Progetto PEGASO - Processi plurali di rete per l'inclusione dei detenuti
| Soggetto referente: | Techne - Consorzio per la formazione Professionale di Forlì- Cesena coordinatori.fo@mailtechne.org |
| Chi partecipa nell'ambito dell'Amministrazione penitenziaria: | PRAP Emilia Romagna |
| Tipologia di partecipazione: | Partner di rete |
| Altri partner: | En.A.I.P. Ferrara - Ente ACLI Istruzione Professionale Ferara CEFAL - Consorzio Europeo per la Formazione e l'Addestramento dei Lavoratori Università di Bologna - Dipartimento di Discipline della Comunicazione Comune di Ferrara - Assessorato alla Salute e Servizi alla Persona Comune di Bologna - Settore COordinamento Servizi Sociali Federazione En.A.I.P. Emilia Romagna Associazione Nuovamente Amministrazione provinciale di Forlì-Cesena |
| Target progetto: | detenuti ed ex detenuti |
| Durata progetto: | 14 luglio 2005 - 30 settembre 2007 |
Obiettivi del progetto nazionale:
Il progetto affronta alcune cause di esclusione e marginalità sociale dei detenuti, in particolare: le scarse opportunità di lavoro; le poche opportunità di socializzazione degli ex-detenuti; le inadeguate competenze professionali rispetto alle richieste del mercato.
La PS si concentra su un bacino d'intervento che comprende le Province di Forlì Cesena, Bologna, Ferrara. La strategia di fondo proposta dalla PS si basa sulla capacità dei partner di innescare il cambiamento tramite interventi sui beneficiari finali e sugli operatori dei processi di inclusione. Per questi ultimi vengono costruiti nuovi "anelli" nella "catena" dei percorsi di inclusione e "rinnovati" gli anelli deboli, rendendo gli operatori intermedi capaci di produrre interventi di rete efficienti e risultati quantificabili. Per i beneficiari finali vengono sperimentati nuovi profili professionali dentro e fuori le mura del carcere per invertire la rotta di un destino lavorativo spesso standardizzato su livelli di professionalità bassi, inefficaci rispetto alle originali attitudini dell'individuo, al suo bisogno di emancipazione dalla illegalità e di legittimazione sociale. Per la comunità locale il progetto predispone strumenti di comunicazione e sensibilizzazione finalizzati a stimolare un nuovo approccio sociale al fenomeno carcere e alla dimensione esistenziale dei detenuti, per promuovere consapevolezza da parte dei cittadini e reciprocità tra detenuti e cittadini nella partecipazione alla vita sociale.
Il progetto si realizza su tutto il territorio regionale ed è sviluppato in quattro macrofasi contestuali:
- macrofase 1, orientata all'integrazione stabile tra politiche del lavoro e politiche sociali;
- macrofase 2, orientata a sperimentare interventi di sviluppo sociale ed occupazionale sui e con i beneficiari, detenuti, condannati in misura alternativa, ex detenuti;
- macrofase 3, processi di comunicazione, orientata alla costituzione e al consolidamento di una agenzia interprovinciale di comunicazione sociale creativa sulle problematiche dell'esecuzione penale;
- macrofase 4, orientata ad azioni trasversali che attraversano il progetto nella sua complessità, nelle quali si evidenziano il CTS, Comitato Tecnico Scientifico, e il Comitato di Valutazione, organismi che vedono la partecipazione di diritto del Provveditorato dell'Amministrazione penitenziaria.
Cosa si è fatto:
Nell'ambito della macrofase 1, processi in rete, è stata avviata l'azione trasversale per l'assistenza ai comitati locali area esecuzione penale adulti e alle reti locali che si concretizzerà nella realizzazione delle attività di pianificazione strategica di indirizzo e governance dei "Comitati locali Area Esecuzione Penale Adulti".
Nella macrofase 2, processi di sperimentazione, è stata avviata l'azione trasversale di ricerca e elaborazione di buone pratiche, ovvero uno studio comparativo che abbia l'obiettivo di definire e analizzare le azioni di inserimento promosse in progetti ed esperienze extra provinciali, attraverso azioni di ricerca bibliografica, web/stampa/riviste, interviste telefoniche.
Sempre nella macrofase 2, processi di sperimentazione, è stata avviata l'azione locale che prevede di realizzare la sperimentazione di strumenti di reimpiego tramite l'integrazione personalizzata di interventi innovativi destinati all'utente.
Inoltre è stato presentato il progetto "RAEEIN CARCERE", una proposta di sperimentazione con HERA spa (Bologna) che assume rilevanza sperimentale in merito all'occupabilità di detenuti.