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Piano della performance 2015-2017

aggiornamento: 28 luglio 2015

Documento elaborato dal dott.ssa Simona Rossi - Referente della Performance del Ministero della giustizia
Testo approvato con d.m. in data 28 luglio 2015
 

Sommario

Introduzione e presentazione del Piano

I principi generali dell’azione amministrativa contenuti nell’Atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2015

I contenuti della direttiva annuale del Ministro per l’anno 2015

Risorse, efficienza ed economicità. I meccanismi di controllo della spesa ed i collegamenti con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio

Gli obiettivi strategici elaborati dall’amministrazione

Dipartimento per gli affari di giustizia
Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria
Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dipartimento della giustizia minorile
Ufficio centrale degli archivi notarili

Gli obiettivi in materia di trasparenza, integrità ed anticorruzione

Il processo di redazione del Piano della Performance

Disposizioni finali

 

ALLEGATI

 

APPENDICI

 

 

Introduzione e presentazione del Piano

Ai sensi dell’art. 10 comma 1 del D.Lgs 150/2009, tutte le amministrazioni pubbliche sono tenute a redigere annualmente “un documento programmatico triennale, denominato Piano della performance, da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali ed intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell'amministrazione, nonchè gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi indicatori”.

Nel quadro delle priorità politiche elaborate dal Ministro nell’Atto di indirizzo politico istituzionale il Piano della Performance – che contiene la Direttiva annuale con l’indicazione degli obiettivi strategici- ha quindi il compito di definire gli obiettivi che l’amministrazione intende raggiungere con le risorse che le sono state assegnate, i risultati che essa si propone di conseguire ed i relativi indicatori per la loro misurazione per il triennio di riferimento.

Si tratta perciò di un documento complesso, in cui debbono convergere elementi, dati ed informazioni provenienti da tutti i settori dell’amministrazione e che deve rappresentare la sintesi concettuale della programmazione amministrativa, sotto il profilo strategico, manageriale ed economico-finanziario.

E’ una sintesi certamente non facile, che deve fare i conti con difficoltà di vario genere: le caratteristiche proprie delle funzioni attribuite dall’ordinamento al Dicastero della Giustizia, che eroga servizi spesso non misurabili con i criteri di rendimento e di performance enucleati dalla disciplina normativa ed una tradizionale resistenza delle strutture burocratiche a dare concreta attuazione alle disposizioni in materia di valutazione della performance organizzativa ed individuale e conseguente remunerazione del merito, con conseguente, notevole, ritardo nella trasmissione dei dati e degli elementi conoscitivi, che ha determinato, anche per questo triennio, l’inevitabile slittamento dell’elaborazione del Piano rispetto ai tempi normativi.

Ciò ha comportato che il ciclo di gestione della performance di questo Ministero (per la verità, in modo non dissimile ad altre amministrazioni) sia stato in passato oggetto di osservazioni da parte degli organi di controllo. Vengono qui in rilievo, in particolare, il “rapporto individuale sull’avvio del ciclo di gestione della performance per l’annualità 2013 – Ministero della Giustizia” della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT - rapporto luglio 2013).

Per cercare di risolvere le criticità rappresentate dall’organismo di controllo sono state perciò adottate diverse azioni correttive, che consentiranno non solo di migliorare e rendere più preciso il sistema di elaborazione degli obiettivi e di misurazione della performance, ma anche di riallineare le fasi del ciclo della performance.

Con riguardo all’esigenza di coordinamento tra il processo di pianificazione strategica ed operativa e quello di programmazione economico-finanziaria a cui la Civit (ora ANAC) ha spesso richiamato l’attenzione, si osserva che la ragione principale del disallineamento tra i due cicli di programmazione è legata al mancato coordinamento della loro scansione temporale: le Note integrative, ai sensi dell’art.21 l.196/09, vanno allegate al disegno di legge di legge di bilancio e di previsione da approvarsi entro il 31 dicembre, mentre la direttiva annuale del Ministro- che costituisce il documento base della programmazione strategica ed operativa- ai sensi del combinato disposto degli artt.8 dlgs.286/99 e 14 dlgs. 165/01- va emanata entro 10 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, ossia in un momento successivo all’emanazione del documento di programmazione finanziaria.

Per esigenze di semplificazione particolarmente avvertite dalle varie articolazioni ministeriali – spesso non nelle condizioni di elaborare dati ed obiettivi nei tempi predeterminati del ciclo- in passato si è ritenuto di interpretare il termine di 10 giorni dall’approvazione della legge di bilancio non come termine finale, ma come termine tout court sia per la definizione delle priorità politiche che per l’enucleazione degli obiettivi generali dell’amministrazione.

Proprio per porre rimedio al disallineamento tra i due cicli di programmazione e al fine di garantire la massima corrispondenza tra i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica e gli obiettivi indicati nel documento di programmazione strategica, si è quindi deciso di anticipare l’avvio del ciclo di gestione della performance, di delineare, cioè, le priorità politiche antecedentemente all’elaborazione delle Note integrative.

In data 5 settembre 2014 il sig. Ministro - prima del termine fissato dalla Ragioneria di Stato per la predisposizione delle Note integrative- ha quindi emanato l’Atto di indirizzo politico – istituzionale per l’anno 2015, che si è posto come atto propedeutico per i documenti successivi del ciclo della performance (Piano, Direttiva, Relazione), enucleando le priorità politiche entro le quali sono stati poi elaborati dai Dipartimenti gli elementi conoscitivi per la predisposizione delle Note integrative.

In data 11 marzo 2015 il sig. Ministro ha quindi emanato la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2015, con cui, sulla scorta delle Note integrative al Bilancio e le proposte dei Centri di Responsabilità, sono stati definiti gli obiettivi strategici, alla cui puntuale enucleazione è chiamato, su orizzonte triennale, il presente Piano della Performance 2015-2017, ai sensi del richiamato comma 4 dell’art.10 del dlgs.150/09.

Deve al riguardo sottolinearsi come la predisposizione triennale degli obiettivi strategici dell’amministrazione - e, per quanto qui di interesse, il Piano della Performance 2015-2017 – che fisiologicamente è soggetta ad aggiornamento e/o modifica degli obiettivi, mai come in questo momento storico rischia di rivelarsi, per il Dicastero della Giustizia, “allo stato degli atti”.

In data 15.6.2015 il Presidente del Consiglio dei Ministri, con decreto 15/84 (pubblicato in G.U. del 29 giugno 2015) ha emanato il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia, in virtù del quale il Dicastero sarà chiamato ad una complessiva opera di riorganizzazione degli uffici amministrativi, riducendo gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche, allo scopo di garantire una maggiore efficienza del sistema, tramite il recupero di risorse e la razionalizzazione delle attività.
Tale complessiva attività riorganizzativa – in particolare, la riduzione degli uffici dirigenziali- avrà inevitabili conseguenze non soltanto sugli assetti interni dei Dipartimenti e sull’espletamento delle relative funzioni, ma sulle stesse strategie, che, necessariamente, dovranno essere rimodulate ed aggiornate in corso d’opera.

Con specifico riferimento alla performance organizzativa, la Direttiva annuale, qualora la razionalizzazione delle attività determinerà l’assegnazione di ulteriori obiettivi o la modifica di quelli esistenti, oppure si determini la necessità di procedere ad una riprogrammazione degli obiettivi, ha previsto (art.5) una apposita clausola di salvaguardia, a tenore della quale i titolari dei centri di responsabilità amministrativa dovranno inviare al Gabinetto del Ministro una proposta motivata di modifica degli obiettivi enucleati dalla Direttiva e del correlato Piano di Performance che sarà sottoposta all’approvazione del Ministro.

Nel proseguo sarà quindi illustrata la programmazione strategica dei Dipartimenti allo stato della normativa – e ciò anche in considerazione che l’art.16 DPCM 84/15 ha rimesso a successivi decreti ministeriali da emanarsi nel termine di 180 giorni dall’entrata in vigore della legge la disciplina dei nuovi assetti organizzativi- ferme eventuali modifiche che si renderanno necessarie.

Al fine di conseguire le finalità di semplificazione raccomandate dalla Civit, nel Piano della Performance 2014-2016 –a conferma di quanto già avvenuto per il Piano precedente- si è deciso di espungere le schede degli obiettivi operativi assegnati dai dirigenti di seconda fascia alle strutture organizzative dagli stessi guidate. Ciò sia per restituire al piano la funzione di documento generale che gli è propria, sia perché trattasi di contenuti non obbligatori per legge, citando, infatti, l’art.10 co.1 lett. a) dlgs.150/09 i soli obiettivi assegnati al personale dirigenziale, con ciò escludendo gli obiettivi del personale dirigenziale di seconda fascia che sono assegnati al personale non dirigenziale.

Tale esclusione non ha ricadute sui meccanismi di controllo, dal momento che la qualità degli obiettivi assegnati dai dirigenti di seconda fascia al personale e lo scrutinio del loro grado di raggiungimento costituisce comunque oggetto di analisi e verifica nelle sedi a ciò deputate (valutazione individuale dei dirigenti e relazione sulla Performance).

A tale riguardo, il sig. Ministro, in sede di Atto di indirizzo per l’anno 2015 ha riaffermato la necessità di perfezionare il sistema di misurazione e valutazione della performance individuale ed organizzativa e di affinare i meccanismi di controllo interno e di valutazione del personale e dei dirigenti, evidenziando che l’indicazione di obiettivi specifici, chiari e “misurabili”, è una condizione essenziale per una valutazione attendibile, in sede di controllo, della rispondenza dei risultati agli obiettivi organizzativi, offrendo alla collettività tutta la possibilità di riconoscere meriti e demeriti e di individuare eventuali responsabilità.

Su queste basi ci si attende un sensibile miglioramento dei sistemi di elaborazione degli obiettivi e dei meccanismi di controllo e verifica dell’andamento della performance di tutti i settori dell’amministrazione.

Per quel che riguarda la tecnica di redazione del Piano della Performance, anche a seguito dei suggerimenti della CIVIT (ora ANAC) contenuti nel precedente rapporto di monitoraggio, si è definitivamente abbandonato il sistema di sottopiani che rendeva disarticolato e poco leggibile il piano, raccogliendo in unico documento tutti i contributi provenienti dai Dipartimenti.

La scelta di riportare separatamente le informazioni in ordine agli obiettivi da raggiungere provenienti dalle diverse articolazioni, rinviando poi agli allegati per il dettaglio, è stata dettata proprio dall’intento di offrire un documento il quanto più possibile chiaro ed intellegibile, finalità che una rappresentazione complessiva ed indifferenziata dell’attività amministrativa avrebbe potuto compromettere, attese le peculiarità delle diverse articolazioni, i cui compiti ed attività sono disomogenei e non efficacemente riducibili ad unità espositiva.

Sempre in ordine alle modalità di redazione del Piano, si è richiesto ai dipartimenti di utilizzare una terminologia uniforme, allo scopo di consentire una migliore intelligibilità degli argomenti esposti.

Quanto alla struttura ed ai contenuti di maggior dettaglio del presente Piano, infine, essi sono stati definiti nel rispetto delle linee guida elaborate dalla CiVIT nella citata delibera n. 6/2013, al fine di assicurarne l’uniformità con gli analoghi documenti che saranno prodotti dalle altre Amministrazioni centrali.

Infine, il Piano 2015-2017 conterrà gli obiettivi relativi alle misure previste nel Piano per la prevenzione della corruzione.

Deve infine rammentarsi, che ccon l'entrata in vigore della legge 11 agosto 2014, n. 114, di conversione del decreto legge 23 giugno 2014, n. 90, le competenza dell'ANAC, già CiVIT, relative alla misurazione e valutazione della performance, di cui al decreto legislativo 150 del 2009, sono trasferite al Dipartimento della Funzione pubblica.

Con regolamento da emanare entro 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto 90/14, il Governo deve provvedere a riordinare le funzioni in materia di misurazione e valutazione della performance, sulla base delle seguenti norme generali regolatrici della materia:

  1. semplificazione degli adempimenti a carico delle amministrazioni pubbliche;
  2. progressiva integrazione del ciclo della performance con la programmazione finanziaria;
  3. raccordo con il sistema dei controlli interni;
  4. validazione esterna dei sistemi e risultati.

 

 

I principi generali dell’azione amministrativa contenuti nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2015

Le priorità politiche per l’anno 2015 sono state illustrate nell’Atto di indirizzo politico istituzionale che il Sig. Ministro ha emanato in data 5 settembre 2014, che costituisce un documento di enorme valenza, non soltanto perché definisce le linee di fondo di carattere politico nelle quali i centri di amministrazione attiva dovranno improntare l’agire amministrativo, costituendone, quindi, al tempo stesso, il principio ispiratore fondante e l’obiettivo ultimo da perseguire, ma in quanto, come in precedenza accennato, per la prima volta le priorità politiche, sono state dettate antecedentemente all’elaborazione delle Note integrative al bilancio dello Stato – ove confluiscono le richieste dei centri di amministrazione attiva- e non, come in precedenza “entro 10 giorni dall’approvazione della legge di bilancio”, come pure previsto dal combinato disposto degli artt.8 dlsg.286/99 e 14 dlgs.165/01-e, quindi, costituiscono un prius rispetto alle scelte strategiche degli organi di amministrazione attiva e non più un posterius.
In tal modo viene rispettato l’impegno ad assicurare il miglior coordinamento possibile tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità.
Trova cioè risposta la necessità- richiamata espressamente dagli artt. 4 comma 1 e 5 comma 1 del D.Lgs 150/2009 – e, da ultimo, dall’art.19, co.10, lett.b, dlgs.90/14-, di ricercare la massima coerenza tra il ciclo di gestione della performance ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio dello Stato e, quindi e la piena sovrapponibilità tra obiettivi ed indicatori indicati nel Piano della Performance a quelli contenuti nel piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, che corrisponde per le amministrazioni centrali dello Stato alle Note integrative di bilancio.
Per l'anno 2015 l'azione del Ministero dovrà essere rivolta all'innalzamento dei livelli di efficienza, economicità e qualificazione della governance del sistema giudiziario ed amministrativo e di affermazione sia a livello centrale che periferico del principio di buona amministrazione, nonché degli obiettivi di semplificazione e trasparenza delle procedure ed ottimizzazione della produttività e dell'efficienza, prediligendo modelli di organizzazione che consentano di erogare servizi migliori con minori risorse.
In particolare, le direttrici portanti per la costruzione degli obiettivi strategici per l'anno 2015 sono espresse nell’Atto di indirizzo nei termini che seguono:

  1. Politiche per l'efficienza gestionale: all'esito del completamento della revisione sul territorio degli interventi sulla geografia giudiziaria, razionalizzazione e riorganizzazione nel sistema di distribuzione del personale; ricognizione e rimodulazione dei carichi di lavoro e dell'arretrato, per conseguire l'ottimizzazione dei servizi tramite l'implementazione della pianificazione del settore organizzativo; intensificazione e modernizzazione delle iniziative di formazione, anche nell'uso di tecnologie che favoriscano la riduzione dei costi; sviluppo della formazione specializzata del personale che opera in ambito penitenziario e di cura dei minori; promozione ed incentivazione delle iniziative volte a promuovere costante capacità di innovazione, miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti e la parità di genere; infine, nel quadro di un complessivo piano industriale di rilevazione dei fabbisogni e delle prospettive di razionalizzazione della spesa pubblica, l'avvio di una nuova stagione di reclutamento e valorizzazione del personale amministrativo dell'organizzazione giudiziaria, combinando le azioni possibili verso calibrati obiettivi di riqualificazione, impiego della mobilità da altri comparti e, soprattutto, di significativa immissione di giovani e qualificate professionalità;
  2. Razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell'organizzazione del Ministero: alla luce dell'emanando nuovo regolamento di organizzazione e della conseguente revisione delle articolazioni centrali e periferiche del Ministero e, quindi, delle varie infrastrutture giudiziarie, penitenziarie, minorili e degli archivi notarili; sviluppo di modelli organizzativi e gestionali innovativi per il funzionamento delle strutture, anche prevedendo centri unitari di spesa per gli acquisti di beni e servizi, di gestione del personale e di erogazione dei servizi per i cittadini;
  3. Miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa, da conseguirsi soprattutto per il tramite di un processo di pianificazione, controllo e valutazione che selezioni obiettivi chiari, specifici e rilevanti rispetto ai bisogni della collettività, oltre che coerenti con le priorità politiche e, quindi, "misurabili", così da consentire l'effettiva verifica del loro raggiungimento ed apportare eventuali azioni correttive sulla base delle lezioni apprese; finalità da perseguire anche attraverso lo sviluppo di una politica del personale tesa all'aggiornamento continuo ed al completamento dell'infrastruttura tecnologica a supporto dei controlli strategici e di gestione, affinando i meccanismi di controllo interno e di valutazione del personale e dei dirigenti anche per il tramite di periodiche rilevazioni effettuate dall'ufficio statistico - con l'obiettivo di raggiungere standard qualitativi soddisfacenti, di riconoscere il merito e di valorizzare le singole capacità;
  4. Incremento e diffusione delle prassi virtuose degli uffici giudiziari, a partire dal cruciale terreno dell'abbattimento dell'arretrato civile, ed una nuova e più efficace programmazione delle progettualità Best practices (2014-2020) diretta a sostenere le politiche di innovazione organizzativa promosse dal Ministero;
  5. Incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali, potenziando le infrastrutture informatiche e riorganizzando gli uffici giudiziari in funzione della telematizzazione degli atti e in un'ottica di prossimità al cittadino;
  6. Potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti e incremento del loro utilizzo, al fine di orientare verso meccanismi di maggiore efficienza l'agire delle singole articolazioni amministrative e per consentire serie verifiche degli obiettivi programmati e valutazioni dei risultati ottenuti;
  7. Razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito dell'amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture;
  8. Deciso miglioramento delle condizioni di detenzione, anche per il tramite di più moderni e costituzionalmente coerenti modelli organizzativi per la differenziazione dei circuiti detentivi; implementazione delle attività di istruzione, formazione professionale ed avviamento al lavoro all'interno degli istituti penitenziari, anche attraverso l'attuazione di progetti europei e protocolli con gli enti locali; adozione di nuove modalità organizzative per la gestione dell'esecuzione penale esterna;
  9. Razionalizzazione e revisione delle infrastrutture e dell'edilizia degli istituti penitenziari e minorili; è essenziale una profonda revisione gestionale e una decisa razionalizzazione delle funzioni amministrative conciate all'edilizia penitenziaria, onde garantire la trasparenza, la correttezza, l'efficacia e l'economicità dei modelli gestionali;
  10. Attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione, al fine di rendere l'agire amministrativo aperto a forme diffuse di controllo circa l'effettiva rispondenza all'interesse della collettività delle scelte poste in essere, anche per il tramite dell'attuazione del programma di definizione degli standard di qualità dei servizi resi al cittadino, approntando forme più soddisfacenti di rilevazione dei bisogni degli utenti e del grado di soddisfazione rispetto ai servizi resi e attraverso l'adozione del codice di autoregolamentazione interno dei dipendenti e di criteri organizzativi improntati al principio di trasparenza nel conferimento di funzioni dirigenziali;
  11. Perseguimento di politiche di innovazione nell'attività di ispettorato, orientata anche a fornire agli uffici e ai dirigenti degli stessi indicazioni per il miglioramento dell'azione amministrativa nell'attuazione delle politiche di riforma del Ministero e per la diffusione di pratiche virtuose;
  12. Rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale: assicurare il massimo impegno, anche attraverso l'avvio di una indilazionabile riforma del Libro XI del codice di rito penale avviata in concomitanza con l'avvio del Semestre di Presidenza italiana dell'Unione, per garantire l'efficienza della cooperazione giudiziaria nel contrasto delle più 4. gravi manifestazioni criminali e la promozione dei diritti umani; in particolare, rafforzare ed ampliare lo scambio di informazioni per prevenire e contrastare il terrorismo internazionale e le altre attività criminali trasnazionali; intensificare la cooperazione per monitorare l'effettiva applicazione degli strumenti comunitari esistenti; rafforzare la cooperazione in materia di protezione dei dati personali e delle comunicazioni, di aggiornamento delle procedure su temi sensibili per gli operatori economici, come le procedure di insolvenza, il diritto europeo della vendita e la circolazione e validazione dei documenti; completare i lavori sulla proposta della Commissione relativa alla giustizia elettronica (e-justice), quale cornice giuridica per facilitare l'accesso alla giustizia in tutti gli Stati membri ed agevolare la cooperazione giudiziaria anche in campo civile e amministrativo, innanzitutto a livello europeo.

 

 

I contenuti della direttiva annuale del Ministro per l’anno 2015

Emanato l’Atto di indirizzo politico istituzionale, la Direttiva annuale del Ministro costituisce il documento base per la programmazione e la definizione degli obiettivi delle unità dirigenziali di primo livello ed, in coerenza con le linee direttrici seguite nell’azione di governo, identifica i risultati da realizzare, in relazione anche agli indicatori stabiliti dalla documentazione di bilancio per i centri di responsabilità.

Attraverso di essa vengono definiti i programmi e le direttive generali cui dovrà uniformarsi l’azione amministrativa.

La Direttiva annuale per l’anno 2015 – integralmente allegata al presente Piano- ha pertanto definito gli obiettivi strategici nelle materie di competenza del Ministero della Giustizia, coerentemente con gli indirizzi di programmazione strategica contenuti nel Programma di Governo, nel Documento di Economia e Finanza, nella nota integrativa allo stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’anno 2015, nella legge di stabilità per il 2015 e nella legge concernente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2015 e il bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017, nonché con le priorità politiche come dettate nell’Atto di indirizzo emanato il 5 settembre 2014.

La Direttiva si è poi prefissata l’obiettivo di sviluppare una programmazione strategica tale da assicurare continuità nello svolgimento delle funzioni di rispettiva competenza dei Centri di Responsabilità Amministrativa (C.R.A.), unitamente alla possibilità di introdurre, nella gestione e nella organizzazione delle risorse, elementi di innovazione e di riforma previsti dagli strumenti introdotti dal D.Lgs. n. 150 del 2009 e di attuare un più efficace controllo di gestione.

Gli obiettivi strategici assegnati ai titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa sono stati rappresentati attraverso schede allegate alla Direttiva di cui costituiscono parte integrante.

