Concessione in comodato d’uso gratuito di locali per la realizzazione e gestione di attività produttive di sartoria e lavanderia - Casa di reclusione - VENEZIA Giudecca

19 febbraio 2025

Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Provveditorato Regionale per il Triveneto  
Direzione della Casa Reclusione Femminile Venezia “Giudecca"

 


TERMINE per il ricevimento delle manifestazioni di interesse: 28 ottobre 2026
 

 

Pubblicazione del 19 ottobre 2026

Prot. n. 12691 DEL 16/10/2026

AVVISO PUBBLICO DI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

Per l'individuazione di cooperative sociali di tipo B interessate alla realizzazione e gestione di attività produttive all'interno della Casa di Reclusione Femminile di Venezia – Giudecca, mediante assegnazione in comodato d'uso gratuito di locali attualmente destinati a lavanderia e sartoria, con obbligo di inserimento lavorativo di almeno 23 donne detenute.

IL DIRETTORE

VISTO l'art. 27, terzo comma, della Costituzione, che attribuisce alla pena finalità rieducativa;

VISTA la legge 26 luglio 1975, n. 354, recante norme sull'ordinamento penitenziario, e in particolare gli artt. 15 e 20, relativi al trattamento rieducativo, all'organizzazione del lavoro penitenziario e alle convenzioni di inserimento lavorativo con soggetti pubblici e privati;

VISTO l'art. 47 del D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, che disciplina l'organizzazione e la gestione delle lavorazioni penitenziarie da parte di imprese pubbliche e private, anche mediante utilizzo di locali concessi in comodato dalle Direzioni degli istituti;

VISTI gli artt. 1803 e seguenti del Codice civile in materia di comodato;

VISTA la legge 8 novembre 1991, n. 381, recante la disciplina delle cooperative sociali;

VISTA la legge 22 giugno 2000, n. 193, cosiddetta legge Smuraglia, e la relativa normativa attuativa, in materia di agevolazioni per l'inserimento lavorativo delle persone detenute;

VISTO il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;

VISTO il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, per quanto applicabile agli eventuali e distinti affidamenti di lavori, servizi e forniture;

RICHIAMATE le disposizioni e le indicazioni operative del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria in materia di lavoro penitenziario, convenzioni con soggetti esterni e applicazione della legge n. 193/2000;

PREMESSO CHE

  • -il lavoro costituisce uno degli strumenti fondamentali del trattamento penitenziario, in quanto favorisce la responsabilizzazione individuale, l'acquisizione di competenze professionali, l'autonomia economica e la costruzione di concrete prospettive di reinserimento sociale;
  • l'Amministrazione penitenziaria persegue l'obiettivo di incrementare le opportunità di lavoro effettivo, regolarmente retribuito e professionalmente qualificante in favore delle persone detenute;
  • la Casa di Reclusione Femminile di Venezia – Giudecca intende consolidare e ampliare le opportunità occupazionali offerte alla popolazione detenuta femminile, valorizzando le esperienze produttive già sviluppate all'interno dell'Istituto;
  • l'Istituto dispone di locali attualmente destinati ad attività di lavanderia e sartoria, suscettibili di valorizzazione mediante l'insediamento di iniziative produttive promosse e gestite da cooperative sociali;
  • l'ampiezza e le potenzialità produttive degli ambienti consentono di individuare, quale obiettivo prioritario, l'inserimento lavorativo di un numero complessivo di detenute non inferiore a 23 unità, ferma restando la necessaria verifica della compatibilità delle lavorazioni con le caratteristiche strutturali, impiantistiche e organizzative dei locali;
  • l'utilizzazione del patrimonio immobiliare dell'Amministrazione deve essere funzionale al perseguimento di risultati trattamentali concreti, verificabili e continuativi;
  • la concessione gratuita degli spazi costituisce una misura di sostegno all'insediamento di attività imprenditoriali a finalità sociale, alla quale deve corrispondere un effettivo e significativo impegno occupazionale;
  • l'iniziativa non è finalizzata all'acquisizione di servizi o forniture da parte dell'Amministrazione, bensì alla realizzazione di attività produttive autonome, economicamente sostenibili e rivolte al mercato;

CONSIDERATO, altresì, che nell'ambito della programmazione degli interventi strutturali dell'Istituto è prevista la ristrutturazione di ulteriori ambienti ubicati nell'Ala adiacente, suscettibili di futura destinazione all'ampliamento delle attività lavorative;

