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Progetto di inclusione sociale per persone senza fissa dimora in misura alternativa (3 aprile 2020) - Scheda di sintesi

aggiornamento: 9 aprile 2020

DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ

Direzione Generale per l’esecuzione penale esterna e di messa alla prova
Ufficio II

 

PROGETTO DI INCLUSIONE SOCIALE PER PERSONE SENZA FISSA DIMORA IN MISURA ALTERNATIVA

Premessa

La Direzione Generale per l’esecuzione penale esterna e di messa alla prova ha individuato, nel documento di programmazione generale per il triennio 2020-2022, tra gli obiettivi operativi, la realizzazione di percorsi di fuoriuscita dal carcere in favore di persone detenute prive di risorse familiari, economiche e alloggiative, nell’ambito del più ampio obiettivo strategico del rafforzamento delle azioni di coordinamento tra gli Istituti di pena e gli Uffici epe.

Coerentemente con tali obiettivi, sono state delineate le strategie operative volte a differenziare l’esecuzione delle pene e a individuare programmi trattamentali finalizzati a una effettiva fruibilità delle misure alternative (tenendo conto della condizione sociale, familiare ed economica degli interessati). In un sistema di probation di stampo europeo, gli Uffici di esecuzione penale esterna devono essere punto di riferimento e centro propulsivo di tutte le energie che ciascun territorio è in grado di mettere in campo per il reperimento delle risorse necessarie (alloggiative, lavorative, etc.), al fine di dare valore e contenuto alla esecuzione della pena fuori dal carcere.

In linea con tale orientamento, come previsto dal documento di programmazione generale 2020-2022, gli Uepe, nel prossimo triennio, lavoreranno per rafforzare il proprio ruolo di coordinamento delle relazioni con gli attori istituzionali e con le agenzie pubbliche e private del territorio, in modo da offrire all’utenza reali opportunità di reinserimento sociale.

In particolare, si intende focalizzare l’attenzione sull’ultima fase del percorso detentivo in cui appare necessario consentire la prosecuzione della pena sul territorio attraverso l’elaborazione di  progetti che, favorendo il graduale reinserimento del detenuto all’interno del tessuto sociale, rispondano all’obiettivo della prevenzione della recidiva e, conseguentemente, del rafforzamento della sicurezza sociale; si tratta di interventi che, superando logiche puramente assistenziali solitamente agite in contesti di isolamento sociale, favoriscano la presa in carico globale delle persone condannate.

Considerato l’attuale periodo di emergenza da rischio di contagio COVID-19, visto l’articolo 46 l 354\75, e recependo le strategie governative messe in campo, anche nel settore penitenziario, per contrastare il fenomeno del sovraffollamento carcerario, a tutela del diritto alla salute dei detenuti ( in particolare con l’art 123 del Dl 18 marzo 2020 n 18), la Direzione Generale per l’esecuzione  penale esterna ritiene opportuno rafforzare la collaborazione con gli Istituti di pena, supportando, in modo significativo e concreto, i percorsi di dimissione dei detenuti in possesso dei requisiti per l’accesso alla misure alternative. Si intende offrire agli Istituti penitenziari una fattiva collaborazione, sia ai fini della individuazione dei possibili destinatari della misura, sia ai fini del reperimento delle risorse economiche necessarie a realizzare i percorsi di reinserimento sociale.

Il presente progetto nasce, dunque, dall’esigenza di dare un contributo in termini di riduzione del sovraffollamento carcerario e, conseguentemente, di diminuzione del rischio di diffusione del contagio da COVID-19 nell’ambito del sistema carcerario - gravato da condizioni strutturali particolarmente critiche e complesse - agevolando la possibilità di accesso alle misure alternative alle persone detenute che, pur avendo i requisiti soggettivi, risultino prive di riferimenti esterni e di risorse personali, dando priorità a coloro che devono scontare una pena residua non superiore ai sei mesi ( fino ai diciotto) e che, pertanto, non richiedono particolari strategie di controllo.

Considerati i dati relativi alle persone attualmente in stato di detenzione, con particolare riferimento alla categoria sopra indicata, la proiezione lascia prevedere una significativa adesione al progetto, supportata dagli operatori della giustizia, nell’ambito di idonei programmi trattamentali, a garanzia di una reale e concreta azione di accompagnamento nella prima fase post-detentiva.

Ambito d’intervento Inclusione sociale, prevenzione della recidiva.

 

DESCRIZIONE DEGLI OBIETTIVI, DELLE ATTIVITÀ E DELLA METODOLOGIA DI INTERVENTO

Il progetto si propone di offrire, alla persona detenuta, un sostegno diretto al superamento degli ostacoli che ne impediscono l’immediato e adeguato reinserimento nel contesto sociale, attraverso azioni di accompagnamento nella delicata fase della conclusione della pena.

Presupposto di riferimento del Progetto è che, nell’attuale particolare periodo emergenziale, l’esecuzione penale nella forma della detenzione domiciliare, o di altra misura alternativa, almeno nell’ultima fase, rappresenta una modalità di intervento assolutamente necessaria, da tradursi ovviamente in programmi mirati alle singole persone, da sviluppare grazie all’apporto di diversi operatori, secondo approcci integrati e multidisciplinari.

La metodologia operativa da utilizzare prevede le seguenti attività:

  1. individuazione, accoglienza e conoscenza della persona; metodo: analisi dei bisogni e delle risorse attivabili (personali, sociali, ecc);
  2. predisposizione di un piano d’intervento condiviso; metodo: individuazione degli obiettivi operativi, delle azioni da attivare anche con riferimento alle problematiche materiali e urgenti da risolvere ( es: rinnovo permesso di soggiorno/pratiche burocratiche, visite mediche, altro);
  3. preparazione della fase di reinserimento post-pena con azioni di accompagnamento e orientamento;
    metodo: supporto psico-sociale.

Destinatari

Detenuti privi di risorse economiche ed affettive (riferimenti familiari, alloggiativi, lavorativi, ecc.), in condizioni psico-fisiche di autosufficienza e che abbiano i requisiti per essere ammessi ad una misura alternativa.

Vengono di seguito elencate alcune tipologie di destinatari, a cui potranno essere aggiunti altri dimittendi, secondo le esigenze prospettate dagli istituti di pena o dalla magistratura di sorveglianza, purchè il fine pena non superi i 18 mesi:

  • detenuti con fine pena non superiore ai 18 mesi e che possono accedere alla detenzione domiciliare ai sensi del DL 18 marzo 2020 n. 18 (art.123).
  • detenuti per i quali ,ai sensi dell’articolo 47 c. 4 dell’ordinamento penitenziario, il rischio di contagio per COVID 19 possa considerarsi , a causa delle condizioni pregresse di salute, un grave pregiudizio derivante dalla protrazione dello stato di detenzione ai fini della concessione da parte del magistrato di sorveglianza dell’ affidamento provvisorio.
  • detenuti in possesso dei requisiti per la detenzione speciale ex articolo 47 quinques OP.
  • detenuti che possono fruire della detenzione domiciliare ex art 47 ter OP .

Si tratta, dunque, di soggetti, che proprio in quanto privi di sufficienti e adeguate risorse interne ed esterne, necessitano di una presa in carico, da strutturare mediante un percorso individualizzato che preveda diverse fasi operative nel corso della misura alternativa.

 

Partner

Enti, Associazioni che aderiscono a un progetto di inclusione sociale e disponibili all’accoglienza globale delle persone sottoposte alla misura alternativa della detenzione domiciliare.

Obiettivi

  • Favorire processi di inclusione sociale per ridurre il sovraffollamento detentivo e la recidiva.
  • Favorire processi di apprendimento e sperimentazione, per i condannati ammessi alla misura, nella fase conclusiva dell’esecuzione penale, di nuovi e diversi stili di vita, nel rispetto delle leggi vigenti e delle regole della convivenza civile, propedeutici alla cittadinanza attiva nella comunità sociale e nei contesti familiari, tramite l’acquisizione di consapevolezza e responsabilità dei reati commessi e delle relative conseguenze.

