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Formazione e orientamento al lavoro

La formazione culturale, e in modo particolare professionale, di cui si occupa l'amministrazione della giustizia minorile ha per obiettivo il successo occupazionale dei giovani in istituto. Presupposto per la loro autonomia personale e la definitiva uscita dal circuito dell’illegalità. 

L'amministrazione promuove e coordina le opportunità offerte dal territorio, e la programmazione delle attività formative tiene conto delle esigenze occupazionali del territorio per raggiungere un risultato evidente: i ragazzi qualificati trovano lavoro.

I corsi, che offrono la possibilità di conseguire una qualifica professionale e comunque di imparare un mestiere, oltre ad assolvere un obbligo di legge sono un momento importante della crescita degli adolescenti, rappresentando un ponte con il mondo esterno attraverso contatti costanti con le aziende e le loro associazioni.

L’attività formativa d’aula è integrata con quella di laboratorio e con esperienze di tirocinio aziendale. Quest’ultime consentono agli allievi di affinare ed arricchire le proprie capacità, applicando concretamente le competenze acquisite a scuola attraverso l’esperienza lavorativa quotidiana e diretta nelle aziende. I positivi rapporti dell'amministrazione con il tessuto produttivo consentono di coniugare le aspettative delle aziende con le aspirazioni professionali dei giovani, contribuendo alla creazione di vere e proprie opportunità occupazionali. 

La formazione professionale negli istituti penali per i minorenni

Nel periodo 2006-2007 sono stati attivati 132 corsi di formazione professionale, a cui hanno partecipato complessivamente 1603 ragazzi. I settori privilegiati sono stati: l’artigianato (19 corsi), il giardinaggio (17 corsi), l’informatica, la falegnameria, l’arte e cultura (16 corsi per ciascuno) e la cucina e la ristorazione (15 corsi).

In particolare, il settore arte e cultura comprende: pittura, teatro, scenotecnica, musica, fotografia, cartapesta e arte presepiale.

Le iscrizioni dei ragazzi ai corsi di formazione professionale sono equamente distribuite tra italiani e stranieri, con una lieve prevalenza degli stranieri. Gli italiani risultano, infatti, il 47% nel 2° semestre 2006 e il 49% nel 1° semestre 2007; quindi la media tra i due semestri è del 48%. Gli stranieri risultano il 53% nel 2° semestre 2006 e il 51% nel 1° semestre 2007, quindi, la media tra i due semestri è del 52%.

Dall’analisi degli esiti dei corsi emerge un dato positivo, come nelle attività scolastiche: nel complesso, conseguono crediti formativi 381 ragazzi,  vengono ammessi agli anni successivi 9 ragazzi e conseguono il titolo di studio in 36, per un totale di 426 ragazzi.

Viceversa, interrompono i corsi 271 ragazzi.

I ragazzi che non rientrano nelle categorie indicate non completano i corsi per motivazioni legate alle dimissioni dal carcere.

Quindi, su 1603 ragazzi iscritti 426 conseguono risultati positivi, 271 interrompono i corsi e 906 ragazzi probabilmente vengono dimessi dagli istituti.

Sarebbe auspicabile costruire dei percorsi con le Regioni e gli Enti deputati alla formazione professionale, affinché i ragazzi dimessi possano e siano accompagnati a proseguire i percorsi formativi iniziati in istituto.

Dal confronto italiani/stranieri emerge che conseguono crediti formativi 185 italiani rispetto ad 196 stranieri, 9 stranieri e nessun italiano conseguono l’ammissione all’anno successivo, 19 italiani rispetto a 17 stranieri conseguono il titolo di studio e ben 191 italiani rispetto ad 80 stranieri interrompono la frequenza ai corsi.
Considerato che nel periodo in esame la presenza media annua degli stranieri è lievemente maggiore di quella degli italiani, i dati sul conseguimento crediti appaiono congruenti. 
Va evidenziato il dato relativo alle interruzioni dei corsi e le variabili che possono aver influenzato il risultato, considerato che le interruzioni degli italiani sono oltre il doppio di quelle degli stranieri.

Gli istituti che spiccano per il numero di corsi di formazione professionale attivati rispetto all’utenza che possono accogliere risultano Airola (8 corsi), Lecce (11 corsi), Milano (15 corsi), Quartucciu (9 corsi),  Roma (18 corsi), Torino (17 corsi),  e Treviso (10 corsi). 

Tutte le direzioni degli istituti manifestano il forte bisogno di intensificare il settore della formazione professionale, che può essere propedeutico all’inserimento lavorativo.

Occorre anche precisare che le attività espressive, culturali e laboratoriali, spesso sono configurabili come attività di formazione professionale.