Rapporto Greco - Prevenzione della corruzione di parlamentari, giudici e pubblici ministeri
aggiornamento: 7 febbraio 2025
Il gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) provvede al monitoraggio della conformità dei suoi 49 Stati membri con gli strumenti di lotta alla corruzione del Consiglio d’Europa.
L’attività di monitoraggio del GRECO prevede una «procedura di valutazione», che si basa sulle risposte date dal paese ad un questionario e su visite in loco, seguite da una valutazione di impatto («procedura di conformità»), in cui si esaminano le misure adottate per attuare le raccomandazioni formulate in sede di valutazione del paese. Si applica un processo dinamico di valutazione reciproca e di pressione tra pari, che associa la competenza dei professionisti che fungono da valutatori e la presenza di rappresentanti degli Stati che siedono in plenaria.
L’azione svolta dal GRECO ha portato all’adozione di un numero considerevole di relazioni ricche di informazioni concrete sulle politiche e le pratiche di lotta contro la corruzione in Europa. Tali relazioni identificano i successi e le carenze della legislazione, delle normative, delle politiche e degli assetti istituzionali nazionali e formulano raccomandazioni intese a rafforzare la capacità degli Stati di combattere la corruzione e promuovere l’integrità.
L’adesione al GRECO è aperta, a parità di condizioni, agli Stati membri del Consiglio d’Europa e agli Stati terzi.
Le relazioni di valutazione e di conformità adottate e altre informazioni su GRECO website.
Adottato dal GRECO in occasione della sua 96ª riunione plenaria: Strasburgo 18 - 22 marzo 2024
Pubblicazione: 26 marzo 2024 Greco RC4 (2024)4
Quarto ciclo di valutazione
Secondo Addendum al secondo Rapporto di Conformità Italia
Prevenzione della corruzione di parlamentari, giudici e pubblici ministeri
I. INTRODUZIONE
- Il secondo Addendum al secondo Rapporto di conformità valuta le misure adottate dalle autorità italiane per attuare le raccomandazioni formulate nel Rapporto del Quarto ciclo di valutazione sull'Italia riguardante la “Prevenzione della corruzione di parlamentari, giudici e pubblici ministeri”. Il Rapporto del quarto ciclo di valutazione sull’Italia è stato adottato in occasione della 73a Riunione plenaria del GRECO (21 ottobre 2016) e reso pubblico il 19 gennaio 2017, previa autorizzazione dell’Italia.
- Il Rapporto di conformità è stato adottato dal GRECO nella sua 81a Riunione plenaria (7 dicembre 2018) e reso pubblico il 13 dicembre 2018, previa autorizzazione dell’Italia. Il secondo Rapporto di conformità è stato adottato dal GRECO nella sua 87a Riunione plenaria (25 marzo 2021) e reso pubblico il 29 marzo 2021, previa autorizzazione dell’Italia. L'Addendum al secondo Rapporto di conformità è stato adottato dal GRECO nella sua 91a Riunione plenaria (17 giugno 2022) e reso pubblico il 14 settembre 2022, previa autorizzazione dell’Italia.
- Come previsto dal Regolamento interno del GRECO, le autorità italiane hanno presentato una relazione sulla situazione in merito alle ulteriori misure adottate per attuare le raccomandazioni in sospeso. La relazione è stata ricevuta il 6 novembre 2023 ed è servita, unitamente a ulteriori informazioni, come base per il presente secondo Addendum al secondo Rapporto di conformità.
- Il GRECO ha selezionato la Spagna (per quanto riguarda le assemblee parlamentari) e San Marino (per quanto riguarda le istituzioni giudiziarie) per nominare relatori per la procedura di conformità. I relatori nominati sono Miriam Bahamonde BLANCO, per conto della Spagna, ed Elisabetta BUCCI, per conto di San Marino. Essi sono stati assistiti dal Segretariato del GRECO nella redazione del secondo Addendum al secondo Rapporto di conformità.
