PROGETTO - RE-INTEGRANDO. Minorenni e giovani adulti stranieri del sistema penale minorile: dalle criticità in evoluzione, alla reintegrazione nella società, in una prospettiva di empowerment individuale e di convivenza civile - Selezione di soggetti collaboratori per la proposta progettuale a valere sul Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) - Obiettivo Specifico 2 - Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità - 9 febbraio 2023 - Scheda di sintesi
Pubblicazione del 21 agosto 2023
DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ
Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
IL DIRETTORE GENERALE
CONSIDERATO che in data 29/05/2023 il sottoscritto Beneficiario Capofila ha dato comunicazione all’Autorità Responsabile del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 dell’inizio delle attività previste dal progetto “RE-INTEGRANDO. Minorenni e giovani adulti stranieri del sistema penale minorile: dalle criticità in evoluzione, alla reintegrazione nella società, in una prospettiva di empowerment individuale e di convivenza civile” (CUP J69I23000640007) a decorrere dal 12/06/2023;
CONSIDERATO che con determinazione prot. n. 1181.ID del 31.05.2023 il sottoscritto beneficiario capofila ha disposto l’espletamento di una procedura negoziata telematica tramite RdO sul mercato della PP.AA - da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa - per l’affidamento dei servizi di elaborazione, gestione dei dati e monitoraggio delle attività e per l’individuazione delle figure di esperto legale e di revisore contabile a favore del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile nell’ambito del progetto “RE-INTEGRANDO. Minorenni e giovani adulti stranieri del sistema penale minorile: dalle criticità in evoluzione, alla reintegrazione nella società, in una prospettiva di empowerment individuale e di convivenza civile” a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 - articolata in due lotti:
- Lotto 1 - Revisore contabile - per un importo massimo di € 15.163,93, IVA al 22% esclusa - ed esperto legale - per un importo massimo di € 5.737,70, IVA al 22% esclusa - per un totale di € 20.901,63, IVA al 22% esclusa;
- Lotto 2 - Elaborazione, gestione dei dati e monitoraggio delle attività progettuali, per un importo massimo di € 10.655,74, IVA al 22% esclusa;
CONSIDERATO che in data 05.06.2023 si è proceduto all’acquisizione dei relativi codici identificativi di gara (CIG):
- Lotto 1 - CIG Z6E3B6D754;
- Lotto 2 - CIG Z1F3B6D896;
CONSIDERATO che con determina prot. n. 1207.ID del 06.06.2023 è stato approvato il capitolato tecnico relativo alla suddetta procedura negoziata telematica, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente;
VISTA la procedura ai sensi dell’art. 36 comma 2 lettera b) del codice degli appalti, avviata in data 06/06/2023 mediante RdO MePA n. 3599560 con criterio di aggiudicazione a favore dell'offerta economicamente più vantaggiosa, determinata mediante l'applicazione dei criteri di valutazione enunciati nel disciplinare di gara;
CONSIDERATO che sono state invitate a presentare offerte, per uno o per entrambi i lotti, le seguenti 10 imprese:
- BDO ADVISORY SERVICES S.R.L.;
- DELOITTE CONSULTING S.R.L. S.B.;
- EY ADVISORY S.P.A.;
- GBS CONSULTING SRL;
- KPMG ADVISORY SPA;
- LATTANZIO KIBS SPA;
- MAZARS ITALIA;
- MEDIACONSULT S.R.L.;
- PRICEWATERHOUSECOOPERS S.P.A.;
- RIA GRANT THORNTON S.P.A.;
PRESO ATTO della facoltà di aggiudicare la gara anche in presenza di una sola offerta valida, purché ritenuta congrua o di non procedere all’aggiudicazione, ai sensi dell’art. 95, comma 12 del D.lgs. n. 50/2016, qualora nessuna offerta risulti conveniente o idonea in relazione all’oggetto del contratto;
CONSIDERATO che in relazione a detta RdO sono pervenute, entro il termine previsto delle ore 14,00 del 14/07/2023, n. 2 (due) offerte;
CONSIDERATA l’esigenza di nominare apposita commissione giudicatrice per la valutazione di dette offerte;
SENTITO il Dirigente dell’Ufficio I di questa Direzione Generale;
DETERMINA
la costituzione presso questo Dipartimento della Commissione di Gara preposta alla valutazione delle offerte pervenute a riscontro della suddetta RdO n. 3599560.
La Commissione è così composta:
|
Dott. Orlando Iannace |
Funzionario presso l’Ufficio I della Direzione Generale del Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile. Presidente. |
|
Dott.ssa Maria Calore |
Funzionario presso l'Ufficio I della Direzione Generale del Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile. Componente. |
|
Dott.ssa Valeria Sganappa |
Assistente presso l'Ufficio I della Direzione Generale del Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile. Componente e verbalizzante. |
La prima seduta pubblica della suddetta Commissione si terrà, a modifica di quanto indicato nella RdO, in data 1° agosto 2023 alle ore 10,00.
Roma, 14 luglio 2023
IIl Direttore generale
Giuseppe Cacciapuoti
Pubblicazione del 14 marzo 2023
m_dg_DGMC_13/03/2023.0000542.ID
CONSIDERATO che questa Direzione Generale, in data 24 gennaio 2023, ha trasmesso al Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione - Direzione Centrale per le Politiche Migratorie, Autorità Responsabile del FAMI, una proposta per un intervento progettuale finalizzato a implementare e rafforzare le azioni e i progetti educativi rivolti ai minori - accompagnati e non - e giovani adulti stranieri che transitano nel sistema della Giustizia Minorile, per creare prospettive di integrazione sociale ed empowerment individuale e per preparare l’uscita dal circuito penale con percorsi alternativi alla detenzione e orientati a una reale inclusione;
VISTA la Determina a contrarre prot. n. 323.ID del 09/02/2023, con la quale il Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile ha determinato di procedere all’individuazione di soggetti collaboratori, in qualità di Partner di progetto, interessati alla presentazione di una proposta progettuale a valere sul Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014/2020 - Obiettivo Specifico 2, dotandosi, pertanto, allo scopo, di uno o più partner, da selezionare tramite Avviso pubblico;
VISTO l’invito ad hoc volto alla presentazione, da parte di questa Direzione Generale, di una proposta progettuale finanziata a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 - Obiettivo specifico 2 Integrazione - Obiettivo nazionale 3 - lett. j, adottato con prot. n. 1717 del 20.02.2023 dal Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione - Direzione Centrale per le Politiche Migratorie, Autorità Responsabile del Fondo;
VISTO l’Avviso pubblico prot. n. 329.ID del 09.02.2023, pubblicato in data 10 febbraio 2023 sul sito internet del Ministero della Giustizia;
CONSIDERATO che in relazione a detto Avviso Pubblico, entro il termineper la presentazione della proposta progettuale, fissato al 28 febbraio 2023 alle ore 12:00, sono pervenute n. 2 (due) offerte;
VISTA la determinazione prot. n. 487.ID del 2 marzo 2023, con la quale è stata costituita presso questo Dipartimento la Commissione preposta alla valutazione delle due offerte pervenute per la partecipazione alla selezione di uno o più soggetti collaboratori, in qualità di partner, interessati alla presentazione di una proposta progettuale a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014/2020 - Obiettivo Specifico 2;
VISTO il verbale di gara n. 1 del 3 marzo 2023, con il quale, in esito all'esame dei requisiti per la partecipazione alla selezione, sono stati ammessi alla fase successiva della selezione la costituenda ATS con mandatario Fondazione Opera Don Calabria per il Sociale ETS e la Costituenda ATS con mandatario Spazio Aperto Servizi Società Cooperativa Sociale Onlus;
VISTE le risultanze della valutazione effettuata dalla Commissione, come da verbale n. 2 del 6 marzo 2023, in base alla quale: la costituenda ATS con mandatario Fondazione Opera Don Calabria per il Sociale ETS ha ottenuto il punteggio complessivo di punti 64.3; la Costituenda ATS con mandatario Spazio Aperto Servizi Società Cooperativa Sociale Onlus ha ottenuto il punteggio complessivo di punti 62.4;
CONSIDERATO che in base alle suddette risultanze la Commissione ha ritenuto la costituenda ATS con mandatario Fondazione Opera Don Calabria per il Sociale ETS e la Costituenda ATS con mandatario Spazio Aperto Servizi Società Cooperativa Sociale Onlus soggetti ambedue idonei a definire con questa Direzione Generale il progetto da presentare all'Autorità Responsabile del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI);
CONSIDERATO il regolare svolgimento delle attività della Commissione;
SENTITO il Responsabile Unico del Procedimento Cira Stefanelli, Dirigente dell’Ufficio I di questa Direzione Generale;
RITENUTO di approvare le valutazioni e la connessa proposta della Commissione;
TENUTO CONTO della clausola di salvaguardia di cui all'art. 32 comma 6 e 12 del D.lgs. 50/2016 e ss. mm. i.i., e con riserva di verifica del possesso dei requisiti prescritti ai fini dell'efficacia giuridica, ex art. 32 comma 7 del D.lgs. n. 50/2016;
DECRETA
l’approvazione delle suddette valutazioni e della connessa proposta della Commissione di individuare quali soggetti idonei con i quali definire il progetto da presentare all'Autorità Responsabile del FAMI la costituenda ATS con mandatario Fondazione Opera Don Calabria per il Sociale ETS e la costituenda ATS con mandatario Spazio Aperto Servizi Società Cooperativa Sociale Onlus.
