Protocollo d'intesa tra il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e la Comunità di Sant’Egidio per azioni congiunte sui temi dell’educazione e dell’assistenza dei minori e giovani ristretti nell’Istituto Penale per i Minorenni Casal del Marmo di Roma - 19 febbraio 2025
February 19, 2025
PROTOCOLLO D'INTESA
TRA
Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, con sede in Roma, Via Damiano Chiesa n. 24, C.F. 97113870584, in persona del Capo Dipartimento, Dott. Antonio Sangermano, munito dei necessari poteri e abilitato alla firma del presente accordo (di seguito per brevità “DGMC”);
E
Comunità di Sant’Egidio, con sede in Roma, Piazza S. Egidio n. 3/A, C.F. 80191770587, in persona del Presidente, Prof. Marco Impagliazzo (d’ora in avanti “SANT’EGIDIO”)
PREMESSO CHE
- DGMC è un’articolazione organizzativa del Ministero della Giustizia deputata alla tutela ed alla protezione giuridica dei minori nonché al trattamento dei giovani che commettono reati e persegue, a tal fine, azioni di sensibilizzazione delle istituzioni, del privato sociale e delle comunità locali per la realizzazione di attività che, anche con il coinvolgimento di Enti ed Associazioni che operano nel campo della devianza minorile e della tutela dei minori, siano finalizzate al recupero sociale dei soggetti in età evolutiva;
- DGMC nell’ambito delle competenze del Ministero della Giustizia in materia di esecuzione penale:
- esercita le funzioni e i compiti inerenti all’esecuzione dei provvedimenti penali del giudice minorile in materia penale e quelli inerenti all'esecuzione penale esterna ed alla messa alla prova degli adulti;
- è deputato alla tutela, di minori e giovani adulti che hanno fatto ingresso nel circuito penale, favorendo percorsi di presa in carico finalizzati al reinserimento sociale;
- assicura e verifica l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria minorile attraverso i Centri per la Giustizia Minorile (CGM) - quali organi decentrati che hanno competenza sul territorio di una o più regioni – e i servizi minorili dipendenti;
- promuove la realizzazione e la sperimentazione di azioni rispondenti alle esigenze dei soggetti dell’area penale, anche con il coinvolgimento di istituzioni, attori del privato sociale e della comunità locale istituendo reti finalizzate all’inclusione sociale;
- DCMC attiva programmi educativi, di studio e di formazione-lavoro e di tempo libero, anche con soggetti terzi e operatori del terzo settore, al fine di assicurare l’inclusione sociale dei minori e dei giovani adulti;
- DGMC, tramite la Direzione Generale competente:
- provvede ad assicurare l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria Minorile, garantendo la certezza della pena, la tutela dei diritti soggettivi e la promozione dei processi evolutivi adolescenziali in atto;
- persegue la qualità delle azioni trattamentali rivolte ai minorenni e giovani adulti in carico agli Istituti Penali per i Minorenni e agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni, con particolare riferimento alle azioni dirette a promuovere la cultura della legalità;
- si prefigge la finalità di diffondere, migliorare e promuovere una cultura di sensibilizzazione in favore degli adolescenti, interessando la comunità locale sulle problematiche del disagio e della devianza minorile e sul reperimento di opportunità concrete per la prevenzione e il reinserimento nel contesto sociale dei minorenni e dei giovani dell'area penale.
- SANT’EGIDIO, è un’associazione impegnata nel contrasto alla povertà nei contesti urbani e nel facilitare l’inclusione sociale di chi è in condizione di grande vulnerabilità per coniugare aiuto concreto e difesa della dignità umana nel rispetto dei diritti e di una giustizia capace di rispettare la vita;
- SANT’EGIDIO è presente dal 1990 con i propri servizi gratuiti attraverso operatori volontari negli Istituti penitenziari per adulti di diverse Regioni italiane nelle sezioni per persone detenute comuni, precauzionali, di alta sicurezza o per collaboratori, nei reparti ospedalieri detentivi, nelle sezioni femminili, specie quelle che accolgono madri e bambini, operando per il sostegno di percorsi di risocializzazione soprattutto a favore di persone con ridotti contatti con l’esterno e che vivono in condizioni di estrema povertà, affette da patologie o da disagio fisico e psichico. Attualmente ha in essere una collaborazione stabile con gli UEPE per l’accoglienza delle persone in messa alla prova.
