Piano Integrato di Attività e Organizzazione per il triennio (PIAO) 2023-2025
aggiornamento: May 15, 2023
Documento elaborato dalla Dott.ssa Chiara Salvatori – Referente della Performance del Ministero della Giustizia
Sommario
Sezione 1. Scheda anagrafica dell’Amministrazione
Sezione 2. Valore pubblico, performance e anticorruzione
2.1 Valore pubblico
2.1.1 Il consolidamento della politica sul personale e la creazione di un ambiente di lavoro orientato al benessere organizzativo
2.1.2 L'integrazione dei processi di innovazione e trasformazione digitale
2.1.3 Il miglioramento dell'efficienza, dell'efficacia e della trasparenza dell'azione amministrativa
2.1.4 Il miglioramento della qualità del servizio giustizia
2.1.5 Una giustizia vicina alle esigenze dei propri utenti
2.1.6 Un modello di esecuzione penale tra certezza della pena e dignità della detenzione
2.1.7 Il rilancio di una cooperazione internazionale rafforzata
2.2 Performance
2.2.1 Dipartimento per gli affari di giustizia
2.2.1.1 Direzione generale degli affari interni
2.2.1.2 Direzione generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria
2.2.1.3 Direzione generale degli affari giuridici e legali
2.2.2 Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
2.2.2.1 Direzione generale del personale e della formazione
2.2.2.2 Direzione generale del bilancio e della contabilità
2.2.2.3 Direzione generale dei magistrati
2.2.2.4 Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie
2.2.3 Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione
2.2.3.1 Direzione generale di statistica e analisi organizzativa
2.2.3.2 Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione
2.2.3.3 Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati
2.2.4 Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
2.2.4.1 Direzione Generale del personale
2.2.4.2 Direzione generale per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria
2.2.4.3 Direzione Generale dei detenuti e del trattamento
2.2.4.4 Direzione Generale della formazione
2.2.5 Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
2.2.5.1 Direzione generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
2.2.5.2 Direzione generale per l’esecuzione penale esterna e la messa alla prova
2.2.6 Ufficio centrale archivi notarili
2.2.7 Ispettorato Generale
2.2.8 Unità di missione per l’attuazione degli interventi PNRR
2.3 Rischi corruttivi e trasparenza
LA PIANIFICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
Gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza
IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA
La struttura di supporto
La rete conoscitiva e informativa del RPCT
I titolari degli uffici di diretta collaborazione e degli incarichi amministrativi di vertice
I responsabili degli uffici
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Identificazione del rischio
Analisi del rischio
MISURE GENERALI
Premessa
Il codice di comportamento dei dipendenti
Le misure di disciplina del conflitto d’interesse: obblighi di comunicazione e di astensione
Il conflitto di interessi nella materia dei contratti e di altri atti negoziali§
Le autorizzazioni allo svolgimento di incarichi d’ufficio - attività ed incarichi extra-istituzionali
Divieti post-employment (pantouflage)
Le inconferibilità e le incompatibilità di incarichi dirigenziali
Formazione di commissioni, assegnazioni di uffici, conferimento di incarichi dirigenziali in caso di condanna penale per delitti contro la pubblica amministrazione
La rotazione del personale
La tutela whistleblowing
La formazione
Le azioni di sensibilizzazione ed il rapporto con la società civile
Monitoraggio dei tempi procedimentali
Patti di integrità
RASA - Responsabile dell’Anagrafe per la Stazione Appaltante
MODALITÀ DI ATTUAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA
I flussi informativi per la pubblicazione dei dati
Misure di monitoraggio
La promozione di maggiori livelli di trasparenza in materia di contratti pubblici
Accesso civico semplice e accesso civico generalizzato
Sezione 3. Organizzazione e capitale umano
3.2 Organizzazione del lavoro agile
3.3 Piano triennale dei fabbisogni di personale
Sezione 4. Monitoraggio
Premessa
Ai sensi dell’art. 6 del D.L. 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113, le pubbliche amministrazioni con più di cinquanta dipendenti, con esclusione delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative, adottano, entro il 31 gennaio di ogni anno, il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO).
Per l’anno 2023, il D.L. 29 dicembre 2022, n. 198, convertito con modificazioni dalla legge 24 febbraio 2023, n. 14, ha disposto, all’art. 10, comma 11-bis, il differimento del termine di presentazione del Piano al 31 marzo.
In un’ottica di massima semplificazione, il PIAO ha l’obiettivo di assorbire i contenuti dei principali atti di pianificazione delle amministrazioni e quindi del Piano della performance, del Piano per la prevenzione della corruzione e trasparenza, del Piano organizzativo del lavoro agile, del Piano dei fabbisogni di personale e della formazione.
Ai sensi dell’art. 6 del D.L. 80/2021, il Piano contiene in particolare gli obiettivi programmatici e strategici della performance; la strategia di gestione del capitale umano e di sviluppo organizzativo, anche mediante il ricorso al lavoro agile, e gli obiettivi formativi annuali e pluriennali; gli strumenti e gli obiettivi del reclutamento di nuove risorse e della valorizzazione delle risorse interne; gli strumenti e le fasi per raggiungere la piena trasparenza dei risultati dell’attività e dell’organizzazione amministrativa, nonché per raggiungere gli obiettivi in materia di contrasto alla corruzione.
Lo stesso art. 6 prevede che, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, è adottato un Piano tipo, quale strumento di supporto alle amministrazioni e sono definite modalità semplificate per le amministrazioni che impiegano meno di cinquanta dipendenti: i contenuti e lo schema-tipo del PIAO sono stati quindi adottati con il D.M. 24 giugno 2022.
Il Piano ha durata triennale ma viene aggiornato annualmente.
Ai sensi dell’art. 8 del D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 286/99, in data 27 febbraio 2023 è stata adottata la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2023, con la quale il Ministro, sulla base delle priorità politiche adottate in data 10 gennaio 2023 con l’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2023, ha definito gli obiettivi delle unità dirigenziali di primo livello e assegnato le risorse ai dirigenti preposti ai centri di responsabilità amministrativa.
Il processo seguito nella redazione del presente Piano è stato avviato con nota diretta al Direttore dell’Unità di missione per il PNRR, al Capo dell’Ispettorato generale, ai Capi Dipartimento, al Direttore generale degli Archivi notarili e al Responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza; ogni articolazione ministeriale ha fornito i dati e le informazioni rilevanti.
Una volta adottato con decreto ministeriale, il Piano viene trasmesso all’Organismo indipendente per la Valutazione della Performance, pubblicato sul Portale PIAO del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e sul sito web dell’amministrazione, nonché inviato alla Corte dei Conti, Ufficio di controllo degli atti del Ministero della giustizia.
Sezione 1 - Scheda anagrafica dell’Amministrazione
Denominazione ente: Ministero della giustizia
Ministro: Carlo Nordio
Sede centrale: via Arenula 70 - 00186 Roma
Codice Fiscale: 97591110586 (amministrazione centrale)
80184430587 (per gli emolumenti al personale)
Telefono: +39 - 06 68851 (centralino)
Sito web istituzionale: https://www.giustizia.it
Profili ufficiali social media e relativi link:
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Sezione 2 - Valore pubblico, performance, anticorruzione
2.1 Valore pubblico
L’art.110 della Costituzione stabilisce che “ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”.
Il Ministero della Giustizia costituisce il centro propulsore delle iniziative poste in essere per il miglioramento del sistema giustizia e, oltre ad occuparsi dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, espleta funzioni amministrative strettamente connesse alla funzione giurisdizionale sia nel campo civile che penale quali: la gestione degli archivi notarili, la vigilanza sugli ordini e collegi professionali, l'amministrazione del casellario, la cooperazione internazionale in materia civile e penale, l'istruttoria delle domande di grazia da proporre al Presidente della Repubblica.
Il Ministero assicura poi la gestione dei processi e delle risorse tecnologiche e la raccolta e analisi dei dati connessi all’amministrazione della giustizia, oltre al coordinamento della programmazione delle attività della politica regionale, nazionale ed eurounitaria e di coesione.
Nel settore penitenziario, il Ministero svolge compiti di attuazione della politica dell'ordine e della sicurezza degli istituti e servizi penitenziari e del trattamento dei detenuti, nonché di amministrazione del personale penitenziario e di gestione dei supporti tecnici necessari.
Il Ministero ha competenza in materia di minori e di gestione del personale e dei beni relativi al settore della giustizia minorile.
La creazione di valore pubblico si articola in sette assi strategici che riprendono le priorità definite con l’Atto di indirizzo del Ministro per il triennio 2023-2025.
2.1.1 Il consolidamento della politica sul personale e la creazione di un ambiente di lavoro orientato al benessere organizzativo
Una leva per la creazione di valore pubblico sarà costituita dagli interventi tesi ad assicurare un’adeguata copertura delle dotazioni organiche degli uffici nei diversi settori dell’amministrazione. In tale prospettiva sono previste azioni per gli istituti e i servizi penitenziari valorizzando le professionalità interne dell’Amministrazione penitenziaria con interventi volti a riqualificare le funzioni e a intensificare le iniziative di formazione specializzata.
Nel rispetto del piano triennale dei fabbisogni verranno determinate le piante organiche di tutti gli uffici periferici; sarà, inoltre, perseguito il completamento delle piante organiche del personale dell’amministrazione giudiziaria e penitenziaria, della polizia penitenziaria, della giustizia minorile e di comunità, nonché del personale di supporto tecnico ed informatico.
Per quanto riguarda l’amministrazione giudiziaria è programmata un’azione tesa ad assicurare un’adeguata copertura degli organici, prevista in una percentuale di circa il 77 per cento.
Nell’ambito di questo asse strategico, l’obiettivo di ridurre la durata dei procedimenti civili e penali e di abbattere l’arretrato continuerà a essere perseguito attraverso la definizione di una disciplina organica dell’Ufficio per il processo quale ordinario strumento organizzativo che affiancherà il giudice nelle attività preparatorie del giudizio e nella redazione dei provvedimenti. Tale innovazione continuerà a impegnare il Ministero sul piano assunzionale, logistico e formativo, nel rispetto delle diverse competenze istituzionali.
Il Ministero sarà impegnato nell’attuazione degli obiettivi previsti dal PNRR. Per il raggiungimento di tali obiettivi sono state previste, a decorrere dal 2022 e in più fasi, 21.910 assunzioni di personale a tempo determinato con il fine di migliorare le prestazioni degli uffici giudiziari. Entro il 2025 si prevede di completare almeno il 90 per cento delle assunzioni autorizzate.
Figura 1 - Piano straordinario di reclutamento di personale amministrativo a tempo determinato

2.1.2 L'integrazione dei processi di innovazione e trasformazione digitale
L’integrazione dei processi di innovazione e trasformazione digitale sarà attuato attraverso tre leve strategiche: l’accelerazione degli interventi per la digitalizzazione, lo sviluppo della funzione statistica per il rafforzamento delle capacità di analisi dei dati e degli impatti, l’identificazione di nuove opportunità di intervento finanziate con le politiche di coesione.
Nell’ambito degli interventi per la trasformazione digitale delle attività sono previsti specifici interventi in materia di innovazione, efficientamento e modernizzazione degli uffici giudiziari.
L’obiettivo consiste nella integrale digitalizzazione di tutti i servizi e nell’utilizzo di tutte le tecnologie che hanno un impatto sulla durata dei procedimenti.
Figura 2 – Percentuale di uffici con funzionalità processo penale telematico attive

L’intervento avviene in parallelo all’attivazione di un portale web attraverso il quale i giudici di pace possano accedere ai servizi telematici per poter dematerializzare i documenti che potranno essere firmati digitalmente.
Figura 3 – Giudici di pace dotati di dispositivi di firma digitale

Queste iniziative si affiancano alle attività in essere tese alla diffusione di nuove applicazioni nei diversi settori dell’Amministrazione. In tale ottica si proseguirà con le attività relative al rifacimento delle reti dei palazzi di giustizia e della connettività in banda ultra larga in tutti gli uffici.
2.1.3 Il miglioramento dell'efficienza, dell'efficacia e della trasparenza dell'azione amministrativa
Questo asse strategico è strettamente connesso con quello relativo alle politiche del personale. L’obiettivo del miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’attività sarà realizzato attraverso una razionalizzazione e semplificazione dei processi organizzativi interni.
Figura 4 – Capacità attuativa entro i termini di scadenza dei provvedimenti adottati[1]

2.1.4 Il miglioramento della qualità del servizio giustizia
Le azioni su questo asse strategico sono molteplici e riguardano diversi settori dell’Amministrazione: l’assicurazione e il rafforzamento dell'ordine e della sicurezza degli istituti penitenziari e durante le traduzioni, la progettazione, la ristrutturazione e la razionalizzazione delle infrastrutture e degli impianti degli istituti penitenziari, il miglioramento dell'organizzazione e della capacità amministrativa.
La creazione del valore pubblico da realizzare tramite il miglioramento della qualità dei servizi è messa in evidenza nei seguenti grafici che riportano i target che si intendono conseguire nel triennio di riferimento.
Da un lato, si prevedono target finalizzati ad assicurare la sicurezza degli istituti penitenziari mediante un indicatore che misura l’evasione (pari a zero per tutto il triennio), dall’altro lato si programma un aumento della capienza degli istituti penitenziari che avrà l’effetto di ridurre l’affollamento negli stessi.
Figura 5 – Evasione dagli istituti penitenziari

Figura 6 – Capienza regolamentare in numero di presenza giornaliera nella totalità degli istituti

Analoga iniziativa è intrapresa per gli istituti penali per minorenni presso i quali si prevede un incremento della capienza, intesa come numero di posti disponibili[2].
Figura 7 – Numero posti disponibili presso gli Istituti Penali per Minorenni

2.1.5 Una giustizia vicina alle esigenze dei propri utenti
La programmazione delle attività dell’Amministrazione per questo asse strategico è specificamente riferita al settore giudiziario.
Sono previste specifiche iniziative collegate al rapporto del Ministero con le attività degli uffici giudiziari ed in particolare con quella di supporto alla giurisdizione finalizzate a promuovere pratiche virtuose di buona amministrazione che possano generare positive ricadute su tutti i soggetti coinvolti nell’erogazione del servizio.
Qui di seguito si riportano in figura i target previsti per il triennio 2023 – 2025 circa la riduzione della durata media dei procedimenti civili e penali nei tribunali ordinari[3].
Figura 8 – Durata media dei procedimenti civili nei tribunali ordinari

Figura 9 – Durata media dei procedimenti penali nei tribunali ordinari[4]

2.1.6 Un modello di esecuzione penale tra certezza della pena e dignità della detenzione
Quest’asse strategico è teso al miglioramento delle condizioni di detenzione. Quest’obiettivo può essere realizzato attraverso varie modalità: incrementando l’offerta lavorativa e/o di istruzione, di formazione professionale, culturali ricreative e sportive.
Nella figura 10 è riportato un indicatore che mostra quali sono gli obiettivi previsti nel triennio 2023 – 2025 per quanto attiene la partecipazione ad attività culturali e sportive.
Figura 10 – Partecipazione ad attività culturali, ricreative e sportive

Negli istituti penitenziari, infatti, è prevista la possibilità di partecipare, durante il tempo della detenzione, ad attività culturali, ricreative e sportive, svolte anche mediante il contributo di operatori esterni e volontari. Tali attività sono realizzate per favorire il reinserimento sociale dei condannati e rappresentano un elemento fondamentale per misurare l’aderenza dell’azione dell’Amministrazione penitenziaria alla vigente normativa, che le qualifica, infatti, tra le attività trattamentali alla base della rieducazione del detenuto. Con l’apporto delle Regioni, impegnate soprattutto nel sostegno alle attività culturali, delle associazioni sportive e culturali esterne, del volontariato, l’Amministrazione penitenziaria svolge iniziative che abbracciano numerosi ambiti, come corsi e rappresentazioni teatrali, corsi di pittura e arti grafiche, corsi e attività sportive, corsi di musica.
2.1.7 Il rilancio di una cooperazione internazionale rafforzata
Il rilancio della cooperazione internazionale verrà realizzato innanzitutto attraverso il monitoraggio nella fase ascendente della preparazione degli atti legislativi europei allo scopo di verificare, di volta in volta, il coordinamento tra gli interessi dell’Italia e del suo sistema giudiziario con le proposte presentate in ambito UE.
Particolare attenzione è rivolta alla cooperazione internazionale in materia civile minorile. A questo settore sono riconducibili le attività svolte per l’applicazione delle Convenzioni e dei regolamenti per i quali il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità costituisce Autorità centrale: adozione di modelli applicativi uniformi delle prestazioni di assistenza tecnica qualificata nei procedimenti in materia di sottrazione dei minori, esercizio del diritto di visita e riscossione coattive dei crediti alimentari.
Nella figura seguente sono riportati gli obiettivi programmati per il triennio 2023 - 2025 relativamente al numero di casi trattati nel corso dell’anno ai sensi delle convenzioni l’Aja del 5 ottobre 1961, l’Aja del 28 maggio 1970, Lussemburgo del 20 maggio 1980, l’Aja del 25 ottobre 1980 e del Regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003 del 27 novembre 2003.
Figura 11 – Protezione Minori in ambito internazionale