Del presente atto viene data comunicazione a tutti i soggetti interessati, con contestuale pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia.
Roma, 13 marzo 2023
Il Direttore generale
Giuseppe Cacciapuoti
Pubblicazione del 3 marzo 2023
IL DIRETTORE GENERALE
m_dg_DGMC_02/03/2023.0000487.ID
VISTO il Regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 che istituisce il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), che modifica la decisione 2008/381/CE del Consiglio e che abroga le decisioni n. 573/2007/CE e n. 575/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la decisione 2007/435/CE del Consiglio;
VISTO il Programma Nazionale FAMI, approvato dalla Commissione con Decisione C(2015) 5343 del 3 agosto 2015, successivamente modificato e approvato con Decisione C(2015) 9608 del 16 dicembre 2015 e con Decisione C(2016) 1823 del 21.03.2016;
VISTO il Regolamento delegato (UE) n. 1042/2014 della Commissione, del 25 luglio 2014, che integra il Regolamento (UE) n. 514/2014 per quanto riguarda la designazione e le responsabilità di gestione e di controllo delle autorità responsabili e lo status e gli obblighi delle autorità di audit;
VISTO il Regolamento (UE) n. 2022/585 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 aprile 2022, entrato in vigore il 12 aprile 2022, con il quale, in ragione dell’emergenza umanitaria conseguente al conflitto russo - ucraino, che sta richiedendo alle sedi periferiche un’ulteriore prova di capacità reattiva ai nuovi bisogni generati dalla crisi e con l’intento di sostenere gli Stati membri impegnati nella gestione della stessa, viene prorogato di un anno il periodo di vigenza del FAMI 2014-2020;
CONSIDERATO che l’art. 55 del D. Lgs. 117 del 3 luglio 2017 “Codice del Terzo Settore” prevede che le amministrazioni pubbliche, in attuazione dei principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità, omogeneità, copertura finanziaria e patrimoniale, responsabilità ed unicità dell’amministrazione, autonomia organizzativa e regolamentare, “assicurano il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo Settore, attraverso forme di co-programmazione e co-progettazione e accreditamento, poste in essere nel rispetto dei principi della legge 7 agosto 1990, n. 241”;
VISTA la sentenza della Corte costituzionale n.131 del 26 giugno 2020, che ha affermato importanti principi di diritto sul ruolo del Terzo Settore sulla particolare relazione con gli enti pubblici, introducendo il concetto di “amministrazione condivisa”;
VISTO il Decreto-Legge 16 luglio 2020, n. 76, coordinato con la Legge di conversione 11 settembre 2020, n. 120, recante: “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, che chiarisce ulteriormente il rapporto tra il codice dei contratti pubblici e il codice del terzo settore in materia di affidamento di servizi agli enti del Terzo settore (ETS), attraverso le modifiche di cui all’art. 8 comma 5;
VISTO il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo 2021 “Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed Enti del Terzo Settore negli artt. 55-57 del D. Lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo Settore)”, che ha offerto un quadro condiviso di analisi degli istituti introdotti dal D. Lgs 117 del 3 luglio 2017 “Codice del Terzo Settore” e ss.mm.ii. e specificatamente di quelli previsti dal Titolo VII (Dei rapporti con gli enti pubblici) e ha indicato una vera e propria “procedimentalizzazione dell’azione sussidiaria”;
CONSIDERATO che il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile può dotarsi di partners progettuali da individuare mediante avvisi pubblici/manifestazioni di interesse finalizzati a selezionare le proposte ritenute più idonee alla luce di criteri predeterminati (ex art. 12 L. 241/90);
CONSIDERATO che questa Direzione Generale, in data 24 gennaio 2023, ha trasmesso al Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione - Direzione Centrale per le Politiche Migratorie, Autorità Responsabile del FAMI, una proposta per un intervento progettuale finalizzato a implementare e rafforzare le azioni e i progetti educativi rivolti ai minori – accompagnati e non – e giovani adulti stranieri che transitano nel sistema della Giustizia Minorile, per creare prospettive di integrazione sociale ed empowerment individuale e per preparare l’uscita dal circuito penale con percorsi alternativi alla detenzione e orientati a una reale inclusione;
CONSIDERATO che è intenzione di questa Direzione Generale individuare uno o più operatori di settore in grado di offrire sia la migliore soluzione progettuale del servizio da presentare, sia le migliori condizioni tecniche ed economiche per la sua successiva attuazione, nel rispetto delle quali lo stesso soggetto collaboratore dovrà impegnarsi a realizzare il progetto una volta ammesso al finanziamento da parte dell’Autorità Responsabile del FAMI;
CONSIDERATO che gli organismi di diritto privato possono essere inseriti in qualità di partners di proposte progettuali a valere sul FAMI solo previo espletamento di una procedura di selezione che rispetti i principi di trasparenza, pubblicità, concorrenza e parità di trattamento;
VISTA la Determina a contrarre prot. n. 323.ID del 09/02/2023, con la quale il Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile ha determinato di procedere all’individuazione di soggetti collaboratori, in qualità di Partner di progetto, interessati alla presentazione di una proposta progettuale a valere sul Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014/2020 - Obiettivo Specifico 2, dotandosi, pertanto, allo scopo, di uno o più partner, da selezionare tramite Avviso pubblico;
VISTO l’invito ad hoc volto alla presentazione, da parte di questa Direzione Generale, di una proposta progettuale finanziata a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 - Obiettivo specifico 2 Integrazione - Obiettivo nazionale 3 - lett. j, adottato con prot. n. 1717 del 20.02.2023 dal Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione - Direzione Centrale per le Politiche Migratorie, Autorità Responsabile del Fondo;
VISTO l’Avviso pubblico prot. n. 329.ID del 09.02.2023, pubblicato in data 10 febbraio 2023 sul sito internet del Ministero della Giustizia;
CONSIDERATO che in relazione a detto Avviso Pubblico, entro il termineper la presentazione della proposta progettuale, fissato al 28 febbraio 2023 alle ore 12:00, sono pervenute n. 2 (due) offerte;
CONSIDERATA l’esigenza di nominare apposita commissione giudicatrice per la valutazione di dette offerte;
SENTITO il Responsabile Unico del Procedimento Cira Stefanelli, Dirigente dell’Ufficio I di questa Direzione Generale;
DETERMINA
la costituzione presso questo Dipartimento della Commissione preposta alla valutazione delle due offerte pervenute per la partecipazione alla selezione di uno o più soggetti collaboratori, in qualità di partner, interessati alla presentazione di una proposta progettuale a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014/2020 - Obiettivo Specifico 2.