- SANT’EGIDIO ha sviluppato un metodo di intervento caratterizzato da un approccio olistico che:
- mette al centro la relazione diretta e personale con le persone detenute fin dall’ingresso negli Istituti penitenziari, durante l’esecuzione della pena, fino all’uscita e nel percorso di reinserimento sociale;
- presta particolare attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità adoperandosi per contrastare fenomeni di marginalità e discriminazione e individuando attraverso la presenza dei propri operatori eventuali situazioni a rischio;
- promuove la cultura della solidarietà, della convivenza e della non violenza fra le persone e i detenuti;
- realizza una sinergia con le Direzioni, il personale di Polizia penitenziaria, l’area educativa e trattamentale e le altre realtà istituzionali e del volontariato presenti negli Istituti;
- SANT’EGIDIO realizza i suoi interventi attraverso volontari esperti e qualificati impegnati a titolo gratuito coadiuvati da una rete diffusa presente sul territorio e in contatto con i servizi di base pubblici e privati.
VISTI
- l’art. 27 della Costituzione “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”;
- il D.P.R. 448/88 "Disposizioni sul processo penale minorile a carico di imputati minorenni" e il D.Lgs. 272/89, norme di attuazione, coordinamento e transitorie del DPR 448/88, che riconoscono entrambi quale fondamento del trattamento l'offerta di interventi ed attività volte a sostenere gli interessi umani, culturali e professionali dei soggetti del circuito penale;
- la Legge n.117/2014 che ha esteso al compimento del 25° anno di età la presa in carico dei Servizi della Giustizia Minorile per i giovani che hanno commesso un reato durante la minore età, sottoposti a procedimento penale da parte dell’Autorità Giudiziaria Minorile;
- la Legge 354/75 recante "Norme sull'Ordinamento Penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà" e successive modifiche;
- il D.P.R. 230/2000 recante “Regolamento recante norme sull'Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà”;
- il D.Lgs. 2 ottobre 2018, n. 121 che disciplina l’esecuzione della pena detentiva e delle misure penali di comunità nei confronti dei condannati minorenni, favorendo percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato, nonché la responsabilizzazione, l'educazione e il pieno sviluppo psico-fisico del minorenne, la preparazione alla vita libera, l'inclusione sociale e la prevenzione di ulteriori reati, anche mediante il ricorso ai percorsi di istruzione, di formazione professionale, di istruzione e formazione professionale, di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, e ad attività di utilità sociale, culturali, sportive e di tempo libero;
- il D.M. del 27 luglio 2023 “Modalità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’art. 71, comma 1, lett. d), del Decreto Legislativo 10 ottobre 2022, n. 150”;
- la Legge n. 159 del 13 novembre 2023 recante: “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché' per la sicurezza dei minori in ambito digitale”;
- la Legge 285/1997 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza”;
- la Legge 8 novembre 2000 n. 328, Legge quadro per il sistema integrato di interventi e servizi sociali all’art. 1 c. 4 in cui si “riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore della programmazione, della organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.”;
- il Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106 e successivi decreti attuativi.
- il documento “Linee di indirizzo in materia di volontariato, partecipazione sociale ed esecuzione penale” approvate il 10 marzo 1994 della Commissione Nazionale Consultiva e di Coordinamento del Ministero della Giustizia per i rapporti con le Regioni, gli Enti Locali e il volontariato, che evidenzia l'importanza del ruolo del volontariato nelle attività di prevenzione generale e nell'ambito degli interventi finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti entrati nel circuito penale;
- la Direttiva (UE) 2016/800 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'11 maggio 2016 sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali;
- le “Regole minime per l’amministrazione della giustizia minorile” ONU, New York 29 novembre 1985 – Regole di Pechino;
- la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge 27 maggio 1991, n.176;
- la Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non-discriminazione attraverso l'educazione, adottata dai Ministri dell'istruzione dell'Unione Europea (Parigi, 17 marzo 2015).
CONSIDERATO QUANTO SEGUE
DGMC e SANT’EGIDIO si prefiggono la finalità di sensibilizzare, diffondere e promuovere iniziative, progettualità e attività a favore dei minori e giovani adulti nell’ambito del trattamento del disagio e della devianza minorile all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni “Casal del Marmo” di Roma;
le attività, previste dal presente Protocollo d’Intesa, proposte ai minori e giovani adulti sottoposti a provvedimenti penali ristretti nell’Istituto Penale per i Minorenni “Casal del Marmo” di Roma favoriscono l’espressione delle loro potenzialità, interessi e attitudini, nonché la condivisione di esperienze positive a livello di gruppo dei pari e nei confronti della comunità esterna e promuovono il processo di integrazione sociale;
previa intesa tra DGMC e SANT’EGIDIO le attività previste nel presente Protocollo potranno essere eventualmente realizzate in altri Istituti Penale per i Minorenni presenti sul territorio nazionale.
