Linee programmatiche di indirizzo generale per l’anno 2024 - Cassa delle ammende

aggiornamento: 24 novembre 2021

Cassa delle ammende
 

Linee programmatiche di indirizzo generale per l’anno 2024

 

QUADRO DI RIFERIMENTO

Con il 2024 si intende consolidare l’applicazione del nuovo approccio metodologico, sotteso all’azione di innovazione degli interventi iniziata nel 2018 dalla Cassa delle Ammende e finalizzata alla realizzazione di un sistema di giustizia penale fondato sul rafforzamento della coesione sociale.

Per effetto dell’Accordo sancito il 28 aprile 2022 tra Governo, Regioni ed Autonomie locali ed il successivo protocollo attuativo stipulato il 28 giugno 2022 tra Ministero della Giustizia, Conferenza delle Regioni e Province Autonome e la Cassa delle Ammende, è stato tracciato un nuovo percorso di collaborazione interistituzionale per migliorare la sicurezza e la coesione sociale, con la programmazione condivisa in materia di inclusione attiva delle persone in esecuzione penale e per la tutela delle vittime di reato.

Per assicurare un’organizzazione adeguata a tale scopo, l’Accordo prevede l’istituzione di una Cabina di regia per ciascuna Regione/Provincia Autonoma, costituita dai Direttori Generali degli Assessorati competenti per materia (politiche sociali, lavoro e formazione, sviluppo economico, salute, istruzione, ecc.), dai Provveditori Regionali dell’Amministrazione penitenziaria, dai Direttori degli Uffici interdistrettuali di esecuzione penale esterna, dai Direttori dei Centri per la Giustizia minorile e dal referente ANCI o del Consiglio delle Autonomie locali. Il Presidente della Cabina di regia è designato dalla Regione/P.A. ed ha funzioni di rappresentanza, nonché di raccordo con i diversi componenti della Cabina, sia con le istituzioni territoriali che con le Amministrazioni a livello centrale.

La Cabina di regia costituisce lo strumento per la governance territoriale, le cui attività sono volte a garantire l'integrazione dei servizi socio-sanitari e di inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale emanati dall'Autorità Giudiziaria, nonché l'integrazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali dei servizi territoriali e delle articolazioni dell'Amministrazione della Giustizia, allo scopo di promuovere l’implementazione del Piano a livello regionale e locale ai fini della rilevazione del fabbisogno e della programmazione nelle aree di intervento quali istruzione, orientamento e formazione lavoro, inserimento lavorativo, sostegno alle famiglie, housing sociale, giustizia riparativa, orientamento alla cittadinanza attiva e la continuità terapeutico assistenziale eventualmente necessaria.

La programmazione condivisa con le Regioni/Province Autonome e le articolazioni territoriali della Giustizia, secondo quanto stabilito nelle linee guida indicate nell’Accordo del 28 aprile 2022, dovrà essere attuata tramite la definizione del Piano di Azione Regionale triennale, che prevede le diverse linee di finanziamento, tra le quali quelle della Regione/Provincia Autonoma, delle articolazioni della Giustizia e della Cassa delle Ammende, allo scopo precipuo di garantire quei servizi rispondenti alle esigenze differenziate delle persone e dei contesti territoriali di riferimento.

Per effetto del predetto Protocollo attuativo stipulato il 28 giugno 2022 la Cassa delle Ammende e la Conferenza delle Regioni/PPAA “svolgeranno una funzione di raccordo tra le diverse istituzioni coinvolte per supportare e monitorare le operazioni di realizzazione” di quanto previsto nell’Accordo del 28 aprile 2022, in modo da promuovere una strategia integrata di interventi per migliorare l’efficienza, l’efficacia dei servizi”.

Nel presente documento sono descritte le linee programmatiche per la valutazione dei progetti e dei programmi da finanziare nell'anno 2024, definite in coerenza con l’Atto di indirizzo del Ministro e gli indirizzi di gestione dei dirigenti responsabili degli uffici dirigenziali di livello generale, centrali e periferici, interessati all’attuazione di programmi e progetti indicati all’art. 2 D.P.C.M. n.102/17. La revisione organica e strutturale del sistema dell’esecuzione della pena, complessivamente inteso, rappresenta una delle priorità di intervento. In tale contesto la Cassa delle Ammende si pone quale strumento fondamentale per favorire l’innovazione dei servizi per il reinserimento sociale delle persone in esecuzione penale e per contribuire a rafforzare la sicurezza sociale, anche attraverso lo sviluppo di programmi di giustizia riparativa e di mediazione penale.

