Progetto Teatro e Carcere
Associazione Culturale TEATRO NECESSARIO Onlus
Casa Circondariale di Genova – Marassi
Progetto Teatro & Carcere
Un teatro necessario
Sintesi delle attività svolte e progetto 2012-2013
Associazione “Teatro Necessario Onlus”
“Essere costruttori di ponti è un abito mentale, un atteggiamento etico, un percorso culturale ed educativo: dunque riguarda la coscienza di ognuno e i valori dei singoli individui…Ma è anche un’opera sociale e corale, chiede e presuppone reciprocità.
Se il ponte viene costruito contemporaneamente da entrambe le estremità, l’incontro sarà più vicino e più sicuro, l’opera più stabile e duratura”.
Don Luigi Ciotti
RAGIONE E SCOPO
L’associazione culturale Teatro Necessario onlus nasce nei primi mesi del 2009 su iniziativa di artisti, operatori culturali e insegnanti, con l’obiettivo di dare continuità e sviluppo alle attività già intraprese a partire dal 2005 con i detenuti della Casa Circondariale di Genova Marassi e gli studenti del corso di Laurea in DAMS dell’Università di Genova.
Tali attività, principalmente orientate verso il teatro come strumento di integrazione e di riabilitazione sociale, hanno già costituito nel corso di questi anni, per i detenuti che vi hanno preso parte, un’intensa attività trattamentale e hanno portato alla realizzazione di cinque spettacoli alle cui rappresentazioni presso il Teatro della Corte, il Teatro Gustavo Modena e il Teatro della Tosse di Genova, il Teatro Duse e il Teatro Nuovo di Torino, hanno assistito migliaia di spettatori e di studenti.
L’associazione Teatro Necessario Onlus si prefigge lo scopo di intensificare e diversificare tutte quelle iniziative che si sono rivelate, oltre che uno straordinario strumento di integrazione e di riabilitazione per i detenuti che ne hanno tratto considerevoli benefici, un interessante fucina in grado di produrre manifestazioni di alto valore sociale oltre che di indiscussa qualità artistica
ORIGINE DEL PROGETTO
Nell’anno 2005, su iniziativa di alcuni insegnanti del corso di grafica pubblicitaria dell’Istituto Vittorio Emanuele II – Ruffini attivo all’interno della Casa Circondariale di Genova – Marassi, venne avviato un “progetto teatro” per i detenuti studenti regolarmente iscritti ai corsi di studio.
L’attuazione venne affidata al regista Sandro Baldacci che, con la sua equipe formata dal musicista Bruno Coli, dal drammaturgo Fabrizio Gambineri e dalla scenografa costumista Laura Benzi, applicò alla realtà carceraria il modello dei Laboratori Teatrali Integrati.
Tale modello, già utilizzato a Genova dalla stessa equipe nella scuola media inferiore fin dal 1997 e a Imperia presso i centri diurni del territorio dal 2003, si prefigge lo scopo di creare opportunità di integrazione e di crescita personale per soggetti disagiati mediante la realizzazione di progetti teatrali aperti alla partecipazione di studenti universitari.
Tra il maggio 2005 e il novembre 2011 la compagnia teatrale, formata da detenuti della Casa Circondariale di Genova - Marassi e studenti tirocinanti del corso di Laurea in DAMS della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Genova, ha dato vita a cinque spettacoli preparati all’interno del carcere e rappresentati nei principali teatri della città.
OBIETTIVI
- L’obiettivo prioritario del progetto Teatro Necessario è quello di offrire ai detenuti, attraverso la creazione all’interno del carcere di una compagnia teatrale integrata, una concreta opportunità per riallacciare i legami con il mondo esterno grazie allo svolgimento di attività creative e altamente formative.
- Nell’ambito di questa iniziativa i detenuti iscritti anche ai corsi scolastici attivi all’interno del Carcere, hanno l’opportunità di prendere parte a tutte quelle attività necessarie per l’allestimento di uno spettacolo teatrale che vanno dall’elaborazione dei testi, allo studio della drammaturgia, dalla recitazione al canto, dall’allestimento delle scene e dei costumi alla progettazione del manifesto pubblicitario, integrando così le discipline curriculari vere e proprie con tutte quelle attività svolte nell’ambito del laboratorio teatrale stesso.