2.2 Performance
Ciascuna delle articolazioni ministeriali ha elaborato obiettivi strategici ed operativi in raccordo con le priorità e gli obiettivi indicati dal Ministro nell’Atto di indirizzo politico istituzionale. Nei seguenti paragrafi del Piano gli obiettivi di ciascuna articolazione sono presentati sinteticamente.
2.2.1 Dipartimento per gli affari di giustizia
2.2.1.1. Direzione generale degli affari interni
Analisi contesto
Contesto esterno:
- Principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente la performance 2023.
L’attività normativa di riforma del processo civile e del processo penale che ha verificatasi nell’anno 2022, attività che verrà meglio descritta nei punti che seguono, ha determinato per l’ufficio nuove competenze ovvero l’ampliamento di competenze già assegnate.
Inoltre, pur essendo cessata l’emergenza epidemiologica, anche per la sessione 2022 dell’esame di avvocato troveranno applicazione le disposizioni di cui al decreto-legge 13 marzo 2021 n. 31, convertito dalla legge 15 aprile 2021 n. 50. - Evoluzione della disciplina di riferimento
Ufficio I
A seguito del provvedimento di assegnazione del capitolo di bilancio 1265 “Fondo per il rimborso delle spese legali agli imputati assolti nel processo penale” all'Ufficio del Capo Dipartimento, la Direzione Generale ha partecipato a numerose iniziative: ha curato l’istruttoria preordinata alla redazione del testo del decreto ministeriale poi approvato, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in data 20 dicembre 2021, recante “Definizione dei criteri e delle modalità di erogazione dei rimborsi di cui all’art. 1, comma 1015, della L. 30 dicembre 2020, n. 178, e delle ulteriori disposizioni necessarie ai fini del contenimento della spesa nei limiti di cui all’art. 1, co. 1020”; a seguire, ha curato, in coordinamento con il Capo del Dipartimento, l’istruttoria delle domande presentate, per l’anno 2022, per il rimborso al fondo per il rimborso delle spese legali degli imputati assolti, istituito dalla legge n. 178/2020, art. 1, commi 1015-1022; in tale contesto, ha curato la predisposizione di linee-guida destinate al personale di Equitalia Giustizia, da utilizzare per la soluzione di questioni giuridiche poste in sede di istruttoria e validazione delle domande di accesso al Fondo assolti; ha intrattenuto costanti rapporti con Equitalia Giustizia, per la disamina dei casi dubbi; ha curato l’istruttoria preordinata alla stipula della convenzione prevista dall’art. 5, comma 1, del decreto ministeriale; ha curato l’istruttoria preordinata alla stipula del protocollo concluso con l’Ufficio Centrale di Bilancio presso il Ministero, per la verifica della regolarità amministrativo-contabile degli ordinativi di pagamento da emettere in favore dei soggetti ammessi al rimborso; ha curato la predisposizione delle minute dei provvedimenti di approvazione dell’elenco delle domande ammesse; ha coordinato i contatti del Dipartimento per gli Affari di giustizia con i referenti della Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati, per quanto attiene alle implicazioni tecnico-informatiche e all’adeguamento, alle previsioni di legge e di decreto ministeriale, della piattaforma on-line da utilizzare per la proposizione delle domande; sta collaborando per la predisposizione del provvedimento (prospetto) di liquidazione da utilizzare per il pagamento delle domande ammesse al rimborso, per l’anno 2022; ha predisposto e aggiornato l’elenco delle FAQ relative alle domande di accesso al fondo, presente sul sito del Ministero.
Inoltre, la Direzione ha curato e tuttora sta curando, in coordinamento con il Direttore Generale, l’istruttoria richiesta dall’art. 91, par. 6, del Regolamento UE 2017/1939 del Consiglio, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata sull’istituzione della Procura europea (EPPO), in particolare finalizzata al parziale rimborso, da parte della Direzione Finanziaria EPPO, dei costi eccezionalmente elevati generati da un’indagine di competenza di Procuratori europei delegati italiani; l’istruttoria, esordita nel maggio 2022, è relativa ad un caso pilota per l’intera Unione Europea e per l’organismo investigativo istituito con il Regolamento, e ha richiesto costanti incontri e confronti in lingua inglese, tenuti con la partecipazione del Coordinatore Nazionale dei PED, dott. Stefano Castellani, la predisposizione di numerosi documenti e carte di lavoro in lingua inglese ed italiana, l’approfondimento delle varie questioni giuridiche correlate all’individuazione dell’autorità nazionale competente a chiedere il rimborso, nonché alla definizione dello sviluppo e dei contenuti del procedimento amministrativo preordinato al conseguimento del rimborso.
Ufficio II
L’Ufficio, nell’anno 2022, ha svolto una intensa attività preparatoria in vista dell’istituzione e dell’avvio dell’“Albo dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza”, previsto dagli articoli 356 e ss. del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14. L’adozione del decreto ministeriale 3 marzo 2022, n. 75 (“Regolamento recante disposizioni sul funzionamento dell'albo”), l’entrata in vigore delle ulteriori disposizioni del decreto legislativo n. 14/2019 in data 15 luglio 2022 (come previsto, da ultimo dall'articolo 42, comma 1, lettera a), del D.L. 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 29 giugno 2022, n. 79) e, infine, la necessità di adottare entro 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto ministeriale n. 75 cit. le specifiche tecniche di cui all’articolo 3, comma 5, dello stesso decreto (adottate dalla DGSIA in data 30 dicembre 2022), hanno infatti perfezionato le condizioni necessarie per l’effettivo avvio dell’albo. L’ufficio, in proposito, ha pertanto svolto le seguenti attività: ha partecipato a numerose riunioni con la DGSIA e il fornitore Almaviva per mettere a punto tempestivamente l’applicativo; ha predisposto numerosi template per ciascuna delle tre diverse fasi di funzionamento dell’albo (presentazione delle domande, valutazione delle domande, vigilanza sugli iscritti), sviluppando i modelli di domanda per le quattro diverse categorie di soggetti iscrivibili e le relative ricevute di avvenuta presentazione della domanda, nonché i modelli per le richieste di integrazione, per i provvedimenti di iscrizione e di rigetto, ma anche di sospensione e cancellazione; ha più volte formalmente interloquito con l’Ufficio Legislativo al fine di ottenere chiarimenti sull’interpretazione da attribuire alle norme del d. lgs. n. 14/2019 e del d.m. 75/2022 in materia di contributo di iscrizione, di requisiti di iscrizione delle società tra professionisti e degli studi professionali, nonché di intervenuta soppressione della sezione OCRI a seguito delle riforme introdotte dal decreto legislativo 17 giugno 2022, n. 83; ha partecipato a riunioni con il Gabinetto per programmare e organizzare l’entrata in funzione dell’albo; ha testato l’applicativo sviluppato dal fornitore per verificarne le funzionalità ed individuare eventuali lacune e/o errori; ha predisposto i decreti di cui all’art. 4, comma 1, del d.m. 75/22, di approvazione dei modelli di domanda di iscrizione e di fissazione delle modalità di verifica delle domande presentate, decreti poi formalmente adottati nel mese di gennaio 2023; ha predisposto apposite circolari esplicative delle modalità di avvio del primo popolamento dell’albo, parimenti adottate formalmente a gennaio 2023; ha stipulato apposita convenzione con Equitalia-Giustizia al fine di delegare a essa - stante la carenza di personale interno - l’attività di valutazione delle domande pervenute in fase di primo popolamento. Come è comprensibile, l’entrata in funzione dell’albo - cui si attende l’iscrizione di migliaia di interessati - produrrà sull’attività futura dell’ufficio un notevole incremento, non solo in vista di nuove iscrizioni (l’ufficio dovrà inizialmente prestare assistenza ad Equitalia-Giustizia per la valutazione delle domande e, al termine della convenzione, procedere ad autonoma valutazione delle domande), ma altresì in ragione dell’attività di vigilanza che dovrà essere svolta, anche a seguito di eventuali esposti e segnalazioni, mediante adozione di provvedimenti quali archiviazioni, sospensioni e cancellazioni.
Anche la mediazione – che già impegna, con i numerosi esposti, buona parte dell’attività di vigilanza sinora svolta dall’Ufficio – subirà a breve una ulteriore implementazione, considerato il potenziamento previsto per gli istituti di ADR (alternative dispute resolutions) dalla legge 26 novembre 2021, n. 206 recante "Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata", in attuazione degli obiettivi di cui al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In attuazione della delega, è stato infatti adottato il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, che ha modificato - tra l’altro - il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 in materia di mediazione civile e commerciale. Le modifiche apportate alle norme di rango primario hanno reso necessari, a loro volta, interventi normativi di carattere secondario, volti da un lato a dare effettiva attuazione agli incentivi fiscali in materia di mediazione e, dall’altro, a rivedere il decreto ministeriale 18 ottobre 2010, n. 180 (“Regolamento recante … criteri e … modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione”), non solo al fine di renderlo conforme alle novità introdotte dalla riforma, ma anche di superare molteplici criticità emerse nell’attività di vigilanza e, infine, di istituire l’apposito elenco di organismi ADR in materia di consumo previsto dal decreto legislativo 6 agosto 2015, n. 130 in attuazione della Direttiva UE/2013/11. A tal fine, è stato istituito apposito tavolo tecnico, cui l’ufficio partecipa costantemente - e continuerà a partecipare nel 2023 - offrendo il proprio fattivo contributo ai lavori. Nel 2023, stanti le modifiche apportate dal decreto legislativo n. 149/2022 in merito ai requisiti di iscrizione al registro, sarà peraltro necessario verificare, a decorrere dal 30 giugno, l’intervenuto adeguamento di tutti gli organismi iscritti (circa 570) ai nuovi requisiti.
Non può poi tralasciarsi l’intervenuta adozione del decreto ministeriale 17 febbraio 2022, n. 27, in materia di Class action, in attuazione di quanto statuito dagli articoli 840-bis e ss. c.p.c. (introdotti dall’articolo 1 della legge 12 aprile 2019, n. 31), adozione a seguito della quale l’ufficio ha provveduto a istituire anche il nuovo elenco pubblico delle organizzazioni ed associazioni legittimate alla proposizione dell’azione di classe. A tal fine, l’ufficio ha svolto anzitutto l’attività preparatoria, predisponendo appositi modelli (di dichiarazione sostitutiva e di domanda di iscrizione, quest’ultimo approvato con apposito decreto), adottando un ulteriore decreto per fissare le modalità di svolgimento delle verifiche da effettuare ai fini dell’iscrizione nell’elenco, richiedendo l’apertura di una apposita casella dedicata di posta elettronica certificata e l’attivazione del Pago PA. L’ufficio ha, poi, svolto l’attività di primo popolamento dell’albo, richiedendo al Ministero dello sviluppo economico un prospetto delle associazioni dei consumatori che, al momento dell'entrata in vigore del decreto ministeriale cit., risultavano iscritte nell’elenco di cui all'articolo 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206; ha, quindi, acquisito ulteriori informazioni e documentazione dalle Associazioni così individuate, e ha infine adottato apposito decreto di iscrizione di dette Associazioni nel proprio elenco, provvedendo a darne avviso al pubblico mediante pubblicazione sia dell’elenco sia di apposite informazioni sul sito istituzionale. Successivamente, l’Ufficio ha esaminato le domande di iscrizione pervenute e si appresta, per il 2023, ad effettuare entro il 31 maggio l’aggiornamento dell’albo, previa verifica della permanenza dei requisiti in capo agli iscritti.
In materia di composizione negoziata della crisi d’impresa, introdotta dal decreto-legge 24 agosto 2021, n. 118 (convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 2021, n. 147), a seguito dell’adozione del decreto dirigenziale del 28 settembre 2021, contemplato dall’articolo 3, commi 2 e 4 del decreto-legge cit. (“Linee di indirizzo agli Ordini professionali per l’attività di selezione delle domande per la formazione degli elenchi regionali degli esperti indipendenti nella composizione negoziata della crisi d’impresa”), l’ufficio ha più volte risposto a quesiti degli utenti interessati all’iscrizione nonché predisposto apposite note per il DAGL, al fine di difendere in giudizio l’amministrazione, in occasione di ricorsi presentati dagli aspiranti iscritti avverso provvedimenti di diniego.
Ufficio III
Per quanto riguarda il Casellario giudiziale, ai fini dell’attuazione del Regolamento (UE) 2019/816 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019, avente come finalità la realizzazione dell’interconnessione digitale tra i diversi sistemi di sicurezza del controllo delle frontiere degli Stati dell’Unione Europea, con finalità di consentire lo scambio di informazioni estratte dal casellario giudiziale tra le competenti autorità degli Stati membri, in vista della costruzione dello “spazio di libertà, sicurezza e giustizia” - obiettivo primario dell’Unione Europea - si è proceduto, unitamente all’Ufficio Legislativo, alla modifica dei decreti legislativi n. 74 e 75 del 2016, nonché di varie disposizioni del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313. È stato dunque adottato il Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 76, in attuazione della Direttiva delegata (UE) 2019/884 per Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019, che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini dei paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECIRS), e che sostituisce la decisione quadro 2009/316/GAI del Consiglio. È attualmente in corso, da parte di DGSIA, la realizzazione della infrastruttura digitale di interconnessione con la banca dati AFIS del Ministero dell’Interno, finalizzata alla trasmissione delle immagini relative ai rilievi dattiloscopici e del volto dei soggetti condannati, conformemente alle previsioni della nuova normativa citata.- Principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza
Come può facilmente arguirsi dall’esposizione che precede, numerose delle attività richieste allo scrivente ufficio richiedono la predisposizione di strumenti informatici, per realizzare i quali l’ufficio è in costante contatto con la DGSIA.
Nel settore del recupero crediti è continua e costante la collaborazione con la Corte dei Conti ed Equitalia Giustizia S.p.A.
L’ufficio coopera con Poste Italiane S.p.A. e Vodafone S.p.A. per definire, con un accordo transattivo, posizioni debitorie gravanti sui singoli uffici giudiziari e risalenti agli anni passati.
Nell’ambito del sistema ECRIS (European Criminal Record Information System) il progetto concernente l’indice europeo dei condannati cittadini di Paesi terzi (ECRIS-Third Country Nationals), parte di un più ampio processo di interoperabilità tra diversi sistemi di informazione dell’UE (VIS, SIS, EES, ETIAS EURODAC ed ECRIS–TCN) nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria, asilo e migrazione, punta a ottenere l’interoperabilità attraverso sistemi di rilevazione di dati biometrici standardizzati, che garantiscano un’elevata qualità dei dati, adottando schemi comuni tra gli Stati membri. La criticità al momento è legata alla gestione del CUI e delle impronte digitali per le quali sono in corso confronti inter-istituzionali con il Ministero dell’interno, e le altre amministrazioni coinvolte. Lo sviluppo della relativa infrastruttura digitale, interamente affidata a DGSIA, riscontra notevole ed allarmante ritardo, nonostante le ripetute interlocuzioni e formali sollecitazioni da parte di questa Direzione e dell’Amministrazione capofila del progetto europeo di interoperabilità, e cioè del Ministero dell’interno.
- Principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza
Contesto interno:
- Variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie
Ufficio I
All’inizio dell’anno 2022 l’Ufficio I contava: presso il Reparto I (servizi relativi alla giustizia civile) n. 4 funzionari di area III, di cui 2 con qualifica di direttore amministrativo, un funzionario contabile di area III, un cancelliere, 3 assistenti giudiziari; presso il Reparto II (servizi relativi alla giustizia penale) n. 3 addetti, di cui 2 funzionari di area III ed un assistente giudiziario. Nel corso dell’anno 2022 si è avuto il pensionamento o comunque la cessazione dal servizio del cancelliere esperto e di due assistenti giudiziari del Reparto I, a fronte dell'assegnazione di un funzionario giudiziario al Reparto II.
Le risorse materiali hanno subìto un processo di obsolescenza non ovviato dagli uffici di competenza; si è più volte richiesta la sostituzione di dispositivi ed apparecchiature non più adeguati ai sistemi operativi ed applicativi dell’Amministrazione, in uso per lo svolgimento del lavoro, senza ottenere evasione della richiesta.
Ufficio II
Nel corso del 2022 è stato confermato il distacco della dott.ssa omissis presso la Procura presso il Tribunale dei Minorenni di Trieste ed hanno cessato di collaborare con l’ufficio il funzionario giudiziario omissis e l’assistente amministrativo omissis per pensionamento, le funzionarie omissis e omissis per termine del distacco e il cancelliere esperto omissis per trasferimento ad altre amministrazioni, mentre il funzionario giudiziario omissis è stata sospesa dal lavoro, in quanto non in possesso di green pass, fino alla cessazione del relativo obbligo.
Presso l’ufficio sono state assegnate, nel reparto 1, il funzionario giudiziario omissis, l’assistente giudiziario omissis e l’agente scelto omissis. Nel reparto 5 è stata assegnata la dott.ssa omissis, adibita alla tenuta e vigilanza dell’elenco delle associazioni legittimate a proporre la class action e all’albo dei gestori della crisi d’impresa; il reparto ha invece perso, alla fine del mese di novembre, la collaborazione del detenuto omissis, già ammesso al lavoro all’esterno. Infine, all’inizio del 2023, è stata altresì assegnata al reparto 5 la dott.ssa omissis.
Per quanto riguarda le variazioni attese per il 2023, è stato confermato il distacco della dott.ssa omissis ed è previsto il pensionamento del sostituto commissario omissis senza che allo stato siano previste assegnazioni in entrata, nonostante le numerose competenze aggiuntive che l’ufficio dovrà affrontare nel corso del 2023.
Ufficio III
Reparto I “casellario”. Il numero di risorse assegnate attualmente all’Ufficio III Reparto I è del tutto inadeguata all’espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionalmente facenti capo allo stesso, previste dall’art. 19 del d.P.R. n. 313/2002 (Testo unico in materia di casellario giudiziale), in continua evoluzione ed implementazione.
Oltre a ciò, deve evidenziarsi come l’attuale formulazione della cornice normativa di riferimento, in uno con la vetustà del sistema SIC, abbiano generato nel tempo una sostanziale stasi del processo Cer.PA., di talché si è resa orma evidente, ed improrogabile, la necessità di una reingegnerizzazione del sistema stesso, non più in grado di far fronte alle aumentate esigenze di conoscenza dei dati relativi alle condanne da parte delle P.A. e dei gestori di servizi pubblici.
Reparto II “grazie”. A seguito del trasferimento della sede del Reparto da Via Arenula a Piazza di Firenze, rispetto alle già scarse risorse di personale del Reparto I, sono rimaste solo 3 di esse. È stato pertanto necessario attingere, al fine di garantire le funzionalità minime dell’ufficio III, alle già scarse risorse umane del Reparto I. Appare pertanto urgente assegnare almeno tre unità di personale al Reparto II. -
Modifiche o interventi nell’assetto organizzativo intervenute nel 2022 o attese nel 2023
Nel corso dell’anno 2022 sono proseguiti gli interventi di modifica e riorganizzazione dell’assetto operativo e funzionale dell’Ufficio I. In particolare, si è proseguito il processo di omogeneizzazione delle prassi precedentemente invalse, per i medesimi servizi, presso il Reparto I ed il Reparto II, e dovute alla previgente organizzazione interna del Dipartimento per gli affari di giustizia, che vedeva la cura dei settori relativi alla giustizia civile ed alla giustizia penale rispettivamente attribuita a due diverse direzioni generali (e quindi a diversi uffici); inoltre (a) è stato adottato un ordine di servizio per la distribuzione del servizio di trattazione e smistamento dei protocolli in entrata all'Ufficio I; (b) sono state avviate interlocuzioni e riunioni con tutti i dipendenti, per l’omogeneizzazione e velocizzazione delle attività post-ispettive e delle segnalazioni di danno erariale a carico di magistrati, dipendenti dell’ordine giudiziario, ausiliari dell’autorità giudiziaria; (c) è stato velocizzato e snellito il procedimento di lavorazione interna dei contributi relativi alle interrogazioni parlamentari, e destinati all’Ufficio di Gabinetto del sig. Ministro; (d) si è consolidata la digitalizzazione dell’istruttoria richiesta dalle singole pratiche, con l’utilizzo esclusivo della firma digitale; (e) si è conservata la cospicua riduzione dei tempi medi di evasione dei quesiti pervenuti da tutti gli uffici giudiziari d’Italia; (f) si è curata la realizzazione e diffusione, a livello nazionale, di un numero monografico del foglio di informazione dedicato a divulgare i pareri e le circolari di maggiore rilievo in materia di contributo unificato, considerando la ricorrenza dei quesiti e la rilevanza delle questioni sottese; (g) a decorrere dal 6 dicembre 2022, l'Ufficio I ha preso parte all'avvio della fase sperimentale del progetto Filodiretto, con l'attivazione di una apposita casella di posta (mail) dedicata; l'Ufficio ha dato risposta stesso mezzo agli Uffici giudiziari coinvolti, entro tempi particolarmente ridotti, nonostante la novità dei quesiti pervenuti.
Per l’anno 2023 l’Ufficio I si prefigge di conservare gli obiettivi già conseguiti, e consolidare il processo di efficientamento ed omogeneizzazione delle prassi dei due Reparti, principalmente nell’ambito delle attività post-ispettive. -
Livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 ed eventuali ritardi o criticità
Ufficio I
Gli obiettivi prefissati all’inizio dell’anno 2022, con specifico riguardo all’Ufficio I sono stati tutti conseguiti; le criticità relative alle pratiche post-ispettive sono state risolte, mediante la distribuzione omogenea degli affari tra i diversi addetti ai reparti; si è data priorità all'evasione dei quesiti; in materia di magistratura onoraria, si sono attivate diverse interlocuzioni con Autorità terze, di cui alcune portate a compimento.
Ufficio II
Nonostante le problematiche legate alla pandemia sopradescritte che hanno interessato l’ufficio, l’avvicendamento di personale, con conseguente perdita di esperienza professionale e necessità di formazione del personale neoassunto, e le nuove competenze assegnate, l’ufficio ha integralmente assolto ai propri compiti; la carenza di risorse umane e numerose problematiche ai relativi sistemi informatici ha determinato ritardi nelle iscrizioni negli albi o registri gestiti dall’ufficio.
Ufficio III
Reparto I. Molti progetti del Casellario giudiziale sono dipendenti, nella loro concreta attuazione, dalle attività di realizzazione delle relative infrastrutture digitali interamente in capo a DGSIA. Per quanto concerne, in particolare, il progetto di interoperabilità del sistema ECRIS-TCN, l’obiettivo stabilito dall’Agenzia Europea EULISA di avvio dei test di trasmissione delle immagini relative ai rilievi dattiloscopici dei condannati per il mese di marzo 2023 è sostanzialmente inattuabile.
Reparto II. Nel corso dell’anno 2022, è stata realizzata una completa riorganizzazione dei flussi di lavoro e di lavorazione delle pratiche di grazia che ha consentito lo smaltimento della notevole mole di arretrato del Reparto, passando dalle 1175 pendenze del 23/3/2022 alle circa 300 del 31/12/2022. In assenza di reintegro della quota di risorse umane venuta meno a seguito del trasferimento del reparto presso la sede di Piazza di Firenze, appare difficilmente ipotizzabile consolidare e mantenere i risultati raggiunti. -
Ricognizione dei principali rischi connessi alle materie di competenza
L’ufficio I, reparto I, con riferimento al Fondo per il rimborso degli imputati assolti e l’ufficio II, con particolare riferimento al reparto V “albi e registri”, sono interessati da nuove competenze, alle quali, senza un adeguato supporto di risorse umane e materiali che allo stato manca, non saranno in grado di fare fronte.
La funzionalità dell’Ufficio, inoltre, è altamente condizionata dal numero del personale in servizio, considerati gli imponenti flussi di affari gestiti in entrata ed in uscita. Ragione per cui, i rischi principali consistono nelle battute di arresto che i diversi servizi potrebbero subire, laddove venisse meno anche una sola delle unità operative addette all’Ufficio, e la defezione non fosse tempestivamente ovviata.
La presenza degli apparati hardware e tecnologici del Sistema Informativo del Casellario presso la sede di piazza di Firenze comporta il coinvolgimento dei tecnici presenti in servizi di supporto alla DGSIA per la gestione delle macchine e dei guasti alle stesse (nel corso del 2022 si sono verificati gravi interruzioni dei servizi a causa di guasti tecnici piuttosto seri) e alla Direzione Generale Beni e Servizi per gli apparati di supporto al Sistema (UPS), distogliendo gli stessi dalle attività di competenza dell’Ufficio. Rilevano inoltre criticità legate a sempre più frequenti violazioni della sicurezza dei sistemi, per i quali è assolutamente rilevante una forte sinergia con la DGSIA.
Obiettivo: Supporto alle attività degli uffici giudiziari mediante la risoluzione delle problematiche poste dagli stessi al fine di migliorarne e uniformarne l’attività
Tra i compiti dell’Ufficio I vi è quello di fornire supporto, attraverso la formulazione di risposte ai quesiti o la predisposizione di circolari, agli uffici giudiziari in ordine a problematiche o dubbi interpretativi relativi ai servizi di cancelleria e alle spese di giustizia.
Elemento essenziale dell’intervento dell’ufficio, oltre la chiarezza e completezza della risposta, è la sua tempestività, nel senso che per potere costituire un valido supporto la risposta deve avvenire in tempo utile e non a distanza dalla formulazione del quesito.
Nel 2022 si è consolidata la riduzione dei tempi delle risposte, tanto che l’ufficio mediamente risponde ai quesiti entro venti giorni.
L’obiettivo, allora, che si prefigge l’ufficio è quello di mantenere anche per l’anno 2023, unitamente alla qualità del servizio, anche una tempistica nelle risposte adeguata, affinché almeno l’80% delle risposte intervengano entro due mesi dalla formulazione del quesito.
Tempi di realizzazione: il tempo necessario per la risoluzione delle problematiche poste dagli uffici può variare in relazione alla complessità della questione e alla eventuale necessità di interlocuzione con altre articolazioni ministeriali (l’Ufficio di Gabinetto, l’Ufficio legislativo e l’Ispettorato generale).
Elementi di criticità: La situazione emergenziale in atto, che ha portato all’adozione di svariati provvedimenti normativi in materia di amministrazione della giustizia, avendo creato situazioni dal punto di vista processuale e della gestione dei servizi giustizia del tutto nuove ed eccezionali, ha determinato un considerevole aumento dei quesiti rivolti a questo ufficio.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso:
Risposte ai quesiti entro due mesi dalla loro formulazione: 80%
Obiettivo: Riduzione dei tempi della durata dei procedimenti relativi alle istruttorie delle domande di grazia
Deve necessariamente premettersi come l’Ufficio III – Reparto II, fino all’8/6/2022, versasse in una situazione di gravissimo arretrato, con pratiche di grazia pendenti risalenti anche agli anni 2017-2019 e fosse dislocata in una sede diversa dal Reparto I. In occasione del trasferimento del Reparto dalla sede di Via Arenula alla sede di Piazza di Firenze, è stata avviata un’opera di totale riorganizzazione delle attività e delle modalità di lavorazione delle procedure di grazia, attuata mediante l’adozione di diversi ordini di servizio – ripartendo i servizi sul personale delle altre articolazioni dell’Ufficio - attività che ha generato una intensissima lavorazione di tutti i fascicoli pendenti e la protocollazione di oltre 700 note in uscita nell’arco di un mese e mezzo. Lo sforzo organizzativo e lavorativo messo in campo ha prodotto risultati immediatamente misurabili, consentendo lo smaltimento della quasi totalità dell’arretrato per gli anni 2018, 2019 e 2020 ed una considerevole riduzione di quello relativo al 2021, conformemente agli obiettivi di performance stabiliti per l’anno 2022.
La principale criticità è data dal fatto che la tempistica dell’istruttoria è in gran parte dipendente dagli uffici di sorveglianza che, ai sensi dell’art. 681 c.p.p., hanno il compito di esprimere una valutazione previa acquisizione di informazioni presso le strutture penitenziarie e le forze di polizia e del parere del Procuratore generale competente.
Considerato che l’obiettivo per l’anno 2022 riguardava la definizione di un numero di procedimenti relativi all’anno 2020 almeno pari al 90%, tale obiettivo risulta ampiamente raggiunto.
L’oggettiva riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti di grazia, per la parte relativa all’istruttoria di competenza dell’ufficio, consente di fissare per l’anno 2023 un obiettivo di definizione di gran parte dei fascicoli iscritti l’anno precedente.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Definizione dei procedimenti relative a domande di grazie presentate nel 2022: 80%
2.2.1.2 Direzione generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria
Analisi contesto
Contesto esterno
- Principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente la performance del 2023.
Per quanto attiene all’Ufficio I (Cooperazione giudiziaria internazionale) di questa Direzione generale, nel 2022 è proseguito l’affievolimento, già cominciato nel 2021, del principale fattore di criticità rispetto al raggiungimento dell’obiettivo della negoziazione degli accordi bilaterali in materia di cooperazione giudiziaria (nei suoi tre settori dell’estradizione, dell’assistenza giudiziaria e del trasferimento dei detenuti). Infatti, sono state progressivamente allentate, o sono del tutto venute meno, le restrizioni alla circolazione e le ulteriori misure di contrasto alla pandemia da COVID-19, che nel 2020 avevano fortemente condizionato l’andamento dei negoziati in corso per la conclusione dei suddetti accordi, soprattutto con riferimento alla relativa parafatura o, comunque, alla formalizzazione degli accordi raggiunti a livello tecnico sul testo degli accordi in questione. Nel 2020, difatti, l’incidenza negativa della pandemia e delle conseguenti misure di emergenza era stata di grandissima rilevanza, giacché si era parafato un (1) solo accordo, a fronte dei diciotto (18) parafati nel 2019, che peraltro avevano costituito un risultato del tutto eccezionale e straordinario. Sia nel 2021 che nel 2022, per contro, il numero degli accordi parafati o comunque conclusi è salito al numero di undici (11) per ciascuno di tali anni, ritornando a un livello di assoluta eccellenza, che si auspica di mantenere nel 2023. A tal fine si confida che per il raggiungimento di quest’obiettivo siano impiegate tutte le indispensabili risorse umane, materiali e finanziarie. Ciò da un lato con un significativo incremento della dotazione del personale amministrativo e di magistratura dell’Ufficio I DG COOP; dall’altro col conseguente adeguamento degli spazi e degli apparati tecnologici messi a disposizione dello stesso Ufficio (previo indispensabile e urgentissimo ripristino dei locali del 5° piano attualmente inagibili a causa delle infiltrazioni d’acqua già da tempo in atto aggravatesi nel dicembre 2022); dall’altro ancora, infine, con lo stanziamento dei necessari fondi nei capitoli di bilancio sui quali gravano le spese di missione (per i negoziati da svolgere all’estero) e quelle di rappresentanza (per i negoziati da svolgere in Italia).
Anche per quanto riguarda l’Ufficio II (Affari internazionali), quale principale evento occorso nel 2022 in grado di influenzare positivamente la performance nel 2023 può sicuramente essere indicato quello della ripresa dei meeting relativi ai negoziati UE in presenza, così come delle riunioni, workshop, conferenze, seminari e altri incontri programmati nell'ambito delle organizzazioni sovranazionali e internazionali; tali riunioni, che a decorrere dagli inizi del 2020 e sino a tutto il 2021, si sono svolti attraverso meeting in video conferenza, dal gennaio/febbraio 2022 sono ripresi secondo le ordinarie modalità grazie alla efficacia della campagna vaccinale che ha fortemente ridimensionato l’emergenza epidemiologica. Ciò ha comportato un più proficuo svolgimento delle riunioni per la possibilità di scambi diretti e continui sia con gli esperti delle altre delegazioni sia con i nostri Consiglieri presso la Rappresentanza permanente italiana presso l’Unione Europea in Bruxelles. Non si segnalano eventi in grado di influenzare negativamente la performance nel 2023 tranne, allo stato non prevedibile, il riacutizzarsi della crisi pandemica. - Evoluzione della disciplina di riferimento.
Nel corso del 2022 è stata modificata la normativa relativa agli obblighi derivanti dai viaggi all’estero -che sino ad allora aveva previsto la sottoposizione al “test anticovid” al rientro in Italia, oltre alla presentazione di certificazioni e dichiarazioni- rendendo sicuramente più agevoli sia la fase di preparazione della partenza (check in) che quella di arrivo all’estero e di rientro in Italia. Sotto tale profilo, già a partire dal primo semestre del 2022, le modifiche apportate hanno avuto un positivo impatto nella gestione di tutta l’attività dell’ufficio legata alla effettuazione delle missioni. - Principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza.
Per quanto attiene in particolare al settore della cooperazione giudiziaria, le attività di negoziazione degli accordi bilaterali richiedono – com’è noto – il coinvolgimento dei competenti uffici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Nel 2022, come già nel 2021, l’interlocuzione coi suddetti uffici ha fatto emergere alcune significative criticità, legate, in special modo, alla elaborazione dei testi delle disposizioni riguardanti da un lato il trattamento dei dati personali (cosiddetta clausola sulla privacy); dall’altro la salvezza dei diritti e obblighi derivanti dalla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea (cosiddetta clausola di salvaguardia europea). Sovente, infatti, le interlocuzioni avute col MAECI hanno reso necessaria la riapertura del negoziato per proporre alla controparte delle modifiche delle disposizioni in questione, sebbene tali modifiche non fossero strettamente necessarie e il testo fosse stato negoziato e concordato con la controparte partendo da quello inizialmente suggerito dallo stesso MAECI. È quasi superfluo evidenziare che questa prassi ha comportato e comporta dei notevoli ritardi nella conclusione dei negoziati, in qualche caso addirittura mettendone a rischio il relativo e complessivo esito.
Per quanto riguarda l’attività svolta nell’ambito della “fase ascendente” della partecipazione agli affari internazionali, quali principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza un ruolo importante spetta ai colleghi che svolgono la funzione di Consiglieri presso la Rappresentanza permanente italiana presso l’Unione Europea in Bruxelles -con i quali l’Ufficio intrattiene un regolare e proficuo rapporto di scambio di opinioni e punti di vista non solo durante il meeting relativo ad ogni singolo negoziato, ma anche precedentemente e successivamente allo stesso in vista della compilazione di questionari, risposte a quesiti, inoltro di contributi scritti- nonché, seppur in misura assai minore, alle diverse amministrazioni che di volta in volta risultino coinvolte, per la materia trattata, nella negoziazione dei singoli negoziati. Anche gli esperti, portatori di specifiche professionalità, potranno essere designati, come già avvenuto nel settore civile nel corso del 2022 ed in precedenza anche per quello penale, per la partecipazione ai singoli dossier, oppure consultati al fine di un proficuo confronto e scambio di opinioni.
Contesto interno
- Variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie.
Nel 2023 e negli anni seguenti un fattore decisamente negativo rischia di essere costituito dalla sempre più preoccupante situazione del personale, che caratterizza entrambi gli uffici della Direzione.
Per quanto attiene all’Ufficio I, la situazione già da tempo presenta profili di significativa criticità, causati dal collocamento a riposo – già intervenuto nel 2020 e 2021 – di diverse unità di personale, tra le quali vanno ricordate, limitando la menzione ai più recenti pensionamenti, il Direttore Amministrativo omissis e le Funzionarie Giudiziarie omissis, omissis e omissis. Non senza evidenziare, per queste ultime tre, che per lunghissimo tempo costoro hanno avuto l’esclusiva responsabilità di un’intera area d’attività dell’Ufficio. Analogo discorso va fatto per l’ormai imminente collocamento a riposo del Funzionario Giudiziario omissis (previsto a partire dall’1.7.2023) e per il successivo – ma comunque prossimo – pensionamento del Direttore Amministrativo omissis. Per tantissimi anni costoro hanno rappresentato, e tuttora rappresentano, delle vere e proprie “colonne” dell’Ufficio, per la grande quantità e qualità del lavoro svolto nella delicatissima area dell’assistenza giudiziaria penale, della quale, oltretutto, la dr.ssa omissis è responsabile e coordinatrice. Già nel 2022, invece, si è perso il qualificato e prezioso apporto dei Cancellieri Esperti omissis e omissis, rispettivamente transitati ad altra amministrazione (la Presidenza del Consiglio dei Ministri) e a una diversa direzione generale del Dipartimento (la Direzione Generale degli Affari Giuridici e Legali – DGAGL). Tornando al 2023, verrà purtroppo meno anche il pregevole apporto del Tecnico di Amministrazione omissis, della quale, infatti, è a breve previsto il passaggio ad altra amministrazione (l’INPS) a seguito della vittoria di pubblico concorso. Pertanto, è quasi superfluo sottolineare che, in assenza di un tempestivo e congruo ripristino e rafforzamento dell’organico, l’ordinaria funzionalità dell’Ufficio rischia di subire un serio e stabile pregiudizio, finora evitato solo grazie allo straordinario ed eccezionale impegno da tempo encomiabilmente profuso da tutto il personale amministrativo attualmente in servizio, la cui elevata professionalità e il cui grande spirito di sacrificio costituiscono, per contro, un fattore di più che positiva caratterizzazione del contesto interno. Analoga valutazione può e deve essere compiuta in relazione al personale di magistratura, che a partire dal 2020 – con la soppressione della Direzione Generale della Giustizia Penale e la contestuale istituzione della Direzione Generale degli Affari Internazionali e della Cooperazione Giudiziaria – ha finalmente raggiunto una consistenza numerica più adeguata ai davvero consistenti carichi di lavoro dell’Ufficio, la cui estrema gravosità quantitativa e qualitativa – per inciso accresciuta dall’acquisizione dell’intero settore della cooperazione giudiziaria civile – rende senz’altro auspicabile un ulteriore adeguamento della dotazione mediante l’aumento da quattro (4) a cinque (5) del numero dei magistrati addetti, per lo meno in ragione dell’attuale congedo straordinario per maternità a rischio della dr.ssa omissis, che è cominciato il 4.10.2022 e oggi come oggi è stato concesso fino al 29.3.2023, ma verrà con ogni probabilità ulteriormente prorogato per un significativo periodo di tempo.
Volgendo l’attenzione all’Ufficio II, quest’ultimo, a causa dell’attuale condizione dell’organico dei magistrati addetti al settore civile per effetto del trasferimento di una delle due unità attualmente in servizio (l’altra, rientrata il 6.3.2023 dall’astensione obbligatoria per maternità, è titolare di astensione facoltativa ancora da fruire e rientrerebbe in ruolo laddove fosse accolta la domanda da poco presentata), rischia di rimanere privo di risorse munite delle necessarie competenze specialistiche. Anche l’altro magistrato addetto al settore penale, presente sino ad ottobre 2021, non è stato sostituito nel corso del 2022, sicché unico magistrato dell’Ufficio sarà di qui a pochi mesi il direttore. Inoltre si fa presente che, a decorrere dal marzo 2023, l’assistente giudiziaria di seconda area che svolge, per metà, attività di segreteria dell'Ufficio e per metà attività di protocollo e classificazione in entrata e in uscita di documenti, sarà collocata a riposo. - Modifiche o interventi nell’assetto organizzativo intervenute nel 2022 o attese nel 2023.
Per quanto attiene all’Ufficio I, si deve menzionare il processo di digitalizzazione delle procedure di lavorazione degli atti che è stato recentemente avviato e che auspicabilmente porterà, in un tempo ragionevolmente breve, a una totale o pressoché totale dematerializzazione dei fascicoli e dei procedimenti di cooperazione giudiziaria gestiti dall’Ufficio. Al riguardo si deve peraltro evidenziare che nelle relazioni con le autorità giudiziarie italiane la trasmissione degli atti in formato digitale è già una diffusa e consolidata realtà grazie all’interoperabilità dei sistemi d’informazione tecnologica, mentre nei rapporti con le autorità estere la trasmissione degli atti in formato analogico non potrà essere del tutto eliminato, soprattutto nelle procedure di cooperazione con i Paesi extra-UE. Da un lato, infatti, si deve ricordare che la firma digitale ha una validità ed efficacia che sono limitate – per ragioni sia legali che tecnologiche – al territorio nazionale. Dall’altro, poi, si può citare l’esempio della trasmissione delle domande di estradizione e della relativa documentazione a Stati con cui non si hanno trattati o i cui trattati non contemplano – come spesso avviene – la possibilità di una redazione e trasmissione degli atti in un formato diverso da quello cartaceo. In ogni caso, invece, un importante passo in avanti potrà essere significativamente compiuto per le fasi di lavorazione meramente interne all’Ufficio, che potranno infatti registrare una rilevante digitalizzazione degli atti e delle procedure, coi conseguenti evidenti vantaggi sia in termini di risparmio dei costi d’acquisto della carta e di riduzione dell’impatto ambientale, che in termini di recupero di una parte degli spazi attualmente destinati all’archiviazione dei fascicoli cartacei. È possibile, tuttavia, che nella sua prima fase di sperimentazione e attuazione il processo di digitalizzazione delle procedure possa comportare anche qualche significativo inconveniente o disguido.
Per quanto riguarda l’Ufficio II, deve positivamente evidenziarsi l’assegnazione all’Ufficio, nell’ottobre del 2022, di un funzionario di polizia penitenziaria equiparato alla terza area che coadiuva nel settore penale. - Livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 ed eventuali ritardi o criticità.
Nulla da segnalare con riferimento all’Ufficio I. Con riferimento all’Ufficio II, il livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 non è stato inficiato da ritardi nonostante le criticità sopra evidenziate, tanto che tutti gli obiettivi prefissati nel corso dello stesso anno sono stati raggiunti, ciò grazie all’impegno dei due unici magistrati presenti che hanno garantito la partecipazione a circa 40 riunioni in ambito UE. - Ricognizione dei principali rischi connessi alle materie di competenza.
Nulla da segnalare con riferimento all’Ufficio II. Con riferimento all’Ufficio II, non può non sottolinearsi che il raggiungimento degli obiettivi, legato prevalentemente alla partecipazione ai negoziati ed alle altre riunioni in ambito sovranazionale ed internazionale, nel corso del 2023 potrebbe essere inficiato dalla maggiore difficoltà di partecipare ai negoziati e agli altri incontri a livello internazionale, stante la evidenziata carenza di magistrati. Tale situazione -cui già nel corso dell’ultimo periodo del 2022 è conseguita l’assegnazione di alcuni singoli dossier ad esperti esterni- è destinata a ripetersi per il 2023, se non ad aggravarsi, a seguito delle annunciate numerose proposte di strumenti legislativi UE di prossima pubblicazione. Sotto altro profilo, anche la eventuale diminuzione o l’esaurimento di risorse finanziarie, destinate al DAG per il capitolo delle missioni, potrebbe avere ripercussioni negative nel raggiungimento degli obiettivi dell’Ufficio
Obiettivo: Negoziazione degli accordi bilaterali di estradizione, assistenza giudiziaria e trasferimento dei detenuti – Ufficio I (Cooperazione giudiziaria internazionale)
Nell’ambito del rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale, che per il 2023 e già da molti anni costituisce uno degli obiettivi strategici nel contesto delle priorità politiche indicate dai Ministri della Giustizia nei vari atti d’indirizzo politico-istituzionale, l’Ufficio è stato e sarà direttamente impegnato in negoziati con alcuni Paesi ritenuti di particolare interesse strategico per il nostro Paese. Ciò in base alla popolazione italiana residente all’estero, alla presenza di gravi forme di criminalità, alle statistiche relative alle procedure di estradizione e assistenza giudiziaria, nonché alla qualità della cooperazione bilaterale in assenza di accordi. Nell’anno 2023 l’obiettivo è quello di negoziare, nell’una e/o nell’altra materia, una significativa parte dei seguenti accordi che, unitamente alle ulteriori priorità che verranno eventualmente segnalate dal Ministro, rivestono carattere prioritario per l’Ufficio:
- ARGENTINA;
- VENEZUELA;
- GUATEMALA;
- HONDURAS;
- PARAGUAY;
- THAILANDIA;
- INDONESIA;
- MALESIA;
- SINGAPORE;
- GIAPPONE;
- FILIPPINE;
- PAKISTAN;
- QATAR;
- OMAN;
- IRAQ;
- GIORDANIA;
- TUNISIA;
- EGITTO;
- COSTA D’AVORIO;
- MALI;
- GHANA
A tale obiettivo si affianca quello di fornire supporto tecnico per la firma, la ratifica e l’entrata in vigore degli accordi bilaterali già negoziati a livello tecnico, come per esempio quelli con Marocco, Algeria, Tunisia, Senegal, Mali, Niger, Capo Verde, Gambia, Guinea Bissau, Kuwait, Iran, Uzbekistan, India, Singapore, Vietnam, Uruguay, Repubblica Dominicana, Bolivia, Cuba e San Marino.
L’obiettivo in esame riguarda pure la negoziazione degli accordi bilaterali in materia di trasferimento delle persone condannate. Nell’anno 2023, dunque, ci si prefigge di proseguire e, se possibile, incrementare l’intensa attività di negoziazione bilaterale già svolta negli anni precedenti. Ciò prestando particolare attenzione ai seguenti paesi:
- REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD;
- VENEZUELA;
- GUATEMALA;
- HONDURAS;
- ANTIGUA E BARBUDA;
- FILIPPINE;
- CINA;
- INDONESIA;
- MALESIA;
- PAKISTAN;
- QATAR;
- GIORDANIA;
- TUNISIA;
- ALGERIA;
- CAPO VERDE;
- COSTA D’AVORIO;
- GHANA
A tale obiettivo si affianca quello di fornire supporto tecnico per la firma, la ratifica e l’entrata in vigore degli accordi bilaterali già negoziati a livello tecnico, come per esempio quelli con Marocco, Libia, Senegal, Mali, Niger, Gambia, Guinea Bissau, Uruguay, Paraguay, Cuba, Bolivia, Vietnam, Uzbekistan, Emirati Arabi Uniti e Sri Lanka.
Tutto ciò col più ampio scopo dell’ottimizzazione delle procedure di trasferimento delle persone condannate, che verrà perseguito: a) svolgendo, con il contributo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), un’attività di diffusione tra i detenuti di dettagliate informazioni sull’entrata in vigore delle convenzioni bilaterali che consentono di chiedere il trasferimento; b) l’organizzazione di meeting bilaterali e tavoli tecnici con i Paesi che presentano una nutrita popolazione carceraria in Italia (per esempio Romania e Albania); c) la partecipazione a riunioni sull’applicazione, a livello europeo, della decisione quadro 2008/909/GAI, come per esempio le riunioni della European Organisation of Prison and Correctional Services (EuroPris).
Per ogni attività, peraltro, è ovviamente fatta salva la possibile incidenza negativa di una eventuale significativa ripresa della pandemia da COVID-19, apertamente manifestatasi sin dal gennaio 2020 e tuttora in atto, seppur – fortunatamente – in una fase di calante pericolosità per la salute pubblica. È quasi superfluo sottolineare che questa negativa incidenza potrà riguardare soprattutto la conclusione degli accordi mediante la relativa definizione a livello tecnico, per la quale, difatti, è imprescindibile l’effettuazione di missioni da e/o all’estero, che per un lungo periodo è stata per contro preclusa, in tutto o in parte, a partire dal febbraio 2020.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Conclusione di accordi a livello tecnico: 5
Scambio di bozze di testi o altra forma di negoziazione: 20
Partecipazione a meeting e tavoli tecnici: 1
Obiettivo: Partecipazione a tavoli di lavoro con Stati esteri, autorità giudiziarie straniere e organismi sovranazionali per l’analisi delle problematiche e delle best practices nelle procedure di cooperazione giudiziaria sia civili che penali – Ufficio I (Cooperazione giudiziaria internazionale)
Nello svolgimento delle proprie principali attività istituzionali (estradizioni, mandati d’arresto europei, trasferimento dei detenuti, assistenza giudiziaria civile e penale, richieste di perseguimento penale per reati commessi all’estero, eccetera) l’Ufficio s’interfaccia quotidianamente con numerosi soggetti della cooperazione giudiziaria internazionale (autorità centrali di vari Paesi, organismi sovranazionali, autorità giudiziarie estere, magistrati di collegamento, Rete Giudiziaria Europea, Eurojust, eccetera).
La risoluzione delle problematiche e delle criticità che si verificano nelle procedure di cooperazione giudiziaria – soprattutto nella materia penale, oggetto, negli ultimi anni, di numerose riforme normative – impone il rafforzamento delle riunioni tecniche tra practitioners che consentono l’approfondimento delle tematiche giuridiche, la conoscenza degli altrui ordinamenti e l’adozione di soluzioni e best practices finalizzate alla riduzione dei tempi della cooperazione e al più efficace raggiungimento dei sempre più ambiziosi obiettivi che tale cooperazione oggi si pone.
L’obiettivo dell’Ufficio, sotto questo profilo, è quello di assicurare l’attiva partecipazione ai numerosi tavoli di lavoro europei ed extraeuropei che già lo vedono coinvolto:
- Network for Investigation and Prosecution of Genocide, Crimes against Humanity and War Crimes (Genocide Network), avente per l’appunto ad oggetto i crimini di genocidio, quelli contro l’umanità e i crimini di guerra, ovvero i cosiddetti core international crimes, in relazione ai quali, peraltro, l’Ufficio sta altresì seguendo la cosiddetta MLA Initiative, ovvero l’iniziativa per la conclusione di un nuovo trattato multilaterale sulla cooperazione giudiziaria internazionale specificamente riguardante i crimini in questione;
- European Organisation of Prison and Correctional Services (EuroPris), avente ad oggetto l’analisi e la soluzione delle problematiche poste dall’applicazione della decisione quadro 2008/909/GAI sul trasferimento delle persone condannate;
- Confederation of European Probation (CEP), avente ad oggetto l’analisi e la soluzione delle problematiche poste dall’applicazione delle decisioni quadro 2008/947/GAI e 2009/829/GAI, rispettivamente riguardanti le misure di probation in senso lato intese (la prima) e le misure cautelari non detentive (la seconda);
- Network of National Experts on Joint Investigation Teams (JITs Network), avente ad oggetto l’analisi e la soluzione delle problematiche poste dall’applicazione della decisione quadro 2002/465/GAI sulle squadre investigative comuni;
- Criminal and Legal Affairs Sub-Group (CLASG) del Rome-Lyon Group dei Paesi del G7, avente ad oggetto lo studio delle questioni poste dalla cooperazione giudiziaria internazionale con specifico riferimento ai reati di terrorismo e criminalità organizzata;
- Working Party on Cooperation in Criminal Matters (COPEN);
- meeting bilaterali di verifica del concreto andamento della cooperazione giudiziaria, del tipo di quello svoltosi con la Svizzera nel novembre 2021 e già programmati per il 2020/21 con Russia, Polonia e Canada, tutti e tre poi rinviati a date da destinarsi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;
- European Judicial Network (Rete Giudiziaria Europea), mediante la partecipazione ai relativi meeting del National Correspondent e/o del Tool Correspondent e/o dei Contact Points;
- Eurojust, mediante la partecipazione alle relative attività e meeting del Corrispondente Nazionale;
- West African Network of Central Authorities and Prosecutors against Organized Crime (WACAP), avente ad oggetto la cooperazione giudiziaria penale, con specifico riferimento al crimine organizzato, tra e con gli Stati membri dell’ECOWAS, coi quali s’è intrapreso un proficuo percorso che ha già portato alla firma di una Partnership Declaration e a una serie di negoziazioni bilaterali (tra cui, in particolare, quelle con Niger, Mali, Ghana, Costa d’Avorio e Guinea-Bissau; oltre che con Senegal, Capo Verde e Gambia, che, peraltro, hanno avuto un autonomo percorso);
- meeting bilaterali o multilaterali aventi ad oggetto tematiche legate alla cooperazione giudiziaria in materia penale, analoghi a quelli svoltisi a Berlino (nel 2019) sulle problematiche di applicazione dell’Ordine Europeo d’Indagine (OEI) nei rapporti tra Italia e Germania; a Tirana e Roma (tra il 2018 e il 2020) sulle problematiche del trasferimento dei detenuti tra Italia e Albania; a L’Aja (nel 2019) sulle problematiche del coordinamento tra l’esecuzione dei Mandati d’Arresto Europei e il riconoscimento/esecuzione delle sottostanti sentenze nei rapporti tra Italia e Romania; in videoconferenza (nel 2021) con buona parte degli Stati Membri UE per la discussione delle problematiche relative al trasferimento dei procedimenti penali, nella prospettiva dell’elaborazione di un nuovo strumento euro-unitario in questo specifico settore della cooperazione giudiziaria.
Per ogni attività, peraltro, è ovviamente fatta salva la possibile incidenza negativa di una eventuale significativa ripresa della pandemia da COVID-19, apertamente manifestatasi sin dal gennaio 2020 e tuttora in atto, seppur – fortunatamente – in una fase di calante pericolosità per la salute pubblica. È quasi superfluo sottolineare che questa negativa incidenza potrà riguardare soprattutto le attività che – come per esempio i meeting bilaterali – richiedano necessariamente l’effettuazione di missioni da e/o all’estero, che per un lungo periodo è stata per contro preclusa, in tutto o in parte, a partire dal febbraio 2020.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Partecipazione a tavoli di lavoro multilaterali in ambito UE: 1
Partecipazione a tavoli di lavoro multilaterali in ambito extra-UE: 1
Partecipazione a meeting bilaterali o multilaterali: 1
Obiettivo: Partecipazione ai negoziati in sede di Unione europea nelle materie del diritto penale e civile, sia sostanziale che processuale – Ufficio II (Affari internazionali)
L'obiettivo consiste nel seguire attivamente i numerosi negoziati in sede di Unione europea nel settore del diritto penale sostanziale e processuale, sia attraverso la diretta partecipazione alle sessioni negoziali dei pertinenti gruppi consiliari e agli eventuali incontri bilaterali o ristretti, che dal 2022 si tengono nuovamente in presenza, sia mediante la redazione di report, risposte a questionari, proposte di drafting, osservazioni e ogni altro contributo richiesto ai fini della formazione e difesa della posizione italiana, nonché del positivo esito del negoziato. In particolare, l’Ufficio sarà impegnato nella gestione dei seguenti dossier:
- Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela penale dell'ambiente, che sostituisce la direttiva 2008/99/CE;
- Proposta di Regolamento che modifica il Regolamento (EU) 2018/1727 e la Decisione del Consiglio 2005/671/JHA, con riferimento allo scambio di informazioni digitali nei casi di terrorismo ("CTR");
- Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce una piattaforma di collaborazione come ausilio al funzionamento delle squadre investigative comuni e che modifica il Regolamento (UE)2018/1726;
- Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica;
- Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante il recupero e la confisca dei beni;
- Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime;
- Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell'Unione;
- Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli ordini europei di produzione e conservazione di prove elettroniche in materia penale e correlata proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme armonizzate sulla nomina di rappresentanti legali ai fini dell’acquisizione di prove nei procedimenti penali;
- Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da procedimenti giudiziari manifestamente infondati o abusivi;
- Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi;
- Proposta di Regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile e al riconoscimento delle decisioni e all’accettazione degli atti pubblici in materia di filiazione e alla creazione di un certificato europeo di filiazione;
- Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che armonizza taluni aspetti del diritto in materia di insolvenza.
Risultati in termini concreti di cui si propone il raggiungimento: con riferimento alle prime tre proposte, l’Ufficio parteciperà attivamente e con atteggiamento costruttivo alla fase del negoziato inter-istituzionale, cd. di "trilogo", fornendo ogni contributo utile come sopra descritto e mirando al più rapido e al contempo efficiente raggiungimento di un accordo tra i co-legislatori sul testo da adottare.
Con riferimento alla proposta in materia di lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, l’Ufficio continuerà a garantire la propria fattiva partecipazione al negoziato in sede di gruppo consiliare COPEN, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell'orientamento generale su un testo che presenti una utile innovatività ed eviti duplicazioni. Riguardo al negoziato in tema di recupero e confisca dei beni, si garantirà la costante e operosa partecipazione alle discussioni in COPEN, orientando gli sforzi al fine di conseguire una maggior efficacia del regime della confisca a livello europeo, anche includendo nella futura direttiva una norma comune sulle confische c.d. "per sproporzione", sul modello italiano delle confische di prevenzione. Ugualmente costante e fattiva sarà la partecipazione ai negoziati, appena avviati, sulla recentissima proposta in materia di contrasto della tratta e sulla proposta di direttiva sui reati di violazione delle misure restrittive dell'Unione, presentata a dicembre 2022. Quanto alle due proposte concernenti l'acquisizione transfrontaliera di prove elettroniche (e-evidence), l'Ufficio curerà la partecipazione alla fase conclusiva dei triloghi e alla fase di revisione linguistica dei testi.
Saranno infine assicurati la partecipazione e l'attivo contributo ai negoziati su nuove proposte eventualmente presentate dalla Commissione, tra cui si segnalano fin d'ora l’iniziativa in materia di protezione degli adulti vulnerabili e il pacchetto di misure legislative e non-legislative (proposta di direttiva e comunicazione della Commissione) relative all'aggiornamento del quadro normativo europeo in materia di contrasto alla corruzione, la cui presentazione è prevista entro la fine del primo semestre del 2023 e rispetto al quale è attualmente in corso la fase di consultazione a seguito della valutazione di impatto.
Con riferimento ai negoziati del settore civile, ci si prefigge la partecipazione a tutti gli incontri in programma al Consiglio dell’Unione europea, in presenza o in videoconferenza se previsto, e la predisposizione di commenti e contributi in vista dell’elaborazione di testi compatibili con il nostro ordinamento nazionale. Ci si propone, inoltre, come per il passato, la costante e fattiva partecipazione al gruppo Questioni generali, tavolo permanente istituito in seno al Consiglio UE nel quale si discute la posizione europea in relazione alle Convenzioni internazionali e ai rapporti degli Stati membri con Paesi terzi.
Tempi di realizzazione: considerati lo stato avanzato dei negoziati e la piena ripresa delle attività e delle discussioni in presenza in seguito all'attenuazione della pandemia, si può ragionevolmente prevedere una rapida evoluzione dei negoziati in corso, con probabile chiusura di quelli relativi a e-evidence, lotta ai reati ambientali, scambio di informazioni digitali su reati di terrorismo e piattaforma JITS, e probabile raggiungimento dell'orientamento generale in Consiglio per le proposte in tema di violenza di genere, recupero e confisca di beni, violazione delle misure restrittive dell'Unione e SLAPP, entro il 2023. Difficile risulta invece, allo stato, formulare previsioni circa l'andamento del negoziato sulla revisione della direttiva in materia di tratta di esseri umani, atteso il recentissimo avvio dello stesso, mentre per quel che concerne il pacchetto anticorruzione, come sopra riportato si prevede l'avvio dei negoziati entro la fine del primo semestre 2023. In generale, comunque, le tempistiche non sono prevedibili con esattezza, non dipendendo per loro natura dalla sola delegazione italiana; ci si prefigge, comunque, di sollecitare il celere svolgimento dei lavori. Eventuali elementi di criticità: Non sono al momento presenti elementi di criticità che possano lasciar prevedere rallentamenti o impedimenti nel raggiungimento degli obiettivi, pur potendo in ipotesi manifestarsi criticità nelle fasi più avanzate dei negoziati, ad esempio per intervento di posizioni particolarmente intransigenti o inconciliabili da parte di alcune delegazioni, o del Parlamento europeo nel corso dei triloghi.
Collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero: Nello svolgimento delle proprie attività, l’Ufficio assicura una costante interlocuzione sia con il Direttore generale degli Affari internazionali e della Cooperazione giudiziaria e, tramite questi, con il Capo del Dipartimento degli Affari di Giustizia, sia con gli uffici di diretta collaborazione. In particolare, l’Ufficio si coordina con l’Ufficio legislativo, ai fini ad esempio della partecipazione all’analisi dell’impatto dei progetti di atti dell’UE (AIR in fase ascendente), volta alla valutazione della compatibilità con il quadro normativo interno, e con il Gabinetto. Quest’ultimo, in particolare, viene costantemente informato dell’andamento dei negoziati, sia attraverso puntuali report di riunione, sia per mezzo delle schede riassuntive redatte in vista dei Consigli GAI. Si procede inoltre ad una consultazione preventiva con il Gabinetto, attraverso note informative corredate di osservazioni tecniche, spunti e suggerimenti ritenuti utili, ogniqualvolta le questioni su cui esprimersi non appaiano squisitamente tecniche ma comportino valutazioni di natura politica o comunque siano particolarmente sensibili.
È infine piuttosto frequente la necessità di avvalersi del contributo della DG statistica del Dipartimento per la transizione digitale, attese le numerose richieste di dati statistici provenienti dalla Commissione in fase di lavori preparatori delle nuove proposte. Soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo: laddove i contenuti delle proposte normative coinvolgano la competenza di altre amministrazioni, l’Ufficio si coordina con le amministrazioni interessate al fine di acquisirne i contributi e le indicazioni necessarie al buon esito dei negoziati. Con riferimento ai dossier attualmente aperti, sono state avviate collaborazioni, tramite la RAPPUE di Bruxelles, con il Ministero dell’Interno per la proposta in materia di recupero dei beni e confisca, con il Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio per la proposta in tema di contrasto alla violenza di genere, e con i reparti specializzati dei carabinieri per la proposta in materia di contrasto ai reati ambientali. Le questioni relative al coordinamento europeo nelle sedi internazionali in cui si discute di diritto internazionale privato (Conferenza dell’Aja, UNCITRAL, UNIDROIT) sono oggetto di continuo e proficuo confronto con gli uffici di diretta collaborazione del Ministro della Giustizia, con il Ministero degli Affari Esteri e con gli esperti portatori di specifiche professionalità.
Stakeholder coinvolti: non sono previste consultazioni con gli stakeholders in relazione ai negoziati sopra indicati.
Beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo: il conseguimento dell’obiettivo consentirà di innovare e rendere più completo ed efficace il quadro legislativo europeo in materia di contrasto a svariate forme di criminalità grave, transfrontaliera o organizzata, in tal modo apportando benefici a tutti i cittadini, italiani ed europei, fruitori finali di un migliorato quadro di sicurezza e legalità. Quali beneficiari intermedi dei risultati ottenuti, si segnalano le autorità di prevenzione, contrasto e repressione dei predetti reati, la cui attività risulterà agevolata e resa più efficace, rapida ed efficiente grazie agli strumenti adottati in sede europea. Per quanto attiene ai negoziati del settore civile, i beneficiari saranno individuabili a seconda della tematica affrontata dal singolo negoziato e quindi saranno identificabili nelle categorie destinatarie dell’atto normativo in via di adozione: giornalisti, consumatori e fruitori di sistemi di intelligenza artificiale, genitori e figli, autorità giudiziarie e in genere operatori nel settore della crisi d’impresa, etc.
Indicatori di raggiungimento Inserire la formula degli indicatori proposti e il valore atteso per l’anno (target) e Target atteso
Partecipazione alle riunioni del gruppo COPEN, del gruppo Questioni generali e agli altri incontri internazionali relativi ai negoziati in oggetto, partecipazione alle riunioni di coordinamento interne (rapporto tra numero di riunioni coperte dall'Ufficio e totale delle riunioni per cui è richiesta la partecipazione): 100%
Redazione dei necessari contributi scritti: proposte di drafting, pareri, report, relazioni AIR e schede tecniche per il Gabinetto del Ministro, ecc.: 100%
Obiettivo: Partecipazione alle attività internazionali in materia di: prevenzione e contrasto della corruzione; prevenzione e lotta contro il terrorismo internazionale; prevenzione e lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani; tutela dei diritti delle vittime; negoziazione multilaterale nel settore civile (Conferenza dell’Aja – UNCITRAL - UNIDROIT) – Ufficio II (Affari internazionali)
Nel settore penale, l'obiettivo consiste nel seguire le attività internazionali nelle materie sopra descritte, assicurando la partecipazione a tutti gli incontri ritenuti rilevanti e fornendo puntualmente tutti i contributi scritti richiesti a livello di UE, ONU, OCSE, Consiglio d'Europa, OSCE, in tema di contrasto alle varie forme di criminalità e di tutela delle vittime di reato. Nel settore civile, l’ufficio fornisce contributi e commenti scritti, coordinandosi con il Capo del Dipartimento ed in collaborazione ed a supporto dell'Ufficio di Gabinetto e dell'Ufficio legislativo; tali contributi riguardano generalmente accordi e trattati internazionali bilaterali ovvero multilaterali.
Risultati in termini concreti di cui si propone il raggiungimento: si garantirà la partecipazione a riunioni, workshop, conferenze, seminari e altri incontri programmati nell'ambito delle predette organizzazioni, e si svolgeranno attività di analisi e studio di normativa e giurisprudenza, redazione di contributi scritti e risposte a questionari in lingua italiana e/o in inglese, collazione di testi normativi, nonché ogni altra attività ritenuta utile.
In tema di lotta alla corruzione, in primo luogo si proseguirà nella partecipazione alle riunioni dei punti di contatto nazionali Ue, assicurando inoltre la predisposizione di ogni contributo scritto concernente la lotta alla corruzione nell’ambito del più generale esercizio sulla revisione della Rule of Law. L’Ufficio continuerà altresì a fornire costante supporto alla delegazione ministeriale presso il Gruppo di lavoro OCSE sulla corruzione internazionale (Working group on bribery – WGB) e al focal point nominato dal Gabinetto del Ministro per la valutazione OCSE di IV fase sull'Italia, sia per gli esercizi periodici sia per la complessa attività legata ai seguiti della citata valutazione (attuazione delle raccomandazioni), sia infine per la partecipazione, ove necessario, alle sessioni plenarie del gruppo di lavoro. Si garantirà infine la partecipazione al Tavolo Interistituzionale anticorruzione incardinato presso il MAECI.
In materia di tutela di diritti delle vittime, l’Ufficio continuerà a garantire la predisposizione di contributi e rapporti, nonché la partecipazione alle riunioni organizzate dalla Rete europea (ENVR - European Network for Victims’ Rights).
In tema di contrasto al terrorismo, l'Ufficio assicurerà la partecipazione sia alle riunioni di coordinamento a livello interno organizzate dal MAECI, sia a quelle nell'ambito dei gruppi UNODC, GCTF, del Dialogo Strategico Italia/USA, provvedendo alla redazione di contributi scritti e alla compilazione di questionari trasmessi anche dal Consiglio d'Europa.
Quanto alle attività legate ai temi del trafficking e dello smuggling si assicurerà la copertura di tutti gli incontri, in presenza e on line, dei gruppi di lavoro organizzati dai vari organismi internazionali (UNODC e OSCE), nonché la predisposizione di contributi e la compilazione dei questionari periodicamente trasmessi dalle organizzazioni suddette.
Nel settore civile, nell’ottica della conclusione di accordi multilaterali/bilaterali o comunque dell’avanzamento dei negoziati in corso, saranno coltivate le collaborazioni con i nominati uffici di diretta collaborazione del Ministro, al fine del potenziamento delle relazioni internazionali con l’Unione Europea e i Paesi extra Ue.
Tempi di realizzazione: trattandosi principalmente di attività non isolate e definite nel tempo, ma costanti, cicliche o ricorrenti e distribuite nell’arco dell’anno, non è possibile definire un termine di realizzazione prestabilito. L’ufficio si adopererà comunque, nell’ambito delle proprie competenze, per una sollecita conduzione dei lavori.
Eventuali elementi di criticità: Non sono al momento presenti elementi di criticità che possano lasciar prevedere rallentamenti o impedimenti nel raggiungimento degli obiettivi.
Collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero: Nello svolgimento delle proprie attività, l’Ufficio assicura una costante circolarità di informazioni sia con il Direttore generale degli Affari internazionali e della Cooperazione giudiziaria e il Capo del Dipartimento degli Affari di Giustizia, sia nei confronti del Gabinetto, con cui è attiva una collaborazione continuativa con le modalità sopra descritte. È inoltre sempre più frequente la necessità di avvalersi del contributo della DG statistica del Dipartimento per la transizione digitale, attese le numerose richieste di dati statistici provenienti dall’UE e dalle organizzazioni internazionali citate.
Soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo: laddove i contenuti delle attività svolte coinvolgano la competenza o l’esperienza specialistica di altre amministrazioni, l’Ufficio si coordina con le amministrazioni interessate al fine di acquisirne i contributi e le indicazioni necessarie a rendere più efficace ed incisiva la partecipazione ai tavoli internazionali nelle suddette materie, e a garantire il buon esito degli esercizi (ad esempio le valutazioni reciproche). Del pari, l’Ufficio si confronta con gli esperti eventualmente nominati in relazione ai singoli dossier, al fine di acquisirne le qualificate opinioni tecniche.
Stakeholder coinvolti: non sono previste consultazioni con gli stakeholders in relazione ai negoziati sopra indicati.
Beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo: il conseguimento dell’obiettivo consentirà di rafforzare l’attività di prevenzione e contrasto di forme di criminalità grave, transfrontaliera e organizzata, attraverso lo scambio e la diffusione di buone prassi, in tal modo apportando benefici a tutti i cittadini, italiani ed europei, fruitori finali di un migliorato quadro di sicurezza e legalità. L’aumentata efficacia partecipativa ai consessi internazionali sarà inoltre funzionale ad un consolidamento e miglioramento dell’immagine dell’Italia a livello globale, nel contesto della lotta alla criminalità. L’attività funzionale alla partecipazione dell’Italia ai consessi internazionali che mirano all’adozione di strumenti internazionali nelle materie del diritto civile e commerciale avrà come beneficiari tutti i cittadini e le imprese ovvero di volta in volta singole categorie interessate dall’oggetto dell’accordo in negoziazione.
Indicatori di raggiungimento Inserire la formula degli indicatori proposti e il valore atteso per l’anno (target) e Target atteso
- Partecipazione alle riunioni in sede internazionale e alle riunioni di coordinamento interne (rapporto tra numero di riunioni coperte dall'Ufficio e totale delle riunioni per cui è richiesta la partecipazione): 100%
- Redazione tempestiva dei contributi richiesti (evasione delle richieste, rispetto dei termini): 100%
2.2.1.3 Direzione generale degli affari giuridici e legali
Analisi contesto
Contesto esterno
- Principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente performance 2023.
Gli eventi hanno carattere generale e sono connessi alla complessiva situazione epidemiologica. - Evoluzione della disciplina di riferimento
Non vi sono da segnalare evoluzioni della disciplina di riferimento che abbiano diretta incidenza sulle attività della Direzione generale degli affari giuridici e legali (gestione del contenzioso in cui è coinvolto il Ministero della giustizia, nei limiti individuati dal d.P.C.M. n. 84/2015 e dal d.m. 14/12/15). - Principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza.
Gli stakeholder coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza sono gli uffici giudiziari, le Avvocature dello Stato, i beneficiari dei titoli di condanna.
Contesto interno:
- Variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie.
Il 2022 si è caratterizzato per la vacanza nel mese di settembre dell’incarico di Direttore dell’Ufficio I. La procedura di interpello per la copertura, attivata tempestivamente il 18 luglio 2022, allo stato non si è conclusa con la nomina del candidato ritenuto idoneo dal Direttore generale, per il mancato compimento dei successivi atti endoprocedimentali da parte di altra articolazione.
Nel corso del 2022 l’Ufficio I ha subito impreviste fuoriuscite di 7 unità di personale, non adeguatamente compensate con nuovi ingressi (formalmente 5, peraltro con profili diversi rispetto a quelli perduti e che avrebbero colmato lacune già presenti, di cui 1 non ha mai preso effettivamente servizio, 1 già fuoriuscito per vittoria di altro concorso e 1 in procinto di uscire per vittoria di altro concorso).
Si è assistito dunque a un netto e sensibile impoverimento rispetto al 2021. - Modifiche o interventi nell’assetto organizzativo intervenute nel 2022 o attese nel 2023.
Non sono intervenute né sono previste modifiche dell’assetto organizzativo. - Livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 ed eventuali ritardi o criticità
Digitalizzazione Pinto: 90% di raggiungimento [sono stati condotti molteplici test di efficacia della piattaforma, elaborati report relativi ad anomalie e criticità applicative ed operative, individuati casi d’uso a bassa frequenza per integrazione in piattaforma, individuate funzionalità di efficientamento della piattaforma di gestione operativa (miglioramenti evolutivi). Sono state erogate 20 sessioni formative del personale, individuata e promossa una modalità collaborativa agile tra DGAGL e uffici territoriali, offerto un servizio di supporto agli operatori. La parte residua, relativa agli arricchimenti programmati della piattaforma, è stata rinviata alla programmazione per l’anno 2023 per consentire la piena implementazione dei propedeutici miglioramenti evolutivi e di funzionalità ‘additive’ per la gestione operativa, la cui implementazione è stata valuta come prioritaria in sede di analisi/utilizzo]. Criticità riscontrate: anomalie nei flussi di trasmissione degli ordinativi alla piattaforma SICOGE; scarsa flessibilità nella configurazione dello schema applicativo di calcolo/dei parametri dell’ordinativo (rispetto alle varie casistiche); insufficiente gestione dello scarto annullamento dei titoli SICOGE – Traduzione guide CEDU: 100% – Miglioramento flusso informativo Avvocatura: 80% (il residuo, consistente nella redazione della proposta di protocollo, verrà completato all’esito della valutazione da parte dell’Avvocatura generale dello Stato del prospetto delle criticità individuate) – Registro proposte normative: 100% (Istituzione del Registro e primo popolamento) - Ricognizione dei principali rischi connessi alle materie di competenza
I principali rischi sono connessi al flusso informativo e documentali con le Avvocature dello Stato, in cui ritardi nella comunicazione di provvedimenti giudiziari da parte delle Avvocature possono compromettere la possibilità di efficace difesa
Obiettivo a - Miglioramento della gestione dei pagamenti derivanti da condanne emesse a carico del Ministero ex lege Pinto – Implementazione della Digitalizzazione Pinto
L’obiettivo si pone in continuità con gli obiettivi indicati negli anni precedenti e si salda con le attività di analisi, perfezionamento ed implementazione dell’applicativo SIAMM Pinto digitale, poste in essere nel corso del 2022 e, particolarmente, nel primo semestre, attraverso il quale si è conseguita la piena operatività e l’ottimizzazione quasi completa delle funzionalità originariamente previste e progressivamente implementate grazie all’ampio confronto in sede di analisi.
Il sistema consente la presentazione telematica della dichiarazione prevista dall’art. 5 sexies, comma 1 della legge n. 89/2001, la possibilità per gli utenti e le imprese di verificare autonomamente lo stato della pratica e di modificare i dati forniti necessari per il pagamento, la gestione della procedura da parte della struttura amministrativa, svolgimento dei conteggi, creazione flussi con SICOGE, UCB e parti private.
Nel corso del 2023 verrà ulteriormente perfezionata l’efficacia del sistema e si procederà sia ai miglioramenti evolutivi necessari a correggere le criticità emerse in sede di analisi e non ancora confluite in correttive rilasciate, sia ad arricchimenti programmati, il cui elenco è stato ulteriormente integrato grazie al lavoro di analisi condotto nel 2022 (tra i principali: comunicazione automatica con Agenzia delle entrate nei casi di cui all’art. 48 bis d.P.R. n. 602/1973, integrazione con i servizi di verifica di congruità dei codici IBAN di PagoPA, integrazione con il sistema INIT, acquisizione dei metadati dei provvedimenti giudiziari presenti nel PCT, creazione automatica delle dichiarazioni uniche per l’adempimento degli obblighi fiscali).
Si svolgeranno inoltre le necessarie sessioni formative del personale.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento: recupero di efficienza della struttura amministrativa, maggiori livelli di efficacia dell’azione amministrativa, riduzione dei tempi dei procedimenti di pagamento e, conseguentemente, riduzione del debito portato dai titoli di condanna ex lege Pinto (pregresso e corrente). La riduzione dei tempi di pagamento avrebbe effetti positivi anche sull'efficienza del sistema giudiziario, contribuendo alla riduzione del complessivo carico giudiziario consistente nelle azioni esecutive promosse dinanzi al giudice amministrativo con ricorsi per l'ottemperanza dei provvedimenti giurisdizionali di condanna ovvero dinanzi al giudice ordinario con gli ordinari mezzi dell'esecuzione forzata.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi:
- ricognizione delle criticità emerse dall’utilizzo dell’applicativo, sia in sede centrale che in sede territoriale (corti di appello);
- incontri tecnici (DGAGL-DGSIA) necessari per la risoluzione delle criticità;
- incontri tecnici (DGAGL-DGSIA) per l’analisi evolutiva del sistema;
- sessioni formative del personale ove richieste (DGAGL con DGSIA).
I tempi di realizzazione: alla luce delle attività sin qui poste in essere e degli incontri con i tecnici di dgsia e del fornitore, si ritiene possibile giungere, prima del 31 dicembre 2024, al completamento della fase evolutiva.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati: difficoltà tecniche e cronoprogramma individuato da DGSIA per la progettazione e lo sviluppo del sistema – difficoltà tecniche legate alle prestazioni del fornitore esterno
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero:
- DGSIA e fornitore esterno
- corti di appello
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Riunioni tecniche: 3
Rilascio evolutivi: 2
Obiettivo b - Miglioramento della gestione degli adempimenti connessi alla gestione di provvedimenti di ottemperanza che prevedono l’intervento di commissari ad acta
L’assenza di un sistema informatico di gestione degli adempimenti e di un registro delle sentenze di ottemperanza emesse dal giudice amministrativo in materia Pinto e notificate all’Amministrazione determina un inevitabile dispendio di risorse nell’attività di ricerca, gestione e trasmissione degli atti, nonché nel coordinamento con gli ulteriori uffici coinvolti; l’apporto lavorativo può essere sensibilmente ridotto attraverso l’impiego e l’implementazione dell’infrastruttura digitale già disponibile presso l’Amministrazione.
L’obiettivo si propone di migliorare la gestione amministrativa dei provvedimenti di ottemperanza che coinvolgono - per effetto di nomina o designazione alla nomina di commissari ad acta - diverse articolazioni dell’Amministrazione della Giustizia. Tale miglioramento sarà raggiunto attraverso la revisione dei flussi organizzativi e la realizzazione di un sistema digitale per la gestione delle attività a carico di diverse articolazioni dell’amministrazione (indicizzazione del provvedimento; formazione di un registro dei provvedimenti e di un fascicolo del provvedimento; verifica dello stato di pagamento; predisposizione degli atti di nomina del commissario ad acta e trasmissione degli atti [fascicolo] al soggetto designato alla nomina del commissario ad acta – oppure – trasmissione diretta al commissario ad acta, se designato nel provvedimento; predisposizione e trasmissione atti per abilitazione SICOGE per il commissario ad Acta).
L’obiettivo prefissato consiste:
- nell’analisi degli attuali flussi organizzativi del lavoro dei vari uffici coinvolti (Ufficio I della DGAGL, DGAGL, Ufficio del Capo DAG, Ufficio del Capo DOG, Gabinetto, ecc), al fine di ottimizzare e coordinare il processo di lavorazione;
- nell’individuazione di modalità condivise-integrate di lavorazione, fondate sulla creazione di un registro generale consultabile dei provvedimenti in arrivo e su fascicoli digitali relativi a ciascun provvedimento, con predisposizione assistita/automatizzata di atti standard e trasmissione per editing/approvazione/firma;
- nell’implementazione di una modalità automatizzata di verifica dello stato di pagamento dei titoli oggetto dei provvedimenti di ottemperanza;
- nella predisposizione di ulteriori modalità organizzative della gestione digitale, finalizzate all’automazione dei processi con progressiva riduzione dell’apporto lavorativo richiesto al flusso di lavoro.
La proposta si propone di applicare un sistema – continuamente implementabile - basato su bot conversazionali intelligenti distribuiti su più canali (adeguati alle esigenze delle diverse articolazioni dell’Amministrazione coinvolte) con funzionalità native di intelligenza artificiale ad autoapprendimento con elaborazione del linguaggio naturale e monitoraggio automatico degli argomenti critici, oltre ad integrazione con flussi automatizzati collegati alle basi dati ed alle risorse digitali disponibili nel cloud giustizia.
La finalità principale del sistema è quella di ridurre le attività ripetitive e ridondanti di ricerca, verifica e redazione di atti/note finalizzate all’esecuzione del provvedimento di ottemperanza e dotare gli operatori di strumenti agili di consultazione e lavorazione delle pratiche in coordinamento con gli altri uffici coinvolti. La prospettiva futura, una volta verificata l’affidabilità delle operazioni e l’efficacia del sistema, sarà quella di realizzare un sistema più completo ed efficace dotato di funzionalità sempre più integrate con le risorse e basi dai disponibili e con le esigenze sopravvenute.
I tempi di realizzazione prevedibili sono entro il 31 dicembre 2024. Nello specifico:
- entro il 31 dicembre 2023, quanto previsto alle lettere a) e b);
- entro il 31 dicembre 2024, quanto previsto alle lettere c) e d).
Gli elementi di criticità sono rappresentati dalla necessaria collaborazione di altra articolazione amministrativa, che è determinante per il raggiungimento dell’obiettivo.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Riunioni di analisi e coordinamento tra personale dell’Ufficio I, DGAGL, Capo DAG, CapoDOG, Gabinetto [precedente punto a)]: 1
Documento finale analisi workflow [precedente punto a)]: 1
Documento solution concept [precedente punto b)]: 1
Obiettivo c - Modelli organizzativi e di comunicazione più vicina all’utenza interna ed esterna
Il consolidamento e l’adozione di nuovi modelli organizzativi e di comunicazione si propone di migliorare la qualità dell’azione amministrativa della Direzione generale.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento:
L’obiettivo consiste
- nel dare ampia diffusione alle guide giurisprudenziali per serie di temi curate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, relative ai singoli articoli o parti di articoli della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo delle libertà fondamentali, attraverso la pubblicazione sul sito del Ministero della giustizia, così da rendere accessibile l’evoluzione del diritto convenzionale vivente agli operatori di giustizia, al mondo accademico e al pubblico interessato. Le guide saranno associate a immagini (fotografie, disegni) realizzate, in collaborazione con il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, da minori e giovani adulti seguiti dai servizi minorili della giustizia;
- nell’implementazione del registro delle proposte normative istituito nel 2022 con inserimento delle proposte che verranno presentate nel corso del 2023 al Capo del Dipartimento o, in caso di richiesta, al Gabinetto del Ministro e all’Ufficio legislativo, in modo da garantire, da un lato, la tracciabilità delle stesse e dei loro esiti; dall’altro, in caso di mutamento nel ruolo dirigenziale, di permettere ai soggetti subentranti di avere consapevolezza delle proposte normative che devono essere coltivate;
- nella redazione della proposta finale di protocollo con l’Avvocatura dello Stato per la semplificazione dei flussi comunicativi.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi (segue precedente elenco numerato)
- nessuna articolazione in fasi;
- ricognizione con i direttori degli uffici delle proposte normative da formulare - alimentazione del registro;
- nessuna
I tempi di realizzazione: annuale.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati: gli elementi di criticità sono rappresentati dalla necessaria collaborazione con altra amministrazione (Avvocatura dello Stato).
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero: nessuna.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Traduzione e diffusione guide giurisprudenziali/Guide giurisprudenziali pubblicate sul sito della Corte EDU: > 70% (annuale)
Inserimento nel registro delle proposte presentate/Numero delle proposte normative inviate al Capo Dipartimento, Gabinetto del Ministro, Ufficio legislativo: 100%
Redazione proposta di protocollo da sottoporre all’Avvocatura dello Stato: 1
2.2.2 Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
Contesto esterno
- I principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente la performance 2023.
Si riportano sinteticamente, qui di seguito, i principali eventi occorsi nel 2022 che si ritiene possano influenzare la performance del 2023.
L’anno 2022, seppur connotato ancora dalle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid-19, soprattutto durante i primi mesi, è stato caratterizzato da un massiccio ritorno al lavoro in presenza, come modalità lavorativa prevalente.
Il 5 gennaio 2022 è stata emanata la circolare interministeriale, a firma congiunta del Ministro per la pubblica amministrazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che, pur sottolineando la centralità del lavoro in presenza, ha inteso ribadire l’applicabilità dello smart working “atipico” al settore pubblico, nonostante la mancanza di una disciplina compiuta e definitiva.
Nello specifico, la circolare predetta ha stabilito che la prevalenza del lavoro del dipendente nella sede di lavoro può essere garantita anche nella “media della programmazione plurimensile”, oltre che settimanale ovvero mensile, ossia in un arco temporale la cui determinazione è rimessa alla discrezionalità organizzativa della singola amministrazione, anche in considerazione dell’andamento dei contagi.
A ribadire con più vigore la necessità della prevalenza del lavoro in presenza è intervenuta la cessazione dello stato di emergenza inizialmente dichiarato il 31 gennaio 2020 e successivamente più volte prorogato, fino a giungere al 31 marzo 2022. La cessazione dello stato di emergenza è stata disposta dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, convertito dalla legge 19 maggio 2022, n. 52, recante “Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19 in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”.
La regolamentazione atipica e flessibile del lavoro agile, connotata, sin dall’origine, da una intrinseca precarietà, avendo come termine ultimo inderogabile di efficacia la cessazione dello stato di emergenza, è stata definitivamente superata con l’entrata in vigore del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Comparto Funzioni Centrali, periodo 2019/2021, siglato il 9 maggio 2022 dall’Aran e dalle parti sindacali. Il titolo V “Lavoro a distanza” del CCNL (artt. 36-41) ha disciplinato il lavoro agile di cui alla legge 22 maggio 2017, n. 81 (lavoro agile ordinario) e il lavoro da remoto, nelle forme del telelavoro domiciliare e del coworking, segnando il passaggio dallo smart working emergenziale allo smart working ordinario e introducendo così modalità di lavoro innovative per l’amministrazione giudiziaria.
Oltre all’aspetto sin qui illustrato, attinente alle modalità organizzative del lavoro prestato dai dipendenti dell’amministrazione giudiziaria, va poi sottolineata altra rilevante novità che ha inciso – in questo caso – sulla struttura del Ministero della giustizia. In data 22 aprile 2022 è intervenuto il D.P.C.M. n. 54, recante “Modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84 e al regolamento concernente l'organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministero della giustizia, nonché dell’Organismo indipendente di valutazione di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019, n. 100”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2022, che ha introdotto il nuovo Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione, modificando l’assetto organizzativo e la dotazione organica del personale amministrativo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi, così come sarà più dettagliatamente specificato infra.
Nel corso del 2022 si è provveduto all’assunzione di complessive 13.082 unità di personale amministrativo, appartenenti a varie qualifiche, di cui si parlerà più dettagliatamente in seguito. Le politiche assunzionali portate avanti dal Dipartimento hanno consentito di continuare il processo di rinnovamento dell’Amministrazione e di generare un concreto e visibile miglioramento dei servizi erogati ai cittadini, recuperando la necessaria efficienza degli Uffici giudiziari, messa in crisi dai pensionamenti non compensati da un adeguato turn over, a seguito di una prolungata congiuntura economica sfavorevole e al conseguente contenimento della spesa pubblica.
Tra le assunzioni effettuate in attuazione del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2021, n. 113 (cd. Decreto Reclutamento) e successive modifiche ed integrazioni, recante “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l’efficienza della giustizia” è necessario sottolineare l’assunzione di 7.743 addetti all’Ufficio per il processo a tempo determinato e di 3.161 unità di personale amministrativo e tecnico appartenenti alle figure professionali di tecnico di contabilità senior e junior, tecnico di edilizia senior e junior, tecnico di amministrazione, tecnico statistico, analista di organizzazione e operatore di data entry a tempo determinato, al fine di:- innovare l’organizzazione del lavoro del magistrato, potenziando gli strumenti collaborativi tra diverse professionalità nell’ambito dell’Ufficio per il processo e creando un vero e proprio staff del giudice, con compiti di studio, ricerca e redazione di bozze di provvedimenti;
- innovare l’organizzazione del complessivo lavoro del personale e dell’ufficio, innestando le professionalità dell’Ufficio per il processo anche a diretto contatto con i servizi di cancelleria e inserendo professionalità tecniche;
- supportare l’azione degli Uffici giudiziari nella diffusione della digitalizzazione delle procedure;
- supportare l’azione giudiziaria nell’assorbimento dei carichi di lavoro conseguenti al change management;
- supportare l’azione amministrativa nella risoluzione delle criticità;
- migliorare la resilienza e la capacità di ripresa del settore giudiziario al fine di favorire la competitività del mercato nazionale e l’aumento degli investimenti;
- ridurre l’impatto sociale ed economico causato dalla crisi pandemica.
Anche con riguardo al personale di magistratura, è stata particolarmente intensa l’attività di reclutamento. Sono state portate avanti ben tre procedure concorsuali, e precisamente: quella di cui al bando indetto con D.M. 29 ottobre 2019 per 310 posti (domande presentate n. 13.283, elaborati presentati dopo le prove scritte n. 3.797); quella di cui al bando indetto con D.M. 1° dicembre 2021, per 500 posti (domande presentate n. 18.304, elaborati presentati dopo le prove scritte n. 3.606); e, da ultimo, quella di cui al bando di cui al D.M. 18 ottobre 2022 per 400 posti, le cui prove concorsuali si svolgeranno nell’anno 2023.
Inoltre, con la legge 17 giugno 2022 n. 71, recante “Deleghe al Governo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e per l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura” sono stati modificati i presupposti e ridotti i tempi per l’accesso in magistratura dei laureati in giurisprudenza, con lo scopo di raggiungere gli obiettivi di riduzione del contenzioso pendente previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Pertanto, in relazione al bando di cui al D.M. 18 ottobre 2022 per 400 posti di magistrato ordinario, si è provveduto alla raccolta dei dati statistici dei concorsi degli ultimi 20 anni, allo scopo di supportare l’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia nella modifica delle norme di accesso al concorso e, in forza di quanto previsto dall’art. 33 del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito con modificazioni dalla L. 17 novembre 2022, n. 175, relativo alle disposizioni in materia di concorso per l’accesso alla magistratura ordinaria, si è proceduto alla redazione della bozza del bando secondo le nuove norme ed alla conseguente modifica della piattaforma informatica per la presentazione delle domande di partecipazione.
Sono stati portati avanti gli interventi di edilizia giudiziaria e di realizzazione delle Cittadelle giudiziarie (alcuni dei quali inclusi nel PNRR), allo scopo di recuperare efficienza nell’erogazione dei servizi ai cittadini, garantendo l’adeguamento degli edifici alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e a quella antisismica, l’efficientamento energetico, la rigenerazione urbana, la riduzione del consumo di suolo urbano e l’implementazione dei sistemi di mobilità ecologica e sostenibile.
Di fondamentale importanza per la prosecuzione delle procedure di affidamento di contratti pubblici, aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture o degli interventi inclusi nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato l’art. 30 del decreto-legge 23 settembre 2022 n. 144, convertito con modificazioni dalla L. 17 novembre 2022, n. 175 citato, relativo a “utilizzo economie da contratti di forniture e servizi o di concessione di contributi pubblici” che, andando a modificare l’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha aggiunto al comma 1046 il comma 1046-bis, consentendo così alle amministrazioni titolari di utilizzare le somme assegnate e non utilizzate per i contratti pubblici, aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture e i contributi pubblici concessi e non utilizzati per gli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, allo scopo di fronteggiare i maggiori oneri derivanti dall’incremento dei prezzi delle materie prime, dei materiali, delle attrezzature, delle lavorazioni, dei carburanti e dell’energia, a condizione che l’utilizzo sia comunicato preventivamente al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e che sia impiegato nell’ambito dei medesimi interventi nei quali le economie si siano determinate. - L’evoluzione della disciplina
Si riassume, nella tabella che segue, l’evoluzione della disciplina di riferimento intervenuta nel corso dell’anno 2022, segnalando le attività o le circostanze in grado di influenzare la performance del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi per l’anno 2023.
| AMBITO DI APPLICAZIONE | NORMATIVA DI RIFERIMENTO | ATTIVITÀ O CIRCOSTANZE RILEVANTI PER LA PERFORMANCE |
|---|---|---|
| Interventi organizzativi | Decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2021, n. 113 (cd. Decreto Reclutamento) e successive modifiche ed integrazioni, recante “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l'efficienza della giustizia” (artt. 11 e 13) | Avvio di procedure di reclutamento nel periodo 2021-2024, in due scaglioni, di un contingente massimo di 16.500 unità di addetti all'Ufficio per il processo, con contratto di lavoro a tempo determinato (non rinnovabile) della durata massima di due anni e sette mesi per il primo scaglione e di due anni per il secondo. |
| Avvio delle procedure di reclutamento tramite concorso per titoli e prova scritta in relazione a profili professionali non ricompresi tra quelli ordinariamente previsti nell'Amministrazione giudiziaria, nel periodo 2021-2026, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di trentasei mesi, con decorrenza non anteriore al 1° gennaio 2022, per un contingente massimo di 5.410 unità di personale amministrativo non dirigenziale (figure tecniche). | ||
| D.P.C.M. 22 luglio 2022 recante “Autorizzazione ad avviare procedure di reclutamento e ad assumere unità di personale in favore di varie amministrazioni” (art. 6 e Tabella 11) | Autorizzazione per il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, ad indire procedure di reclutamento e ad assumere a tempo indeterminato, anche mediante scorrimento di graduatorie, 615 Funzionari, area funzionale III, fascia economica F1, 34 Direttori, area funzionale III, fascia economica F3 e 319 Cancellieri esperti, area funzionale II, fascia economica F3. | |
| Decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 29 giugno 2022, n. 79, recante “Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, (art. 17 ter) | Riduzione del personale amministrativo a tempo determinato mediante stabilizzazione degli operatori giudiziari in servizio in numero non superiore a 1200 unità. | |
| D.P.C.M. 22 aprile 2022, n. 54 recante “Modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84 e al regolamento concernente l'organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministero della giustizia, nonché dell'Organismo indipendente di valutazione di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019, n. 100” (art. 1) | Introduzione del Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l'analisi statistica e le politiche di coesione e passaggio di due Direzioni generali del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria al nuovo Dipartimento (Direzione generale di statistica ed analisi organizzativa e Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati). | |
| Cessazione stato di emergenza/Smart working | Circolare interministeriale del 5 gennaio 2022 sul Lavoro agile, a firma congiunta del Ministro per la pubblica amministrazione e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali | Applicazione del lavoro agile semplificato con la prevalenza della modalità di lavoro in presenza, attraverso una programmazione settimanale, mensile o plurimensile a discrezione delle Amministrazioni e in dipendenza dall'andamento dei contagi da Covid-19. |
| Decreto-legge 24 marzo 2022 n. 24, convertito dalla legge 19 maggio 2022, n. 52, recante “Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19 in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza e altre disposizioni in materia sanitaria” | Cessazione dello stato di emergenza e allentamento delle misure di contrasto all'epidemia da Covid-19. | |
| Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Comparto Funzioni Centrali periodo 2019/2021, siglato il 9 maggio 2022 dall’Aran e dalle parti sindacali (artt. da 36 a 41) | Introduzione del lavoro agile di cui alla legge n. 81/2017 (lavoro agile ordinario) e del lavoro da remoto, nelle forme del telelavoro domiciliare e del coworking. | |
| Riforma dell’ordinamento giudiziario e del Consiglio Superiore della Magistratura | Legge 17 giugno 2022 n. 71, recante “Deleghe al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario e per l'adeguamento dell'ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura” (art. 4) | Modifica dei presupposti e riduzione dei tempi per l'accesso in magistratura dei laureati in giurisprudenza, con lo scopo di raggiungere gli obiettivi di riduzione del contenzioso pendente previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. |
| Decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144 convertito con modificazioni dalla L. 17 novembre 2022, n. 175, recante “Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” (art. 33) | Introduzione di disposizioni in materia di concorso per l'accesso alla magistratura ordinaria con lo scopo di accelerare le procedure. | |
| Interventi finanziari | Decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144 convertito con modificazioni dalla L. 17 novembre 2022, n. 175, recante “Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” (art. 30) | Utilizzo delle somme assegnate e non utilizzate per i contratti pubblici, aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture e i contributi pubblici concessi e non utilizzati per gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, allo scopo di fronteggiare i maggiori oneri derivanti dall'incremento dei prezzi delle materie prime, dei materiali, delle attrezzature, delle lavorazioni, dei carburanti e dell'energia, a condizione che l’utilizzo sia comunicato preventivamente al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e che sia impiegato nell'ambito dei medesimi interventi nei quali le economie si siano determinate. |
- I principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza
Nello svolgimento delle funzioni stabilite dal D.P.C.M. 15 giugno 2015 n. 84, così come modificato dai D.P.C.M. 19 giugno 2019, n. 99, 30 ottobre 2020 n. 175 e 22 aprile 2022 n. 54, i potenziali destinatari (stakeholders) dell’attività svolta dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi sono i seguenti:- Articolazioni del Ministero della giustizia - Uffici di Gabinetto, Unità di missione per l’attuazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza[5], Dipartimento per gli affari di giustizia, Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Ufficio centrale degli archivi notarili
- Organi giurisdizionali - Corte di Cassazione, Corti di Appello, Tribunali ordinari, Tribunali per i minorenni, Tribunali di sorveglianza, Uffici di Sorveglianza, Uffici del giudice di pace, Tribunale Superiore delle acque pubbliche, Commissariato per la liquidazione degli usi civici, Procura Generale della Corte di Cassazione, Procure Generali, Procure della Repubblica, Procure della Repubblica per i minorenni, Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo
- Organi di rilievo costituzionale - Consiglio Superiore della Magistratura
- Organi di controllo - Ragioneria Generale dello Stato e Corte dei Conti
- Organi di giustizia amministrativa, tributaria e contabile
- Altri Ministeri - Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Provveditorato alle opere pubbliche), Ministero dell’Interno, Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri
- Avvocatura dello Stato
- Autonomie locali - Regioni ed Enti locali
- Enti previdenziali - Inps, Inail
- Agenzie fiscali - Agenzia delle entrate, Agenzia del Demanio, Agenzia del territorio
- Enti di istruzione-formazione - Università, Scuola Superiore di Magistratura, Scuola Nazionale dell’Amministrazione
- Organismi europei e sovranazionali – Cepej
- Rappresentanze sindacali
- Soggetti privati di settore - società personali e società di capitali per l’erogazione dei servizi e delle forniture necessarie
- Compagnie assicurative
- Liberi professionisti - avvocati, consulenti
- Tutte le persone fisiche e giuridiche portatrici di interessi
Contesto interno
- Le variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie
Le risorse umane. Il personale amministrativo
Nel 2022 è proseguito il piano assunzionale del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi che ha portato all’ingresso di 2.181 unità di personale amministrativo a tempo indeterminato, attraverso la conclusione delle procedure concorsuali avviate e lo scorrimento di graduatorie vigenti.Tabella 2 - Assunzioni personale amministrativo a tempo indeterminato - anno 2022 BANDO N. ASSUNZIONI Avviso di selezione, mediante avviamento degli iscritti ai Centri per l’impiego, finalizzata all’assunzione di 616 Operatori giudiziari (area II, fascia economica F1), con rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, per la copertura di posti vacanti in Uffici giudiziari aventi sede nelle Regioni Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto (pubblicato in Gazzetta - Ufficiale IVˆ Serie Speciale - Concorsi ed Esami n. 80 dell’8 ottobre 2019) 111 Avviso di selezione, mediante avviamento degli iscritti ai Centri per l’impiego, finalizzata all’assunzione di 109 Conducenti di automezzi, area II, a tempo pieno e indeterminato, per la copertura di posti vacanti in Uffici giudiziari aventi sede nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Liguria, Puglia, Sicilia e Toscana (pubblicato in Gazzetta Ufficiale - IVˆ Serie Speciale - Concorsi ed Esami n. 4 del 14 gennaio 2020) 48 Concorso pubblico, per titoli ed esame orale, su base distrettuale, per il reclutamento di complessive n. 400 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Direttore, da inquadrare nell’Area funzionale terza, Fascia economica F3, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia – Amministrazione giudiziaria, ad eccezione della Regione Valle D’Aosta (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - IVˆ serie speciale - Concorsi ed esami n. 90 del 17 novembre 2020) 32 Concorso pubblico, per titoli ed esame orale, su base distrettuale, per il reclutamento di complessive n. 2.700 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Cancelliere esperto, da inquadrare nell’Area funzionale seconda, Fascia economica F3, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia – Amministrazione giudiziaria, ad eccezione della Regione Valle D’Aosta (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - IVˆ Serie Speciale - Concorsi ed Esami n. 96 dell’11 dicembre 2020) 51 Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di 2.329 posti di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Funzionario, da inquadrare nell'Area funzionale terza, Fascia economica F1, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia, ad eccezione della Regione Valle d'Aosta (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - IVˆ serie speciale - Concorsi ed esami n. 59 del 26 luglio 2019) 1.633 Concorso pubblico per la copertura di complessive 1.000 unità di personale non dirigenziale, a tempo determinato della durata di ventiquattro mesi, per il profilo di Operatore giudiziario, Area funzionale II, Fascia economica F1, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia – Amministrazione giudiziaria, ad eccezione della Regione Valle d’Aosta (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - IVˆ serie speciale - Concorsi ed esami n. 72 del 15 settembre 2020) 306
Contestualmente si è proceduto all’assunzione di 7.743 unità di personale amministrativo a tempo determinato per il rafforzamento dell’Ufficio per il processo delle Corti di appello e dei Tribunali ordinari e all’assunzione di 3.161 unità di personale amministrativo a tempo determinato con i profili di Tecnico di edilizia, Tecnico IT, Tecnico di amministrazione, Operatore data entry, Tecnico di contabilità, Analista di organizzazione e Tecnico statistico per l’attuazione di tre delle linee di intervento, per la parte di pertinenza del settore giustizia, previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza[6].Tabella 3 - Assunzioni personale amministrativo a tempo determinato - anno 2022 BANDO N. ASSUNZIONI Concorso pubblico, per titoli ed esami, su base distrettuale, per il reclutamento a tempo determinato di 8.171 unità di personale non dirigenziale dell'Area funzionale terza, Fascia economica F1, con il profilo di Addetto all'Ufficio per il processo, da inquadrare tra il personale del Ministero della giustizia (pubblicato in Gazzetta Ufficiale - IVˆ Serie speciale - Concorsi ed esami n. 62 del 6 agosto 2021) 7.743 Concorso pubblico, per titoli ed esami, su base distrettuale, per la copertura a tempo determinato di 750 unità di personale non dirigenziale dell'Area funzionale seconda, Fascia economica F2 e di 3.000 unità di personale non dirigenziale dell'Area funzionale seconda, fascia economica F1, da inquadrare tra il personale del Ministero della giustizia (pubblicato in Gazzetta Ufficiale - IVˆ Serie speciale - Concorsi ed esami n. 26 del 1° aprile 2022) 3.161 Concorso pubblico, per titoli ed esami, su base distrettuale, per la copertura a tempo determinato di 1.660 unità di personale non dirigenziale dell'Area funzionale terza, Fascia economica F1, da inquadrare tra il personale del Ministero della giustizia (pubblicato in Gazzetta Ufficiale - IVˆ Serie speciale - Concorsi ed esami n. 26 del 1° aprile 2022)
Il personale amministrativo dell’Amministrazione giudiziaria presente al 31 dicembre 2022 è pari a 42.196 unità, la cui distribuzione per fascia e per area funzionale è illustrata nelle tabelle seguenti[7].Tabella 4 – Personale dirigente Qualifica Tempo determinato Tempo indeterminato Totale Dirigenti I fascia 7 2 9 Dirigenti II fascia 9 164 173 Totale 16 166 182 Tabella 5 – Personale amministrativo e UNEP Qualifica Tempo determinato Tempo indeterminato Totale Terza Area 7.411 10.241 17.652 Seconda Area 3.117 18.806 21.923 Prima Area - 2.439 2.439 Totale 10.528 31.486 42.014
Grafico 1– Distribuzione personale dirigente

