Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza
aggiornamento: February 5, 2026
Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT)
Edoardo Buonvino nominato con d.m. 30 gennaio 2026
Previsto all'art. 43 del d.lgs. 33/2013 modificato dal d.lgs. 97/2016 e all'art. 1 c7 l. 190/2012:
- svolge le funzioni di Responsabile per la trasparenza,
con attività di controllo sull'adempimento da parte dell'amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa, assicurando la completezza, la chiarezza e l'aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando all'organo di indirizzo politico, all'Organismo indipendente di valutazione (OIV), all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e, nei casi più gravi, all'ufficio di disciplina i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione
- segnala i casi di inadempimento anche parziale degli obblighi in materia di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, all'ufficio di disciplina, ai fini dell'eventuale attivazione del procedimento disciplinare, e al vertice politico dell'amministrazione e all'Oiv ai fini dell'attivazione delle altre forme di responsabilità
- predispone la Sezione Rischi corruttivi e trasparenza del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) che valuta il livello di esposizione degli uffici al rischio e indichi gli interventi organizzativi necessari per mitigarlo,
- ne verifica l’efficace attuazione e la sua idoneità e propone modifiche al PIAO quando sono accertate significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell’organizzazione o nell’attività dell’amministrazione
- segnala all'organo di indirizzo e all'Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) le disfunzioni inerenti all'attuazione delle misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza e indica agli uffici competenti all'esercizio dell'azione disciplinare i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza
- redige la relazione annuale recante i risultati dell’attività svolta tra cui il rendiconto sull’attuazione delle misure di prevenzione definite nella sezione “rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO
- tratta le richieste di riesame in caso di diniego totale o parziale dell’accesso o di mancata risposta.
La decisione deve intervenire, con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni.
Laddove l’accesso generalizzato sia stato negato o differito per motivi attinenti la protezione dei dati personali, il RPCT provvede sentito il Garante per la protezione dei dati personale
- è destinatario delle istanze di accesso civico “semplice” finalizzate a richiedere la pubblicazione di documenti, informazioni e dati previsti normativamente.
Sussistendone i presupposti, entro il termine di trenta giorni, avrà cura di pubblicare sul sito i dati, le informazioni o i documenti richiesti e di comunicare al richiedente l'avvenuta pubblicazione indicando il relativo collegamento ipertestuale.
RPCT segnala all’ufficio di disciplina, al vertice politico e all’OIV i casi in cui la richiesta di accesso civico riguardi dati, informazioni o documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria di cui sia stata riscontrata la mancata pubblicazione
i dirigenti responsabili dell'amministrazione e il responsabile per la trasparenza controllano e assicurano la regolare attuazione dell'accesso civico
- elabora il Codice di comportamento e ne cura la diffusione
- vigila sul rispetto delle disposizioni sulle inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, con capacità proprie di intervento, anche sanzionatorio e di segnalare le violazioni all’ANAC
- svolge un ruolo di primo piano nella gestione delle segnalazioni in materia di Whistleblowing: riceve e prende in carico le segnalazioni, pone in essere gli atti necessari ad una prima “attività di verifica e di analisi delle segnalazioni ricevute
- d’intesa con i dirigenti competenti, verifica l’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività per le quali è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione.