserva e fa osservare tutte le disposizioni contenute nel regolamento d’uso del poligono con particolare riferimento agli aspetti concernenti la sicurezza relativa all’attività di tiro.
Egli cura, inoltre, l’attuazione delle esercitazioni sulla base delle indicazioni fornite dall’ufficio o reparto che ha in gestione il poligono.
E’ di regola un appartenente al ruolo dei Commissari o da un Ufficiale del disciolto corpo degli Agenti di Custodia. In caso di assenza o impedimento del direttore – limitatamente alle esercitazioni da effettuare presso i poligoni chiusi (esclusi i poligoni militari) – svolgono tale funzione gli Ispettori qualificati “Istruttori di tiro” che abbiano frequentato il corso di aggiornamento.
2.10. Istruttore di tiro
Appartenente ai ruoli del personale della polizia penitenziaria, unico abilitato ad impartire l’insegnamento in materia di armi e tiro e a fornire al Direttore di tiro l’indispensabile assistenza sulla linea di tiro.
2.11.Poligono di tiro
Area della superficie terrestre e/o marittima adibita permanentemente o anche solo occasionalmente allo svolgimento delle esercitazioni a fuoco sia individuali che collettive.
Il poligono è aperto (attivo) quando l’accesso è interdetto solo in occasione delle esercitazioni di tiro e delle successive bonifiche.
Il poligono è chiuso quando l’accesso è sempre limitato al personale addetto, al personale da addestrare ed alle persone espressamente autorizzate.
Un poligono chiuso è detto:
- in galleria quando qualsiasi traiettoria del proiettile è sempre ed ovunque intercettabile;
- a cielo chiuso quando qualsiasi traiettoria del proiettile è intercettabile da barriere fisiche adeguatamente collocate rispetto alle postazioni di tiro. Ove non si realizzi tale condizione il poligono è detto a cielo aperto
2.12. Attrezzature didattiche
Materiali che concorrono in maniera strumentale a rendere più efficace l’insegnamento e ad agevolare l’apprendimento delle tecniche di tiro.
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Obiettivi dell’attività
3.1. Conferire a tutto il personale la capacità operativa di base necessaria per assolvere i compiti istituzionali.
3.2. Far conseguire ad alcuni operatori in servizio presso reparti di spiccata prontezza operativa, una capacità più elevata che consenta di agire in situazioni complesse e con procedimenti particolari c.d. simulata o simulazione.
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Informazioni generali
4.1. L’addestramento al tiro è articolato su tre livelli distinti ciascuno dei quali è caratterizzato da obiettivi cui corrispondono specifici parametri di valutazione. Negli allegati a), b) e c) sono espressi i percorsi didattici autonomi che definiscono il livello di capacità raggiunto dal tiratore.
4.2. L’attività finalizzata al consolidamento e al mantenimento della capacità acquisita deve essere svolta con cadenza semestrale attuando le tecniche di tiro indicate negli allegati prospetti.
4.3. Gli istruttori di tiro intervengono sulla linea di tiro in misura proporzionale ai tiratori con rapporto di 1 a 2. Per i poligoni di tiro con 5 postazioni deve comunque essere garantita la presenza di almeno 3 istruttori di tiro.
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Primo livello di addestramento
Consta di un percorso didattico teorico/pratico destinato agli allievi del corso di istruzione di base (prospetto A). Esso si articola in 2 fasi (preparatoria e di abilitazione):
5.1.La prima fase tende a far acquisire:
a) il corretto assetto sulla linea di tiro attraverso la conoscenza delle norme generali e particolari di sicurezza relative al maneggio e al tiro con le armi da fuoco nonché la conoscenza delle regole di comportamento da osservare nell’ambito dei poligoni di tiro chiusi ed aperti;
b) la familiarità con l’arma da fuoco mediante:
- operazioni frequenti di scomposizione ordinaria e ricomposizione dell’arma;
- esercitazioni in bianco con pistole ed armi lunghe ricorrendo anche ai simulatori di tiro ove disponibili (attualmente presso le scuole di Parma, Roma e Sulmona);
- esercitazioni a fuoco con pistole ed armi lunghe.
5.2. La seconda fase tende a far conseguire:
a) la familiarità con le armi in dotazione anche attraverso la conoscenza delle loro qualità tecniche e balistiche;
b) la capacità di colpire con precisione il bersaglio mediante la tecnica del tiro lento mirato;
c) la capacità di colpire con precisione il bersaglio in un tempo prefissato, attraverso la tecnica del tiro rapido mirato.
5.3.Consegue l’abilitazione al I° livello l’allievo che in almeno due esercitazioni successive alla prima fase ottiene i seguenti punteggi:
a) 192/320 con la pistola semi-automatica;
b) 360/600 con la pistola mitragliatrice M12/S.
Colui che riporta un risultato inferiore proseguirà l’addestramento fino al raggiungimento dei risultati stabiliti.