Grafico 2 – Distribuzione personale amministrativo

Il personale amministrativo a tempo determinato rappresenta il 25% del totale del personale amministrativo in servizio nel Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi. Una significativa riduzione del personale amministrativo non dirigente a tempo determinato è atteso nel 2023 con la conclusione della procedura di stabilizzazione degli operatori giudiziari assunti con contratto a tempo determinato presso il Ministero della giustizia, in numero non superiore a 1.200 unità complessive, prevista dall’art. 17 ter della legge 29 giugno 2022, n. 79, di conversione del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 recante “Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”. Tale procedura è stata avviata “al fine di ridurre il ricorso ai contratti a termine e valorizzare la professionalità acquisita dal personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato”, nonché al fine di “garantire la piena funzionalità degli Uffici giudiziari, anche per quanto concerne il rispetto degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, e di far fronte alle gravi scoperture di organico”.
Il personale di magistratura
Il personale di magistratura presente al 31 dicembre 2022 è pari a 10.006 unità e, di questi, 9.558 unità sono in servizio presso gli Uffici giudiziari.
| Personale magistratura | Uomini | Donne | Totale |
|---|---|---|---|
| Magistrati in servizio presso gli Uffici giudiziari | 4.230 | 5.328 | 9.558 |
| Magistrati collocati fuori dal ruolo | 71 | 90 | 161 |
| § di cui al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi | 7 | 5 | 12 |
| Magistrati fuori dal ruolo non rientranti nel limite dei 200 | 20 | 15 | 35 |
| Magistrati collocati in aspettativa per vari motivi | 3 | 2 | 5 |
| Magistrati sospesi dal servizio e dalle funzioni | 20 | 3 | 23 |
| MOT (senza funzioni) | 64 | 160 | 224 |
| Totale | 4.408 | 5.598 | 10.006 |
Rispetto al 2021, il personale di magistratura è aumentato di 403 unità. È diminuito il numero dei magistrati collocati fuori ruolo – passato da 184 unità a 161 unità – che, ai sensi dell’art. 1 bis del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143 recante “Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario” convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008 n. 181, non può superare le 200 unità. Il predetto limite non trova applicazione nei confronti dei magistrati destinati a funzioni non giudiziarie presso la Presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale e il Consiglio superiore della magistratura e agli incarichi elettivi, il cui numero si attesta nel 2022 a 35 unità.
È diminuito anche il numero dei magistrati collocati in aspettativa – passato da 10 unità a 5 unità –, concessa in caso di esecuzione del mandato amministrativo regionale, di esecuzione del mandato parlamentare, di assunzioni di funzioni di governo e di ricongiungimento col coniuge.
La distribuzione secondo il genere del personale di magistratura attualmente in servizio sul territorio nazionale evidenzia la prevalenza del numero di donne, pari al 55% del totale del personale di magistratura nel 2021 e al 56% del totale del personale di magistratura nel 2022.
Grafico 3 – Magistrati collocati fuori ruolo e in aspettativa anni 2021 e 2022

Grafico 4 – Distribuzione magistrati per genere - anno 2021

Grafico 4 – Distribuzione magistrati per genere - anno 2022

Nei prossimi anni è atteso un incremento del personale di magistratura all’esito della conclusione delle due procedure concorsuali in atto, indette con D.M. del 1° dicembre 2021 e con D.M. del 18 ottobre 2022. Più in particolare, con D.M. del 1° dicembre 2021 è stato indetto un concorso per 500 posti, le cui prove si sono svolte nei giorni tra l’11 ed il 15 luglio 2022. Il 5 settembre 2022 sono iniziate le operazioni di correzione, che vedono impegnate tre sottocommissioni, allo scopo di concludere la procedura nel più breve tempo possibile. Con D.M. del 18 ottobre 2022 è stato indetto un concorso per 400 posti, il cui diario delle prove scritte sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2022.
Le risorse materiali
Nel 2022 il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi ha assicurato la necessaria fornitura di materiale igienico-sanitario per prevenire la diffusione del virus SARS-CoV-2 – garantita, in via prudenziale, anche dopo la fine dello stato di emergenza, cessato alla data del 31 marzo 2022 in virtù del decreto-legge 24 marzo 2022 n. 24, recante “Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”, convertito con modificazioni dalla legge 19 maggio 2022, n. 52 – e ha provveduto all’implementazione del parco auto degli Uffici giudiziari, attraverso l’attivazione del servizio noleggio dei veicoli ordinari e l’acquisto di nuovi veicoli, sia ordinari che blindati. I veicoli ordinari sono stati destinati, come quelli acquistati nel 2021, alle Corti di appello, in quanto Uffici giudiziari tenuti ad assicurare, nell’ambito del distretto, un maggior numero di servizi di trasporto rispetto alle Procure generali.
Gli acquisti predetti hanno determinato una spesa complessiva di € 4.616.201.65, di cui € 3.000.000,00, per la fornitura di materiale igienico-sanitario e di € 1.616. 201, 65 per l’ordinativo delle autovetture.
Il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi ha investito altresì per garantire la piena operatività dell’Ufficio per il processo nelle Corti di appello e nei Tribunali ordinari, autorizzando l’acquisto di nuovi impianti, arredi e attrezzature. L’elevato numero di Uffici per il processo istituiti e l’elevato numero di addetti per l’Ufficio per il processo che ha preso servizio nel corso del 2022 – pari a 6.959 unità – ha determinato una spesa complessiva di € 2.924.089,10.
| Anni | Corti di Appello | Tribunali | Totale |
|---|---|---|---|
| 2020 | 50 | 332 | 382 |
| 2021 | 59 | 397 | 456 |
| 1 sem. 2022 | 152[8] | 691[9] | 843 |
Grafico 5 – Uffici per il processo istituiti e numero addetti presso le Corti di appello

Fonte: Direzione generale di statistica e analisi organizzativa
Grafico 6 – Uffici per il processo istituiti e numero addetti presso i Tribunali

Fonte: Direzione generale di statistica e analisi organizzativa
| DISTRETTO | IMPORTO SPESE |
|---|---|
| Ancona | 82.264,50 |
| Bari | 264.967,04 |
| Bologna | 94.400,00 |
| Cagliari | 36.684,62 |
| Campobasso | 5.416,80 |
| Catania | 95.184,85 |
| Firenze | 30.800,00 |
| Genova | 217.171,35 |
| Lecce | 347.016,00 |
| Messina | 509.718,65 |
| Milano | 28.060,00 |
| Napoli | 467.361,84 |
| Perugia | 134.439,93 |
| Potenza | 46.164,80 |
| Reggio Calabria | 46.360,00 |
| Roma | 201.311,18 |
| Torino | 80.022,72 |
| Trieste | 94.147,40 |
| Venezia | 142.597,42 |
Le risorse finanziarie
In relazione agli stanziamenti assegnati in bilancio al Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, essi sono distinti nelle due missioni “Giustizia” e “Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche” e nei due programmi “Giustizia civile e penale” e “Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza”, quest’ultimo di carattere trasversale. Nel corso dell’anno 2022, come già anticipato nel “Contesto esterno” e meglio specificato nel paragrafo che segue, il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi è stato interessato da una profonda riorganizzazione, per il passaggio al nuovo Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione di due Direzioni generali, la Direzione generale di statistica ed analisi organizzativa e la Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati, riorganizzazione che si riscontra anche esaminando gli stanziamenti di Bilancio per il triennio 2023-2025, riportati nella tabella che segue.
Tabella 9 – Stanziamenti Bilancio 2023-2025 – Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi

Fonte: Direzione generale del bilancio e della contabilità
Da una prima analisi degli stanziamenti per il triennio 2023-2025 è possibile notare come l’importo della spesa prevista per l’informatica sia piuttosto esiguo sia per la spesa corrente che per quella relativa agli investimenti.
Inoltre, la spesa totale per gli investimenti costituisce in media circa il 12,6% della spesa totale prevista per il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e quella corrente circa l’87,4% in media per il triennio. La spesa prevista per ciascuno dei tre anni per la missione Giustizia corrisponde al 97,5% del totale e l’incidenza della spesa per il personale (al netto del Fondo risorse decentrate destinato a tutte le articolazioni ministeriali) rappresenta circa il 90% della spesa corrente.
Tabella 10 – Ripartizione % della spesa totale tra spesa corrente ed investimenti e tra missioni del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi

Se poi si confrontano gli stanziamenti del Bilancio 2023-2025 con quelli del Bilancio 2022-2024, relativi all’anno 2023, si possono rilevare le differenze più significative di alcune voci di spesa.
La tabella che segue mostra gli stanziamenti previsti per il 2023 nei due bilanci e la percentuale di incremento/decremento degli importi.
Come è possibile notare, l’importo riferito alla voce “personale di magistratura” è aumentato dell’1,9% dal Bilancio 2022-2024 al Bilancio 2023-2025, per un importo complessivo di 38.578.948 €, a causa soprattutto del numero di avanzamenti di carriera di magistrati superiore rispetto al numero di cessazioni.
Per la voce “personale amministrativo” c’è stato un aumento del 17,8% rispetto al Bilancio 2022-2024, segnatamente per un importo pari a 258.521.210 €, che deriva principalmente dagli aumenti salariali conseguenti ai rinnovi contrattuali. A tale aumento è connesso anche quello della voce “Fondo incentivazione personale (tutti i Dipartimenti), inserito nella Missione trasversale “Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche”, che è del 35,7%.
La spesa per l’informatica presenta una notevole riduzione, precisamente pari a 53.561.419 € (circa il 98% in meno) per la spesa corrente e 208.510.654 € (circa il 99,7% in meno) per gli Investimenti, che deriva come già detto, dal passaggio della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati al nuovo Dipartimento.
La voce “Fondi” presenta un aumento esponenziale nel confronto tra il Bilancio 2022-2024 e il Bilancio 2023-2025, del 158,2%, per un importo pari a 107.337.256 € che deriva essenzialmente dalla necessità di copertura delle leggi delega in materia di giustizia civile e penale. Detti fondi non sono direttamente gestibili da parte dell’amministrazione.
Lo stanziamento relativo alla spesa “Personale Amministrazione centrale” presenta una diminuzione del 28,7%, pari a 10.607.137 € rispetto allo stanziamento del Bilancio 2022-2024 e deriva dal passaggio del personale amministrativo delle due Direzioni generali prima appartenenti al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi al nuovo Dipartimento.
Tabella 11 – Confronto degli stanziamenti dell’anno 2023 tra il bilancio 2022-2024 e il bilancio 2023-2025

