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Nota 7 novembre 2005 - Referente regionale in materia di giustizia riparativa e mediazione penale

7 novembre 2005

Prot. n. GDAP-0384511-2005

Ai Signori Provveditori Regionali
LORO SEDI

e, p. c. Al Signor Direttore Generale Detenuti e Trattamento

Al Signor Direttore Generale Esecuzione Penale Esterna
SEDE 

Questa Commissione istituita - com'è noto - con l'obiettivo di definire le linee guida che assicurino, nell'ambito dell'esecuzione penale di soggetti adulti, l'adozione di modelli uniformi di giustizia riparativa in linea con le Raccomandazioni delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa, ha esitato nel marzo scorso il documento inviato in allegato alla circolare n. 3601/6051 del 14 giugno 2005, e sta continuando a lavorare per l'individuazione e la sperimentazione di quelle forme di giustizia riparativa che appaiano congrue rispetto al sistema dell'esecuzione di pena di condannati adulti.
Preme ricordare che le direttive ad oggi emanate riguardano non solo gli Uffici di esecuzione penale esterna ma altresì tutti gli Istituti penitenziari dove, nell'ambito di competenza dell'area educativa, deve svilupparsi da parte di tutti i componenti la capacità a sostenere i detenuti nella elaborazione di una riflessione sul reato commesso e sulle eventuali azioni riparatorie da porre in essere.
La Commissione ha già esitato uno schema di convenzione da stipulare con gli Enti Locali, Enti pubblici o privati, Associazioni ed Organismi vari in ordine allo sviluppo di attività a beneficio della collettività che è stato adattato (all. 1) alle esigenze della popolazione in esecuzione di pena intramuraria che tramite l'art. 21 o altri benefici previsti dalla legge, possano aderire ad ipotesi di impegno nelle attività predette, laddove ben inteso dette attività assumano un effettivo significato riparatorio per ogni singolo detenuto, chiamato quindi ad esprimere un consenso, avendo preliminarmente acquisito consapevolezza circa l'importanza di un processo dinamico di reintegrazione sociale che ha significato quale atto teso a rinsaldare il patto di cittadinanza.
È interesse di questa Commissione conoscere e valutare la definizione di dette convenzioni sul territorio nazionale, acquisirne copia e avere notizia sul numero dei soggetti in esecuzione di pena coinvolti.
Si rammenta inoltre che l'Ordine di servizio n. 902 del 21 gennaio 2003 affidava alla sottoscritta, oltre al compito di approfondire la tematica ai fini dell'emanazione di opportune direttive nella materia, anche lo studio di modelli di uffici di mediazione penale, la sperimentazione di detti modelli, il coordinamento e monitoraggio delle relative attività per quanto di competenza di questa amministrazione.
In ordine a tale incarico sono stati presi opportuni contatti con un largo numero degli Uffici di mediazione penale per minori o i più recenti Uffici di mediazione che si interfacciano con i giudici di pace, ed è stato coinvolto nei lavori della Commissione il Dipartimento della Giustizia Minorile.
Essendo ormai prossimo il riscontro da parte dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali al quesito posto sulla tutela della vittima sono stati recentemente avviati i primi passi per la sperimentazione di ipotesi di mediazione sia con riferimento all'esecuzione penale esterna che alla popolazione detenuta, sotto la accurata supervisione della Commissione, tendendo a definire opportune procedure e metodologie.
Posto quanto sopra e l'evidente delicatezza dell'argomento si chiede alle SS.LL. di sensibilizzare gli uffici dipendenti acché non avviino alcuna sperimentazione nell'ambito della giustizia riparativa e della mediazione che non sia concordata con questa Commissione e le DG in indirizzo. Si ribadisce che ciascuna articolazione periferica e per esse ciascun operatore deve infatti assumere un ruolo di garanzia effettiva ed efficace in ordine al rispetto dei diritti del reo e soprattutto alla imprescindibile necessità di tutelare la vittima.
Vista comunque la crescente attenzione sull'argomento maturata sia all'interno di questa Amministrazione che sul territorio, e preso atto di numerose iniziative che si vorrebbero realizzare talvolta per richieste estemporanee di soggetti terzi all'Amministrazione stessa, e ritenendo fondamentale che si sviluppi una "cultura" attenta e approfondita sulla giustizia riparativa nonché una "cultura" di rispetto verso i differenti attori coinvolti in tale prospettiva, d'intesa con le due Direzioni generali che leggono per conoscenza, si ritiene opportuno che venga individuato un referente per la materia presso ciascun ambito regionale.
L'esperienza di una sorta di gruppo di consulenti periferici sulla delicata materia vede peraltro iniziative già consolidate in altri paesi europei e rappresenterebbe l'anello essenziale nel processo di messa in comunicazione trasversale di tutti gli attori del sistema penitenziario e del sistema territorio.
Si chiede pertanto alle SS.LL. di voler individuare un referente all'interno di una delle Aree del Provveditorato (o se del caso di uno degli Uffici dipendenti), che assuma una funzione trasversale agli Uffici provveditoriali interessati (specificatamente del trattamento intramurale, dell'esecuzione penale esterna e del personale e della formazione) e con cui questa Commissione possa rapportarsi per le diverse iniziative che si vorranno intraprendere in materia nelle singole realtà territoriali, operatori che verranno coinvolti in un primo incontro già entro la fine dell'anno in corso.
Nel ringraziare per la collaborazione si chiede di far pervenire detti nominativi entro il 30 novembre c.a.

 Roma, 7 novembre 2005

 IL COORDINATORE
DIRIGENTE GENERALE
Maria Pia Giuffrida