La Commissione - che valuterà, sulla base dei criteri indicati nell'Avviso, le proposte progettuali, con l’attribuzione di uno specifico punteggio espresso in centesimi - è così composta:
Orlando Iannace Direttore presso l’Ufficio I della Direzione Generale del Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile. Presidente.
Carmen Genovese Funzionario della professionalità di Servizio Sociale presso l'Ufficio I della Direzione Generale del Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile. Componente.
Maria Calore Funzionario della professionalità di Servizio Sociale presso l'Ufficio I della Direzione Generale del Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile. Componente.
Valeria Sganappa Assistente di Area Pedagogica presso l'Ufficio I della Direzione Generale del Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile. Segretaria.
La suddetta Commissione, come previsto dall’Avviso, si riunirà in seduta pubblica in data 3 marzo 2023 alle ore 10.00 per l’apertura della offerte pervenute entro il termine.
Roma, 2 marzo 2023
Il Direttore generale
Giuseppe Cacciapuoti
Pubblicazione del 20 febbraio 2023
Quesito n. 1
Alla luce di quanto previsto nell’avviso per la Selezione di soggetti collaboratori per la presentazione di una proposta progettuale a valere sul Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) - Obiettivo Specifico 2 - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, pubblicato il 10/02/2023;
premesso che:
- i soggetti partecipanti in ATS devono sottoscrivere SINGOLARMENTE apposita dichiarazione sostitutiva, ai sensi del D.P.R. 445/2000, per attestare il possesso dei requisiti di partecipazione
- i soggetti partecipanti in ATS devono sottoscrivere congiuntamente la richiesta di partecipazione e l’impegno a costituirsi, nonché il curriculum degli enti e del personale proposto
- l’allegato (busta) 1 deve contenere la documentazione dell’intera compagine
- nel caso di ATS costituende la documentazione (allegato 1) sopra citata dovrà essere sottoscritta da tutti i legali rappresentanti di ciascun soggetto aggregato
si pongono due richieste:
- la possibilità di sottoscrivere in forma cartacea le singole dichiarazioni e poi sottoscrivere l’intero allegato 1 con firma digitale di tutti i partner;
- data la grandezza e il peso del file relativo all’allegato 1 la possibilità di suddividerlo in più file (allegato 1A, allegato 1B, ...)
Risposta
In riferimento al quesito sopra enunciato, come previsto dall’art. 6 dell’Avviso, “Tutta la documentazione prodotta dovrà essere sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante o da un soggetto da questi delegato”; “Nel caso di A.T.S. la documentazione sopra citata dovrà essere sottoscritta: - per A.T.S. già costituite, solo dal legale rappresentante del mandatario (capogruppo);(…) - per A.T.S. costituende, dai legali rappresentanti di ciascun soggetto aggregato (…)”.
Riguardo alla richiesta contrassegnata dalla lettera a), non essendo espressamente previsto nell’avviso che ciascun documento prodotto sia provvisto di firma digitale, si ritiene ammissibile che le singole dichiarazioni siano sottoscritte in forma cartacea e che la firma digitale sia apposta sull’intero allegato contenente le suddette dichiarazioni.
Relativamente alla richiesta contrassegnata dalla lettera b), considerato il peso dei file relativi all’allegato 1, che renderebbe difficoltoso il suo l’invio in un’unica soluzione, si ammette la possibilità di suddividerlo in più file, da inoltrare senza soluzione di continuità.
Pubblicazione del 10 febbraio 2023
TERMINE per la presentazione della proposta progettuale: 28 febbraio 2023 ore 12:00
m_dg_DGMC_09/02/2023.0000329.ID
AVVISO PUBBLICO
per la selezione di soggetti collaboratori, in qualità di partner del Ministero della Giustizia -Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile, interessati alla presentazione di una proposta progettuale a valere sul Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) - Obiettivo Specifico 2.
VISTO il Regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 che istituisce il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, che modifica la decisione 2008/381/CE del Consiglio e che abroga le decisioni n. 573/2007/CE e n. 575/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la decisione 2007/435/CE del Consiglio;
VISTO il Programma Nazionale FAMI, approvato dalla Commissione con Decisione C(2015) 5343 del 3 agosto 2015, successivamente modificato e approvato con Decisione C(2015) 9608 del 16 dicembre 2015 e con Decisione C(2016) 1823 del 21.3.2016;
VISTO il Regolamento delegato (UE) n. 1042/2014 della Commissione del 25 luglio 2014, che integra il Regolamento (UE) n. 514/2014 per quanto riguarda la designazione e le responsabilità di gestione e di controllo delle autorità responsabili e lo status e gli obblighi delle autorità di audit;
VISTO il Regolamento (UE) n. 2022/585 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 aprile 2022, entrato in vigore il 12 aprile 2022, con il quale, in ragione dell’emergenza umanitaria conseguente al conflitto russo – ucraino, che sta richiedendo alle sedi periferiche un’ulteriore prova di capacità reattiva ai nuovi bisogni generati dalla crisi e con l’intento di sostenere gli Stati membri impegnati nella gestione della stessa, viene prorogato di un anno il periodo di vigenza del FAMI 2014-2020;
CONSIDERATO che il Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile intende presentare una proposta progettuale a valere sul FAMI con l’obiettivo di rafforzare le azioni trattamentali e i progetti educativi rivolti a minorenni e giovani adulti stranieri che transitano nel sistema della Giustizia Minorile, in area penale esterna e interna, per creare prospettive di integrazione sociale ed empowerment individuale e per preparare la loro uscita dal circuito penale tramite percorsi alternativi alla detenzione, finalizzati a una reale inclusione, a una più sicura convivenza e all’aumento del benessere sociale;
CONSIDERATO che il Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità può dotarsi di partners progettuali da individuare mediante avvisi pubblici/manifestazioni di interesse finalizzati a selezionare le proposte ritenute più idonee alla luce di criteri predeterminati (ex art. 12 L. 241/90);
CONSIDERATO che è intenzione di questo Soggetto Proponente individuare uno o più operatori di settore in grado di offrire sia la migliore soluzione progettuale del servizio da presentare, sia le migliori condizioni tecniche ed economiche per la sua successiva attuazione, nel rispetto delle quali lo stesso soggetto collaboratore dovrà impegnarsi a realizzare il progetto una volta ammesso al finanziamento da parte dell’Autorità Responsabile del FAMI;
CONSIDERATO che gli organismi di diritto privato possono essere inseriti in qualità di partners di proposte progettuali a valere sul FAMI solo previo espletamento di una procedura di selezione che rispetti i principi di trasparenza, pubblicità, concorrenza e parità di trattamento;
RAVVISATA pertanto, la necessità di procedere all’adozione del presente Avviso pubblico, attraverso il quale invitare i soggetti terzi, in possesso dei requisiti come avanti specificati, a proporre la propria migliore offerta di collaborazione, sia in termini economici, sia in termini tecnici e qualitativi, per la predisposizione e successiva attuazione della proposta progettuale da presentare al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità per l’ammissione al finanziamento a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020;
VISTA la Determina a contrarre prot. n. 323.ID del 09/02/2023, con la quale il Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile ha determinato di avanzare una proposta per la selezione di soggetti collaboratori, in qualità di Partner di progetto, interessati alla presentazione di una proposta progettuale a valere sul Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014/2020 - Obiettivo Specifico 2, dotandosi, pertanto, allo scopo, di uno o più partners, da selezionare tramite Avviso pubblico;
VISTO il D.L.gs 50/2016 e ritenuto che il presente procedimento amministrativo non configuri una procedura a evidenza pubblica ma un’attività di co-progettazione.