II. ANALISI
- Nel Rapporto del Quarto ciclo di valutazione, il GRECO aveva rivolto 12 raccomandazioni all'Italia. Nell'Addendum al secondo Rapporto di conformità, il GRECO ha concluso che le raccomandazioni vii, viii, ix, xi e xii erano state attuate in modo soddisfacente o trattate in modo soddisfacente, che le raccomandazioni i, iii, iv e x erano state parzialmente attuate e che le raccomandazioni ii, v e vi non erano state attuate.
Prevenzione della corruzione dei parlamentari
- Lo scioglimento anticipato del Parlamento, avvenuto il 21 luglio 2022, ha avuto un impatto sulla conclusione delle iniziative legislative e regolamentari introdotte per attuare le raccomandazioni del GRECO. A seguito delle elezioni politiche del settembre 2022, il nuovo Parlamento si è insediato nell'ottobre 2022. Tutti gli organi della Camera dei Deputati sono stati ricostituiti e le attività interrotte sono riprese.
Raccomandazione i
- Il GRECO raccomanda il consolidamento del quadro di integrità per i parlamentari, in particolare attraverso i) l’inserimento formale del Codice di condotta nel Regolamento della Camera dei Deputati; II) il perfezionamento dello stesso mediante orientamenti dettagliati sulle sue disposizioni; e iii) l'istituzione di un regime efficace di attuazione delle norme e di assunzione di responsabilità. Si raccomandano misure analoghe per il Senato.
- Il GRECO ricorda che tale raccomandazione era stata parzialmente attuata. La Commissione per il Regolamento interno della Camera dei Deputati sta esaminando le pertinenti modifiche al Regolamento al fine di integrarvi il Codice di condotta, mentre non sono stati emanati orientamenti mirati sulle sue disposizioni. È stato adottato un Codice di condotta per i Senatori, ma non sono stati forniti orientamenti sulle sue disposizioni. L'efficacia della vigilanza e delle sanzioni previste dal Codice di condotta del Senato sarà valutata dopo che quest'ultimo sarà divenuto operativo per un certo periodo di tempo.
- Le autorità italiane riferiscono ora che, a seguito del rinnovamento degli organi della Camera dei Deputati, è stata ripresentata una proposta di modifica del Regolamento interno al fine di inserirvi il codice di condotta[1]. Si prevede lo svolgimento di un dibattito in seno alla Commissione Regolamento interno. Il testo del Codice di condotta del Senato è stato pubblicato sul sito internet del Senato[2].
- Il GRECO osserva che, a causa del rinnovamento degli organi della Camera dei Deputati a seguito delle elezioni politiche, non vi è stato alcun progresso tangibile per quanto riguarda la prima parte della raccomandazione. Non sono state fornite informazioni in merito all'attuazione della seconda e della terza parte della raccomandazione, mentre la situazione è rimasta invariata rispetto alla precedente relazione di conformità. Esso prende atto del fatto che il testo del Codice di condotta del Senato è stato reso pubblico.
- Il GRECO conclude che la raccomandazione i rimane parzialmente attuata.
Raccomandazione ii
- Il GRECO raccomanda i) l'adozione di norme chiare ed applicabili in materia di conflitto di interessi dei parlamentari, in particolare attraverso l’elaborazione di un regime di ineleggibilità e incompatibilità basato sulla riorganizzazione, in un corpus omogeneo di disposizioni, attualmente disperse in più testi; e ii) l’ulteriore razionalizzazione del processo di verifica di ineleggibilità/incompatibilità per renderlo più efficace e tempestivo.
- Il GRECO ricorda che tale raccomandazione è stata valutata come non attuata a causa della mancanza di misure concrete per affrontare entrambe le parti della raccomandazione. Le proposte di modifica della legge n. 215/2004 sui conflitti di interesse per i membri del governo non sono state adottate e le autorità sembrano averne interrotto l’adozione.
