Riforma dell’ordinamento giudiziario ed efficienza del sistema giustizia, a cura di Francesca Biondi e Francesco Dal Canto, Giappichelli 2025
31 marzo 2026
collocazione: MAG 300 54882
Frutto del lavoro del gruppo di ricerca PRIN 2022, composto da studiosi dell’Università degli studi di Milano e dell’Università di Pisa, il volume analizza alcuni aspetti delle riforme dell’ordinamento giudiziario che si sono susseguite a partire dal 1997 fino alla riforma Cartabia, con la legge 71 del 2022 e relativo d.lgs. 44 del 2024, prendendo in considerazione anche il disegno di riforma costituzionale, ancora in discussione al momento della pubblicazione.
Ogni argomento analizzato, ha come metro di valutazione l’efficienza del sistema, anche da un punto di vista qualitativo, per capire se e quanto sia garantita una giustizia effettiva.
Nella prima parte vengono analizzate le riforme relative alla carriera dei magistrati, in particolare i meccanismi di reclutamento e formazione iniziale nonché le modalità di assegnazione di incarichi direttivi e semidirettivi, con il relativo controllo dei risultati.
Di particolare interesse i capitoli dedicati ai meccanismi di valutazione di professionalità e al sistema disciplinare, rispettivamente trattati da Giovanni Zampetti e Chiara Spaccapelo, che evidenziano alcune contraddizioni nel tentativo di riformare nel segno dell’efficienza nonché una certa confusione tra il momento valutativo e quello sanzionatorio.
Tali carenze trovano conferma nell’analisi comparativa condotta da Silvio Roberto Vinceti nel capitolo, L’efficienza come categoria della responsabilità disciplinare del giudice.
La seconda parte è dedicata alle riforme sull’organizzazione degli uffici di procura che si sono succedute negli ultimi vent’anni, con l'obbiettivo di bilanciare il principio di indipendenza della magistratura con quello di efficienza del sistema e di trasparenza nei confronti dei cittadini. La ricerca si fonda anche sui risultati di un questionario somministrato ai procuratori della Repubblica sull’assetto organizzativo delle procure.
Diversi interventi si soffermano sul ruolo e sui poteri del pubblico ministero, anche alla luce della delega al Governo stabilita dalla riforma Cartabia, di individuare criteri di priorità dell’esercizio (obbligatorio) dell’azione penale, sui quali è intervenuta anche la circolare del Consiglio superiore della magistratura del 3 luglio 2024.
Osservazioni interessanti sono fornite sul carattere mutevole e contingente, strettamente legato alla politica criminale, che potrebbe avere tale scelta.
Le implicazioni e i possibili rischi sono analizzati sia sul piano normativo – anche rispetto alla revisione costituzionale poi bocciata dal voto referendario – sia nella prassi, attraverso un’indagine dell’Università di Pisa condotta sui progetti organizzativi in materia di priorità, avviata tramite protocollo siglato l’8 maggio 2024 con la Procura generale presso la Corte di Cassazione, per analizzare le scelte effettuate dalle varie procure e individuare soluzioni uniformi.
Il volume, liberamente disponibile sul sito dell'editore, offre un utile bilancio e interessanti osservazioni sulle riforme attuate e su quelle ancora da fare per migliorare il sistema giustizia, ne consigliamo la lettura.