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Casellario - Servizio certificazione

aggiornamento: 17 dicembre 2018

Nella Gazzetta ufficiale n. 250 del 26 ottobre 2018 - Suppl. Ordinario n. 50 è pubblicato il decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 122 recante “Disposizioni per la revisione della disciplina del casellario giudiziale, in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 18 e 19, della legge 23 giugno 2017, n. 103”, entrato in vigore il 10 novembre 2018.
Ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo, le disposizioni del medesimo acquisteranno efficacia a decorrere dal 26 ottobre 2019.

 

Il Sistema Informativo del Casellario (SIC) eroga un servizio certificativo in relazione ai provvedimenti presenti nella banca dati.

Ai sensi del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313 (c.d. “T.U.”), i certificati possono essere richiesti:

  • dall'autorità giudiziaria, per ragioni di giustizia penale, e dal difensore se autorizzato;
  • dalle amministrazioni pubbliche e dai gestori di pubblici servizi, quando il certificato è necessario per l'espletamento delle loro funzioni;
  • da persona o ente interessato alla/al quale il certificato stesso si riferisce, senza necessità di motivazione.
  • dal datore di lavoro, che intende impiegare una persona in attività professionali o volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori

L'autorità giudiziaria acquisisce direttamente tramite la rete Giustizia:

  • il certificato del casellario giudiziale contenente tutte le iscrizioni riferite a un determinato soggetto come previsto dall'art. 21 T.U.;
  • il certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e degli illeciti amministrativi dipendenti da reato contenente tutte le iscrizioni riferite ad un determinato ente come previsto dall'art. 30 T.U.;

Le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi, in attuazione dell'articolo 39 T.U., potranno consultare direttamente il SIC attraverso il sistema CERPA (CERtificazione Pubbliche Amministrazioni) utilizzando, previa specifica richiesta e stipula di convenzione, il servizio in cooperazione applicativa o la posta elettronica certificata.

Per le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi che ancora non utilizzano la procedura CERPA, per l’interessato e per il difensore il servizio certificativo è erogato dagli uffici locali presso le Procure della Repubblica presenti su tutto il territorio nazionale.

Per l’interessato è stato realizzato il servizio di prenotazione on line dei certificati, disponibile su www.giustizia.it.

Di seguito sono elencati i certificati che si possono richiedere:

Certificati del casellario giudiziale (artt. da 22 a 29 T.U.)

  • il certificato generale contiene i provvedimenti del giudice, irrevocabili, in materia penale, civile ed amministrativa ad eccezione di quelli per i quali il T.U. non prevede la menzionabilità. In sintesi questo certificato riassume i certificati penale e civile;
  • il certificato penale contiene i provvedimenti penali di condanna definitivi ad eccezione di quelli per i quali il T.U. non prevede la menzionabilità;
  • il certificato civile contiene i provvedimenti relativi alla capacità della persona (interdizione giudiziale, inabilitazione, interdizione legale, amministrazione di sostegno), i provvedimenti relativi ai fallimenti (non più iscrivibili dal 1º gennaio 2008).

    I tipi di certificato di cui sopra sono rilasciati a richiesta dell’interessato.
     
  • il certificato del casellario giudiziale per le pubbliche amministrazioni ai sensi dell’articolo 39 T.U.;
  • Il certificato del casellario giudiziale per ragioni di elettorato contiene solo le iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale che incidono sul diritto elettorale ed è rilasciato a richiesta sia dell’interessato sia delle pubbliche amministrazioni.

Certificato penale del casellario richiesto dal datore di lavoro (art. 25-bis T.U.)

  • contiene gli stessi provvedimenti presenti nel certificato penale rilasciato all'interessato

Certificato del casellario giudiziale europeo e informazione con valore legale sui precedenti penali (artt. 21, 21-bis, 22, 25-ter e 28-bis T.U.):

  • il certificato del casellario europeo riporta i provvedimenti di condanna pronunciati nell’ambito dell’Unione a carico di un determinato cittadino italiano;
  • l’informazione con valore legale sui precedenti penali relativi a condanne emesse nel territorio dell’Unione riporta i provvedimenti di condanna pronunciati in ambito UE a carico di un determinato cittadino non italiano.

Certificato dei carichi pendenti (articoli 27 e 28 T.U.)

  • contiene tutti i procedimenti penali in corso a carico di un determinato soggetto, ad eccezione di quelle per le quali il T.U. non prevede la menzionabilità, e gli eventuali relativi giudizi di impugnazione.

In attesa dell’attivazione del casellario nazionale dei carichi pendenti, il certificato è rilasciato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale che ha giurisdizione sul luogo di residenza dell’interessato e riporta i procedimenti pendenti presso detto ufficio nonché quelli in corso presso le procure distrettuali antimafia (“DDA”), di cui ha ricevuto comunicazione. Non sussistono comunque divieti al rilascio da parte di una Procura diversa da quella di residenza, in tal caso il certificato riporterà i soli procedimenti pendenti presso il relativo Tribunale.

Certificato dell’Anagrafe delle Sanzioni Amministrative dipendenti da reato (art. 31 T.U.)

  • contiene tutte le iscrizioni esistenti nell’anagrafe delle sanzioni amministrative riferite a un determinato ente, ad eccezione di quelle per le quali il T.U. non prevede la menzionabilità.

Certificato dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato (art. 31 T.U.)

  • contiene tutti i procedimenti penali in corso a carico di un determinato ente, ad eccezione di quelle per le quali il T.U. non prevede la menzionabilità, e gli eventuali relativi giudizi di impugnazione.

Una volta completata l’interconnessione con il sistema SICP (Sistema Informativo della Cognizione Penale), il sistema rilascerà il certificato nazionale degli illeciti amministrativi dipendenti da reato. Fino ad allora, il certificato è rilasciato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale che ha giurisdizione sul luogo in cui l’ente ha sede e riporta i procedimenti pendenti presso detto ufficio nonché quelli in corso presso le procure distrettuali antimafia (“DDA”), di cui ha ricevuto comunicazione. Non sussistono comunque divieti al rilascio da parte di una Procura diversa da quella di residenza, in tal caso il certificato riporterà i soli procedimenti pendenti presso il relativo Tribunale.

Il SIC garantisce anche i servizi di visura senza efficacia certificativa, previsti dall'art. 33 T.U., per l'interessato che può conoscere senza motivare la richiesta tutte le iscrizioni riferite al medesimo. Sono attive:

  • ls visura delle iscrizioni del casellario giudiziale
  • la visura dell’Anagrafe delle Sanzioni Amministrative