- Modifiche o interventi nell’assetto organizzativo intervenute nel 2022 o attese nel 2023
Le modifiche alla struttura del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
L’istituzione del nuovo Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione ha influito notevolmente sull’assetto strutturale del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi.
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 aprile 2022, n. 54 recante “Modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84 e al regolamento concernente l’organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministero della giustizia, nonché dell’Organismo indipendente di valutazione di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 19 giugno 2019, n. 100” ha trasferito le competenze del Dipartimento dell’organizzazione organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi inerenti al coordinamento della Direzione generale di statistica e di analisi organizzativa e della Direzione generale per i sistemi informativi ed automatizzati al Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione. Nel far ciò, l’intento è stato quello di conferire al Dipartimento di recente istituzione competenze di natura prevalentemente trasversale e di coordinamento rispetto ai compiti propri di gestione degli altri quattro Dipartimenti del Ministero della giustizia, su alcuni profili specifici inerenti all’IT, all’analisi statistica e alle politiche di coesione.
Tenuto conto del fatto che con la legge 27 dicembre 2019, n. 160 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022” è avvenuta la soppressione della Direzione generale per la gestione e la manutenzione degli edifici giudiziari di Napoli, il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi esercita ora il coordinamento di quattro Direzioni generali: la Direzione generale del personale e della formazione, la Direzione generale dei magistrati, la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie e la Direzione generale del bilancio e della contabilità.
Ulteriori modifiche all’organizzazione del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi sono attese con l’entrata in funzione di tutte le nuove articolazioni territoriali della Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie. Si tratta di Uffici periferici di livello dirigenziale non generale istituiti dall’art. 1, commi 435 e 436, della citata legge 27 dicembre 2019, n. 160, in luogo delle Direzioni generali regionali.
Il nuovo modello di decentramento è stato attuato con il Decreto ministeriale del 14 aprile 2022 recante “Misure necessarie al coordinamento informativo ed operativo tra la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e gli uffici periferici dell’organizzazione giudiziaria del Ministero della giustizia, nonché concernente l’individuazione degli uffici periferici dell’organizzazione giudiziaria di livello dirigenziale non generale e la definizione della loro competenza territoriale ai sensi degli articoli 8 e 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84 e dell’articolo 3, commi 1 e 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2020, n. 175”) che ha istituito sette Uffici periferici aventi sede in Torino, Venezia, Roma, L’Aquila, Napoli, Palermo, Firenze e Milano con competenza interdistrettuale[10].
Gli Uffici periferici opereranno sulla base di programmi, indirizzi e direttive impartite dalla Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie e svolgeranno attività di analisi esigenziale, acquisto e gestione di beni e servizi a beneficio degli Uffici giudiziari del territorio di riferimento, nonché di ausilio e supporto all’attività delle Conferenze permanenti, di programmazione, valorizzazione e gestione del patrimonio immobiliare destinato all’attività giudiziaria.
L’Ufficio periferico di Napoli è già operativo ed è chiamato, in conformità con quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, del menzionato Decreto ministeriale, in questa prima fase, ad espletare i soli compiti istituzionali attribuiti alla soppressa Direzione generale per la gestione e la manutenzione degli edifici giudiziari di Napoli; ciò fin quando non verrà raggiunta una copertura pari al 70% della pianta organica, circostanza a cui è subordinata la compiuta attivazione della struttura.
Per ulteriori approfondimenti sulla articolazione del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, si rimanda all’organigramma pubblicato sul sito web istituzionale dell’Amministrazione al seguente link: FARE LINK Ministero della giustizia - Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi.
Le modifiche dell’assetto degli Uffici giudiziari
In attuazione della delega conferita al Governo dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari”, le circoscrizioni giudiziarie sono state oggetto nel 2012 di una profonda opera di revisione che ha determinato una sensibile riduzione del numero degli Uffici giudiziari di primo grado. Con la revisione si è inteso realizzare una migliore distribuzione sul territorio degli Uffici giudiziari di primo grado diretta a garantire la maggiore omogeneità possibile per numero di abitanti, estensione territoriale, carichi di lavoro e indice delle sopravvenienze, tenuto conto anche di elementi specifici quali, ad esempio, la situazione infrastrutturale o il tasso d’impatto della criminalità organizzata nei singoli territori interessati dall’intervento nonché, per le grandi aree metropolitane, dell’esigenza di razionalizzare il servizio giustizia anche mediante il decongestionamento dei presidi esistenti.
Nel 2022, l’assetto degli Uffici giudiziari è rimasto sostanzialmente invariato. Si segnala soltanto la riduzione del numero degli Uffici del giudice di pace con oneri a carico dei comuni, passato da 200 a 196.
| Tipologia ufficio | Numero |
|---|---|
| Corte di Cassazione | 1 |
| Corti di Appello | 29 |
| Tribunali | 140 |
| Tribunali per i Minorenni | 29 |
| Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche | 1 |
| Tribunali di Sorveglianza | 29 |
| Uffici di Sorveglianza | 58 |
| Uffici del Giudice di Pace | 182 |
| Uffici del Giudice di Pace con oneri a carico degli enti locali | 196 |
| Commissariati per la liquidazione degli usi civici | 14 |
| Totale | 679 |
| Tipologia ufficio | Numero |
|---|---|
| Procura Generale Cassazione | 1 |
| Procure Generali | 29 |
| Procure della Repubblica | 140 |
| Procure presso i Tribunali dei Minorenni | 29 |
| Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo | 1 |
| Totale | 200 |
| Tipologia ufficio | Numero |
|---|---|
| Uffici N.E.P. presso le Corti di Appello e sez. distaccate | 29 |
| Uffici N.E.P. presso i Tribunali | 111 |
| Totale | 140 |
- Il livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 ed eventuali ritardi o criticità
Nel 2022, le Direzioni generali del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, tenuto conto delle priorità politiche previste nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale e degli obiettivi generali assegnati con la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2022 e con la Direttiva del Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (cd. Direttiva II livello), hanno individuato 16 obiettivi.
Più in particolare, le Direzioni generali hanno presentato 5 obiettivi di Capacity Building - per il potenziamento dell’organizzazione e il rafforzamento dell’azione amministrativa, nonché per l’efficiente gestione delle risorse umane e finanziarie -, 6 obiettivi di semplificazione - tesi alla revisione e alla reingegnerizzazione dei processi lavorativi nonché alla adozione di modelli organizzativi efficienti - e 5 obiettivi di digitalizzazione - funzionali alla creazione di un ambiente di lavoro moderno e digitale -.
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Tabella 15 – Obiettivi delle Direzioni generali – anno 2022 Direzione generale Obiettivi Livello di raggiungimento[11] Direzione generale del personale e della formazione Azioni di monitoraggio, revisione e aggiornamento dei processi in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza 100% Formazione del personale amministrativo e di ruolo a tempo determinato Assunzione di unità di personale con procedura ordinaria e semplificata Analisi e avvio Sistema unico del personale Gestione quota 100 e quota 102 Direzione generale dei magistrati Raccolta e gestione telematica dei flussi informativi relativi all’Ufficio per il processo. Aggiornamento delle Circolari ministeriali in materia 100% Realizzazione del nuovo sistema applicativo per la gestione delle pratiche di disciplina Politiche assunzionali del personale di magistratura: continuità operativa e modernizzazione della procedura Supporto al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), in attuazione del programma Next Generation EU; interventi in tema di Capitale umano Trasparenza, razionalizzazione e riordino delle procedure per l’immissione in possesso nelle funzioni da parte dei magistrati trasferiti ad altra sede o ad altro incarico Efficienza ed efficacia del servizio. Nuovi sistemi informativi e gestionali Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie Progetti per analisi rivolta all’individuazione della vulnerabilità sismica degli immobili di proprietà comunale, sede di uffici giudiziari 100% Ampliamento della spesa autonoma e centralizzazione di specifiche tipologie di spesa Direzione generale del bilancio e della contabilità Armonizzazione delle operazioni di registrazione contabile ai fini della corretta tenuta delle scritture della Contabilità integrata – finanziaria, economica e patrimoniale – di cui all’articolo 38-bis della legge n. 196 del 2009 100% Adesione e implementazione dell’accordo quadro Consip per i Servizi di gestione integrata delle trasferte di lavoro Consultazioni elettorali e referendarie 2022. Adeguamento degli stanziamenti di bilancio e gestione delle risorse finanziarie a supporto degli Uffici giudiziari
Nel 2022 la Direzione generale dei magistrati è stata diretta da due dirigenti titolari, che si si sono avvicendati nel corso dell’anno. Nelle more dell’espletamento dell’interpello per la copertura della posizione dirigenziale si è avuta reggenza dal 25 maggio 2022 al 25 luglio 2022. Nel PIAO 2022-2024 sono stati presentati due obiettivi, “Politiche assunzionali del personale di magistratura: continuità operativa e modernizzazione della procedura” e “Realizzazione del nuovo sistema applicativo per la gestione delle pratiche di disciplina”, ai quali si sono aggiunti altri due obiettivi, segnatamente “Raccolta e gestione telematica dei flussi informativi relativi all’Ufficio per il processo. Aggiornamento delle Circolari ministeriali in materia” e “Supporto al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), in attuazione del programma Next Generation EU; interventi in tema di Capitale umano”. I suddetti obiettivi sono stati portati a termine, per quel che riguarda le attività programmate, dal Direttore generale uscente, fino alla vigilia del rientro nel ruolo organico della magistratura, e – senza soluzione di continuità – dal Direttore generale reggente nel ricordato periodo 25 maggio 2022 – 25 luglio 2022. In particolare, si fa rilevare che il Direttore generale reggente ha assunto l’incarico di reggenza quando era imminente lo svolgimento delle prove scritte del concorso a 500 posti di magistrato ordinario, indetto con D.M. 1° dicembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 10 dicembre 2021: egli ne ha, pertanto, curato la supervisione e il coordinamento. In data 26 luglio 2022 ha preso servizio il nuovo Direttore generale, che ha portato a ulteriore sviluppo le attività dell’obiettivo concernente la gestione dei flussi informativi relativi all’Ufficio per il processo e ha proseguito nell’obiettivo relativo alle politiche assunzionali, con la conclusione della procedura a 310 posti di magistrato ordinario indetta con D.M. 29 ottobre 2019 e la conseguente assunzione dei vincitori nonché con lo svolgimento della procedura a 500 posti, indetta con D.M. 1° dicembre 2021. Ulteriori obiettivi proposti e raggiunti dal nuovo Direttore generale attengono a “Trasparenza, razionalizzazione e riordino delle procedure per l’immissione in possesso nelle funzioni da parte dei magistrati trasferiti ad altra sede o ad altro incarico” e a “Efficienza ed efficacia del servizio. Nuovi sistemi informativi e gestionali”. - La ricognizione dei principali rischi connessi alle materie di competenza
I principali rischi connessi alla attività svolta dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi sono ricollegati all’attuazione degli interventi di edilizia previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e, più in generale, allo svolgimento delle procedure di acquisizione di beni e servizi.
Per prevenire gli eventi corruttivi nell’attuazione degli interventi di edilizia previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie ha provveduto a sottoscrivere con le diverse Amministrazioni attuatrici (Provveditorati, Demanio e Comuni) apposite “Convenzioni finanziarie per la realizzazione degli investimenti”, ai sensi dell’art. 5, comma 6 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante “Codice dei contratti pubblici”, nell’ambito delle quali sono state definite non solo le procedure di rendicontazione e monitoraggio delle attività svolte dai Soggetti Titolari e dai Soggetti Attuatori degli interventi di edilizia ma anche i titolari degli obblighi di pubblicità e delle attività di trasparenza.
Quanto alla prevenzione degli eventi corruttivi nello svolgimento delle procedure di acquisizione di beni e servizi, si ricorda che la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie utilizza dal 2016 il Sistema Informativo della Gestione degli Edifici Giudiziari (S.I.G.E.G.), in cui sono inserite le informazioni riguardanti gli immobili utilizzati dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e da tutti gli Uffici giudiziari e la relativa manutenzione, i contratti di acquisizione di beni e servizi e la programmazione triennale prevista dal Manutentore Unico.
Attraverso il predetto portale, è possibile eseguire molteplici operazioni di analisi ed evidenziare la tipologia ed i costi sostenuti per ciascun servizio a livello distrettuale. Il sistema prevede anche la procedura di creazione dei file XML, secondo le indicazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.) al fine di ottemperare agli obblighi sulla trasparenza previsti dal decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33, recante “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e dalla legge 6 novembre 2012 n. 190, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.
OBIETTIVI
2.2.2.1 Direzione generale del personale e della formazione
Obiettivo 1. Assunzione di unità di personale con procedura ordinaria semplificata
Nell’anno 2023 in attuazione del PNRR - azione Capitale Umano e nel rispetto del Piano assunzionale ordinario, la Direzione generale si pone come obiettivo l’assunzione di almeno 8.171 unità di addetti all’Ufficio per il processo di area III, seconda fase di assunzioni come indicate nell’ambito delle procedure PNRR.
Le procedure di assunzione prevedono sette fasi:
- approvazione della graduatoria di merito e dei vincitori;
- istruttoria in relazione ai requisiti di moralità;
- scelta sede da parte dei vincitori;
- emissione del provvedimento di assunzione;
- stesura e sottoscrizione dei contratti di lavoro individuale;
- immissione in possesso;
- gestione documentale del fascicolo personale in relazione alla fase di assunzione.
Considerato che, stante il numero delle unità e in considerazione delle esigenze organizzative e logistiche rappresentate dagli Uffici giudiziari a cui gli addetti all’UPP sono assegnati, la stessa dovrà avvenire secondo un calendario condiviso con gli Uffici.
La tempistica come rappresentata tiene conto delle criticità determinate dai tempi di processo di competenza di altri soggetti attori della procedura (Formez/Ripam, Commissioni di esame distrettuali e non).
Fondamentale per assicurare in tempi ragionevolmente brevi la definizione della procedura di assunzione, compresa la fase di immissione in possesso e gestione del rapporto giuridico economico del neoassunto, è la collaborazione con la DGSIA per gli aspetti relativi alla cura delle piattaforme informatiche in uso, con la DG Bilancio per ciò che attiene alla gestione dei fondi in bilancio o da turn-over e con l’Ufficio Centrale di Bilancio (UCB) per ciò che attiene al visto dei contratti di lavoro individuali e alla gestione delle partite stipendiali.
La realizzazione dell’obiettivo assunzionale ha come stakeholder e beneficiari gli Uffici Giudiziari, mentre i beneficiari esterni sono gli utenti degli stessi Uffici, i quali vedranno un beneficio in termini di efficacia ed efficienza dei servizi resi.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Numero dei contratti sottoscritti: ≥30%
Obiettivo 2. Formazione del personale amministrativo di ruolo e a tempo determinato
La Direzione generale del personale e della formazione assicura la formazione di tutto il personale amministrativo di ruolo in servizio presso l’amministrazione centrale e presso le articolazioni territoriali, relativamente agli ambiti tematici della giurisdizione civile e penale, nonché degli applicativi in uso in ambito civile, penale ed amministrativo.
Parallelamente la Direzione generale assicura la formazione di ingresso del personale di nuova assunzione, con rapporto di lavoro a tempo determinato e indeterminato e secondo la specificità del profilo e dei relativi contenuti professionali.
Particolare impegno sarà costituito, nell’anno 2023, dalla formazione del personale assunto nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare riferito alla linea di investimento Capitale Umano. A tale scopo sono pianificati interventi formativi di ingresso in occasione dell’assegnazione delle risorse agli Uffici giudiziari secondo la distribuzione stabilita dai Decreti Ministeriali del 26 luglio 2021 e del 28 settembre 2021, cui farà seguito la formazione continua, nel corso del rapporto di lavoro a tempo determinato, focalizzata sui contenuti, ambiti e tematiche di maggiore specificità ed in esito alla rilevazione dei fabbisogni ed esigenze conseguenti le destinazioni professionali e l’effettivo utilizzo delle risorse.
Tenuto conto delle metodologie formative da adottare, anche in considerazione del particolare regime di flessibilità nella gestione delle risorse, occorre prevedere e privilegiare le metodologie della formazione a distanza, in modalità sincrona e asincrona, senza esclusione di iniziative in presenza, seppur con la dovuta attenzione all’evolversi della situazione epidemiologica.
Come nella prima fase di avvio si pianifica di procedere all’affidamento della fornitura di un servizio di costruzione di oggetti formativi nella forma di videolezioni su contenuti definiti da questa Amministrazione, e con relatori interni ed esterni, per la fruizione a distanza su piattaforme dedicate e personalizzate per le esigenze dell’Amministrazione al fine di assicurare nell’anno 2023 il completamento della formazione asincrona a beneficio delle risorse di nuova assunzione negli Uffici giudiziari in esito ai concorsi pubblici, per titoli ed esami per il reclutamento a tempo determinato di 8.250 unità di personale non dirigenziale dell’area funzionale terza, fascia economica F1, con il profilo di Addetto all’Ufficio per il processo. Alcune attività formative saranno realizzate in collaborazione, e nell’ambito di apposite Convenzioni, con la Scuola Superiore della Magistratura, su tematiche di carattere prettamente giudiziarie, legate alle attività decisorie dei magistrati, assicurando il supporto organizzativo ed amministrativo necessario.
Inoltre, sono pianificate ulteriori procedure di acquisizione su Mercato elettronico di percorsi ed oggetti formativi per la fruizione a distanza, ed in modalità asincrona, su tematiche attinenti i diversificati profili professionali contemplati dal D.L. n. 80/2021, straordinari e funzionali agli obiettivi e finalità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, c.d. figure tecniche
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Numero unità di personale a tempo indeterminato e di ruolo avviato a formazione: >2.000
Numero di unità di personale a tempo determinato avviato a formazione: >6.500
2.2.2.2. Direzione generale del bilancio e della contabilità
Obiettivo 1. Armonizzazione delle operazioni di registrazione contabile nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria ai fini della corretta rappresentazione del budget dello Stato
L’obiettivo 2023 si pone in continuità con quello dell’esercizio precedente. Nel corso del 2022, infatti, sono state svolte tutte le attività necessarie alla predisposizione di un documento, destinato in particolare agli Uffici giudiziari, contenente tutte le informazioni utili ai fini della corretta registrazione contabile degli eventi di gestione.
Il documento è destinato a rispondere all’esigenza di un budget preventivo e di un rendiconto economico correttamente redatti in qualità di allegati, rispettivamente, alla Legge di bilancio e alla legge di approvazione del Rendiconto generale dello Stato e funzionali ad una corretta rappresentazione e valutazione delle politiche pubbliche (rif. art. 10 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279).
Come premesso, nel corso del 2023 si intende dare continuità alle attività svolte nel corso del precedente anno attraverso l’effettiva implementazione dei principi enucleati nel suddetto documento, procedendo, da un lato, al monitoraggio delle modalità applicative delle linee guida sia da parte degli Uffici giudiziari sia da parte dell’amministrazione centrale e, dall’altro, individuando con le diverse articolazioni ministeriali coinvolte e con la Ragioneria generale dello Stato dei centri di costo tecnici finalizzati ad una coerente ripartizione dei costi comuni.
L’obiettivo finale è la predisposizione, per la prima volta per l’amministrazione giudiziaria, del rendiconto economico attraverso l’utilizzo dei soli dati risultanti dal sistema INIT con l’intervento diretto da parte della Direzione generale esclusivamente per quei costi la cui registrazione contabile può tecnicamente avvenire esclusivamente extra sistema.
Il raggiungimento dell’obiettivo è condizionato, oltre che dalla corretta applicazione dei principi di rilevazione trasmessi alle strutture periferiche e centrali, anche dalla collaborazione del Ministero dell’economia e delle finanze ai fini della predisposizione di centri di costo tecnici e delle estrazioni periodiche dei dati necessari al monitoraggio.
2.2.2.3 Direzione generale dei magistrati
Obiettivo 1. Organizzazione concorsi in magistratura - svolgimento telematico delle prove scritte del concorso riservato agli uffici giudiziari di Trento e Bolzano
Al fine di colmare le gravissime carenze di organico caratterizzanti tutti gli uffici giudiziari italiani e garantire loro un apporto significativo di risorse, anche in vista della realizzazione degli ambiziosi obiettivi assunti a livello europeo in seno al PNRR, si intende proseguire nell’intensa attività di reclutamento dei magistrati ordinari, accelerandone l’immissione negli uffici giudiziari.
Sotto il primo profilo, prosegue incessantemente l’attività di organizzazione del concorso a 400 posti indetto con D.M. 18.10.2022 (per il quale sono pervenute oltre 21 mila domande), sì da assicurare lo svolgimento delle prove scritte nel mese di maggio 2023, e consentire, entro la fine del corrente anno, lo svolgimento di un ulteriore concorso per magistrato ordinario, già richiesto dall’On. Ministro della Giustizia, nel mese di dicembre 2022, al Consiglio Superiore della Magistratura.
Inoltre, sono state avviate le interlocuzioni con il Consiglio Superiore della Magistratura per bandire a breve un nuovo concorso di magistrato ordinario riservato agli Uffici giudiziari di Trento e Bolzano, e prosegue la collaborazione con la DGSIA, funzionale a consentire lo svolgimento delle prove d’esame con modalità telematiche, nella parte relativa alla consultazione dei codici (in luogo di quella cartacea, evitando quindi la fase della consegna dei codici a cura dei candidati e del relativo controllo) e/o in quella della redazione degli scritti, sì da consentire una più agevole correzione da parte della commissione esaminatrice.
Una volta recepite dalla DGSIA le diverse soluzioni prospettate dagli operatori del mercato, sarà necessario individuare quella che, più di tutte, soddisfi le molteplici e diverse necessità sottese al corretto svolgimento del concorso (anche al fine di contenere il contenzioso potenzialmente conseguente allo svolgimento delle procedure concorsuali) e procedere alla modifica della disciplina allo stato regolatrice dello svolgimento del concorso per adeguarla alle rinnovate modalità che si andranno ad individuare.
Quanto agli strumenti di accelerazione, si sono proposti, al Sig. Capo di Gabinetto ed all’Ufficio Legislativo di questo Ministero, interventi normativi volti ad introdurre la facoltà per il Ministro della Giustizia di assegnare ai concorrenti idonei del concorso in magistratura i posti che si rendono disponibili entro sei mesi dall’approvazione della graduatoria nel limite massimo del doppio di un decimo di quelli messi a concorso (intervenendo sull’articolo 8 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160) ed a ridurre in via straordinaria, alla durata di 12 mesi, il tirocinio dei magistrati ordinari dichiarati idonei all’esito dello svolgimento delle prove concorsuali.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Svolgimento prove scritte concorso a 400 posti indetto con D.M. 18 ottobre 2022: 100%
Modifica dell’art. 8 d.lgs. 5 aprile 2006 n. 160: 100%
Pubblicazione bando per nuovo concorso di magistrato ordinario riservato agli Uffici giudiziari di Trento e Bolzano: 80%
Obiettivo 2. Dematerializzazione degli atti e creazione di archivi informatici
Per assicurare maggiore efficienza e celerità ai procedimenti di pertinenza dei diversi uffici e reparti in cui è articolata la Direzione generale, generalmente conclusivi di un iter che coinvolge diversi attori istituzionali (tra cui il Consiglio Superiore della Magistratura), si intende creare un sistema integrato, su piattaforma informatica, che consenta la dematerializzazione degli atti, la formazione dei provvedimenti in formato digitale e la relativa trasmissione, anch’essa con modalità telematiche, al Direttore generale per l’apposizione della firma digitale.
Allo stato, si sono avviate le interlocuzioni con i capi degli uffici e i responsabili dei reparti per individuare le peculiarità e le scansioni procedimentali in cui sono articolate le attività di competenza di ciascuno di essi, individuate le quali si procederà, con la collaborazione degli esperti informatici e, ove necessario, delle altre articolazioni del Ministero (DGSIA, DG Risorse) all’individuazione della piattaforma utilizzabile (verosimilmente Microsoft Teams) ed all’avvio dell’attività di dematerializzazione degli atti.
Avvalendosi della collaborazione della DGSIA, si intende inoltre creare un canale comunicativo informatizzato tra il reparto Status economico dell’Ufficio Primo e l’Ufficio II concorsi, funzionale ad agevolare le formalità di ingresso dei magistrati neoassunti (ad esempio, con l’automatica acquisizione, da parte del reparto Status economico, dei dati anagrafici forniti dai partecipanti al concorso in magistratura al momento della domanda).
Per il settore del contenzioso si segnala, inoltre, la pianificazione progettuale, avviata con la DGSIA e con il DAG, finalizzata all'adozione di un’unica piattaforma informatica fruibile da tutti gli utenti che si occupano di contenzioso, al fine di uniformare i processi lavorativi, nel rispetto delle rispettive peculiarità; consentire un’interlocuzione diretta tra i magistrati ed i funzionari addetti al contenzioso e l’Avvocatura di Stato, per la trasmissione dei rapporti informativi e per lo scambio di documenti e memorie funzionali alla difesa in giudizio del Ministero - e creare una banca dati per la raccolta delle pronunce giurisprudenziali relative a giudizi che coinvolgono a qualsiasi titolo il Ministero della Giustizia.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Avvio dell’attività di dematerializzazione degli atti: 100%
Prosecuzione della pianificazione avviata con DGSIA e DAG per l’adozione di un’unica piattaforma informatica per la gestione del contenzioso:100%
2.2.2.4 Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie
Obiettivo 1. Semplificazione delle procedure di evidenza pubblica
Proseguendo una linea di azione già avviata nel 2015, verranno individuati ulteriori capitoli le cui risorse saranno ripartite tra i vari Funzionari delegati, nonché all’Ufficio periferico di Napoli.
I Funzionari delegati, a loro volta, ripartiranno le somme tra gli uffici (giudicanti o requirenti) dei rispettivi distretti.
Gli uffici, per gli acquisti (di forniture e servizi) che possono essere effettuati con le risorse stanziate sui suddetti capitoli, potranno procedere direttamente, senza necessità di alcuna autorizzazione. In questo modo, ciascun ufficio avrà contezza, ad inizio anno, dell’importo disponibile per ciascuna tipologia di acquisto e potrà programmare individuando le priorità.
Questa innovazione ridurrà i tempi e consentirà di impiegare le risorse della Direzione, in modo più razionale, in compiti di più elevato impegno (programmazione e controllo), attuando così quanto previsto dal Regolamento n. 84/2015
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Riduzione del numero di determine rispetto al numero delle determine emanate nel 2022: - 20%
Obiettivo 2. Coordinamento e gestione dei funzionari e assistenti tecnici a tempo determinato neoassunti
Nel mese di novembre 2022 è stato immesso in servizio un consistente numero di personale tecnico (funzionari e assistenti), a tempo determinato, sia presso la sede ministeriale che presso gli Uffici giudiziari, quantificato, salvo errori ed omissioni, in n. 105 funzionari tecnici e n. 19 assistenti tecnici. Si rende, pertanto, necessaria un’attività di coordinamento dal centro delle suddette risorse, attraverso l’attribuzione a ciascuno dei 14 tecnici a tempo indeterminato, già in servizio, del ruolo di coordinamento nell’ambito delle diverse macro-aree di operatività create nell’Ufficio VI, tutte finalizzate al miglioramento della qualità del servizio giustizia attraverso una costante attenzione ai luoghi della giustizia, con riferimento alla sicurezza degli Uffici giudiziari. Tale attività si pone in continuità con le finalità perseguite dalla Direzione volte al miglioramento dell’adeguatezza degli edifici in uso.
Il personale neoassunto sarà impegnato, in particolare, ad eseguire una accurata attività di audit che fornisca un chiaro e completo quadro rappresentativo della situazione in cui versano gli edifici in uso agli Uffici giudiziari siti nei distretti a cui sono stati assegnati, nonché in una attività di supporto agli uffici nella esecuzione di alcuni importanti provvedimenti finalizzati ad evitare pericoli a persone e cose, con particolare riferimento all’efficientamento energetico, al controllo dei controsoffitti e delle coperture degli edifici.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Implementazione dei questionari propedeutici all’attività di controllo dei controsoffitti e delle coperture degli edifici in uso agli Uffici giudiziari: 100%
Completamento dell’acquisizione ed esame dei questionari in materia dei controsoffitti e delle coperture dell’80% degli edifici in uso agli Uffici giudiziari: 80%
Obiettivo 1. Armonizzazione delle operazioni di registrazione contabile nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria ai fini della corretta rappresentazione del budget dello Stato
L’obiettivo 2023 si pone in continuità con quello dell’esercizio precedente. Nel corso del 2022, infatti, sono state svolte tutte le attività necessarie alla predisposizione di un documento, destinato in particolare agli Uffici giudiziari, contenente tutte le informazioni utili ai fini della corretta registrazione contabile degli eventi di gestione.
Il documento è destinato a rispondere all’esigenza di un budget preventivo e di un rendiconto economico correttamente redatti in qualità di allegati, rispettivamente, alla Legge di bilancio e alla legge di approvazione del Rendiconto generale dello Stato e funzionali ad una corretta rappresentazione e valutazione delle politiche pubbliche (rif. art. 10 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279).
Come premesso, nel corso del 2023 si intende dare continuità alle attività svolte nel corso del precedente anno attraverso l’effettiva implementazione dei principi enucleati nel suddetto documento, procedendo, da un lato, al monitoraggio delle modalità applicative delle linee guida sia da parte degli Uffici giudiziari sia da parte dell’amministrazione centrale e, dall’altro, individuando con le diverse articolazioni ministeriali coinvolte e con la Ragioneria generale dello Stato dei centri di costo tecnici finalizzati ad una coerente ripartizione dei costi comuni.
L’obiettivo finale è la predisposizione, per la prima volta per l’amministrazione giudiziaria, del rendiconto economico attraverso l’utilizzo dei soli dati risultanti dal sistema INIT con l’intervento diretto da parte della Direzione generale esclusivamente per quei costi la cui registrazione contabile può tecnicamente avvenire esclusivamente extra sistema.
Il raggiungimento dell’obiettivo è condizionato, oltre che dalla corretta applicazione dei principi di rilevazione trasmessi alle strutture periferiche e centrali, anche dalla collaborazione del Ministero dell’economia e delle finanze ai fini della predisposizione di centri di costo tecnici e delle estrazioni periodiche dei dati necessari al monitoraggio.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Predisposizione del rendiconto economico attraverso l’utilizzo di tutte le registrazioni effettuate sul sistema INIT: 1
2.2.3 Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione
Il nuovo Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione, è stato creato in attuazione di quanto previsto nell’articolo 35 del decreto-legge n.152 del 2021 recante: “Disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose”. Nel Dipartimento sono confluite rispettivamente: la Direzione Generale di statistica e analisi organizzativa, e la Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati - entrambe in precedenza facenti parte del Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi - oltre alla Direzione Generale per le Politiche di Coesione. La mission del Dipartimento consiste fondamentalmente nell’incremento del livello di efficacia ed efficienza dell’azione del Ministero della Giustizia, nella sua interezza e sino al singolo ufficio giudiziario, anche mediante le azioni di competenza inserite nel PNRR, nello specifico la partecipazione alla misura M1C1.
La riorganizzazione e la strutturazione del nuovo Dipartimento è finalizzata all’efficacia e all’efficienza dell’azione amministrativa della Giustizia, attraverso la realizzazione della transizione digitale nel suo complesso, in linea con le priorità e gli obiettivi indicati dal Ministro, nell’atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2023.
Per perseguire tali obiettivi, il Dipartimento intende proseguire l’integrazione dei processi di innovazione e trasformazione digitale, focalizzandosi su tre leve principali:
- l’accelerazione e definizione di ulteriori interventi per la digitalizzazione, in linea e raccordo con le politiche Nazionali di settore, mediante l’evoluzione tecnologica delle infrastrutture e la definizione di nuovi servizi innovativi;
- lo sviluppo della funzione statistica per il rafforzamento delle capacità di analisi dei dati e degli impatti mediante una gestione evoluta ed efficiente di tutti gli elementi conoscitivi di natura statistica;
- la gestione puntuale della programmazione della politica regionale, nazionale e comunitaria e di coesione mediante l’identificazione di nuove opportunità di intervento finanziate con tali politiche di coesione.
Essendo una struttura organizzativa di recente costituzione nel 2023 il Dipartimento opererà in un’ottica di miglioramento continuo e di completamento dell’organizzazione e delle attività dipartimentali, mediante l’evoluzione ed il rafforzamento della struttura organizzativa, con azioni quali la definizione della pianta organica o la razionalizzazione di servizi sinora distribuiti tra le Direzioni Generali che sono confluite nella nuova struttura, e implementando soluzioni organizzative e gestionali volte al raggiungimento degli obiettivi prefissati, massimizzare l’efficacia delle attività di competenza in un’ottica di massimo efficientamento delle capacità produttive presenti nelle sue differenti articolazioni.
Il Dipartimento riporta quindi di seguito le analisi di contesto, interno ed esterno, e gli obiettivi strategici e operativi propri, ma declinati, di conseguenza, tra le sue articolazioni, rispettivamente: Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati (DGSIA), Direzione generale di statistica e analisi organizzativa (DGSTAT) e Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione (DGCOE).
2.2.3.1 Direzione generale di statistica e analisi organizzativa
Analisi contesto
Contesto esterno
- Principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente le performance 2023.
La domanda di informazioni statistiche in ambito giudiziario è progressivamente cresciuta nel corso tempo e ha subito una forte accelerazione con l’avvio del PNRR.
Il PNRR prevede un articolato sistema di monitoraggio dei risultati, anche in itinere, degli interventi previsti per la cui realizzazione si rende necessaria l’acquisizione di informazioni e dati con un elevato grado di capillarità e tempestività.
L’esigenza di disporre di dati affidabili, dettagliati e tempestivi ha tuttavia portata più generale e precede l’avvio del PNRR.
A livello centrale, l’esigenza si lega al progressivo affermarsi di un approccio al disegno delle politiche (normative e organizzative) e al “governo” del sistema fondato su una solida base empirica e sulla valutazione ex-post dell’efficacia delle misure introdotte. Sul territorio, la statistica giudiziaria è diventata supporto imprescindibile alla organizzazione e gestione degli Uffici giudiziari. Il fabbisogno di dati è cresciuto anche per effetto dell’adesione dell’Italia alla Unione Europea, che ha accresciuto gli obblighi di segnalazione nei confronti delle Istituzioni comunitarie. - Evoluzione della disciplina di riferimento
Il D.M 13. agosto 2022, nel confermare l’attribuzione alla DGSTAT delle funzioni di Ufficio di statistica del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) ai sensi del d.lgs. 6 settembre 1989, n. 322, ne rafforza le prerogative assegnandole il compito di promuovere l’unitarietà, l’efficienza e la qualità del sistema statistico del Ministero della Giustizia. - Principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza
Alla Direzione sono affidati i seguenti principali compiti: produzione e diffusione delle statistiche sull'attività degli uffici giudiziari di primo e secondo grado in ambito civile e penale e sulle spese di giustizia; raccolta ed elaborazione dei dati su specifiche attività e in ambiti per i quali è previsto un obbligo di monitoraggio statistico; monitoraggio dell’andamento del servizio giustizia e analisi dei fattori che ne influenzano il funzionamento; supporto empirico e di analisi alle decisioni in materia di politica normativa e organizzativa e per l’attuazione del PNRR. La Direzione è l’unità di riferimento per la statistica giudiziaria nei confronti di enti, istituzioni e organizzazioni nazionali e internazionali (tra cui CEPEJ e Commissione Europea).
Contesto interno
- Variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie
A seguito dell’interpello del 1° aprile 2022 per la copertura degli uffici di livello dirigenziale non generale è stata assegnata la posizione di dirigente reggente dell’Ufficio I e quella di dirigente per l’Ufficio II, mentre rimane scoperta la posizione dirigenziale per l’Ufficio III.
Al riguardo preme evidenziare che la mancanza nell’ambito del Ministero della Giustizia di una dirigenza tecnica (con competenze statistiche, informatiche e ingegneristiche) costituisce un elemento di criticità, in quanto il reclutamento di dirigenti con le necessarie competenze impone il ricorso a istituti quali quelli previsti dal art. 19, comma 5-bis e comma 6 per.
Il personale non dirigenziale in servizio presso la Direzione è attualmente composto di n. 30 unità di cui n. 15 di funzionario statistico, n. 4 di tecnico statistico (funzionari) lavoratori a tempo determinato, n. 2 di assistente informatico (di cui 1 in part-time), n. 6 di personale amministrativo (2 funzionari giudiziari, 1 di cancelliere esperto, 1 assistente giudiziario, 2 operatori giudiziari- di cui un ltd-, 1 ausiliario), e n. 1 tecnico dell’amministrazione e n. 1 tecnico analista dell’organizzazione entrambi lavoratori a tempo determinato.
Nel 2022 il personale statistico è cresciuto di quattro unità, grazie all’assunzione a tempo determinato di risorse previste da PNRR, mentre ha perso un’unità definitivamente assegnata all’unità di missione PNRR. È, tuttavia, da segnalare che due unità lasceranno la Direzione nel corso del 2023 in quanto vincitrici di concorso a tempo indeterminato presso un’altra Amministrazione. Il personale informatico non ha subito variazioni, mentre quello amministrativo è aumentato di due unità con l’assunzione, a tempo determinato, di risorse previste da PNRR.
La Direzione può contare, inoltre, su 33 unità di personale statistico, di cui 3 unità a tempo determinato, in posizione di distacco presso le corti di appello e una unità in distacco temporaneo presso l’Eurostat, funzionario in servizio presso la Corte di appello di Bologna. Nel 2022 il personale statistico in servizio sul territorio è cresciuto di tre unità, grazie all’assunzione a tempo determinato di risorse previste da PNRR.
Anche con riguardo al territorio si evidenziano situazioni di gravi scoperture (cfr Tavola di sotto), riflesso anche della distribuzione disomogenea del personale: 12 unità di personale (pari al 36% del totale) sono localizzate in Sicilia (7 nel distretto di Palermo, 2 nei distretti di Catania e Caltanissetta; 1 nel distretto di Messina).
Distretti scoperti: Bolzano, Brescia; Cagliari; Campobasso; Catanzaro; Genova; L’Aquila; Napoli; Perugia, Sassari; Taranto; Trento
Distretti con copertura inadeguata (un solo statistico): Milano, Roma - Modifiche assetto organizzativo
A seguito dell’emanazione del D.L. 6 novembre 2021, n. 152, convertito con L. 29 dicembre 2021, n. 233, e del DPCM n. 54 del 2022 la Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa (DGSTAT) è confluita nel nuovo Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione (DDSC).
Nel recepire le maggiori attribuzioni di competenze della Direzione, il D.M. 13 agosto 2022 ha previsto un ampliamento dell’articolazione interna, prevedendo la costituzione di due nuovi uffici dirigenziali non generali e portandone a tre il numero complessivo. - Livello di raggiungimento dei risultati del 2022 ed eventuali ritardi e criticità
Obiettivo a - Attuazione della linea “investimento in capitale umano per rafforzare l’Ufficio per il processo”, previsto dal Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR)
L’obiettivo è stato pienamente conseguito. È stato garantito il puntuale monitoraggio dell’andamento degli indicatori di raggiungimento degli obiettivi quantitativi PNRR (target) e delle principali variabili ad essi connesse, con l’aggiornamento dei kit statistici al 2021 e al I semestre 2022 e l’elaborazione delle relative relazioni illustrative dei risultati. Sono stati effettuati specifici approfondimenti di analisi utili a comprendere gli andamenti osservati. Oltre a costituire elemento conoscitivo e di orientamento per i dirigenti degli uffici, i kit statistici e le relazioni sono stati funzionali al rispetto della milestone PNRR “continuous monitoring”. È stato elaborato, in collaborazione con il DOG e l’UdM, un monitoraggio finalizzato ad effettuare una ricognizione degli UPP istituiti al 30.06.2022 e delle loro caratteristiche organizzative e funzionali e a valutarne le ricadute sulla gestione dei processi lavorativi all’interno degli UUGG.
È stato predisposto uno specifico programma formativo per il personale neo-assunto, che ha integrato la formazione trasversale gestita dalla Direzione del personale. L’attività formativa è stata articolata in lezioni frontali e in attività di training on the job, entrambe curate dai funzionari statistici della Direzione.
Obiettivo b - Garantire il supporto metodologico, statistico e di analisi per il Monitoraggio della milestone “Entry in to force of delegated acts for the civil and criminal justice reforms and of the insolvency reform", prevista dal PNRR.
È stato completato lo studio sui tempi di attraversamento dal primo al secondo grado dei fascicoli penali. Rispetto a quanto programmato, lo studio è stato arricchito di una analisi dei potenziali effetti sul nuovo istituto dell’improcedibilità. Sono in corso approfondimenti per la definizione degli indicatori di analisi per il monitoraggio dei principali istituti introdotti dalla riforma Cartabia del processo penale. Il secondo target è stato solo parzialmente raggiunto. Nell’ambito del GdL DGSIA-DGSTAT, istituito a febbraio 2022 e finalizzato allo sviluppo di uno strumento per la acquisizione dei dati dei procedimenti penali, funzionale alla realizzazione del monitoraggio dei reati contro la PA, la Direzione ha comunque svolto tutte le attività di sua competenza e fornito alla DGSIA ogni supporto necessario alla realizzazione dello strumento.
La funzione statistica all’interno dell’Amministrazione non si è evoluta di pari passo, creando un disallineamento sempre più profondo tra la domanda e l’offerta di informazioni statistiche.
Le principali criticità sono riconducibili a: a) carenza di infrastrutture informatiche di raccolta ed estrazione dei dati; b) carenza di risorse e di talune competenze specifiche; c) criticità di natura organizzativa: l’attuale sistema statistico del Ministero risulta frammentato; manca una gestione unitaria e coerente delle informazioni e della loro diffusione all’esterno.
Da quanto rappresentato si evidenzia la necessità di acquisire nuovo personale con competenze statistiche sia in relazione al personale a tempo determinato per il supporto PNRR, sia in relazione al personale da assumere a tempo indeterminato. I concorsi ad oggi esperiti, per funzionari statistici a tempo determinato non hanno sortito l’effetto desiderato, determinando l’assunzione di poche unità di personale rispetto a quelle per cui era stato bandito il concorso. È logico che per tali professionalità ha maggiore attrattiva un impiego con migliori prospettive di carriera e di retribuzione sia nel pubblico che nel privato, considerato anche l’esiguità delle stesse nell’ambito del mercato del lavoro.
OBIETTIVI 2023
Obiettivo a - Contribuire al conseguimento degli obiettivi previsti dal PNRR - M1C1, assicurando il necessario supporto metodologico, statistico e di analisi
Le attività saranno finalizzate a:
- garantire il puntuale assolvimento degli obblighi di rendicontazione nei confronti della Commissione europea con riguardo all’avanzamento dei target PNRR;
- analizzare le modalità di impiego delle risorse finanziate con PNRR, al fine di valutarne l’impatto sui processi di lavoro e sull’organizzazione degli uffici giudiziari;
- svolgere attività di analisi finalizzata a fornire supporto conoscitivo e tecnico per le valutazioni dei vertici politico e amministrativo nelle sedi nazionali ed europee.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Somministrazione ed elaborazione critica e analitica dei risultati del Monitoraggio integrato mediante il pieno assolvimento degli obblighi di rendicontazione previsti: Pieno assolvimento degli obblighi di rendicontazione mediante l’elaborazione di almeno due presentazioni illustrative dei risultati
Elaborazione di documenti di illustrazione e di analisi dell’andamento dei target PNRR in accordo agli obblighi previsti dal piano: Pieno assolvimento degli obblighi di analisi e monitoraggio dell’andamento previsti dal PNRR mediante l’elaborazione di almeno 2 documenti di analisi
Obiettivo b - Completare il processo di riorganizzazione della Direzione conseguente al trasferimento nel nuovo Dipartimento (DDSC), individuando soluzioni organizzative e gestionali in grado di massimizzare l’efficacia delle attività di competenza
Le attività saranno prioritariamente orientate alla individuazione e implementazione di soluzioni organizzative e gestionali in grado di
- rendere più efficace l’interazione e la collaborazione tecnica con la DGSIA;
- rafforzare e migliorare l’interazione con il personale in servizio sul territorio.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Analisi funzionale e implementazione di un sistema di rilevazione statistica centralizzato che soddisfi il fabbisogno informativo sulla giustizia penale: Gestione e coordinamento del gruppo di lavoro appositamente costituito
Assetto organizzativo interno alla Direzione e rapporto funzionale con il personale distaccato sul territorio: Elaborazione e supporto alla implementazione di soluzioni organizzative per massimizzare l’efficacia dell’azione
2.2.3.2 Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione
Analisi contesto
Contesto esterno
Il 2022 ha visto il contesto esterno entro il quale opera la Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione (DGCOE) evolvere in modo significativo. A luglio 2022 è stato approvato dalla Commissione Europea l’Accordo di Partenariato dell’Italia. L’attuazione dell’Accordo prevede l’adozione di Programmi europei a titolarità di Amministrazioni centrali e regionali. Per quanto riguarda le politiche di coesione finanziata con risorse europee, la programmazione 2021-2027 prevede in Italia la realizzazione di 48 Programmi cofinanziati a valere sui Fondi Strutturali: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo plus (FSE+) cofinanziano 38 Programmi Regionali (PR) e 10 Programmi Nazionali (PN). Nell’ambito della negoziazione dei programmi da adottare a seguito dell’adozione dell’accordo di partenariato 2021-2027, il Ministero della giustizia ha proposto una serie di linee progettuali nell’ambito del PON Inclusione 2021-2027 per un importo riconosciuto come finanziabile di 375 milioni di euro.
Il Ministero della Giustizia, nel corso del 2022, ha avviato le riforme richieste al sistema Giustizia per il rilancio dell’Italia in termini di efficienza, equità e competitività. Gli interventi e le azioni sono stati indirizzati ad aumentare la tempestività e la trasparenza dei servizi svolti, anche in attuazione del processo di riforma della Giustizia, che nel PNRR si configura come riforma orizzontale, articolata in diversi obiettivi da realizzare nel periodo compreso tra il 2022 e il 2026. Per tali fini sono state utilizzate le leve della digitalizzazione e del potenziamento del capitale umano.
Contesto interno
In questo contesto si colloca il quadro di riforme normative definite «di sistema» e le modifiche normative di tipo ordinamentale iniziate nel 2021 e portate a termine nel 2022 con l’emissione dei decreti attuativi conseguenti alla costituzione del Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione (DDSC) all’interno del quale è confluita (e resa stabile) con nuove competenze (aiuti di Stato), la Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione (DGCOE).
A seguito delle modifiche intervenute nell’assetto organizzativo del Ministero, con l’adozione del D.M. 13 agosto 2022, la DGCOE, che in precedenza si atteneva agli indirizzi dettati dalla Conferenza dei capi dipartimento e operava in coordinamento con il Gabinetto del Ministro, ha gestito nel 2022 la nuova collocazione organizzativa nonché il passaggio di consegne intervenuto a valle del termine dell’incarico del Direttore generale. Tali dinamiche hanno comportato una parziale ricomposizione dell’organismo personale che ha privato la Direzione di importanti competenze. In contemporanea alla dinamica di contesto organizzativo ora richiamata, nel corso del 2022 la Direzione generale è stata individuata quale Organismo intermedio dell’Unità di gestione del Piano Complementare al PON Governance e Capacità istituzionale per l’Azione 1.2.2, per un importo di € 92.564.941,00. Tale dotazione, così come quella riveniente dal PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020 e dal PON Inclusione, per essere utilmente impiegata nel corso del 2023 avrà bisogno della necessaria collaborazione dei Dipartimenti beneficiari dei progetti.
Anche in considerazione del modificato assetto organizzativo, sarà opportuno intervenire per un rafforzamento degli strumenti di coordinamento con le altre Direzioni Generali del DDSC e con gli altri dipartimenti del Ministero
OBIETTIVI 2023
Obiettivo: Coordinamento e promozione di interventi relativi alle politiche di coesione nell’ambito del “sistema giustizia”
La Direzione generale per le politiche di coesione intende perseguire, promuovere e supportare azioni finanziate nell’ambito della politica regionale, nazionale, comunitaria e di coesione con l’obiettivo di sostenere le articolazioni centrali e territoriali del Ministero della Giustizia nello svolgimento delle proprie funzioni e nel miglioramento dei propri impatti.
Nell’ambito del ciclo di programmazione 2021-2027, la Direzione assisterà il Dipartimento nella progettazione di attività riguardanti il settore giustizia in tutti i Programmi Operativi Nazionali e in tutte le opportunità di finanziamento nazionali ed europee. In particolare, la Direzione sarà impegnata nella progettazione riferita al PON Inclusione, già finanziato con un importo di euro 375 milioni e nella promozione di un Piano di Sviluppo e Coesione “Giustizia”.
Con riferimento ai Fondi per lo Sviluppo e la Coesione, la Direzione assisterà il Dipartimento nella definizione e promozione di un Piano di Sviluppo e Coesione “Giustizia”. Tale strumento, se attivato, consentirà di recuperare risorse finanziarie e ricondurre la molteplicità di progettualità potenziali del Ministero ad un progetto unitario capace di impattare sulla capacità delle Direzioni Generali di perseguire i propri obiettivi generali. Tale programmazione dovrà, inoltre, tenere conto dei target assegnati al Ministero della Giustizia nell’ambito del PNRR e contribuire significativamente al loro raggiungimento.
Tenuto conto delle complessive possibilità di finanziamento, la Direzione contribuirà alla progettazione di azioni finalizzate a:
- Rafforzare la capacità della DG Coesione di progettazione, monitoraggio e rendicontazione;
- Supportare la definizione di progetti per l’attuazione delle politiche di digitalizzazione nei Dipartimenti dell’Amministrazione della Giustizia;
- Supportare la definizione di progetti per rafforzare la capacità di analisi e valutazione dei dati relativi ai diversi ambiti di intervento del Ministero della Giustizia;
- Supportare l’eventuale progettazione di interventi per il rafforzamento degli Uffici Giudiziari delle regioni del mezzogiorno.
Sarà inoltre assicurato il ruolo di coordinamento delle azioni relative a:
- Diffusione e consolidamento nell’ambito del PON GOV 2014-2020 del “Progetto unitario per la diffusione dell’Ufficio per il Processo e l’implementazione di modelli operativi innovativi negli Uffici giudiziari per lo smaltimento dell’arretrato” (UPP Task Force);
- Diffusione nell’ambito del POC al PON GOV 2014-2020 del progetto complesso “ uffici di prossimità” in sinergia con enti locali e territoriali, pubbliche amministrazioni, gestori di pubblici servizi, soggetti privati e/o del terzo settore;
- Potenziamento del sistema di inclusione sociale collegato all’esecuzione delle pene o di misure alternative alla detenzione (con particolare riguardo al potenziamento del lavoro dei soggetti – anche minori – in esecuzione penale);
- Digitalizzazione del processo civile e penale nell’ambito della Programmazione complementare al Programma Operativo Nazionale Governance e Capacità istituzionale 2014-2020;
- Supporto al Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità nella gestione e rendicontazione dei progetti relativi PON Legalità 2014-2020.
La Direzione Generale sarà quindi impegnata ad assicurare l’ammissione a finanziamento di tutti i progetti presentati nonché a realizzare campagne informative sui programmi e gli interventi finanziati nell’ambito del FSC e dei Fondi SIE.
L’attività della direzione segue le fasi del ciclo di vita del progetto ed è condizionata da numerose variabili relative alla molteplicità degli attori coinvolti: Dipartimenti ministeriali, Università, Regioni, Comuni, altre Amministrazioni centrali.
Tempi di realizzazione: 2023 – 2024
Articolazioni interne coinvolte: dipartimenti del Ministero della giustizia e loro articolazioni operative, uffici giudiziari, Istituti penitenziari, uffici per l’esecuzione penale esterna.
Principali soggetti esterni coinvolti: Dipartimento per le politiche di Coesione, Agenzia per la coesione territoriale, Dipartimento per la transizione digitale, regioni, comuni, università, altre amministrazioni centrali.
Eventuali elementi di criticità: il perseguimento dell’obiettivo è legato al potenziamento della capacità amministrativa della DGCOE e più in generale alla capacità di proposizione progettuale delle DG e degli uffici coinvolti. La possibilità di attivare un PSC Giustizia è legata, inoltre, alla collaborazione con l’Agenzia per la coesione territoriale e al processo politico di definizione delle priorità nell’ambito della programmazione 2021-2027.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Numero complessivo di progetti supportati nel corso dell’anno: 20
Percentuale di nuovi progetti presentati e ammessi a finanziamento nel corso del 2023: n. nuovi progetti ammessi a finanziamento / n. progetti presentati: 80%
Numero di eventi di informazione destinati alle Direzioni Generali del Ministero della Giustizia e ai partner esterni ed aventi ad oggetto la programmazione 2021-2027, le ulteriori iniziative finanziate in ambito comunitario (Finanziamenti europei, TSI): 6
2.2.3.3 Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati
Analisi contesto
Contesto esterno
- Principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente performance 2023 – Il notevole incremento nell'utilizzo delle attività da remoto, sia per i procedimenti giudiziari che nelle attività amministrative, come azione di intervento a seguito della pandemia Covid-19, diventato ormai strutturale, ha fatto emergere la necessità di migliorare il livello di funzionalità, affidabilità e scalabilità dell’infrastruttura tecnologica, anche alla luce degli interventi previsti per l’investimento in ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
- Evoluzione della disciplina di riferimento – La Riforma Cartabia, costituita dal suo impianto principale:
- D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, attuativo della legge 27 settembre 2021, n. 134;
- D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, attuativo della legge 26 novembre 2021, n. 206;
- D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 151, attuativo delle leggi 26 novembre 2021, n. 206 e legge 27 settembre 2021, n. 134;
Con la legge di bilancio per il 2023 (L. 29 dicembre 2022, n. 197) e il D.L. 29 dicembre 2022, n. 198, c.d. Milleproroghe, sono stati modificati i termini dell’entrata in vigore di parte della Riforma. In particolare, tra il 01 gennaio ed il 28 febbraio 2023 entrano in vigore una serie di obblighi in tema di semplificazione dei procedimenti civili: deposito di documenti nativi digitali e svolgimento delle udienze attraverso collegamenti audiovisivi da remoto ovvero tramite lo scambio di note scritte tra le parti. In tal senso, l’impegno della DGSIA è quello di consentire a tutti gli operatori della Giustizia di disporre della corretta infrastruttura per operare nel rispetto della nuova normativa. - Principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza
I portatori di interesse possono essere raggruppati in tre principali categorie:- portatori di interesse interni al sistema della giustizia italiano (“ecosistema giustizia”), inteso come l’insieme di enti e utenti coinvolti nella gestione e nell’esecuzione della giustizia in Italia (tra cui, ad esempio, il Ministero della Giustizia con le sue diverse articolazioni, gli uffici giudiziari con il proprio personale tecnico e amministrativo, gli utenti quali magistrati, notai, operatori giuridici, avvocati, ecc.);
- portatori di interesse nazionali esterni all’ecosistema giustizia,intesi come l’insieme di Enti e utenti italiani che si interfacciano con l’ecosistema giustizia (tra cui, ad esempio, Presidenza del Consiglio, Ministero dell’Interno, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Corte dei Conti, Autorità Nazionale di Anticorruzione, INAIL, AgID, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ecc.);
- portatori di interesse internazionali esterni all’ecosistema giustizia, intesi come l’insieme di Enti e utenti non italiani che si interfacciano con l’ecosistema giustizia (tra cui, ad esempio, Commissione Europea, Corte di Giustizia Europea, Tribunale Unione Europea ecc.).
Contesto interno
- Variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie – In tema risorse umane, si evidenzia l’introduzione della modalità di lavoro agile e l’ingresso di 13 unità nel proprio organico, attribuite a seguito del completamento delle procedure concorsuali indette dal Ministero della Giustizia, nell’ambito del PNRR, relative al Concorso RIPAM per 5.410 unità - Personale a Supporto Ufficio Processo - 1° aprile 2022, mentre rimane critica la carenza di personale rispetto alle esigenze e le scadenze previste, anche a fronte dell’elevato numero di dipendenti esperti in uscita. DGSIA, ai fini della definizione della manovra di finanza pubblica per gli anni 2023-2025, in coerenza con gli obiettivi programmatici indicati nel Documento di economia e finanza 2022 e di quanto previsto dal programma delle riforme indicato nel suddetto documento programmatico, e ai sensi dell’articolo 22-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ha previsto un risparmio di spesa pari a 1.384.000,00 euro per l’anno 2023, 1.703.000 euro per l’anno 2024 e 1.668.000 euro a decorrere dall’anno 2025, attraverso l’utilizzo di piattaforme e strumenti informatici innovativi per l’implementazione di un nuovo modello di assistenza sistemi informativi attraverso il passaggio dalla modalità “in presenza” ad una modalità “da remoto”, che consente di fare efficienza, mantenendo al contempo elevati livelli di servizio. L’attuazione viene eseguita con un nuovo contratto di fornitura di servizi, suddiviso in diversi lotti, centralizzando quanto possibile le attività trasversali ed assicurando comunque un focus specifico territoriale, nonché una governance complessiva del programma.
- Modifiche o interventi nell’assetto organizzativo intervenute nel 2022 o attese nel 2023 – Il DPCM 22 aprile 2022, n. 54 ha modificato l’organizzazione del Ministero della giustizia introducendo il Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l'analisi statistica e le politiche di coesione (DDSC), in cui sono confluite la Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati, la Direzione generale di statistica e analisi organizzativa e la Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione. La transizione della DGSIA al nuovo dipartimento è stata avviata nel 2022 ed è previsto il completamento delle attività, sia organizzative che contabili, nel primo semestre del 2023. Nello specifico, nel corso del 2022 la DGSIA ha riorganizzato la propria struttura organizzativa sulla base del D.M. 13 agosto 2022, che ha disciplinato e definito i compiti degli uffici di livello dirigenziale non generale ed ha pubblicato gli interpelli per posizioni dirigenziali non generali vacanti negli uffici centrali e territoriali delle Direzioni generali incardinate presso il Dipartimento: il completamento di tali procedure è previsto per il secondo trimestre del 2023.
- Livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 ed eventuali ritardi o criticità – I risultati programmati per il 2022 sono stati raggiunti.
- Ricognizione dei principali rischi connessi alle materie di competenza – A fronte dei potenziali rischi corruttivi connessi alle materie di competenza della Direzione, con particolare riferimento alla gestione degli appalti pubblici e dei relativi contratti, sono attuate misure di prevenzione, descritte nella sottosezione “rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO, conformemente alle prescrizioni cui al D.M. del 24 giugno 2022. Tali misure, comunque riepilogate anche nella sezione sopra menzionata, si sostanziano in:
- Formazione del personale, generale e specifica, anche in modalità e-learning, per i dipendenti della Direzione e per tutte le sue articolazioni territoriali;
- Mappatura delle procedure di acquisto e gestione contratti, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro dedicati;
- Applicazione del principio di rotazione degli incarichi e del personale tra le aree;
- Utilizzazione sistematica degli strumenti messi a disposizione da Consip SpA nell’ambito del piano di razionalizzazione degli acquisti della PA (convenzioni, accordi quadro e MePA);
- Monitoraggio delle attività e delle iniziative che la DGSIA adotta in materia di trasparenza e anticorruzione, consistente in:
- Verifica periodica, annuale o semestrale, dell’avvenuta erogazione di formazione su temi specifici in materia anti-corruttiva;
- Verifica dell’effettiva adozione del principio di rotazione, con la frequenza stabilita dalla Direzione. Verifica e aggiornamento costante degli obblighi di trasparenza che costituiscono “misure specifiche anti corruttive”, come definito secondo il Piano Triennale Prevenzione, Corruzione e Trasparenza 2022- 2024;
Riguardo alla fattispecie del c.d. pantouflage è stata applicata la normativa attraverso l’inserimento nei contratti di assunzione della clausola prevista dalla normativa e, nelle procedure di gara della dichiarazione ai sensi dell’art 53 del d.lgs. n.165/2001 da parte dell’operatore economico.
Ulteriore rischio per un efficace presidio delle attività di competenza potrebbe derivare da una possibile riduzione del numero di personale congiuntamente ad un eventuale aumento del carico di lavoro in capo ai singoli soggetti.
OBIETTIVI 2023
Obiettivo 1. Processo Civile Telematico (PCT)
La Direzione Generale per i Servizi Informativi Automatizzati, considerato lo stato evoluto del Processo Civile Telematico (PCT), intende realizzare un’opera di coerente supporto alle infrastrutture degli uffici, di costante evoluzione degli applicativi, di studio e ricerca sui sistemi per il miglioramento dei processi decisionali degli attori sociali investiti dall’azione giudiziaria, in particolare indirizzando i temi del PNRR. Più nel dettaglio si intende:
- mirare ad una piena integrazione dei sistemi informativi utilizzati dalla giurisdizione civile, estendendo il PCT presso la Corte Suprema di Cassazione, il Giudice di Pace, la giustizia civile minorile per gli obiettivi del PNRR;
- provvedere all’adeguamento degli applicativi del civile alle costanti modifiche normative ed alla riforma civile;
- realizzare una banca dati gratuita, pienamente accessibile e consultabile delle decisioni civili conformemente alla legislazione per il PNRR.
Indicatori di raggiungimento e Target Atteso
Piena integrazione funzionale dei sistemi utilizzati presso i Giudici di Pace: 100%
Completo adeguamento degli applicativi a tutte le modifiche normative: 100%
Completamento della realizzazione della banca dati gratuita delle decisioni civili pienamente funzionate: 100%
Obiettivo 2. Processo Penale Telematico (PPT)
Il disallineamento del processo telematico penale (PPT) rispetto all’area civile necessita di un’azione correttiva, già intrapresa dalla Direzione generale per i servizi informativi automatizzati e che ora necessita di essere intensificata.
A tal fine, la Direzione generale intende proseguire, in ottica PNRR, nel:
- completamento degli atti depositabili sul portale dei depositi penali per il PNRR e riforma penale;
- realizzazione del nuovo workflow manager abilitante gli obiettivi del PNRR;
- provvedere all’adeguamento dei registri penali alle costanti modifiche normative ed alla riforma penale.
Indicatori di raggiungimento e Target Atteso
Completamento degli atti sul portale depositi penale: 100%
Completamento del nuovo workflow manager con il modello 37: 100%
Completo adeguamento dei registri penali a tutte le modifiche normative: 100%
2.2.4 Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Analisi contesto
Contesto esterno
- Principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente performance 2023.
La congiuntura a livello geopolitico oltre che economico e la recente crisi energetica richiederà nel 2023 di adottare iniziative strategiche per assicurare, in termini di efficienza, secondo quanto previsto nell’atto di indirizzo politico-istituzionale del Ministero della Giustizia per il 2023, il raggiungimento degli obiettivi per l’incremento della qualità dei servizi dell’Amministrazione penitenziaria, il rafforzamento della sicurezza degli istituti penitenziari, il miglioramento delle condizioni di detenzione, il recupero e reinserimento sociale delle persone detenute. - Evoluzione della disciplina di riferimento.
In tale prospettiva saranno promossi specifici interventi per migliorare la sicurezza del territorio, quali l’ampliamento delle strutture penitenziarie, secondo le previsioni del piano complementare al PNRR, il potenziamento del capitale umano in termini qualitativi e quantitativi, il completamento dell’organico del personale del comparto funzioni centrali, del personale appartenente alla carriera dirigenziale penitenziaria, l’aumento dell’organico del personale del Corpo di polizia penitenziaria, la previsione di percorsi di formazione e aggiornamento per il rafforzamento delle competenze del personale dell’amministrazione penitenziaria nel suo complesso, nonché la definizione di un piano per l’incremento delle attività di recupero e reinserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale, anche attraverso l’utilizzo integrato del fondo ad hoc istituito nello stato di previsione del Ministero della Giustizia dall’art. 1 comma 856 della legge di bilancio per il 2023, degli stanziamenti della Cassa delle Ammende e dei fondi strutturali e di investimento europei. Con l’entrata in vigore del Dlgs. 10 ottobre 2022 n. 150, sarà attuato un nuovo modello di giustizia fondato sulla mediazione penale e sulle pene non detentive. In particolare, si segnala il novellato art. 13 dell’ordinamento penitenziario ove è previsto che nei confronti dei condannati e internati è favorito il ricorso a programmi di giustizia riparativa e l’introduzione nel medesimo ordinamento dell’art. 15 bis (giustizia riparativa), che prevede che in qualsiasi fase dell’esecuzione penale l’Autorità Giudiziaria può disporre l’invio di condannati e internati alla partecipazione di programmi di giustizia riparativa, che costituiscono elementi di valutazione per l’assegnazione al lavoro all’esterno, concessione di permessi premio e l’accesso alle misure alternative alla detezione. La riforma, inoltre, ha esteso l’applicazione dell’istituto della messa alla prova anche per reati con pena edittale fino a sei anni. Inoltre, il giudice potrà applicare le pene sostitutive (artt. 545-bis, 20-bis c.p. e 53 l. 689/198) all’esito dell’udienza di comparizione predibattimentale, su richiesta concorde dell’imputato e del PM, (art. 554-ter comma 2 c.p.p.) e in tutti i casi in cui applica una pena in concreto non superiore a quattro anni di reclusione senza sospensione condizionale (art. 545-bis c.p.p.). - Principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza.
I principali stakeholder coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza sono la magistratura, gli ordini professionali forensi, gli uffici interdistrettuali di esecuzione penale esterna, i garanti dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, le istituzioni coinvolte in progetti riabilitativi (quali le Regioni, le Province, i Comuni), gli imprenditori e le cooperative sociali.
Contesto interno
- Variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie
La missione fondamentale dell’Amministrazione penitenziaria volta a migliorare la coesione sociale, attraverso l’assicurazione della sicurezza interna ed esterna agli istituti penitenziari, il recupero ed il reinserimento sociale dei condannati, la tutela della dignità umana dei ristretti, la partecipazione della società esterna alle attività di reinserimento, ha un elevato valore pubblico. Tutti gli obiettivi sono finalizzati al miglioramento del benessere sociale, al miglioramento della percezione della sicurezza e alla prevenzione del crimine, all’abbattimento del tasso di recidiva, all’innalzamento del grado di istruzione scolastica e professionale, alla cura dei soggetti “deboli” per problemi legati alla sfera psichica o a dipendenze.
Risorse umane. Nel corso del 2023 verranno conclusi i procedimenti assunzionali e concorsuali di seguito esplicitati: assunzione di n. 1758 allievi agenti di Polizia Penitenziaria vincitori del concorso indetto con PDG 1 marzo 2022; n. 411 viceispettori di Polizia Penitenziaria vincitori del concorso indetto con PDG 25 novembre 2021; n. 120 allievi commissari di Polizia Penitenziaria vincitori del concorso indetto con PDG 24 giugno 2021; indizione nuovo concorso agenti di polizia Penitenziaria anno 2023 per circa n. 1500 unità. Inoltre, nella Legge di bilancio n. 197/2022 art. 1 commi 863-866 (Modificazioni alle dotazioni organiche del personale dei ruoli della Polizia Penitenziaria) è autorizzata l'assunzione straordinaria di un contingente massimo di 1.000 unità del Corpo di polizia penitenziaria, nel limite della dotazione organica, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, entro il limite di spesa di cui al comma 865 e per un numero massimo di n. 250 unità per l'anno 2023 ( a cui si aggiungeranno n. 250 unità per l'anno 2024, n. 250 unità per l'anno 2025 e n. 250 unità per l'anno 2026). Sono previsti inoltre: l'espletamento del concorso pubblico per l'assunzione di n. 102 Funzionari della professionalità giuridico - pedagogica, da inquadrare nell'Area dei funzionari, indetto con P.D.G. 18 ottobre 2022; l'indizione del concorso pubblico, per esami, per l'assunzione di personale del profilo di Funzionario contabile, da inquadrare nell'Area dei funzionari; la procedura per l’assunzione di personale del profilo di Funzionario informatico, da inquadrare nell'Area dei funzionari, tramite scorrimento graduatorie del portale DFP e di Funzionario tecnico, da inquadrare nell'Area dei funzionari, tramite scorrimento graduatorie del portale DFP; l'assunzione n. 203 Assistenti tecnici da inquadrare nell'Area degli assistenti, vincitori del concorso indetto con P.D.G. 23 marzo 2022. Nella legge di bilancio 197/22 art. 1 comma 858 (Assunzione di personale per le esigenze del Ministero della giustizia - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) l'Amministrazione è stata autorizzata a bandire, nell'anno 2023, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali, procedure concorsuali pubbliche per l'assunzione, con contratto di lavoro a tempo indeterminato e nei limiti della vigente dotazione organica, di 100 unità di personale da destinare al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, da inquadrare nell'area dei funzionari, posizione di funzionario giuridico-pedagogico e di funzionario mediatore culturale. Per far fronte agli oneri assunzionali di cui al già menzionato comma è autorizzata la spesa di euro 2.193.981 per l'anno 2023 e di euro 4.387.962 annui a decorrere dall'anno 2024.
E’ in programma l’indizione di un concorso per assunzione di Dirigenti del Comparto Funzioni Centrali, di cui n. 2 unità mediante scorrimento delle graduatorie pubblicate nel portale DFP e n. 3 unità tramite corso/concorso SNA.
Per quanto attiene alle assegnazioni e al conferimento di incarichi è prevista la definizione della procedura di interpello per n. l04 posizioni dirigenziali da conferire alla dirigenza penitenziaria di livello non generale nonché la revisione del decreto ministeriale recante i criteri di assegnazione degli incarichi superiori e ordinari per la carriera dirigenziale penitenziaria. Per la Polizia Penitenziaria è in corso la predisposizione della proposta di decreto ministeriale per l'individuazione dei posti di funzione dei Primi Dirigenti del Corpo e per la definizione dei criteri per l'assegnazione dei posti di funzione ai Primi Dirigenti, Dirigenti e Dirigenti Aggiunti del Corpo. Per ciò che attiene alle procedure di mobilità e redistribuzione delle risorse sul territorio, per la Polizia Penitenziaria si procederà all'emanazione di un PCD relativo all'accesso al Servizio Navale; all'applicazione a regime dei disciplinari di mobilità per le sedi extra moenia e per l'accesso ai Gruppi Speciali del GOM, USPEV e NIC; alla predisposizione di una proposta di decreto ministeriale di distribuzione della dotazione organica del Corpo di polizia penitenziaria così come risultante dagli interventi normativi sopravvenuti al D.M. 2 ottobre 2017; alla ridefinizione delle piante organiche delle sedi dove presta servizio il personale del Corpo, alla luce della redistribuzione della dotazione organica. Per il personale del Comparto funzioni centrali è prevista la mobilità degli appartenenti ai profili di Operatore e di Assistente e la procedura di mobilità dei Funzionari Giuridico Pedagogici.
Risorse finanziarie. Si segnalano di seguito le ulteriori novità di interesse introdotte dalla Legge di Bilancio 2023-2025: autorizzazione alla spesa da destinare alla stipula di apposite polizze assicurative per la tutela legale e la copertura della responsabilità civile verso terzi a favore del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per eventi dannosi non dolosi causati a terzi nello svolgimento del servizio (per la Polizia Penitenziaria per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025 sono stati stanziati 675.475 euro); misure per favorire l'attività lavorativa dei detenuti, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 1, della legge 22 giugno 2000, n. 193, è incrementata di 6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023; nello stato di previsione del Ministero della giustizia è stato istituito un Fondo, con una dotazione pari a 4 milioni di euro per l'anno 2023 e a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, destinato al finanziamento di progetti volti al recupero e al reinserimento dei detenuti e dei condannati, anche mediante l'attivazione di percorsi di inclusione lavorativi e formativi, anche in collaborazione con le istituzioni coinvolte, con le scuole e le università nonché con i soggetti associativi del Terzo settore; all'assistenza ai detenuti, agli internati e alle persone sottoposte a misure alternative alla detenzione o soggette a sanzioni di comunità e alle loro famiglie, contenenti, in particolare, iniziative educative, culturali e ricreative; alla cura e all'assistenza sanitaria e psichiatrica, in collaborazione con le regioni; al recupero dei soggetti tossicodipendenti o assuntori abituali di sostanze stupefacenti o psicotrope o alcoliche; all'integrazione degli stranieri sottoposti ad esecuzione penale, alla loro cura e assistenza sanitaria. - Modifiche o interventi nell’assetto organizzativo intervenute nel 2022 o attese nel 2023
Con l’art. 35, comma 4, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose” è stata istituita un’apposita struttura di livello dirigenziale generale per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria per il compiuto svolgimento delle specifiche attribuzioni demandate all’Amministrazione penitenziaria e per il potenziamento dei relativi servizi istituzionali.
Il 9 dicembre 2022 è stato emanato il decreto ministeriale concernente l’individuazione dei posti di funzione di livello non generale della Direzione Generale del personale e della Direzione Generale dei beni, dei servizi e degli interventi in materia e di edilizia penitenziaria del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. - Livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 ed eventuali ritardi o criticità
Per ciò che attiene alla programmazione delle attività previste nel 2022, i risultati sono stati in linea generale raggiunti. - Ricognizione dei principali rischi connessi alle materie di competenza.
I rischi maggiori sono legati agli eventi critici sia auto che etero-offensivi posti in essere dai detenuti. Molti sono gli strumenti messi in campo al fine di limitarne l’incidenza. In particolare, si segnala il rafforzamento del servizio di prevenzione del rischio suicidario in stretta collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale, competente in materia di sanità penitenziaria.
2.2.4.1 Direzione Generale del personale
Obiettivo: Ottimizzazione delle risorse umane e nuove assunzioni
La razionalizzazione della gestione del personale rappresenta un elemento essenziale per l’efficienza dell’Amministrazione. Gli strumenti che si intendono utilizzare a tal fine sono: riorganizzazione dei processi e dei servizi, digitalizzazione delle procedure, potenziamento delle competenze, investimenti e regolarità dei concorsi, scorrimento delle graduatorie, procedure di interpello, riqualificazione e progressione economica, reclutamento per ricoprire le piante organiche, progressione in carriera e conferimento degli incarichi.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento.
Si intende immettere in servizio un alto numero di personale che possa rimpinguare le piante organiche degli istituti penitenziari e dei servizi che, in molti casi, hanno una percentuale di carenza piuttosto elevata. La riorganizzazione attraverso il conferimento degli incarichi e gli interpelli avrà come effetto una maggiore funzionalità ed efficienza. La progressione in carriera, la riqualificazione e la progressione economica sono utili per dare il giusto riconoscimento ai dipendenti meritevoli.
I tempi di realizzazione.
12 mesi.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi.
Analisi del fabbisogno, programmazione, realizzazione.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati.
Eventuali criticità potranno essere dovute alla contestualità delle diverse procedure concorsuali ovvero alla presentazione di ricorsi da parte degli interessati relativamente alle procedure di conferimento degli incarichi e negli interpelli.
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero.
Direzioni Generali del Personale dei diversi Dipartimenti del Ministero, Direzione Generale della Formazione, Direzione Generale per i sistemi informativi automatizzati.
I soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo.
Organizzazioni sindacali.
Gli stakeholder coinvolti.
Magistratura, Avvocatura, Forze di Polizia, Enti territoriali.
I beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo.
I beneficiari interni sono rappresentati dalle unità di personale destinatarie delle procedure sopra descritte, quelli esterni sono gli utenti che fruiscono dei servizi del Dipartimento che, grazie all’ottimizzazione delle risorse umane, risultano connotati da maggiore efficienza.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Percentuale di adeguamento delle risorse organiche degli istituti e servizi
L’indicatore è espresso in termini percentuali sulla totalità delle sedi degli istituti penitenziari e degli uffici centrali e decentrati che presentino contingenti di personale con uno scostamento superiore al livello fisiologico (+/- 5%) rispetto alla dotazione organica: > 15%
Percentuale di personale in servizio destinatario dei percorsi di progressione in carriera rispetto al numero totale.
L’indicatore è espresso in termini percentuali rispetto al numero totale dei dipendenti del D.A.P. al 31 dicembre dell’anno precedente: ≥ 10%
Obiettivo: Consolidamento della politica del personale. Miglioramento della qualità amministrativa, valorizzazione delle risorse umane, efficienza gestionale.
Particolare attenzione verrà riservata a quelle iniziative che, incidendo in termini positivi sul benessere del personale e sulla parità di genere e di condizioni, consentono di migliorare il clima lavorativo, attraverso una maggiore inclusione e più elevate garanzie a sostegno della dignità del lavoratore.
A tal fine verrà esteso l’istituto delle ferie/congedi/permessi solidali, verrà potenziata l’operatività del Comitato Pari Opportunità e sarà data attuazione al Codice contro le molestie sessuali, si procederà altresì ad attenuare la separazione di genere nel reclutamento e nell’avanzamento nei ruoli di concetto del Corpo di polizia penitenziaria. Proseguiranno le attività già avviate nel corso del 2022 volte a garantire un sostegno psicologico concreto al personale che opera, prevalentemente, nelle sedi penitenziarie, a maggior rischio di disagio psichico e di burn out.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento.
Miglioramento del clima lavorativo attraverso una maggiore inclusione e l’attuazione di più elevate garanzie a sostegno della dignità del lavoratore; aumento del benessere del personale; prevenzione del disagio, della sindrome da burn out e riduzione dei fenomeni suicidari o autolesivi in genere.
I tempi di realizzazione.
12 mesi.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi.
Monitoraggio e supporto delle progettualità elaborate dai Provveditorati Regionali in base alle linee programmatiche emanate nell’anno 2022; strutturazione ed organizzazione degli interventi. Informatizzazione del flusso per la gestione del nuovo istituto delle ferie/congedi/permessi solidali. Contrattazione integrativa con le OO.SS.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati.
Mancato raggiungimento degli accordi con le OO.SS. in sede locale.
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero.
Direzioni Generali del Personale.
I soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo.
Servizio Sanitario Nazionale.
Gli stakeholder coinvolti.
Organizzazioni Sindacali.
I beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo.
Personale dipendente e utenza.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Protocolli operativi per il sostegno psicologico. Calcolo in valore assoluto: >1
Sottoscrizione dell’accordo sindacale sulle ferie solidali. Calcolo in valore assoluto: =1
Disciplinare per la gestione e valorizzazione delle decisioni del CPO. Calcolo in valore assoluto: =1
2.2.4.2 Direzione generale per la gestione dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria.
Obiettivo: Efficientamento delle strutture, progettazione, ristrutturazione e razionalizzazione delle infrastrutture e degli impianti degli istituti penitenziari; ampliamento degli spazi trattamentali ed innovazione digitale con adeguamento dei sistemi di sicurezza. Interventi previsti nel Piano nazionale Complementare al PNRR.
Proseguirà l’attività di contrasto al fenomeno del sovraffollamento mediante interventi di edilizia penitenziaria finalizzati all’aumento dei posti detentivi, anche attraverso la razionalizzazione degli spazi esistenti con contestuale adeguamento delle strutture. Una particolare attenzione, nel corso delle diverse progettazioni, verrà riservata all’ampliamento degli spazi trattamentali, per consentire di intervenire, su più piani, relativamente al problema del sovraffollamento e per ampliare le opportunità di lavoro professionalizzanti.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento.
Si opererà su diversi livelli, secondo le seguenti azioni: realizzazione di nuovi padiglioni- l’attività del Dipartimento sarà di Monitoraggio e supporto all’attività del MIT quale soggetto attuatore; razionalizzazione degli spazi esistenti e adeguamento dei posti detentivi al D.P.R. n. 230/2000; recupero di nuovi spazi trattamentali mediante l’ottimizzazione di spazi non utilizzati.
I tempi di realizzazione.
12 mesi.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi.
Analisi del fabbisogno, progettazione.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati.
L’aumento dei costi.
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero.
Provveditorati Regionali, Istituti penitenziari.
I soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo.
Ministero Infrastrutture Trasporti.
Gli stakeholder coinvolti.
Enti territoriali.
I beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo.
Detenuti, Personale del DAP, Magistratura, Avvocatura, FF.OO.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Avanzamento realizzativo dei nuovi padiglioni finanziati dal fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
L’indicatore è espresso in valore assoluto e ha come unità di misura il numero di giorni necessario all’accreditamento delle somme al soggetto attuatore degli interventi (Ministero delle Infrastrutture) a far data dalla trasmissione completa di tutta la documentazione: ≥30
Nuovi spazi trattamentali realizzati. L’indicatore è in valore assoluto e ha come unità di misura i mq e rappresenta l‘incremento dello spazio fisico creato o recuperato negli Istituti Penitenziari interessati dai progetti: Mq 5000
Obiettivo: Assicurazione e rafforzamento dell’ordine e della sicurezza degli Istituti penitenziari
Nell’ambito dell’obiettivo prioritario afferente all’assicurazione e al rafforzamento dell’ordine e della sicurezza degli Istituti penitenziari, l’azione dell’Amministrazione proseguirà nella direzione del potenziamento degli apparati e impianti volti a garantire la sicurezza passiva delle strutture in particolare dei sistemi di videosorveglianza e controllo e dei sistemi anti-droni.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento.
Implementazione videosorveglianza interna ed esterna, installazione impianti anti-droni al fine di innalzare i livelli di sicurezza degli istituti penitenziari interessati dagli interventi.
I tempi di realizzazione.
12 mesi.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi.
Censimento impianti di videosorveglianza; monitoraggio e valutazione dei progetti avviati dai Provveditorati Regionali anche ai fini dell’assegnazione risorse finanziarie.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati.
Carenza di risorse finanziarie e di personale tecnico.
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero.
Provveditorati Regionali, Istituti penitenziari.
I soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo
Operatori economici selezionati con procedure ad evidenza pubblica.
Gli stakeholder coinvolti.
Forze di Polizia.
I beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo.
Personale dipendente e cittadini.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Approvazione progetti dei PRAP e assegnazione risorse finanziarie: ≥30
Impianti di sicurezza implementati negli Istituti penitenziari: ≥50
2.2.4.3 Direzione Generale dei detenuti e del trattamento
Obiettivo: Reinserimento e rieducazione del detenuto attraverso la valorizzazione del lavoro, dell’istruzione e delle attività ricreative.
Programmazione e realizzazione degli interventi da attuare nell’ambito del lavoro nei servizi d’istituto, delle lavorazioni industriali, delle colonie e tenimenti agricoli e del lavoro artigianale con l’emanazione di direttive specifiche; collaborazione con la Cassa delle Ammende per lo svolgimento di progettualità tese all’inclusione sociale ed al reinserimento lavorativo dei detenuti, rivolte anche alle fasce più deboli; interventi per detenzione femminile, genitorialità, soggetti vulnerabili; potenziamento dei rapporti tra gli Uffici di esecuzione penale esterna e gli Istituti Penitenziari; promozione di progetti di Pubblica Utilità; incremento attività di partenariato tra DAP e Agenzia per la coesione territoriale per la realizzazione di progetti finanziati con i fondi strutturali e di investimento europei.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento.
Impiego del maggior numero possibile di detenuti in attività lavorative, di istruzione, culturali e ricreative.
I tempi di realizzazione.
12 mesi.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi.
Analisi del fabbisogno e individuazione degli istituti penitenziari ove implementare ulteriori laboratori, corsi scolastici e professionali e attività trattamentali di reinserimento sociale.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati.
Difficoltà organizzative derivanti dalla carenza di personale giuridico-pedagogico.
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero.
Cassa delle Ammende, Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, Direzione Generale per il coordinamento delle politiche di coesione.
I soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo.
Imprenditori, cooperative sociali, Comuni, Province, Regioni, Scuole, Università.
Gli stakeholder coinvolti.
Magistratura, Ordini professionali.
I beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo.
I detenuti coinvolti e i cittadini.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Percentuale dei detenuti impiegati in attività lavorative alle dipendenze di imprese esterne rispetto al numero totale dei detenuti lavoranti.
L’indicatore è dato dalla percentuale di detenuti impiegati in attività lavorative alle dipendenze di imprese esterne calcolata in rapporto alla popolazione detenuta presente al 31 dicembre dell’anno precedente: ≥4%
Percentuale di detenuti impiegati in attività lavorativa alle dipendenze dell’Amministrazione, calcolata rispetto alla popolazione detenuta presente al 31 dicembre dell’anno precedente: ≥30%
Percentuale di detenuti che frequentano corsi di istruzione rispetto al numero totale dei detenuti presenti.
L’indicatore è dato dalla percentuale di detenuti che frequentano corsi di alfabetizzazione ed istruzione scolastica calcolata rispetto alla popolazione detenuta presente al 31 dicembre dell’anno precedente: >28%
Percentuale di detenuti frequentanti corsi di formazione professionale rispetto alla popolazione detenuta presente al 31 dicembre dell’anno precedente: >4%
Percentuale di detenuti che partecipa ad attività trattamentali rispetto alla popolazione detenuta presente al 31 dicembre dell’anno precedente: ≥50%
Obiettivo: Tutela della salute dei detenuti
Assicurare la tutela del diritto alla salute alle persone private della libertà personale in ambito penitenziario attraverso una maggiore e costante collaborazione interistituzionale con il Servizio Sanitario Nazionale, per il consolidamento delle strutture detentive ATSM (Articolazione Tutela Salute Mentale) e SAI (Servizio Assistenza Intensificato), per contemperare le esigenze di sicurezza con quelle della salute; la realizzazione di camere di pernottamento per soggetti ristretti affetti da disabilità motoria (anche grandi obesi); l’implementazione del servizio di telemedicina negli Istituti Penitenziari; l’implementazione dei presidi sanitari e la stipula di Accordi sanitari con le Regioni e le Asl di competenza.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento.
Miglioramento delle condizioni di detenzione dei detenuti con problemi sanitari.
I tempi di realizzazione.
36 mesi.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi.
Analisi del fabbisogno, progettazione ed erogazione.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati.
Allungamento dei tempi di realizzazione dovuti allo slittamento degli accordi con le Autorità sanitarie.
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero.
Provveditorati Regionali, istituti penitenziari.
I soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo.
Ministero della Salute, Regioni, ASL.
Gli stakeholder coinvolti.
Magistratura, Regioni, Enti locali, ASL.
I beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo.
Detenuti con problematiche sanitarie.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Strutture detentive ATSM (Articolazione Tutela Salute Mentale) e SAI (Servizio Assistenza Intensificato) negli istituti penitenziari. Valore assoluto dato dal numero di ATSM e SAI da realizzare nel periodo: =5
Camere di pernottamento per soggetti ristretti affetti da disabilità motoria (anche grandi obesi) negli istituti penitenziari. Valore assoluto dato dal numero camere da realizzare nel periodo: =8
Servizi di telemedicina negli Istituti Penitenziari. Valore assoluto dato dal numero di branche specialistiche attivate negli Istituti penitenziari, con modalità a distanza: =20
Presidi sanitari negli istituti penitenziari. Valore assoluto dato dal numero di presidi sanitari incrementati negli Istituti Penitenziari: =20
2.2.4.4 Direzione Generale della formazione
Obiettivo: Incentivazione della formazione del personale
Le diverse attività formative saranno intese a rafforzare l'identità di ruolo del personale, promuovendone l’adesione ai principi di etica professionale. I corsi sono orientati ad accrescere il sapere tecnico e professionale, assicurare il costante aggiornamento normativo, favorire il confronto esperienziale e promuovere la costruzione condivisa e integrata di modelli gestionali per il personale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, nella valorizzazione delle rispettive competenze. La formazione di ingresso e di aggiornamento orienterà al rafforzamento della comprensione del mandato istituzionale, inteso alla tutela delle persone detenute, internate o sottoposte a misure di comunità, nonché alla promozione di una condivisa cultura legalitaria e di prevenzione del rischio corruttivo.
Il risultato in termini concreti di cui si propone il raggiungimento.
Migliorare la gestione degli eventi critici che connotano i contesti operativi; innalzare la qualità della vita detentiva; sviluppare ed accrescere le competenze per l’uso degli strumenti di intervento del probation system; favorire la diffusione delle "buone prassi" emerse nei procedimenti riguardanti il trattamento nei percorsi di reinserimento ed integrazione sociale, che hanno interessato le prospettive offerte dalla giustizia riparativa; promuovere culturalmente la trasparenza amministrativa e accrescere la sensibilità del personale in funzione di prevenzione della corruzione; migliorare i livelli di benessere organizzativo (anche attraverso un progetto di ricerca dedicato al fenomeno del burn out penitenziario e un’attività formativa sullo sviluppo della capacità di resilienza); aumentare le competenze necessarie per la gestione del personale e la gestione delle risorse (programmazione finanziaria; processi di spesa; contabilità penitenziaria).
I tempi di realizzazione.
12 mesi.
L’eventuale articolazione in fasi e i risultati intermedi.
Le fasi ineriscono l’analisi del fabbisogno formativo, la progettazione e l’erogazione corsi.
Gli eventuali elementi di criticità già in essere in fase di programmazione e di cui è opportuno tenere conto, in particolare laddove possano impedire il tempestivo raggiungimento dei risultati.
L’evento pandemico in corso potrebbe rallentare i tempi di realizzazione dell’obiettivo.
Le collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero.
Direzione Generale del personale del DAP e del DGMC.
I soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo.
Scuola Nazionale dell’Amministrazione, Università degli Studi; Enti di formazione.
Gli stakeholder coinvolti.
Magistratura, Avvocatura, Enti territoriali.
I beneficiari interni ed esterni dei risultati ottenuti dal conseguimento dell’obiettivo.
Tutti gli appartenenti all’amministrazione penitenziaria, i fruitori dei servizi, i cittadini
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Percentuale di personale neo-assunto coinvolto nei corsi di formazione iniziale rispetto al personale assunto. L’indicatore è dato dalla percentuale di personale neo-assunto che partecipa ai corsi di formazione iniziale rispetto al numero totale di neo-assunti al 31 dicembre dell’anno precedente: 100%
Percentuale personale in servizio coinvolto nei corsi di aggiornamento rispetto al totale presente. L’indicatore è dato dalla percentuale del personale in servizio coinvolto nei corsi di aggiornamento professionale rispetto al totale presente al 31 dicembre dell’anno precedente: >5%
2.2.5 Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
Analisi del contesto
Contesto esterno
- Principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente la performance 2023
Alla conclusione dello stato di emergenza dovuto alla pandemia, si è registrato un repentino incremento delle presenze nei servizi residenziali minorili, oltre all’emergere di una rinnovata complessità del fenomeno delle devianze giovanili. L’incremento degli ingressi verificatosi ha comportato nella gestione degli Istituti penali per i minorenni criticità maggiori, e differenti, rispetto alle precedenti annualità. L’aumento del numero di ingressi si è verificato in modo nettamente più evidente nei distretti giudiziari del Nord: ciò ha inevitabilmente comportato una costante e considerevole assegnazione di minori/giovani adulti presso Istituti penali per i minorenni situati anche a notevole distanza dai territori di appartenenza, con conseguente impossibilità, in molti casi, di assicurare il principio della territorialità dell’esecuzione penale, e con ineludibili ricadute anche sullo sviluppo di progettualità all’esterno, che trovano un senso compiuto soltanto se realizzate presso i territori di provenienza. L’afflusso negli IPM del Sud e anche del Centro Italia di ragazzi provenienti da altri contesti territoriali, con una prevalenza di utenza straniera portatrice di gravi disagi psichici e con pregresse esperienze di violenze e abusi subiti, con una componente di immigrati di seconda generazione, senza fissa dimora e privi di riferimenti in Italia, ha prodotto un turbamento degli equilibri interni agli IPM. Si sono verificati eventi critici di rilievo, con un moltiplicarsi di peculiari difficoltà di convivenza, spesso sfociate in veri e propri conflitti tra gruppi di diversa appartenenza culturale, in agiti violenti, auto ed etero-diretti, e in danneggiamenti a beni e strutture dell’Amministrazione.
Analoghe difficoltà si riscontrano per i minorenni e giovani adulti collocati in comunità. Inadeguate risultano spesso le strutture comunitarie specificamente rivolte a garantire interventi che contemperino componenti socio-educative e di cura in risposta alla complessità delle situazioni dei ragazzi entrati nel circuito penale. A tal riguardo risulta elevato il numero degli allontanamenti dalla comunità e/o dei comportamenti aggressivi e distruttivi.
Con riferimento all’esecuzione penale esterna adulti, a otto anni dall’introduzione dell’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova per gli adulti, ed a sette dalla riforma che ha istituito il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, si delinea con sempre maggior evidenza la dimensione dello sviluppo di questo settore. Al fine di delineare la portata del profondo mutamento che, già in questi ultimi anni (e a normativa vigente) ha interessato l’area dell’esecuzione penale esterna, si evidenzia che il numero di soggetti adulti in carico per misure e sanzioni di comunità al 31 dicembre 2022 risulta essere pari a 74.599, cui si aggiungono 46.631 soggetti in carico per indagini e consulenze (dati provvisori). Il numero dei cittadini sottoposti a misure o sanzioni di comunità ha ormai largamente superato quello delle persone recluse negli istituti penitenziari. - Evoluzione della disciplina di riferimento
La riforma del processo penale, di cui alla legge 27 settembre 2021, n. 134 [recante delega al Governo per l’efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari], ha trovato attuazione con l’entrata in vigore, in data 30 dicembre 2022, del D.Lgs. 150/2022. Assume maggiore ampiezza l’istituto della sospensione del processo con messa alla prova, così confermando l’efficacia di un altro importante tassello del sistema di probation in Italia. Viene prevista la modifica della legge 689/1981, con l’introduzione delle pene sostitutive, delle pene detentive brevi, della semilibertà, della detenzione domiciliare, del lavoro di pubblica utilità e della pena pecuniaria, da applicarsi quando il giudice della cognizione ritenga, anche attraverso opportune prescrizioni, che contribuiscano alla rieducazione del condannato ed assicurino la prevenzione del pericolo di commissione di altri reati.
Il Titolo IV del D.Lgs. 150/2022, infine, introduce una disciplina organica della giustizia riparativa, la cui attuazione richiederà un’attività particolarmente intensa.
La riforma nel suo complesso ha un impatto rilevante sull’operatività del sistema della giustizia minorile e di comunità: si prevede, oltre all’aumento dei numeri, la necessità di riorganizzare i processi di servizio. - Principali stakeholders e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza
Nell’intento di individuare nuove opportunità educative e di rimuovere gli ostacoli (spesso legati alla mancanza di opportunità lavorative o di alloggio) all’accesso all’esecuzione penale esterna e alle misure di comunità, con particolare riferimento agli utenti minorenni ed ai giovani adulti, il DGMC ha costruito un intenso e fruttuoso dialogo con una pluralità di attori, quali:- gli Uffici giudiziari e, in particolare, gli Uffici di Sorveglianza ed i Tribunali ordinari e per i minorenni;
- l’Amministrazione penitenziaria;
- le altre Amministrazioni centrali e, in particolare, il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Interno, il Ministero della Cultura e il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- le Regioni e gli Enti locali;
- le istituzioni scolastiche e le università;
- il mondo del lavoro e le realtà produttive;
- le autorità sanitarie;
- il volontariato e il terzo settore;
- la comunità nella accezione più ampia.
Per quanto riguarda le politiche organizzative e di sviluppo delle risorse umane, è costante, inoltre, l’interlocuzione con le Organizzazioni Sindacali.
Contesto interno
- Variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie
Ai fini del rafforzamento delle misure per l’esecuzione penale esterna e per garantire la piena operatività degli uffici territoriali del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, l’art. 17 del DL 36/2022, come convertito con modificazioni dalla L. 79/2022, dispone l’incremento della dotazione organica del DGMC di 1.092 unità di personale del comparto funzioni centrali, di cui 895 unità dell'Area III, posizione economica F1 e 197 unità dell'Area II, posizione economica F2, autorizzandone, al contempo, l’assunzione. In data 12.09.2022 è stato adottato il decreto ministeriale concernente l’individuazione dei profili professionali relativi al predetto incremento.
In conformità alle disposizioni sopra richiamate, sono state avviate le procedure, in condivisione con il Dipartimento della Funzione Pubblica e RIPAM, per l’indizione di un concorso unico per un totale di n. 773 posti di cui n. 360 per funzionari della professionalità pedagogica (n. 40 unità già autorizzate con Legge 160 del 27 dicembre 2019, aumentati a 360 a seguito del D.L. 36/2022 convertito in Legge n. 79 del 22 giugno 2022) e n. 413 posti per funzionari della professionalità di servizio sociale. Il concorso è stato bandito all’inizio del 2023. Ulteriori n. 8 unità di personale di servizio sociale sono state destinate alla provincia Autonoma di Bolzano (ULEPE di Bolzano) e saranno assunte attraverso apposita procedura concorsuale espletata a cura del Commissario di Governo.
Per gli altri profili si prevede di procedere, nell’anno 2023, prevalentemente, con l’adesione a procedure concorsuali unitarie indette dal Dipartimento della Funzione Pubblica e RIPAM o con l’acquisizione e lo scorrimento di graduatorie esistenti.
Con riferimento ai profili dirigenziali, nel marzo 2022 si sono concluse, con la pubblicazione della graduatoria finale, le procedure relative ai due concorsi pubblici per l’assunzione dei dirigenti di carriera penitenziaria di esecuzione penale esterna e di istituto penale per i minorenni. I vincitori dei due concorsi sono stati nominati consiglieri penitenziari e ammessi a frequentare un corso di formazione iniziale, che si svolge presso la Scuola superiore dell’esecuzione penale, della durata di dodici mesi (art 13 DL 36/2022). Al corso, iniziato in data 5 settembre 2022, sono stati ammessi n. 31 consiglieri penitenziari del ruolo di esecuzione penale esterna e n. 5 del ruolo di istituto penale per minorenni, più n. 1 unità ammessa cautelativamente nelle more di un contenzioso in corso. Al termine del periodo di formazione, i consiglieri penitenziari che riportano l’idoneità agli esami di fine corso sono nominati dirigenti penitenziari.
Con riferimento alle risorse finanziarie si evidenziano di seguito le principali variazioni intervenute con la Legge di Bilancio 2023:- al fine di ottemperare agli obiettivi di spesa di cui al DPCM 04/11/2022, si è proceduto ad una riduzione delle spese di funzionamento e, in parte, anche delle spese di intervento in materia di giustizia minorile, esecuzione penale esterna e cooperazione internazionale, per gli importi di seguito indicati: per l’esercizio 2023: € 529.040; per l’esercizio 2024: € 901.444; per l’esercizio 2025: € 1.054.453. Parallelamente, in relazione agli aumentati costi del settore, è stato previsto un incremento per le spese relative ai consumi energetici pari a € 800.000 per il solo esercizio 2023;
- è stato istituito il nuovo capitolo 2136 “Fondo per il finanziamento di interventi in materia di giustizia riparativa” ai sensi dell’art. 67 del D.Lgs. 150/2022: il capitolo è già dotato di 5 milioni di euro in attuazione di quanto previsto dall’art. 1 comma 859 della Legge di Bilancio.
Con riferimento alle risorse strumentali, nel corso del 2022 è entrato in esercizio SIEPE, sistema informativo dell’esecuzione penale esterna, a supporto degli uffici di esecuzione penale esterna. Anche per il 2023 si prevede un consistente investimento nella digitalizzazione dei processi di lavoro, con particolare riferimento ai sistemi di gestione del personale.
- Modifiche o interventi nell’assetto organizzativo intervenuti nel 2022 o attesi nel 2023
Nel corso del 2022 sono state apportate significative modifiche all’organizzazione dipartimentale in attuazione delle disposizioni di cui all’art. 35 comma 4-bis del DL 152/2021, come convertito dalla L. 233/2021 e di cui all’art. 17 del DL 36/2022. In particolare, si è proceduto alla riorganizzazione degli uffici della Direzione Generale del personale delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile, con l’istituzione di un quarto ufficio dirigenziale non generale, cui sono attribuite competenze in materia di contratti per l’acquisizione dei beni, dei servizi e dei lavori con compiti di programmazione, coordinamento e di stazione appaltante centrale, di gestione di alloggi demaniali e locazioni passive.
Inoltre, ai sensi dell’art. 17 del DL 36/2022, per far fronte a funzioni e carichi di lavoro che sono progressivamente aumentati negli anni e per i quali si prevede un ulteriore incremento di attività in attuazione della riforma di cui alla legge 27 settembre 2021, n. 134 [recante delega al Governo per l’efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari] e al decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, la dotazione organica dei dirigenti penitenziari del ruolo di esecuzione penale esterna è incrementata di 11 unità; parimenti, la dotazione organica è aumentata di 1.092 unità di personale del comparto funzioni centrali.
In attuazione di tali disposizioni sono stati adottati:- il Decreto ministeriale 18 ottobre 2022 concernente l'individuazione presso il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità degli uffici di livello dirigenziale non generale, la definizione dei relativi compiti, nonché l’organizzazione delle articolazioni dirigenziali territoriali ai sensi dell’art. 16 comma 1 e comma 2 del D.P.C.M. n. 84/2015, che sostituisce il Decreto ministeriale 17 novembre 2015 ed il Decreto ministeriale 15 luglio 2022;
- il Decreto ministeriale 19 ottobre 2022 concernente l’individuazione degli Uffici locali di esecuzione penale esterna quali articolazioni territoriali del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, nonché l’individuazione delle articolazioni interne dei medesimi Uffici locali e misure di coordinamento con gli Uffici interdistrettuali e distrettuali di esecuzione penale esterna, che sostituisce il Decreto ministeriale 23 febbraio 2017.
Le modifiche descritte comportano, per il 2023, un considerevole impegno in capo al DGMC per la revisione dell’organizzazione, delle dotazioni organiche e per l’attuazione del piano assunzionale.
- Livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 ed eventuali ritardi o criticità
Si riportano di seguito le principali realizzazioni del DGMC nel corso del 2022 (dati provvisori):- numero presenze consunte dei ragazzi nei servizi residenziali minorili (Centri di prima Accoglienza, Istituti Penali per Minorenni, Comunità ministeriali e private) = 472.269;
- numero minorenni e giovani adulti in carico ai servizi minorili della Giustizia = 21.547;
- numero soggetti in messa alla prova ai sensi dell'art. 168 bis del Codice Penale = 52.815;
- numero soggetti in Esecuzione Penale Esterna nell'anno = 141.112;
- numero dei casi trattati nel corso dell'anno ai sensi delle Convenzioni L'Aja del 05 ottobre 1961, L'Aja del 28 maggio 1970, Lussemburgo del 20 maggio 1980, l'Aja del 25 ottobre 1980 e del Regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003 del 27 novembre 2003 (protezione minori in ambito internazionale) = 807;
- numero dei casi trattati nel corso dell'anno ai sensi della Convenzione l'Aja del 23 novembre 2007 e del Regolamento (CE) del Consiglio n. 4/2009 del 18 novembre 2008 (prestazioni e obblighi alimentari in ambito internazionale) = 1.461.
Nonostante le difficoltà legate alla carenza di risorse umane e strumentali, i servizi del DGMC sono riusciti ad assicurare piena continuità all’operatività, garantendo la presa in carico e una puntuale risposta alle richieste dell’Autorità Giudiziaria. Da rilevare il costante significativo aumento negli ultimi anni dell’utenza in messa alla prova ed in esecuzione penale esterna.
- Ricognizione dei principali rischi connessi alle materie di competenza
Gravi rischi all’attuazione degli obiettivi di performance derivano dalle perduranti significative carenze per quanto riguarda le risorse umane e strumentali.
Nelle more della conclusione dell’iter di formazione dei consiglieri penitenziari neo-assunti (previsto per settembre 2023), si è aggravata la già critica carenza di organico dei dirigenti di esecuzione penale esterna, alla luce degli ulteriori pensionamenti avvenuti nel corso dell’anno 2022; infatti, al 31 dicembre 2022 restano in servizio 7 unità su un organico di 45 previste.
Altrettanto critica è la situazione relativa alla dirigenza contrattualizzata. A fronte di un organico complessivo di 17 unità, al 31 dicembre 2022, sono presenti in ruolo n. 7 unità, di cui 1 in servizio presso altra Amministrazione. Nell’anno 2022 si sono resi vacanti 7 uffici dirigenziali per la copertura dei quali si è provveduto al conferimento di incarichi ad interim, nonché di incarichi dirigenziali ex art. 19 comma 5-bis e comma 6 del D.Lgs. 165/2001, previ appositi interpelli.
Con riferimento al personale del comparto funzioni centrali, per il quale si è registrato il citato incremento dell’organico (+31%), si evidenziano i tempi necessariamente lunghi per l’attuazione del conseguente piano assunzionale, peraltro aggravati da fenomeni nuovi, quali le numerose rinunce e la frequenti opzioni per altre Amministrazioni o altre proposte lavorative da parte di neo-assunti.
Anche con riferimento al Corpo di polizia penitenziaria, l’istituzione dei Nuclei di polizia penitenziaria presso gli Uffici Interdistrettuali e Distrettuali di esecuzione penale esterna, richiede una revisione degli attuali organici.
Si rileva, altresì, la necessità di investire maggiormente nella formazione delle risorse umane, sia con riferimento alla formazione iniziale che alla formazione continua, particolarmente necessaria in ambiti quali la giustizia minorile e l’esecuzione penale esterna adulti.
Per quanto riguarda le risorse strumentali, sono necessari investimenti per la manutenzione degli immobili, per il potenziamento degli impianti (soprattutto connessione di rete) e più in generale per la strumentazione nella disponibilità del personale.
Particolarmente gravoso è il tema della manutenzione degli immobili, per i quali, pur essendo disponibili adeguate risorse finanziarie, integrate anche dal Fondo complementare al PNRR, si registrano tempi di attuazione non in linea con gli effettivi fabbisogni. Su tale tema il DGMC deve necessariamente ricorrere all’intervento dei competenti Provveditorati alle Opere Pubbliche.
Infine, le esigenze connesse al crescente numero di persone prese in carico dagli uffici e servizi impone un maggiore fabbisogno di nuove o più ampie strutture alloggiative. Per il tramite delle singole articolazioni territoriali, sono state avviate tutte le attività di ricerca di immobili idonei ai fini istituzionali degli uffici. Ciò nonostante, tale ricerca si sta rilevando particolarmente difficile per la mancanza di immobili demaniali e le criticità che si riscontrano nell’attività di reperimento di immobili, soprattutto nelle città metropolitane.
2.2.5.1 Direzione generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Obiettivo 1. Realizzazione di misure organizzative, di accordi operativi e di progettualità sperimentali finalizzate a potenziare, sull’intero territorio nazionale, investimenti e risorse per lo sviluppo di interventi che favoriscano, in particolare all’interno degli Istituti Penali per i Minorenni, una più appropriata gestione dei nuovi fenomeni delle devianze giovanili
Contesto
In questo momento storico, anche a causa dei fenomeni migratori e degli effetti del periodo pandemico, si sta assistendo a una profonda trasformazione delle devianze giovanili; sono aumentati i reati commessi in gruppo, con connotazioni di notevole violenza, e i reati contro la persona, in particolare quelli intra-familiari e tra pari. Inoltre, si rileva che le devianze giovanili sono sempre più espressione di un diffuso disagio psico-sociale, talvolta correlato a drammatiche esperienze migratorie.
L’emergere di tali nuovi fenomeni ha avuto delle inevitabili ripercussioni sull’intero sistema della giustizia minorile deputato, nello svolgimento dei propri compiti, a favorire l’interruzione di percorsi di devianza nel contesto dell’esecuzione delle misure penali.
In particolare, negli Istituti penali sono aumentati gli eventi critici, in gran parte riconducibili sia a problematiche di tipo sanitario (molti ragazzi sono poli-assuntori di sostanze stupefacenti), sia alle conflittualità tra gruppi, spesso appartenenti a differenti etnie. Tali conflittualità tra gruppi sono aumentate anche a seguito di un numero elevato di assegnazioni di minori stranieri, spesso privi di riferimenti parentali nel nostro Paese, in Istituti del Centro-Sud, a causa della contrazione dei posti negli Istituti del Nord Italia.
Rispetto alle nuove emergenze che il sistema penale minorile si trova ad affrontare risulta prioritario:
- rafforzare le collaborazioni con i Servizi sanitari e sociali territoriali, anche definendo nuovi accordi in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni;
- promuovere progettualità sperimentali destinate, con particolare riguardo, ai ragazzi stranieri, utenza con la quale si stanno riscontrando significativi problemi sia nella gestione delle dinamiche interne agli istituti, sia nell’elaborazione di percorsi alternativi alla detenzione;
- realizzare accordi con realtà pubbliche e private per favorire investimenti di risorse del PNRR e di fondazioni su specifiche progettualità destinate all’utenza dei servizi minorili della giustizia.
Risultati concreti attesi.
Il presente obiettivo intende conseguire il risultato di potenziare e innovare il sistema degli interventi dei Servizi minorili per rispondere in modo più appropriato ai nuovi fenomeni delle devianze giovanili attraverso:
- la definizione di un nuovo accordo sull’assistenza sanitaria rivolta ai minori sottoposti a misure penali in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni;
- la realizzazione di progettualità sperimentali rivolte ai minori stranieri in alcune realtà territoriali del Paese, anche usufruendo delle risorse in dotazione al Fondo asilo migrazione e integrazione (FAMI), la cui Autorità Responsabile è il Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno. Tali progettualità dovranno prevedere interventi specializzati a supporto degli Istituti e degli altri Servizi: elaborazione di progetti individualizzati rivolti ai minori stranieri; gestione della convivenza tra gruppi di ragazzi appartenenti a etnie diverse per promuovere negli operatori l’acquisizione di competenze per la gestione delle problematiche dell’utenza straniera e per rafforzare la rete territoriale nella presa in carico di tale utenza al termine della misura detentiva;
- la definizione di accordi - con particolare riguardo a quelli con il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri e Sport e Salute S.p.A. che, nell’ambito dei fondi del PNRR, hanno destinato delle specifiche progettualità ai minori sottoposti a procedimento penale - attraverso i quali si intende potenziare le attività sportive all’interno degli Istituti Penali per i Minorenni e garantire ai minori in esecuzione penale esterna l’accesso ad attività sportive con l’accompagnamento di educatori sportivi, assicurando inoltre tirocini formativi propedeutici a inserimenti lavorativi in ambito sportivo.
Tempi di realizzazione.
01/01/2023 – 31/12/2023.
Fasi e risultati intermedi.
Per ciascuna linea di attività in cui è declinato l’obiettivo si prevedono le seguenti fasi:
- Definizione di un nuovo accordo sulla sanità penitenziaria:
- avvio dei lavori preparatori all’interno del sottogruppo minori Sanità penitenziaria attraverso una ricognizione con i servizi territoriali (della giustizia e della sanità) delle criticità e delle proposte (gennaio - marzo 2023);
- elaborazione di un nuovo accordo (aprile - agosto 2023);
- presentazione del nuovo accordo alla Conferenza Unificata (settembre - ottobre 2023).
- Realizzazione di progettualità sperimentali rivolte ai minori stranieri in alcune realtà territoriali del Paese:
- avvio della procedura di richiesta di finanziamento al Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno per la realizzazione delle attività progettuali; predisposizione di un avviso pubblico di coprogettazione per la selezione di soggetti privati; elaborazione del progetto con i soggetti privati (gennaio - giugno 2023);
- avvio delle attività progettuali in sei Istituti Penali per i Minorenni sul territorio nazionale (luglio - dicembre 2023).
- Definizione di accordi con il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri e Sport e Salute S.p.A.:
- partecipazione all’elaborazione dei bandi per la selezione degli enti gestori (gennaio 2023);
- coordinamento e monitoraggio delle progettualità finanziate sull’intero territorio nazionale (febbraio - dicembre 2023).
Eventuali elementi di criticità.
Eventuali criticità nella realizzazione dell’obiettivo entro i tempi programmati potrebbero insorgere a causa di eventuali problematiche che si evidenziassero nelle procedure di gara.
Beneficiari interni ed esterni.
I beneficiari interni delle azioni previste per il raggiungimento dell’obiettivo sono i minori/giovani adulti sottoposti a procedimento penale e gli operatori dei Servizi minorili. Per quanto attiene ai minori/giovani adulti, il conseguimento dell’obiettivo prefissato potrà garantire un’offerta di servizi e interventi appropriati ai loro bisogni evolutivi, tali da favorire un adeguato inserimento sociale. Per quanto attiene agli operatori, essi potranno avvalersi di risorse e di professionalità specializzate per la gestione della complessità dell’utenza in area penale interna ed esterna e per promuovere e rafforzare la rete comunitaria sul territorio.
I beneficiari esterni sono: i Servizi socio-sanitari territoriali pubblici e del privato sociale; la società civile, rispetto alla realizzazione di un sistema integrato di interventi maggiormente rispondenti alle nuove espressioni dei disagi e delle devianze giovanili.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Definizione di nuovo accordo della Conferenza unificata Stato-Regioni sulle linee di indirizzo in materia di sanità penitenziaria per i minori sottoposti a procedimento penale: 1
Avvio di progetti sperimentali rivolti ai minori stranieri in sei Istituti Penali per i Minorenni: 6
Reperimento di risorse economiche per la realizzazione di progettualità in ambito sportivo rivolte a minori sottoposti a procedimento penale: Almeno 1,5 milione di euro
Obiettivo 2. Consolidamento delle politiche sul personale attraverso la copertura delle sedi di servizio vacanti da realizzare mediante l’attuazione dei piani assunzionali deliberati e creazione di un ambiente di lavoro orientato al benessere organizzativo.
Contesto
La Direttiva del Ministro della Giustizia per l’anno 2023 pone, tra l’altro, come obiettivo primario per l’Amministrazione della giustizia minorile e di comunità, quello di provvedere al consolidamento delle politiche sul personale di tutte le qualifiche per assicurare la piena operatività degli Uffici centrali e territoriali e la creazione di un ambiente di lavoro orientato al benessere organizzativo.
Le attività nell’anno 2023 dovranno essere dirette a colmare il gap di forte carenza di personale creatosi a causa della spending review degli anni 2008/2019, che ha comportato il blocco del turn-over nella PA, con conseguente depauperamento del personale per cessazioni dal servizio, agevolate dall’introduzione dei regimi pensionistici (di quota 100 e di quota 102).
L’attuale consistenza di personale è, infatti, insufficiente per fronteggiare i maggiori carichi di lavoro per gli Uffici di esecuzione penale esterna, derivanti dalla recente riforma della giustizia penale e del sistema sanzionatorio, di cui al d.Lgs. 150/2022, entrato in vigore il 30 dicembre 2022, che è intervenuta sull’ampliamento dell’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova e sul regime delle pene sostitutive delle pene detentive brevi.
Non di minore importanza è l’esigenza di rafforzare gli organici degli Uffici e servizi minorili per assicurare gli interventi trattamentali a favore dell’utenza, costituita da soggetti minorenni e giovani adulti, anche al fine di scongiurare il verificarsi di eventi critici.
Le attività da porre in essere riguarderanno il reclutamento di personale appartenente alla carriera dirigenziale penitenziaria, in prosecuzione delle attività concorsuali espletate lo scorso anno, i vincitori dei due concorsi dirigenziali per il reclutamento rispettivamente di 18 dirigenti di esecuzione penale esterna (Epe) e di 5 dirigenti di istituto penale per minorenni (IPM) sono stati ammessi alla frequentazione di un corso di formazione della durata di 12 mesi, con termine previsto per la metà del mese di settembre c.a.
In virtù dell’ampliamento dell’organico del ruolo dei dirigenti Epe, avvenuto con decreto-legge 36 del 30 aprile 2022, convertito con legge 29 giugno 2022, n. 79, si è proceduto allo scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso per ulteriori 11 unità, aumentate di 2 unità per effetto dell’autorizzazione all’assunzione intervenuta con D.P.C.M. 22 luglio 2022.
Sarà fornito supporto amministrativo alla Direzione Generale della Formazione durante l’espletamento del corso di formazione per gli aspetti attinenti al trattamento giuridico-economico spettante ai Consiglieri penitenziari. Alla fine del percorso formativo i consiglieri penitenziari saranno nominati dirigenti penitenziari e invitati a scegliere la sede di servizio in ragione della posizione assunta nella graduatoria finale.
Fino all’assunzione dei suddetti dirigenti sarà, comunque, necessario assicurare la direzione degli Uffici Epe ed IPM privi di dirigente titolare adottando provvedimenti di reggenza nei confronti di dirigenti penitenziari del DAP, con modalità “a scavalco” ai sensi della legge 10/2014 e s.m.i. e della legge 145/2018 e s.m.i..
Anche la copertura delle sedi di servizio della dirigenza contrattualizzata di livello non generale rappresenta una priorità dell’Amministrazione per assicurare un buon governo, sul territorio nazionale, dell’utenza minorile. Per tale dirigenza sono previsti 17 posti di funzione, come da D.P.C.M. 22 aprile 2022; attualmente tre Direzioni sono coperte con incarichi ad interim per le quali è stata richiesta l’assegnazione di tre dirigenti da attingere dall’ottava edizione del Corso-concorso SNA, ai sensi del d.P.R. 24 settembre 2044, n. 272. È noto che i candidati risultati vincitori, in numero di 150 su 210 posti da coprire in varie Amministrazioni, dovranno svolgere 4 mesi di corso di formazione (dal 18 gennaio al 18 maggio 2023), a seguito del quale, coloro che risulteranno idonei saranno ammessi a scegliere la sede di servizio.
Si potrebbe verificare l’ipotesi che tutti o alcuni posti dirigenziali possano risultare scoperti, in ragione del numero insufficiente di vincitori rispetto alle quote prenotate dalle varie Amministrazioni; in tal caso, sarà necessario individuare altre soluzioni per la copertura delle sedi vacanti, da condividere con il Dipartimento della Funzione pubblica.
Le tre sedi scoperte sono, allo stato, i Centri per la giustizia minorile di Venezia, Catanzaro e Bologna, da coprire con incarichi ad interim; la sede del CGM di Napoli si renderà vacante il prossimo 1° maggio.
Per quanto attiene al Comparto Funzioni centrali, numerose sono le attività da compiere in materia di reclutamento di personale.
In via pregiudiziale, occorrerà provvedere alla definizione delle nuove piante organiche degli Uffici e servizi centrali e territoriali del Comparto funzioni centrali, da riformulare sia a seguito dell’aumento dell’organico previsto con decreto legge 30 aprile 2022, n. 36 , pari a 1.092 unità, sia per migliorare la distribuzione del personale nei vari uffici e servizi, al fine di rispondere meglio alle attuali esigenze lavorative, avuto riguardo all’esperienza maturata a partire dall’ultima revisione (risalente al 2020). Contestualmente, si procederà alla pianificazione delle assunzioni del personale appartenente alle varie qualifiche per il triennio 2023/2025 e alla predisposizione del prospetto informativo on line per il personale appartenente alle categorie protette di cui alla Legge 68/99.
Si darà luogo all’espletamento di procedure concorsuali, in via prioritaria, per il reclutamento di 360 Funzionari della professionalità pedagogica e 413 Funzionari di servizio sociale. Dovranno essere avviate, inoltre, le procedure di reclutamento, anche mediante lo scorrimento di graduatorie in corso di validità di altre PA, per circa 300 unità.
I concorsi pubblici ai sensi dell’art. 6 del d.l. 30 aprile 2022, n. 36, saranno espletati di concerto con il Dipartimento della Funzione pubblica, attraverso il Portale INPA; la Direzione Generale svolgerà tutte le attività amministrative e di supporto nelle varie fasi concorsuali quali la predisposizione dei bandi di concorso, la stipula delle convenzioni con la Società Ripam, il supporto tecnico-amministrativo nell’espletamento delle prove scritte e orali, la predisposizione delle graduatorie di merito, le verifiche amministrative sui vincitori del concorso e infine l’assunzione dei vincitori.
In tema di miglioramento del contesto lavorativo a beneficio del personale, in relazione alle previsioni di cui al decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con legge 29 giugno 2022, n. 79, si provvederà a sanare le numerose situazioni di personale in posizione di distacco reciproco con altri Dipartimenti della Giustizia
La suddetta sanatoria comporterà uno snellimento delle procedure amministrative e, nel contempo, sarà assicurato il soddisfacimento delle aspettative del personale finalizzate ad una migliore conciliazione della vita lavorativa con quella personale.
Sempre al fine di migliorare i processi organizzativi e, allo stesso tempo, di soddisfare le esigenze dei lavoratori, si darà corso alla mobilità del personale.
Per il personale della dirigenza penitenziaria si tratterà di provvedere, ai sensi del decreto legislativo 63 del 2006, all’espletamento di appositi interpelli finalizzati al conferimento degli incarichi ai dirigenti già in servizio. La procedura per la selezione dei dirigenti per l’attribuzione degli incarichi superiori (11 Uffici interdistrettuali) è particolarmente complessa e prevede la valutazione dei titoli e la selezione mediante colloquio a cura della Commissione all’uopo istituita presso il DAP.
All’esito del conferimento degli incarichi sarà possibile individuare i posti da rendere disponibili per i nuovi dirigenti.
Per il personale del Comparto funzioni centrali l’istituto della mobilità riveste particolare interesse. Statisticamente si può osservare che il personale dipendente, in misura maggiore quello appena assunto, avanza numerose istanze di distacco in altra sede di servizio ai sensi della Legge 104/92, per assistenza a congiunti, e della Legge 151 del 2001, per ricongiungimento al coniuge in presenza di prole fino a tre anni.
La prospettiva che venga attivata una procedura di mobilità rappresenta un’occasione di stabilizzazione nella sede auspicata per i dipendenti in tali situazioni di precarietà e per coloro che ambiscono a raggiungere una sede più vicina al proprio contesto socio-familiare.
La mobilità sarà espletata ai sensi dell’Accordo di Mobilità 9 maggio 2019 e riguarderà vari profili professionali. Si prevede una massiccia partecipazione di candidature.
Le procedure di mobilità dovranno riguardare anche il Corpo di polizia penitenziaria e dovranno essere dirette ad incrementare il personale nei Nuclei di polizia istituiti presso gli Uffici interdistrettuali e distrettuali di esecuzione penale esterna, per dare attuazione alle previsioni di cui al decreto ministeriale 1° dicembre 2017 e del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 123 i quali stabiliscono i compiti da esercitare nell’ambito dell’esecuzione penale esterna.
L’incremento più immediato dovrà essere di 80 unità di personale appartenente ai vari ruoli, da reclutare mediante scorrimento di graduatorie in corso di validità.
Si prevede di realizzare un ampliamento complessivo dell’attuale pianta organica, da 1.390 unità a circa 2.000, stante le accresciute competenze attribuite al Corpo di polizia penitenziaria nei settori della giustizia minorile e di comunità.
Risultati concreti attesi.
Assicurare il corretto espletamento della mission istituzionale dell’Amministrazione, la semplificazione delle procedure amministrative, la razionalizzazione nell’impiego delle risorse umane e la creazione di un ambiente di lavoro che garantisca il benessere organizzativo del personale.
Tempi di realizzazione.
01/01/2023 – 31/12/2023
Articolazione in fasi e risultati intermedi.
- espletamento delle procedure di interpello e conferimento degli incarichi ai dirigenti penitenziari in servizio;
- nomina dei nuovi dirigenti penitenziari all’esito del corso di formazione;
- definizione delle nuove piante organiche del personale del Comparto funzioni centrali e concertazione con OO.SS. di categoria;
- bandi di concorso e stipula di graduatorie con altre P.A. per il reclutamento di circa 1.100 unità di personale appartenente a varie qualifiche;
- stabilizzazione del personale del Comparto funzioni centrali in posizione di distacco;
- mobilità del personale varie Aree del Comparto funzioni centrali e del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Eventuali elementi di criticità.
Sono riferibili al rispetto dei tempi pianificati da parte degli attori esterni all’Amministrazione.
Collaborazioni con altre articolazioni organizzative del Ministero.
DOG; DAP; Archivi Notarili; Ufficio di Gabinetto del Ministro.
Stakeholders coinvolti:
- personale di tutte le qualifiche;
- organizzazioni sindacali.
Soggetti esterni coinvolti nella realizzazione dell’obiettivo.
Dipartimento della Funzione pubblica; Ripam SpA; Corte dei Conti; SNA e Organizzazioni sindacali.
Beneficiari interni ed esterni.
I beneficiari interni: gli Uffici centrali e territoriali dell’Amministrazione; il personale operante di tutte le qualifiche.
I beneficiari esterni: l’utenza detentiva e i soggetti ammessi a fruire di misure alternative alla detenzione.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Pubblicazione Bando di concorso per il reclutamento di 413 Funzionari della professionalità di servizio sociale e di 360 Funzionari della professionalità pedagogica: n. 1
Decreto Ministeriale per la definizione delle nuove piante organiche Comparto funzioni centrali mediante concertazione con le Organizzazione sindacali di categoria: n. 1
Predisposizione dei provvedimenti di stabilizzazione del personale in posizione di distacco/comando: n. 38 (almeno)
Incremento dell’organico del Corpo di polizia penitenziaria nei Nuclei presso gli UIEPE e UDEPE: n. 80 unità
Pubblicazione interpello per mobilità dirigenti penitenziari: n. 1
Pubblicazione Bandi di mobilità per FSS e FPP: n. 2
Avvio procedure concorsuali/scorrimento di graduatorie vigenti per l’assunzione di personale varie qualifiche del Comparto funzioni centrali: n. 300 unità
2.2.5.2 Direzione generale per l’esecuzione penale esterna e la messa alla prova
Obiettivo 3. Garantire l’efficace funzionamento degli Uffici di esecuzione penale esterna per consentire la corretta applicazione del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, emanato in attuazione della legge n. 134/2021, recante la delega al Governo per l’efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari
Contesto
Il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, Attuazione della legge 27 settembre 2021, n. 134, recante “delega al Governo per l’efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa” comporterà un inevitabile e significativo ampliamento delle attività istituzionali degli UEPE, con specifico riferimento all’applicazione delle nuove pene sostitutive (detenzione domiciliare, semilibertà e lavoro di pubblica utilità) e dell’istituto della messa alla prova che, rispetto all’attuale previsione, interesserà un maggior numero di reati (con inclusione di ulteriori fattispecie con pena edittale detentiva comunque non superiore nel massimo a sei anni).
Risultati concreti attesi.
In termini concreti, attraverso il perseguimento del suddetto obiettivo, si intende orientare e supportare gli UEPE nell’attuale ulteriore fase di sviluppo dell’esecuzione penale esterna, fornendo loro gli strumenti operativi necessari per valorizzare le buone prassi già attivate e mantenere gli standard qualitativi ormai consolidati.
