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Mauro Palma, Difficile dire Giustizia, lezione magistrale tenuta il 5 novembre 2019, presentazione di Marco Ruotolo, Roma Tre-Press 2020

Copertina di Mauro Palma, Difficile dire giustrizia, 2020

January 13, 2022

collocazione:  MISC.   300  10185

Con piacere segnaliamo la lezione tenuta dal Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, in occasione del conferimento honoris causa della laurea magistrale in Giurisprudenza da parte dell’Università Roma Tre. La lezione è introdotta dal prof. Marco Ruotolo, che ha recentemente presentato i risultati dei lavori della Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario da lui presieduta.

Nella laudatio il professore tratteggia con sensibilità e acume l'itinerario intellettuale e umano di Palma, che ha saputo unire allo studio della matematica un’attenzione costante per i diritti delle persone private della libertà personale, attraverso la denuncia, sin dai primi anni Settanta sulle colonne del Manifesto, di un sistema penitenziario non allineato ai principi costituzionali.
L'impegno contro ogni forma di violazione dei diritti umani, lo spinge a fondare con Giuseppe Bronzini, Rossana Rossanda e Stefano Rodotà il Centro di documentazione sulla legislazione di emergenza, poi la rivista e l’associazione Antigone; presiede poi il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, dei trattamenti e delle pene inumani e degradanti nell’ambito del Consiglio d’Europa; collabora proficuamente col Ministero della giustizia, in anni recenti, a diverse iniziative per contrastare il sovraffollamento delle carceri.

La lezione propone un'interessante riflessione sulla possibilità di realizzare una giustizia effettiva, secondo i principi costituzionali, che tenga conto della complessità del reale. Viene denunciato il confine labile tra restrizione e privazione della libertà personale in diverse situazioni attuali, si pensi ai centri di identificazione e “accoglienza” dei migranti o ad alcune forme di sfruttamento del lavoro.
In merito all’esecuzione della pena, Palma sottolinea la necessità di mantenere un equilibrio tra le istanze di prevenzione, rieducazione e risarcimento, ribadendo il valore ricompositivo che le pene devono avere; senza questo fine: “la scena penale e il processo restano un teatro dell'esercizio del potere esclusivo di violenza da parte dello Stato e della costruzione di un consenso legittimante sul piano delle politiche della giustizia: un teatro che si realizza attraverso la sofferenza dei suoi attori” (p. 54), sia le vittime che i colpevoli.