Convenzione per la realizzazione del "Parco della Giustizia di BARI" presso l’area occupata dalle caserme dismesse Capozzi e Milano, di proprietà dello Stato - 1 ottobre 2020

1 ottobre 2020

CONVENZIONE
per la realizzazione del “Parco della Giustizia di Bari” presso l’area occupata dalle caserme dismesse “Capozzi” e “Milano”, di proprietà dello Stato

TRA

il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (di seguito anche “Ministero della Giustizia”) (Codice Fiscale 97591110586), con sede in Roma, via Arenula n. 70, in persona del Dott. Lucio Bedetta, Direttore generale reggente della Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie; 

E

l’Agenzia del Demanio (di seguito anche “Agenzia” o “Stazione Appaltante”) (C.F. 06340981007), con sede in Roma, Via Barberini n. 38, in persona del Direttore Cons. Antonio Agostini, in forza dei poteri attribuiti dal Regolamento di amministrazione e contabilità dell’Agenzia deliberato dal Comitato di Gestione in data 16 luglio 2019, approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 27 agosto 2019, pubblicato sul sito istituzionale dell’Agenzia in data 30 agosto 2019 e comunicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 9 settembre 2019;

(di seguito congiuntamente denominate le “Parti”);

PREMESSO CHE

  • la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico è parte integrante della strategia economica e di bilancio del Governo in quanto, oltre ai benefici per la finanza pubblica connessi al recupero della spesa e alla riduzione del debito, ha implicazioni rilevanti per l’efficienza nella gestione degli stessi asset pubblici; 
  • l’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2020-2022, prevede che l’Agenzia del Demanio proseguirà a garantire il contenimento della spesa e della riduzione del debito pubblico nonché ad individuare nuovi modelli e soluzioni di utilizzazione degli immobili demaniali utili anche ad assecondare strategie di modernizzazione su base tecnologica dei servizi alla cittadinanza;
  • lo stesso Atto di indirizzo prevede, inoltre, che l’Agenzia del Demanio offra il supporto ad altre Amministrazioni centrali nella realizzazione di interventi di rilievo su immobili dello Stato, anche con risorse finanziarie messe a disposizione da queste ultime, nel quadro della cooperazione orizzontale fra soggetti pubblici e con la finalità di sviluppo e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico;