DGMC valuterà, ove ritenuto opportuno, la diffusione del presente Protocollo ai Centri di Giustizia Minorile e agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni.
STIPULANO E CONVENGONO QUANTO SEGUE
ART. 1
Finalità generali
DGMC e SANT’EGIDIO (d’ora in avanti le Parti), nel quadro del presente Protocollo e nel rispetto della legislazione nazionale, si impegnano ad avviare un rapporto di collaborazione per l’individuazione e il superamento delle criticità e la realizzazione di azioni congiunte sui temi dell’educazione e dell’assistenza dei minori e giovani ristretti nell’ Istituto Penale per i Minorenni “Casal del Marmo” di Roma, ed eventualmente replicabili in altri Istituti, favorendo buone prassi ed azioni di sistema volte alla rieducazione e al positivo reinserimento degli stessi nel tessuto sociale.
ART. 2
Realizzazione attività di formazione e culturali, di educazione alla pace, alla non violenza e alla convivenza, di sensibilizzazione alla solidarietà
DGMC si impegna su proposta di SANT’EGIDIO a favorire l’accesso, previa autorizzazione del Magistrato di Sorveglianza, di volontari, esperti e figure specifiche nell’ambito dei percorsi trattamentali nonché di mediatori interculturali, i quali propongano strumenti e supporti finalizzati a consentire che minori e giovani ristretti mantengano e consolidino legami significativi con le comunità di appartenenza e a sperimentare eventualmente, in forme culturalmente idonee e compatibili, esperienze in materia di libertà religiosa, ferme restando le competenze proprie previste per i Ministri di Culto;
SANT’EGIDIO si impegna, in particolare, a realizzare corsi di lingua e cultura italiana, iniziative culturali, progetti formativi, laboratori di pace sui temi della convivenza e dell’integrazione, del contrasto alla discriminazione e della radicalizzazione, campagne o azioni di sensibilizzazione e di solidarietà anche in ambito internazionale, eventi religiosi e interreligiosi, attività artistiche, manuali e musicali in una prospettiva educativa e di complessivo reinserimento sociale.
ART. 3
Intercettare le situazioni di fragilità e a rischio e incrementare le attività di risocializzazione e di reinserimento delle persone detenute e il collegamento tra carcere e territorio
b impegna, tramite i suoi operatori, a promuovere iniziative utili per il buon andamento della vita all’interno del contesto carcerario. Ed in particolare si impegna ad effettuare colloqui personali con l’obiettivo di individuare situazioni di fragilità e a rischio e proporre e avviare conseguenti attività di sostegno, comprensive di assistenza materiale e spirituale, e di percorsi di reinserimento sociale.
ART. 4
Incrementare il sostegno materiale alle persone in condizione economica, sociale e familiare precaria
DGMC si impegna a favorire, in ordine a orari, tempi e controlli, l’ingresso di indumenti e altri generi di prima necessità destinati alle persone ristrette permettendo, nel rispetto dei regolamenti interni, la distribuzione diretta e personale da parte dei volontari di Sant’Egidio;
SANT’EGIDIO si impegna, a titolo gratuito ed elargendo le donazioni acquisite, a destinare alla popolazione detenuta donazioni di indumenti, materiale per l’igiene personale, alimenti ed altri prodotti utili, rilevando esigenze contingenti ed emergenti.
ART. 5
Rafforzare la sinergia al fine di affrontare le situazioni di criticità e proporre percorsi per contrastare l’isolamento ed umanizzare la vita detentiva.
Le parti si impegnano a programmare incontri periodici e/o occasionali con la Direzione, l’Area Educativa e il personale della Polizia Penitenziaria, finalizzati alla presa in carico delle persone ristrette, con particolare riferimento a coloro che sono privi di legami con l’esterno, fin dal momento del loro ingresso nell’Istituto e in vista della loro dimissione, in modo da contribuire al buon andamento della vita detentiva;
ART. 6
Organizzare momenti di confronto e scambio.
SANT’EGIDIO si impegna, infine, a proporre e promuovere momenti di riflessione, approfondimento culturale e scambio con il personale civile e della Polizia penitenziaria sui temi della convivenza, della pace, dei diritti e dell’integrazione.
ART. 7
Durata e rinnovo.
Il presente Protocollo d’Intesa ha validità triennale dalla data di sottoscrizione e potrà essere prorogato o rinnovato in forma scritta a scadenza, previa valutazione positiva congiunta dei risultati delle iniziative poste in essere, essendo esclusa ogni forma di rinnovo tacito.
