Prevenzione del bullismo e del cyberbullismo - "Michele parla come me" - Un modello educativo peer to peer sperimentale, per la prevenzione del bullismo, del cyberbullismo, dei reati in rete e per l’emersione delle vittime (2025/2026)
aggiornamento: May 27, 2026
Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
La prevenzione del bullismo, dei reati in rete ed emersione delle vittime della rete
Il Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati in rete ed emersione delle vittime della rete
Anno 2026
L’evoluzione del progetto
Nell’anno 2026 il progetto “Michele parla come me” ha proseguito le sue attività nel comune di Napoli e si è esteso nel territorio di Nola, confermando la replicabilità e la solidità metodologica del percorso educativo e comunitario sviluppato negli anni 2024 e 2025.
Di fatto il 2026 chiude la sperimentazione e definisce il modello di intervento, alla luce di ciò che si consolida e delle novità intervenute.
Azioni consolidate
Il modello educativo peer to peer. Anche nella scuola di Nola il confronto tra giovani del territorio formati sul tema del bullismo, cyberbullismo e vittime e gli studenti delle scuole, ha fatto emergere una maggiore partecipazione e responsabilizzazione da parte dei giovanissimi. Questo tipo di intervento può essere considerato uno dei punti di forza del progetto.
Incontri con i genitori. Sono proseguiti gli incontri informativi con i genitori, i quali hanno evidenziato la propria fragilità educativa su questi temi. Gli incontri confermano che la famiglia deve essere coinvolta nel processo di intervento.
Incontri con i giovani del territorio. Sono proseguite le attività di formazione dei i giovani delle associazioni territoriali, i quali promuoveranno dibattiti con altri giovani, preferibilmente nelle scuole, sui temi affrontati. In particolare, a Napoli, nel 2026 sono stati formati i giovani dell’associazione La Paranza, già attiva sui temi della responsabilizzazione e inclusione giovanile.
Il supporto della rete. La rete costituita da istituzioni pubbliche e Terzo settore, ha confermato la propria importanza strategica nel sostenere ed accompagnare i giovani nell’ambito del modello educativo progettuale, assicurando la propria presenza nei momenti di responsabilizzazione e conoscenza del fenomeno del bullismo, cyberbullismo e vittime.
Azioni incrementate
Corsi di formazione congiunta per genitori e alunni. Questa azione è una novità nel progetto e si differenzia dagli incontri informativi con i genitori perché mira a sviluppare un dialogo più incisivo e a fornire, in maniera più ampia possibile, gli strumenti di intervento nel dialogo con le giovani generazioni sui temi oggetto dell’intervento progettuale. Il corso di formazione è stato rivolto a genitori e insegnanti che, anche nel reciproco confronto, hanno esposto i propri limiti di intervento, talvolta evidenziando vere e proprie incapacità. Al di là delle motivazioni che sono alla base della fragilità educativa raccontata dai partecipanti, gli incontri rafforzano il dialogo tra gli adulti di riferimento che, accompagnati da esperti, cercano di acquisire le migliori modalità di dialogo per esercitare il proprio ruolo educativo e di tutela verso i figli e gli alunni.
L’incrocio con altre iniziative territoriali. Uno degli obiettivi del progetto, era di interagire con altre iniziative di inclusione attive sul territorio, potenziandone l’intervento. Nel comune di Napoli, dove sono avviati i LET (Laboratori di Educativa Territoriale), gli operatori del progetto “Michele parla come me” hanno incontrato i genitori del territorio, coinvolti in un progetto di Educativa Territoriale, per discutere del mondo digitale e condividere strumenti utili per accompagnare i giovani nell’uso consapevole delle tecnologie. L’incontro si è svolto presso l’associazione “La collina dei ragazzi”.
Ampliamento della rete. Il progetto ha ampliato la rete istituzioni e Terzo settore che ha sostenuto le attività, con il coinvolgimento anche della Corte di Appello e della Procura Generale presso la Corte di Appello. L’obiettivo principale, nell’attuale fase, è di guidare il progetto da una programmazione sperimentale ad un modello consolidato che offra ai giovani continui spazi di dialogo, e agli adulti la ricerca di strumenti innovativi di intervento. La riflessione alla base di questa esigenza è che il web e i social non costituiscono tanto un segmento della vita dei giovani, ma sono piuttosto un luogo strutturato e costante attraverso cui si snoda la loro esistenza. Diventa perciò importante guidare le nuove generazioni per riconoscere le potenzialità della rete, distinguendone i rischi, compreso quello di provocare danni inconsapevoli alle vittime.
Come già per il 2025, anche per il 2026 sono state raccolte le riflessioni di chi ha partecipato al progetto, che vengono condivise in una pubblicazione digitale.
La pubblicazione "Michele parla con me" edizione 2026
Anno 2025
Un modello di intervento educativo incisivo per la responsabilizzazione dei minori e giovani adulti per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo e la sensibilizzazione verso le vittime, è lo scopo dell’avvio sperimentale di un progetto dedicato, in continuità con precedenti progetti rivolti a minori e operatori, tutti avviati dall’Ufficio Prevenzione della devianza del Dipartimento.
Nel corso delle esperienze progettuali precedenti è emerso:
- un basso livello di coinvolgimento dei minorenni e giovani adulti nei processi di sensibilizzazione e responsabilizzazione, in particolare per il cyberbullismo
- un significativo divario nella percezione dei minori/giovani di rischi e responsabilità
- il ruolo educativo e di tutela degli adulti.