Tanto premesso, ritenuto, visto e considerato, il Ministero della giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile indice il seguente
AVVISO PUBBLICO
Art. 1 - Soggetti ammessi alla selezione
Sono ammessi alla selezione i seguenti soggetti:
- Istituti di ricerca;
- Fondazioni di diritto privato operanti nello specifico settore di riferimento oggetto dell’Avviso;
- Enti del terzo Settore di cui all’articolo 4, comma 1, del Lgs. n. 112/2017 (Codice del Terzo Settore), ed Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti ai sensi dell’art. 7 della Legge n. 222/1985, svolgenti attività solidaristiche e di utilità sociale, operanti nello specifico settore di riferimento oggetto dell’Avviso;
- Associazioni o Onlus operanti nello specifico settore di riferimento oggetto dell’Avviso;
- Società Cooperative e Società Consortili operanti nello specifico settore di riferimento oggetto dell’Avviso;
- Organismi di diritto privato senza fini di lucro e Imprese sociali operanti nello specifico settore di riferimento oggetto dell’Avviso;
- Associazioni, anche sindacali e datoriali, organismi di loro emanazione/derivazione.
È ammessa la candidatura di più soggetti aggregati in Associazione temporanea di scopo (A.T.S.), costituita o costituenda.
Sono richieste, inoltre, per l’ammissione alla selezione, le seguenti ulteriori condizioni:
- gli aspiranti partners devono possedere almeno 3 (tre) anni di pregressa esperienza nella gestione di progetti nello specifico settore oggetto dell’Avviso. In caso di T.S., tale requisito deve essere posseduto dal soggetto capofila. Il personale impiegato deve avere almeno 2 (due) anni di esperienza nel settore oggetto del presente Avviso;
- se il soggetto aspirante partner è ricompreso tra quelli di cui agli artt. 52 e 53 del D.P.R. n. 394/1999 (Regolamento recante norme di attuazione del Testo Unico dell’Immigrazione), deve soddisfare necessariamente delle due seguenti opzioni:
- iscrizione, alla data della pubblicazione del presente Avviso, alla prima sezione del registro di cui all’art. 42 D. Lgs. n. 286/1998 (Testo Unico sull’Immigrazione), ovvero
- auto-dichiarazione (ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000) di essere disciplinato da uno statuto/atto costitutivo o, comunque, da un atto fondamentale: i) valido, efficace e regolarmente redatto in conformità alle disposizioni normative applicabili; ii) regolarmente registrato, ove richiesto, in uno Stato membro dell’Unione europea; iii) recante la chiara finalità dell’assenza di uno scopo di lucro (o la natura di impresa sociale secondo le previsioni di cui al D. Lgs. 112/17); iv) recante un oggetto sociale compatibile con le finalità di cui all’Avviso e con la realizzazione del progetto cui il Soggetto Proponente partecipa
Gli organismi di diritto privato possono essere inseriti in qualità di partner solo previo espletamento di una procedura di selezione che rispetti i principi di trasparenza, pubblicità, concorrenza e parità di trattamento.
Art. 2 - Requisiti generali e speciali di partecipazione
Possono partecipare al presente Avviso i soggetti che:
- non siano incorsi, all’atto della presentazione della domanda, nelle situazioni di esclusione di cui all’art. 80 del d.lgs. n.50/2016 e s.m.i.;
- in procedimenti pendenti per l'applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all'art. 3, della legge n. 1423/1956 e s.m.i. o di una o più cause ostative previste dall'art. 10, della legge n. 575/1965 e s.m.i;
- in una delle cause di decadenza, divieto o sospensione di cui all’art. 67 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159, e dei tentativi di infiltrazione mafiosa di cui all’art. 4, del d.lgs. 8 agosto 1994, n. 490;
- in sentenze di condanna passata in giudicato, o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'art. 444 c.p.p., per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale, o condanna, con sentenza passata in giudicato, per uno o più reati di partecipazione a un'organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio, quali definiti dagli atti comunitari citati all'art. 45, paragrafo 1, direttiva CE 2004/18.
- in violazioni il divieto di intestazione fiduciaria posto dall'art. 17, della legge del 19 marzo 1990, n. 55;
- in gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di sicurezza ed di ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro, risultanti dai dati in possesso dell'Osservatorio;
- in gravi negligenze o di azioni in malafede nell'esecuzione delle prestazioni affidate dall'Amministrazione; di errori gravi nell'esercizio della propria attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte dell'Amministrazione;
- in violazioni, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui è stabilito;
- in false dichiarazioni nell'anno antecedente la data di pubblicazione dell'Avviso in merito ai requisiti e alle condizioni rilevanti per la partecipazione alle procedure di gara e di selezione per l'assegnazione di contributi, né per l'affidamento dei subappalti, risultanti dai dati in possesso dell'Osservatorio;
- in gravi negligenze o malafede nell'esecuzione di prestazioni professionali derivanti da procedure di gara finanziate con fondi comunitari e/o nazionali;
- in violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali ed assistenziali, secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui è stabilito;
- in sanzioni interdittive di cui all'art. 9, comma 2, lett. c), del d.lgs. n. 231/2001 e s.m.i., o di altra sanzione che comporti il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione compresi i provvedimenti interdittivi di cui all'art. 36-bis, comma 1, del d.l. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
I soggetti partecipanti attestano il possesso dei sopraelencati requisiti di partecipazione mediante dichiarazione sostitutiva, ai sensi del D.P.R. 445/2000.
È necessario, inoltre, ai fini della partecipazione il possesso da parte dei soggetti partecipanti di firma digitale in corso di validità e di una casella di posta elettronica certificata.
Art. 3 - Descrizione del progetto
L’incremento degli ingressi di minorenni e giovani adulti (ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni compiuti) ha assunto nel tempo un’importanza crescente, soprattutto negli Istituti Penali per i Minorenni (IPM) e negli altri Servizi residenziali della Giustizia Minorile e di Comunità e ha portato nell’anno corrente a un innalzamento consistente della presenza media giornaliera negli IPM, con un notevole numero di ragazzi stranieri, anche non accompagnati: ciò ha comportato, come principale conseguenza, criticità maggiori e complesse nella gestione degli IPM, rispetto alle precedenti annualità, che erano state condizionate dalle misure di prevenzione e contenimento dell’epidemia pandemica.
Per quanto attiene all’area penale esterna, gli utenti in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM), al 31.12.2022 risultavano in totale 21.547, dei quali 4.740 stranieri.
Tale aumento del numero di ingressi di minori e giovani adulti per arresto o fermo si è verificato in modo nettamente più evidente nei distretti giudiziari del Nord, soprattutto nel caso degli stranieri, a fronte di una contrazione degli spazi proprio negli IPM del Nord Italia (a causa di chiusure di istituti o di sezioni per lavori di ristrutturazione ancora in corso) che ha inevitabilmente comportato, in quelle aree, una deroga al principio di territorialità dell’esecuzione penale, con una consistente assegnazione di minori/giovani adulti presso IPM situati anche a notevole distanza dai territori di appartenenza, in particolare nel Centro e nel Sud Italia. Ciò ha avuto inevitabili ricadute, oltre che sull’allontanamento dei ragazzi stranieri dai pochi punti di riferimento stabili sussistenti, anche sullo sviluppo di progettualità da realizzare all’esterno, che trovano un senso compiuto soltanto se attuate presso i territori di provenienza. Per i minori e giovani adulti stranieri del circuito penale minorile, in particolare per i non accompagnati, è infatti molto difficile ottenere percorsi riabilitativi e di re-integrazione fuori dalle strutture detentive, misure alternative alla detenzione o di messa alla prova, poiché tali misure implicano in genere il supporto di punti di riferimento o di reti familiari. Pertanto, per tali giovani, viene spesso utilizzata la misura del collocamento in comunità, socio-educative o più di rado terapeutiche (poche e sovraffollate).
Purtroppo in molti casi, sia a causa della scarsità di posti nelle comunità più idonee e funzionanti, sia per la carenza di operatori o di personale preparato a gestire le problematiche dei migranti, oltre che per il disagio psico-sociale o le diagnosi psichiatriche di cui sono portatori molti ragazzi stranieri, la comunità non si rivela un luogo di reale accoglienza, con prospettive concrete di integrazione e riabilitazione nella società, e la maggior parte di loro se ne allontana poco dopo l’inserimento. Questi ragazzi vengono poi ritrovati, sottoposti per un mese alla misura della custodia cautelare e poi reinseriti in altre comunità, entrando così in un circuito vizioso apparentemente senza uscita.