RITENUTO opportuno rendere nota sin d'ora tale prospettiva di sviluppo, precisando che, nell'ambito della futura organizzazione dei nuovi spazi, la Direzione intende riservare un locale appositamente attrezzato al lavaggio degli indumenti e della biancheria personale delle detenute;

CONSIDERATO che tale eventuale servizio istituzionale, non ricompreso nell'oggetto della presente procedura, dovrà essere disciplinato con successivi e autonomi atti, nel rispetto della normativa applicabile;

RITENUTO necessario assicurare la massima trasparenza nell'individuazione degli operatori interessati, favorendo la presentazione di progetti imprenditoriali coerenti con le finalità del trattamento penitenziario e con l'interesse pubblico alla valorizzazione dei locali;

RENDE NOTO

che la Direzione della Casa di Reclusione Femminile di Venezia – Giudecca intende acquisire manifestazioni di interesse da parte di cooperative sociali di tipo B, interessate alla realizzazione e gestione di attività produttive all'interno dell'Istituto, mediante assegnazione in comodato d'uso gratuito dei locali di seguito individuati, con impegno all'inserimento lavorativo di almeno 23 donne detenute.

L'iniziativa è finalizzata alla selezione di un progetto produttivo unitario, caratterizzato da sostenibilità economica, continuità lavorativa, qualificazione professionale e concreta capacità di reinserimento sociale.

Art. 1 – Oggetto della manifestazione di interesse

Il presente avviso è finalizzato all'individuazione di una cooperativa sociale di tipo B, ovvero di un consorzio o raggruppamento ammissibile secondo la normativa vigente, interessato all'organizzazione e gestione di attività produttive all'interno della Casa di Reclusione Femminile di Venezia – Giudecca.

A tale scopo, la Direzione intende mettere a disposizione, mediante contratto di comodato d'uso gratuito collegato a specifica convenzione di inserimento lavorativo, due distinti spazi attualmente destinati rispettivamente a lavanderia e sartoria.

Le attività dovranno essere organizzate e gestite autonomamente dal soggetto selezionato, con assunzione del relativo rischio imprenditoriale e con destinazione dei prodotti o delle prestazioni prevalentemente al mercato esterno.

L'iniziativa non determina alcun obbligo dell'Amministrazione di acquistare beni, servizi o prestazioni dalla cooperativa assegnataria.

Art. 2 – Individuazione e condizioni dei locali

Gli spazi oggetto della presente procedura, ubicati all'interno della Casa di Reclusione Femminile di Venezia – Giudecca, Fondamenta delle Convertite n. 712, aventi la dimensione complessiva di 300 mq, sono suddivisi in numero sei locali con due distinte attività ovvero lavanderia/asciugatura dei capi e sartoria. Muniti di idonei servizi igienici e locali tecnici.

Essi comprendono:

  1. Locali attualmente destinati a lavanderia, suscettibili di utilizzazione per attività di lavanderia industriale o artigianale, trattamento tessile ovvero altre lavorazioni compatibili con le caratteristiche degli ambienti.
  2. Locali attualmente destinati a sartoria, suscettibili di utilizzazione per attività di confezionamento, lavorazione tessile, produzione artigianale, assemblaggio o altre attività compatibili.

L'esatta consistenza e distribuzione degli spazi, le superfici e le caratteristiche impiantistiche saranno individuate all’atto del sopralluogo obbligatorio.

I locali saranno consegnati liberi da macchinari, attrezzature, arredi e materiali, previa ricognizione dei beni presenti e definizione degli eventuali rapporti giuridici preesistenti.

La cooperativa dovrà pertanto provvedere autonomamente, a propria cura e spese, all'allestimento delle attività produttive.

La consegna avverrà nello stato di fatto e di diritto risultante dall'apposito verbale, previa verifica della disponibilità giuridica dei locali e della loro idoneità rispetto all'utilizzazione concretamente autorizzata.

La Direzione non garantisce la possibilità di utilizzare gli ambienti per lavorazioni diverse da quelle risultate compatibili all'esito delle necessarie verifiche tecniche.