La Cassa delle Ammende è chiamata, insieme ai Dipartimenti preposti alla gestione dell’esecuzione penale, a realizzare quanto necessario per attuare un nuovo modello di esecuzione penale volto al reinserimento sociale, da attuare insieme ai diversi enti pubblici e privati coinvolti nei processi di inclusione sociale ed alla società civile. La Cassa delle Ammende, con il D.P.C.M. 102/17, ha ampliato fortemente le proprie finalità, adeguandosi al nuovo modello di esecuzione penale, potendo finanziare progetti di reinserimento sociale anche per le persone in esecuzione penale esterna, con particolare riferimento per coloro che, in stato di detenzione, non possono accedere alle misure di comunità per l’assenza delle condizioni socioeconomiche richieste. Il processo di riordino deve essere funzionale alla valorizzazione ed alla differenziazione dei percorsi di recupero e, in tale quadro, ruolo primario riveste il tema del lavoro e della formazione/qualificazione professionale.

L’obiettivo da perseguire è duplice: ampliare l’offerta lavorativa e, al contempo, innalzare il livello qualitativo del lavoro, così da renderlo effettivamente professionalizzante per il detenuto e assicurare allo stesso un’esperienza spendibile all’esterno, all’esito del percorso di espiazione della pena.

Nella medesima prospettiva saranno promosse collaborazioni istituzionali, con particolare riferimento al Ministero del Lavoro ed alle Regioni, finalizzate alla realizzazione di progetti di innovazione sociale per migliorare i processi di reinserimento socio-lavorativo dei detenuti e delle persone in esecuzione penale esterna, anche attraverso l'utilizzo dei fondi strutturali e di investimento europei al fine di integrare ed ottimizzare le risorse disponibili.

Per rendere maggiormente qualificante il lavoro penitenziario ed assicurare sull’intero territorio nazionale le medesime opportunità occupazionali per la popolazione ristretta o in esecuzione penale esterna, saranno valutati con particolare interesse i progetti che prevedono modelli organizzativi adeguati ad assicurare il perseguimento degli obiettivi.

Un ruolo decisivo è assunto dalle diverse articolazioni dei Dipartimenti coinvolti nella progettazione degli interventi di reinserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale, attraverso la stipula di convenzioni con i soggetti che costituiscono la rete dei servizi per le politiche del lavoro.

Particolare attenzione va riservata alla specificità della condizione femminile e più in generale alla genitorialità all’interno del carcere, con lo scopo di potenziare le misure a sostegno della continuità affettiva, anche attraverso il cofinanziamento di iniziative volte a favorire l’accoglienza delle detenute madri e dei minori al seguito.

Altro versante che contribuisce al miglioramento complessivo di un modello sanzionatorio che abbia al centro la persona è quello della tutela della salute fisio-psichica. In tale ambito possono essere cofinanziate iniziative volte a migliorare gli interventi per assicurare l’effettività della tutela della dignità delle persone in esecuzione penale, sia affette da dipendenze patologiche che da disagio psichico. Nel 2024 si intende, pertanto, intervenire con un Programma ad hoc per la riabilitazione dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti e per il trattamento specifico dei detenuti con problemi psichici.

Saranno finanziati progetti di reinserimento lavorativo, progetti di pubblica utilità previsti dall’art. 20 ter del novellato ordinamento penitenziario (art.2 d.lgs. 124/18), ed i progetti di edilizia penitenziaria che prevedano interventi di formazione professionale certificata e di inserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale. Sarà rafforzata la collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e con il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità per effettuare una programmazione condivisa degli interventi volta a migliorare le condizioni di detenzione, a favorire l’inclusione sociale, a garantire il coordinamento delle iniziative finanziate da Cassa Ammende a livello nazionale, a semplificare le procedure sino ad ora seguite e ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse, onde evitare un’inutile quanto dannosa parcellizzazione degli interventi.

OBIETTIVI PRIORITARI E RISORSE STANZIATE

Le direttrici portanti per la realizzazione delle finalità della Cassa sono le seguenti:

  • potenziamento di percorsi di inclusione sociale, valorizzando il modello di integrazione con le risorse del territorio e del privato sociale, con il rafforzamento della governance interistituzionale (Ministero della giustizia, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Regioni) per ampliare le opportunità di accesso alla formazione professionale e al mondo del lavoro, attraverso il cofinanziamento di programmi di reinserimento socio-lavorativo;
  • realizzazione di programmi di assistenza ai detenuti, agli internati o alle persone in misura alternativa alla detenzione o soggette a sanzioni di comunità e alle loro famiglie, contenenti iniziative di recupero dei soggetti tossicodipendenti o assuntori abituali di sostanze stupefacenti o psicotrope o alcoliche, di integrazione degli stranieri sottoposti ad esecuzione penale, di cura ed assistenza dei detenuti con disagio psichico;
  • sviluppo di laboratori per la formazione professionale indirizzata in via particolare all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione;
  • promozione di iniziative culturali, teatrali e sportive;
  • realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo di servizi pubblici per il sostegno alle vittime di reato, per la giustizia riparativa e per la mediazione penale;
  • realizzazione di programmi di sviluppo dell’attività volontaria e gratuita per progetti di pubblica utilità;
  • realizzazione di progetti di edilizia penitenziaria di riqualificazione e ampliamento degli spazi trattamentali, per la realizzazione di laboratori destinati alle attività lavorative dei detenuti e degli internati, al miglioramento delle aree destinate ai colloqui con i familiari, con particolare riferimento ai figli minori, alle aree verdi, all’abbattimento delle barriere architettoniche.

In attuazione dell’articolo 1, comma 8 della legge n. 190 del 2012, come sostituito dall’articolo 41 del D.lgs. n.97/2016, si recepiscono nelle Linee Programmatiche per l’anno 2024 gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza definiti nel Piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza:

  • individuazione e analisi delle aree di rischio in relazione ai diversi settori nei quali si articola l’attività della Cassa delle Ammende;
  • individuazione e sviluppo di processi organizzativi e decisionali idonei a incidere sulla riduzione del rischio di casi di corruzione;
  • applicazione di procedure ad evidenza pubblica per la scelta del soggetto attuatore dei programmi e progetti;
  • introduzione di sistemi di misurazione e monitoraggio del livello di rischio corruzione, anche informatici, che supportino il RPC e/o altri soggetti attuatori del sistema di controllo, in particolare per il rischio dinamico legato alla gestione di progetti e/o al supporto per la loro attuazione;
  • attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel d.lgs. n. 33/2013 come modificato dal d.lgs. n. 97/2016 per la promozione di maggiori livelli di trasparenza;
  • individuazione di misure di trasparenza efficaci in ragione delle caratteristiche strutturali e funzionali dell’Ente;
  • innalzamento dei sistemi di monitoraggio destinati ad assicurare il rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti per legge, oltre che delle ulteriori misure di trasparenza;
  • completamento dei processi di informatizzazione esistenti o in fase di realizzazione, al fine di garantire agli stakeholder la massima accessibilità alle informazioni e, al contempo, assicurare il corretto svolgimento delle attività e funzioni della Cassa delle Ammende, preservandole dal rischio di eventi corruttivi.

Si prevede di destinare la maggior parte delle risorse alle iniziative progettuali volte al reinserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale sia intra che extra murale e alla riqualificazione professionale, in risposta alla necessità di ampliare le opportunità di lavoro per le persone in esecuzione penale. Per quanto riguarda le procedure e le modalità di presentazione dei programmi e progetti da finanziare, le articolazioni interne ai due Dipartimenti, nell’ambito della programmazione condivisa, sono legittimate a presentare programmi e progetti, secondo le procedure stabilite nello Statuto agli artt. 15 e seguenti. I progetti possono essere presentati in partenariato con soggetti pubblici. In caso di presentazione di progetti in partenariato con soggetti privati, questi ultimi devono rientrare tra quelli indicati dallo Statuto, quali enti legittimati a presentare proposte progettuali. La scelta del soggetto privato, partner o soggetto attuatore del progetto, deve essere effettuata con procedure ad evidenza pubblica.

Si prevede la stipula di convenzioni con le Regioni e Province Autonome, secondo quanto previsto nell’Accordo stipulato in data 26 luglio 2018 e rinnovato il 2 dicembre 2021, per la presentazione di programmi e progetti, onde consentire la più ampia partecipazione degli enti interessati al reinserimento sociale delle persone in esecuzione penale, assicurando la libera concorrenza nel rispetto della normativa vigente in materia di evidenza pubblica, di trasparenza e di prevenzione della corruzione.

Le risorse stanziate per il 2024 sono pari ad € 44.000.000 per programmi di inclusione socio-lavorativa, formazione professionale qualificata e l’inserimento lavorativo, per i programmi di assistenza ai detenuti, agli internati o alle persone in misura alternativa alla detenzione o soggette a sanzioni di comunità e alle loro famiglie, contenenti, in particolare, iniziative educative, culturali e ricreative, nonchè di recupero dei soggetti tossicodipendenti o assuntori abituali di sostanze stupefacenti o psicotrope o alcoliche, di cura ed assistenza sanitaria con particolare riferimento all’assistenza psichiatrica; € 3.000.000 per la giustizia riparativa, mediazione penale e implementazione di servizi per la tutela delle vittime di reato; € 3.000.000 per l’edilizia penitenziaria nel settore dell’ampliamento delle opportunità di lavoro e del trattamento delle persone in esecuzione penale, finalizzato al reinserimento sociale.

Sono favorite le iniziative che coinvolgano un ampio partenariato socio-istituzionale e che prevedano il cofinanziamento dell’ente/i partecipante/i, nonché l’integrazione con le progettualità finanziate con i programmi operativi nazionali e regionali della programmazione eurounitaria.

Alle attività finanziate dalla Cassa delle Ammende si applica il Regolamento per l’amministrazione e la contabilità dell’ente, approvato il 24 luglio 2019 e pubblicato sul sito ufficiale del Ministero della Giustizia.

Struttura di riferimento