Progetto G.O.A.L. - Governare Organizzazioni Attivando Legalità
Il progetto é il punto di arrivo di attese personali molto sofferte da parte di tutti i partecipanti all'iniziativa. In questo senso il nome dato al progetto formativo segna il raggiungimento di un obiettivo. Si è voluto inoltre riempire il nome del progetto di significato con un richiamo forte alla legalità, intesa come quadro di riferimento essenziale per lo svolgimento dei compiti istituzionali assegnati dalla Costituzione all'Amministrazione penitenziaria.
I destinatari
Il progetto è rivolto a 40 dirigenti dell'Amministrazione penitenziaria, di cui 37 dirigenti di area 1 e 3 dirigenti penitenziari scrutinati ai sensi dell'art. 40 della legge 395/90.
E' la prima iniziativa di formazione rivolta ai dirigenti di area 1, atteso il loro recente inquadramento nella qualifica, avvenuta a completamento di un disegno legislativo, più ampio, di riorganizzazione delle strutture e degli organici dell'Amministrazione penitenziaria, previsto dal decreto legislativo 21 maggio 2000 n.146.
Questi ultimi infatti andranno a ricoprire molti dei posti di funzione a loro riservati nell'ambito degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione penitenziaria, di cui al decreto ministeriale di riorganizzazione del 27 settembre 2007.
L'attività formativa che si propone, essendo destinata prevalentemente ai capi degli uffici detenuti e trattamento e degli uffici della contabilità e della programmazione economica, offre l'opportunità di incidere sul miglioramento dell'organizzazione presso ciascun Provveditorato regionale e presso il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria.
Un percorso formativo nuovo
Nella costruzione del percorso si è tenuto conto del carattere di novità che l'iniziativa riveste essendo la prima ad essere organizzata per i dirigenti di area 1, dei risultati emersi a seguito della ricerca effettuata attraverso il PEA n. 21, denominato "managerialità del dirigente penitenziario" e dell'esperienza formativa pregressa posseduta dai partecipanti, tutti già da lungo tempo in servizio presso l'Amministrazione penitenziaria.
Il corso, volutamente di breve durata e concentrato nei contenuti, ha il principale obiettivo di reinvestire le conoscenze e le competenze possedute dai partecipanti per ricollocarle e riposizionarle in funzione dell'attuale ruolo ricoperto e delle nuove competenze attribuite ai neo-dirigenti. Per scelta formativa si è elaborato un percorso congiunto con i tre dirigenti penitenziari, scrutinati ai sensi dell'art. 40 della legge 395/90 che, anche loro, già da molti anni svolgono attività di direzione di strutture complesse e, per dettato normativo, sono stati ammessi a frequentare un corso della durata di tre mesi, per l'accesso alla qualifica.
La formazione progettata tenendo conto delle esperienze professionali diversificate, ha inteso da un lato valorizzarne il patrimonio professionale, anche attraverso l'approfondimento e la rimodulazione delle conoscenze e delle abilità possedute e nel contempo, dare rilevanza al differenziato contesto operativo funzionale di provenienza dei partecipanti con l'obiettivo di definire un profilo di dirigente omogeneo.
In linea anche con la raccomandazione n.R(97)12 del Consiglio d'Europa, la formazione e l'aggiornamento dei dirigenti dovrebbe infatti comprendere programmi comuni ed obbligatori, adattati alla natura delle responsabilità affidate.
L'attività formativa progettata, ha inteso pertanto strutturare, al di là delle peculiari diversità professionali, un percorso formativo, comune a tutti, che esalti l'espressione della qualifica indipendentemente dalle concrete applicazioni operative.
Attesa quindi l'esigenza di accompagnare i funzionari nello svolgimento del nuovo incarico, il progetto formativo è volto a fornire strumenti idonei a favorire e potenziare le competenze necessarie alla funzione manageriale, per operare nell'ottica della qualità e del miglioramento del servizio.