- Le autorità italiane riferiscono ora che, per quanto riguarda la prima parte della raccomandazione, il 2 marzo 2023 la Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati ha esaminato il DDL n. 304[3] recante “Disposizioni in materia di conflitto di interessi e delega al governo per l’adeguamento della disciplina relativa ai titolari delle cariche di governo locali e ai componenti delle autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione, nonché disposizioni concernenti il divieto di percezione di erogazioni provenienti da Stati esteri da parte dei titolari di cariche pubbliche”. Se adottato, il DDL abrogherebbe la legge n. 215/2004 e si applicherebbe, inter alia, ai titolari di cariche pubbliche/governative, quali il Primo Ministro, i Vice Primi Ministri, i Ministri, i Viceministri, i Sottosegretari di Stato e i Commissari Straordinari del governo. Il DDL si compone di 18 articoli e riproduce il testo già presentato nel corso della precedente legislatura, con l’aggiunta di norme relative al divieto di ricevere erogazioni (superiori a 5.000 EUR annui) da parte di Stati esteri per i titolari di cariche pubbliche, compresi i membri della Camera dei Deputati e del Senato, nel corso del loro mandato e nell'anno successivo alla sua cessazione (articolo 15). L'articolo 3 stabilisce la definizione di conflitto di interessi e l'articolo 7 prevede l'obbligo generale di astenersi dal prendere decisioni in caso di conflitto di interessi. L'articolo 4 elenca una serie di incompatibilità generali con l'esercizio di una carica pubblica, che si aggiungono a quelle già in vigore, e l'articolo 5 disciplina le incompatibilità derivanti dal patrimonio, quando la mera proprietà o il possesso di grandi patrimoni possano dar luogo a conflitti di interesse. Gli articoli 4 e 5 stabiliscono le modalità per affrontare tali incompatibilità. L'articolo 6 prevede obblighi di segnalare (dichiarare) i conflitti di interesse e le incompatibilità al momento dell’assunzione di una carica pubblica e della cessazione dall'incarico (tale obbligo deve essere esteso al coniuge, ai parenti o alle persone giuridiche nell'ambito del secondo grado di parentela). L'Autorità garante della concorrenza e del mercato monitorerà l'attuazione e il rispetto delle disposizioni del disegno di legge e potrà irrogare sanzioni (ammende e altre misure) in caso di violazione, come previsto dagli articoli da 8 a 12. Il disegno di legge potrebbe essere esaminato dalla Camera dei Deputati il 25 marzo 2024 e gli eventuali emendamenti possono essere presentati alla Commissione Affari costituzionali fino al 7 marzo 2024.
- Inoltre, alcuni disegni di legge che disciplinano i conflitti di interessi sono stati presentati dal Senato e sono in attesa di esame da parte della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati. Ad esempio, il DDL n. 125 sulla disciplina dell'attività delle relazioni istituzionali per la rappresentanza degli interessi è in attesa di essere esaminato dinanzi alla Prima Commissione permanente del Senato. Il DDL intende disciplinare le relazioni tra i rappresentanti istituzionali (i cosiddetti "decisori pubblici") e i rappresentanti di interessi (i cosiddetti "lobbisti") e prevedere l'istituzione di un registro pubblico al quale tutti i rappresentanti di interessi dovranno registrarsi. Un comitato di follow-up sarà responsabile della tenuta, del monitoraggio, della pubblicazione e dell'aggiornamento periodico del registro pubblico e della garanzia della trasparenza dei processi decisionali pubblici e del rapporto tra interessi e scelte politiche e amministrative.
- Infine, sebbene le disposizioni in materia di ineleggibilità e incompatibilità parlamentare siano complesse e stratificate nel tempo, occorre rilevare che le principali fonti che disciplinano la materia sono contenute nella Costituzione, nella legge 13 febbraio 1953, n. 60, sulle incompatibilità parlamentari, nel Decreto del Presidente della Repubblica del 30 marzo 1957, n. 361, recante il Testo Unico delle disposizioni per l'elezione della Camera dei Deputati, nel decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, sul Testo Unico delle disposizioni in materia di ineleggibilità e divieto di ricoprire cariche elettive e governative a seguito di condanne definitive per reati non colposi e nel decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, recante "Disposizioni in materia di interdizione e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico”.