Ai fini della verifica e dell’analisi economico-finanziaria del raggiungimento degli obiettivi, è stato espressamente previsto che ciascun titolare dei Centri di Responsabilità debba attenersi ai programmi di spesa iscritti nel bilancio relativo all’esercizio finanziario corrente, suddivisi in capitoli di spesa, come riportato nella tabella relativa al Ministero della Giustizia del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 29 dicembre 2014, concernente la ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017.

Fermi restando tutti i compiti istituzionali, la Direttiva annuale ha assegnato ai titolari dei centri di responsabilità amministrativa, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, gli obiettivi strategici, come dettagliatamente esposti in allegato, per la realizzazione dei quali, nonché per lo svolgimento degli altri compiti istituzionali e per l’assolvimento delle conseguenti responsabilità (c.d. obiettivi strutturali), i titolari dei C.R.A. si avvarranno delle risorse finanziarie assegnate al Ministero della Giustizia per il triennio 2015-2017, di cui alla tabella 5 del decreto del Ministro dell’Economia n.101094 del 29.12.2014.

Nell’ambito del quadro strategico definito dalla Direttiva annuale, i titolari dei C.R.A., in base al combinato disposto dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 297/97, dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 300/1999 e dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 165/2011 e successive modificazioni, attribuiscono, con proprio provvedimento (c.d. “Direttiva di 2º livello” o primo livello del controllo di gestione), gli obiettivi di competenza ai Direttori preposti alle Direzioni generali funzionalmente dipendenti, formalizzando le modalità organizzative inerenti alle attività da pianificare per il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed attivando il primo livello del controllo di gestione.

I titolari delle strutture di secondo livello assegnano, a loro volta, ai dirigenti degli uffici di terzo livello la programmazione operativa (secondo livello del controllo di gestione) nonché gli obiettivi necessari alla realizzazione dei compiti istituzionali e le correlate risorse umane e finanziarie.

La declinazione dei suddetti obiettivi in obiettivi operativi e piani di attività (o progetti) viene realizzata secondo una modalità “a cascata” che vede coinvolti i Direttori generali e i dirigenti di II fascia, funzionalmente dipendenti.

Emanata la Direttiva, con nota in data 12.3.2015, tutti i Dipartimenti e l’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili sono stati invitati ad elaborare i rispettivi contributi per la predisposizione del presente Piano, naturalmente in linea con gli indirizzi e le priorità politiche indicati dal Ministro e con speciale raccomandazione affinché gli obiettivi da fissare, i valori attesi ed i relativi indicatori di misurazione fossero quanto più precisi, misurabili e coerenti con i contenuti della programmazione finanziaria e di bilancio, nonché, in considerazione dell’evoluzione normativa sull’anticorruzione e dell’emanazione dei dlgs.33 e 39 del 2013 sul riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità e trasparenza, che tra gli obiettivi, indicatori e target fissati, fossero indicati quelli relativi al livello di attuazione della prevenzione della corruzione ed, in particolare, quelli assegnati al responsabile della prevenzione della corruzione e al personale dirigenziale coinvolto nella realizzazione del P.T.P.C.

 

 

Risorse, efficienza ed economicità
I meccanismi di controllo della spesa ed i collegamenti con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio

Prima di illustrare quali siano gli obiettivi strategici e operativi di primo livello nei quali ciascuna articolazione ministeriale ha sviluppato le priorità politiche sopra ricordate, occorre però svolgere qualche breve considerazione sul rapporto tra il ciclo di gestione della performance ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, sul quale CIVIT (cfr. ancora delibera n. 6/2013) ha più volte richiamato l’attenzione delle amministrazioni.

Lo scopo, richiamato espressamente dagli artt. 4 comma 1 e 5 comma 1 del D.Lgs 150/2009, è quello di ricercare massima coerenza tra diversi documenti di programmazione, in modo da ottenere il migliore collegamento tra le risorse finanziarie, umane e strumentali gestite dall’amministrazione e gli obiettivi strategici ed operativi che essa si pone.

Ciò comporta la necessità che gli obiettivi, gli indicatori ed i target contenuti nel Piano siano del tutto coerenti con quelli contenuti nel “piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio” disciplinato dall’art. 19 D.Lgs 91/2011, che corrisponde, per le amministrazioni centrali dello Stato - alle Note Integrative al bilancio di cui agli artt. 21, comma 11, lettera a) - 35, comma 2 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, pur avendo i due documenti finalità struttura diversa.

Come sopra accennato, la piena integrazione tra i due cicli di programmazione non è stata in passato conseguita, a causa di una serie di fattori di diversa matrice.

Il primo fattore del frequente disallineamento tra i due cicli della programmazione è legata, come accennato, al mancato coordinamento della loro scansione temporale, dal momento che le Note Integrative devono essere allegate al disegno di legge di bilancio di previsione, da approvarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, mentre la Direttiva annuale del Ministro - che costituisce il primo anello della sequenza procedimentale della programmazione strategica ed operativa-, deve essere emanata “entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio”, ossia in un momento successivo alla formalizzazione del documento di programmazione finanziaria e di bilancio, con la conseguenza che diviene impossibile realizzare il processo di integrazione di quest’ultima con la programmazione strategica ed operativa, e che anzi tale processo debba seguire nei fatti il percorso inverso.

Il secondo fattore, invece, attiene alla negativa congiuntura economica del Paese, che ormai da tempo impone interventi correttivi di finanza pubblica al di fuori dei tradizionali strumenti di programmazione, con il risultato di rendere di fatto impossibile la verifica degli effetti che la frequente e drastica riduzione delle risorse economiche disponibili può arrecare nel percorso di avvicinamento agli obiettivi.

A tale disallineamento, come già in precedenza esposto, si può porre rimedio soltanto anticipando convenientemente, come quest’anno è stato fatto, l’avvio del ciclo di gestione della performance, nel senso di dettare le priorità politiche (nella sostanza, l’atto di indirizzo politico) antecedentemente alle Note integrative di bilancio, ciò che non si pone in contrasto col dato normativo (il termine di “10 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio” di cui all’art.14 cit. si può intendere come termine finale), pur in tal modo esponendosi al rischio di non poter raccogliere tutti i dati e le informazioni occorrenti per la più completa e organica elaborazione dei relativi documenti.

Risultati positivi in materia potranno però sicuramente giungere attraverso la prossima adozione, in tutti i settori dell’amministrazione, di una piattaforma informatizzata dedicata al controllo di gestione, così da rendere attuabile non soltanto una più precisa programmazione delle risorse, ma anche un più efficace sistema dei controlli strategici e di gestione.

 

 

Gli obiettivi strategici elaborati dall'amministrazione

Come accennato, ciascuna delle articolazioni ministeriali, richiesta di elaborare i propri obiettivi strategici ed operativi in raccordo con le priorità e gli obiettivi indicati dal Ministro nell’Atto di indirizzo politico istituzionale, ha trasmesso un documento illustrativo di cui appresso vengono riportati i contenuti più rilevanti.

I citati documenti verranno comunque integralmente pubblicati sul sito web dell’amministrazione, in appendice al Piano, onde garantire la disponibilità delle informazioni di maggior dettaglio qui omesse per ragioni di brevità e per consentire una migliore leggibilità dell’elaborato.

 

 

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI DI GIUSTIZIA

Competenze istituzionali

Il Dipartimento per gli affari di giustizia esercita le funzioni e i compiti inerenti alla gestione amministrativa dell'attività giudiziaria in ambito civile e penale, l’attività preliminare all'esercizio da parte del Ministro delle sue competenze in materia processuale, la gestione del casellario giudiziale, la cooperazione internazionale in materia civile e penale, lo studio e la proposta di interventi normativi nel settore di competenza.
Esso è costituito dagli uffici del Capo del Dipartimento e da tre Direzioni Generali, ai quali è affidata la cura dei seguenti segmenti dell’amministrazione:

Uffici del Capo Dipartimento

  • funzioni connesse alla formazione del bilancio di previsione, della legge finanziaria e della legge di assestamento di bilancio; direzione della Biblioteca centrale giuridica e della Biblioteca del Ministero; programmazione e Piano della performance e controllo di gestione; applicazione della normativa sulla “trasparenza”
  • pubblicazione delle leggi e degli altri provvedimenti normativi e non normativi nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana ed all'inserzione nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
  • vigilanza sull'amministrazione degli archivi notarili che, ai sensi dell'articolo 1 della legge 17 maggio 1952, n. 629, ha ordinamento e gestione finanziaria separati.


Direzione generale della giustizia civile

  • acquisizione ed elaborazione di materiale nel settore civile;
  • questioni concernenti l'applicazione delle leggi e dei regolamenti in materia civile e relative alla cittadinanza;
  • relazioni internazionali in materia civile e in particolare attività preparatoria all'elaborazione di convenzioni internazionali;
  • adempimenti relativi alla esecuzione delle convenzioni di collaborazione giudiziaria internazionale;
  • gratuito patrocinio, notificazioni e rogatorie civili da e per l'estero;
  • proroga dei termini in caso di irregolare funzionamento degli uffici giudiziari;
  • vigilanza e controllo sul recupero delle pene pecuniarie e delle spese di giustizia e sulla gestione dei depositi giudiziari, vigilanza e controllo sui corpi di reato;
  • servizi di cancelleria e relativi quesiti;
  • vigilanza ed indirizzo amministrativo sui servizi relativi alla giustizia civile, esame delle istanze e dei ricorsi e rapporti con l'Ispettorato generale del Ministero;
  • spese di giustizia straordinarie;
  • servizio elettorale;
  • procedimenti per il recupero di somme dovute da funzionari dell'ordine giudiziario;
  • libri tavolari,
  • proventi di cancelleria, tasse di bollo e registri;
  • riconoscimento ed esecuzione di sentenze straniere ed altri atti formati all'estero in materia civile,
  • vigilanza sull'Istituto internazionale di studi giuridici, vigilanza sugli ordini professionali;
  • segreteria del Consiglio nazionale forense e degli altri Consigli nazionali;
  • vigilanza sui notai, sui Consigli notarili, sulla Cassa nazionale del notariato e sulla relativa commissione amministratrice;
  • questioni concernenti l'applicazione delle leggi e dei regolamenti sul notariato, sull'avvocatura e sugli altri ordini professionali, ivi compresi i concorsi e gli esami;
  • vigilanza e controllo sulle conservatorie dei registri immobiliari, sul Pubblico registro automobilistico e sugli istituti vendite giudiziarie.


Direzione generale della giustizia penale

  • acquisizione ed elaborazione di materiale nel settore penale e criminologico;
  • vigilanza sui servizi relativi alla giustizia penale, esame delle istanze e dei ricorsi e rapporti con l'Ispettorato generale del Ministero, preparazione di rapporti e relazioni per incontri nazionali ed internazionali nel settore penale;
  • attività di cooperazione internazionale attiva e passiva in materia penale;
  • istruzione delle pratiche concernenti i provvedimenti in materia penale di competenza del Ministro; relazioni internazionali in materia penale e in particolare studio preparatorio ed elaborazione delle convenzioni internazionali;
  • rapporti con l'Unione europea e con l'Organizzazione delle Nazioni Unite e le altre sedi internazionali per la prevenzione ed il controllo del delitto;
  • procedura istruttoria delle domande di grazia;
  • gestione, organizzazione generale, coordinamento, vigilanza e controllo sul funzionamento del casellario centrale e dei casellari giudiziali; produzione di certificati del Casellario giudiziale,
  • competenza ad esaminare i codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti, ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001;
  • rilevazioni statistiche al fine di valutare l'impatto socio-giuridico di alcune leggi e la consistenza di alcuni fenomeni di rilevanza penale.


Direzione generale del contenzioso e dei diritti umani

  • contenzioso nel quale è interessato il Ministero, salvo quello riguardante le materie di specifica competenza di altri dipartimenti;
  • contenzioso relativo ai diritti umani in materia civile e penale;
  • ricorsi individuali proposti contro lo Stato avanti la Corte europea dei diritti dell'uomo;
  • procedure relative all'osservanza di obblighi internazionali aventi ad oggetto la protezione dei diritti dell'uomo;
  • adeguamento del diritto interno alle previsioni degli strumenti internazionali in materia di diritti umani;
  • contenzioso in materia di responsabilità civile dei magistrati;
  • traduzione di leggi e atti stranieri.


Gli obiettivi strategici e strutturali del Dipartimento

Per l’anno 2015 la Direttiva annuale del Ministro ha individuato come obiettivo strategico per il DAG la cooperazione internazionale intesa, nell’Atto di indirizzo politico istituzionale come:
rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale: assicurare il massimo impegno, anche attraverso l’avvio di una indilazionabile riforma del Libro XI del codice di rito penale avviata in concomitanza con l’avvio del Semestre di Presidenza italiana dell’Unione, per garantire l’efficienza della cooperazione giudiziaria nel contrasto delle più gravi manifestazioni criminali e la promozione dei diritti umani; in particolare, rafforzare ed ampliare lo scambio di informazioni per prevenire e contrastare il terrorismo internazionale e le altre attività criminali transnazionali; intensificare la cooperazione per monitorare l’effettiva applicazione degli strumenti comunitari esistenti; rafforzare la cooperazione in materia di protezione dei dati personali e delle comunicazioni, di aggiornamento delle procedure su temi sensibili per gli operatori economici, come le procedure di insolvenza, il diritto europeo della vendita e la circolazione e validazione dei documenti; completare i lavori sulla proposta della Commissione relativa alla giustizia elettronica (e-justice), quale cornice giuridica per facilitare l’accesso alla giustizia in tutti gli Stati membri ed agevolare la cooperazione giudiziaria anche in campo civile e amministrativo, innanzitutto a livello europeo”.
Per questo obiettivo, individuato nella Nota integrativa al bilancio con il numero 12, è previsto uno stanziamento di € 70.636.835.
Nella direttiva annuale di 2º livello [1], diffusa il 3 aprile 2015 dal Capo del Dipartimento, oltre alla specificazione dell’obiettivo strategico, sono stati individuati specifici obiettivi strutturali per le diverse Direzioni generali che comporteranno anche il perseguimento di priorità politiche ulteriori, sulla base dell’Atto di indirizzo politico-istituzionale emanato dal Ministro per l’anno 2015, pur non rivestendo funzione strategica.
Tra questi, si rammenta la gestione del contenzioso e della legge “Pinto”, attività che la Nota al Bilancio individua come la n. 13 con uno stanziamento di € 181.500.000 e che risponde ai contenuti della priorità politica n. 7 (“razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito dell’amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture”).
Altri obiettivi strutturali attengono alla: priorità politica n.11 (funzionamento dei servizi istituzionali); priorità n. 2: (razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero); priorità n. 3 (miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa); priorità n. 6: (potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio); priorità n. 10: (attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione).
Gli obiettivi strategici del Ministro sono stati poi tradotti, unitamente agli obiettivi strutturali, in obiettivi operativi per gli Uffici del Capo Dipartimento e per quelli delle Direzioni generali che vengono qui sinteticamente riportati unitamente agli indicatori ed ai target individuati, rinviando, per il dettaglio, al documento allegato.

Uffici del Capo Dipartimento

Ufficio 1º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 2: razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero.
    1. OBIETTIVO: elaborazione e diffusione di linee-guida per la risoluzione e l’armonizzazione delle attività di competenza all’interno del Dipartimento.
      PROGETTO: Elaborazione di linee-guida per la trattazione di pratiche ed atti amministrativi che favoriscano il raccordo tra le varie articolazioni del Dipartimento ed una più efficiente definizione delle procedure.
      RISORSE: il progetto sarà curato dal Direttore dell’Ufficio I del Capo del Dipartimento. Non sono previsti costi aggiuntivi.
      TEMPI: prima fase 1 gennaio - 31 dicembre 2015 con prosieguo del suo sviluppo nell’anno successivo.
       
    2. OBIETTIVO: abbattimento del volume degli atti cartacei in arrivo e in partenza, con conseguente diminuzione degli spazi nei locali di archiviazione, almeno del 25% alla fine del corrente anno con conseguente, proporzionale riduzione dei tempi di protocollazione, nonché abbattimento delle spese di spedizione postali.
      PROGETTO: Abbattimento del flusso documentale cartaceo in favore di quello elettronico. Velocizzazione dei tempi di protocollazione.
      RISORSE: il progetto sarà curato dal Direttore dell’Ufficio I del Capo DAG con la collaborazione del personale dell’Ufficio I, settore protocollo. Non sono previsti costi aggiuntivi.
      TEMPI: dall’implementazione del nuovo sistema di protocollo interoperabile si darà inizio all’attività di sensibilizzazione all’utilizzo di comunicazioni in formato esclusivamente elettronico.
       
    3. OBIETTIVO: stesura e messa in esercizio del Manuale di gestione applicabile in ogni situazione che si possa presentare durante la gestione del flusso documentale.
      PROGETTO: Predisposizione del nuovo Manuale di gestione del protocollo informatico.
      RISORSE: il progetto sarà curato dal Direttore dell’Ufficio I del Capo DAG, con la collaborazione del funzionario informatico del protocollo. Sarà attuato il necessario raccordo con i direttori generali e i direttori degli uffici, al fine di individuare le specifiche esigenze delle unità organizzative e tradurle in istruzioni operative.
      TEMPI: le bozze, sia della parte tecnica, sia di quella organizzativa del Manuale, saranno predisposte entro sei mesi dall’avvio del nuovo protocollo informatico al fine di effettuare le prime verifiche operative. A seguire si provvederà alla stesura definitiva. Saranno, altresì, elaborati modelli organizzativi del lavoro dell’ufficio del protocollo che favoriscano la riduzione dei tempi di lavorazione e la semplificazione dell’iter procedurale attualmente seguito in vista di una riduzione complessiva dei tempi di protocollazione.
       
  • PRIORITÀ POLITICA n. 3: miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa
    1. OBIETTIVO: avvio del programma ed estrazione dati per il primo report a giugno 2015.
      PROGETTO: Implementazione e sperimentazione della piattaforma informatica, già in uso presso la Scuola superiore della p.a., a supporto del controllo di gestione. Il progetto è la prosecuzione di quanto avviato nel 2014 e comporterà il popolamento delle base dati (relativamente al personale, alle attività, agli indicatori, ai risultati raggiunti, alle retribuzioni, alle assegnazioni del personale alle diverse attività) secondo l’ultima release.

Ufficio 2º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 3: miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa
    1. OBIETTIVO: miglioramento dell’efficacia ed efficienza nelle comunicazioni di servizio ed in generale nei rapporti di lavoro degli uffici dislocati in sedi diverse; conseguente riduzione del numero di trasferte, con vantaggi economici e, altresì, con incremento della tempestività degli scambi di informazione e riduzione dei tempi funzionali alla realizzazione degli incontri.
      PROGETTO: Incentivazione dello strumento delle videoconferenze.
       
    2. OBIETTIVO: creazione di un archivio digitale e catalogazione dei documenti conservati per le finalità di documentazione dell’utenza interna.
      PROGETTO: studio di fattibilità per la creazione di un archivio digitale – c.d. “repository” – della documentazione prodotta nel corso dell’attività di fornitura documenti dalla Biblioteca centrale giuridica (BCG) e dalle biblioteche della rete giustizia.
       
    3. OBIETTIVO: inserire la BCG tra gli istituti depositari delle pubblicazioni digitali diffuse tramite rete informatica.
      PROGETTO: esame della sperimentazione denominata “Magazzini digitali”, in corso presso il Ministero dei beni culturali, che verrà recepita dall’emanando regolamento attuativo del deposito legale digitale, per verificarne la sostenibilità tecnica e finanziaria, da realizzarsi con il necessario adeguato supporto da parte della DGSIA e, successivamente, iniziative di raccordo, a livello verticistico, con il Ministero dei beni culturali, allo scopo di definire una soluzione per la BCG che consenta di mantenere una fattispecie di deposito anche per le pubblicazioni digitali.
       
    4. OBIETTIVO: acquisire circa 150 relazioni inaugurali delle Corti su formato digitale e renderle consultabili open access sul sito della BCG.
      PROGETTO: digitalizzazione delle Relazioni inaugurali degli anni giudiziari prodotte dalle Corti regionali di cassazione di Torino, Firenze, Napoli e Palermo, a partire dall’Unità d’Italia fino al 1923 (data della loro abolizione) e la loro messa a disposizione sul sito della Biblioteca centrale giuridica.

Ufficio 3º - Gazzetta ufficiale

  • PRIORITÀ POLITICA n. 3: miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa.
    1. OBIETTIVO: controllare gli atti normativi e le gazzette ufficiali, anni 2011-2012 affidati in custodia del Guardasigilli e consegnare tali atti all’Archivio di Stato, per la custodia definitiva degli originali.
      PROGETTO: esame dei testi originali degli atti normativi statali inseriti nelle raccolte ufficiali anni 2011 e 2012, redigendo in duplice esemplare l’elenco degli atti normativi aventi “allegati” e l’elenco degli atti, che hanno avuto “correzioni”, per l’inoltro e la conservazione presso l’Archivio centrale dello Stato.
      TEMPI: 1 gennaio - 31 dicembre 2015.
       
    2. OBIETTIVO: rendere disponibile all’utenza interessata un testo aggiornato su tutta la più recente legislazione e sulle modalità di pubblicazione sulla G.U. di testi normativi e regolamentari.
      PROGETTO: Revisione del volume ”La Gazzetta Ufficiale -disciplina e cenni storici”.
      TEMPI: data la complessità dell’attività anche di ricerca da svolgere ed il coinvolgimento anche del personale dell’IPZS, si prevede l’inizio dell’attività nel mese di gennaio 2015, la conclusione della prima bozza nel dicembre 2015 e la pubblicazione del volume on-line nel dicembre 2016.
       
    3. OBIETTIVO: il progetto permetterà di anticipare ulteriormente la pubblicazione della Gazzetta ufficiale; di abbattere, attraverso i nuovi sistemi di controllo, la percentuale di errata-corrige – mediamente per tutti i tipi di atti pubblicati – dagli attuali 0,0024 anno 2014 allo 0,0010 anno 2015. Inoltre con la revisione della Tabella Emettitori si vuole facilitare e favorire i risultati della ricerca, eliminare le voci assolutamente doppie o del tutto inutilizzate (una prima stima ha previsto la riduzione delle voci da 14.064 a poco più di 10.000).
      PROGETTO: GUFlow-X-Leges - Revisione della “Tabella Emettitori”.
      TEMPI: prima fase 1 gennaio - 31 dicembre 2015, con prosieguo del suo sviluppo nell’anno successivo.


