La lotta alla contraffazione: le strategie delle imprese
Daniela A.R. Carosi
responsabile dei programmi di promozione e di cooperazione dell’UIBM Ministero delle Attività Produttive
Direzione Generale per lo Sviluppo Produttivo e Competitivita&Rsquo;
Ufficio Italiano Brevetti e Marchi G1
L'industria, le sue imprese, la loro crescita grazie al rafforzamento della loro capacità competitiva sono l'obiettivo primario dell'attività dell'UIBM. Negli ultimi anni è stato riconosciuto lo stretto legame tra crescita economica e proprietà industriale. (Legame da sempre riconosciuto dalla teoria economica. Ma solo all'inizio degli anni ottanta, il progresso tecnologico viene considerato una variabile interna al sistema e che, quindi, può essere influenzata dalle politiche di governo. Tra queste, particolare importanza è riconosciuta alla proprietà industriale che offre gli strumenti per retribuire l'attività di innovazione. Si ha infatti progresso tecnologico solo quando l'economia è in grado di trasformare le nuove conoscenze prodotte dall'attività di ricerca in innovazioni tecnologiche che arrivano sul mercato incorporate in nuovi prodotti e servizi. Le imprese però possono investire ed investire in misura crescente in attività di R&S solo se riescono ad ottenere ricavi sufficienti a compensare i rischi inerenti tali attività, grazie ad un adeguato sistema di protezione dei diritti di proprietà industriale). In effetti la politica della proprietà industriale è tra le poche politiche economiche a poter realizzare interventi microeconomici all'interno delle singole imprese che la teoria economica considera strumenti privilegiati per accrescere la produttività delle imprese.
Vorrei presentare rapidamente le recenti iniziative intraprese dal Ministero delle attività produttive per rafforzare il sistema di proprietà industriale in Italia.
Un primo gruppo di interventi riguarda la certezza e tutelabilità dei diritti brevettuali: entrata in vigore del nuovo codice della proprietà industriale, l'esame di anteriorità per le domande di titoli brevettuali.
Un secondo gruppo riguarda l'attività realizzata nell'ambito della cooperazione bilaterale e multilaterale
Un terzo gruppo riguarda invece più direttamente misure a sostegno degli imprenditori: campagna di comunicazione per la tutela dei diritti di proprietà industriale e lotta alla contraffazione, istituzione di un Alto Commissario per la lotta alla contraffazione e dei desk per la proprietà industriale.
Garantire la qualità dell'informazione, intesa come certezza dell'informazione acquisita: qualità dell'esame delle domande di titoli brevettuale e tutela dei diritti di proprietà industriale.
Il Codice della proprietà industriale (d.legisl. 10 febbraio 2005, n.30) entrato in vigore il 19 marzo scorso attraverso il quale si è provveduto a semplificare e riordinare le innumerevoli leggi in vigore, prevede l'applicazione del rito abbreviato ai procedimenti giurisdizionali e alle misure cautelari per ottenere un miglioramento dell'efficienza nell'applicazione della giustizia e, contemporaneamente, consentire una riduzione dei tempi necessari a concludere l'iter delle cause civili relative alla proprietà industriale e intellettuale.
Inoltre, il Codice modifica la precedente normativa (legge 28 dicembre 2001, n.448) in materia di beni sequestrati rendendo più semplice ed efficace l'azione delle Forze dell'Ordine nella lotta alla contraffazione. Si eviteranno così gli aggravi burocratici, organizzativi e di costo connessi con il magazzinaggio giudiziale a tempo indeterminato dei beni contraffatti sequestrati che, secondo quanto finora valido, dovevano essere integralmente conservati per tutta la durata dell'iter giudiziario, iter molto spesso intralciato dalla incerta o mancata identificazione del denunciato. Con questo nuovo provvedimento sarà sufficiente disporre la conservazione per usi giudiziari di due soli campioni, consentendo la distruzione del resto della merce in tempi ragionevoli (sessanta giorni) e sottraendo così la gran parte dei prodotti abusivi al mercato clandestino.