È fatto espresso divieto di eseguire interventi edilizi, impiantistici o modificativi senza preventiva autorizzazione scritta della Direzione e senza acquisizione degli eventuali ulteriori titoli e nulla osta prescritti dalla normativa vigente, anche in considerazione del valore storico-architettonico del complesso immobiliare.

Ai fini della presentazione delle proposte è previsto un sopralluogo obbligatorio.

Art. 3 – Finalità e caratteristiche delle attività

Le iniziative proposte dovranno essere finalizzate alla realizzazione di attività produttive effettive, economicamente sostenibili e idonee a garantire continuità occupazionale.

Saranno valorizzati i progetti caratterizzati da:

  1. disponibilità di commesse, clienti o concrete prospettive commerciali documentabili;
  2. capacità di garantire lavorazioni continuative e non meramente occasionali;
  3. effettiva sostenibilità economico-finanziaria;
  4. significativo impiego di manodopera detenuta;
  5. acquisizione di competenze professionali concretamente spendibili nel mercato del lavoro;
  6. possibilità di prosecuzione dei rapporti lavorativi dopo la scarcerazione;
  7. coerenza delle attività con le esigenze trattamentali e di sicurezza dell'Istituto.

L'attività dovrà presentare natura effettivamente lavorativa e produttiva e non potrà esaurirsi in iniziative formative, assistenziali o di carattere occasionale.

Art. 4 – Obbligo occupazionale minimo

Costituisce condizione essenziale e inderogabile dell'iniziativa l'impegno della cooperativa ad assumere e mantenere in attività lavorativa, a regime, un numero complessivo di donne detenute non inferiore a 23 unità.

Tale obbligo si riferisce a 23 posizioni lavorative effettivamente attive e contemporaneamente coperte, e non al mero numero cumulativo di assunzioni effettuate nel corso della durata convenzionale.

Ai fini del raggiungimento della soglia minima saranno computati esclusivamente i rapporti di lavoro regolarmente instaurati e retribuiti.

Non saranno computati tirocini, attività di volontariato, percorsi formativi privi di rapporto di lavoro o prestazioni meramente occasionali.

La cooperativa dovrà presentare un piano occupazionale dettagliato contenente:

  • il numero delle detenute da assumere e la distribuzione delle posizioni tra i laboratori;
  • la tipologia contrattuale e il contratto collettivo applicabile;
  • le mansioni e gli inquadramenti;
  • l'orario settimanale previsto per ciascuna lavoratrice;
  • il trattamento retributivo, contributivo e assicurativo;
  • le attività di formazione e addestramento;
  • il cronoprogramma delle assunzioni;
  • le modalità di mantenimento e reintegrazione del livello occupazionale.

Il numero minimo di 23 lavoratrici dovrà essere raggiunto entro sei mesi dall'effettivo avvio delle attività produttive, salvo termine inferiore indicato nel progetto selezionato.

Gli orari di lavoro dovranno essere coerenti con la natura effettiva delle mansioni e con il trattamento contrattuale previsto.

Non saranno considerate adeguate proposte che prevedano un impiego meramente simbolico delle lavoratrici, pur formalmente rispettando il numero minimo richiesto.

La Direzione attribuirà particolare valore ai progetti capaci di garantire orari lavorativi significativi, continuità settimanale e condizioni occupazionali stabili.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro per scarcerazione, trasferimento, dimissioni o altre cause, la cooperativa dovrà attivarsi tempestivamente per il ripristino del livello occupazionale, compatibilmente con la disponibilità di candidate idonee individuate secondo le procedure penitenziarie.

Eventuali riduzioni temporanee dovute a circostanze oggettive non imputabili alla cooperativa saranno valutate dalla Direzione, previa adeguata documentazione.

Il livello occupazionale sarà oggetto di verifica trimestrale.

Il mancato raggiungimento o mantenimento dell'obiettivo minimo, per cause imputabili alla cooperativa, costituirà inadempimento essenziale ai fini della convenzione.

Art. 5 – Valorizzazione delle professionalità già presenti

La Direzione intende salvaguardare e valorizzare le competenze professionali acquisite dalle detenute attraverso le lavorazioni già presenti nell'Istituto.

Le cooperative dovranno pertanto indicare, nei rispettivi progetti, le modalità attraverso le quali intendono valorizzare le professionalità già formate, anche mediante percorsi di aggiornamento, qualificazione e inserimento nelle nuove attività produttive.

