Strategie di contrasto adottate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella tutela della proprietà industriale ed intellettuale.
Desidero ringraziare gli intervenuti e gli organizzatori del Seminario cui mi onoro di partecipare per l’opportunità concessami di illustrare, in sintesi, innanzi ad un pubblico così qualificato le strategie di contrasto adottate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella tutela della proprietà industriale ed intellettuale.
La presente relazione è stata curata dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale. Esso è inserito nell'organigramma del Ministero dell'Interno, da cui dipende il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, alle cui dipendenze, tra l'altro, vi è la Direzione Centrale della Polizia Criminale, alla quale è preposto il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale. Egli assicura, anche i collegamenti tra la Direzione Investigativa Antimafia e gli altri Uffici, Reparti e strutture delle Forze di Polizia attraverso la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, i Comandi Generali dell'Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza e, di recente, anche con il Corpo Forestale dello Stato e con il Dipartimento della Polizia Penitenziaria. Inoltre, coordina l'attività svolta dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.
In tale cornice si inquadra il Servizio Analisi Criminale, a composizione Interforze, che costituisce il polo istituzionale per il coordinamento informatico, anticrimine e per l'analisi strategica interforze sui fenomeni criminali, ponendosi quale indispensabile supporto per le decisioni dell'Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza (Ministro dell'Interno) e quale utile riferimento per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e delle altre Forze di polizia.
Il Servizio è stato istituito con il Decreto Interministeriale del 25.10.2000 e cura:
analisi di livello strategico dei fenomeni criminali e della correlata azione di contrasto sul territorio nazionale e nei singoli contesti territoriali.
approfondimento di livello strategico di specifici fenomeni criminali con particolare riferimento ai contesti di criminalità organizzata nazionale ed internazionale.
studi, ricerche e collaborazioni di settore con strutture pubbliche e organismi di studio.
partecipazione ad iniziative internazionali in materia di analisi criminale.
studi e ricerche sulle tecniche di analisi.
progetti integrati interforze.
aggiornamento dei relativi archivi elettronici e correlazione con altri archivi elettronici di polizia criminale.
sviluppo di specifiche iniziative di approfondimento a carattere interforze, anche su base informatica.
analisi dei dati statistici in materia di polizia criminale
rapporti diretti con il Centro Elaborazione Dati di cui all'art. 8 della legge 1° aprile1981 n. 121
correlazioni con enti di ricerca statistica nazionali, europei ed internazionali
informatica e supporto delle attività del Servizio Analisi Criminale
Il Servizio, tra l’altro, elabora la Relazione annuale sull’ordine e la sicurezza pubblica che il Ministro presenta al Parlamento ai sensi dell’art. 113 della L. 121/81 e collabora alla stesura del rapporto sullo stato della sicurezza di ferragosto ed al contributo italiano all’Organized Crime Report.
Alla direzione del Servizio si alternano un Generale di Brigata dei CC ed un Dirigente Superiore della P.S.
Tra le analisi di livello strategico su specifiche fenomenologie criminali il Servizio ha elaborato un documento di analisi sul fenomeno della contraffazione che è possibile consultare nel sito www.governo.it. L’analisi ha tenuto conto sia dei dati statistici raccolti dal Servizio Analisi e da fattori giuridici, economici, sociali, politici rilevati da documenti dell’Unione Europea, di Enti ed Organizzazioni rappresentative dei vari settori economici, delle Associazioni che si occupano della lotta alla contraffazione e di Istituti universitari e di ricerca che analizzano, la complessa problematica.
E’ d’uopo premettere che come emerso nel corso della prima giornata del Seminario, la contraffazione è una delle tipologie delittuose in costante espansione ed è per questo, oggetto di un continuo monitoraggio da parte delle Forze di polizia, anche perché nell’ultimo periodo la criminalità organizzata ha indirizzato le proprie mire sul fenomeno in argomento, sia soprattutto per i cospicui guadagni che possono provenire da tale fenomeno sia per la tenuità delle pene edittali previste per i reati di contraffazione.
Essa è, quindi, caratterizzata dal coinvolgimento di numerosi "network criminali", anche di matrice straniera, che avvalendosi di collaudate tecniche di ripartizione dei compiti tra gli affiliati hanno istituito managerialmente un reticolo transnazionale per la produzione, il trasporto, lo stoccaggio, il deposito e la vendita di prodotti contraffatti.
E’ indubbio che per contrastare efficacemente gli interessi criminali nel settore è necessario partire dall’azione sinergica di prevenzione e repressione svolta dagli Organi di polizia che, coadiuvati anche dagli organismi di polizia locale, sono impegnati nel controllo del commercio illegale di prodotti "falsificati".
Sono state, quindi, sviluppate una serie di iniziative sia a livello nazionale che internazionale in materia di lotta alla contraffazione, che ora esamineremo nel dettaglio.