ART. 8
Oneri economici
Il presente Protocollo non prevede oneri economici per le parti fatti salvi eventuali ulteriori accordi.
ART. 9
Riservatezza
- Le Parti si impegnano a far rispettare ai propri dipendenti la massima riservatezza sui dati e le informazioni messe a disposizione e di quelli di cui vengano in possesso e, comunque, a conoscenza, nell’esecuzione del Protocollo d’Intesa.
- L’obbligo di riservatezza comprende il divieto di divulgare, in alcun modo e in qualsiasi forma, i suddetti dati, informazioni e documenti e di farne oggetto di utilizzazione, a qualsiasi titolo, per scopi diversi da quelli strettamente necessari all’esecuzione del Protocollo.
- In caso d’inosservanza degli obblighi di riservatezza, DGMC o SANT’EGIDIO hanno la facoltà di dichiarare risolto il presente Protocollo.
ART. 10
Privacy e trattamento dei dati personali
Le Parti dichiarano di essersi reciprocamente comunicate tutte le informazioni di cui all’articolo 13 del Regolamento Europeo 679/2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati afferenti il trattamento di dati personali conferiti per la sottoscrizione e l’esecuzione del contratto stesso e di essere a conoscenza dei diritti che spettano loro in forza delle norme di cui al citato Regolamento.
Le Parti si impegnano ad improntare il trattamento dei dati personali ai principi di correttezza, liceità e trasparenza nel rispetto delle disposizioni di cui al Regolamento Europeo 679/2016 e della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e a non comunicare i predetti dati personali a soggetti terzi, se non ai fini dell’esecuzione del Protocollo o nei casi espressamente previsti dalla legge, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia.
In particolare le Parti riconoscono di agire ciascuna in qualità di titolare autonomo del trattamento e si impegnano ad operare nel pieno rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali ad esse applicabile in relazione alle attività di trattamento dei dati personali connesse all’esecuzione del presente Protocollo. A tale riguardo, ciascuna Parte terrà indenne e manleverà l’altra da ogni pregiudizio derivante dalla mancata o non corretta esecuzione dei predetti obblighi, impegnandosi all’indennizzo in caso di danni, costi, spese (ivi incluse le spese legali) a seguito dell’eventuale irrogazione di sanzioni amministrative e/o ricorsi avanzati dagli interessati sulla base dei diritti loro attribuiti dalla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, nonché da qualsiasi altra contestazione mossa dalle competenti Autorità di controllo, laddove la responsabilità sia derivante dalla condotta attiva o omissiva dell’altra Parte.
Per l’ipotesi in cui l’esecuzione delle obbligazioni del Protocollo comporti il trattamento di dati personali per conto dell’altra parte, questa, è nominata Responsabile del Trattamento ai sensi dell’articolo 28 del citato Regolamento.
ART. 11
Comunicazioni
Ogni attività mediatica, di comunicazione, diffusione o promozione di notizie aventi a oggetto il presente Protocollo ovvero connesse e/o conseguenti all’esecuzione dello stesso, prima di essere effettuata, dovrà essere concordata tra le Parti per iscritto e formalmente autorizzata dagli Uffici competenti.
Tali attività saranno svolte, in particolare, a favorire reciprocamente la promozione delle immagini e dell’impegno profuso dalle Parti, in aderenza ai rispettivi programmi di comunicazione.
L’ideazione di attività di divulgazione e comunicazione da parte di dovrà attenersi a quanto prescritto dall’art. 13 del D.P.R. 448/88 “Sono vietate la pubblicazione e la divulgazione, con qualsiasi mezzo, di notizie o immagini idonee a consentire l’identificazione del minorenne comunque coinvolto nel procedimento”.
Ogni comunicazione tra le Parti dovrà avvenire in forma scritta, a mezzo PEC, ovvero a mezzo e-mail, ai seguenti indirizzi:
DGMC: PEC prot.dgmc@giustiziacert.it
SANT’EGIDIO: PEC segreteria.santegidio@pec-legal.it
ART. 12
Promozione dell’immagine
Al fine di tutelare e promuovere l’immagine di ciascuna delle Parti, i rispettivi loghi potranno essere utilizzati nell’ambito delle iniziative di cui all’art.2 dell’Accordo stesso, previa autorizzazione scritta delle Parti.
Roma, 19 febbraio 2025
Per il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Il Capo del Dipartimento
Antonio Sangermano
Per la Comunità di Sant’Egidio
Il Presidente
Marco Impagliazzo