L’afflusso negli IPM del Sud e anche del Centro Italia di ragazzi in prevalenza stranieri, provenienti da altri contesti territoriali, portatori in molti casi di gravi traumi e disagi psichici e con pregresse esperienze di violenze e abusi subiti, con una componente di immigrati di seconda generazione, provenienti spesso da quartieri periferici delle città del Nord e un’altra componente di minori non accompagnati, senza fissa dimora e privi di riferimenti in Italia, ha comportato inevitabilmente un turbamento degli equilibri interni agli IPM e ha reso difficile la convivenza tra i detenuti, appartenenti a differenti culture, e tra detenuti e personale di polizia penitenziaria. A ciò si è aggiunta l’insufficienza numerica e l’affaticamento del personale socio-educativo, spesso a rischio di burn-out. Tutto questo ha reso difficile e complessa la costruzione di un positivo clima relazionale all’interno degli IPM e si sono di frequente verificati eventi critici, con un moltiplicarsi di peculiari difficoltà di convivenza, spesso sfociate in veri e propri conflitti tra gruppi di diversa appartenenza culturale, in agiti violenti, auto ed etero-diretti, e in danneggiamenti e incendi a beni e strutture. In conseguenza anche la progettazione all’esterno, in fase di transizione dal carcere alla libertà, di percorsi reintegrativi, lavorativi, di tirocinio o altro (per i ragazzi è tra l’altro difficilissimo avere i documenti, senza i quali non è possibile essere inseriti in alcun tirocinio), risulta estremamente complessa per la scarsa disponibilità degli interlocutori e per la carenza di strumenti e possibilità.
Da qui l’esigenza di provare, attraverso questo progetto, a riconoscere, preparare e realizzare nuovi percorsi, già dall’interno degli IPM, per favorire l’integrazione all’esterno e nella società civile, attraverso accompagnamenti individualizzati nel processo di fuoriuscita dal carcere minorile, mediante affidamenti omo-culturali o altre formule sperimentali e innovative che possano aprire nuovi processi di integrazione. Occorre intraprendere azioni e interventi volti a favorire l’interruzione dei percorsi di disagio sopra richiamati, favorendo, con il pieno e convinto coinvolgimento dei Servizi socio-sanitari territoriali, virtuosi processi di recupero, di cura, di integrazione e di inclusione sociale. Allo stesso tempo è importante coinvolgere nelle progettazioni e nei processi di fuoriuscita dagli Istituti dei minori e giovani adulti stranieri, sia i Servizi Sociali degli Enti Locali, sia quelli afferenti al Servizio Sanitario Nazionale, sul versante della prevenzione primaria e secondaria e su quello della presa in carico congiunta dei minori e dei giovani sottoposti a procedimento penale.
Rispetto a tali problematiche risulta necessario procedere all’aggiornamento dei modelli organizzativi e trattamentali applicati, ripensando nuovi approcci sperimentali e innovativi, più rispondenti alle esigenze dei minori e giovani adulti stranieri, curando in particolare l’utenza dei minori non accompagnati, spesso negletta e marginalizzata sia fuori, sia dentro le strutture detentive, incrementando le azioni di accoglienza e di accompagnamento per tutto il percorso penale attraverso l’attivazione delle reti esterne, individuando criteri per gestire l’utenza fuori distretto, garantendo e incrementando in tutti gli IPM i servizi di mediazione culturale e sociale, specializzando alcune comunità all’accoglienza dei ragazzi stranieri, mettendo in campo interventi diretti ai singoli e alla gestione delle dinamiche conflittuali dei gruppi, oltre che metodologie improntate al trattamento del disagio psicologico in chiave interculturale. I cambiamenti delle caratteristiche e delle esigenze dell’utenza richiedono necessariamente la collaborazione di enti e associazioni del privato sociale che, attraverso la definizione di iniziative progettuali sperimentali e innovative, possano supportare gli interventi istituzionali.
Si evidenzia inoltre la necessità di incrementare le modalità di cooperazione tra gli IPM e le realtà del privato sociale e del Terzo Settore per individuare azioni sperimentali, che rispondano alle continue trasformazioni del disagio giovanile dell’utenza straniera e alle differenti tipologie di devianze che essa manifesta e che contribuiscano all’integrazione di tali giovani nella comunità, attraverso un coinvolgimento attivo della stessa, rafforzando la collaborazione con la magistratura nella definizione dei contenuti dei progetti socio-educativi e della loro valutazione.
OBIETTIVI
Obiettivo generale
Obiettivo generale della proposta è rafforzare le azioni trattamentali e i progetti educativi rivolti a minorenni e giovani adulti stranieri che transitano nel sistema della Giustizia Minorile, in area penale esterna e interna, per creare prospettive di integrazione sociale ed empowerment individuale e per preparare la loro uscita dal circuito penale tramite percorsi alternativi alla detenzione, finalizzati a una reale inclusione, a una più sicura convivenza e all’aumento del benessere sociale.
L’obiettivo generale si declina in tre dimensioni principali:
- conoscitiva: rivolta ad aumentare il grado di comprensione delle condizioni dei minorenni e giovani adulti stranieri sottoposti a procedimenti penali di privazione della libertà e sia nelle misure esterne di messa alla prova;
- formativa (capacity building): rivolta ad aumentare le competenze degli operatori coinvolti negli interventi diretti a minorenni e giovani adulti stranieri;
- rafforzativa: rivolta a sostenere e integrare i percorsi di trattamento e i progetti educativi con gli adolescenti stranieri.
Obiettivo specifico 1 - dimensione conoscitiva
Realizzare una ricognizione di dati qualitativi e quantitativi, attraverso le fonti degli Enti preposti, sui minori e giovani adulti stranieri, anche non accompagnati, del circuito penale minorile (anno 2022 e serie storica), per fotografare la situazione esistente (numeri, età, genere, nazionalità, tipologia di reati) e analizzare il fenomeno nelle sue attuali criticità, possibili moventi e contesti di riferimento.
Obiettivo specifico 2 - dimensione formativa (capacity building)
Realizzare percorsi di affiancamento e di rafforzamento delle competenze per gli operatori coinvolti nel lavoro con i minori e giovani adulti stranieri in area penale interna ed esterna (personale di polizia penitenziaria, educatori, assistenti sociali, operatori di area pedagogica, assistenti sociali), nei Servizi minorili dei territori-pilota individuati come maggiormente a rischio sul territorio nazionale per:
- individuare le strategie e le modalità nei Servizi della Giustizia Minorile e nelle comunità del privato sociale accreditate per favorire la convivenza interculturale e l’integrazione fra minorenni e giovani adulti italiani e stranieri, tra ragazzi di nazionalità e culture differenti, tra detenuti minorenni e giovani adulti stranieri e operatori dei Servizi;
- diminuire il grado di conflittualità negli Istituti Penali per i Minorenni e nelle comunità (anche attivando misure alternative alla detenzione che offrano prospettive per i ragazzi stranieri).
Obiettivo specifico 3 - dimensione rafforzativa
Progettare e attuare interventi sperimentali e azioni psico-socio-educative, ambientali e di comunità da porre in atto con i minori e giovani adulti stranieri - accompagnati e non - del circuito penale minorile, in area penale interna e esterna per poter attivare misure alternative alla detenzione anche per i ragazzi stranieri privi di riferimenti familiari, attraverso l’attivazione di reti territoriali di inclusione.
Obiettivo specifico 4 - dimensione rafforzativa
Preparare l’uscita degli adolescenti e giovani dal circuito penale attraverso percorsi protetti-mirati, con prospettive di integrazione sociale (coinvolgimento del contesto territoriale) e di empowerment individuale orientati a:
- una più sicura convivenza e un aumento del benessere personale e sociale;
- l’integrazione nella Comunità e nei territori di appartenenza.