L'intervento mira, altresì, a creare una profilo di dirigente dotato delle competenze utili ad interloquire adeguatamente, al di là delle specificità professionali richieste dalla collocazione operativa, all'interno e all'esterno dell'organizzazione penitenziaria.
Il progetto G.O.A.L vuole essere un primo momento formativo di accompagnamento dei corsisti nello svolgimento del nuovo ruolo che non intende essere esaustivo dell'attività di aggiornamento richiesto ai pubblici impiegati ed in particolare ai dirigenti, nella prospettiva che vede la formazione come funzione di accompagnamento lungo tutto l'arco di vita professionale.
Gli obiettivi
Alla luce delle considerazioni esposte si delineano i seguenti obiettivi formativi:
- avviare un confronto tra dirigenti appartenenti a diversi ruoli, che operano in contesti operativi differenti e svolgono funzioni diversificate, allo scopo di attivare uno scambio condiviso su problematiche e aree di intervento manageriali per creare un rete relazionale che favorisca l'espressione della funzione manageriale, in vista del raggiungimento degli obiettivi istituzionali
- facilitare la comunicazione, troppo spesso dipendente dalla collocazione operativa e dalla diversa professionalità di provenienza, per creare un linguaggio comune che miri al miglioramento dell'organizzazione attraverso un cambiamento culturale ed organizzativo
- riflettere sulla complessità dell'organizzazione penitenziaria per sperimentare approcci innovativi volti a consolidare ed ampliare la capacità di organizzare le proprie competenze professionali e relazionali per il conseguimento degli obiettivi istituzionali e gettare le basi per l'avvio di una comunità di pratiche
- elaborare un "Piano d'azione individuale" di organizzazione e gestione del proprio ufficio
L'organizzazione del percorso formativo
Allo scopo di creare un assetto formativo favorevole, si è ritenuto di suddividere i partecipanti in due gruppi (di venti unità ciascuno), in cui rappresentare tutte le professionalità e le provenienze territoriali (centro, nord e sud). Ove espressamente richiesto sono state tenute in considerazione anche eventuali esigenze personali espresse.
Si è altresì tenuto conto, attraverso la somministrazione di questionari, delle pregresse esperienze formative dei partecipanti allo scopo di costruire un percorso di supporto alle nuove competenze e di completamento di quelle già possedute.
Attesa la brevità dell'attività formativa strutturata, non è stato possibile prendere in considerazione nell'elaborazione del programma tutte le numerose sollecitazioni pervenute dai partecipanti; le stesse saranno valutate nell'ambito delle prossime iniziative formative che verranno organizzate da questo Istituto Superiore.
Sono stati previsti due Corsi, di uguale contenuto, ma autonomi sotto il profilo organizzativo.
L'articolazione del percorso formativo
Il percorso ipotizzato prevede una organizzazione modulare, della durata complessiva di tre mesi, la cui impostazione è centrata anche su metodologie idonee a porre in essere un coinvolgimento interattivo dei destinatari della formazione. Le attività si articolano in due moduli di due settimane d'aula presso l'Istituto superiore di studi penitenziari, per complessive 128 ore di formazione.
Per i dirigenti di area 1, ai periodi di didattica d'aula segue il rientro nella propria sede di servizio, la cui presenza è interrotta da brevi visite presso enti e strutture esterne all'Amministrazione penitenziaria.
I dirigenti di cui all'art. 40 della legge 395/90 effettuano invece uno stage presso le strutture centrali e le articolazioni territoriali del Dipartimento per la giustizia minorile situate nelle regioni di provenienza dei tre dirigenti medesimi.
Segue un evento conclusivo con la contemporanea presenza di tutti i dirigenti dei due corsi.
Si riporta di seguito lo schema temporale di svolgimento del percorso formativo dei due Corsi.