Direzione generale del contenzioso e dei diritti umani

Ufficio 1º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 3: (“razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito dell’amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture”).
    1. OBIETTIVO: l’obiettivo del progetto è quello di consentire alle Corti di appello di concentrarsi nello smaltimento dell’arretrato (sino al suo azzeramento), senza l’aggiunta di sopravvenienze, e all’Amministrazione di poter gestire il debito “nuovo” senza ritardi, con l’effettuazione dei pagamenti nel termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo in modo da evitare le ulteriori spese derivanti dai procedimenti intentati dal creditore per il recupero di quanto dovutogli (procedimenti di esecuzione, giudizi di ottemperanza, ricorsi alla Corte EDU).
      PROGETTO: elaborazione di iniziative organizzative tese alla semplificazione e alla velocizzazione dei pagamenti degli indennizzi Pinto.
      RISORSE: sono necessarie risorse informatiche (realizzazione di un data-base gestionale) e umane (creazione, con personale ulteriore a quello attualmente assegnato alla DGCDU, di una task-force di sette unità amministrative e sette unità contabili, queste ultime riducibili a due laddove si realizzasse la collaborazione con il servizio di tesoreria della Banca d’Italia).
      TEMPI: considerata l’entità del debito accumulatosi, il progetto si dovrebbe sviluppare in quattro anni.

Ufficio 2º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 12: cooperazione internazionale.
    1. OBIETTIVO: elevare la qualità e il contenuto delle difese dell’Amministrazione della Giustizia nei ricorsi contro lo Stato italiano dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, di incentivare la definizione in via amichevole del contenzioso seriale e dare concreta esecuzione ai Piani di azione già in corso.
      PROGETTO: Studio, analisi e predisposizione delle difese dell’Amministrazione, ricerca di soluzioni idonee a favorire la diminuzione delle pendenze dinanzi alla Corte EDU.
      TEMPI: il progetto si sviluppa nell’arco dell’intero anno e richiede l’impiego di tutte le risorse umane assegnate all’Ufficio II e adibite all’attività amministrativa (due magistrati e cinque unità di personale).

 

Direzione generale della giustizia penale

Ufficio 1º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 12: cooperazione internazionale.
    1. OBIETTIVO: costruire un sistema di monitoraggio degli strumenti giuridici nel campo della cooperazione giudiziaria penale e di polizia che possa costituire uno strumento a disposizione anche delle altre competenti articolazioni ministeriali, volto a prevenire l’attivazione di procedure di inadempimento ed a consentire la tempestiva adozione della normativa interna di attuazione
      PROGETTO: Monitoraggio degli strumenti giuridici adottati antecedentemente all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1º dicembre 2009) a seguito della scadenza del periodo transitorio di adeguamento della legislazione interna a quella europea, previsto dal protocollo n. 36 del Trattato di Lisbona nel campo della cooperazione giudiziaria penale e di polizia (1º dicembre 2014), al fine di prevenire l’apertura di procedure di inadempimento.
      TEMPI: Prima fase: entro il 15 febbraio 2015, ricognizione della situazione normativa esistente in relazione alla attuazione di ciascun singolo strumento legislativo dei 45 cui vien fatto riferimento nella lettera delle Direzioni generali “Justice” e “Home” della Commissione europea. Seconda fase: entro il 15 marzo 2015, risposta alle richiedenti Direzioni generali della Commissione europea che hanno chiesto di trasmettere le misure di attuazione degli strumenti rientranti nell’acquis pre-Lisbona con correlato inserimento dei dati all’interno della banca dati "Mesures nationales d'exécution" istituita presso il Segretariato generale della Commissione. Terza fase: entro il 31 dicembre 2015, stimolo e contributo al processo legislativo necessario a fornire attuazione agli strumenti non ancora attuati o non completamente attuati da finalizzare in proposte normative da inserire eventualmente nel disegno di legge di delegazione europea.
  • PRIORITÀ POLITICA n. 5 – incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari.
    1. OBIETTIVO: Digitalizzazione del processo penale. Avvio del sistema di notificazioni e comunicazioni telematiche penali (SNT). Risposta ai quesiti.
      PROGETTO: In data 11 dicembre 2014 è stata emessa una circolare con la quale sono state fornite indicazioni agli uffici giudiziari circa ambito e modalità di utilizzo della p.e.c. quale strumento di trasmissione telematica delle comunicazioni e delle notificazioni nel settore penale; si prevede l’invio di quesiti da parte degli uffici giudiziari, cui l’Ufficio I si impegnerà a rispondere con tempestività, previa interlocuzione con la DGSIA.
      TEMPI: Si prevede che il progetto impegnerà tutto il 2015.

Ufficio 2º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 12: cooperazione internazionale.
    1. OBIETTIVO : prosecuzione dei negoziati con i seguenti paesi: Argentina, Cina, Colombia, Ecuador, Egitto, Emirati Arabi, Filippine, Gambia, Ghana, India, Libia, Repubblica dominicana, Senegal, Tunisia, Uruguay e Venezuela, nonché l’avvio delle negoziazioni con l’Algeria, la Bolivia e Cuba.
      PROGETTO: Partecipazione in rappresentanza dell’Italia allo studio ed esame delle problematiche giuridiche ed alla redazione di norme pattizie multilaterali e bilaterali, anche nelle sedi istituzionali internazionali, quali Unione europea, Consiglio d’Europa, ONU, OCSE; studio e predisposizione di accordi bilaterali di cooperazione giudiziaria penale.
  • PRIORITÀ POLITICA n. 6: informatizzazione e rilevazioni statistiche.
    1. OBIETTIVO: potenziare gli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti
      PROGETTO: per sopperire alle difficoltà nel fornire dati statistici accurati in ordine all’esecuzione ed alla pendenza di rogatorie attive e passive, alle estradizioni e ai trasferimenti di condannati stranieri ai Paesi d’origine, avvio di analisi finalizzate all’adozione di un software che consenta l’estrapolazione (eventualmente dal protocollo informatico in uso) di dati statistici sulla collaborazione internazionale prestata e ricevuta, a fini di analisi e di elaborazione.

Ufficio 3º - Casellario

  • PRIORITÀ POLITICA n. 6: informatizzazione e rilevazioni statistiche.
    1. OBIETTIVO: Completamento dell'interconnessione tra il sistema informativo del casellario (SIC) e il sistema informativo dell'esecuzione penale, sottosistema SIEP (sistema informativo dell'esecuzione penale - lato procura).
      PROGETTO: all’utente SIEP della procura verrà consentito di iscrivere manualmente il provvedimento di esecuzione sul sistema SIES, utilizzando un modulo web. Il provvedimento potrà essere collegato ad uno o più titoli esecutivi. Il provvedimento dell’esecuzione sarà poi inviato al SIC tramite il nuovo servizio di “Iscrizione provvedimento esecuzione”.
      TEMPI: 1 anno. Entro dicembre 2015 verranno realizzate le modifiche al software necessarie all'acquisizione dei fogli complementari.
    2. OBIETTIVO: Avvio dell'interconnessione tra il sistema informativo del casellario (SIC) e il sistema informativo dell'esecuzione penale – sottosistema SIGE (sistema informativo del giudice dell'esecuzione). Realizzazione della fase di analisi dell'intervento.
      PROGETTO: predisposizione del documento di analisi, concernente la realizzazione delle componenti applicative che consentiranno la trasmissione dei provvedimenti del giudice dell'esecuzione alla banca-dati del casellario.
      TEMPI: 1 anno. Entro dicembre 2015 dovrà essere definito ed approvato congiuntamente da entrambe le parti il documento tecnico di analisi relativo agli interventi da realizzarsi per l'acquisizione dei provvedimenti del giudice dell'esecuzione.
    3. OBIETTIVO: rilascio on-line del certificato del casellario ai privati. Realizzazione della documentazione di analisi degli interventi necessari a consentire il rilascio automatizzato del certificato.
      PROGETTO: possibilità per il privato non solo di prenotare il certificato ma anche di ottenerlo on-line dal sistema.
      TEMPI: 1 anno. Entro dicembre 2015 definizione e approvazione della documentazione tecnica degli interventi.

 

Direzione generale della giustizia civile

Ufficio 1º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 2: razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero.
    1. OBIETTIVO: verifica della completa attuazione della convenzione con Equitalia s.p.a. e monitoraggio sull’andamento delle riscossioni relativamente ai crediti di giustizia.
      PROGETTO: Prosecuzione dell’attività volta a rendere pienamente operativa la convenzione stipulata con Equitalia s.p.a. per il recupero delle spese processuali e delle pene pecuniarie, verificando l’attuazione in tutti e 26 i distretti di Corte d’appello rispetto agli attuali 23.

Ufficio 2º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 12: cooperazione internazionale.
    1. OBIETTIVO: potenziamento e coordinamento delle attività volte ad una positiva soluzione dei negoziati pendenti presso il Consiglio UE, con particolare attenzione alle procedure aventi ad oggetto temi sensibili per gli operatori economici; monitoraggio sull’effettiva applicazione degli strumenti di cooperazione giudiziaria esistenti, al fine di rilevare le criticità ed incrementare la conoscenza degli strumenti stessi da parte dei magistrati.
      PROGETTO: rafforzamento delle relazioni con gli uffici giudiziari italiani; potenziamento della collaborazione con la formazione giudiziaria, sia a livello centrale che locale; maggiore coinvolgimento nelle attività della Rete giudiziaria europea dei membri italiani della Rete (Consiglio nazionale forense, Consiglio nazionale del notariato, autorità centrali del Dipartimento della giustizia minorile, ufficio UNEP); implementazione delle informazioni fornite sul sito web del Ministero in materia di cooperazione giudiziaria civile.

Ufficio 3º

  • PRIORITÀ POLITICA n. 2: razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero.
    1. OBIETTIVO: riorganizzazione dei processi con un uso intensivo dell’informatica all’interno dell’ufficio.
      PROGETTO completare l’informatizzazione del reparto notariato per quanto concerne la gestione dei concorsi per trasferimento dei notai; predisposizione strumenti per l’istituzione del registro degli organismi autorizzati alla gestione della crisi da sovraindebitamento.

Le risorse economico-finanziarie assegnate al Dipartimento

Deve premettersi che la nota integrativa al bilancio del Ministero della Giustizia 2015-2017, nella sezione relativa ai fondi destinati al Centro di responsabilità “Dipartimento degli affari di giustizia”, stanzia fondi che permettono di perseguire obiettivi portati a compimento in via non esclusiva dal Dipartimento. Pertanto la struttura sostiene dei costi diretti per la propria operatività, che sono quelli indicati a budget; poi, per raggiungere gli obiettivi, si avvale di quanto stanziato, che utilizzerà in parte in modo diretto ed in parte accreditando i fondi necessari agli uffici giudiziari.
Vengono di seguito riportati i dati più significativi: 

risorse economico finanziarie 

Fondi destinati al Centro di responsabilità Dipartimento degli affari di giustizia
Obiettivi nota integrativa al bilancio 2015-2017 Priorità politiche anno 2015 Voci di spesa del bilancio di previsione 2015-2017
FUNZIONAMENTO
N.I. OBIETTIVO 11
€ 768.264.939
(priorità n. 2) razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero

(priorità n. 3) miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa

(priorità n. 6) potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio

(priorità n. 10) attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione
spese giustizia (netto cooperazione) € 400.000.001
indennità giudici pace, onorari ecc. € 148.764.793
spese intercettazioni € 200.000.000
costi personale € 15.237.334
costi manutenzione BCG €131.099
spese informatiche € 1.453.520
spese beni e servizi € 2.678.192
TOTALE € 768.264.939
COOPERAZIONE
INTERNAZIONALE
N.I. OBIETTIVO 12
€ 70.636.835
(priorità n. 12) cooperazione internazionale missioni € 92.199
oneri ratifiche convenzioni €183.790
quota parte spese giustizia € 70.360.846
TOTALE € 70.636.835
CONTENZIOSO
N.I. OBIETTIVO 13
€ 181.500.000
(priorità n. 7) razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito
dell’amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento;
spese per liti ed arbitraggi € 1.500.00
equa riparazione € 180.000.000
TOTALE € 181.500.000

 

 

DAG - BILANCIO 2015
ripartizione costi per destinazione
spese percentuale importo in €
spese per il personale 1% 15.237.334
altri oneri di gestione 0% 4.252.255
spese giustizia 39% 400.010.557
spese per indennità giudici di pace ed onorari 15% 148.764.793
spese per intercettazioni 20% 200.000.000
spese per il contenzioso 18% 181.500.000
spese cooperazione internazionale 7% 70.636.835
TOTALE 100% 1.020.401.774

 

Dipartimento per gli affari di giustizia - Bilancio 2015 - ripartizione costi per destinazione

 

 

DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA,
DEL PERSONALE E DEI SERVIZI

 

Competenze istituzionali

Il Dipartimento esercita le funzioni e i compiti inerenti l'organizzazione ed i servizi della giustizia, tra cui la gestione amministrativa del personale amministrativo, dei mezzi e strumenti anche informativi necessari all’esercizio della funzione giudiziaria, le attività attribuite dalla legge relative alle competenze del Ministro in ordine ai magistrati, lo studio e proposta di interventi normativi nel settore di competenza.
Svolge, inoltre, le attività funzionali alla più razionale organizzazione degli uffici giudiziari, provvedendo alla dotazione delle risorse strumentali e logistiche necessarie al corretto funzionamento istituzionale della giustizia civile e penale.
Il Dipartimento si compone di 3 uffici di diretta collaborazione del Capo Dipartimento e di 7 uffici dirigenziali generali (Personale, Beni e Servizi, Magistrati, Bilancio, Statistica, Sistemi Informativi Automatizzati, Manutenzione Uffici Giudiziari Napoli), per le cui attribuzioni e dotazioni organiche si rimanda al contributo allegato.
Sul territorio sono inoltre dislocati gli Uffici Giudiziari distribuiti in Distretti (giudicanti e requirenti):

Tabella 1.2
Numero di Uffici giudicanti e requirenti
[2]
ORGANI GIUDICANTI numero ORGANI REQUIRENTI numero
Corte di Cassazione 1 Procura Generale Cassazione 1
Corte di Appello e sez. distaccate 29 Procura Generale 29
Tribunale[3] 136 Procura della Repubblica 136
Tribunale per i Minorenni 29 Proc. presso il Tribunale Minorenni 29
Trib. Sup. delle Acque Pubbliche 1 Direzione Nazionale Antimafia 1
Trib. Reg. delle Acque Pubbliche[4] 8 Direzioni Distrettuali Antimafia[5] 26
Trib. Sorveglianza e Uff. Sorveglianza 58    
Ufficio del Giudice di Pace[6] 182    
Commissariato per la liquidazione degli usi civici 14    
TOTALE 458 TOTALE 251

 

Si delinea in questo modo una rete di rapporti fra gli uffici dell’Amministrazione centrale e gli uffici giudiziari, secondo la quale la prima si pone nei confronti dei secondi in posizione servente, con riguardo all’attività giurisdizionale, che viene svolta dagli uffici giudiziari in autonomia.
Con la riforma della “Geografia giudiziaria”, è stata realizzata una profonda revisione dell’assetto delle circoscrizioni giudiziarie, modificando la distribuzione degli uffici di primo grado sul territorio.
Per effetto della riforma gli uffici di primo grado sono passati da 1.398 a 456, consentendo il recupero di ben 2.265 unità del personale di magistratura togata ed onoraria e 7011 unità di personale amministrativo, come specificato in dettaglio nelle tabelle seguenti (dati al: 31/12/2014).


Riepilogo uffici soppressi

Tribunali: 30
Procure: 30
Sezioni distaccate: 220
Giudici di pace: 664
Totale accorpamenti: 944


Recupero di personale

  • Tribunali, Procure e sezioni distaccate

Magistrati - 377 unità
Dirigenti seconda fascia - 7 unità
Personale amministrativo - 3.292 unità
Personale NEP - 1.649 unità

  • Giudici di pace

Magistrati onorari - 188 unità
Personale amministrativo - 2.063 unità

Totale Giudici, PM e Magistrati onorari - 2.265 unità
Totale personale dirigenziale e amministrativo (inclusi NEP) - 7.011

Relativamente al processo di razionalizzazione delle sedi e dei territori degli uffici del giudice di pace si è poi avuta la soppressione di 666 degli 846 (di cui 4 sedi distaccate) uffici del giudice di pace esistenti e il mantenimento con oneri a totale carico dell’Amministrazione di 180 uffici, la cui competenza territoriale è stata ridefinita in coerenza con le determinazioni assunte per i tribunali con il d.lgs. 155/2012. Per le 666 sedi soppresse, il d.lgs. 156/2012, all’articolo 3, prevedeva la facoltà per gli enti locali interessati di chiedere il mantenimento del presidio giudiziario, assumendo a proprio carico le spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia, con la sola esclusione di quelle inerenti al personale di magistratura.
Con il decreto ministeriale 7 marzo 2014, registrato alla Corte dei Conti in data 4 aprile 2014 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2014, si è provveduto alla individuazione delle sedi mantenute con oneri a carico degli enti locali richiedenti, individuando a carico di questi ultimi, a fronte della facoltà di revoca dell’istanza, una serie di adempimenti, da realizzare necessariamente secondo una tempistica definita, idonei a dare effettività alle dichiarazioni di intenti formulate nelle istanze.
Nello specifico il provvedimento richiamato ha previsto, a fronte di 301 istanze presentate, il mantenimento di 285 sedi.
Con decreto ministeriale 10 novembre 2014, registrato alla Corte dei Conti il 25 novembre 2014 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 1º dicembre 2014, all’esito della decorrenza dei termini perentori fissati dal citato decreto del 7 marzo e preso atto delle determinazioni assunte con riferimento agli uffici di Barra e Ostia con legge 10 novembre 2014, n. 162, si è provveduto alla definitiva individuazione delle sedi mantenute con oneri a carico degli enti locali richiedenti, per cui delle predette 285 sedi solo 201 sono state confermate.
Con decreto ministeriale 18 novembre 2014, registrato alla Corte dei Conti l’8 gennaio 2015 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2015, preso atto delle successive richieste di revoca dell’istanza da parte degli enti locali interessati, si è infine provveduto ad escludere dall’elenco delle sedi mantenute gli uffici di Carini e Mussomeli.
La tabella che segue sintetizza l’attuale assetto conseguito per gli uffici del giudice di pace all’esito delle determinazioni sin qui assunte:

Uffici del giudice di pace
Uffici a totale carico dell’Amministrazione: 182
Uffici con oneri a carico degli enti locali: 199
TOTALE 381

Al fine di rendere possibile l’espletamento dell’attività giurisdizionale da parte degli uffici giudiziari le macro unità organizzative dell’ Amministrazione centrale svolgono le seguenti attività:

  • gestione del personale amministrativo e di magistratura, fatte ovviamente salve le competenze del Consiglio Superiore della Magistratura;
  • gestione dei beni demaniali e patrimoniali, dei beni mobili e immobili e dei servizi;
  • adempimenti connessi alla formazione del bilancio di previsione e del conto consuntivo, della legge finanziaria e della legge di assestamento del bilancio;
  • programmazione, progettazione, sviluppo e gestione dei sistemi informativi automatizzati di tutti gli uffici del Ministero
  • raccolta, gestione e interpretazione dei dati e predisposizione degli strumenti conoscitivi necessari alle attività di programmazione, organizzazione e controllo.
  • attività relative alle competenze del Ministro in ordine ai magistrati.
  • studio e proposta di interventi normativi nel settore di competenza.

Si rinvia al contributo del Dipartimento, allegato in appendice al Piano e pubblicato integralmente sul sito istituzionale per l’esame dell’attività propriamente giursdizionale (movimenti dei procedimenti penali e civili, spese a carico dell’erario liquidate a vario titolo dagli uffici giudiziari, monitoraggio dell’istituto della mediazione).


Priorità politiche, obiettivi strategici e strutturali

Alla luce dell’Atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2015, dai quali scaturisce la definizione degli obiettivi strategici ed operativi, le priorità politiche che maggiormente interessano il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del personale e dei servizi sono:

  1. Politiche per l’efficienza gestionale;
  2. Razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero;
  3. Miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa;
  4. Incremento e diffusione delle prassi virtuose degli uffici giudiziari, a partire dal cruciale terreno dell’abbattimento dell’arretrato civile;
  5. Incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali;
  6. Potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti;
  7. Razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili;
  8. Attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione

Nella Direttiva annuale del Ministro per l’anno 2015 e nell’allegata Nota Integrativa alla legge di bilancio dello Stato sono stati individuati per il triennio 2015-2017 tre obiettivi strategici e tre obiettivi di carattere strutturale:

  • (Obiettivo Strategico 1) - Accelerazione processo civile e penale – processo telematico.
  • (Obiettivo Strategico 2) - Valorizzazione risorse umane.
  • (Obiettivo Strategico 3) - Riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.
  • (Obiettivo Strutturale 1) - Informatizzazione e rilevazione statistica
  • (Obiettivo Strutturale 2) - Funzionamento dell’amministrazione centrale (Org. giudiziaria)
  • (Obiettivo Strutturale 3) - Funzionamento uffici giudiziari.


Dagli obiettivi strategici agli obiettivi operativi

La declinazione degli obiettivi strategici e strutturali in obiettivi operativi è riportata analiticamente (con indicatori, risorse e target) nelle tabelle allegate in appendice al Piano; di seguito si descriveranno sinteticamente i settori di maggiore interesse sui quali il Dipartimento ha inteso concentrare la programmazione strategica per il triennio 2015-2017.

(Obiettivo Strategico 1) - Accelerazione processo civile e penale – processo telematico.
Nel corso del 2015 la Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati si occuperà della completa diffusione a livello nazionale e della contestuale estensione alle Corti d’Appello del processo civile telematico obbligatorio a far data dal 30 giugno 2015.
Questo consentirà per i difensori la riduzione degli oneri di accesso agli uffici giudiziari e per gli uffici giudiziari:

  • la riduzione degli oneri relativi alla gestione cartacea dei procedimenti;
  • la riduzione dei tempi di lavoro amministrativi all’interno degli uffici giudiziari;
  • la possibilità di recuperare personale per attività connesse alla giurisdizione;
  • la riduzione dei tempi e dei costi della giurisdizione.