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Secondo livello di addestramento
Consta di un percorso didattico teorico-pratico destinato a tutti gli appartenenti al Corpo (prospetto B).
Esso si articola in due fasi:
6.1.La prima fase tende a far conseguire una maggiore prontezza operativa mediante la tecnica del tiro rapido non mirato.
6.2.La seconda fase è diretta ad affinare la capacità al tiro rapido non mirato ed a garantire il mantenimento della stessa.
6.3.Consegue l’abilitazione il tiratore che in almeno una delle due serie di ciascuna esercitazione valida per il conseguimento dell’abilitazione abbia ottenuto i seguenti punteggi:
a) non inferiore rispettivamente a 30/40 e 22/30 con la pistola;
b) non inferiore rispettivamente a 37/50 e 45/60 con la pistola mitragliatrice M12/S .
6.4.L’appartenente al Corpo che non riesca ad effettuare le attività finalizzate al consolidamento (all. B/1) è sottoposto ad addestramento suppletivo indipendentemente dalla prescritta cadenza semestrale ed in casi eccezionali opportunamente valutati dal provveditore quindi è avviato presso l’I.N.S.P.T. di Roma per un ulteriore addestramento.
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Risorse umane e materiali
Per una efficace realizzazione degli obiettivi didattici prefissati in linea generale, occorrono
a) istruttori di tiro;
b) pubblicazioni e documenti didattici;
c) infrastrutture (poligoni, aree di addestramento) attrezzature didattiche (tavole e films didattici, campionario di armi, sussidi audiovisivi e/o multimediali, ecc.).
7.1. L’Istruttore di tiro:
- collabora con il Direttore di tiro per l’attuazione delle esercitazioni di tiro;
- permane sulla linea di tiro fino al termine delle esercitazioni;
- deve conoscere e saper impiegare tutte le attrezzature didattiche acquisite dall’Amministrazione;
- ha l’obbligo di effettuare il previsto programma di mantenimento (prospetto D) con cadenza mensile;
- non può effettuare attività di insegnamento di tecniche di tiro difformi o con armi di tipo diverso da quelle per le quali è stato abilitato e/o aggiornato.
L’Istruttore di tiro che non ha svolto attività pratica di insegnamento per un periodo di tempo superiore a 18 mesi non può essere destinatario di relativi e specifici incarichi. In tale caso dovrà essere aggiornato.
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Poligoni di tiro
8.1. Ogni poligono dell’Amministrazione che abbia i requisiti di agibilità prevede :
a) Il Direttore di poligono;
b) Il consegnatario con il compito di:
- vigilare sulla piena e regolare efficienza della struttura;
- curare l’attuazione delle attività di tiro programmate;
- segnalare gerarchicamente e tempestivamente ogni anomalia che ne pregiudichi il funzionamento;
- assicurare l’applicazione di ogni altra disposizione.
c) un regolamento d’uso, che deve essere sempre consultato preventivamente dal Direttore dei tiri.
d) il registro delle bonifiche compilato e sottoscritto dal Direttore di tiro responsabile dell’esercitazione.
8.2. Durante le esercitazioni di tiro devono, altresì, essere presenti:
a) un Direttore di tiro;
b) Istruttori in numero adeguato ai bisogni addestrativi;
c) un Armaiolo;
d) personale medico o paramedico munito di attrezzature sanitarie adeguate alle esigenze di pronto soccorso.
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Bersagli
I bersagli da utilizzare per le esercitazioni di tiro sono il modello U.I.T.S. e i modelli operativi (allegati nn. 1 e 2).
Possono essere a sagoma fissa, mobile e/o a scomparsa.
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Munizionamento
10.1. Le cartucce da impiegare per lo svolgimento delle esercitazioni prefigurate sono le seguenti:
- calibro 9 X 19 palla NATO;
- calibro 9X19 -SPJ100SNZP;
- calibro 9X19 –LEADLES
- calibro 9X19- SPJ100 Ceramica
- calibro 7.62 – 308
- calibro 7,62 – 308 Depotenziata
- calibro 12.
10.2. Per approvvigionamento di munizionamento per finalità addestrative di diverso tipo và preventivamente acquisito il parere dell’Istituto Nazionale per le Sperimentazioni ed il Perfezionamento al Tiro, presso l’Ufficio Quarto.
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Altre disposizioni
L’attività addestrativa obbligatoria di base per le armi date in dotazione ordinaria di reparto, di cui all’allegato prospetto “A2”, è svolta presso ogni singolo Reparto con le modalità per esso vigente.
L’attività addestrativa per le armi “in dotazione speciale di reparto” indicate all’art. 9 del D.P.R. 12.12.1992, n. 551 è curata da istruttori di tiro abilitati.
Le lezioni di tiro effettuate da ciascun operatore ed i risultati conseguiti dovranno essere trascritti, anche con soluzioni informatiche, su un libretto di tiro curato e tenuto presso la direzione di appartenenza e, in copia, presso il Provveditorato Regionale.