Nella definizione del piano occupazionale dovrà essere attribuita adeguata considerazione alle competenze professionali già maturate dalla popolazione detenuta.

Resta ferma la competenza dell'Amministrazione in ordine alle procedure di individuazione e ammissione delle detenute al lavoro, nel rispetto della normativa penitenziaria.

La presente disposizione non comporta automatico trasferimento dei rapporti di lavoro preesistenti né pregiudica gli eventuali diritti derivanti dalla normativa applicabile.

Art. 6 – Comodato gratuito e oneri economici

I locali saranno concessi in comodato d'uso gratuito, ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. n. 230/2000 e degli artt. 1803 e seguenti del Codice civile.

La gratuità riguarda esclusivamente l'utilizzazione dei locali e non comporta alcun obbligo dell'Amministrazione di finanziare o sostenere economicamente l'attività produttiva.

Saranno posti a esclusivo carico della cooperativa:

  1. l'acquisto, il trasporto, l'installazione e la manutenzione dei macchinari e delle attrezzature;
  2. la fornitura di materie prime, materiali di consumo e dispositivi di protezione;
  3. tutti gli oneri retributivi, contributivi, previdenziali e assicurativi derivanti dai rapporti di lavoro;
  4. le spese per la formazione e l'addestramento delle lavoratrici;
  5. le spese per la pulizia e l'igienizzazione dei locali;
  6. la manutenzione ordinaria degli ambienti assegnati, nei limiti degli obblighi convenzionalmente assunti;
  7. la manutenzione e la riparazione degli impianti e delle attrezzature di pertinenza dell'attività;
  8. la gestione e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle lavorazioni;
  9. le coperture assicurative relative all'attività esercitata, alla responsabilità civile verso terzi e agli eventuali danni arrecati ai beni dell'Amministrazione;
  10. gli oneri connessi ai consumi idrici, elettrici, termici e alle ulteriori utenze imputabili alle attività produttive;
  11. gli eventuali interventi di adattamento funzionale espressamente autorizzati e posti a carico della cooperativa.

Le modalità di quantificazione e rimborso dei consumi saranno stabilite prima della consegna, privilegiando sistemi di misurazione dedicati.

Qualora tali sistemi non risultino tecnicamente realizzabili, saranno individuati criteri oggettivi, documentabili e preventivamente concordati.

L'assenza di sistemi autonomi di contabilizzazione non comporterà, di per sé, la gratuità dei consumi imputabili alla cooperativa.

Gli interventi strutturali e di manutenzione straordinaria dell'immobile resteranno disciplinati secondo le competenze previste dalla legge e dagli specifici accordi, senza automatico trasferimento degli obblighi alla cooperativa.

Nessun intervento potrà determinare obbligazioni economiche a carico della Direzione in assenza di preventiva autorizzazione e regolare copertura finanziaria.

Eventuali migliorie, installazioni fisse o trasformazioni preventivamente autorizzate saranno disciplinate negli atti convenzionali, anche con riferimento alla proprietà dei beni, alla loro eventuale rimozione e all'esclusione di indennizzi non espressamente pattuiti.

Art. 7 – Durata del rapporto

La durata del comodato è stabilita in cinque anni, decorrenti dalla data del verbale di consegna dei locali.

Il contratto di comodato sarà funzionalmente collegato alla convenzione per l'organizzazione e la gestione delle attività lavorative.

Non è previsto il rinnovo tacito.

L'eventuale prosecuzione del rapporto alla scadenza sarà subordinata a una nuova valutazione dell'Amministrazione e al rispetto della normativa vigente.

Restano salvi i casi di risoluzione per inadempimento, nonché gli altri rimedi previsti dalla legge e dal contratto per sopravvenute esigenze di interesse pubblico.

Art. 8 – Allestimento dei locali e avvio delle attività

Il soggetto selezionato dovrà predisporre, prima della stipulazione, un cronoprogramma esecutivo contenente:

  • l'elenco dei macchinari e delle attrezzature;
  • gli investimenti previsti;
  • gli eventuali interventi di adattamento funzionale;
  • i titoli autorizzativi necessari;
  • i tempi di installazione e collaudo;
  • la data prevista per l'avvio delle lavorazioni;
  • il calendario delle assunzioni.

Salvo impedimenti oggettivi documentati o tempi necessari per l'acquisizione di autorizzazioni, le attività dovranno essere avviate entro 120 giorni dalla consegna di locali tecnicamente idonei e giuridicamente disponibili.