Inoltre, in esecuzione dell' Atto di indirizzo politico - istituzionale per l'anno 2015 del Sig. Ministro occorrerà estendere il processo civile telematico anche ai procedimenti davanti al Giudice di Pace. A questo scopo il Dipartimento si prefigge di installare e configurare, a cura degli uffici territoriali (CISIA – Coordinamento Interdistrettuale per i Sistemi Informativi Automatizzati), le componenti GLPEC del sistema informativo SIGP (Sistema Informativo dei Giudici di Pace), al fine di consentire al suddetto sistema di inviare e ricevere comunicazioni telematiche.
Ulteriori attività riguarderanno l’estensione delle funzionalità del processo civile telematico alle materie della volontaria giurisdizione, dell’ esecuzione e del fallimento, del minorile e del diritto di famiglia.
Con riferimento al processo penale telematico saranno portate avanti attività propedeutiche alla relativa diffusione, quali alcuni interventi preliminari sul Sistema Informativo della Cognizione Penale (SICP) e sull'integrazione di questo sistema con la piattaforma documentale. In particolare, nel corso del 2015 dovrà essere utilizzato il S.I.C.P. in tutti gli Uffici di 2º grado. Dovrà essere: diffuso il modulo che consente l’integrazione di S.I.C.P. con la piattaforma documentale distrettuale T.I.A.P. (Trattamento Informatizzato Atti Processuali); completata la diffusione, a cura dei CISIA, del T.I.A.P. consentendo una visione delle informazioni tramite la “riproducibilità integrale” dei fatti e degli atti processuali, in qualsiasi formato essi siano prodotti, consolidate le sale server distrettuali del settore penale e sarà completata la diffusione al livello nazionale dell’SNT (Sistema Notifiche Telematiche).

(Obiettivo Strategico 2) - Valorizzazione risorse umane.
La Direzione Generale del Personale e della Formazione si propone realizzare attività di valorizzazione del personale attraverso interventi formativi finalizzati ad accrescerne la professionalità, sviluppando conoscenze e competenze, anche attraverso il miglioramento dei comportamenti; aumentando la motivazione e migliorando il clima organizzativo; favorendo l'apertura al cambiamento ed all' innovazione attraverso la diffusione di competenze ed abilità nell' uso delle tecnologie. Per aumentare il livello di efficacia ed efficienza, e quindi migliorare la qualità del servizio, l'innovazione tecnologica deve necessariamente essere supportata da mirati interventi formativi.
Al riguardo, sarà proseguita la collaborazione instaurata con la Scuola Superiore della Magistratura, volta a disciplinare l’utilizzo dell’edificio di Castel Capuano in Napoli per lo svolgimento di attività di formazione professionale dei magistrati che costituisce anche un’occasione di collaborazione tra le strutture dedicate alla formazione dei magistrati e del personale amministrativo.
Per il raggiungimento delle finalità esposte è in via di predisposizione (progetto operativo) il Piano della formazione del personale amministrativo per l'anno 2015, secondo la direttiva 10/2010 del Dipartimento della Funzione pubblica e secondo le nuove disposizioni contenute nel DPR 70/2013, in particolare l'art.8, che stabilisce la programmazione triennale delle iniziative formative.
La pianificazione delle attività dovrà essere fondata su un'analisi del fabbisogno formativo che tenga conto delle esigenze del personale da un lato, e di quelle delle strutture e degli Uffici dall'altro, in modo da realizzare un sistema virtuoso in cui lo sviluppo personale, finalizzato alla professionalizzazione del personale amministrativo, si traduca nello sviluppo dell'organizzazione.
L’adempimento dell’obbligo di predisposizione del piano annuale, oltre a richiedere il rispetto di una precisa tempistica per singole attività, si articola in alcune fasi essenziali; la fase della rilevazione dei fabbisogni, elaborata su due direttrici principali: amministrazione centrale e Uffici giudiziari periferici deve essere logicamente collegata e coerente con gli obiettivi operativi, declinazione di quelli strategici, inseriti nel presente Piano della Performance, e degli obiettivi di cui al Programma annuale delle attività definiti dai singoli Uffici giudiziari, ai sensi dell'art.4, del D.Lgs 240/2006. Al termine della rilevazione del fabbisogno formativo, si procede alla raccolta delle singole proposte formative degli uffici periferici, e della struttura centrale, che vengono sottoposte ad una valutazione di fattibilità basata sulla coerenza rispetto agli obiettivi strategici e alle linee d’azione dell’amministrazione, e sull’analisi della congruità economica. I progetti analizzati ed approvati vanno ad essere inseriti nella sezione del Piano di formazione dedicata alla pianificazione programmata per il nuovo anno.
Con bando di mobilità esterna pubblicato il 20 gennaio 2015, il Ministero della Giustizia ha poi avviato una complessa procedura, che consentirà l’ingresso di circa 1.031 unità di personale provenienti anche da comparti diversi da quello ministeriale, per i quali sarà necessaria adeguata formazione.
L’obiettivo (progetto operativo) è pianificare la formazione del personale in mobilità con alcune prioritarie finalità:

  • Sviluppare le conoscenze rispetto alla nuova realtà ministeriale ed in particolare quella giudiziaria
  • Sviluppare le conoscenze relativamente alla realtà delle strutture periferiche
  • Sviluppare conoscenze e competenze relativamente ai servizi in ambito requirente e giudicante, e nei diversi ambiti (civile, penale ed amministrativo) nel rispetto dei profili professionali di appartenenza.
  • Favorire, oltre periodi di formazione in aula, periodi di tirocinio pratico al fine di aumentare le competenze tecniche e contestualmente effettuare una ricognizione delle attitudini e delle competenze che possono supportare le determinazioni relative alle specifiche assegnazioni del personale agli uffici ed ai servizi.

L’attività di programmazione dettagliata della formazione di ingresso destinata al personale in mobilità esterna costituisce il primo obiettivo da realizzare entro la fine dell’anno e comunque anticipatamente all’ingresso del personale nell’amministrazione giudiziaria. In questa fase si realizzeranno alcuni Focus group con la finalità di definire un programma formativo di aula e un percorso di tirocinio pratico, omogeneo per tutto il personale. La seconda fase del progetto prevede la realizzazione concreta dei percorsi formativi. La terza fase prevede le attività di monitoraggio, anche intermedio, e la valutazione finale.
A partire dall’anno 2014, come stabilito dalla Legge n. 190 del 2012, art. 1, comma 11, Legge Anticorruzione, la pianificazione triennale in materia di misure per la prevenzione della corruzione, predisposta dal Responsabile per l’Anticorruzione dell’Amministrazione Centrale, deve confluire nel Piano della formazione triennale dell’amministrazione. Nel momento in cui ciascuna amministrazione definisce, come previsto dalla normativa, il proprio Piano anticorruzione, individua le specifiche aree di rischio, definisce il relativo piano di gestione del rischio, adotta il proprio codice di comportamento ed il relativo codice disciplinare, integrato ed aggiornato, si rende opportuna e necessaria una formazione specifica per ogni singola amministrazione.
Per tale esigenza si prevede (progetto operativo):

  • formazione di livello avanzato per il Responsabile della prevenzione e corruzione
  • formazione generale per tutti i dipendenti e dirigenti
  • formazione specifica differenziata per aree di rischio - per il personale dirigenziale, responsabili e dipendenti delle singole aree
  • formazione diffusa sul codice di comportamento dell’amministrazione e del codice disciplinare di amministrazione.

Tutti gli obiettivi della DG Personale hanno durata pluriennale.

(Obiettivo Strategico 3) - Riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.
Riguardo questa area strategica, le unità organizzative interessate sono gli uffici III del Capo Dipartimento e IV della DG Risorse. Il primo lavorerà all’attuazione dell’art. 2 comma 1 bis della legge 192 del 31/12/2014, a tenore del quale, nel termine del 30 luglio 2015, gli enti locali interessati, potranno richiedere il ripristino degli uffici del giudice di pace soppressi, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio della giustizia nelle relative sedi. Entro il 28 febbraio 2016 il Ministro della Giustizia, valutata la rispondenza delle richieste e degli impegni pervenuti apporterà con proprio decreto le conseguenti modifiche alle tabelle di cui agli articoli 1 e 2 del citato decreto legislativo n. 156 del 2012.”
L’Ufficio svolgerà inoltre attività di monitoraggio degli effetti della riforma, quali eventuali criticità organizzative, di organico, di consistenza del carico di lavoro, allocative o comunque concernenti lo stato di attività dell’ufficio.
La suddetta attività sarà anche accompagnata dalla rideterminazione della pianta organica del personale amministrativo degli Uffici del Giudice di Pace accorpanti, alla luce dei nuovi carichi di lavoro su di essi venuti a gravare dopo l’accorpamento, al fine di completare l’attuazione del d.leg.vo 156/2016.
L’Ufficio IV della Direzione Generale delle risorse materiali, al fine di risolvere le criticità legate al reperimento degli spazi per gli uffici giudiziari coinvolti nella revisione della geografia giudiziaria e nello stesso tempo di contenere le relative spese, attiverà una mappatura completa degli edifici sede di tutti gli uffici giudiziari italiani, con realizzazione di un database che consenta di archiviare informaticamente gli elementi afferenti ciascun cespite.
Tra questi elementi assumerà carattere preminente il regime di ogni immobile, ovvero se trattasi di bene demaniale ovvero comunale (con l’ulteriore distinguo tra gli edifici di proprietà esclusiva dell’ente territoriale e quelli gravati da “vincolo di destinazione ad ufficio giudiziario” poiché acquistati, costruiti o ristrutturati con finanziamenti concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti), ovvero se si sia innanzi ad un bene appartenente a soggetti privati e condotto in locazione passiva dal Comune (cui spetta l’obbligo, ai sensi delle legge 392/1941, di porre a disposizione dell’amministrazione giudiziaria immobili strutturalmente idonei e tecnicamente adeguati ad ospitare uffici giudiziari). A decorrere dal primo settembre 2015 il Ministero della Giustizia subentrerà nei suindicati rapporti locativi, (giusta quanto statuito dall’art. 1, comma 526, della legge 23 dicembre 2014, n. 190), con la possibilità, accordata dal citato testo normativo, di recedere unilateralmente dal contratto, per cui è necessario avere a disposizione tutti i dati riguardanti gli immobili.

Tre sono gli obiettivi strutturali del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria in attuazione delle priorità politiche dettate dal sig. Ministro ed attengono, in linea generale, al funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Tali obiettivi, consustanziali alle funzioni istituzionali del Dipartimento e, quindi, non oggetto di valutazione in termini di performance, sono di seguito sintetizzati per offrire una visione complessiva dell’attività amministrativa svolta, attesa la cointeressenza con la programmazione strategica.

Obiettivo Strutturale 1 - Informatizzazione e rilevazione statistica
Tale obiettivo contiene gli obiettivi operativi della Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati che non rientrano nell’obiettivo strategico relativo con il processo telematico (pur essendovi stretta connessione) e quelli della Direzione Generale di Statistica.
Riguardo ai primi, si segnalano:

  • lo Script@, nuovo sistema informatico di protocollo destinato agli Uffici giudiziari – per il quale si prevede la diffusione entro fine 2015 a tutti i tribunali, procure della Repubblica, corti d’appello, procure generali, tribunali e procure minorili, tribunali e uffici di sorveglianza;
  • Unificazione del sistema informatico del protocollo presso il Ministero, per il quale si effettuerà la revisione architetturale e funzionale in ottica integrata presso tutti gli uffici del Ministero, prevedendo adeguati interventi anche per ciò che attiene l’archiviazione e la conservazione sostitutiva;
  • Attribuzione agli uffici giudiziari di un congruo numero di caselle di posta elettronica certificata (PEC) di cui all'art. 48 del d.lg. 7 marzo 2005, n. 82, suddivise per settore/area funzionale.

La Direzione Generale di Statistica effettuerà un monitoraggio delle performance, con riferimento alla sola attività giurisdizionale, all’esito della revisione della geografia giudiziaria; realizzerà censimenti speciali dei procedimenti civili, allo scopo di coadiuvare gli uffici giudiziari nell’attività di abbattimento dell’arretrato civile con specifico riferimento a quello ultra-triennale (Strasburgo 2); condurrà un monitoraggio sull’esito del completamento della revisione della geografia giudiziaria e la razionalizzazione e riorganizzazione nel sistema di distribuzione del personale, attraverso il datawarehouse della giustizia civile (DWGC), base dati unica della giustizia civile a livello nazionale, in relazione al quale saranno utilizzate in modo sempre più approfondito le nuove funzionalità.
Questa piattaforma è un sistema di analisi gestionale e statistica che mette a fattor comune basi dati su scala nazionale, con logiche univoche di classificazione, elaborazione e reportistica e fa leva su un nuovo registro informatico di area civile, il SICID, che a sua volta ha introdotto una logica multi-ufficio essendo un sistema distrettuale. In particolare per il triennio 2015-2017 sarà necessario:

  • Consolidare il dato del settore civile ordinario (area SICID).
  • Mettere in esercizio la restante parte del settore civile (area SIECIC delle esecuzioni mobiliari e immobiliari e delle procedure fallimentari).

Il triennio 2015-2017 sarà anche quello di avvio del programma di sviluppo di un sistema di datawarehouse per il settore penale, come indicato dal sig. Ministro nell’Atto di indirizzo progetto che si rende possibile a seguito del completamento della diffusione di un unico registro informatizzato dell’area penale su tutto il territorio nazionale (SICP).

Obiettivo Strutturale 2 - Funzionamento dell’amministrazione centrale
Di seguito sono sintetizzati i progetti operativi (per il dettaglio si rinvia alle tabelle allegate al contributo) ripartiti in base alla priorità politica a cui si riferiscono, illustrati per Direzione Generale di riferimento.

  • Priorità politica n. 3: Miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa

La Direzione Generale dei Magistrati allo scopo di semplificare le procedure amministrative, si propone di:

  • reingegnerizzare le procedure relative alla sollecita definizione delle pratiche pre – disciplinari, di quelle inerenti alle interrogazioni parlamentari e delle pratiche del contenzioso amministrativo ed economico concernente magistrati professionali ed onorari nonché le procedure concorsuali per la ammissione in magistratura iscritte nell’anno 2014 nonché quelle di possibile definizione pervenute nel 2015,
  • valorizzare il sistema REDICO in uso all’ufficio Primo della Direzione Generale dei Magistrati attraverso l’analitica ricognizione dei dati in esso annotati e la predisposizione di linee guida volte ad assicurare la massima precisione ed uniformità nell’inserimento, da parte del personale amministrativo, di tutte le informazioni necessarie ad assicurare la esaustiva conoscenza dell’iter procedimentale delle pratiche iscritte;
  • potenziare il massimario interno all’ufficio I ed ottimizzare i relativi sistemi di consultazione;
  • garantire l’efficienza del servizio nello svolgimento dei concorsi per il reclutamento del personale di magistratura anche nelle situazioni di sovrapposizione delle operazioni relative a diversi bandi[7].

La Direzione Generale del Bilancio e della Contabilità si occuperà di gestire le richieste di sussidio finalizzate al conseguimento di un ristoro economico a seguito di specifiche tipologie di spese effettivamente sostenute dal dipendente di ruolo o cessato dal servizio, nonché ai familiari fiscalmente a carico. Tale obiettivo verrà perseguito ridefinendo limiti, modalità e criteri disciplinati dal precedente Decreto dirigenziale.

La Direzione Generale del Personale si pone come obiettivo di potenziare l’attività di indirizzo e di consulenza fornita agli uffici dell’amministrazione centrale e periferica, approfondendo le tematiche relative all’applicazione degli istituti normativi e contrattuali in materia di gestione del personale e di relazioni sindacali, proseguendo l’attività di redazione delle FAQ
Procederà, inoltre, all’elaborazione di uno schema sinottico per monitorare la normalizzazione dei servizi a seguito delle ispezioni negli Uffici Nep effettuate dall’Ispettorato Generale del Ministero di Giustizia e dall’Ispettorato Generale del Ministero dell’Economia e della Finanze.

Priorità politica n. 2: Razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero
La Direzione Generale delle Risorse materiali si propone di garantire la massima diffusione del servizio di multi – videoconferenza, attraverso l’allestimento di nuove aule presso i Tribunali e/o salette presso gli Istituti Penitenziari al fine di contenere i rischi e ridurre gli oneri connessi alle traduzione dei detenuti ad opera della polizia penitenziaria, cercando di ridurre i costi unitari attuali, effettuando anche una ricognizione presso gli Uffici interessati dalla revisione della geografia giudiziaria, al fine di riscontrare la possibilità di recuperare gli impianti propri degli Uffici soppressi da parte degli Uffici accorpanti.
Sarà inoltre ridotto ulteriormente il numero delle auto ordinarie destinate agli Uffici Giudiziari e dislocate sul territorio nazionale, dismettendo i veicoli immatricolati negli anni 1993-1996, che incidono nella misura del 10% circa sull’attuale parco auto, onde eliminarne le spese generali di gestione (tasse di proprietà, assicurazioni, ecc.) ed, in particolare, quelle di manutenzione straordinaria.

La Direzione Generale per la gestione e la manutenzione degli edifici giudiziari di Napoli si propone di proseguire, con un efficiente utilizzo di fondi esterni rispetto al bilancio ordinario del Ministero della Giustizia, nella progressiva opera di valorizzazione dell’edificio di CastelCapuano, che attualmente ospita, oltre al Ministero della Giustizia, diverse Amministrazione dello Stato, realizzando in questo modo un utilizzo ottimale degli spazi non più destinati alle attività giudiziarie, nell’ottica del complessivo contenimento della spesa dello Stato. Per quanto più specificamente riguarda il Ministero della Giustizia, è sede della Scuola di Formazione del Personale Amministrativo di Napoli, di pertinenza della Direzione Generale del Personale e della Formazione, del medesimo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria.
La Direzione Generale si propone altresì di definire e attuare interventi per l’efficientamento e il risparmio energetico relativamente alle strutture del Complesso Giudiziario di Napoli, intervento funzionale non solo all’obiettivo strutturale costituito dalla valorizzazione delle infrastrutture poste a servizio degli uffici giudiziari ma anche all’ulteriore obiettivo del miglior funzionamento dell’Amministrazione Centrale, soprattutto in termini di efficientamento della spesa energetica.

Priorità politica n.1: Politiche per l’efficienza gestionale
La Direzione Generale del Personale, in particolare l’Ufficio III Concorsi e Assunzioni, attiverà alcune misure volte ad arginare la decrescita del personale amministrativo negli uffici giudiziari, nel rispetto delle consolidate politiche di contenimento della spesa, attraverso l’attuazione e la gestione delle procedure per il reclutamento del personale programmate nel piano del fabbisogno del personale per il triennio 2014/2016, espletando procedure di assunzione tramite la mobilità esterna compartimentale ed extracompartimentale con redazione della graduatoria degli ammessi ed individuando le risorse finanziarie disponibili utilizzabili nella programmazione triennale del fabbisogno del personale attraverso l’analisi delle cessazioni realizzate al 31 dicembre 2014 e dei risparmi di spesa conseguiti, nonché attraverso l’analisi della nuova normativa in materia di assunzioni pubbliche.
L’Ufficio IV Gestione del personale, nell’ambito della riorganizzazione del personale, procederà all’espletamento di una procedura di mobilità interna.
La Direzione Generale delle Risorse materiali si propone di efficientare il processo di gestione della spesa relativa alle forniture di acqua, energia elettrica e gas i cui contratti sono stipulati secondo un criterio unitario per le esigenze di tutti gli uffici giudiziari amministrati in via diretta, unitamente a quelle per la sede centrale del Ministero, realizzando una mappatura storica dei consumi e dei relativi costi, distinta per ciascun ufficio e per immobile.
La Direzione Generale delle Risorse materiali si propone inoltre di realizzare una standardizzazione degli impianti di sicurezza in dotazione agli Uffici Giudiziari sui livelli minimi stabiliti dall’Amministrazione Centrale, nell’ottica del contenimento della spesa, assegnando a ciascun Ufficio una dotazione minima, costituita da un metal detector e da un’apparecchiatura per il controllo dei bagagli, rapportata alle dimensioni dell’Ufficio Giudiziario, ovvero individuando un impianto di sicurezza per ogni accesso esterno.
L’Ufficio I del Capo Dipartimento svolgerà un’attività volta a favorire il corretto uso del sistema informativo del protocollo, al fine di valorizzare le potenzialità dello stesso.

Priorità politica n.7: Razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili.
La Direzione Generale del Bilancio e della Contabilità si prefigge l’obiettivo di ridurre i tempi di pagamento dei debiti dell’amministrazione, concernenti gli acquisti dei servizi resi alla Direzione generale, nonché ridurre il debito dell’amministrazione nei confronti dei creditori.
La Direzione Generale delle Risorse materiali si propone di efficientare il processo di gestione della spesa relativa alle forniture di acqua, energia elettrica e gas i cui contratti sono stipulati secondo un criterio unitario per le esigenze di tutti gli uffici giudiziari amministrati in via diretta, unitamente a quelle per la sede centrale del Ministero, allo scopo di ridurre i tempi di pagamento delle fatture per fornitura di acqua, energia elettrica e gas e di realizzare un patrimonio informativo dei consumi e dei relativi costi distinto per ciascun ufficio e per immobile
Un progetto di rilevo del Dipartimento è poi quello dare attuazione ai provvedimenti del Garante della Privacy in materia di misure di sicurezza nelle attività di intercettazione da parte delle Procure della Repubblica[8].
Al riguardo, nell’ambito delle misure previste, anche a seguito di interlocuzione con l’Autorità Garante, il Dipartimento effettuerà un monitoraggio presso gli uffici giudiziari nei quali siano state introdotte le misure prescritte dal Garante volto a verificare l’effettivo adeguamento e l’attuazione delle misure organizzative, comprese quelle da imporre alle società esterne nei nuovi contratti da stipulare nelle more dell’espletamento della gara unica nazionale.

Priorità politica n. 4: Incremento e diffusione delle prassi virtuose degli uffici giudiziari
In relazione al Progetto “Diffusione di Best Practices negli uffici giudiziari italiani”, finanziato dal Fondo Sociale europeo con la programmazione 2007-13 nel corso del 2014 è stata effettuata una attività di monitoraggio sui risultati più significativi conseguiti dagli uffici giudiziari che hanno concluso i progetti.
All’esito di detto monitoraggio, per il 2015 la “Segreteria Tecnica per i progetti di innovazione ed europei” elaborerà una proposta di banca dati strutturata, in collaborazione con la Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati, che raccolga i progetti replicabili, classificati a seconda della tipologia e delle dimensioni degli uffici e dell’argomento degli obiettivi da raggiungere.
L’Ufficio III del Capo Dipartimento provvederà, inoltre, alla redazione di una proposta di rideterminazione delle piante organiche del personale amministrativo e di magistratura per i Tribunali e ciò, in attuazione del nuovo regolamento di organizzazione del Dicastero, di cuu al DPCM 84/15.

Priorità politica: Attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza e anticorruzione
Per il 2015 è prevista un’attività di coordinamento, di impulso e di raccordo esercitata dal referente dipartimentale per la prevenzione della corruzione nell’ambito dei rapporti tra il responsabile al livello di Ministero e le articolazioni del Dipartimento, allo scopo di fornire indirizzi e linee guida che garantiscano omogeneità nell’interpretazione delle richieste provenienti dal Responsabile e nella raccolta ed elaborazione dei dati da fornire allo stesso con riguardo all’individuazione delle aree a rischio e degli interventi da porre in essere allo scopo di prevenire eventuali attività corruttive.

Obiettivo Strutturale 3 - Funzionamento uffici giudiziari.
Passando agli uffici giudiziari, anche per il triennio in esame le singole unità organizzative, centrali e periferiche, contribuiranno al perseguimento degli obiettivi del Dipartimento attraverso i risultati ottenuti dalla realizzazione dei propri progetti.
Le tematiche sulle quali ciascuna unità organizzativa è stata invitata a programmare, oltre alla gestione ordinaria per adempiere ai compiti istituzionali, sono le seguenti:

  • redazione di obiettivi riguardanti le attività amministrative in linea con la programmazione prevista dall’art 37 del d.l. n. 98/2011 conv. in L. n.111/2011, con particolare riferimento al tendenziale esaurimento dell’arretrato civile ultratriennale (in primo grado) e di quello ultrabiennale (in appello);
  • risultati conseguiti e proposte organizzative per il migliore funzionamento dell’ufficio del processo finalizzate all’accelerazione dei tempi del procedimento penale, oltre a quanto indicato nel punto precedente;
  • collaborazione con l’amministrazione centrale per il corretto inserimento dei dati statistici nei registri al fine della regolare alimentazione del sistema di rilevazione del Datawarehouse;
  • revisione delle circoscrizioni giudiziarie: implementazione delle attività da svolgersi presso gli uffici giudiziari per l’attuazione dei decreti legislativi 155 e 156 del 2012 , con particolare riferimento alle modifiche organizzative poste in essere per favorire la più efficace integrazione degli uffici accorpati;
  • processo telematico: sulla base delle risorse disponibili, diffusione del sistema di gestione digitale del processo che dematerializza integralmente i flussi informativi e migliora la comunicazione tra uffici giudiziari, legali ed altri professionisti;
  • best practices: da riferirsi agli uffici che partecipano al progetto “Diffusione di buone pratiche negli uffici giudiziari” o che sono interessati alla replica di progetti già realizzati.

Le risorse economico-finanziarie assegnate al Dipartimento

Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi - Note integrative al bilancio dello Stato per il triennio 2015-2017, scheda obiettivo, pagina 1

 

Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi - Note integrative al bilancio dello Stato per il triennio 2015-2017, scheda obiettivo, pagina 2

 

Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi - Note integrative al bilancio dello Stato per il triennio 2015-2017, scheda obiettivo, pagina 3

 

Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi - Note integrative al bilancio dello Stato per il triennio 2015-2017, scheda obiettivo, pagina 4

 

DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

Competenze istituzionali

Il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria è deputato all’attuazione della politica dell'ordine e della sicurezza negli istituti e servizi penitenziari e del trattamento dei detenuti e degli internati, nonché dei condannati ed internati ammessi a fruire delle misure alternative alla detenzione; cura il coordinamento tecnico operativo, direzione ed amministrazione del personale e dei collaboratori esterni dell'amministrazione.
L’amministrazione penitenziaria, centrale e periferica, è strutturata in unità organizzative con a capo dirigenti di prima fascia ove operano dirigenti di seconda fascia o assimilabili. L’insieme di profili dirigenziali e non descrive una realtà multiforme: l’8% dei profili dirigenziali è rappresentato da dirigenti di seconda fascia, mentre il restante 92% sono dirigenti con contratto di diritto pubblico non ancora contrattualizzati, i c.d. dirigenti penitenziari. A questi profili si affiancano i commissari della Polizia penitenziaria, corpo che oltre a garantire direttamente ed esclusivamente la custodia, l’ordine e la sicurezza, contribuisce alla performance organizzativa amministrativa complessiva collaborando negli Uffici centrali e periferici (l’86% del personale dell’Amministrazione penitenziaria appartiene al Corpo di Polizia).
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è costituito da una sede amministrativa centrale, con sede a Roma, da 16 strutture territoriali amministrative intermedie, con sede nei capoluoghi di regione e, da tutti i servizi sul territorio nazionale (istituti penitenziari, uffici per l’esecuzione penale esterna, scuole ed altro).
Si segnala, al riguardo che, in attuazione del nuovo regolamento di organizzazione riorganizzazione del Dicastero della giustizia, emanato in data 15 giugno 2015, verranno emanati, nel termine previsto dal DPCM di 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, provvedimenti di rimodulazione degli assetti organizzativi dei singoli Dipartimenti che ridefiniranno anche la composizione interna strutturale e funzionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
L’illustrazione che segue tiene conto delle attribuzioni e delle competenze del Dipartimento a legislazione vigente.
Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria si avvale di personale appartenente ai diversi profili e comparti distinti tra Dirigenza, Comparto sicurezza (Polizia penitenziaria) e Comparto ministeri.
Alla data del 1 gennaio 2015 disponeva di 43.532 unità di personale in forza, a fronte di una presenza detentiva pari a 53.623 unità. Il personale è distribuito nei diversi comparti come segue:

Dirigenza
Dirigenti Generali 17
Dirigenti 369
Ttoale 386

Personale
Comparto sicurezza 37.945
Comparto Ministeri 5.975
Totale 43.920

Le risorse finanziarie complessivamente assegnate ammontano a 2.730.611.689 euro come si evince dai dati della Nota integrativa al bilancio 2015.
I detenuti presenti distribuiti per tipo d’Istituto, posizione giuridica e sesso erano, al 01/01/2015:

Detenuti presenti distribuiti per tipo d’Istituto, posizione giuridica e sesso
al 1 gennaio 2015
Tipo istituto Numero Detenuti Donne Uomini Totale
Case di reclusione 44 Condannati 220 9.063 9.283
Imputati 17 796 813
Internati 6 180 186
totale 243 10.039 10.282
Case circondariali 151 Condannati 1.244 23.414 24.658
Imputati 731 16.880 17.611
Internati 7 21 28
totale 1.982 40.315 42.297
Istituti per le misure di sicurezza 7 Condannati 7 128 135
Imputati 4 47 51
Internati 68 790 858
totale 79 965 1.044
Totali 2.304 51.319 53.623

 

Misure alternative alla detenzione
Misure di sicurezza non detentive, sanzioni sostitutive e altre misure
TIPOLOGIA 2010 2011 2012 2013 2014
Affidamento in prova 17.032 19.229 20.152 22.357 24.439
Semilibertà 1.851 1.832 1.714 1.616 1.530
Detenzione Domiciliare 12.539 20.314 24.112 26.700 25.523
Libertà vigilata 4.304 4.575 4.354 4.567 4.836
Messa alla prova         511
Lavoro di pubblica utilità 62 830 5.772 11.453 14.566
Lavoro all'esterno 895 998 1.024 1.090 1.205
Altre 313 342 411 480 471
Totale 36.996 48.120 57.539 68.263 73.081

Come si evince dalla tabella, nel corso degli ultimi anni si è registrato un trend in ascesa del numero di esecuzioni di condanne in detenzione domiciliare, in conseguenza degli interventi normativi che hanno progressivamente inciso aumentando la platea di potenziali detenuti domiciliari. Nel 2015 inciderà ulteriormente ad ampliare l’area dell’esecuzione penale esterna il dispositivo della messa prova ex legge 67/2014, sul modello adottato per i minori colpevoli di reato.

Gli obiettivi strategici del Dipartimento

Preliminarmente alla individuazione delle aree strategiche per l’anno 2015 il Dipartimento ha condotto un’analisi congiunta dei vincoli di contesto esterni ed interni che caratterizzano l’attuale realtà penitenziaria.

Tra i vincoli di contesto esterno rientrano:

  • la Corte europea, che oltre alla necessità di predisporre misure strutturali tali da incidere sulle cause del sovraffollamento carcerario, ha imposto l'obbligo di introdurre “un ricorso o una combinazione di ricorsi” che consentano di “riparare le violazioni in atto con rimedi preventivi e di attribuire un ristoro a chi abbia subito tali violazioni con rimedi compensativi”
  • La nota del 5 giugno 2014 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa che invita lo Stato italiano a concludere in tempi contenuti il percorso avviato, così da adempiere in modo esaustivo agli obblighi derivanti dalla condanna pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo con la sentenza Torreggiani. Per effetto della sopra citata sentenza sono stati sospesi tutti i ricorsi dei detenuti italiani aventi ad oggetto il riconoscimento della violazione patita ed è stato concesso allo Stato italiano il termine,successivamente posticipato al primo dicembre 2015, entro il quale adottare le misure necessarie per porre rimedio alla situazione.
  • Il decreto legge 26 giugno 2014, n. 92 così come convertito, con modificazioni, in legge 11 agosto 2014, n. 117 con cui, ai sensi del comma I dell’articolo 1, è stato introdotto nel nostro ordinamento penitenziario l’«Articolo 35-ter (Rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali nei confronti di soggetti detenuti o internati). Tale dispositivodisciplina due tipologie di rimedi specificamente diretti a riparare il pregiudizio derivante a detenuti ed internati da condizioni detentive contrarie. Il primo è destinato ai detenuti e agli internati che stiano subendo un pregiudizio grave ed attuale ai propri diritti, in conseguenza delle condizioni detentive in cui si trovano. Costoro possono rivolgersi al magistrato di sorveglianza, al fine di ottenere una riparazione in forma specifica, consistente in uno 'sconto' della pena ancora da espiare pari ad 1 giorno ogni 10 di pregiudizio subito o, in alternativa - nel caso in cui il pregiudizio sia stato inferiore ai 15 giorni o nel caso in cui lo 'sconto' sia maggiore del residuo di pena - un risarcimento in forma monetaria, pari a 8 euro per ogni giorno di pregiudizio subito. Il secondo rimedio (disciplinato nel comma 3 dell'art. 35 ter o.p.) si rivolge a coloro che abbiano finito di scontare la pena detentiva o abbiano subito il pregiudizio durante un periodo di custodia cautelare non computabile nella pena da espiare.
  • Le riforme introdotte dalla Legge 94/2013 e dal Decreto Legge 146/2013, convertito nella Legge 10/2014 che impongono l’adozione di una serie di misure deflative sulla popolazione ristretta per sopperire alla carenza degli spazi detentivi
  • L’esiguità delle risorse finanziarie fissate dalla legislazione vigente e dalle misure di riduzione e revisione della spesa pubblica.
  • L’adeguamento ai dispositivi della Legge 190/2012 Anticorruzione, del
    Decreto legislativo 33/2013 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni e, del Decreto legislativo 39/2013 in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della Legge 190/2012.
  • La dichiarazione di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale della Legge 49/2006, c.d. Fini – Giovanardi, per vizio nella procedura; si tratta della norma che equipara droghe leggere e pesanti ai fini sanzionatori e che ha inciso sui tassi di cancerizzazione dalla sua entrata in vigore.

Tra i vincoli di contesto interno influenti rientrano:

  • La diffusione e la stabilizzazione del nuovo modello organizzativo, conforme alle Regole Penitenziarie Europee e all’Ordinamento Penitenziario, fondato sull’attuazione dell’art. 115 del regolamento di esecuzione (D.P.R. n. 230/2000) ovvero sulla creazione in ogni Regione di un “sistema integrato di istituti differenziato per le varie tipologie detentive” che possa soddisfare il principio di territorializzazione e favorire sia le attività trattamentali che le modalità di controllo
  • L’adozione della cd. sorveglianza dinamica quale modello organizzativo per tutelare la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari agisce attraverso lo snellimento delle procedure operative.
  • Il fronteggiamento, nell’area dell’esecuzione penale esterna, dell’incremento esponenziale dei provvedimenti di accesso alla messa alla prova istituito con la Legge 67/2014: da 9 ammessi alla prova nel settembre 2014 si è giunti a 1.514 ammessi alla prova nel mese di marzo dell’anno corrente.
  • L’esposizione finanziaria per istituti e i servizi penitenziari nei confronti delle aziende e dei fornitori di beni e servizi essenziali al mantenimento e all’assistenza delle persone detenute stante l’impegno ad adottare i corrispondenti piani di rientro e di prevenzione di nuove esposizioni finanziarie, attraverso misure di razionalizzazione e riorganizzazione della spesa.
  • La costante attenzione al volume delle traduzioni dei detenuti per motivi di giustizia, di salute e di sicurezza penitenziaria, connesso alle spese relative all’esercizio dei mezzi di trasporto ed alle traduzioni dei detenuti.
  • I fabbisogni di spesa che, qualora non adeguatamente soddisfatti, rischiano di pregiudicare seriamente la funzionalità del sistema penitenziario.

La persistente congiuntura economica nazionale ed internazionale incide a cascata sulla dotazione delle risorse disponibili e impone l’obiettivo di una riduzione della spesa strutturale.
Ciò comporta la necessità di promuovere più funzionali sinergie, a partire dalla responsabilizzazione a compiti gestionali ed organizzativi trasversali, tenuto conto delle molteplici aree che richiedono interventi.
La riduzione delle risorse obbliga anche ad una equiparazione, nella scala delle priorità, dei fabbisogni proposti attraverso una attenta valutazione ed analisi dei costi; obbliga altresì alla messa in opera di un “sistema di accertamento di convenienza” della spesa volto al suo contenimento.
Al primo posto si pongono obiettivi di economia, tesi al mantenimento dei servizi esistenti, facendo ricorso a modelli organizzativi e operativi innovativi, intervenendo sulle dinamiche di gestione degli istituti penitenziari, degli uffici e dei servizi.
La razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse finanziare esige contemporaneamente una limitazione nei tempi del loro utilizzo sia per ridurre il debito verso i privati sia per ridurre i tempi di pagamento per l’acquisto di beni, servizi e forniture.
La programmazione della spesa del Dipartimento, nell’ottica dell’utilizzo efficiente ed efficace delle risorse finanziarie pubbliche, per l’anno in corso impone così:

  • l’adozione di metodologie e parametri che garantiscano trasparenza ed equità nella destinazione delle risorse verso le articolazioni centrali e periferiche dell’amministrazione
  • di contenere la formazione di debiti per spese di trasferta del personale, per le spese relative alla prevenzione e sicurezza sul lavoro, per l’esercizio dei mezzi di trasporto non strettamente connessi al servizio delle traduzioni dei detenuti, per le utenze di acqua, energia elettrica, gas e combustibili da riscaldamento delle sedi di servizio diverse dagli istituti penitenziari
  • un’accurata organizzazione per il pagamento delle somme in denaro a titolo di rimedio risarcitorio dovuto in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, previsto dagli artt. 1 e 2 del decreto legge n. 92/2014, convertito, con modificazioni, in legge 117/2014.

Sul versante della detenzione vi è l’assorbimento delle risorse finanziarie in ordine alle spese relative al lavoro dei ristretti e agli “sgravi fiscali e agevolazioni alle imprese che assumono detenuti” e alla riassegnazione in bilancio delle somme versate all’entrata dello Stato dalle regioni, province, comuni e altri enti pubblici e privati per gli investimenti finalizzati al miglioramento delle condizioni detentive e delle attività tratta- mentali.
Tali risorse saranno convogliate sulle attività lavorative dei ristretti organizzate dall’amministrazione e/o gestite da soggetti privati e da cooperative, a supporto anche dell’obiettivo di realizzare il regime penitenziario ispirato dal legislatore del 1975 e dal Regolamento di esecuzione del 2000.
Portando avanti il consolidamento della differenziazione delle strutture e l’adozione del regime di carcere aperto per i detenuti cd comuni, la linea operativa dell’azione 2015, prosegue nel senso di :

  • garantire i diritti fondamentali dei detenuti; incentivare il senso di responsabilità
  • creare maggiori spazi di movimento e socialità
  • favorire lo svolgersi delle iniziative trattamentali e rapporti con la comunità esterna
  • coinvolgere i familiari nelle attività riabilitative e di risocializzazione
  • realizzare le condizioni per un più ampio utilizzo delle misure alternative, quale prosecuzione naturale del trattamento intramurario, offrendo alla Magistratura di sorveglianza elementi di valutazione fondati su dati di concretezza
  • ridurre episodi di autolesionismo, di tensioni interne, condotte aggressive e il conseguente abbassamento del livello dei fenomeni auto-etero aggressivi e suicidari

Ciò pone in primo piano l’opportunità di valorizzare il modello detenzione integrato con il territorio e con il privato sociale.
Rispetto alla sensibilizzazione del territorio sulle tematiche dell’inclusione e della riabilitazione sociale l’impegno verterà a stimolare, sostenere e monitorare tutte le azioni verso la concreta realizzazione degli impegni assunti con i protocolli operativi stipulati nel corso del 2014 dal Ministro con 11 diverse Regioni, con i Presidenti dei tribunali di sorveglianza e dell’ANCI.
Uno degli aspetti più salienti di tali intese è rappresentato dall’impegno, da parte delle Regioni, a potenziare la capacità ricettiva delle comunità anche di tipo terapeutico, per ospitare soggetti affetti da tossicodipendenza in esecuzione penale.
Una particolare attenzione è stata riservata all’implementazione di percorsi di inclusione sociale, con riguardo soprattutto al lavoro all’esterno, anche sotto forma di lavoro volontario relativo a progetti di pubblica utilità.
Il lavoro penitenziario permane nel 2015 quale obiettivo strategico primario nell’ambito dei circuiti detentivi differenziati “aperti”.
Verranno sperimentate le nuove modalità di fruizione degli sgravi fiscali e contributivi della legge 193/2000, così come delineate nel regolamento di cui al decreto 148 del 24 luglio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre 2014.
Per incrementare le attività di studio, lavorative e ricreative trattamentali si opererà dunque in maggiore sinergia con il MIUR, con il Ministero del lavoro, con il Ministero dello Sviluppo economico, con l’Agenzia delle Entrate e con il Ministero delle Politiche agricole, con le associazioni di volontariato, con il mondo imprenditoriale e cooperativistico.
Rispetto alle attività di istruzione e di formazione, proseguirà la partecipazione al Comitato Paritetico Nazionale, istituito a seguito del protocollo siglato il 23 ottobre 2012 tra Ministro della Giustizia e Ministro dell’istruzione, per superare le criticità segnalate dagli Istituti penitenziari e per valorizzare le buone prassi. L’offerta istruttivo/formativa in favore dei soggetti in esecuzione pena si completa con l’estensione dei corsi di livello universitario, frutto di formali accordi tra l’Amministrazione Penitenziaria e le singole Università, per la creazione di “poli universitari interni”, cioè specifiche sezioni detentive destinate ai reclusi iscritti a corsi universitari.
Per quanto concerne l’allocazione dei detenuti negli istituti penitenziari sarà dato impulso per rilevare capienze e spazi detentivi inutilizzati ai fini di un accertamento costante della configurazione strutturale dell’istituto e delle sezioni a seguito della realizzazione dei circuiti regionali ex art.115 d.p.r. 230/2000.
Per le detenute madri gli interventi proseguono sul fronte dell’adozione di nuove modalità di custodia attenuata I.C.A.M. (Istituti per la custodia attenuata di madri detenute), di case famiglia protette in varie regioni italiane attraverso il contributo di enti e associazioni quali la Caritas, i Centri diocesani Migrantes e l’Ispettorato dei cappellani in grado di assicurare una rete di strutture di accoglienza disponibili su tutto il territorio, facilitando in tal modo percorsi personalizzati per il reinserimento sociale.
L’ottica di un maggiore utilizzo di misure sanzionatorie non privative della libertà e di una maggiore efficienza del sistema extracarcerario con funzioni di rieducazione e reinserimento sociale, rafforzerà la collaborazione con la Magistratura di sorveglianza che si aggiunge alla già proficua esperienza di scambio tra quest’ultima e l’Amministrazione penitenziaria sui rimedi preventivi e compensativi in favore dei detenuti che abbiano subito un trattamento in violazione dell’art. 3 della Convenzione EDU. In questo senso, l’accoglimento da parte del Gabinetto della proposta di istituire un tavolo permanente tra la Magistratura di sorveglianza e DAP, favorirà processi rilevanti di interlocuzione.
Sul fronte delle infrastrutture, l’ampliamento degli spazi comuni comporta l’ammodernamento strutturale e impiantistico degli Istituti penitenziari che dovrà necessariamente (anche per i vincoli di copertura economici) procedere per tappe. Nel 2015 per la realizzazione degli ambienti per attività trattamentali saranno coinvolte 24 strutture con previsione di realizzazione di fabbricati da circa 800/1000 mq.
Proseguiranno gli interventi di adeguamento al DPR 230/2000 (con recupero posti) già programmati in aree regionali caratterizzate da fabbisogni territoriali ancora elevati da soddisfare. Ulteriori spazi per le attività trattamentali potranno essere ottenuti con interventi di manutenzione straordinaria eseguibili con i fondi assegnati sul cap. 7301 ai Provveditorati Regionali per la diretta progettazione ed esecuzione delle opere.
Per ciò che concerne la valorizzazione del personale, l’attività formativa sarà coerentemente ispirata al tema della “detenzione dignitosa, soggettivamente utile e sicura” e sarà declinata nei corsi di formazione iniziale e di aggiornamento.
Obiettivo precipuo del Dipartimento sarà poi la prosecuzione delle attività volte all’approfondimento della conoscenza dei fenomeni suicidari e della cultura islamica ai fini della prevenzione dei fenomeni di proselitismo terroristico e delle diversità presenti in carcere con particolare riferimento ai transgenders.
Nei termini di semplificazione e razionalizzazione dei processi l’opera riformatrice in corso sarà coniugata all’implementazione tecnologica tramite l’incremento della raccolta informatica dei dati di gestione del personale utili anche per le finalità della normativa sulla trasparenza.
Verrà proseguito il monitoraggio della pendenza dei ricorsi di risarcimento del danno ex art. 3 CEDU e 35 ter O.P sul tema del sovraffollamento carcerario.
Nell’ambito delle attività di contenzioso giudiziale e extragiudiziale del personale amministrativo, per il 2015, il Dipartimento prevede un monitoraggio periodico che consenta una previsione tempestiva dei bisogni finanziari anche al fine del recepimento di accordi transattivi per la definizione del contenzioso pendente.
In relazione al funzionamento dei servizi sanitari si completerà in Sicilia, il passaggio delle competenze dall’Amministrazione penitenziaria al Servizio sanitario nazionale
Nell’ambito dell’attività internazionale è prevista la prosecuzione di attività di studio e confronto tra i sistemi penitenziari favorendo missioni all’estero e visite di delegazioni straniere in Italia, nonché di collaborazione con gli organismi internazionali per rafforzarne la cooperazione nell’ ambito dello scambio dei dati di interesse relativi alle Statistiche del Consiglio d’Europa SPACE I e SPACE II.


Dagli obiettivi strategici agli obiettivi operativi

Lo sviluppo dei piani operativi riguarda integralmente le direzioni generali a cui sono affidate le risorse dei capitoli di bilancio e i piani di gestione – in virtù delle funzioni di coordinamento settoriale sul territorio – e gli Uffici di staff del Capo Dipartimento.
Il territorio interverrà contribuendo a sostanziare e rendicontare l’attività della performance ad uno stadio successivo.
Gli obiettivi strategici prima descrittivamente illustrati (si rimanda, per il dettaglio, al contributo del DAP allegato) costituiscono linee di azione in cui so no scomposti il mandato istituzionale e la missione del Dipartimento.
Di seguito verranno presentati l’albero della performance riassuntivo degli obiettivi strategici e strutturali del Dipartimento come declinati alle singole Direzioni Generali e le tavole sinottiche contenenti tutti gli elementi della programmazione.

Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - Struttura del dipartimento Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - Struttura del dipartimento: Obiettivo strategico (in grigio), obiettivo strutturale (in giallo)

 

OBIETTIVI (formato pdf, 284 Kb)

 


I target individuati e le risorse economiche finanziarie assegnate al Dipartimento

La seguente tabella esplicita la coerenza del Piano con i contenuti ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio evidenziando la correlazione degli obiettivi alle risorse disponibili.

Nota integrativa di bilancio riassuntiva e integrata (Legge n. 190 del 23.12.2014)
Obiettivi da perseguire Anno Stanziamenti C/competenza Indicatori
Descrizione Tipo Valori target
Area strategica
2 – Valorizzazione delle risorse umane
2015 € 40.105.858 Personale che fruisce di occasioni di formazione ed incentivi per l'efficienza del servizio


Grado di soddisfazione dell'utenza interna

Indicatore di risultato (output)



Indicatore di impatto (outcome)


90%(2015)
90%(2016)
90%(2017)


80%(2015)
85%(2016)
90%(2017)
2016 € 40.118.990
2017 € 40.130.650
Area strategica
5 – Infrastrutture
2015 € 62.062.971 Indice di affollamento degli istituti penitenziari

Capienza regolamentare in numero di presenza giornaliera nella totalità degli istituti penitenziari


Realizzazione di ambienti attrezzati per le attività in comune nelle case di reclusione
Indicatore di impatto (outcome)


Indicatore di risultato (output)

Indicatore di risultato (output)
110%(2015)
105%(2016)
100%(2017)


n. posti 52.000(2015)
55.000(2016)
60.000(2017)

mq
10,.000(2015)
15.000(2016)
25.000(2017)
2016 € 59.820.652
2017 € 59.437.417
Area strategica
44 – Gestione dell’esecuzione penale esterna
2015 € 67.200.297 Condannati sottoposti a misure alternative Indicatore di risultato (output) 25.000
2016 € 66.039.088 30.000
2017 € 67.808.895 35.000
Area strutturale
45 – Politiche di ordine e sicurezza degli istituti penitenziari
2015 € 1.847.322.071 Evasioni dagli istituti penitenziari e durante le traduzioni

Traduzioni effettuate nell’arco dell’anno

Eventi critici auto o etero aggressivi pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari
Output (risultati)



Output (risultati)



Output (risultati)
Numero
4 (2015)
3 (2016)
2 (2017)

150.000 (2015)
140.000 (2016)
140.000 (2017)

9.000 (2015)
7.000 (2016)
6.000 (2017)
2016 € 1.837.696.524
2017 € 1.836.178.031
Area strategica
46 – Mantenimento dello standard minimo di gestione delle strutture e dei servizi penitenziari
2015 € 429.491.781 Riduzione, mediante accorpamento, dei centri di spesa per forniture di beni e servizi, riduzione dei centri di gestione del personale Indicatore di impatto (out come) 20%
2016 € 416.496.550 20%
2017 € 410.831.968 25%
Area strategica
47 – Pianificazione della spesa e misurazione dell’attività
2015 € 7.457.856 Riduzione dell'esposizione debitoria verso i fornitori di beni e di servizi.



Riduzione dei tempi di pagamento delle fatture per la fornitura di beni e servizi




Volume delle attività e dei risultati misurati ai fini della valutazione della performance
Indicatore di risultato (output)



Indicatore di risultato (output)




Indicatore di risultato (output)

30.mln(2015)
15.mln(2016)


gg
120 (2015)
90 (2016)
30 (2017)


50% (2015)
65% (2016)
90% (2017)
2016 € 7.335.529
2017 € 7.396.679
Area strategica
48 – Miglioramento delle condizioni di detenzione
2015 € 255.271.180 Lavoro alle dipendenze dell'amministrazione



lavoro alle dipendenze di imprese private o cooperative



Istruzione - percentuale dei detenuti che hanno frequentato un corso di alfabetizzazione e di istruzione scolastica



Formazione professionale - percentuale di detenuti che frequentano un corso di alfabetizzazione e di istruzione scolastica
Indicatore di risultato (output)


Indicatore di risultato (output)


Indicatore di risultato (output)



Indicatore di risultato (output)
25% (2015)
25% (2016)
25% (2017)

5% (2015)
6% (2016)
7% (2017)

35% (2015)
37% (2016)
40% (2017)


3% (2015)
4% (2016)
5% (2017)
2016 € 251.974.578
2017 € 241.841.849
Area strategica
49 – Sviluppo di regimi di detenzione aperti e responsabilizzanti al trattamento rieducativo e della vigilanza dinamica
2015 € 21.699.675 Livello di disagio da sovraffollamento degli istituti penitenziari

Percentuale dei detenuti ed internati in regime di trattamento rieducativo aperto e della vigilanza dinamica da parte della Polizia penitenziaria
Indicatore di risultato (output)


Indicatore di risultato (output
40% (2015)
30% (2016)
25% (2017)


35% (2015)
45% (2016)
55% (2017)
2016 € 21.557.874
2017 € 21.596.446

 

 

 

 

DIPARTIMENTO DELLA GIUSTIZIA MINORILE

 

Competenze istituzionali

Il Dipartimento per la Giustizia Minorile svolge le funzioni attribuite dalla legge al Ministero della Giustizia in materia di:

  • Attuazione dei provvedimenti penali emessi dall'Autorità Giudiziaria Minorile
  • Sottrazione internazionale di minori
  • Protezione giuridica dei minori
  • Studi, ricerche e progetti in collaborazione con Enti di Ricerca, Università
  • Accordi di cooperazione con Enti locali, Territoriali e del privato sociale.

L’attività dei servizi minorili della Giustizia è essenzialmente orientata a fronteggiare il fenomeno della devianza minorile attraverso un’articolata azione di prevenzione e di recupero e mediante il più ampio coinvolgimento delle strutture della rete sociale e un costante rapporto con la magistratura minorile.
Il Dipartimento Giustizia Minorile garantisce, altresì, il funzionamento degli Uffici Giudiziari Minorili (Tribunali per i Minorenni e relative Procure) di Bologna, Caltanissetta, Catanzaro, Firenze, L’Aquila, Napoli, Palermo, Potenza, Torino, Venezia e Roma.


Gli obiettivi strategici del Dipartimento

Le linee di indirizzo politico istituzionale del Ministro della Giustizia per l’anno 2015 riguardanti, per le competenze ad essa demandate, anche la Giustizia Minorile sono:

  • Priorità politica 2 - razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero:
  • Priorità politica 3 - miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa;
  • Priorità politica 5 - incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali
  • Priorità politica 6 - potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti e incremento del loro utilizzo;
  • Priorità politica 7 - razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito dell’amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture;
  • Priorità politica 8. - deciso miglioramento delle condizioni di detenzione;
  • Priorità politica 9 - Razionalizzazione e revisione delle infrastrutture e dell’edilizia degli istituti penitenziari e minorili;
  • Priorità politica 10 - Attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione;
  • Priorità politica 12 - Rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale.

Alle linee di indirizzo politico sopraindicate sono riconducibili i seguenti obiettivi (strategici e strutturali) della Giustizia Minorile:

  • Predisposizione dell’Ordinamento penitenziario minorile e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà nei confronti dei soggetti che abbiano commesso reato da minorenni (obiettivo strutturale)
  • Mantenimento dello standard minimo per la funzionalità dei Servizi e degli Uffici Minorili, attraverso un costante monitoraggio delle spese, per conseguire il contenimento dei costi e una riduzione delle inevitabili spese debitorie (obiettivo strutturale)
  • Assicurazione delle attività istituzionali per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza all'interno degli istituti e garantire le attività di traduzione e piantonamento dei minori e dei giovani adulti (obiettivo strutturale)
  • Assicurazione delle attività istituzionali ordinarie relative alla gestione del personale, nell'ambito del budget assegnato (obiettivo strutturale)
  • Interventi di trattamento, accoglienza, accompagnamento, assistenza socio-educativa e mantenimento dei minori e dei giovani adulti soggetti a provvedimenti giudiziari, al fine di assicurare una riduzione della recidiva e la realizzazione di politiche attive di reinserimento e di diffusione della cultura della legalità attraverso le attività di trattamento, accoglienza ed assistenza socio-educativa dei minori e dei giovani adulti, il loro mantenimento nelle strutture residenziali, le attività di mediazione culturale e penale, le attività culturali, ricreative e sportive, di istruzione, formazione, orientamento, avviamento al lavoro ed altro, svolte in collaborazione con gli attori sociali del territorio, il loro collocamento nelle comunità private. Sviluppo di accordi e protocolli di intesa con le regioni, gli enti locali, il volontariato ed il terzo settore per attività volte a rafforzare la tutela dei diritti dei minori ed il contrasto della recidiva. Promozione e implementazione delle attività formative e di inserimento lavorativo per i minori dell’area penale attraverso accordi con le regioni, il volontariato ed il terzo settore. Potenziamento degli interventi di giustizia riparativa e di mediazione penale (obiettivo strategico)
  • Assicurare il sostegno procedurale nelle attività istituzionali e nei rapporti internazionali connessi all'applicazione delle convenzioni internazionali e dei regolamenti europei per i quali il Dipartimento è Autorità Centrale (obiettivo strutturale)
  • Formazione del personale attraverso azioni formative rivolte agli operatori della giustizia minorile (obiettivo strutturale)
  • Promozione e attuazione di processi di studio e di ricerca anche a livello internazionale e con la partecipazione ai progetti europei e diffusione della conoscenza in materia attraverso la funzionalità del Centro Europeo di Studi di Nisida, del centro di documentazione e la pubblicazione della rivista Esperienze di Giustizia Minorile (obiettivo strategico).
  • Garantire il funzionamento degli apparati informatici e delle procedure dei sistemi informativi automatizzati, in particolare del Sistema informativo dei servizi minorili (SISM) e del sistema gestionale per il personale. Sviluppo di procedure di business intelligence a supporto dell’attività decisionale (obiettivo strutturale)
  • Adeguamento alle necessità dei Servizi delle dotazione di automezzi, mobili ed arredi per assicurare il mantenimento della funzionalità degli uffici e dei servizi (obiettivo strutturale)
  • Mantenimento e potenziamento delle strutture minorili attraverso la razionalizzazione ed il recupero delle strutture già in uso (obiettivo strutturale).

Tali obiettivi impegneranno tutte le articolazioni centrali e periferiche dell'amministrazione.
Gli obiettivi così individuati sono declinabili in azioni o attività negli obiettivi operativi già individuati nell'ambito della Nota Integrativa alla Legge di Bilancio.
Rinviando all’allegato documento della Giustizia Minorile per l’esame degli obiettivi strutturali, legati strettamente all’attività istituzionale del Dipartimento, verranno di seguito esaminati i due obiettivi strategici della Giustizia Minorile, con le corrispondenti priorità politiche, gli indicatori ed i target di riferimento.

Priorità politica n. 8 (Miglioramento delle condizioni di detenzione)
Obiettivo strategico: Interventi di trattamento, accoglienza, accompagnamento, assistenza socio-educativa e mantenimento dei minori soggetti a provvedimenti giudiziari, organizzazione e attuazione degli interventi nei loro confronti.
L’attività istituzionale del 2015 sarà caratterizzata dalla necessità di riorganizzare le strutture minorili e le risorse operative, in ragione dell’ampliamento delle competenze attribuite ai Servizi Minorili per il prolungamento della permanenza nel circuito minorile dei maggiorenni fino al 25º anno di età, così come disposto dal D.L. 26 giugno 2014, n.92 convertito in legge n. 117 dell’11 agosto 2014.
Per tale importante processo di cambiamento, che investe l’organizzazione interna, richiedendo ancor più una diversificazione delle strutture e degli interventi e la qualificazione per età delle sezioni detentive e delle comunità, si impone l’esigenza di un costante monitoraggio dell’utenza afferente ai Servizi.
L’intervento nei confronti di questa utenza richiederà una progressiva differenziazione dei modelli di intervento in considerazione della sempre maggiore eterogeneità dei minori e giovani adulti ed imponendo strategie mirate a condividere, con i Dicasteri competenti e con le realtà istituzionali territoriali, la costruzione di programmi specifici prevedendo già in fase di programmazione ipotesi di possibile rimodulazione in ragione dei potenziali scostamenti dalla situazione preordinata.
Oltre a tale innovazione, ulteriori modifiche si concretizzeranno con la riforma del “Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia”, nonché con i successivi decreti ministeriali che andranno ad incidere sulle competenze del sistema organizzativo e sugli assetti operativi territoriali.

Le priorità di intervento collegate agli obiettivi operativi sono:

  • vitto e mantenimento,
  • progettualità socio-educative per l’assistenza e la vigilanza,
  • collocamenti in comunità ministeriali e del privato sociale,
  • traduzioni ed accompagnamento per l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari,
  • attività di mediazione culturale,
  • attività di mediazione penale e di giustizia riparativa,
  • mercedi, sussidi e premi,
  • progettualità di sostegno alle attività formative e di orientamento professionale,
  • attività ricreative, culturali e sportive,
  • progettualità mirate per l’utenza in risposta alle diversità dei bisogni anche in relazione all’età, al genere, alle condizioni familiari e sociali.

Per la realizzazione degli obiettivi si seguiranno le seguenti direttrici:

  1. Revisione organizzativa ed operativa dei Servizi Minorili in relazione alle disposizioni normative ed amministrative di riferimento.
  2. Consolidamento dei raccordi operativi e degli accordi interistituzionali.
  3. Servizio Sanitario
  4. Utenza straniera
  5. Istruzione, formazione lavoro, attività lavorativa e apprendistato
  6. Mediazione penale, giustizia riparativa, attività di utilità sociale
  7. Tutela dei diritti soggettivi dei minori
  8. Collaborazione con l’Autorità Giudiziaria Minorile.

     

Ripartizione stanziamenti previsti sull'obiettivo per CdR
Centro di responsabilità responsabile della esecuzione dell'obiettivo categoria capitolo stanziamenti competenza
DG Attuazione dei provvedimenti giudiziari 5 2131 410.000
9 2133 4.198
12 2071 1.500
2 2134 25.000.000
Totale obiettivo n. 29 25.415.698

 

Indicatori associati all'obiettivo
Descrizione indicatore Tipo indicatore Valore obiettivo dell'indicatore nel 2015
Numero di ingressi in Centri di prima accoglienza indicatore di realizzazione fisica 1.800<= x
<=2.200
Numero delle giornate complessive di presenza negli Istituti penali per i minorenni indicatore di realizzazione fisica 140.000<= x
<=170.000
Numero delle giornate complessive di presenza nelle Comunità indicatore di realizzazione fisica 318.000<= x
<=372.000
Numero dei minori presi in carico dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni indicatore di realizzazione fisica 19.000<= x
<=22.000

 

Priorità politica n. 7: Rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale.

Obiettivo strategico: Promozione e attuazione di processi di studio e di ricerca anche a livello internazionale; partecipazione ai progetti europei; funzionalità del Centro Europeo di Studi di Nisida e del network dei referenti locali per la ricerca. Attività internazionale.
Prosecuzione delle attività e progettualità in corso. Avvio dei progetti approvati e cofinanziati dall’Unione Europea. Elaborazione di nuove progettazioni in base ai programmi di finanziamento dell'Unione Europea. Attività istituzionali inerenti la ricerca, la documentazione e i rapporti internazionali (per i dettagli dei progetti in corso di esecuzione ed in fase di avvio, v. documento del Dipartimento, in appendice).

Ripartizione stanziamenti previsti sull'obiettivo per CdR
Centro di responsabilità responsabile della esecuzione dell'obiettivo categoria capitolo stanziamenti competenza
Ufficio IV - Capo del Dipartimento 2 2151 78.440
Totale obiettivo n. 34 78.440

 

Indicatori associati all'obiettivo
Descrizione indicatore Tipo indicatore Valore obiettivo dell'indicatore nel 2015
Ammontare risorse finanziarie utilizzate su totale risorse cofinanziate dall’Unione Europea indicatore di realizzazione finanziaria 100%
Numero progetti attivi, pubblicazioni e seminari realizzati indicatore di realizzazione fisica 11

 

Le risorse economiche finanziarie assegnate al Dipartimento - Coerenza finanziaria

Tabella 1
Obiettivi Attuatore Stanziamenti
1 D.G. Beni e servizi 7.411.766
2 D.G. Personale e Formazione 58.226.855
3 D.G. Personale e Formazione 43.344.645
4 D.G. Attuaz. Provv. Giudiz. 25.415.698
5 Uffici Capo Dipartimento 48.428
6 D.G. Personale e Formazione 36.466
7 Uffici Capo Dipartimento 78.440
8 Uffici Capo Dipartimento 1.115.638
9 D.G. Beni e servizi 512.490
10 D.G. Beni e servizi 6.873.608
TOTALE 143.064.034

 

Tabella 2
Attuatore Obiettivi Stanziamenti
D.G. Personale e Formazione 2 58.226.855
3 43.344.645
6 36.466
Totale 101.607.966
D.G. Beni e Servizi 1 7.411.766
9 512.490
10 6.873.608
Totale 14.797.864
D.G. Attuaz. Prov. Giudiziari 4 25.415.698
Totale 25.415.698
Uffici Capo Dipartimento 5 48.428
7 78.440
8 1.115.638
Totale 1.242.506
TOTALE GENERALE 143.064.034

 

Tabella 3
Area Stanziamento Percentuale
GIUSTIZIA MINORILE 143.064.034 100,00%
FUNZIONAMENTO 109.502.514 76.54%
PERSONALE 100.993.304 70.59%
BENI E SERVIZI 7.919.455 5.54%
INFORMATICA 589.755 0,41%
INTERVENTI 25.649.539 17,93%
ATTUAZ. PROVV. GIUD. 25.414.198 17,76%
INTERNAZIONALI 135.341 0,09%
DIVERSI 100.000 0,07%
INVESTIMENTI 7.911.981 5,53%

 

 

 

 

 

UFFICIO CENTRALE DEGLI ARCHIVI NOTARILI

Competenze istituzionali

L'Amministrazione degli Archivi Notarili costituisce un’unità organica incardinata nel Ministero della Giustizia, con ordinamento e gestione finanziaria separati.
La struttura centrale dell’Amministrazione è costituita dall’Ufficio centrale degli archivi notarili, con sede a Roma. Presso l'Ufficio centrale è collocata anche la sede del Registro generale dei testamenti.
Le strutture sul territorio degli archivi notarili cono costituite dai seguenti uffici:

  • gli ispettorati circoscrizionali, che hanno sede presso gli archivi notarili distrettuali di Bologna, Milano, Napoli, Palermo e Roma.
  • gli archivi notarili distrettuali, che sono gli uffici operativi dell'Amministrazione ed hanno sede in ogni capoluogo di distretto notarile. Gli archivi notarili distrettuali, che fino al 31 dicembre del 1997 erano 101, sono attualmente 92.

L’Ufficio Centrale degli archivi notarili ha compiti organizzativi e di direzione amministrativa degli uffici periferici.
I principali compiti istituzionali demandati all'Amministrazione degli archivi notarili sono: il controllo sull'esercizio dell’attività notarile e il promovimento dell’azione disciplinare nei confronti dei notai; la conservazione del materiale documentario (degli atti dei notai cessati); il rilascio delle copie degli atti conservati e il ricevimento di atti pubblici relativamente agli atti depositati (compiti previsti dalla Legge 16.2.1913, n. 89); la gestione del Registro generale dei testamenti (legge 25.5.1981, n. 307); la riscossione delle tasse di competenza e dei contributi versati dai notai e l’acquisizione dei dati della statistica notarile.
L’Amministrazione ha un proprio bilancio (che è di cassa e non di competenza), allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero della Giustizia, riscuote direttamente i diritti e le tasse con cui provvede alle proprie necessità e costituisce un Centro di Responsabilità Amministrativa.
I principali servizi al pubblico erogati dagli Archivi notarili sono: la ricerca di documenti conservati presso l’Archivio Notarile; la lettura degli atti conservati; l’attività di controllo sulla funzione notarile: l’attività di certificazione (rilascio copie, anche esecutive, degli atti conservati); il ricevimento di atti pubblici relativamente agli atti depositati in archivio; riscossione delle tasse di competenza e i contributi previdenziali dai notai e applicano le relative sanzioni; vigilanza sugli archivi notarili mandamentali, uffici di pertinenza delle amministrazioni comunali (in tali archivi sono conservate le copie per la registrazione trasmesse dagli uffici del registro).
I servizi al pubblico vengono effettuati dagli Archivi notarili prevalentemente tramite attività di sportello, secondo orari prestabiliti per l'accesso dell’utenza; la richiesta di ricerca di atti, di copie e certificati è consentita all’utenza anche a mezzo posta, telefax, e-mail e pec.
Il rilascio di copie e certificati può essere eseguito, oltre che allo sportello, anche per corrispondenza e in via telematica, per i documenti formati su supporto informatico. Anche il Registro Generale dei testamenti può rilasciare i certificati con modalità informatiche.
Sul sito web istituzionale è in funzione un motore di ricerca (ARCHINOTA), aggiornato settimanalmente, che consente agli utenti di individuare se il notaio è ancora in esercizio o se ha depositato i suoi atti presso un Archivio notarile; il motore di ricerca, mediante specifici link, poi consente il collegamento alle pagine web che contengono le informazioni per contattare lo studio notarile o l’Archivio.
Tutti i servizi vengono eseguiti previo pagamento delle somme dovute; è ammesso, oltre l’uso del contante e dell’assegno circolare, il versamento su conto corrente postale, il vaglia postale e il bonifico bancario e postale. Nel 2015 si provvederà all’attivazione dei POS presso i servizi cassa degli Archivi Notarili più importanti, per consentire all’utenza il pagamento con carte di credito e di debito,
L’Amministrazione Notarile persegue, nell’ambito della Missione istituzionale, obiettivi che si riferiscono a quattro Aree strategiche dell’Amministrazione:

  • conservazione del materiale documentario;
  • controllo delle attività notarili;
  • servizi resi al pubblico;
  • assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali.

A tali Aree sono state attribuite le seguenti risorse finanziarie, per il triennio 2015-2017 (non si tiene conto delle spese imputabili a poste compensative; le risorse sono state divise ripartendo anche le spese per il personale, distribuite nelle quattro aree secondo parametri determinati sulla base di rilevazioni delle attività in concreto svolte dal personale negli anni precedenti):

AREE STRATEGICHE dell'Ufficio Centrale degli Archivi Notarili
Area Stanziamento 2015 Stanziamento 2016 Stanziamento 2017
Conservazione del materiale documentario 65.655.200 65.655.200 65.655.200
Controllo delle attività notarili 5.842.550 5.842.550 5.842.550
Servizi resi al pubblico 15.319.700 15.319.700 15.319.700
Assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali 7.944.359,00 7.944.359,00 7.944.359,00

Quanto agli aspetti finanziari, tenuto conto delle esigenze di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica e dei risultati degli anni finanziari precedenti, l’Amministrazione Notarile ha ridotto di complessivi euro 15.196.000,00 - al netto delle poste compensative - le previsioni di spesa del bilancio per l’anno 2015 rispetto a quelle relative all'anno 2014.
Per ciascuna delle aree strategiche, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili per l’anno 2015 e degli indicatori individuati nelle note integrative al bilancio di previsione, sono stati fissati i seguenti obiettivi, che verranno di seguito esplicitati:

  • conservazione del materiale documentario: potenziamento, adeguamento e messa in sicurezza delle strutture immobiliari destinate all’archiviazione documentale. Controllo e regolarizzazione dei documenti conservati e realizzazione di scarti di documenti e versamenti agli Archivi di Stato;
  • controllo delle attività notarili: miglioramento delle attività di controllo mediante personale specializzato e adeguatamente formato e svolgimento delle ispezioni, ordinarie e straordinarie, anche sugli atti notarili informatici;
  • servizi resi al pubblico: miglioramento dei servizi resi al pubblico, della gestione del Registro Generale dei testamenti, anche mediante il potenziamento delle infrastrutture ICT e l’introduzione delle modalità di pagamento elettroniche;
  • assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali: migliorare la gestione del personale, del servizio contabile e di tesoreria (quest’ultime anche mediante semplificazioni delle procedure e razionalizzazione e riorganizzazione delle attuali articolazioni), le metodologie di rilevazione dei costi e delle performance e assicurare il doveroso adempimento degli obblighi in materia di anticorruzione e trasparenza.

Per le singole Aree strategiche, si segnalano gli obiettivi prioritari, che a cascata verranno declinati in quelli operativi assegnati al personale dirigente e alle strutture organizzative.

Per l’Area “conservazione del materiale documentario”, con riguardo agli immobili, si curerà la conclusione della pratica relativa all’acquisto dell’immobile da destinare a sede dell’archivio notarile di Potenza, che l’Ufficio Centrale ha acquistato nel 2012, con contratto sottoposto a condizione sospensiva, per euro 8.400.000,00 oltre euro 1.764.000,00 per I.V.A. al 21%. L’Amministrazione ha acquistato in data 14 agosto 2014 con contratto sottoposto a condizione sospensiva, per euro 6.060.229,51 oltre euro 1.333.250,49 per I.V.A. al 22% l’immobile da destinare a sede dell’Archivio notarile di Ascoli Piceno. Con provvedimento 6 marzo 2015, sono stati approvati per l’anno 2015 il programma dei lavori di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria da realizzare: nella “Palazzina Bauer” a Milano da destinare agli Uffici Giudiziari di detta città; nelle sedi degli Archivi notarili, nei due capannoni da adibire a sede dell’Archivio notarile di Pavia, nell’edificio da destinare nuovamente a sede dell’Archivio notarile di Treviso e negli immobili concessi in uso governativo da adibire a deposito di materiale documentario degli Archivi notarili di Ferrara, Napoli e Ravenna. Si proseguiranno nell’anno 2015 le istruttorie delle pratiche per i lavori di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria, progettati dai competenti Provveditorati interregionali per le opere pubbliche, Con riferimento alla sede di Milano l’Amministrazione ha chiesto nell’anno 2014 al competente Provveditorato interregionale per le opere pubbliche di predisporre il progetto preliminare per i lavori di ristrutturazione da realizzare nella porzione della “Palazzina Bauer”, da adibire a sede dell’Archivio notarile di Milano.
Circa la sede di Pavia, la competente Agenzia del demanio ha consegnato in data 20 dicembre 2013 due capannoni, siti in Pavia, da destinare a sede dell’Archivio notarile di detta città. E’ inoltre prevista l’approvazione di progetti per i lavori da realizzare nelle sedi degli Archivi notarili di Cuneo, Napoli, Perugia, Piacenza e Verbania, nonché nell’immobile concesso in uso governativo, da adibire a deposito di materiale documentario dell’Archivio notarile di Ferrara.
Inoltre sono previsti gli appalti di lavori di straordinaria manutenzione per l’immobile da destinare a deposito di materiale documentario dell’Archivio notarile di Ravenna e per quello da adibire nuovamente a sede dell’Archivio notarile di Treviso, mentre sono in fase di esecuzione o di completamento i lavori riguardanti le sedi degli Archivi notarili di Firenze, Foggia, Padova e Pesaro. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha consegnato con verbale 28 ottobre 2014 all’Amministrazione degli archivi notarili la porzione immobiliare sita a Palermo, al fine di destinarla a deposito di parte del materiale documentario dell’Archivio notarile di detta città.
Si incentiveranno le attività di verificazione delle schede documentali consegnate dai notai cessati - attività strumentale a quella dello scarto di documenti - e i versamenti agli Archivi di Stato, per poter disporre di maggiori spazi da destinare ai nuovi fabbisogni di archiviazione.
Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 65.655.200 (incluse quelle riguardanti il personale che svolgerà tali attività); in particolare sono previste somme per euro 52.000.000 per investimenti in conto capitale (artt. 501 e 503 del bilancio) e si reputa (come indicato nelle note integrative) che verranno impiegate circa il 35% di tali somme per ciascuno degli anni del triennio 2015-2017.

Per l’Area del controllo delle attività notarili, continuerà l’impegno dell’Amministrazione perché le ispezioni ordinarie vengano svolte con regolarità e affinché si riducano o, quantomeno, si contengano le giacenze nei distretti notarili in cui si verificano ritardi in tale attività.
Nell’anno 2015 si proseguirà nell’effettuazione delle ispezioni degli atti notarili informatici e si approfondiranno le questioni giuridiche che via via emergono circa la redazione degli atti notarili informatici.
Si continuerà nella massimazione delle decisioni pervenute all’Ufficio centrale, integrando la banca dati esistente che potrà essere utilizzata dal personale degli Archivi notarili. Si dedicherà attenzione all’aggiornamento del personale con varie modalità (lezioni, pubblicazione di documenti, saggi, circolari di Pubbliche amministrazioni, …) e anche coordinandosi con entità pubbliche esterne, anche del Notariato, che svolgono iniziative di formazione in materie attinenti alla funzione notarile.
Si studieranno modalità informatiche per il monitoraggio dei procedimenti disciplinari nei confronti dei notai promossi dai Capi degli archivi notarili e per gli effetti dei procedimenti nei confronti della collettività (rilevando gli atti notarili rinnovati, rettificati, ratificati, convalidati o confermati a seguito delle ispezioni).
Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 5.842.550 (che in gran parte riguardano il trattamento retributivo del personale che svolgerà tali attività).
Nel 2015 è prevista l’ispezione di circa 2.650.000 atti notarili e l’inserimento nella banca dati sulle ispezioni notarili delle massime di almeno 100 decisioni e sentenze riguardanti gli aspetti disciplinari dell’attività notarile.

Nell’Area dei servizi resi al pubblico, sarà prioritario l’obiettivo di riuscire ad assicurare l’apertura al pubblico di tutti gli uffici nei giorni e negli orari previsti. Si opererà una rivisitazione degli standard di qualità dei servizi resi al cittadino (rilascio delle copie urgenti entro il giorno lavorativo successivo alla richiesta o al massimo entro due giorni dalla richiesta e delle altre copie entro il quinto-sesto giorno lavorativo, salvo per gli atti conservati in depositi esterni in cui il tempo di rilascio può aumentare di qualche giorno), che nel 2011 erano stati fissati sostanzialmente per il "rilascio di copie e di certificati" e “servizio di ricevimento di atti pubblici da parte del capo dell’archivio, soggetti ad iscrizione a repertorio".
Si provvederà ad una progressiva introduzione dei POS presso i servizi cassa degli archivi notarili più importanti, nuova modalità di pagamento disponibile per l’utenza che riduce i rischi dell’uso del contante e ad una maggiore diffusione delle modalità di registrazione e trascrizione in via telematica degli atti pubblici ricevuti dagli Archivi Notarili, modalità che riduce i tempi standard di erogazione dei servizi all’utenza e che riduce il carico di lavoro per il personale degli uffici.
Al fine della razionalizzazione e migliore gestione delle postazioni di lavoro informatiche verranno poste in essere, di concerto con la D.G.S.I.A. le attività necessarie per la migrazione delle utenze degli archivi notarili in Active Directory Nazionale, anche al fine di utilizzare le potenzialità offerte dal sistema di videoconferenza positivamente sperimentato nel corso dell’anno 2014 su alcune postazioni.
Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 15.319.700 (che riguardano in gran parte il trattamento retributivo del personale che svolgerà tali attività); in particolare sono previste somme per euro 3.000.000 per investimenti in conto capitale (artt. 505 e 506 del bilancio).
Costituiscono obiettivi per l’anno 2015:

  1. l’introduzione del POS e della procedura di registrazione e trascrizione telematica in almeno 25 archivi notarili;
  2. l’assicurare che almeno il 70% delle copie di atti notarili rilasciate all’utenza (si stima una richiesta complessiva di 121.000 copie) venga effettuato con rispetto dei tempi standard (l’indicatore è costituito dal rapporto percentuale tra copie rilasciate con rispetto dei tempi standard/richieste dell’utenza);
  3. l’assicurare il tempestivo inserimento nel Registro Generale delle richieste di iscrizione pervenute (che si stimano in circa 100.000).

Per l’Area “assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali”, sarà prioritario dare attuazione alle misure previste dall’emanando regolamento di riorganizzazione del Ministero, che comporta una riduzione della dotazione organica del personale, anche di quello dirigenziale (come prevista dalle leggi 26 febbraio 2010 n. 25, 14 settembre 2011 n. 148 e 7 agosto 2012 n. 135, che ha convertito in legge il d.l. 6 luglio 2012 n. 95, c.d. spending review), mediante una complessiva opera di riorganizzazione degli apparati amministrativi, con riduzione degli uffici (con la soppressione anche di archivi notarili sia distrettuali che sussidiari).
Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 7.944.359 (che riguardano in gran parte il trattamento retributivo del personale che svolgerà tali attività).
Costituiscono obiettivi per l’anno 2015:

  1. riorganizzazione e razionalizzazione della geografia degli Archivi notarili distrettuali in attuazione dell’emanando regolamento di riorganizzazione del Ministero e della riduzione della dotazione organica, ponendo in essere le proposte e i provvedimenti di attuazione;
  2. emissione di almeno il 70% dei mandati/ordini di pagamento entro il termine di 10 giorni prima della scadenza prevista dalla legge o dal contratto.
  3. ottimale gestione delle risorse umane disponibili, garantendo l’emanazione dei relativi provvedimenti (applicazioni, distacchi, reggenze e comandi) in tempo utile a garantire lo svolgimento delle attività istituzionali (circa 600 provvedimenti);
  4. svolgimento di almeno due corsi di aggiornamento in materia societaria e di ispezione agli atti notarili informatici (per circa 60, tra dirigenti e conservatori di archivi notarili); si svolgeranno almeno tre corsi di alfabetizzazione informatica.

 

 

GLI OBIETTIVI IN MATERIA DI TRASPARENZA, INTEGRIT&AGRAVE; E QUALIT&AGRAVE; DEI SERVIZI

Conformemente alle indicazioni della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (ora ANAC), nel presente Piano sono illustrate anche le misure adottate da questa amministrazione e gli obiettivi che essa si prefigge in materia di trasparenza, di standard di qualità dei servizi e di integrità e prevenzione della corruzione.
Occorre premettere che la disciplina sulla trasparenza nelle pubbliche amministrazioni è stata oggetto, negli ultimi mesi, di penetranti interventi normativi. Innanzitutto, il 28 novembre 2012 è entrata in vigore la legge 6 novembre 2012, n. 190, “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, che ha previsto che le amministrazioni elaborino annualmente (entro il 31 gennaio, poi differito dalla l.221/12 al 31 marzo) i Piani triennali di prevenzione della corruzione.
In attuazione della delega contenuta nella legge n. 190/2012 sopra citata, il Governo ha poi adottato il d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, recante il “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” in cui, ribadendo che la trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, è stato evidenziato che essa è finalizzata alla realizzazione di una amministrazione aperta e al servizio del cittadino (art. 1, c. 2, d.lgs. n. 33/2013).
Nel decreto è specificato che le misure del Programma triennale della trasparenza e dell’integrità sono collegate al Piano triennale della prevenzione della corruzione e che, a tal fine, il Programma costituisce, di norma, una sezione di detto Piano.
Il d.lgs. n. 33/2013 ha complessivamente operato una sistematizzazione dei principali obblighi di pubblicazione vigenti, introducendone di nuovi, e ha disciplinato per la prima volta l’istituto dell’accesso civico; è intervenuto sui Programmi triennali per la trasparenza e l’integrità, modificando la disciplina recata dall’art. 11 del d.lgs. n. 150/2009, anche al fine di coordinare i contenuti del Programma con quelli del Piano triennale di prevenzione della corruzione e del Piano della performance.
Il d.lgs. n. 33 del 2013, nel modificare, in parte, la disciplina sul Programma triennale per la trasparenza e l’integrità contenuta nell’art. 11 del d.lgs. n. 150 del 2009, ha confermato, all’art. 10, l’obbligo per ciascuna amministrazione di adottare un Programma triennale per la trasparenza e l’integrità.
Il Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità del Ministero della Giustizia per il triennio 2014-2016 è stato adottato con D.M. in data 28.1.2014(disponibile sul sito www.giustizia.it).
Fra le altre novità di rilievo vi è il Piano di prevenzione della Corruzione, introdotto con la legge 6 novembre 2012, n. 190.
Il principale strumento individuato nel sistema organico di lotta alla corruzione, a livello nazionale, è il Piano Nazionale Anticorruzione, predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica, approvato in data 11 settembre 2013 dalla Autorità Nazionale Anticorruzione.
Il P.N.A. è volto ad agevolare la piena attuazione delle misure legali di prevenzione della corruzione disciplinate dalla legge, assicura l'attuazione coordinata delle strategie di prevenzione e contiene le indicazioni dei contenuti minimi da prevedersi nei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione, che ciascuna Amministrazione deve adottare entro il 31 marzo di ogni anno, definendo l'analisi e la valutazione dei rischi specifici di corruzione e, conseguentemente, stabilendo gli interventi organizzativi volti a prevenirli.
Il Programma Triennale di prevenzione della corruzione per il Ministero della Giustizia è stato adottato con D.M. in data 29.1.2014 (disponibile sul sito www.giustizia.it).
Come specificato nella delibera Civit n. 50/2013, il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità e il Piano triennale di prevenzione della corruzione possono essere predisposti quali documenti distinti, purché sia assicurato il coordinamento e la coerenza tra i contenuti degli stessi.
Il collegamento tra il Piano triennale di prevenzione della corruzione e il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità è assicurato dal Responsabile della trasparenza le cui funzioni, secondo quanto previsto dall’art. 43, comma 1, del d.lgs. n. 33 del 2013 sono svolte, di norma, dal Responsabile per la prevenzione della corruzione, di cui all’art. 1, comma 7, della legge n. 190/2012. Il Ministero della Giustizia ha ritenuto invece opportuno individuare il Responsabile della trasparenza – nominato con D.M. 27 giugno 2013- in una figura distinta dal Responsabile della prevenzione della corruzione – nominato con D.M. del 28 marzo 2013- ciò in ragione della estrema complessità organizzativa dell’Amministrazione oltre che per la gravosità degli adempimenti e delle responsabilità connesse ad entrambe le funzioni.
Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, ai sensi dell’articolo 10 d. lg. n. 33 del 2013, è stato definito sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, dopo aver chiesto ai vertici ai diversi dipartimenti ed articolazioni del Ministero di fornire i contributi necessari al completamento del Programma.
Trasparenza ed anticorruzione rientrano fra tra le priorità politiche indicati nella Direttiva annuale del Ministro.
Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità definisce un percorso, indicando gli obiettivi di trasparenza da realizzare, in primo luogo, nel breve periodo (entro l’anno).
L’obiettivo di breve periodo consiste, essenzialmente, nel completamento degli obblighi di legge che riguardano la pubblicazione delle informazioni e dei dati.
Occorre premettere che al riguardo, l’ Amministrazione della Giustizia ha avviato (e in molti casi completato) tantissime iniziative, sia di riorganizzazione interna che di modifica dei sistemi di raccolta ed elaborazione di dati, volte a dare attuazione al difficile, articolato e complesso “sistema normativo della trasparenza”.
Tra tutti, vanno certamente evidenziati i più rilevanti, nuovi adempimenti, che si aggiungono a quelli già disposti nel Programma del 2011 e nell’aggiornamento del 2012.
L’aggiornamento del programma della trasparenza per il 2015 ha tenuto conto delle novità costituite dall’imminente realizzazione, da compiersi entro il primo semestre del 2015, del progetto relativo agli open data.
Il progetto ha come obiettivo la realizzazione di un'applicazione web in grado di acquisire e pubblicare le informazioni che l'Amministrazione ritiene di voler rendere disponibili.
Esso ha un duplice scopo: la diffusione dei dati ai cittadini e la possibilità da parte del cittadino stesso di utilizzare e rielaborare il dato a disposizione.
L'applicazione viene realizzata in modo da essere accessibile secondo il dettato della l. n. 4 del 9 gennaio 2004, recante "Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici".
Per l'acquisizione delle informazioni sono previsti differenti approcci: l'uso di form dinamici, l'integrazione con applicazioni esistenti e il caricamento massivo dei dati tramite importazione di file.
Per la pubblicazione dei dati si utilizza la piattaforma CKAN dotata di una interfaccia web intuitiva ed usabile progettata per la condivisione e ricerca avanzata dei dati aperti.
La modalità di rilascio delle informazioni si basa sul modello dei Linked Open Data, secondo il quale i dati descritti da una ontologia possono essere scaricati in diversi formati e interrogati attraverso query
L’uso di form consentirà di acquisire le informazioni in un formato unitario, facilitando il compito dei compilatori e restituendo maggiore fruibilità ed intellegibilità dei dati.
Nel 2014 è stato istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale per verifica, studio, analisi e proposte di ristrutturazione del sito web del Ministero della giustizia.
Si tratta di un’occasione di fondamentale importanza per garantire una maggiore efficacia alla comunicazione istituzionale ed assicurare il coinvolgimento di tutte le articolazioni ministeriali, centrali e periferiche, attraverso l’approntamento di un vero e proprio statuto del sito web.
Ad oggi sono state raccolte le proposte di modifica della organizzazione del sito al fine della predisposizione di un documento che tenga conto della distinzione dei settori dei quali il sito si compone: comunicazione del Ministro, comunicazione istituzionale e trasparenza.
L’obiettivo principale e prioritario è quello di restituire unitarietà al sito in modo che, sia l’area intranet – destinata principalmente alle esigenze di comunicazione al personale e fra gli uffici - sia l’area della comunicazione istituzionale, siano ricondotte sotto l’unico sito giustizia.it, anche ai fini di un contenimento di spesa.
E’ emersa altresì l’esigenza di creare un portale che sia popolabile direttamente da parte delle Articolazioni, sul modello del portale europeo della giustizia digitale, in modo che ci sia autonomia dei contenuti e facilità nel reperimento dei dati e documenti da parte degli uffici e degli utenti e massima autonomia alle singole articolazioni per l’inserimento dei contenuti.
L’Amministrazione della giustizia sta impiegando risorse e notevoli energie per attuare al meglio le potenzialità che il sito offre, nella convinzione che esso rappresenti il primo ingresso nella struttura, per capirne i compiti e le finalità ma anche, in chiave evolutiva, che esso possa divenire un vero e proprio portale interattivo per garantire, non solo partecipazione e controllo, ma anche collaborazione da parte dei fruitori del servizio giustizia.
La riorganizzazione del sito è volta a far sì che esso diventi strumento esaustivo per la comunicazione politica, per quella istituzionale e per la trasparenza, e perché sia conferita uniformità e standardizzazione alla modalità espositiva con cui le informazioni vengono rappresentate, attraverso il sistema degli open data.
L’elaborazione degli obiettivi strategici in materia di trasparenza non può che corrispondere all’esigenza di completare il quadro degli adempimenti di legge nel più breve tempo possibile – tenendo conto delle risorse, anche di carattere tecnico, allo stato disponibili - e di portare a termine tutte le iniziative e i progetti ancora in corso, previo il loro riallineamento alle nuove disposizioni contenute nel dlgs. n. 33/2013, di riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
L’obiettivo triennale del Ministero resta invece quello di progettare con gli stakeholder un sistema condiviso di indicatori in grado di comparare, nel tempo, i livelli di qualità effettiva dei servizi erogati e, comunque, nell’ottica di un miglioramento continuo, offrire una risposta adeguata alle esigenze conoscitive dei diversi interlocutori.
Il principale strumento attuativo degli obblighi di trasparenza è costituito dalla pubblicazione sui siti istituzionali di alcune tipologie di dati. Il Ministero, in linea con la previsione dell’articolo 9, comma 1, d.lgs. n. 33 del 2013, ha istituito all’interno del proprio sito istituzionale, una sezione denominata “Amministrazione trasparente”, accessibile direttamente dalla Home page.
Il 16 dicembre 2014, in accordo con le previsioni di completamento delle pubblicazioni, si è tenuta la prima “Giornata della trasparenza” del Ministero della Giustizia, come prevista da ultimo dall’art. 10, comma 6 d.lgs. n. 33 del 2013.
Di recente sul sito web è stata ripristinata la funzione “giustizia map” e sono state pubblicate schede informative degli istituti penitenziari dislocati sul territorio.
Come accennato, in data 29 gennaio 2014 è stato adottato il Piano triennale di prevenzione della corruzione.
Il Piano Triennale (di seguito denominato PTPC) deve essere formulato ed adottato nel rispetto delle linee guida contenute nel Piano Nazionale approvato dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, che opera quale Autorità Nazionale Anticorruzione. Esso, quindi recepisce e fa propri gli obiettivi stabiliti dal P.N.A.: il perseguimento della riduzione della opportunità che si manifestino casi di corruzione, il potenziamento della capacità, in seno alle singole articolazioni ministeriali, di scoprire casi di corruzione; la creazione, altresì, di un contesto sfavorevole al prodursi di comportamenti illeciti.
Sono stati quindi individuati, nell’ambito di ogni Dipartimento, “referenti per l’anticorruzione”, sia per l’individuazione di ulteriori aree di rischio – oltre quelle ritenute obbligatorie dalla legge e delle relative peculiari azioni di prevenzione, sia per la verifica ed il monitoraggio delle attività connesse. Secondo quanto stabilito nel Piano, le attività a rischio corruzione sulle quali si intende operare sono, dunque, quelle previste dal legislatore all’art. 1, comma 16 del citato disposto normativo, rinviando ad un secondo momento l’individuazione, con la collaborazione dei referenti, di ulteriori aree di rischio.
In particolar modo si concentrerà l’attenzione su:

  • scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi;
  • concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonchè attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati;
  • concorsi e prove selettive per l’assunzione di personale e progressioni di carriera di cui all’art. 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009.

Partendo da questo presupposto, i Referenti dei singoli dipartimenti hanno individuato i settori a rischio all’interno di ciascuna articolazione del Ministero, che sono afferenti in gran parte alle Direzioni Generali delle risorse materiali, dei beni e dei servizi, e alle Direzioni Generali del personale e della formazione, nonché degli Uffici che si occupano della stipula di convenzioni e accordi con Enti Locali, Territoriali e privati.
Più in generale sono state enucleate quelle attività che attengono alle materie oggetto di incompatibilità, cumulo di impieghi ed incarichi (art. 53 del F.Lgs n. 1657/2001 come modificato dai commi 42 e 43 dell’art. 1 della L. 190/2012); il rispetto delle regole stabilite dal codice di comportamento; le materie il cui contenuto è pubblicato nei siti internet delle pubbliche amministrazioni (art. 54 del D.Lgs n. 82/2005 –Codice Amministrazione Digitale); la retribuzione delle posizioni organizzative o dei dirigenti e tassi di assenza e di maggiore presenza del personale (art. 21 della L. 69/2009); le materie oggetto di informazioni rilevanti con le relative modalità di pubblicazione individuate con D.P.C.M. ai sensi dell’art. 1, comma 31 della Legge n. 190/2012.
Si è ritenuto, inoltre, che essenziale rilievo debba assumere la tracciabilità dei procedimenti, anche ai fini della trasparenza dell’attività amministrativa svolta.
In ordine alle iniziative assunte dai singoli Dipartimenti in tema di trasparenza ed anticorruzione, per quanto concerne il Dog, dopo l’individuazione, su richiesta del Responsabile della prevenzione della corruzione del ministero di Giustizia, di un "Referente" con il compito di interagire direttamente con il suddetto Responsabile, si è dato avvio ad una ricognizione generale delle esigenze formative di coloro che sono posti a dirigere i settori considerati particolarmente a rischio, per poi avviarli in modo mirato alla formazione da eseguirsi in collaborazione con la Scuola Nazionale dell'Amministrazione, come previsto dall'art.1 comma 5, lett. b) della L. 190 del 2012.
In una prima fase di attuazione delle disposizioni contenute nella L. 190 del 2012 e dei contenuti indicati nel Piano Nazionale Anticorruzione la ricognizione delle esigenze formative è avvenuta nelle seguenti aree a rischio:

  1. Autorizzazione o concessione;
  2. Scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
  3. Concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonchè attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati;
  4. Concorsi e prove selettive per l'assunzione di personale e progressioni di carriera di cui all'art. 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009.
  5. E’ stata di seguito eseguita la mappatura delle macroattività a rischio di corruzione con riferimento a ciascuna Direzione Generale. Successivamente si procederà anche ad attribuire alle attività un livello di rischio e ad individuare le misure idonee per la sua prevenzione ed il suo contenimento.

In relazione alle misure adottate per l’attuazione del Piano triennale della Trasparenza, è stato nominato un referente per il Dipartimento, con il compito di curare la raccolta dei dati da pubblicare sul sito istituzionale, di monitorare l’aggiornamento dei dati relativi al Dipartimento e di tenere rapporti con il Responsabile della Trasparenza del Ministero.
Tra le attività di particolare rilievo realizzate al fine di attuare il Piano, è stata curata la pubblicazione nel sito, sezione “Amministrazione trasparente”, di un elenco di procedimenti amministrativi, in ottemperanza all’ art. 35 comma 1 del D. Leg.vo 33/2013, fornendo per ciascuno di essi alcuni elementi essenziali:

  • Direzione Generale competente
  • Breve descrizione del procedimento
  • Normativa di riferimento
  • Ufficio
  • Unità organizzativa responsabile
  • Responsabile del procedimento
  • N. di telefono, n. di fax ed indirizzo e-mail
  • Modalità di accesso alle informazioni
  • Termine del procedimento
  • Indicazione dello start-up del procedimento (se ad istanza di parte o d’ufficio).

Ad oggi è comunque assicurato l’aggiornamento costante della sezione del sito “Amministrazione trasparente”.
Al fine di implementare la funzionalità di open data relativamente ai dati pubblicati sul sito istituzionale giustizia.it, nel corso dell’anno sarà condotta un’attività di mappatura delle fasi procedimentali di reperimento del flusso dei dati, volta ad individuare i ruoli ed i soggetti da profilare.
Sempre nello stesso ambito, la Direzione Generale di Statistica è referente nei confronti della Funzione Pubblica per l’implementazione di un insieme di procedure, banche dati e rilevazioni statistiche richieste ai fini della maggiore efficienza di gestione e per la maggiore trasparenza nel rapporto tra amministrazione e cittadini. Tra le attività che svolge, si segnalano la rilevazione dei tassi di presenza e assenza dei dipendenti del Ministero di Giustizia e la creazione della banca dati dei dipendenti che fruiscono dei benefici previsti dalla Legge 104/92 e successive modifiche.
Anche gli uffici giudiziari, nazionali e periferic hanno realizzato progetti volti al miglioramento e all’aggiornamento dei siti internet, nonché alla redazione di carte dei servizi e bilanci sociali, anche attraverso la partecipazione al progetto “Diffusione di buone pratiche negli uffici giudiziari”.
Per la Giustizia Minorile, inoltre, si è posta attenzione alle iniziative di monitoraggio inerenti i centri di costo ed i relativi capitoli di bilancio, che fanno capo alle direzioni dei Centri per la Giustizia Minorile e all’Istituto Centrale di Formazione.
Per l’Amministrazione degli Archivi Notarili si è pensato di porre l’accento, per l’adozione di misure sfavorevoli alla corruzione, su quelle varie situazioni in cui, nel corso dell’attività amministrativa, si riscontri l’abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati, come, ad esempio, quelle rivolte al pubblico e quella ispettiva, mediante le quali si svolge il controllo della funzione notarile.
Al fine di attuare strategie idonee al contrasto del fenomeno della corruzione, occorrerà prevedere meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni, idonei a prevenire il rischio di corruzione; prevedere obblighi di informazione nei confronti del Responsabile; monitorare il rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti; monitorare i rapporti tra l’Amministrazione ed i soggetti che con essa stipulano contratti, o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualsiasi genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità con i dirigenti e dipendenti dell’amministrazione; verificare l’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività individuate come maggiormente a rischio.
Successivamente – dopo aver considerato le necessarie informazioni – si opererà una valutazione del grado di rischio per ciascuna area, verranno individuate le particolari esigenze di intervento utili a ridurre la probabilità che il rischio si verifichi, con l’indicazione di modalità, responsabili, tempi di attuazione ed indicatori.
In applicazione del citato art. 54, con D.P.R. 16 aprile 2013 n. 62 è stato approvato il " Codice di comportamento dei dipendenti pubblici", per tutte le amministrazioni.
Con Delibera n. 75/2013 l'ANAC ha emanato definitivamente le linee guida in materia di codici di comportamento delle Pubbliche Amministrazioni.
Per il Dicastero della giustizia il nuovo codice è in corso di elaborazione.

 

 

IL PROCESSO DI REDAZIONE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE

Fasi, soggetti tempi e responsabilità

Il processo seguito nella redazione del presente Piano è conforme alla disciplina dettata dagli artt. 10 commi 1-2 e 15 comma 2 lett. b) D.Lgs 150/2009, nonché alle linee guida elaborate dalla CiVIT (ora ANAC) in materia (da ultimo, come detto, approvate con delibera n. 6/2013).
In particolare, il processo è stato avviato con nota del 12.3.2015 diretta ai Capi Dipartimento ed al Direttore Generale degli Archivi Notarili.
Ogni articolazione ministeriale ha fornito i dati e le informazioni rilevanti, secondo lo schema illustrativo proposto dalla Commissione, ed è stato dunque predisposto il presente documento.
Esso, una volta adottato dal Ministro con proprio decreto, come di consueto verrà trasmesso al Dipartimento della Funzione Pubblica ed al Ministero dell’Economia.
Per finire, di esso sarà data la più ampia diffusione mediante la pubblicazione sul sito web dell’amministrazione, come disposto dall’art. 11 comma 8 lett. b) del D.Lgs 150/2009.

Punti di forza e di debolezza del ciclo della Performance

Con particolare riguardo alla performance organizzativa, l'azione del Ministero è oggi innanzitutto rivolta all'innalzamento dei livelli di efficienza, economicità e qualificazione della governance del sistema giudiziario ed amministrativo; di affermazione sia a livello centrale che periferico del principio di buona amministrazione, nonché degli obiettivi di semplificazione e trasparenza delle procedure ed ottimizzazione della produttività e dell'efficienza, prediligendo modelli di organizzazione che consentano di erogare servizi migliori con minori risorse.
L’obiettivo, come ricordato dal Ministro nell’atto di indirizzo politico istituzionale del 5 settembre scorso, è senza ombra di dubbio quello di rendere più efficace il ciclo di pianificazione, controllo e valutazione, per rendere coerente sia la fase di progettazione che la fase di realizzazione con gli indirizzi e gli obiettivi strategici dell'Amministrazione, finalizzando l'azione di tutti gli uffici su obiettivi operativi, concreti e misurabili, proseguendo negli interventi di sviluppo di moderni ed adeguati sistemi di misurazione e valutazione della performance, sia organizzativa che individuale, affinando i meccanismi di controllo interno e di valutazione del personale e dei dirigenti – anche per il tramite di periodiche rilevazioni effettuate dall’ufficio statistico- con l’obiettivo di raggiungere standard qualitativi soddisfacenti, di riconoscere il merito e di valorizzare le singole capacità, secondo criteri di effettività sottratti a rappresentazioni formalistiche, perfezionando ed uniformando tra le varie articolazioni ministeriali i sistemi di progettazione, pianificazione e di misurazione dell'attività amministrativa, trattandosi, in tutta evidenza, di una condizione essenziale per una valutazione attendibile, in sede di controllo, della rispondenza dei risultati agli obiettivi organizzativi, offrendo alla collettività la possibilità di riconoscere meriti e demeriti e di individuare eventuali responsabilità.
In tale ottica, è necessario affinare metodi e criteri di valutazione dei risultati e dei comportamenti dei dirigenti e del personale dell'Amministrazione per valorizzare i contributi individuali, aumentare gli standard di prestazione, riconoscere il merito, le capacità e l'impegno dei singoli.
Anche se la peculiarità delle funzioni attribuite dall’ordinamento al Ministero della Giustizia comporta spesso l’erogazione di servizi di difficile misurazione con i criteri di performance di cui alla normativa di riferimento, va sottolineato l’impegno ad assicurare il miglior coordinamento possibile tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità.
Tra i punti di forza del ciclo della gestione della performance per il triennio 2015-2017 va senza dubbio menzionata la coerenza con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio per cui il Piano della Performance 2015-2017 contiene obiettivi ed indicatori sovrapponibili a quelli delle Note Integrative al bilancio di cui agli artt. 21, comma 11, lettera a) – 35, comma 2 della Legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Ciò è stato possibile, come più volte ricordato, anche per il tramite del tempestivo avvio del ciclo di gestione della performance: in data 5 settembre 2014 – antecedentemente all’elaborazione delle Note Integrative al Bilancio- è stato emanato dal sig. Ministro l’atto di indirizzo politico per l’anno 2015, atto propedeutico per i documenti successivi del ciclo della performance (Piano, Direttiva, Relazione), così individuandosi le linee di fondo entro le quali sono stati elaborati dai Dipartimenti gli obiettivi strategici da perseguire (e poi trasfusi nella Direttiva annuale) e, conseguentemente, gli elementi conoscitivi per la predisposizione delle Note integrative di bilancio, assicurando così la necessaria coerenza tra programmazione economico finanziaria e programmazione strategica.
Deve al riguardo precisarsi che l’apparente non integrale sovrapponibilità dei due documenti (Piano e Note) con riferimento alle disponibilità finanziarie complessive rappresenta un dato fisiologico ed è dovuta al fatto che il valore degli obiettivi strategici costituisce solo una minima parte dei fondi stanziati in favore degli obiettivi complessivi, anche di carattere strutturale, che sono assegnati istituzionalmente ai Dipartimenti, obiettivi, però, che non costituiscono obiettivi di performance (ad es., la missione istituzionale del DOG è quella di garantire il corretto funzionamento dei servizi relativi alla Giustizia, cioè di portare avanti l’attività ordinaria connessa con l’erogazione al cittadino della giustizia civile e penale è obiettivo strutturale, ma non strategico).
Vi è invece piena coerenza e sovrapponibilità tra obiettivi strategici ed indicatori indicati nel Piano della Performance a quelli contenuti nel piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, come richiesto dalla normativa (da ultimo anche dalla l. 114/2014).
Ulteriore obiettivo della performance organizzativa è quello di migliorare i sistemi di elaborazione degli obiettivi e dei meccanismi di controllo e verifica dell’andamento della performance di tutti i settori dell’amministrazione, anche per il tramite del prossimo completamento di una nuova piattaforma informatica per la misurazione e valutazione della performance, che non soltanto consentirà di conoscere e verificare con maggior precisione e tempestività i risultati di performance raggiunti dall’amministrazione, ma anche di controllare le attività ed i prodotti realizzati dalla singola unità di personale presente presso ogni ufficio dirigenziale di seconda fascia.
Al riguardo, uno dei punti di debolezza del ciclo di gestione della Performance di questo Ministero è proprio costituito dall’attuale assenza di un unico sistema informatico di raccolta delle informazioni attinenti al controllo di gestione, sicchè non è semplice dare continuità al monitoraggio sullo stato di avanzamento dei progetti (workflow) e verificare tempestivamente scostamenti, ritardi e difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi.
Tale sistema, però, è in via di superamento, essendo in corso di progettazione e realizzazione una piattaforma unica a cui sta lavorando, nell’ambito di un complessivo riordino dei sistemi di misurazione della performance e dell’intero controllo di gestione, un apposito gruppo di lavoro.
Tra i risultati positivi medio tempore raggiunti, si segnala:

  1. il progressivo perfezionamento della pianificazione degli obiettivi in senso sistemico;
  2. la maggiore efficienza nell’allocazione delle risorse umane e strumentali entro la pianificazione;
  3. la più attenta razionalizzazione organizzativa;
  4. il consolidamento delle possibilità di correlazione tra obiettivi strategici-operativi;
  5. il buon livello di integrazione raggiunto tra i vari soggetti coinvolti, ottenuto grazie alla creazione della “rete dei referenti” della performance e della trasparenza all’interno di ogni Dipartimento;
  6. l’accresciuta specializzazione delle figure professionali deputate alla cura di questo specifico settore dell’amministrazione, che innegabilmente presenta molte difficoltà ed un tasso di innovazione non comune nella gestione dei processi burocratici di competenza del Ministero;
  7. ed, infine, l’accresciuta consapevolezza che solo la compiuta ed effettiva attuazione dei princìpi ispiratori della riforma consentiranno di restituire al cittadino un’amministrazione più efficiente e capace di erogare servizi migliori impiegando meno risorse.

 

 

DISPOSIZIONI FINALI

Si dispone che il presente documento sia immediatamente trasmesso al Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Organismo Indipendente di Valutazione.
Esso, unitamente alle sue appendici, sarà pubblicato sul sito istituzionale del Ministero, secondo quanto disposto dall’art. 11 comma 8 lett. b) del D.Lgs 150/2009.

Roma, 30 giugno 2015

IL REFERENTE DELLA PERFORMANCE
Simona Rossi

 

 

 

NOTE

[1] I titolari dei C.R.A., in base al combinato disposto dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 297/97, dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 300/1999 e dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 165/2011 e successive modificazioni, attribuiscono, con proprio provvedimento (c.d. “Direttiva di 2º livello”), gli obiettivi di competenza ai Direttori preposti alle Direzioni generali funzionalmente dipendenti, formalizzando le modalità organizzative inerenti alle attività da pianificare per il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed attivando il primo livello del controllo di gestione.

[2] Nell’elenco degli uffici non sono compresi gli UNEP (Ufficio Notifiche, Esecuzioni e Protesti).

[3] In forza del D. lgs. n. 155 del 7 settembre 2012 sono stati soppressi 30 Tribunali, 30 Procure della Repubblica e 220 Sezioni distaccate di Tribunale (ai sensi del D. lgs. n. 14 del 19 febbraio 2014 sono state temporaneamente ripristinate 3 sezioni distaccate insulari).

[4] I Tribunali regionali delle Acque Pubbliche sono istituiti presso alcuni uffici di Corti di Appello.

[5] Le Direzioni distrettuali Antimafia sono istituite presso le Procure della Repubblica distrettuali.

[6] In attuazione dei D. lgs. n. 156 del 7 settembre 2012 e n. 14 del 19 febbraio 2014 nonché della legge 10 novembre 2014, n. 162 sono stati soppressi 664 uffici del Giudice di pace.

[7] Nel 2015 saranno svolte le seguenti attività per il reclutamento di nuovi magistrati ordinari: 1) Concorso a 365 posti di magistrato ordinario, indetto con D.M. 30 ottobre 2013; Concorso a 10 posti di magistrato ordinario riservato agli uffici giudiziari ricadenti nella provincia di Bolzano indetto con DM 4.9.20 14; Bando di un nuovo concorso in magistratura da pubblicarsi nel mese di ottobre e da svolgersi nella prima primavera del 2016.

[8] L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha emesso un provvedimento in data 18 luglio 2013, con il quale prescriveva misure fisiche ed informatiche volte al rafforzamento della sicurezza nel trattamento dei dati personali e dei sistemi nell'attività di intercettazione di conversazioni o comunicazioni elettroniche, anche informatiche o telematiche, nonché di controllo preventivo, svolta presso le Procure della Repubblica. A seguito del suddetto provvedimento sono state temporaneamente sospese le attività connesse alla realizzazione della gara unica nazionale, al fine di effettuare presso le 120 Procure su tutto il territorio nazionale un monitoraggio, volto a verificare che le suddette misure fossero presenti e laddove non lo fossero ad individuare il costo da affrontare per il relativo adeguamento. L’Autorità Garante ha assegnato alle Procure il termine ultimo del 30 giugno 2015 per adottare le misure prescritte, fornendo riscontro all’Autorità circa la loro completa adozione.