Attività

Presa in carico globale in collaborazione con l’Uepe e con le reti e i servizi sociali e sanitari del territorio.

Elaborazione e realizzazione di programmi di accoglienza durante la misura alternativa, con l’obiettivo di rafforzamento delle capacità personali e dell’eventuale ri-attivazione nel tessuto sociale, in accordo con gli interessati e gli eventuali partner. I percorsi individualizzati dovranno essere pianificati prevedendo, a seconda delle caratteristiche della persona, le seguenti azioni:

Sostegno psico-sociale e morale: per favorire lo sviluppo e la maturità personale attraverso l’acquisizione di un adeguato senso di consapevolezza e responsabilità, nonché il potenziamento delle capacità e delle abilità personali, necessarie per intraprendere un percorso di reinserimento sociale che tenga conto delle specifiche caratteristiche della persona.

Accoglienza globale: per creare le condizioni materiali minime necessarie ai fini della buona riuscita dei programmi di reinserimento attraverso l’accoglienza in idoneo ambiente di vita, nell’ambito del quale dovranno essere soddisfatte le imprescindibili necessità della vita quotidiana, anche al fine di promuovere in un normale contesto abitativo, alternativo al carcere, la sperimentazione di responsabilità e di relazioni, in vista di una autonomia economica e alloggiativa.

Accompagnamento e supporto per l’accesso ai diritti di cittadinanza: attività finalizzate a sviluppare capacità nel disbrigo di pratiche burocratiche quali ad esempio i documenti d’identità, il permesso di soggiorno, l’assistenza sanitaria e inoltre, ai sensi dell’art 46 c2 OP relativamente alla fruizione dell’assegno di ricollocazione di cui all’art 23 del decreto legislativo 150\ 2015.

Fornitura Kit sociale per assicurare un minimo di beni, strumenti e risorse di prima necessità atti a soddisfare le imprescindibili esigenze di vita quotidiana. Il Kit potrebbe comprendere una modica somma di denaro anche al fine di sperimentare la gestione economica autonoma e responsabile di talune spese giornaliere basilari.

L’organizzazione delle attività dovrà, inoltre, creare le condizioni necessarie per garantire:

  • il rispetto dell’individualità, della dignità e della libertà personale, della riservatezza, della libertà di culto, delle convinzioni politiche, delle scelte personali rispetto all’abbigliamento ed alla cura della propria persona;
  • la parità del trattamento per gli ospiti all’interno della stessa struttura, in termini di professionalità e umanità, senza distinzione di fede, convinzioni politiche, etnia, sesso.
  • un ambiente di vita il più possibile confortevole e stimolante, in termini di ritmi di vita e stile di accoglienza.

Piano finanziario

Si prevede un contributo finanziario complessivo di €.20,00 giornalieri per ciascuna persona accolta per un periodo di sei mesi e, comunque, non oltre i diciotto mesi, nel limite della disponibilità finanziaria prevista per la presente iniziativa.

Il suddetto contributo dovrà essere utilizzato per sostenere le spese di vita quotidiana necessarie per il buon esito dei programmi trattamentali elaborati e gestiti in collaborazione con l’Uepe nel rispetto delle normative vigenti.

Con la presente iniziativa si intende, altresì, promuovere una programmazione condivisa degli interventi per fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid-19 negli Istituti Penitenziari, in collaborazione con i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione penitenziaria, gli Uffici Interdistrettuali di esecuzione penale esterna e tutti enti pubblici e privati coinvolti nel reinserimento sociale delle persone in esecuzione penale, in linea di continuità con quanto in atto con la Cassa delle Ammende e le Regioni ed in raccordo con gli interventi di inclusione sociale già programmati e da realizzare nell’esercizio finanziario corrente.

Le misure, pertanto, saranno azionabili entro i limii degli stanziamenti finanziari messi a disposizione con apposito provvedimento di impegno.

Roma, 3 aprile 2020