Il mancato avvio per cause imputabili alla cooperativa potrà comportare la risoluzione del rapporto, secondo le modalità stabilite nella convenzione.

Art. 9 – Sicurezza e organizzazione delle lavorazioni

Le attività saranno svolte nel pieno rispetto delle esigenze di ordine, sicurezza e organizzazione dell'Istituto.

La cooperativa dovrà garantire la presenza di personale professionalmente qualificato e l'adozione delle misure di sicurezza previste dalla normativa vigente.

Prima dell'avvio saranno definiti gli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, valutazione dei rischi e coordinamento tra i soggetti interessati, secondo le rispettive competenze.

L'introduzione di strumenti, macchinari, sostanze e materiali sarà subordinata alla verifica di compatibilità con le esigenze di sicurezza penitenziaria.

Le modalità di accesso del personale esterno, gli orari, la movimentazione delle merci e l'organizzazione delle attività saranno concordati con la Direzione, sentito il Comando di Polizia Penitenziaria per gli aspetti di competenza.

La Direzione conserverà ogni prerogativa connessa alla gestione dell'Istituto e potrà disporre, per comprovate esigenze istituzionali, le misure organizzative necessarie, comprese eventuali sospensioni temporanee delle lavorazioni.

Restano ferme le responsabilità dei diversi soggetti secondo la normativa applicabile.

Art. 10 – Prospettive di ampliamento delle attività nell'Ala adiacente

La Direzione rende noto che, nell'ambito della programmazione degli interventi strutturali dell'Istituto, è prevista la ristrutturazione di ulteriori ambienti ubicati nell'Ala adiacente ai locali oggetto della presente procedura.

All'esito degli interventi e previa verifica della disponibilità, dell'idoneità tecnica e dell'acquisizione delle necessarie autorizzazioni, tali ambienti potranno essere destinati all'ampliamento delle attività produttive e occupazionali.

L'eventuale ampliamento costituirà oggetto di autonoma valutazione da parte dell'Amministrazione e non comporterà alcun diritto automatico di assegnazione in favore della cooperativa selezionata.

Nell'ambito della futura organizzazione degli spazi dell'Ala adiacente, la Direzione intende riservare almeno un locale autonomo, funzionalmente delimitato e dotato delle necessarie predisposizioni impiantistiche, da destinare specificamente al lavaggio degli indumenti e della biancheria personale delle donne detenute.

Tale spazio sarà finalizzato a garantire una gestione continuativa, organizzata e igienicamente adeguata dei lavaggi, a beneficio della popolazione detenuta.

La Direzione intende favorire un modello gestionale nel quale il locale sia attrezzato con macchinari professionali e gestito da un operatore esterno, eventualmente anche attraverso l'impiego di donne detenute regolarmente retribuite.

L'obbligo di attrezzare e gestire i predetti locali, nonché di garantire l'effettiva esecuzione dei lavaggi destinati alle esigenze istituzionali, sarà posto a carico dell'operatore individuato mediante il successivo procedimento previsto dalla normativa applicabile.

In tale sede saranno definiti:

  1. la consistenza e le caratteristiche del locale;
  2. i macchinari e le attrezzature da installare;
  3. le quantità e la tipologia degli indumenti da trattare;
  4. la frequenza e gli standard qualitativi e igienici del servizio;
  5. gli obblighi di manutenzione e gestione;
  6. le modalità di impiego delle eventuali lavoratrici detenute;
  7. gli oneri economici e la loro ripartizione;
  8. la durata del rapporto e le responsabilità dell'operatore.

La cooperativa selezionata nell'ambito del presente avviso potrà partecipare all'eventuale successiva procedura, senza beneficiare di diritti di esclusiva o preferenza derivanti dall'assegnazione dei locali attuali.

La presente previsione ha natura esclusivamente programmatoria e non costituisce affidamento, anche condizionato, del futuro servizio di lavanderia istituzionale.

Art. 11 – Esclusione di servizi e forniture in favore dell'Amministrazione

Il presente avviso riguarda esclusivamente la realizzazione di attività produttive e lavorative mediante l'utilizzazione gratuita di locali dell'Amministrazione.