In campo internazionale si intensificano le collaborazioni con Paesi dell’U.E., più sensibili al fenomeno, ed anche con i Paesi terzi attraverso il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, dipendente dalla Direzione Centrale Polizia Criminale.
In particolare. il Servizio Analisi Criminale partecipa attivamente al Gruppo Multidisciplinare sulla Criminalità organizzata e, nel corso di una riunione a Bruxelles, durante il semestre di Presidenza del Consiglio europeo italiano, ha presentato un’analisi del fenomeno.
Questo elaborato ha consentito al Consiglio dell’Unione europea di redigere un documento (CRIMORG 78) sulle "nuove forme della criminalità organizzata nell’Unione: la contraffazione".
Inoltre, a livello bilaterale, si è attivata una collaborazione con le Autorità francesi ed in particolare con il sottogruppo tecnico istituito nell’ambito del Gruppo di Alto Livello franco–italiano in materia di cooperazione nella lotta alla criminalità organizzata e, soprattutto, alla contraffazione. A tale gruppo partecipano, per la parte italiana, i rappresentanti delle Forze di polizia, del Servizio Analisi Criminale e del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia; per la parte francese, gli omologhi rappresentanti della Direzione Centrale della Polizia Giudiziaria.
L’agenda dei lavori si è articolata sui seguenti argomenti:
confronto delle rispettive normative in materia di contraffazione;
raccordo tra i due Paesi in materia di analisi delle attività di contrasto;
predisposizione di canali di cooperazione informativa sulla lotta alla contraffazione con particolare riferimento a quella di produzione cinese;
organizzazione di operazioni concordate nel territorio frontaliero della provincia di Imperia e Nizza.
Sono state condivise le seguenti possibili azioni di cooperazione:
sotto l’aspetto normativo non sono emerse particolari differenze tra la legislazione italiana e francese in materia di contraffazione; la parte italiana ha consegnato a quella francese un documento contenente entrambe le normative, che potrà essere oggetto di spunti propositivi;
in ordine al monitoraggio dell’attività di contrasto delle Forze di polizia e delle Polizie locali italiane, è stato consegnato alla parte francese un elaborato contenete i dati relativi al primo trimestre dell’anno in corso. Il documento, particolarmente apprezzato dalla parte francese, sarà aggiornato e consegnato in occasione delle successive riunioni ed è stata dichiarata piena disponibilità, da parte italiana, a fornire collaborazione per l’eventuale istituzione di un sistema similare in Francia;
per quanto riguarda la predisposizione di canali info-operativi nella lotta alla contraffazione, è stata condivisa la necessità di utilizzare la rete Interpol, fermo restando che eventuali informazioni propedeutiche ad attività formali di polizia giudiziaria potranno essere veicolate attraverso l’Ufficiale di collegamento francese a Roma e quello italiano a Parigi. In merito all’azione di contrasto nei confronti di gruppi criminali cinesi dediti alla contraffazione, è stata condivisa l’opportunità di comunicare reciprocamente ogni trimestre le principali operazioni compiute dalle rispettive Forze di polizia; a questo proposito la parte italiana si è impegnata a produrre un format per la trasmissione delle informazioni;
in materia di operazioni concordate nel territorio frontaliero delle province di Imperia e Nizza la parte francese ha informalmente comunicato di aver svolto operazioni anticontraffazione sul territorio di Nizza il 22 luglio ed il 19 agosto (entrambe di venerdì giornata in cui si svolge un grande mercato a Ventimiglia particolarmente frequentato da cittadini francesi); a questo proposito, d’intesa con il rappresentante dell’Ufficio Territoriale del Governo di Imperia, è stato evidenziato che, ferma restando l’opportunità di una reciproca informazione preventiva sullo svolgimento di operazioni straordinarie programmate sia sul territorio italiano che su quello francese, potrebbero sortire una maggiore efficacia operazioni anticontraffazione coordinate, da effettuarsi in concomitanza sul rispettivo territorio. La parte francese ha concordato su questa procedura.
In campo nazionale sono stati attivati dei tavoli di lavoro "costituiti in relazione al fenomeno criminale emergente, utili a valutare la minaccia, condividere le informazioni ed elaborare un documento per l’adozione delle necessarie misure (attività) di prevenzione e di contrasto". Le caratteristiche del "desk", connotate da funzionalità, provvisorietà e temporaneità, fungono da stimolo per successivi ed autonomi sviluppi di carattere operativo, senza pregiudicare in alcun modo le competenze specifiche delle Forze di polizia.
Le riunioni del gruppo di lavoro al quale hanno partecipato i rappresentanti delle Forze di polizia, dell’A.N.C.I. e della S.I.A.E. hanno consentito di individuare un nuovo approccio di rilevazione statistica, a cadenza mensile, che riunisce i precedenti monitoraggi in materia. Ciò ha permesso di abolire, a partire dal 1° gennaio 2005, la rilevazione statistica dell’abusivismo nel commercio (con cadenza mensile e trasmissione dei dati interforze da parte del Prefetto), della contraffazione (con cadenza quadrimestrale e trasmissione dei dati da parte del Questore per la sola Polizia di Stato e dai Comandi Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza) e della pirateria audio-video (con cadenza semestrale e trasmissione dei dati interforze da parte del Prefetto).
È stato poi redatto un manuale operativo in materia di abusivismo commerciale e di violazione della proprietà intellettuale ed industriale che ha costituito un valido ausilio per gli operatori sul territorio.
L’A.N.C.I. e la S.I.A.E. collaborano attualmente sia a livello centrale che sul territorio.
Ciò ha dato origine ad una direttiva ministeriale, del 29 dicembre 2004, con cui sono state impartite disposizioni relative all’istituzione del nuovo monitoraggio ed alla contestuale abrogazione dei precedenti con la trasmissione del menzionato manuale operativo.
Il monitoraggio consente di rilevare un’ampia visione dei flussi, si caratterizza per l’univocità dei dati e permette di conoscere i "fattori generali" da analizzare a livello strategico e poter così comprendere l’evoluzione della contraffazione.
La raccolta, l’elaborazione e la valutazione del fenomeno, resa possibile anche per la capillare diffusione del monitoraggio a livello di comune, consente di prevedere, sia a livello territoriale che nazionale, le idonee misure di contrasto. A livello operativo di risalire rapidamente dai punti di vendita dei falsi ai luoghi di lavorazione e produzione degli stessi, controllati e/o gestiti dalle organizzazioni criminali.
Di fronte ad una simile realtà è, quindi, fortemente riduttivo credere che la contraffazione sia un fenomeno che possa essere debellato con interventi isolati e non coordinati da parte delle Forze di polizia. Per un'efficace risposta alle organizzazioni criminali dedite alla contraffazione occorre rafforzare le capacità investigative ed in particolare elaborare analisi strategiche che consentano di fare emergere gli interessi conclamati della criminalità organizzata in tali settori e quindi di fornire elementi di supporto al "decisore".
Per quanto attiene la rilevazione statistica, sono state predisposte alcune schede semplificate che comprendono, in una diversa ottica di analisi, i risultati dell’azione di contrasto delle Forze di polizia e delle Polizie municipali alle violazioni della normativa sulla proprietà intellettuale e industriale e all’abusivismo nel commercio.
In particolare, le schede, contrassegnate da una sigla che identifica l’Ente o la Forza di polizia che dovrà provvedere alla compilazione (moduli COAB1/PREF, COAB2/PS, COAB3/CC, COAB4/GF, COAB5/PM), si differenziano nel loro contenuto solo per quanto concerne le potestà previste dall’art. 174 quinquies della L. 633/1941 affidate ai Questori.
Le procedure da seguire, prevedono la trasmissione mensile dei dati alla Prefettura - U.T.G. da parte delle Forze di polizia e delle Polizie Municipali entro il giorno 10 del mese successivo a quello di rilevamento. I dati riepilogati nel modello COAB1/PREF saranno trasmessi alla Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio Analisi Criminale entro il giorno 20 successivo per una corretta e puntuale analisi sugli andamenti statistici.
Dall’analisi del fenomeno è emerso che la contraffazione si articola in diversi passaggi: la produzione illegale, l'introduzione sul mercato, la distribuzione e la commercializzazione del prodotto.
La produzione dei beni contraffatti, come riscontrato in sede di indagine, si suddivide in plessi produttivi, a livello industriale su larga scala e piccoli laboratori clandestini.
I beni contraffatti realizzati in Italia sfruttano fondamentalmente due canali produttivi alternativi: quello della produzione "in nero" da parte della c.d. "economia ufficiale" e quello della dimensione a livello di laboratorio clandestino appositamente allestito.
Il trasporto può avvenire per via terrestre (su gomma, rotaia), per via aerea e per via marittima.
La fase del deposito si caratterizza per lo stoccaggio delle merci in capannoni, con riferimento alla dimensione industriale, magazzini ed in appartamenti.
I prodotti contraffatti sono collocati sul mercato nazionale ed internazionale seguendo in particolar modo quella dell’abusivismo commerciale, degli esercizi commerciali e del commercio elettronico.
La commercializzazione, può avvenire anche all’interno di esercizi commerciali con licenza o da parte di venditori ambulanti regolarmente autorizzati con licenza o abusivi.
