Promozione dei diritti di difesa e delle garanzie processuali
Commissione Europea – Programma Agis
Ministero della Giustizia
"Promozione dei diritti di difesa e delle garanzie processuali per indagati e imputati nei procedimenti penali di tutta l’Unione Europea"
Roma, 1 – 4 Dicembre 2004
Il seminario, della durata di tre giorni, è finalizzato ad analizzare la normativa degli Stati membri in materia di garanzie procedurali e diritti di difesa. Nell’ambito del terzo pilastro della Unione europea, la cooperazione giudiziaria rafforzata in materia penale e, in particolare, la attuazione del principio del mutuo riconoscimento dei provvedimenti giudiziari (che il Consiglio di Tampere ha riconosciuto come pietra angolare della cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri) sono ancora ostacolati dalle differenze tra le normative statali in materia di tutela dei diritti delle persone indagate, imputate o condannate. La introduzione di standards di tutela dei diritti delle persone coinvolte nelle diverse fasi del procedimento penale, condivisi da tutti gli Stati membri, consentirebbe l’accrescimento della fiducia reciproca tra gli Stati membri, agevolando così il riconoscimento e la esecuzione dei titoli giudiziari statali (provvisori e definitivi) sul territorio della Unione europea. Un più elevato grado di armonizzazione nel settore delle garanzie individuali corrisponde, nella pratica, ad un maggiore livello di fiducia reciproca tra gli ordinamenti statali e ad una migliore funzionalità degli strumenti di cooperazione penale. Per questo motivo, il ravvicinamento delle legislazioni statali, che il Consiglio europeo di Tampere del 1999 ha indicato come uno degli obiettivi da perseguire nella costruzione del terzo pilastro, deve essere attuato nella materia delle garanzie procedurali e processuali. Ciò corrisponde a specifici punti delle Conclusioni della Presidenza di Tampere del 15–16 ottobre 1999:
punto n. 5: "Gli ordinamenti giuridici degli Stati membri dovranno diventare maggiormente compatibili e convergenti";
punto n. 28. "In un autentico spazio di giustizia europeo l’incompatibilità o la complessità … non dovrebbero costituire per i singoli … un impedimento o un ostacolo all’esercizio dei loro diritti";
punto n. 33: "Il rafforzamento del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie e delle sentenze e il necessario ravvicinamento delle legislazioni faciliterebbero … la tutela giudiziaria dei diritti dei singoli"
Il programma di misure del Consiglio dell’Unione europea per la attuazione del principio del mutuo riconoscimento delle decisioni penali del 15 gennaio 2001 ha stabilito che il mutuo riconoscimento deve essere strumento per perseguire anche la protezione dei diritti delle persone; segnatamente, attraverso l’adozione di "meccanismi di protezione dei diritti … delle persone sospettate". Nelle fonti convenzionali vigenti, e nello stesso aquis comunitario, la materia delle garanzie individuali forma oggetto di numerose disposizioni, contenute nella CEDU, nel TUE e in altre Convenzioni internazionali di cui gli Stati membri della Unione europea sono parte. Essa è inoltre parte della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, richiamata nel progetto di testo di Convenzione sulla Unione europea.
Già esiste, allo stato della legislazione europea, una base legale sufficiente per sviluppare il tema delle garanzie procedurali nell’ambito del 3° pilastro. Ciò comporta la assunzione di iniziative rivolte a "codificare" la "migliore prassi europea" (anche alla luce del processo di allargamento della UE) che consenta di stabilire dei livelli minimi comuni.
L’iniziativa, aperta ai magistrati e all’avvocatura, si articola attraverso una combinazione di diversi moduli formativi:
Relazioni;
Gruppi di lavoro;
Dibattiti.
Contenuti:
Nel corso del programma, si procederà in particolare alla analisi dei contenuti del Libro verde redatto dalla Commissione europea, con particolare riferimento ai seguenti temi:
accesso alla assistenza legale (diritto di "difesa tecnica"), sia nella fase delle indagini che in quella del processo;
accesso all’interprete/traduttore;
diritto alla informazione di garanzia;
protezione di indagati e imputati appartenenti a categorie vulnerabili (portatori di handicap, sordomuti, etc.);
assistenza consolare a stranieri, arrestati o fermati.
Si procederà inoltre ad elaborare una "dichiarazione dei diritti" (letter of rights), che abbia un contenuto minimo comune, da consegnare ad indagati e detenuti.
Obiettivi:
Migliorare la conoscenza reciproca delle legislazioni europee in materia di garanzie procedurali e diritti di difesa;
Risultati:
acquisire una conoscenza approfondita delle differenze esistenti nelle legislazioni dei diversi Stati membri nella materia delle garanzie procedurali e dei diritti di difesa;
individuare le "migliori prassi europee" e, in base ad essa, elaborare dei livelli minimi comuni, anche in vista dell’imminente allargamento della Unione;
tesaurizzare e diffondere le conoscenze costituite dalle relazioni, dal dibattito, dalle conclusioni dei gruppi di lavoro, traducendone il contenuto nelle lingue degli Stati membri dell’UE e diffondendolo tra tali Stati;
elaborare una "dichiarazione dei diritti" (letter of rights) delle persone sottoposte ad indagine, degli imputati e dei detenuti.
Augusta Iannini
Direttore Generale della Giustizia Penale