Relazione sulla amministrazione della Giustizia nell'anno 2012 - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria

Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2013

Indice

UFFICI DI STAFF DEL CAPO DIPARTIMENTO

  • U.O.R. – Ufficio Organizzazione e Relazioni
  • Ufficio per l’attività ispettiva e del controllo
  • Gruppo Operativo Mobile
  • Ufficio studi, ricerche, legislazione e rapporti internazionali
  • Ufficio del contenzioso
  • Ufficio per la sicurezza personale e la vigilanza
  • Cassa delle ammende
  • Ufficio per i rapporti con le Regioni, gli Enti locali e il terzo settore
  • Ufficio stampa e relazioni esterne
  • Ufficio per le relazioni sindacali
  • Vi.S.A.G.
  • Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo

DIREZIONE GENERALE PERSONALE E FORMAZIONE

  • Ufficio I – dell’organizzazione e delle relazioni
  • Ufficio II – trattamento giuridico dei dirigenti e del personale amministrativo e tecnico di ruolo e non di ruolo
  • Ufficio III – personale del Corpo di polizia penitenziaria
  • Ufficio IV – della formazione

DIREZIONE GENERALE DETENUTI E TRATTAMENTO

DIREZIONE GENERALE ESECUZIONE PENALE ESTERNA

DIREZIONE GENERALE RISORSE MATERIALI, BENI E SERVIZI

  • Ufficio contratti di lavoro, forniture e servizi
  • Ufficio armamento, casermaggio, vestiario, automobilistico, navale e telecomunicazioni
  • Ufficio tecnico per l’edilizia penitenziaria e residenziale di servizio

DIREZIONE GENERALE BILANCIO E CONTABILITÀ

ISTITUTO SUPERIORE STUDI PENITENZIARI

 

La problematica penitenziaria ha costituito, nella attività del Ministro della Giustizia, un filo continuo di azione, mai interrotto. Il Ministro della Giustizia ha visitato nel corso dell’anno più di 25 istituti penitenziari.

Nella piena consapevolezza della complessità ed urgenza delle tematiche da affrontare e anche in considerazione della durata limitata del mandato di Governo, l’azione si è sviluppata contemporaneamente e prioritariamente su vari fronti:

  • quello delle strutture carcerarie;
  • quello dell’introduzione di meccanismi di deflazione, in una prospettiva emergenziale;
  • quello strutturale finalizzato a dotare il nostro ordinamento di istituti volti a favorire modalità di esecuzione della pena diverse dalla detenzione in carcere.

Sul versante delle strutture carcerarie, l’azione, pur nella ristrettezza delle risorse disponibili, è stata particolarmente incisiva: l’obiettivo – quale risultato complessivo di interventi finanziati dal c.d. Piano Carceri ed interventi “ordinari” – è la consegna entro il 31 dicembre 2014 di 11.700 posti.

Già nel 2012 sono stati consegnati 3.178 nuovi posti, ai quali se ne aggiungeranno 2.382 entro giugno 2013.

Sul terreno normativo si sono combinate misure dirette ad affrontare l’emergenza, allentando così la tensione detentiva e interventi di lungo periodo volti a rivedere il catalogo delle pene principali e ad innovare il panorama delle misure alternative alla detenzione.

Nella prima prospettiva si colloca il Decreto c.d. Salva Carceri con cui si è inciso sul fenomeno delle ‘porte girevoli’ (il transito in carcere di soggetti per un breve lasso di tempo – 3/5 giorni) e si è esteso l’ambito di operatività dell’istituto dell’esecuzione della pena presso il domicilio, previsto dalla legge 199 del 2010 (innalzando da 12 a 18 mesi il limite di pena di riferimento).

Entrambe le misure hanno avuto un significativo impatto testimoniato dai dati a disposizione.

Per effetto della prima misura si è registrata una importante diminuzione delle persone interessate dal fenomeno delle ‘porte girevoli’: si è passati dal 27% nel 2009 al 13% al 31 ottobre 2012.

Allo stesso modo, l’ampliamento della detenzione presso il domicilio ai sensi della legge n. 199 ha comportato un sensibile incremento dei detenuti beneficiari della misura (pari oggi a 8.647 detenuti di cui 2.393 stranieri).

Nell’ambito del provvedimento c.d. salva carceri si è, inoltre, disposta la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) entro il 31 marzo 2013 con il transito delle persone internate in strutture sanitarie gestite dal Servizio sanitario nazionale, mentre la vigilanza esterna alle strutture sarà di competenza delle forze di polizia nell’ambito del coordinamento assicurato dal Prefetto territorialmente competente. Il provvedimento normativo -prevedendo il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari - dispone la realizzazione, a cura delle regioni, di strutture idonee ad ospitare i pazienti provenienti dagli OO.PP.GG.

In tal senso è stato adottato un decreto ministeriale del Ministro della Giustizia e del Ministro della Salute che definisce, tra gli altri, i parametri strutturali e di sicurezza che devono rispettarsi nelle nuove strutture cui saranno destinati gli internati negli OPG.

In attuazione della recente legge 21 aprile 2011, n. 62 - che ha introdotto gli Istituti a custodia attenuta per detenute madri (c.d. ICAM) – è stato inviato alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali, nel gennaio 2013, in esito ai lavori di un gruppo di studio appositamente costituito, il Decreto del Ministro della Giustizia che definisce le caratteristiche tipologiche delle citate strutture per il prescritto concerto.

Sul fronte degli interventi normativi a carattere strutturale, il Governo ha presentato un disegno di legge contenente misure dirette a realizzare una equilibrata decarcerizzazione nell’ottica di assumere il carcere come extrema ratio.

Architravi del provvedimento sono la previsione di pene detentive non carcerarie e la sospensione del procedimento con messa alla prova.

Più nel dettaglio, si propone l’introduzione della detenzione presso il domicilio quale nuova pena principale che affianca la pena detentiva della reclusione e dell’arresto per i reati puniti fino a 4 anni. In tal modo è il giudice della cognizione, al momento della lettura del dispositivo di condanna ad irrogare tale nuova sanzione principale.

Si prevede altresì la estensione della probation, oggi prevista nell’ambito del diritto penale minorile, anche per i maggiorenni.

Si tratta di misure che avrebbero potuto interessare nell’immediato una platea di oltre 2.800 detenuti, oltre ai potenziali benefici attesi in termini di flussi carcerari.

Il disegno introduce, poi, l’istituto della sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili, in ossequio al principio di effettiva conoscenza del processo ed in attuazione del diritto dell’imputato ad essere presente al proprio processo nel rispetto dell’art. 6 della Convenzione sui diritti dell’uomo e in linea con le pronunce della Corte Europea.

Si tratta dunque di un progetto di legge che ha il pregio di coniugare “sicurezza sociale” e deflazione, sia “processuale” che detentiva. Il testo è stato approvato a larga maggioranza dalla Camera il 4 dicembre 2012 ma, anche a causa della fine anticipata della legislatura, non è stato licenziato in via definitiva dal Senato.

Una serie di altre misure hanno riguardato il miglioramento delle condizioni di vita del detenuto.

È stato emanato il D.P.R. 5 giugno 2012, n.136 (Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, in materia di carta dei diritti e dei doveri del detenuto e dell’internato) ed il conseguente decreto del Ministro della Giustizia del 5 dicembre 2012.

Si tratta di una guida, in diverse lingue, fornita al detenuto al momento del suo ingresso in carcere e alla sua famiglia che indica in forma chiara le regole generali del trattamento penitenziario, con l’obiettivo di garantire al detenuto, sin dall’ingresso nella struttura penitenziaria, la conoscenza dei propri diritti e dei propri doveri.

Particolare impegno è stato profuso a livello politico dal Ministro per favorire maggiori occasioni di lavoro per i detenuti, inteso quale strumento principale di rieducazione con ricadute positive sull’abbassamento della soglie di recidiva e quindi quale strumento necessario per contrastare il sovraffollamento detentivo.

Il lavoro penitenziario svolto alle dipendenze di aziende esterne all’amministrazione prevede sgravi contributivi e crediti di imposta per le imprese che si avvalgono del lavoro dei detenuti.

L’importo attualmente a disposizione, mai aggiornato dall’anno 2002, è di euro 4.600.000 (per le agevolazioni contributive ed i crediti di imposta). Tale stanziamento permette la fruizione dei benefici a poco più di mille detenuti, importo già insufficiente a mantenere gli attuali livelli occupazionali.

Pertanto, al fine di consentire la collaborazione con un sempre maggior numero di cooperative e imprese private e conseguentemente produrre una crescita dei livelli occupazionali della popolazione detenuta, si è ritenuto indispensabile un incremento della cifra stanziata per l’applicazione della legge 193/2000 (c.d. Legge Smuraglia) di euro 16 milioni.

Al rifinanziamento della c.d. legge ‘Smuraglia’ (Crediti d’imposta e sgravi fiscali per le imprese che assumono detenuti) si è provveduto attraverso l’attribuzione del predetto importo - identificati all’interno del c.d. Fondo previsto nella legge stabilità 2012 - mediante un D.p.c.m. che vincola detta somma alla predetta finalità. E’ imminente l’invio del decreto alle Commissioni bilancio di Camera e Senato per i pareri di competenza.

La centralità del lavoro per i detenuti, riconosciuta quale componente importante del percorso trattamentale dal nostro ordinamento penitenziario, ha portato il Ministero della Giustizia a condurre una indagine in collaborazione con la Fondazione Einaudi (EIEF), il Crime Research Economic Group e Il Sole 24 ore, con l’obiettivo di valutare con approccio e metodologie scientifiche quanto e in che misura i diversi tipi di espiazione della pena incidono sulla recidiva.

L’obiettivo di contenere il sovraffollamento si gioca anche sullo sviluppo dell’istituto dei lavori socialmente utili, la cui esecuzione è affidata agli uffici territoriali dell’esecuzione penale esterna.

A tal riguardo è importante l’attività di sensibilizzazione nella stipula a livello locale delle convenzioni con i Tribunali Ordinari e gli Enti Locali e/o Cooperative Sociali, nel numero di 884, per favorire l’esecuzione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità per un numero di 2190 utenti.

Sul piano amministrativo un’attenzione particolare, in un’ottica di prevenzione, è stata rivolta all’analisi del disagio dei detenuti.

A tal proposito nel giugno 2012 sono stati avviati due progetti tesi all’analisi del disagio dei detenuti che si manifesta attraverso gesti autolesivi, anticonservativi e lo sciopero della fame. Ad oggi, i detenuti monitorati per i suddetti eventi sono circa 700 e 74 quelli che hanno posto in essere lo sciopero della fame per un periodo di tempo tale da ritenere critica la situazione. In tale progetto l’articolazione addetta chiede all’istituto che ospita il detenuto interessato dall’episodio critico ogni informazione utile per comprendere il tipo di disagio e gli interventi adottati, segnalando la situazione ai Provveditorati regionali e alla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento, in vista della adozione di adeguati provvedimenti che possano venire incontro alle esigenze del detenuto.

Sul versante dell’edilizia carceraria, accanto ai risultati ottenuti nell’ambito del c.d. piano carceri, nella prospettiva sopra indicata, nell’anno 2012 l’attività dell’amministrazione è stata orientata altresì verso interventi finalizzati al recupero conservativo dei complessi demaniali ed all’incremento di posti detentivi.

In tale ottica, si è provveduto alla prosecuzione degli interventi di ristrutturazione di istituti penitenziari e di sezioni detentive, nonché di interventi di ampliamento di Istituti preesistenti, con la costruzione di nuovi padiglioni, per incrementare la capienza detentiva regolamentare.

E’ stata avviata la ricognizione delle risorse immobiliari dell’Amministrazione Penitenziaria, nella consapevolezza dell’esistenza di squilibri di uso dei complessi demaniali, che si riflettono immediatamente sulla situazione di sovraffollamento. È stato quindi rapidamente raggiunto l’obiettivo della predisposizione di un piano di riequilibrio territoriale del sistema penitenziario nazionale.

Sotto il profilo degli investimenti, si è provveduto alla ripartizione di gran parte del budget disponibile in proporzione alle presenze ed agli indici di sovraffollamento degli Istituti, assegnando i coerenti corrispondenti importi ai Provveditorati Regionali, per un loro maggior coinvolgimento nella individuazione delle opere prioritarie nonché nell’assunzione di responsabilità e di gestione delle relative spese.

Gli aspetti di razionalizzazione nella gestione delle risorse sono stati affrontati dal Ministro con apposite direttive.

Ci si riferisce, in primo luogo, al settore autovetture di servizio e tutele. In tale settore, con direttiva del 18.10.2012 rivolta ai Capi Dipartimento, il Ministro ha disposto una ricognizione su scala nazionale della situazione di tutte le autovetture disponibili sul territorio nazionale con indicazione del fabbisogno, nonché l’analisi e la predisposizione di un piano di gestione attraverso un’azione operativa uniforme anche con l’istituzione di un unico centro di coordinamento.

Inoltre, con nota rivolta ai Presidenti delle Corti d’Appello ed ai Procuratori Generali della Repubblica, il Ministro ha sensibilizzato i Capi di Corte affinché, fermo restando l’assolvimento delle funzioni istituzionali funzionali al servizio giudiziario, le autovetture di servizio e gli autisti dell’amministrazione fossero destinati prioritariamente alle finalità di protezione dei magistrati destinatari di tutela; contestualmente, con nota del 19.10.2012 rivolta al Vice Presidente del C.S.M., nell’ottica di contenere i costi relativi al servizio di tutela dei magistrati sottoposti a dispositivi di protezione a carico del Ministero della Giustizia, ha sensibilizzato l’Organo di autogoverno della magistratura ad introdurre modifiche in senso più restrittivo alla circolare 12091 del 19.5.2010 relativa ai presupposti richiesti per il rilascio dell’autorizzazione a risiedere fuori sede.

Ancora, con direttiva del 7.9.2012 al Capo del Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria, il Ministro ha disposto di limitare l’impiego nei servizi di tutela da parte del personale di polizia penitenziaria soltanto ai magistrati ed alle personalità istituzionali che ricoprono incarichi presso il Ministero, con l’unica eccezione degli ex Ministri, per il periodo previsto dalle disposizioni vigenti. Conseguentemente, in ossequio a tali direttive mirate al contenimento dei servizi di scorta, è stata attuata la riduzione del personale di polizia penitenziaria distaccato per lo svolgimento di servizi di scorta e restituito ai servizi di istituto, per un numero di 101 unità di personale. Contestualmente al recupero di personale si è provveduto ad una razionalizzazione nell’impiego del personale che ha portato ad un risparmio di spesa per straordinario corrispondente a circa 5.000 ore nel semestre.

 

UFFICI DI STAFF DEL CAPO DIPARTIMENTO

U.O.R. (Ufficio organizzazione e relazioni) REPORT RIASSUNTIVO ANNO 2012

Indicazione sintetica delle attività istituzionali
L’U.O.R. del Capo del Dipartimento, in base all’attuale D.M. 27.09.2007, comprende i seguenti servizi dirigenziali: a) Segreteria affari generali, nel quale è inclusa la Sezione per le relazioni con il pubblico; b) il Fondo Sociale Europeo; c) il Servizio per le attività di coordinamento istituzionale e del controllo di gestione. Rientrano inoltre nell’Ufficio, a seguito di riassetto organizzativo operato con recente P.C.D. del 22.08.12, le Segreterie particolari del Capo e dei Vice capi del Dipartimento.

Esposizione di nuove attività e/o progetti già avviati dall’Ufficio
Nell’anno 2012 il Settore del controllo di gestione ha dedicato attenzione prioritariamente ai seguenti obiettivi: implementazione dei dispositivi di legge discendenti dal D.L. 150/2009; sviluppo, con il coinvolgimento delle articolazioni territoriali intermedie, del piano della performance organizzativa del 2012; redazione della relazione della performance organizzativa relativa al 2011, con particolare attenzione al bilancio di genere.
Molta attenzione è stata dedicata alla definizione degli standard di qualità del servizio colloqui con i familiari che ha imposto una preliminare e vera e propria ricerca condotta su un campione rappresentativo di Istituti Penitenziari e che ha coinvolto anche i familiari dei ristretti.


UFFICIO PER L’ATTIVITA’ ISPETTIVA E DEL CONTROLLO

Indicazione sintetica delle attività istituzionali
Anche nel corso dell’anno 2012, l’Ufficio ha continuato a svolgere, nell’ambito dell’Ufficio del Capo del Dipartimento, le competenze allo stesso attribuite, avvalendosi della propria struttura, rimasta immutata e costituita da tre articolazioni (Sezioni I, II e III), dalla sala situazioni e da un Servizio Centrale di Polizia Giudiziaria, istituito con Decreto Ministeriale e denominato Nucleo Investigativo Centrale.

La Sala Situazioni costituisce un circuito permanente informatico e telematico tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e le strutture periferiche attraverso la raccolta dei dati a scopo informativo e di supporto decisionale.

La stessa, nel corso dell’anno 2012, ha implementato ulteriormente le sue attività di raccolta, di monitoraggio e di analisi dei dati provenienti dalle strutture periferiche, relative a situazioni di criticità verificatesi all’interno degli Istituti Penitenziari, il tutto attraverso l’uso di tre applicativi informatici: “Eventi Critici”, “Sistema Informativo Direzionale” e “Sistema Informativo Centrale”.

Nel periodo in esame, sono state raccolte, elaborate e verificate circa 40.103 notizie riguardanti gli eventi inseriti; di queste circa 2.614 riguardavano aggressioni tra detenuti, 56 suicidi, 1.252 tentati suicidi, 90 decessi per cause naturali e 6.983 gesti di autolesionismo.

Le attività ispettive delegate dal Capo del Dipartimento svolte a partire da gennaio 2012 sono state 23, cinque delle quali di tipo ordinario e quindi finalizzate alla verifica del corretto funzionamento di tutte le aree dell’istituto. Le altre attività ispettive sono state, invece, finalizzate alla verifica ed al controllo di particolari problematiche segnalate nei riguardi di un istituto penitenziario, alla verifica dell’avvenuta risoluzione di criticità riscontrate nel corso di precedenti visite ispettive o di tipo straordinario, quindi scaturite da eventi particolari in merito ai quali si è ritenuta necessaria l’effettuazione di accertamenti approfonditi. Nel corso dell’anno si è inoltre proceduto, su incarico del Sig.Ministro della Giustizia, all’ispezione dell’Istituto per Minori “Cesare Beccaria” di Milano.

Per quanto attiene il Nucleo Investigativo Centrale, istituito allo scopo di svolgere attività di indagine, in dipendenza funzionale dall’A.G., per reati commessi in ambito penitenziario o ad esso connessi, nel corso del 2012 è stato impegnato in un’intensa attività; in particolare, n. 180 sono le deleghe d’indagine conferite nel 2012, n. 88 quelle conferite nel 2011 e ancora attive nel 2012 (reati ordinari, camorra, terrorismo interno, terrorismo internazionale).

Tra i procedimenti penali di maggiore complessità, quelli trattati dal Settore Camorra del Nucleo Investigativo, attualmente 53 deleghe risultano conferite dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

La Sezione III dell’Ufficio, denominata “Analisi e Monitoraggi”, ha proseguito la propria attività conoscitiva del fenomeno del terrorismo internazionale, in particolare di matrice islamica e dei fenomeni ad esso collegati quali il proselitismo e la radicalizzazione in carcere.

I risultati dei monitoraggi sono stati partecipati alle riunioni settimanali del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo istituito presso il Ministero dell’Interno.

Infine, la Sezione ha in corso sette attività di indagini delegate da diverse Direzioni Distrettuali Antimafia, tra cui Milano e Catanzaro, nonché attività di iniziativa sulla base delle segnalazioni pervenute dagli Istituti di pena, inerenti la materia trattata.


GRUPPO OPERATIVO MOBILE
Il Gruppo Operativo Mobile, allo stato, ha alle dipendenze funzionale n. 597 unità. Il personale di polizia penitenziaria di questo Gruppo attualmente effettua la custodia e la vigilanza di detenuti sottoposti al regime speciale di cui all’art. 41-bis O.P. e/o collaboratori della giustizia allocati in 12 Reparti annessi agli Istituti penitenziari distribuiti sull’intero territorio nazionale. All’interno di detti reparti sono istituite n. 22 “Aree Riservate” dove sono ristretti n. 48 detenuti che necessitano di un monitoraggio costante ed attento da parte del personale; di queste, n. 3 sono destinate ad ospitare detenuti collaboratori della giustizia. In data 23.01.2012, è stato attivato il Reparto Operativo Mobile annesso agli Istituti Penitenziari di Parma. Nel corso dell’anno, rispettivamente in data 18 e 21.05.2012, con decreto emesso dal Capo del Dipartimento, è stata disposta la chiusura dei Reparti Operativi annessi agli istituti penitenziari di Reggio Emilia – O.P.G. e Firenze “Sollicciano”. Il Gruppo nel corso dell’anno 2012 ha effettuato n. 40 traduzioni di detenuti 41-bis. Recentemente sono state effettuate due perquisizioni straordinarie all’interno delle sezioni 41-bis rispettivamente presso l’Istituto dell’Aquila e di Ascoli Piceno. Al dicembre 2012, il numero dei detenuti sottoposti al regime di cui all’art. 41-bis co. 2 O.P., gestiti dal G.O.M è pari a 697, di cui n. 4 donne ristrette presso apposita sezione annessa alla Casa Circondariale di L’Aquila. Per quanto concerne i detenuti affidati al Gruppo, allo stato 700 compresi i 3 detenuti collaboratori di giustizia che risultano così suddivisi: mafia “Cosa Nostra” (232), Camorra (278), ‘Ndrangheta (123), Altre Mafie (38), Sacra Corona Unita (21), Organizzazione Terroristica B.R. (3), mafia “Stidda” (5). I detenuti sottoposti al regime differenziato di cui all’art. 41-bis co. 2 O.P. cui è stato disapplicato l’anzidetto regime da parte del Tribunale di Sorveglianza di Roma sono 14, mentre i ristretti appartenenti al medesimo circuito rimessi in libertà sono stati 22. Inoltre, dal mese di settembre u.s. il Gruppo è presente nella regione Calabria con un’aliquota di personale appartenente ai diversi ruoli e qualifiche per effettuare, unitamente al personale del locale N.T.P., le attività di traduzione per motivi di giustizia dei detenuti ristretti negli Istituti di Palmi e Reggio Calabria. Infine il Gruppo, in collaborazione col personale in servizio presso l’U.C.S.T., nel mese di luglio u.s. ha partecipato alle traduzioni aeree e via terra di detenuti per lo sfollamento di alcuni istituti della Calabria.

Attività Formative
Anche nell’anno 2012 sono stati organizzati i corsi di aggiornamento riservati a tutto il personale alle dipendenze funzionali del Gruppo, continuando un progetto iniziato nell’anno 2011. I suddetti corsi, svolti presso la Scuola di Formazione ed Aggiornamento di Roma “G. Falcone”, sono stati articolati in nove edizioni della durata complessiva di 72 (settantadue) ore ciascuno, aggiornando complessivamente n. 236 unità di personale. Inoltre, sono state effettuate le esercitazioni di tiro a fuoco finalizzate a mantenere il livello di addestramento raggiunto nei corsi di formazione.


UFFICIO STUDI, RICERCHE, LEGISLAZIONE E RAPPORTI INTERNAZIONALI

Attività di Studio, Ricerca e Documentazione
Nel corso del 2012 l’Ufficio ha continuato a svolgere i compiti istituzionali attinenti al settore dell’attività progettuale, degli studi e della ricerca. Tra le iniziative svolte o ancora in corso si segnalano, in particolare, le seguenti: aggiornamento della raccolta “Fonti normative per l’Amministrazione Penitenziaria”, consultabile on-line sul sito della Rassegna penitenziaria e criminologica; esame e realizzazione di progetti e proposte di ricerca nel settore penitenziario; coordinamento e supporto in ambito nazionale e internazionale, anche con la partecipazione a gruppi di lavoro in collaborazione con altri Uffici del DAP, istituzioni pubbliche e private interessate. E’ proseguita l’attività di redazione e sviluppo della Rivista “Rassegna penitenziaria e criminologica”, nella sua composizione di cui al D.M. 2 dicembre 2008. E’ stato aggiornato il sito web della Rassegna penitenziaria e criminologica che consente la consultazione on-line di tutti gli articoli pubblicati negli anni sulla rivista, nonché di numerose altre pubblicazioni dell’Ufficio Studi. È stata svolta attività di consulenza in occasione della Conferenza Capi Amministrazioni Penitenziarie dei Paesi Membri (CDAP 2012) Roma 22-24 nov. 2012.

Attività Consultiva e Normativa
Anche nel corso del 2012 è proseguita l’ attività consultiva e normativa, consistente nella formulazione di pareri, osservazioni ed elementi di risposta in ordine a:

  • quesiti, proposte e disegni di legge, normativa regionale, interrogazioni parlamentari;
  • regolamenti interni degli istituti penitenziari;
  • proposte normative e relativi schemi di provvedimenti;
  • questionari provenienti da amministrazioni penitenziarie straniere.

Rapporti Internazionali
Il DAP cura i rapporti internazionali dedicati alla materia penitenziaria. In questo ambito ha agito attraverso l’organizzazione di visite in Italia di delegazioni straniere volte a conoscere il sistema penitenziario italiano (nel corso dell’anno 2012 sono state ricevute n. 16 visite), nonché la partecipazione di rappresentanti dell’Amministrazione ad eventi internazionali all’estero (n. 22 partecipazioni). Ha coordinato inoltre le attività connesse alla partecipazione di un contingente di Polizia Penitenziaria alla missione integrata dell’Unione Europea denominata EULEX-Kosovo. Ha curato lo svolgimento della visita periodica in Italia del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT), svoltasi dal 12 al 27 maggio 2012. Ha coordinato l’organizzazione, in collaborazione con il Consiglio d’Europa, della 17ª Conferenza dei Direttori delle Amministrazioni Penitenziarie (CDAP) con la partecipazione dei Direttori dei Servizi di Probation, svoltasi a Roma nei giorni dal 22 al 24 novembre 2012. Conferenza che ha riunito, oltre ai rappresentanti dei 47 Stati Membri del Consiglio d’Europa, alcuni rappresentati di Paesi del Bacino del Mediterraneo (Giordania, Israele, Libano) e numerosi esperti del Comitato Europeo per i Problemi Criminali (CDPC) e di altri sottocomitati del Consiglio d’Europa, per una presenza complessiva, nelle tre giornate di lavoro, di oltre 200 partecipanti.


UFFICIO DEL CONTENZIOSO
L’Ufficio del Contenzioso si articola in sei sezioni operative.
Con particolare riferimento all’attività svolta, nel corso dell’anno, si riportano i dati relativi alle Sezioni.

Sezione I: Istruisce e cura i ricorsi giurisdizionali intentati dal personale di ruolo della carriera dirigenziale, dal personale appartenente al comparto “ministeri” e personale non di ruolo, nonché i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica presentati da tutto il personale dell’Amministrazione. Nel corso dell’anno sono pervenuti n. 249 ricorsi, di cui n. 49 promossi innanzi al T.A.R., n. 131 innanzi al Giudice Ordinario, n. 49 ricorsi straordinari al Capo dello Stato e n. 20 presentati dal personale non di ruolo dal mese di settembre, a seguito del trasferimento di competenze un materia, dalla Direzione Generale del Personale all’Ufficio del Contenzioso.

Sezione II: Istruisce e cura i ricorsi inerenti alla materia degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture (n. 159); i ricorsi relativi all’attività contrattuale dell’Amministrazione; i ricorsi e le questioni inerenti al patrimonio immobiliare dell’Amministrazione; i ricorsi in opposizione ai decreti ingiuntivi; le procedure per il recupero del danno erariale su segnalazione della Corte dei Conti (n. 66).

Sezione III: Istruisce e cura la trattazione dei ricorsi intentati da detenuti ed ex detenuti in materia di lavoro penitenziario e dal luglio 2010 anche la trattazione dei ricorsi in tema di risarcimento danni. Nel corso dell’anno, in materia di lavoro penitenziario, risultano pervenuti circa 80 ricorsi relativi a vertenze in tema di richiesta dell’adeguamento delle mercedi, del pagamento della 13^ mensilità, TFR, ferie ed altre rivendicazioni economiche. In tema di risarcimento del danno risultano pervenuti circa 65 ricorsi oltre ad un considerevole numero di richieste extra-giudiziali varie.

Sezione V: Istruisce e cura i ricorsi giurisdizionali in primo e secondo grado, proposti dal personale del Corpo di Polizia Penitenziaria e del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia. I ricorsi di maggior rilievo che hanno interessato la Sezione nel corso dell’anno sono: i trasferimenti di cui all’art. 33, comma 5, legge 104/92; le assegnazioni temporanee ex art. 42-bis del D.lgs. n. 151/2001; il trattamento retributivo spettante agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che hanno prestato servizio nella giornata destinata al riposo settimanale o nel giorno festivo infrasettimanale.

Sezione VI, denominata “Spese per liti ed arbitraggi, gestione capitolo 1685” è stata istituita dall’art. 3 del P.C.D. 10 ottobre 2012 e regolamentata con successivo ordine di servizio. La Sezione si occupa della liquidazione delle spese legali relative a liti e arbitraggi, gravanti sul capitolo 1685. Ad oggi risultano in carico alla Sezione n. 1046 fascicoli.


UFFICIO PER LA VIGILANZA SULLA SICUREZZA PER L’AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA
All’Ufficio è demandato il compito di garantire i servizi di tutela per coloro che, sulla base di autonoma decisione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, sono destinatari di livelli di protezione.
L’Ufficio dispone di una sede presso il Polo di Rebibbia nonché di un Reparto presso il Ministero della Giustizia. In queste sedi viene organizzata l’attività del personale e pianificato l’impiego dei mezzi necessari ad espletare i compiti demandati.
All’Ufficio sono, altresì, demandati compiti di vigilanza presso le seguenti sedi:

  • Polo Logistico Rebibbia;
  • Aula Bunker Rebibbia;
  • Ministero della Giustizia;
  • Direzione Nazionale Antimafia;
  • Direzione Generale Sistemi Informatici Automatizzati;
  • Casellario Giudiziale;
  • Revisori Contabili;
  • Posti fissi organizzati presso le abitazioni di alcune Autorità.

Per quanto concerne la formazione, in aggiunta al corso di deontologia professionale rivolto agli operatori scorte e tenuto da personale dell’Ufficio, è stato predisposto un programma addestrativo che verrà articolato nel corso dell’anno 2013 ed avente come obiettivo tecnico il perfezionamento della preparazione del personale per quanto concerne l’uso delle armi.
Per quanto concerne, invece, il personale espressamente impegnato nei servizi di scorta e tutela, è stato predisposto un progetto che prevede l’esecuzione di un programma multidisciplinare di esercizi su materie specifiche quali: la guida in sicurezza, le tecniche di tiro a fuoco e le tecniche di movimentazione della scorta.


CASSA DELLE AMMENDE
La Cassa delle Ammende è un ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico istituito presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
La Cassa cura la riscossione sul conto depositi dei versamenti effettuati a titolo provvisorio e cauzionale provvedendo alla restituzione agli aventi diritto a seguito dell’emissione di ordinanze.
Il conto patrimonio è composto dai proventi delle manifatture carcerarie, dalle sanzioni pecuniarie, dalle sanzioni per il rigetto del ricorso per cassazione, dalle sanzioni per l’inammissibilità della richiesta di revisione e da altre sanzioni connesse al processo.
I fondi patrimoniali della Cassa sono erogati per finanziare programmi di reinserimento in favore di detenuti ed internati, programmi di assistenza ai medesimi ed alle loro famiglie e progetti di edilizia penitenziaria finalizzati al miglioramento delle condizioni carcerarie.
Nel corso dell’anno 2012 il Consiglio di amministrazione della Cassa ha approvato:

  • Linee guida per la utilizzazione dei fondi della Cassa delle Ammende (lettera circolare GDAP 422516 del 27.11.2012);
  • Il Regolamento dei beni inventariali della Cassa delle Ammende del 23.03.2012.

I progetti pervenuti alla Cassa delle Ammende nell’anno 2012 sono stati 96, di cui 89 provenienti da soggetti pubblici e 7 da soggetti privati.
Sempre nell’anno 2012 sono stati valutati dal Consiglio di amministrazione 113 progetti, di cui 65 ammessi al finanziamento.
In attuazione sono stati emessi mandati di pagamento per un totale di euro 18.199.292,61.
E’ in itinere l’istruttoria per l’esame di 92 progetti.


UFFICIO PER I RAPPORTI CON LE REGIONI GLI ENTI LOCALI ED IL TERZO SETTORE
L’ufficio Rapporti con le Regioni, caratterizzato da una forte trasversalità, è deputato a svolgere attività di promozione e coordinamento delle iniziative di carattere generale, in favore di soggetti in esecuzione penale, che vedono coinvolti come “partner” dell’Amministrazione penitenziaria le Regioni, gli Enti Locali ed il Terzo Settore. Una delle espressioni più complete di questa metodologia è rappresentata dalla sottoscrizione di atti di impegno quali protocolli d’intesa, convenzioni ed accordi in genere. In data 13 settembre 2012 è stato rinnovato il Protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia, la Regione Autonoma Trentino Alto Adige e la Provincia Autonoma di Trento sulla scorta della bozza predisposta dall’Ufficio nel corso di una proficua collaborazione con gli enti interessati. L’intesa è precipuamente finalizzata al reinserimento sociale dei soggetti detenuti o in esecuzione penale esterna, dei minori entrati nel circuito penale e per l’attuazione di percorsi di mediazione e ricomposizione dei conflitti.
Nel corso del 2012, l’Ufficio ha proseguito nell’attività di monitoraggio dell’attuazione della Legge 328/00 in ambito penitenziario e delle “Linee guida in materia di inclusione sociale a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria” con lo scopo di verificare quali effetti concreti di politiche pubbliche e forme di coordinamento si siano prodotte.
E’ inoltre continuata l’elaborazione e la pubblicazione del Notiziario quadrimestrale “Pena e Territorio” che rappresenta uno strumento di diffusione della iniziative attivate congiuntamente con gli organismi esterni anche nel settore minorile e si propone pertanto di contribuire a sviluppare l’applicazione estesa delle c.d. “buone prassi”.
Nel corso del 2012 l’Ufficio ha partecipato al gruppo di lavoro istituito per l’individuazione delle caratteristiche tipologiche della strutture denominate “case famiglia protette” di cui alla legge n. 62/2011.
Per il superamento delle problematiche derivanti dalla carenza di fondi destinati alla tipografia di Ivrea (ove sono impiegati detenuti lavoranti) si stanno valutando soluzioni alternative, tra le quali anche la pubblicazione on-line del Notiziario Pena e Territorio.
Inoltre si sta esaminando la possibilità di programmare la raccolta delle informazioni sulle attività del territorio e la loro diffusione attraverso le pagine di www.giustizia.it.
Per quanto concerne l’organizzazione ed al fine di migliorare i servizi, si sta inoltre provvedendo ad informatizzare l’archivio.


UFFICIO STAMPA E RELAZIONI ESTERNE
Il rapporto con gli organi di stampa e le attività di comunicazione e promozione delle iniziative dipartimentali rivestono un ruolo di primaria importanza nelle attività istituzionali del DAP, tese a fornire in primo luogo i provvedimenti autorizzativi per l’ingresso degli organi di stampa all’interno degli istituti penitenziari, al fine di assicurare una corretta e trasparente informazione sulle condizioni detentive. L’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne del DAP assicura pertanto una puntuale e specifica attenzione nel fornire consulenza e informazione agli organi di stampa, anche attraverso la pubblicazione costante di rapporti statistici, documenti e atti istituzionali, protocolli di intesa e circolari interne sul sito istituzionale, mediante la pubblicazione dell’house organ “Le due Città” e le newsletter DAP.
Nel corso del 2012 l’Ufficio Stampa e relazioni Esterne ha autorizzato circa 1.300 ingressi di giornalisti e rappresentanti dei media, che hanno realizzato speciali, interviste, reportage fotografici, documentari, produzioni cinematografiche e televisive. In particolare, l’Ufficio ha fornito consulenza e i necessari provvedimenti autorizzativi per lo speciale prodotto da RAI Cinema “Fratelli e sorelle, vincitore del premio Ilaria Alpi e il docu-film “Il Gemello” del regista Vincenzo Marra, interamente girato nel carcere di Napoli Secondigliano, selezionato al Festival del Cinema di Venezia, per le due puntate trasmesse da RAI TRE dal teatro della casa circondariale di Roma Rebibbia, per gli speciali del programma TG7 del TG1.
La rivista istituzionale Le due Città e gli altri mezzi curati dall’Ufficio Stampa, come i siti web, i social network e la newsletter del DAP (34 numeri realizzati nel corso del 2012, inviata a circa 10.000 iscritti), svolgono un’azione di comunicazione integrata che consente di assicurare la più ampia diffusione dell’informazione istituzionale.
Progetti specifici di promozione delle attività istituzionali sono stati incentrati sugli approfondimenti del lavoro in carcere, promuovendo presso gli organi di informazione la pubblicazione di articoli specifici dedicati al lavoro delle cooperative sociali che operano a favore dei detenuti, ha promosso e curato l’evento “Mercatino di Natale al Museo Criminologico” con un ottimo risultato sul piano della comunicazione sia rispetto agli organi di stampa che dei numerosi cittadini che hanno visitato la struttura e hanno acquistato i prodotti messi in vendita. Sul versante della comunicazione culturale l’Ufficio ha promosso gli “Eventi al Mu.cri”, iniziative pubbliche dedicate al tema della scrittura e della filosofia in carcere e al tema del rapporto tra carcere e media. Organizzati all’interno del Museo Criminologico di Roma, rientrano nel progetto di diffondere il patrimonio storico dell’Amministrazione Penitenziaria attraverso iniziative che coinvolgono un ampio pubblico di non addetti ai lavori su argomenti di specifica attualità con linguaggi e modalità differenti. Per quanto riguarda la comunicazione delle attività del Corpo di Polizia Penitenziaria l’Ufficio ha promosso e coordinato la partecipazione ad eventi locali e nazionali quali il Salone della Giustizia, la cura del sito web, la realizzazione del calendario 2013.


UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
Ha elaborato i dati sindacali per l’individuazione della maggiore rappresentatività delle Organizzazioni Sindacali a livello Nazionale dei diversi comparti (Sicurezza – Ministeri – Dirigenza e Dirigenza Area I).
Ha predisposto, nel rispetto delle norme contrattuali vigenti, la ripartizione dei permessi sindacali in favore delle OO.SS. aventi titolo per il Comparto Ministeri e Sicurezza.
Ha provveduto alla corretta gestione del sistema informatico PERLA-PA inerente le informazioni del personale dipendente dall’Amministrazione Penitenziaria, appartenente ai diversi comparti, relativamente alla fruizione di distacchi, permessi cumulati, aspettative e permessi di natura sindacale o per funzioni pubbliche elettive.
Ha assicurato gli adempimenti richiesti dall’ARAN e dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
Ha elaborato, sulla scorta delle notizie ed indicazioni delle competenti articolazioni centrali e periferiche, le note di risposta delle OO.SS. su varie tematiche.
Ha fornito, nell’ambito delle proprie competenze, contributi e supporto alle articolazioni periferiche sui ricorsi proposti dalle OO.SS. e su problematiche di natura sindacale.
Ha predisposto gli atti per il contenzioso di natura sindacale che ha coinvolto l’Amministrazione Centrale.
Ha partecipato ai tavoli tecnici presso il Dipartimento della Funzione Pubblica unitamente alle altre Amministrazioni del Comparto Sicurezza.
Ha partecipato ai tavoli tecnici con la altre Amministrazioni del Comparto Sicurezza per l’esame e la predisposizione di omogenee indicazioni in ordine alla corresponsione al personale avente diritto degli emolumenti previsti dal DPCM 27 ottobre 2011 (cc.dd. assegni una tantum).
Ha partecipato ai lavori per il riesame degli assetti ordinamentali del Personale delle Forze di Polizia.
Ha partecipato ai lavori finalizzati alla predisposizione dello schema di regolamento per l’armonizzazione pensionistica del personale del Comparto Sicurezza e Difesa e del Comparto dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Pubblico.
Ha provveduto alle attività propedeutiche e programmato gli incontri con le OO.SS. finalizzati alla sottoscrizione dell’Accordo per la ripartizione del Fondo per l’incentivazione dei servizi istituzionali anno 2012.
Ha curato le attività riguardanti gli incontri con le OO.SS. dei diversi comparti di contrattazione collettiva su tutte le materie di interesse del personale, redigendo i relativi verbali.
Ha predisposto appunti e note informative per i vertici dell’Amministrazione e per il Capo di Gabinetto.


V.I.S.A.G.

L’Ufficio nel 2012 ha realizzato le seguenti iniziative: coordinamento delle attività svolte dai Nuclei territoriali Visag con particolare cura per quelle su delega dell'Autorità Giudiziaria; cura dei rapporti con l'Autorità Giudiziaria al fine di assicurare unità di indirizzo delle attività di polizia giudiziaria demandate per legge ai Nuclei Visag; costante interlocuzione con altri organi istituzionali, quali le AA.SS.LL., l'Ispettorato del Lavoro, l'I.N.A.I.L., l'I.S.P.E.S.E.L., in ordine alle problematiche emergenti dall'applicazione dei DD.lgs. 81/08 e 758/94; acquisizione degli elementi di conoscenza e di monitoraggio in ordine allo stato di applicazione della normativa de qua anche al fine di predisporre utili misure per la prevenzione e per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di igiene e sicurezza; attività di impulso alla formazione del personale operante presso i Nuclei Visag nonché del personale amministrativo-tecnico e di polizia dell'Amministrazione. Formulazione di elementi di risposta relativi ad interrogazioni/interpellanze parlamentari in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro; formulazione di pareri su quesiti posti dalle articolazioni centrali e periferiche dell’Amministrazione.

Esposizione di progetti già avviati da questo Servizio: definizione dell’iter procedurale del Decreto Interministeriale previsto dell’art. 3 comma 2 del Decreto 81/08. A tal proposito, si fa presente che nel corso del 2012 è stato acquisito il concerto dei Ministeri della Salute, Lavoro e Funzione Pubblica che hanno riconosciuto l’adottabilità dello Testo regolamentare.

Progetti di particolare interesse: progetto di costituzione gruppo di lavoro per la definizione dei criteri per la valutazione del rischio stress da lavoro - correlato nei luoghi di lavoro delle strutture penitenziarie e giudiziarie, come novellato dall’art. 28, comma 1 del D.lgs 9/4/2008, n. 81.


UFFICIO PER LO SVILUPPO E LA GESTIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO
Il Sistema Informativo Automatizzato dell’Amministrazione Penitenziaria è strutturato funzionalmente ed organizzativamente a fornire i supporti operativi e conoscitivi sia alle funzioni istituzionali ad essa affidate in tema di esecuzione penale: esecuzione delle sentenze di condanna, delle misure cautelari in carcere, delle misure di sicurezza, delle misure alternative alla detenzione, sia all’attività di gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali in dotazione all’Amministrazione (auto-amministrazione) al fine di modificare e semplificare i processi di lavoro degli Uffici e di migliorare l’efficienza ed il funzionamento interno.
Le competenze dell’Ufficio sono: assicurare i servizi informatici garantendo il funzionamento dei sistemi di elaborazione e di comunicazione; sviluppare e manutenere le applicazioni informatiche; curare i progetti di sviluppo di nuove applicazioni; provvedere alla raccolta, alla elaborazione ed alla distribuzione dei dati a fini informativi, statistici o di supporto decisionale. Il sistema, infatti: assicura, attraverso il sistema SIAP/AFIS, la completa automazione di tutte le attività di competenza degli istituti e servizi penitenziari, finalizzate alla esecuzione della pena; gestisce la Banca Dati dei soggetti privati della libertà personale (c.d. Anagrafe Penitenziaria), alimentata automaticamente dalle procedure a disposizione degli istituti e servizi territoriali, le cui informazioni consentono l’erogazione di un servizio informativo on-line al quale accedono oltre 100.000 utenti registrati (istituti e servizi penitenziari; uffici giudiziari; tutte le Forze di Polizia); fornisce i supporti necessari alla attività di auto-amministrazione (gestione del personale, gestione amministrativo-contabile e dei beni strumentali e patrimoniali); dispone di un sistema direzionale di supporto alle decisioni, che permette di ottenere dati aggregati e statistici in tempo reale.

Attività e progetti avviati nel corso dell’anno
Nell’ambito del piano di evoluzione globale intrapreso dall’Amministrazione penitenziaria negli anni scorsi, gli interventi posti in essere dall’Ufficio hanno riguardato: la gestione ordinaria e l’evoluzione tecnologica del sistema in esercizio; lo sviluppo di nuove applicazioni e nuovi servizi.

  1. Gli interventi relativi alla gestione ordinaria hanno riguardato essenzialmente la locazione, ovvero la manutenzione del software di base e dell’hardware, nonché la conduzione funzionale dei sistemi.
  2. Gli interventi per l’evoluzione ed il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica afferiscono all’esigenza di incrementare le risorse di elaborazione e di archiviazione da perseguire soprattutto attraverso progetti di virtualizzazione ed acquisizione di nuovi sistemi.
  3. Gli interventi per lo sviluppo di nuove applicazioni si sostanziano nella messa a punto di un piano di intervento che prevede la riscrittura su piattaforme standard (linux in qualità di sistema operativo e java in qualità di piattaforma di sviluppo) di tutte le principali applicazioni in uso presso l’Amministrazione penitenziaria.

Nell’anno 2012 sono stati portati a termine o sono in fase di completamento alcuni importanti progetti primo tra tutti quello relativo all’aggiornamento dei sistemi SPAID in uso negli Uffici Matricola degli istituti penitenziari, dispositivi collegati alla Banca dati della Polizia Scientifica per l’identificazione certa del soggetto detenuto attraverso il confronto delle impronte digitali. Un secondo progetto molto importante è quello dell’automazione delle attività di Segreteria curato peraltro direttamente dai tecnici del Centro di calcolo dell’Amministrazione penitenziaria.

 

DIREZIONE GENERALE DEL PERSONALE E DELLA FORMAZIONE

La Direzione generale del Personale e della Formazione presiede alla gestione del personale dipendente dell’Amministrazione Penitenziaria con differente status giuridico ed afferente a diversi comparti contrattuali. Nell’ambito di dette aree di competenza, la Direzione generale ha compiti di analisi, studio, programmazione, direzione, gestione e controllo. Per il suo funzionamento la Direzione generale è organizzata in quattro Uffici e altrettanti Servizi relativi a materie delegate.

Ufficio Primo – dell’organizzazione e delle relazioni
L’ufficio svolge attività di coordinamento dei servizi generali e comuni, inclusa la gestione del personale assegnato alla Direzione generale; elabora relazioni e proposte sulle attività della Direzione generale; fornisce supporto al Direttore generale nella programmazione delle attività e verifica degli obiettivi, nonché di assistenza tecnico-istruttoria nelle attività di diretto interesse del Direttore generale.

Servizio Bilancio e Contabilità
Le questioni trattate investono prevalentemente affari interni all’Amministrazione, in ragione delle attività istituzionali affidate alla competenza del Servizio, tra i quali, sinteticamente, si riportano:

  1. trattamento economico fondamentale ed accessorio del personale (Stima, analisi, programmazione e assegnazione delle risorse di bilancio attribuite alla Direzione generale);
  2. contenzioso del personale di ruolo e non di ruolo.

Servizio dei Concorsi
In ordine alle procedure concorsuali interne ed esterne si è provveduto come segue.

  1. Concorsi pubblici per il Corpo di polizia penitenziaria.
    1. Ruolo direttivo ordinario
      E’ stato avviato un corso di formazione per i vice commissari in prova del ruolo direttivo ordinario del Corpo di polizia penitenziaria, al quale sono stati convocati n. 127 candidati. La predetta attività formativa, a cui si sono presentati 125 unità, è tutt’ora in corso e si concluderà nel mese di marzo 2013.
      Nel maggio 2012 si è conclusa la procedura concorsuale relativa al concorso pubblico per il conferimento di un posto di vice maestro direttore della Banda musicale del Corpo.
    2. Ruoli non direttivi
      Nell’anno di riferimento sono proseguite le sessioni delle prove orali del concorso pubblico per 271 posti (260 uomini e 11 donne) di allievo vice ispettore del ruolo degli ispettori del Corpo.
      Si sono concluse le procedure concorsuali di allievo agente del Corpo di pol. pen. che hanno consentito il reclutamento di 1.534 unità di personale (1.297 uomini e 237 donne), oltre a n. 7 unità maschili riservate al Gruppo Sportivo “A.S. Astrea Calcio.
      Nell’anno di riferimento, inoltre, sono state espletate le procedure concorsuali riservate ai volontari in ferma prefissata di un anno, ovvero in rafferma annuale, per l’arruolamento di complessivi 455 allievi agenti (375 del ruolo maschile e 80 del ruolo femminile).
  2. Sono state espletate tutte le procedure concorsuali interne per il Corpo di polizia penitenziaria, compresi gli scrutini di promozione, per merito assoluto e comparativo, alcune delle quali si concluderanno nell’anno 2013.
  3. Concorsi pubblici per il Comparto ministeri
    Con provvedimenti pubblicati nella G.U. – IV Serie Speciale – n. 30 del 16.04.2004 e n. 93 del 23.11.2004 è stata indetta una serie di procedure concorsuali. Molte di esse si sono concluse e una parte dei candidati vincitori, compatibilmente con il regime di limitazione delle assunzioni, è stato immesso nei vari profili dell’Amministrazione penitenziaria.
  4. Sono state espletate le procedure selettive interne di vari profili professionali per la progressione economica del personale del Comparto ministeri.

Missione per la gestione dei procedimenti previdenziali
Il segmento organizzativo si occupa delle seguenti attività: trattamento di quiescenza del personale di polizia penitenziaria; trattamento di quiescenza del personale amministrativo e tecnico; trattamento amministrativo sanitario del personale di polizia penitenziaria; trattamento amministrativo sanitario del personale amministrativo e tecnico.

Servizio disciplina del corpo di polizia penitenziaria
In relazione all’istruttoria dei procedimenti ed alla emissione dei provvedimenti relativi alle procedure disciplinari del personale e di provvedimenti di natura cautelare in pendenza di procedimento penale, nel corso dell’anno 2012, sono stati portati a conclusione a livello centrale e periferico i seguenti procedimenti:

Tabella emissione provvedimenti disciplinari e di natura cautelare
TIPO SANZIONE EROGATA Numero
DESTITUZIONI 26
SOSPENSIONI DAL SERVIZIO 39
DEPLORAZIONI 62
PENE PECUNIARIE 220
CENSURE 500
TOTALE 847

In relazione agli strumenti cautelari, allo stato, risultano sospesi cautelarmente 71 dipendenti appartenenti al Corpo.

Ufficio Secondo - trattamento giuridico dei dirigenti e del personale amministrativo e tecnico di ruolo e non di ruolo
L’ufficio istruisce i procedimenti ed emette i provvedimenti relativi alla gestione, stato giuridico e disciplina del personale appartenente alla carriera dirigenziale penitenziaria, dirigenziale contrattualizzata, del personale amministrativo contrattualizzato e del personale non di ruolo; cura la mobilità, le assegnazioni, gli incarichi, il trattamento giuridico, lo stato matricolare, la valutazione del personale, la risoluzione e la ricostituzione del rapporto di lavoro.
In particolare, nell’anno di riferimento, è stata curata l’attivazione del Sistema informativo per il personale dirigenziale, amministrativo e tecnico del Comparto ministeri denominato SGP2 in collaborazione con l’Ufficio per la gestione del sistema informatico del Dipartimento.

Ufficio Terzo - personale del corpo di polizia penitenziaria
L’ufficio gestisce il trattamento giuridico relativo al personale appartenente al Corpo ed agli ufficiali del ruolo ad esaurimento del disciolto Corpo degli agenti di custodia in relazione alle seguenti attività: assegnazioni, mobilità, matricola, trattamento giuridico per gli aspetti non già attribuiti ad altri uffici, avanzamento degli ufficiali del ruolo ad esaurimento del disciolto Corpo degli agenti di custodia, scrutini di promozione nonché i rapporti informativi del personale del Corpo appartenente ai ruoli direttivi; formulazione dei pareri in materia di proposte di onorificenze, ricompense e riconoscimenti e attività inerenti le specializzazioni del Corpo.
Nell’anno 2012 è stato elaborato ed approvato il nuovo modello di gestione della mobilità a domanda del personale appartenente a tutti i ruoli, esclusi i ruoli direttivi, del Corpo (P.C.D. 5 novembre 2012) che cura la gestione informatizzata dei procedimenti in attuazione delle linee guida dell’azione amministrativa. L’annuale procedura di interpello, infatti, si svolge su circa 11.000 domande di appartenenti al Corpo ed appare evidente il contenimento dei costi che, a regime, potranno essere conseguiti.
Analogamente, per le assegnazioni degli allievi, è stata definitivamente proceduralizzata l’assegnazione in “teleconferenza” in luogo della riunione dei neo agenti presso un'unica struttura, con evidente contenimento dei costi di missione e di giornate lavorative. Infatti, la nuova procedura consente di assegnare circa 12 agenti in un’ora, garantendo, nel contempo, la trasparenza dell’assegnazione sulla base dello scorrimento delle graduatorie.
Si occupa inoltre della gestione del Servizio Centrale Cinofili e del Servizio a Cavallo.

Ufficio Quarto - della Formazione
Gestisce la programmazione, la realizzazione e l’analisi dell’attività formativa iniziale, a carattere obbligatorio, e successiva del personale dell’Amministrazione penitenziaria, salve le competenze dell’Istituto Superiore; è ordinatore primario di spesa dei fondi destinati alle Scuole ed ai Provveditorati regionali dell’Amministrazione. Dirige e coordina l’organizzazione amministrativo-logistica delle Scuole di formazione.

Corsi a livello centrale e periferico
I corsi svolti a livello centrale nell’anno 2012, di seguito elencati, sono stati prevalentemente a carattere obbligatorio, ovvero derivanti da inderogabili esigenze formative e di aggiornamento specialistico, in ragione delle ridotte risorse finanziarie: dal 164° al 166° corso per agenti di polizia penitenziaria (756 unità); conseguimento della patente di servizio categoria “D” (149 unità); aggiornamento per il personale addetto alle traduzioni dei detenuti sottoposti all’art. 41-bis dell’ordinamento penitenziario (68 unità); aggiornamento per il Gruppo Operativo Mobile rivolto al ruolo degli agenti ed assistenti (233 unità); formazione per conduttori di cane antidroga (21 unità); aggiornamento per istruttori di tiro (26 unità); si sono tenuti percorsi in materia di benessere organizzativo, di sicurezza nei luoghi di lavoro, di esercitazioni di tiro a fuoco, di piani di difesa e di emergenza negli istituti penitenziari.

Progetti di particolare interesse
Corso aggiornamento sul terrorismo internazionale e sul traffico internazionale di droga per complessive 520 unità. 

 

DIREZIONE GENERALE DEI DETENUTI E DEL TRATTAMENTO

La Direzione Generale, nell’adempimento dei compiti previsti dalla vigente normativa e del preminente dettato costituzionale, cura sia la gestione della popolazione detenuta sia le attività di controllo, coordinamento e supporto alle strutture periferiche.

Alla data del 16 dicembre scorso le persone recluse erano 68.204 (di cui circa 24.000 stranieri) a fronte di una capienza regolamentare di 47.040 posti e di una c.d. di necessità di 71.356. L’Amministrazione centrale, in collaborazione con i Provveditorati, segue costantemente la situazione intervenendo con opportuni trasferimenti nelle situazioni più critiche.

Nella piena consapevolezza della complessità ed urgenza delle tematiche da affrontare - urgenza determinata anche dalla censura proveniente dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo nella nota sentenza Torreggiani - ed in considerazione, altresì, della durata limitata del mandato di Governo, l’azione si è sviluppata contemporaneamente su vari fronti:

  • quello delle strutture carcerarie;
  • quello strutturale (finalizzato cioè a dotare stabilmente il nostro ordinamento di istituti volti a favorire modalità di esecuzione della pena diverse dalla detenzione in carcere);
  • quello dell’introduzione di meccanismi di deflazione, in una prospettiva emergenziale.

Quanto alle strutture carcerarie, pur nella ristrettezza delle risorse disponibili, si sono realizzati interventi finanziati dal c.d. Piano Carceri e di natura “ordinaria” che permetteranno la consegna entro il 31 dicembre 2014 di 11.700 posti; già nel 2012 sono stati consegnati 3.178 nuovi posti, ai quali se ne aggiungeranno 2.382 entro giugno 2013.

Sul terreno strutturale-normativo, si colloca il Decreto c.d. Salva Carceri con cui si è inciso sul fenomeno delle ‘porte girevoli’ (il transito in carcere di soggetti per un breve lasso di tempo – 3/5 giorni) e si è esteso l’ambito di operatività dell’istituto dell’esecuzione della pena presso il domicilio, previsto dalla legge 199 del 2010 (innalzando da 12 a 18 mesi il limite di pena di riferimento).

Per effetto della prima misura si è registrata una importante diminuzione delle persone interessate dal fenomeno delle ‘porte girevoli’: si è passati dal 27% nel 2009 al 13 % al 31 ottobre 2012. Allo stesso modo, l’ampliamento della detenzione presso il domicilio ai sensi della legge n. 199 ha comportato un sensibile incremento dei detenuti beneficiari della misura (pari oggi a 8.647 detenuti di cui 2.393 stranieri).

L’effetto sarebbe stato ancora più positivo qualora avesse concluso il suo iter parlamentare il Disegno di legge recante “Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”, approvato dalla Camera in prima lettura il 4 dicembre 2012 (AC 5019-bis).

Per giungere a soluzioni più efficaci che abbiano riguardo alle cause del fenomeno, occorrerebbe incidere sulle dinamiche indotte dalla c.d. detenzione di flusso e dalla carcerazione – anche preventiva – per reati cd. bagatellari; proprio a tal fine si è provveduto ad istituire una Commissione di studio sulla depenalizzazione, con il compito di elaborare un testo che selezioni in modo attento le fattispecie da ricondurre alla giurisdizione penale.

Invece, in una prospettiva emergenziale, a partire dalla fine dello scorso anno l’Amministrazione ha adottato alcune misure organizzative atte ad attenuare le conseguenze immediatamente più negative per l’eccessiva concentrazione di reclusi attraverso l’individuazione di percorsi differenziati in cui siano attuati diversi regimi di vita intramuraria maggiormente premianti ed aperti per i detenuti che osservino condotte regolari ed aderenti alle istanze rieducative. Tale opportunità è stata concretamente resa operativa con l’emanazione della circolare n. 3594/6044 del 25 novembre 2011 e successivamente con la ministeriale del 30 maggio 2012 n. 206745.

Inoltre, nell’ottica di differenziare i regimi carcerari e di rendere la detenzione delle detenute madri adeguata alla loro situazione ed a quella dei figli minori, in attuazione della recente Legge n.62 del 21.4.2011 – che ha appunto introdotto gli Istituti a custodia attenuata per le detenute madri (c.d. ICAM) – in esito ai lavori di un gruppo di studio appositamente costituito, è stato inviato alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali, nel gennaio 2013, il decreto del Ministro della Giustizia che definisce le caratteristiche tipologiche delle citate strutture per il prescritto concerto.

Si impone altresì una riflessione sul dato complessivo delle persone in custodia cautelare che hanno raggiunto il 40% del totale soprattutto per quanto riguarda la problematica del c.d. “contagio criminale”. Oltre a ciò, proprio questi soggetti risultano destinati a subire i maggiori danni dall’esperienza carceraria anche sotto forma di disagio psichico e di disadattamento, nonché sotto forma di rischio suicidario o sanitario.

 

DIREZIONE GENERALE DELL’ESECUZIONE PENALE ESTERNA

Ai sensi del D.P.R. 6 marzo 2011, n. 55, svolge nell’ambito della sua mission istituzionale, attività di indirizzo dell’esecuzione penale esterna, di coordinamento degli Uffici di esecuzione penale esterna dei Provveditorati e degli Uffici locali, cura i rapporti con la Magistratura di Sorveglianza, con gli Enti Locali e gli altri enti pubblici, con gli enti privati, le organizzazioni del volontariato, del lavoro e delle imprese, finalizzati al trattamento dei soggetti in esecuzione penale esterna.

La Direzione Generale raccoglie ed elabora dati statistici relativi a misure alternative, misure di sicurezza e sanzioni sostitutive.

Tale Direzione si è occupata dell’elaborazione della relazione previsionale delle attività istituzionali, secondo la direttiva del Ministro della Giustizia per gli anni 2012-2014. In tale relazione è stato segnalato - quale priorità strategica per superare l’attuale situazione emergenziale di sovraffollamento della popolazione detenuta - il potenziamento del sistema dell’esecuzione penale esterna, in attuazione di quanto già stabilito a livello legislativo con la Legge 26 novembre 2010 n. 199 e con il successivo D. L. 22 dicembre 2011 n. 211 convertito con la Legge 17 febbraio 2012 n. 9, che ha ampliato il raggio applicativo della detenzione domiciliare. La Direzione Generale si è posta, quali obiettivi prioritari, l’incremento applicativo delle misure alternative alla detenzione attraverso la realizzazione di un’azione di sistema per favorire il reinserimento socio-lavorativo dei soggetti in esecuzione penale esterna. L’azione di sistema prevede la ricognizione delle buone prassi esistenti e la definizione di uno o più modelli organizzativi di governance, l’implementazione della metodologia della programmazione partecipata degli interventi di inclusione sociale, la comunicazione e diffusione delle buone prassi tra i diversi operatori professionali coinvolti sul territorio.

Nell’azione sono pienamente coinvolti i Provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria, le Regioni, gli Enti locali, il Terzo settore, il Volontariato e i rappresentati dell’imprenditoria locale, per favorire la programmazione partecipata degli interventi di reinserimento sociale.

Si segnala, inoltre, l’attività di sensibilizzazione svolta nella stipula a livello locale delle convenzioni con i Tribunali Ordinari e gli Enti Locali e/o Cooperative Sociali, nel numero di 884, per favorire l’esecuzione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità per un numero di 2190 utenti.

La Direzione Generale dell’esecuzione penale esterna, nell’ottica del miglioramento del servizio favorisce la multi professionalità negli interventi di servizio sociale attraverso due Progetti finanziati dalla Cassa Ammende: il Progetto Mare Aperto ed il Progetto Master. In particolare, il Progetto Mare Aperto è stato predisposto con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’attività di osservazione per i “liberi sospesi”, attraverso lo sviluppo del metodo multiprofessionale ed il potenziamento della presenza degli esperti psicologi negli U.E.P.E., e pervenire quindi ad una più approfondita valutazione del livello di rischio e di recidiva.

Attraverso il Progetto “Master”, si è inteso fornire un immediato supporto a quegli Uffici di esecuzione penale esterna che presentano difficoltà operative per maggiore carenza di personale della professionalità di servizio sociale e per l’alto carico di lavoro. Le finalità che attraverso tale Progetto si intendono perseguire sono le seguenti: rafforzare le capacità operative del sistema di esecuzione penale esterna, soprattutto in relazione ai nuovi compiti attribuiti agli U.E.P.E. dalla legge sulla detenzione domiciliare per le pene inferiori a 18 mesi; favorire, in una logica integrata fra servizi, la costruzione di interventi mirati a garantire una presa in carico globale dei bisogni espressi dagli utenti con particolare riferimento a quelli dell’autonomia e del reinserimento lavorativo.

Nell’ambito delle attività di ricerca comparata a livello internazionale, sin dal 2011 la Direzione Generale partecipa al partenariato per l’attuazione del Progetto - cofinanziato dalla Commissione Europea - denominato “Freedom Wings”, (Identification and dissemination of European best practices about the restorative justice and evaluation of the role and application of the mediation and the alternative measures in the EU member states) con l’Università degli Studi di Sassari. Tale Progetto mira all’identificazione, alla raccolta, alla promozione e alla diffusione di buone prassi a livello transnazionale in materia di programmi di giustizia ripartiva, di mediazione penale e di misure alternative alla detenzione.

 

DIREZIONE GENERALE DELLE RISORSE MATERIALI, DEI BENI E DEI SERVIZI

Ufficio contratti di lavori, forniture e servizi
Nel corso dell’anno 2012 sono intervenute significative modifiche normative, che sinteticamente si riportano: il Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 articolo 27, che ha sostanzialmente modificato il disposto di cui all’art. 2, comma 222 della Legge 191/2009; il decreto-legge 6 luglio 2012 n. 95 e della relativa legge di conversione n. 135 del 7 agosto 2012; le recenti disposizioni normative dettate in materia di spending review, in particolare il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 31 luglio 2012 in virtù del quale la gestione dei ruoli di spesa fissa relativi ai contratti di locazione passiva dalla Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro sono state trasferite alle singole Amministrazioni.

Premesso quanto precede, nel corso dell’esercizio finanziario 2012, sono state assolte le seguenti attività: gare a procedura ristretta, per la fornitura di uniformi. Sono state altresì indette gare: con procedura ristretta in ambito U.E. per l’affidamento del servizio di pulizia dei locali del DAP - sede di Largo Luigi Daga n. 2, per la fornitura del servizio sostitutivo di mensa mediante buoni pasto cartacei e per la stampa di riviste e calendari.

Inoltre, in relazione alle spese gravanti sul CAP. 1614 dedicato alle mense obbligatorie di servizio, si partecipa che nell’anno si sono concluse, da parte di tutti i Provveditorati Regionali, procedure di gara per l’affidamento del servizio, con contratti regionali, aventi decorrenza 01/07/2012 (esse sono state espletate in deroga alla normativa comunitaria ai sensi dell’art. 20, allegato II B del D. L.vo 163/2006, con la sola applicazione degli agli arrt. 68, 65 e 225 del Codice degli appalti, oltre che dei principi generali di cui all’art. 2) . L’aggiudicazione è avvenuta, con il criterio del prezzo più basso.

Per quanto concerne il servizio di forniture alimentari ai detenuti in appalto, i cui oneri gravano sul CAP 1761 art. 1, invece, si comunica che si stanno predisponendo gli atti relativi alle gare che verranno svolte dai Provveditorati Regionali per l’affidamento del servizio con decorrenza 1 luglio 2013.

Si precisa inoltre, che al mercato privato per la locazione di immobili si ricorre, per lo più, per le esigenze degli U.E.P.E. e dei P.R.A.P., per mancanza di disponibilità di immobili demaniali o patrimoniali presso l’Agenzia del Demanio.

Nel rispetto degli adempimenti disposti dal D.L. 6 luglio 2012 n. 95 e alla relativa legge di conversione n. 135 del 7 agosto 2012, sono state diramate direttive ai Provveditorati Regionali al fine dell’elaborazione dei Piani di razionalizzazione degli spazi; la medesima norma dispone l’abbattimento del 15% dei canoni dei contratti scaduti, ed ha introdotto il diritto di recesso del locatore alla scadenza del contratto.

Nell’ottica di contenimento della spesa per locazioni passive, si evidenzia che sono cessati n. 3 contratti di locazione passiva. L’U.E.P.E. di Mantova e quello di Brescia sono stati trasferiti in immobili demaniali, mentre l’U.E.P.E. di Messina ha disdetto uno dei due contratti di locazione, diminuendo, di fatto, la superficie disponibile. All’attualità, l’ammontare complessivo dei costi per locazioni passive dell’amministrazione, e degli oneri accessori, è di circa € 5.300.000,00.

Con riferimento alla gestione del Capitolo 1762 – art. 1 – che attiene alle spese per i servizi e alle provviste di ogni genere inerenti al mantenimento dei detenuti e degli internati negli Istituti di prevenzione e di pena, alle spese per la pulizia dei locali negli Istituti di pena e nelle caserme – si partecipa che nel corso del 2012, le risorse assegnate dalla legge di bilancio, pari ad € 80.000.000,00 sono risultate insufficienti rispetto all’effettivo fabbisogno incidendo sulla erogazione di servizi essenziali.

Si segnala che l’esiguità delle risorse a disposizione determina, serie difficoltà di ottemperare alle obbligazioni finanziarie assunte.

In tale circostanza é a rischio la possibilità di adottare procedure concorsuali accentrate presso i provveditorati per le forniture energetiche delle strutture penitenziarie delle rispettive circoscrizioni, così come quella di onorare puntualmente i pagamenti dei crediti vantati dalle imprese. Per l’anno 2013 il bilancio di previsione indica, per il capitolo de quo, uno stanziamento di € 70.000.000,00.

E’ stato poi istituito un nuovo piano gestionale, il numero 10, su cui sono stati stanziati € 10.000.000,00, che saranno destinati al pagamento della tassa di rimozione rifiuti e di altre imposte. E’ prevedibile che l’anno 2012 si chiuda con una forte esposizione debitoria.

Per quanto concerne il Capitolo 1752 – art. 1 – che attiene, tra le altre, alle spese per la gestione ed il funzionamento del Laboratorio Centrale per la Banca Nazionale del DNA ( Istituito presso il Ministero della Giustizia, DAP, ai sensi dell’articolo 5 comma 2 della Legge 30 giugno 2009, n. 85, con la quale l’Italia ha aderito al Trattato di Prum) , apparecchiature ed attrezzature scientifiche, fitto dei locali ed oneri accessori, convenzioni transitorie con istituti di elevata specializzazione per l’esecuzione degli esami, si riferisce quanto segue.

Il Laboratorio, nella sua parte strutturale, ha visto ultimati i lavori nel mese di dicembre scorso. La Direzione Generale ha, inoltre, già provveduto ad acquistare tutti i relativi allestimenti (macchinari scientifici, reagenti, kit di prelievo, arredi uffici) necessari al suo funzionamento.

Riguardo gli interventi da realizzare per il completamento della struttura del laboratorio, saranno a breve appaltati i lavori riguardanti gli impianti per un prezzo, a base di gara, di € 3.000.000,00.


Ufficio armamento, casermaggio, vestiario, automobilistico, navale e delle telecomunicazioni
L’Ufficio III sviluppa competenze in materia di gestione delle attività connesse alle esigenze operative dell’Amministrazione per ciò che concerne la regolamentazione tecnica dell’armamento, del casermaggio, del vestiario e delle Sezioni automobilistica, navale e delle telecomunicazioni.

Nel corso delle attività demandate, l’Ufficio ha conseguito risultati nel breve termine rimodulando ed organizzando taluni servizi, perseguendo criteri di ottimizzazione e di economicità.

Da una contrazione delle dotazioni di apparati di telefonia mobile e dall’adozione di disciplina circa l’utilizzo e la gestione dei terminali, questo Ufficio attende una sostanziale riduzione dei costi di utenza e maggior fruibilità del servizio di comunicazione.

Una diversa distribuzione del parco mezzi circolante, dedicato al Servizio delle Traduzioni e dei Piantonamenti, l’adozione di nuove tipologie di veicoli più congegnali alle mutate esigenze di mobilità, consentirà di realizzare economie di risorse umane e strumentali.

L’adozione di un sistema di gestione sicura dei colloqui telefonici della popolazione ristretta – ulteriore progetto in fase molto avanzata – consentirà, a regime, di poter automatizzare tutti gli adempimenti oggi svolti manualmente dagli operatori penitenziari riducendone, nel contempo, la presenza dedicata all’incombenza.

Recentemente l’Ufficio ha avviato la sperimentazione di un sistema di produzione di certificati di abilitazione alla guida dei mezzi del Corpo – in aderenza a quanto stabilito dal PCD del 04.09.2008 – molto avanzato. Tale sistema è predisposto per la realizzazione di badge che potranno fornire ulteriori servizi ai dipendenti dell’Amministrazione, quali a titolo di esempio, il progetto “Segreterie” implementando nello specifico il “fascicolo anagrafico del dipendente”.


Ufficio tecnico per l’edilizia penitenziaria e residenziale di servizio
L’Ufficio sviluppa competenze inerenti la gestione tecnica degli immobili e la manutenzione ordinaria e straordinaria dei fabbricati, collaborando con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’espletamento delle attività finalizzate alla realizzazione di nuovi istituti penitenziari, gestendo ogni profilo tecnico e di progetto attinente le ristrutturazioni dei complessi demaniali e le realizzazioni di nuovi padiglioni all’interno delle strutture detentive già assegnate in uso governativo all’Amministrazione Penitenziaria; con la Sezione Contratti provvede anche alla predisposizione delle procedure di gara inerenti l’affidamento di lavori e alla liquidazione delle competenze dei soggetti contraenti.

Il personale tecnico assegnato all’Ufficio, oltre alla cura dei progetti elaborati presso la sede centrale ed alle attività di direzione e collaudo dei relativi lavori, svolge anche attività di supporto ai Servizi Tecnici dei Provveditorati Regionali, carenti di specifiche professionalità.

La Direzione Generale amministra un patrimonio di strutture demaniali in uso governativo o di immobili in locazione passiva quali sedi di uffici territoriali e decentrati di circa 300 plessi.

All’Ufficio, inoltre, è affidata la gestione dei capitoli 1687 “manutenzione ordinaria degli immobili”, 7300 p.g. 1 “acquisto e installazione di strutture e impianti” e 7300 p.g. 5 “acquisto e installazione di opere prefabbricate”, 7301 “manutenzione straordinaria degli immobili”, così ripartiti:

  • Cap. 1687 – manutenzione ordinaria:€ 6.527.434,00
  • Cap. 7301 – manutenzione straordinaria:€ 10.000.000,00
  • Cap. 7303 – potenziamento e ristrutturazione istituti:€ 57.277.063,00

Totale: € 73.804.497,00

 

Anche nell’anno 2012 l’attività dell’Ufficio, per far fronte al pressante sovraffollamento degli Istituti penitenziari, è stata concentrata prevalentemente su interventi finalizzati al recupero conservativo dei complessi demaniali ed all’incremento di posti detentivi.

In tale ottica, si è provveduto alla prosecuzione degli interventi di ristrutturazione di istituti penitenziari e di sezioni detentive, nonché di interventi di ampliamento di Istituti preesistenti, con la costruzione di nuovi padiglioni, per incrementare la capienza detentiva regolamentare.

Per le medesima finalità, l’Ufficio ha continuato a prestare la propria fondamentale collaborazione operativa all’Ufficio del Commissario Delegato per la realizzazione degli interventi inseriti nel Piano Carceri, grazie alle competenze raggiunte sotto il profilo tecnico e amministrativo.

E’ stata avviata, con la circolare del Direttore Generale prot. 117017 del 22.3.2012, la ricognizione delle risorse immobiliari dell’Amministrazione Penitenziaria, nella consapevolezza dell’esistenza di squilibri di uso dei complessi demaniali, che si riflettono immediatamente sulla situazione di sovraffollamento. È stato quindi rapidamente raggiunto l’obiettivo della predisposizione di un piano di riequilibrio territoriale del sistema penitenziario nazionale.

Sotto il profilo degli investimenti, si è provveduto alla ripartizione di gran parte del predetto budget in proporzione alle presenze ed agli indici di sovraffollamento degli Istituti, assegnando i coerenti corrispondenti importi ai Provveditorati Regionali, per un loro maggior coinvolgimento nella individuazione delle opere prioritarie nonché nell’assunzione di responsabilità e di gestione delle relative spese.

Le risorse straordinarie assegnate sul cap. 7303 sono state praticamente tutte impegnate.

Con la successiva circolare n. 197056 del 22.5.2012, sono state indicate le linee guida degli interventi, per la maggiore efficacia degli interventi dell’Amministrazione, ottimizzando l’impiego delle somme disponibili in funzione dell’obiettivo di riduzione del sovraffollamento e del contestuale miglioramento delle condizioni di vivibilità degli Istituti Penitenziari.

Sono state date indicazioni grafiche relativamente alla possibilità di ristrutturare gli ambienti detentivi per adeguarli alle prescrizioni del Regolamento Penitenziario emanato con il DPR 230/2000 e, contestualmente, ottenere significativi recuperi di capienze regolamentari mediante la fusione di due o più celle singole in camerotti o mini-alloggi.

Infine, si è ottenuto, con l’introduzione di apposita norma nella c.d. legge di stabilità, l’obiettivo di fare rimanere in capo all’Amministrazione Penitenziaria, le competenze in materia di “manutentore unico” che diversamente, in osservanza all’art. 12 del D.L. n. 98/2011, convertito con legge n. 111 del 15 luglio 2011, sarebbero state assunte, dal gennaio 2013, dall’Agenzia del Demanio, non dotata di strutture tecniche specializzate per la cura degli interventi, spesso urgenti, per il settore penitenziario. 

 

DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E DELLA CONTABILITA’

Gli indirizzi di contenimento della spesa pubblica e il prioritario obiettivo di riduzione del sovraffollamento, hanno indotto l’Amministrazione a riconsiderare i propri target, limitando, di fatto, la programmazione della spesa al mantenimento dei livelli essenziali di funzionamento e di sicurezza penitenziaria; mentre le maggiori risorse rese disponibili sono state destinate ad un piano straordinario di edilizia penitenziaria (c.d. Piano carceri) che realizzi l’aumento della capienza delle strutture, a partire da quelle esistenti. 

 

ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI PENITENZIARI

All’Istituto Superiore di Studi Penitenziari sono attribuite competenze nel campo della formazione, dello studio e della ricerca del personale dirigenziale di diritto pubblico e di Area 1, nonché al personale direttivo di tutti i profili professionali, compreso il personale di Polizia penitenziaria. Le attività di studio e ricerca riguardano tutte le complesse aree tematiche connesse all’esecuzione penale.

E’ tuttora in corso la formazione dei 127 v. commissari in prova di polizia penitenziaria; analogo percorso è stato riservato anche ai 79 neo funzionari delle diverse figure professionali assunti nel corso del 2012 (educatori, assistenti sociali, contabili e amministrativi). Ancora più intensa è stata la formazione di aggiornamento indirizzata ai dirigenti penitenziari, di esecuzione penale esterna e dei ruoli tecnici con l’obiettivo prioritario di sviluppare un sapere critico nell’ambito delle principali norme di settore e delle relative prassi amministrative.

Complessivamente hanno partecipato ai vari corsi di formazione organizzati presso l’ISSP, approvati con il Piano annuale 2012, circa 2500 unità di personale. Altre 3000 unità circa hanno invece partecipato ad analoghe iniziative formative che si sono svolte in sede decentrata presso i Provveditorati Regionali.

Nel corso dell’anno si sono altresì intensificate le attività formative a carattere transnazionale.

La pubblicazione dei Quaderni dell’Ispp con le edizioni del 2012 ha trattato in modo incisivo quelle particolari tematiche, mentre con la Rivista mensile on-line, “L’eco dell’Issp”, sono stati illustrati in modo più dinamico argomenti, altrettanto complessi, legati all’etica, ai diritti umani, alla comunicazione, all’arte e alla cultura.

Per la prima volta nella storia penitenziaria italiana un gruppo di 12 detenuti, grazie ad un progetto finanziato dalla Cassa delle Ammende, ha assunto l’incarico di assicurare quotidianamente la manutenzione ordinaria della struttura in sostituzione di imprese private che la gestivano in appalto. Il progetto, avviato da circa un anno con la collaborazione della Casa di reclusione di Rebibbia, rappresenta un affidabile e credibile percorso di recupero di valori e comportamenti socialmente utili da parte di detenuti che, seppure con condanne anche molto significative, sono stati ben orientati da una approfondita conoscenza condotta dagli operatori penitenziari. Ma quello stesso progetto ha persino un valore aggiunto, perché consente all’Amministrazione di realizzare risparmi annui di circa 100 mila euro.

Sulla stessa frequenza si collocano il progetto “Celle, Stelle e Bancarelle” realizzato nel Natale 2011, il 1^ Convegno nazionale sulla Drammaturgia in carcere e il progetto “Conoscere il carcere” appena conclusi. Con il primo è stato realizzato all’aperto, presso la struttura dell’Issp, il 1^ Mercatino Nazionale di prodotti penitenziari accompagnato da iniziative teatrali e musicali per diffondere le buone prassi, diffusissime sull’intero territorio nazionale. Con gli altri due si è inteso diffondere la conoscenza del carcere attraverso il valore dell’arte e della cultura che esso sa esprimere.

Tra i progetti di specifica radice formativa, innovativi e di particolare attuale interesse, già avviati o in fase di avviamento meritano di essere citati i seguenti:

  • corso di formazione istitutivo del “Referente del Benessere organizzativo” la cui prima edizione si è conclusa a gennaio del 2012.
  • corso di formazione rivolto ai Comandanti di reparto su “La sorveglianza dinamica” ovvero su un modo diverso di fare sorveglianza.

 

aggiornamento: 25 gennaio 2013