Per classificazione merceologica, tra i settori più colpiti a livello mondiale troviamo il comparto tessile, l’industria discografica, le maggiori case di software ed i principali produttori di griffes, di giocattoli, di prodotti farmaceutici e di cosmetica, orologeria, industria fonografica e quella automobilistica.
Nella contraffazione delle merci, oltre ai prodotti che, per loro natura, non costituiscono un serio pericolo per il consumatore, si rinvengono categorie merceologiche dannose per l'incolumità fisica. Tra queste si annoverano i prodotti farmaceutici e/o chimici, i generi alimentari (in gran parte olio extravergine d’oliva, prodotti d.o.c., vini, ecc.), i pezzi di ricambio per autoveicoli, i prodotti elettrici e/o elettronici e la componentistica industriale e meccanica, articoli di cosmetica ecc.
Quindi, attraverso il monitoraggio siamo in grado di conoscere le persone denunciate ed arrestate, da individuarsi in coloro che detengono la merce contraffatta o che la vendono abusivamente ed anche l’acquirente eventualmente sanzionato.
Il paziente lavoro di acquisizione di informazioni svolto quotidianamente dalle unità di intelligence delle Forze di polizia ed i continui sequestri, consentono di comprendere il complesso sistema dei beni oggetto di contraffazione individuandone le categorie merceologiche. Inoltre, gli operatori di polizia si avvalgono nella loro raccolta ed analisi di dati anche del prezioso e necessario interscambio di informazioni con i soggetti proprietari del marchio.
Nei primi cinque mesi del 2005 (dati provvisori) sono pervenute al Servizio Analisi Criminale n. 1.545 comunicazioni da parte delle Forze di polizia, di cui n. 866 con esito positivo.
Quelle pervenute dalle Polizie municipali sono state n 2.469 di cui n. 638 positive.
Le persone arrestate in Italia sono state 836, di cui 254 possessori o venditori di merce contraffatta e 582 possessori o venditori abusivi di merce contraffatta; quelle denunciate 5.072, di cui 2.129 sono possessori o venditori di merce contraffatta e 2.943 abusivi.
Le persone sanzionate amministrativamente sono state 3.392 ed in maggior parte sono possessori di merce contraffatta, gli abusivi sono soltanto il 20% circa. Gli acquirenti sanzionati sono 16.
I sequestri penali sono stati in totale n. 10.625.
Passando alla disamina dei sequestri nelle specifiche fasi si può rilevare che il 84% circa avviene nella fase della commercializzazione mentre il restante 16% riguarda le altre 3 fasi, in particolare: 6% riguarda il trasporto ed il deposito mentre il restante 4% è relativo alla produzione.
Le operazioni condotte con sequestro in fase di produzione sono state 398 e, di queste, ben il 90% hanno riguardato laboratori clandestini, quelle in fase di trasporto sono state 596 ed hanno riguardato per il 49% circa il trasporto su gomma ed il 21% circa aereo e marittimo e solo un 9% per cento quello su rotaia.
Le operazioni condotte con sequestro in fase di deposito sono avvenute per il 57% nei magazzini, il 13% nei capannoni industriali ed il 30% in private abitazioni.
In totale sono stati sequestrati circa 24 milioni di articoli contraffatti ed il 50% di questi è relativo alla categoria merceologica c.d. "varie", mentre un 25% circa riguarda il comparto tessile con oltre sei milioni e mezzo di articoli. A seguire abbiamo la categoria dei giocattoli, della cartolibreria e dei libri (educativo) con un 10% circa del sequestrato con due milioni e mezzo di pezzo. La pirateria audio e video, con oltre un milione e settecentomila pezzi, si attesta su un 7% circa dei sequestri. Comunque sia va segnalato che dopo tali settori, numericamente rilevanti, i prodotti farmaceutici, chimici e quelli alimentari, evidenziano la pericolosità della contraffazione per i clienti. Non sono comunque da tralasciare, per pericolosità, anche le altre categorie merceologiche.
Alla luce di quanto suesposto la Direzione Centrale Polizia Criminale persegue i seguenti obiettivi strategici:
intensificare gli scambi informativi tra le Forze di polizia e quelle locali;
una maggiore collaborazione con tutti gli attori impegnati nel contrasto alla contraffazione;
sviluppare rapporti, multilaterali e bilaterali, con omologhe strutture internazionali e comunitarie;
semplificare e ridurre le distanze tra le legislazione degli Stati Membri al fine di consentire agli operatori giudiziari di monitorare costantemente il fenomeno attraverso un corpo di norme ridotte e chiare sul modello della legislazione contro gli stupefacenti. Ciò agevolerebbe la raccolta dei dati, che non richiederebbe complesse estrapolazioni e valutazioni ma consentirebbe di elaborare analisi puntuali ed efficaci per conoscere le dinamiche del fenomeno.
Vi ringrazio per l’attenzione e resto a disposizione per eventuali chiarimenti.