ATTIVITÀ
Azioni di progetto relative all’obiettivo specifico 1
Realizzazione di un report quali-quantitativo circostanziato e aggiornato, relativo alla consistenza e alle principali problematiche inerenti ai minori e giovani adulti stranieri, accompagnati e non, che transitano nei Servizi della Giustizia Minorile.
Azioni di progetto relative all’obiettivo specifico 2
Realizzazione di percorsi di aggiornamento e di formazione orientati al miglioramento e all’integrazione delle competenze degli operatori e dei Servizi interessati, in modo da aumentare le relazioni e le capacità operative del sistema complessivo che interviene nella presa in carico degli adolescenti e giovani migranti sottoposti a provvedimenti giudiziari. In particolare le azioni proposte devono porre l’attenzione a:
- individuare le strategie e le modalità nei Servizi della Giustizia Minorile e nelle comunità del privato sociale accreditate per favorire la convivenza interculturale e l’integrazione fra minorenni e giovani adulti italiani e stranieri, tra ragazzi di nazionalità e culture differenti, tra detenuti minorenni e giovani adulti stranieri e operatori dei Servizi;
- diminuire il grado di conflittualità negli Istituti Penali per i Minorenni e nelle comunità (anche attivando misure alternative alla detenzione che offrano prospettive per i ragazzi stranieri).
Azioni di progetto relative all’obiettivo specifico 3
Potenziamento di attività esistenti in ambito trattamentale o di opportunità in area penale esterna (es. accompagnamento alla fuoriuscita dalla struttura detentiva con programmi specifici) per l’inserimento in Comunità.
Costruzione di attività e percorsi innovativi e sperimentali con gli adolescenti sottoposti a misure penali.
Rafforzamento dei progetti socio-educativi con l’affiancamento di educatori o altre figure professionali esperte in tema di stranieri (es. mediatori culturali), a sostegno degli operatori istituzionali della Giustizia Minorile. Si tratta di un’azione diretta all’interno dei Servizi Minorili in area penale interna ed esterna, che vede tali figure di supporto come parte integrante del lavoro educativo-trattamentale, per agevolare e facilitare la vita dei ragazzi stranieri nei Servizi e la comunicazione tra operatori e minorenni/giovani adulti stranieri.
Azioni di progetto relative all’obiettivo specifico 4
Attività volte a preparare la fuoriuscita dalle misure penali, con l’accompagnamento del minore/giovane adulto straniero e il sostegno in percorsi di autonomia tramite figure stabili di riferimento, per favorire la reintegrazione e l’inclusione sui territori di appartenenza.
DESTINATARI
- Minorenni e giovani adulti stranieri, che transitano nel circuito della Giustizia Minorile, in area penale interna (IPM) ed esterna (USSM e Comunità)
- Operatori e Servizi della Giustizia Minorile
- Operatori e Servizi degli Enti Locali
- Operatori e Servizi del privato sociale, Terzo Settore e Associazionismo.
RISULTATI ATTESI
I risultati attesi riguardano principalmente:
- la dimensione della conoscenza - approfondimento della condizione dei minori stranieri sottoposti a procedimenti penali presenti nelle strutture della giustizia minorile;
- la dimensione istituzionale - maggiore sinergia e integrazione tra gli operatori e i Servizi che garantiscono la presa in carico, sia con i programmi di trattamento, sia con i progetti educativi, oltre che di relazione tra le varie Istituzioni interessate ai percorsi dei minorenni stranieri in ambito penale;
- la dimensione dell’efficacia - integrazione e miglioramento dei precorsi di presa in carico degli adolescenti e giovani stranieri.
In particolare, si riferiscono a:
- aumentare la conoscenza del fenomeno relativo ai minorenni e giovani adulti stranieri che transitano nei Servizi della Giustizia Minorile;
- aumentare le capacità di intervento degli operatori nell’ottica della presa in carico globale e della continuità dei percorsi di trattamento ed educativi;
- accompagnare e rafforzare le azioni trattamentali rivolte ai minorenni e giovani adulti stranieri - accompagnati e non – nel sistema penale minorile, in area penale esterna e interna;
- realizzare percorsi di integrazione sociale ed empowerment individuale per i beneficiari finali;
- preparare l’uscita dal circuito penale con percorsi alternativi alla detenzione orientati a una reale inclusione di questi giovani;
- prevenire gli eventi critici all’interno dei Servizi della Giustizia Minorile;
- sviluppare una più sicura convivenza civile ed un aumento del benessere degli adolescenti, dei giovani e degli operatori.
Art. 4 - Durata del Progetto
Il progetto avrà avvio al momento della sottoscrizione della dichiarazione d’impegno e dovrà concludersi entro e non oltre il 31 marzo 2024, termine ultimo per l’ammissibilità delle spese.
In ogni caso, la data di inizio e di conclusione del progetto sarà fissata dal Ministero dell’Interno in sede di approvazione del progetto stesso per l’assegnazione del finanziamento. Il Progetto potrà essere prorogato esclusivamente in caso di specifica disposizione del Ministero dell’Interno, fermo restando il limite - allo stato - del termine finale di cui sopra.
Art. 5 - Risorse economiche
Le risorse stimate da destinare al finanziamento delle attività riportate nel presente Avviso sono pari a € 500.000,00 IVA inclusa, comprensivi di costi diretti e indiretti.
Art. 6 - Termine e modalità di presentazione della proposta
Per partecipare alla selezione, il concorrente dovrà far pervenire la proposta al Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile entro e non oltre le ore 12:00 del giorno 28/02/2023, pena l’inammissibilità dell’offerta.
La proposta dovrà essere inoltrata a mezzo PEC, con oggetto “ATTENZIONE - PROPOSTA FAMI 2014-2020”, con allegati sottoposti a firma digitale, all’indirizzo PEC: prot.dgmc@giustiziacert.it.
Le domande di partecipazione dovranno recare tre “buste” (ossia tre allegati) contenenti:
- Allegato 1 - Documenti di partecipazione recanti la firma del legale rappresentante del soggetto partecipante:
- domanda di partecipazione alla procedura e dichiarazione sostitutiva ai sensi degli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, attestante il possesso di tutti i requisiti di partecipazione all’Avviso;
- copia di un documento d’identità del sottoscrittore in corso di validità;
- curriculum del soggetto proponente la propria candidatura, sottoscritto dal legale rappresentante l’organizzazione in termini di capacità strutturale, organizzativa e amministrativa, con organigramma gestionale e contenente, in riferimento agli ultimi 3 (tre) anni, l’elenco dei progetti relativi alle tematiche del presente Avviso che il soggetto proponente ha realizzato, con particolare riferimento a quelli finanziati con fondi pubblici e che ritiene opportuno segnalare, dal quale si evidenzi: il titolo del progetto, il ruolo svolto (capofila, partner, aderente), i destinatari, Enti/Autorità di Gestione finanziatori, costo totale del progetto, entità del finanziamento pubblico, costo totale delle attività direttamente gestite come centro di imputazione di costo, specificazione delle principali responsabilità e attività Il curriculum dovrà consentire di evincere gli elementi utili alla valutazione, secondo i criteri indicati nella Tabella per la valutazione riportata all’art. 8 del presente Avviso;
- curricula dei soggetti/persone (gruppo di lavoro) che il candidato intende coinvolgere nella realizzazione delle attività di cui al presente Avviso;
- Allegato 2 – Progetto Offerta: una relazione tecnica della proposta progettuale, contenente gli elementi oggetto di valutazione, coerentemente con quanto specificato nell’Avviso. La proposta, in carattere “Garamond 12”, interlinea singola, non dovrà superare le 15 (quindici) pagine, tabelle incluse;
- Allegato 3 – Piano dei costi previsti: il piano dei costi previsti dovrà esse redatto tenendo conto delle indicazioni fornite nel “Manuale delle Regole di Ammissibilità delle Spese dichiarate per il sostegno UE nell’ambito del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020”.
Tutta la documentazione prodotta dovrà essere sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante o da un soggetto da questi delegato: in tal caso la delega dovrà essere allegata in originale o in copia autentica e corredata di copia del documento di identità del delegante.