- Per quanto riguarda la seconda parte della raccomandazione, la Giunta delle elezioni della Camera dei Deputati, insediata il 16 novembre 2022, ha concluso l'esame delle dichiarazioni delle posizioni depositate da 400 parlamentari nel dicembre 2022. In primo luogo, ha esaminato le cariche ricoperte nelle regioni e nei comuni con una popolazione superiore a 15.000 abitanti incompatibili con la carica di parlamentare ai sensi della Costituzione e della legislazione nazionale. Di conseguenza, nel gennaio 2023, la Giunta delle elezioni è stata informata del fatto che cinque deputati avevano rinunciato alle cariche ritenute incompatibili e avevano optato per la carica di parlamentare. In secondo luogo, la Giunta delle elezioni ha incentrato il suo esame sui casi di possibili situazioni di ineleggibilità. Essa ha confermato l'assenza di tali casi per quanto riguarda 147 deputati eletti in collegi uninominali e dovrebbe fare altrettanto nel febbraio 2024 per i restanti 253 deputati eletti in collegi plurinominali e nelle circoscrizioni estere. In terzo luogo, una commissione ad hoc, istituita in seno alla Giunta delle elezioni, sta ancora esaminando eventuali incompatibilità con la posizione di parlamentare alla luce della legge n. 60/1953. La Giunta delle elezioni ha più volte sottolineato la necessità di procedere — il prima possibile nel corso dell'attuale legislatura — ad una sistematizzazione del quadro normativo in materia di ineleggibilità e incompatibilità, anche al fine di aggiornarne i contenuti alla luce dell'evoluzione del contesto economico e produttivo.
- Il Senato si è concentrato principalmente sui controlli relativi alla correttezza dei risultati elettorali ai fini della convalida delle elezioni dei senatori. Tali controlli sono stati completati nel novembre 2023, ovvero entro un anno dai risultati delle elezioni. Inoltre, all’inizio della legislatura nel dicembre 2022, il Senato ha prontamente deciso di dichiarare l'incompatibilità delle cariche ricoperte dai senatori all'interno dei Consigli regionali, il che violava l'articolo 122 della Costituzione[4]. I senatori interessati hanno deciso, entro pochi giorni, di optare per la funzione di senatore o di mantenere la carica di Consigliere regionale, con le conseguenti dimissioni dal Senato. In un caso, il Senato ha concluso che il fatto di ricoprire una posizione in una società per azioni da parte di un senatore era compatibile con il mandato parlamentare. Nel gennaio 2024 la Commissione speciale per l'esame delle cariche ha avviato l'indagine al fine di accertare eventuali incompatibilità con le cariche dichiarate dai senatori.
- Il GRECO prende atto del Disegno di legge proposto sui conflitti di interesse e le incompatibilità riguardanti i titolari di cariche pubbliche, che è stato esaminato da una commissione parlamentare e il cui esame è previsto da parte della Camera dei Deputati. Se approvato, si applicherà solo ai parlamentari che sono membri del Governo, ad eccezione delle disposizioni sul divieto di ricevere erogazioni da Stati esteri, che si applicheranno anche ai parlamentari. Resta il fatto che la prima parte della raccomandazione richiede l'adozione di norme chiare ed applicabili in materia di conflitto di interessi per tutti i parlamentari. Il GRECO ricorda inoltre le sue preoccupazioni per la mancanza di consolidamento delle norme vigenti in materia di eleggibilità e incompatibilità con la carica di parlamentare che, come riconosciuto dalle autorità stesse, sono disperse in diverse leggi. In tali circostanze, si può concludere che questa parte della raccomandazione è stata parzialmente attuata.