CONSIDERATO CHE 

  • in data 25 gennaio 2018 il Ministero della Giustizia, l’Agenzia del Demanio, il Comune di Bari, la Città Metropolitana di Bari, la Corte di Appello di Bari, la Procura Generale presso la citata Corte di Appello ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. per la Campania, Molise, Puglia e Basilicata, hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa (di seguito anche “Protocollo”), avente ad oggetto la realizzazione del “Polo della giustizia di Bari” presso l’area occupata dalle caserme dismesse “Capozzi” e “Milano”;
  • nel sopramenzionato Protocollo sono riportate le seguenti premesse e relativi impegni:
  1. 1° settembre 2015 – a decorrere da tale data, ai sensi dell’art.1 co.526 della legge n.190/2014 (Legge di stabilità 2015), le spese di funzionamento degli uffici giudiziari sono state trasferite dai Comuni allo Stato (Ministero della Giustizia);
  2. 16 dicembre 2014 – la Commissione di Manutenzione presso la Corte di Appello di Bari ed il Sindaco di Bari convengono sulla assoluta necessità di realizzare un unico “Polo della Giustizia di Bari” quale sede unica delle attività giudiziarie svolte a Bari; a tal fine viene individuata, ad esito di sopralluogo eseguito il 10 dicembre 2014, l’area occupata dalle caserme dismesse “Capozzi” e “Milano” di Bari;
  3. 24 dicembre 2014 decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze adottato di concerto con il Ministero della Difesa - ai sensi e per le finalità dell'art.26 del D.L. n.133 del 12 settembre 2014, convertito con modificazioni dalla legge n.164 dell’11 novembre 2014, viene individuato, tra gli altri, l’immobile di proprietà dello Stato denominato  caserma “Milano” di Bari, in uso al Ministero della Difesa e non più utile alle finalità istituzionali del medesimo; 
  4. 30 luglio 2015 decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze adottato di concerto con il Ministero della Difesa - ai sensi e per le finalità dell'art.26 del D.L. n.133 del 12 settembre 2014, convertito con modificazioni dalla legge n.164 dell’11 novembre 2014, viene individuato, tra gli altri, l’immobile di proprietà dello Stato denominato caserma “Capozzi” di Bari, in uso al Ministero della Difesa e non più utile alle finalità istituzionali del medesimo; 
  5. 17 maggio 2016 - la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Citta Metropolitana di Bari sottoscrivono il “Patto per lo Sviluppo della Città Metropolitana di Bari” che prevede, nell’ambito del settore prioritario “Riqualificazione sociale e servizi metropolitani”, tra gli altri interventi, quello denominato “Polo della Giustizia di Bari” avente ad oggetto la realizzazione di un Studio di Fattibilità finalizzato a verificare e confermare la localizzazione degli uffici giudiziari (penali e civili) in un unico polo metropolitano da realizzare presso le Caserme dismesse “Capozzi” e “Milano” di Bari;
  6. nel quadro del suddetto Patto, l’intervento “Polo della Giustizia di Bari” assume priorità sia per l’impatto che è destinato ad avere in termini di efficacia dell'organizzazione giudiziaria (anche con riferimento agli organi e uffici che svolgono le funzioni amministrative relative alla giurisdizione civile e penale) sia per la sua rilevanza in termini di sicurezza, di legalità nonché di sviluppo economico, produttivo ed occupazionale del territorio;
  7. all’art.4 co.1 del citato Patto per lo Sviluppo della Citta Metropolitana di Bari viene stabilito che: «In considerazione della strategicità e complessità degli interventi, nonché per accelerarne la realizzazione, le Parti, nel rispetto della pertinente normativa europea e nazionale, possono individuare Invitalia quale soggetto responsabile per l’attuazione degli interventi. Al fine di garantire la tempestiva attuazione degli interventi previsti dal presente Patto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di concerto con la Città Metropolitana di Bari, ove necessario e nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali, adotta le opportune misure di accelerazione ai sensi di quanto previsto dall’art.10 co.2, lettere f-bis ed f-ter, D.L. n.101/2013, convertito con modificazioni dalla legge n. 125/2013»;
  8. 1 dicembre 2016 - la Città Metropolitana di Bari richiede all’Autorità politica per la Coesione di avvalersi di Invitalia per il supporto tecnico ed operativo per la realizzazione delle attività previste dal “Patto per lo Sviluppo”, nello specifico uno studio di fattibilità avente ad oggetto la realizzazione del “Polo della Giustizia” ricadente nell’intervento di “Riqualificazione Sociale e Servizi Metropolitani”;
  9. 24 febbraio 2017 - il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno dispone l’avvio del sopra citato supporto tecnico ed operativo di Invitalia; 
  10. il Sindaco del Comune di Bari, anche in qualità di Sindaco della Città Metropolitana, assicura ogni necessario supporto allo svolgimento delle attività di verifica, nonché a quelle tecniche, amministrative ed urbanistiche finalizzate alla realizzazione di quanto sopra indicato, nell’indirizzo condiviso con la Commissione di Manutenzione presso la Corte di Appello di Bari all’esito della seduta del 16 dicembre 2014;
  11. il Ministro della Giustizia, nella consapevolezza della situazione di grave criticità logistica attualmente esistente per gli uffici giudiziari di Bari e proseguendo gli interventi già messi in atto dai competenti uffici ministeriali finalizzati a dare a questi ultimi un efficiente e sicuro assetto allocativo, assume l’impegno a finanziarie l’attività di necessaria progettazione del “Polo della Giustizia di Bari”, come espressamente previsto nel “Patto per lo Sviluppo della Città Metropolitana di Bari”, in modo da assicurarne la tempestiva realizzazione, anche eventualmente per lotti funzionali, nonché a verificare, nell’ambito delle risorse disponibili per gli interventi riguardanti la progettazione e risistemazione delle strutture destinate ad ospitare uffici giudiziari del Mezzogiorno d’Italia, l’esistenza dei fondi necessari per la costruzione del Primo Lotto, di valore allo stato non ancora determinato, attribuendo alle attività da svolgersi per la città di Bari carattere di assoluta priorità;
  12. l’Agenzia del Demanio, eventualmente avvalendosi del supporto tecnico ed operativo di Invitalia S.p.A., come autorizzato dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, per quanto ritenuto necessario o utile per la realizzazione del “Polo della Giustizia di Bari”, ritenuto di importanza strategica anche nell’ottica della realizzazione di un consistente risparmio della spesa per locazioni passive, assume l’impegno di sviluppare tutte le fasi della progettazione, fino a quella esecutiva, nonché di curare gli affidamenti per l’esecuzione dei lavori; 
  13. il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. – Campania, Molise, Puglia e Basilicata, nell’ambito delle proprie finalità istituzionali, assicura la propria disponibilità a svolgere le eventuali funzioni di supporto tecnico che verranno eventualmente concordate con l’Agenzia del Demanio;
  14. gli uffici giudiziari di Bari, attraverso l’intervento dei propri vertici distrettuali, in persona del Presidente della Corte d’Appello di Bari e del Procuratore Generale presso la stessa, ribadiscono parere favorevole alla localizzazione del “Polo della Giustizia di Bari” nell’area già occupata dalle Caserme dismesse “Capozzi” e “Milano”, impegnandosi nel contempo, attraverso le attività della competente Conferenza Permanente, a fornire il necessario supporto finalizzato alla corretta individuazione del fabbisogno allocativo di tutti gli uffici giudiziari di Bari; 
  15. sia individuato lo strumento più idoneo ed il percorso più breve ed opportuno per giungere alla variazione di destinazione urbanistica; 
  16. si pervenga al più presto alla verifica della concreta fattibilità e operatività dell’intervento “Polo della Giustizia di Bari” e alla pronta messa in atto di tutte le condizioni, misure, azioni, nel loro complesso, utili alla realizzazione dello stesso nei tempi previsti, secondo le linee e le priorità già di comune accordo definite e tenendo conto delle attività progettuali già svolte e delle analisi già realizzate;
  17. a tale scopo, risulta necessario promuovere ed attuare le forme di cooperazione e collaborazione inter-istituzionale fra tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella realizzazione dell’intervento, ponendo in essere tutte le condizioni necessarie per l’efficace conseguimento degli obiettivi comuni prefissati, anche con la definizione del quadro delle competenze e la conseguente assunzione di impegni specifici;
  • in data 30 luglio 2019 il Ministero della Giustizia, l’Agenzia del Demanio, il Comune di Bari, la Città Metropolitana di Bari, la Corte di Appello di Bari, la Procura Generale presso la citata Corte di Appello ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Provveditorato Interregionale alle OO.PP. per la Campania, Molise, Puglia e Basilicata, hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa Integrativo (di seguito anche “Protocollo Integrativo”), sempre avente ad oggetto la realizzazione del “Polo della giustizia di Bari” presso l’area occupata dalle caserme dismesse “Capozzi” e “Milano, - nel sopramenzionato Protocollo Integrativo sono riportate le seguenti premesse e relativi impegni:
  1. 21 maggio 2018 - la Prefettura di Bari, tenuto conto delle risultanze dell’indagine tecnica disposta dall’INAIL di Bari, quale proprietario dell’immobile di Via Nazariantz – al tempo sede del settore penale del Tribunale di Bari e della Procura della Repubblica presso lo stesso – evidenzia la necessità di reperire, con la massima urgenza e anche in locazione passiva, una diversa sede per quegli uffici giudiziari alla luce delle critiche condizioni di stabilità di quella in uso; 
  2. 23 maggio 2018 - il Sindaco di Bari emette un’ordinanza che ha sospeso “…immediatamente l’efficacia dell’agibilità dell’immobile di proprietà INAIL…”,  con avvio del procedimento amministrativo teso alla revoca dell’agibilità stessa, provvedimento successivamente adottato in data 31 maggio 2018;
  3. il Ministero della Giustizia, attraverso la competente Direzione Generale delle Risorse Materiali e delle Tecnologie del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, al fine di assicurare con immediatezza la prosecuzione dello svolgimento delle attività giudiziarie, pone in essere una serie di interventi atti a trovare una  soluzione allocativa transitoria, in vista della definitiva sistemazione degli uffici giudiziari baresi;
  4. viene quindi immediatamente individuato l’immobile di proprietà dell’INAIL in via Brigata Regina n. 6 Bari, idoneo a soddisfare, seppure parzialmente, le esigenze dei predetti uffici giudiziari, con conseguente sottoscrizione del relativo contratto in data 18 giugno 2018;
  5. era assicurata la disponibilità per gli uffici della sede della soppressa ex sede distaccata di Modugno, per la quale venivano eseguiti con tempestività una serie di interventi di sistemazione, che ne consentivano l’immediata messa in esercizio;
  6. 24 maggio 2018 - il Ministero della Giustizia, attraverso la predetta Direzione Generale delle Risorse materiali e delle Tecnologie, avvia un’indagine di mercato finalizzata alla ricerca di immobili da acquisire in locazione passiva per una sede da destinare ai predetti uffici giudiziari, arrivando ad individuare l’immobile di proprietà della Nova Re SIIQ S.p.A., sito in viale Saverio Dioguardi n.1, quale nuova sede degli stessi; 
  7. 29 novembre 2018 - viene sottoscritto, su giudizio di congruità e nulla osta alla stipula rilasciati dalla Direzione Regionale del Demanio di Bari, il relativo contratto di locazione per un periodo di sei anni, rinnovabili per un ulteriore sessennio;
  8. 4 dicembre 2018 - gli uffici giudiziari interessati vengono gradualmente trasferiti nella nuova sede con conseguente rilascio dell’immobile di proprietà dell’INAIL sito in via Nazariantz dichiarato inagibile; lo svolgimento in tempi rapidissimi dei complessi lavori di rifunzionalizzazione del nuovo edificio hanno comunque permesso la sua integrale  consegna agli uffici baresi già nel mese di luglio 2019;
  9. allo stato attuale, gli uffici del Tribunale – Settore penale – di Bari e della Procura della Repubblica hanno trovato una collocazione provvisoria assolutamente adeguata attraverso la stipula di due contratti-ponte, nelle more che venga realizzato il “Polo della Giustizia di Bari”; 
  10. il Ministero della Giustizia ha dato seguito agli impegni assunti nel Protocollo attraverso il reperimento di risorse complessivamente pari ad €94.700.000,00, nell’ambito della ripartizione del Fondo di cui all’art.1 co.1072, della legge n.205 del 27 dicembre 2017 (per una quota pari ad € 22.181.000,00) e del Fondo di cui all’art.1 co.95 della legge n.145 del 30 dicembre 2018 (per una quota pari ad € 72.519.000,00); 
  11. in considerazione di quanto sopra premesso, appare evidente la  sussistenza di tutti i presupposti necessari per la prosecuzione nell’attuazione della realizzazione del “Polo della Giustizia di Bari” (di seguito denominato “Parco della Giustizia di Bari”) nei tempi e modi stabiliti. 

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO E

VISTI

  • il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, “Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della Legge 15 marzo 1997, n. 59”, che ha istituito l’Agenzia del Demanio, alla quale è attribuito il compito di amministrare i beni immobili dello Stato, con il compito di razionalizzarne e valorizzarne l'impiego e di sviluppare il sistema  informativo sui beni del demanio e del patrimonio e il successivo decreto legislativo 3 luglio 2003, n. 173 “Riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze e delle agenzie fiscali, a norma dell'articolo 1 della Legge 6 luglio 2002, n. 137”;
  • l’art. 2, commi da 222 a 222-quinquies, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)” e ss.mm.ii. concernente disposizioni in materia di razionalizzazione delle Amministrazioni Statali; 
  • il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e s.m.i., recante il Codice dei contratti pubblici in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE; 
  • visto il Decreto Legge n. 76 del 16 luglio 2020 recante “misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale”, convertito con modifiche dalla Legge n. 120 dell’11 settembre 2020;
  • l’articolo 15 della legge 241/1990 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), che prevede la possibilità di concludere accordi tra le Amministrazioni pubbliche per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune;
  • il Regolamento di Amministrazione e Contabilità dell’Agenzia del Demanio deliberato dal Comitato di Gestione in data 16/07/2019, approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 27/08/2019, pubblicato sul sito istituzionale in data 30 agosto 2019 ed in G.U. il 9 settembre 2019 (G.U. n. 211);

LE PARTI STIPULANO E CONVENGONO QUANTO SEGUE

Articolo 1
Premesse ed allegati

Le premesse e gli allegati formano parte sostanziale ed integrante della presente convenzione.

Articolo 2
Oggetto

La presente convenzione disciplina i rapporti tra le Parti nell’ambito delle attività necessarie alla realizzazione del “Parco della Giustizia di Bari”. 

Il Ministero della Giustizia affida all’Agenzia, che accetta, le funzioni di stazione appaltante e tutte le attività tecnico-amministrative, come specificate nell’Allegato A, finalizzate all’attuazione dell’intervento.

In particolare, l’Agenzia, sulla base dello Studio di Fattibilità elaborato da Invitalia, trasmesso al Ministero della Giustizia in data 4 ottobre 2018 ed inviata per conoscenza alla Corte d’Appello ed alla Procura generale presso la Corte d’Appello, all’esito dell’approvazione in via definitiva da parte del tavolo tecnico previsto dall’articolo 3 del protocollo d’intesa integrativo sottoscritto il 30 luglio 2019, provvederà all’espletamento delle gare d'appalto necessarie all’affidamento dei servizi tecnici e delle opere.

Oggetto della presente convenzione è la programmazione, progettazione, esecuzione e collaudo delle opere concernenti il Primo Lotto funzionale del realizzando Parco della Giustizia di Bari.

Nel dettaglio, si prevede di realizzare:

  1. indagini preliminari, demolizione degli edifici preesistenti, bonifica dell’area, realizzazione delle opere di urbanizzazione, progettazione di fattibilità tecnica ed economica e definitiva dell’intero comparto;
  2. progettazione esecutiva, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, realizzazione delle opere e collaudo del Primo Lotto funzionale, da individuarsi a cura del tavolo tecnico previsto dall’articolo 3 del protocollo d’intesa integrativo sottoscritto il 30 luglio 2019.

Articolo 3
Attività ed impegni delle Parti

Per le finalità di cui alla presente convenzione, il Ministero della Giustizia ha stanziato risorse complessivamente pari ad € 94.700.000,00, nell’ambito della ripartizione del Fondo di cui all’art.1 co. 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (per una quota pari ad € 22.181.000,00) e del Fondo di cui all’art.1, co. 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (per una quota pari ad € 72.519.000,00) dei quali garantisce la piena disponibilità coerentemente con il cronoprogramma di avanzamento delle attività. 

Le ulteriori risorse necessarie alla completa realizzazione del Primo Lotto funzionale saranno appositamente reperite e determinate con convenzione integrativa alla presente, fermo restando che fino alla comunicazione formale da parte del Ministero della giustizia della disponibilità delle stesse, l’Agenzia non potrà assumere alcun impegno di spesa  a valere su di esse.

L’Agenzia, nell’assumere le funzioni di stazione appaltante, si impegna ad espletare tutte le attività da ciò derivanti, cosi come disposto dal Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante il codice dei contratti pubblici e s.m.i., dalle relative linee guida attuative dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), dai decreti attuativi del Ministero Infrastrutture e Trasporti, dal D.P.R. 207/2010 (per la parte ancora vigente) e sue modifiche ed integrazioni, dal D.M. 145/2000 e sue modifiche ed integrazioni, nonché ogni adempimento nei confronti dell’ANAC, per l’intera gestione delle attività e nei tempi concordati.

L’Agenzia e il Ministero della Giustizia si impegnano, altresì, a portare a compimento, nell’ambito degli impegni assunti con la sottoscrizione della presente convenzione, tutte le attività di propria competenza e meglio specificate nell’Allegato A. 

Nello svolgimento dell’incarico di cui alla presente convenzione, le Parti si impegnano ad ottemperare alle indicazioni concordate, ad agire secondo i più elevati livelli di diligenza professionale, ad eseguire ogni attività in modo efficiente e puntuale, ad agire in conformità alle leggi vigenti e a proteggere e preservare gli interessi dello Stato.

Articolo 4
Efficacia e durata

La presente convenzione ha validità fino al completamento delle attività in essa contemplate, con decorrenza dalla stipula fino all’emissione del certificato di collaudo ed alla chiusura amministrativa e contabile dell’opera, salvo eventuali modifiche e/o integrazioni da concordare tra le Parti e da formalizzare mediante la stipulazione di appositi accordi modificativi e/o integrativi.

In caso di mancata attuazione degli impegni indicati nella presente convenzione entro il predetto termine e fatte salve ulteriori proroghe, le Parti si intendono svincolate dai predetti impegni con comunicazione formale, senza null’altro a pretendere l’una dall’altra.

Articolo 5
Monitoraggio e impedimenti

Al fine di favorire la verifica dell’andamento degli interventi oggetto della presente convenzione, l’Agenzia assicura la completa e puntuale comunicazione dello stato dell’arte al Ministero della Giustizia. 

L’Agenzia, nel caso in cui l’attività oggetto della presente convenzione risultasse impedita o ostacolata da fatti imprevisti e imprevedibili, ne dovrà dare tempestiva comunicazione al Ministero della Giustizia. 

Articolo 6
Economie di gara e modifiche contrattuali

Le economie di gara (ribassi d’asta ed IVA corrispondente) costituiscono somme di cui la Stazione Appaltante può disporre, nell’ambito della medesima procedura; pertanto il quadro economico post gare potrà eventualmente essere rimodulato secondo le esigenze dell’appalto e previa comunicazione ed assenso del Ministero della Giustizia.

Qualora si debba ricorrere alla redazione di perizie di variante e suppletive, la Stazione Appaltante chiederà l’autorizzazione sulla eccedenza di spesa per lo stanziamento di fondi non previsti nel Quadro Economico. Nel caso in cui, invece, l’eventuale variante e/o opere suppletive trovino copertura finanziaria attingendo agli accantonamenti per imprevisti o utilizzando le eventuali economie derivanti da ribassi d’asta, ove ciò sia consentito e nei limiti previsti dal vigente codice dei contratti pubblici, la Stazione Appaltante ne darà comunicazione al Ministero della Giustizia.

Le eventuali economie che residueranno al termine delle attività tecnicoamministrative dell’intervento saranno riassorbite dal Ministero della Giustizia. 

Articolo 7
Adempimenti contabili

Le risorse finanziarie necessarie per i servizi tecnici e l‘esecuzione dei lavori nonchè per gli adempimenti previsti dalla presente convenzione sono interamente a carico del Ministero della Giustizia e troveranno copertura a valere sugli appositi stanziamenti del dello stato di previsione della spesa del Ministero della Giustizia. 

Il Ministero della Giustizia assicurerà direttamente il pagamento degli stati di avanzamento lavori, compilati dal Direttore dei Lavori e controfirmati dal Responsabile Unico del Procedimento, e delle eventuali ulteriori somme in favore delle imprese appaltatrici e dei professionisti esterni all’Amministrazione dietro presentazione delle fatture in formato elettronico a loro intestate. 

L’invio da parte dell’Agenzia al Ministero della Giustizia degli stati di avanzamento e dei certificati di pagamento, nonché di tutti i documenti contabili a supporto dei pagamenti da corrispondere, avverrà mediante trasmissione degli stessi a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo all’uopo indicato dal medesimo Ministero.

In caso di carenza documentale e/o presenza di irregolarità, il Ministero della Giustizia richiede all’Agenzia di integrare e/o rettificare e/o emendare quanto già trasmesso. 

L’Agenzia, ad esito di verifica, comunica al Ministero della Giustizia e direttamente all’operatore economico il nulla osta amministrativo-contabile all’emissione della relativa fattura elettronica.

A conclusione delle attività relative a ciascuno degli affidamenti necessari all’esecuzione della presente convenzione, gli atti di contabilità finale, certificati di collaudo o regolare esecuzione o documenti equipollenti verranno trasmessi al Ministero della Giustizia per il formale provvedimento di approvazione e pagamento delle rate di saldo.

Nel contratto di appalto sarà inserito specifica previsione in merito alla fatturazione e al pagamento, esplicitando le modalità di fatturazione alla luce del DM 3 aprile 2013, n. 55 (secondo decreto attuativo della legge n. 244 del 2007 che reca il regolamento che definisce il processo di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica 
attraverso il Sistema di Interscambio) o eventuale normativa sopravvenuta. 

L’operatore economico provvede alla trasmissione delle fatture esclusivamente attraverso il Sistema di interscambio indicando il “codice univoco ufficio IPA” che verrà comunicato dal Ministero.

All’interno del tracciato dovranno essere riportati obbligatoriamente i numeri di CIG/CUP, che verranno generati a cura della Stazione Appaltante. 

Il Ministero della Giustizia garantisce che il pagamento dei fornitori verrà effettuato, tramite mandato diretto intestato al creditore sull’IBAN comunicato, entro 30 (trenta) giorni dalla data di ricezione della fattura. 

Il Ministero della Giustizia comunicherà tempestivamente all’Agenzia l’avvenuto pagamento delle fatture ricevute. 

Al fine di consentire la corretta allocazione delle risorse in corrispondenza degli esercizi finanziari di esigibilità dei pagamenti ed assicurare, quindi, la necessaria tempestività dei pagamenti, l’Agenzia cura la predisposizione e il costante aggiornamento del cronoprogramma della attività e del corrispondente cronoprogramma dei pagamenti.

Le modalità di pagamento previste dal presente articolo potranno essere riviste sulla base di accordi tra l’Agenzia e il Ministero o attraverso una convenzione integrativa. 

Art. 8
Incentivi per funzioni tecniche e rimborso spese all’Agenzia

Il Ministero corrisponderà direttamente all’Agenzia del Demanio le somme necessarie all’erogazione degli incentivi di cui all’art. 113, commi 2, 3 e 4, del d.lgs. 50/2016. 

Per quanto riguarda la quota di cui ai commi 2 e 3 da corrispondere al personale dell’Agenzia secondo il vigente regolamento dell’Ente, quest’ultimo curerà la predisposizione di tutti gli atti contabili e di spesa, previa trasmissione al Ministero della Giustizia delle relative specifiche da cui si evinca il dettaglio dei nominativi degli aventi diritto e degli importi ad essi spettanti per le funzioni tecniche rispettivamente svolte, debitamente liquidati dal Responsabile della struttura competente.

La quota di cui al comma 4 sarà altresì direttamente erogata dal Ministero della Giustizia all’Agenzia.

Il Ministero della Giustizia provvederà, inoltre, a rimborsare all’Agenzia le spese di carattere strumentale da essa sostenute, debitamente documentate ed incluse nel quadro economico dell’intervento, fra le quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • spese di pubblicità;
  • spese di gara e per commissioni aggiudicatrici;
  • spese per accertamenti di laboratorio e verifiche tecniche;
  • spese per attività tecnico-amministrative connesse alla progettazione e al supporto al RUP.


Articolo 9
Documentazione tecnico-amministrativo-contabile

La documentazione tecnico – amministrativo – contabile trasmessa dall’Agenzia al Ministero della Giustizia ai fini degli adempimenti contabili (Ragioneria di Stato) di
competenza è la seguente:

  1. convenzione sottoscritta tra le Parti;
  2. CIG (Codice Identificativo Gara);
  3. CUP (Codice Unico di Progetto);
  4. disciplinari di incarico in caso di affidamento a tecnici esterni alla Stazione Appaltante;
  5. contratto di appalto con le ditte aggiudicatarie dei lavori;
  6. atto di sottomissione (per eventuali lavori, forniture e servizi accessori all’appalto principale);
  7. verbale di consegna dei lavori;
  8. SAL/Stato finale;
  9. certificato di pagamento;
  10. verbale di fine lavori;
  11. certificato di regolare esecuzione/certificato di collaudo;
  12. DURC in corso di validità;
  13. dichiarazione resa da soggetto munito dei poteri di firma dell’impresa aggiudicataria dei lavori (con allegata copia di un documento d’identità in corso di validità) indicante gli estremi del conto corrente bancario o postale dedicato, ai sensi della L. 136/2010, alla committenza pubblica (se non presente nel contratto di appalto o se  variato);
  14. indirizzo di posta elettronica della società esecutrice dei lavori per l’invio di tutte le informazioni relative alla fatturazione ed al pagamento.

Articolo 10
Facoltà di recesso

Le Parti possono recedere in qualunque momento dalla presente Convenzione, qualora nel corso della esecuzione delle attività oggetto della stessa intervengano fatti o provvedimenti ovvero mutamenti normativi tali da rendere impossibile la esecuzione delle attività summenzionate. In tali ipotesi verranno riconosciute all’Agenzia le spese
ed i costi sostenuti sino alla data di efficacia del recesso, come individuati ed opportunamente documentati attraverso comunicazione all’uopo trasmessa dall’Agenzia al Ministero.

Articolo 11
Disposizioni di riferimento

Per l'esecuzione dei lavori di che trattasi e, quindi, ai fini dell'individuazione della normativa di riferimento, si applicano le disposizioni di natura legislativa e regolamentare in materia di opere pubbliche di competenza statale. 

Per tutto quanto non esplicitamente previsto dalla presente convenzione, le Parti convengono di far riferimento in generale alla normativa in materia di lavori pubblici vigente, alle norme dell’ordinamento amministrativo ed in quanto applicabili a quelle di diritto comune.

Articolo 12
Controversie

In caso di controversia con terzi, l’Agenzia si impegna a darne tempestiva comunicazione al Ministero della Giustizia per le proprie eventuali valutazioni. 

Nel caso di controversie di qualsiasi natura che dovessero insorgere tra le Parti in ordine alla interpretazione o applicazione della presente convenzione o comunque direttamente od indirettamente connesse alla stessa, le Parti si impegnano a comporre amichevolmente e secondo equità le controversie medesime. A tal fine, ciascuna 

Parte comunicherà all’altra per iscritto l’oggetto ed i motivi della contestazione. 

Al fine di comporre bonariamente la controversia, le Parti si impegnano ad esaminare congiuntamente la questione entro un termine congruo e comunque non superiore a 30 (trenta) giorni dalla data di ricezione della contestazione ed a pervenire ad una composizione entro il successivo termine di 15 (quindici) giorni. 

Qualora le Parti non dovessero addivenire alla composizione amichevole della controversia entro i termini di cui sopra, la stessa sarà di competenza esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133 co. 1 lett. a) n. 2, del D.lgs. 104/2010. 

Articolo 13
Tutela dei dati personali

Ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 196/2003, così come aggiornato alla luce del GDPR (Regolamento Europeo sulla Privacy 679/2016/UE) in tema di trattamento dei dati personali, le Parti dichiarano di essersi preventivamente e reciprocamente informate, prima della sottoscrizione della presente convenzione, circa le modalità e le
finalità dei trattamenti dei dati personali derivanti dall’esecuzione della convenzione. 

Ai fini della suddetta normativa, le Parti dichiarano che i dati personali forniti con la presente convenzione sono esatti e corrispondono al vero, esonerandosi reciprocamente da qualsivoglia responsabilità per errori materiali di compilazione, ovvero per errori derivanti da una non corretta imputazione dei dati stessi negli archivi
elettronici e cartacei.

Fermo quanto previsto nei commi che precedono, le Parti esprimono il proprio consenso al trattamento dei propri dati in relazione alle finalità connesse alla esecuzione della presente convenzione.

La presente convenzione viene sottoscritta con firma digitale ai sensi del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice di Amministrazione digitale) come segue.

Per l’Agenzia del Demanio
Il Direttore Generale Cons. Antonio Agostini

Per il Ministero della Giustizia
Lucio Bedetta 


ALLEGATO A

Impegni delle Parti

  • Attività in capo all’Agenzia

L’Agenzia provvede all’affidamento ad operatori economici esterni di tutti i servizi tecnici necessari alla realizzazione dell’opera, tra cui rilievi, indagini, accertamenti, analisi, sondaggi e studi specialistici di supporto alla progettazione che ritenesse necessari; cura l’affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica, definitiva ed esecutiva, la verifica dei progetti, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, la direzione dei lavori; provvede inoltre all’affidamento dei relativi lavori ed al collaudo dell'opera.

In particolare, tra le numerose attività previste dalla vigente normativa ed a mero titolo esemplificativo, l’Agenzia:

  1. nomina il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) ai sensi dell’art. 31 del D.lgs. n. 50/2016;
  2. fornisce, in seguito alla nomina del RUP, un quadro economico previsionale nonché un cronoprogramma di massima, articolato nelle seguenti fasi:
    1. sviluppo delle indagini preliminari conoscitive (dalla pubblicazione del bando di gara alla validazione degli elaborati);
    2. sviluppo di un masterplan e della progettazione di fattibilità tecnicoeconomica (dalla pubblicazione del bando di gara alla validazione degli elaborati progettuali);
    3. sviluppo della progettazione definitiva ed esecutiva (dalla pubblicazione del bando di gara alla validazione degli elaborati progettuali);
    4. predisposizione dei documenti di gara ed affidamento dei lavori (dalla pubblicazione del bando di gara alla stipula del contratto d’appalto);
    5. esecuzione dei lavori (dalla consegna dei lavori al collaudo);
    6. collaudi ed attività amministrative finalizzate all’uso dell’immobile (quali ad es. l’agibilità, l’accatastamento, ecc.);
    7. consegna dell’immobile al Ministero della Giustizia;
       
  3. nomina le figure tecniche previste dal D.lgs. n. 50/2016 (progettista, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, direttore dei lavori, etc.) scegliendole tra il proprio personale ovvero, in caso di assenza o indisponibilità di figure tecniche con le necessarie professionalità, affida tali incarichi a soggetti esterni ai sensi del D.lgs. n. 50/2016;
  4. cura i procedimenti autorizzativi relativi alla realizzazione delle opere, anche mediante richiesta di indizione delle conferenze dei servizi eventualmente necessarie alla acquisizione delle autorizzazioni, pareri, nulla osta, atti di assenso ed approvazioni comunque denominati;
  5. approva, previa concertazione con il Ministero della Giustizia, i vari livelli di progettazione previsti;
  6. predispone gli atti di gara finalizzati all’esecuzione delle opere;
  7. gestisce le procedure di gara in tutte le fasi;
  8. stipula i contratti d’appalto;
  9. inserisce, nella documentazione di gara e/o contrattuale, la clausola risolutiva espressa di cui all’art. 1456 c.c. ogni qualvolta nei confronti dell’imprenditore o dei componenti la compagine sociale, o dei dirigenti dell’impresa con funzioni specifiche relative all’affidamento, alla stipula e all’esecuzione del contratto sia stata disposta misura cautelare o sia intervenuto rinvio a giudizio per taluno dei delitti di cui agli artt. 317, 318, 319, 319 bis, 319 ter, 319 quater, 320, 322, 322 bis, 346 bis, 353, 353 bis del codice penale;
  10. trasmette al Ministero della Giustizia i contratti di appalto ed i verbali di consegna lavori entro 15 giorni dalla loro sottoscrizione; 
  11. approva le eventuali varianti in corso d’opera nei termini previsti dall’art. 106 del D.lgs. n. 50/2016 e ne trasmette la documentazione al Ministero della Giustizia per opportuna conoscenza; 
  12. approva i disciplinari e gli eventuali atti aggiuntivi trasmettendoli al Ministero della Giustizia;
  13. cura la predisposizione di relazioni per l’Avvocatura dello Stato per eventuali contenziosi che dovessero insorgere con gli operatori economici coinvolti durante l’affidamento e l’esecuzione delle attività;
  14. cura ogni ulteriore attività utile per il perseguimento degli obiettivi della presente Convenzione.


 Attività in capo al Ministero della Giustizia

  1. partecipa all’approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica, di quello definitivo e del progetto esecutivo;
  2. provvede ai pagamenti, che verranno effettuati tramite bonifico bancario a 30 (trenta) giorni dalla data di ricezione della fattura;
  3. indica il nominativo di uno o più referenti per l’intervento, impegnandosi in caso di variazione a darne tempestiva comunicazione all’Agenzia;
  4. partecipa all’approvazione del quadro economico di progetto nei limiti del finanziamento previsto;
  5. fornisce tutti i chiarimenti, integrazioni ed approfondimenti necessari allo svolgimento dei compiti della Stazione Appaltante;
  6. cura ogni ulteriore attività utile al perseguimento degli obiettivi della presente Convenzione.