Nel caso di A.T.S. la documentazione sopra citata dovrà essere sottoscritta:
- per T.S. già costituite, solo dal legale rappresentante del mandatario (capogruppo); in tal caso è necessario allegare alla documentazione anche copia dell’Atto di Costituzione;
- per A.T.S. costituende, dai legali rappresentanti di ciascun soggetto aggregato; in tal caso è necessario allegare alla documentazione anche l’atto di impegno a costituirsi in T.S. in caso di selezione, conferendo mandato collettivo speciale con rappresentanza a un candidato individuato e qualificato come mandatario.
Dovrà, inoltre, essere indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata utilizzabile per l’inoltro delle comunicazioni da parte del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.
La trasmissione della proposta è di esclusiva responsabilità del proponente. Le proposte che, per qualsiasi motivo, dovessero pervenire oltre il termine indicato non saranno prese in considerazione.
Art. 7 - Fasi della procedura di co-progettazione
La procedura di co-progettazione si articola nelle seguenti tre distinte fasi.
FASE 1 - Individuazione dei soggetti partner
- pubblicazione del presente Avviso pubblico per la selezione dei soggetti con cui sviluppare le attività di co-progettazione e realizzazione delle attività di cui sopra;
- verifica del possesso, in capo ai soggetti che hanno manifestato il loro interesse a partecipare alla co-progettazione, dei requisiti di ordine generale, di idoneità professionale, di capacità economico-finanziaria e di capacità tecnica-professionale;
- valutazione, da parte di una Commissione Valutatrice tecnica, nominata con Determinazione del Direttore Generale, successivamente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande, delle proposte progettuali preliminari pervenute con attribuzione di punteggio in base ai criteri indicati al paragrafo 12;
- individuazione dei soggetti con i quali, tra le proposte che avranno raggiunto il punteggio complessivo minimo di 60 punti su 100, si procederà alla Fase 2 della procedura.
FASE 2 - Co-progettazione del progetto definitivo
In questa fase si parte dal progetto preliminare predisposto dai soggetti selezionati nella Fase 1 e si procede alla sua discussione critica e suscettibile di variazioni ed integrazioni condivise, in coerenza con gli elementi essenziali delineati dal presente Avviso.
Il tavolo di co-progettazione sarà composto dal RUP e da referenti del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e dal rappresentante legale dei Soggetti partner selezionati, o loro delegati, con il supporto dei loro referenti tecnici.
Il progetto definitivo dovrà definire di tutti gli aspetti esecutivi, tra i quali, in particolare:
- definizione analitica e di dettaglio degli obiettivi da conseguire;
- definizione degli elementi e delle caratteristiche di ottimizzazione, innovatività e miglioramento della qualità degli interventi co-progettati;
- definizione puntuale delle attività previste e dell'allocazione delle risorse umane e finanziarie, messe a disposizione dal co-progettante;
- definizione dell’organizzazione dei servizi previsti;
- definizione dei contenuti della convenzione.
Il positivo superamento di tale fase, che sarà svolta senza alcun onere per il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, è condizione indispensabile per la stipula della convenzione.
Nel caso in cui non si giunga a un progetto definitivo che rispetti i principi di sostenibilità e innovatività alla base della procedura di co-progettazione, il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità si riserva la facoltà di revocare la procedura. La partecipazione dei Soggetti candidati alle Fasi 1 e 2 non può dar luogo in alcun modo a corrispettivi comunque denominati.
FASE 3 - Stipula della convenzione tra il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e i soggetti selezionati
Conclusa la precedente fase 2, il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità procede a stipulare una convenzione con il soggetto selezionato, avente ad oggetto l'esecuzione del progetto esito della co-progettazione con specifica disciplina dei reciprochi obblighi.
La convenzione dovrà disciplinare, tra l’altro:
- oggetto e durata;
- il progetto esecutivo definitivo, comprensivo di cronoprogramma;
- le modalità di direzione, gestione ed organizzazione;
- gli impegni degli Enti partner e gli impegni del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità;
- le modalità di erogazione delle risorse finanziarie destinate all’attuazione del progetto;
- i termini e le modalità di rendicontazione delle spese.
Il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità si riserva, in qualsiasi momento:
- di chiedere al soggetto partner la ripresa del tavolo di co-progettazione per procedere all’integrazione e alla diversificazione delle tipologie e modalità di intervento alla luce di sopraggiunte e motivate necessità di modifiche/integrazioni della programmazione delle attività;
- di disporre la cessazione degli interventi e delle attività, sempre a fronte di sopravvenute Disposizioni regionali, nazionali o europee (in entrambi i casi al soggetto partner non verrà riconosciuto alcunché a titolo di indennizzo o risarcimento).
Art. 8 - Modalità di svolgimento della procedura di selezione
Le proposte regolarmente pervenute nel termine previsto dal presente Avviso saranno aperte dal seggio di gara in seduta pubblica nella seguente data e ora: 03/03/2023, ore 10:00.
Alla seduta potrà assistere ciascun candidato attraverso collegamento in videoconferenza per il tramite di un solo rappresentante nella persona del proprio rappresentante legale, ovvero di persona munita di delega appositamente conferita, con allegata copia del documento di identità del delegante. A tal fine si chiede di inoltrare, contestualmente alla proposta, una richiesta di partecipazione telematica alla seduta con indicazione di un valido indirizzo di posta elettronica sarà inviato il link per accedere in videoconferenza.
La regolarità formale, la verifica dei requisiti richiesti dal presente Avviso e la valutazione di merito sulle candidature regolarmente pervenute sarà effettuata da una Commissione, opportunamente nominata dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità dopo la scadenza del termine per la ricezione delle candidature fissato dal presente Avviso, composta da n. 3 (tre) componenti con esperienza nelle materie oggetto del presente Avviso e nella gestione di interventi finanziati dal Programma FAMI.
La Commissione valuterà in una o più sedute riservate le candidature presentate nei termini e ammissibili, applicando i criteri di valutazione riportati nel presente Avviso.
All’esito delle predette operazioni la Commissione procederà all’individuazione dei soggetti ritenuti idonei e alla redazione della graduatoria di merito.
Tutte le operazioni relative alla presente procedura saranno verbalizzate dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità che provvederà a comunicare a tutti i candidati l’esito della valutazione, approvata con apposita Determinazione dirigenziale.
La graduatoria sarà altresì pubblicata sul sito web ufficiale del Ministero della Giustizia.
Art. 9 - Criteri di valutazione
I criteri di valutazione, di cui di seguito, rispettano le indicazioni della Delibera n. 32 del 20 gennaio 2016 dell’ANAC, recante “Determinazione Linee Guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali”. Tale Delibera prevede un percorso di co-progettazione tipo caratterizzato dall’individuazione del soggetto o dei soggetti partners mediante una selezione volta a valutare i seguenti aspetti:
- possesso dei requisiti di ordine generale, tecnici, professionali e sociali (tra cui l’esperienza maturata);
- caratteristiche della proposta progettuale;
- costi del progetto
Ai fini della selezione dei migliori concorrenti saranno valutati elementi di natura personale, tecnica ed economica.