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1° CORSO (Gruppo A) |
2° CORSO (Gruppo B) |
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I°MODULO |
I° MODULO |
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Didattica |
Servizio in sede |
Didattica |
Servizio in sede |
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2 - 11 aprile 2008 |
14 - aprile 2008 9 maggio 2008 |
14 - 24 aprile 2008 |
28 - aprile 23 maggio 2008 |
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II°MODULO |
II°MODULO |
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Didattica |
Servizio in sede e stage |
Didattica |
Servizio in sede e stage |
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12 - 23 maggio 2008 |
26 maggio -
20 giugno 2008 |
26 maggio 6 giugno 2008 |
9 giugno 27 giugno 2008 |
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Conclusione del corso |
1° e 2° Corso |
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2 giornate |
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3 - 4 luglio 2008 da confermare |
I contenuti
I contenuti delle attività di ciascun corso sono stati raggruppati in tre macroaree tematiche: metodologica, giuridica e manageriale.
La scelta delle tematiche e l'approfondimento delle stesse non vuole essere esaustiva ma intende evidenziare gli argomenti di riferimento più rilevanti per l'espletamento delle funzioni dirigenziali.
L'intero percorso formativo è finalizzato inoltre a consentire attraverso uno specifico filone didattico-metodologico, l'acquisizione degli strumenti di analisi e di rielaborazione del contesto organizzativo di riferimento tesi ad ampliare la capacità di organizzare le proprie competenze professionali per il conseguimento degli obiettivi istituzionali.
Questo percorso è funzionale al raggiungimento dell'obiettivo formativo volto alla redazione del "Piano d'azione individuale" di organizzazione e gestione del proprio ufficio, propedeutico all'esercizio delle funzioni che i partecipanti andranno a svolgere.
Per i tre dirigenti scrutinati ai sensi dell'art. 40 della legge 395/90, che già svolgono le funzioni dirigenziali, la formazione proposta è tesa a consentire lo sviluppo di progetti organizzativi e gestionali innovativi.
I corsisti avranno l'opportunità di elaborare una modalità di lavoro condivisa, con riferimento ai contenuti, agli obiettivi, alle metodologie da utilizzare per realizzare il piano di miglioramento dell'ufficio che andranno a dirigere, anche attraverso la rilevazione delle buone prassi. L'auspicio è che lo scambio e le riflessioni che emergeranno possano costituire un punto di partenza per lo sviluppo di un messaggio culturale nuovo e dinamico esteso a tutti i capi area degli uffici di riferimento a livello regionale e centrale.
Anche i periodi di stage sono finalizzati alla redazione del piano d'azione individuale attraverso l'individuazione e l'analisi dei processi organizzativi e lavorativi delle realtà operative che osserveranno, sia durante le visite presso strutture esterne all'Amministrazione penitenziaria che nel periodo di applicazione presso il Dipartimento per la Giustizia minorile (solo per i tre dirigenti ex. art. 40).
Il piano d'azione individuale, elaborato da ciascun corsista, verrà presentato a fine corso e sarà momento prezioso di considerazioni comuni e punto di partenza per l'avvio e l'attuazione di strategie di governo condivise. Per i tre dirigenti ex art. 40, invece, la sistematizzazione delle acquisizioni teorico-esperienziali dello stage potrebbe essere finalizzata alla stesura dell'elaborato di fine corso.
I docenti
Per la didattica d'aula, l'Istituto Superiore ha stipulato convenzioni con l'Università di Padova, l'Università degli studi di "Roma tre", con CEIDA s.r.l. e per alcune tematiche, data la peculiarità della trattazione, si avvarrà della collaborazione di docenti ed esperti interni ed esterni all'Amministrazione penitenziaria.
Gli esami finali
L'esame finale è previsto dalla normativa solo per i dirigenti scrutinati ai sensi dell'art. 1 bis della legge 19/85 e consiste nella discussione di un elaborato avente ad oggetto uno dei temi affrontati durante il percorso formativo. La data degli esami sarà definita successivamente.