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Dipartimento per gli affari di giustizia

Il Direttore generale

 

visti gli articoli 1 e 8 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea;

 

visto il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, di attuazione della direttiva n. 2005/36/CE del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali;

 

visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328 e successive integrazioni, contenente “Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti”;

 

visto il decreto ministeriale 2 luglio 2009, n. 110, che adotta il regolamento in materia di misure   compensative per l’esercizio della professione di dottore agronomo e dottore forestale;

 

vista l’istanza del dott. Lorenzo Pozzi, nato il 1^ febbraio 2000 a Varese (Italia), cittadino italiano, diretta a ottenere, ai sensi dell’art. 16 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, il riconoscimento del titolo professionale di agronomist conseguito nei Paesi Bassi, ai fini dell’iscrizione nell’albo dei dottori agronomi e dei dottori forestali - sezione A e dell’esercizio della relativa professione in Italia;

 

considerato che il richiedente ha conseguito la laurea di primo grado in “Scienze e Tecnologie Agrarie” presso l’Università degli Studi di Milano in data 17 luglio 2023 all’esito di un percorso accademico di durata triennale;

 

rilavato che l’istante ha conseguito il Master of Science Plant Sciences presso la Wageningen University and Research  (Paesi Bassi ) in data 17 settembre 2025 all’esito di un percorso accademico di durata biennale;

 

preso atto delle attestazioni prodotte dal dott. Pozzi relative a esperienze formative dallo stesso svolte all’estero e in Italia dal 2024 ad oggi;

 

preso atto che, in analoghi casi trattati da questa amministrazione, la competente autorità olandese, attraverso il sistema IMI, ha confermato che il titolo di cui è in possesso il richiedente consente di esercitare la corrispondente professione nei Paesi Bassi;

 

considerato peraltro che, nei casi nei quali non può trovare applicazione la direttiva 2005/36/CE, deve essere esaminata la possibilità di applicare direttamente il Trattato (articolo 52), alla luce della giurisprudenza comunitaria (sentenza del 7 maggio 1991 – causa C-340/89 – Vlassoupolou), secondo la quale si opererebbe in contrasto con il diritto di stabilimento garantito dall’art. 52 del Trattato se si facesse astrazione dalle conoscenze e dalle qualifiche già acquisite dall’interessato in un altro Stato membro;

 

ritenuto che nel caso specifico sia applicabile l’art. 52 del Trattato e che sia, quindi, possibile procedere al riconoscimento del titolo accademico-professionale acquisito nei Paesi Bassi dal richiedente, visto l’esito del raffronto effettuato tra le competenze attestate dai diplomi conseguiti nella fattispecie in esame e le conoscenze e qualifiche richieste dalle norme nazionali;

 

considerato, pertanto, il livello delle conoscenze e delle qualifiche di cui questi diplomi attestano il compimento, nonché della natura e della durata degli studi e della formazione pratica del dott. Pozzi;

 

visto il parere del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, espresso con nota prot. DAG n. 202162.E del 12 ottobre 2026;

 

ritenuto che, date le differenze tra la formazione professionale richiesta in Italia per l’esercizio della professione di dottore agronomo e dottore forestale - sezione A, e quella di cui è in possesso l’istante, risulta necessaria l’applicazione di misure compensative;

 

visto l’art. 22, comma 1, del decreto legislativo n. 206/2007, sopra indicato,

 

decreta

 

al dott. Lorenzo Pozzi, nato il 1^ febbraio 2000 a Varese (Italia), cittadino italiano, è riconosciuto il titolo professionale di agronomist conseguito nei Paesi Bassi, quale titolo valido per l’iscrizione nell’albo dei dottori agronomi e dottori forestali - sezione A e per l’esercizio della relativa professione in Italia.

 

Il riconoscimento di cui al precedente articolo è subordinato al superamento di una prova attitudinale sulla materia di seguito indicata, oppure, a scelta del richiedente, a un tirocinio di adattamento sulla stessa materia per un periodo di 3 (tre) mesi:

 

  • estimo.

 

La prova attitudinale, volta ad accertare la conoscenza della materia indicata nel testo del decreto, si compone di un esame orale da svolgersi in lingua italiana.

 

L’esame orale consiste nella discussione di brevi questioni tecniche vertenti la materia sopra indicata e altresì sulle conoscenze di deontologia professionale del candidato.

 

Il candidato, per essere ammesso a sostenere la prova attitudinale, dovrà presentare domanda al Consiglio nazionale, allegando il presente decreto.

 

La commissione, istituita presso il Consiglio nazionale, si riunisce su convocazione del presidente, per lo svolgimento delle prove di esame, fissandone il calendario.

 

Della convocazione della commissione e del calendario fissato per la prova è data immediata notizia all’interessato, al recapito da questo indicato nella domanda.

 

La commissione rilascia all’interessato certificazione dell’avvenuto superamento dell’esame, al fine dell’iscrizione nell’albo dei dottori agronomi e dottori forestali - sezione A.

 

Il tirocinio di adattamento, ove oggetto di scelta del richiedente, è diretto ad ampliare e approfondire le conoscenze di base, specialistiche e professionali sulla materia sopra riportata.

 

Il richiedente presenterà domanda al Consiglio nazionale, allegando il presente decreto, nonché la dichiarazione di disponibilità del dottore agronomo e dottore forestale tutor.

 

Detto tirocinio si svolgerà presso un ingegnere, scelto dall’istante tra i professionisti che esercitino nel luogo di residenza del richiedente e che abbiano un’anzianità d’iscrizione all’albo professionale di almeno sette anni. Il Consiglio nazionale vigilerà sull’effettivo svolgimento del tirocinio, a mezzo del presidente dell’ordine provinciale.

 

 

Roma, 14 ottobre 2026

Il Direttore generale
Sabrina Mostarda