- Per quanto riguarda la seconda parte della raccomandazione, il GRECO osserva che, a seguito delle elezioni del nuovo Parlamento nell’ottobre 2022, la Giunta delle elezioni della Camera dei Deputati ha avviato un processo in tre fasi di verifica dell'ineleggibilità/incompatibilità di altre cariche con la carica di membro del parlamento per tutti i suoi 400 membri. Poiché il processo è ancora in corso e lungo, il GRECO si rammarica del fatto che non soddisfi il requisito di un processo di verifica “efficace e tempestivo”. Il Senato ha avviato il processo di verifica di incompatibilità con la carica di senatore, che è in corso. In tali circostanze, non si può ritenere che questa parte della raccomandazione sia stata più che parzialmente attuata.
- Il GRECO conclude che la raccomandazione ii è stata parzialmente attuata.
Raccomandazione iii
- Il GRECO raccomanda di elaborare un insieme definito di limitazioni in materia di sovvenzioni, doni, ospitalità, favori e altri benefici accordati ai parlamentari e di garantire la corretta comprensione e la corretta applicabilità del sistema futuro.
- Il GRECO ricorda che tale raccomandazione è stata parzialmente attuata. Una bozza di proposta, presentato dal Comitato consultivo sulla condotta dei Deputati e in attesa di adozione, approfondisce il contenuto del Codice di condotta e stabilisce norme dettagliate in materia di sovvenzioni, doni, ospitalità, favori e altri benefici per i Deputati, anche in relazione all'obbligo di dichiarare le spese di viaggio e soggiorno coperte da terzi. L’elaborazione del Codice di condotta del Senato dovrebbe prestare la dovuta attenzione anche a tale questione.
- Le autorità italiane riferiscono ora che, a seguito dell’elezione del nuovo Parlamento, il nuovo Comitato consultivo sulla Condotta dei Deputati ha deciso di riprendere l'esame della questione nella riunione del 19 aprile 2023[5] al fine di elaborare una nuova bozza di testo da presentare al Presidente della Camera e all’Ufficio di Presidenza. Inoltre, l'articolo 15 del disegno di legge n. 304 (cfr. supra, paragrafo 14) vieterà ai membri della Camera dei Deputati e del Senato di accettare erogazioni, contributi, prestazioni provenienti da Stati esteri di valore superiore a 5.000 EUR annualmente, durante il loro mandato e nell'anno successivo alla sua cessazione (cfr. supra il paragrafo 14). Esse fanno inoltre riferimento alla legge 31 ottobre 1965, n. 1261, sulla determinazione dell'indennità spettante ai parlamentari[6]. Inoltre, ai sensi dell'articolo 5 del Codice di condotta del Senato, i senatori verificano che il valore dei doni accettati nell'esercizio delle loro funzioni sia conforme alle consuetudini di cortesia.
- Il GRECO osserva che, a causa dell’elezione del nuovo Parlamento, non vi sono stati progressi tangibili in relazione all'attuazione di tale raccomandazione. Dovrebbero riprendere nuovamente i lavori al fine di compiere progressi verso l'attuazione della raccomandazione. Il disegno di legge n. 304, che comprenderà il divieto di ricevere erogazioni da parte di uno Stato estero, non modifica la situazione, in quanto non risponde all'approccio più olistico della raccomandazione di istituire un quadro coerente e solido in materia di doni, ospitalità, favori e altri benefici per i parlamentari (ad esempio abbassando in modo significativo il valore massimo dei doni che possono essere accettati, definendo rigorosamente la portata delle restrizioni da porre in essere, segnalando obbligatoriamente la ricezione e l'accettazione dei doni e pubblicando un registro dei doni, ecc.). Le stesse osservazioni valgono per il Codice di condotta del Senato. In tali circostanze, il GRECO ritiene che la sua precedente conclusione secondo cui la raccomandazione era stata parzialmente attuata non possa essere mantenuta.
- Il GRECO conclude che la raccomandazione iii non è stata attuata.