Per accrescere quindi la consapevolezza nei ragazzi, sono state proposte modalità quali:
- la comunicazione – peer to peer – tra i giovani, da realizzarsi nelle scuole
- il coinvolgimento di minori e giovani adulti in carico alla giustizia minorile e sottoposti a programmi di messa alla prova, in veste di formatori, privilegiando la scelta di autori di reati in rete
- il coinvolgimento di genitori e adulti di riferimento come gli insegnanti
- il sostegno alle attività da parte della rete territoriale integrata Istituzioni- Enti del privato sociale
- la diffusione del progetto per favorirne la replica in altri contesti territoriali.
Azioni avviate
Il progetto si svolge nel territorio del comune di Napoli. Nell’anno scolastico 2025 - 2026 le attività sono avviate anche nel comune di Nola (NA).
- Selezione dei giovani (facilitatori) che condurranno gli incontri, a cura dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) per i minori dell’area penale, dei Servizi Sociali territoriali e degli Enti privati del territorio (centri educativi, parrocchie, associazioni)
- Corsi di formazione rivolti al gruppo dei facilitatori
- Incontri nelle scuole tra il gruppo dei facilitatori e gli studenti
- Incontri sul territorio tra il gruppo dei facilitatori e i giovani aggregati da associazioni, centri educativi, parrocchie
- Incontri con i genitori
- Formazione per i genitori degli studenti e gli insegnanti
- Sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa in cui i partner del progetto hanno formalizzato la costituzione di una rete territoriale integrata tra Istituzioni ed Enti del Privato sociale che ha sostenuto la realizzazione delle attività.
Le attività, che hanno natura sperimentale, possono essere rimodulate in itinere, in risposta a nuove richieste emerse o per la risoluzione di criticità o eventi imprevisti.
In generale, agli incontri con i giovani e i genitori hanno partecipato magistratura minorile, polizia di Stato, esperti psicologi, pedagogisti, giuridici, assistenti sociali ed insegnanti.
Partner del progetto
- Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
- Tribunale per i minorenni di Napoli
- Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli
- Polizia di Stato-Polizia postale
- Istituto scolastico Pavese-Nazareth di Napoli
- Istituto scolastico Bruno-Fiore-Sanseverino di Nola (NA)
- Comune di Napoli
- Fondazione Rut Ets
- Fondazione don Calabria Ets
Consolidamento del percorso educativo partecipato nel 2026
Dopo la fase sperimentale, nel 2024-2025, progressivamente consolidata a Napoli città, il modello, nel 2026, è esteso al territorio di Nola. Un passaggio significativo che ne conferma scalabilità e solidità metodologica.
L'esperienza degli anni precedenti ha confermato la premessa: la competenza digitale non è solo tecnica, ma ha valenza educativa e sociale cioè riguarda ragazzi, genitori, insegnanti, operatori e istituzioni, chiamati a condividere un comune linguaggio e a rafforzare competenze di dialogo e protezione.
Nola diventa il nuovo polo strategico: il progetto oltre che ad agire nelle scuole, trasferisce il percorso educativo partecipato alla comunità territoriale consolidando un’alleanza ampia e stabile.
Le attività 2026 iniziano con la formazione di un nuovo gruppo di giovani di Nola integrato dalla partecipazione di ragazzi di precedenti corsi.
Questi giovani facilitatori saranno impegnati nell’attività di sensibilizzazione tra pari. L'impostazione è la stessa già collaudata a Napoli: dialoghi tra pari nelle scuole (presso l’IC G.Bruno – Fiore - Sanseverino di Nola) riflessioni guidate, narrazione di esperienze, riconoscimento dei rischi della rete e attivazione di comportamenti protettivi.
Parallelamente, presso l’IC Pavese–Nazareth di Napoli sarà avviato un percorso formativo dedicato a genitori e insegnanti. Non semplici incontri informativi, ma workshop esperienziali per aumentare la consapevolezza nella comunità scolastica e familiare. L’obiettivo è duplice: sostenere genitori e insegnanti nella propria crescita digitale e nella comprensione dei rischi del web rafforzando il ruolo educativo e di dialogo per la gestione le dinamiche dell’età evolutiva, con strumenti utili ad individuare segnali di vulnerabilità.
Il percorso prevede in forma integrata:
- la comprensione dei rischi e delle opportunità del web
- la gestione delle dinamiche emotive e relazionali dei minori
- la costruzione di un linguaggio comune per adulti e ragazzi
- il rafforzamento del dialogo e della fiducia nel rapporto genitori - figli.
Un altro obiettivo è la riedizione della pubblicazione “MICHELE PARLA COME ME”.
Dopo l’edizione dedicata a Napoli, nel 2026, sarà pubblicato un nuovo prodotto editoriale dedicato all’esperienza integrata sviluppata a Nola.
Nel segno della continuità per scelte grafiche e narrative, sarà un report in formato digitale utile alla diffusione, che racconta l’evoluzione del modello con analisi, dati, testimonianze del lavoro svolto a Nola. Uno strumento di disseminazione per l’identità del progetto e per condividere buone pratiche.
L’intervento assume così una natura interterritoriale stabile, non più progetto pilota, ma orizzonte condiviso per la comunità educante, fatto di relazioni significative e partecipazione social consapevole.