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Stati Generali dell'Esecuzione Penale

aggiornamento: 5 febbraio 2016

   Tavolo 4 - Minorità sociale, vulnerabilità, dipendenze

Il Tavolo esamina l’impatto della detenzione sulle condizioni di vulnerabilità individuali, sociali ed economiche e sui problemi delle dipendenze, della sofferenza psichica, dell’ostracismo cui spesso sono soggetti i sex offenders, i reclusi Lesbian Gay Bisexual Transgender (LGBT), ma anche gli autori di reati da colletti bianchi, approfondendo il tema degli autolesionismi e dei suicidi in carcere.

Coordinatore Emanuele Bignamini, Direttore del Dipartimento Dipendenze ASL2 Torino

Partecipanti / Gruppo di lavoro

  • Virgilio Balducchi - Ispettore generale dei cappellani dell'amministrazione penitenziaria
  • Fabio Bognanni - Avvocato
  • Pietro Buffa - Provveditore dell'amministrazione penitenziaria Emilia Romagna
  • Marcello Chianese - Avvocato legale di "San Patrignano" ( ha dichiarato di dissociarsi dal lavoro presentato)
  • Alfio Lucchini - Direttore del Dipartimento dipendenze dell'ASL Milano 2
  • Achille Orsenigo - Psicologo
  • Massimo Pirovano - Responsabile della Comunità "Il Gabbiano" onlus
  • Carlo Renoldi - Magistrato Ufficio studi del CSM
  • Fabrizio Siracusano - Docente di Diritto penitenziario Dipartimento di giurisprudenza Università degli Studi di Catania
  • Orazio Sorrentini - Direttore istituto penitenziario Busto Arsizio
  • Grazia Zuffa -  componente del Comitato nazionale per la bioetica

Perimetro tematico

Il Tavolo si occuperà di esaminare le condizioni di detenzione e le modalità di gestione dei soggetti deboli all’interno degli istituti penitenziari, focalizzando l’attenzione sulla vulnerabilità dovuta sia alle condizioni personali e sociali sia alla specifica situazione detentiva.
L’analisi dovrà anche affrontare la diffusione del fenomeno dell’autolesionismo e dei suicidi, analizzando le modalità di prevenzione e la capacità di risposta a queste espressioni di grave disagio.
Il tavolo si farà carico di esaminare in modo compiuto il tema del rapporto tra lo stato di tossicodipendenza e la repressione penale. In particolare saranno esaminati tutti gli interventi finalizzati ad individuare i migliori percorsi riabilitativi all’interno degli istituti penitenziari e dell’esecuzione penale esterna.
Individuerà ogni processo utile al fine di costruire una responsabilità sociale condivisa, intesa come la responsabilità delle istituzioni pubbliche nel loro complesso in un contesto di impegni reciproci, assunti al fine di assicurare i percorsi di sostegno, di recupero e di reinserimento.
 

 

Abstract della relazione

Il Tavolo concorda che le problematiche riferibili all’area tematica assegnata hanno una pregnanza di ordine generale e non solo tecnico specifico. Ritiene infatti che la gestione normativa e operativa di queste tematiche sia un ologramma della gestione che la Società è in grado di sviluppare sulla tematica delle vulnerabilità, delle dipendenze, della sofferenza distruttiva. Pertanto le proposte operative sottolineano in particolare la necessità di investire tempo e risorse per la costruzione di una visione sociale condivisa, attraverso processi culturali e formativi, compresa la ricerca e la sperimentazione.

Vengono proposti quindi luoghi e tempi di collegamento, di elaborazione e di coordinamento, interdisciplinari e interistituzionali, finalizzati allo scambio e alla permeabilità delle diverse prospettive di intervento. Si sottolinea soprattutto la necessità di elaborare, attraverso un processo di condivisione tra Giustizia, Sanità, Servizi Sociali, Volontariato e Terzo Settore, linee guida, protocolli, accordi che riformino la cultura degli Operatori e delle Istituzioni, base fondamentale per qualsiasi programma di riforma legislativa.
Viene proposta, coerentemente, la previsione di risorse comuni, anche finanziarie, interministeriali e tra Enti diversi, finalizzate alla gestione pratica dei casi multiproblematici da parte dei diversi attori di volta in volta coinvolti , laddove un approccio semplicemente interdisciplinare ma non integrato porta alla paralisi operativa con perdita di efficienza degli interventi, conseguenze negative per la salute individuale, aumento delle recidive sia della patologia sia degli atti criminali, peggioramento dei costi e degli sprechi sociali.

Vengono proposte misure per la prevenzione dei danni alla salute in carcere, in particolare per la riduzione dei rischi di overdose e di contagio per le patologie infettive e a trasmissione sessuale, recependo le indicazioni internazionali e riconoscendo pragmaticamente la realtà delle carceri italiani.

Vengono proposte azioni per la prevenzione del suicidio in carcere, per l’accompagnamento in fase di dimissione dei soggetti vulnerabili, per il reinserimento sociale degli internati.

Vengono proposte modifiche della normativa in tema di dipendenza, considerata comportamento penalmente rilevante in sé, e in tema di misure alternative per gli stati di dipendenza, che devono essere “automatiche” e non a richiesta del soggetto, in quanto tutelanti un diritto alla salute e interesse della collettività.

Obiettivi

  1. Concordare e recepire i criteri diagnostici e il processo per certificare i casi di dipendenza e per discriminare il problema di salute dal comportamento deviante
     
  2. Rivedere i dispositivi di Legge e di bilancio al fine di prevedere l’offerta “automatica” di cure al soggetto con patologie da dipendenza
     
  3. Ridurre il volume degli ingressi in carcere in violazione della legislazione antidroga
     
  4. Allineare le alternative terapeutiche agli interventi sul territorio, seguendo le innovazioni in corso nei Servizi dipendenze, che vanno nella direzione di uno sviluppo della riduzione del danno e di una sempre maggiore flessibilità e personalizzazione degli interventi
     
  5. Incrementare la prevenzione in carcere, dando priorità alla prevenzione delle overdosi e dell’infezione da HIV, seguendo tutte le indicazioni internazionali
     
  6. Elaborare un Piano Nazionale per la prevenzione del suicidio in carcere
     
  7. Predisporre procedure di dimissione atte a preparare la persona al rientro nella vita libera
     
  8. Facilitare il reinserimento sociale degli internati imputabili.
     

Versione integrale della relazione