Qualche parola in più va dedicata al tema della ricerca di anteriorità:
La ricerca di anteriorità sulle domande di brevetto e gli elevati standard con la quale la ricerca stessa è condotta giocano un ruolo basilare sulla qualità del brevetto, intesa come certezza della tutelabilità dell'invenzione rispetto ai competitori sul mercato (L'obiettivo strategico di qualificare l'esame dei brevetti nazionali è il più importante nell'ambito del potenziamento dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e del rilancio della proprietà industriale in Italia. )
Un brevetto rilasciato con una ricerca di novità e un esame di fondo è un brevetto che dà al titolare la misura del suo valore: è stato rilasciato perché ne è stata riscontrata la novità e l'attività inventiva e, dunque, meritevole di tutela e di investimenti perché si tratta di un brevetto forte.
In Italia ogni anno entrano in vigore circa quarantamila brevetti. Di questi trentamila sono brevetti europei (Ufficio Brevetti Europeo) che designano l'Italia e circa diecimila concessi dall'UIBM. I primi quasi esclusivamente di titolari stranieri, gli altri per un 90% di titolari italiani. I primi più "forti" rilasciati dopo una ricerca di anteriorità considerata la migliore al mondo, gli altri senza ricerca di novità. Questo crea una disfunzione nella fase di tutela giurisdizionale dei brevetti in Italia. Paradossalmente l'Italia si impegna a difendere sul suo territorio i brevetti di titolari italiani e stranieri apparentemente nel medesimo modo ma, in realtà, i due titoli non sono sullo stesso piano se pensiamo che la qualità del brevetto ne aumenta la resistenza in giudizio.
E' una situazione che va sanata.
Affidare la funzione di esame di anteriorità sulle domande di brevetto con una convenzione all'EPO consentirà di avere la migliore qualità a livello mondiale.
Lo schema che si prevede di introdurre in Italia è già da anni adottato dalla Francia e dal Benelux e si basa sul finanziamento, da parte dell'Ufficio Brevetti della metà dell'importo della tassa di ricerca dell'EPO, perché, altrimenti, i depositanti non avrebbero alcuna convenienza a depositare un brevetto nazionale, ma percorrerebbero subito la strada del brevetto europeo; questo potrebbe essere un ostacolo nell'utilizzo degli strumenti della proprietà industriale soprattutto per le PMI che nel breve periodo possono avere un interesse a ricorrere ad una tutela territorialmente limitata al mercato nazionale. La tassa di ricerca viene defalcata e la ricerca riconosciuta, una volta che un brevetto nazionale decide di percorrere la strada del brevetto europeo.
I paesi che già adottano questo sistema impiegano parte delle tasse versate dai titolari per mantenere in vita i brevetti europei per finanziare la tassa di ricerca dei brevetti nascenti. Così facendo si finanzia la nuova tecnologia con la tecnologia già affermata e si dà un forte stimolo alla brevettazione, attraverso l'EPO, delle invenzioni di provenienza nazionale.
Il sistema indicato è anche l'unico che consente un finanziamento indiretto all'innovazione, in quanto l'Ufficio Europeo dei Brevetti, che non riconosce altre ricerche di novità se non quella effettuata internamente, restituisce direttamente al titolare una parte della ricerca effettuata per un importo pari a € 1.550 nel caso in cui i titolari di brevetti nazionali chiedano l'estensione all'EPO.
L'attività di cooperazione sia quella bilaterale sia quella con le organizzazioni internazionali del settore (EPO, European Patent Office, WIPO, UE, WTO/TRIPs) consente di rafforzare l'azione svolta a livello nazionale dall'Ufficio e offre al contempo la possibilità di sviluppare e aggiornare il sistema della proprietà industriale in conformità con gli standard internazionali.
A livello bilaterale particolare importanza riveste la cooperazione tra Italia e Francia condotta in seno al Comitato italo-francese Anti-Contraffazione istituito nel maggio del 2002 e che da allora si riunisce due volte l'anno. Gli obiettivi del Comitato sono: rinforzare la cooperazione tra amministrazioni competenti dei due paesi attraverso scambi d'esperti, sessioni di lavoro, azioni comuni; mettere in atto un programma annuale d'azioni concrete di sensibilizzazione delle amministrazioni competenti (magistratura, polizia giudiziaria, dogane); costituire una piattaforma operativa di dialogo tra amministrazioni competenti per quanto riguarda i sequestri e sulle grandi tendenze in materia d'affari di contraffazioni. La partecipazione di associazioni d'imprese (per l'Italia l'Indicam ed Alta Gamma, per la Francia l'Union des Fabricants ed il Comité Colbert) con uno statuto d'osservatore e di imprese colpite dalle contraffazioni offre la possibilità concreta di conoscere l'evoluzione delle problematiche affrontate sui mercati nazionali ed esteri dalle imprese in tema di contraffazione.