Nello specifico si intende definire e coordinare l’attività degli uffici, anche attraverso apposite circolari e linee guida tecnico-operative ed organizzative, nonché attraverso un costante collegamento e l’effettuazione di periodici monitoraggi, per favorire un’adeguata istruzione dei procedimenti, un’efficace implementazione di programmi trattamentali incisivi sul piano del reinserimento sociale e della riduzione della recidiva, una proficua collaborazione con i committenti istituzionali (in particolare le Autorità Giudiziarie) e i referenti della comunità locale (rete del servizi territoriali istituzionali e del terzo settore), in un’ottica di integrazione ed unitarietà degli interventi.
Tempi di realizzazione.
1/1/2023 – 31/12/2023.
Fasi e risultati intermedi.
- Implementare le modalità di lavoro multiprofessionali, rafforzando i Nuclei di Polizia penitenziaria istituiti presso gli uffici interdistrettuali e distrettuali di esecuzione penale esterna e incrementare la presenza di personale specializzato in materie pedagogiche;
- sottoscrivere un congruo numero di convenzioni con esperti in pedagogia, in modo da poter fruire dell’ausilio di tali figure professionali, in attesa del reclutamento di funzionari avviato tramite le procedure concorsuali indette dal Dipartimento della funzione pubblica;
- applicazione rigorosa dei criteri dettati in materia di documentazione da trasmettere all’autorità giudiziaria in fase di istruttoria per la messa alla prova, sulla base delle direttive nazionali emanate in materia;
- messa in funzione dei presìdi di prossimità presso i Tribunali;
- attuazione del principio della specializzazione tra funzionari ed esperti addetti a procedimenti di competenza della magistratura di cognizione; funzionari ed esperti addetti alla probation penitenziaria; cc.dd. antenne operative addette all’indagine sociale e osservazione delle persone detenute, secondo i criteri di priorità concordati;
- implementare il sistema informativo dell’esecuzione penale esterna (SIEPE) per la registrazione, il monitoraggio e la verifica dei dati e delle attività di rilevanza nazionale, utili per orientare e supportare le attività di elaborazione degli strumenti operativi, nonché per favorire le attività di coordinamento e direzione degli uffici centrali;
- promuovere la definizione e la sottoscrizione di ulteriori convenzioni e protocolli operativi per l’attivazione di risorse ed opportunità a supporto dei percorsi trattamentali gestiti dagli UEPE, nell’ambito dell’intero territorio nazionale;
- potenziare le interlocuzioni con le competenti Autorità Giudiziarie per definire, congiuntamente, modalità e prassi operative, in un’ottica di razionalità e semplificazione degli interventi;
- favorire un efficace e mirato utilizzo dei fondi dei capitoli di spesa ordinari destinati alle attività trattamentali secondo un approccio metodologico di tipo multidisciplinare, con particolare riguardo all’attivazione di iniziative di coprogettazione e di prossimità degli interventi.
Eventuali elementi di criticità.
Ai fini del perseguimento dell’obiettivo, un elemento di criticità, da considerare già in fase di programmazione, potrebbe essere rappresentato dalle attuali dotazioni organiche e strumentali degli UEPE; le procedure di concorso indette per rafforzare la dotazione di organico degli uffici di esecuzione penale esterna (ai sensi dell’art. 17 del DL 36/2022), richiedono dei tempi tecnici di espletamento. I dirigenti di esecuzione penale esterna vincitori di concorso saranno immessi in servizio al termine del corso di formazione teorico pratica, prevista per il prossimo mese di settembre 2023.
Beneficiari interni ed esterni.
I beneficiari interni delle azioni previste per il raggiungimento dell’obiettivo sono gli utenti e gli operatori degli UEPE: i primi potranno avere accesso alle misure previste dalla normativa in argomento e partecipare, nell’ambito dell’esecuzione di tali misure, a programma di riflessione, di responsabilizzazione e di crescita personale oltre che di impegno concreto, attraverso azioni riparatorie e risarcitorie; i secondi avranno un vantaggio in termini di crescita professionale, motivazione al lavoro e benessere organizzativo.
I beneficiari esterni sono le comunità locali che prenderanno in carico, direttamente e attivamente, le persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria e potranno fruire delle attività che tali persone dovranno rendere spesso gratuitamente a favore della collettività.
Indicatori di raggiungimento. Inserire la denominazione dell’indicatore e la formula di calcolo e Target atteso
Emanazione di direttive o Linee guida recanti indicazioni operative per l’attuazione della riforma in materia di pene sostitutive e di messa alla prova: n. 3 (almeno)
Definizione e sottoscrizione di accordi nazionali per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità: n. 4 (almeno)
Attivazione di sportelli territoriali di delocalizzazione delle attività: n. 20 (almeno)
Attivazione di presìdi di prossimità presso i Tribunali: n. 100 (circa)
Sottoscrizione di convenzioni con esperti ex art. 80 in pedagogia presso tutti gli uffici, in attesa della conclusione delle procedure di assunzione dei funzionari pedagogici: n. 50 (circa)
2.2.6 Ufficio centrale archivi notarili
Analisi del contesto
Contesto esterno
- Principali eventi occorsi nel 2022 in grado di influenzare negativamente o positivamente performance 2022
Il contesto esterno economico dell’anno 2022 è stato caratterizzato, nel corso dell’anno, dall’aumento della spesa relativa al mercato energetico e di molti prodotti e servizi. L’aumento della spesa non ha creato a fine anno un indebitamento collegato a mancanza di fondi disponibili, avendo l’Ufficio Centrale provveduto a tempestive variazioni di bilancio per far fronte alle nuove esigenze (nel bilancio di previsione per l’anno 2023 si sono fatte previsioni che si spera risultino attendibili). L’Amministrazione, con la collaborazione di DGSIA, è stata impegnata con il Notariato nell’esame di progetti di digitalizzazione di documentazione del Notariato che sono collegati al PNRR e che coinvolgono direttamente gli archivi notarili (la trasmissione telematica delle copie mensili dei repertori notarili, prevista dall’art. 65 della Legge notarile; la digitalizzazione dei repertori notarili originali, prevista dall’art. 66-bis Legge notarile, che alla cessazione del notaio vanno conservati in Archivio), progetti che si collegano alla realizzazione del più ampio archivio centrale informatico che, una volta realizzato, avrà positivi effetti per la collettività e per le Autorità pubbliche (fornendo un nuovo patrimonio informativo nazionale). Tali attività proseguiranno nel 2023. Nell’anno 2022 è continuata la collaborazione con i competenti Provveditorati interregionali per le opere pubbliche (che svolgono funzioni di stazione appaltante per la progettazione, l’espletamento delle procedure di gara, la direzione e il collaudo degli interventi sugli immobili) che hanno consentito la prosecuzione di articolate istruttorie inerenti ai lavori di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione di vari immobili dell’Amministrazione. - Evoluzione della disciplina di riferimento
L’Amministrazione dovrà poi valutare quali controlli ispettivi si renderanno necessari o meno ai nuovi compiti affidati ai notai in materia di volontaria giurisdizione (si veda in particolare l’art. 21 del Decreto Legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, rubricato “Attribuzione ai notai della competenza in materia di autorizzazioni relative agli affari di volontaria giurisdizione”) e aggiornare le (ridotte) unità di personale che si occupano di processo civile alle novità introdotte dal decreto legislativo 149/2022. - Principali stakeholder e attori coinvolti nell’implementazione delle attività di competenza
Gli stakeholder coinvolti, come per gli anni precedenti, sono in particolare gli Organi professionali del Notariato e la Cassa Nazionale del notariato, Organi professionali ai quali appartengono utenti degli Archivi notarili, Avvocature dello Stato, fornitori.
Contesto interno
- Variazioni intervenute o attese nel quadro delle risorse umane, materiali e finanziarie.
Nel 2022 non sono intervenute modifiche delle dotazioni organiche del personale; alla fine del 2022 le unità in servizio sono risultate n. 354 (10 unità di personale dirigenziale e n. 344 di personale amministrativo). Al 31 dicembre 2021 erano n. 379 (11 unità di personale dirigenziale e n. 368 unità di personale amministrativo). Lo sblocco dei piani triennali dei piani assunzionali del personale dovrebbe comunque apportare un miglioramento del quadro interno.
Le risorse finanziarie e patrimoniali impiegate nel 2022 non hanno creato alcuna problematica; quelle previste nel bilancio di previsione per l’anno 2023 e quelle patrimoniali, appaiono adeguate alla realizzazione di progetti ambiziosi anche nel 2023; le risorse umane sono inadeguate. - Modifiche o interventi nell’assetto organizzativo intervenute nel 2022 o attese nel 2023.
Non sono intervenute nel 2022 modifiche dell’assetto organizzativo per cui l’Amministrazione risulta ancora composta dall’Ufficio Centrale (in cui operano 4 Servizi), due Ispettorati, 91 archivi notarili distrettuali e 13 archivi notarili sussidiari. Nel 2022, in un tavolo tecnico istituito, con il Notariato, dal Capo di Gabinetto, si è proposto una riorganizzazione delle strutture territoriali mediante l’accorpamento di un numero limitato di archivi notarili distrettuali. - Livello di raggiungimento dei risultati nel 2022 ed eventuali ritardi o criticità.
Nel 2022 gli obiettivi gestionali prefissati appaiono, anche se con difficoltà, raggiunti. Il contesto interno ha visto l’accentuarsi di criticità determinate dal calo delle risorse umane disponibili e dal ritardo accumulato negli anni nella realizzazione dei principali progetti di innovazione tecnologica. Il carico di lavoro, che non appare sostanzialmente diminuito, pesa su risorse umane ridotte non solo per i tagli lineari alle dotazioni organiche ma anche a seguito di blocchi di fatto del turnover. Si registrano difficoltà nel contenimento dei tempi nell’erogazione dei servizi all’utenza, ritardi in adempimenti di vario genere e un notevole appesantimento, per l’aumento di ritardi ed errori, nei numerosi monitoraggi, che vengono ancora condotti in gran parte con modalità informatiche non automatizzate.
Nonostante le criticità, l’impegno del personale e l’uso delle nuove tecnologie (ad esempio la formazione è stata svolta in teleconferenza e appare essere stata apprezzata) hanno consentito di far fronte alle esigenze dell’utenza. Nel 2022, si è provveduto con impegno alla prosecuzione delle istruttorie relative alla gestione del patrimonio immobiliare (in particolare, pratiche per lavori di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione di immobili e per acquisiti di immobili da destinare a sede degli Archivi notarili di Bari, Cassino, Catanzaro, Latina e Siracusa), le cui fasi si sono articolate anche con organi esterni, quali i competenti Provveditorati interregionali per le opere pubbliche e l’Agenzia delle entrate per le valutazioni dei prezzi richiesti dagli offerenti degli immobili da acquistare. L’Amministrazione, per il tramite delle strutture territoriali ha provveduto ad assicurare una ordinata conservazione del materiale documentario
La realizzazione dei piani assunzionali approvati porterà comunque dei benefici. Per l’anno 2023 si dovrà continuare a perseguire una politica di digitalizzazione prioritariamente indirizzata a ridurre il carico di lavoro del personale, oltre ad interventi di semplificazione e standardizzazione, proseguendo in iniziative che sono state positivamente realizzate nell’anno 2022 (scadenziari, check list, diffusione di best practices, gruppi di lavoro specialistici, call center, attività di formazione …). - Ricognizione dei principali rischi connessi alle materie di competenza
I risultati delle principali innovazioni tecnologiche che sono in corso di studio e realizzazione, restano vincolate al supporto che la nostra Amministrazione potrà avere, sul piano tecnico e della formulazione normativa, dalle competenti articolazioni ministeriali, già coinvolte nelle attività.
Obiettivo: Efficientamento e modernizzazione degli archivi notarili distrettuali attraverso lo sviluppo degli strumenti di innovazione tecnologia
Descrizione dell’obiettivo e risultati attesi: L’obiettivo di primo livello consiste nella maggiore diffusione delle politiche di digitalizzazione e nella progettazione e realizzazione di nuove innovazioni tecnologiche. Ci si propone di diffondere: il protocollo informatico (attualmente utilizzato da 6 Uffici) presso gli Archivi notarili distrettuali dirigenziali che non lo hanno ancora in uso (7), gli Ispettorati (2) e alcuni archivi notarili distrettuali non dirigenziali (3); l’utilizzo della piattaforma pagoPA in 50 archivi notarili distrettuali (attualmente hanno aderito, oltre due Servizi dell’Ufficio Centrale, 30 archivi notarili distrettuali, il cui personale deve essere formato; nel 2023 si consoliderà l’esperienza negli uffici che hanno già aderito e si provvederà a diffondere la piattaforma in altri venti Archivi), studiando anche modalità automatizzate di gestione e riconciliazione dei flussi finanziari e gestione contabile delle entrate. Inoltre si intende proseguire a condividere con il Notariato l’esame e la realizzazione del progetto della trasmissione telematica delle copie mensili dei repertori (art. 65 della Legge n. 89 del 16 febbraio 1913 n. 89), anche progettando l’adeguamento dei sistemi informatici interni al dominio degli archivi notarili per interfacciarsi con quelli del Notariato (che dovrebbe, in un primo tempo, realizzare il progetto, secondo le specifiche concordate con il Ministero). L’Ufficio Centrale si impegnerà nella predisposizione di una bozza del provvedimento previsto dall’ultimo comma del cit. art. 65 L.N. oltre a collaborare nell’individuazione delle specifiche tecniche del progetto.
Tempi di realizzazione: Si ritiene che i vari target debbano essere realizzati entro il 2023.
Criticità: in merito alla diffusione di pagoPA, la problematica principale riguarda le procedure di riconciliazione contabili, mancando un unico software negli Archivi che consenta con modalità automatizzate anche la contabilizzazione delle entrate. Per tutti i progetti, una criticità è rappresentata dalla mancanza presso l’Amministrazione sia di personale informatico ad alta specializzazione (ma si sopperisce con la collaborazione di DGSIA) che di quello necessario per la gestione dei sistemi.
Collaborazione con altre articolazioni del Ministero e soggetti esterni coinvolti: già è attiva la collaborazione con D.G.S.I.A. (e per la predisposizione della bozza del provvedimento di cui all’art. 65 L.N.) con l’Ufficio legislativo, oltre con il Consiglio Nazionale del notariato, Notartel S.p.A. e con le società che hanno realizzato il portale del creditore dell’Amministrazione e si occupano del software SIGE, per la contabilizzazione delle entrate.
Beneficiari interni ed esterni: in merito all’estensione di pagoPA il personale degli Archivi beneficerebbe di una semplificazione dei processi di lavoro, con riduzione degli errori nei pagamenti da parte dei notai e dell’utenza; importanti i benefici sia per il personale che per i notai dalla realizzazione del progetto di trasmissione delle copie mensili dei repertori (oltre benefici in termini di maggiori spazi di archiviazione disponibili). Tutti i progetti, compreso quello del protocollo informatico, apportano benefici anche sotto il profilo di una maggiore trasparenza e di prevenzione della corruzione.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Attivazione di numerosi pagamenti da parte dei notai e dell’utenza, mediante la piattaforma di pagoPA, in ulteriori 20 archivi notarili distrettuali: 20 attivazioni
Diffusione del protocollo informatico: in ulteriori 12 uffici
Partecipazione al tavolo tecnico (già operante nel 2022) per la progettazione e realizzazione della trasmissione delle copie mensili dei repertori notarili (predisposizione dell’adeguamento delle anagrafiche interne del personale ed eventuali altre; studio dei collegamenti del sistema di Notartel con il SIGE; predisposizione di una bozza del provvedimento di cui all’ultimo comma dell’art. 65 della L.N.): tre target al 100%
2.2.7 Ispettorato Generale
Analisi del contesto
Contesto esterno
- Superato del tutto lo stato di emergenza sanitaria (e le relative conseguenze sull’attività ispettiva), si è predisposto per l’anno 2022 un più intenso programma delle attività dell’Ufficio. L’obiettivo perseguito è stato quello di un più costante monitoraggio delle attività degli Uffici giudiziari, attuato attraverso la riduzione dell’intervallo temporale tra un’ispezione e l’altra. L’incremento nel numero delle ispezioni eseguite, passate dal totale di n. 184 Uffici ispezionati del 2021 a quello di n. 241 Uffici nel 2022 ha il preciso obiettivo di ridurre stabilmente a tre anni - in aderenza alle previsioni dell’art. 7, L. 12 agosto 1962, n. 1311 - il lasso di tempo intercorrente tra un’ispezione e un’altra. Esso è in linea con le direttive programmatiche impartite dall’On.le Ministro Nordio.
- La disciplina di riferimento non ha subito modifiche.
- Stakeholders e attori coinvolti nelle attività di competenza sono gli Uffici giudiziari, rispetto ai quali l’Ispettorato Generale si pone nella posizione non già di mero «controllore» dell’azione svolta, ma quale organo di concreto supporto per i profili organizzativi e gestionali anche non legati alla regolarità dei servizi. In particolare, l'insieme degli uffici giudiziari è destinatario, oltre che dell’attività di consulenza fornita dal Corpo ispettivo e dalla struttura dell’Ispettorato nel suo complesso, di un sistema di auto-controllo e di monitoraggio autonomo, promanante proprio dall’Ispettorato, il c.d. “Pacchetto ispettori”, alle cui funzioni, anche indipendenti dallo svolgimento della verifica ispettiva, sono abilitati i Capi degli uffici e i Dirigenti amministrativi.
Contesto interno
- Non sono intervenute variazioni materiali e finanziarie. Tuttavia, va sottolineato, per quanto riguarda il quadro delle risorse umane, che tra i componenti togati del Corpo ispettivo è intervenuto un certo turn over, che ha implicato lo svolgimento di periodi di tirocinio. Inoltre, nel contesto ha inciso anche il collocamento in quiescenza di alcune unità del personale amministrativo di qualifica dirigenziale, soltanto in parte recuperato.
- Il progetto di miglioramento dell’attività complessiva dell’Ispettorato Generale, specificamente dedicato alle «Prospettive di rinnovamento dell’attività ispettiva», si è concluso nel mese di gennaio 2023. È stato così implementato un nuovo modello di ispezione degli Uffici di primo grado, attraverso l’approvazione di nuove tipologie di documenti ispettivi e l’avvio della loro sperimentazione, a partire dal Marzo del 2023. Si sono così garantiti i seguenti obiettivi:
- razionalizzazione e semplificazione della relazione ispettiva;
- revisione delle richieste standardizzate e dei documenti ispettivi (schemi di relazione e istruzioni);
- redazione di prontuari esplicativi per gli Uffici ispezionati;
- messa in evidenza di criticità ricorrenti;
- approfondimento dei contenuti conoscitivi;
- razionalizzazione delle basi documentali;
- consolidamento dell’esatta conoscenza delle fonti di disciplina;
- emersione di indicazioni operative uniformi;
- rilevazione di buone prassi organizzative.
Nel corso dell’anno 2023 si intende procedere ad analoga revisione del modello ispettivo degli Uffici di secondo grado.
- Mentre non si segnalano ritardi o criticità nel raggiungimento dei risultati nel corso dell’anno 2022, si pone l’attenzione anche sugli aspetti di risparmio rispetto ai costi che il nuovo modello di attività sperimentale (descritto nella «scheda obiettivo» n. 1) consente di realizzare.
- Non sono stati rilevati rischi particolari connessi alle materie e alle attività di competenza
Obiettivo 1. Consolidamento dell’ispezione da remoto.
L’Ispettorato Generale ha definitivamente consolidato, nel corso del 2022, un modello ispettivo «da remoto», che prevede la creazione di postazioni per i singoli Ispettori dislocate presso gli Uffici giudiziari, mediante il ricorso allo schema organizzativo della prestazione lavorativa denominato «co-working». Da tale postazione, collocata presso gli Uffici giudiziari disponibili, l’Ispettore può visionare, estrarre e comparare tutti i dati di interesse, tramite l’accesso diretto ai sistemi informatici in uso presso le diverse sedi giudiziarie, in modo da consentire una valutazione trasversale dei dati, delle performance e delle buone prassi degli uffici ispezionati. Sicché il nuovo modello di verifica ispettiva, nato «in stato di emergenza» subito dopo il periodo di lockdown e finalizzato all’esecuzione di una verifica essenziale - che evita la permanenza delle delegazioni ispettive nelle sedi oggetto di verifica per diverse settimane, limita al minimo indispensabile le attività di verifica svolte in loco e assicura comunque un livello di approfondimento e di completezza analogo a quello garantito dalla verifica ispettiva svolta esclusivamente presso l’Ufficio da ispezionare - focalizzata su specifici settori maggiormente esposti a criticità e basata prevalentemente sull’acquisizione e valutazione dei dati da remoto, si è via via adattato alle necessità dell’ispezione ordinaria, rimodulandola in chiave di semplificazione virtuosa. Tale modello sperimentale ha offerto risultati largamente apprezzati, sotto molteplici profili: compatibilità con lo stato di emergenza sanitaria, forte contrazione dei profili di costo delle missioni per effetto della riduzione della permanenza in loco, minore gravosità per gli Uffici ispezionati, possibilità di risolvere la gran parte delle criticità emerse in sede di ispezione già durante il periodo di verifica. Se gli aspetti di semplificazione e razionalizzazione sono comunque da riguardare in termini positivi, quanto meno per il minor gravame che essi impongono all’ufficio sottoposto a verifica, potendo così facilitare il conseguimento di quegli obiettivi «di supporto» rispetto alla funzione giustizia che da lungo tempo ispirano l’Ispettorato Generale, costituiscono elemento di rilevante impatto gli aspetti di risparmio sui costi che il nuovo modello consente di realizzare. Appare opportuno evidenziare che, grazie a questa modalità operativa, nel corso dell’anno 2022 la durata media delle ispezioni è stata pari a 11,93 giorni. Nel 2019 la media fu di 21,43 giorni (nel 2018 fu di 22,88 e nel 2017 si arrivava a punte massime di 36 giorni, con media di 24,12 giornate ispettive). I risparmi di spesa fatti registrare sul capitolo di bilancio n. 1081.16, gestito dall’Ispettorato Generale, nel corso dell’anno sono stati pari al 10,61% in conto competenza e al 25,88% in conto cassa, rispetto al 2021. Il risultato di risparmio, sebbene meno evidente rispetto a quello dell’anno precedente è da ritenersi comunque più che lusinghiero, sia in ragione del crescente andamento del tasso di inflazione (di impatto particolarmente significativo sui servizi alberghieri, di ristorazione e del trasporto), sia nei termini della durata media giornaliera degli accessi. Esso ha inoltre risentito dell’incremento del numero degli Uffici ispezionati.
Obiettivo 2. Ottimizzazione, economicità e semplificazione dell’attività ispettiva.
Nel rispetto e in esecuzione degli obiettivi fissati dal Capo dell’Ispettorato, il progetto si propone il costante ammodernamento dell’attività ispettiva, rivolto anche alla sua semplificazione.
In particolare, la revisione della struttura dell’ispezione, in direzione di un suo miglioramento in termini di efficacia ed efficienza, è in parte il riflesso di un dato congiunturale ormai superato (la pandemia, che ha comunque rappresentato un banco di prova per talune innovazioni), ma è anche il frutto di nuove scelte strategiche in termini di programmazione dell’attività dell’Ispettorato Generale.
Nell’intento di costruire e mantenere nel tempo un rapporto collaborativo con l’Ufficio ispezionato, si va riducendo progressivamente, da tempo, l’onere che grava su di esso per effetto dell’attività ispettiva. Tale processo di semplificazione ha ora raggiunto un suo culmine con l’implementazione di un nuovo schema ispettivo per gli Uffici di primo grado, conclusosi nel mese di gennaio 2023 con l’approvazione di nuovi modelli, e con l’avvio della fase sperimentale a decorrere dal turno ispettivo di marzo 2023, a cui seguirà la modellizzazione tecnico-informatica di nuove query, che troveranno attuazione a partire dal mese di maggio 2023.
Nel contesto attuale, dunque, si conferma l’esigenza di ottimizzazione della funzione ispettiva nel senso di rendere la verifica più incisiva, semplificandone l’impostazione ed incrementando le attività di controllo da remoto, attraverso l’analisi dei dati statistici rilevabili dai sistemi ed il riscontro degli stessi con le certificazioni fornite dagli Uffici.
La rimodulazione della verifica ispettiva risponde ai seguenti obiettivi:
- evitare la permanenza delle delegazioni ispettive nelle sedi oggetto di verifica per diverse settimane, sgravando gli Uffici da maggiori oneri;
- favorire e valorizzare le possibilità di controllo da remoto, limitando al minimo indispensabile le attività di verifica svolte in loco;
- assicurare un livello di approfondimento e di completezza analogo a quello garantito dalla verifica ispettiva svolta esclusivamente presso l’Ufficio da ispezionare;
- incrementare il numero degli uffici da ispezionare, al fine di garantire il pieno rispetto del periodo triennale previsto dalla legge n. 1311/1962;
- individuare le criticità gestionali, organizzative e funzionali con la proposizione di soluzioni agli organi di indirizzo dell’Ufficio ispezionato;
- risolvere i quesiti posti dall’Ufficio giudiziario in corso di verifica ispettiva.
- A tal fine, si è già verificato come siano indispensabili:
- lo sviluppo da parte dell’Ispettore di una particolare qualificazione attraverso l’attività formativa ed il costante aggiornamento;
- le attività di studio e di analisi dei tavoli tecnici, intesi a rimodulare costantemente l’attività ispettiva, snellendone le relazioni e rivisitando i formati predisposti per la pubblicazione;
- l’individuazione di best practices destinate a semplificare e velocizzare l’attività ispettiva, che verranno trasmesse al servizio Studi e innovazioni dell’Ispettorato Generale, ai fini della relativa raccolta e catalogazione.
La presente scheda di progetto è stata formata anche per effetto delle osservazioni formulate da uno dei Tavoli tecnici istituiti dal Capo dell’Ispettorato Generale per garantire la mission sopra descritta e, segnatamente, dal Tavolo dedicato alla Valutazione della performance dei Dirigenti Ispettori.
| Indicatori di raggiungimento Inserire la formula degli indicatori proposti e il valore atteso per l’anno (target) |
Target atteso | Consuntivo | |
|---|---|---|---|
| I sem | II sem | ||
| Aggiornamento e formazione - Numero di corsi di formazione /seminari/ convegni a cui si è partecipato come discenti, docenti o relatori. | 1 | ||
| Partecipazione a gruppi di lavoro o a tavoli tecnici - Numero di tavoli tecnici a cui si è preso parte e dato contributi. | 1 | ||
| Proposta di prassi virtuosa da applicare nell’attività ispettiva. | 1 | ||
2.2.8 Unità di missione per l’attuazione degli interventi PNRR
Analisi contesto
L’Unità di Missione è stata istituita nel corso del 2022 in posizione di indipendenza funzionale ed organizzativa, presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministero della Giustizia - ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 – al fine di supportare l’attuazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) a titolarità del Dicastero.
Il contesto esterno in cui opera l’Unità di Missione si presenta piuttosto variegato e, tuttavia, costituito quasi esclusivamente da soggetti pubblici e istituzionali. Oltre alla Recovery & Resilience Task Force della Commissione Europea (SG.RECOVER), che periodicamente visita le istituzioni preposte all’attuazione del PNRR con compiti di indirizzo e audit, gli interlocutori più rilevanti per il ruolo di coordinamento generale sono rappresentati dalla Cabina di Regia del PNRR istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Servizio centrale per il PNRR istituito presso il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del MEF. Nel corso del 2022 entrambi i soggetti hanno sviluppato le proprie attività di coordinamento intensificando progressivamente l’interazione con il Ministero della Giustizia. In particolare, il MEF si è dotato di uno strumento unico di monitoraggio e rendicontazione denominato Regis che l’Unità di Missione alimenta mensilmente attraverso la raccolta sistematica dei dati e delle informazioni richieste, in collaborazione con le articolazioni ministeriali coinvolte. Altro interlocutore esterno rilevante è l’Unità di Missione Next Generation EU, anch’essa istituita presso il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del MEF, che fornisce un supporto metodologico all’impostazione delle attività di monitoraggio. Il nuovo esecutivo insediatosi nell’ottobre 2022 ha, inoltre, attribuito un’ulteriore rilevanza al tema dell’attuazione del PNRR e dell’integrazione dello stesso con gli ulteriori interventi finanziati attraverso risorse europee attraverso la nomina del Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR. Tale nomina ha modificato il contesto e consente di delineare, per il 2023, un’intensificazione delle attività di coordinamento.
Il contesto interno è parimenti contraddistinto da una molteplicità di interlocutori coinvolti nell’attuazione degli interventi di cui il Ministero della Giustizia è titolare. Tra essi: il Gabinetto del Ministro, l’Ufficio Legislativo, le Direzioni Generali dei Dipartimenti in cui il Ministero si articola, i Provveditorati Interregionali per le Opere Pubbliche facenti capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’Agenzia del Demanio, il Comune di Venezia. Nel corso del 2022 l’Unità di Missione ha operato per impostare una periodica e intensa attività di coordinamento. La costituzione dell’Unità ha trovato compimento nel corso del primo semestre 2022 con la nomina del Direttore Generale e dei Dirigenti dei tre uffici che la compongono, raggiungendo la sua regolare operatività a partire dal secondo semestre 2022. In esito al consolidamento dell’assetto organizzativo, l’Unità di Missione ha provveduto, alla definizione e alla successiva adozione del Sistema di Gestione e Controllo (Si.Ge.Co.), che illustra il complessivo impianto organizzativo e procedurale delineato ai fini dell’attuazione degli interventi PNRR di competenza del Ministero della Giustizia. Nell’esercizio delle sue funzioni l’Unità garantisce all’Ufficio di Gabinetto il costante aggiornamento sulle attività svolte e sugli atti emanati, per la necessaria informativa all’organo politico anche finalizzata all’eventuale adozione di provvedimenti integrativi o correttivi funzionali al pieno raggiungimento degli obiettivi PNRR.
OBIETTIVI:
Obiettivo: Coordinamento della gestione, monitoraggio e rendicontazione e controllo degli interventi e delle risorse PNRR e PNC Giustizia.
Concluse nel corso del 2022 le attività di costituzione dell’Unità di Missione, il 2023 sarà dedicato al consolidamento dell’attività di coordinamento della gestione con l’obiettivo di migliorare la capacità di monitoraggio e analisi sullo stato di attuazione degli interventi di competenza del Ministero della Giustizia, al fine di garantire massima speditezza ed efficacia delle fasi di rendicontazione e assessment delle misure PNRR (milestone e target assegnate) e degli interventi finanziati nell’ambito del Piano Nazionale Complementare (PNC).
Per quanto riguarda il PNRR, nel dettaglio, durante il 2023 l’Unità di Missione opererà coordinandosi con l’Ufficio di Gabinetto e le altre articolazioni organizzative interessate al fine di:
- Completare la rendicontazione e e gestire le interlocuzioni con la Commissione Europea rispetto alle osservazioni avanzate nell’ambito dell’assessment delle misure M1C1-34 Avvio delle procedure di assunzione per i tribunali civili e penali (Investimento 1.8); M1C1-35 Riforma completa delle commissioni tributarie di primo e secondo grado (Riforma 1.7); M1C1-36 Entrata in vigore degli atti delegati per la riforma del processo civile e penale e la riforma del quadro in materia di insolvenza (Riforme 1.4, 1.5 e 1.6), scadute al 31/12/2022;
- Monitorare l’avanzamento e predisporre i report di rendicontazione delle misure M1C1-37 Entrata in vigore della riforma del processo civile e penale (Riforme 1.4 e 1.5), M2C3-7 Aggiudicazione di tutti i contratti pubblici per la costruzione di nuovi edifici, la riqualificazione e il rafforzamento dei beni immobili dell'amministrazione della giustizia (Investimento 1.2) e M1C1-38 Milestone Digitalizzazione del sistema giudiziario (Riforma 1.8), in scadenza rispettivamente al 30/06/2023, al 31/12/2023 e al 31/12/2023;
- Supportare il tempestivo coordinamento necessario all’attuazione delle misure M2C3-00-ITA-11 Inizio dei lavori per il 50% dei progetti di riqualificazione degli edifici di giustizia messi in gara (Investimento 1.2) e M1C1-39 Conclusione delle procedure di reclutamento per i tribunali civili e penali (Investimento 1.8), in scadenza rispettivamente al 31/03/2024 e 30/06/2024.
- L’Unità di Missione interverrà inoltre al fine di migliorare la visibilità degli interventi PNRR Giustizia, proponendo una revisione della sezione dedicata sul sito web del Ministero. Tale revisione, rendendo disponibile un set di informazioni aggiornate ed organizzate in modo efficace sullo stato di attuazione delle misure del PNRR, sarà progettata in modo tale da diffondere informazioni coerenti, efficaci e proporzionate rispetto alle esigenze conoscitive dei diversi utenti target, tra cui i media e il vasto pubblico.
- Più in generale, anche nel 2023 saranno inoltre assicurate le attività necessarie a:
- Comunicare tempestivamente all’Ufficio di Gabinetto ogni eventuale criticità derivante dall’attuazione del Piano, garantendo il costante aggiornamento sulle attività svolte e sugli atti emanati, per la necessaria informativa all’Organo politico e per l’eventuale adozione di provvedimenti integrativi o correttivi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi PNRR;
- Provvedere al coordinamento, al tempestivo monitoraggio, alla rendicontazione e al controllo delle attività di gestione degli interventi previsti nel PNRR di cui è titolare il Ministero della giustizia;
- Assicurare il raccordo tra le strutture ministeriali preposte all’attuazione delle linee di intervento del PNRR e degli interventi previsti dal Piano complementare, il Servizio centrale per il PNRR del Ministero dell’Economia e delle Finanze e gli altri interlocutori istituzionali.
L’attività dell’Unità di Missione segue le fasi del ciclo di vita delle riforme e degli investimenti del PNRR Giustizia ed è condizionata da numerose variabili relative alla molteplicità degli attori coinvolti.
Tempi di realizzazione: 2023
Articolazioni interne coinvolte: Dipartimenti Ministero della giustizia e loro articolazioni operative (in particolare Ufficio di Gabinetto, Ufficio Legislativo, DG personale e formazione, DG risorse materiali e tecnologiche, DG analisi statistica e organizzativa, DG sistemi informativi automatizzati), Uffici giudiziari.
Principali soggetti esterni coinvolti: Recovery & Resilience Task Force della Commissione Europea (SG.RECOVER), Gabinetto del Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Cabina di Regia del PNRR istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Servizio centrale per il PNRR e Unità di Missione Next Generation EU istituiti presso il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del MEF, Corte dei Conti.
Indicatori di raggiungimento e Target atteso
Avanzamento dei cronoprogrammi di spesa (ammontare delle risorse spese / ammontare totale delle risorse PNRR): 30%
Periodicità degli incontri di monitoraggio con le Direzioni Generali attuatrici e i Soggetti Attuatori: mensile
Aggiornamenti al monitoraggio mensile complessivamente predisposti a valle degli incontri mensili con l’Ufficio Legislativo (1), con ciascuna delle DG attuatrici (4) e con i Soggetti Attuatori dell’investimento in edilizia giudiziaria (9): 160
Documenti di rendicontazione aggiornati su milestone e target 2022 (3) e predisposti su milestone e target 2023 (3): 6
2.3 Rischi corruttivi e trasparenza
La presente Sezione del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) si colloca in una fase storica complessa connotato dagli impegni assunti dall’Italia con il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per superare il periodo di crisi derivante dalla pandemia, oggi reso ancor più problematico dagli eventi bellici in corso nell’Europa dell’Est.
L’ingente flusso di denaro a disposizione, da una parte, e le deroghe alla legislazione ordinaria introdotte per esigenze di celerità della realizzazione di molti interventi, dall’altra, richiedono il rafforzamento dell’integrità pubblica e la programmazione di efficaci presidi di prevenzione della corruzione per evitare che i risultati attesi con l’attuazione del PNRR siano vanificati da eventi corruttivi, con ciò senza incidere sullo sforzo volto alla semplificazione e alla velocizzazione delle procedure amministrative.
Gli impegni assunti con il PNRR coinvolgono direttamente le pubbliche amministrazioni, incidono in modo significativo sull’innovazione e l’organizzazione e riguardano, in modo peculiare, il settore dei contratti pubblici
Novità nel sistema dell’anticorruzione e della trasparenza sono state previste dal decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, recante “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l'efficienza della giustizia”[12].
Con l’introduzione del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), che deve essere adottato annualmente dalle amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2, del d.lgs. n.165/2001, la pianificazione della prevenzione della corruzione e della trasparenza è parte integrante - insieme ad altri strumenti di pianificazione - di un documento di programmazione unitario[13].
In base a quanto disposto dai commi 5 e 6 dell’art. 6 del citato d.l. n. 80/2021, sono stati emanati il dPR del 24 giugno 2022 n. 81 “Regolamento recante individuazione degli adempimenti relativi ai Piani assorbiti dal Piano integrato di attività e organizzazione” e il DM del 30 giugno 2022 n. 132, “Regolamento recante definizione del contenuto del Piano integrato di attività e organizzazione” che hanno definito la disciplina del PIAO.
Successivamente in conformità a quanto previsto dalla legge 6 novembre 2012, n. 190 «Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione», l’Autorità ha adottato il PNA 2022 che costituisce atto di indirizzo per le pubbliche amministrazioni e per gli altri soggetti tenuti all’applicazione della normativa con durata triennale
La presente Sezione del PIAO si pone l’obiettivo di dare continuità alle iniziative da tempo intraprese dall’Amministrazione della Giustizia in tema di prevenzione e contrasto ai fenomeni corruttivi e, più in generale, ai fenomeni c.d. di “maladministration”, enucleando le regole rivolte all’amministrazione della giustizia per arginare i fenomeni corruttivi sul piano della prevenzione e per dare la risposta più efficace alle aspettative di affermazione della cultura della legalità, dell’onestà, della valorizzazione del merito, della conoscenza e del rispetto delle regole.
Il presente documento, quindi - in linea con le indicazioni del Piano nazionale anticorruzione (PNA) 2022 e dei relativi allegati, nonché con il quadro normativo al momento vigente in materia di politiche di prevenzione della corruzione e della trasparenza - rappresenta uno strumento volto a prevenire fenomeni corruttivi e, più in generale, comportamenti non etici, attraverso lo sviluppo, l’aggiornamento e l’implementazione di specifiche ed adeguate misure organizzative che si presentino idonee ad impedire il verificarsi del rischio corruttivo.
Nella sua dimensione di “strumento programmatorio”, intende prevenire i fenomeni corruttivi attraverso la preventiva individuazione delle aree di attività che presentano maggiori criticità e la conseguente predisposizione delle misure adeguate a impedire l’inveramento del rischio corruttivo stesso.
La presente Sezione del PIAO riflette le caratteristiche della struttura amministrativa del Dicastero della giustizia ed alla sua elaborazione ha partecipato l’intera struttura amministrativa: l’Organo di indirizzo politico-amministrativo in primis e, di seguito, tutti i dirigenti delle articolazioni ministeriali, detentori delle conoscenze dei processi decisionali e dei relativi rischi, unitamente a tutti i dipendenti del Ministero, tenuti a perseguire gli obiettivi di integrità, di prevenzione della corruzione e della trasparenza.
Per esigenze redazionali, la sezione di programmazione Rischi corruttivi e trasparenza, predisposta dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) è suddivisa in due parti.
- Una parte generale volta a supportare le articolazioni ministeriali nella pianificazione delle misure di prevenzione della corruzione e della trasparenza in un’ottica di partecipazione e responsabilizzazione degli Uffici.
- Una parte speciale che, benché inserita come allegato, costituisce parte integrante della Sezione rischi corruttivi e trasparenza (sezione di programmazione 2.3 del presente Piano integrato di attività ed organizzazione), elaborata dalle singole articolazioni ministeriali, coordinate dai rispettivi referenti, contenente:
- valutazione di impatto del contesto esterno per evidenziare se le caratteristiche strutturali e congiunturali dell’ambiente, culturale, sociale ed economico nel quale l’amministrazione si trova ad operare possano favorire il verificarsi di fenomeni corruttivi;
- valutazione di impatto del contesto interno per evidenziare se la mission dell’amministrazione e/o la sua struttura organizzativa possono influenzare l’esposizione al rischio corruttivo della stessa. Nel presentare la struttura organizzativa si raccomanda di considerare elementi quali: la distribuzione dei ruoli e delle responsabilità attribuite; la qualità e quantità del personale; le risorse finanziarie di cui si dispone; le rilevazioni di fatti corruttivi interni che si sono verificati; gli esiti di procedimenti disciplinari conclusi;
- mappatura dei processi sensibili al fine di identificare le criticità che, in ragione della natura e delle peculiarità dell’attività stessa, espongono l’amministrazione a rischi corruttivi con focus sui processi per il raggiungimento degli obiettivi di performance volti a incrementare il valore pubblico. Si raccomanda di mappare e presidiare con specifiche misure i processi rilevanti per l’attuazione degli obiettivi del PNRR e dei fondi strutturali, dei processi direttamente collegati a obiettivi di performance e dei processi che coinvolgono la spendita di risorse pubbliche;
- monitoraggio degli interventi del PNRR e della gestione dei fondi europei;
- attuazione degli obblighi di trasparenza e correlato monitoraggio;
- gestione dei flussi informativi;
- identificazione e valutazione dei rischi corruttivi potenziali e concreti (quindi analizzati e ponderati con esiti positivo);
- progettazione di misure organizzative per il trattamento del rischio (corredata di tabella, rappresentante la programmazione) che il Dipartimento intende attuare, con specifico riferimento agli impegni assunti con il PNRR, abbinate ai rischi individuati in sede di mappatura dei processi e alle attività del processo cui si riferiscono. Individuati i rischi corruttivi le amministrazioni programmano le misure sia generali, previste dalla legge 190/2012, che specifiche per contenere i rischi corruttivi individuati. Le misure specifiche sono progettate in modo adeguato rispetto allo specifico rischio, calibrate sulla base del miglior rapporto costi benefici e sostenibili dal punto di vista economico e organizzativo. Devono essere privilegiate le misure volte a raggiungere più finalità, prime fra tutte quelli di semplificazione, efficacia, efficienza ed economicità. Particolare favore va rivolto alla predisposizione di misure di digitalizzazione;
- monitoraggio sull’attuazione e sull’idoneità delle misure di prevenzione e verifica della loro idoneità;
- monitoraggio sulla trasparenza indicando quali sono le principali inadempienze riscontrate nonché i principali fattori che rallentano l’adempimento.
Le analisi ed i risultati indicati sono stati collazionati nella parte Seconda secondo il seguente ordine:
- Uffici di diretta collaborazione;
- Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (DOG);
- Dipartimento per la giustizia Minorile e di comunità (DGMC);
- Dipartimento per gli affari di giustizia (DAG);
- Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP);
- Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione (DDSC);
- Ufficio centrale degli archivi notarili (UCAN);
- Unità di missione per l’attuazione del PNRR (UDM).
LA PIANIFICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
Gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza
Gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, previsti come contenuto obbligatorio della sezione anticorruzione e trasparenza del PIAO, sono stati programmati dall’organo di indirizzo, in modo da essere funzionali alle strategie di creazione del valore pubblico.
Nel promuovere la cultura della lotta integrata ai fenomeni corruttivi, il Sig. Ministro conferma la centralità delle misure di prevenzione, indipendenti dall’esercizio dell’azione penale e/o dell’azione di responsabilità amministrativa.
Per favorire la creazione di valore pubblico, si prevedono i seguenti obiettivi strategici, che riguardano anche la trasparenza:
- rafforzamento dell’analisi dei rischi e delle misure di prevenzione con riguardo alla gestione dei fondi europei e del PNRR;
- revisione e miglioramento della regolamentazione interna (a partire dal codice di comportamento e dalla gestione dei conflitti di interessi);
- promozione delle pari opportunità per l'accesso agli incarichi di vertice (trasparenza ed imparzialità dei processi di valutazione);
- incremento dei livelli di trasparenza e accessibilità delle informazioni da parte degli stakeholder, sia interni che esterni;
- miglioramento continuo dell’informatizzazione dei flussi per alimentare la pubblicazione dei dati nella sezione “Amministrazione trasparente”;
- miglioramento dell’organizzazione dei flussi informativi e della comunicazione al proprio interno e verso l’esterno;
- digitalizzazione dei processi dell'amministrazione;
- implementazione delle forme di partecipazione condivisa alla elaborazione della strategia di prevenzione della corruzione;
- incremento della formazione in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza del personale di tutte le articolazioni ministeriali sia a livello centrale che decentrato;
- rafforzamento della sinergia fra performance e misure di prevenzione della corruzione e per la trasparenza in una integrata (performance, trasparenza, anticorruzione);
- consolidamento di un sistema di definizione di indicatori specifici come il grado di attuazione delle misure di prevenzione della corruzione programmate, i rilievi circa la qualità dell’attuazione delle stesse misure e l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione, al fine di integrare obiettivi e indicatori nel sistema di misurazione e valutazione della performance;
- promozione di strumenti di condivisione di esperienze e buone pratiche tra tutte le articolazioni ministeriali anche relativamente a quelle adottate dalle altre amministrazioni;
La piena attuazione della trasparenza comporta anche che le articolazioni che compongono il Dicastero prestino la massima cura nella trattazione delle istanze di accesso civico “semplice” e generalizzato. Tutte le informazioni necessarie per consentire l’esercizio di entrambi gli accessi sono pubblicate nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito web istituzionale.
L’obiettivo primario perseguito dal Dicastero non è solo quello di colpire le irregolarità ma di organizzare tutte le linee di intervento in modo che il sistema di spesa che l’Ue garantisce attraverso i fondi Next Generation UE proceda celermente, in modo trasparente e con effetti che vadano ben oltre l’orizzonte del 2026.
Del resto, la sfida di questo momento è quella di coniugare la ripresa economica, favorita dalle ingenti risorse dei fondi comunitari, con il rispetto delle cosiddette “tre E” - l’impiego efficiente, efficace ed economico delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza - orientato alla prevenzione, individuazione e contrasto delle irregolarità, quali frodi, casi di corruzione e conflitti di interessi.
La corruzione attentamente presidiata è un efficace antidoto alla cattiva amministrazione e alle condotte illegali.
Orbene, nell’azione di contrasto di ogni comportamento che possa rendere opaco l’agire amministrativo, la strategia del Dicastero si concentra sui processi in cui sono gestite risorse finanziarie, in primo luogo del PNRR e dei fondi strutturali. Ad ogni modo, rimane comunque necessario che siano presidiati, da misure idonee di prevenzione, anche tutti quei processi che - pur non direttamente collegati a obiettivi di performance o alla gestione delle risorse del PNRR e dei fondi strutturali - per le caratteristiche proprie del contesto interno o esterno delle diverse articolazioni del Dicastero, presentino l’esposizione a rischi corruttivi significativi. Diversamente, si rischierebbe di erodere proprio il valore pubblico a cui le politiche di prevenzione e lo stesso PNRR sono rivolti.
L'azione del Responsabile PCT, come per l’anno 2023, proseguirà in un’ottica proattiva e di collaborazione con le articolazioni ministeriali, al fine di fornire a tutti gli attori del sistema giustizia gli idonei strumenti operativi in materia di prevenzione della corruzione, e per il perseguimento dell’efficienza e dell’efficacia dell’attività amministrativa.
In un’ottica collaborativa e dialogante i principi che connotato il vasto ambito della materia della prevenzione della corruzione e della trasparenza continueranno ad essere diffusi anche attraverso l’elaborazione di rassegne giurisprudenziali ragionate contenenti gli approdi più significativi del Giudice delle leggi e del Supremo Consesso della giustizia amministrativa, che sono pubblicate sul sito istituzionale e diffuse alle articolazioni ministeriali centrali e periferiche.
In particolare, l’azione del Responsabile PCT per l’anno 2023 continuerà ad essere improntata alla c.d. vigilanza collaborativa, ponendosi a fianco dell’Amministrazione per affrontare in maniera condivisa le questioni interpretative e applicative delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza, rivolgendo pareri all’Autorità nazionale anticorruzione e alle altre istituzioni a ciò deputate, al fine di fornire indicazioni e buone pratiche alle articolazioni ministeriali.
Infine, come prescritto nella delibera dell’Autorità nazionale anticorruzione n. 177 del 19 febbraio 2020, recante linee guida in materia di codici di comportamento delle pubbliche amministrazioni, sarà portato a compimento il procedimento di adozione del nuovo codice di comportamento del personale del Ministero della giustizia che si concluderà con il decreto del Sig. Ministro, successivamente al parere obbligatorio che dovrà essere reso dall’OIV, come prescritto dall’art. 54, comma 5 del d.lgs. n. 165 del 2001.
In linea con la legge n. 190/2012, il Ministero della giustizia affida la strategia del contrasto alla corruzione anche agli strumenti di pianificazione, che con la presente Sezione rischi corruttivi e trasparenza sono stati implementati al fine di assicurare l'efficienza e la trasparenza del suo agire e di scongiurare l’illecita dispersione di risorse e denaro pubblico.
Per promuovere la cultura dell’etica pubblica e combattere la corruzione il Ministero ha adottato misure organizzative e procedurali volte a garantire l’integrità del settore pubblico ed a migliorarne il funzionamento attraverso l’adozione di strumenti idonei a rafforzare l’imparzialità dei funzionari pubblici e a prevenire le condotte generatrici di danno per l’erario.
L’assetto precauzionale e preventivo si fonda, peraltro, su un adeguato livello di trasparenza.
La legalità e lo sviluppo della cultura dell’integrità è poi completato dalla disciplina riferibile al conflitto di interesse e ai casi di incompatibilità, nonché dalle regole sulla rotazione del personale e sulla tutela del soggetto denunciante (c.d. whistleblower).
L’attività di analisi e gestione del rischio effettuata da ciascuna articolazione ministeriale si propone, in particolare, di individuare le diverse tipologie di eventi corruttivi e, più in generale, di “maladministration”, nonché di stimare l’esposizione al rischio dell’organizzazione attraverso motivate valutazioni, da effettuarsi - sulla base di specifici criteri predeterminati - a cura dei diversi soggetti coinvolti.
In particolare, la gestione del rischio corruttivo costituisce un processo di miglioramento continuo e graduale, è parte integrante del processo decisionale e deve tenere conto dello specifico contesto interno ed esterno dell’Amministrazione nonché di quanto in precedenza già realizzato ed attuato.
In linea con quanto previsto dall’art. 1, comma 8, della legge n. 190/2012, la presente Sezione del PIAO contiene, quindi, le azioni strategiche e programmatiche in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza, che costituiscono anche contenuto necessario dei documenti di programmazione strategico - gestionale del Ministero.
Nello specifico, la legge n. 190/2012 e il PNA 2022 richiedono coerenza tra le misure anticorruzione e il perseguimento dell’efficienza e dell’efficacia dell’attività amministrativa, attraverso l’inserimento nel Piano della performance di azioni di prevenzione e mitigazione del rischio individuate dall’analisi dei processi operativi. Nell’ottica di un processo di miglioramento continuo e graduale che si presenti, al tempo stesso, trasparente ed inclusivo, l’approccio prescelto, in aderenza all’attuale quadro normativo, si basa sull’essenziale coordinamento, sempre più stretto, fra il ciclo di bilancio (programmazione economico-finanziaria) e il ciclo della performance (programmazione strategico-operativa e controllo di gestione).
IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA
Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) del Ministero della giustizia è il Vice Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia dr.ssa Margherita Cardona Albini, nominata con D.M. del 30 settembre 2022, ammesso alla registrazione presso la Corte dei Conti in data 19 ottobre 2022.
Per espresso disposto normativo, l’Organo di indirizzo individua, di norma tra i dirigenti generali di ruolo in servizio, il RPCT, disponendo le eventuali modifiche organizzative necessarie per assicurare funzioni e poteri idonei per lo svolgimento dell'incarico con piena autonomia ed effettività[14].
Con l’articolo 1 del D.P.C.M. 19 giugno 2019, n. 99 (Regolamento concernente l'organizzazione del Ministero della giustizia, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 giugno 2015, n. 84) è stato inserito, nell’articolo 3 del D.C.P.M. n. 84/2015, il comma 3 bis, dedicato alla figura del RPCT.
La nuova disposizione normativa prevede che l'incarico di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190, sia conferito dal Ministro ad un dirigente generale dell'amministrazione della giustizia individuato tra i titolari di uno degli uffici dirigenziali generali istituiti presso i Dipartimenti del Ministero di cui all'articolo 2, con esclusione di quelli preposti alla gestione delle risorse finanziarie, all'acquisizione di beni, servizi e forniture.
Nel richiamato Regolamento di riorganizzazione è stato altresì previsto, in conformità con quanto da tempo chiarito dal Dipartimento della funzione pubblica e dall’Autorità nazionale anticorruzione, che per l'esercizio delle funzioni e per lo svolgimento dei compiti il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza si avvale del personale assegnato alle articolazioni del Ministero interessate, dotato di adeguata professionalità nelle materie della corruzione, della trasparenza e dei contratti pubblici.
In occasione dell’adozione del decreto attuativo dovrà essere costituita la struttura di supporto al RPCT.
La novella ha ritenuto opportuno superare la precedente impostazione restrittiva che collocava le funzioni del Responsabile PCT all’interno del Dipartimento per gli affari di giustizia, per consentire l’ampliamento della platea delle figure dirigenziali generali tra le quali l’organo di vertice può operare l’individuazione prevista dall’art. 1 comma 7 della legge n. 190/12.
In maggiore coerenza con l’articolo 1 comma 7 citato, l’intervento normativo consente al Sig. Ministro di scegliere il Responsabile PCT tra tutti i direttori generali in servizio presso gli uffici centrali di gestione amministrativa in cui si articola il Ministero e indicati nell’art. 2 del vigente regolamento, anche per rendere più effettivo il principio della rotazione e alternanza tra i diversi dirigenti, nonché per assicurare una minima stabilità nell’esercizio delle funzioni.
Per eliminare in radice potenziali situazioni di conflitti di interesse, la disposizione richiamata esclude che il Responsabile PCT possa essere individuato tra i dirigenti assegnati a uffici che svolgono attività nei settori più esposti al rischio corruttivo, perché preposti alla gestione delle risorse finanziarie, all’acquisizione di beni, servizi e forniture, così come i dirigenti di prima fascia provenienti da uffici di diretta collaborazione con l’organo di indirizzo in ragione del vincolo fiduciario, e della correlata sottoposizione alla disciplina dello spoil system.
Al fine di assicurare la continuità dell’azione amministrativa nella materia della prevenzione della corruzione, per il caso di assenza del RPCT[15] appare opportuno inserire nella presente Sezione le seguenti disposizioni:
- nell’evenienza di una temporanea ed improvvisa assenza del RPCT (il cui incarico è aggiuntivo a quello di dirigente generale già titolare di altro incarico), la funzione di reggente del RPCT verrà assegnata, in modo automatico, al Direttore Generale dei Magistrati presso il DOG ovvero – in caso di coincidenza di quest’ultimo con il RPCT oppure di sua assenza – in via gradata al Direttore Generale degli affari internazionali presso il DAG ovvero al Direttore Generale dei detenuti e del trattamento presso il DAP;
- nell’evenienza di cessazione, per qualsiasi ragione, dell’incarico del nominato RCPT, e conseguente determinazione di una condizione di vacatio, spetterà al Ministro della giustizia, quale organo di indirizzo, la nomina di un nuovo RPCT ai sensi dell’art. 1, comma 7, l. 6 novembre 2012, n. 190.
Tanto precisato, si osserva che, essendo l’attività del Responsabile PCT deputata a realizzare un’efficace strategia di prevenzione del rischio di corruzione, la stessa è collegata e coordinata con quella di tutti i soggetti che partecipano a vario titolo all’organizzazione amministrativa.
Qualora il RPCT riscontri o riceva segnalazioni di irregolarità e/o illeciti deve, innanzitutto, svolgere una delibazione sul fumus di quanto rappresentato e verificare se nella Sezione rischi corruttivi e trasparenza vi siano o meno misure volte a prevenire il tipo di fenomeno segnalato.
La legge n. 190/2012 e il d.lgs. n. 33/2013 attribuiscono alla figura del Responsabile la titolarità di diversi compiti e poteri, che sono riepilogati nel PNA 2022 -Allegato 3 il quale delinea un modello a rete in cui il RPCT esercita poteri di programmazione, impulso e coordinamento e la cui funzionalità dipende dal coinvolgimento e dalla responsabilizzazione di tutti coloro che, a vario titolo, partecipano dell’adozione e dell’attuazione delle misure di prevenzione.
I dirigenti, in particolare, sono chiamati a vigilare sul rispetto delle prescrizioni della presente Sezione e degli obblighi sanciti dai regolamenti di disciplina, dal codice nazionale di comportamento dei pubblici dipendenti e dal codice di comportamento dei dipendenti del Ministero. In caso di loro violazione, gli stessi sono tenuti ad attivare i poteri disciplinari e di segnalazione all’Autorità giudiziaria o contabile competente. Tutti i dirigenti svolgono attività informativa nei confronti del Responsabile, di iniziativa o su sua richiesta.
I dipendenti, poi, sono tenuti alla conoscenza ed osservanza della Sezione rischi corruttivi e trasparenza del PIAO, del codice di comportamento dei dipendenti pubblici di cui al D.P.R. n. 62/2013 e di quello adottato dal Ministero. I dipendenti sono, altresì, tenuti ad assicurare la propria collaborazione al Responsabile ed a segnalare - impregiudicato l’obbligo di denuncia all’Autorità giudiziaria - eventuali situazioni di illecito nell’Amministrazione di cui siano venuti a conoscenza ovvero, laddove svolgano attività ad alto rischio di corruzione, a riferire tempestivamente al proprio dirigente in merito ad ogni eventuale anomalia riscontrata e sul rispetto dei tempi procedimentali.[16]
Anche i collaboratori esterni a qualsiasi titolo del Ministero sono tenuti al rispetto di quanto prescritto nella presente Sezione e nel codice di comportamento nonché a segnalare le eventuali situazioni di illecito di cui vengano a conoscenza.
Circa i rapporti con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, il vigente quadro normativo di riferimento al quale si rimanda è contenuto negli artt. 43 del d.lgs. n. 33/2013; 15 co. 2 e 3 del d.lgs. n. 39/2013; 15, co. 3, d.P.R. n. 62/2013; 45, co. 2, d.lgs. n. 33/2013, nonché nei precipui Regolamenti elaborati dall’autorità.
La struttura di supporto
Nelle more della costituzione di un apposito ufficio ovvero di una struttura organizzativa di supporto[17] il Responsabile PCT, al momento, è coadiuvato da un’unica figura professionale dedicata, Luana Tolomeo PhD, funzionario giudiziario, che svolge attività di supporto giuridico e tecnico - amministrativo nel disimpegno dei numerosi ed eterogenei compiti connessi all’esercizio della funzione.
Il Responsabile PCT si avvale, inoltre, della collaborazione della dr.ssa Elisabetta Parenzi, assistente giudiziario, assegnata alla segreteria del Vice Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia.
In particolare, la dr.ssa Parenzi cura la gestione della posta e del protocollo informatico del Responsabile PCT, le correlate attività di protocollazione degli atti in entrata ed in uscita, la tempestiva trasmissione degli atti in arrivo al funzionario che coadiuva il Responsabile, al fine della previa valutazione e trattazione, e si occupa della classificazione dei documenti.
A tali unità di personale che supportano il RPCT si affianca la rete dei referenti di ciascuna articolazione ministeriale, designati avendo particolare riguardo alla complessa struttura organizzativa che caratterizza il Ministero della giustizia.
I Referenti per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza affiancano e supportano il Responsabile nell’assolvimento degli obblighi previsti dalla legge n. 190/2012, nell’attività di monitoraggio e controllo sull’attività svolta dai dirigenti assegnati agli uffici di riferimento, anche riguardo agli obblighi di rotazione del personale e, infine, nell’adempimento degli obblighi di pubblicazione e nell’attuazione della disciplina dell’accesso introdotta dal d.lgs. 25 maggio 2016 n. 97.
Nel PNA 2022 è stato ribadito il fondamentale ruolo che i referenti possono rivestire nelle amministrazioni complesse per un efficace adempimento dei compiti da parte del RPCT, potendo essi svolgere una costante attività informativa affinché il Responsabile abbia elementi e riscontri per la formazione, il monitoraggio e l’attuazione delle misure.
La loro nomina è affidata al vertice della singola articolazione ministeriale: al Capo di Gabinetto per gli Uffici di diretta collaborazione, al Capo del dipartimento di ciascun Dipartimento, al Direttore dell’Ufficio centrale degli archivi notarili ed al Direttore generale dell’Unità di Missione per l’attuazione del PNRR.
I referenti, nell’espletamento dei compiti loro richiesti dal Responsabile PCT, si avvalgono del proprio gruppo di lavoro, all’uopo costituito, con provvedimento del vertice dell’articolazione ministeriale.
Ciascun gruppo di lavoro (istituito presso il Gabinetto del Ministro, presso ciascun Dipartimento, presso l’Ufficio centrale degli Archivi notarili e presso l’ Unità di Missione per l’attuazione del PNRR) è presieduto da un coordinatore ed è formato da componenti, dotati di adeguate competenze professionali e di specifica formazione accademica, individuati in numero proporzionale alla conformazione organizzativa di ciascuna articolazione ministeriale, in modo da poter dare ausilio ai referenti per la realizzare degli obiettivi a valenza prescrittiva programmati dal Responsabile PCT.
I Referenti per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza presso l’Amministrazione centrale sono:
| Struttura | Struttura organizzativa | Referente per la prevenzione della corruzione | Referente per la trasparenza | Incarico |
|---|---|---|---|---|
| Dipartimento per gli affari di giustizia | Ufficio del Capo Dipartimento | Isabella Confortini | Magistrato addetto | |
| Patrizio Cannata | Funzionario informatico | |||
| Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi |
Referenti Dipartimentali | |||
| Referente Dipartimentale | Pierandrea Valchera | Magistrato addetto | ||
| Gloria Mastrogiacomo | Dirigente | |||
| Referenti delle direzioni generali | ||||
| Direzione generale del personale e della formazione | Gloria Mastrogiacomo | Dirigente | ||
| Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie | Paola Di Domenico (coordinatrice) | Dirigente | ||
| Concettina Cilio | Funzionario giudiziario | |||
| Giovanna Grimaldi | Funzionario contabile | |||
| Direzione generale per la gestione e la manutenzione degli uffici giudiziari di Napoli | Angelo Gravela | Direttore amministrativo | ||
| Direzione generale dei magistrati | Cinzia Berettieri | Direttore amministrativo | ||
| Direzione generale del bilancio | Giuseppe Merlo | Dirigente | ||
| Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria | Referenti Dipartimentali | |||
| Ufficio III Attività ispettiva e di controllo dell’Ufficio del Capo del Dipartimento | Angela Daniela Greco | Angela Daniela Greco | Dirigente penitenziario | |
| Referenti delle Direzioni generali | ||||
| Ufficio del Capo del dipartimento | Neris Cimini | Dirigente penitenziario | ||
| Direzione generale dei detenuti e del trattamento | Simona Mellozzi | Dirigente penitenziario | ||
| Direzione generale del personale e delle risorse | Antonella Ignarra | Dirigente penitenziario | ||
| Simona Sebastiani | Funzionario contabile | |||
| Direzione generale della formazione | Roberto Pandolfi | Dirigente penitenziario | ||
| Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità | Renata Porcaro | Renata Porcaro | Dirigente di polizia penitenziaria | |
| Ufficio centrale degli archivi notarili | Marcello Cosio | Marcello Cosio | Dirigente | |
| Gabinetto del Ministro | Ufficio di Gabinetto | Anna Maria Buongiorno | Direttore amministrativo | |
| Ufficio bilancio | Massimiliano Micheletti | Dirigente | ||
| Unità di missione per l’attuazione del PNRR | Ufficio I Coordinamento della gestione |
Nunzia Carillo | Dirigente | |
| Ufficio III Rendicontazione e controllo |
Carla Addari | Dirigente | ||
| Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione |
Referenti Dipartimentali | |||
| Direzione generale di statistica e analisi organizzativa | Mariaisabella Gandini | Mariaisabella Gandini | Dirigente | |
| Referenti delle Direzioni generali | ||||
| Direzione generale di statistica e analisi organizzativa | Paola Russillo | Paola Russillo | Dirigente | |
| Direzione generale di statistica e analisi organizzativa | Mariaisabella Gandini | Mariaisabella Gandini | Dirigente | |
| Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione | Pierdomenico Pastina | Pierdomenico Pastina | Dirigente | |
La rete conoscitiva e informativa del RPCT
La rete conoscitiva ed informativa del RPCT, al fine di garantire che il ruolo di impulso e di coordinamento del RPCT sia efficace, si articola secondo un sistema piramidale che vede all’apice il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e la struttura di supporto.
In posizione immediatamente prossima e successiva vi sono i referenti di ciascuna articolazione ministeriale, i quali, a loro volta, si avvalgono dei gruppi di lavoro che ciascuna articolazione ha costituito e ne coordinano l’attività.
In questo contesto, il gruppo di lavoro ministeriale rappresenta un momento di sintesi e confronto dei lavori svolti dai singoli gruppi di lavoro, in materia di prevenzione della corruzione e di adempimento degli obblighi di trasparenza.
Tale Gruppo di lavoro ministeriale è composto da dieci componenti, individuati ciascuno da ogni Capo del Dipartimento, dal Direttore dell’Ufficio centrale degli archivi notarili, dal Direttore generale dell’Unità di missione per l’attuazione del PNRR, dal Presidente dell’OIV, dal Referente per la performance e da un coordinatore individuato dal RPCT.
Nel seguente grafico è riportata la sintesi dell’illustrato modello di rete conoscitiva ed informativa del RPCT:

I titolari degli uffici di diretta collaborazione e degli incarichi amministrativi di vertice
I titolari degli uffici di diretta collaborazione e i titolari degli incarichi amministrativi di vertice assicurano un pieno coinvolgimento e la partecipazione nel processo di elaborazione della Sezione rischi corruttivi e trasparenza.
Si tratta, in tutta evidenza, di soggetti che svolgono compiti fondamentali di supporto all’attività del Sig. Ministro al momento dell’elaborazione degli atti di indirizzo, e che pertanto assicurano un proficuo contributo per garantire l’integrazione tra gli atti di programmazione strategica, di programmazione finanziaria e di costruzione del complesso sistema di prevenzione della corruzione.
Tali figure collaborano, in termini di contributo conoscitivo e di diretta partecipazione alla elaborazione della strategia di identificazione, analisi e ponderazione del rischio corruttivo per gli atti compiuti a supporto dell’opera del Sig. Ministro.
I responsabili degli uffici
Nell’ottica di rafforzare i poteri di interlocuzione e di controllo del RPCT nei confronti di tutta la struttura ministeriale, fondamentale ruolo riveste il rapporto tra il RPCT e i dirigenti dell’amministrazione.
Per espresso disposto normativo, sono previste forme di collaborazione in sede di mappatura dei processi, in fase di stesura del Piano[18], e con riferimento alla verifica circa l’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività maggiormente esposte a rischi corruttivi[19].
Tra i compiti dei dirigenti di uffici dirigenziali generali rientra, inoltre, quello di concorrere alla definizione di misure idonee a prevenire e a contrastare i fenomeni di corruzione, fornendo anche informazioni necessarie per l’individuazione delle attività nelle quali è più elevato il rischio corruttivo e provvedendo al loro monitoraggio[20].
Si rammenta che è precisa raccomandazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che le misure siano individuate e programmate anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi da parte di ciascun dirigente dell’ufficio nonché della connessa responsabilità dirigenziale.
Identificazione del rischio
Anche nel corso del 2022 l’identificazione del rischio ha rivestito un ruolo centrale per la costruzione di una efficace strategia di prevenzione della corruzione, avendo l’obiettivo di individuare quegli eventi rischiosi che potrebbero verificarsi in relazione ai processi mappati, incidendo sull’attività dell’amministrazione e sulla sua capacità di perseguire gli obiettivi di interesse pubblico predefiniti.
In particolare, l’Amministrazione ha assicurato, come raccomandato dal RPCT, che le misure di prevenzione della corruzione adottate, da ciascuna articolazione ministeriale, abbiano debitamente tenuto conto anche degli impegni assunti dal Dicastero con il PNRR, nell’ottica di realizzare una efficace «sorveglianza» a presidio dei flussi di denaro provenienti dall’Europa.
L’individuazione delle misure idonee a prevenire gli specifici rischi rientra nei compiti di ogni dirigente che, in quanto competente per il proprio ufficio, è a conoscenza dei processi e delle rispettive attività. Specificatamente, è precipuo compito di ciascun dirigente il controllo ed il monitoraggio, in modo da far emergere le vulnerabilità dei processi più critici per la corruzione, per potere poi, conseguentemente, “mitigare” tali vulnerabilità come misure di riduzione del rischio adeguate.
Prioritario è l’impegno profuso dall’Amministrazione nel prevenire e reprimere qualsiasi tentativo di corruzione, attraverso un efficace monitoraggio e una tempestiva prevenzione dei rischi calibrati anche sul PNRR, quale programma di performance e del relativo finanziamento.
Con particolare riferimento alle stazioni appaltanti del Dicastero, la raccomandazione è quella di utilizzare le competenze dell’Autorità nazionale anticorruzione in tema di contratti, per consulenze e per l’elaborazione più corretta delle procedure di gara e degli affidamenti.
Il lavoro di analisi del rischio di corruzione è stato svolto alla luce delle indicazioni fornite dal PNA 2022; indicazioni in base al quale sono state, altresì, individuate e calibrate le apposite misure di prevenzione della corruzione tenendo conto delle caratteristiche specifiche dell’organizzazione del Dicastero.
La fase di individuazione delle misure è stata impostata avendo cura di contemperare la sostenibilità anche della fase di controllo e di monitoraggio delle stesse, onde evitare la pianificazione di misure astratte e non realizzabili.
L’identificazione della concreta misura di trattamento del rischio risponde, quindi, ai seguenti principi di: neutralizzazione dei fattori abilitanti del rischio corruttivo; sostenibilità economica e organizzativa delle misure; adattamento alle caratteristiche specifiche dell’organizzazione.
Analisi del rischio
A seguito del nuovo riassetto organizzativo, ciascuna articolazione ha provveduto all’individuazione ed all’analisi dei processi organizzativi, al fine di identificare aree che risultino potenzialmente esposte a rischi corruttivi, in ragione della natura e delle peculiarità dell’attività stessa.
A tal proposito sono state considerate e riportare tutte le fasi della mappatura dei processi (identificazione, descrizione e rappresentazione), fornendo per ciascuna di esse le seguenti indicazioni:
Mappatura dei processi
(individuazione e analisi di tutti i processi organizzativi)
- Identificazione dell’elenco completo dei processi svolti dall’articolazione per ciascuna area di rischio (secondo il modello predisposto da ANAC)
- Descrizione del processo e rappresentazione degli elementi descrittivi del processo
- Valutazione del livello di esposizione al rischio
- Aggiornamento del registro dei rischi
- Programmazione delle misure di prevenzione individuate
- Monitoraggio per verificare la sostenibilità di tutte le misure indicate nel PTCPT
Ciascuna articolazione ha impostato la mappatura dei processi è stata impostata sulla base dei principi di completezza, flessibilità, e gestibilità.
Il principio della completezza ha determinato la scelta di mappare tutte le attività poste in essere dagli Uffici del Ministero, come risultanti dall’attuale assetto organizzativo.
Il fine perseguito attraverso l’attività di identificazione dei processi è stato quello di definire la lista dei processi che sono poi stati oggetto di analisi e approfondimento nella successiva fase.
Tali risultati sono stati “aggregati” nelle cosiddette “Aree di rischio”, secondo le precipue raccomandazioni dell’Autorità. L’inquadramento dei processi in tali ambiti costituisce attività funzionale alla individuazione di quelli già in astratto rischiosi e, pertanto, da verificarsi con particolare attenzione in sede di analisi, ponderazione e trattamento del rischio corruttivo.
L’analisi del rischio è stata effettuata nel rispetto del principio di gestibilità aggregando più procedimenti in un unico processo, anche con l’obiettivo di rendere le schede più fruibili da parte degli utenti.
La mappatura dei processi costituisce una modalità efficace per l’individuazione e la rappresentazione delle attività svolte all’interno dell’amministrazione.
Al fine di realizzare un’efficace indagine, le articolazioni ministeriali hanno mappato tutti i processi interni, secondo le indicazioni specificamente fornite dal RPCT e come rinvenibile nelle precipue mappature enucleate nei contributi di ciascuna articolazione contenuti nella parte seconda della presente Sezione rischi corruttivi e trasparenza del PIAO.
Le matrici di mappatura, in ottemperanza alle prescrizioni dell’Autorità, sono costituite da due sezioni: la prima contenente informazioni di carattere generale (indicazione della denominazione e dell’acronimo dell’ufficio, del nominativo dirigente responsabile e di una breve descrizione dei processi assegnati alla competenza dell’ufficio) e la seconda relativa allo svolgimento del processo di gestione del rischio.
Seguendo le indicazioni metodologiche fornite dall’Autorità, l’attività di individuazione dei comportamenti a rischio è stata guidata da un principio di massima analiticità, nella consapevolezza che un comportamento a rischio di corruzione non individuato in fase di mappatura non potrà essere valutato nella successiva fase di trattamento del rischio e, dunque, sfuggirà tout court dal programma di prevenzione. Come primo passaggio, gli uffici hanno descritto il potenziale comportamento che individua un fenomeno di corruzione e/o riportato le azioni finalizzate a ottenere vantaggi illeciti attraverso corruzione o abusi di ruolo/funzione, indicandone anche le finalità.
Successivamente, hanno individuato i fattori abilitanti che agevolano lo stesso verificarsi di comportamenti o fatti di corruzione.
Nel procedere alla misurazione del rischio alla luce delle analisi svolte dagli uffici, il valore del rischio di un evento di corruzione è stato calcolato come il prodotto della probabilità dell’evento per l’intensità del relativo impatto.
In ordine alla fase relativa al trattamento del rischio, si è provveduto ad individuare i correttivi e le modalità più idonee a prevenire i rischi, sulla base delle priorità emerse in sede di valutazione degli eventi rischiosi.
La fase di individuazione delle misure è stata impostata contemperando la sostenibilità anche della fase di controllo e di monitoraggio delle stesse, onde evitare la pianificazione di misure astratte e non realizzabili. Rientra, infatti, nell’ambito di valutazione dell’ufficio stimare se è sufficiente l’applicazione di una o più misure generali per neutralizzare il rischio o se, invece, è necessario progettare anche una o più misure specifiche o se, ancora, per le caratteristiche del rischio occorre prevedere solo una misura specifica.
Nell’ipotesi in cui non sia specificato diversamente, si presume la natura generale della misura e l’applicazione generalizzata e trasversale a tutti gli uffici.
Per la programmazione effettuata in riferimento al complesso dell’amministrazione delle misure di carattere generale, si rinvia alla Parte seconda della presente Sezione rischi corruttivi e trasparenza.
In particolare, il RPCT ha svolto una attenta verifica in merito alla loro idoneità a neutralizzare i fattori abilitanti degli eventi a rischio descritti all’interno delle schede. Il riesame delle mappature di tutti gli uffici del Dicastero ha determinato la concreta possibilità di operare valutazioni ponderate in punto di rilevazione degli eventi a rischio, individuazione delle misure preventive, loro attuazione e monitoraggio.
Gli esiti dello svolgimento del processo di gestione del rischio sono esplicitati per ciascuna articolazione ministeriale nei contributi contenuti nella parte seconda della presente Sezione rischi corruttivi e trasparenza.
Premessa
Nella Parte seconda della Sezione Rischi corruttivi e trasparenza è contenuta la descrizione delle misure di carattere generale adottate all’interno dell’Amministrazione della giustizia per il trattamento del rischio.
Per ogni misura è stato descritto lo stato di attuazione, così come risultante in sede di monitoraggio finale.
Le misure di carattere generale, in virtù della loro natura di strumenti ad applicazione generalizzata e di governo di sistema, incidono trasversalmente sull’apparato complessivo della prevenzione della corruzione.
Per tale motivo, ed in considerazione dei profili strettamente connessi alla programmazione strategica ed operativa, la loro progettazione è stata previamente condivisa con l’Organo di indirizzo.
Per l’attuazione delle medesime, ciascuna articolazione ministeriale è stata chiamata a svolgere un ruolo attivo nell’implementazione delle stesse.
Gli uffici direttamente coinvolti hanno, quindi, prodotto un report descrittivo dello stato di realizzazione delle misure di rispettiva competenza ed hanno avanzato delle proposte relative alla programmazione 2023-2025, evidenziandone le relative fasi, tempi, indicatori e valori target.
La specifica mission istituzionale del Ministero della giustizia, inoltre, ha comportato la necessità di focalizzare una particolare attenzione all’interno dell’amministrazione su alcune delle misure di carattere generale di seguito illustrate (come, ad esempio, quella relativa alla disciplina del conflitto di interesse ed ai connessi obblighi di comunicazione e di astensione; quella avente ad oggetto l’insussistenza delle cause di inconferibilità ed incompatibilità dell’incarico; la formazione sui temi dell'etica e della legalità; le azioni di sensibilizzazione e di rapporto con la società civile; la realizzazione del modello gestionale informatizzato per la trattazione delle segnalazioni di whistleblowing). Ciò in considerazione delle ricadute, in termini anche d’immagine, che potrebbero aversi nell’ipotesi in cui si verificasse un qualsiasi evento corruttivo.
Il codice di comportamento dei dipendenti
In ottemperanza a quanto raccomandato dall’Autorità con le nuove Linee guida in materia di Codici di comportamento delle amministrazioni pubbliche, delibera n. 177 del 19 febbraio 2020 - conformemente alle prescrizioni di cui all’art. 54 comma 5 del d.lgs. n. 165/2001 il Ministero della giustizia sta concludendo la fase di adozione dell’Aggiornamento del precedente codice che era stato adottato, con D.M. 23 febbraio 2018 (pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della giustizia n. 7 del 15.04.2018 ed al link https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_17_1_3.page).
In particolare, la bozza di schema del nuovo codice di comportamento del Ministero della giustizia è stata disponibile in consultazione pubblica dal 7 febbraio al 14 marzo 2022, per consentire l’invio di proposte finalizzate a migliorare forme e contenuto.
Sulla bozza di Codice che il Responsabile PCT, coadiuvato da tutti gli Uffici dell’Amministrazione, ha provveduto ad elaborare è stato altresì conferito il parere obbligatorio dell’OIV.
Le attività propedeutiche all’aggiornamento del codice dei dipendenti del Ministero della giustizia, al fine di assicurare un maggiore coordinamento tra i doveri dei dipendenti e le misure di prevenzione della corruzione, sono state avviate a cura dello stesso RPCT, d’intesa con l’organo di indirizzo.
Per la redazione del codice, di pregevole ausilio, è stata la partecipazione dell’intera struttura ministeriale, che ha consentito a tutti gli Uffici di apportare i propri contributi conoscitivi in ragione delle proprie competenze tecniche e professionali.
Considerata la stretta connessione tra i due strumenti di prevenzione della corruzione, il Dicastero, nella opportuna sede dei monitoraggi, ha effettuato una preliminare riflessione in ordine alle ricadute delle misure di prevenzione della corruzione in termini di doveri di comportamento, rilevatesi utili in sede di aggiornamento del Codice e della presente Sezione per il successivo triennio 2024-2026.
In particolare, in linea con le raccomandazioni dell’ANAC, per ciascuna delle misure proposte è stato valutato se l’attuale articolazione dei doveri di comportamento (tra doveri del codice nazionale e doveri del codice dell’amministrazione) fosse sufficiente a garantire il successo delle misure ovvero se non fosse necessario individuare ulteriori doveri, da assegnare a determinati uffici (o categorie di uffici) o a determinati dipendenti (o categoria di dipendenti).
Tale lavoro, inoltre, consentirà a ciascuna articolazione ministeriale di disporre di una “mappatura” dei doveri di comportamento connessi alla piena attuazione, da parte dei dipendenti, delle misure oggettive e organizzative della presente Sezione, in connessione con il Codice.
Le misure di carattere generale tese a disciplinare il Codice di comportamento dei dipendenti sono riportate nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Fasi e tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto Responsabile |
|---|---|---|---|---|
| ATTUATA | Fase 1: nel secondo semestre 2021 - elaborazione ella proposta di aggiornamento del nuovo codice di comportamento | elaborazione della proposta di aggiornamento del nuovo codice di comportamento | invio della proposta di aggiornamento del nuovo codice di comportamento a tutte le articolazioni ministeriali | RPCT |
| ATTUATA | Fase 2: nel primo semestre 2022 – Recepimento delle indicazioni dei competenti uffici del Dicastero |
modifica della proposta di aggiornamento del nuovo codice di comportamento secondo i contributi delle articolazioni ministeriali | condivisione della bozza aggiornamento del nuovo codice di comportamento con le articolazioni ministeriali | RPCT |
| ATTUATA | Fase 3: nel primo semestre 2022 -svolgimento delle attività propedeutiche per la messa in consultazione del documento (predisposizione modulistica, redazione testo avviso internet/intranet) | pubblicazione dell’aggiornamento del Codice sul sito istituzionale ai fini della consultazione pubblica dal 7 febbraio 2022 al 14 marzo 2022 | acquisizione dei contributi degli stakeholders e delle organizzazioni sindacali | Dirigenti generali del personale delle articolazioni ministeriali (rapporti con le organizzazioni sindacali) RPCT (attività propedeutiche per la messa in consultazione) |
| ATTUATA | Fase 4: nel primo semestre 2022 -recepimento delle indicazioni pervenute a seguito della consultazione pubblica | Analisi e valutazione dei contributi ricevuti | Elaborazione dello schema definitivo di codice e del decreto di adozione | RPCT |
| ATTUATA | Fase 5 secondo semestre 2022 Inoltro al Componente Unico OIV per il parere obbligatorio della bozza di schema del codice e della bozza del decreto di recepimento |
svolgimento delle attività propedeutiche per l’adozione definitiva con DM | invio da parte del RPCT della versione definitiva dell’aggiornamento al Componente unico OIV | RPCT |
| IN ATTUAZIONE | Fase 5: secondo semestre 2022 Predisposizione del DM |
invio della versione definitiva dell’aggiornamento del Codice e del DM al Ministro | pubblicazione sul sito istituzionale e intranet del documento | Ministro (adozione del DM) RPCT (pubblicazione) |
| DA ATTUARE | Fase 6: entro secondo semestre 2023 - svolgimento delle attività di divulgazione del codice di comportamento aggiornato (anche con iniziative formative) | numero di dipendenti informati sul numero di dipendenti in servizio | divulgazione del Codice al 100% del personale interessato | Dirigenti generali del personale delle articolazioni ministeriali |
Le misure di disciplina del conflitto d’interesse: obblighi di comunicazione e di astensione
Ferme le disposizioni del codice di comportamento in materia di conflitto di interessi, le articolazioni ministeriali hanno ottemperato alle specifiche procedure di rilevazione e analisi delle situazioni di conflitto di interessi, potenziale o reale, secondo la previsione di apposite misure in relazione alle peculiari funzioni e attività svolte come individuate nel cronoprogramma che segue. I risultati sono dettagliatamente enucleati nella parte seconda della presente Sezione.
Si evidenzia, che le valutazioni sulle eventuali situazioni di conflitto di interesse dei dirigenti sono effettuate dai dirigenti generali posti a capo delle rispettive articolazioni ovvero, nel caso degli Uffici di diretta collaborazione, dai rispettivi Capi dell’ufficio; quelle dei dirigenti generali sono effettuate dai rispettivi Capi del Dipartimento.
I dirigenti generali e i Capi Dipartimento decidono sulle richieste di autorizzazione allo svolgimento di incarichi extraistituzionali presentate, rispettivamente, dai dirigenti o dai dirigenti generali.
Le misure di carattere generale tese a disciplinare il conflitto d’interesse (suddivise tra obblighi di comunicazione ed obblighi di astensione) sono riportate nello schema che segue:
| Fasi di attuazione | Tempi di attuazione | Soggetto Responsabile | Indicatori di attuazione |
|---|---|---|---|
| Verifica delle dichiarazioni rese dal personale attualmente in servizio e dai collaboratori/consulenti in merito a situazioni di conflitto d'interesse | Verifica nel corso dell’anno | Dirigenti di tutti gli uffici (per i dipendenti) Dirigenti generali (per i dirigenti) Capi Dipartimento (per i dirigenti generali) |
Verifica della totalità delle dichiarazioni rese nell’anno |
| Monitoraggio dell’attività svolta | Monitoraggio annuale | Dirigenti della competente direzione del personale | Scheda riepilogativa da inoltrare al RPCT |
| Verifica delle dichiarazioni rese dal personale al momento della nomina a RUP | Al momento della nomina | Dirigenti delle competenti direzioni che gestiscono contratti pubblici | Verifica della totalità delle dichiarazioni rese nell’anno |
| Monitoraggio dell’attività svolta | Monitoraggio annuale | Dirigenti delle competenti direzioni che gestiscono contratti pubblici | Scheda riepilogativa da inoltrare al RPCT |
| Verifica delle dichiarazioni rese dal personale neoassunto in merito alle situazioni di conflitto d’interesse | Al momento dell’assunzione | Dirigenti di tutti gli uffici (per i dipendenti) Dirigenti generali (per i dirigenti) Capi Dipartimento (per i dirigenti generali) |
Verifica della totalità delle dichiarazioni rese nell’anno |
| Monitoraggio dell’attività svolta | Monitoraggio annuale | Dirigenti della competente direzione del personale | Scheda riepilogativa da inoltrare al RPCT |
| Attività finalizzata ad elaborare una procedura specifica per la corretta gestione delle dichiarazioni coerente con il nuovo codice di comportamento a seguito della sua adozione | Entro un anno dall’adozione del nuovo codice | Dirigenti della competente direzione del personale, Capi Dipartimento (di intesa con RPCT) | Elaborazione della procedura uniforme e revisione/implementazione dei modelli attualmente in uso |
Il conflitto di interessi nella materia dei contratti e di altri atti negoziali
Al quadro normativo sopra ricordato in termini generali va aggiunto quanto previsto dall’art. 42 del d.lgs. n. 50/2016, recante il Codice dei contratti pubblici, che ribadisce l’obbligo di comunicazione all’amministrazione/stazione appaltante e di astensione per il personale che si trova in situazione di conflitto di interessi. Il legislatore ha inteso dettare una disciplina che assicuri l’indipendenza e l’imparzialità nell’intera procedura relativa ai contratti pubblici, indipendentemente dalla modalità di selezione del contraente. Considerato che l’area degli appalti pubblici rientra tra quelle maggiormente esposte al rischio corruttivo, l’ANAC ha emanato, con deliberazione n. 494 del 5 giugno 2019, apposite linee guida per l’individuazione e la gestione dei conflitti di interessi nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici, in modo da garantire ulteriormente, da un lato, la standardizzazione dei comportamenti e la diffusione delle buone pratiche e, dall’altro, da favorire la riduzione degli eccessivi oneri per le amministrazioni, così dando attuazione ai principi di economicità, efficacia, efficienza, trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa.
Le autorizzazioni allo svolgimento di incarichi d’ufficio - attività ed incarichi extra-istituzionali
L’art. 53 del d.lgs. n. 165 del 2001 regola in maniera analitica lo svolgimento di incarichi esterni, retribuiti e no, da parte dei dipendenti pubblici, imponendo una serie di doveri ed obblighi nei confronti degli stessi e delle amministrazioni pubbliche conferenti.
La disciplina dettata dal legislatore è finalizzata alla dissuasione del fenomeno dell’assunzione di incarichi extraistituzionali retribuiti, ponendosi essi come potenziale ostacolo allo svolgimento dell’attività istituzionale e violativi del dovere di esclusività del rapporto del pubblico dipendente con l'amministrazione (art. 98 Cost., secondo cui i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione). A seguito dell’assunzione di più incarichi il pubblico dipendente potrebbe, infatti, trovarsi in situazioni di conflitto di interessi o di assoluta incompatibilità con l'attività principale svolta presso l'amministrazione di appartenenza.
Il regime normativo impone a tutti i soggetti conferenti il rispetto di una procedura finalizzata a valutare l'eventuale incompatibilità, di diritto o di fatto, dell'incarico rispetto all'esercizio dello svolgimento dell'attività istituzionale e primaria del dipendente. La regolamentazione degli incarichi extraistituzionali ha riguardo a tutte quelle attività, anche occasionali, che comunque prevedono un compenso, salvi i previsti casi di esclusione stabiliti dal comma 6, lettere da a) a f-bis), per la peculiare natura dell'attività extraistituzionale o per mancanza di interesse economico in assenza di pattuizione di compensi.
L’autorizzazione non è necessaria nei casi nei quali il dipendente abbia previamente concordato con il datore di lavoro una limitazione della propria disponibilità lavorativa.
L’assenza dell’obbligatoria e preventiva autorizzazione dell'incarico comporta una serie di conseguenze nei confronti di tutti i soggetti interessati nella vicenda.
Se l'incarico retribuito è conferito da una pubblica amministrazione diversa da quella di appartenenza dell'interessato, il provvedimento di conferimento, ai sensi dell'art. 53, comma 9, costituisce infrazione disciplinare per il responsabile del procedimento ed è nullo di diritto, mentre l'importo previsto come corrispettivo dell'incarico viene trasferito all'amministrazione di appartenenza del dipendente ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.
Se l’incarico è conferito da enti pubblici economici o soggetti privati, l’art. 9 del d. lgs. n. 165 del 2001 stabilisce, mediante il rinvio all'art. 6, comma 1, del d.l. n. 79 del 1997, una sanzione pecuniaria pari al doppio degli emolumenti corrisposti sotto qualsiasi forma a dipendenti pubblici, oltre alle sanzioni per le eventuali violazioni tributarie o contributive; all'accertamento delle sanzioni provvede il Ministero dell’economia e delle finanze, alle cui entrate sono acquisite le somme riscosse.
Il dipendente ha un duplice ordine di obblighi: in primo luogo, come ricordato, l’obbligo di esclusività del rapporto con il datore di lavoro pubblico, derogabile esclusivamente mediante l'autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza, la quale deve verificare tutti i possibili profili di conflitto di interesse e di incompatibilità prima del rilascio dell'autorizzazione; in secondo luogo, nel caso di sua inosservanza, l’obbligo di riversare il compenso percepito, alternativamente o da parte dell'ente conferente o da parte del soggetto privato “indebito percettore”, nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente con la destinazione vincolata all'incremento del fondo di produttività.
Ai sensi dell’art. 53 co. 7 bis il pubblico dipendente che ometta di riversare il compenso indebitamente percepito incorre in responsabilità erariale.
Il vigente codice di comportamento del Ministero della giustizia (adottato con dm 23 febbraio 2018) disciplina all’articolo 6 lo svolgimento degli incarichi extraistituzionali retribuiti da parte dei dipendenti del Ministero (anche con rapporto di lavoro a tempo determinato), prevedendo che esso sia oggetto di preventiva autorizzazione da parte del competente Direttore generale o di un suo delegato, ovvero del Capo Dipartimento se la richiesta di autorizzazione provenga da un Direttore generale.
Nell’ambito dell’istruttoria relativa al rilascio dell’autorizzazione, al di là della formazione di una black list di attività precluse, si raccomanda di valutare la possibilità di svolgere incarichi anche in ragione dei criteri di crescita professionale, culturale e scientifica nonché di valorizzazione di un’opportunità personale che potrebbe avere ricadute positive sullo svolgimento delle funzioni istituzionali ordinarie da parte del dipendente.
Le misure di carattere generale tese a disciplinare l’autorizzazione allo svolgimento di incarichi d’ufficio - attività ed incarichi extra-istituzionali sono riportate nello schema che segue:
| Fasi di attuazione | Tempi di attuazione | Soggetto Responsabile | Indicatori di attuazione |
|---|---|---|---|
| Rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento di incarichi d’ufficio e extra-istituzionali | Monitoraggio annuale entro la fine del mese di novembre 2023 | Dirigenti della competente direzione del personale | Scheda riepilogativa sul numero di autorizzazioni rilasciate e sulle richieste più frequenti, da inoltrare al RPCT |
| Verifica delle segnalazioni aventi ad oggetto lo svolgimento di incarichi extra-istituzionali non autorizzati | Monitoraggio annuale entro la fine del mese di novembre 2023 | Dirigenti della competente direzione del personale | Scheda riepilogativa sul numero di segnalazioni pervenute e sugli esiti dell’attività svolta, da inoltrare al RPCT |
Divieti post-employment (pantouflage)
La parola di origine francese “pantouflage” viene utilizzata nel linguaggio corrente per indicare il passaggio di dipendenti pubblici al settore privato. Tale fenomeno, seppure fisiologico, potrebbe, in alcuni casi non adeguatamente disciplinati dal legislatore, rivelarsi rischioso per l’imparzialità delle pubbliche amministrazioni. Pertanto, prima a livello internazionale, e successivamente a livello nazionale, è stata dedicata particolare attenzione alla materia. Il più significativo intervento internazionale in tema di pantouflage è contenuto nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) con la quale è stata raccomandata l’adozione di un’apposita disciplina in materia con la previsione di specifiche restrizioni e limiti.
Il legislatore nazionale ha poi introdotto il comma 16-ter dell’art. 53 del d.lgs. n. 165/200144 che si applica ai casi di passaggio dal settore pubblico al privato a seguito della cessazione del servizio. La norma dispone nello specifico il divieto per i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, di svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività dell’amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. In caso di violazione del divieto sono previste specifiche conseguenze sanzionatorie che hanno effetti sul contratto di lavoro e sull’attività dei soggetti privati. I contratti di lavoro conclusi e gli incarichi conferiti in violazione del divieto sono, infatti, nulli e i soggetti privati che hanno concluso contratti o conferito incarichi in violazione del divieto non possono contrattare con la pubblica amministrazione per i successivi tre anni e hanno l’obbligo di restituire i compensi eventualmente percepiti e accertati, riferiti a detti contratti o incarichi.
Giova considerare che tale norma, come ribadito anche dal Consiglio di Stato, disciplina una fattispecie qualificabile in termini di “incompatibilità successiva” alla cessazione dal servizio del dipendente pubblico. Si tratta di un’ipotesi che si configura quale integrazione dei casi di inconferibilità e incompatibilità contemplate dal d.lgs. n. 39 del 2013 come si evince dalle disposizioni stesse in materia di pantouflage contenute all’art. 21 del citato decreto. La ratio del divieto di pantouflage è volta a garantire l’imparzialità delle decisioni pubbliche e in particolare a scoraggiare comportamenti impropri e non imparziali, fonti di possibili fenomeni corruttivi, da parte del dipendente che, nell’esercizio di poteri autoritativi e negoziali, “potrebbe precostituirsi situazioni lavorative vantaggiose presso il soggetto privato con cui è entrato in contatto in relazione al rapporto di lavoro”.
In tal senso, il divieto è volto anche a “ridurre il rischio che soggetti privati possano esercitare pressioni o condizionamenti sullo svolgimento dei compiti istituzionali, prospettando al dipendente di un’amministrazione l’opportunità di assunzione o incarichi una volta cessato dal servizio”.
L’istituto mira, pertanto, “ad evitare che determinate posizioni lavorative, subordinate o autonome, possano essere anche solo astrattamente fonti di possibili fenomeni corruttivi […], limitando per un tempo ragionevole, secondo la scelta insindacabile del legislatore, l'autonomia negoziale del lavoratore dopo la cessazione del rapporto di lavoro”.
Presupposto perché vi sia pantouflage è l’esercizio di poteri autoritativi o negoziali da parte del dipendente pubblico, inteso nei sensi sopra delineati.
Rientrano nei “poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni”, sia provvedimenti afferenti specificamente alla conclusione di contratti per l’acquisizione di beni e servizi per la PA, sia provvedimenti adottati unilateralmente dalla pubblica amministrazione, quale manifestazione del potere autoritativo, che incidono, modificandole, sulle situazioni giuridiche soggettive dei destinatari.
Con riferimento ai soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione, si rinvia ad apposite Linee Guida - in fase di elaborazione - la determinazione dei criteri per l’individuazione, ai fini del divieto di pantouflage, dei soggetti nei cui confronti siano stati adottati degli atti e comportamenti implicanti l’esercizio di poteri autoritativi o negoziali.
Sono esclusi gli enti in house della pubblica amministrazione di provenienza dell’ex dipendente pubblico.
Il divieto di pantouflage si applica anche alle società con sede all’estero, purché le stesse siano state destinatarie di poteri autoritativi e negoziali efficaci secondo le regole di diritto vigenti nel nostro ordinamento.
Spetta al RPCT segnalare tempestivamente all’ANAC e all’amministrazione di appartenenza dell’ex dipendente l’eventuale violazione dell’art. 53, comma 16 ter, citato e porre particolare attenzione all’attuazione delle misure di prevenzione.
In relazione alle misure di prevenzione del fenomeno descritto, conformemente alla raccomandazione ANAC, si ritiene di adottare le seguenti prescrizioni per garantire l’attuazione della disposizione sul pantouflage di cui all’art. 53 comma 16-ter del d.lgs. n. 165/2001:
- inserimento di apposite clausole negli atti di assunzione del personale che prevedono specificamente il divieto di pantouflage;
- previsione nei bandi di gara, o negli atti prodromici agli affidamenti di contratti pubblici dell’obbligo per l’operatore economico concorrente di dichiarare di non avere stipulato contratti di lavoro o comunque attribuito incarichi a ex dipendenti pubblici in violazione del predetto divieto, in conformità a quanto previsto nei bandi-tipo adottati dall’Autorità ai sensi dell’art. 71 del d.lgs. n. 50/2016;
- previsione dell’obbligo, per tutti i dirigenti degli uffici del personale delle articolazioni ministeriali, di far sottoscrivere al momento della cessazione dal servizio o dall’incarico, con cui il dipendente si impegna al rispetto del divieto di pantouflage, allo scopo di evitare eventuali contestazioni in ordine alla conoscibilità della norma.
La misura di carattere generale tesa a disciplinare l’attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro è riportata nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Fasi e tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Acquisizione delle dichiarazioni di pantouflage rese dal personale cessato dal servizio nel corso dell’anno | Numero di dichiarazioni acquisite su numero di dipendenti cessati dal servizio che devono rendere la dichiarazione | 100% | Direttori generali del personale delle articolazioni ministeriali |
Le inconferibilità e le incompatibilità di incarichi dirigenziali
La disciplina in tema di inconferibilità di incarichi dirigenziali e di incompatibilità specifiche per posizioni dirigenziali è contenuta nel decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.
In ottemperanza alle prescrizioni dell’Autorità, la sussistenza di eventuali situazioni di incompatibilità nei confronti dei titolari di incarichi previsti nei Capi V e VI del d.lgs. n. 39/2013 per le situazioni contemplate nei medesimi Capi è verificata:
- all’atto del conferimento dell’incarico;
- annualmente ovvero, su richiesta, nel corso del rapporto.
Nel caso in cui la situazione di incompatibilità emerga al momento del conferimento dell’incarico, la stessa deve essere rimossa prima del conferimento. Se, invece, la citata situazione emerge nel corso del rapporto, il RPCT contesta la circostanza all’interessato, ai sensi degli artt. 15 e 19 del d.lgs. n. 39/2013.
Ai sensi dell’art. 15, il procedimento di contestazione dell’esistenza o dell’insorgenza della situazione di inconferibilità e incompatibilità dell’incarico è di competenza propria del Responsabile PCT.
L’ANAC non ha al riguardo alcun potere di ordine né di annullamento dell’atto di archiviazione predisposto dal RPCT, esulando tali poteri dal perimetro dell’attività di vigilanza svolta dall’ANAC ai sensi dell’art. 16, comma 1.
Il RPCT segnala i casi di possibile violazione delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 39/2013 all’ANAC, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato nonché alla Corte dei conti, per l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative. L’ANAC, infatti, ai sensi dell’art. 16, può intervenire sia nel corso del procedimento di conferimento che al termine dello stesso.
Il RPCT vigila inoltre, affinché le situazioni siano rimosse.
Le conseguenze giuridiche derivanti dalla violazione della disciplina sulle inconferibilità sono disciplinate, invece, negli artt. 17 e 19, oltre a quella consistente nella pubblicazione obbligatoria dell’atto di accertamento della nullità dell’incarico sul sito dell’amministrazione che ha conferito l’incarico.
Per quanto riguarda l’inconferibilità, l’art. 17 del citato decreto prevede che gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle norme sulle inconferibilità e i relativi contratti siano nulli. A seguito della dichiarazione di nullità, una sanzione inibitoria colpisce l’organo che ha conferito l’incarico, prevedendo l’art. 18 a carico di coloro che si sono resi responsabili della violazione del divieto l’impossibilità di conferire gli incarichi di propria competenza per i tre mesi successivi alla dichiarazione di nullità dell’atto.
Con riferimento, invece, all’incompatibilità, l’art. 19 prevede la decadenza dall’incarico e la risoluzione del relativo contratto di lavoro subordinato o autonomo decorso il termine perentorio di 15 giorni dalla contestazione da parte del RPCT all’interessato dell’insorgere della causa di incompatibilità.
In ottemperanza alle precisazioni dell’Autorità contenute nelle apposite linee guida ciascuna articolazione ministeriale prevede adeguate modalità di acquisizione, conservazione e verifica delle dichiarazioni rese ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n. 39/2013.
L’Amministrazione, inoltre, effettua il monitoraggio delle singole posizioni soggettive, rivolgendo particolare attenzione alle situazioni di inconferibilità legate alle condanne per reati contro la pubblica amministrazione.
La procedura di conferimento degli incarichi garantisce la preventiva acquisizione della dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità da parte del destinatario dell’incarico; la successiva verifica entro un congruo arco temporale, da predefinire; o il conferimento dell’incarico solo all’esito positivo della verifica (ovvero assenza di motivi ostativi al conferimento stesso); la pubblicazione contestuale dell’atto di conferimento dell’incarico, ove necessario ai sensi dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013, e della dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità, ai sensi dell’art. 20, co. 3, del d.lgs. 39/2013.
In particolare, è richiesta la presentazione della dichiarazione corredata dall’elencazione di tutti gli incarichi ricoperti dal soggetto che si vuole nominare nonché delle eventuali condanne da questo subite per i reati commessi contro la pubblica amministrazione.
Il procedimento di conferimento dell’incarico si perfeziona solo dopo che il direttore dell’ufficio conferente abbia ultimato la verifica sulla dichiarazione resa dall’interessato, da effettuarsi tenendo conto degli incarichi risultanti dal curriculum vitae e dai fatti notori comunque acquisiti.
Quest’ultimo deve anche adempiere agli obblighi di comunicazione e pubblicazione dei dati previsti dall’articolo 15 del citato decreto legislativo 39/2013, inoltrando le suddette dichiarazioni alla redazione del sito per il tramite dei rispettivi referenti dipartimentali.
I direttori degli uffici che conferiscono gli incarichi (es. i direttori degli istituti penitenziari per gli incarichi agli psicologi e il direttore dell’Ufficio I della Direzione generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria del DAG per quelli agli interpreti), al fine di emettere l’attestazione dell’avvenuta verifica dell’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi[21] quale condizione per l’acquisizione dell’efficacia dell’atto e per la liquidazione dei relativi compensi, sono tenuti a verificare le autocertificazioni tramite il casellario giudiziario e tramite l’interrogazione del portale di infocamere “Telemaco” (https://telemaco.infocamere.it/) che consente all’amministrazione di estrarre documenti ufficiali.
La pubblicazione degli estremi degli atti di conferimento di incarichi di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni a qualsiasi titolo per i quali è previsto un compenso, completi di indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell’incarico e dell’ammontare erogato, nonché la comunicazione alla PCM – Dipartimento della funzione pubblica dei relativi dati ai sensi dell’art. 53, comma 14, secondo periodo, del d.lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni, sono condizioni per l’acquisizione dell’efficacia dell’atto e per la liquidazione dei relativi compensi.
Al RPCT spetta la supervisione sulle dichiarazioni di tutti gli incarichi e, in sede di procedimento sanzionatorio, l’accertamento dell’esistenza del dolo o della colpa lieve in capo al conferente l’incarico.
Negli interpelli per l’attribuzione degli incarichi è espressamente inserita la menzione delle cause di incompatibilità e i soggetti interessati devono rendere, all’atto del conferimento dell’incarico, la dichiarazione della loro insussistenza, dichiarazione da rinnovare nel corso del rapporto.
Per quanto riguarda l’applicazione della sanzione inibitoria prevista all’art. 18 del decreto in esame, l’ANAC e la giurisprudenza amministrativa concordano nel ritenere sussistente la competenza del RPCT ad adottare l’atto dichiarativo della nullità per il verificarsi della condizione di inconferibilità.
L'Autorità, infatti, gode di un generale potere di vigilanza, rafforzato attraverso il riconoscimento di forme di dissuasione e di indirizzo dell'ente vigilato, che possono condurre alla sospensione di un procedimento di conferimento ancora in fieri, ma non alla sostituzione delle proprie determinazioni a quelle che solo l'ente vigilato è competente ad assumere.
Ne consegue che il RPCT, accertata l’inconferibilità e dichiarata la nullità dell’incarico, al fine di ripristinare gli interessi pubblici violati, deve portare a conoscenza l’atto di contestazione tanto al direttore dell’ufficio che ha conferito l’incarico quanto al soggetto cui l’incarico è stato conferito.
Al RPCT è attribuita la competenza in ordine all’attività sanzionatoria anche nei confronti dei componenti dell’Ufficio conferente, previo procedimento di contestazione che garantisca il contraddittorio e il diritto di difesa degli interessati.
In caso di dichiarazioni mendaci, peraltro, sono previste diverse misure sanzionatorie. L’organo conferente è sanzionabile nei casi in cui l’incarico dichiarato nullo sia stato conferito nonostante nella dichiarazione fossero presenti elementi che, adeguatamente accertati, avrebbero fatto rilevare cause di inconferibilità o di incompatibilità. Le dichiarazioni non veritiere sono sottoposte, poi, alle conseguenze di carattere penale o disciplinare e alla temporanea inconferibilità soggettiva: per i cinque anni successivi, infatti, al soggetto interessato non potrà essere conferito nessuno degli incarichi contemplati nel decreto.
Al fine di agevolare il compito del RPCT di far rispettare le previsioni del decreto e di contestare la violazione, nonché di effettuare la segnalazione all’ANAC, i direttori degli uffici conferenti sono tenuti al rispetto delle illustrate prescrizioni.
Le misure di carattere generale tese a disciplinare l’inconferibilità di incarichi dirigenziali ed incompatibilità specifiche per posizioni dirigenziali sono riportate nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Richiesta annuale delle dichiarazioni di inconferibilità/ incompatibilità al personale dirigenziale già titolare di incarico | Trasmissione della nota di richiesta a tutto il personale dirigenziale | Acquisizione e pubblicazione delle dichiarazioni pervenute | Dirigenti degli Uffici conferenti l’incarico dirigenziale (Capo del Dipartimento se l’incarico dirigenziale è di livello generale) |
| IN ATTUAZIONE | Richiesta annuale delle dichiarazioni di inconferibilità/incompatibilità ai dirigenti titolari di nuovi incarichi | Richiesta nell’atto di interpello e al momento della nomina | Acquisizione e pubblicazione delle dichiarazioni | Dirigenti degli Uffici conferenti l’incarico dirigenziale (Capi del Dipartimento se l’incarico dirigenziale è di livello generale) |
| IN ATTUAZIONE | Verifiche sulle dichiarazioni | Verifica a campione | 100% delle dichiarazioni riscontrate in aderenza al dettato di legge | Dirigenti degli Uffici (Capi del Dipartimento) |
| DA ATTUARE | Attività di studio ed analisi finalizzata ad individuare criteri di verifica uniformi per tutte le articolazioni ministeriali | Elaborazione della proposta avente ad oggetto la definizione dei criteri di verifica | Invio della proposta al RPCT | Dirigenti del personale delle articolazioni ministeriali |
Formazione di commissioni, assegnazioni di uffici, conferimento di incarichi dirigenziali in caso di condanna penale per delitti contro la pubblica amministrazione
L’articolo 35-bis del d.lgs. n. 165/2001 impone il divieto, per coloro che sono stati condannati per i reati previsti nel capo I del titolo II del libro II del codice penale, anche con sentenza non passata in giudicato, di assumere i seguenti incarichi:
- fare parte, anche con compiti di segreteria, di commissioni per l’accesso o la selezione a pubblici impieghi;
- essere assegnati, anche con funzioni direttive, agli uffici preposti alla gestione delle risorse finanziarie, all’acquisizione di beni, servizi e forniture, nonché alla concessione o all’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantaggi economici a soggetti pubblici e privati;
- fare parte delle commissioni per la scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, per la concessione o l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché per l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere.
Per quanto riguarda il divieto di partecipare a commissioni di gara si richiama la deliberazione dell’Autorità n. 620 del 31 maggio 2016 avente ad oggetto “criteri per la nomina dei componenti delle commissioni giudicatrici nelle procedure bandite dall’ANAC per l’aggiudicazione di contratti pubblici di appalto”.
In particolare, l’articolo 4 rubricato “Requisiti dei componenti”, al comma secondo, dispone che “I componenti non devono trovarsi in una delle condizioni previste dall’art. 77, co. 5 e 6, del d. lgs 50/2016 e, a tal fine, in sede di prima riunione della commissione di gara devono rendere apposita dichiarazione recante l’indicazione dell’insussistenza delle suddette clausole”.
Pertanto, ai fini dell’applicazione dell’art. 35-bis del d.lgs. 165/2001 e dell’art. 3 del d.lgs. 39/2013, i Dirigenti degli Uffici del Ministero della giustizia verificano la sussistenza di eventuali precedenti penali a carico dei dipendenti e/o dei soggetti cui intendono conferire incarichi nelle seguenti circostanze: all’atto della formazione delle commissioni per l’affidamento di contratti pubblici o di commissioni di concorso, anche al fine di evitare le conseguenze della illegittimità dei provvedimenti di nomina e degli atti eventualmente adottati; all’atto dell’assegnazione di dipendenti dell’area direttiva agli uffici che presentano le caratteristiche indicate dall’art. 35-bis del d.lgs. 165/2001; all’atto del conferimento degli incarichi dirigenziali e degli altri incarichi specificati all’art. 3 del d.lgs. 39/2013.
La misura di carattere generale è riportata nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Fasi e tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Acquisizione delle dichiarazioni | Numero di dichiarazioni acquisite su numero di commissari per l’affidamento di contratti pubblici o di commissari di concorso | 100% | Dirigenti degli Uffici del Ministero competenti in materia di commesse pubbliche e di assunzione del personale |
La rotazione del personale
La rotazione del personale è una misura di prevenzione della corruzione che può avere particolare rilievo nel limitare fenomeni di “mala gestio”, esplicitamente prevista dalla legge n. 190/2012[22].
In particolare, la misura della rotazione ordinaria (a differenza della rotazione straordinaria prevista dall’art. 16, co. 1, lett. l-quater del d.lgs. n. 165/2001[23], che si attiva successivamente al verificarsi di fenomeni corruttivi), deve essere oggetto di specifica programmazione da parte di ciascuna articolazione ministeriale, in modo da risultare adattabile alla concreta situazione dell’organizzazione degli uffici.
Tale misura, che involge principalmente il personale addetto alle aree a più elevato rischio di corruzione, rappresenta una misura di importanza cruciale tra gli strumenti di prevenzione della corruzione. Tuttavia, essa deve necessariamente essere contemperata con il buon andamento, l’efficienza e la continuità dell’azione amministrativa.
Pertanto, laddove non sia possibile applicare tale misura (ad esempio, per carenza di personale o per professionalità con elevato contenuto tecnico), occorre indicare quali altre misure di natura preventiva con effetti analoghi siano state adottate (ad esempio, la segregazione delle funzioni).
L’ambito soggettivo di applicazione della misura della rotazione riguarda tutti i dipendenti pubblici, di prima e seconda fascia, chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione.
Secondo l’Autorità, la rotazione del personale è una misura organizzativa preventiva, finalizzata a limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa e conseguenti alla protrazione nel tempo della permanenza dei dipendenti nel medesimo ruolo o funzione. Essa rappresenta altresì, allo stesso tempo, un criterio organizzativo munito di caratteristiche tali da potere contribuire alla formazione del personale, accrescendone le conoscenze e la preparazione professionale, e da dover essere, di conseguenza, accompagnata e sostenuta anche da percorsi di formazione che consentano una riqualificazione del lavoratore.
Le disposizioni legislative contenute nella legge n. 190/2012 avevano già previsto che nei confronti del personale che operi in settori o contesti particolarmente esposti a rischio, la rotazione di dirigenti e funzionari dovesse essere prevista in via ordinaria e con efficacia preventiva (art. 1, comma 10, lett. b).
In tale ottica, tuttavia, la misura va correlata all’esigenza di assicurare il buon andamento e la continuità dell’azione amministrativa nonché di garantire la qualità delle competenze professionali necessarie per lo svolgimento di talune attività specifiche, con particolare riguardo a quelle con elevato contenuto tecnico.
Alla conseguente impraticabilità, in tali casi, della misura dell’avvicendamento del personale, il Ministero della giustizia ha sopperito prevedendo moduli ad essa alternativi che garantiscono il medesimo risultato, evitando che il soggetto non sottoposto a rotazione abbia il controllo esclusivo dei processi, specie di quelli più esposti a rischio.
In questa prospettiva, a livello di ciascuna articolazione del Ministero della giustizia sono state sviluppate misure volte a favorire una maggiore compartecipazione del personale alle attività del proprio ufficio, ovvero meccanismi di condivisione delle fasi procedimentali (quali l’affiancamento al funzionario istruttore di altro funzionario), o anche una diversa e più articolata distribuzione dei compiti e delle competenze.
Nelle more dell’adozione di una specifica regolamentazione, che sarà contenuta nel PIAO, la misura della rotazione del personale trova attuazione secondo le modalità illustrate nelle singole schede delle articolazioni ministeriali.
Conformemente alle recenti prescrizioni normative, l’Amministrazione, nel PIAO, definirà una disciplina uniforme che individui i criteri, le tempistiche e le modalità della procedura di rotazione del personale in materia funzionale alle esigenze di prevenzione dei fenomeni di cattiva amministrazione e corruzione, in modo calibrato alle peculiarità della struttura, contrastando le tendenze di esclusività delle competenze e favorendo l’interscambiabilità.
Le misure di carattere generale tese a disciplinare la rotazione del personale sono riportate nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| DA ATTUARE | Entro il secondo semestre 2023 Studio ed analisi della disciplina della rotazione | Definizione di una proposta da inserire nel PIAO contenente criteri uniformi di applicazione della rotazione | Inoltro della proposta al Ministro | Dirigenti del personale delle articolazioni ministeriali con il coordinamento del RPCT |
| DA ATTUARE | Entro il secondo semestre 2024 Analisi della durata dell’incarico di tutto il personale dirigenziale e di quello del personale non dirigenziale, in servizio presso gli uffici da sottoporre a rotazione (uffici correlati alle aree a maggior rischio corruzione come individuati dai referenti di ciascuna articolazione ministeriale) | Report sugli esiti | Inoltro del report al referente per la prevenzione della corruzione della propria articolazione ministeriale | Dirigenti del personale delle articolazioni ministeriali |
| DA ATTUARE | Entro sei mesi dall’inoltro dell’analisi al proprio referente individuare le effettive esigenze di rotazione sulla base delle analisi svolte e dei criteri definiti | Produzione di uno schema riepilogativo contenente gli esiti dell’analisi svolta | Inoltro del report al RPCT | Referenti per la prevenzione della corruzione delle articolazioni ministeriali |
| DA ATTUARE | Monitoraggio semestrale sulle misure alternative adottate in caso di impossibilità | Scheda riepilogativa sul numero e tipologia di misure alternative alla rotazione adottate rispetto a quelle progettate | Inoltro della scheda al RPCT | Referenti per la prevenzione della corruzione delle articolazioni ministeriali |
Nella Parte seconda della Sezione Rischi corruttivi e trasparenza del PIAO, come anticipato nella premessa, sono riportate da ciascuna articolazione ministeriale sia la relazione in ordine al monitoraggio sull’attuazione dell’istituto della rotazione ordinaria, con messa in evidenza degli uffici sottoposti a rotazione e/o da sottoporre a rotazione, con congrua motivazione delle ragioni della mancata applicazione (e/o delle difficoltà riscontrate), che lo specifico report rappresentante una adeguata programmazione pluriennale della misura.
In ordine alla rotazione straordinaria, la norma di riferimento è l’art. 16, co. 1, lett. l-quater) del d.lgs. 165/2001 (lettera aggiunta dall’art. 1, co. 24, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”) che dispone che i dirigenti degli uffici dirigenziali generali “provvedono al monitoraggio delle attività nell'ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione svolte nell'ufficio a cui sono preposti, disponendo, con provvedimento motivato, la rotazione del personale nei casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttivi” senza ulteriori specificazioni.
Dalla disposizione si desume l’obbligo per l’amministrazione di assegnare il personale sospettato di condotte di natura corruttiva, che abbiano o meno rilevanza penale, ad altro servizio.
Si tratta di una misura di natura non sanzionatoria, dal carattere eventuale e cautelare, tesa a garantire che, nell’area ove si sono verificati i fatti oggetto del procedimento penale o disciplinare, siano attivate idonee misure di prevenzione del rischio corruttivo, al fine di tutelare l’immagine di imparzialità dell’amministrazione. Fermo restando che la rotazione straordinaria è disposta direttamente dalla legge, è necessario che nei Piani triennali per la prevenzione della corruzione delle Amministrazioni si prevedano adeguate indicazioni operative e procedurali che possano consentirne la migliore applicazione. L’ANAC vigila sulla introduzione di tali indicazioni e sull’attuazione della rotazione straordinaria.
L’elenco dei reati presupposto è contenuto nella delibera ANAC n. 215 del 26 marzo 2019, mentre la delibera ANAC n. 345 del 22 aprile 2020 individua i soggetti tenuti all’adozione del provvedimento motivato di rotazione ovvero quello di permanenza del dipendente nell’Ufficio nel quale si sono verificati i fatti di rilevanza penale o disciplinare.
Con riferimento alla rotazione straordinaria, i referenti per la prevenzione della corruzione di ciascuna articolazione ministeriale monitorano con attenzione le eventuali ipotesi in cui si verifichino i presupposti per l’applicazione della misura, ovvero i casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari nei confronti del dipendente, ivi inclusi i dirigenti, per condotte qualificabili come “corruttive” ai sensi dell’art. 16, c. 1, lett. l-quater del d.lgs. 165/2001e predispongono un report da inviare al RPCT.
Il monitoraggio è effettuato attraverso interlocuzioni di ciascun referente della prevenzione della corruzione con il componente del gruppo di lavoro sui risultati del monitoraggio sui procedimenti disciplinari, penali e di responsabilità amministrativa della medesima articolazione ministeriale.
La misura di carattere generale tesa a disciplinare la rotazione straordinaria è riportata nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| DA ATTUARE | Entro il secondo semestre 2024 monitoraggio delle ipotesi in cui si verificano i presupposti per l’applicazione della misura, ovvero i casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari nei confronti dei dipendenti | Definizione del monitoraggio | Inoltro del monitoraggio al RPCT | Referenti per la prevenzione della corruzione con l’ausilio dei componenti del gruppo di lavoro sui risultati del monitoraggio sui procedimenti disciplinari, penali e di responsabilità amministrativa |
La tutela whistleblowing
Lo statuto della tutela del whistleblower è contenuto nell’art. 54 bis T.U. pubblico impiego, prevedendosi sia misure di tutela diretta (commi 1, 3, 4 e 8) che indiretta, attuata quest’ultima attraverso la predisposizione di un apparato sanzionatorio che vede come destinatari anche il RPCT.
Il Ministero della Giustizia si è dotato di un portale informatico protetto per consentire ai dipendenti dell’amministrazione di segnalare eventuali illeciti.
Sono state ultimate tutte le attività volte alla realizzazione del sistema informatico realizzato dal Ministero dedicato alla ricezione e gestione delle segnalazioni effettuate dai dipendenti ai sensi dell’art. 54 bis d.lgs. 165/2001, con garanzia di tutela della riservatezza: il Portale Whistleblowing.
La segnalazione è presa in cura dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), al quale compete una prima attività di verifica ed analisi della segnalazione, con il compimento di un’attività istruttoria. Se da tale attività sommaria emergono profili di possibile fondatezza della segnalazione ricevuta (cd. fumus), il Responsabile PCT procederà alla trasmissione degli atti alla magistratura contabile, ordinaria o agli uffici di disciplina per l’accertamento delle responsabilità individuali.
Il segnalante ha due possibilità: scegliere l’anonimato oppure optare per una ‘segnalazione confidenziale’. Rimanendo anonimi non si potrà, tuttavia, beneficiare delle tutele previste dalla legge per la ‘segnalazione confidenziale’. In questo secondo caso, infatti, verrà richiesto l’inserimento dei dati personali che potranno consentire al RCPT e al gruppo di lavoro sul whistleblowing di risalire all’autore della segnalazione.
Il gruppo di lavoro, composto da personale proveniente dalle singole articolazioni ministeriali, non opera collettivamente in quanto l’attività istruttoria è gestita con specifico ed esclusivo riferimento all’articolazione in cui si è verificata la condotta illecita. Solamente il RCPT ed il soggetto deputato all’istruttoria potranno conoscere la segnalazione.
Tra l’altro, con il portale Whistleblowing, senza il consenso del soggetto segnalante neanche il RCPT può venire a conoscenza dell’identità. Da sottolineare che, nel caso in cui la segnalazione origini un procedimento penale o disciplinare o contabile, l’identità del segnalante potrà necessariamente essere destinata ad emergere, in relazione al ruolo assunto dal medesimo esponente nel procedimento.
Il ‘Portale whistleblowing’ è un software open source configurato per il Ministero della giustizia e manutenuto da risorse interne all’Amministrazione, dunque uno strumento efficacissimo a costo zero per i cittadini. E’ disponibile all’indirizzo https:\\whistleblowing.giustizia.it ed è fruibile esclusivamente dalle seguenti categorie di soggetti:
- dipendenti con rapporto di lavoro di diritto privato;
- dipendenti con rapporto di lavoro assoggettato a regime pubblicistico di cui all’art. 3 del d.lgs. n. 165/2001, compreso il personale di polizia penitenziaria e quello della carriera dirigenziale penitenziaria, con la sola esclusione degli appartenenti alle magistrature, il cui organo di autogoverno direttamente riceve e gestisce le segnalazioni whistleblowing;
- lavoratori e collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore della pubblica amministrazione, con riferimento agli illeciti o irregolarità che riguardano il Ministero della giustizia;
- coloro che svolgono tirocini formativi o di orientamento presso le articolazioni ministeriali o presso gli uffici giudiziari in base a convenzioni stipulate con le scuole di specializzazione per le professioni legali, ai sensi dell’art. 16 del d.lgs. n. 398 del 17 novembre 1997, oppure in base alle convenzioni previste dall’art. 18 della legge n. 196 del 1997 e dall’art. 1, comma 32, della legge n. 92 del 2012.
A tal proposito, in data 7 dicembre 2020 è stata adottata da parte del RPCT apposita circolare esplicativa, recante “Tutela del dipendente pubblico che effettua segnalazioni di illeciti o irregolarità nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione, ai sensi dell’art. 54-bis del d.lgs. n. 165/2001 (cd. Whistleblowing)”, che - unitamente al ‘Manuale utenti’ ed alla ‘Guida operativa’ elaborati dalla Direzione Generale per i sistemi informativi automatizzati del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi - è stata diffusa, dalle competenti Direzioni Generali del personale di ciascuna articolazione ministeriale, a tutti i dipendenti e pubblicata sul sito istituzionale del Ministero della giustizia, nella sezione dedicata.
Le misure di carattere generale tese a disciplinare la tutela del whistleblower sono riportate nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Fasi e tempi di adozione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| ATTUATA | Messa in esercizio del portale whistleblowing | Messa in esercizio del portale whistleblowing | Messa a disposizione del sistema informatico di ricezione e gestione delle segnalazioni ex art. 54 bis D.Lgs. n. 115/2001 (cd. Whistleblowing). | RPCT |
| ATTUATA | Adozione della circolare per la tutela del whistleblower | Adozione della circolare | Pubblicazione della circolare sul sito istituzionale | RPCT |
| DA ATTUARE | Implementazione del software | Ideazione del protocollo riservato tra RPCT e componenti del Gruppo whisleblowing | Messa a disposizione del RPCT e dei componenti del Gruppo del sistema di protocollazione riservato | RPCT DGSIA |
La formazione
La legge individua nella formazione in materia di etica, integrità, trasparenza ed altre tematiche inerenti al rischio corruttivo uno dei più efficienti strumenti gestionali di contrasto alla corruzione.
La rilevanza di questo strumento è stata ribadita dall’ANAC richiamando la centralità della formazione per la qualificazione e il mantenimento delle competenze, sollecitando la diffusione delle esperienze per l’accrescimento della consapevolezza e corresponsabilizzazione degli operatori e dei responsabili (in particolare delle aree a rischio) nelle attività di monitoraggio dei processi e dei procedimenti: la formazione realizza le iniziative previste nella presente Sezione attraverso le metodologie e le modalità più utili per garantire l’efficacia formativa e per assicurare tempestività nell’erogazione.
Ai fini di una migliore strategia di prevenzione, tale approccio è stato implementato (e necessita di essere ancora più arricchito) sia con un ruolo più attivo delle persone in formazione, valorizzando le loro esperienze, sia con un lavoro su casi concreti che tengano conto delle specificità di ogni amministrazione. In particolare, il RPCT nel corso del 2022, ha elaborato e diffuse alle articolazioni centrali e periferiche del Ministero le rassegne ragionate contenenti i recenti approdi giurisprudenziali in materia di accesso e di whistleblowing. Rassegne pubblicate sul sito istituzionale nella sezione dedicata alla prevenzione della corruzione.
Per la formazione rivolta a figure specifiche, come ad esempio i referenti della prevenzione della corruzione ed i componenti dei gruppi, sono state proposte azioni formative che privilegiano il confronto diretto e lo scambio di esperienze, allo scopo di favorire la declinazione e lo sviluppo dei comportamenti attesi.
Nella parte seconda della Sezione rischi corruttivi e trasparenza, come evidenziato in premessa, ciascuna articolazione ministeriale ha predisposto il Piano della formazione in materia di prevenzione della corruzione, specificando le iniziative intraprese anche a livello territoriale.
La misura di carattere generale tesa a disciplinare la formazione sui temi dell’etica e della legalità e sulla contrattualistica pubblica è riportata nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Triennio 2023-2025: approfondimenti specialistici su normativa anticorruzione e trasparenza, su contratti pubblici e su temi del Whistleblowing | Svolgimento dei corsi Rilevazioni di gradimento |
Report di monitoraggio contenenti gli esiti della formazione svolta anche in termini di conseguimento dei risultati | Dirigenti del personale delle articolazioni ministeriali in collaborazione con gli enti di formazione, referenti per la prevenzione della corruzione |
Le azioni di sensibilizzazione ed il rapporto con la società civile
Nell’ambito della sezione rischi corruttivi e trasparenza, la principale misura di sensibilizzazione della cittadinanza finalizzata alla promozione della cultura della legalità è la stipula e l’attuazione di Protocolli d’Intesa conclusi con le Università o con soggetti privati attivi nella diffusione della legalità.
Gli accordi perseguono l’obiettivo di stabilire un rapporto di collaborazione, coordinata e programmata, finalizzata alla promozione di iniziative di studio, di ricerca, di formazione e di assistenza necessarie per attuare un’opera di sensibilizzazione, sviluppo, diffusione e consolidamento della cultura della legalità e dell’etica nell’azione pubblica. Per la consultazione dell’elenco si rinvia al sito istituzionale.
Le azioni di sensibilizzazione sono realizzabili anche attraverso il coinvolgimento di soggetti privati competenti in materia, di consolidata esperienza ed attivi sul territorio.
Si tratta, infatti, di soggetti intermedi più vicini alla cittadinanza e, dunque, in grado di contribuire efficacemente a diffondere la cultura della legalità nonché corrette informazioni circa gli strumenti istituzionali a disposizione dei cittadini.
L’azione di promozione dell’etica e della legalità, anche a livello internazionale, può involgere attività di collaborazione con partners stranieri parimenti impegnati nella prevenzione e nella lotta alla corruzione.
La misura di carattere generale tesa a disciplinare le azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile è riportata nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Predisposizione delle bozze di Protocolli sulla base delle richieste ritenute ammissibili | Protocolli/Convenzioni approvati | 85% | Dirigenti generali delle articolazioni ministeriali |
Monitoraggio dei tempi procedimentali
Le misure di carattere generale tese a disciplinare il monitoraggio dei tempi procedimentali sono riportate nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Secondo semestre 2023 Aggiornamento della scheda di rilevazione dei procedimenti amministrativi di cui art. 35 del d.lgs n. 33/2013 |
Aggiornamento dei dati sul sito istituzionale | Pubblicazione dei dati | Referenti per la trasparenza |
| DA ATTUARE | Secondo semestre 2024 -realizzazione di un sistema informatizzato per la ricognizione dei procedimenti amministrativi | Appunto sulla fattibilità dell’intervento da parte della DGSIA | Approvazione dell’intervento | DGSIA |
| IN ATTUAZIONE | Secondo semestre 2023 Aggiornamento della ricognizione dei procedimenti del Dicastero |
Numero dei procedimenti mappati su numero totale dei procedimenti del Dicastero | 100% | Referenti per la prevenzione della corruzione Tutti i dirigenti |
| IN ATTUAZIONE | Secondo semestre 2023 Richiesta di rilevazione dei tempi procedimentali agli uffici ex l. 241/1990 |
Aggiornamento dei dati sul sito istituzionale | Pubblicazione dei dati | Referenti per la trasparenza |
| DA ATTUARE | Secondo semestre 2024 -definizione dei requisiti che devono essere soddisfatti dal sistema informatizzato per la ricognizione dei procedimenti amministrativi | Elaborazione del documento contenente i requisiti | Approvazione del documento dei requisiti | DGSIA RPCT |
| IN ATTUAZIONE | Novembre 2023 - schede sui monitoraggi dei procedimenti | Elaborazione delle schede/relazioni di monitoraggio | Sottoposizione delle Relazioni al RPCT | Referenti per la prevenzione della corruzione Referenti per la trasparenza |
| DA ATTUARE | Secondo semestre 2024 Realizzazione di un sistema informatizzato per la ricognizione dei procedimenti amministrativi |
Verifica della funzionalità del sistema | Messa in esercizio del sistema | DGSIA RPCT |
| IN ATTUAZIONE | Secondo semestre 2023 -aggiornamento della ricognizione dei procedimenti amministrativi del Dicastero | Numero di procedimenti mappati su numero totale dei procedimenti del Dicastero | 100% | Referenti per la prevenzione della corruzione Tutti i dirigenti |
| IN ATTUAZIONE | Novembre 2024 - analisi delle informazioni pervenute | Elaborazione delle relazioni di monitoraggio | Sottoposizione delle relazioni al RPCT | Referenti per la prevenzione della corruzione |
L’obiettivo perseguito attraverso la misura “Monitoraggio dei tempi procedimentali” è quello di consentire l’attuazione di due diversi adempimenti tra loro strettamente connessi: da un lato, l’aggiornamento annuale dei procedimenti amministrativi ai sensi dell’art. 35 del d.lgs. n. 33/2013 e, dall’altro, la realizzazione della misura generale del monitoraggio dei tempi procedimentali, che presuppone logicamente una mappatura attuale dei procedimenti. Al fine di ovviare alle difficoltà tecniche relative alla realizzazione della misura e riscontrate si ritiene opportuno prevedere la possibilità di sviluppare un applicativo informatico da parte di DGSIA finalizzato alla digitalizzazione dei processi del Ministero, funzionale alla ricognizione dei procedimenti ed alla successiva rilevazione dei tempi procedimentali.
La proposta appare idonea ad assicurare, da un lato, la ricognizione dei procedimenti e, dall’altro, il connesso monitoraggio dei tempi. Tale complesso progetto, tuttavia, richiede una programmazione delle attività articolata su più annualità, da svolgersi parallelamente alla ricognizione extra‐sistema dei procedimenti. Quest’ultima sarà condotta, da parte di ciascun ufficio, attraverso l’utilizzo di tabelle in conformità ai dati richiesti dall’art. 35 del d.lgs. n. 33/2013, allo scopo di agevolare l’attuazione della misura.
Nella parte seconda della presente Sezione per ciascuna articolazione ministeriale è rinvenibile l’attuazione degli adempimenti correlati alla misura richiamata.
Patti di integrità
La misura di carattere generale tesa a disciplinare i patti di integrità è riportata nello schema che segue:
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Applicazione a tutte le procedure di gara | Numero di patti d’integrità inseriti in avvisi, bandi di gara o lettere di invito su numero di procedure di gara bandite | 100% delle procedure bandite corredate da documentazione contenente i patti d’integrità. | Dirigenti uffici gare |
L’art. 1, c. 17, della legge n. 190/2012 prescrive che le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito, che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara. L’esigenza di ridurre il rischio nell’area “contratti pubblici” impone un costante e attento monitoraggio sull’effettiva applicazione della misura anche per il prossimo triennio
Si raccomanda, pertanto, di inserire i patti di integrità negli atti di gara e di farli sottoscrivere dai concorrenti in occasione di tutte le procedure.
RASA - Responsabile dell’Anagrafe per la Stazione Appaltante
L’art. 33-ter comma 2 del d.l. 179/2012 ha riservato all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture – ed oggi all’Autorità nazionale anticorruzione – la competenza a stabilire con propria deliberazione le modalità operative e di funzionamento dell'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti (AUSA). La responsabilità dell’iniziale verifica o compilazione delle informazioni contenute nell’AUSA nonché dell’aggiornamento annuale dei dati identificativi delle stazioni appaltanti è attribuita al RASA. L’individuazione del RASA è intesa, dall’Aggiornamento 2016 al PNA, come una misura organizzativa di trasparenza in funzione di prevenzione della corruzione.
Sul sito istituzionale, nella Sezione amministrazione trasparente dedicata al “Responsabile Anagrafe per la Stazione Appaltante – RASA”, sono riportati i nominativi dei Responsabili per il Ministero della giustizia.
Il monitoraggio è un’attività fondamentale e continuativa di verifica dell’attuazione e dell’idoneità delle singole misure di trattamento del rischio, mentre il riesame - con frequenza almeno annuale - è un’attività svolta ad intervalli programmati che riguarda il funzionamento del sistema nel suo complesso.
Il monitoraggio va programmato per le misure adottate avendo cura di evidenziare: i processi e le attività oggetto del monitoraggio; la periodicità delle verifiche; le modalità di svolgimento della verifica.
Nel PIAO, saranno disciplinati anche le misure della formazione e della rotazione eventualmente contenute in altre sezioni del PIAO stesso, stante l’auspicato coordinamento fra il RPCT e chi si occupa più specificamente delle altre sezioni del PIAO, quali appunto quelle relative al capitale umano e allo sviluppo organizzativo.
Le risultanze del monitoraggio devono essere utilizzate per la migliore programmazione delle misure in una logica sequenziale e ciclica al fine di consentire, in un’ottica migliorativa, di tener conto e ripartire dalle risultanze del ciclo precedente ed utilizzare l’esperienza acquisita per apportare i necessari ed opportuni aggiustamenti alla strategia di prevenzione adottata.
Attività diversa, ma strettamente collegata al monitoraggio, è poi l’attività di riesame periodico, volta a valutare il funzionamento del sistema di prevenzione della corruzione nel suo complesso, in una prospettiva più ampia. Ciò allo scopo anche di considerare eventuali ulteriori elementi che possano incidere sulla strategia di prevenzione della corruzione e ad indurre a modificare il sistema di gestione del rischio per migliorare i presidi adottati. I risultati dell’attività di monitoraggio sono, in ogni caso, utilizzati per effettuare il riesame.
I soggetti delle articolazioni ministeriali, responsabili dell’attuazione dei richiamati monitoraggi, nel corso dell’anno 2023, procederanno con cadenza annuale al riesame periodico della funzionalità complessiva del sistema.
Il riesame si sostanzia in un momento di confronto e dialogo tra i soggetti coinvolti nella programmazione dell’amministrazione, affinché vengano riesaminati i principali passaggi e risultati al fine di potenziare gli strumenti in atto ed eventualmente promuoverne di nuovi. Il riesame dovrà, pertanto, riguardare tutte le fasi del processo di gestione del rischio al fine di poter individuare rischi emergenti, identificare processi organizzativi tralasciati nella fase di mappatura, prevedere nuovi e più efficaci criteri per analisi e ponderazione del rischio.
Tale attività sarà coordinata dal RPCT, ma come raccomandato dall’Autorità, sarà realizzata con il contributo metodologico dell’OIV.
L’attività di riesame avrà frequenza annuale, proprio per supportare la programmazione triennale delle misure di prevenzione della corruzione.
Invero, sulla base del rafforzamento del monitoraggio delle misure e della verifica del loro funzionamento complessivo, sarà possibile ottenere una semplificazione del sistema di prevenzione della corruzione, concentrando l’attenzione dell’amministrazione sulle misure che sono valutate più adeguate ai rischi individuati, evitando al contempo di introdurne di nuove senza aver prima verificato l’adeguatezza di quelle già previste.
In sintesi, per l’anno 2023 i referenti della prevenzione della corruzione di ciascuna articolazione ministeriale (comprensiva degli Uffici decentrati), avvalendosi dei gruppi di lavoro e del supporto dei direttori generali, implementeranno il monitoraggio sull’attuazione delle misure e quello sull’idoneità delle stesse al trattamento del rischio; inoltre, procederanno al riesame periodico (con frequenza annuale) della funzionalità del sistema di gestione del rischio.
In particolare, nel monitoraggio, occorre valutare anche la effettiva sostenibilità delle misure programmate e nel riesame della funzionalità complessiva del sistema, previo coinvolgimento dell’OIV, occorre tener conto dei rischi che potrebbero insorgere, dei processi organizzativi tralasciati nella fase di mappatura nonché di nuovi e più efficaci criteri per analisi e ponderazione del rischio.
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Quarto trimestre 2023 | Monitoraggio e riesame | Report da inviare al RPCT | Referenti della prevenzione della corruzione |
In ordine agli enti posti sotto la vigilanza del Ministero della giustizia si rinvia alla scheda DOG, per l’ente Cassa Mutua Cancellieri, ed alla scheda DAP, per gli enti Cassa delle Ammende ed Ente di Assistenza per il Personale dell’Amministrazione Penitenziaria.
MODALITÀ DI ATTUAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA
I flussi informativi per la pubblicazione dei dati
Il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare, ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge, è garantito dai dirigenti responsabili degli uffici del Dicastero.
Il RPCT ha invece un ruolo propulsivo, di coordinamento e vigilanza sul ‘sistema trasparenza’ del Ministero della giustizia come espressamente assegnatogli dal legislatore[24].
Invero, fin dal 19 marzo 2018 il Dicastero ha provveduto ad organizzare, nella tabella riepilogativa - che costituisce parte integrante della presente Sezione Rischi corruttivi e trasparenza
In tale Allegato Flussi Informativi sono organizzati i flussi informativi necessari a garantire l’individuazione, l’elaborazione, la trasmissione e la pubblicazione dei dati. Caratteristica essenziale dell’Allegato Flussi Informativi è l’indicazione dei nominativi dei soggetti responsabili della trasmissione dei dati, intesi quali uffici tenuti alla individuazione e/o alla elaborazione dei dati, e di quelli cui spetta la pubblicazione.
L’Allegato Flussi Informativi definisce, altresì, in relazione alla periodicità dell’aggiornamento fissato dalle norme, i termini entro i quali è prevista l’effettiva pubblicazione di ciascun dato, nonché le modalità stabilite per la vigilanza ed il monitoraggio sull’attuazione degli obblighi.
Il richiamato Allegato si sostanzia in una tabella in formato excel che è suddivisa per ogni articolazione ministeriale e persegue l’obiettivo di assicurare l’armonizzazione e la razionalizzazione delle rilevazioni degli obblighi di pubblicazione.
Tale strumento operativo consente anche un più efficiente funzionamento degli istituiti dell’accesso civico e dell’accesso civico generalizzato.
I dati oggetto di obbligo di pubblicazione sono così suddivisi per tipologie e accompagnati dai relativi riferimenti normativi.
Sono individuate tutte le strutture dell’amministrazione responsabili della alimentazione dei dati della sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale e dell’attività di aggiornamento dei dati. Le responsabilità sono correlate agli uffici dirigenziali, la cui titolarità è definita nell’organigramma e risulta anche dai dati pubblicati sui dirigenti nell’apposita pagina della Sezione “Amministrazione Trasparente”.