Non costituisce oggetto della procedura l'affidamento del servizio di lavanderia per conto dell'Istituto, né di ulteriori servizi o forniture destinati al soddisfacimento delle esigenze istituzionali.

L'assegnazione dei locali non attribuirà alla cooperativa alcun diritto a eseguire prestazioni per conto della Direzione.

Eventuali futuri servizi saranno disciplinati mediante procedimenti autonomi, previa definizione dell'oggetto delle prestazioni, del relativo valore economico, delle condizioni contrattuali e della procedura applicabile.

Resta esclusa ogni forma di affidamento automatico conseguente al rapporto di comodato.

Art. 12 – Requisiti di partecipazione

Possono presentare manifestazione di interesse le cooperative sociali di tipo B, ai sensi dell'art. 1, comma 1, lettera b), della legge n. 381/1991, nonché i relativi consorzi e le forme associative consentite dalla legge.

I soggetti interessati dovranno possedere:

  1. regolare costituzione e iscrizione nel Registro delle imprese e negli albi previsti dalla normativa vigente;
  2. assenza di cause ostative alla contrattazione con la Pubblica Amministrazione;
  3. regolarità contributiva, previdenziale, assicurativa e fiscale;
  4. capacità tecnico-professionale adeguata alle lavorazioni proposte;
  5. adeguata capacità economico-finanziaria, rapportata agli investimenti e agli impegni occupazionali;
  6. disponibilità a sostenere autonomamente i costi organizzativi e produttivi;
  7. rispetto della normativa sul lavoro e sulla sicurezza.

L'esperienza maturata nella gestione di attività produttive e nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate costituirà elemento di valutazione.

L'esperienza in ambito penitenziario sarà valorizzata senza costituire requisito esclusivo di ammissione.

Art. 13 – Presentazione delle manifestazioni di interesse

Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire del entro il termine di 10 giorni dalla pubblicazione del presente avviso, mediante PEC all'indirizzo istituzionale indicato nell'avviso di pubblicazione.

La domanda, sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante, dovrà essere corredata da:

  1. Presentazione della cooperativa e curriculum delle attività svolte.
  2. Documentazione relativa ai requisiti di partecipazione.
  3. Progetto tecnico-produttivo e organizzativo.
  4. Piano economico-finanziario quinquennale.
  5. Piano occupazionale dettagliato per almeno 23 detenute.
  6. Indicazione dei rapporti contrattuali, degli orari e del trattamento retributivo.
  7. Piano formativo e di qualificazione professionale.
  8. Cronoprogramma degli investimenti e delle assunzioni.
  9. Elenco dei macchinari e delle attrezzature da installare.
  10. Documentazione attestante commesse o prospettive commerciali.
  11. Dichiarazione di avvenuto sopralluogo.
  12. Dichiarazione di accettazione delle condizioni essenziali previste dall'avviso.

La Direzione potrà richiedere chiarimenti e integrazioni nei limiti consentiti dalla normativa e nel rispetto della parità di trattamento.

Art. 14 – Criteri di valutazione

Le proposte saranno esaminate da apposita Commissione nominata dalla Direzione.

La valutazione sarà effettuata sulla base dei seguenti criteri:

Criteri Punteggio massimo

Qualità del piano occupazionale, numero di lavoratrici oltre il minimo, ore di lavoro e stabilità contrattuale: 30

Sostenibilità economico-finanziaria, disponibilità di commesse e continuità produttiva : 25

Investimenti, allestimento dei locali e concretezza del cronoprogramma: 15

Formazione, qualità delle mansioni e spendibilità delle competenze professionali: 15

Esperienza e capacità organizzativa nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate: 10

Prospettive di continuità occupazionale dopo la scarcerazione: 5

TOTALE: 100

Costituisce requisito essenziale di ammissibilità del progetto l'impegno espresso al raggiungimento e al mantenimento del livello minimo di 23 lavoratrici.

Le modalità analitiche di attribuzione dei punteggi e l'eventuale soglia minima di idoneità saranno riportate in apposita griglia allegata all'avviso, pubblicata contestualmente allo stesso.

La valutazione terrà conto dell'effettiva capacità del progetto di garantire risultati occupazionali concreti e sostenibili e non della sola dichiarazione di intenti.

Art. 15 – Monitoraggio delle attività e obblighi informativi

La cooperativa dovrà trasmettere alla Direzione, con periodicità trimestrale, una relazione sull'andamento delle attività.

La relazione dovrà contenere:

  • il numero delle detenute effettivamente occupate;
  • le ore di lavoro svolte;
  • le eventuali variazioni del personale;
  • lo stato di attuazione del piano occupazionale;
  • l'andamento delle lavorazioni;
  • le attività formative realizzate;
  • le eventuali criticità e le misure adottate per superarle.

La Direzione potrà effettuare verifiche documentali e sopralluoghi, nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Il monitoraggio sarà finalizzato ad accertare l'effettiva realizzazione degli obiettivi occupazionali e trattamentali posti a fondamento della concessione gratuita dei locali.

Art. 16 – Inadempimenti e risoluzione

La convenzione individuerà espressamente gli obblighi essenziali del rapporto e le conseguenze del loro inadempimento.

Costituiranno, in particolare, cause di possibile risoluzione:

  1. il mancato avvio delle attività nei termini concordati per cause imputabili alla cooperativa;
  2. il mancato raggiungimento o mantenimento del livello occupazionale minimo, quando imputabile alla cooperativa;
  3. la cessazione ingiustificata delle lavorazioni;
  4. l'utilizzazione dei locali per finalità diverse da quelle autorizzate;
  5. la cessione o il subcomodato non autorizzati;
  6. le gravi o reiterate violazioni degli obblighi di sicurezza;
  7. i gravi inadempimenti retributivi, contributivi e assicurativi;
  8. il mancato pagamento degli oneri posti a carico della cooperativa;
  9. il danneggiamento dei beni dell'Amministrazione o l'esecuzione di interventi non autorizzati.

Salvi i casi che richiedano interventi immediati per ragioni di sicurezza, la Direzione procederà alla formale contestazione dell'inadempimento, assegnando un termine congruo per le controdeduzioni e l'eventuale regolarizzazione.

La risoluzione comporterà l'obbligo di restituzione dei locali, secondo le modalità stabilite nel contratto.

Saranno preventivamente disciplinate la rimozione delle attrezzature, la sorte delle eventuali migliorie e le responsabilità connesse alla restituzione degli ambienti.

Art. 17 – Natura dell'avviso e riserve dell'Amministrazione

Il presente avviso ha carattere esplorativo ed è finalizzato all'acquisizione e alla valutazione di proposte di interesse per l'Amministrazione.

La partecipazione non attribuisce alcun diritto all'assegnazione dei locali.

La Direzione si riserva, con adeguata motivazione, di non procedere all'assegnazione qualora nessuna proposta risulti idonea o per sopravvenute ragioni di interesse pubblico.

Potrà procedersi anche in presenza di una sola proposta, purché ritenuta conforme ai requisiti e adeguata sotto il profilo tecnico, economico, organizzativo e occupazionale.

L'effettiva assegnazione resterà subordinata alla positiva conclusione delle verifiche tecniche e amministrative, alla disponibilità giuridica degli spazi e all'acquisizione delle eventuali autorizzazioni necessarie.

La stipulazione della convenzione e del contratto di comodato avverrà nel rispetto delle competenze amministrative e delle disposizioni applicabili.

Art. 18 – Pubblicità e trasparenza

Il presente avviso sarà pubblicato attraverso i canali istituzionali del Ministero della Giustizia e gli ulteriori strumenti ritenuti idonei ad assicurare adeguata pubblicità e partecipazione.

Saranno altresì osservati, per quanto applicabili, gli obblighi di pubblicazione delle proposte di convenzione, dei progetti e dei relativi esiti previsti dall'art. 20 della legge n. 354/1975.

Il trattamento dei dati personali avverrà nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 e della normativa nazionale vigente.

Art. 19 – Disposizioni finali

Per quanto non espressamente disciplinato trovano applicazione le disposizioni dell'ordinamento penitenziario, del relativo regolamento di esecuzione, del Codice civile e delle ulteriori normative vigenti.

I rapporti tra la Direzione e il soggetto individuato saranno regolati mediante apposita convenzione di inserimento lavorativo e contratto di comodato, corredati dal piano occupazionale, dal cronoprogramma e dagli allegati tecnici.

Le condizioni essenziali previste nel presente avviso costituiranno parte integrante degli obblighi convenzionali.

Venezia, 16/10/2026

Il Direttore
Dott.ssa Maurizia Campobasso