Raccomandazione iv
- Il GRECO raccomanda: i) di effettuare uno studio al fine di individuare eventuali restrizioni da applicare agli ex parlamentari una volta cessati dalle loro funzioni al fine di prevenire conflitti di interesse e ii) di introdurre, se necessario, tali restrizioni nei suddetti casi.
- Il GRECO ricorda che tale raccomandazione è stata parzialmente attuata. È stato introdotto un divieto successivo al rapporto di lavoro per quanto riguarda le attività di lobby degli ex parlamentari. Le precedenti modifiche alla legge sui conflitti di interesse, che avrebbero introdotto un periodo di incompatibilità di un anno al termine del mandato, sono state sospese. La Camera dei Deputati ha approvato un disegno di legge sulle attività di lobby, il cui esame non è stato concluso dal Senato prima della fine del suo mandato.
- Le autorità italiane riferiscono ora che la Commissione Affari costituzionali conduce un'indagine conoscitiva sulle attività di lobby dal marzo 2023 al fine di valutare, inter alia, le opportunità, ed eventualmente le modalità, di coinvolgimento nelle attività di lobby di persone che hanno precedentemente ricoperto cariche istituzionali o cariche in altre istituzioni pubbliche. Una relazione finale sarà elaborata dopo la fine dell'indagine, prevista per il 31 marzo 2024. Esse fanno inoltre riferimento al disegno di legge n. 304, come descritto al punto 14 di cui sopra.
- Il GRECO osserva che, a parte uno studio condotto per valutare la portata delle attività di lobby, non è stato compiuto alcun progresso tangibile verso l'attuazione della presente raccomandazione e ricorda che la presente raccomandazione è più ampia delle restrizioni in materia di attività di lobby. Essa si applica anche ad altre situazioni in cui i parlamentari possono aderire al settore privato o ritornarvi, il che potrebbe portare a conflitti di interesse nell'esercizio delle funzioni parlamentari. Il disegno di legge n. 304 non affronta la questione delle restrizioni successive al rapporto di lavoro.
- Il GRECO conclude che la raccomandazione iv rimane parzialmente attuata.
Raccomandazione V
- Il GRECO raccomanda di rafforzare le norme applicabili alle relazioni dei deputati con i rappresentanti di interessi (lobbisti) e altre terze parti che mirano ad influenzare il processo legislativo, in particolare sviluppando orientamenti dettagliati in materia e garantendo un controllo e un’applicazione efficaci delle stesse. Si raccomandano misure analoghe per il Senato.
- Il GRECO ricorda che tale raccomandazione non è stata attuata. In entrambe le Camere del Parlamento mancano norme sugli impegni dei parlamentari con i lobbisti, nonché orientamenti dettagliati in materia.
- Le autorità italiane riferiscono ora che dal 2017 sono in vigore norme interne che disciplinano l'esercizio delle attività di lobby[7]. Il regolamento sulle attività di rappresentanza di interessi presso la Camera dei Deputati prevede l'istituzione di un registro delle persone che svolgono attività di rappresentanza di interessi nei confronti dei membri della Camera dei Deputati[8]. I membri del registro sono tenuti a presentare alla Camera dei Deputati una relazione annuale sulle attività di rappresentanza di interessi svolte nel corso dell'anno, indicando i contatti effettuati, gli obiettivi perseguiti e le persone per conto delle quali l'attività è stata svolta, nonché i dipendenti o collaboratori che hanno partecipato all'attività. Il mancato rispetto del regolamento può comportare la sospensione o la radiazione dal registro[9]. Il Senato fa riferimento agli orientamenti per le consultazioni pubbliche[10] in vigore dal 2017.
- Inoltre, il disegno di legge n. 368 concernente talune disposizioni che disciplinano particolari attività di lobby e l'istituzione di un registro pubblico dei lobbisti intende promuovere la trasparenza e la regolamentazione dei processi decisionali pubblici per quanto riguarda il coinvolgimento dei “gruppi di pressione”. A tal fine, prevede l'istituzione di un registro pubblico per la trasparenza delle attività di lobby presso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La registrazione è obbligatoria per chiunque desideri svolgere attività di lobby dinanzi al decisore pubblico. Inoltre, il disegno di legge n. 608 relativo a talune disposizioni che disciplinano l'attività delle relazioni istituzionali per i lobbisti ha lo stesso obiettivo di regolamentare le attività di lobby, istituendo un registro pubblico analogo dei lobbisti che deve essere tenuto dal Consiglio nazionale per l'Economia e il Lavoro. La Commissione Affari costituzionali del Senato esamina le disposizioni contenute nei disegni di legge nn. 368 e 608.
- Il GRECO prende atto della regolamentazione fornita dalle autorità, contenente le disposizioni che disciplinano l'attività dei lobbisti, imponendo loro l'obbligo di registrare le loro attività presso la Camera dei Deputati e di presentare una relazione annuale sulle attività. Prende inoltre atto di due disegni di legge volti ad. istituire registri pubblici dei lobbisti che desiderano svolgere attività di lobby nei confronti del decisore pubblico. Sebbene si tratti di misure positive per garantire la pubblicità e la trasparenza da parte dei lobbisti, la raccomandazione chiede norme e linee guida per quanto riguarda l'altro lato dell'equazione, ossia i parlamentari, nelle loro relazioni e nei loro contatti con i lobbisti. Non è stata adottata alcuna misura mirata al riguardo. Gli orientamenti del Senato per le consultazioni pubbliche non modificano la situazione né affrontano i requisiti della presente raccomandazione.
- Il GRECO conclude che la raccomandazione v rimane non attuata.
Raccomandazione vi
- Il GRECO raccomanda l’adozione di misure concrete per sostenere l'introduzione di norme chiare sull’integrità parlamentare, in particolare mediante lo sviluppo di attività intensificate in materia di formazione specializzata.
- Il GRECO ricorda che tale raccomandazione non è stata attuata.
- Le autorità italiane non segnalano sviluppi in merito a tale raccomandazione.
- Il GRECO si rammarica della mancanza di progressi nell'attuazione della presente raccomandazione e conclude che la raccomandazione vi rimane non attuata.
Prevenzione della corruzione di giudici e pubblici ministeri
Raccomandazione X
- Il GRECO raccomanda: i) di introdurre, per legge, l'incompatibilità tra l'esercizio simultaneo della funzione di magistrato e quella di membro di un organismo di governo locale; e più in generale (ii) affrontare la questione del coinvolgimento dei magistrati nella vita politica in tutti i suoi aspetti giuridici, in virtù del suo impatto sui principi fondamentali di indipendenza e imparzialità, sia reale che percepita, del sistema giudiziario.
- Il GRECO ricorda che tale raccomandazione è stata parzialmente attuata a causa di un disegno di legge che prevedeva restrizioni alle attività politiche e ad altre attività non giudiziarie dei magistrati (cfr. punti 45-47 dell'Addendum al secondo Rapporto di conformità) ed era in attesa di adozione.
- Le autorità italiane riferiscono ora che la legge n. 71/2022 è stata adottata e pubblicata nella Gazzetta ufficiale ed è entrata in vigore.
- Il GRECO prende atto dell'entrata in vigore della legge n. 71/22, il cui contenuto è stato descritto nella precedente relazione di conformità. Esprime soddisfazione per il fatto che le restrizioni messe in atto soddisfino i requisiti di entrambe le parti della raccomandazione.
- Il GRECO conclude che la raccomandazione x è stata attuata in modo soddisfacente.
III. CONCLUSIONI
- Alla luce di quanto sopra, il GRECO conclude che l'Italia ha attuato in modo soddisfacente o trattato in modo soddisfacente sei delle dodici raccomandazioni contenute nel Rapporto del Quarto ciclo di valutazione. Delle restanti raccomandazioni, tre restano parzialmente attuate e tre non sono state attuate.
- Più specificamente, le raccomandazioni vii, viii, ix, x, xi e xii sono state attuate in modo soddisfacente o trattate in modo soddisfacente, le raccomandazioni i, ii e iv sono state parzialmente attuate e le raccomandazioni iii, v e vi non sono state attuate.
- Per quanto riguarda i parlamentari, a causa delle elezioni politiche e della ricostituzione di un nuovo Parlamento nell’ottobre 2022, si sono registrati progressi insufficienti in relazione all'attuazione delle raccomandazioni in sospeso, nessuna delle quali è stata pienamente attuata. Tuttavia, le autorità hanno espresso l'intenzione di attuare le raccomandazioni in sospeso. In particolare, intendono integrare il Codice di condotta nel Regolamento interno della Camera dei Deputati e garantirne l'effettiva applicazione entro un periodo di tempo adeguato. Alcuni disegni di legge sui conflitti di interesse sono in attesa dell’esame alla Camera dei Deputati e il GRECO si aspetta che consolidino il quadro giuridico attualmente frammentato. Dovrebbero riprendere i lavori per istituire un quadro coerente e solido in materia di doni, ospitalità, favori e altri benefici per i parlamentari. Infine, sono state adottate misure per istituire un registro dei lobbisti, mentre sono necessari sforzi concreti per elaborare norme sul modo in cui i parlamentari dialogano con i lobbisti ed altre terze parti. Il GRECO esorta le autorità a realizzare tali iniziative al fine di rafforzare il sistema di prevenzione della corruzione e l'integrità dei parlamentari.
- Per quanto riguarda i giudici e i pubblici ministeri, è lodevole che tutte le raccomandazioni pertinenti siano state attuate in modo soddisfacente.
- L'adozione di questo secondo Addendum al secondo Rapporto di conformità pone fine alla procedura di conformità del quarto ciclo nei confronti dell'Italia. Tuttavia, le autorità italiane possono, se lo desiderano, informare il GRECO in merito agli ulteriori sviluppi relativi all'attuazione delle raccomandazioni i-vi in sospeso.
- Infine, il GRECO invita le autorità italiane ad autorizzare quanto prima la pubblicazione del presente rapporto, a tradurlo nella lingua nazionale e a rendere pubblica tale traduzione.
[1] L'attuale proposta è identica a quella precedente (https://www.camera.it/leg19/1424?legislatura=19&tipo=II&numero=6).
[2] https://www.senato.it/sites/default/files/media-documents/Codice_condotta_Senatori.pdf
[3]https://www.camera.it/leg19/126?tab=&leg=19&idDocumento=304&sede=&tipo
[4] Ai sensi dell'articolo 122 della Costituzione, "nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo".
[5] https://www.camera.it/leg19/1360?shadow_organo_parlamentare=3802&id_tipografico
[6] L'articolo 3, primo comma, stabilisce che l'indennità parlamentare non può essere cumulata con retribuzioni, indennità, medaglie o gettoni di presenza derivanti da compiti di natura amministrativa, conferiti dallo Stato, enti pubblici, banche di diritto pubblico, enti privati concessionari di servizi pubblici, da soggetti privati con partecipazioni statali e da soggetti privati che intrattengono rapporti commerciali con lo Stato, le regioni, le province e i comuni".
[7] https://www.camera.it/leg19/38?conoscerelacamera=337
[8] L'elenco delle persone giuridiche e fisiche che esercitano attività di rappresentanza di interessi è accessibile all'indirizzo https://rappresentantidiinteressi.camera.it/sito/registro.html. Le informazioni sono inserite dai membri del Registro e la Camera dei deputati non è responsabile della veridicità delle informazioni ivi contenute.
[9] Le sanzioni imposte ai lobbisti o a terzi in caso di mancata presentazione delle relazioni annuali sono accessibili all'indirizzo https://rappresentantidiinteressi.camera.it/sito/sanzioni.html.
[10]http://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/attachments/documento/files/000/028/616/linee_guida_consutazioni_ITA.pdf