Grazie a questa collaborazione sono state sviluppate sinergie che stanno consentendo il crearsi di una cultura comune. I risultati più rilevanti sono stati l'introduzione anche nel nostro paese di una struttura dedicata alla lotta alla contraffazione (Alto Commissario) e la sanzione amministrativa per chi acquista merce contraffatta.
Anche il programma di cooperazione dell'UIBM con l'United States Patent and Trademark Office (USPTO) ha una parte dedicata alla tutela dei diritti di proprietà industriale attraverso lo scambio di esperienze tra giudici statunitensi ed italiani che operano nell'ambito delle sezioni specializzate in proprietà intellettuale ed industriale dei tribunali e delle corti di appello.
Infine ricordo il programma di cooperazione con la Cina che essendo concepito su aree procedurali ha un impatto più immediato sulle imprese.
Nel quadro dell'accordo di cooperazione in materia di proprietà intellettuale, firmato l'8 giugno 2004 a Pechino, sono stati individuati in un Action Plan firmato fra i due uffici brevetti nel gennaio di quest'anno come ambiti di cooperazione: i sistemi di appello contro le decisioni di rifiuto da parte degli uffici brevetti nazionali e la tutela offerta ai diritti della PI, l'applicazione del sistema di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi, la diffusione della conoscenza dei sistemi cinese ed italiano della Proprietà industriale fra le PMI nella consapevolezza che una maggiore conoscenza dei rispettivi sistemi di proprietà industriale possa aiutare gli operatori economici ad orientarsi e che lo scambio di esperienze tra il personale degli uffici brevetti ma soprattutto tra i giudici dei due paesi possa portare, come frutto, alla tutela effettiva della proprietà industriale nei due paesi.
3. La contraffazione è una sfida che può essere vinta solo costruendo la fiducia nel mercato, ancora di più, creando un mercato della fiducia.
Il rafforzamento del sistema di proprietà industriale e la possibilità che questo possa agire come leva di sviluppo dipende in larga misura dalla diffusione della conoscenza e dell'uso degli strumenti di proprietà industriale da parte delle imprese oltre che dalla tutela che l'ordinamento giuridico nazionale fornisce ai diritti connessi ai titoli brevettuali.
Una parte rilevante dell'azione condotta dal MAP riguarda quindi la comunicazione e la promozione della cultura brevettuale rivolta non solo alle imprese ma anche alla società nel suo complesso.
Il MAP si è impegnato in una azione di sensibilizzazione dei consumatori sui danni che derivano dall'acquisto di prodotti contraffatti. A tal fine è stato predisposto in collaborazione con l'Istituto Tagliacarne un opuscolo informativo diffuso lo scorso anno attraverso quotidiani e riviste ( Corriere della sera e Famiglia Cristiana) ed nell'anno scolastico 2004/2005 è stata realizzata una campagna di informazione nelle scuole elementari e medie sull'importanza delle idee come ricchezza per la società, sulla necessità della loro tutela, sul rispetto dei diritti degli autori.
In autunno verrà lanciata una campagna di comunicazione che sarà realizzata insieme all'ICE articolata su due livelli, uno di tipo educativo e volto a sensibilizzare il consumatore sulle caratteristiche della contraffazione ed i danni che ne derivano per l'economia nel suo complesso e per gli stessi consumatori e l'altro istituzionale per informare sugli strumenti di risposta operativa al problema: l'istituzione dei desk per la proprietà industriale, la nascita dell'Alto Commissariato e l'attività di cooperazione con i governi dei paesi dove il fenomeno della contraffazione crea serie difficoltà alle nostre imprese.
In realtà, anche la sensibilizzazione dei consumatori è una forma di tutela del made in Italy sia a sostegno delle imprese direttamente colpite dalla contraffazione sia a quelle imprese che ne sono colpite indirettamente ma in modo consistente; mi riferisco a quelle imprese, soprattutto medio-piccole, che producono beni che si presentano sul mercato con un prezzo equivalente a quello dei beni contraffatti e che soffrono della diversione degli acquisti determinata dal fenomeno della contraffazione.
A breve verrà nominato l'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione (introdotto dalla legge di conversione del DL 35/2005. Le modifiche apportate in sede di conversione al decreto legge 35/2005 prevedono all'articolo 1, che al comma 11, le parole: "Il comitato anti-contraffazione di cui all'articolo 4, comma 72, della legge 24 dicembre 2003, n.350" sono sostituite dalle seguenti: "L'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione di cui all'articolo 1-quater";
In particolare l'articolo Art. 1-quater. (Alto Commissario per la lotta alla contraffazione) stabilisce che
È istituito l'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione con compiti di:
coordinamento delle funzioni di sorveglianza in materia di violazione dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale;
monitoraggio sulle attività di prevenzione e di repressione dei fenomeni di contraffazione.
L'Alto Commissario di cui al comma 1 è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro delle attività produttive.
L'Alto Commissario si avvale per il proprio funzionamento degli uffici delle competenti direzioni generali del Ministero delle attività produttive.
Con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definite le modalità di composizione e di funzionamento dell'Alto Commissario, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo 145 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.30".), che opererà in stretto coordinamento con le omologhe strutture degli altri Paesi esteri, con compiti di coordinamento delle funzioni di sorveglianza in materia di violazione dei diritti di proprieta' industriale ed intellettuale e di monitoraggio sulle attivita' di prevenzione e di repressione dei fenomeni di contraffazione.
Si stanno definendo gli ultimi aspetti organizzativi per avviare i desk di consulenza e di assistenza legale in materia di proprietà industriale presso uffici ICE all'estero o presso le nostre ambasciate per le imprese italiane, questa misura prevista dalla legge 350/2003 (finanziaria per il 2004).
Si tratta di uffici con compiti di consulenza e di monitoraggio nel contrasto alla contraffazione e alla concorrenza sleale nonché di assistenza legale alle imprese nella registrazione dei titoli della proprietà industriale e che tali desk dovranno svolgere le proprie attività secondo linee guida individuate dall'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione..
l desk per la proprietà industriale dovranno fornire informazioni gratuite di primo orientamento sul sistema di proprietà industriale e sul suo funzionamento nel paese considerato, come ad esempio: dove si depositano le domande e quali sono le procedure da seguire per ottenere un brevetto o la registrazione di un marchio, quali sono le procedure per azionare la tutela dei diritti, etc.; sulla base delle informazioni ricevute le imprese decideranno autonomamente se possono procedere da sole o se hanno necessità di rivolgersi a degli esperti di loro fiducia.
L'addetto al desk dovrebbe anche essere in grado di individuare tra i casi problematici in materia di PI che le imprese gli presenteranno quelli più rappresentativi la cui soluzione avrebbe funzione di "apripista" per tutti gli altri; in questa ipotesi il desk previa autorizzazione del MAP dovrebbe far accedere il caso a dei servizi di consulenza specialistica e sostenerlo in tribunale laddove ciò fosse necessario; tali servizi di assistenza personalizzata, sempre gratuitamente, qualora l'azienda non avesse capacità e interesse a sostenere il procedimento giudiziario, verrebbero forniti da una società di consulenza in PI; la società individuata tramite gara stipulerebbe per la fornitura di tali servizi con l'Amministrazione un contratto a consumo; il contratto a consumo si ritiene necessario non essendo possibile quantificare in anticipo l'entità dei servizi di consulenza specialistica che verranno forniti.
Concludo sottolineando come la lotta alla contraffazione non consiste solo nel creare efficaci strumenti di difesa da attivare in caso di violazione di un diritto, occorre anche assicurare un sistema di proprietà industriale complessivamente efficiente e perché ciò possa realizzarsi è importante anche aumentare la domanda ed il ricorso agli strumenti di proprietà industriale.