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Magistratura onoraria - Processo civile - Compenso - Doppia indennità - Apertura e chiusura del verbale di udienza - Ordinanze inserite nel verbale d’udienza e attestazione del numero e della durata delle udienze – Ordinanze pronunciate al termine dell’udienza e non a seguito di riserva - Tempo trascorso - Rilevanza - Sussiste

provvedimento 18 giugno 2018
Foglio Informativo n. 3/2018

prot. 123990.U
In materia di compenso spettante al magistrato onorario, la doppia indennità per l’udienza civile può essere riconosciuta anche nel caso in cui il GOT abbia dato lettura in aula dell’ordinanza inserita nel processo verbale oltre le cinque ore dall’inizio dell’udienza giornaliera, tenendo conto, a tal fine, degli orari di apertura e chiusura dell’udienza risultanti dal ruolo d’udienza. La questione in oggetto trae origine da una prassi in virtù della quale il giudice civile, avendo fissato più cause nella stessa giornata, decida di pronunciarsi sulle istanze formulate dalle parti con altrettante ordinanze pronunciate in udienza ed inserite nei relativi processi verbali (ex art. 134 c.p.c.), e dunque senza riservare la decisione, all’esito, però, di una camera di consiglio per così dire “cumulativa”, avendo autorizzato i difensori delle parti ad allontanarsi dall’aula (“lasciando aperto il verbale e senza assumere riserva”) in attesa della trattazione della o delle cause successive. In tali ipotesi, laddove le ordinanze risultino inserite nei processi verbali delle singole udienze (con la conseguenza che, ai sensi dell’art. 176 c.p.c., le stesse “si ritengono conosciute dalle parti presenti e da quelle che dovevano comparirvi”), il momento di chiusura dell’udienza giornaliera non potrà che coincidere con quello di chiusura dell’ultimo dei verbali d’udienza, al pari di quanto dunque avviene per la sentenza ex art. 281-sexies c.p.c..