I soggetti che risulteranno in possesso dei requisiti richiesti saranno valutati distintamente, per ciascuna linea proposta, con attribuzione di specifico punteggio espresso in centesimi (100/100) sulla base dei seguenti criteri:
|
Criteri di valutazione Soggetto proponente |
Punteggio |
|
Esperienze pregresse nella realizzazione di progetti relativi alle specifiche tematiche oggetto dell’Avviso |
0-10 |
|
Gruppo di lavoro proposto: professionalità dei collaboratori |
0-15 |
|
Definizione di adeguate procedure di monitoraggio gestione, controllo e rendicontazione |
0-10 |
|
Elementi tecnico-qualitativi della proposta |
/ |
|
Qualità complessiva della proposta |
0-15 |
|
Rispondenza della proposta ai fabbisogni richiesti |
0-15 |
|
Coerenza della proposta rispetto all’Obiettivo specifico dell’Azione |
0-10 |
|
Adeguatezza della metodologia di intervento rispetto agli obiettivi generali e specifici e in termini di fattibilità |
0-10 |
|
Piano dei costi |
/ |
|
Perseguimento di efficienza, efficacia ed economicità tra attività realizzate e costi preventivati |
0-15 |
Art. 10 - Condizioni di ammissibilità/esclusione
Sono considerate inammissibili - e quindi escluse dalla valutazione - le proposte progettuali che non abbiano le caratteristiche minime richieste e, in particolare, le proposte:
- pervenute oltre il termine stabilito all’art. 6 del presente Avviso;
- presentate da soggetti diversi da quelli legittimati ai sensi dell’art. 1 del presente Avviso o prive sei requisiti di accesso stabiliti dall’art. 2 del presente Avviso;
- prive della documentazione richiesta ai sensi dell’art. 6 del presente Avviso;
- presentate o trasmesse secondo modalità differenti da quelle richieste all’art. 6 del presente Avviso;
- prive di firma digitale
Ai soggetti non ammessi per i motivi di cui sopra sarà data comunicazione formale tramite la PEC che avrà valore di notifica, a tutti gli effetti di legge.
L’Amministrazione procederà a richiedere integrazioni/chiarimenti esclusivamente in caso di difetti, carenze o irregolarità non essenziali.
Art. 11 - Tavolo di co-progettazione
- I Soggetti, singoli o associati, con i migliori punteggi nella graduatoria di merito parteciperanno al Tavolo di co-progettazione (in avanti anche solo “Tavolo”), convocato dal Responsabile del procedimento, secondo il calendario dei lavori da quest’ultimo previsto.
- Scopo del Tavolo è la definizione, congiunta e condivisa tra Amministrazione procedente e Soggetti designati, nel rispetto dei criteri di trasparenza e contraddittorio, di un Progetto definitivo degli interventi e delle attività, che dovrà tenere conto delle attività aggiuntive indicate dal proponente in sede di proposta progettuale.
- Il progetto definitivo conterrà le modifiche e le integrazioni frutto del lavoro del Tavolo di co-progettazione, ferme restando le caratteristiche fondamentali della proposta progettuale presentata dai Soggetti selezionati, quali i criteri per la formazione dei costi e delle risorse aggiuntive proposte, nonché gli elementi essenziali delineati nel presente avviso.
- Qualora il progetto definitivo così elaborato venga ritenuto soddisfacente, le parti coinvolte procederanno alla relativa sottoscrizione.
- Qualora l’esito del Tavolo di co-progettazione venisse ritenuto insoddisfacente e non rispondente ai bisogni dell’Amministrazione procedente, quest’ultima potrà a) intraprendere un percorso analogo con l’ente con il successivo miglior punteggio in graduatoria o b) revocare l’intera procedura. Il risultato definitivo sarà formalizzato con successivo provvedimento di individuazione del partner, che diverrà efficace soltanto dopo l’esito positivo delle verifiche e controlli sui requisiti richiesti per contrattare con la pubblica amministrazione.
- Le operazioni del Tavolo saranno debitamente verbalizzate e conservate agli atti, nel rispetto della tutela delle opere dell’ingegno e/o della proprietà industriale e della concorrenza.
- L’Amministrazione procedente è manlevata da qualsiasi responsabilità correlata alla partecipazione dei Soggetti selezionati al Tavolo di co-progettazione, anche in relazione al materiale e alla documentazione eventualmente prodotta in quella sede.
Art. 12 - Convenzione
- Terminata la fase di co-progettazione e dettagliato il progetto definitivo, gli Enti selezionati quali Attuatori Partner saranno invitati dall’Amministrazione procedente alla stipula di un’apposita Convenzione per la regolamentazione dei reciproci rapporti tra le Parti.
- La Convenzione, recependo gli elementi contenuti nel presente Avviso, nella proposta progettuale presentata dai soggetti selezionati, nonché nell’attività frutto di co-progettazione, regolerà i rapporti tra l’Amministrazione e gli Enti Attuatori Partner per la realizzazione degli interventi e delle attività oggetto di co-progettazione nella loro versione definitiva.
- Con la stipula della Convenzione, il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità inviterà il Soggetto selezionato/partner a:
- - versare l’importo relativo alle spese contrattuali, se dovuto;
- - produrre, nel caso in cui il partner individuato sia un raggruppamento temporaneo di concorrenti, il relativo atto costitutivo;
- - prestare polizza assicurativa RCT/RCO con i massimali che saranno richiesti al termine della co-progettazione;
- - costituire la garanzia definitiva nelle forme previste nello schema di convenzione.
- Il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità si riserva, in qualsiasi momento:
- - di chiedere al soggetto partner la ripresa del tavolo di co-progettazione per procedere all’integrazione e alla diversificazione delle tipologie e modalità di intervento alla luce di sopraggiunte e motivate necessità di modifiche/integrazioni della programmazione delle attività;
- - di disporre la cessazione degli interventi e delle attività, sempre a fronte di sopravvenute Disposizioni regionali, nazionali o europee (in entrambi i casi al soggetto partner non verrà riconosciuto alcunché a titolo di indennizzo o risarcimento).
- La Convenzione dovrà prevedere, tra l’altro, le modalità di rimborso al partner dei costi sostenuti per la realizzazione delle attività progettuali. Nello specifico, il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità trasferirà all’Ente attuatore partner le somme relative alla realizzazione del progetto entro i limiti del budget approvato, con obbligo di rendicontazione, e, in ogni caso, previa verifica della regolarità relativa agli adempimenti previdenziali, assicurativi e assistenziali e comunque entro la somma massima messa a disposizione.
- L’Ente partner sarà altresì tenuto a rispettare, e far rispettare ad eventuali subcontraenti, le vigenti disposizioni in materia di tracciabilità dei flussi finanziari e, pertanto, a comunicare il conto corrente, bancario o postale, appositamente dedicato, anche se non in via esclusiva, su cui saranno registrati tutti i movimenti finanziari afferenti il progetto, le generalità e il codice fiscale delle persone delegate ad operare su tale conto e ogni eventuale variazione dei suindicati dati.
Art. 13 - Obblighi pubblicitari
Il presente Avviso è pubblicato, in versione integrale, sul sito del Ministero della Giustizia. Il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, inoltre, provvederà a pubblicare sul medesimo portale - con valore di notifica - tutte le ulteriori comunicazioni relative al presente Avviso, ivi compreso l’esito della procedura selettiva. In tal modo saranno assolti tutti gli obblighi di comunicazione ai partecipanti.
Art. 14 - Trattamento dei dati personali
Tutti i dati personali di cui il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità venga in possesso in occasione del presente procedimento verranno trattati nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 e del D. Lgs. n. 196/2003.
Art. 15 - Revoca della procedura per mancata ammissione al finanziamento da parte dell’Autorità Responsabile del FAMI
Qualora la procedura indetta con il presente Avviso venisse successivamente revocata per mancata ammissione della proposta progettuale al finanziamento da parte dell’Autorità Responsabile del FAMI, nessuna posizione potrà ritenersi consolidata in capo al soggetto eventualmente individuato come co-progettista. Dell’avvenuta revoca si darà conto, con valore di notifica per tutti i partecipanti, presso la specifica sezione del sito web del Ministero della Giustizia.
Art. 16 - Responsabile del Procedimento
Il Responsabile del Procedimento è individuato nella dott.ssa Cira Stefanelli - e-mail: cira.stefanelli@giustizia.it
Art. 17 – Chiarimenti
Eventuali richieste di chiarimenti potranno essere inoltrate entro il 20/02/2024 al seguente indirizzo: prot.dgmc@giustiziacert.it e le risposte ai quesiti saranno pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia nel link dedicato al presente Avviso entro 5 giorni prima del termine di presentazione della domanda/proposta.
Art. 18 - Foro competente
Per qualunque controversia derivante dal presente Avviso è competente in via esclusiva il foro di Roma.
Roma, 9 febbraio 2023
Il Direttore generale
Giuseppe Cacciapuoti