- La natura integrata del laboratorio permette poi un continuo confronto con gli studenti universitari che lavorano per tutta la durata del progetto insieme ai detenuti, fornendo così una concreta opportunità di reinserimento socio educativo.
- Il momento della rappresentazione dello spettacolo presso un teatro esterno costituisce infine un importante momento di sintesi e di conferma dei risultati, ottenuti attraverso un duro percorso disciplinare, grazie al riconoscimento e all’apprezzamento del pubblico.
- Partendo dal presupposto che per garantire maggiore sicurezza e prevenire la recidività a delinquere sono necessari percorsi formativi ed educativi atti a promuovere l’autostima, la progettualità affettiva e professionale, il progetto Teatro Necessario è stato inserito nel 2005 nel percorso “educazione alla legalità” promosso dal Comune di Genova in quanto attività atta a creare, all’interno del carcere, uno spazio nel quale indirizzare le personali potenzialità creative e culturali e nel quale poter ricostruire un’identità sociale come opportunità di reinserimento nella cittadinanza attiva
VALUTAZIONI
I risultati dell’esperienza sono stati estremamente positivi sia sul piano artistico, con la realizzazione di cinque spettacoli che hanno riscosso un grande successo di critica e di pubblico, sia e soprattutto sul piano sociale come testimoniato da tutti gli operatori e i responsabili che hanno collaborato al progetto stesso.
I detenuti che vi hanno preso parte hanno avuto modo di compiere un articolato percorso altamente formativo sotto il profilo culturale, artistico, pedagogico e disciplinare: un bagaglio di esperienze positive per la loro vita fuori dalle mura carcerarie, oggi che molti di loro hanno terminato di scontare la pena per gli errori commessi.
Gli studenti tirocinanti hanno avuto modo di prendere parte ad un’iniziativa unica nel suo genere che, oltre ad avergli conferito numerosi crediti formativi, li ha profondamente segnati sul piano della comunicazione e della solidarietà.
Gli operatori, tutti testimoni di quanto siano positivamente evolute le relazioni sociali e disciplinari durante il corso dell’intera esperienza, si sono indistintamente arricchiti della consapevolezza di quanto possa essere efficace, per un detenuto, un intervento rieducativo ai fini del recupero sociale durante il periodo di pena.
Il lavoro svolto nelle passate edizioni, oltre che raggiungere i risultati precedentemente esposti, ha permesso di acquisire quanto segue:
- La costituzione di una valida èquipe di lavoro, formata da professionisti dello spettacolo, che ha già confermato la sua disponibilità a continuare il lavoro intrapreso.
- La realizzazione di cinque spettacoli che hanno ricevuto un largo consenso di pubblico e di critica
- La realizzazione di un significativo ponte con il mondo esterno e, in particolare, l’incontro e il confronto tra i detenuti e gli studenti delle scuole che hanno assistito alle rappresentazioni.
LOCANDINE DEI CINQUE SPETTACOLI REALIZZATI DAL 2006 AL 2011
SCATENATI
Teatro Modena, 5 – 6 - 8 maggio 2006
4 rappresentazioni – 2.400 spettatori
Testo:basato su frammenti elaborati dai detenuti della Casa Circondariale di Genova Marassi
SONO FELICE PER TE
Teatro della Corte, 5 - 6 ottobre 2007
4 rappresentazioni – 3.000 spettatori
MAHAGONNY
Teatro della Tosse, 13 – 14 febbraio 2009
4 rappresentazioni – 2.000 spettatori
In collaborazione con: Teatro dell’Archivolto, Teatro Stabile di Genova, Teatro della Tosse, Università di Genova – Corso di Laurea in DAMS, Paperplane
Con il contributo di: Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Fondazione Carige
ENDURANCE
Teatro Duse, 30 settembre – 2 ottobre 2010
6 rappresentazioni – 3.000 spettatori
Scenografia costruita nel laboratorio della Casa Circondariale di Marassi
PINOKKIO & Co.
Teatro della Tosse, 17 novembre - 19 novembre 2011
6 rappresentazioni – 3050 spettatori
Scenografia costruita nel laboratorio della Casa Circondariale di Marassi
Progetto 2012/2013
A partire dal mese di gennaio 2012 sono ripresi i laboratori teatrali all’interno della Casa Circondariale di Genova Marassi con l’obiettivo di realizzare entro i primi mesi del 2013, un nuovo spettacolo con la partecipazione di detenuti e studenti, secondo le già collaudate modalità.
La conduzione dei laboratori, che hanno una cadenza di due incontri alla settimana, sono affidati alla stessa equipe che ha realizzato i precedenti progetti e porteranno i detenuti iscritti all’acquisizione delle competenze necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
I laboratori principali saranno teatrali, musicali, di scenografia e scrittura condotti dai professionisti dello spettacolo.
Lo spettacolo avrà la stessa struttura corale e musicale delle passate edizioni e vedrà impegnati un gruppo di quindici detenuti, selezionati fra i quasi ottocento detenuti nel Carcere di Marassi, alcuni studenti dell’ Istituto Vittorio Emanuele II – Ruffini, del DAMS di Imperia e della scuola di recitazione La Quinta Praticabile di Genova.
Il nuovo spettacolo dal titolo “ROMEO e GIULIETTA” ovvero Shakespeare nostro contemporaneo sarà rappresentato in uno dei teatri che già hanno avuto modo di partecipare al progetto e prevede repliche al mattino per gli studenti e alla sera per il pubblico generico.
La novità di quest’anno è che i protagonisti della nota tragedia shakespeariana saranno interpretati questa volta da due giovanissimi attori di sedici anni, Giordana Faggiano e Alessandro Bandini, formatisi alla scuola di recitazione La Quinta Praticabile, che avranno così l’opportunità di lavorare per un anno intero con i detenuti stessi.
Per la seconda volta, dopo la messa in scena di Mahagonny, tratto dal testo “Ascesa e caduta della città di Mahagonny di B. Brecht, la compagnia affronta un classico della letteratura teatrale mondiale con l’intento di dimostrare come Romeo e Giulietta, scritto da Shakespeare tra il 1594 e il 1596, tratti tematiche ancora estremamente attuali. E lo fa per mezzo di un adattamento del testo che, pur nel pieno rispetto dell’autore, cala la vicenda in un torbido contesto metropolitano quale è spesso possibile evincere dai fatti riportati da tanti articoli di cronaca nera pubblicati sui nostri quotidiani.
Ed ecco allora i Capuleti diventare Capone, violenta famiglia mafiosa dalle chiare connotazioni meridionali che si esprime in napoletano e i Montecchi trasformarsi in Montoya, gruppo nomade e multietnico impegnato in una lotta senza quartiere per il controllo del territorio.
Giulietta, giovane figlia punk in pieno conflitto generazionale con un padre despota e autoritario che vuole farle sposare Paride per rinsaldare i suoi rapporti con un’altra famiglia malavitosa, si innamora invece di Romeo, affascinante discendente gitano della famiglia Montoja.
E di questo passo frate Lorenzo, spesso sotto effetto di allucinogeni, è un mistico invasato che si esprime in un latino improbabile, la cui scarsa dimestichezza con gli strumenti informatici sarà la causa del mancato recapito della mail con la quale tenta di informare Romeo, fuggito nel frattempo dai sicari che il Principe, in affari con il patriarca Caputo ha ingaggiato per ucciderlo, delle sue trame maldestre per tentare di salvare il suo matrimonio con Giulietta.
La tragedia, ricca di colpi di scena drammatici ma anche di momenti esilaranti che ne fanno una tragi- commedia musicale come nella nostra consuetudine, si snoda come una partita a scacchi fra due famiglie la cui violenza viene perpetrata, nella nostra versione, mediante l’uso di pistole e fucili a canne mozze in luogo delle spade.
A pagare, come nella vicenda originale, saranno infine i due giovani e nel finale, che il sangue versato degli innocenti tinge di rosso, diviene palese come la partita giocata dalle famiglie malavitose fosse in effetti, fin dalle prime battute, una partita a scacchi con una morte di bergmaniana memoria.
Anche per quest’anno la squadra operativa viene riconfermata nella sua totalità: la regia è di Sandro Baldacci, l’adattamento del testo di Fabrizio Gambineri e Sandro Baldacci, le Musiche di Bruno Coli, le scenografie e i costumi di Laura Benzi.
L’organizzazione generale di Mirella Cannata e di Carlo Imparato.