In ordine a ciascun dato e informazione sono disciplinate le seguenti fasi:
- elaborazione;
- trasmissione;
- pubblicazione.
La specifica misura della standardizzazione del flusso dei dati assoggettati ad obbligo di pubblicazione è diretta ad assicurare il completo e tempestivo assolvimento degli obblighi di pubblicazione che gravano sul Ministero, ma anche a consentire il più regolare e mirato assolvimento dei compiti di monitoraggio del RPCT, per il tramite di ciascun referente per la trasparenza.
La situazione rappresentata è riferibile all’ attuale assetto organizzativo del Ministero di cui al DPCM n. 99 e 100 del 2019.
Fin dalla circolare del RPCT n. 3/2019 sono stati dettati indirizzi operativi idonei ad assicurare l’aggiornamento dei flussi informativi, in conformità all’art. 43 del d.lgs. n. 33/2013[25].
Partendo dalla osservazione secondo cui ciascuna pagina web del sito istituzionale contenente dati la cui pubblicazione soddisfa obblighi di pubblicità legale o di trasparenza necessita di fisiologici aggiornamenti (si pensi, ad esempio, alle necessità di apportare modifiche a riferimenti normativi nel frattempo superati, a decisioni delle Alte Corti o, più in generale, a qualsiasi novità determini mutamenti del contesto), la circolare ha invitato tutti i dirigenti responsabili degli uffici dell’amministrazione che avessero già inoltrato per la pubblicazione sul sito del Ministero della giustizia dati ed informazioni, a garantire che l’attività di cura dei contenuti istituzionali sia svolta periodicamente e, a fronte di sopravvenienze normative, con tempestività, provvedendo alla predisposizione delle opportune note di modifica, integrazione o correzione, da inviare ai rispettivi referenti della trasparenza per la successiva diffusione attraverso il sito web.
Ricevuto il dato dal referente di ciascuna articolazione ministeriale, il personale della Redazione del sito prende in carico l’attività, verifica la completezza della richiesta e procede alla pubblicazione sul sito istituzionale nella sezione Amministrazione trasparente, secondo le indicazioni ricevute.
I referenti della trasparenza sono stati sensibilizzati a svolgere attività di impulso e sollecito ove a conoscenza di contenuti meritevoli di aggiornamento.
Tale attività riguarda ovviamente anche i flussi di cui all’Allegato Flussi Informativi, trattandosi di informazioni relative ad obblighi legali di pubblicazione.
Il sistema organizzativo volto ad assicurare la trasparenza del Ministero ai sensi del d.lgs. n. 33/2013 si basa, ancor più a seguito delle modifiche del d.lgs. n. 33/2013, sulla responsabilizzazione di ogni singolo ufficio e dei relativi dirigenti cui compete:
- l’elaborazione/trasmissione dei dati e delle informazioni;
- la pubblicazione dei dati e delle informazioni.
Al RPCT, avvalendosi dei referenti per la trasparenza dei ciascuna articolazioni ministeriale, è assegnato un ruolo di regia, di coordinamento e di monitoraggio sull’effettiva pubblicazione; egli, tuttavia, non si sostituisce agli uffici, individuati nell’Allegato Flussi Informativi, nell’elaborazione, trasmissione e pubblicazione dei dati.
Il RPCT svolge, piuttosto, per il tramite dei referenti della trasparenza delle articolazioni ministeriali - stabilmente - un’attività di controllo, assicurando, ai sensi dell’art. 43 comma 1 d.lgs. n. 33/2013, la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, laddove i dirigenti responsabili degli uffici dell’amministrazione garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge.
I dati e le informazioni da pubblicare in via informatica sono forniti per il tramite di ciascun Referente alla Redazione del sito web, che provvede alla loro pubblicazione, e devono essere inviati nel formato previsto dalla norma, oscurando, laddove necessario, i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza e pubblicazione.
La Redazione del sito prende in carico l’attività dopo aver verificato la completezza dei dati con il supporto informatico del personale tecnico e procede alla predisposizione di quanto necessario per la pubblicazione sul portale, secondo le indicazioni ricevute.
Misure di monitoraggio
Nell’ottica della definizione di un corretto sistema di monitoraggio dell’attuazione delle misure previste nella presente sezione, conformemente dalle prescrizioni normative in materia di trasparenza, un ruolo fondamentale è affidato all’attività dei referenti della trasparenza, quale raccordo tra il RPCT e le singole Direzioni generali, gli Uffici di diretta collaborazione, l’Ufficio centrale degli archivi notarili e gli Uffici/Istituti penitenziari decentrati di competenza di ciascuna articolazione ministeriale.
Difatti, il RPTC svolge, come previsto dall’art. 43 del d.lgs. n. 33/2013, l’attività di controllo sull’adempimento degli obblighi di pubblicazione, attraverso il monitoraggio effettuato dai referenti per la trasparenza su base periodica.
Pertanto, i referenti per la trasparenza, effettuato il riscontro che quanto trasmesso e pubblicato sia conforme alle prescrizioni normative vigenti, inviano al RPCT l’attestazione concernente il monitoraggio in oggetto.
Ciascun dirigente dell’Amministrazione - al fine di agevolare l’attività di controllo e monitoraggio del RPCT per il tramite dei referenti per la trasparenza - dopo aver trasmesso i dati per la pubblicazione, informa tempestivamente il referente per la trasparenza della pubblicazione della propria articolazione ministeriale comprensiva degli uffici territoriali.
Inoltre, al fine di implementare l’efficacia dei monitoraggi, a partire dal secondo semestre del 2023 saranno calendarizzati alcuni incontri tra il RPCT e l’OIV nel corso dei quali illustrare lo stato di aggiornamento delle sottosezioni di “Amministrazione trasparente” ed affrontate specifiche problematiche afferenti all’elaborazione e trasmissione dei dati.
| Stato di attuazione | Tempi di attuazione | Indicatori di attuazione | Risultato atteso | Soggetto responsabile |
|---|---|---|---|---|
| IN ATTUAZIONE | Quadrimestrale Monitoraggi |
Adozione di Report di monitoraggi contenenti gli esiti del controllo/ riscontro tra quanto trasmesso e pubblicato e quanto normativamente previsto | Trasmissione Report di monitoraggi al RPCT | Referenti per la trasparenza |
| IN ATTUAZIONE | Quadrimestrale Attestazioni |
Adozione della attestazione che gli adempimenti sono stati compiuti in modo tempestivo e non sono stati presentati reclami | Trasmissione attestazione degli adempimenti al RPCT | Referenti per la trasparenza |
| IN ATTUAZIONE | Tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge | Elaborazione/trasmissione dei dati e delle informazioni e pubblicazione | Pubblicazione ed aggiornamento sul sito istituzionale | Dirigenti che detengono e producono il dato e/o l’informazione coadiuvati dai Referenti per la trasparenza Redazione del sito web |
| DA ATTUARE | Secondo semestre 2023- incontri tra il RPCT e l’OIV | Definizione degli incontri sullo stato di aggiornamento delle sottosezioni di “Amministrazione trasparente | Soluzione delle problematiche afferenti all’elaborazione e alla trasmissione dei dati. | RPCT e Componente Unico OIV |
La promozione di maggiori livelli di trasparenza in materia di contratti pubblici
Premesso che tra i compiti del RPCT vi è anche il controllo sull’adempimento degli obblighi di pubblicazione e comunicazione all’Autorità nazionale anticorruzione e la segnalazione all'Organo di indirizzo politico, all'Organismo indipendente di valutazione (OIV), all'Autorità e, nei casi più gravi, all'Ufficio di disciplina dei casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione, l’obiettivo mira ad incrementare la trasparenza e la pubblicazione in materia di procedure ad evidenza pubblica, al fine di garantire un regime di certezza giuridica e di concorrenza non falsata, a tutela della parità di trattamento dei partecipanti, e di “favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. Si tratta di importanti misure di prevenzione della corruzione, idonee altresì a far decorrere il termine per l’impugnazione dell’aggiudicazione.
L’adempimento dei doveri sulla trasparenza e sulla pubblicità da parte delle Amministrazioni aggiudicatrici, nell’affidamento degli appalti e delle concessioni, in conformità alla complessa disciplina dei contratti pubblici, realizza la conoscibilità e la comprensione delle procedure, finalizzate a realizzare imparzialità e buon andamento dell’agire amministrativo ed a far comprendere le scelte rivolte alla cura dell’interesse generale.
A tal proposito si rammenta la circolare RPCT del 16 dicembre 2020 in tema di obblighi di pubblicazione in materia di contratti pubblici, pubblicata sul sito istituzionale del Ministero della giustizia, nella sezione dedicata “prevenzione della corruzione”, diffusa, per il tramite dei Referenti della trasparenza di ciascuna articolazione ministeriale, a tutti i Dirigenti degli Uffici contratti - responsabili dell’elaborazione/trasmissione del dato o dell’informazione nella materia dei contratti pubblici di appalti e concessioni - e pubblicata sul sito istituzionale. Detto intervento regolatore è stato adottato al fine di fornire un adeguato supporto alle articolazioni ministeriali, funzionale al corretto adempimento degli obblighi di pubblicazione in materia di contratti pubblici di appalti e concessione e per uniformare, nel formato e nel contenuto, le pubblicazioni nella sezione “Amministrazione trasparente” - sottosezione “Bandi di gara e contratti” - del sito istituzionale del Ministero della giustizia, nonché nella sezione “Gare e avvisi” (corrispondente al c.d. “profilo del committente”).
Detta Circolare richiama, altresì, l’approdo giurisprudenziale (Cons. St., A.P., 2 luglio 2020, n. 12) in ordine al dies a quo del termine per impugnare l’aggiudicazione della gara pubblica e sulla proponibilità dei motivi aggiunti, fornendo una aggiornata ricognizione del quadro normativo di riferimento in materia.
Si raccomanda ad ogni stazione appaltante di conformare le proprie procedure di affidamento alla normativa di settore ed alla copiosa e continua attività interpretativa della giurisprudenza del Consiglio di Stato e della Corte di giustizia europea, nonché di verificare il contenuto delle informazioni che possono essere rese note rispetto a quelle coperte da riservatezza.
Spetta ai Referenti della trasparenza di ciascuna articolazione ministeriale di assicurare l’esatto adempimento di tali obblighi e segnalare al RPCT i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione, motivando tale inadempimento.
Spetta, invece, ai Dirigenti degli Uffici contratti di ciascuna articolazione ministeriale comunicare al RPCT i problemi riscontrati nel quotidiano, a livello centrale e decentrato, sulle questioni più salienti concernenti gli adempimenti in materia di contratti pubblici di appalti e concessione e le correlate proposte di lavoro per migliorarne le eventuali criticità riscontrante.
Le conseguenze derivanti dall’inadempimento degli obblighi medesimi da parte dei soggetti responsabili comportano l’esercizio del potere d’ordine da parte dell’Autorità ai sensi dell’art. 1, comma 3, della l. n. 190/2012 e dell’art. 45 del d.lgs. 33/2013 e nei confronti del soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni richieste, ovvero fornisca informazioni non veritiere: l’Autorità avvierà un procedimento sanzionatorio finalizzato all’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria, come espressamente previsto nell’art. 213 comma 9 del codice dei contratti pubblici.
Di seguito si riporta il nuovo elenco degli obblighi di pubblicazione della sezione "amministrazione trasparente" sotto-sezione 1° livello - bandi di gara e contratti predisposto dall’Autorità nazionale anticorruzione che sostituisce gli obblighi elencati per la sottosezione "bandi di gara e contratti" dell'allegato 1 alla delibera ANAC n. 1310 del 2016 e dell'allegato 1 alla delibera ANAC n. 1134 del 2017.
| Denominazione sotto-sezione livello 1 (Macrofamiglie) | Denominazione sotto-sezione 2 livello (Tipologie di dati) | Riferimento normativo | Denominazione del singolo obbligo | Contenuti dell'obbligo | Aggiornamento |
|---|---|---|---|---|---|
| Bandi di gara e contratti | Art. 1, c. 32, l. n. 190/2012 Art. 37, c. 1, lett. a) d.lgs. n. 33/2013; Art. 4 delib. Anac n. 39/2016 | Dati previsti dall'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190. Informazioni sulle singole procedure (da pubblicare secondo le "Specifiche tecniche per la pubblicazione dei dati ai sensi dell'art. 1, comma 32, della Legge n. 190/2012", adottate secondo quanto indicato nella delib. Anac 39/2016) |
Codice Identificativo Gara (CIG)/SmartCIG, struttura proponente, oggetto del bando, procedura di scelta del contraente, elenco degli operatori invitati a presentare offerte/numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento, aggiudicatario, importo di aggiudicazione, tempi di completamento dell'opera servizio o fornitura, importo delle somme liquidate | Tempestivo | |
| Art. 1, c. 32, l. n. 190/2012 Art. 37, c. 1, lett. a) d.lgs. n. 33/2013; Art. 4 delib. Anac n. 39/2016 | Tabelle riassuntive rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto con informazioni sui contratti relative all'anno precedente (nello specifico: Codice Identificativo Gara (CIG)/smartCIG, struttura proponente, oggetto del bando, procedura di scelta del contraente, elenco degli operatori invitati a presentare offerte/numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento, aggiudicatario, importo di aggiudicazione, tempi di completamento dell'opera servizio o fornitura, importo delle somme liquidate) | Annuale (art. 1, c. 32, l. n. 190/2012) |
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| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013; Artt. 21, c. 7, e 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 D.M. MIT 14/2018, art. 5, commi 8 e 10 e art. 7, commi 4 e 10 |
Atti relativi alla programmazione di lavori, opere, servizi e forniture | Programma biennale degli acquisti di beni e servizi, programma triennale dei lavori pubblici e relativi aggiornamenti annuali Comunicazione della mancata redazione del programma triennale dei lavori pubblici per assenza di lavori e comunicazione della mancata redazione del programma biennale degli acquisti di beni e servizi per assenza di acquisti (D.M. MIT 14/2018, art. 5, co. 8 e art. 7, co. 4) Modifiche al programma triennale dei lavori pubblici e al programma biennale degli acquisti di beni e servizi (D.M. MIT 14/2018, art. 5, co. 10 e art. 7, co. 10) |
Tempestivo | ||
| Atti relativi alle procedure per l’affidamento di appalti pubblici di servizi, forniture, lavori e opere, di concorsi pubblici di progettazione, di concorsi di idee e di concessioni, compresi quelli tra enti nell'ambito del settore pubblico di cui all'art. 5 del dlgs n. 50/2016 I dati si devono riferire a ciascuna procedura contrattuale in modo da avere una rappresentazione sequenziale di ognuna di esse, dai primi atti alla fase di esecuzione |
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| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016; DPCM n. 76/2018 |
Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico | Progetti di fattibilità relativi alle grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull'ambiente, sulle città e sull'assetto del territorio, nonché gli esiti della consultazione pubblica, comprensivi dei resoconti degli incontri e dei dibattiti con i portatori di interesse. I contributi e i resoconti sono pubblicati, con pari evidenza, unitamente ai documenti predisposti dall'amministrazione e relativi agli stessi lavori (art. 22, c. 1) Informazioni previste dal D.P.C.M. n. 76/2018 "Regolamento recante modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico" |
Tempestivo | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Avvisi di preinformazione | SETTORI ORDINARI Avvisi di preinformazione per i settori ordinari di cui all’art. 70, co. 1, d.lgs. 50/2016 |
Tempestivo | ||
| SETTORI SPECIALI Avvisi periodici indicativi per i settori speciali di cui all’art. 127, co. 2, d.lgs. 50/2016 |
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| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Delibera a contrarre | Delibera a contrarre o atto equivalente | Tempestivo | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016, d.m. MIT 2.12.2016 | Avvisi e bandi | SETTORI ORDINARI-SOTTOSOGLIA Avviso di indagini di mercato (art. 36, c. 7 e Linee guida ANAC n.4) Bandi ed avvisi (art. 36, c. 9) Avviso di costituzione elenco operatori economici e pubblicazione elenco (art. 36, c. 7 e Linee guida ANAC) Determina a contrarre ex art. 32, c. 2, con riferimento alle ipotesi ex art. 36, c. 2, lettere a) e b) |
Tempestivo | ||
| SETTORI ORDINARI- SOPRASOGLIA Avviso di preinformazione per l'indizione di una gara per procedure ristrette e procedure competitive con negoziazione (amministrazioni subcentrali) (art. 70, c. 2 e 3) Bandi ed avvisi (art. 73, c. 1 e 4) Bandi di gara o avvisi di preinformazione per appalti di servizi di cui all'allegato IX (art. 142, c. 1) Bandi di concorso per concorsi di progettazione (art. 153) Bando per il concorso di idee (art. 156) |
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| SETTORI SPECIALI Bandi e avvisi (art. 127, c. 1) Per procedure ristrette e negoziate- Avviso periodico indicativo (art. 127, c. 3) Avviso sull'esistenza di un sistema di qualificazione (art. 128, c. 1) Bandi di gara e avvisi (art. 129, c. 1) Per i servizi sociali e altri servizi specifici- Avviso di gara, avviso periodico indicativo, avviso sull'esistenza di un sistema di qualificazione (art. 140, c. 1) Per i concorsi di progettazione e di idee - Bando (art. 141, c. 3) |
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| SPONSORIZZAZIONI Avviso con cui si rende nota la ricerca di sponsor o l'avvenuto ricevimento di una proposta di sponsorizzazione indicando sinteticamente il contenuto del contratto proposto (art. 19, c. 1) |
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| Art. 48, c. 3, d.l. 77/2021 | Procedure negoziate afferenti agli investimenti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dal PNRR e dal PNC e dai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell'Unione europea | Evidenza dell'avvio delle procedure negoziata (art. 63 e art.125) ove le S.A. vi ricorrono quando, per ragioni di estrema urgenza derivanti da circostanze imprevedibili, non imputabili alla stazione appaltante, l'applicazione dei termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie può compromettere la realizzazione degli obiettivi o il rispetto dei tempi di attuazione di cui al PNRR nonché al PNC e ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell'Unione Europe | Tempestivo | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Commissione giudicatrice | Composizione della commissione giudicatrice, curricula dei suoi componenti. | Tempestivo | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Avvisi relativi all'esito della procedura | SETTORI ORDINARI- SOTTOSOGLIA Avviso sui risultati della procedura di affidamento con l'indicazione dei soggetti invitati (art. 36, c. 2, lett. b), c), c-bis). Per le ipotesi di cui all'art. 36, c. 2, lett. b) tranne nei casi in cui si procede ad affidamento diretto tramite determina a contrarre ex articolo 32, c. 2 Pubblicazione facoltativa dell'avviso di aggiudicazione di cui all'art. 36, co. 2, lett. a) tranne nei casi in cui si procede ai sensi dell'art. 32, co. 2 |
Tempestivo | ||
| SETTORI ORDINARI-SOPRASOGLIA Avviso di appalto aggiudicato (art. 98) Avviso di aggiudicazione degli appalti di servizi di cui all'allegato IX eventualmente raggruppati su base trimestrale (art. 142, c. 3) Avviso sui risultati del concorso di progettazione (art. 153, c. 2) |
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| SETTORI SPECIALI Avviso relativo agli appalti aggiudicati (art. 129, c. 2 e art. 130) Avviso di aggiudicazione degli appalti di servizi sociali e di altri servizi specifici eventualmente raggruppati su base trimestrale (art. 140, c. 3) Avviso sui risultati del concorso di progettazione (art. 141, c. 2) |
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| d.l. 76, art. 1, co. 2, lett. a) (applicabile temporaneamente) | Avviso sui risultati della procedura di affidamento diretto (ove la determina a contrarre o atto equivalente sia adottato entro il 30.6.2023) | Per gli affidamenti diretti per lavori di importo inferiore a 150.000 euro e per servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione, di importo inferiore a 139.000 euro: pubblicazione dell'avviso sui risultati della procedura di affidamento con l'indicazione dei soggetti invitati (non obbligatoria per affidamenti inferiori ad euro 40.000) | Tempestivo | ||
| d.l. 76, art. 1, co. 1, lett. b) (applicabile temporaneamente) | Avviso di avvio della procedura e avviso sui risultati della aggiudicazione di procedure negoziate senza bando (ove la determina a contrarre o atto equivalente sia adottato entro il 30.6.2023) |
Per l'affidamento di servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, di importo pari o superiore a 139.000 euro e fino alle soglie comunitarie e di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a un milione di euro: pubblicazione di un avviso che evidenzia l'avvio della procedura negoziata e di un avviso sui risultati della procedura di affidamento con l'indicazione dei soggetti invitati | Tempestivo | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Verbali delle commissioni di gara | Verbali delle commissioni di gara (fatte salve le esigenze di riservatezza ai sensi dell'art. 53, ovvero dei documenti secretati ai sensi dell'art. 162 e nel rispetto dei limiti previsti in via generale dal d.lgs. n. 196/2003 e ss.mm.ii. in materia di dati personali. | Successivamente alla pubblicazione degli avvisi relativi agli esiti delle procedure | ||
| Art. 47, c.2, 3, 9, d.l. 77/2021 e art. 29, co. 1, d.lgs. 50/2016 | Pari opportunità e inclusione lavorativa nei contratti pubblici, nel PNRR e nel PNC | Copia dell'ultimo rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile prodotto al momento della presentazione della domanda di partecipazione o dell'offerta da parte degli operatori economici tenuti, ai sensi dell'art. 46, del d.lgs. n. 198/2006 alla sua redazione (operatori che occupano oltre 50 dipendenti) (art. 47, c. 2, d.l. 77/2021) | Successivamente alla pubblicazione degli avvisi relativi agli esiti delle procedure | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Contratti | Solo per gli affidamenti sopra soglia e per quelli finanziati con risorse PNRR e fondi strutturali, testo dei contratti e dei successivi accordi modificativi e/o interpretativi degli stessi (fatte salve le esigenze di riservatezza ai sensi dell'art. 53, ovvero dei documenti secretati ai sensi dell'art. 162 e nel rispetto dei limiti previsti in via generale dal d.lgs. n. 196/2003 e ss.mm.ii. in materia di dati personali). | Tempestivo | ||
| D.l. 76/2020, art. 6 Art. 29, co. 1, d.lgs. 50/2016 |
Collegi consultivi tecnici | Composizione del CCT, curricula e compenso dei componenti. | Tempestivo | ||
| Art. 47, c.2, 3, 9, d.l. 77/2021 e art. 29, co. 1, d.lgs. 50/2016 | Pari opportunità e inclusione lavorativa nei contratti pubblici, nel PNRR e nel PNC | Relazione di genere sulla situazione del personale maschile e femminile consegnata, entro sei mesi dalla conclusione del contratto, alla S.A. dagli operatori economici che occupano un numero pari o superiore a quindici dipendenti (art. 47, c. 3, d.l. 77/2021) | Tempestivo | ||
| Art. 47, co. 3-bis e co. 9, d.l. 77/2021 e art. 29, co. 1, d.lgs. 50/2016 | Pubblicazione da parte della S.A. della certificazione di cui all'articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68 e della relazione relativa all'assolvimento degli obblighi di cui alla medesima legge e alle eventuali sanzioni e provvedimenti disposti a carico dell'operatore economico nel triennio antecedente la data di scadenza di presentazione delle offerte e consegnati alla S.A. entro sei mesi dalla conclusione del contratto (per gli operatori economici che occupano un numero pari o superiore a quindici dipendenti) | Tempestivo | |||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Fase esecutiva | Fatte salve le esigenze di riservatezza ai sensi dell'art. 53, ovvero dei documenti secretati ai sensi dell'art. 162 del d.lgs. 50/2016, i provvedimenti di approvazione ed autorizzazione relativi a: - modifiche soggettive - varianti - proroghe - rinnovi - quinto d’obbligo - subappalti (in caso di assenza del provvedimento di autorizzazione, pubblicazione del nominativo del subappaltatore, dell’importo e dell’oggetto del contratto di subappalto). Certificato di collaudo o regolare esecuzione Certificato di verifica conformità Accordi bonari e transazioni Atti di nomina del: direttore dei lavori/direttore dell'esecuzione/componenti della commissione di collaudo |
Tempestivo | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Resoconti della gestione finanziaria dei contratti al termine della loro esecuzione | Resoconti della gestione finanziaria dei contratti al termine della loro esecuzione. Il resoconto deve contenere, per ogni singolo contratto, almeno i seguenti dati: data di inizio e conclusione dell'esecuzione, importo del contratto, importo complessivo liquidato, importo complessivo dello scostamento, ove si sia verificato (scostamento positivo o negativo). |
Annuale (entro il 31 gennaio) con riferimento agli affidamenti dell'anno precedente | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016; | Concessioni e partenariato pubblico privato | Tutti gli obblighi di pubblicazione elencati nel presente allegato sono applicabili anche ai contratti di concessione e di partenariato pubblico privato, in quanto compatibili, ai sensi degli artt. 29, 164, 179 del d.lgs. 50/2016. Con riferimento agli avvisi e ai bandi si richiamano inoltre: Bando di concessione, invito a presentare offerte (art. 164, c. 2, che rinvia alle disposizioni contenute nella parte I e II del d.lgs. 50/2016 anche relativamente alle modalità di pubblicazione e redazione dei bandi e degli avvisi) Nuovo invito a presentare offerte a seguito della modifica dell’ordine di importanza dei criteri di aggiudicazione (art. 173, c. 3) Nuovo bando di concessione a seguito della modifica dell’ordine di importanza dei criteri di aggiudicazione (art. 173, c. 3) Bando di gara relativo alla finanza di progetto (art. 183, c. 2) Bando di gara relativo alla locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilità (art. 187) Bando di gara relativo al contratto di disponibilità (art. 188, c. 3) |
Tempestivo | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 | Affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture di somma urgenza e di protezione civile | Gli atti relativi agli affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture di somma urgenza e di protezione civile, con specifica dell’affidatario, delle modalità della scelta e delle motivazioni che non hanno consentito il ricorso alle procedure ordinarie (art. 163, c. 10) | Tempestivo | ||
| Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016; | Affidamenti in house | Tutti gli atti connessi agli affidamenti in house in formato open data di appalti pubblici e contratti di concessione tra enti nell'ambito del settore pubblico (art. 192, c. 1 e 3) | Tempestivo | ||
| Art. 90, c. 10, dlgs n. 50/2016 | Elenchi ufficiali di operatori economici riconosciuti e certificazioni | Obbligo previsto per i soli enti gestiscono gli elenchi e per gli organismi di certificazione Elenco degli operatori economici iscritti in un elenco ufficiale (art. 90, c. 10, d.lgs. n. 50/2016) Elenco degli operatori economici in possesso del certificato rilasciato dal competente organismo di certificazione (art. 90, c. 10, d.lgs. n. 50/2016) |
Tempestivo | ||
| Art. 11, co. 2-quater, l. n. 3/2003, introdotto dall’art. 41, co. 1, d.l. n. 76/2020. | Progetti di investimento pubblico | Obbligo previsto per i soggetti titolari di progetti di investimento pubblico Elenco dei progetti finanziati, con indicazione del CUP, importo totale del finanziamento, le fonti finanziarie, la data di avvio del progetto e lo stato di attuazione finanziario e procedurale |
Annuale | ||
Accesso civico semplice e accesso civico generalizzato
Con le “Linee guida operative concernenti le modalità di presentazione, trattazione e decisione delle richieste di accesso civico generalizzato”[26] - in conformità alle indicazioni della circolare del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione - il Ministero ha fornito indicazioni operative di carattere esclusivamente procedurale per gli uffici centrali e periferici di questa amministrazione, al fine di procedere ad una gestione uniforme delle domande di accesso civico generalizzato.
Nei casi di diniego totale o parziale dell’accesso, o di mancata risposta entro il termine previsto da parte dell’ufficio detentore dei dati (sia che si tratti di uffici centrali che periferici di quest’amministrazione), il richiedente può presentare richiesta di riesame al RPCT[27] inviando la richiesta ai seguenti recapiti:
- pec: responsabileprevenzionecorruzione@giustiziacert.it
- mail: responsabileprevenzionecorruzionetrasparenza@giustizia.it
- posta ordinaria: Ministero della giustizia – Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza – Via Arenula 70 – 00186 Roma.
Alla richiesta di riesame - predisposta unicamente mediante il modulo pubblicato all’indirizzo https://www.giustizia.it/resources/cms/documents/istanza_riesame FOIA.pdf, sottoscritta dal richiedente e accompagnata da copia di un documento di identità (superflua in caso di firma digitale) - deve essere allegata la richiesta presentata all’ufficio detentore dei dati in prima istanza, la risposta fornita dallo stesso ufficio ed eventuali relativi allegati.
Il Responsabile PCT decide con provvedimento motivato, entro il termine di 20 giorni, salvo il maggior termine previsto dall'articolo 5 bis, comma 2, lettera a), d.lgs. n. 33/2013, nel caso di interpello del Garante per la protezione dei dati personali.
In ordine alla tutela dell’istante, nei casi di diniego totale o parziale dell’accesso o di mancata risposta entro il termine previsto da parte dell’Ufficio detentore dei dati, o avverso la decisione in sede di riesame del Responsabile PCT, o in caso di sua mancata risposta entro il termine previsto, il richiedente può presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
Resta ferma, comunque, la possibilità di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale anche senza presentare richiesta di riesame.
In esito alla circolare del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017 avente ad oggetto “Attuazione delle norme sull’accesso generalizzato (c.d. FOIA)”, il Ministero ha adottato il D.M. 18 ottobre 2017, istituendo presso l’Ufficio del Capo del Dipartimento per gli Affari di Giustizia una Unità di staff, deputata ad assicurare il coordinamento delle attività funzionali all’accesso civico generalizzato.
Tale struttura organizzativa assicura al Centro di competenza Giustizia, in raccordo con i referenti per l’accesso dei singoli Dipartimenti:
- la regolarità e la continuità degli adempimenti connessi alla ricezione delle richieste di accesso ed alla tenuta del Registro;
- il monitoraggio dello stato della procedura e la profilazione delle istanze con indicazione della tipologia di richiedente, della data e dell’oggetto dell’istanza, dell’Ufficio competente a provvedere, dell’esito, della sintesi della motivazione e dell’eventuale riesame;
- l’istruttoria, le comunicazioni con gli eventuali controinteressati ed il dialogo cooperativo con gli istanti, con particolare attenzione alle richieste provenienti dai c.d. “social watchdogs”, ai fini della corretta alimentazione del dibattito pubblico;
- lo smistamento delle istanze, per ragioni di competenza o a titolo di interlocuzione con gli Uffici centrali e periferici;
- il raccordo con il Responsabile del procedimento di pubblicazione dei contenuti istituzionali e con la Redazione del sito del Ministero;
- le funzioni di assistenza (help desk) agli Uffici centrali e periferici.
Il Foglio di informazione del Dipartimento per gli affari di giustizia in materia di accesso civico generalizzato – di cui sono già stati pubblicati due numeri liberamente consultabili al link https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_29_22.page – è lo strumento, consultabile anche dalla homepage del sito istituzionale, creato per favorire la più ampia circolazione delle massime dei provvedimenti e delle decisioni della giurisprudenza amministrativa nonché per consolidare le buone pratiche utili ad orientare la soluzione dei casi in materia di trasparenza e di accesso.
Il Foglio fornisce anche assistenza agli Uffici, veicolando direttive (per chiarire, ad esempio, gli ambiti di competenza) e raccomandazioni.
Nell’ottica della massima trasparenza sono stati pubblicati sul sito istituzionale, sempre al link sopracitato:
- la modulistica per l’accesso (semplice, generalizzato, riesame);
- gli indirizzi di posta, semplice e certificata, cui inviare le richieste;
- il Registro delle richieste di accesso, aggiornato on line con cadenza almeno trimestrale.
Agli Uffici giudiziari ed alle articolazioni periferiche dei singoli Dipartimenti e dell’Ufficio centrale degli archivi notarili è stato indirizzato un Manuale operativo di sintesi degli strumenti adottati per dare attuazione alla normativa primaria e secondaria in materia di accesso civico generalizzato.
A fronte del dettato normativo per cui il trattamento dei dati personali è consentito unicamente se ammesso da una norma di legge o, nei casi previsti, di regolamento[28] si prescrive che i Referenti della trasparenza di ciascuna articolazione ministeriale - prima di mettere a disposizione sul proprio sito web istituzionale dati e documenti contenenti dati personali (in forma integrale o per estratto, ivi compresi gli allegati) - debbano verificare che la disciplina in materia di trasparenza contenuta nel d.lgs. n. 33/2013 o in altre normative, anche di settore, preveda l’obbligo di pubblicazione.
Si raccomanda, inoltre, a tutti i referenti che l’attività di pubblicazione dei dati sul sito web per finalità di trasparenza, anche se effettuata in presenza di idoneo presupposto normativo, avvenga nel rispetto dei principi di cui all’art. 5 del Regolamento (UE) 2016/679 [29]e degli artt. 6[30] e 7 bis co. 4 del d.lgs. n. 33/2013[31].
Si invitano i referenti ad attenersi anche alle specifiche indicazioni fornite dalle linee guida del Garante per la protezione dei dati personali “Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati” e ad avvalersi del supporto del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD)[32].
Ancora, a norma dell’art. 39 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), rientra tra i compiti del RPD “sorvegliare l’osservanza” del richiamato Regolamento e delle altre norme in materia di protezione dati.
In particolare, il Considerando 39 del Regolamento generale sulla protezione dei dati, dispone che “Il principio della trasparenza impone che le informazioni e le comunicazioni relative al trattamento di tali dati personali siano facilmente accessibili e comprensibili e che sia utilizzato un linguaggio semplice e chiaro. Tale principio riguarda, in particolare, l’informazione degli interessati sull’identità del titolare del trattamento e sulle finalità del trattamento e ulteriori informazioni per assicurare un trattamento corretto e trasparente con riguardo alle persone fisiche interessate e ai loro diritti di ottenere conferma e comunicazione di un trattamento di dati personali che li riguardano”.
Sezione 3 - Organizzazione e capitale umano
3.1 Struttura organizzativa
L’art. 110 della Costituzione affida al Ministro della Giustizia l’organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Il Ministero, dunque, si occupa dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi occorrenti all’esercizio dell’attività giudiziaria; svolge inoltre funzioni amministrative strettamente connesse alle funzioni giurisdizionali sia nel settore civile che in quello penale e cura, altresì, la gestione degli archivi notarili, la vigilanza sugli ordini e collegi professionali, l’amministrazione del casellario, la cooperazione internazionale in materia civile e penale, l’istruttoria delle domande di grazia da proporre al Presidente della Repubblica.
Il Ministero assicura poi la gestione dei processi e delle risorse tecnologiche e la raccolta e analisi dei dati connessi all’amministrazione della giustizia, oltre al coordinamento della programmazione delle attività delle attività della politica regionale, nazionale ed eurounitaria e di coesione.
Nel settore penitenziario, il Ministero della Giustizia svolge compiti di attuazione della politica dell’ordine e della sicurezza negli istituti e servizi penitenziari e nel trattamento dei detenuti, nonché di amministrazione del personale penitenziario e di gestione dei supporti tecnici necessari.
Il Ministero ha, infine, competenza in materia di minori e di gestione del personale e dei beni relativi al settore della giustizia minorile.
Per l’esercizio delle suddette competenze, il Ministero è composto da cinque Dipartimenti: il Dipartimento per gli affari di giustizia (DAG), il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (DOG), il Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione (DSSC), il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (DAP) e il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità (DGMC), nonché dagli uffici che supportano l’attività di indirizzo politico del Ministro. Nel Ministero della giustizia è anche inserita l’amministrazione degli archivi notarili.
A seguito dell’emanazione dei regolamenti di riorganizzazione di cui ai D.P.C.M. n. 84 del 15 giugno 2015, n. 99 del 19 giugno 2019 (Regolamento concernente l’organizzazione del Ministero della Giustizia) e 100 del 19 giugno 2019 (Regolamento concernente l’organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della Giustizia, nonché dell’Organismo indipendente di valutazione della performance), come successivamente modificati, la struttura ministeriale è, dunque, più specificatamente, la seguente:
- il Dipartimento per gli affari di giustizia, con funzioni e compiti inerenti alla gestione amministrativa dell'attività giudiziaria in ambito degli affari interni e internazionali, lo studio e la proposta di interventi normativi nel settore di competenza;
- il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, con funzioni e compiti inerenti all’organizzazione ed ai servizi della giustizia, tra cui la gestione del personale amministrativo, dei mezzi e degli strumenti anche informativi necessari all’esercizio della funzione giudiziaria, le attività attribuite dalla legge alle competenze del Ministro in ordine alla carriera dei magistrati, lo studio e la proposta di interventi normativi nel settore di competenza;
- il Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione, che assicura la gestione dei processi e delle risorse connessi alle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e della innovazione, la gestione della raccolta, l’organizzazione e l’analisi dei dati relativi a tutti i servizi connessi all'amministrazione della giustizia, il monitoraggio dell’efficienza del servizio giustizia e il coordinamento della programmazione delle attività della politica regionale, nazionale ed eurounitaria e di coesione;
- il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, deputato all’attuazione della politica dell’ordine e della sicurezza negli istituti e servizi penitenziari e del trattamento dei detenuti, degli internati, dei condannati ed internati ammessi a fruire delle misure alternative alla detenzione, nonché alla cura del coordinamento tecnico operativo, alla direzione ed amministrazione del personale e dei collaboratori esterni dell'Amministrazione, nonché alla direzione e gestione dei supporti tecnici per le esigenze generali del Dipartimento;
- il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, incaricato di assicurare l’attuazione dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile, garantendo l’esecuzione della pena, la tutela dei diritti soggettivi dei minori e la promozione dei processi evolutivi adolescenziali in atto e favorendo il reinserimento sociale e lavorativo dei minori entrati nel circuito giudiziario penale, a esercitare, in virtù delle nuove attribuzioni conferite dal regolamento di riorganizzazione, le funzioni attribuite dalla legge al Ministero della giustizia in materia di minori e quelle inerenti l’esecuzione penale esterna e la messa alla prova degli adulti e a curare la gestione amministrativa del personale e dei beni ad esso relativi;
- l’Ufficio centrale degli archivi notarili, con compiti organizzativi e di direzione amministrativa degli archivi notarili distrettuali e sussidiari e degli ispettorati circoscrizionali.
Il Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione è stato istituito con D.P.C.M. 22 aprile 2022, n. 54 e accorpa oggi le Direzioni generali della statistica ed analisi organizzativa (DGSTAT), dei sistemi informativi automatizzati (DGSIA) e per il coordinamento delle politiche di coesione (DGCOE). In data 13 agosto 2022, è stato adottato il decreto ministeriale di organizzazione e definizione dei compiti degli uffici di livello dirigenziale non generali nell’ambito delle Direzioni generali del citato Dipartimento.
Ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del D.L. 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, con decreto interministeriale del 18 novembre 2021 è stata inoltre istituita l’Unità di missione per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, quale punto di contatto con il Servizio centrale del PNRR, al fine di garantire un’efficace, efficiente e tempestiva degli interventi relativi al Piano. Ai sensi del successivo comma 3, la medesima struttura vigila affinché siano adottati criteri di selezione delle azioni coerenti con le regole e gli obiettivi del PNRR ed emana linee guida per assicurare la correttezza delle procedure di attuazione e rendicontazione, le regolarità della spesa ed il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali e di ogni altro adempimento previsto dalla normativa europea e nazionale applicabile al PNRR; essa svolge attività di supporto nella definizione, attuazione, monitoraggio e valutazione di programmi e progetti cofinanziati ovvero finanziati da fondi nazionali, europei e internazionali, nonché l’attività di supporto all’attuazione di politiche pubbliche per lo sviluppo, anche in relazione alle esigenze di programmazione e attuazione del PNRR. Il Direttore Generale dell’Unità di Missione è stato nominato con D.M. del 17 febbraio 2022.
Per effetto di quanto disposto dall’art. 6 del D. Lgs. 25 luglio 2006, n. 240, come novellato dall’art. 1, comma 435 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, la Direzione generale per la gestione e la manutenzione degli edifici giudiziari di Napoli (già “Ufficio Speciale”) è stata sostituita da nuove strutture di decentramento amministrativo denominate Uffici periferici dell’organizzazione giudiziaria, delle risorse materiali e delle tecnologie del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, istituite con decreto interministeriale del 14.4.2022.
Per quanto attiene all’Amministrazione penitenziaria, è stata rafforzata l’organizzazione a livello centrale con la previsione dell’istituzione della Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria e della Direzione generale dei servizi logistici e tecnici del Corpo di polizia penitenziaria (D. Lgs. n. 146/2000, art. 5 bis, introdotto con D. Lgs. 27 dicembre 2021, n. 172), nonché della Direzione generale dei beni, dei servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria (D. L. n. 152/2021, art. 35, convertito con modificazioni dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233): in relazione a quest’ultima, in data 9 dicembre 2022 è stato inoltre adottato il decreto ministeriale concernente l’individuazione dei posti di funzione di livello dirigenziale non generale.
Infine, per quanto attiene al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, si segnalano: il D.P.C.M. n. 102 del 22 giugno 2022, che introduce modifiche al D.P.C.M. n. 84/2015, relativamente agli uffici centrali e articolazioni territoriali della Direzione generale dell’esecuzione penale esterna e di messa alla prova; il D.M. 18 ottobre 2022, che provvede all’individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale, alla definizione dei relativi compiti, nonché all’organizzazione delle articolazioni dirigenziali territoriali ai sensi dell’art. 16, comma 1 e comma 2, del D.P.C.M. n. 84/2015; il D.M. 19 ottobre 2022, in materia di individuazione degli uffici locali di esecuzione penale esterna quali articolazioni territoriali del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, nonché di individuazione delle articolazioni interne dei medesimi uffici locali e misure di coordinamento con gli uffici interdistrettuali e distrettuali di esecuzione penale esterna.
Per quanto concerne l’organizzazione interna e territoriale delle strutture dipartimentali e le relative dotazioni di personale, si rimanda alle corrispondenti sezioni e, per il dettaglio, ai contributi, pubblicati sul sito istituzionale (www.giustizia.it) e, per il personale, anche ai dati riportati sul Portale della mobilità (www.mobilita.gov.it).
Relativamente alle risorse finanziarie del Ministero della giustizia, si rinvia agli stanziamenti in Legge di Bilancio allegati alla Direttiva generale per l’azione amministrativa e la gestione, in appendice al presente Piano e pubblicati sul sito istituzionale e, per il dettaglio, alle sezioni relative ai singoli Centri di responsabilità amministrativa.
L’Amministrazione è attivamente impegnata nella promozione e realizzazione del principio dell’uguaglianza di genere: in data 22.2.2023 è stato adottato il Piano di Uguaglianza di Genere 2023-2025, che si allega al presente Piano.
3.2 Organizzazione del lavoro agile
Il Piano organizzativo del lavoro agile, che si integra nel PIAO al quale è allegato, si propone di individuare le misure atte a consentire a tutti gli uffici dell’Amministrazione giudiziaria di dare attuazione al lavoro agile ordinario quale strumento di innovazione organizzativa e modernizzazione dei processi attraverso cui conciliare, al tempo stesso, le esigenze di vita-lavoro dei propri dipendenti.
In tale prospettiva si è tenuto conto, in primo luogo, del nuovo quadro regolatorio delineato dal Contratto collettivo Funzioni centrali 2019-2021, che offre una disciplina generale di tutti i diversi istituti inerenti il lavoro da remoto.
Sin da prima dell’entrata in vigore delle suddette norme contrattuali, l’amministrazione giudiziaria ha avviato un proficuo confronto con le Organizzazioni Sindacali all’esito del quale è stato formalizzato, nel 2022, un atto datoriale per la regolamentazione del lavoro agile ordinario che recepisce nella sostanza l’impianto da cui muove il nuovo CCNL 2019-2021, declinandolo secondo le specificità degli uffici giudiziari e ministeriali, senza trascurare la fondamentale lezione derivante dall’applicazione, durante il periodo di emergenza pandemica, dell’accordo sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali il 14 ottobre 2020.
Come noto, l’attuazione del lavoro agile nella fase emergenziale, terminata lo scorso 31 marzo 2022, è stata modulata in stretta correlazione con l’evoluzione del fenomeno pandemico. Nel 2022 si è quindi registrato il passaggio dallo smart working emergenziale a quello ordinario, con il parziale e progressivo superamento della disciplina semplificata a favore di una modalità di lavoro strutturata, con attenzione specifica alle tutele dei lavoratori e dei datori di lavoro e condizioni di garanzia a tutela degli interessi di cittadini e imprese: l’amministrazione ha operato in modo tale da evitare ogni soluzione di continuità tra l’applicazione del lavoro agile cosiddetto emergenziale e il lavoro agile ordinario (che trova il suo fondamento normativo negli articoli da 18 a 24 della legge 22 maggio 2017, n. 81, successivamente integrati dalle disposizioni del CCNL).
L’obiettivo di favorire attraverso il lavoro agile la produttività e l’orientamento ai risultati richiede, in prospettiva, l’adozione nel tempo di adeguate misure che impongono, avuto riguardo in particolare all’amministrazione giudiziaria, una sostanziale revisione dei modelli di organizzazione del lavoro e un consistente investimento nelle tecnologie digitali di supporto e nello sviluppo di competenze digitali trasversali nell’ambito delle diverse figure professionali.
Il documento è connotato da una manifesta unitarietà della visione d’insieme (connotata dal più equo bilanciamento della funzionalità ed efficienza degli uffici e delle esigenze di vita-lavoro del personale) e delle oggettive prospettive di azione amministrativa (calando appunto l’applicazione concreta dell’istituto, senza automatismi o vincoli formali, nel particolare contesto dei singoli uffici e, in questo ambito, delle specifiche mansioni e competenze di ciascun dipendente), tenendo conto nondimeno delle peculiarità proprie delle quattro distinte articolazioni del Ministero deputate alla gestione del personale.
3.3 Piano triennale dei fabbisogni di personale
Il Piano triennale dei fabbisogni di personale, che costituisce una sezione del Piano integrato di attività e organizzazione al quale è allegato, è fisiologicamente connotato dalla possibilità di continua rimodulazione per raccordare l’azione amministrativa con esigenze sopravvenute e non prevedibili a priori ed è stato declinato tenendo conto delle peculiarità proprie delle quattro distinte articolazioni del Ministero deputate alla gestione del personale, pur nella manifesta unitarietà delle concrete prospettive di azione amministrativa e della visione d’insieme improntata alla copertura delle significative vacanze di organico.
Di seguito si evidenziano in particolare gli elementi fondamentali in materia di formazione del personale. È opportuno premettere che il Piano di formazione dell’Amministrazione giudiziaria è in corso di predisposizione, dovendo essere presentato entro il 30 giugno dell’anno; sono, pertanto, in via di definizione le linee-guida e la micro-progettazione delle iniziative formative, che presuppongono il completamento dell’analisi dei fabbisogni formativi.
Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
Priorità strategiche della formazione
- Con riferimento alle innovazioni tecnologiche e alla digitalizzazione dei servizi, continuando ad operare in stretta collaborazione con la Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati, l’Ufficio II Formazione pianificherà centralmente le attività necessarie a diffondere e ampliare le conoscenze informatiche e l’efficace utilizzo dei sistemi informativi in ambito civile, penale e amministrativo, con particolare riguardo alla digitalizzazione del processo penale (TIAP, SICP, estrazione statistiche, intercettazioni) e del processo penale (consolle magistrati lato assistente giudiziario, consolle udienze).
- Proseguirà nel 2023 il processo di digitalizzazione della Giustizia, in area penale con innovazioni ulteriori nella direzione del processo penale telematico e per l’aggiornamento degli applicativi alla Riforma Cartabia; in area civile sul fronte delle innovazioni legate ai sistemi informativi utilizzati per la gestione delle Spese di Giustizia.
- Nell’anno 2023 proseguiranno le attività di orientamento e formazione delle risorse che faranno ingresso nell’amministrazione giudiziaria in esito alle ordinarie procedure di assunzione (personale amministrativo a tempo indeterminato), sia nell’ambito della programmazione di assunzioni a tempo determinato previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed in particolare nella linea progettuale M1C1- “Investire nel capitale umano per rafforzare l’«ufficio per il processo» e superare le disparità tra gli uffici giudiziari, migliorarne la performance sia in primo che in secondo grado e accompagnare, completandolo, il processo di transizione digitale del sistema giudiziario” (addetti all’Ufficio per il processo e unità di supporto).
- Nell’anno 2023 le attività di formazione dedicate alle nuove risorse saranno realizzate attraverso la diffusione di videolezioni in ambiente e-learning sui servizi di area civile e penale e con approfondimenti tecnici e tematici per i profili professionali di supporto all’Ufficio per il Processo (Tecnico IT senior, Tecnico di contabilità senior, Tecnico di edilizia senior, Tecnico statistico, Tecnico di amministrazione, Analista di organizzazione, Tecnico IT junior, Tecnico di contabilità junior, Tecnico di edilizia junior, Operatore di data entry).
- Attraverso la realizzazione di un ulteriore programma formativo sulle applicazioni Microsoft (Teams, SharePoint, OneDrive, Word, Excel), si raggiungerà l’obiettivo di estendere all’intera platea di utenti Giustizia l’efficace padronanza degli strumenti informatici che rendono possibile lo scambio e la collaborazione a distanza in tutte le attività di lavoro non strettamente legate all’utilizzo dei sistemi di area civile e penale.
- Nel 2023 sarà pianificata la realizzazione di un innovativo programma di formazione in materia linguistica per verificare il livello di conoscenza della lingua inglese e definire un percorso di aggiornamento per un un’ampia platea di destinatari ed altresì per aggiornare le competenze linguistiche degli addetti ai servizi che richiedono una buona padronanza della lingua inglese.
Risorse interne
L’Ufficio II – Formazione della Direzione generale del personale e della formazione accompagna e sostiene le politiche del personale con iniziative formative gestite centralmente e progetti formativi realizzati dalle Scuole di formazione del personale dell’amministrazione giudiziaria e dalla rete dei referenti distrettuali per la formazione del personale amministrativo.
La pianificazione degli interventi formativi rivolti al personale dell’amministrazione giudiziaria è realizzata con il supporto delle Scuole e della rete dei referenti della formazione presso i distretti di Corte di Appello.
L’anno 2023 sarà caratterizzato da una più stretta integrazione tra corsi “a distanza” (meeting e webinar) e attività in modalità asincrona in ambienti e-learning. Gli eventi live, saranno, quindi, accompagnati dalla pubblicazione di contenuti informativi, materiale didattico, manuali e da veri e propri oggetti multimediali (videolezioni e videopillole formative) da fruire in rete Giustizia o in remoto su ambiente e-learning.
Le risorse finanziarie allocate sul pertinente capitolo di spesa 1461 piano gestionale 8 per il corrente anno 2023 sono complessivamente pari ad € 336.140 e risultano adeguate alle esigenze formative, ferma restando la possibilità del ricorso agli strumenti di flessibilità del bilancio per eventuali integrazioni.
Risorse esterne
- Anche per l’anno 2023 il Piano annuale della formazione realizza occasioni di scambio e collaborazione con il personale di magistratura nella progettazione didattica e nell’erogazione degli interventi, anche a seguito di un protocollo d’intesa con la Scuola Superiore della Magistratura per la formazione degli addetti all’Ufficio per il Processo.
- Proseguirà nell’anno 2023 l’attività di formazione permanente per il personale già in servizio attraverso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, l’istituzione a capo del Sistema unico del reclutamento e della formazione pubblica, che, come noto, ha come target per la diffusione delle iniziative formative il personale dirigenziale e quello amministrativo della terza area professionale.
Si evidenzia che il piano di formazione di dettaglio e la micro-progettazione saranno disponibili appena definito il piano di performance, recante le linee strategiche di amministrazione che costituiscono il riferimento per definire le linee guida e coerenti obiettivi delle iniziative formative. È in corso il completamento dell’analisi del fabbisogno formativo distrettuale, al termine del quale, ai sensi del D.P.R 16 aprile 2013, n. 70 ed entro il 30 giugno di ogni anno, deve essere predisposto il Piano di formazione dell’Amministrazione giudiziaria.
Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Dipartimento giustizia minorile e di comunità
Il contributo della Direzione generale della Formazione del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, che si occupa anche della formazione per il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, per l’anno 2023 si orienta nel perimetro delle linee d’azione declinate nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale del Ministro della Giustizia e nell’Atto di programmazione del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Di seguito, gli obiettivi strategici e i punti di intervento su cui intende incidere la formazione per l’anno 2023 (quali risulteranno in maggior dettaglio dal Piano Annuale della Formazione).
Linea di azione I “Miglioramento della qualità dell’azione amministrativa, valorizzazione delle risorse umane e benessere organizzativo”
Premesso il condiviso valore del momento formativo, essenziale in fase iniziale (per la coscienza del ruolo e l’acquisizione delle competenze) e cruciale in itinere (per la maturazione e il consolidamento della cultura professionale e il costante aggiornamento dei saperi), la Direzione generale è impegnata a costruire percorsi intesi a promuovere il senso di appartenenza all’Istituzione e a favorire la consapevolezza della funzione di tutela del sistema deputato all’esecuzione penale, in aderenza ai principi costituzionali e alle norme sovranazionali. Sarà curata la formazione diretta a qualificare le diverse professionalità, in particolare del Corpo, che, a causa del previsto, massiccio esodo dovuto ai pensionamenti, rischiano di esaurirsi, con intuibile, negativo riverbero sulle attività operative (si citano, a titolo di esempio, le specializzazioni per la gestione e l’uso di armi; le abilitazioni alla guida dei mezzi; le abilitazioni alle funzioni di tutela e scorta; le capability per la gestione dei sistemi informatizzati nonché dei presidi di sicurezza in continua evoluzione tecnologica, etc.). Verranno incentivati corsi interprofessionali, intesi all’integrazione tra ruoli diversi e all’acquisizione di competenze trasversali e multidisciplinari. Particolare attenzione verrà riservata alla ricerca degli strumenti e delle condizioni per favorire il benessere organizzativo (sia in termini di processi di trasformazione operativa sia di sostegno psicologico al personale) e promuovere i comportamenti resilienti degli operatori.
Linea di azione II “Assicurazione e rafforzamento dell’ordine e della sicurezza degli istituti; prevenzione della corruzione; realizzazione di un modello di esecuzione penale tra certezza della pena e dignità della persona, da attuare valorizzando il lavoro e la formazione professionale in via principale insieme a istruzione, cultura, attività trattamentali per il reinserimento sociale della persona detenuta”:
A tale linea si ascrivono le iniziative formative centrate sulla capacità degli operatori a corrispondere al mandato ordinamentale per l’attuazione di un modello detentivo-rieducativo. Al riguardo, verrà assicurata la consueta attenzione alle emergenze relative alla salute, soprattutto mentale, delle persone recluse, alla gestione delle condotte suicidarie, lesive o autolesive, focalizzando specifiche azioni formative alla prevenzione delle aggressioni in danno del personale nonché a coniugare la gestione della sicurezza intra moenia nel rispetto dei diritti umani e dell’etica deontologica. Si confermano, altresì, i percorsi formativi in materia di anticorruzione.
Linea di azione III “Innovazione tecnologica ed efficientamento delle strutture”
A tale indirizzo verranno ascritte la formazione specialistica degli operatori informatici nonché le diverse iniziative intese a promuovere capability per un efficace utilizzo dei sistemi informatizzati e fronteggiare le emergenti criticità derivanti dall’evoluzione tecnologica (droni).
I risultati che ci si propone di conseguire sono:
- rafforzare l’identità di ruolo del personale, promuovendone l’adesione ai principi di etica professionale;
- accrescere il sapere tecnico e professionale;
- assicurare il costante aggiornamento normativo;
- favorire il confronto esperienziale;
- promuovere la costruzione condivisa e integrata di modelli gestionali per il personale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, nella valorizzazione delle rispettive competenze;
- rafforzare la comprensione del mandato istituzionale, inteso alla tutela delle persone detenute, internate o sottoposte a misure di comunità, nonché alla promozione di una condivisa cultura legalitaria e di prevenzione del rischio corruttivo.
Relativamente alle risorse interne attivate per garantire il mandato formativo, si evidenzia il rinnovato impulso al decentramento. I Provveditorati regionali svolgono, difatti, un ruolo strategico essenziale per veicolare gli obiettivi che l’Amministrazione persegue in ambito nazionale e, al tempo stesso, per riconoscere i bisogni e le peculiarità di contesto della complessa organizzazione dell’esecuzione penale. Completano il quadro istituzionale delle risorse interne, le Scuole e gli Istituti di istruzione (articolazioni territoriali dipendenti dalla Direzione Generale), setting privilegiato per la formazione del personale del Corpo neoassunto, e dei poli formativi costituiti presso i Provveditorati.
Rispetto alle risorse esterne all’Amministrazione, oltre alla sinergia attivata con altre Agenzie formative istituzionali (Scuola nazionale dell’Amministrazione; Accademie e Scuole delle Forze Armate e di Polizia) nonché Organi e network internazionali (OSCE-ODIHR; EL PACTO), si segnala il consolidato coinvolgimento nel mandato formativo del mondo accademico e di altri qualificati enti di ricerca, con l’intento sia di incentivare l’elevazione professionale e culturale del personale che di promuovere autorevoli collaborazioni scientifiche nell’attività di ricerca.
Ufficio Centrale Archivi Notarili
Come indicato nella nota con cui il Direttore dell’Ufficio Centrale Archivi Notarili ha individuato gli obiettivi formativi annuali per l’anno 2023, le strategie formative dell’Amministrazione saranno orientate, in primo luogo, alla progettazione e realizzazione di iniziative a beneficio del personale che si prevede di assumere in attuazione delle politiche assunzionali dispiegate attraverso i recenti Piani triennali dei fabbisogni di personale, nell’ottica di favorire lo sviluppo delle conoscenze competenze specifiche per operare proficuamente nel peculiare contesto dell’Amministrazione degli Archivi notarili. Saranno, inoltre, previste specifiche iniziative formative per il personale che usufruisca del lavoro agile come modalità di svolgimento della prestazione. Ulteriore formazione riguarderà lo sviluppo delle conoscenze e competenze digitali, nell’ottica di supportare adeguatamente lo sviluppo tecnologico in atto.
In tale prospettiva, verranno pianificate le seguenti iniziative formative:
- Corso di formazione iniziale per i Conservatori neoassunti.
I delicati e complessi compiti istituzionali demandati ai Conservatori, con assunzione diretta di responsabilità a vari livelli, rendono necessario articolare una formazione specialistica sulle diverse materie di riferimento. Il corso di formazione si focalizzerà quindi, in maniera pragmatica, sulle principali attività di carattere organizzativo e gestionale che fanno capo agli Archivi notarili e all’Amministrazione centrale, avuto riguardo, in particolare, alle recenti novità normative e contrattuali intervenute nei vari istituti; saranno, altresì, oggetto di approfondimento le funzioni tipiche del Conservatore e la delicata materia del trattamento dei dati alla luce del nuovo Regolamento europeo in materia. - Corso di formazione iniziale per i Funzionari contabili neoassunti.
Il contingente di funzionari contabili che troverà ingresso in Amministrazione nel corrente anno costituisce un patrimonio da valorizzare in funzione dello sviluppo organizzativo e tecnologico in atto; le previste assunzioni, infatti, oltre a supportare l’UCAN nelle preminenti attività connesse con la contrattualistica, con il controllo di gestione e con la gestione del bilancio, permetteranno di dare attuazione alla previsione di cui all’art. 4 del D.M. 17.6.2016, che assegna agli Archivi notarili sede di Sovrintendenza compiti di assistenza, consulenza e supporto agli Archivi notarili delle rispettive circoscrizioni per le procedure amministrative, contrattuali e contabili, nonché attività di programmazione, progettazione e gestione delle procedure di affidamento per forniture di beni e servizi, così consentendo – per effetto dello sgravio degli Archivi dai relativi adempimenti – l’ottimizzazione delle risorse umane disponibili, sgravando gli Archivi dei relativi adempimenti. In considerazione dell’elevato contenuto tecnico delle competenze richieste, si renderà opportuna una mirata formazione a carattere specialistico atta a coniugare le necessarie conoscenze di base con quelle dei processi organizzativi e gestionali in ambito contabile, avuto riguardo sia alle attività dell’Ufficio centrale che degli Archivi notarili. - Corso di formazione per Assistenti amministrativi.
In considerazione dei numerosi adempimenti di carattere amministrativo-contabile che fanno capo agli assistenti amministrativi e delle fondamentali attività preparatorie e di formazione degli atti agli stessi demandate, si rende necessario pianificare un mirato intervento formativo a beneficio tanto del personale proveniente da altre amministrazioni, che sarà immesso nei ruoli dell’Amministrazione con le menzionate procedure di mobilità, quanto dei neo assunti in esito alle richiamate procedure concorsuali. L’intervento formativo illustrerà, inoltre, i principali applicativi in uso a supporto delle attività contabili e di rendicontazione degli Archivi notarili.
- Formazione a supporto dello sviluppo tecnologico.
La formazione dovrà perseguire l’obiettivo di favorire il proficuo utilizzo da parte del personale delle piattaforme di comunicazione e degli altri strumenti previsti per operare in modalità agile nonché di diffondere moduli organizzativi che rafforzino il lavoro in autonomia, l’empowerment, la delega decisionale, la collaborazione e la condivisione delle informazioni. In tale prospettiva, a supporto del cambiamento organizzativo, l’Amministrazione aderirà ad iniziative formative specifiche attivate dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione in modalità e-learning, favorendo la partecipazione alle stesse dei dirigenti, capi archivio e funzionari; atteso che la SNA non eroga formazione per il personale non direttivo, risulterà essenziale l’organizzazione di specifici corsi di formazione informatica da parte della Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati, in grado di raggiungere la vasta platea dei destinatari. A tali iniziative si affiancheranno interventi formativi mirati realizzati dall’Amministrazione.
In relazione agli obiettivi formativi, l’Amministrazione degli Archivi Notarili ha aderito al Piano strategico di formazione dei dipendenti pubblici avviato dal Dipartimento della Funzione pubblica con il duplice obiettivo di favorire la transizione al digitale e creare, al tempo stesso, le condizioni per il proficuo utilizzo del lavoro agile ordinario.
Sezione 4 - Monitoraggio
Nell’ambito della Relazione sulla Performance l’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) del Ministero della Giustizia riporta gli esiti del processo di misurazione e valutazione della performance organizzativa dell’amministrazione nel suo complesso, come previsto dalle Linee Guida n. 3 del novembre 2018 predisposte dal Dipartimento della Funzione Pubblica, che esplicitano ed integrano quanto disposto dall’articolo 7, comma 2, lettera a), del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. Le attività di misurazione e di valutazione della performance organizzativa del Ministero della Giustizia si svolgono seguendo le modalità applicative ed i criteri previsti dal Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP) adottato con D.M. 23 dicembre 2021. La valutazione della performance organizzativa complessiva annuale tiene conto delle misurazioni, relative al grado di raggiungimento degli obiettivi specifici triennali, effettuate dai dirigenti dell’Amministrazione, della verifica dell’effettiva funzionalità degli obiettivi annuali al perseguimento degli obiettivi specifici triennali, degli esiti delle indagini condotte dall’OIV stesso in relazione al grado di soddisfazione di categorie specifiche di utenti interni ed esterni. Gli obiettivi specifici triennali del Ministero della Giustizia sono definiti nella Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione 2023 a partire dai contenuti di Ministero della Giustizia – Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2023-2025. Lo stato di realizzazione degli obiettivi è valutato mediante l’attribuzione di un rating sintetico formulato nel seguente modo:
- la realizzazione dell’obiettivo è in linea con la programmazione;
- La realizzazione dell’obiettivo è in ritardo a causa di elementi di criticità esterni;
- La realizzazione dell’obiettivo è in ritardo a causa di elementi di criticità interni;
- l’obiettivo non ha prodotto significativi miglioramenti.
Il monitoraggio delle sottosezioni “Valore pubblico” e “Performance”, avverrà in ogni caso secondo le modalità stabilite dagli articoli 6 e 10, comma 1, lett. b) del decreto legislativo n. 150 del 2009 mentre il monitoraggio della sezione “Rischi corruttivi e trasparenza”, secondo le indicazioni contenute nel PNA 2022.
In relazione alla Sezione “Organizzazione e capitale umano” il monitoraggio della coerenza con gli obiettivi di performance sarà effettuato su base triennale dall’ OIV.
- Parte speciale della sezione di programmazione rischi corruttivi e trasparenza;
Uffici di diretta collaborazione (pdf, 1.343 Kb)
Unità di missione per l'attuazione del PNRR (pdf, 390)
Dipartimento per gli affari di giustizia (pdf, 300)
Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (pdf, 1.985)
Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l'analisi statistica e le politiche di coesione (pdf, 726)
Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (pdf, 3.141)
Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (pdf, 944)
Ufficio centrale degli archivi notarili (pdf, 726)
- Piano per l’uguaglianza di genere (pdf, 702 Kb)
- Piano organizzativo lavoro agile (documento unitario) (pdf, 649 Kb)
- Piano triennale dei fabbisogni di personale (documento unitario) (pdf, 2.390 Kb)
Roma, 29 marzo 2023
Il Referente della Performance
Chiara Salvatori
Note
[1] Rapporto percentuale dei provvedimenti adottati nell'anno di riferimento entro il termine di scadenza, effettivo o convenzionale, rapportati al totale dei provvedimenti adottati nell'anno con termine di scadenza, effettivo o convenzionale, nel medesimo anno o successivi. L'indicatore è calcolato sulla base del monitoraggio dell'attuazione del programma di Governo che esamina le singole leggi o gli atti aventi forza di legge, adottati in via definitiva, e ne individua i provvedimenti attuativi rimessi a una successiva adozione.
[2] L’indicatore misura la capienza garantita da parte dell'Amministrazione Giustizia Minorile per poter accogliere i minori e i giovani adulti presso le strutture penitenziarie per minori.
[3] L’indicatore si riferisce solo ai procedimenti contenziosi secondo la classificazione proposta dalla Commissione Europea per l`Efficienza della Giustizia (CEPEI) e recepita dalla Commissione Europea in sede di EU Justice Scoreboard (Civil And Commercial Litigious Case).
[4] L'indicatore tiene conto di tutta l'attività nei tribunali ordinari considerando l'ultimo dato disponibile con riferimento ai procedimenti iscritti e definiti nell'anno giudiziario.
[5] Secondo quanto previsto dall’articolo 1 del D.M. 18 novembre 2021, l’Unità di missione per l’attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di livello dirigenziale generale, è istituita presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministero della giustizia e costituisce il punto di contatto con il Servizio centrale per il PNRR per l'espletamento degli adempimenti previsti dal Regolamento (UE) 2021/241 del 12 febbraio 2021 che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza, relativamente agli interventi di competenza del Ministero della giustizia, svolgendo anche attività di prevenzione e contrasto delle frodi, del rischio di doppio finanziamento e di conflitti di interesse nella gestione dei fondi del PNRR.
- M1C1: investire nel capitale umano per rafforzare l’Ufficio per il processo e superare le disparità tra gli Uffici giudiziari, migliorarne la performance sia in primo che in secondo grado e accompagnare, completandolo, il processo di transizione digitale del sistema giudiziario;
- M1C1: investire nella trasformazione digitale, attraverso la digitalizzazione dei fascicoli e l’adozione di strumenti avanzati di analisi dati;
- M2C3: Riqualificare il patrimonio immobiliare dell’amministrazione giudiziaria in chiave ecologica.
[7] Si precisa che i dati relativi al personale amministrativo presente al 31 dicembre 2022 non sono ancora consolidati per effetto della migrazione dei medesimi dal vecchio al nuovo sistema di gestione del personale.
[8] Si rileva che dei 152 Uffici per il processo presenti nelle Corti di appello, 83 sono stati creati appositamente per il PNRR e 69 erano già presenti ma modificati per il PNRR.
[9] Si rileva che dei 691 Uffici per il processo presenti nei Tribunali, 294 sono stati creati appositamente per il PNRR, 383 erano già esistenti ma modificati per il PNRR e 14 erano già esistenti ma non modificati per il PNRR.
[10] Ai sensi dell’articolo 3 del Decreto ministeriale del 14 aprile 2022, l’Ufficio periferico di Torino ha competenza sugli uffici ricompresi nel territorio dei distretti delle Corti di appello di Genova e Torino; l’Ufficio periferico di Venezia ha competenza sugli uffici ricompresi nel territorio dei distretti delle Corti di appello di Trento, Trieste e Venezia; l’Ufficio periferico di Roma ha competenza sugli uffici ricompresi nel territorio dei distretti delle Corti di appello di L’Aquila, Cagliari e Roma; l’Ufficio periferico di Napoli ha competenza sugli uffici ricompresi nel territorio dei distretti delle Corti di appello di Bari, Lecce, Napoli, Potenza, Campobasso e Salerno; l’Ufficio periferico di Palermo ha competenza sugli uffici ricompresi nel territorio dei distretti delle Corti di appello di Catanzaro, Reggio Calabria, Caltanissetta, Catania, Messina e Palermo; l’Ufficio periferico di Firenze ha competenza sugli uffici ricompresi nel territorio dei distretti delle Corti di appello di Ancona, Firenze e Perugia; l’Ufficio periferico di Milano ha competenza sugli uffici ricompresi nel territorio dei distretti delle Corti di appello di Bologna, Brescia e Milano.
[11] Per il livello di raggiungimento degli obiettivi presentati dalla Direzione generale di statistica e analisi organizzativa e degli obiettivi presentati dalla Direzione generale dei sistemi informativi automatizzativi, si rinvia al contributo predisposto dal Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione.
[12] La riforma è stata prevista nell’ambito del Milestone M1C1-56, Riforma 1.9: Riforma della pubblica amministrazione, del PNRR, che prevede una serie di misure atte a garantire la riforma del pubblico impiego e la semplificazione delle procedure.
[13] L’obiettivo del legislatore è quello di mettere a sistema gli strumenti di programmazione e di coordinare fra loro la Sezione rischi corruttivi e trasparenza ed il Piano della performance, in quanto funzionali ad una verifica dell’efficienza dell’organizzazione nel suo complesso, nonché a sottolineare la rilevanza dell’integrazione dei sistemi di risk management con i sistemi di pianificazione, programmazione, valutazione e controllo interno delle amministrazioni.
[14] Articolo 1, comma 7, legge n. 190/2012.
[15] Tale situazione (transeunte e temporanea) va tenuta distinta dalla condizione di vacatio vera e propria, circostanza nella quale il RPCT nominato decade, recede o cessa dall’incarico per altre ragioni: in questo caso, è il riferimento normativo di cui all’art. 1, comma 7. L. 190 del 2012 – in base al quale “L'organo di indirizzo individua, di norma tra i dirigenti di ruolo in servizio, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza” – ad indicare la procedura obbligata, prevedendo implicitamente che la sostituzione avvenga tramite le medesime modalità, ossia attraverso una nuova nomina da parte dell’organo di indirizzo (il Ministro della giustizia).
[16] Per approfondimenti si veda il paragrafo dedicato alla tutela del whistleblower
[17] La struttura dedicata, di supporto al RPCT è prevista dall’art. 1 del D.P.C.M. 19 giugno 2019 n. 99, che prevede la possibilità che il Responsabile PCT, per l’esercizio delle funzioni e per lo svolgimento dei suoi compiti, si avvalga del personale assegnato alle articolazioni del Dicastero, dotato di adeguata professionalità nelle materie della corruzione, della trasparenza e dei contratti pubblici.
[18] Articolo 1 comma 9 lett. a) l. n. 190/2012.
[19] Articolo 1 comma 10 lett. b) l. 190/2012.
[20] Articolo 16, comma 1 lett. l-bis), l-ter) e l-quater) del d.lgs. n. 165/2001.
[21] Vedi art. 53, comma 14, del d.lgs. n. 165/2001, come richiamato dall’art. 15, comma 2, d.lgs. n. 33/2013.
[22] Art. 1, commi 4, lett. e), 5, lett. b) e 10, lett. b) dell’articolo 1.
[23] Rotazione cd. straordinaria ex art. 16, co. 1, lett. l-quater, secondo cui «I dirigenti di uffici dirigenziali generali provvedono al monitoraggio delle attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione svolte nell’ufficio a cui sono preposti, disponendo, con provvedimento motivato, la rotazione del personale nei casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttiva».
[24] Art. 43 del d.lgs. n. 33/2013
[25] L’articolo 43 del d.lgs. n. 33/13 attribuisce al Responsabile PCT il compito di svolgere attività di controllo sull’adempimento, da parte dell’amministrazione, degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, ed ai dirigenti responsabili degli uffici dell’amministrazione il compito di garantire il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare.
[26] https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_29_22_2.page
[27] Art. 5, comma 7, d.lgs. n. 33/2013.
[28] L’articolo 2-ter del d.lgs. n. 196/2003, introdotto dal d.lgs. 101/2018, in continuità con il previgente articolo 19 del Codice, dispone, al comma 1, che la base giuridica per il trattamento di dati personali effettuato per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri, ai sensi dell’art. 6, paragrafo 3, lett. b) del Regolamento (UE) 2016/679, «è costituita esclusivamente da una norma di legge o, nei casi previsti dalla legge, di regolamento». Inoltre, il comma 3 del medesimo articolo stabilisce che «La diffusione e la comunicazione di dati personali, trattati per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri, a soggetti che intendono trattarli per altre finalità sono ammesse unicamente se previste ai sensi del comma 1».
[29] Principi applicabili al trattamento dei dati personali contenuti all’art. 5 del Regolamento (UE) 2016/679: liceità, correttezza e trasparenza; minimizzazione dei dati; esattezza; limitazione della conservazione; integrità e riservatezza tenendo anche conto del principio di “responsabilizzazione” del titolare del trattamento. In particolare, assumono rilievo i principi di adeguatezza, pertinenza e limitazione a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali i dati personali sono trattati («minimizzazione dei dati») (par. 1, lett. c) e quelli di esattezza e aggiornamento dei dati, con il conseguente dovere di adottare tutte le misure ragionevoli per cancellare o rettificare tempestivamente i dati inesatti rispetto alle finalità per le quali sono trattati (par. 1, lett. d).
[30] L’Articolo 6 del d.lgs. n.33/2013 rubricato “Qualità delle informazioni” risponde alla esigenza di assicurare esattezza, completezza, aggiornamento e adeguatezza dei dati pubblicati.
[31] L’art. 7 bis co. 4 del d.lgs. n. 33/2013 dispone che «Nei casi in cui norme di legge o di regolamento prevedano la pubblicazione di atti o documenti, le pubbliche amministrazioni provvedono a rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione».
[32] Ex art. 39 del RGDP rientrano, infatti, nei compiti del RPD anche quelli di informare, fornire consulenza e sorvegliare in relazione al rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali.